L’iniziativa rientra nell’ambito delle attività attuate da Stellantis per affrontare gli effetti del processo di transizione energetica e tecnologica in corso e che sta interessando il settore automotive in tutti i suoi aspetti (OEM e fornitori in tutta Europa), compresi quelli occupazionali, ed è la prosecuzione naturale di precedenti accordi già siglati dall’Azienda negli scorsi anni.
L’obiettivo dell’intesa, che si basa esclusivamente sull’ adesione dei lavoratori interessati, è quello di definire il quadro di riferimento per le intese che saranno realizzate nelle prossime settimane nelle diverse realtà aziendali finalizzate ad adeguare i livelli occupazionali ai cambiamenti dei processi aziendali proponendo ai lavoratori soluzioni condivise.
L’Automotive mondiale sta cambiando velocemente e l’Italia ha un ruolo cruciale da svolgere attraverso questa trasformazione epocale. La transizione energetica ci ha portato a ragionare in un modo diverso rispetto al passato se volevamo continuare ad essere competitivi e questo ci ha portato oggi a dover utilizzare al meglio la capacità sia in termini di assets che di risorse minimizzando gli impatti legati alla trasformazione e garantendone un futuro solido.
L’Azienda ribadisce ancora una volta la centralità dell’Italia nell’ambito delle sue attività globali e la dimostrazione sono gli investimenti per diversi miliardi di euro che sono stati fatti recentemente nelle attività italiane per nuovi prodotti e siti produttivi, tra cui la Gigafactory di Termoli e le piattaforme STLA Medium e STLA Large rispettivamente a Melfi e Cassino. A Torino, in particolare, con circa 240 milioni di investimento esclusi quelli per il manufacturing, da evidenziare il Battery Technology Center, lo stabilimento per la produzione del cambio elettrificato eDCT, il grEEn Campus e l’Hub di Economia Circolare SustainERA nell’ambito del piano Mirafiori Automotive Park 2030.
Il passo indietro della Fiom
Tra i sindacati che hanno partecipato al tavolo, la Fiom non ha firmato l’accordo con Stellantis per le uscite incentivate. «Si prosegue nell’azione di svuotamento degli stabilimenti Stellantis, – precisano Samuele Lodi, segretario nazionale e responsabile settore mobilità, e Maurizio Oreggia, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil- un pessimo segnale se considerato che queste uscite non sono compensate con l’assunzione di giovani, che darebbero un’importante prospettiva per il futuro».
I timori della Cisl
La Cisl esprime invece preoccupazione sul futuro dell’auto. «Apprezziamo l’intenzione del presidente Cirio di incontrare i sindacati in vista dell’incontro ministeriale del 3 aprile prossimo a Roma su Stellantis» hanno detto i segretari generali di Cisl Torino e Piemonte, Domenico Lo Bianco e Luca Caretti dopo l’annuncio della convocazione del tavolo nazionale del 3 aprile al Mimit. «C’è forte preoccupazione per il futuro dell’auto a Torino e in Piemonte, come dimostra la mobilitazione di tutte le sigle sindacali per il prossimo 12 aprile sotto la Mole. Senza interventi immediati e nuove produzioni l’intero settore, che è un fiore all’occhiello dell’economia piemontese, rischia di impoverirsi e di pagare un prezzo alto sul piano occupazionale e sociale. Come sempre, – concludono Lo Bianco e Caretti – la Cisl porterà il suo contributo di idee e proposte nel confronto con la regione e con il governo, con l’obiettivo di rilanciare un settore che sta vivendo una profonda trasformazione dovuta alle transizioni in atto».