POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
Affido: Pillon,su ddl aperti a confronto
Nessuno vuole abrogare normativa su separazione e divorzio
Conte, r. cittadinanza pilastro manovraNon è assistenzialismo, dati povertà Italia allarmanti
Povertà: Delrio, governo ascolti CaritasUtilizzi il Rei, azzerare tutto sarebbe grave errore
Affido: Pillon, non ritiro il ddlSenatore della Lega,chieste 118 audizioni,vogliamo sentire tutti
Pde: gli under 35 si autoconvocano”Generazione che è nel partito ma schiacciata da vecchie glorie”
Aula respinge dimissioni CrosettoVoti a favore sono stati 187 mentre i contrari 285
M5S attacca Boeri, vergogna, fa politicaLo scontro in audizione alla Camera
Senato, ok unanime a ddl su isole minoriUn solo astenuto e 260 voti a favore. Sì anche da parte del Pd
Pensioni d’oro: tramonta ricalcoloFonti M5s-Lega, si studia anche stop a rivalutazione assegni
Pd: Zingaretti, non andrò a Leopolda’La seguirò con attenzione. Ho già fatto Piazza Grande a Roma’
Crollo ponte, altri 40 nomi in mirino pmGdf deposita lista dirigenti e tecnici Aspi, Spea e Anas
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“Nessuno vuole abrogare l’attuale normativa in materia di separazione e divorzio. Siamo aperti al confronto e a miglioramenti”. Lo dice il senatore della Lega Simone Pillon nel corso di un confronto in Senato sul ddl che porta il suo nome e che riguarda l’affido condiviso dei figli, con esponenti del Pd tra i quali Valeria Valente, Valeria Fedeli e Anna Rossomando.
“E’ chiaro – aggiunge Pillon – che chi compie violenza in famiglia non può rimanere con i figli”. L’obiettivo, spiega il parlamentare è che “i nostri figli cambino il meno possibile rispetto a prima della separazione”. La senatrice Valente non usa mezzi termini nella replica: “Per noi questo testo va ritirato senza se e senza ma. Si tratta di una chiara retromarcia”.
– BRUXELLES
– “Oggi è la giornata delle Nazioni Unite dedicata alla lotta contro la povertà. I dati relativi all’Italia diffusi dai rapporti europei e dalla Caritas descrivono un quadro allarmante. Questo Governo ha affrontato con determinazione il problema. Chi vive in questa condizione vuole e merita un’occasione. Questo Governoßnon si gira dall’altra parte: questa opportunità la offre con il reddito di cittadinanza”. Lo scrive su Facebook il premier Giuseppe Conte.
“Non parliamo di assistenzialismo ma di una misura per la crescita della nostra economia e società. È uno dei pilastri della manovra e in questi giorni lo spiegherò ai leader europei”, sottolinea Conte.
– “Se il governo intende davvero contrastare la povertà ha a disposizione uno strumento già pronto e che funziona, il Reddito di inclusione: fermare tutto e ripartire da zero sarebbe un grave errore. Lo diciamo da tempo.
Abbiamo anche presentato una proposta di legge per estenderlo e potenziarlo. Abbiamo dato la nostra disponibilità per migliorarlo, disponibilità che confermiamo. Alla maggioranza ed al governo abbiamo detto in più occasioni che il Reddito di inclusione è il frutto di una scelta maturata e compiuta insieme alle associazioni dell’Alleanza contro la povertà. Oggi la Caritas lancia l’allarme e chiede al governo di non smontare il Reddito di inclusione perché metterebbe a serissimo rischio la lotta alla povertà. Chiediamo alla maggioranza di mettere almeno una volta da parte la propaganda e ascoltare la voce della Caritas”. Lo dichiara il capogruppo del Partito democratico alla Camera Graziano Delrio.
– “Il testo non si ritira. M5S dice la stessa cosa che diciamo noi: c’é un testo su cui lavorare. Siamo aperti al contributo di tutti”. Così il senatore della Lega Simone Pillon al termine di un confronto in Senato sul disegno di legge sull’affido condiviso dei figli di genitori separati che porta il suo nome. Alla discussione, oltre a esponenti del Pd, ha partecipato il senatore di Forza Italia Lucio Malan. Pillon, in qualità di relatore del provvedimento, ha assicurato che non chiederà lo stralcio di alcuna delle 118 audizioni richieste alla Commissione Giustizia del Senato.
“Vogliamo sentire tutti”, ha commentato.
– “Si sono autoconvocati domenica scorsa a Roma, oltre 70 giovani da ogni angolo d’Italia. Giovani amministratori, dirigenti nazionali del Pd e della Giovanile, militanti, esponenti di storiche associazioni di centrosinistra.
L’unico denominatore comune quello generazionale: tutti under 35, molti ventenni. Lo si legge in una nota in cui viene dichiarato che “l’obiettivo era chiamare a raccolta una generazione che nel Pd c’è ma che si sente confinata nelle tante isole locali. Schiacciata da un correntismo verticale e da un congresso che pare già polarizzarsi con le vecchie glorie di sempre con un partito che dopo la sconfitta del 4 marzo stenta a trovare una via”. I “ragazzi di Centofiori” si riconvocheranno tra il 10 e 11 novembre prossimo “in forma pubblica e aperta”.
Ma se dall’assemblea di novembre partirà anche una candidatura che sparigli le carte, in una fase in cui ancora nulla è deciso, “questo nessuno può dirlo, né la porta è chiusa a prescindere”, spiegano.
L’Aula della Camera ha respinto a voto segreto le dimissioni di Guido Crosetto da deputato. I voti a favore delle dimissioni sono stati 187, 285 i contrari. Prima della votazione Piero Fassino aveva invitato a votare contro le dimissioni di Crosetto. “La distanza tra noi in questa Aula conferma le diverse appartenenze politiche tra noi, ma negli anni ho conosciuto in lui un uomo con il senso delle Istituzioni dello Stato, che ha sempre avuto attenzione e riconoscimento degli interlocutori ed ha contribuito sempre alla ricchezza del dibattito politico del Paese. Il Parlamento farebbe un errore grave a privarsi delle sue competenze”.
Il M5S, invece, coerentemente con quanto fatto sia in questa legislatura che in quella passata, ritiene che se c’e’ la volontà di un collega di dimettersi si vota a favore delle sue dimissioni”, ed ha annunciato il voto favorevole del Movimento alle dimissioni di Crosetto.
– M5S accusa Tito Boeri di fare politica avendo indicato nella sua relazione sulle pensioni d’oro valutazioni su quota 100. “E’ una vergogna – ha detto Davide Tripiedi – che nella Relazione ci siano numeri su quota 100” sulla quale non era stata richiesta l’audizione. “C’è qualcosa che non va. Non voglio dire che il presidente Inps viene in questa aula a fare comizi politici – ha aggiunto – ma quando viene a dire che il lavoratore che va in pensione con 38 anni di contributi è un elettore…. Tripiedi, nel suo intervento, ha ricordato che “abbiamo fatto battaglie per avere un principio di equità nel sistema pensionistico perchè non è accettabile – ha sottolineato – che un muratore a 67 anni stia sulle impalcature ed è inaccettabile che un presidente dell’Inps venga in Commissione a dire che è un elettore”.
– L’Aula del Senato ha approvato il disegno di legge di tutela e valorizzazione delle Isole minori marine, lagunari e lacustri con 260 sì, nessun contrario e 1 astenuto. Il ddl passa ora alla Camera anche con il voto a favore del Pd.
– Sono due le ipotesi sul tavolo, per il taglio delle pensioni d’oro. La prima, che prende quota anche tra i Cinque stelle, è applicare un contributo di solidarietà.
La seconda è fermare la rivalutazione all’inflazione. Lo spiegano fonti di Lega e M5s. Una decisione sulla norma, da inserire in manovra, non sarebbe stata ancora presa. Ma sembra tramontare l’ipotesi originaria, di un ricalcolo con metodo contributivo degli assegni oltre i 4.500 euro mensili: troppo alto il rischio di ricorsi e di incostituzionalità.
TRIESTE
– “Non andrò alla Leopolda. Ma non per antipatia, la seguirò con grandissima attenzione”. Lo ha affermato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, candidato alla segreteria del Pd, a chi gli chiedeva, a margine di un incontro a Trieste, se intendesse partecipare alla Leopolda. “Ho fatto la scorsa settimana due giornate meravigliose a Roma, ‘Piazza Grande’ – ha spiegato Zingaretti – con migliaia di persone del Pd e non solo del Pd. E’ stata una bellissima boccata di ossigeno. Inizia ora invece un’avventura interessante: scrivere un nuovo programma che dovrà essere per l’economia giusta”.
– GENOVA
– Depositata in procura la lista di persone che si occuparono a vario titolo del viadotto tra il 1992 e il 2012. L’elenco, stilato dal primo gruppo della guardia di finanza agli ordini del colonnello Ivan Bixio, è composta da una quarantina di nomi tra dirigenti e tecnici di Autostrade, Spea e Anas (alcuni sono adesso al ministero delle Infrastrutture). Da questa lista i pm Massimo Terrile e Walter Cotugno potrebbero individuare ulteriori indagati.
Gli investigatori sono risaliti nel tempo per un motivo ben preciso. Nel 1992, infatti, venne eseguito il lavoro di manutenzione sulla pila 11, rinforzando gli stralli di quella parte del viadotto. E a quell’epoca, i poteri di vigilanza spettavano ad Anas, a cui dal 2013 è subentrata la Direzione generale del ministero delle Infrastrutture. Gli investigatori stanno cercando di capire se quando venne progettato il rinforzo della pila 11, si fosse già a conoscenza dello stato di ammaloramento delle pile 9 (quella crollata) e della 10 e perché non si intervenne. [print-me title=”STAMPA”]
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