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Pm Milano, a processo tesoriere Lega
Chiesto rinvio a giudizio Centemero per 40mila euro da Caprotti
MILANO05 dicembre 2019 16:11
– I pm di Milano Stefano Civardi e Gianluca Prisco hanno chiesto il rinvio a giudizio per il tesoriere della Lega Giulio Centemero per un presunto finanziamento illecito da 40mila euro concordato, tra il 2015 e il 2016, con il patron di Esselunga Bernardo Caprotti (morto nel 2016). Finanziamento che doveva andare all’associazione ‘Più voci’, di cui Centemero era legale rappresentante, ma che sarebbe andato al Carroccio per rimpinguare le casse di Radio Padania. L’inchiesta era stata chiusa a ottobre.
Meloni,candidati Regioni entro settimanaFdi chiede guida cd Marche. Sardine? ‘Io politica per amore’
ANCONA05 dicembre 201918:10
– “Nei prossimi giorni saranno ufficializzati i candidati del centrodestra di tutte le regioni nelle quali si vota tra ora e la prossima primavera”. Lo ha detto ad Ancona la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, arrivata nelle Marche anche se “in condizioni fisiche non al massimo” per lanciare nel pomeriggio da Macerata un manifesto di Fdi contro le dipendenze. Meloni ha precisato che conta di dare una “comunicazione definitiva” la prossima settimana ma che c’è necessità prima di “incrociare le agende” per un incontro con gli altri leader. Fdi “chiederà possibilità di guidare la coalizione, tra le altre, anche nelle Marche dove pensiamo di poter fare molto bene e abbiamo una classe dirigente straordinaria che può fare la differenza. Dovranno essere d’accordo anche gli alleati”. Quasi in contemporanea la manifestazione delle Sardine ad Ancona: “io faccio politica per amore…”; “il simbolo è azzeccato: pesci tutti uguali, seguono corrente senza domande e finiscono in bocca a uno squalo…”.
Manovra, salta l’intesa nella maggioranza, la Camera vota la fiducia sul dl fiscoIl vertice è stato rinviato a stamattina. Stoccata da Renzi: ‘Il governo dura? al 50%, litigano su tutto’. Verso il rinvio dell’entrata in vigore della plastic tax
06 dicembre 201908:07
Un nuovo stallo sulla manovra. Un altro vertice, ancora liti, un infinito braccio di ferro. Nel giorno in cui la Camera vota la fiducia al decreto fiscale con 310 sì, Iv torna ad alzare la posta sulla legge di bilancio. La richiesta è quella di abrogare del tutto la “plastic tax”, la “sugar tax” e la tassa sulle auto aziendali. Il centrodestra minaccia di votare la proposta di Iv: la maggioranza sarebbe battuta. E in serata, dopo due ore di vertice assai tese, scende in campo il premier Giuseppe Conte e chiede ai tecnici del ministero dell’Economia e della Ragioneria dello Stato di fare “un ulteriore sforzo” per trovare le risorse per ridurre le imposte rimaste in quella che “già adesso è una legge di bilancio che non aumenta la tassazione”.Il premier in serata assicura che il clima “è buono” e che servono solo approfondimenti, anche della Ragioneria. E convoca un nuovo vertice per la mattina. Ma, parallelamente, Matteo Renzi in televisione mostra meno ottimismo prevedendo una crisi di governo al 50 per cento: “litigano su tutto, ci sta che si voti”, sottolinea. “E’ un pessimista cosmico”, ribatte subito il premier Conte assicurando che il governo va avanti. L’ennesimo braccio di ferro si consuma al Senato, dove ancora non si è iniziato a votare in commissione sul testo della manovra, atteso lunedì in Aula.In mattinata la maggioranza siede attorno a un tavolo per trovare un’intesa sulle modifiche. Italia viva si presenta battagliera e rilancia i suoi emendamenti per abrogare del tutto la tassa sulla plastica e la tassa sulle auto aziendali, sebbene siano state drasticamente ridotte dall’esecutivo. I renziani vogliono cancellare anche la tassa sulle bevande zuccherate, cara al M5s. Di fronte al no degli alleati, i senatori di Iv abbandonano il tavolo. La tensione si alza. Il presidente del Consiglio convoca tutti nel pomeriggio a Palazzo Chigi, al ritorno del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri dall’Ecofin. L’agenzia di rating Fitch dirama la propria “preoccupazione” sul clima di “incertezza politica” creato dalle “tensioni politiche” nella maggioranza: è un fattore di rischio – avverte – per una economia che resta praticamente in stagnazione. Ed è nelle divisioni della maggioranza che prova a incunearsi l’opposizione. La Lega, che ha presentato suoi emendamenti soppressivi della plastic tax, valuta di mettere la firma sotto le proposte di Iv. Già alla Camera i renziani hanno votato contro il carcere agli evasori del decreto fiscale: la differenza è che in Senato i numeri sono risicati e se Iv si smarca, manca la maggioranza. A ridosso del vertice a Palazzo Chigi Matteo Renzi fa capire che non intende deporre le armi: “Le tasse contro la plastica e lo zucchero “funzionano” mediaticamente per i populisti – avverte con implicito riferimento al M5s – ma sono un autogol per le aziende” e rischiano di “far licenziare 5.000 persone”.Al vertice con Conte e Gualtieri, la delegazione di Iv punta i piedi: le urla si sentono anche fuori dalla stanza. Finisce in un nulla di fatto: ci si rivedrà a ore e intanto si lavora a una mediazione. La tassa sulla plastica, prevista da aprile, potrebbe slittare almeno alla metà del prossimo anno, anche se Iv punta a un rinvio al 2021. Conte non ci sta a far vincere la narrazione di una manovra di tasse: “Siamo tutti d’accordo che va fatto un ulteriore sforzo per abbassare le tasse”, afferma chiedendo un supplemento di lavoro al ministero dell’Economia. Ma il tempo corre. Maurizio Lupi fa già sapere che è pronto a ricorrere alla Consulta (come fece l’anno scorso il Pd) se alla Camera non sarà dato tempo adeguato per esaminare la legge di bilancio. E a Palazzo Madama ancora si ragiona di emendamenti. Roberto Speranza lavora per aumentare di almeno mille le borse di studio per le specializzazioni in medicina. Dario Franceschini ipotizza di estendere anche agli alberghi il “bonus facciate” al 90%. Il M5s propone un emendamento per equiparare gli stipendi dei Vigili del fuoco a quelli delle altre forze dell’ordine e rilancia la proposta di un bonus fino a 250 euro per gli airbag delle moto. Elio Lannutti denuncia però il “veto del Pd sull’emendamento per far pagare 5 miliardi di Imu alla Chiesa”.
CONFERENZA STAMPA DI CONTEFiducia su dl fisco, le novità dal carcere al 730
Arriva Rc auto familiare, niente multe ai commercianti sui Pos
Rc auto familiare, che si potrà chiedere solo alla scadenza della polizza. Carcere per gli evasori più soft per i reati minori, stretta sugli appalti sulle commesse oltre i 200mila euro. Il decreto fiscale collegato alla manovra ha ottenuto il primo via libera, con fiducia, da parte della Camera. Numerose le novità approvate dai deputati: si va dalla riscrittura del calendario del 730 allo slittamento della lotteria degli scontrini, dalla proroga per le imprese della compensazione tra debiti e crediti con la P.a alle norme per la parità di genere nei Cda fino alla riduzione della tampon tax, l’Iva sugli assorbenti femminili, che scende al 5% ma solo su quelli ‘bio’. Saltano, però, alcune delle modifiche votate nella maratona notturna: restano fuori il bonus per gli airbag da moto, la tassa sui container, il rinvio delle norme di trasparenza per le associazioni e le fondazioni legate ai partiti, che aveva scatenato forti polemiche all’interno della maggioranza. Via anche il prestito ponte per Alitalia, ‘superato’ dal decreto ad hoc varato dal governo a inizio settimana. Ecco in sintesi le principali novità.
DA RC A CASA E TARI, AIUTI ALLE FAMIGLIE: per venire incontro alle esigenze dei cittadini più in difficoltà arriva un bonus sociale per la tassa rifiuti. Per la Tari e gli altri tributi locali, arriva anche il ravvedimento operoso, con i ritardatari che potranno ottenere uno sconto sulle sanzioni. In più chi si è visto la casa pignorata dalla banca negli anni della crisi potrà chiedere un nuovo mutuo per riscattarla. E calerà anche l’assicurazione per auto e motorini, con tutti i mezzi ‘di famiglia’ che potranno ottenere, dal rinnovo della polizza, la classe più favorevole (e quindi un premio più basso).
LOTTERIA SCONTRINI DA LUGLIO, VIA MULTE POS: la lotteria doveva partire a gennaio e invece slitta a luglio, allineata al resto del ‘Piano cashless’. Saltano le multe per chi rifiuta il Pos. Viene invece esteso anche ai pagamenti digitale via smartphone il credito d’imposta concesso agli esercenti.
8×1000 A SCUOLA, PIU’ FONDI PER MESSA IN SICUREZZA: aumentano le risorse per le scuole, che dalle dichiarazioni 2020 (sui redditi 2019) potranno beneficiare anche dell’otto per mille.
STRETTA SUI FURBETTI DEL BOLLO: la spinta alla lotta all’evasione passerà anche da una banca dati unica, all’Aci, e dai pagamenti obbligatori attraverso PagoPa. In chiave green cala al 4% per i disabili l’Iva sulle auto ibride o elettriche.
730 FINO A SETTEMBRE, INTERESSI SUI DEBITI MASSIMO AL 3%: non si amplia la platea, come previsto inizialmente, ma la scadenza per il 730 slitta dal 23 luglio al 30 settembre. I rimborsi saranno più rapidi e per pensionati e dipendenti pubblici scatteranno già da giugno. Tetto agli interessi sui debiti con il fisco da un minimo dello 0,1 a un massimo del 3%.
ASSUNZIONI DA AG.ENTRATE A SANITA’: arrivano 800 assunzioni in tutto all’Agenzia delle Entrate e alle Dogane ma anche per 300 milioni l’anno in più per medici e infermieri. Per gli straordinari di polizia e vigili del fuoco ci sono 180 milioni, più risorse per Mef e Ragioneria.
PACCHETTO COMUNI, DA INDENNITA’ SINDACI A TASSA SOGGIORNO: i sindaci che amministrano meno di 3mila abitanti guadagneranno 1.400 euro al mese. La tassa di soggiorno potrà raddoppiare a 10 euro nei capoluoghi come Firenze e Rimini che accolgono un numero di turisti 20 volte il numero dei residenti. Risolto anche il contenzioso (con Milano e Siena in particolare) sull’Imu dell’Accademia dei Lincei: l’istituto non deve pagarla.
460 MLN A FERROVIE, STOP TOILETTE A SCARICO APERTO SU TRENI: anticipato al 2019 il finanziamento per la rete ferroviaria. Entro il 2026 andranno sostituiti i vecchi convogli con gli scarichi dei bagni aperti sui binari. PER TUTTE LE NOTIZIE DAL MONDO: CLICCA QUI
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Mattarella concede la grazia a Umberto Bossi, insultò Napolitano nel 2011
L’ex leader della Lega aveva chiamato “terrone” il presidente emerito Giorgio Napolitano
06 dicembre 201908:29
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato un Decreto di concessione della grazia in favore di Umberto Bossi. Lo rende noto il Quirinale. L’atto di clemenza individuale ha riguardato la pena detentiva ancora da espiare (un anno di reclusione) inflitta per il delitto di offesa all’onore e al prestigio del Presidente della Repubblica (c.d. vilipendio: art. 278 c.p.), in riferimento a fatti commessi nel 2011 quando al Colle c’era Giorgio Napolitano.Nella nota del Quirinale si ricorda che a seguito di provvedimento della Magistratura di sorveglianza Bossi è stato affidato in prova al servizio sociale. “Nel valutare la domanda di grazia, in ordine alla quale il Ministro della Giustizia a conclusione della prevista istruttoria ha formulato un avviso non ostativo, il Presidente della Repubblica ha tenuto conto del parere favorevole espresso dal Procuratore generale, delle condizioni di salute del condannato, nonché della circostanza che in relazione alle espressioni per le quali è intervenuta la condanna il Presidente emerito Giorgio Napolitano – si legge ancora nella nota – ha dichiarato di non avere nei confronti del condannato “alcun motivo di risentimento”. Aveva dato del “teru’n'” all’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante il suo comizio sul palco della festa invernale della Lega Nord, la “Be’rghem frecc” di Albino nel dicembre del 2011. Facendo anche battute nei confronti dell’allora premier Mario Monti. Per questo il fondatore della Lega, Umberto Bossi era stato condannato dal tribunale di Bergamo ad un anno e 6 mesi di reclusione per vilipendio del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio dei ministri. Quella sera il senatur stava parlando dal palco della festa provinciale del Carroccio bergamasco: “Abbiamo subìto anche il presidente della Repubblica che è venuto a riempirci di tricolori, sapendo che non piacciono alla gente del Nord” aveva detto Bossi che aveva quindi alluso alle origini partenopee dell’ex Capo dello Stato. “Mandiamo un saluto al presidente della Repubblica. Napolitano, Napolitano, nomen omen, non sapevo fosse un teru’n”, aveva detto accennando il gesto delle corna con la mano destra. Il comizio era stato filmato e poi trasmesso sia da televisioni sia su Youtube, e molti cittadini (oltre un centinaio) da tutta Italia avevano presentato denunce contro Bossi: alcuni di loro erano anche stati sentiti come testimoni nel corso del processo a Bergamo. Bossi era stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver offeso l’onore e il prestigio del Capo dello Stato, oltre che di vilipendio alle istituzioni con l’aggravante della discriminazione etnica.
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