«La difesa aerea si sta esaurendo, se i russi continuano a colpire l’Ucraina ogni giorno come hanno fatto nell’ultimo mese, potremmo rimanere senza missili». Lo ha detto ieri sera alla tv nazionale Volodymyr Zelensky, lanciando il più drammatico degli appelli dopo settimane di incessanti attacchi dell’esercito del Cremlino. Quello del presidente è un messaggio agli alleati della prima ora, all’Occidente, che sa benissimo che il deterioramento della situazione per l’Ucraina si avvia verso il punto del non ritorno e, tuttavia, fa poco o lo fa con troppa lentezza. Zelensky ha sottolineato che, sebbene Kyiv abbia abbastanza scorte di difesa aerea per la crisi immediata posta dall’offensiva russa, è costretta a fare scelte difficili su cosa proteggere, ribadendo la necessità di ricevere i Patriot. La scelta “difficile” è tra creare uno scudo antiaereo per salvare le città, oppure assicurare la difesa alla linea del fronte che tiene – per ora – a costo di sacrifici enormi.
I bombardamenti su Kharkiv continuano, come proseguono quelli a tappeto su tuto il Paese e i combattimenti sulla linea di Chasiv Yar sono all’ultimo sangue. Le truppe russe starebbero conducendo una campagna sistematica di attacchi chimici illegali contro i soldati ucraini, secondo quanto riferito dai comandati al fronte che raccontano di essere stati oggetto di attacchi regolari da parte di piccoli droni che lanciavano gas lacrimogeni e altre sostanze chimiche (note come CS), il cui uso è vietato in tempo di guerra dalla Convenzione sulle armi chimiche. Le unità schierate vicino a Lyman, nella regione orientale di Donetsk, affermano che gli attacchi con i gas sono «quasi quotidiani».
Se il gas e gli attacchi double-tap (due strike sullo stesso obiettivo a distanza ravvicinata per uccidere più civili possibile) non bastassero, Mosca ha inaugurato la stagione delle glide bomb, bomb, le bombe plananti che a quanto pare la Russia sta rovesciando in quantità massicce sull’Ucraina: si tratta di ordigni modificati con un sistema di guida e alette, un incrocio tra bomba guidata e missile, in grado di essere lanciata non solo dall’aviazione, ma anche da lanciarazzi e dagli effetti devastanti. I soldati ucraini «vengono attaccati in modo massiccio da bombe aeree guidate che spazzano via le nostre posizioni», ha detto il ministro degli Esteri Kuleba al Financial Times. Secondo i funzionari della difesa, dall’inizio dell’anno le forze russe hanno sganciato quasi 3.500 bombe aeree guidate, un record pari a 16 volte quelle utilizzate in tutto il 2023.
Il tempo, e la parola «sconfitta», giocano un ruolo pesante: Kyiv, in procinto di esaurire le scorte di missili per contrastare i continui attacchi dal cielo dei russi e senza i 60 miliardi di dollari a tutt’oggi congelati dal Congresso americano, ha iniziato ad acquistare da sola i proiettili per i sistemi di difesa aerea, «visto che l’assistenza internazionale non è sufficiente», ha detto Zelensky: «Oggi ci affidiamo ai nostri contratti. Abbiamo iniziato a lavorare separatamente in diversi Paesi senza aspettare gli aiuti».
Le prospettive fanno paura, ancora di più dopo la rivelazione del presunto piano segreto di Donald Trump rivelato dal Washington Post per porre fine al conflitto se fosse rieletto alla Casa Bianca, ovvero, far pressing su Kyiv per cedere la Crimea e l’intero Donbass a Mosca. Il tycoon, saldamente in testa nei sondaggi negli Stati chiave americani, sarebbe convinto che «per alcune aree dell’Ucraina andrebbe bene essere parte della Russia». Vladimir Putin non aspetta altro. La situazione sul campo preoccupa da settimane, gli ucraini si affidano oramai quasi esclusivamente ai droni per attaccare. Anche obiettivi estremamente delicati come la centrale nucleare di Zaporizhzhia, controllata dai russi, dove un velivolo armato sarebbe esploso «danneggiando un camion parcheggiato vicino alla mensa».
E ora, in uno dei momenti più difficili dall’inizio dell’invasione, mentre l’esercito ucraino si prepara a una nuova offensiva che potrebbe arrivare alla fine di maggio, Zelensky è tornato a sollecitare Washington. Lo ha fatto pronunciando una parola finora tabù, con il suo inevitabile peso: «Se il Congresso Usa non aiuta l’Ucraina, l’Ucraina perderà la guerra». —
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