ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
Petrolio: fermo su massimi 4 anni
Brent a 84,33 dollari
Oro: vola a 1.207 dollariDopo corsa vigilia recupera ancora lo 0,3%
a 284 puntiSpread Btp-Bund apre a 284 puntiTasso al 3,30%
Borsa: Asia debole guarda a daziIn leggero aumento futures su avvio principali listini europei
Borsa: Tokyo, chiusura in ribasso-0,66%Indice Nikkei ritraccia da massimi 27 anni
Euro in lieve rialzo a 1,1583 dollariYen a 131,84
cheBorsa: Milano bene (+1,1%) con bancheCorrono Carige, Banco Bpm e Intesa, piatte Fca e Luxottica
Borsa Europa parte bene, Londra +0,2%In leggero aumento anche Parigi, chiusa Francoforte
Borsa: Milano (+1%) migliore d’EuropaSpread in calo, recuperano banche e Tim, Londra e Parigi caute
Indice Pmi servizi Italia sale a 53,3A settembre. Indice composto in rialzo a 52,4 punti
Indice Pmi servizi Eurozona sale a 54,7A settembre. Indice composito in calo a 54,1 punti
Confindustria:Pil giù,incertezza GovernoRischio più tasse. Non smontare riforma pensioni
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Arrestano la volata ma restano ferme sui massimi da 4 anni le quotazioni del petrolio: i contratti sul greggio Wti con scadenza a novembre cedono 1 centesimo a 75,2 dollari al barile; il Brent sale ancora di 3 centesimi e passa di mano a 84,33 dollari al barile.
– Tornano a salire le quotazioni dell’oro che hanno arrestato ieri la corsa al ribasso innescata dalla guerra sui dazi e dalla politica di rialzo dei tassi della Fed e sono tornate sopra i 1.200 dollari l’oncia. Il lingotto con consegna immediata recupera ora ancora lo 0,3% e sale a 1.207 dollari l’oncia
– Lo spread tra Btp e Bund apre in netto calo e, in base alla piattaforma Bloomberg, segna 284 punti contro i 302 della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo decennale scende al 3,30%.
Mercati asiatici in genere deboli, con le Borse cinesi ancora chiuse per festività: Tokyo ha chiuso in calo dello 0,6% soprattutto sulle incertezze nel commercio mondiale per la guerra dei dazi, mentre Hong Kong in chiusura scende dello 0,2% dopo lo scivolone di ieri.
Chiusa anche Seul, in leggero rialzo Sidney, che ha concluso la seduta in aumento dello 0,3% mentre Mumbai nel finale scende dello 0,6%. Con l’euro che recupera sul dollaro, in leggero aumento i futures sull’avvio delle principali Borse europee.
– TOKYO
– La Borsa di Tokyo termina la seduta col segno meno, con i titoli del settore auto che pesano sul listino mentre vanno avanti i negoziati tra Washington e Tokyo sul tipo di imposizione delle tariffe, e continua l’instabilità sul commercio internazionale tra Cina e Stati Uniti. Il Nikkei cede lo 0,66% a quota 24.219,19, lasciando sul terreno 159 punti. Sul mercato dei cambi lo yen è stabile sul dollaro a un livello di 113,70, e sull’euro a quota 131,70.
– L’euro è in lieve rialzo sul dollaro in avvio degli scambi in Europa: la moneta unica europea passa di mano a 1,1583 dollari contro il valore di 1,1551 ieri dopo la chiusura di Wall street. Contro lo yen l’euro si apprezza a 131,84
– I primi scambi confermano la buona intonazione dell’avvio di Piazza Affari in linea con la forte riduzione della tensione sui titoli di Stato italiani: l’indice Ftse Mib sale dell’1,1% con le banche sugli scudi.
Carige cresce del 5%, Banco Bpm del 4%, Intesa del 2,7%, Unicredit di due punti percentuali. Piatte Fca e Luxottica, mentre ha fatto prezzo ed è stata subito congelata al rialzo Astaldi, che guadagna il 21% teorico dopo i crolli delle scorse sedute.
– Mercati azionari del Vecchio Continente in leggero rialzo in avvio: Londra ha aperto in crescita dello 0,2%, Parigi dello 0,3% mentre Francoforte è chiusa per festività.
– Il chiaro allentamento della tensione sui titoli di Stato italiani (lo spread con la Germania viaggia attorno ai 288 punti) sull’ipotesi di revisione della manovra con un abbassamento nel 2020 e 2021 del rapporto deficit/Pil sotto quota 2,4% spinge Piazza Affari, che è nettamente la migliore tra le Borse europee.
L’indice Ftse Mib sale dell’1% con Banco Bpm del 4%, Intesa di tre punti, Mps del 2,8% e Carige del 5%. In forte recupero anche Tim (+2,5% tentando di tornare a quota 0,5 euro), mentre Eni è piatta con Fca. Sempre in asta di volatilità Astaldi (in aumento teorico del 17%) sulla quale è stato prorogato il divieto di vendite allo scoperto, in calo dello 0,4% Luxottica mentre a Parigi (+0,3% l’indice generale) l’holding post fusione con Essilor sale dello 0,1%. Nella capitale francese bene il titolo Michelin che cresce di quasi il 3% dopo un report positivo di Morgan Stanley. A Londra (Ftse 100 +0,2%) Vodafone sale dell’1,3%. Francoforte è chiusa per la festa dell’unificazione tedesca.
– In Italia l’indice Pmi che monitora il settore dei servizi è salito a settembre a 53,3 punti dai 52,6 di agosto. Il dato – rilevato da Markit – è superiore alla stima media di 52,8 punti. L’indice composto sull’attività dei servizi e del manifatturiero ha registrato un aumento a 52,4 da 51,7 di agosto superando la stima media di 51,8 punti.
– In Eurozona l’indice Pmi sull’andamento del comparto dei servizi è salito a settembre a 54,7 punti da 54,4 di agosto. Lo comunica Ihs Markit. L’indice composto che monitora i settori manifatturiero e dei servizi è calato a 54,1 a settembre da 54,5 di agosto.
– Il Centro studi Confindustria stima il Pil “all’1,1% nel 2018 e allo 0,9% nel 2019” in “ribasso di 0,2% punti” per entrambi gli anni rispetto alle previsioni di giugno.
Le stime “non incorporano le intenzioni del Governo” in attesa della legge di Bilancio ma, tra vari fattori, “pesano” anche “l’aumento dello spread” e – spiega il capoeconomista Andrea Montanino – “l’incertezza” sulla “capacità del Governo di incidere sui nodi dell’economia” e sulla “sostenibilità del contratto di Governo” che causa “meno fiducia degli operatori”.
Per il CsC “l’aumento del deficit serve per avviare parti del contratto di Governo di sostegno al welfare”, come su reddito di cittadinanza o pensioni, poi “molto difficili da cancellare se non in situazioni emergenziali. Ciò potrebbe portare a più tasse in futuro e ad aumentare il tasso di risparmio già oggi”.
Confindustria chiede di “non smontare le riforme pensionistiche perché ciò renderebbe necessario aumentare il prelievo contributivo sul lavoro”.
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