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Auto, Stellantis e i sindacati siglano l’accordo per le uscite volontarie

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Ultimo aggiornamento 22 Marzo, 2024, 17:45:59 di Maurizio Barra

Via libera all’intesa tra il gruppo automotive Stellantis e i sindacati sulle uscite volontarie. In dettaglio Stellantis ha siglato un accordo quadro, con le organizzazioni sindacali nazionali firmatarie del contratto collettivo specifico di lavoro (Ccsl), che definisce le modalità di individuazione e i trattamenti economici previsti per i lavoratori interessati alla risoluzione del proprio rapporto di lavoro perché prossimi alla maturazione dei requisiti per usufruire di un trattamento pensionistico o che intendono intraprendere nuovi percorsi professionali.
L’iniziativa rientra nell’ambito delle attività attuate da Stellantis per affrontare gli effetti del processo di transizione energetica e tecnologica in corso e che sta interessando il settore automotive in tutti i suoi aspetti (OEM e fornitori in tutta Europa), compresi quelli occupazionali, ed è la prosecuzione naturale di precedenti accordi già siglati dall’Azienda negli scorsi anni.
L’obiettivo dell’intesa, che si basa esclusivamente sull’ adesione dei lavoratori interessati, è quello di definire il quadro di riferimento per le intese che saranno realizzate nelle prossime settimane nelle diverse realtà aziendali finalizzate ad adeguare i livelli occupazionali ai cambiamenti dei processi aziendali proponendo ai lavoratori soluzioni condivise.
L’Automotive mondiale sta cambiando velocemente e l’Italia ha un ruolo cruciale da svolgere attraverso questa trasformazione epocale. La transizione energetica ci ha portato a ragionare in un modo diverso rispetto al passato se volevamo continuare ad essere competitivi e questo ci ha portato oggi a dover utilizzare al meglio la capacità sia in termini di assets che di risorse minimizzando gli impatti legati alla trasformazione e garantendone un futuro solido.
L’Azienda ribadisce ancora una volta la centralità dell’Italia nell’ambito delle sue attività globali e la dimostrazione sono gli investimenti per diversi miliardi di euro che sono stati fatti recentemente nelle attività italiane per nuovi prodotti e siti produttivi, tra cui la Gigafactory di Termoli e le piattaforme STLA Medium e STLA Large rispettivamente a Melfi e Cassino. A Torino, in particolare, con circa 240 milioni di investimento esclusi quelli per il manufacturing, da evidenziare il Battery Technology Center, lo stabilimento per la produzione del cambio elettrificato eDCT, il grEEn Campus e l’Hub di Economia Circolare SustainERA nell’ambito del piano Mirafiori Automotive Park 2030.
Il passo indietro della Fiom
Tra i sindacati che hanno partecipato al tavolo, la Fiom non ha firmato l’accordo con Stellantis per le uscite incentivate. «Si prosegue nell’azione di svuotamento degli stabilimenti Stellantis, – precisano Samuele Lodi, segretario nazionale e responsabile settore mobilità, e Maurizio Oreggia, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil- un pessimo segnale se considerato che queste uscite non sono compensate con l’assunzione di giovani, che darebbero un’importante prospettiva per il futuro».
I timori della Cisl
La Cisl esprime invece preoccupazione sul futuro dell’auto. «Apprezziamo l’intenzione del presidente Cirio di incontrare i sindacati in vista dell’incontro ministeriale del 3 aprile prossimo a Roma su Stellantis» hanno detto i segretari generali di Cisl Torino e Piemonte, Domenico Lo Bianco e Luca Caretti dopo l’annuncio della convocazione del tavolo nazionale del 3 aprile al Mimit. «C’è forte preoccupazione per il futuro dell’auto a Torino e in Piemonte, come dimostra la mobilitazione di tutte le sigle sindacali per il prossimo 12 aprile sotto la Mole. Senza interventi immediati e nuove produzioni l’intero settore, che è un fiore all’occhiello dell’economia piemontese, rischia di impoverirsi e di pagare un prezzo alto sul piano occupazionale e sociale. Come sempre, – concludono Lo Bianco e Caretti – la Cisl porterà il suo contributo di idee e proposte nel confronto con la regione e con il governo, con l’obiettivo di rilanciare un settore che sta vivendo una profonda trasformazione dovuta alle transizioni in atto».


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