E’ bagarre nell’Ordine degli
Avvocati di Napoli dove la nuova maggioranza è arrivata ai ferri
corti con la presidente Immacolata Troianiello, tacciata di
“gestione antidemocratica”.
“E’ evidente – si legge in una nota diramata da Carmine Foreste,
diventato punto di riferimento della nuova maggioranza – il
grave conflitto di interessi da parte della Troianiello la
quale, dal momento in cui è stata depositata la mozione di
sfiducia, ha posto in essere una serie di azioni molto
discutibili”.
Tra le violazioni menzionate, figura, appunto, la trattazione
della mozione di sfiducia solo nelle sedute del 2 e 9 luglio
2024, un escamotage, viene sottolineato da Foreste, “che vìola
di fatto il regolamento interno”.
La presidente, invece, rimarca la propria autonomia circa la
convocazione e la gestione delle sedute: “Nella seduta del 28
marzo – ha ricordato Troianiello – si è verificata l’incresciosa
interruzione della mia relazione a opera di un consigliere che
ha, con atteggiamento alquanto prevaricatore, preteso di leggere
una mozione, relativa ad argomento non trattato in tale
occasione, senza aver ricevuto la parola. I consequenziali
disordini sorti nella riunione consiliare mi hanno costretto a
dichiarare chiusa la seduta”.
“Si manca di rispetto agli avvocati, – invece, secondo
Foreste – che da circa 20 giorni non vedono tutelati i propri
interessi in uno dei periodi più bui della storia
dell’Avvocatura”.
Il leader della nuova maggioranza contesta alla presidente “i
notevoli ritardi nell’assunzione del direttore amministrativo
(da circa 8 mesi), nelle composizioni delle commissioni
consiliari, nella formazione degli organismi, come quello della
Composizione della crisi da sovra indebitamento,
nell’insediamento del Comitato pari opportunità (da circa 7
mesi)”. Foreste denuncia, inoltre, anche “la totale mancanza di
coordinamento con gli ordini del distretto e l’assoluta carenza
nella rappresentazione a livello nazionale delle tante
problematiche che affliggono gli avvocati napoletani”.
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