Il Codacons calcola che il pieno costa quindi 7,3 euro in più rispetto a inizio anno mentre Assoutenti sottolinea che in autostrada si arriva a picchi di 2,5 euro per la verde al servito con ripercussioni pesanti sui prodotti trasportati, considerato che in Italia l’88% delle merci viaggia su gomma.
L’Unione nazionale consumatori parla di una stangata con rischi per l’inflazione, tant’è che secondo Coldiretti a rimetterci è l’intero sistema agroalimentare. E l’Adoc osserva che tutto ciò accentua il disagio sociale e chiede interventi più incisivi da parte del governo.
L’opposizione con il Pd scende subito in campo facendo pressing e chiedendo alla premier Giorgia Meloni di tagliare subito le accise mentre Italia Viva ironizza su “quanto siano serviti gli ultimi provvedimenti dell’esecutivo”.
Dopo il rally del petrolio e l’aumento delle quotazioni internazionali anche dei prodotti raffinati, il prezzo medio praticato della benzina in modalità self è 1,911 euro al litro rispetto a 1,9 precedente, con oscillazioni fra 1,906 e 1,928 euro al litro a seconda delle compagnie (no logo 1,897).
Quanto al diesel in ‘fai da te’, in base all’elaborazione di Quotidiano Energia dei dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy aggiornati alle 8 del 7 aprile, il prezzo medio è 1,811 euro al litro (1,803 il dato precedente).
Sul servito la benzina arriva a 2,048 euro al litro (da 2,037) e il diesel a 1,951 euro (contro 1,943). Il Gpl viaggia tra 0,723 e 0,741 euro al litro e il metano auto da 1,308 a 1,414 euro al chilogrammo.
Il Codacons valuta che rispetto all’ultima settimana di dicembre 2023 oggi un litro di verde in modalità self costa in media l’8,3% in più, mentre il gasolio è rincarato di circa il 5% quindi +176 euro annui ad automobilista ipotizzando due pieni al mese. “Rincari che peseranno in occasione delle partenze degli italiani per i prossimi ponti del 25 aprile e 1 maggio”, osserva l’associazione. “Dalle ultime rilevazioni emerge come la benzina viaggi verso i 2,4 euro al litro in modalità servito su diverse tratte autostradali – afferma il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso – La soglia dei 2,5 euro al litro è stata già superata sulla A1 Milano-Napoli e sulla A21 Torino-Piacenza e sulla A4 Milano-Brescia”.
Coldiretti mette in guardia sui rincari per “l’intero sistema agroalimentare, dove i costi della logistica arrivano ad incidere attorno ad un terzo sul totale di quelli per frutta e verdura” peggiorando anche il deficit competitivo dell’Italia.
La fiammata dei prezzi dei carburanti è “una pessima notizia” dice da Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori parlando di “una stangata di primavera, un rialzo allarmante che rischia di riaccendere ulteriormente l’inflazione che già a marzo è schizzata all’1,3%, dal +0,8% di febbraio”.
Per la benzina in modalità self, l’Unc indica Bolzano come la provincia autonoma peggiore (1,946 euro), seguono Basilicata (1,936) e Calabria (1,935); le più virtuose invece Marche (1,886) e Veneto (1,893). Nel Lazio si paga 1,895 euro.
“Una cosa del genere non si era mai vista – commenta il capogruppo Pd in commissione Attività produttive di Montecitorio, Vinicio Peluffo – Attendiamo con ansia il video della Meloni indignata. Sicuramente meno arrabbiata di quelli che avevano creduto nelle sue promesse elettorali. Presidente, a quando il taglio delle accise?”. E prosegue: “La maggioranza aveva fortemente voluto un decreto sul prezzo medio regionale con relativo cartello che si è rivelato inutile ed è stato bocciato anche dal consiglio di stato. Ora cosa intendono fare?”.
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