AGI – Il ritiro delle truppe israeliane dalla parte meridionale della Striscia di Gaza non significa che la guerra contro Hamas sia finita: anzi, sarà ancora lunga. Lo ha detto il capo di stato maggiore delle forze armate di Israele, tenente generale Herzi Halevi in una dichiarazione. “Stiamo combattendo questa guerra in modo diverso, è diversa dalle precedenti”, afferma Herzi in un comunicato stampa a sei mesi dall’attacco di Hamas del 7 ottobre. “La guerra a Gaza continua e siamo lontani dal fermarci. Gli alti funzionari di Hamas sono ancora nascosti. Li raggiungeremo prima o poi. Stiamo facendo progressi, uccidendo sempre più terroristi e comandanti e distruggendo sempre più infrastrutture terroristiche, anche ieri sera”, ha affermato, secondo quanto riporta il Times of Israel.
“Non lasceremo attive le brigate di Hamas in nessuna parte della Striscia. Abbiamo dei piani e agiremo quando lo decideremo. Contemporaneamente allo sforzo offensivo, permettiamo l’introduzione di aiuti umanitari nella Striscia. L’interesse di Hamas è quello di presentare una crisi umanitaria a Gaza, per fare pressione per la fine della guerra”, secondo Halevi. “Hamas – ha aggiunto il capo di Stato maggiore – sta cercando di prendere il controllo degli aiuti umanitari e di impedirne la distribuzione, per ritornare e controllare la Striscia di Gaza, questo non dovrebbe accadere. Pertanto, continuiamo a smantellare Hamas dalle sue capacità militari e governative, per portare stabilità nella regione”. Riguardo all’operazione di recupero del corpo dell’ostaggio Elad Katzir, Halevi afferma: “Tutti avremmo voluto riaverlo vivo. Non ci siamo riusciti. Continueremo ad agire in ogni modo. Continueremo i nostri sforzi, di intelligence e operativi, per liberare tutti gli ostaggi il più rapidamente possibile”, ha affermato. “Come capo di stato maggiore, sento personalmente la responsabilità di restituirli alle famiglie, e lo stesso fanno gli altri comandanti dell’IDF e i suoi soldati. Come abbiamo detto, alcuni obiettivi richiederanno molto tempo e non ci fermeremo finché non li avremo raggiunti, ma la liberazione degli ostaggi è importante e urgente e ha tempi diversi da quelli degli altri”, ha concluso.
Il ministro israeliano della Difesa Yoav Gallant ha spiegato che il ritiro delle truppe da Khan Yunis, nel sud della Striscia di gaza, serve a “preparare il prosieguo delle missioni” e in particolare una operazione a Rafah. “Le nostre forze si preparano a proseguire la loro missioni nella zona di Rafah”, si legge in una nota del ministero. Si tratta della città all’estremo sud della Striscia dove oltre 1,5 milioni di abitanti di Gaza ha trovato rifugio dall’inizio della guerra e che l’intera comunità internazionale sta chiedendo da tempo di non attaccare.
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