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Vero e proprio “jolly” di centrocampo, Bruno Mazzia da Vigliano Biellese, affronta le sue due avventure bianconere con il ruolo di prima riserva, vale a dire (in tempi durante i quali non erano consentite le sostituzioni) il calciatore valido per tutte le occasioni e per ricoprire tutti i ruoli. Così, piano piano, il buon Bruno mette insieme settantasei partite e sei goal.

La sua annata migliore è senza ombra di dubbio, la 1961-62: ventisette presenze, due goal e, soprattutto, titolare nella triplice sfida contro il grandissimo Real Madrid di Puskás, Di Stéfano, Gento, Santamaría e Del Sol, terminata in modo nefasto nella “bella” di Parigi.

Poi, in prestito al Venezia e alla Lazio, prima di tornare in riva al Po e disputare altre due stagioni alla corte di Heriberto Herrera, che lo utilizza sovente e volentieri. Mazzia disputa sempre partite a buon livello, non riuscendo però, a fare quel salto di qualità che gli avrebbe permesso di conquistare un posto al sole.

Nell’estate del 1966, proprio alla vigilia del campionato del tredicesimo scudetto, Bruno è ceduto al Brescia. Al suo attivo uno scudetto, due Coppa Italia, un Torneo di Viareggio e una finale di Coppa delle Fiere contro il Ferencváros.


“LA STAMPA” DEL 20 MARZO 1961

Negli spogliatoi della Juventus si respira aria di festa, non tanto per la vittoria conseguita sul Torino quanto per le notizie che giungono da Milano. Il campionato entra nella fase cruciale, e converrà tenere la squadra a punto per le fatiche che verranno. Ora comunque bisogna parlare del derby, che ha rilanciato i bianconeri verso l’alto della classifica. Incontriamo per primo Mazzia, che ha fretta di togliersi l’ansia dell’intervista d’obbligo. Anzi è lui che parla senza bisogno di essere interrogato: «Vi dico tutto – esordisce il giovane mediano – ma per favore non chiedetemi nulla del rigore, Pensate che sino ad ora non ne avevo sbagliato neppure uno. Ho fallito questo, il più importante». Tutti si chiedono come mai Gren e Parola abbiano deciso di affidare all’esordiente un così impegnativo compito. Bisogna sapere che Mazzia viene considerato uno specialista nei calci dagli undici metri; ancora recentemente a Viareggio nel torneo ragazzi, il giovanotto aveva infilato i sei rigori di qualificazione nella porta del Milan difesa da Altieri. Ieri i tecnici bianconeri gli avevano dato l’incarico, anche considerando che tutti gli altri avevano in precedenza fallito qualche penalty. E Gren conclude l’argomento con la frase: «Quando si vince, un rigore sbagliato non può creare polemica».


“HURRÀ JUVENTUS” DELL’AGOSTO 1964

Se è vero che i giocatori di classe sanno emergere in qualsiasi situazione anche quando, per circostanze d’emergenza o per disposizione dell’allenatore, sono costretti a mutare il loro ruolo, si può tranquillamente affermare che Bruno Mazzia è un atleta abituato a condire il proprio gioco con spunti di autentica classe. Il suo è senz’altro un ritorno gradito e interessante. Quando la Juventus Io aveva ceduto in prestito, si era sentito dire che il giocatore aveva l’azione appesantita da una lentezza esasperante. Forse il giudizio non era troppo errato, ma ricordiamo di aver sentito dire più volte da Ugo Locatelli (un tipo che sui calciatori, specialmente sui giovani, non la sbaglia quasi mai) che anche se Mazzia era piuttosto lento, il suo straordinario senso del piazzamento e della posizione lo portavano inesorabilmente sulla traiettoria del pallone: il che, per un mediano, per un uomo, cioè, che deve avere sempre a portata di mano la doppia chiave che chiude il passo agli attaccanti avversari e apre la via all’offensiva dei compagni, è dote di essenziale importanza.

Nelle file della Lazio Bruno Mazzia ha avuto modo di farsi le ossa. Lo hanno utilizzato nei ruoli più svariati: lo si è visto con la maglia numero quattro, con quella numero sei, schierato all’ala, interno e persino terzino. Lo hanno quasi sempre ammirato per lo stile, per l’azione sobria, ma estremamente razionale. Il ragazzo biellese mette nella sua azione qualcosa del suo carattere serio, riservato, pratico, un carattere che lo fa immediatamente riconoscere per un autentico juventino.

Se ne era andato un po’ di malavoglia e aveva lasciato non pochi rimpianti. Aveva lasciato la Juventus che era appena un ragazzo; in un paio di stagioni si è trasformato ed è diventato giocatore completo. Per tale ragione il suo ritorno è un fatto positivo, una notizia che forse, a prima vista, non desterà clamore; ma siamo certi che ogni qual volta, nel corso del nostro lungo e difficile campionato, l’allenatore avrà bisogno di Bruno Mazzia, il ragazzo dimostrerà di potersi rendere utile, di essere una pedina di valore sulla scacchiera bianconera.

 

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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