Citando sue fonti presso la Sbu, i servizi ucraini, Kyiv Post scrive apertamente che “i due missili balistici lanciati dalla Crimea occupata erano diretti a colpire uffici dei Servizi segreti a Kiev”. Un’operazione simbolica perché lanciata proprio nella Giornata dei Servizi di sicurezza ucraini, celebrata appunto il 25 marzo: secondo “fonti del giornale” i missili puntavano a celebrare la festa “colpendo strutture in cui sono di base ufficiali di alto rango della Sbu”.
Putin e i suoi collaboratori li ritengono direttamente coinvolti nell’attentato terroristico al Crocus City Hall di Mosca, nonostante sia stato rivendicato dall’Isis, e in tutte le altre operazioni effettuate all’interno dei confini russi e in Crimea, dove sabato notte i missili Storm Shadow occidentali in dotazione agli ucraini hanno colpito obiettivi strategici fondamentali per le forze armate russe: la sala comando computerizzata della Flotta, un aeroporto militare, un enorme deposito di carburante e due navi d’assalto.
Utilizzando una modalità tattica di attacco abbastanza consolidata, i russi hanno lanciato una serie di incursioni notturne con i droni iraniani Shahed, una minaccia di livello basso che tiene tuttavia sotto tiro le difese aeree ucraine. Poi, a metà mattinata, hanno lanciato i due Zircon, i potenti “pugnali” ipersonici capaci di trasportare350 chili di esplosivo a 11mila chilometri orari, e quindi molto più difficili da intercettare e distruggere anche con i sistemi di difesa avanzati.
“Non abbiamo sentito alcun allarme, le esplosioni sono arrivate prima che iniziassero a suonare le sirene”, raccontano testimoni a Kiev. Come sempre, dopo un attacco subìto non vengono rivelati gli eventuali obiettivi militari colpiti, ma solo quelli civili. In questo caso l’attacco ha provocato dieci feriti, colpendo un’accademia e un complesso scolastico in cui si trovava anche un asilo. Le immagini dei bambini che fuggono dalle scuole ucraine mentre si sentono i boati delle esplosioni sono impressionanti.
Uno dei missili ha distrutto parte dell’edificio dell’Accademia di arti decorative e applicate e di design “Boychuk”. Secondo il ministero della Cultura il missile sarebbe stato intercettato, e i danni sarebbero stati provocati dai detriti. In particolare sarebbero stati completamente distrutti il palazzetto dello sport, la sala congressi e il centro espositivo, mentre i locali dei dipartimenti e l’auditorium sono notevolmente danneggiati. Tutto ciò nel quartiere Pechersky, nel centro della capitale ucraina.
L’indirizzo colpito ospitava tuttavia non solo l’Accademia ma gli edifici “vuoti” dell’ex quartier generale della Protezione civile, ed esistono indicazioni che potessero ospitare strutture dei Servizi. Per ragioni di sicurezza nazionale ucraina non sarebbero comunque possibili verifiche indipendenti.
Quanto al secondo missile, è stato effettivamente intercettato e distrutto nei pressi dell’aeroporto Zhuliany, nella periferia Sud-Ovest, e i detriti in fiamme sono caduti su un edificio. Tra i feriti c’è anche un ragazzino di 16 anni.
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