Il Conte, il machete e le cinque ore di interrogatorio: cosa ha confessato e cosa ancora non torna

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«Sì, volevo massacrare Oreste di botte. Ma non volevo ucciderlo: mi sono portato quel pugnale per difendermi, perché quel giorno c’erano anche altre persone». E l’aggressione di Nichelino? «Sono andato a picchiare anche quel tipo ma non c’era nessuna spranga. Ma avete visto come sono io e com’è lui? Secondo voi non ce la faccio a pestarlo a mani nude?».

Così, in un interrogatorio fiume durato cinque ore, venerdì mattina Pietro Costanzia di Costigliole ha raccontato per la prima volta la sua versione dei fatti e ha risposto alle accuse contro di lui. A partire dall’agguato del 18 marzo: quando il Conte, come gli amici chiamano il 23enne di origine nobile, è salito sullo scooter insieme al fratello Pietro e si è presentato in via Panizza, a Mirafiori. E lì ha aggredito Oreste alla gamba sinistra, ferita così gravemente che i medici hanno dovuto amputarla. La giovane vittima era “colpevole” di aver fatto delle avances a Claudia Palin, la fidanzata del Conte (arrestata insieme a lui per possesso di droga ma subito scarcerata): in particolare, il ragazzo accoltellato avrebbe mostrato le sue parti intime a Claudia, tra l’altro amica di Federica, fidanzata di Oreste. «Me l’avevano tenuto nascosto e l’ho scoperto dopo – ha ricordato nell’interrogatorio Pietro, assistito dall’avvocato Wilmer Perga – Ma era un pugnale, non un machete».

Questa precisazione avvalora la tesi di Rocco Costanzia: finito in carcere per tentato omicidio come il fratello, sostiene di non aver visto alcun machete. E lo ha ribadito nella richiesta di scarcerazione davanti al Tribunale del riesame, che ha respinto il ricorso e ha confermato la detenzione. Resta la tesi dei due indagati, cioè che Pietro nascondesse il coltello sotto la giacca e l’abbia tirato fuori nel momento dell’aggressione. Poi cosa ne ha fatto? «L’ho buttato nel tragitto da Mirafiori a casa» ha risposto ieri il 24enne davanti ai pubblici ministeri Davide Pretti e Mario Bendoni. Ma non ha dato elementi precisi per trovarla: l’arma, qualunque sia, potrebbe essere sulla strada fra via Panizza e le strade della collina, a monte di corso Casale. In queste ore la polizia sta provando a cercarlo.

Il 24enne è stato più preciso nell’indicare quello che è successo il pomeriggio del 18 marzo e nei giorni successivi, prima di essere rintracciato all’hotel Royal di corso Regina Margherita. Ha anche indicato i nomi delle persone che ha incontrato in quelle ore e che erano presenti al momento dell’agguato: un dettaglio mai emerso finora è proprio la presenza di altre persone in via Panizza oltre ai fratelli Costanzia, a Oreste e alla sua fidanzata. A quanto pare c’erano altri amici comuni, ragazzi che volevano regolare i conti con il giovane poi aggredito (e che ora saranno sentiti dagli investigatori).

Sarebbe stato il rischio di uno scontro armato a spingere il Conte a portarsi dietro il pugnale. «L’ho preso per difendermi, non per usarlo. Io volevo far scendere quel ragazzo dal monopattino e massacrarlo di notte». Invece l’ha pugnalato alla gamba, così forte da costringere i medici ad amputarla. Qualcosa non torna, quindi. Anche a Pietro, che non credeva di aver fatto così male a Oreste. Almeno è quello che ha detto ai pm venerdì mattina: «Ho visto le notizie su internet e mi sembrava incredibile».

Nelle cinque ore di interrogatorio, Costanzia di Costigliole ha parlato anche della precedente aggressione a un ragazzo di Nichelino, avvenuta la sera del 24 gennaio (dunque un mese e mezzo prima dell’aggressione a Oreste). Il conte di Costigliole sarebbe sbucato dallo scantinato del palazzo della vittima e lo avrebbe colpito con una spranga«Ero una maschera di sangue e ho quasi perso i sensi, ma lui continuava a colpirmi. Sono finito al Santa Croce di Moncalieri dove gli esami hanno rilevato un trauma cranico» ha raccontato il ragazzo, anche lui colpevole di aver fatto delle avances a Claudia Palin, la fidanzata del Conte. Una ricostruzione che Pietro accoglie solo in parte: «Non avevo nessuna spranga, sono andato e l’ho menato a mani nude perché ci aveva provato con la mia tipa – ha spiegato il 23enne, che è alto 1 metro 90 e appassionato di kick boxing – Guardate me e guardate lui, ditemi se ho bisogno di una spranga per fargli male».

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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