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DALLE 11:04 DI VENERDì 14 GIUGNO 2019

ALLE 12:06 DI SABATO 15 GIUGNO 2019

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Matera 2019, Pitagora e i numeri primi
Dal 21 giugno 5 esposizioni, direzione scientifica di Odifreddi

MATERA14 giugno 2019 11:04

– “Vedere la matematica dall’interno, attraverso la bellezza dei numeri e i suoi contenuti specifici, e dall’esterno attraverso i numeri della bellezza e le sue relazioni con il resto della cultura”. E’ questo l’intento della “della terza grande mostra” del programma di Matera Capitale europea della Cultura 2019, “La Poetica dei Numeri Primi. Da Pitagora agli algoritmi”, con la direzione scientifica del matematico Piergiorgio Odifreddi.
Il progetto si sviluppa in cinque esposizioni fra il Parco archeologico di Metaponto e Matera, con due percorsi, storico-didattico e artistico, un laboratorio interattivo, a cui si affiancano una serie di iniziative che si svolgeranno in parte a giugno, in occasione del solstizio d’estate, e in parte a settembre, per l’equinozio d’autunno. La grande mostra – che sarà inaugurata tra il 21 e il 23 giugno e che sarà poi visitabile fino al 30 novembre – è coprodotta da Fondazione Matera Basilicata 2019 e Polo Museale della Basilicata.
The Fresh Air, arriva un concept albumEsce l’album ‘The reason of your life’ con brani del 1967-1969

14 giugno 201911:38

– Dieci canzoni in inglese per raccontare quello che non è stato, per dire di una band di giovani talenti italiani a cui un mercato discografico cinico o distratto non ha dato una possibilità seria, per cantare oggi ciò che ieri non è stato ascoltato. Con il cd, al posto del vinile di una volta, ‘The reason of your life’, Il senso della mia (tradotto così) vita, dei The Fresh Air tornano atmosfere fine anni Sessanta, di un mondo pieno di sogni e di amore, di un universo che intravedeva cambiamenti, paure e inquietudini.
Pezzi composti e registrati su nastro magnetico fra il 1967 e il 1969 e che ora – 50 anni dopo – vengono riproposti o meglio proposti in un concept album, un’opera rock, con testi allegorici e fiabeschi e con una ouverture sfrontatamente ispirata dall’inizio del quarto movimento della Nona Sinfonia di Beethoven con un crescendo rossiniano. Il risultato fu una ‘incompiuta’ perché il disco di Maurizio Villa, Walter Consonni e Mattia Garofalo vedrà la luce solo ora nel giugno nel 2019.
Tool regalano nuovi brani a fan FirenzeAl Visarno un’ora e mezzo di concerto che ripercorre storia band

FIRENZE14 giugno 201912:21

– Il battito cardiaco che introduce la celebre Ænema ha aperto ufficialmente l’edizione 2019 del Firenze Rocks: sul palco il vocalist Maynard James Keenan e la sua storica band californiana. Di fronte ai Tool, nell’unica data italiana, ci sono oltre 45mila fan accorsi all’Arena del Visarno nel parco delle Cascine di Firenze per la terza edizione del festival. Prima di loro sul palco Billy Corgan e i suoi Smashing Pumpkins. Corgan ha poi lasciato spazio ai Tool. La loro apparizione al Firenze Rocks anticipa di poco più di un mese l’uscita del quinto album. Nel corso del concerto i Tool hanno regalato ai fan due nuovi brani: ‘Descending’, brano lungo circa 13 minuti, ricorda i Tool dell’album 2006, mentre ‘Invincible’ sembra già proiettare la band nel futuro. Il concerto si chiude dopo 11 canzoni e un’ora e mezzo di musica votata all’inconfondibile stile della band californiana. Dopo l’ultima nota, l’uscita di scena dei Tool è accompagnata da un lungo applauso dei fan.
Israele, Mahmood primo nella hit parade’Soldi’ piace molto ai giovani della radio militare

goog_1027012901 – RIPRODUZI

Anche se è giunto secondo nell’Eurovision Song Contest disputato a maggio a Tel Aviv, Mahmood è riuscito egualmente a far presa immediata nel pubblico dei giovani israeliani. Per la seconda settimana consecutiva, si è aggiudicato con ‘Soldi’ il primo posto della hit parade delle canzoni straniere elaborata dalla radio militare (che è molto popolare fra i giovani) sulla base delle preferenze degli ascoltatori. Mahmood è seguito nella graduatoria da Justin Bieber con Ed Sheeran (‘I don’t care’) e da Billie Eilish (‘Bad Guy’).
Nessun’altra canzone fra quelle presentate all’Eurovision figura nei primi dieci posti di questa classifica. Nella vetrina delle canzoni da scegliere per la settimana prossima è intanto proposta anche la canzone vincitrice di quella gara: ‘Arcade’, dell’olandese Duncan Laurence.
Museo Tattile Omero, percorso all’EgizioAl Cairo 12 opere da toccare e didascalie Braille, inaugura 20/6

ANCONA14 giugno 201913:44

– Il Museo tattile Omero di Ancona realizzerà un percorso di visita dedicato ai non vedenti al Museo egizio del Cairo. Un percorso che prevede 12 splendide opere, tra le quali Il faraone Amenhotep II (1428-1397 a.C.) con la dea Meretseger, granito, da Karnak (Luxor), scelte da far toccare, con didascalie in braille inglese, arabo e italiano che hanno impegnato Daniela Bottegoni e Saad Kalida. Ogni opera sarà corredata di reading pen con file audio nelle tre lingue con descrizioni. Verrà fornita una mappa a rilievo del museo con indicazione di opere e legenda in Braille inglese e arabo. Tra i pezzi prescelti per la lettura tattile la statua seduta della dea Sekhmet, granito nero, dal tempio di Mut a Karnak (Luxor), la sfinge del faraone Amenemhat III (1842-1794 a.C.) granito, la triade del faraone Menkaura (2494-2472 a.C.), grovacca, da Giza.
Il 20 giugno sarà il ministro delle Antichità Khaled el-Anany, alla presenza dell’ambasciatore italiano Giampaolo Cantini, a inaugurare il percorso tattile.
Nella nuova esperienza internazionale al Cairo il Museo tattile Omero sarà impegnato anche in un corso di formazione con gli operatori museali sui temi indispensabili per creare un sistema di accessibilità per le persone con disabilità visiva: vanno dall’educazione dei sensi alla formazione dell’immagine tattile e valutazione estetica, fornendo anche tecnologie e strumenti. Le esercitazioni sulla lettura tattile si articoleranno su quattro elementi: scultura, architettura, pittura e archeologia. Verrà progettato e condiviso un percorso di accessibilità, definendo attività educative specifiche e una corretta comunicazione e studiando possibili sinergie con il territorio per la migliore inclusione culturale e sociale delle persone con disabilità visiva. La missione rientra nel programma “Vivere all’italiana” del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. Dal 15 al 22 giugno saranno per questo nella Capitale egiziana il presidente del Museo Omero Aldo Grassini con Andrea Socrati e Annalisa Trasatti. A coordinare l’iniziativa l’Istituto italiano di cultura diretto da Paolo Sabbatini e Centro Archeologico italiano del Cairo con Giuseppina Capriotti Vittozzi.
‘Inno’ Maturità di Lorenzo BaglioniArriva ‘Maturandi’, in coproduzione con Studenti.it

14 giugno 201913:59

– L’esame di maturità è alle porte e Studenti.it, da più di 20 anni a fianco dei ragazzi come supporto allo studio, presenta il nuovo brano di Lorenzo Baglioni, ‘Maturandi’. Disponibile dal 14 giugno su tutti gli store digitali, il nuovo inno della Maturità 2019 racconta con tono ironico ed emozionale le paure e le ansie ma anche la leggerezza romantica dei ragazzi e delle ragazze alle prese con il primo rito di passaggio della loro vita, in un momento di condivisione generazionale. Il testo gioca sugli argomenti più gettonati del programma d’esame, dalla matematica (“il limite se x tende a zero / di sen(x) su x è uguale a uno per davvero”), alla storia (“la polveriera dei Balcani / 1-8-6-1, diventiamo italiani”) e alla filosofia (Filosofia, l’aut-aut per Soren Kierkegaard / Kant e la critica della ragion pratica). I timori (“l’incubo ricorrente / mi sveglio e non so più niente!”) e le speranze (“questa notte è così breve per dei sogni così grandi”), si trasformano nei versi di una canzone pop.

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Domino, la Cia e l’Isis secondo De Palma
Il film apre Filming Italy Sardegna, poi in sala dall’11 luglio

CAGLIARI14 giugno 201919:21

– “Siamo americani, leggiamo le vostre email”. Si chiude così, con questa cinica battuta dell’agente Cia (Guy Pearce) a uno sbigottito agente speciale, ma solo danese, Nikolaj Coster-Waldau ‘Domino’, l’ultimo film di Brian De Palma in uscita nelle nostre sale l’11 luglio con la Eagle. Un thriller, in salsa terroristica, con alcune zampate in puro stile De Palma, e momenti, al contrario, più deboli. E questo, non a caso, in un film, che ha aperto la seconda edizione del Filming Italy Sardegna Festival, verso cui lo stesso regista di ‘Vestito per uccidere’ ha preso le distanze più volte. Per Domino ci sono stati infatti tagli non voluti (da due 2 ore si è passati a 90 minuti), tante divergenze creative, una sceneggiatura non del regista (firmata da Petter Skavlan), effetti speciali non all’altezza e tutto questo in una produzione europea composta da fondi danesi, francesi, belgi, olandesi e italiani.Insomma un ritorno al cinema quello di De Palma – l’ultimo suo film è stato ‘Passion’ nel 2012 – un po’ complicato in un lavoro che aveva dalla sua la più cocente attualità, ovvero la lotta internazionale contro il terrorismo internazionale dell’Isis. Questa la storia. Christian (Nicolaj Coster-Waldau) e Alex (Carice van Houten), sono due poliziotti dell’unità crimini speciali di Copenaghen. Dopo l’omicidio del loro caro collega Lars (Sren Malling), durante un’azione di polizia consumata tra i tetti della città e degna del miglior Hitchcock, i due si lanciano in una disperata caccia all’uomo per trovare il colpevole, un affiliato ad una cellula danese dell’Isis. Un infinito inseguimento da parte della coppia, dalla capitale scandinava a Bruxelles fino ad Almeria, per scoprire, solo alla fine, di stare dentro a un intrigo internazionale molto più grande di loro.L’uomo a cui danno la caccia, il radicalizzato Ezra Tarzi (Eriq Ebouaney), è sotto l’interessata protezione della Cia e questo per dare la caccia al davvero pericolosissimo Sheikh Salah Al Din (Mohammed Azaay). In questo De Palma, ormai da tempo orfano di Hollywood che non finanzia più i suoi film, c’è ancora il suo immenso talento, il suo singolare modo di girare, fatto di dilatazioni del tempo, riprese chirurgiche e zoom impossibili. Non solo, in Domino c’è anche un po’ di Italia: le musiche di Pino Donaggio in una delle scene più belle del film (quella della corrida con un simil-bolero di Ravel) e alcune riprese in Sardegna tra Cagliari, Capoterra, Domus De Maria e Pula.

30 anni di Musicultura, conduce RuggeriIl 20, 21 e 23 giugno a Macerata, il 27 luglio finale su Rai3

14 giugno 201914:46

– Musicultura festeggia 30 anni. E lo fa regalandosi una conduzione d’eccezione: saranno infatti Enrico Ruggeri e Natasha Stefanenko i padroni di casa delle tre serate del Festival della canzone popolare e d’autore, allo Sferisterio di Macerata il 20, 21 e 23 giugno (il 27 luglio andrà in onda su Rai3). Luca Bocchetti, Francesco Lettieri, Lo Straniero, Lavinia Mancusi, Paolantonio, Gerardo Pozzi, Enzo Savastano, Francesco Sbraccia sono gli otto finalisti.
“Partecipai alla prima edizione di Musicultura – ricorda Ruggeri, con alle spalle già qualche esperienza tv, ma alla sua prima conduzione in Rai -. Già da allora si capiva che avrebbe avuto un futuro. Ed è la dimostrazione che il dualismo cultura e divertimento non ha senso di esistere”.
Tra gli ospiti, Daniele Silvestri, PFM, Angélique Kidjo, Morgan, Sananda Maitreya & The Sugar Plum Pharaohs, Quinteto Astor Piazzolla, Rancore, The Beatbox con Roma Philarmonic Orchestra, Giordano Bruno Guerri, The André, Coma_Cose, Andrea Purgatori, Carlotta Natoli.
Vasco a Cagliari, fan in fila 5 giorniCon le tende davanti alla Fiera per i concerti del 18 e 19

CAGLIARI14 giugno 201915:03

– Il tanto atteso ritorno di Vasco Rossi a Cagliari, dopo nove anni, è fissato per i due concerti di martedì 18 e mercoledì 19 giugno, ma già da cinque giorni prima si è creata la fila dei fan più assidui del Komandante, che da ieri hanno piazzato le tende davanti ai cancelli della Fiera. Qui, decine di giovani e meno giovani, giunti anche dalla penisola, trascorreranno ben cinque notti pur di garantirsi un posto sotto il palco.
Dopo il record dei sei concerti consecutivi sold-out a San Siro, il “Vasco Non Stop Live 2019” sbarca dunque in Sardegna, alla Fiera di Cagliari, dove sono attese circa 30mila persone a concerto. Operai e tecnici sono già al lavoro per montare il mega palco visto a San Siro, la più grande produzione mai arrivata in Sardegna. E i fan non vedono l’ora di saltare e cantare con il loro idolo: “Per Vasco questo e altro – raccontano accampati davanti all’ingresso – è il nostro Dio.
Staremo qui tutti insieme sino a martedì”.
Allievi di Brera in vetrina per Siviglia18 giovani talenti personalizzano pantalone di punta brand

giugno 201915:27

– Benedetta, 21 anni, aspirante grafica, disegna a mano dei volti di donna, mentre al suo fianco il coetaneo Luca, del corso di design, cuce dei piccoli ritagli di imbottito sulle tasche: in vetrina, da Eral 55, in corso Como, gli studenti dell’Accademia di Brera personalizzano i pantaloni della White Label di Siviglia, e i passanti si fermano incuriositi e interessati, tanto che in un quarto d’ora vengono venduti 4 di questi capi unici, che passano direttamente dal tavolo alla vetrina.
Per tre giorni, 18 ragazzi si alterneranno nel personalizzare 40 paia di pantaloni, subito acquistabili. Il modello è il pantalone di punta del marchio, un chino realizzato con un tessuto di derivazione giapponese, un particolare tipo di raso fiammato a rovescio e tinto con una tecnica che permette al capo di degradare nel tempo, creando una sorta di vintage artigianale.
Testamento Marco Polo esposto a TorinoIl testo rivela un uomo molto ricco, femminista e credente

TORINO14 giugno 201915:42

– Marco Polo era miliardario, eclettico, generoso e femminista e alla sua morte decise, contrariamente al costume dell’epoca, di lasciare i suoi beni, oltre che a numerose chiese per conquistarsi un felice aldilà, alle donne di casa. E non ai parenti maschi.
Sono alcune informazioni sul viaggiatore più famoso della storia, il veneziano Marco Polo, che emergono dallo studio, dal restauro e dalla riproduzione del suo testamento. Un lavoro promosso dall’associazione Scrinium, specializzata in ‘cloni’ di documenti antichi, e dalla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, dove è custodita la preziosa pergamena.
Il primo clone così riprodotto (in tutto sono 185, per un valore di 5.000 euro l’uno, già tutti venduti nel mondo), frutto di tre anni di lavoro, è esposto da oggi al 14 settembre al Museo di Arte Orientale di Torino. “Un documento intimo e pieno di storia – ha sottolineato la ricercatrice Tiziana Plebani – che lega per sempre la storia italiana all’Oriente e alla Cina”.

7/o Passaggi Festival saggistica a Fano24-30 giugno. Tema edizione “C’era una volta in Europa”
FANO (PESARO URBINO)14 giugno 201916:16

– Dal 24 al 30 giugno scrittori, giornalisti, artisti, attori e poeti saranno a Fano (PU) per la 7/a edizione di Passaggi Festival, rassegna sulla saggistica e non solo. “Il nostro obiettivo – ha detto il direttore del festival Giovanni Belfiori alla presentazione del programma a Palazzo De’ Pili a Fano – è riuscire ad avvicinare al libro chi normalmente non legge. Lo facciamo nel modo più semplice e lineare possibile, chiamando nomi di grande popolarità in grado di riempire le piazze ma anche di grande qualità in grado cioè di suscitare curiosità e interesse”.
Passaggi Festival quest’anno è incentrato sul tema “C’era una volta in Europa”, grazie al lavoro del comitato scientifico, presieduto da Nando dalla Chiesa, composto da Marino Sinibaldi, Alessandra Longo, Lorenzo Salvia, Giorgio Santelli, Claudio Novelli. La manifestazione si arricchisce ogni volta di nuovi contenuti e rassegne. Per 7 giorni, dal pomeriggio a mezzanotte, la città marchigiana diviene la capitale dei ‘Libri vista mare’.
Coppola e Stone ospiti a Bologna’Sotto le stelle del cinema’ in piazza Maggiore dal 17/6 al 14/8

BOLOGNA14 giugno 201916:27

– Francis Ford Coppola (presenterà il final cut di ‘Apocalypse now’), Oliver Stone (per ‘The doors’) e Jane Campion (per ‘Lezioni di piano’) saranno tra gli ospiti attesi a ‘Sotto le stelle del cinema’, il cartellone di 56 serate di film a Bologna, in piazza Maggiore, dal 17 giugno al 14 agosto. Previsti cicli su nuovi restauri di film e retrospettive dedicate, tra gli altri, alle ‘Donne che hanno fatto grande il cinema’, ‘Classici degli anni ’90’, Jean Gabin e i fratelli Pupi (sarà festeggiato per gli 80 anni) e Antonio Avati. Attesi anche Claude Lelouch, che presenterà il suo ‘Un uomo, una donna’, con il direttore del festival di Cannes Thierry Fremaux; Nicolas Winding Refn per ‘Drive’, Lina Wertmuller per ‘Pasqualino settebellezze’, Nicolas Seydoux per ‘Il piacere’ di Max Ophuls, Michel Ocelot per ‘Dilili a Parigi’, oltre ad Alice Rohrwacher, Matteo Garrone, Riccardo Scamarcio, Paola Cortellesi e Riccardo Milani.
Lionsgate Con posticipato a settembreDal 13 al 15 raddoppia spazi a PadovaFiere, confermato Iain Glen

14 giugno 201916:55

– Le numerose richieste arrivate dai fan di tutta Italia per incontrare i loro idoli delle serie tv al Lionsgates Con di Padova ha portato alla decisione di raddoppiare gli spazi e di posticipare la prima edizione dell’evento che si svolgerà dal 13 al 15 settembre, anziché dal 21 al 23 giugno, come inizialmente previsto. L’evento occuperà non più uno, ma due padiglioni (l’11 e il 14) di PadovaFiere e i biglietti già acquistati restano validi anche per le nuove date.
Lo comunica l’ufficio stampa della manifestazione spiegando che “la decisione è stata presa dagli organizzatori di Starjob Srl per garantire un assetto ancora migliore di attività e servizi. La notevole risposta del pubblico ha infatti cambiato le esigenze tecniche e reso necessario riformulare gli spazi”.
La formula dell’evento e gli ospiti restano invariati: si potranno incontrare attori internazionali come Iain Glen de Il Trono di Spade e il celebre fumettista Marvel Marco Checchetto.
Ma anche cosplay, espositori di gadget e fumetti, il concerto di Chase Coleman, voce dei Mercy Mode e volto di Oliver in The Originals, e la proiezione del film Pirati dei Caraibi assieme Kevin McNally.
Maraini, la poesia al Teatro sull’AcquaAl festival Gualtieri e Scurati, dal 3 all’8 settembre ad Arona
14 giugno 201917:17

– E’ l’anno della Poesia al Festival ‘Il Teatro sull’Acqua 2019’ che dal 3 all’8 settembre trasforma Arona, sul Lago Maggiore, in un teatro diffuso.
“L’idea della poesia mi è venuta dal fatto che ho sentito tanti editori lamentarsi che non si vendono i libri di poesia, ma ho constatato che invece quando si legge la poesia a voce alta, la gente accorre. Vuol dire che probabilmente la poesia per essere apprezzata ha bisogno della vocalità. Allora abbiamo pensato di chiamare dei poeti importanti come Fabio Pusterla, Vivian Lamarque, Maria Borio e Mariangela Gualtieri che fa un piccolo evento, ‘Bello mondo’, tra poesia e teatro. Sono sicura che questo sarà un successo ed è l’unico modo veramente di apprezzare la poesia” dice Dacia Mariani che è direttrice artistica di questo festival di teatro e parola, nato nel 2011 da un’idea della scrittrice, cittadina onoraria di Arona, e Luca Petruzzelli, che rappresenta un unicum in Italia.
L’evento clou è ‘Concertazione per elementi’ di Monica Maimone.

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Lettere di Cohen vendute a 900 mila dlr
Indirizzate a Marianne Ihlen, musa del cantautore canadese

NEW YORK14 giugno 201917:59

– Le lettere d’amore che Leonard Cohen scrisse alla sua amante e musa Marianne Ihlen sono state vendute all’asta per 876mila dollari. Lo ha rivelato la casa d’aste Christie’s. La corrispondenza copre un periodo che va dal 1960 al 1979.
Ihlen, che il poeta e cantautore canadese incontrò negli anni ’60, fu l’ispirazione di canzoni come ‘Bird on a Wire’, ‘So Long Marianne and Hey’, ‘That’s No Way To Say Goodbye’. Cohen e Ihlen non si sono mai sposati e rimasero amici anche dopo la fine della loro relazione. Sono morti entrambi nel 2016 a pochi mesi di distanza.
La loro relazione sarà anche oggetto di un documentario ‘Marianne & Leonard: Words of Love’ (Marianne e Leonard: parole d’amore) che andrà in onda nel Regno Unito il prossimo 26 luglio.
Jesse Williams, a Grey’s Anatomy per caso”Il segreto del medical drama? Affrontare temi di attualità”

CAGLIARI14 giugno 201919:24

– “Ero un insegnante di inglese. Fui chiamato per fare solo tre puntate di Grey’s Anatomy, era la sesta stagione, ma da allora non me ne sono più andato. Sono passati 11 anni, ma ogni volta che sto sul set ancora mi chiedo con paura: ora mi licenziano”. A parlare così oggi, alla seconda edizione del Filming Italy Sardegna, il festival diretto da Tiziana Rocca, Jesse Williams, guest star insieme a Stefania Spampinato, sua collega di in una delle serie tv più longeve il cui ultimo episodio della stagione 15 andrà in onda lunedì 17 giugno in esclusiva su FoxLife, il canale 114 di Sky.La serie, che proseguirà per le prossime due stagioni e arriverà al 2021, vedrà ancora così il dr. Jackson Avery e, quasi sicuramente anche la Spampinato nei panni della dottoressa italiana, Carina DeLuca. Williams, che è anche un modello e un attivista in lotta per i diritti degli afroamericani (ha vinto nel 2016 un Bet Humanitarian Award), è stato accolto stamani nella sala dei Cristalli di Forte Village da una platea entusiasta di studenti osannanti. “Non avevo mai guardato Grey’s Anatomy prima di farne parte – confessa -, ma era sicuramente un grande show, il più popolare, e così, mano a mano, mi sono guardato le stagioni precedenti”. Il segreto di questo medical-drama? “Il fatto di essere un po’ anche una famiglia in cui ci si sente accolti e si lavora bene. E questo anche grazie alla grande rappresentanza femminile”.E aggiunge Williams, che è stato anche regista di alcuni episodi della serie: “Qui la gente trova sempre problemi legati all’attualità, quelli delle donne, dei gay, dell’eguaglianza, della migrazione, Grey’s Anatomy è insomma leader in questo atteggiamento”. Fin da giovane, spiega poi l’attore, “ho imparato ad avere il coraggio delle idee, tanto più poi se hai una visibilità, la possibilità di avere un microfono in mano. In questi casi hai ancora più il dovere di portare avanti i tuoi ideali e manifestarli”. Il potere dei social oggi è fortissimo: “Pensate solo – riflette – a quanto la cultura americana debba a quella di origine africana. Nonostante questo ogni tanto dei neri continuano a morire per le strade d’America. Non si può a questo punto stare in silenzio perché in certi casi il silenzio è assenso”. Infine dalla Spampinato, arrivata molto più tardi alla serie, ma anche lei quasi per caso, la difesa di questo medical-drama e dei temi affrontati: “In più di un episodio si è trattato dell’assicurazione sanitaria negli Usa che fa sì che tu non sia curato se non hai i soldi. Mi è capitato di fare un piccolo intervento negli States e ho pagato ben 80.000 dollari. In Italia – conclude – non avrei pagato nulla, questo la gente lo deve sapere”.

Da sposi in tv ‘a prima vista’ a divorzio impossibile,è caosLa produzione, “nel contratto nessun obbligo al matrimonio”
14 giugno 201918:24

Doveva essere un matrimonio a prima vista, è diventato un vero e proprio caso, anzi un divorzio da incubo. Stefano Soban, titolare di quattro gelaterie di Alessandria, e Sara Wilma Milani, 39 anni, cantante di Abbiategrasso, si sono visti respingere la richiesta di annullamento delle nozze – celebrate nella seconda edizione di Matrimonio a prima vista, il reality che punta a formare coppie tra perfetti sconosciuti, andata in onda su Sky Uno nel 2016 – dal tribunale di Pavia. La vicenda è rimbalzata su diversi siti di informazione e sui giornali (tra i quali Il Corriere della Sera e Repubblica) e la produzione oggi è intervenuta con una nota ufficiale per fare chiarezza. “Con riferimento agli articoli apparsi in queste ore su diverse testate giornalistiche – precisa la Nonpanic S.r.l., società produttrice di Matrimonio a prima vista – le persone che richiedono di partecipare al programma scelgono liberamente di contrarre matrimonio davanti ad un ufficiale dello stato civile.
Ciò è a loro ben noto – si legge nella nota – in quanto sono chiamati a sottoscrivere una clausola contrattuale che testualmente recita ‘condizione essenziale per la Sua partecipazione al programma nei termini e modi di seguito specificati è che Lei contragga matrimonio liberamente e senza riserve […]’. E ancora, “il contratto sottoscritto dai partecipanti non li obbliga a contrarre matrimonio né tanto meno prevede penali nel caso in cui uno o entrambi i nubendi cambino idea rispetto alla scelta di sposarsi. Come in tutti i contratti aventi ad oggetto la partecipazione ad una produzione televisiva, il contratto di partecipazione al programma prevede l’applicazione di una penale solo in caso di violazione del patto di esclusiva e degli obblighi di riservatezza nonché l’ammonimento che l’eventuale ingiustificato abbandono del programma può causare un danno alla produzione addebitabile ai partecipanti. Va sottolineato che l’abbandono del programma è peraltro cosa diversa dall’eventuale decisione di non procedere più alle nozze, scelta che comunque consente di proseguire nella partecipazione al programma in considerazione dell’interesse televisivo ad apprendere le motivazioni della nuova scelta”.
“La recente decisione del tribunale di Pavia, nel respingere la richiesta di annullamento del matrimonio contratto nel corso del programma, ha confermato la validità del ‘Matrimonio a prima vista’ e pertanto l’assoluta veridicità dei contenuti narrati nel corso del programma stesso. Ciò premesso – spiega ancora la produzione – le coppie del programma sono e rimangono comunque libere – al pari di quanto consentito ad ogni altra coppia che ritenga non più tollerabile la prosecuzione della relazione matrimoniale – di richiedere e ottenere lo scioglimento del vincolo, in via consensuale o giudiziale, nei modi e nelle forme prescritti dalla legge italiana”.

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Morgan, sfratto rimandato per motivi di salute
Per protesta il cantante ha affisso articoli della Costituzione

14 giugno 201918:30

E’ stato rimandato al 25 giugno lo sfratto di Morgan, all’anagrafe Marco Castoldi, dalla sua casa di Monza, previsto per questa mattina, in esecuzione del pignoramento deciso dal Tribunale di Monza a fine 2017. Secondo quanto si apprende, le trattative intercorse tra il legale di Morgan, l’avvocato Renato Moraschi, il manager Andrea Mainolfi con il custode giudiziario e le forze dell’ordine presenti sul posto hanno portato al rinvio per ragioni di salute che non hanno consentito lo spostamento dell’artista dal proprio domicilio, come certificato dal medico intervenuto. All’artista è stato prescritto riposo assoluto.    Tra i tanti presenti a esprimere solidarietà al cantante c’era anche l’ex Jessica Mazzoli, con la piccola Lara (6 anni).    In segno di protesta, Morgan ha anche affisso davanti casa alcuni articoli della Costituzione Italiana (3, 4, 9 e 13) che stabiliscono il diritto al lavoro (“questo è un luogo di lavoro”, scrive a latere), l’inviolabilità della libertà personale e che la Repubblica sostiene lo sviluppo della cultura (“io sono promotore della cultura a livello nazionale”).

Brignano, a teatro Un’ora sola vi vorreiNuovo spettacolo che ‘sfida il tempo’, tour estivo da nord a sud

MA14 giugno 201919:05

– Dopo il successo di “Innamorato Perso”, Enrico Brignano si prepara a tornare protagonista dell’estate 2019 con “Un’ora sola vi vorrei”, il suo nuovo one-man-show che sfida e rincorre il tempo. I biglietti saranno in vendita online da lunedì 17 giugno alle ore 11, offline da giovedì 20 giugno sempre alle ore 11. Nel mese di agosto 2019, la tournée farà tappa in alcune location da Nord a Sud: dopo l’anteprima di sabato 3 agosto al Castello di Udine, sarà al Castello Pasquini di Castiglioncello (martedì 6), all’Arena della Versilia di Cinquale (8 agosto), ad Anzio allo Stadio del Baseball Icar Peugeot (12 agosto). Brignano porterà il suo spettacolo alla Summer Arena di Soverato (24 agosto) e proseguirà al Teatro d’Annunzio di Pescara (26 agosto), in Piazza Cavalieri a Pisa (28 agosto), per terminare a Palermo (30 agosto al Teatro di Verdura). A spasso nel suo passato, tra ricordi e nuove proposte che rappresentano un ponte gettato sul futuro, Enrico passeggia sulla linea tratteggiata del nostro presente.
Installazione racconta Leonardo-botanicaIn piazza della Signoria, anticipa mostra dedicata

FIRENZE14 giugno 201920:33

– Un grande poliedro alto sei metri con all’interno un albero di gelso: è l’installazione, allestita in due notti di lavoro, in piazza della Signoria a Firenze che anticipa e presenta i contenuti della mostra ‘La botanica di Leonardo. Per una nuova scienza tra arte e natura’. L’esposizione, che prenderà il via il 13 settembre nel Museo di Santa Maria Novella, è un tassello fondamentale nel percorso che la città ha dedicato alle celebrazioni leonardiane.
L’ideazione e lo sviluppo del progetto sono state affidate a Stefano Mancuso, tra le massime autorità mondiali nel campo della neurobiologia vegetale, Fritjof Capra, fisico e teorico dei sistemi fondatore e direttore del center for ecoliteracy a Berkeley in California, e Valentino Mercati, fondatore e presidente di Aboca. “Tutti parlano di Leonardo architetto, pittore, ingegnere ma pochi conoscono il Leonardo studioso e amante della botanica”, ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella. “Per questo abbiamo deciso, con l’aiuto anche della famiglia Mercati – ha aggiunto -, di organizzare a Firenze una mostra sulla botanica, disegnata, rappresentata, studiata da Leonardo da Vinci”. Valentino Mercati, fondatore e presidente di Aboca, ha ricordato che il “dodecaedro rappresenta l’unità del tutto e suggerisce di allargare le nostre visioni riduzionistiche a nuovi spazi temporali, dimensionali e concettuali”. “Emerge – ha detto l’amministratore delegato di Aboca, Massimo Mercati – la necessità di riprendere il pensiero del Genio toscano imprimendo sviluppi diversi che portino a un nuovo Rinascimento culturale e scientifico”.

Anziani: Fondazione Sordi consegna premi alla solidarietà15 giugno ricorre l’anniversario della nascita
14 giugno 201923:40

La Fondazione Alberto Sordi ha consegnato giovedì a Roma i premi intitolati all’attore romano, di cui il 15 giugno ricorre l’anniversario della nascita, e dedicati a valorizzare soggetti impegnati nella promozione della condizione degli anziani.
La cerimonia di consegna del “Premio Alberto Sordi alla Solidarietà 2019”, presentata da Benedetta Rinaldi, ha visto premiati premiati la scultrice Maria Giustina Cappelli, l’infermiera in pensione Cristina Fattori e l’associazione Amici di Casa Insieme Onlus. La Social Street San Gottardo Meda Montegani di Milano ha meritato una menzione speciale per aver attivato un corso di alfabetizzazione digitale in cui gli anziani del quartiere imparano ad usare le nuove tecnologie.

Ed Sheeran incanta il pubblico di Firenze RocksNovanta minuti di show con 13 canzoni e assaggio nuovo album

FIRENZE15 giugno 201910:44

– Abbigliamento semplice, jeans e maglia della Nazionale italiana di calcio, inconfondibili capelli rossi spettinati e un carisma che riempie il palco per la seconda serata del Firenze Rocks. Ed Sheeran e la sua voce delicata fanno il loro debutto nella terza edizione del festival musicale fiorentino alle 21.10 in perfetto orario, intonando Castle on the Hill, brano tratto dell’ultimo disco, pubblicato a marzo 2017 e subito vincitore del Grammy Award. Dopo un lungo applauso liberatorio, i 65mila fan accorsi da tutta Italia e dall’estero per vedere la popstar, hanno iniziato a cantare con il 28enne britannico, ballando e scambiandosi sguardi compiaciuti per un inizio che centra in pieno le aspettative.Lui risponde con un ‘grazie Firenze’ e riprende a suonare. Il palco è essenziale, senza coreografie o installazioni, soltanto un maxi schermo alle spalle di Sheeran e due schermi giganti montati sui lati. Prima della star della serata sono saliti sul palco della Visarno Arena Matt Simons, con le sue sonorità pop, Zara Larsson, cantautrice svedese alla ribalta grazie all’album di debutto So good, e gli attesissimi Snow Patrol, unici rappresentanti del rock in una serata completamente votata al pop e al contemporary R&B. Per Sheeran la tappa fiorentina rientra in un tour europeo che nei prossimi giorni toccherà anche Roma e Milano con altre due concerti da tutto esaurito e record di incasso. Oltre a presentare l’album Divide, disco più venduto in Italia nel 2017, il tour di Sheeran apre la strada all’uscita del prossimo album, il 12 luglio, dal titolo No.6 Collaborations Project che propone una carrellata di nuovi brani creati con altri artisti. Tra questi, l’ultimo singolo I Don’t Care, in collaborazione con Justin Bieber, suonato dal vivo proprio questa sera davanti ai fan del Firenze Rocks come assaggio del nuovo album. Per il resto è un tripudio di grandi successi della musica pop, contaminata da una sfumatura country, e conditi con la partecipazione di un pubblico generoso e preparatissimo.Nonostante la giovane età, Sheeran dirige il concerto come un veterano del palcoscenico, cambia spesso chitarra, interagisce di continuo con il pubblico ed è in grado di alternare momenti in cui fa cantare e ballare tutti, come con Galway girl e Sing, ad attimi di profonda intimità con brani come The a Team e Photograph. Non mancano Bloodstream, I see fire e Thinking out loud per i quali Sheeran chiede la partecipazione dei 65mila fan che non si fanno rovinare la festa dalle poche gocce di pioggia che iniziano a cadere sul Visarno. Ma le vere perle del concerto arrivano alla fine, quando la popstar intona Perfect, cantata in parte in italiano come Andrea Bocelli nel loro celebre duetto, e Shape of you, uno dei pezzi più importanti della sua carriera, in cui Sheeran dà il meglio di sé. Dopo oltre novanta minuti di spettacolo, 13 brani, la popstar dai capelli rossi saluta il pubblico con un ‘grazie mille Firenze, buona notte’. Alla Visarno Arena, nel tempio del rock e delle star ‘maledette’ stasera Ed Sheeran ha dimostrato, ancora una volta, quanto potere può avere un cantante con la chitarra in mano e la faccia da bravo ragazzo.

Parrella, due donne in divenireNella scuola del carcere di Nisida un romanzo quasi perfetto

15 giugno 201910:46

– VALERIA PARRELLA, ‘ALMARINA’ (EINAUDI, pp. 126 – 17,00 euro).
Ecco un libro quasi perfetto, che nasce e finisce alto senza che la tensione, ideologica, emotiva, poetica e linguistica venga mai meno, tutto raccontato in una prima persona di cui è sempre viva la capacità, con tutte le sue inevitabili paure, di mettersi umanamente in gioco, di “affrontare le scale che ci cambiano la vita”, invece di pensare solo che “i poteri sono irraggiungibili come li raccontano” e che c’è poco da fare. Un libro, quindi, che si regge sulla felicità, limpidezza e intensità lieve della scrittura per parlarci con drammatica leggerezza di speranza, della forza del sentirsi vivi nonostante tutto e aperti al mondo, agli altri, con la possibilità di arricchirsi e salvarsi, sempre reciprocamente.
A parlare è la professoressa di matematica nel carcere minorile di Nisida Elisabetta Maiorano, vedova che non è riuscita da avere figli e con l’amato marito morto prima che riuscissero a adottarne uno. Quindi stanca, oppressa dalla vita e dai ricordi, in bilico tra questa che continua e timori e incertezze, non solo rispetto alla propria femminilità non ancora spenta. Il passato è quindi un tema, e riguarda anche la sua alunna Almarina, giovane ragazza romena stuprata e malmenata dal padre da cui è fuggita prostituendosi per riuscire a viaggiare con appresso il piccolo fratellino, da cui poi, in Italia, è stata separata dai servizi sociali. Ma se per la professoressa il passato è un pozzo in cui è facile precipitare ma da cui basta magari poco, la richiesta di un alunno, per riuscirne fuori, per tornare a essere presente, per la ragazza, incarcerata per un piccolo furto, è invece qualcosa da cancellare, così che ogni giorno possa essere una sfida, tanto che è come vivesse solo il momento contingente, in cui tutto esiste finché è presente. Nonostante questo, tutte e due anche se con una certa paura sono volte al futuro, pronte ad accoglierlo. La professoressa trovando quasi istintivamente, emotivamente, in lei la figlia mai avuta, la persona da aiutare a volare nella vita (di cui capisce forza e generosità vedendola giocare a pallavolo) e Almarina sognando di aprire un giorno una profumeria e aprendosi alla fiducia verso Elisabetta, anche se in modo quasi reticente, timoroso, tutto in quella frase comunque volta a un possibile domani: “Non ti prometto niente però…”.
Il doversi ricollocare, reinventarsi, riposizionarsi, “guardarsi le spalle e dentro e poi passare di livella sui giudizi” è quello che la professoressa chiama “la staratura di Nisida”, dove entrare è un’oppressione, ma poi dentro tutto cambia, a cominciare dai rapporti con l’odiato e amato direttore del campo, comandante della Polizia penitenziaria ma anche padre e uomo, persino bello. Così le verrà detto, quando chiederà di potersi occupare di Almarina, la cui scarcerazione è vicina, che non è la prima a sentirsi coinvolta da uno degli alunni, adolescenti per il cui cuore “per quanto gli abbiano già sputato sopra, i carcerieri siamo noi e non gli agenti, noi che vogliamo dare un senso alle loro esistenze, le quasi madri”, ragazzi ancora piccoli che quando avranno scontato la pena “torneranno da dove sono venuti, e dove sono venuti è il motivo per cui stanno qui”.
Sarà una lotta, un bisogno, una sfida anche per Elisabetta combattere con regole, servizi sociali, leggi e avvocati e giudici per riuscire a farsi affidare Almarina, scoprendo che “il confine non esiste”, che “l’amore non riconosce autorità”, che certe donne “sono esseri in divenire, e quando saremo uscite da qui già saremo diverse”. La verità è che ognuno di noi, a un certo punto cruciale della propria vita, incontra un’Almarina, e, nonostante la paura, se saprà coglierne l’occasione, potrà dare pienezza e senso alla propria esistenza, senza esami, senza voti: “Perché era questo che cercavamo io e mio marito, è quello che cercano le persone che non si fermano a ciò che la vita passa loro: un termine diverso cui aderire”.

The Floating Piers di Christo arriva in salaDal 16/6 l’epica impresa sul Lago d’Iseo nel film di Paounov

15 giugno 201910:46

– La sfida, camminare sull’acqua. Il sogno, trasformare l’intero Lago d’Iseo in un’opera d’arte contemporanea. Con quelle passerelle galleggianti color arancio scintillante, nel 2016 è stato l’evento espositivo più visto in Italia: un milione e mezzo di visitatori in due settimane, incoronato anche come la più bella opera di Land Art dell’anno.
Oggi la storia di The Floating Piers, la spettacolare installazione dell’artista bulgaro Christo Yavachev arriva al cinema, dal 16 al 19 giugno, con Christo – Walking On Water, documentario del regista Andrey Paounov, in sala per I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.
Un’avventura, quella del Floating Piers, che in realtà inizia molto prima del 2016, come racconta il film, già passato al Festival di Locarno e ora presentato al Biografilm Festival – International Celebration of Lives di Bologna il 16 giugno. Un primo progetto era stato infatti concepito da Christo insieme alla moglie e partner artistica Jeanne-Claude (scomparsa nel 2009) sin dal 1969 per Rio de la Plata in Argentina. Negli anni insieme i due hanno realizzato monumentali opere lavorando su monumenti, ponti, elementi naturali e reinterpretando paesaggi e architetture con immense installazioni come The Wrapped Reichstag Building a Berlino, The Umbrellas in California e Giappone, The Wrapped Coast in Australia e The Pont Neuf a Parigi. E, a 82 primavere, Christo sta lavorando ancora alla mega Mastaba nel deserto di Abu Dhabi mentre si parla di “impacchettare” l’Arco di trionfo a Parigi in occasione di una grande retrospettiva al Centre Pompidou nella primavera 2020.
Ma quella prima proposta di un molo gonfiato lungo 2 mila metri non andò in porto, come la successiva per Tokyo. Fino al 2014, quando Christo arriva in Italia per un sopralluogo. Dopo una serie di test tra Germania e Mar Nero, nel 2015 si procede finalmente con la fabbricazione dei vari componenti e a gennaio 2016 i sommozzatori iniziano a installare 240 ancore e 50 contrappesi nel lago d’Iseo. Il tessuto Dahlia giallo viene portato in elicottero e applicato solo il 15 giugno, tre giorni prima dell’inaugurazione della passerella lunga 3 chilometri che per 16 giorni ha permesso a tutti di camminare tranquillamente sull’acqua.
“Ho lavorato su Christo – Walking on Water per 18 mesi, rimanendo in contatto quotidiano con il protagonista”, racconta il regista Paounov, che nel film segue questa epica e memorabile follia, ma anche le complesse trattative a metà fra arte e politica, le sfide ingegneristiche e forza della natura, tra vedute a volo d’uccello e riprese in stile fly-on-the-wall. Il tutto mentre prende forma il sogno di un artista e si svela l’uomo che lo insegue. “Christo – prosegue – è uno dei personaggi su cui si possono trovare più informazioni dei nostri tempi. L’abilità, quindi, non era tanto catturare la sua immagine, ma scolpirla. La mia conclusione personale è che per Christo l’arte è un processo, non un risultato finale. The Floating Piers è la ciliegina sulla torta, ma la vera eccitazione viene dall’immaginare le possibilità, superare la burocrazia, domare le forze della natura. Il titolo del film, Chisto – Walking on Water ha un doppio significato. E’ un riferimento all’esperienza offerta da The Floating Piers, ma rappresenta anche il mio obiettivo finale: camminare sulle orme di Christo e della sua creazione”.
Patricia Arquette, io madre cattiva in The ActL’attrice, anche il fascismo è nato con il silenzio

CAGLIARI15 giugno 201910:49

– Patricia Arquette, nata a Chicago nel 1968 in una delle più famose famiglie di attori statunitensi – è infatti figlia di Lewis Arquette, nipote di Cliff Arquette e ha come fratelli gli attori Rosanna, Richmond, Alexis e David – ha un singolare destino, quella di aver interpretato molti ruoli da villain, da cattiva, ed oggi, alla seconda edizione del Filming Italy Sardegna, non a caso parla di The Act, serie televisiva statunitense distribuita sulla piattaforma Hulu basata su eventi realmente accaduti e di cui è stata trasmessa la prima stagione.Protagonista della storia, Gypsy Blanchard, una ragazza che cerca di sfuggire al rapporto con una madre iperprotettiva, Dee Dee Blanchard (Arquette), affetta da sindrome di Münchhausen che fa credere alla figlia, o meglio le impone, di vivere su una sedia a rotelle finché lei non si ribella. E questo fino alla tragedia finale. “Conoscevo questa sindrome, ma non questa particolare storia – dice la Arquette -. Ma quando ne ho parlato coi miei figli, mi hanno subito detto: ‘mamma non lo fare'”. Per prepararmi, spiega l’attrice divenuta famosa con Una vita al massimo (1993) di Tony Scott, dove interpreta la prostituta Alabama, “ho trovato una lunga intervista di una donna che aveva questa sindrome ed entrava e usciva da questa condizione mentale. Una sorta di co-dipendenza, la sua, con la figlia, con aspetti solo negativi. È come se questa donna sentisse, per avere una sua identità, il bisogno di aiutare e anche un’ansia di separazione, la paura di essere lasciata sola dalla figlia”.Riguardo al suo discorso, tenuto alla serata degli Oscar, sulla disparità tra uomo e donna per quanto riguarda i compensi, ci tiene a dire: “Non mi riferivo al solo show business, ma al 98% di tutte le professioni. Da quando è arrivato Trump le cose sono anche peggiorate”. Patricia Arquette ricorda poi la scomparsa della sorella Alexis, nata uomo con il nome di Robert, ma nel 2006 divenuta donna, un’icona transgender e attivista per i diritti della comunità LGBT: “La scelta che ha fatto Alexis è stata così coraggiosa e ne ha pagato il prezzo”. Nel futuro della Arquette – Golden Globe per la serie Escape at Dennamora in cui è stata costretta a ingrassare nel ruolo della ‘sporca e cattiva’ Joyce “Tilly” Mitchell che lavora nella sartoria della prigione – due film da regista e anche “un libro di mie memorie che sto scrivendo. Il capitolo più duro sarà certamente la morte di mia sorella”. La sua più grande paura? “La situazione sempre più pericolosa che si è creata in America dove se non si darà voce al dissenso politico non ci sarà mai vero cambiamento, il fascismo – conclude – è nato proprio dal silenzio”.

Piace Butterfly di Amato a Carlo FeliceMaria Teresa Leva è Cio-cio-sun, scene di Ezio Frigerio

GENOVA15 giugno 201911:42

– Applausi calorosi al Carlo Felice per l’ultimo titolo della stagione, “Madama Butterfly”. Opera di grande richiamo popolare. Puccini ha mantenuto l’appeal e lo spettacolo è gradevole e ben costruito. Sul podio il direttore artistico del Teatro Giuseppe Acquaviva con una interpretazione attenta, equilibrata, con appropriati slanci lirici. Maria Teresa Leva ha vestito con successo i difficoltosi panni di Cio-cio-san. Il tenore Stefan Pop ha voce da vendere e lo ha dimostrato offrendo un Pinkerton autoritario e capace di qualche raffinatezza. L’allestimento del Teatro di Astana ha un impianto scenico elegante e sontuoso disegnato da uno dei maggiori artisti del nostro tempo, Ezio Frigerio. La regia di Lorenzo Amato ha immaginato una “Madama Butterfly” tradizionale ma con elementi di interessante approfondimento, in relazione ad esempio alla figura della protagonista, l’unica donna pucciniana (con Turandot) che muta profondamente: poco più che bambina all’inizio, donna matura e responsabile alla fine. Amato ha voluto sottolineare il senso di spaesamento della donna che vorrebbe diventare americana a tutti gli effetti: non a caso regista e costumista le mettono addosso abiti occidentali nel secondo atto a indicare questa aspirazione. E nel preludio al terzo atto, davanti alla ragazza inginocchiata a guardare l’orizzonte, appaiono come in un sogno i grattacieli di New York. Applausi calorosi. Fra il pubblico, anche Giuliano Amato, padre del regista Lorenzo. Ha evitato commenti sul lavoro del figlio, ma si è dichiarato profondamente pucciniano. “Ha ragione chi già cinquant’anni fa, in epoca in cui Puccini era considerato un minore, ne sottolineava lo straordinario lirismo.
In quest’opera c’è un melodismo lungo, teso assolutamente geniale”. Repliche questo pomeriggio e domani (ore 15,30), martedì, mercoledì e giovedì (sempre alle 20).

Venezia, Almodovar Leone alla carrieraIl regista, “emozionato e onorato, ho bellissimi ricordi Mostra”

VENEZIA14 giugno 201913:33

E’ stato attribuito a Pedro Almodóvar il Leone d’oro alla carriera per un regista della 76.
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (28 agosto-7 settembre). “Sono molto emozionato e onorato per il regalo di questo Leone d’oro – ha detto Almodovar -. Ho bellissimi ricordi della Mostra di Venezia. Questo Leone diventerà la mia mascotte, insieme ai due gatti con cui vivo.
Grazie dal profondo del cuore per questo premio”.
Luca-Paolo in Un figlio di nome ErasmusRegia di Alberto Ferrari, nel cast Memphis, Liotti, Carol Alt

14 giugno 201912:43

– Primo ciak a Roma per una commedia on the road, diretta da Alberto Ferrari, che conta su un brillante cast di attori formato da Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu, Ricky Memphis e Daniele Liotti nei panni di quattro quarantenni che, a distanza di 20 anni dall’Erasmus fatto a Lisbona, si ritrovano in Portogallo per affrontare un viaggio avventuroso ed emozionante e per scoprire un segreto che potrebbe cambiare la vita a uno di loro. Il film, dal titolo ‘Un figlio di nome Erasmus’, segna anche il ritorno di Carol Alt sul grande schermo.
Le riprese saranno effettuate tra il Lazio e il Portogallo e il film, oltre ad essere prodotto, sarà anche distribuito da Eagle Pictures.
La pellicola narra le vicende di quattro amici quarantenni, Pietro, Enrico, Ascanio e Jacopo, chiamati a Lisbona per il funerale di Amalia, la donna che tutti e quattro hanno amato da ragazzi quando facevano l’Erasmus in Portogallo. Amalia ha lasciato un’inaspettata eredità: un figlio concepito con uno di loro. Ma chi è il padre?

A Giffoni protagonisti Stranger ThingsAppuntamento con Natalia Dyer e Charlie Heaton il 21 luglio

SALERNO14 giugno 201913:48

– I protagonisti di Stranger Things saranno ospiti della 49/a edizione del Giffoni Film Festival.
L’appuntamento con Natalia Dyer e Charlie Heaton è fissato per il 21 luglio, proprio a pochi giorni di distanza dall’uscita della terza stagione, in programma il 4 luglio. I due attori saranno premiati con il Giffoni Experience Award e incontreranno centinaia di giffoners nella Sala Truffaut della Cittadella del Cinema, dove risponderanno a curiosità e domande sulla loro giovane ma già brillante carriera. La serie, firmata dai fratelli Duffer, è un fenomeno unico al mondo: apprezzatissima da critica e pubblico, ha ricevuto svariati riconoscimenti, tra cui cinque Primetime Emmy Awards e uno Screen Actors Guild award nel 2017. La storia è ambientata negli anni ’80 a Hawkins, una cittadina dello stato americano dell’Indiana.
A Piazza Vittorio, Mozart è popEsplosione di musica e danza, Flauto Magico multietnico in sala

TO- RIPRODUZIONE RISERVATA+CLICCA PER INGRANDIREDi Alessandra MagliaroROMA14 giugno 201918:19

E’ diventata maggiorenne quest’anno l’Orchestra di Piazza Vittorio, l’incredibile mix multietnico di suoni e culture da tutto il mondo che nel 2002 con la guida visionaria dell’ex Avion Travel Mario Tronco e il finanziamento dei cittadini del quartiere di Roma fu un primo esempio di ensemble fieramente libera, aperta e poliglotta. Oggi “l’Italia ha il record di orchestre multietniche di strada e di quartiere e forse abbiamo seminato bene”, dice

Tronco osservando che “con onore e al tempo stesso tristezza” oggi l’Orchestra di Piazza Vittorio, un centinaio di musicisti e ancora 15-20 gli stessi dell’inizio, è nomade, internazionale e lavora soprattutto in Francia, da Lione”. Ma in quel giardino umbertino, cuore della Roma asiatica, araba e latino americana, babele di odori (anche quelli fetidi del degrado), profumi di spezie, voci di bambini con tratti somatici diversi, misteriosa dai tempi della Porta Magica, l’Orchestra di Mario Tronco torna ancora. E’ ambientato lì il film Il Flauto Magico di Piazza Vittorio, di Tronco e Gianfranco Cabiddu, un piccolo gioiello in otto lingue che mescola arte, musica, danza e cinema sulle note dell’opera di Mozart che qui diventa pop.
Già a teatro l’Orchestra di Piazza Vittorio nel 2008 aveva portato il Flauto Magico e tanti anni ci sono voluti per trasformarlo in film senza perdere libertà assoluta di suoni e suggestioni, “grazie ai due produttori eroici Arturo Paglia e Isabella Cocuzza” della Paco cinematografica che ha prodotto il film con i francesi e Rai Cinema. Arriva in sala dal 20 giugno, dopo il passaggio nell’ottobre scorso alla Festa di Roma, e potrebbe trovare nuove opportunità all’apertura scolastica di settembre perchè il film avvicina a Mozart in un modo immediato e naturale.
Partecipa alla sceneggiatura ed è anche l’unico attore professionista Fabrizio Bentivoglio, nel ruolo di Sarastro, da sempre vicino all’Orchestra. Lo spunto – racconta Tronco – “venne nel 2008 da Daniele Abbado che ci chiese un Flauto magico per le strade di Reggio Emilia, un’impresa che mi sembrò pazza visto che i nostri musicisti non leggono la musica ma lavorando su arie, fischiando le melodie e facendo errori ce la facemmo.
Da lì l’idea di un film in cui i musicisti sono anche i personaggi dell’opera riletti alla nostra maniera con Petra Magoni una Regina della Notte quasi punk, Pamina Violetta Zironi tutt’altro che succube, Tamino Ernesto Lopez Maturell principe in tempesta ormonale. “L’uscita in sala è orgoglio e gioia”, dice Bentivoglio.
Tronco parla di “rapporto sentimentale con il luogo al centro del film, che vive di una bellezza diurna e un’angoscia notturna, un giardino che sembra avere un’anima umana, una piazza romantica e tragica al tempo stesso, che mi stordisce”, spiega il musicista napoletano ”folgorato alla musica – racconta – dopo aver visto al San Ferdinando a Napoli la Gatta Cenerentola di Roberto De Simone”. Nel film, che vive – spiega Cabiddu – “di una libertà assoluta di azione, una improvvisazione che spazia dal classico al folk, cavalcando ogni genere, senza essere schiavo di nessuno”, ci si lascia trasportare dalle suggestioni visive oltre che sonore.

Il Re Leone fa 25 anni, remake ad agostoNuovo film è live action, storia è ancora romanzo di formazione

14 giugno 201918:19

“Mentre gli altri cercano ciò che possono prendere, un vero re cerca ciò che può dare”. La favola del Re Leone prende forma ancora al cinema 25 anni dopo quel primo film uscito il 15 giugno del ’94, vincitore di due Oscar, con la musica trascinante di Elton John e Tim Rice e diventato ormai un classico Disney. Esce il 21 agosto il nuovo film questa volta non animato ma live action. Le voci originali sono Donald Glover (Simba), Seth Rogen (Pumbaa), Beyoncé (Nala), Chiwetel Ejiofor (Scar). La regia è di Jon Favreau.
La storia è nota: il cucciolo Simba prova una grande ammirazione per suo padre, Re Mufasa. Ma non tutti nel regno della savana celebrano l’arrivo del piccolo erede. Scar, il fratello di Mufasa e precedente erede al trono, ha dei piani molto diversi. Con l’aiuto di una curiosa coppia di amici, Timon e Pumbaa, dovrà imparare a crescere. Al cuore del film un tema caro ad ogni narrativa: il romanzo di formazione ossia come lasciare infanzia e affrontare le realtà del mondo.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

I diversamenti abili di Hagape 2000 rivisitano Italo CalvinoSpettacolo di scena al Palladium di Roma il 16 giugno alle 18

14 giugno 201915:41

I giovani e non diversamente abili del’associazione Hagape2000 di Roma rivisitano e mettono in scena Italo Calvino. L’appuntamento è per domenica alle 18 al teatro Palladium di Roma

Dopo “Barnum Circus” del 2015 –  dove il tema era sperimentare attraverso una nuova forma di teatro e di danza il superamento e la consapevolezza dei limiti del proprio corpo – e dopo “Eco di Battaglie” del 2017 – tra mito e rivendicazione dei diritti negati – si conclude con Calvino la trilogia/trittico del laboratorio teatrale del centro con la commedia in due atti “Cigno appicica appiccica”. La commedia è liberamente tratta da una favola popolare di Italo Calvino, adattata a rappresentazione teatrale da Vincenzo Mazzone.È un‘antica e misteriosa fiaba che racconta di una principessa triste che non ride. La vicenda. Un re, una regina e il loro regno con il susseguirsi di personaggi, loro sudditi, ognuno con la propria storia, un cigno magico tramite l’ironia e la fantasia romperanno lo schema classico delle fiabe a tre fasi: inizio, crisi e soluzione. Questi temi sono stati trattati nel laboratorio teatrale dell’associazione Hagape2000, che si è svolto nell’anno sociale 2018-2019.Il coro attori è formato da 21 persone con disabilità che frequentano il laboratorio e sulla scena ci saranno tre assistenti-attori.           [print-me title=”STAMPA”]

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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