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Richard Serra, uno dei più grandi artisti della seconda metà del XX secolo, autore di enormi opere in acciaio, ferro o piombo per ambienti e paesaggi urbani è morto martedì 26 marzo nella sua casa di Orient, nello stato di New York. Aveva 85 anni.

L’annuncio della scomparsa, scirve il New York Times, è stato dato dal suo avvocato, John Silberman, precisando che la causa del decesso è stata una polmonite.

Nonostante le grandi dimensioni delle sue sculture, Serra è considerato un maestro del Minimalismo. Al centro della sua arte è il rapporto tra la dimensione dell’opera e chi ne fruisce, spesso attraversandola o camminandoci intorno, piuttosto che immagini elaborate.

Le opere più conosciute hanno le dimensioni di antichi templi e un’aura di mistero che le apparenta all’imperscrutabilità di monumenti come Stonehenge e sono spesso inserite in un contesto urbano, come gli straordinari interventi a Place de la Concorde a Parigi o a Brookside a Londra.

Partito per diventare un pittore, Serra invece è diventato lo scultore che ha segnato la storia dell’arte degli ultimi decenni con i suoi monumentali ambienti, immensi corridoi inclinati, spesso realizzati con acciaio ossidato o ferro arrugginito, ellissi e spirali d’acciaio che hanno offerto allo spettatore una nuova grandezza astratta e una nuova intimità fisica. I blocchi monumentali e altre forme imperscrutabili creavano ambienti che dovevano essere attraversati, o aggirati, per essere vissuti appieno, come i monoliti dell’opera “Est-Ovest/Ovest-Est” nel deserto del Qatar, vicino a Zekreet.

Lo stesso Serra, in un profilo a lui dedicato dal New Yorker nel 2002, raccontò come aveva capito che no sarebbe mai diventato un pittore. Fu dopo aver visto l’opera “Las Meninas” di Diego Velazquez del 1656 al Museo del Prado di Madrid, si legge: “Praticamente mi bloccò. Non mi avevano fermato Cezanne, de Kooning e Pollack, ma Velazquez mi sembrava una cosa più grande da affrontare. È stato quello a chiudere la bara della pittura per me”.

Quell’articolo, intitolato “Man of Steel” (Uomo d’acciaio), lo descrive come un uomo “tarchiato, dall’aspetto potente, con una testa larga, una frangia di capelli grigi tagliati ravvicinati e occhi neri il cui sguardo intenso ricorda quello di Picasso”.

Nato a San Francisco il 2 novembre 1939, conclusi gli studi all’Università della California di Santa Barbara alla quale si era mantenuto lavorando come operaio in un’acciaieria, Serra frequentò l’Università di Yale (1961-64), dove, in contatto in particolare con il pittore Josef Albers, s’interessò alle ricerche sulle interazioni cromatiche. 

Recatosi in Europa grazie a una borsa di studio, dal 1964 al 1966 Serra visse prevalentemente tra Parigi e Roma accostandosi alle contemporanee esperienze della Pop Art e dell’Arte Povera.

Nel 1966 presentò le sue opere (serie di gabbie contenenti animali vivi e impagliati) in una prima mostra personale allestita dalla galleria romana ”La Salita”. Tra il 1967 e il 1969, stabilitosi definitivamente a New York, Serra lavorò a contatto con Robert Smithson, Robert Morris e con altri esponenti del West Coast Antiform Group, svolgendo le tappe più significative della sua ricerca gradualmete orientata a un maggior rigore formale.

Anche se in seguito sarebbe diventato molto popolare, una delle sue opere del 1981 fu accolta così male da essere rimossa dalla vista del pubblico a Lower Manhattan, come riporta ARTnews. 

L'”Arco inclinato”, una barra d’acciaio di 36 metri, è oggi “ricordata come una delle opere d’arte pubblica più vituperate nella storia della città. Alla fine è stata tolta perché la gente la detestava”, si legge sempre su ARTnews.

La svolta nella carriera artistica di Serra fu nel 1969, quando venne incluso nel “NineYoung Artists: Theodoron Awards” al Museo Solomon R. Guggenheim di New York. Dopo essersi recato in Spagna per studiare l’architettura mozarabica all’inizio degli anni Ottanta, il suo lavoro ha acquisito notorietà in Europa, con mostre personali nei principali musei in Germania e Francia.

L’opera di Serra è stata particolarmente apprezzata in Spagna, paese originario del padre (la madre era di Odessa) dove il museo Reina Sofia realizzò una retrospettiva nel 1992 e il museo Guggenheim di Bilbao, progettato da Frank Gehry, gli dedicò una personale.

Esponente di rilievo del Minimalismo, negli anni Settanta, oltre alla serie dei disegni di grande formato, a pastello o a carboncino, nelle quali vengono riproposte le monolitiche forme delle sue sculture (Heir, 1973, New York, Museum of Modern Art), Serra propose nuove serie di opere destinate all’aperto che attestano un diverso orientamento della sua ricerca. 

Interessato all’analisi delle possibili interazioni tra spazio e volume, Serra orientò il suo lavoro alla creazione di un rapporto, talvolta di violento contrasto, tra l’opera d’arte e l’ambiente circostante secondo un programma di ricerca che diverrà una costante della sua opera e che si concretizzerà in archi e strutture primarie di dimensioni monumentali, generalmente in piombo o in acciaio, rielaborate in numerose varianti, ciascuna specificamente progettata per una precisa collocazione ambientale.

Nel 2003 Richard Serra realizzò “Naples” per piazza del Plebiscito a Napoli, una spirale in fogli d’acciaio oggi conservata al Museo Guggenheim di Bilbao; nello stesso museo è conservata l’opera “La materia del tempo”, che occupa l’atrio principale, realizzata con 1.034 tonnellate di acciaio ossidato: come tutte le opere di Serra è studiata per erigersi senza bisogno di sostegni o ancoraggi.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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