Nei primi 10 giorni del mese in corso infatti il tasso sui BTP è stato in media del 3,78%, in diminuzione di 121 punti rispetto al massimo registrato a ottobre 2023 e il tasso IRS a 10 anni (molto usato nei mutui) è stato in media del 2,68%, in diminuzione di 84 punti rispetto al massimo registrato a ottobre 2023. Il tasso sui BOT a sei mesi è stato in media del 3,67%, in diminuzione di 38 punti rispetto al massimo registrato a ottobre 2023 mentre l’ Euribor a 3 mesi è stato in media del 3,89%, in calo di 11 punti rispetto al massimo registrato a ottobre 2023.
Il rapporto mensile dell’Abi registra anche un aumento della raccolta: cresce sia quella indiretta, sia quella diretta. La raccolta indiretta presenta un incremento di circa 218 miliardi tra febbraio 2023 e febbraio 2024 (137,8 miliardi famiglie, 21,3 imprese e il restante agli altri settori, imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione). A marzo 2024 la raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, è cresciuta rispetto ad un anno prima del 18,5% (+17,9% nel mese precedente). Conseguentemente, i soli depositi, nelle varie forme, sono scesi a marzo 2024 dello 0,3% su base annua, diminuzione in rallentamento rispetto a febbraio 2024 (-1,1%).
La raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) a marzo 2024 è risultata in aumento dell’1,7% su base annua, proseguendo la dinamica crescente registrata nei due mesi precedenti (+0,9% a febbraio 2024 e +0,5% a gennaio 2024.
A marzo 2024, i prestiti a imprese e famiglie sono scesi del 2,6% rispetto a un anno prima, mentre a febbraio 2024 avevano registrato un calo del 2,5%, quando i prestiti alle imprese erano diminuiti del 3,8% e quelli alle famiglie dell’1,3% . Una discesa, sottolinea l’Abi nel suo rapporto mensile “coerente con il rallentamento della crescita economica che contribuisce a deprimere la domanda di prestiti”. Scendo nel mese lievemente anche le sofferenze. Le sofferenze nette (cioè al netto di svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) a febbraio 2024 sono state 17,4 miliardi di euro (17,5 miliardi nel mese precedente). Se confrontato con il livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto nel novembre 2015 (88,8 miliardi), il calo è di 71,5 miliardi. Scende anche il rapporto sofferenze nette su impieghi totali, a febbraio all’1,03% contro l’1,04% a gennaio (4,89% a novembre 2015).
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