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Tregua fra Usa e Cina, ora la guerra dei dazi si sposta sull’Ue
Borse salgono senza eccessi. Johnson spinge la sterlina
14 dicembre 2019 02:41
Una tregua commerciale fra Stati Uniti e Cina c’è: dopo mesi di tira e molla e indiscrezioni contrastanti, Washington e Pechino confermano di aver raggiunto un’intesa sulla fase uno di un più ampio accordo. Ma Donald Trump ora punta l’Europa: l’amministrazione sta valutando dazi anche fino al 100% su ulteriori prodotti europei in seguito alla decisione della Wto sulla disputa fra Boeing e Airbus. Nel mirino degli Usa ci sarebbero prodotti Made in Ue precedentemente esentati dai dazi, quali il whisky e cognac irlandesi e scozzesi, ma anche vini e formaggi, inclusi quelli italiani. In risposta alla vittoria di Boeing, gli Usa avevano stilato nei mesi scorsi una lista di prodotti europei dal valore di 10 miliardi di dollari, sui quali in ottobre hanno imposto dazi (10% per l’aviazione civile e il 25% per il resto).Allo studio ora c’è la possibilità di aumentare i dazi al 100% e se allungare la lista dei prodotti da colpire rispetto a quella di ottobre. L’Ufficio del rappresentate Usa al commercio invita a presentare gli interessati a presentare i propri commenti entro il 13 gennaio sulla “possibilità di mantenere o imporre ulteriori” dazi sui prodotti europei. Il tanto atteso accordo commerciale fra Stati Uniti e Cina, confermato da Pechino, prevede la cancellazione dei nuovi dazi americani sul Made in China che sarebbero dovuti il 15 dicembre. Vengono inoltre ridotte dall’attuale 15% al 7,5% le tariffe imposte in settembre su 120 miliardi di import dalla Cina, mentre restano in vigore quelle al 25% su 250 miliardi di dollari di prodotti. La Cina da parte sua si impegna ad acquistare più prodotti agricoli americani e a riforme strutturali. Impegni che Wall Street e le borse europee ritengono però vaghi: dopo un iniziale rally con l’annuncio ufficiale dell’intesa i listini americani rallentano, seguiti dalle piazze europee. L’unica eccezione è Londra, che marcia decisa al rialzo con la schiacciante vittoria di Boris Johnson che apre la strada a una Brexit a gennaio. Festeggia il successo di BoJo alle urne la sterlina, in volata su euro e dollaro.Donald Trump parla di accordo “fenomenale”, uno dei “migliori della storia che porterà all’apertura del mercato cinese”. La maggior parte dei dazi, spiega il presidente americano, resterà in vigore e sarà usata come leva nelle trattative per la fase due dell’accordo commerciale. Trattative che saranno avviate immediatamente. L’intesa, composta da nove capitoli potrebbe essere firmata la prima settimana di gennaio a Washington. All’esultanza di Trump per l’intesa si contrappone la compostezza e la quasi freddezza della Cina che descrive l’accordo con toni decisamente più cauti, parlando di riduzione dei dazi graduale, fase dopo fase. Per gli investitori l’accordo è uno sviluppo positivo perché rimuove almeno parte dell’incertezza. Ma la cautela, sembra il mantra, è d’obbligo: non è la prima volta che un accordo viene annunciato in gran fanfara e poi si risolve in un nulla di fatto. Questa volta sembra diverso, ma i pochi dettagli offerti causano scetticismo e spingono alla cautela. Wall Street e le borse mondiali, così come le banche centrali, restano alla finestra.
Arriva l’app ‘Acchiappa bulli’, segnala atti di violenzaBasata sull’intelligenza artificiale e finanziata dal Miur
CAGLIARI14 dicembre 201917:10
Arriva l’app “Acchiappa bulli” per segnalare atti di violenza e soprusi commessi per strada, a scuola, nei luoghi chiusi. Tra gli ideatori della app, in stretta cooperazione con gli specialisti degli atenei di Bari, Foggia e Napoli “Federico II”, c’è l’Università di Cagliari con il team guidato da Gian Luca Marcialis (docente di Ingegneria industriale e dell’informazione al Diee, Dipartimento ingegneria elettrica), responsabile scientifico dell’unità cagliaritana del progetto “BullyBuster”, appunto l’Acchiappa bulli.All’iniziativa, finanziata con un milione di euro dal Miur, collabora la Polizia postale: l’app, basata sull’intelligenza artificiale, può allertare, se necessario, anche le forze dell’ordine. “BullyBuster”, grazie al supporto informatico, prevede una mappa online su cui annotare in tempo reale segnalazioni per richiedere interventi contro episodi di bullismo. La Polizia Postale collaborerà ai casi di cyberbullismo, mettendo mezzi ed esperienza a disposizione degli sviluppatori dell’app.I bulli saranno delineati nei loro comportamenti dalle equipe di psicologi. E saranno individuate azioni da intraprendere. “Il progetto – spiega Gian Luca Marcialis – consiste in un avanzato programma basato sull’intelligenza artificiale in grado di registrare se in una piazza, una via o una stanza, oppure durante una comunicazione sui social o sul cellulare si stiano compiendo azioni prepotenti e violente, minacce o ingiurie”.Il team di esperti delle quattro Università è specializzato in ambito tecnologico, dell’intelligenza artificiale, giuridico e psicologico. I ricercatori, provenienti da territori dove il fenomeno è sentito, daranno al Paese il primo strumento reale per combattere il bullismo. “Lo stiamo progettando pensando – rimarca il prof. Marcialis – a famiglie, studenti, scuole e forze dell’ordine”.
New Orleans dichiara stato emergenza per cyberattacco Sull’incidente stanno indagando anche l’Fbi e il Secret Service.
14 dicembre 201915:19
New Orleans dichiara lo stato di emergenza in seguito a un cyberattacco che ha colpito la città e che ha costretto le autorità locali a spegnere i server e i computer della città per precauzione. Sull’incidente stanno indagando anche l’Fbi e il Secret Service.
Auricolari, speaker e tv, il regalo di Natale è ‘smart’Hi-tech gettonato sotto l’albero, da smartphone a smartwatch
16 dicembre 201912:49
La parola d’ordine per i regali di Natale è “smart”. Al polso e alle orecchie, in tasca e in salotto, i gadget “intelligenti” sono come ogni anno tra i doni più desiderati, con le vendite dell’hi-tech che – dice l’Unione nazionale dei consumatori – per queste feste cresceranno del 40%. Ai sempreverdi smartphone si affiancano gli auricolari senza fili, insieme agli altoparlanti con assistente vocale, agli smartwatch e anche alle smart tv, un dono particolarmente utile per chi ha ancora un vecchio televisore che non supporta il nuovo standard digitale in arrivo nel 2021.SMARTPHONE. Ormai quasi tutti ne hanno uno, ma la domanda di modelli nuovi è radicata. In Europa nel terzo trimestre, secondo Canalys, le vendite sono aumentate dell’8% alla cifra record di 52,5 milioni di unità. Se il 5G non ha ancora preso piede, le fotocamere sempre più performanti alimentano il desiderio dei consumatori. Tra i top di gamma, con listini oltre gli 800 euro, hanno un posto d’onore gli iPhone 11 e 11 Pro, che offrono fotocamera e batteria migliorati, insieme al Note 10 di Samsung – il phablet col pennino – e al Pixel 4 di Google, che convince per fluidità e scatti in notturna. Anche sotto i 500 euro l’offerta è ricca. Si va dall’Oppo Reno 2, perfetto per girare video, al Nova 5T di Huawei, solido e dal look giovane, fino al Note 10 di Xiaomi, il primo al mondo con un obiettivo fotografico da 108 megapixel. Anche sotto i 200 euro s trovano smartphone dignitosi, come quelli di Wiko e Realme, oltre a Xiaomi, Samsung e Huawei.AURICOLARI e CUFFIE SMART. Sono l’oggetto del desiderio. Da luglio a settembre, certifica Idc, ne sono stati venduti 40,7 milionia livello mondiale, con un incremento del 242%. I più gettonati sono gli AirPods Pro di Apple e i FreeBuds 3 di Huawei, entrambi con la cancellazione del rumore. In alternativa si può guardare a marchi specializzati come Bose o Sony.SMART SPEAKER. Sempre più presenti in salotti, cucine e camere da letto. Entro la fine dell’anno, prevede Canalys, saranno in 200 milioni di case nel mondo. La partita è a due, tra il leader del mercato Amazon e l’inseguitrice Google. I più economici, intorno ai 50 euro salvo sconti, sono i modelli piccoli come l’Echo Dot e il Nest Mini. Sul versante opposto i modelli potenti e con schermo come l’Echo Show e il Nest Hub.SMARTWATCH E SMART BAND. Dai più semplici con contapassi e cardiofrequenzimetro, ai più tecnologici che fanno anche l’elettrocardiogramma. Gartner stima che quest’anno la spesa in orologi e bracciali “smart” supererà i 20 miliardi di dollari su scala globale. Nella fascia di prezzo più bassa il leader è la Mi Band 4 di Xiaomi, ora con display a colori. Sul fronte opposto c’è ovviamente l’Apple Watch. Un buon compromesso è il Watch GT 2 di Huawei, funzionale e con uno schermo molto ampio.SMART TV. E’ il momento giusto per cambiare televisore, e sugli scaffali c’è solo l’imbarazzo della scelta. Connesse a internet, le nuove tv sono disponibili in ogni formato e risoluzione, come l’ancora costosissimo 8K. Sony, Samsung e LG sono tra i marchi storici, con proposte per ogni portafogli, dai 2-300 euro dei 32 pollici Full HD fino ai 16mila euro del Sony 8K da 85 pollici.
Ministro Pisano, Rete innovativa si può fareTema su tavolo Comitato banda ultralarga il 19 dicembre
16 dicembre 201912:48
“Anche per la rete unica ci vuole collaborazione ma creare un’infrastruttura innovativa si può fare, bisogna diventare capillari e poi guardare all’estero”. Lo ha detto il ministro dell’Innovazione Paola Pisano parlando a margine del convegno start up Italia 2019. Non vuole anticipare niente, in attesa della prossima riunione del comitato per la banda ultralarga del 19 dicembre ma si coglie l’intenzione di accelerare e pensare in grande.L’obiettivo del ministro è anche avvicinare le start up e le grandi aziende parastatali, che possono diventare alleate e crescere entrambe facendo Open Innovation. “Se le avviciniamo alla pubblica amministrazione, faremmo crescere anche le grandi aziende parastatali. Se lo fanno in tanti nel mondo lo possia mo fare anche noi in Italia. Questa è Open innovation”. Il secondo impegno del ministero dell’Innovazione è “riuscire a fluidificare l’innovazione sul territorio, supportare start up” ma non solo nella nascita. “Dobbiamo creare anche un ecosistema – prosegue a margine Pisano – il Fondo nazionale per l’innovazione darà una grossa mano ma bisogna creare fondi per supportare anche la crescita; fare formazione per i nostri venture capitalist che devono diventare più forti e infine bisogna collaborare di più tra paesi”. PER TUTTE LE NOTIZIE DAL MONDO: FAI CLICK QUI
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Boom delle app che ‘leggono’ le emozioni
Usate da colloqui lavoro a ospedali, ma esperti chiedono stop
16 dicembre 201914:04
Il mercato dell’intelligenza artificiale che ‘legge’ le emozioni è in continua crescita, e ormai vale 20 miliardi di dollari tra app che aiutano nei colloqui di lavoro e algoritmi che cercano di capire se un indiziato mente, ma le autorità dovrebbero invece bandirle, perché sono basate su presupposti scientifici sbagliati. Lo afferma il rapporto annuale dell’AI Now Institute di New York, che mette questa al primo posto tra le raccomandazioni per il 2020.”Questa tecnologia afferma di poter determinare gli stati emozionali interpretando le microespressioni del volto, il tono della voce o anche il modo di camminare – spiega alla Bbc Kate Crawford, cofondatrice dell’istituto -. Ormai è usata ovunque, dai colloqui di lavoro agli ospedali, dove viene usata per determinare il dolore provato dai pazienti, alle aule dove cerca di tracciare quali studenti sembrano seguire la lezione con più attenzione. Nello stesso momento in cui queste tecnologie prendono piede un grande numero di studi mostrano che non c’è nessuna evidenza di una relazione così stretta tra le emozioni che si provano e l’aspetto esteriore del volto”.Tra gli studi citati c’è quello, durato due anni, di un gruppo di ricercatori della American Association for Psychological Science, che ha concluso che “è molto difficile usare le espressioni del volto da sole per predire accuratamente cosa si sta provando”. Molte delle compagnie impegnate nel settore, sottolinea Crawford, basano i propri algoritmi sul lavoro di Paul Ekman, uno psicologo che negli anni ’60 affermò che ci sono solo sei emozioni di base espresse dal volto. “Ma studi successivi hanno dimostrato che la variabilità è molto maggiore, sia in termini di numero di emozioni che del modo di esprimerle, che cambia a seconda delle culture, della situazione, e anche in uno stesso giorno”.
Google Maps copre IL 98% del globo terrestrePer Street View catturate oltre 10 milioni di miglia immagini
16 dicembre 201914:04
Le mappe di Google, tra i servizi più popolari del colosso tecnologico, sono vicini alla copertura del 100% della parte del globo terrestre abitato. Secondo il sito Cnet che riporta le cifre, Big G ha catturato con l’applicazione Earth 36 milioni di miglia quadrate di immagini satellitari in alta definizione, coprono aree in cui vive il 98% dell’intera popolazione. Invece per Street View, servizio lanciato nel 2004, sono state catturate oltre 10 milioni di miglia di immagini, una distanza sufficiente per girare il globo 400 volte. In totale Google Maps ha 1 miliardo di utenti attivi mensili.Big G ha anche spiegato meglio le tecniche che utilizza per catturare quante più immagini possibili, come le auto dotate di fotocamere che possono scattare foto da varie angolazioni mentre circolano per le strada. Per le aree in cui non è possibile arrivare in auto, come le riserve naturali, Google utilizza persone dotate di zaini Trekker. Metodi di rilevazione che in passato hanno scatenato delle polemiche per la privacy.Infine, viene usata una tecnica chiamata fotogrammetria per ricucire diverse immagini tra loro. In pratica, è la stessa tecnica che Google utilizza nelle esperienze di realtà virtuale, incluso il tour virtuale di Versailles creato per gli utenti dei visori HTC Vive e Oculus Rift.
Il 93% degli italiani ha uno smartphone, boom tra gli over 60Deloitte, superata l’ansia dei giga, crescono gli smartwatch
16 dicembre 201916:33
Il 93% degli italiani possiede uno smartphone, una cifra in crescita dell’1% rispetto al 2018 e che fa registrare un +6% nella fascia d’età tra i 60 e i 75 anni, a dimostrazione che ormai anche gli ‘over 60′ non vogliono fare più a meno del telefono connesso, da cui controllare anche altri dispositivi con smartwatch e smart speaker. A scattare la fotografia è il Global Mobile Consumer Survey 2019, condotto in Italia su un campione rappresentativo di 2mila persone tra i 18 e i 75 anni.In base ai dati, a crescere di più sono i bracciali per il fitness, al polso del 19% degli italiani (+4%), e gli smartwatch, posseduti dal 16% del campione (+4%). I dispositivi da polso sono gettonati soprattutto tra i giovani: 1 persona su 4, tra gli under 34, ne ha uno. I cellulari tradizionali cedono 3 punti percentuali: li possiede il 19%, che li tiene come dispositivi di scorta.Tornando agli smartphone, dall’indagine emerge il superamento dell'”ansia da risparmio dei giga”. Grazie alla disponibilità di giga illimitati, o comunque abbondanti, 1 giovane su 2 si connette a casa indifferentemente da linea fissa (wi-fi) o mobile, mentre due giovani su tre non vendono l’ora di passare al 5G. Tra gli under 34 – si legge ancora – uno su tre guarda contenuti in streaming sullo schermo dello smartphone. I videogiochi, invece, non hanno limiti di età: a giocare sul telefono è la metà degli italiani.E a farsi smart sono anche le case: nel 50% delle abitazioni c’è una smart tv, mentre il 12% delle famiglie ha uno smart speaker (+5%). In aumento anche l’internet delle cose: lampadine, termostati e spine elettriche intelligenti sono nell’8% delle case.
TikTok, streaming musica per paesi emergentiSi chiama Resso e costa meno di 2 dollari al mese
16 dicembre 201915:12
Si chiama Resso ed e’ stata lanciata in India e Indonesia l’app per la musica in streaming di Tik Tok, l’app emergente che sta togliendo la scena a Facebook. Secondo Bloomberg, che ha riportato la notizia, Resso fa vedere anche i testi delle canzoni in tempo reale e permette agli utenti di scrivere commenti sotto ogni canzone e realizzare video e Gif con sottofondo musicale.Per ora e’ in fase di test nei paesi emergenti e sarebbe stata scaricata da 27mila utenti dell’App Store e del Google Play Store. L’abbonamento mensile di aggira attorno alle 120 rupie, pari a 1,70 dollari. Se dovesse sbarcare in Occidente sarebbe una bella sfida a Apple Music e Spotify, servizi consolidati e decisamente più costosi (il secondo prevede anche una versione ‘free’ con la pubblicità).”Resso è attualmente in fase di beta testing – ha spiegato un portavoce dell’azienda in una nota – Siamo ottimisti riguardo le sue prospettive a lungo termine, ma siamo ancora all’inizio e stiamo sperimentando in un numero di paesi limitati”.
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