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Zuckerberg abbandona propositi anno e guarda al 2030
Fra le priorità indica cambio generazionale e nuova governance
10 gennaio 2020 13:01
Mark Zuckerberg abbandona i buoni propositi per il nuovo anno e guarda a un orizzonte più lungo: “Invece che sfide annuali cerco di pensare a cosa auguro per il mondo e per la mia vita, al 2030” scrive sul suo profilo Facebook elencando quelle che, a suo avviso, “saranno le cose importanti nel prossimo decennio”.Fra queste, il “cambio generazionale”: “Ritengo che oggi molte importanti istituzioni nella nostra società non facciano ancora abbastanza per affrontare i problemi che le generazioni più giovani si trovano ad affrontare, dal cambiamento climatico, ai costi dell’istruzione, dalla casa alla sanità. Entro la fine del decennio mi aspetto che molte istituzioni saranno guidate da millennial” spiega Zuckerberg. Il numero uno di Facebook ritiene che un’altra delle cose importanti sarà il “decentramento delle opportunità”: la tecnologia – spiega – continuerà a creare opportunità, soprattutto consentendo ad altre parti dell’economia di crescere più velocemente.Fra le priorità anche “nuove forme di governance” per le comunità digitali. “Non ritengo che le società private debbano prendere così tante decisioni importanti che toccano i valori fondamentali della democrazia”, mette in evidenza Zuckerberg, precisando che una delle strade da percorre è quella della regolamentazione.
Microsoft, tecnologia individua pedofili in chatDisponibile a tutti da oggi, si basa su ‘espressioni chiave’
10 gennaio 202016:13
Una tecnologia messa a punto da Microsoft può individuare automaticamente i predatori sessuali che cercano di adescare minori nelle chat, ad esempio quelle delle app di messaging associate ai videogiochi. Il programma, che si basa su alcune ‘espressioni chiave’ che ricorrono nel linguaggio dei molestatori, sarà a disposizione di tutte le compagnie che ne faranno richiesta a partire da oggi, ha annunciato la stessa Microsoft in un post sul proprio blog.L’algoritmo alla base dell’applicazione, che è stato testato nelle chat della Xbox, la consolle Microsoft, è stato sviluppato a partire da alcune tecnologie brevettate dall’azienda. Il programma analizza la conversazione e le assegna un punteggio, che può essere usato per valutare la possibilità di segnalare la chat ad un operatore umano per la verifica di eventuali minacce e la segnalazione alle autorità. “Questo è un passo significativo, anche se non è una panacea – afferma nel post Courtney Gregoire, chief digital safety officer della compagnia -. Lo sfruttamento sessuale e l’abuso dei bambini sul web e la ricerca degli adescatori online sono problemi gravi. Ma non siamo spaventati dalla complessità di queste questioni”.
Tecnologia di consumo, crescerà a +2,5% nel 2020Gfk, trainano smartphone e la regione Asia-Pacifico
10 gennaio 202016:16
Dopo un 2019 stabile, il mercato globale della tecnologia al consumo avrà una crescita del 2,5% e il giro d’affari dovrebbe superare i mille miliardi di euro. Lo sviluppo sarà trainato dal settore telecomunicazioni (+3%), piccoli elettrodomestici (+8%) e Grandi elettrodomestici (+2%). Come per l’anno appena trascorso, la regione Asia-Pacifico continuerà a rappresentare il mercato più importante, con una quota pari al 43% del fatturato globale. Sono alcune delle previsioni della società di analisi Gfk in occasione del Ces di Las Vegas che chiude oggi.In particolare dopo un 2019 “turbolento”, la diffusione del 5G riporterà alla crescita il settore delle telecomunicazioni.”La domanda di smartphone – dicono gli analisti – verrà trainata dalla Cina e dai Paesi emergenti dell’Asia. Innovazione, Performance e Premium continueranno ad essere i principali trend che influenzeranno le decisioni di acquisto”.Secondo la ricerca, “innovazione e design ricercato sono le caratteristiche più apprezzate dai consumatori e il 46% è disposto a spendere di più per prodotti che semplificano la vita. Questa attitudine si riflette nel successo crescente di prodotti come i robot aspirapolvere (+18% a valore), le lavasciuga (+29%) e gli smartwatch (+48%)”.
Esperti e istituzioni a confronto su cybersicurezzaDal 4 al 7 febbraio ad Ancona, anche formazione per i più giovani
ANCONA10 gennaio 202016:11
Frodi informatiche più letali delle bombe: in grado di attaccare dati sanitari sensibili, influenzare le scelte politiche, mettere le aziende sotto ricatto, scoraggiare gli investimenti e paralizzare intere amministrazioni pubbliche e private. Tratterà questi temi la quarta Conferenza nazionale di Cybersecurity Itasec20, che dopo Venezia, Milano e Pisa si svolgerà ad Ancona dal 4 al 7 febbraio sotto l’egida di Università Politecnica delle Marche e Università di Camerino.L’iniziativa, illustrata dal rettore Gian Luca Gregori e dagli esponenti del Dipartimento d’Ingegneria dell’Informazione di Univpm, vuole mettere a confronto esperti d’informatica, membri delle istituzioni (sono attesi i ministri all’Innovazione tecnologica e della Difesa) ed esponenti del mondo imprenditoriale sul tema della cyber sicurezza, con workshop e tutorial legati ad aspetti economici, politici e legali. Ci sarà anche la seconda edizione del Cyber Challenge: il primo programma di addestramento italiano di sicurezza informatica rivolto a studenti tra i 16 ai 23 anni, provenienti da una trentina di atenei italiani.Oltre a formare i professionisti di cybersecurity di domani, servirà a selezionare la nuova squadra nazionale di Cyberdefender, che parteciperà all’European Cyber Security Challenge, vere e proprie Olimpiadi del settore. “Un test – ha detto Gregori – cui ci si può iscrivere entro il 17 gennaio 2020, che consente ai giovani, anche se non sono ammessi, di approfondire le proprie conoscenze informatiche e di appassionarsi ad una materia che fino ad oggi ha sempre garantito uno sbocco occupazionale”. Ad inaugurare la Conferenza alla Mole Vanvitelliana di Ancona, promossa dal Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica (Cini), ci sarà Martin Abadi, di Google Research. Tra i partecipanti anche Paolo Prinetto, direttore del Laboratorio nazionale di Cybersecuruty del Cini.
Apple, vendite iPhone vicine ai 2 miliardi Bloomberg, nell’esercizio fiscale 2020 si stimano 195 milioni di melafonini
10 gennaio 202016:18
L’iPhone di Apple è vicino a raggiungere la cifra di due miliardi di unità vendute. Lo riferisce Bloomberg, in base alle previsioni formulate da otto analisti in occasione dei 13 anni dalla sua prima apparizione, il 9 gennaio del 2007. Il traguardo del primo miliardo di iPhone commercializzati è stato annunciato dal Ceo Tim Cook nel luglio del 2016.In base alle stime, nell’esercizio fiscale 2020 Apple dovrebbe vendere 195 milioni di iPhone, più dei 186 milioni dell’anno precedente. Le vendite complessive arriverebbero quindi a circa 1,9 miliardi di dispositivi.Il numero di iPhone commercializzati nell’anno fiscale 2020 sarebbe inferiore a quelli registrati nel 2015, 2016, 2017 e 2018. Ciò nonostante – evidenzia Bloomberg – per Apple la previsione è di ricavi record, superiori ai 275 miliardi di dollari, grazie a un modello di business in evoluzione che punta di più sui servizi.
Facebook: Tar dimezza multa Antitrust per pratiche scorretteLa sanzione era stata comminata a fine 2018
10 gennaio 202017:35
Sanzione sostanzialmente dimezzata per Facebook, accusata dall’Antitrust a fine 2018 per due violazioni del Codice del consumo. L’ha deciso il Tar del Lazio con due sentenze di accoglimento parziale di altrettanti ricorsi proposti da Facebook Ireland e della sua controllante Facebook.La controversia aveva ad oggetto due condotte ritenute, rispettivamente, ingannevoli e aggressive nei confronti dei consumatori.La prima pratica – sanzionata con 5 milioni di euro – riguardava la fase di registrazione dell’utente e consisteva nel rilascio di un’informativa ritenuta poco chiara e incompleta, giacché, fino al 15 aprile 2018, l’utente che accedeva alla homepage di Facebook per registrarsi, a fronte di un claim sulla gratuità del servizio offerto, non trovava un evidente e chiaro richiamo sulla raccolta e uso a fini commerciali dei propri dati.La seconda pratica contestata – sanzionata con 5 milioni di euro – concerneva il meccanismo di trasmissione dei dati degli utenti dalla Piattaforma ai siti web/app di terzi e viceversa.
Bufera sulla Boeing, ‘737 Max progettato dai clown’Spuntano email interne, ‘poi i controlli effettuati da scimmie’
NEW YORK10 gennaio 202021:50
La crisi del 737 Max non accenna a mollare la presa. E Boeing viene travolta da una nuova pioggia di critiche. A scatenare la bufera sono 100 pagine di e-mail interne alla società in cui i dipendenti mettono in dubbio la sicurezza dell’aereo e deridono le autorità per il processo di approvazione. E-mail shock, che affondano il titolo Boeing a Wall Street dove arriva a perdere l’1,63% e aumentano la pressione sui vertici della società, già alta dopo lo schianto del 737-800 dell’Ukrainian Airlines in Iran. Il 737 Max “è stato progettato da clown e i controlli sono stati effettuati da scimmie”, si legge in una e-mail del 2017. “Se torno” in azienda “non mentirò” alla Federal Administration Aviation, “lo lascio fare a coloro che non hanno integrità”, scrive un dipendente nel marzo del 2018, implicando indirettamente che Boeing ha mentito alle autorità addette alla certificazione del velivolo per aggirare i controlli e velocizzare la messa in volo dell’aereo. In un’altra e-mail, del 2016, un dipendente del marketing di Boeing festeggia la decisione delle autorità di approvare per il 737 Max un breve programma di formazione tramite computer per i piloti che in precedenza avevano guidato il 737 NG. “Si può essere stati lontani da un NG per 30 anni ed essere ancora in grado di saltare su un Max? ADORO!! Questo è molto importante per la struttura dei nostri costi operativi”.Per Boeing infatti l’addestramento dei piloti tramite un semplice corso su un computer era ritenuto cruciale: l’eventuale imposizione di formazione tramite simulatori avrebbe fatto lievitare i costi e ritardato l’introduzione del 737 Max, messo a punto per recuperare il terreno perso nei confronti della rivale Airbus. “Dobbiamo mettere in evidenza e tenere il punto sul fatto che non serve alcuna formazione con il simulatore. Boeing non consentirà che questo accada” e venga imposto: “si scontrerà con ogni autorità che tenterà di imporlo come requisito”, afferma il capo pilota tecnico in una e-mail del marzo del 2017. Una comunicazione quest’ultima a cui fa seguito qualche mese dopo, nel giugno del 2017, l’e-mail di un pilota di Boeing trionfante. Facendo riferimento a Guerre Stellari scrive: “Sembra che il mio trucco mentale da jedi abbia funzionato ancora. Questi non sono i droidi che ci si aspetta!”, dice riferendosi alle autorità. Le e-mail sono precedenti ai due incidenti mortali della Lion Air e dell’Ethiopian Airlines, dopo i quali il 737 Max è stato messo a terra dalle autorità mondiali. Da allora sono passati quasi dieci mesi e al momento non si intravede ancora una data per un ritorno in volo dell’aereo. VAI ALLA POLITICA
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