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ALLE 17:28 DI GIOVEDì 06 FEBBRAIO 2020

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Artbonus, superati i 435 milioni di donazioni
+ 25mln in 6 settimane. Franceschini: “modello per Europa” 31 Gennaio 2020 21:33

Cresce in Italia l’Artbonus, il meccanismo per il mecenatismo culturale lanciato nel 2014 dal ministro della cultura Franceschini. Grazie a 14.237 mecenati – annuncia il Mibact – le donazioni a favore del patrimonio italiano hanno superato i 435 milioni di euro, oltre 25 milioni di euro in più in sei settimane. Sono 3.538 gli interventi registrati sul sito artbonus.gov.it che hanno ricevuto erogazioni liberali per restauri o sostegni di vario tipo. “Numeri molto significativi – commenta Franceschini – l’Art Bonus sta funzionando bene e in pochi anni è diventato un modello in tutta Europa”.
Quanto alla distribuzione regionale delle donazioni, gli ultimi dati, spiegano dal dicastero del Collegio Romano, evidenziano che le donazioni si concentrano prevalentemente nelle regioni del centro Nord, mentre la misura ancora fatica nel Mezzogiorno.
La classifica regionale dei 435.441.00€ di donazioni vede in testa la Lombardia, dove 3.235 mecenati hanno donato 175.073.257€, a seguire il Piemonte con 58.092.655€ per 1.304 mecenati, il Veneto con 54.243.540€ per 786 mecenati, l’Emilia Romagna con 48.972.314€ per 2.615 mecenati e la Toscana con 46.501.347€ per 1.503 mecenati.
Seguono, con un maggior distacco, il Lazio (13.447.144€) e la Liguria (13.186.920€), poi il Friuli Venezia Giulia (5.938.887€), l’Umbria (5.389.709€), le Marche (3.884.481€), la Campania (3.819.220€), la Puglia (2.161.086€), la Sardegna (1.447.665€), il Trentino Alto Adige (1.364.893€), l’Abruzzo (1.003.573€). Sotto il milione di euro raccolti la Sicilia, la Calabria, il Molise, la Basilicata e la Valle D’Aosta.

Morta Mary Higgins Clark, regina della suspence92 anni. Oltre 50 libri, decine i best seller

01 febbraio 202010:51

Mary Higgins Clark, ribattezzata dai fan la “Regina della Suspense”, è morta all’età di 92 anni. Lo ha annunciato “con grande tristezza” il suo editore Carolyn K.
Reidy, ad di Simon & Schuster, specificando che l’autrice di decine di bestseller si è spenta il 31 gennaio in Florida per “complicazioni legate all’età”. Prolifica autrice nata a New York e di origini irlandesi ha scritto 56 romanzi, quasi tutti bestseller, con picchi da 80 milioni di copie l’anno in Usa. Il suo primo libro, dopo aver ricevuto diversi rifiuti, fu pubblicato nel 1975 ‘Dove sono i bambini’, arrivato alla 75 esima ristampa.

Eugenio Borgna, Il fiume della vitaAutobiografia intellettuale del grande psichiatra

05 febbraio 202021:36

IL FIUME DELLA VITA. Una storia interiore- EUGENIO BORGNA (FELTRINELLI, pp. 192. euro 16,00).
E’ l’autobiografia intellettuale del grandissimo psichiatra, e autore di innumerevoli libri, Eugenio Borgna che alla soglia dei 90 anni in un racconto straordinario mostra l’intreccio struggente tra la vita e il pensiero.
“A tredici anni una prima svolta nella mia vita: dopo l’8 settembre 1943, mio padre entrava nella Resistenza” È lungo il cammino che riporta alla luce le esperienze lontane, solo apparentemente perdute. Con la guida di Agostino e delle Confessioni, di Leopardi e di Emily Dickinson, di Thomas Mann e di Virginia Woolf, Borgna segue la scia dei ricordi dell’infanzia, segnata dal ritorno alla grande casa paterna devastata dai tedeschi durante l’occupazione, e si immerge nella memoria delle turbolenze dell’adolescenza. Nel corso di questo itinerario profondo e affascinante la psichiatria si rivela come un destino.
Noi siamo un colloquio, diceva Hölderlin. Per Eugenio Borgna, rivolgere lo sguardo alle illusioni, ai sogni, alla memoria, alle attese e alle febbri di una vita significa entrare in un dialogo infinito con gli abissi della propria interiorità e anche con quella dei suoi pazienti, alla ricerca di ciò che le unisce nel dolore e nella speranza.
La scoperta della neurologia a Milano, il lavoro al manicomio femminile di Novara. Poi la legge Basaglia cambia tutto e Borgna diviene il primario di psichiatria all’Ospedale Maggiore di Novara. Via via si spalanca davanti agli occhi dello studioso la vastità arcana e insondabile di esperienze umane di tristezza e angoscia, di attese e di speranze infrante, di ricerca di un infinito mai raggiungibile. La psichiatria diventa uno sguardo sulla vita delle emozioni e delle passioni, sulla fenomenologia del mondo sociale. L’attenzione, scrive Eugenio Borgna, è rivolta “non alla storia esteriore, ma alla storia interiore della mia vita: alle inquietudini e alle insicurezze, alle ansie e alle delusioni, alle tristezze e alle nostalgie, alle attese e alle speranze, alle scelte e alle decisioni che ne hanno fatto parte”. La psichiatria accoglie la fragilità delle emozioni e delle passioni, senza mai distogliersi dalla fenomenologia del mondo sociale. E fa parte del grande racconto di una vita geniale, nel quale si ricostruisce un passato capace di rivivere nel presente e anche nel futuro. L’autobiografia intellettuale del grande psichiatra, un racconto straordinario che mostra l’intreccio struggente tra la vita e il pensiero. Borgna Affida la chiusura del libro alla poesia leopardiana Alla luna.

Dopo 78 anni “Palla de’ Mozzi” di nuovo in scenaL’opera di Marinuzzi apre la Stagione del Teatro Lirico Cagliari

CAGLIARI01 febbraio 202011:50

– L’avvincente e raffinata partitura di Gino Marinuzzi, ripescata dall’oblio, apre a Cagliari la Stagione di Lirica e Balletto. Palla de’ Mozzi, melodramma in tre atti su libretto di Giovacchino Forzano, è andata in scena ieri sera al Lirico, per la prima volta in tempi moderni, 78 anni dopo la sua ultima esecuzione. Accolta dagli applausi del numeroso pubblico, l’opera risponde a un gusto già novecentesco ma rende omaggio attraverso vari rimandi e citazioni, al ricco patrimonio musicale dei secoli passati. E’ dal 1942 che non si sente risuonare in un teatro. Ancora una volta il Lirico sceglie di aprire il cartellone con un titolo raro e desueto. In sala, emozionate, le nipoti del compositore, Donatella e Oretta Pierotti Cei e sua figlia Valentina. Questa sera ci sarà il loro fratello, Fabio. “Grazie al Teatro Lirico di Cagliari per averla riproposta, è un’ emozione grandissima”, ha detto Oretta.
In questo dramma di ispirazione storica il compositore palermitano mescola le epoche in un gioco di sovrapposizioni di eventi: tra assedi e milizie in armi, luoghi di culto e preghiera, guerra e pace, fede e amore, rispetto filiale, onore e redenzione. L’ambientazione rinascimentale è ben resa dai costumi di Francesco Esposito, tra le corazze dei mercenari comandate da Palla de’ Mozzi, successore di Giovanni delle Bande Nere, sobrie e fastose vesti ecclesiastiche e abiti d’ epoca. Un dramma dal sapore ottocentesco dove non mancano richiami agli ideali patriottici.
Attento ai particolari di questa complessa partitura, il maestro Giuseppe Grazioli fa rivivere il caleidoscopico mondo di Marinuzzi. Ottima la prova del tenore Leonardo Caimi (Signorello), applauditi il soprano Francesca Tiburzi (Anna Bianca) e Elia Fabbian (Palla de’ Mozzi). Felice anche l’interpretazione di Francesco Verna (Il Montelabro) e di tutta la compagnia, sostenuti dalla valida prova di Coro e Orchestra del Lirico e Coro delle Voci Bianche del Conservatorio. La regia è di Giorgio Barberio Corsetti e Pierrick Sorin.

Milano Unica tessuti e accessori alto di gammaA Fiera di Milano 477 espositori dal 4 febbraio, 30/a edizione

MILANO01 febbraio 202012:06

– I tessuti e gli accessori dell’alto di gamma italiani ed europei, presentati da 477 espositori, sono i protagonisti della 30/ma edizione di Milano Unica che prenderà l’avvio il 4 febbraio nei padiglioni di FieraMilano a Rho. Si tratta di un significativo consolidamento, confermato anche dai numeri delle presenze degli espositori riconducibili al solo Salone Italiano del Tessile che sono 417 (2 in più dell’edizione di Febbraio 2019). Gli espositori europei sono 80 e confermano il dato precedente. Nell’ordine i Paesi più rappresentati sono: Francia, Gran Bretagna, Portogallo e Svizzera. La manifestazione si pone al servizio non solo degli espositori ma di tutti gli operatori del sistema moda italiano e internazionale in un momento nel quale la tessitura italiana ha chiuso in negativo il 2019 pur conservando un attivo della bilancia commerciale che risulta ancora superiore a 2,25 miliardi di euro.

Tosca, più spazio alle donne, quote rose necessarieIn gara con Ho amato tutto, “porto con me artisti di nicchia”

02 febbraio 202017:51

“Dopo che Amadeus ha faticato non poco a convincermi che la telefonata con cui mi annunciava che ero stata presa al festival non era uno scherzo di Fiorello, il primo pensiero è stato: correre, correre, correre”. Correre a completare gli arrangiamenti di un brano intenso e dolcissimo dal titolo Ho amato tutto, a pensare a quale cover scegliere per la serata del giovedì, a quali vestiti indossare sul palco dell’Ariston: quella di Tosca è diventata “una corsa contro il tempo, ma ne vale la pena. Gli abiti? Ancora non ho deciso!”, e ride dall’altra parte del telefono, mentre si districa nel traffico capitolino.
Entrata last minute nella lista dei big, passati da 22 a 24 a un mese dall’inizio della manifestazione, non si sente per questo penalizzata. “Avevo visto il cast ufficializzato. Ho pensato che era un peccato essere fuori da un festival ‘alla Baudo’, con tanti artisti dalla personalità diversa – racconta l’artista romana, che negli ultimi tre anni ha girato il mondo con il suo spettacolo teatrale -. Però sono convinta che Sanremo sia, sì, una grande festa e una bella occasione per far conoscere i propri progetti, ma non è Lourdes. Ed ero già passata oltre”. E invece nel giro di una settimana tutto è cambiato: dentro anche lei, interprete d’eccezione che dal festival ha ottenuto il riconoscimento più alto nel 1996 con la vittoria di Vorrei incontrarti fra cent’anni, in coppia con Ron.
L’ultima partecipazione risale al 2007, tredici anni fa. “Sono tornata perché mi sembrava il giusto vestito per questa canzone (scritta e arrangiata da Pietro Cantarelli) che amo molto”. Sul palco dice di voler “portare idealmente tutta la musica di ‘nicchia’, tutti gli artisti della famiglia di cui faccio parte.
Quelli un po’ in ombra che lavorano a testa bassa, che macinano chilometri e chilometri, quelli che ogni giorno si sentono dire che meriterebbero di più. E tutte le donne artiste con cui ho condiviso il palco e le emozioni in questi anni. Quelle che nonostante le chiusure, lavorano sodo, sorridono, sono mamme, compagne, rocce e sognatrici. E non mollano mai”.
Le donne, sulle quali il festival sta giocando una partita importante, tra frasi maldestre di Amadeus e vecchi testi sessisti di Junior Cally, ritirati fuori e contestati duramente sui social. “Volutamente sono stata in silenzio finora – spiega -. Avevo bisogno di pensare e metabolizzare. Credo che si sia spostata l’attenzione: parliamo degli effetti e non delle cause del problema. Tv del dolore, tv dell’esibizione, dove l(‘immagine della donna (seduttrice, pupa, tronista e così via) è svilita: siamo assuefatti. Ora due giorni di polemiche e poi di nuovo, come diciamo a Roma, finisce tutto a tarallucci e vino. Invece mi piacerebbe approfondire, parlare con Junior Cally, chiedergli perché scrive quei testi”. Ma la censura no, afferma risoluta.
“La censura non serve”. Tosca invita piuttosto a concentrarsi di più su quanta musica femminile non venga considerata da pubblico e discografici. “Non è vero che non ci siano artiste valide, esistono eccome. Carolina Bubbico, Margherita Vicario, Lavinia Mancusi, solo per citarne alcune… La donna va valorizzata in tutti i campi”. Anche ricorrendo alle quote rosa. “Certo.
Bisognerebbe vivere in una società che sappia riconoscere la bravura, ma finché non sarà così anche quella è una soluzione.
Non bisogna mai dimenticare da dove arriviamo: non bisogna mai abbassare la guardia. Guai a toccare quello che ci siamo guadagnate”, dice accalorandosi, lei da sempre attenta alla formazione dei giovani e che da cinque anni dirige la sezione canzone dell’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini a Roma.
A Sanremo per la serata delle cover ha scelto di portare Piazza Grande: “Un omaggio a Lucio Dalla, ma anche a Gianfranco Baldazzi, Sergio Bardotti e Ron, che l’hanno composta. Quattro in un colpo solo”. Ad accompagnarla la cantante spagnola Silvia Perez Cruz. “Da tempo volevo lavorare con lei. E in più volevo portare la mia visione dell’arte: un viaggio in culture diverse”. L’idea di farsi affiancare da Ron è tramontata ben presto. “Lui è un pezzo del mio cuore, ma come mi ha insegnato il mio primo maestro Renzo Arbore: mai rifare qualcosa che ha funzionato”.
Tosca da marzo sarà di nuovo in tour tra Europa e Italia.
Uscirà anche una ristampa dell’ultimo disco Morabeza, pubblicato lo scorso ottobre, con l’aggiunta del brano di Sanremo. “Mi piacerebbe fare anche un 45 giri: il lato A con Ho amato tutto, il lato B con Piazza Grande”.

A Gand la rivoluzione ottica di van EyckInsieme gli 8 pannelli dell’Adorazione dell’Agnello Mistico

GAND01 febbraio 202013:40

– Nel mondo, ci sono circa una ventina di disegni e dipinti di Jan van Eyck: dal 1° febbraio al 30 aprile più della metà di queste opere possono essere ammirate nelle sale del Museo delle Belle Arti di Gand (MSK) nella mostra “Van Eyck. Una rivoluzione ottica”. Il percorso accoglie, insieme a opere della bottega di van Eyck, anche copie di quadri del maestro ormai scomparsi e più di 100 altri capolavori. In particolare, il pubblico ha la possibilità di vedere insieme in un unico evento espositivo gli 8 pannelli del polittico dell’Agnello mistico (1432) di Hubert e Jan van Eyck, posti all’altezza dello sguardo del visitatore per poterne osservare da vicino i magnifici colori, gli straordinari dettagli e la rappresentazione quasi tangibile dei tessuti. Tra il 2012 e il 2016 infatti questi pannelli sono stati restaurati all’interno del museo dall’Istituto statale per la tutela del patrimonio artistico (KIK): grazie a questo lavoro di restauro perfettamente riuscito, sono stati rimossi vecchi strati di pittura e parti coperte, riportando l’opera al suo splendore originario. La mostra si snoda lungo 13 sale del museo e si apre con uno spaccato sulla lussuosa ed itinerante corte borgognona dei Paesi Bassi, procedendo poi a documentare come si siano sviluppate la carriera di van Eyck e le caratteristiche stilistiche della sua pittura.

Musei: al Fellini di Rimini nascerà giardino d’arte e poesiaOk a progetto con stanze naturali, pareti verdi, giochi luminosi

RIMINI01 febbraio 202013:47

– Stanze naturali, pareti verdi, giochi luminosi: nascerà un giardino d’arte e poesia a Rimini, tra il Museo Fellini e il Museo d’arte contemporanea. Il progetto, approvato dalla Giunta Comunale, nasce dall’opportunità di coordinare due nuovi interventi culturali: il Museo internazionale Federico Fellini – con i tre assi del Castel Sismondo, cinema Fulgor/Palazzo Valloni e della parte outdoor che si sviluppa tra i due luoghi – e il Museo d’arte moderna e contemporanea ospitato nei palazzi del Podestà e dell’Arengo, che aprirà le porte al pubblico il 14 marzo.
L’obiettivo, spiega l’amministrazione comunale, “è quello di rendere ancora più evidente e vivibile lo spazio armonico tra cultura, storia, arte, creatività e ambiente di questo straordinario quadrante urbano nel centro storico, che comprende anche il teatro Galli e la piazza sull’acqua al Ponte di Tiberio”. Il giardino, nella nuova configurazione, potrà ospitare eventi temporanei come proiezioni, conferenze, iniziative legate al Museo Fellini, e anche essere estensione outdoor del Museo d’arte, con la possibilità di posizionare all’esterno allestimenti permanenti e temporanei.

Zubin Metha apre l’8 aprile Bologna FestivalProgrammi da musica rinascimentale a brani in prima esecuzione

BOLOGNA01 febbraio 202015:23

– Toccherà a Zubin Mehta e all’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino aprire l’8 aprile prossimo all’Auditorium Manzoni la 39/a edizione del Bologna Festival.
La manifestazione, che da quest’anno ha in Maddalena Da Lisca la nuova sovrintendente e direttrice artistica dopo le 27 edizioni dirette da Mario Messinis, mantiene la struttura che il professore veneziano le aveva dato una ventina di anni fa: grandi interpreti, giovani talenti, una sezione dedicata alla musica antica e a quella di oggi, e tanta attenzione alla formazione fin dalla più tenera età. I programmi spazieranno dalla musica rinascimentale a brani in prima esecuzione assoluta. Nel primo appuntamento Mehta dirigerà la celeberrima Incompiuta di Schubert e quella cattedrale sonora che è la Settima Sinfonia di Bruckner.
Non mancherà Ludwig van Beethoven nell’anno del suo 250/o dalla nascita. Il 7 maggio Thomas Hengelbrock dirigerà Balthasar Neumann Ensemble nelle Sinfonie N. 5 e N. 6 mentre il 14 aprile il pianista Andras Schiff affiancherà due delle ultime Sonate beethoveniane, la N. 28 e la N. 32, a minuetti, gighe, rondò e fantasie mozartiane. Pianoforte il 15 giugno con il vincitore del Premio Ciajkovskij del 2019 Alexandre Kantorow e il 30 settembre con Evgeny Kissin con un programma che a Chopin affianca Berg e Gershwin.
Nutrita la sezione dedicata alla musica barocca con English Baroque Soloists diretti da John Eliot Gardiner in un tutto Monteverdi (19/4), l’Orchestra Barocca Zefiro con i Concerti Brandenburghesi di Bach (14/5) e The Tallis Scholars (26/5). La rassegna dedicata ai Talenti, sei appuntamenti, coinvolgerà giovani interpreti premiati nei principali concorsi italiani. Il Nuovo, l’Antico, sette concerti tra settembre e ottobre, tra le tante proposte segnerà il debutto (28/10) della nuova opera di Luigi Sammarchi ‘In alloro mutò il suo pianto. Il canto di Dafne sulle spoglie di Orfeo’, ancora in corso di composizione su un libretto di Guido Barbieri.

Sanremo: Gianna Nannini ospite nella serata di venerdìBrani storici e estratto nuovo album La Differenza

02 febbraio 202010:02

Gianna Nannini sarà ospite del 70° Festival di Sanremo nella serata di venerdì 7 febbraio. Sul palco del Teatro Ariston la rocker senese si esibirà live presentando un estratto dal suo ultimo album di inediti “La differenza” e un medley dei suoi più grandi successi.

Los Angeles, Italia al via con omaggio a Kobe BryantPremi il 2 febbraio a Diane Warren e Danny Huston

01 febbraio 202021:33

Los Angeles, Italia – Film, Fashion and Art Festival 2020 sarà dedicata alla memoria di Kobe Bryant, l’atleta tragicamente scomparso qualche giorno fa. L’omaggio a Bryant è previsto durante la serata inaugurale del festival, domenica 2 febbraio, e per l’occasione sarà mostrata l’intervista che Pascal Vicedomini, fondatore e produttore del festival, ha realizzato con Kobe nel 2018, dopo la vittoria da parte dell’atleta di un Oscar, per il corto d’animazione “Dear Basketball”. “Kobe Bryant – afferma Vicedomini – Era cresciuto in Italia, e ogni estate tornava a far visita al nostro paese, che sentiva anche suo, con tappa fissa a Capri. La lingua italiana, poi, era la sua seconda lingua, e la parlava benissimo. Con grande partecipazione, desideriamo rendergli omaggio e porgere le nostre più sentite condoglianze alla sua famiglia e ai suoi amici”.
LA ITALIA 2020 sarà testimone della sfida fra “The Irishman” di Martin Scorsese e “C’era una volta a Hollywood” di Quentin Tarantino, che si contendono l’Oscar, con la proiezione di entrambi i film, rispettivamente il 2 e il 6 febbraio.
Nella serata inaugurale della manifestazione Diane Warren e Danny Huston riceveranno il premio ‘LA ITALIA – Person of the Year’ mentre il musicista Frank Stallone riceverà il premio alla carriera. Nominata all’11/o Oscar della sua carriera per la canzone originale “I’m Standing With You” che fa parte della colonna sonora dell’intenso film drammatico “Breakthrough”, Diane Warren vanta un Emmy Award, un Grammy Award e un Golden Globe nonché un posto d’onore nella Songwriters Hall of Fame. “I’m Standing With You” è cantata da Chrissy Metz, protagonista del film.
Nato a Roma, Danny Huston è apparso in oltre 20 film fra cui “The Aviator”, “Via da Las Vegas” e il recente “Attacco al potere 3 – Angel Has Fallen”. Nel 2013 è stato nominato ai Golden Globe come migliore attore non protagonista per la sua performance nella serie TV “Magic City”.
In aggiunta, per celebrare il centenario della nascita di Federico Fellini, il festival aprirà con “Casanova” (1976) il 2 febbraio, e chiuderà con “Ginger & Fred” (1986) l’8 febbraio.
Tra gli altri momenti clou della sezione “The Italian Masters”, l’omaggio anche a Lina Wertmüller, che lo scorso ottobre ha ricevuto un Oscar alla carriera da parte dell’Academy, con la proiezione di “Travolti da un insolito destino…” (1974,), a Francesco Rosi con la proiezione di “Citizen Rosi”, il documentario diretto dalla figlia Carolina e da Didi Gnocch. E il ricordo del grande autore della fotografia Carlo di Palma con il documentario “Acqua e zucchero – Carlo Di Palma: i colori della vita”, diretto da Fariborz Kamkari e prodotto da sua moglie Adriana Chiesa Di Palma.
Il grande drammaturgo Eduardo de Filippo sarà inoltre ricordato con la proiezione del film “Il sindaco di Rione Sanità”, moderno adattamento dell’omonima opera teatrale diretto da Mario Martone e presentato in anteprima a LA, Italia da una delle star del film, Francesco di Leva.
“Il programma di quest’anno, con tutti gli eventi connessi, è il più forte di tutti i 15 anni della storia del festival”, aggiunge Vicedomini. “Abbiamo deciso di iniziare e terminare il festival con due film del leggendario Federico Fellini, e di rendere omaggio ai grandissimi artisti italo-americani che prenderanno parte al festival.” LA, Italia 2020 è presieduto dal regista premio Oscar Gabriele Salvatores, al fianco del filmmaker Nick Vallelonga (vincitore di due Oscar per “Green Book”). La delegazione italiana al festival comprende i produttori Andrea Iervolino (Iervolino Entertainment), Marco Cohen (Indiana Production) e gli attori Remo Girone (protagonista del film nominato agli Oscar “Ford v Ferrari” nel ruolo di Enzo Ferrari), Franco Nero, Marco Bocci, Francesco di Leva, Victoria Zinny e il “re” della commedia italiana Ezio Greggio; i registi Francesca Archibugi, Ginevra Elkann, Elisa Amoruso, l’icona della moda globale Chiara Ferragni, la super-modella italocubana Maylin Aguirre; i talenti della musica Clementino, Valeria Altobelli, Francesco Giammusso, Gianluigi Lembo.
La 15° edizione di Los Angeles, Italia – Film, Fashion and Art Fest è presentata dall’Istituto Capri nel Mondo con il sostegno del Ministero del Turismo, dei Beni e delle Attività Culturali (DG Cinema), Intesa Sanpaolo, Iervolino Entertainment, Rai Cinema, Rai Cinema, Rai Com, Rai Italia, Rainbow, Medusa e ISAIA, e con il patrocinio del Consolato Italiano e dell’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles.

Attrici in nomination, Zellweger favorita per l’OscarDebutta in gara Scarlett Johannson e ha doppia candidatura

01 febbraio 202017:40

– A 16 anni dal primo Oscar per Ritorno A Cold Mountain, come attrice non protagonista, Renee Zellweger pare vicina a vincere la sua seconda statuetta, stavolta come protagonista, per la performance più impegnativa della sua carriera, nei panni dell’icona Judy Garland in Judy di Rupert Goold. arriva da favorita alla notte degli Oscar, in programma il 9 febbraio, sull’onda delle vittorie ai Golden Globe e ai Sag Award.
La sorpresa in cinquina potrebbe essere Scarlett Johansson, in gara per la prima volta e con una doppia candidatura: fra le protagoniste per il dramma famigliare Storia di un matrimonio di Noah Baumbach e fra le non protagoniste per Jojo Rabbit di Taika Waititi. Doppio debutto in competizione anche per l’unica attrice di colore in gara fra tutti i gli interpreti candidati quest’anno, Cynthia Erivo, in competizione fra le protagoniste per il dramma storico Harriet di Kasi Lemmons, e come coautrice della canzone originale del film, Stand Up. Torna in shortlist anche un’altra vincitrice della statuetta, Charlize Theron, Oscar nel 2004 per la serial killer di Monster e qui in gara con Bombshell, sugli abusi di cui si è reso responsabile l’ex capo operativo di Fox News Roger Ailes, morto nel 2017, poco dopo il suo licenziamento. Come per Lady Bird due anni fa, la 25enne Saoirse Ronan (qui alla quinta candidatura) torna in competizione per un film di Greta Gerwig, la rilettura di Piccole donne, tanto fedele al classico di Louisa May Alcott, quanto moderna.

Rai1: Speciale Tg1 Kinderblock, L’ultimo ingannoDocumentario toccante sulla tragedia dei bambini di Auschwitz

01 febbraio 202017:43

Domani, domenica 2 febbraio su Rai1 alle 23.30, Speciale Tg1 propone un documentario toccante sulla tragedia dei bambini nella realtà concentrazionaria di Auschwitz, trasmessa attraverso le testimonianze di sopravvissuti che all’epoca erano bambini.Il film, con la regia di Ruggero Gabbai e Marcello Pezzetti come autore, prodotto dalla Fondazione Museo della Shoah in collaborazione con Rai Cinema e la Goren Monti Ferrari Foundation, narra la storia di Sergio De Simone, nato a Napoli, e delle due cugine, Andra e Tatiana Bucci. I loro ricordi, vividi e al contempo frammentari, sono le tessere di un mosaico complesso e doloroso che fa emergere con forza narrativa le atrocità dei campi di sterminio, quali la sperimentazione medica sui bambini condotta dal Dottor Mengele, l’Angelo della Morte. Un susseguirsi di eventi porta il piccolo Sergio a quel fatidico passo avanti che rappresenta l’ultimo inganno: nell’illusione di ritrovare la propria madre, Sergio va incontro alla più atroce delle sperimentazioni e infine alla morte, insieme ad altri 19 bambini in uno scantinato della scuola di Bullenhuser Damm ad Amburgo.

Tornano a Policoro le Tavole di HeracleaInaugurata la mostra che sarà visitabile fino al 7 giugno

MATERA01 febbraio 202018:56

– Tradizione classica, ricerca archeologica e un legame ideale con la stagione della Riforma fondiaria degli anni ’50 nel Metapontino: sono gli elementi di interesse che caratterizzano la mostra, allestita presso il Museo archeologico di Policoro (Matera), su “Le Tavole di Eraclea. Tra Taranto e Roma”.
La mostra, inaugurata in serata e visitabile fino al 7 giugno – è stata ideata e organizzata dal Polo Museale della Basilicata in collaborazione con il Museo archeologico nazionale di Napoli (Mann) e il Museo archeologico nazionale di Taranto (Marta), la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, e promossa insieme al Comune di Policoro.
L’evento – che celebra il 50/o anniversario della fondazione del Museo della Siritide – ruota attorno a un prestito delle Tavole di Eraclea, ritrovate nel 1732 nei pressi del fiume Cavone e conservate al Mann: sono state considerate tra i più importanti documenti epigrafici della Magna Grecia.

Librerie: Alba Donati, è tutto un grande bookstorePoetessa e creatrice piccola libreria in Toscana

01 febbraio 202019:07

– Librerie sempre più in difficoltà, bruciate, protagoniste di una crisi che sembra inarrestabile.
“In parte è dovuto all’aver trasformato la produzione in un grande bookstore. Bisogna scartare tremila libri insulsi per arrivare a un libro decente.” dice la poetessa Alba Donati, presidente del Gabinetto Viesseux, che il il 7 dicembre 2019 ha inaugurato a Lucignana, a un passo dalla Garfagnana, in Toscana, la piccola libreria, ‘Sopra la Penna’, andata a fuoco per un cortocircuito elettrico il 29 gennaio 2020.
“Bisogna – sottolinea – trovare il modo di far innamorare di nuovo la gente della letteratura perchè si diventa più aperti verso gli altri leggendo. I roghi delle librerie sono da condannare, sono delle bravate pericolose, come le citofonate.
Vanno combattuti con azioni differenti. Bisogna dare un esempio alternativo. Dimostrare che una cosa bella e buona si può fare.
E’ evidente che siamo in un momento di regressione”. E racconta: “il commento che ho sentito più spesso fare dalle persone che sono venute in questo mese e mezzo a ‘Sopra la Penna’ è stato: ‘tutto quello che in una libreria normale troverei in 4 settimane, qui lo ho davanti agli occhi subito. Ho fatto una divisione tra scrittori e scrittrici, autori stranieri e italiani, dedicato una sezione ai libri che ho definito salvavita. Dato spazio a case editrici più piccole e a libri illustrati meravigliosi. Prima che andasse a fuoco avevo fatto un incontro sul Giorno della memoria con i bambini. E ogni fine settimana faccio una lista che pubblico su facebook dei libri che i lettori hanno preso. Non mi aspettavo un pubblico così colto. I noir e i thriller non se li fila nessuno” spiega Alba Donati.
Lei ci ha provato con questo piccolo gioiello, nato con il sostegno di una raccolta fondi in crowdfunding , aperto il sabato e la domenica che ospita circa 600 libri scelti accuratamente dalla Donati, andati carbonizzati o seriamente danneggiati nell’incendio.
“Ci siamo subito rimboccati le maniche. Le ragazze del paese con cui abbiamo creato un corposo gruppo Whatsapp che si chiama la Setta della penna, stanno pulendo i libri che sono recuperabili, ma non più vendibili. Vogliamo riaprire entro un mese. Il 2 febbraio facciamo partire un’iniziativa in cui invitiamo le persone a fare una donazione e in cambio potranno scegliersi il libro che vogliono. Poi chiederò agli editori, a Giunti, a Bompiani, a La nave di Teseo, di aiutarmi regalandomi qualche libro di quelli che avevo per ricostruire la bella collezione di scrittori e scrittrici che avevo creato. E in estate faremo diversi incontri con gli scrittori e le scrittrici nel giardino che ha una cinquantina di posti” racconta la poetessa.
I danni sono stati di “8-10 mila euro. I libri che non posso vendere valevano circa 4 mila euro. In questo mese e mezzo la libreria era diventata un piccolo oggetto di culto.La gente è venuta un po’ da tutte le parti d’Italia, organizzando pullman.
Faccio le cose in cui credo, non mi interrogo sul riscontro pratico. Non mi importa se non divento ricca ma voglio fare una cosa che mi da piacere” spiega la Donati che ha sempre operato nella mediazione culturale, facendo l’editor e l’ufficio stampa di case editrici, da Bompiani a La nave di Teseo, che con il crowdfunding aveva raccolto 10 mila euro per ‘Sopra la Penna’, costata il doppio. Home Mappa del sito

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Restauri: completata la cripta degli affreschi di Aquileia
Assessore, località diventi principale polo attrattivo Fvg

AQUILEIA01 febbraio 202019:51

– E’ stato completato il restauro della cripta degli affreschi della Basilica di Aquileia.
L’opera, commissionata dalla Fondazione Società per la conservazione della Basilica, è stata avviata nel 2015, suddivisa in tre lotti e quattro fasi ed eseguita – afferma la Regione Fvg – dalla società Opera Est di Trieste con un costo di 131 mila euro, coperti da finanziamento delle tre Fondazioni bancarie regionali.
La struttura architettonica della cripta risale al IX secolo, mentre il ciclo di affreschi è della seconda metà del XII. Sulla volta appaiono 19 scene con le storie di Ermacora che raccontano le origini del cristianesimo ad Aquileia; nelle 4 lunette sono raffigurate le scene della Passione di Cristo e la morte di Maria; nei pennacchi figure di santi; nella volta centrale la Madonna in trono col Bambino fra i simboli degli evangelisti e Cristo in trono fra gli angeli. “Aquileia – ha detto l’assessore alla Cultura del Fvg, Tiziana Gibelli – deve diventare il principale polo attrattivo del Fvg”.

Da Scola a Montalbano, addio al grande scenografo Ricceri80 anni, tra i nomi della storia del cinema

ORTE02 febbraio 2020

Addio a Luciano Ricceri, uno dei più grandi scenografi del cinema e della televisione italiana. E’ scomparso ad 80 anni ad Orte (Vt) . E’ stato protagonista della storia del cinema italiano: dopo gli studi di scenografia alla scuola di Piero Gherardi cominciò come suo assistente in due film di Federico Fellini, 8½ (1963) e Giulietta degli spiriti (1965). . Poi seguì L’Armata Brancaleone di Mario Monicelli.
E’ stato lo scenografo sodale di Ettore Scola: dal realismo quasi nascosto di Una giornata particolare a Brutti, sporchi e cattivi, C’ eravamo tanto amati, La famiglia, Ballando ballando, La terrazza, Splendor Che strano chiamarsi Federico. Tanti i premi: ha ricevuto il Nastro d’argento alla migliore scenografia 1991 per il film Il viaggio di Capitan Fracassa e il David di Donatello per il miglior scenografo 2001 per Concorrenza sleale.
Ha poi curato le scenografie per vari registi italiani tra cui Giuliano Montaldo e Liliana Cavani. In mezzo e fra l’altro le grandi serie televisive Odissea, Eneide, Marco Polo, Quo Vadis e tutti gli episodi della serie de Il Commissario Montalbano.
Lo scorso 1 ottobre era stato premiato a Venezia nella settima edizione degli “Opera Star -International Opera Award”. Si deve a Luciano Ricceri la scelta di girare gli episodi di Montalbano nella provincia di Ragusa dove ha ambientato Vigata e Montelusa invece che a Porto Empedocle. E le scelte di Ricceri finirono poi per condizionare lo stesso Camilleri nelle scelte riguardanti le ambientazioni dei suoi racconti sul commissario.

Oscar, gli attori in nomination, Phoenix è il favoritoGli sfidanti del 9 febbraio: Driver, Pryce, Banderas e DiCaprio

02 febbraio 202014:31

– La sua performance nei panni dell’uomo/ ‘clown’ annientato emotivamente, emarginato socialmente, travolto dalla sua stessa violenza, in Joker di Todd Phillips, dovrebbe portare a Joaquin Phoenix, viste anche tra le altre le vittorie ai Golden Globe e ai Sag Awards, il primo meritatissimo Oscar come miglior attore protagonista. E sarebbe la seconda volta che il personaggio di Joker porta al suo interprete un Academy Award: era già andato postumo nel 2009, come non protagonista a Heath Ledger, per Il Cavaliere Oscuro.
Non mancano comunque nella cinquina degli Oscar, che verranno consegnati il 9 febbraio al Dolby Theatre di Los Angeles, gli avversari pericolosi, a cominciare da Adam Driver, regista, padre, e marito in crisi, in Storia di un matrimonio di Noah Baumbach; Antonio Banderas, alter ego di Pedro Almodovar in Dolore e gloria; Jonathan Pryce, nei panni del Cardinal Bergoglio/Papa Francesco, a confronto con Papa Ratzinger (Anthony Hopkins, candidato fra i non protagonisti) in I due papi di Fernando Meirelles e Leonardo DiCaprio, attore appena popolare e già in caduta libera in C’era una volta a…
Hollywood di Quentin Tarantino.

I versi evergreen di Prévert a 120 anni da nascitaSognatore impenitente.Negli anni ’80 rese poesia un best seller

02 febbraio 202015:03

– Intellettuale poliedrico e quindi modernissimo, Jacques Prevert, scomparso nel 1977 di cui il 4 febbraio si contano 120 anni dalla nascita, fu innanzitutto poeta, molto popolare ma anche amato da grandi letterati; autore di versi che musicati sono divenuti canzoni intense e indimenticabili grazie a interpreti come Juliette Greco o Gilbert Bécaud e basti ricordare ”Les feuilles mortes” (Le foglie morte); sceneggiatore che collaborò con J. Renoir, A.
Cayatte, C. Autant-Lara e soprattutto con Marcel Carné firmando ”Quai des brumes” e ”Les enfants du paradis” per citare titoli che hanno fatto storia; artista creatore di apprezzati collages, ma anche, agli inizi, negli anni ’30, drammaturgo impegnato. Insomma vero uomo del XX secolo, nato appunto il 4 febbraio del 1900. Il padre del surrealismo, Andre’ Breton, lo definì ”sognatore impenitente”, capace ”di svelare, in un lampo, tutte le sensazioni possibili”, tanto che il pubblico esaurì subito la prima edizione di quello che in breve divenne il primo best seller internazionale di poesia.
Eppure la sua versatilità, quella sua immediatezza scambiata per facilità superficiale che ne fece subito un poeta famoso come un cantante, lo fecero guardare a lungo con sospetto dalla cultura ufficiale. Il suo destino e’ stato quello di essere il poeta degli adolescenti, degli innamorati, della poesia come gioco ironico, e basti ricordare la cantilena sui Luigi di Francia, che gli ha procurato la fortuna di essere tradotto in oltre 80 lingue, anche se oggi non vende più come un tempo, come negli anni ’80, quando le sue raccolte raggiungevano le 20 mila copie l’anno.

Zucchero ospite nella serata di mercoledìZucchero nei prossimi mesi sarà impegnato con il tour di D.O.C.

03 febbraio 202010:03

– Zucchero “Sugar” Fornaciari, uno degli artisti italiani più amati e apprezzati nel mondo, ritorna sul palco del Teatro Ariston come ospite del 70/o Festival di Sanremo, nella serata di mercoledì 5 febbraio.
Zucchero nei prossimi mesi sarà impegnato in tutto il mondo con il tour di presentazione di D.O.C, ultimo disco di inediti da cui sono stati estratti i singoli Freedom e Spirito nel buio.

Premio Lunezia a Diodato per brano Fai rumoreTra i giovani si distingue Matteo Faustini

SANREMO02 febbraio 202016:19

– E’ Diodato, con il testo di Fai rumore, ad aggiudicarsi, a poche ore dall’inizio del Festival di Sanremo, il Premio Lunezia.
“La struttura e l’intensità del testo annunciano un emozionante appuntamento con la musica”, afferma il patron del Premio Stefano De Martino. Per il critico musicale Dario Salvatori, membro della Commissione del riconoscimento “Diodato sembra suggerire l’arte del conversare ‘smooth’. Riproporsi in amore è quasi un gesto dovuto. Ma non avvicinatevi troppo e cercate il contatto visivo senza esagerare. Nessun imbarazzo. Un intonarumori sussurrato”.
Tra gli 8 giovani in gara il Comitato d’ascolto presieduto da Loredana D’Anghera (direttore artistico Lunezia Nuove Proposte) indica il brano “Nel bene e nel male” di Matteo Faustini. “Nel brano di Faustini l’alternanza con il recitato è in equilibrio con il crescendo della canzone. Uno stile di scrittura e interpretazione che evoca il passato e che per fortuna qualcuno non ha dimenticato”, spiega D’Anghera.
La XXV edizione del Premio Lunezia (Festival della Luna), si svolgerà su più date nel periodo estate/autunno 2020 tra Aulla e La Spezia.

Sanremo:Alketa Vejsiu, i miei modelli? De Filippi e BonolisDalla tv albanese a Sanremo. “E ora sogno un one woman show”

SANREMO02 febbraio 202017:13

– I suoi modelli? “Stimo molto Paolo Bonolis, è fantastico. E adoro Fiorello perché ha una dinamica e un’energia che ti coinvolgono: quanto mi diverto!”. La sua conduttrice preferita? “Maria De Filippi: ammiro la sua potenza, la sua capacità di non sbagliare mai nelle scelte che piacciono al pubblico. E poi è una forza della natura, c’è tanto da imparare da lei”. Senza dimenticare “grandi protagoniste come Raffaella Carrà e Lorella Cuccarini, che sanno cantare e ballare”. Ma alla fine “l’importante è studiare, ispirarsi alle doti migliori di tutti e creare uno stile originale, tutto tuo”.
Parola di Alketa Vejsiu, star della tv albanese, 36 anni appena compiuti, pronta al debutto come co-conduttrice di Sanremo.
“Amadeus mi aveva invitato mesi fa, ma ero convinta di avere solo uno spazio per condividere un messaggio importante con il pubblico”, racconta la biondissima Alketa, fisico da top model, sorriso perfetto, laurea in economia aziendale e grinta da imprenditrice. Da Tirana ha imparato l’italiano e l’amore per il nostro Paese proprio attraverso la tv: “Seguo tante trasmissioni e naturalmente non ho mai perso un’edizione di Sanremo!”, assicura Alketa, sposata con un noto costruttore albanese, mamma di due figli, una carriera iniziata come speaker radiofonica che l’ha poi portata a condurre, sul canale Tv Klan, Dance with Me e le edizioni albanesi di programmi internazionali. “Ho imparato tantissimo anche dalla tv britannica e americana, mi piace molto la stand up comedy”. E ora l’Ariston, che condividerà con Georgina Rodriguez nella terza serata di giovedì 6 febbraio.

Sanremo: Pinguini, da indie all’Ariston W la libertàIn gara con Ringo Starr, omaggio al Beatle più in ombra

SANREMO02 febbraio 202017:50

– “La prima volta che ti senti in radio mentre sei in macchina e pensi: ora potrei fare un incidente e sarei contento comunque. La prima volta che ti chiamano per fare un concerto a Roma davanti a una ventina di persone e ti chiedi come facciano a conoscerti anche laggiù”.
Sono tante le prime volte dei Pinguini Tattici Nucleari che nell’ultimo anno hanno bruciato una tappa dietro l’altra, scalato classifiche, riempito palazzetti. Conquistato un pass per il Festival di Sanremo, al via martedì, con il brano Ringo Starr. “Solo qualche mese fa era impensabile immaginare tutto questo, qualcosa è cambiato con il singolo Verdura (uscito a gennaio 2019). Siamo come muli e andiamo dritti per la nostra strada”, racconta Riccardo Zanotti, anima e voce della band indie da lui creata da adolescente con Nicola Buttafuoco, Lorenzo Pasini, Simone Pagani, Matteo Locati, Elio Biffi, che alla definizione artista preferisce quella di artigiano (“quasi muratore, artista mi dà fastidio come parola”). Alle porte il festival, poi l’album Fuori dall’hype Ringo Starr (in uscita il 7 febbraio per Sony Music che oltre alle 10 tracce di Fuori dall’hype, uscito il 5 aprile, conterrà le nuove versioni di Irene e di Cancelleria e tre brani inediti: Ringo Starr, Bergamo e Ridere), a seguire un tour nei palazzetti da fine febbraio (che chiude con un bis al Mediolanum Forum di Milano il 19 marzo). A Sanremo i PTN arrivano con un omaggio al batterista dei Beatles.

60 anni fa La Dolce Vita, film icona made in ItalyPalma d’oro a Cannes, boicottato ma salvato dal pubblico

03 febbraio 202009:48

Un film capolavoro, fonte di ispirazione per gli anni a venire (La grande bellezza di Paolo Sorrentino, l’omaggio più recente), e icona del made in Italy, quasi un brand: dici La dolce vita e pensi all’Italia, al bagno seducente di Anita Ekberg ‘Marcello come here’ nella Fontana di Trevi, a Mastroianni indolente e bellissimo. E lo pensano in tutto il mondo. Il film di Federico Fellini, che vinse la Palma d’oro al festival di Cannes nella giuria presieduta da George Simenon, Oscar per i costumi (Piero Gherardi) e decine di altri premi internazionali, compie 60 anni e altrettanti di influenza culturale. E’ inserito in tutte le classifiche dei film della storia del cinema mondiale e, nonostante accoglienza critica negativa, richieste di censura ecclesiastica, divieto ai minori di 16 anni è il sesto film tra i più visti in italia dal 1950 ad oggi: solo nell’anno di uscita lo videro 13 milioni 600 mila persone e le foto delle file fuori al cinema sono immortalate in Divorzio all’italiana di Pietro Germi e Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore.
Al cinema Fiamma di Roma (oggi tristemente chiuso) nella notte tra il 2 e il 3 febbraio 1960 ci fu l’anteprima e il 5 febbraio al Capitol di Milano, prima di uscire in sala: i fischi coprirono il sonoro degli applausi. Leggenda vuole che il maestro di Rimini fu oggetto di sputi. ‘La sconcia vita’ titolò l’Osservatore Romano pubblicando un anonimo commento (attribuito a Oscar Luigi Scalfaro futuro presidente della Repubblica), i giovani pensarono ad un film del peccato, uno di quelli con il fascino del divieto da andare a vedere con il documento del fratello più grande. Fellini ricevette in un solo giorno a Milano 400 telegrammi che lo accusavano di essere comunista, traditore ed ateo. Scritto con Ennio Flaiano, Tullio Pinelli (e Brunello Rondi), fotografato da Otello Martelli, scandito dalle musiche celebri di Nino Rota il film prodotto da Angelo Rizzoli e Peppino Amato (dopo che Dino De Laurentiis si sfilò dall’impresa) fu girato a Roma tra la primavera e l’estate del ’59 tra la casa di Fellini, ossia Cinecittà, e location nella capitale in periferia a Tor de schiavi e a Piazza San Giovanni Bosco, all’Eur, nella pineta di Fregene, a Passo Oscuro e Bassano di Sutri.
Via Veneto fu esattamente ricostruita negli studi, mentre la Fontana di Trevi no: anche qui leggenda vuole che la nordica Anitona non abbia avuto problemi a stare nell’acqua gelida mentre un Mastroianni recalcitrante abbia avuto bisogno di farsi forza con i superalcolici e pare persino di una muta sotto i vestiti. Protagonista del film è Roma, quella a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 dove si muove Marcello (Mastroianni), un giornalista che si occupa di gossip e scandaletti, ma frustato nella sua ambizione di diventare scrittore, attratto dalla bella vita, dall’aristocrazia e dalle belle donne come l’inquieta aristocratica Maddalena (Anouk Aimee). “Il grottesco messo in luce dallo sguardo antropologico di Fellini è scambiato per un elogio acritico dell’Italia euforica e mondana nelle stagioni del boom. Una svista dovuta al titolo zuccheroso del film, la cui ironia è surclassata dallo scandalo”, scrive il critico Oscar Iarussi in Amarcord Fellini (Il Mulino), uscito per il centenario del regista. A ripensarci 60 anni dopo, al di là di scene cult, di tutto l’immaginario che si è portato dietro neologismi compresi (paparazzo ad esempio, ispirato a Tazio Secchiaroli e diventatonel film un personaggio, interpretato da Walter Santesso) il visionario Fellini ci ha anticipato una molto attuale epoca di fake news e di commistione tra cronache e gossip di sconfinamenti giornalistici, oltre che di crisi delle elite sociali e culturali delle quali il regista firma decadenti rituali aristocratici al limite del patetico.

Incassi Usa, il poliziotto Will Smith resta in testaSul podio Bad Boys for Life, secondo 1917 e terzo Dolittle

02 febbraio 202019:03

Bad Boys for Life, il thriller con Will Smith e Martin Lawrence poliziotti d’elitè intenti a sventare le attività di un pericoloso criminale di Miami a capo del locale cartello della droga, mantiene il primo posto al botteghino degli incassi cinematografici americani del weekend con 17.7 milioni di dollari e un totale mondiale di circa 245 milioni di dollari. Al secondo posto si conferma 1917 il film di Sam Mendes candidato a 10 premi Oscar: 9.7 milioni di dollari per complessivi 249 milioni tra incassi Usa e mondo . Al terzo il divertente Dolittle con Robert Downey jr nei panni del veterinario che parla con gli animali (il film è uscito nel weekend in Italia): ha incassato in America 7.7 milioni di dollari nel fine settimana e 126 milioni globali.

Torna la prima domenica gratis ed è successoDal Colosseo agli Uffizi, visitatori in fila

03 febbraio 202014:41

– Oltre 20 mila visitatori per il Colosseo, quasi 9mila per Pompei, 7 mila 200 per gli Uffizi. Torna la domenica gratis per i musei e i luoghi della cultura statali ed è di nuovo successo, anche se i numeri non sono ancora quelli toccati prima dello scorso anno, quando l’iniziativa lanciata da Franceschini nel 2014 è stata dimezzata dal governo giallo verde. Intanto la promozione, diventerà permanente, grazie ad un decreto annunciato da Franceschini. Dal 2014 ad oggi la domenica gratis ha portato nei musei oltre 17 milioni di visitatori. Di seguito alcuni numeri di domenica 2 febbraio 2020: Colosseo (20.619) ;Pompei (8.790)-;Galleria degli uffizi (7.240);- Museo nazionale romano (7.723); Musei Reali Torino (6.512);Palazzo Pitti (6.505); Giardino di Boboli (6.444);-Museo archeologico nazionale di Napoli ( 6.328); Galleria dell’Accademia di Firenze: (5.710); Palazzo Reale di Napoli (4.489);-Gallerie Nazionali Barberini Corsini( 4.344); Palazzo Barberini (3.443); Galleria Corsini (901); Musei del Bargello (4.240 );Museo Cappelle Medicee (1.820); Museo Nazionale Bargello (1.360); Museo Palazzo Davanzati (1.060)- Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea (3.964); Museo di Capodimonte (3.867 -1974 nel Real Bosco. E ancora: Pinacoteca di Brera (3.738);- Complesso della Pilotta di Parma (3.550); Castello scaligero di Sirmione: (2.945); Villa d’Este: (2.479); Grotte di Catullo ( 2.427); Palazzo Ducale di Mantova (2.407);- Parco Archeologico di Paestum (2.322); Gallerie dell’Accademia di Venezia ( 2.138);- Museo archeologico di Reggio Calabria (2.131); Villa della Regina a Torino ( 2.121);- Museo etrusco di Villa Giulia (1.706);- Palazzo Reale di Genova e Palazzo Spinola ( 1690);- Museo delle Civiltà (1.676); Galleria nazionale delle Marche (1.578); Parco Appia antica (1.391). Cenacolo vinciano (1.328);- Museo archeologico di Taranto (1.116);- Galleria nazionale dell Umbria (873);- Museo Collezione Salce di Treviso (760).

Teatro: ‘Ocean terminal’ racconta vita e lotta di WelbyInterpretato da Emanuele Vezzoli al Teatro Due di Parma

PARMA03 febbraio 202010:38

– “Non esiste un’arte privata, un artista ha l’obbligo morale di incidere sulla realtà”. Ne era convinto Piergiorgio Welby, intellettuale e attivista per i diritti dell’uomo, impegnato per il rifiuto dell’accanimento terapeutico a partire dalla sua condizione di malato, prigioniero di un corpo attaccato alle macchine che lo hanno mantenuto in vita artificialmente fino alla fine.
È dalla sua vita, dalla sua lotta e dalla sua arte che prende le mosse lo spettacolo ‘Ocean Terminal’, interpretato e diretto da Emanuele Vezzoli, artista che da anni fa parte dell’Ensemble Stabile Teatro Due, tratto dal romanzo pubblicato postumo di Welby, edito da Castelvecchi, con la cura e la collaborazione all’adattamento drammaturgico di Francesco Lioce. Lo spettacolo sarà presentato al Teatro Due di Parma dal 7 al 9 febbraio.
Un’occasione anche “per portare avanti il dibattito pubblico su temi scottanti dell’attualità politica, scientifica ed etica, che coinvolgono la collettività intera chiamata a fare scelte comuni”.

Musica: Carmelo Bene inedito per 100 anni di Bruno MadernaIuc ripropone opera ‘Hyperion’ con direzione di Marcello Panni

03 febbraio 202011:10

– Il rinvenimento e il restauro della registrazione sonora Rai inedita di una interpretazione del 1981 dell’ ”Hyperion” di Holderlin di Carmelo Bene, gran maestro delle possibili sonorità espressive della voce scomparso nel 2002, fa sempre notizia, specie se questa diventa parte di una serata musicale di rilievo. Il nastro farà sì che Bene sia protagonista ”in absentia” dell’opera omonima di Bruno Maderna, con la quale la Iuc – Istituzione Universitaria dei Concerti il 4 febbraio a Roma nell’Aula magna della Sapienza vuole onorare il centenario della nascita di questo compositore veneziano, che fu un protagonista dell’avanguardia musicale della seconda metà del Novecento, così come Carmelo Bene fu il protagonista dell’avanguardia teatrale.
A oltre cinquant’anni dalla prima rappresentazione ”Hyperion” resta uno dei più affascinanti ed enigmatici lavori musicali del secondo Novecento. A dirigerlo in quest’occasione sarà Marcello Panni, che partecipò giovanissimo alle avanguardie artistiche di quegli anni ed è ora uno dei pochi in grado di riprodurre fedelmente lo spirito della complessa partitura di Maderna, nato nel 1920 e scomparso nel 1973 a Darmstad, dove nel dopoguerra si tennero i corsi biennali estivi di composizione per la Nuova Musica che richiamando nomi come Stockhausen, Cage, Xenaxis, con Berio, Nono e appunto Maderna, fecero della cittadina una delle capitali della ricerca musicale contemporanea.

Incassi +5%, in vetta Odio l’estateSeguono la new entry Dolittle, terzo negli Usa, e 1917

03 febbraio 202013:04

E’ “Odio l’estate”, divertente commedia di Massimo Venier sul tema delle vacanze, con protagonisti Aldo, Giovanni, Giacomo, e un ricco cast che vede la partecipazione tra gli altri, di Lucia Mascino, Carlotta Natoli, Maria Di Biase, Massimo Ranieri, Michele Placido, a dominare la classifica degli incassi dei film più visti nei cinema italiani (uscito in 588 sale) nel week end appena trascorso, con 3.080.987 euro. Una classifica generale che, in tempi di paura da contagio di coronavirus tiene bene, segnando 11.339.267 euro d’ incassi generali , +5% rispetto alla settimana precedente (10.802.991), ma -9.47% con 12.524.873 euro, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Secondo posto per un altro nuovo ingresso nella hit, il divertente Dolittle, con Robert Downey jr nei panni del veterinario che parla con gli animali, che negli Usa è al terzo posto con 7.7 milioni di dollari e 126 milioni globali, mentre da noi ottiene 2.016.854 euro. Segue il film di guerra 1917, favorito a sorpresa alla serata degli Oscar per le sue 10 nomination e la vittoria ai Golden Globe: 1.523.182 euro, 4.354.862 in due settimane di programmazione. Quarta posizione per ‘Figli’ di Giuseppe Bonito, nato dal monologo scritto per Valerio Mastandrea da Mattia Torre, morto la scorsa estate a meno di 50 anni. Grazie a Lorenzo Mieli e a Wildside il film, con Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi, è stato realizzato a tempo record e racconta una storia d’insicurezze, comiche imprese, delusioni e illusioni di una coppia felice che affronta l’impervia scalata del “secondo figlio”. Ottiene 832.589 euro, 2.580.587 in due settimane. A seguire, sul quinto gradino Jojo Rabbit film drammatico del 2019, diretto da Taika Waititi, con Roman Griffin Davis e Thomasin McKenzie e Scarlett Johansson, che segna 659.679 euro, 2.941.187 in tre settimane. Nuovo ingresso anche al sesto posto con Il diritto di opporsi, legal thriller di Destin Daniel Cretton con Michael B. Jordan, Jamie Fox, che registra 548.856 euro.

Arte: Modenantiquaria torna dall’8 febbraio con 160 gallerieApprofondimenti con esperti e ‘fuori mostra’ a Palazzo dei Musei

MODENA03 febbraio 202012:37

– Si rinnova dall’8 al 16 febbraio l’appuntamento con Modenantiquaria, manifestazione internazionale di alto antiquariato, giunta alla 34/a edizione.
Secondo il presidente di ModenaFiere, Alfonso Panzani, è “un evento in grado di calamitare pubblici nuovi, che ora si spinge alla conquista del mercato europeo”. In programma anche tre momenti di approfondimento con esperti (tra questi Valerio Massimo Manfredi e Philippe Daverio) e un ‘fuori mostra’ serale sabato 15 febbraio a Palazzo dei Musei, con visite accompagnate da esibizioni musicali.
Dai trenta espositori del 1987, su 1.500 mq, la mostra è passata ad ospitare oltre 160 gallerie tra le più prestigiose sul mercato, su un’area di oltre 15mila mq. Oggi la rassegna – con i saloni Petra, riservato alle antichità per parchi e giardini, Modenantiquaria ai tesori dell’antiquariato, Excelsior dedicato alla pittura dell’800 – è definita la più completa mostra di alto antiquariato italiana: negli ultimi tre anni ha superato il record di 36mila visitatori.

Sanremo: anche Gigi D’Alessio ospite del FestivalProbabilmente nelle seconda serata

SANREMO03 febbraio 202012:45

– Gigi D’Alessio ospite a Sanremo.
Secondo quanto si apprende, il cantante dovrebbe avere un pass per l’Ariston per esibirsi, con ogni probabilità, nella seconda serata mercoledì.

Oscar: La Siria in guerra e la dottoressa eroicaIn gara fra docu The Cave, in onda 9/2 su National Geographic

03 febbraio 202012:51

– L’esplodere delle bombe, rumori amplificati, urla, pianti; continue affluenze di feriti, fra i quali tantissimi bambini, malnutriti, coperti di sangue e in stato di shock; poche medicine, cibo mai sufficiente. Una realtà quotidiana da incubo a Ghouta est, area vicino Damasco, rimasta per cinque anni sotto un violentissimo assedio. Un viaggio tra morte, coraggio e abnegazione, nel quale ci immerge The cave di Feras Fayyad, film non fiction , vincitore, fra gli altri, del premio del pubblico a Toronto e in gara per l’Oscar come miglior documentario, che debutterà su National Geographic il 9 febbraio alle 20.55, proprio poche ore prima dell’assegnazione degli Academy Awards a Los Angeles.
Fino al 2018 migliaia di vite sono state salvate in un ospedale sotterraneo, dallo staff di medici e infermieri guidato dalla pediatra di 30 anni (compiuti nel pieno dei bombardamenti), Amani Ballour, prima donna direttore di un ospedale in Siria.

Cinema: al via L.A.Italia con Warren, Huston, Frank StalloneFino all’8 febbraio l’Istituto Capri nel mondo a Hollywood

NAPOLI03 febbraio 202014:29

– La grande compositrice Diane Warren candidata all’Oscar 2020, l’attore Danny Huston e il cantante Frank Stallone hanno aperto Los Angeles Italia 2020, evento promosso dall’Istituto Capri nel Mondo al Teatro Cinese di Hollywood (fino all’8 febbraio). La Warren che ha ritirato il premio Persons of the Year, è stata nominata agli Oscar 2020 per l’ undicesima volta nella sua carriera per la canzone originale “I’m Standing With You” nella colonna sonora di “Breakthrough”, cantata dalla protagonista Chrissy Metz. Riconoscimento anche per Danny Huston, nato a Roma, figlio del regista John Huston, e fratellastro di Anjelica, apparso in oltre 20 film fra cui “Attacco al potere 3”. Stallone (‘Career in Music award)è l’autore di “Far from Over” scritta e cantata per “Staying Alive” (1983) film del fratello Sylvester. Nel 2020 la sua vita sarà celebrata nel documentario di Derek Wayne Johnson “Stallone: Frank, That is”. Riconoscimento anche al produttore Enzo Sisti.

Beethoven 2020, Belcea Quartet per la Filarmonica RomanaIl 6/2 nel programma dell’ integrale dei quartetti per archi

03 febbraio 202015:51

– Il Belcea Quartet, considerato tra le formazioni di musica da camera più prestigiose della scena musicale internazionale, sarà ospite della Filarmonica Romana al Teatro Argentina il 6 febbraio nel progetto dell’integrale dei Quartetti per archi di Beethoven, programmata nel 2020 per celebrare i 250 anni della nascita del genio di Bonn. Per l’ omaggio al compositore tedesco la Filarmonica Romana ha affidato l’ esecuzione a formazioni di assoluto. Dopo l’avvio del ciclo lo scorso 5 dicembre con il Pavel Haas Quartet, giovedì 6 febbraio alle 21 il Belcea Quartet proporrà il Quartetto op. 59 n. 1, primo della raccolta dei tre Quartetti “russi” composti fra il 1805 e il 1806, dedicati al conte Rasumowsky, ambasciatore russo a Vienna e mecenate del musicista. Di vent’anni successivo è il dodicesimo Quartetto, l’op. 127, primo della serie degli ultimi quartetti, con lo splendido Adagio, fra le pagine più belle dell’ultimo Beethoven. Fondato al Royal College of Music di Londra nel 1994, il Belcea risiede in Gran Bretagna, ma la violinista romena Corina Belcea e il violista polacco Krzysztof Chorzelski, i due fondatori, vi trasmettono la tradizione musicale dei paesi d’origine, che si allarga ai colleghi francesi Axel Schacher (violino) e Antoine Lederlin (violoncello). Tra i tanti riconoscimenti, ha ottenuto un Gramophone Award proprio per la registrazione dal vivo dell’integrale dei Quartetti di Beethoven. I quattro musicisti della formazione suonano preziosi strumenti costruiti fra il Seicento e l’Ottocento.

Il Castoro si apre ai supereroi, accordo con Dc ComicsPer uscita collana ‘DC Graphic Novel for Young Adult’ in Italia

03 febbraio 202020:52

L’Editrice Il Castoro si apre al mondo dei supereroi. la casa editrice ha siglato un accordo con DC Comics, il grande editore americano dei fumetti di Batman, Superman, Wonder Woman, per la pubblicazione in Italia della nuova collana di graphic novel ‘DC Graphic Novel for Young Adult’ dedicata ai ragazzi e ai lettori young adult e destinata alle librerie.
La partnership di lungo termine, annunciata dalla casa editrice il Castoro, sarà inaugurata dalla pubblicazione, il 27 febbraio 2020, di ‘Harley Quinn. Gotham arrivo!’ (Harley Quinn. Breaking Glass’) dell’autrice best seller canadese Mariko Tamaki, vincitrice dell’Eisner Award, con i disegni del fumettista britannico Steve Pugh. Il libro uscirà a ridosso del film ‘Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn’ con Margot Robbie, nelle sale dal 6 febbraio.
Annunciata nel giugno 2019 negli Stati Uniti, ogni titolo della collana è stato affidato alla narrazione dei più grandi autori best seller per ragazzi e young adult americani e alle matite di importanti talenti del fumetto mondiale del momento.
“Riconoscendosi in questo progetto editoriale, affine per target di giovani lettori e finalità, avendo introdotto per la prima volta nelle librerie italiane i graphic novel di Raina Telgemeier, Victoria Jamieson e Shannon Hale con enorme successo, Editrice Il Castoro lo ha acquisito per l’Italia, ottenendo da DC Comics i diritti di pubblicazione di tutti i titoli della nuova collana di graphic novel per young adult nel nostro paese” spiega una nota de Il Castoro.
Tra i prossimi volumi previsti, ‘Wonder Woman. Warbringer’ dell’autrice best seller del New York Times Leigh Bardugo, in uscita a maggio 2020, nell’adattamento di Louise Simonson e con i disegni della fumettista americana Kit Seaton. ‘Raven’, graphic novel best seller del New York Times e Usa Today firmato da Kami Garcia, illustrato dal grande artista e fumettista DC, Gabriel Picolo, in uscita a ottobre 2020. E a novembre 2020 arriva ‘Under The Moon. A Catwoman’ dell’autrice bestseller Lauren Myracle, con i disegni dell’artista Isaac Goodhart.

Musica: la Missa Solemnis di Beethoven apre stagione BolognaIl 4 febbraio la prima del cartellone sinfonico 2020

BOLOGNA03 febbraio 202016:21

– Archiviato il successo del Tristan und Isolde, che ha inaugurato la stagione lirica, il Teatro Comunale di Bologna apre il 4 febbraio all’Auditorium Manzoni il cartellone sinfonico 2020 con un’altra cattedrale sonora, la Missa Soleminis in re maggiore Op. 123 di Ludwig van Beethoven, che a Bologna non si ascolta dal 2003 (presentato dal Bologna Festival) e al Comunale dal 1980 (diretto da Vladimir Delman), e comunque di rara esecuzione nel panorama musicale italiano al contrario di quanto avviene al di la delle Alpi. “Nell’anno del 250/o della nascita del compositore tedesco, la Fondazione bolognese – spiega il sovrintendente, Fulvio Macciardi – è l’unica ad avere in produzione la Missa Solemnis”.
Il motivo, anche secondo il direttore del concerto, l’israeliano Asher Fisch, “risiede soprattutto nelle difficoltà interpretative della partitura beethoveniana, che riguardano soprattutto il Coro e i quattro solisti di canto impegnati per tutta l’ora e mezza di durata del brano”.
Assieme all’Orchestra e al Coro del Teatro Comunale canteranno il soprano Siobhan Stagg, il tenore Antonio Poli, il mezzosoprano Stefanie Irányi e il basso Felix Speer. Con questo impegno Asher Fisch consolida il suo rapporto privilegiato con il Comunale, ente con il quale collabora ormai da alcuni anni e che nei prossimi mesi lo impegnerà in altri due concerti sinfonici e in due produzioni operistiche (Adriana Lecouvreur e Otello).
Il suo nome è al primo posto tra i papabili alla carica di direttore principale dei complessi artistici bolognesi: “Sarebbe per me un onore – ha spiegato – con questa orchestra e con questo coro lavoro benissimo e, dopo averli ascoltati anche da spettatore nel recente Tristan und Isolde, posso dire che a loro si possa chiedere qualsiasi cosa”. La nomina potrebbe arrivare a breve, dopo quella del nuovo Consiglio d’indirizzo della Fondazione (quello in carica è appena scaduto) e la conferma di Fulvio Macciardi alla sovrintendenza.

Il Macro di Lo Pinto pensato come un magazineDa 24/4 Museo Immaginazione preventiva. Collezione solo in foto

03 febbraio 202021:11

–  Un Museo immaginato come un magazine tridimensionale, in cui ogni spazio è ripensato come una rubrica. Una meta-collezione che vedrà nascere una “collezione del presente e del futuro”. E quel titolo che rimanda esplicitamente al movimento lanciato a Roma nel ’73 da Benveduti, Catalano e Falasca, per un’arte capace di rivoluzionare la società.
È il Museo per l’Immaginazione Preventiva, il programma triennale del nuovo direttore artistico del Macro, Luca Lo Pinto, classe 1981, che dall’1 gennaio ha preso il testimone dal Macro Asilo di Giorgio De Finis. Un unico progetto espositivo, sempre gratuito, che evolverà in modo organico fino alla fine del 2022, nel tentativo, racconta Lo Pinto, “anche di ripensare il paradigma del museo, le mostre e le opere, mettendo gli artisti sempre al centro”. Dopo un periodo di lavori di restyling, il Macro aprirà nuovamente le porte il 24 aprile, con un “primo editoriale” e una prima esposizione nel museo riportato “alla condizione neutra di uno stadio iniziale”. Grand opening il 3 ottobre con tutti gli spazi-rubrica attivi contemporaneamente. Al budget di “700 mila euro l’anno per le attività culturali”, dice il presidente del Cda dell’Azienda Speciale Palaexpo, Cesare Pietroiusti, anche se “non è escluso possano arrivare risorse aggiuntive con sponsor, mecenati o bandi”, il progetto è fortemente votato all’intedisciplinarietà e vedrà mostre monografiche, incontri, con grande attenzione all’arte in fieri delle nuove generazioni. Una sorta di nuova “collezione del futuro” del Macro che crescerà rimanendo esposta in maniera permanente, mentre quella “storica” del museo (1.200 pezzi del XX secolo da Carla Accardi a Sanfilippo, Schifano, Pascali, Ontani, al momento nei depositi) sarà visibile nelle grandi fotografie di Giovanna Silva.

Musei Reali Torino, in 4 anni +61% di visitatoriPresto catalogo opere online e restauro altare cappella Sindone

TORINO03 febbraio 202016:24

– Sono stati 596.000 i visitatori dei Musei Reali di Torino nel 2019, il 61% in più del 2016. Una crescita rilevante – spiega la direttrice Enrica Pagella – raggiunta grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo e della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici, ma anche all’impegno di istituzioni, associazioni e imprese. “Una crescita che ha basi solide e deve essere valorizzata”, ha detto l’assessora alla Cultura, Francesca Leon.
Il 2020 chiude la prima fase del progetto promosso dal Ministero per i beni e le attività cultural, che dal 2014 ha riunito in un’unica realtà museale Palazzo Reale con la Cappella della Sindone, l’Armeria, la Galleria Sabauda, il Museo di Antichità, i Giardini Reali, le Sale Chiablese e la Biblioteca Reale. Dal primo marzo sarà disponibile online il catalogo delle opere dei Musei Reali con 15.000 schede e 20.000 immagini. Nuovi percorsi arricchiranno dall’8 aprile i Giardini Reali ed è imminente l’avvio del restauro dell’altare nella Cappella della Sindone. PIEMONTE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Botta, fragilità per un viaggio esistenziale
Alla Gnam 4 focus da Novello a Cassinelli, al centro precarietà

03 febbraio 202016:25

– La materia reale e quella spirituale, il sasso accanto al respiro, fino ad arrivare all’acqua intesa come sublimazione e a un enorme dodecagono di ferro che protegge la fiamma misteriosa della vita: così Gregorio Botta costruisce per il visitatore un viaggio circolare dentro la fragilità dell’uomo e del suo esistere nel mondo, nella personale “Just measuring unconsciousness”, primo dei 4 progetti espositivi presentati oggi alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea e in programma dal 4 febbraio al 13 aprile. A cura di Massimo Mininni e dedicata a Lea Mattarella, la mostra ha nel titolo un verso di Emily Dickinson per indicare il terreno di indagine, la transitorietà dell’esistenza, tema che l’artista affronta provando appunto a “misurare l’inconsapevolezza”, sempre osservando la realtà in punta di piedi. Mostra parallela e allestita in contemporanea è “Each second is the last” di Maria Elisabetta Novello, a cura di Ilaria Gianni. Anche questa personale riflette sulla precarietà, con 3 gruppi di lavori che raccontano l’idea di temporalità infinita provando a interpretarla visivamente. Terzo progetto è “Notturno con figura. Primo corollario sulla vibrazione” (4 febbraio-13 aprile), rassegna a cura di Lucrezia Longobardi, con le opere di Carlo e Fabio Ingrassia ed Eugenio Tibaldi. Le opere esposte si legano tra loro e agli spazi del museo al punto da costituire un unico dispositivo, in cui in una sorta di paesaggio esistenziale prendono forma i concetti di precarietà e disillusione che caratterizzano il XXI secolo. C’è anche il linguaggio dell’illustrazione, per la prima volta ospitato nelle sale della Gnam, ad animare il quarto progetto presentato oggi, dal titolo “Evergreen” (4 febbraio-22 marzo), a cura di Marcella Cossu e Nunzia Fatone, e dedicato ad Attilio Cassinelli, illustratore, poeta, narratore, nato a Genova nel 1923.

Coronavirus: Allevi una disegno musicale per Spallanzaniposta vignetta con pentagramma sui social

OMA03 febbraio 202016:48

– Da sempre vicino al mondo orientale, con diverse tournée di successo realizzate e in programma in Cina, Giovanni Allevi entusiasta per il lavoro svolto dal Laboratorio di Virologia dello Spallanzani, si è fatto interprete di un sentimento collettivo di orgoglio tutto italiano per una genialità scientifica all’avanguardia nel mondo, e realizza un post con una melodia inedita dedicata all’eccezionale team scientifico che ha isolato il coronavirus “Le mie più vive congratulazioni al Laboratorio di Virologia dello Spallanzani, per aver isolato il coronavirus, primo passo per metterlo in fuga”, cita il post sulle sue pagine social accompagnato da una simpatica vignetta fatta dallo stesso artista, tra un pentagramma e il virus in fuga.
Moltissimi i commenti positivi arrivati dai fan.

Coronavirus: Land Art Gambarin su campo veroneseRealizzata con trattore, aratro ed erpice rotante

VERONA03 febbraio 202018:21

– Performance di Land Art di Dario Gambarin in un campo veronese dove ha ‘disegnato’ col trattore l’immagine di un Coronavirus. La malattia che si è diffusa dal mercato di Wuhan in Cina provocando l’emergenza planetaria è stato spunto per l’artista scaligero per una rappresentazione su un terreno di 20.000 metri quadrati, lo stesso che Gambarin ha utilizzato a marzo dello scorso anno per fare un ritratto Xi Jinping il presidente della Repubblica Popolare Cinese in occasione della sua visita in Italia. A fianco del logogramma cinese (vaccino), l’immagine del coronavirus è stato cancellato dalla scritta Vax, per sottolineare dice l’artista Gambarin l’urgente necessità di sostenere la scienza con tutta la comunità scientifica internazionale sperando, che riesca a produrre un vaccino in tempi rapidi per debellare, questo virus epidemico che si sta diffondendo a livello globale. L’opera è stata realizzata a Castagnaro (Verona) con trattore, aratro ed erpice rotante a mano libera.

Libri: un vigile urbano detective fra fascisti e migranti’Ninna Nanna per gli aguzzini’, giallo di Celi e Santangelo

03 febbraio 202018:46

– Gli investigatori dei romanzi gialli sono tanti e vari: sacerdoti, anziane e distinte signore, giornalisti, collezionisti d’arte, poliziotti più o meno ligi alle regole. Ma è la prima volta, forse, di un vigile urbano. E nel libro ‘Ninna nanna per gli aguzzini’, scritto a quattro mani da Lia Celi (scrittrice, giornalista e autrice televisiva) e Andrea Santangelo (saggista ed esperto di storia militare) il protagonista è Marco Pellegrini, ventiseienne studente fuoricorso di Storia antica, vincitore suo malgrado del concorso per vigile urbano nel borgo natio dell’Appennino romagnolo, Monteperso.
Marco si divide fra le sue sue mansioni di poliziotto-tuttofare della zona, e badante di nonno Gualtiero, ottantenne appassionato di storia e ricercatore di cimeli militari fra le trincee della Linea Gotica. Fino a quando, come in ogni giallo che si rispetti, viene rinvenuto il cadavere di un albergatore locale, Fabrizio Gironi, che ospitava un gruppo di migranti. Il paese dimenticato sale così agli onori delle cronache nazionali e Marco ne scopre l’inquietante ‘cuore nero’.
Il vigile urbano suo malgrado si ritrova al centro di un’indagine che presto prende una piega preoccupante, tra ronde fasciste e festini in uniforme. Il libro, 256 pagine, è edito da Solferino.

Torna la musica sotto la Piramide, Cocoricò riapre a PasquaDebutto atteso l’11/4 dopo passaggio locale a nuova gestione

BOLOGNA03 febbraio 202018:47

– Si tornerà a ballare sotto la piramide di vetro del Cocoricò. Lo storico locale riccionese – uno dei templi internazionali del mondo della notte – è atteso a riaprire i battenti il prossimo 11 aprile. Dopo il ‘tam tam’ e le indiscrezioni online la data è comparsa su Facebook in una pagina-evento organizzata da Aries Vip Cocoricò in cui la ‘festa’ è fissata per sabato 11 aprile dalle 23 alle 5.30, la notte di Pasqua.
Il celebre locale, chiuso in seguito al fallimento della società che lo aveva in gestione decretato lo scorso giugno, è stato rilevato, lo scorso ottobre, dall’imprenditore Enrico Galli già patron di una delle discoteche storiche della Riviera romagnola, l”Altromondo Studios’ che ha siglato con la proprietà dell’immobile un accordo della durata di otto anni per la gestione del ‘Cocco’, pronto a rinascere e a aprire una nuova stagione nella cornice di un progetto a lungo termine e di ampio respiro.
La discoteca, simbolo delle notti trasgressive degli anni ’90, era stata dichiarata fallita lo scorso 4 giugno dal Tribunale di Rimini che aveva respinto la richiesta di concordato preventivo e accolto la richiesta di fallimento presentata dall’Agenzia delle Entrate per una cifra superiore gli 800.000 euro.
Nel corso degli anni il gruppo Cocorico’ ha vissuto vicende alterne, dalle indagini penali condotte dalla Guardia di Finanza sui bilanci a partire dal 2012 per evasione d’Iva, per finire ai problemi legati ai mancati pagamenti di artisti, tra cui il dj Gabry Ponte che ha aveva chiesto il sequestro dei marchi Titilla e Memorabilia. Nato nel 1989, il Cocoricò si era affermato negli ambienti della musica techno, ospitando star della consolle internazionali e diventando uno dei ‘fari’ del divertimento notturno italiano ed europeo. Nel 2015 la discoteca era stata chiusa 4 mesi per ordine del Questore di Rimini dopo la morte di un 16enne di Città di Castello stroncato all’interno del locale a seguito dell’assunzione di ecstasy.

Fiorello mattatore, “la colpa è sempre di Amadeus”‘Non condurrei mai Sanremo, ma tornerei da cantante in gara’

SANREMO03 febbraio 202020:47

– La giornata sanremese inizia alle 5 quando spesso è lui “a dare la sveglia alla sveglia”, prima ancora che suoni, mentre fuori è buio: Fiorello al Festival non perde le sue abitudini, in hotel butta giù dal letto Amadeus, che dorme nella stanza di fronte alla sua, fa l’avvocato d’ufficio del conduttore e direttore artistico (si definisce il “badante 2.0”), ironizza sulle sue gaffe, assiste alle prove all’Ariston, esce a piedi, fa selfie fuori dal teatro, risponde ai cronisti e non rinuncia a giocare a tennis, la sua più grande passione degli ultimi anni.
Qualcuno dice che sarà il suo Festival ma lui, sponsor di Amadeus della prima ora, il primo a candidarlo quando ancora i giochi per la successione a Baglioni non erano fatti, non ci sta. “In che misura avverto la responsabilità del successo di questa edizione? Zero. Non ho ansia perché non sono ufficialmente ospite”, risponde. “Il successo del Festival sarà decretato dalle canzoni. Sono veramente belle. Il livello è altissimo e sono sicuro che rimarrete stupiti”, aggiunge. L’imprevedibilità dei suoi interventi e la libertà di entrare ed uscire dalla complessa macchina della kermesse lo rendono particolarmente solare e sereno. A chi gli chiede cosa farà, Fiorello risponde: “Entrerò in sala, magari farò un monologhetto, canterò, ballerò. Imiterò Tiziano Ferro? No, se c’è l’originale, mai fare la sua imitazione”, risponde ai cronisti a caccia di anticipazioni.
Con Tiziano, con ogni probabilità la sera dalla finale, canterà ‘Finalmente tu’, la canzone con cui nel ’95 lo showman entrò al Festival da Papa e ne uscì da cardinale, quinto classificato.
Con Benigni, invece, difficilmente duetterà. “Non ha bisogno né di me né di nessuno, quando arriva lui automaticamente divento pubblico”.
Respirando l’aria del Festival, Fiorello ha maturato un desiderio inaspettato: “Non lo condurrei mai, ma mi è venuta proprio voglia di tornare a Sanremo come cantante in gara”, rivela. “Ho un ricordo straordinario della mia unica partecipazione nel ’95, mi verrebbe voglia di rifarlo. Diventare un cantante e partecipare al Festival era il mio sogno da bambino. Lo coronai anni fa, ma non andò benissimo con l’intonazione”, ironizza imitando se stesso mentre stona.
Usare sempre l’arma dell’ironia e dell’autoironia è, si immagina, il consiglio dato ad Amadeus che non vuole che il sogno del Festival si trasformi in incubo a causa delle polemiche, anche violente, che si sono abbattute sulla sua direzione artistica. “Dicci la verità: mi hai scelto per l’aspetto fisico”, infierisce Fiorello. “Hai pensato: sei migliorato, fra tre mesi fai 60 anni, ti voglio al mio fianco, né avanti né indietro”, ironizza, richiamando la polemica sul ‘passo indietro’ della fidanzata di Valentino Rossi, Francesca Sofia Novello. “Sanremo ha la capacità di trasformare le persone – aggiunge – sei il migliore del mondo, come lui che li batte tutti per bontà d’animo e generosità, eppure il Festival ti ha trasformato in un mostro”. Con il pass ‘Amico del conduttore’, Fiorello, vestito “da cantante di destra” – scherza, in riferimento agli attacchi di Salvini – racconta del passato di Amadeus, quando “di noi era quello messo peggio a rimorchiare.
Tutto quello che ha fatto in quel campo lo deve a me”, ride. Poi uno degli aneddoti ‘irripetibili’ come una volta quando a Ibiza, nel 1990, “si trovò a ballare su un cubo senza rendersi conto che aveva accanto due ballerini di colore da 1.90 completamente nudi e con il ‘corredo importantissimo'”.
In un gioco dei ruoli, come il gatto e la volpe, Fiorello e Amadeus rivelano una grande complicità, frutto di 35 anni di amicizia. La sintesi dell’arringa dell’avvocato Fiorello è nella frase: “Non è colpa sua, Amadeus non si rende conto, è fatto proprio così”.
Una stoccatina divertente allo sponsor unico del Festival, “la concorrenza”. Lui, storico testimonial Wind, si rivolge a Luca Josi, direttore brand strategy, media e multimedia entertainment di Tim, e dice: “Certo, voi dei telefonini, voi e vostri testimonial, il demonio, ci avete rovinati. Ieri ero ad una festa e c’era Anastasio, ma oramai non puoi parlare più con nessuno. Tutti con questi telefonini…”. Ma la battuta più divertente forse è quella sul rapper della discordia: “Junior Cally? L’ho invitato alla cresima di mia figlia, mi ha detto che viene”.

Amadeus, le polemiche non hanno spento il mio sogno”Coscienza a posto e massima responsabilità per 70/o Sanremo”

SANREMO03 febbraio 202021:08

–  La coscienza è “a posto”. Lo spirito è quello di “un bambino da sempre grande fan di Sanremo”. La speranza, ribadisce ancora, è realizzare “un festival imprevedibile”. Il gioco di sponda, riuscito, è con l’amico Fiorello: il gatto e la volpe, il gaffeur inconsapevole e il difensore pirotecnico, Candido e Pangloss in versione goliardica da villaggio turistico. A poco più di 24 ore dal debutto all’Ariston come conduttore e direttore artistico, Amadeus prova a lasciarsi alle spalle i veleni della vigilia, “un incubo che non ha spento i miei sogni”, e a spiegare il senso delle sue scelte.
“Sapevo che le polemiche fanno parte del festival. Ma non mi hanno colpito o ferito, perché sento di avere la coscienza a posto. Quello che ho fatto e detto non è stato per mancare di rispetto a nessuno, ma pensando solo alla musica”, sottolinea ‘Ama’. Per un Sanremo che deve essere “di tutti”, ha voluto un cast che puntasse sulla contemporaneità: “Alcuni nomi appartengono a polemiche presenti o passate: Achille Lauro, Morgan, Junior Cally, non li ho scelti pensando a una provocazione, ma alla qualità dei loro brani”. Respinge al mittente anche le accuse di sessismo: “So bene che quello della violenza e del femminicidio è un tema fondamentale. E allora quale miglior vetrina del festival per raccontare la storia di diverse donne? Volevo qualcosa che non fosse stato fatto prima in 69 anni. Se prendi decisioni che vanno fuori dalla normalità, è ovvio che questo può dividere”.
Ora però, “con grande senso di responsabilità”, è tempo di pensare a uno show che sia “un intreccio di emozioni che appartengono alla storia del festival, al presente e possibilmente al futuro”. Con l’appoggio di “una redazione meravigliosa” e soprattutto dell’azienda: “Ringrazio l’amministratore delegato Fabrizio Salini e il direttore di Rai1 Stefano Coletta per avermi dato completo sostegno. Ho sentito incondizionatamente solidarietà e un atteggiamento di fiducia nel lavoro che sto facendo”, scandisce Amadeus.
A stargli ‘accanto’, dalla sveglia alle 6.45 del mattino documentata su Instagram all’incursione in sala stampa, ai blitz annunciati sul palco tutte le sere, è però innanzitutto Fiorello, che per primo lanciò la candidatura di Amadeus per il festival, ricevendone in cambio le chiavi dell’Ariston. “Lo conosco da 35 anni, non so cosa farà, ma questo mi piace”, alza le spalle Amadeus mentre l’antico sodale, ovvero ‘badante 2.0′, lo dipinge come il re dell’inconsapevolezza, stigmatizza tra le risate l’assoluto silenzio che regna di notte nella stanza d’albergo di Ama e della moglie Giovanna (“Ai tempi di Baudo e della Ricciarelli sì che c’era rumore”), racconta quando il loro guru era Sandy Marton e Amadeus ballò sul cubo a Ibiza con due colossi di colore alti 1.90, nudi e con “il corredo importantissimo in bella evidenza”. Ma non c’è da scandalizzarsi, “Ama non lo fa apposta, non si rende conto”, giura l’avvocato Fiorello perorando la causa.
Con il gatto e la volpe, insomma, la cifra goliardica lascerà il segno. Ma il festival sarà anche altro, promette il direttore di Rai1 Stefano Coletta: “restituirà un codice valoriale” e racconterà “i legami stretti”, aprendo spazi di riflessione.
Nella prima serata il tema centrale sarà la violenza sulle donne: sul palco l’atteso monologo della giornalista italo-israeliana Rula Jebreal (“Non sarà un discorso né di destra né di sinistra”, anticipa a Vanity Fair), ma anche l’intervento di Gessica Notaro, Miss Romagna 2007, sfregiata con l’acido dieci anni dopo dall’ex fidanzato, che ha fatto della sua esperienza una testimonianza di coraggio e lotta ai soprusi.

Coronavirus: Capasa, per settore moda prevediamo -1,5%’Atteso un trimestre negativo, è la prima volta, Cina rallenta’

04 febbraio 202011:00

– “Prevediamo per la prima volta un primo trimestre negativo al -1,5%. Il settore subisce il rallentamento fortissimo della Cina”: così ha spiegato il presidente della Camera della moda Carlo Capasa a margine della presentazione della fashion Week milanese. Insomma anche sulla moda c’è l’effetto Coronavirus che si stima porterà a un 1,5-1,8% in meno.
“Contiamo – ha subito aggiunto Capasa – che sia un effetto temporaneo e già nella seconda metà dell’anno ci sia una ripresa della Cina”. Si tratta infatti, ha concluso, di una “situazione legata solo a quanto accade nel Far East”.

Sanremo: tutti alle prove, Cally senza mascheraTra i più convincenti Irene Grandi, Rancore, Tosca

SANREMO04 febbraio 202011:25

All’Ariston fervono i lavori. Il calendario segna -1 al via della 70/a edizione del festival di Sanremo e sul palco del piccolo teatro ligure è tempo di ultime prove, aperte anche alla stampa. La scenografia di Gaetano Castelli è imponente, con le sue spire che ricordano un’astronave, la voluttuosità delle onde o anche i tentacoli di qualche antico mostro marino. Al centro la scalinata da cui scendono tutti i cantanti, nessuno escluso. E’ l’ultima occasione per qualche piccolo aggiustamento, per verificare che tutto funzioni a dovere. E allora via, uno dietro l’altro in un rito che ha ormai le sue regole e la sua sacralità.
Le prove scorrono senza grossi intoppi (in rigoroso – o quasi – ordine alfabetico), con Amadeus che fa una breve apparizione in sala ma non interviene. Falsa partenza solo per Piero Pelù, che deve rifare l’entrata ma poi si vendica scendendo tra le prime file dell’Ariston, e per Riki che è costretto, suo malgrado, a un bis per un problema tecnico. Tra i più attesi alla prova live c’era Junior Cally, al centro delle polemiche delle ultime settimane: in realtà lui spiazza tutti, niente maschera, completo scuro elegante e un inchino al pubblico a fine esibizione, ma a dare la scossa al teatro è la sua canzone (che niente ha a che fare con i versi sessisti e violenti del passato).
Rispetto al primo ascolto, con l’accompagnamento dell’orchestra qualcuno ci guadagna (su tutti Francesco Gabbani, che abbandonati maglioncini colorati e scimmie nude si siede al pianoforte prima di alzarsi e diventa padrone del palco con i suoi strambi passi di danza, poi anche Bugo e Morgan, coppia insolita ma particolarmente a fuoco) e qualcuno ci rimette (delude un po’ l’esibizione di Elettra Lamborghini, molto casta e molto poco twerking queen, sembra quasi a disagio. Ma c’è da immaginare che la prova abbia poco a che fare con l’esibizione che vedremo effettivamente sul palco). Un po’ sottotono Giordana Angi, che si presenta con chiodo di pelle nera, ed Enrico Nigiotti (che si regala un assolo di chitarra elettrica), mentre sono trascinanti la grinta e l’energia di Irene Grandi e di Rita Pavone, alla quale il pubblico in sala tributa l’applauso più caloroso.
Il compito di aprire le danze spetta ad Achille Lauro, look anni ’90 e il fido Boss Doms al seguito. Poi un cambio di registro repentino con Alberto Urso e il suo mondo pop-lirico che piacerà sicuramente al pubblico che già premiò Il Volo.
Anastasio tinge di rosso tutta la scenografia con la sua rabbia, protagonista del brano. Dai bookmaker è considerato uno dei favoriti alla vittoria. Nella tradizione classica rientrano Diodato, con un pezzo elegante e convincente che può ambire al Premio della Critica; Tosca (che magia, che poesia, che voce); Paolo Jannacci, con tanto di smoking e papillon (e chissà se riuscirà a reggere il confronto con il geniale genitore).
Elodie è un po’ ingessata sui suoi tacchi vertiginosi, ma la sua interpretazione è elegante e sensuale allo stesso tempo. Più sicura di sé Levante, molto fisica, molto teatrale nella sua interpretazione. Strizzano l’occhio alle radio Le Vibrazioni, che sul palco ospitano un interprete del linguaggio dei segni che ‘traduce’ in tempo reale il testo. Marco Masini, seduto al pianoforte, si concentra sull’interpretazione di un pezzo molto suo, mentre Michele Zarrillo si mette in gioco con un brano diverso dal solito e anche impegnativo dal punto di vista vocale: entrambi hanno esperienza, qualità e niente da perdere.
Rompe gli argini anche Raphael Gualazzi, cappello a falde larghe, occhiali scuri e ritmi caraibici tutti da ballare, anni luce dalla sua immagine più tradizionale. Alle sue spalle la Mauro Ottolini jazz band, un po’ carnevale di Rio, un po’ strade di New Orleans.
A chiudere il quadro, i Pinguini Tattici Nucleari, i bravi ragazzi un po’ sopra le righe, che hanno il compito di divertire. Nel finale il frontman Riccardo Zanotti “stacca” un piatto dalla batteria e lo suona al centro del palco, in onore al Ringo Starr della loro canzone; Rancore, con un brano potente e un’interpretazione molto convincente.

Coronavirus: Milano Fashion Week via web per cinesiIniziativa ‘China we are with you’ con contenuti e backstage

04 febbraio 202011:58

– Sono un migliaio almeno i compratori, giornalisti e addetti del settore cinesi che non potranno essere presenti alla settimana della moda di Milano.
Per loro la Camera della Moda ha lanciato ‘China we are with you’, una campagna per permettere loro attraverso la tecnologia di assistere a tutte le sfilate, di vedere interviste, backstage e anche interagire. “Siamo i primi a farlo – spiega il presidente della Camera della Moda Carlo Capasa – ma è una iniziativa aperta ad altre settimane della moda e ad altre manifestazioni”.
Secondo le stime della Camera della moda, l’impatto del coronavirus “sull’economia e sul mercato della moda è attualmente sconosciuto” e “rende incerte le previsioni per il primo semestre 2020”. Comunque, ha spiegato Capasa, “il realizzarsi di uno scenario ‘intermedio’ determinerebbe una contrazione del fatturato dell’industria moda tra -1,5% e 2,5% rispetto al primi semestre 2019 causata da una contrazione dell’export fra -0,5% e -1%”.

Sanremo: apre Irene GrandiA votare, oggi e domani, sarà la giuria demoscopica

04 febbraio 202016:17

– Sarà Irene Grandi ad aprire la gara dei Big al 70/o Festival di Sanremo. Questo l’ordine di uscita dei cantanti questa sera: Irene Grandi, Marco Masini, Rita Pavone, Achille Lauro, Diodato, Le Vibrazioni, Anastasio, Elodie, Bugo e Morgan, Alberto Urso, Riki, Raphael Gualazzi.
A votare, oggi e domani, sarà la giuria demoscopica.

L’abito da sposa di Gattinoni va in Qatar per nozze regaliQuattro mesi di lavorazioni sartoriali, 2500 ore di ricami

04 febbraio 202016:22

– L’abito da sposa di Gattinoni vola in Qatar per un matrimonio principesco. Ci sono voluti 4 mesi di lavorazioni, 2.500 ore di ricamo, 80 ore di pittura dei tessuti a mano per realizzare il capolavoro sartoriale degno di nozze da mille e una notte. Una storia, quella della maison Gattinoni che affonda le sue radici nel 1946, nel mondo della haute couture.
Quella vera, quella degli atelier degli anni Cinquanta frequentati dalle signore per soddisfare i loro capricci. Mente le dive facevano la coda per farsi realizzare abiti che avrebbero portato in giro per il mondo contribuendo a diffondere quello che oggi è riconosciuto come made in Italy. Una storia che continua nell’atelier di via Toscana, a Roma, dove tante signore del je set di tutto il mondo continuano a frequentare per avere abiti unici, dove la tradizione incontra la sperimentazione grazie alla maestria di Guillermo Mariotto direttore creativo dell’atelier. “Sublimi armonie” è il titolo degli abiti creati dalle artigiane di casa Gattinoni per uno dei matrimoni più importanti mai celebrati a Doha in Qatar.
La sposa indosserà un maestoso abito nuziale realizzato in candido doppio raso duchesse con una imponente coda di sei metri. Sull’ampia sottana sono stati dipinti, a mano vedute di castelli e scorci di paesaggi rigorosamente italiani, seguendo la volontà di chi indosserà la creazione che è interamente impreziosita da ricami in cristallo, fili di seta e duemila boule foderate in raso. Durante il party la sposa indosserà un prezioso bustier realizzato con un pizzo antico intarsiato su tulle di seta, su pantaloni effetto smocking, in mikado bianco.
Completa la regale mise uno strabiliante mantello realizzato con undicimila piume di pernice e candidi anserini, applicate a mano, una ad una, su una base di organza per un totale di tremila ore di lavoro.

Jebreal: a Nadia Murad metà del mio compenso al FestivalL’annuncio della giornalista, che non rivela l’entità del cachet

SANREMO04 febbraio 202016:23

– Rula Jebreal devolverà “metà del compenso per il festival di Sanremo a Nadia Murad”, l’attivista irachena yazida che è stata rapita e stuprata dall’Isis, “anche lei consigliere come me del presidente francese Macron”: lo annuncia in conferenza stampa la stessa giornalista, senza rivelare l’entità del cachet. “Il vero tema – sottolinea – è capire perché nel 2020 le donne vengono ancora pagate il 25% in meno rispetto agli uomini che fanno il loro stesso lavoro”.
“Ancora prima della trattativa con Rai il mio compenso era già sulla vostra stampa: anche questo dovremmo chiederci, perché si usa la stampa per portare avanti numeri non ancora accertati”, aggiunge.
Quanto a Michelle Obama, “mi sarebbe piaciuto – dice – avere un suo contributo, magari non sul palco per ragioni di sicurezza, ma in collegamento satellitare. Spero che un giorno questo si riesca a realizzare perché è una donna straordinaria, di una famiglia semplice del sud di Chicago, diventata dal nulla First Lady degli Stati Uniti”.

Junior Cally: Salvini pesce grosso, non rispondo”Polemiche? No grazie. Qualunque cosa accada rispetterò palco”

04 febbraio 202016:30

“Io sono un cantante, non sono un politico. Matteo Salvini è un pesce grosso quindi non credo di rispondere ai suoi attacchi”. Junior Cally, dopo le polemiche dei giorni scorsi per i suoi versi sessisti e violenti de La Strega (brano del 2017), ci mette la faccia, e a poche ore dal via del festival di Sanremo parla con la stampa. L’occasione è la partita di calcetto Junior Cally Team vs Sanremo All Stars, composto da alcuni giornalisti che il cantante ha perso pur segnando 5 goal.”Mi fa strano che nessuno abbia detto niente sulla mia presenza fino a quando non è stata resa nota quella parte di testo” e il riferimento è ai versi in cui si fa accenno proprio al leader della Lega. “Non posso dire che si sia scatenato tutto per questo motivo, ma certo mi viene da pensarlo…”. Un po’ di amarezza si avverte: “Questo Sanremo me lo immaginavo diverso, da sconosciuto. Arrivare lì in questa maniera è un’altra cosa. Lo affronterò con professionalità. Qualsiasi cosa accada devo rispettare quel palco, la musica italiana, la canzone che porto. Non ho paura delle possibili contestazioni, vedremo quello che arriverà”, dice ancora il rapper, che per il festival ha abbandonato definitivamente la maschera. “Io sono venuto qua per cantare il mio brano, non vedo l’ora – rivendica -. Ho portato quel brano e di quel brano bisognerà parlare nel momento in cui io salgo su quel palco. Polemiche? – conclude – No grazie”, come il titolo della canzone che porta in gara. Dopo il caos, Junior Cally (all’anagrafe Antonio Signore) è sparito per qualche giorno. “Ho sentito il bisogno di tornare a casa dei miei, di stare con persone che mi conoscevano. Il male più grande è stato quello psicologico”, ammette senza tirarsi indietro.”Siamo partiti dal dire ‘chi è questo’ a essere il nemico pubblico numero 1″. Dopo i primi attacchi sono passati cinque giorni dalla sua replica via Instagram. “Ho aspettato a rispondere perché farlo d’impulso poteva portare magari a degli errori. Io sono una persona molto educata che ragiona su quello che fa e quindi ho preso tempo per capire realmente quello che stava succedendo”. Junior difende comunque La Strega, il brano finito nella bufera. “Non ha qualcosa di sbagliato, è un testo che va capito. La canzone rappresenta uno spaccato di società, ma io sono contro la violenza di ogni tipo. Le prime quattro righe di quella canzone sono un elogio alla non violenza. Poi esiste pure quella parte lì. Ma nella mia discografia troviamo anche canzoni d’amore”.

I diari di Ettore Bernabei conservati a FirenzeArchivio sarà catalogato associazione Arctom

FIRENZE04 febbraio 202023:33

Sarà conservato a Firenze l’archivio di Ettore Bernabei. Lo ha annunciato oggi Marco Bernabei, figlio del direttore generale della Rai e fondatore della società di produzione televisiva Lux Vide scomparso nel 2016, in occasione di una conferenza stampa a Firenze.
L’archivio si compone di 60 diari per un totale di quasi 4mila pagine che saranno catalogate e trascritte dall’associazione Arctom, in collaborazione con la Fondazione Giorgio La Pira.
Un’operazione resa possibile dal contributo della Fondazione Cr Firenze di cui Bernabei è stato socio fino alla sua morte), della Regione Toscana e del Comune di Firenze.
Gli eredi, è stato spiegato, hanno chiesto che si possa pubblicare almeno un primo volume entro fine 2020: l’anno prossimo cade il centenario della nascita di Bernabei.

Arte: statua Sant’Eufemia di Irsina, restauro a vistaNel 1996 fu attribuita a Mantegna, altri dicono Pietro Lombardo

POTENZA04 febbraio 202018:15

– E’ cominciato nella cattedrale di Santa Maria Assunta di Irsina (Matera) il “restauro a vista” della statua lignea di Sant’Eufemia, che risale al ‘400 e che, nel 1996, fu attribuita da Chiara Gelao ad Andrea Mantegna (1431-1506), indicazione contestata l’anno dopo da Matteo Ceriana, che invece l’attribuì a Pietro Lombardo (1435 circa-1515). Lo ha reso noto la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio della Basilicata, spiegando che si tratta del “primo restauro scientifico dell’opera”, che suscita da anni “ammirazione e curiosità”. Il restauro è curato dal Consorzio Iconos sotto la direzione della Soprintendenza e si svolge in un “cantiere aperto al pubblico” nella cappella di Santa Calcedonia, nel duomo di Irsina.

Moda: Gucci Cruise sfilerà a San Francisco, icona libertàDefilè il 18 maggio per scelta di Alessandro Michele

04 febbraio 202018:18

– La collezione Gucci Cruise 2021 avrà luogo a San Francisco, lunedì 18 maggio 2020. Ad annunciarlo il direttore creativo della maison Alessandro Michele, che fa sapere di aver scelto la città della California settentrionale “per la sua storia come centro dell’attivismo liberale. Crogiolo culturale e sfondo di molti avvenimenti storici che hanno cambiato il mondo, San Francisco è un simbolo di libertà: il luogo dove si sono sviluppati gli antidoti alla discriminazione, dove per molti sono stati piantati i semi della libertà di espressione”. Questo spirito rappresenta la visione di Alessandro Michele per Gucci: “l’accettazione della diversità e il diritto di essere se stessi”. Far sfilare la collezione in questa città si ricollega quindi alla filosofia di vita a lui più cara: celebrare e convalidare l’espressione della propria personalità, dell’emancipazione e della libertà. La sfilata Cruise 2021 segue la tradizione ormai quinquennale di sfilate Gucci Cruise che si sono svolte in luoghi storicamente e culturalmente significativi, tra cui la Dia-Art Foundation di New York, i Chiostri dell’Abbazia di Westminster a Londra, la Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze, la Promenade Des Alyscamps di Arles e i Musei Capitolini a Roma.

Raffaello e l’incisione europea dal ‘500 all’800Reggio Emilia, alla Biblioteca Panizzi nel 5/o centenario morte

REGGIO EMILIA04 febbraio 202018:34

– ‘Raffaello e l’incisione europea dal Cinquecento all’Ottocento’ è il tema della mostra in programma dall’8 febbraio al 5 aprile alla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, nel quinto centenario della morte. L’iniziativa rientra nel programma di Reggio per Emilia2020, complesso di eventi organizzati dal Comune in concomitanza con Parma capitale italiana della cultura.
L’esposizione inizia dalla ‘bottega’ di Raffaello, con una documentazione essenziale su Marcantonio Raimondi, il miglior incisore italiano del tempo, al quale il genio consegnava i suoi disegni o appositamente studiava disegni da tradurre in incisioni, e i suoi collaboratori. La mostra presenta poi una scelta di incisioni del secondo Cinquecento, alcuni esempi di ritratti, la produzione delle grandi serie di stampe con i dipinti delle stanze e delle logge vaticane, le ricerche settecentesche sui disegni, qualche esempio dell’uso didattico delle opere di Raffaello per insegnare come si disegna un volto o si rende un’espressione.
Conclude l’esposizione una panoramica sulle grandi Madonne nelle quali l’Ottocento, superato lo sconvolgimento della rivoluzione francese, ricercava quell’ideale di una classicità armoniosa e di una religiosità intima che era stato caratteristico della stagione ottimistica del Rinascimento italiano, si era incarnato in Raffaello ed era scomparso con lui, ed ora riappariva come sogno e auspicio di un futuro in cui finalmente si realizzassero l’armonia tra l’uomo e la natura e tra la razionalità e il bene nella storia..

Premi: un’app in giuria per Rtl 102.5-Mursia per romanzoCon ‘mi piace’ su Booksgram sarà scelto undicesimo finalista

04 febbraio 202019:05

– Un’app in giuria: Fiorenza Mursia, presidente della casa editrice annuncia l’introduzione di Booksgram nella giuria del Premio RTL 102.5 – Mursia per il Romanzo Italiano.
“Anche quest’anno per il Comitato di Lettura abbiamo scelto professionalità diverse del mondo della comunicazione alle quali spetterà il duro e preziosissimo lavoro di selezione dei primi dieci finalisti tra le numerose opere che stanno già arrivando.
Abbiamo introdotto però una grande novità, a questi primi dieci titoli se ne aggiungerà un undicesimo scelto attraverso Booksgram” dice Fiorenza Mursia, spiegando che dal 16 marzo, utilizzando l’app Booksgram sarà possibile leggere gli incipit dei libri e mettere il proprio “mi piace/non mi piace”. Il libro che avrà raggiunto il numero maggiore di “mi piace” verrà aggiunto alla decina di finalisti scelta dal Comitato di Lettura Mursia diventando così l’undicesimo finalista.

JW Anderson entra tra collaboratori Moncler GeniusNordirlandese si aggiunge alle altre firme dell’hub creativo

04 febbraio 202019:35

– Il designer nordirlandese JW Anderson, con la sua visione di moda non binaria, entra a far parte dell’hub creativo di Moncler Genius, unendosi a Sergio Zambon e Veronica Leoni per 2 Moncler 1952, Sandro Mandrino per 3 Moncler Grenoble, Simone Rocha, Craig Green, Matthew Williams di 1017 ALYX 9SM, Fragment Hiroshi Fujiwara, Richard Quinn e Poldo Dog Couture.
Moncler Genius ha anche lanciato un progetto con il brand di valigie Rimowa, per raccontare un nuovo concetto di viaggio, e uno con MATE.BIKE, presentando una bicicletta elettrica pensata per i terreni estremi di montagna e adatta anche per raggiungere le cime innevate.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ceneri tenore Merighi diventeranno ‘diamante memoria’
Procedimento in Svizzera. Moglie,scritto in testamento biologico

JESI04 febbraio 202019:38

– Le ceneri del famoso tenore Giorgio Merighi, scomparso a Jesi il 12 gennaio all’età di 80 anni, saranno trasformate in un “diamante della memoria”. A darne notizia sono la moglie Elena Cervigni e l’azienda svizzera Algordanza che si occuperà del complesso procedimento chimico e fisico che renderà possibile l’estrazione del carbonio dalle ceneri delle spoglie del tenore e trasformarlo in un gioiello.
“Mio marito – spiega Cervigni – era venuto a conoscenza di questa possibilità una decina di anni fa quando ancora la malattia era lontana. Da grande uomo di teatro, brillante e ironico aveva esclamato con entusiasmo ‘Io mi sento un diamante’. Giorgio ha sempre affrontato la vita con gioiosità e consapevole leggerezza – aggiunge – così la volontà di essere trasformato in diamante si è progressivamente radicata nel suo pensiero tanto da parlarne spesso con amici e conoscenti, fino al punto da scriverlo nel suo testamento biologico”. Per completare il procedimento ci vorranno circa 6 mesi.

Raffaello: 40 mila visitatori per ‘Una mostra impossibile’Riproduzioni 1:1 da Aeroporto Marche a Bruxelles e poi in Europa

ANCONA04 febbraio 202019:48

– Ha totalizzato 40 mila visitatori ‘Raffaello. Una mostra impossibile’ ospitata negli spazi dell’Aeroporto delle Marche nell’ambito delle manifestazioni per i 500 anni dalla morte del pittore di Urbino. E’ stato reso noto oggi durante la presentazione delle iniziative della Regione Marche alla Bit. Circa 6.000 i visitatori che si sono recati appositamente in aeroporto, più gli oltre 34 mila che sono sbarcati a Falconara nell’arco degli 80 giorni di esposizione.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Enit e Aerdorica e con il sostegno del Mibact, ideata e curata da Renato Parascandolo, ha presentato negli spazi dello scalo 45 dipinti di Raffello, compreso l’affresco de La Scuola di Atene, riprodotti in scala 1:1. Riuniti insieme permettono di ammirare in un unico allestimento opere disseminate in 17 paesi diversi, un’impresa che non riuscì nemmeno allo stesso artista. La mostra ha cominciato un tour internazionale: tra le tappe Bruxelles, Parigi, Mosca, Ekaterimburg, Sofia, Monaco di Baviera, Vienna.

Addio al critico letterario George SteinerMorto a 90 anni nella sua casa di Cambridge

04 febbraio 202020:01

– Il critico letterario George Steiner, eclettico uomo di lettere che nella sua opera si e’ spesso dedicato al paradosso del potere morale della letteratura e della sua impotenza di fronte ad un evento come l’Olocausto, è morto il 3 febbraio all’eta’ di 90 anni nella sua casa di Cambridge, in Inghilterra. Ne da’ notizia il figlio David citato dal sito del New York Times.
Saggista, scrittore, insegnante e, appunto, critico letterario, Steiner era succeduto a Edumnd Wilson come critico del New Yorker, svolgendo tale attivita’ per oltre 30 anni, dal 1966 al 1997. Al centro della sua concezione, come sottolineato da lui stesso nel suo ‘Grammars of Creation’, basato su un ciclo di lezioni tenute all’Universita’ di Glasgow nel 1990, era lo “stupore, che puo’ sembrare ingenuo alla gente, davanti al fatto che si puo’ usare il discorso umano per amare, costruire, perdonare, ma anche per torturare, odiare, distruggere e annichilire”.
Nelle sue memorie intitolate ‘Errata: An Examined Life’, del 1998, Steiner aveva sottolineato come sulla sua formazione avesse influito il fatto di essere cresciuto poliglotta, parlando il francese, il tedesco e l’inglese. In Italia la maggior parte della sua opera è stata pubblicata da Garzanti che sta ristampando molti titoli introvabili. Il più recente è ‘Una certa idea di Europa’ nella collana PGL (Piccoli Grandi Libri).

Sanremo: Tecla, siate voi stessi con coraggioVincitrice Sanremo Young, “anche delicatezza può essere potente”

SANREMO04 febbraio 202020:46

– “Non si è mai troppi piccoli per fare qualcosa di grande”. Con questo spirito Tecla Insolia si è preparata per il suo primo Sanremo, in gara tra le Nuove Proposte. Il secondo, se si considera la partecipazione a Sanremo Young, il talent condotto da Antonella Clerici, che l’ha vista vincitrice nel 2019. Nonostante la giovane età (ha da poco compiuto 16 anni) Tecla – nata a Varese da genitori siciliani, trasferitasi da subito in Toscana -, è una ragazza con la testa sulle spalle. “Strana, dice di me qualcuno ogni tanto. Perché a volte preferisco studiare, invece di uscire. Perché seguo poco i social, per la paura di perdere la cognizione della realtà. Mi sento un salmone che risale la corrente”. Tecla, come anche Greta Thunberg. Giovani che hanno voglia di cambiare il mondo.
“Molti hanno paura del cambiamento, ma dobbiamo capire che tanti piccoli cambiamenti creano movimento”.
Si spiega allora come abbia deciso di portare al festival una canzone dal titolo 8 marzo (scritto da Rory Di Benedetto e e Piero Romitelli), che parla della forza femminile “perché nessuno può decidere cosa dobbiamo fare, dire o essere”, afferma sicura. “A me fa rabbia che molte ragazzine si lascino umiliare dai maschi, ma anche dalle compagne di scuola – aggiunge -.
Dobbiamo avere il coraggio di presentare noi stessi al mondo”. E lei si presenta al mondo, almeno in questa occasione, con una maglietta che recita Pink is the new black. “Solitamente associamo il rosa alla femminilità e alla delicatezza, magari anche alla timidezza – dice -. Mi piace questa frase: sta a significare che la delicatezza può essere forte e potente”.
Una ragazzina che stupisce anche negli ascolti, non comuni per una della sua età. I grandi cantautori del passato come Lucio Dalla e Fabrizio De André, ma anche quelli di oggi come Mannarino. “E c’è anche Billie Eilish, il jazz, la musica classica. Sono molto trasversale”. Le sue preferenze al festival vanno a due artisti agli opposti: Tosca da una parte, Anastasio dall’altra. “Non sono solita ascoltare il rap, però capisco che abbia qualcosa da dire”. Polemiche comprese? “Si deve montare la panna su tutto. Normale che ci siano fraintendimenti, ma le reazioni sono un tantino esagerate”.

Sanremo: Rula alle donne, non dobbiamo più avere pauraJebreal racconta il dramma della madre suicida dietro lo stupro

SANREMO05 febbraio 202000:19

– “Non dobbiamo più avere paura, noi donne vogliamo essere libere nello spazio e nel tempo, essere silenzio e rumore e musica”. L’urlo di Rula Jebreal contro la viole nza sulle donne ha il tono pacato e durissimo insieme della denuncia, del racconto del dramma della madre suicida dietro lo stupro, delle canzoni scritte da uomini, Battiato, Vasco Rossi e Francesco De Gregori che dimostrano che “è possibile trovare le parole giuste per raccontare l’affetto, il rispetto e la cura”.
Il monologo di Rula Jebreal, che è un pugno nello stomaco, inizia con le domande più frequenti rivolte alle donne vittime di violenza nelle aule di tribunale (“Aveva la biancheria intima quella sera?”, “Trova sexy gli uomini con i jeans”) per denunciare “una verità amara, crudele: noi donne non siamo mai innocenti, perché abbiamo denunciato troppo tardi o troppo presto, p perché siamo troppo belle o troppo brutte, insomma ce la siamo voluta”. E’ toccante il ricordo della sua esperienza da bambina, in orfanotrofio, “dove sono cresciuta – racconta la giornalista e scrittrice nata ad Haifa in Israele da padre con ascendenze nigeriane e arabo palestinesi e madre palestinese – con centinaia di bambine e tutte le sere una per volta ci raccontavamo favole tristi, non favole di mamme che conciliano il sogno, favole di bimbe sfortunate, perché le nostre madri erano state spesso stuprate o uccise o torturate”. I numeri dipingono una realtà spietata: “negli ultimi tre anni 3 milioni 150mila donne sono state vittime di violenze sessuali sul posto di lavoro, negli ultimi due anni 88 donne al giorno hanno subito abusi e violenze, una ogni 15 minuti, ogni tre giorni viene uccisa una donna, sei donne sono state ammazzate solo la scorsa settimana. E nell’80 per cento dei casi il carnefice non ha bisogno di bussare, ha le chiavi di casa”.

Al Mic 35 pezzi degli anni ’30 decorati ad aerografoAlla Project Room faentina le opere donate da Giorgio Levi

FAENZA05 febbraio 202010:09

– Il Museo internazionale delle ceramiche (Mic) di Faenza ospita dall’8 febbraio al 3 maggio una mostra di opere donate da Giorgio Levi. Si tratta di 35 pezzi, per lo più servizi da tavola, decorati ad aerografo di manifattura italiana ed europea degli anni ’30.
I primi esempi della tecnica dell’aerografo applicata alla ceramica risalgono al clima modernista della Repubblica di Weimar e del Bauhaus in Germania, poi la tecnica si diffuse anche in Italia a partire dalle metà degli anni ’20, in pieno gusto Decò. In mostra nella Project Room alcuni esemplari di ceramiche tedesche affiancati a pezzi delle principali manifatture italiane.
Levi, professore ordinario di Informatica all’Università di Pisa fino al 2013, è collezionista e studioso di ceramica italiana del Novecento. Ha pubblicato una decina di volumi dedicati a manifatture toscane ed è tra l’altro fondatore della rivista scientifica ‘Ceramica e Arti Decorative del Novecento’.

Sanremo 2020 debutta con il 52.2% e oltre 10 milioniIn percentuale è il miglior risultato dal 2005

ANREMO05 febbraio 202010:21

– Il Festival di Sanremo di Amadeus debutta con una media di 10 milioni 58mila telespettatori e del 52.2% di share. Un risultato in termini percentuali che è il più alto dal 2005, quando il festival condotto da Paolo Bonolis aveva ottenuto il 54.10%.
La prima parte della prima serata è stata seguita da 12 milioni 480mila spettatori con il 51.2% di share, la seconda da 5 milioni 709mila con il 56.2%. Nel 2019, la prima parte della prima serata del festival aveva raccolto 12 milioni 282mila spettatori con il 49.4% di share, la seconda 5 milioni 120mila con il 50.1% La media era stata invece del 49.5% di share con 10 milioni 86mila telespettatori.
“52.2% Minchiaaaaaaaa… @SanremoRai #Sanremo20”, scrive su Twitter Fiorello, commentando a modo suo gli ascolti.

70 anni di festival per immaginiViaggio fotografico nella manifestazione più discussa del Paese

05 febbraio 202012:18

– 70 SANREMO – STORIA FOTOGRAFICA DEL FESTIVAL DELLA CANZONE ITALIANA (a cura di John Vignola, Rai Libri, pp. 258, 30 euro) – “Se vuoi capire il Paese c’è poco da fare, devi guardare Sanremo”, sostiene da tempo il sociologo Domenico De Masi. Certo è che, a 70 anni dalla sua prima volta, il festival è ancora in grado di catalizzare l’attenzione come poche altre manifestazioni.
“Sanremo non è solo un concorso canoro, ma anche uno spettacolo in sé, con tutto ciò che si porta dietro (…) un caleidoscopio di musica, parole, televisione, fiori, abiti, gossip, polemiche e chi più ne ha più ne metta. (…) Al netto della magnifica giostra, da sempre e per sempre, a Sanremo, sono le canzoni le uniche vere protagoniste”, scrive Amadeus nella prefazione al bel libro fotografico curato da John Vignola, giornalista e conduttore radiofonico che da quasi 30 anni si occupa di musica.
Vignola, con un accurato lavoro, ha ripercorso la storia del festival per immagini: a partire da quel 1951, quando fu affidato a Nunzio Filogamo il compito di salutare “amici vicini e lontani” e di dare il via al primo Festival della Canzone Italiana, Tre concorrenti per 20 canzoni, vinse Nilla Pizzi con il suo Grazie dei Fiori. Giusto riconoscimento alla città che proprio dei fiori fa il suo marchio di fabbrica. Foto in bianco e nero che rimandano ad anni e atmosfere lontanissime. Le cantanti in abiti da sera e guanti lunghi, gli uomini in doppio petto e papillon d’ordinanza. La guerra ormai alle spalle, l’Italia viveva la sua rinascita, tra sogni ancora da venire e speranze non ancora infrante. Sono gli anni di Achille Togliani, del Quartetto Cetra, di Carla Boni. Debuttano Claudio Villa, Johnny Dorelli e Domenico Modugno (nel 1958 rivoluzionerà la musica con Nel blu dipinto di blu e le sue braccia aperte ad abbracciare il mondo intero).
Arrivano veloci gli anni Sessanta, con la rivoluzione giovanile che da lì a poco travolgerà tutto. Il bianco e nero comincia a lasciare il posto al colore, la melodia classica deve fare i conti con il rock che all’estero è già realtà. Il pubblico inizia a conoscere Mina, Adriano Celentano, Milva, Little Tony e Giorgio Gaber. Nel 1966 arriva a Sanremo anche Lucio Dalla. Mike Bongiorno è il presentatore simbolo. Il 1967 è l’edizione più tristemente celebre di sempre, per la morte di Luigi Tenco.
Gli anni Settanta sono considerati gli anni del declino, in un Paese che vive profonde lacerazioni. La manifestazione quasi sparisce dal palinsesto. Ma non mancano passaggi che sono pietre miliari: Lucio Dalla nel 1971 canta 4/3/1943 e arriva terzo. Una giovanissima Anna Oxa nel 1978 stupisce con il suo look da punk londinese, Rino Gaetano contesta il festival. Si allungano i capelli e le barbe. Nel 1977 dal Casino ci si sposta all’Ariston. “Solo per alcuni anni”. Più di 40 anni dopo, siamo ancora lì. Gli anni Ottanta sono quasi uno schiaffo in pieno viso.
Eccessivi, vivaci, segnano un ritorno agli antichi fasti e sono zeppi di ospiti stranieri. Arrivano i Duran Duran, i Queen, Peter Gabriel, i Dire Straits, tra scenografie e costumi appariscenti. Pippo Baudo mette il suo sigillo, ma nell’86 Loretta Goggi è la prima donna a condurre. A segnare quegli anni, Vasco Rossi, Zucchero, Jovanotti e Al Bano e Romina e l’apertura alle Nuove Proposte nel 1984 (che vince Eros Ramazzotti). Fa discutere Loredana Bertè con il suo finto pancione nel 1986.
La golden age è quella degli anni Novanta. Grandi canzoni, il lancio di artisti capaci di lasciare il segno per i 20 anni successivi (da Laura Pausini a Giorgia, passando per i nuovi cantautori come Max Gazzé, Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Carmen Consoli). Si fa notare nel 1994 tra le Nuove Proposte Andrea Bocelli, poi promosso a Big. Mattatore ancora per un po’ Pippo Baudo, ma torna anche Mike Bongiorno; Fabio Fazio a fine decennio, innova e trasforma. Viene anche reintrodotta l’orchestra, eliminata a favore del playback negli anni precedenti. Ancora grandi ospiti stranieri: Annie Lennox, Rod Stewart, Elton John, Madonna, che provoca un’invasione di fan nella cittadina ligure, Tina Turner, David Bowie.
Il festival di inizio millennio è improntato al rinnovamento e si apre a sonorità meno sanremesi. Fa discutere nel 2001 la presenza di Eminem, nell’anno in cui vince Elisa e in cui conduce Raffaella Carrà. Dalla fine del decennio inizia la presenza sempre più massiccia dei protagonisti dei talent, nati da poco. Nel 2009 vince Marco Carta, l’anno dopo Valerio Scanu, poi nel 2012 Emma e nel 2013 Marco Mengoni. I primi tre da Amici, l’ultimo da X Factor. In mezzo Roberto Vecchioni. Belen cattura tutta l’attenzione possibile sulla sua farfallina. Il fenomeno mondiale Il Volo si fa conoscere anche in Italia (2015) ed è successo per Virginia Raffaele chiamata da Carlo Conti (per tre anni consecutivi alla guida del festival, macinando record su record). Chiude il decennio il Baglioni bis che segue la linea della valorizzazione del nuovo cantautorato.

L’incanto delle Janas per un viaggio nel BarigaduMiti e leggende di Sorradile nel progetto di Sabrina Barlini

CAGLIARI05 febbraio 202010:47

– Un viaggio a Sorradile, nell’Oristanese, nell’incantato paese delle “minuscole fate” e nei paesaggi che esse abitano nella nostra fantasia. Si svela sfogliando le pagine di “Janas s’incantu” (Alfa Editrice), una moderna favola ispirata ai miti e alle leggende della Sardegna nello scenario delle Domus de Janas, i siti archeologici di cui la Sardegna è costellata.
Scritta da Sabrina Barlini e illustrata da Alessandra Murgia si può leggere, grazie al testo “bifronte”, in italiano e sardo, nelle due varianti campidanese e logudorese. Il volume nasce in seno a Janas-Lab, finanziato dal Bando regionale Culture-Lab: progetto identitario finalizzato a valorizzare i beni culturali attraverso un connubio di arte e tecnologie di ultima generazione.
In primo piano la Necropoli di Prunittu, il Complesso nuragico e la mostra archeologica di Su Monte dove si può ammirare la celebre vasca con modello-simulacro di nuraghe. Di pagina in pagina, come attraverso una serie di fessure, grandi e piccoli lettori spiano la vita delle minuscole creature, tessitrici di vesti e arazzi preziosi. Il volume sarà presentato l’8 febbraio, alle 10, nella struttura turistica “Il Borgo sul Lago” in località Monte Simeone a Sorradile, splendido Borgo Autentico d’Italia sulle sponde del Lago Omodeo, nel Barigadu, con le sue case in trachite rosa e che, come sottolinea il sindaco Pietro Arca, “è una delle Green City”.
Occasione per svelare i dettagli del progetto con itinerari “interattivi” e performance e spettacoli che “abiteranno” i luoghi trasformando le antiche tombe rupestri e il tempio a pozzo in scenografie per storie poetiche e fantastiche. Fin nel nome il progetto Janas-Lab si richiama alla storia e alla preistoria dell’Isola, in particolare al periodo nuragico e prenuragico e agli antichi culti dedicati alla Dea Madre. “Janas s’incantu” sarà disponibile anche in versione multimediale.

Sanremo: le pagelle della prima serataPromossi e bocciati tra cantanti, ospiti e conduttori

SANREMO05 febbraio 202012:12

Queste le pagelle della prima serata, in ordine di apparizione.
FIORELLO: A lui l’onore di benedire il Festival. Compito che ha preso molto sul serio, tanto da presentarsi in abito talare.
“Quello di Don Matteo, l’unico Matteo che funziona in Italia”, ha punzecchiato. Chi si aspettava una sua presenza debordante è rimasto deluso: il celebrante è Amadeus, e stavolta il passo indietro lo ha fatto Fiorello. In nome dell’amicizia. VOTO: 7 AMADEUS: Il bravo conduttore. Misurato, preciso, si presta a qualche gag con Fiore e con Diletta Leotta. Le polemiche per le gaffe della vigilia sembrano lontane. VOTO: 7.5 TIZIANO FERRO: Ospite fisso a disposizione dei 70 anni del Festival. Prima omaggio un po’ troppo american swing a Domenico Modugno con Nel blu dipinto di blu. Poi un’emozionante versione di Almeno tu nell’universo di Mia Martini che finisce con un suo pianto liberatorio. Ferro, ma con il cuore tenero. VOTO: 7.5 IRENE GRANDI, FINALMENTE IO – Lei canta “Finalmente io”. E noi non possiamo che rispondere “finalmente tu”. Grinta, energia, mestiere e un pezzo di Vasco Rossi. Ricetta vincente che dà la sveglia all’Ariston. VOTO: 7.5 DILETTA LEOTTA – Da un lato si gioca la carta simpatia sul filo della metafora calcistica, dall’altro quella della donna che vuole essere accettata per quello che è oltre alla bellezza.
Paga un po’ di rigidità e poca scioltezza, porta comunque a casa il risultato. VOTO: 6 MARCO MASINI, IL CONFRONTO – Nono festival per il cantautore fiorentino che con onestà porta sul palco se stesso. E’ sempre lui, pregi e difetti. VOTO: 6 RITA PAVONE, NIENTE (RESILIENZA 74) – E’ la decana del festival, ma a 74 anni è più giovane di tanti altri artisti in gara. Voce e grinta non hanno età. Giamburrasca è tornata e l’Ariston le tributa la prima standing ovation. VOTO: 7.5 RULA JEBREAL – Lascia senza parole. E non per la sua innegabile bellezza, ma per il monologo che tanto aveva fatto discutere nel pre-festival. E’ un pugno allo stomaco, un graffio al cuore, una carezza alle vittime di violenza, un dito puntato contro i carnefici. C’è la sua storia personale e quella di 3 milioni di italiane abusate negli ultimi tre anni. Necessaria.
VOTO: 10 ACHILLE LAURO, ME NE FREGO – Esibizione fuori dagli schemi.
Aveva annunciato che avrebbe osato, e così ha fatto, presentandosi in tutina lamé, in una libera interpretazione della spoliazione di San Francesco. L’artista più eclettico e innovativo del panorama italiano. Un po’ Renato Zero, un po’ David Bowie, un po’ Freddie Mercury, molto Lauro De Marinis (e il brano infatti ricorda tanto Rolls Royce dell’anno scorso).
VOTO: TUTTA LA SCALA DA 1 a 10.
DIODATO, FAI RUMORE – Eleganza e intensità. Uno dei brani più belli del festival. Il cantautore tarantino è maturato, si candida a Premio della Critica (e magari anche qualcosa di più).
VOTO: 8 LE VIBRAZIONI, DOV’E’ – Il pezzo è radiofonico con ritornello ipnotico, ma da Sarcina e soci, forse, ci si poteva aspettare di più. Hanno il merito di riportare all’Ariston il maestro Peppe Vessicchio, vera star del festival. VOTO: 6 AL BANO E ROMINA – Momento amarcord. Platea tutta in piedi per cantare a squarciagola Felicità. Poi un inedito insieme dopo 25 anni (firmato da Malgioglio). Ma forse per l’anniversario d’argento bastava “un bicchiere di vino con un panino”. VOTO: 6.5.
ANASTASIO, ROSSO DI RABBIA – Un brano che mischia rap, rock ed elettronica. Lui c’è, la canzone anche. La dimostrazione che arrivare da un talent non è un marchio a vita. VOTO: 7.5 ELODIE, ANDROMEDA – La coppia d’oro Mahmood-Dardust che l’anno scorso si portò a casa il festival con Soldi, si mette al servizio della cantante romana con un brano che gioca su sonorità molto simili. Elodie ci mette un corpo statuario, una voce che gioca con le evoluzioni melodiche e un’interpretazione convincente. VOTO: 7 BUGO E MORGAN, SINCERO – La strana coppia che si rifà a Franco Battiato si diverte sul palco e si vede. Forse qualche imprecisione, ma rivedere Morgan all’Ariston è comunque un piacere. VOTO: 6.5 EMMA – Dopo il passaggio promo per il film Gli anni più belli, torna per celebrare 10 anni di carriera. Canta Stupida Allegria, con il coinvolgimento di tutta l’orchestra e di 8 percussionisti, e poi un medley dei suoi successi. VOTO: 8 ALBERTO URSO, IL SOLE AD EST – Il classico che più classico non si può. Pop lirico nella via segnata già da Andrea Bocelli e da Il Volo. Ma la strada è ancora lunga. VOTO: 5.5 RIKI, LO SAPPIAMO ENTRAMBI – E’ tornato alla ribalta dopo un lungo silenzio. Forse un po’ di riflessione in più poteva aiutare. Brano poco incisivo. VOTO: 5 RAPHAEL GUALAZZI, CARIOCA – E’ un musicista vero, a tutto tondo. E si sente. Look da turista americano in vacanza e ritmi latino-caraibici. E’ festa. VOTO: 7

A teatro, Ricci, Fracassi e RoccaRiccardo III per Vetrano-Randisi; Faust secondo Tiezzi

05 febbraio 202012:22

– Elena Sofia Ricci con Maurizio Donadoni in “Vetri rotti” di Arthur Miller e il “Riccardo 3.
L’avversario” per Enzo Vetrano e Stefano Randisi, tutti a Roma; Stefania Rocca e Massimiliano Gallo diretti da Alessandro Gassmann ne ”Il silenzio grande” di Maurizio De Giovanni, a Milano, e “Scene da Faust” secondo Federico Tiezzi, a Napoli; Federica Fracassi nei panni de “La monaca di Monza” di Giovanni Testori per Valter Malosti, a Torino, e Lella Costa in “Se non posso ballare… non è la mia rivoluzione” tra Jesolo (VE) e Verona: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Museo del Bisso è salvo, 70mila euro per acquisto sedeSbloccato finanziamento della Regione Sardegna a Chiara Vigo

CAGLIARI05 febbraio 202012:44

– Il Museo del bisso a Sant’Antioco (nel Sulcis Iglesiente) è salvo. E’ stato sbloccato, infatti, il finanziamento di 70mila euro della Regione Sardegna all’associazione culturale no profit “Filo dell’acqua” per l’acquisto della sede destinata al Museo curato dall’artista Chiara Vigo.
“La valorizzazione del patrimonio identitario della Sardegna – commenta il presidente della Regione Christian Solinas – passa anche e soprattutto per il recupero e la salvaguardia delle sue tradizioni. La tutela dell’arte millenaria del bisso, e il sostegno ai suoi tenaci e coraggiosi custodi, va nella direzione seguita da questa Giunta, che dal suo insediamento sta lavorando per preservare e accrescere le ricchezze naturali e culturali della nostra Isola”.
Chiara Vigo è l’unica al mondo a saper usare questa tecnica, che consiste nel lavorare il materiale grezzo per ottenere la “seta del mare”, filato e poi tessuto, dal quale si ottenevano pregiati indumenti.
“L’interesse per questa tradizione di alto artigianato e grande patrimonio culturale – affermano gli assessori dei Beni Culturali, Andrea Biancareddu, e del Lavoro, Alessandra Zedda – è tuttora vivo e deve essere tramandato alle future generazioni.
Abbiamo perciò voluto contribuire alla riapertura del museo della preziosa fibra tessile perché riteniamo che custodire questo straordinario patrimonio gestuale e misterioso faccia parte delle nostre tradizioni, della nostra storia e cultura.
Grazie alla solidarietà e al sostegno che da più parti sono arrivate al Maestro e grazie all’impegno di questa Giunta regionale si è scongiurata la chiusura del museo che avrebbe causato una perdita di grande valore per tutta la nostra Isola”, concludono gli esponenti della Giunta Solinas.

Sanremo: Coletta, nessuna censura su WatersSaltato video del musicista previsto prima del monologo Jebreal

SANREMO05 febbraio 202012:56

– “Le scalette ammettono possibilità di variazione. E quando l’abbiamo rivista, proprio io ho pensato che il preludio di Roger Waters fosse uno start ritardante al monologo di Rula”. Lo ha spiegato il direttore di Rai1 Stefano Coletta, negando che ci sia stata alcun censura legata a posizioni politiche dell’ex Pink Floyd.
“Questo quadro si bastava da solo. Ho pensato che non avesse bisogno di alcuna introduzione, non parlavamo di fiction ma di dato biografico”, ha aggiunto. Ha poi spiegato che la messa in onda a mezzanotte è stata dettata solo da “una valutazione narrativa. Parlare di suicidi dopo le 22.30 è uno dei cardini che dobbiamo osservare”.

Sanremo: Grandi, aprirò i concerti di Vasco a Circo MassimoPer lei il rocker ha scritto ‘Finalmente io’, in gara a Sanremo

SANREMO05 febbraio 202013:15

– “Aprirò i concerti di Vasco Rossi a Circo Massimo”, (il 19 e 20 giugno a Roma) lo annuncia con orgoglio Irene Grandi che si sente l’alter ego femminile, “ma non in gonnella”, del rocker di Zocca. Irene Grandi è una delle muse preferite di Vasco Rossi che per lei ha scritto ‘Finalmente io’, il pezzo in gara a Sanremo con cui ha aperto la prima serata del Festival. Oltre che per la stessa Grandi, Vasco ha scritto in passato anche per altre artiste come Patty Pravo, Noemi, Laura Pausini e, di recente, Emma. “Non sono gelosa – commenta Irene – perché il nostro rapporto è bello e speciale.
Anche ieri sera, dopo l’esibizione, mi ha mandato messaggi di grande incoraggiamento”.

Pelù pulisce spiaggia Sanremo con il Clean beach tour”Raccogliere rifiuti non è da sfigati, è gesto rivoluzionario

SANREMO05 febbraio 202013:20

– “Non abbiamo paura di raccogliere ciò che troviamo in terra, perché non è un gesto da sfigati, ma rivoluzionario”. Lo ha detto Piero Pelù durante la tappa del Clean Beach Tour di Legambiente sulla spiaggia di Bussana a Sanremo. Pelù e altre decine di attivisti, tra cui molti giovani, si sono rimboccati le maniche per un’operazione di pulizia del litorale. “Quarant’anni di carriera e quarant’anni di Legambiente – ha detto – in questa occasione ho messo in piedi il Clean Beach Tour, di cui siamo molto orgogliosi, perché oltre che parlare di musica, si parla anche dell’impegno quotidiano per salvare l’ambiente e noi stessi”.
Sollecitato a parlare della sua canzone in gara al Festival e a spiegare il titolo “Chi è questo gigante?”, Pelù ha risposto: “Gigante è chi viole cambiare le cose”.

Sanremo: Piero Pelù apre gara Big della seconda serataDedicata a Frizzi che avrebbe compiuto 62 anni.

SANREMO05 febbraio 202013:32

– Questa l’uscita dei Big in gara per la seconda serata del 70/mo festival di Sanremo: Piero Pelù, Elettra Lamborghini, Enrico Nigiotti, Levante, Pinguini Tattici Nucleari, Tosca, Francesco Gabbani, Paolo Jannacci, Rancore, Junior Cally, Giordana Angi, Michelle Zarrillo. La sfida tra le Nuove Proposte vedrà affrontarsi Martinelli e Lula contro Fasma, e Marco Sentieri contro Matteo Faustini. I due vincitori degli scontri diretti approderanno alla semifinale, che vede già qualificati Tecla e Leo Gassmann.
La seconda serata del Festival di Sanremo, stasera 5 febbraio, sarà dedicata idealmente a Fabrizio Frizzi che oggi avrebbe compiuto 62 anni. Sul nome dell’amatissimo presentatore, morto due anni fa, i giornalisti della sala stampa si sono alzati in piedi ad applaudire, in segno di omaggio.

Baci famosi sulle T-shirt Miu Miu per S.ValentinoCapsule con cinque scene del grande cinema

05 febbraio 202013:34

– Cinque baci famosi, cinque momenti amorosi tra i più celebri della storia del cinema diventano i protagonisti di una nuova capsule collection di T-shirt, Miu Miu Kisses. Si può scegliere tra la delicatezza e il potere vivificante del bacio del Principe Azzurro in Snow White & The Seven Dwarves (Biancaneve e i sette nani) di Walt Disney e l’atmosfera dolcemente inquietante dell’abbraccio spettrale in Corpse Bride (La sposa cadavere) di Tim Burton.
Più intensi da un punto di vista emotivo sono il bacio d’addio tra Bogart e la Bergman in Casablanca (Casablanca) e la stretta appassionata tra Clark Gable e Vivien Leigh in Gone With The Wind (Via col vento). Infine, chi desidera un bacio al passo di danza, si lascerà catturare dal feeling tra Jennifer Beale e Michael Nouri nel classico degli anni Ottanta, Flashdance.

Sanremo: Fiorello al festival mai più ospite, magari in gara”Mi ha colpito Achille Lauro. Con Amadeus sketch improvvisati”

SANREMO05 febbraio 202013:42

– “Ve lo dico, da ospite al festival di Sanremo non tornerò più. L’ho fatto già troppe volte. Da conduttore non è proprio il caso. Ma potrei tornare da cantante”. Tra il serio e il faceto Fiorello apre alla possibilità in un futuro di tornare a cantare e di farlo al Festival. “Mi piacerebbe tornare a fare il cantante serio, Ho anche un sacco di amici che potrebbero scrivere per me canzoni davvero belle. Da Lorenzo Jovanotti a Giuliano Sangiorgi”.
“Il momento che mi ha colpito di più? Achille Lauro mi ha fatto morire”, dice Fiorello nella sua incursione a sorpresa in sala stampa. “L’esibizione del cantante è stata teatro, spettacolo.
L’ho visto entrare in scena e ho pensato, guarda c’è Belfagor.
Poi mi sono girato un attimo e l’ho visto nudo. Mi ha divertito molto”. Con Amadeus, racconta, “eravamo d’accordo che dopo il numero iniziale sarei andato via e mi sarei fatto sentire magari al telefono. Invece ho pensato: ma dove vado? Solo in albergo? E sono rimasto lì. Tutto quello che è successo dopo è nato così, anche gli sketch con Amadeus. So quello che sa fare. poco, ma lo fa bene. fa ridere perché lo fa a modo suo “. Quanto agli ascolti della prima serata, oltre 10 milioni di spettatori, “non pensavo che andasse così bene. Mi vesto da De Filippi come ho promesso? Non lo so, ci sto pensando anche se sui social insistono”.Nella seconda serata del festival, stasera 5 febbraio, annuncia lo showman, “canterò una canzone inedita talmente bella che se fosse stata in gara avrebbe avuto l’opportunità di vincere qualcosa, La classica canzone di Sanremo”.

Mostre: a Stelline Milano il Gange e le sue contraddizioni’Gange Ma’ 10 anni di foto fra natura e inquinamento

05 febbraio 202014:01

– Ci sono voluti dieci anni di lavoro a Giulio Di Sturco per realizzare le immagini di ‘Gange Ma’, in mostra fino al 22 marzo alla Fondazione Stelline di Milano.
Dieci anni di lavoro fotografico lungo il Gange, dalla sorgente sull’Himalaya, fino alla foce a 2.500 km di distanza nel golfo del Bengala, che raccontano la magnificenza della natura, ma anche il disastro dell’inquinamento di un fiume che è sull’orlo del disastro ecologico e della crisi umanitaria, considerando il numero di persone per cui è fonte di sussistenza.
In mostra (la curatrice è Eimear Martin) sono visibili 24 fotografie e due wallpaper, realizzate per la maggior parte con la luce dell’alba, che mostrano insomma il rapporto conflittuale che l’uomo ha con la natura che lo circonda.
A corredo della mostra, la fondazione Stelline ha anche ideato il laboratorio per bambini dai 5 ai 10 anni ‘Come stai, fiume?’ (domenica 1 e 22 marzo e sabato 7 e 14).
“La cultura alla sostenibilità è uno dei valori identitari della Fondazione Stelline – ha sottolineato il presidente PierCarla Delpiano – Ci fa quindi particolarmente piacere che la prima mostra del 2020 in Fondazione sia proprio Ganga Ma, un percorso espositivo in cui il rapporto tra uomo e ambiente”

Fuga da New York, stilisti snobbano la Grande MelaFord, Scott, Hilfiger diserzioni star. Coincidenza Oscar e virus

NEW YORK05 febbraio 202014:16

– Fuggi fuggi da New York: diserzioni eccellenti gettano ombra sulle passerelle che prendono il via il 7 febbraio. Da Ralph Lauren ancora abbottonato sui programmi per la settimana della moda, a Tommy Hilfiger e Jeremy Scott che si sono tirati fuori per puntare verso altri lidi, fino a Tom Ford, il presidente del Council of Fashion Designers of America, alcune grandi firme snobberanno la manifestazione durante la quale verranno presentate le collezioni per il prossimo autunno inverno. Ford ha tirato una pugnalata al cuore della Fashion Week quando in dicembre ha annunciato che sfilerà a Los Angeles e Jeremy Scott, a inviti gia’ spediti, due settimane fa ha cancellato il suo show previsto per lo stesso 7 febbraio, inducendo “Vogue” a chiedersi se New York non debba cancellare la sua Fashion Week.
Non bastava d’altra parte il coronavirus che blocca i voli e alimenta la paura. A sabotare la stagione newyorchese ci si erano gia’ messi gli Oscar. La serata degli Academy Awards anticipata quest’anno al 9 febbraio avra’ un duplice effetto: sul tappeto rosso del Dolby Theater, dal momento che molti stilisti spesso attingevano alle oro ultime collezioni per vestire le star, e sulla presenza di star di serie A usualmente sedute in prima fila, altrimenti impegnate a vestirsi per gli appuntamenti a Hollywood.
Tom Ford, regista oltre che stilista, sfilerà a Los Angeles due giorni prima dei premi. Sfileranno nella mecca del cinema anche M Missoni e Baja East, che ha appena vestito Billy Potter ai Grammy, rispettivamente il 4 e 7 febbraio.
Quanto a Jeremy Scott, che disegna anche Moschino, volera’ a Parigi in luglio per la linea che porta il suo nome, mentre Hilfiger per questa stagione ha scelto Londra.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Carnevale Venezia: 50 eventi per il programma culturale
In 18 giorni musica, prosa, mostre, film e laboratori bimbi

VENEZIA05 febbraio 202014:18

– Circa 50 eventi, in 20 realtà coinvolte, per 18 giorni. E’ il calendario culturale del Carnevale di Venezia, che è stato presentato oggi.
Musica, prosa, mostre, proiezioni cinematografiche, visite guidate e laboratori per i bambini compongono l’articolato programma, che coinvolge l’intero territorio di Venezia e Mestre e raccoglie in un unico palinsesto le iniziative di istituzioni ed enti culturali della città tra cui Biennale, Teatro La Fenice, Museo M9, Fondazione Musei Civici, Collezione Peggy Guggenheim, Centro Culturale Candiani, Ateneo Veneto e Palazzo Grassi.
“Vedo il carnevale culturale – ha commentato il direttore artistico, Massimo Checchetto – non come un carnevale ‘parallelo’, quanto un percorso guidato attraverso una visione artistica all’interno del dna del Carnevale di Venezia”.
“Al mondo – ha sottolineato l’assessore al Turismo del Comune di Venezia, Paola Mar – non c’è carnevale uguale, anche per la declinazione dal punto di vista culturale. Questo è un programma dedicato soprattutto ai veneziani, per offrire loro l’occasione di ritagliarsi un momento da dedicare all’accrescimento della loro conoscenza”.

Mia Martini, a 25 anni dalla scomparsa il ricordo in TvFammi sentire Bella. Il 27 febbraio prima serata su Rai3 con inedito in uscita

06 febbraio 202009:31

“Mia Martini, fammi sentire bella”, é il docufilm di Indigostories prodotto da Alessandro Lostia con la regia di Giorgio Verdelli, a 25 anni dalla scomparsa della grande artista. giovedì 27 febbraio in prima serata su Rai3 con Sarà Sonia Bergamasco a guidare lo spettatore attraverso un racconto a più voci narrato da coloro che con Mimì hanno realmente condiviso la vita e i momenti della sua carriera, dagli esordi all’abbandono delle scene, dal ritorno a Sanremo fino alla sua morte: dai ricordi della famiglia – con le sorelle Loredana, Leda e Olivia, e i nipoti Luca e Manuela, alle testimonianze di colleghi e amici, come Caterina Caselli e Dori Ghezzi, e dei grandi autori che per lei hanno scritto canzoni senza tempo.
Un ritratto originale che, anche grazie a un intenso lavoro di ricerca, attraverso filmati esclusivi, interviste mai pubblicate e rarità, restituisce una Mia Martini inedita: non solo l’artista fragile dipinta dalle cronache musicali di quegli anni, ma la donna capace di regalare “quella risata che arrivava sempre, anche quando era ferita a morte” e un’interprete che non ha mai perso lo smalto e la qualità anche nei momenti più bui.
“Fammi sentire bella” è una fotografia del suo “spirito libero”, difficile da collocare in una qualsiasi delle categorie di genere della musica italiana, e per questo così grande e attuale. Raccontarla è anche descrivere un pezzo importante del nostro passato prossimo, facendo arrivare anche ai giovani, che magari l’hanno scoperta su YouTube o dai social network, la sua immensa capacità espressiva, l’esigenza di vivere e fare sua ogni canzone, rendendola immortale.
Lo speciale contiene anche il nuovo singolo “Fammi sentire bella” che dà il nome al docufilm: il brano, scritto da Giancarlo Bigazzi e da Angelo Valsiglio e pubblicato postumo da Sugar, sarà disponibile in tutti gli store digitali e sulle piattaforme streaming dal 28 febbraio.
MIA MARTINI, FAMMI SENTIRE BELLA è un docufilm Indigostories prodotto da Alessandro Lostia, con Sonia Bergamasco, scritto da Giorgio Verdelli in collaborazione con Michaela Berlini.
Organizzatore generale Ramona Di Marco, produttore esecutivo Silvia Fiorani. La regia è di Giorgio Verdelli.
Giorgio Verdelli, affermato autore di programmi televisivi e ideatore di “Unici”, torna alla regia di docufilm dopo il successo ottenuto con il lungometraggio “Pino Daniele – Il tempo resterà”, che ha fatto registrare il record di incassi per un documentario musicale e premiato con il Nastro d’argento nel 2018.

Serie Scapece di Pino Imperatore opzionata per filmI diritti cinematografici a Red Film

06 febbraio 202010:50

I diritti cinematografici della serie dell’ispettore Scapece, partita con ‘Aglio, olio e assassino’ di Pino Imperatore e proseguita ‘Con tanto affetto ti ammazzerò’, pubblicata da DeA Planeta, sono stati opzionati da Red Film. Lo comunica la casa editrice DeA Planeta.
Imperatore, che con i suoi libri ha venduto oltre oltre 150.000 copie, è l’autore del bestseller ‘Benvenuti in casa Esposito’ (Giunti), sulle avventure tragicomiche di una famiglia camorrista e ‘Allah, San Gennaro e i tre camorristi’ (Mondadori), già opzionati per il cinema.
L’ispettore Gianni Scapece con la sua scoppiettante squadra investigativa della trattoria Parthenope e la famiglia Vitiello, insieme al commissario Carlo Improta, sono i protagonista di una serie noir umoristica dove la napoletanità si esprime in tutte le sue sfumature.
Nato a Milano nel 1961 da genitori emigranti napoletani, Imperatore vive in Campania dall’infanzia. Ha vinto i maggiori premi italiani per la scrittura comica ed è autore di opere teatrali, racconti, saggi umoristici e romanzi bestseller.

Moda: al V&A viaggio nel mondo delle borseBags: Inside Out dal 25 aprile al 31 gennaio 2021

05 febbraio 202016:01

– L’iconica Baguette bag di Fendi mostrata da Sarah Jessica Parker in una delle scene più popolari di Sex and the City. La valigetta rossa che conteneva i dispacci di Winston Churchill. La custodia della maschera anti-gas appartenuta alla Regina Maria durante la Seconda Guerra Mondiale. La borsetta Asprey grigia di Margaret Thatcher che ha rappresentato la sua armatura, determinante nel costituire l’immagine della Lady di Ferro. Saranno questi alcuni tra i “pezzi forti” della grande mostra sulle borse ospitata dal Victoria & Albert Museum, intitolata “Bags: Inside Out”, in programma dal 25 aprile al 31 gennaio 2021 a Londra. Si tratta della più completa esposizione mai fatta nel Regno Unito sulla borsa, dai modelli più venduti delle grandi griffe alle valigette per dispacci, dai beauty-case agli zaini militari, la mostra esplorerà la durevole fascinazione per la borsa.
Attraverso l’esposizione di design innovativi, da Mulberry a Karl Lagerfeld, dall’ heritage di Hermès fino allo streetwear di Off-White, oltre a uno sguardo all’interno del mondo della fabbrica e dell’atelier. Con circa 300 pezzi, da piccole borsette tenute sulla punta di un dito fino a lussuosi bauli di viaggio, la mostra tematica esplorerà la storia di questi oggetti del desiderio,dal XVI secolo fino ad oggi. La prima sezione sulla Funzione, esamina le borse nella veste di oggetti pratici custodi dei nostri effetti personali. Tra gli articoli rari figurano una grande borsa ricamata usata per contenere la matrice d’argento del Grande Sigillo d’Inghilterra di Elisabetta I e la valigia porta-documenti di Vivien Leigh. Intitolata Status e identità, la seconda delle tre sezioni della mostra guarda al ruolo centrale rivestito dalla borsa tra le celebrità.
Attraverso una Kelly di Hermès, così chiamata in onore di Grace Kelly, e la borsa Lady Dior, denominata così in omaggio alla Principessa Diana, la mostra esplorerà l’influente mondo delle celebrities. che hanno determinato il fenomeno delle It bag cominciato a fine anni ’90 e inizio del 2000. La sezione finale guarderà al processo di design Design and Making, dal bozzetto al campione, dalla cucitura alla vendita, materiali utilizzati.

Francescani, buona intenzione Achille Lauro, non il modo”Non si può ridurre scelta radicale nudità a delle paillettes”

PERUGIA05 febbraio 202018:09

– “Del gesto e delle parole di Achille Lauro – scrive padre Enzo Fortunato, direttore della rivista San Francesco, in un editoriale – vorrei rispettare la sincerità dell’intenzione”. Egli stesso, ricorda, fa riferimento alla celebre scena attribuita a Giotto in una delle storie di S.
Francesco della basilica superiore di Assisi.”Rimane discutibile il modo – sottolinea – e forse il luogo. Non possiamo ridurre quella scelta di radicale nudità e affidamento a Dio che si rivela come padre di ogni uomo a delle paillettes color carne.
Forse per questa scena sarebbe stato preferibile il titolo: I Care e altri abiti. Dove è necessaria una coerenza tra i contenuti del testo, le intenzioni e i gesti. La differenza è proprio qui”.”La prima serata del festival – aggiunge, fra l’altro, padre Fortunato – ci consegna tre ‘verità’: abbiamo bisogno di senso e significato; abbiamo bisogno di pace; abbiamo bisogno di solidarietà. E se oltre la musica concorrono i fatti tutto è più semplice o se volete più francescano”.

Musica: a Milano ‘Italiana in Algeri’ fra Trump e FallaciAllestimento di VoceallOpera allo Spazio Teatro 89

05 febbraio 202018:18

– – Un Bey di Algeri trumpiano sfegatato e misogino, una schiava Isabella, capace di ingannarlo, che ricorda in tutto e per tutto Oriana Fallaci: è un allestimento insolito dell’Italiana in Algeri di Rossini quello che VoceallOpera metterà in scena il 15 e 16 febbraio allo Spazio Teatro 89, teatro alla periferia di Milano.
L’associazione nata con l’obiettivo di avvicinare un pubblico più ampio possibile all’opera e di permettere a giovani cantanti di debuttare (il cast ha un’età fra i 20 e i 30 anni) conferma così la sua vocazione ad accostare l’opera all’attualità come già accaduto ad esempio con il Gianni Schicchi con protagonisti Renzi e Salvini. “Ho voluto tributare un omaggio al lavoro della Fallaci, svolto – ha spiegato il regista Gianmaria Aliverta, che è anche presidente e direttore artistico dell’associazione – in un’epoca in cui era molto difficile farlo da donna”.

Premi: i finalisti dell’Alessandro LeograndeDal 2020 unica sezione di giornalismo narrativo d’inchiesta

05 febbraio 202018:41

– Il ‘Premio Alessandro Leogrande’ dall’edizione 2020 sarà dedicato esclusivamente al giornalismo narrativo d’inchiesta. Una scelta motivata dal voler concentrare l’attenzione proprio sul genere che Leogrande, morto a Roma il 26 novembre 2017, praticava nella sua attività di saggista e autore di reportage.
Il Premio nella quarta edizione passa così da due sezioni – narrativa e narrativa d’inchiesta- ad un’unica sezione.
La giuria tecnica composta dai finalisti della scorsa edizione, ha selezionato i cinque titoli e i sette autori (due dei libri sono infatti scritti a quattro mani). Sono: Annalisa Camilli, La legge del mare (Rizzoli), candidato da Vanessa Roghi; Fabio Ciconte – Stefano Liberti, Il grande carrello. Chi decide cosa mangiamo (Laterza), candidato da Pietro Del Soldà; Francesca Mannocchi, Io Khaled vendo uomini e sono innocente (Einaudi), candidato da Lorenzo Tondo; Dania Mondini – Claudio Loiodice, L’affare Modigliani (Chiarelettere), candidato da Marco Grasso e Marcello Zinola; Sergio Ramazzotti, Su questa pietra. Storia di un uomo che andava a morire (Mondadori), candidato da Giada Ceri. La serata finale si svolgerà al Teatro Fusco di Taranto il 29 marzo 2020, alla presenza degli autori in concorso e della giuria di esperti.
“Abbiamo scelto di caratterizzare il Premio dedicandolo al giornalismo letterario d’inchiesta in omaggio ad Alessandro Leogrande e alla sua opera. Il genere consente di conoscere e approfondire temi di grande attualità attraverso il linguaggio letterario più vicino alla nostra sensibilità. Per i Presìdi del libro è l’occasione non solo di promuovere la lettura, come di consueto, ma di offrire spunti di riflessione sull’impegno civile, interrogandosi sul ruolo dell’intellettuale e sulla presa di consapevolezza dei singoli in anni particolarmente difficili” ha sottolineato Anna Maria Montinaro, presidente dell’Associazione Presìdi del Libro che promuove il Premio in collaborazione con la Regione Puglia – Assessorato all’Industria Turistica e Culturale.

Ricchi e Poveri a Sanremo “La prima cosa è l’amicizia”Parte dall’Ariston la ReuniON del quartetto, poi disco e live

SANREMO05 febbraio 202019:38

– ‘La prima cosa bella’ oggi è solo una: “l’amicizia”. Lo dicono all’unisono i Ricchi e Poveri, a Sanremo per festeggiare i 50 anni della hit portata al successo con Nicola Di Bari. L’entusiasmo per l’inaspettata ReuniON del quartetto è tangibile sin dal loro arrivo in sala stampa. Angela Brambati, Marina Occhiena, Angelo Sotgiu e Franco Gatti sono sempre rimasti nell’immaginario collettivo la brunetta, la bionda, il biondo e il baffo dei Ricchi e Poveri. A 39 anni dall’uscita di Marina dal gruppo, eccoli di nuovo tutti al festival, dove presentano anche il nuovo singolo, ‘L’ultimo amore’, cover di ‘Everlasting love (anno 1968)’, in una nuova versione inedita.
Ad orchestrare l’operazione ReuniON, che prevede un doppio album e un grande progetto live, è stato il manager Danilo Mancuso con la complicità di Gessica Giglio che ha gestito la riservatezza della notizia fino al giorno dell’annuncio ufficiale. “Ho parlato con ciascuno di loro – racconta Mancuso – e, non molti mesi fa, ci siamo ritrovati un pomeriggio a casa di Angelo. E’ stato incredibile come, dopo poco, si siano ritrovati a cantare sul divano come se il tempo non fosse mai passato”. Sanremo rappresenta tanto per ciascuno dei Ricchi e Poveri, nel bene e nel male. Era il 1981 quando Marina lasciò il gruppo. I giornali scrissero che aveva “rubato il marito” alla mora e il gossip prese il sopravvento su tutto. Sempre mentre erano a Sanremo, nel 2013, per ritirare un Premio alla carriera, Franco fu raggiunto dalla terribile notizia del ritrovamento del corpo senza vita del figlio Alessio, un dolore che lo convinse a ritirarsi dalle scene.
Ricordando Fabrizio De Andrè, Franco Califano ed Edoardo Vianello, che per primi li presero sotto la loro ala (il Califfo ideò il nome Ricchi e Poveri), i quattro amici ritrovati fanno pace con il loro passato..

Achille Lauro, “Porto il teatro sul palco”San Francesco “la prima di 4 storie”

SANREMO05 febbraio 202019:45

– “San Francesco è la prima storia delle 4 che vedrete raccontate sul palco dell’Ariston. La performance di ieri nasce dalla mia nuova esigenza di portare il teatro sul palco come succede già in tutti i miei live. La musica è la mia vita e ogni giorno scrivo e compongo ovunque mi trovi, Sanremo è la manifestazione musicale più importante in Italia e anche una grande opportunità per presentare il mio modo di intendere le performance”. Lo scrive Achille Lauro in una nota, all’indomani della performance che ha stupito tutti.
“Mi fa piacere che sia stata apprezzata”, ha aggiunto l’artista romano.

Arriva la legge per la lettura, nasce città del libroLimite a sconti, albo librerie qualità, carta elettronica

05 febbraio 202019:57

– Il Senato ha approvato all’unanimità e in via definitiva, il disegno di legge per la promozione e il sostegno alla lettura. ”E’ una grande soddisfazione”, dice il senatore Pd Francesco Verducci, vicepresidente della commissione cultura del Senato e relatore del disegno di legge. Per il Ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini è ”un importante passo avanti. Non è l’ultima tappa, adesso tutti insieme dobbiamo lavorare a una legge per l’editoria che sostenga complessivamente il settore del libro, sul modello della legge del cinema”. La legge approvata prevede un Piano Nazionale d’Azione per la promozione della lettura con un Fondo che ha una dotazione di 4.350.000 euro annui a decorrere dal 2020. Nelle librerie, store online, grande distribuzione, lo sconto ordinario massimo passa dal 15% al 5% (ma rimane il 15% per i libri scolastici). I punti vendita possono organizzare promozioni, una volta l’anno, con il limite di sconto del 15% mentre oggi le promozioni sono rimesse solo agli editori. Per le promozioni, gli editori hanno la possibilità di uno sconto massimo del 20%, non più del 25%. DaL 2020 il Consiglio dei ministri assegna annualmente ad una città italiana il titolo di ‘Capitale italiana del Libro’ sulla base dei progetti presentati. Arriva la carta elettronica di importo nominale pari a 100 euro, per i nuclei familiari svantaggiati. Nasce l’albo delle librerie di qualità. “Oggi è una giornata storica per la cultura italiana. Con l’approvazione definitiva del DDL Lettura, finalmente la nostra filiera italiana del libro viene dotata di un impianto normativo che ci allinea ai migliori standard europei”. Così Cristina Giussani, presidente di Sil, il Sindacato italiano librai Confesercenti. Rimane contraria l’Aie: ””Con questa legge a perdere saranno i lettori”, secondo il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi.

Paolo Guerra, addio a produttore e fondatore AgidiScompare a Modena. Aveva iniziato con film Aldo Giovanni Giacomo

06 febbraio 202009:53

– Paolo Guerra è mancato oggi a Modena, sua città natale dopo una breve e fulminante malattia. Era nato il 26 dicembre 1949: produttore teatrale e produttore cinematografico italiano, fondatore della casa di produzione e management Agidi. Modenese, si laurea nel 1976 in Economia e Commercio. Fin da giovanissimo si interessa di musica dal vivo, sia come esecutore pur non professionista, che come coordinatore di iniziative, collaborando con uno degli enti allora più attivi, l’ARCI. Nel 1981, assieme ad altri operatori dello spettacolo tra cui Emanuela Rossi, fonda a Modena la Agidi, management autonomo, attivo sul mercato, con l’obiettivo di produrre e distribuire spettacoli propri mantenendo comunque i rapporti con l’ambito pubblico.
Guerra inizia l’attività di Produttore cinematografico dal 1997 con il primo, fortunato film scritto e diretto da Aldo Giovanni e Giacomo con Massimo Venier: Tre uomini e una gamba si rivela il caso cinematografico di quegli anni, con oltre 45 miliardi di lire di incasso e la candidatura ai David di Donatello come miglior opera prima. L’attività di produzione filmica con il trio prosegue negli anni successivi: nel 2008 esce Il cosmo sul comò; nel 2010 La banda dei Babbi Natale, premiato col biglietto d’oro dell’Associazione Nazionale Esercenti Cinema; nel 2014 Il ricco, il povero e il maggiordomo, il film più visto delle festività natalizie, e, nel 2016, Fuga da Reuma Park, quasi una riflessione sul trascorrere del tempo anche per chi lavora sulla comicità. Nel 2018 Guerra produce “Scappo a casa”, interpretato da Aldo Baglio (affiancato dal francese Jacky Ido) per un suo progetto personale, film in parte girato all’estero e ricco di tematiche attuali, mentre è attualmente in sala la nuova opera del “trio”: “Odio l’estate” (uscita 30 gennaio 2020).
Accanto agli Artisti citati, di cui produce da decenni i diversi progetti in vari ambiti, e che il grande pubblico ha avuto modo di conoscere ed apprezzare sia in teatro, che sul grande e piccolo schermo, ad esempio in note trasmissioni come Zelig, Mai dire Gol, Domenica in, Mai dire domenica, Che tempo che fa, Ballarò, Parla con me.

DAZN e Unione consumatori presentano Guida Anti PirateriaUna bussola per gli utenti con rischi e consigli

06 febbraio 202010:07

DAZN e l’Unione Nazionale Consumatori scendono in campo contro la pirateria televisiva, un atto criminale punibile con multe e reclusione che in Italia ha un giro d’affari di oltre 200 milioni di euro. La piattaforma di streaming dedicata allo sport e l’Unione Nazionale Consumatori hanno realizzato la Guida Anti Pirateria dedicata al fenomeno della Pay Tv illegale, con l’obiettivo di informare tutti ma soprattutto i giovani sugli aspetti meno conosciuti “ma molto pericolosi” legati all’accesso illegale a canali o programmi che in realtà sarebbero a pagamento. Tutto questo partendo da un dato di fatto: fruire illegalmente di contenuti audiovisivi comporta un danno economico enorme.
Nel 2018 in Italia oltre 600 milioni di euro di fatturato sono stati persi dall’industria audiovisiva a causa della pirateria e gli utenti sono spesso inconsapevoli del fatto che i loro soldi vanno ad alimentare alcune tra le più pericolose organizzazioni criminali d’Europa.

Sanremo: bookmaker, avanti ElodieGiù dalla vetta Anastasio, con Achille Lauro è al terzo posto

05 febbraio 202020:35

– La prima serata del Festival di Sanremo, con l’esibizione dei primi 12 artisti e il voto della giuria demoscopica, modifica alcuni giudizi dei bookmaker e consegna una nuova classifica con alcune sorprese, secondo gli esperti di Sisal Matchpoint. Elodie butta giù dalla vetta Anastasio, che scende al terzo posto con Achille Lauro, Alberto Urso e i Pinguini Tattici Nucleari. Anche Diodato convince e vola al secondo posto. La sorpresa della serata sono Le Vibrazioni che guidano la classifica provvisoria della giuria.
Il quintetto pop-rock compie un notevole balzo in avanti passando dalla 16esima posizione ai margini del podio insieme a Giordana Angi, Rancore, Levante e Francesco Gabbani, che esordiranno tutti stasera. Guadagna qualche posizione anche Marco Masini, alla pari con Raphael Gualazzi. Stabili Michele Zarrillo, Enrico Nigiotti, Junior Cally, Elettra Lamborghini e Tosca in attesa delle loro esibizioni di stasera. Rita Pavone resta ultima con Riki. Penultimi Bugo e Morgan con Piero Pelù e Paolo Jannacci.

Sanremo: Fiorello entra travestito da De FilippiPoi arriva anche la telefonata della vera Maria

SANREMO05 febbraio 202021:19

La musica di C’è posta per te in sottofondo, Fiorello entra in scena all’Ariston travestito da Maria De Filippi, per onorare la scommessa fatta ieri sera in caso di successo del festival. Tacchi, parrucca bionda, abito nero, l’immancabile caramella in bocca, prova a imitare la conduttrice di Canale 5. “Il problema è una parola sola: Techetechetè, questa cosa rimarrà per sempre, ma io ho una famiglia a casa”, ironizza lo showman. “Sembro Boris Johnson piastrato”. Poi arriva anche la telefonata della vera Maria.

Sanremo: standing ovation in omaggio a FrizziSul palco la moglie Carlotta Mantovan

SANREMO05 febbraio 202021:53

– La seconda serata del Festival di Sanremo è dedicata idealmente a Fabrizio Frizzi che oggi avrebbe compiuto 62 anni e al quale l’Ariston tributa una standing ovation. “Sono convinto che se Fabrizio ci fosse stato ancora, questo 70/o festival lo avrebbe presentato lui”, dice commosso Amadeus, presentando la moglie del conduttore scomparso, Carlotta Mantovan. “L’ho voluta qui per farle sapere che Fabrizio è sempre nei nostri cuori”, sottolinea.

Sanremo: giovani, Fasma in semifinaleBattuto il duo Martinelli e Lula

SANREMO05 febbraio 202021:58

– Con il 51% delle preferenza della giuria Demoscopica, passa alla semifinale delle Nuove Proposte Fasma con il brano Per sentirmi vivo. Il giovane artista ha battuto il duo Martinelli e Lula che presentavano il brano Il gigante d’acciaio.

Sanremo: Elettra Lamborghini, ed è subito carnevale di RioTuta oro e cipria per dare una scossa all’Ariston

SANREMO05 febbraio 202023:12

– Arriva Elettra Lamborghini e l’Ariston si trasforma in un Sambodromo. In una tuta fasciante color oro e cipria con pantaloni ricchi di rouches, l’erede della casa automobilistica tenta di dare una scossa all’Ariston.
Sul finale del suo brano Musica (e il resto scompare) si conferma anche twerking queen. Ad annunciarla, le giornaliste del Tg1 Emma D’Aquino e Laura Chimenti, molto eleganti ma un po’ ingessate nel ruolo di annunciatrici.

Sanremo: Gabbani domina classifica seconda serataIn base al voto della giuria demoscopica di 300 persone:

06 febbraio 202001:41

– Questa la classifica della seconda serata del 70/o Festival di Sanremo, in base al voto della giuria demoscopica, composta da 300 persone: Francesco Gabbani, Piero Pelù, Pinguini Tattici Nucleari, Tosca, Michele Zarrillo, Levante, Giordana Angi, Paolo Jannacci, Enrico Nigiotti, Elettra Lamborghini, Rancore, Junior Cally.

Arte: sarà tumulata a Todi la scultrice Beverly PepperNel cimitero della frazione dove si trova la sua casa-studio

TODI06 febbraio 202012:27

– Rimarrà per sempre a Todi, dove ha vissuto per quasi 50 anni, la scultrice americana Beverly Pepper, novantasettenne, morta ieri nella città umbra. Sarà infatti tumulata nel cimitero della frazione di Torregentile dove si trova la sua casa-studio (un castello medievale definito Beverly’s Hills).
Nella stessa abitazione verrà allestita la camera ardente mentre non sarebbero previsti funerali.
Nata a New York nel 1922, Beverly Pepper proprio a Todi aveva trovato la sua dimensione d’artista, realizzando le sue opere più celebri in una splendida e sperimentando materiali e forme per le sculture, presenti nei musei di tutto il mondo, e i suoi progetti di Land Art. A settembre era stato inaugurato il parco che porta il suo nome, con le sculture monumentali in acciaio che l’artista aveva donato alla città umbra.

Libri: nei centri commerciali tutti possono essere feliciCon Savoriti nei nuovi templi surreali delle relazioni sociali

06 febbraio 202012:32

– DARIO SAVORITI, ‘NELLA REALTA’ SARA’ TUTTO DIVERSO’ (IL SEME BIANCO, PP. 131, 13,90 EURO) – In Italia ci sono 948 centri commerciali che ospitano tra i 4 ed i 6 milioni di clienti al giorno: ormai un “polo sociale”, perché oltre allo shopping è un “luogo di aggregazione in cui trascorrere il tempo libero senza necessariamente mettere mano al portafogli”. E dove si vivono le più classiche situazioni, come l’ossessione sentimentale di un dipendente verso una collega. In questo micro-cosmo, in realtà sempre più macro, si dipana ‘Nella realtà sarà tutto diverso’, romanzo del diplomatico italiano Dario Savoriti, al suo esordio da scrittore, che propone con leggerezza un viaggio in un mondo apparentemente distopico, ma più verosimile di quanto potrebbe sembrare.
Nell’inverno “più freddo degli ultimi 127 anni” all’interno del centro commerciale “la temperatura era perfetta, 25 gradi, con un sistema di areazione che diffondeva profumi tropicali: un bunker a prova di stagioni dove si poteva trovare ogni cosa” ed in cui “tutti potevano essere felici e far crescere i propri figli”. Il protagonista della storia, “matricola 7489”, ottiene un incarico di alto profilo, un “rapporto diretto dialettico con i Clienti”, considerati una “divinità di cui interpretare gli umori e assecondare i capricci”. Ma l’idillio finisce quando incontra una collega, la “matricola 0438”, del reparto lamentele, di cui si invaghisce, che però sembra “comportarsi in maniera troppo espansiva, se non civettuola, con i Clienti”.
Così Savoriti racconta le imprese del nostro alla conquista della sua bella “che lo avrebbe definitivamente trasformato in una persona di successo”. Ma la sua spasimante ha altri piani, quindi la passione del protagonista si trasforma in un’ossessione. Nella sua impresa, incontrerà una serie di personaggi e vivrà situazioni stravaganti. Ad esempio, cerca conforto in un amico che “certamente aveva commesso errori ignoti che gli avevano impedito” di fare carriera e che passava le sue giornate ad “incartare uova di quaglia di collina” per i Clienti.
Per trionfare, il signor “7489” si vedrà costretto ad adottare misure straordinarie, con effetti devastanti sul surreale sistema di vita dentro cui è imprigionato, apparentemente immutabile nella logica consumatore-venditore.
Dove, scrive Savoriti con divertito sarcasmo, “c’erano in gioco libertà e liberazione, amore e giustizia, il Bene ed il Male, ma tutto dipendeva dalla possibilità di reperire un semplice accendino”.

Lettori bookabook scelgono ‘l’influenza del blu’romanzo distopico di esperto marketing digitale Giulio Ravizza

06 febbraio 202012:35

– Esperto digitale, Giulio Ravizza in passato ha ricoperto il ruolo di responsabile marketing per Twitter, eBay e Amazon, per cui ha lanciato Kindle in Italia. Si è formato alla Bocconi, ad Harvard, all’Università di Pechino e alla Koç Üniversitesi di Istanbul e proprio la Turchia e la contemplazione del Bosforo lo hanno ispirato per il suo romanzo d’esordio ”L’influenza del blu”, che non a caso ha deciso di affidare a bookabook.it, la prima casa editrice italiana che pubblica libri attraverso il crowdfunding proponendoli in rete.
Nata nel 2014 per iniziativa di uno dei più importanti agenti letterari italiano, Marco Vigevani, bookabook rende i lettori protagonisti della vita dei libri: dopo una pre-selezione qualitativa delle proposte a cura di editor professionisti, i libri vengono proposti alla community di lettori che può accedere alle bozze, interagire con l’autore, scambiare opinioni, mettersi a disposizione per eventi di presentazione. I lettori possono scaricare l’anteprima di un libro e, se desiderano, continuare la lettura possono pre-ordinare i manoscritti inediti nel formato che preferiscono (cartaceo o ebook), contribuendo così a renderne possibile la pubblicazione. I libri che raggiungono durante la campagna di crowdfunding l’obiettivo della pubblicazione e distribuzione attraverso le Messaggerie hanno avuto almeno pre-ordini per 200 copie mentre se superano le 350 hanno anche assistenza nella diffusione, invece 60 copie non garantiscono la pubblicazione, ma solo un light editing e l’invio a chi ha pre-ordinato con i diritti che tornano all’autore.
”L’influenza del blu” è stato appena pubblicato (venduto in rete cartaceo a 15,00 euro e ebook a 6,99) è ambientato tra le strade di Istanbul, tornata a chiamarsi Costantinopoli, in un futuro distopico in cui non c’è posto per il blu, eliminato e sostituito da altri colori per cancellare dalla terra anche i sentimenti di tristezza, dolore, infelicità e violenza che ad esso sono legati. All’improvviso questa civiltà felice e dominata dall’edonismo viene scossa dal misterioso suicidio di Leone Ippoliti, la cui esistenza è strettamente legata al colore blu e alla sua scomparsa. Mehmet, incaricato di formulare il discorso di commiato per il defunto, parte alla ricerca di informazioni e arriva a scoprire una sconvolgente verità sul blu, di cui una traccia è rimasta ben nascosta nel Bosforo, ed è chiamato a compiere scelte che potrebbero cambiare il futuro dell’umanità.

In scena il Dio che ride di Moni Ovadiatra parole e musica continua suo discorso contro le ingiustizie

06 febbraio 202013:31

– Moni Ovadia prosegue il suo discorso sull’ebraismo, la diaspora e quell’essere stranieri tra stranieri che vede come qualcosa di universale, legato alla natura dell’uomo in senso reale metaforico. Lo fa, sino a domenica 9 febbraio al Teatro Vascello, con l’ultimo di quei suoi varietà fatti di parole e musiche klesmer, di notazioni filosofiche, religiose e soprattutto storiche cui si legano per tema alcune di quelle storielle ebraiche in forma di scenetta-dialogo dalla beffarda comicità yiddish.
Prodotto dal Ctb bresciano, si intitola ”Dio ride – nish koshe”, perché anche Dio si diverte e lo fa magari alle spalle degli uomini, come quando fa compiere un davvero eccezionale colpo sportivo a un rabbino peccatore che non rispetta il sabato e, per questo, non ha alcun spettatore e non lo potrà mai raccontare e vantarsene.
Ovadia racconta che questa serata è un po’ il sequel di quella che propose a Roma sempre proprio al Vascello portandovi nel 1992 lo spettacolo ”Golem” che gli diede fama, che definisce il suo primo ”Oylem Goylem”. Il fatto è che i tempi sono cambiati, ma in peggio, sottolinea l’attore, e quindi si è costretti a continuare a spiegare e cercar di far ragionare la gente. E evidentemente bisogna farlo nel modo più diretto e chiaro possibile. Il discorso sul nazionalismo israeliano, sulle e condizioni del popolo palestinese di Ovadia è quindi netto, esplicito, diretto, partendo dal muro che si è abbattuto a Berlino nell’89 per arrivare ai muri che si innalzano oggi, tra i quali spicca per assurdità e imposizione violenta quello appunto costruito dagli israeliani attorno alle enclaves palestinesi.

Il Maxxi compie 10 anni e apre all’AquilaFranceschini, “Più soldi per creatività e collezioni”.

06 febbraio 202014:49

– Oltre 3,3 milioni di visitatori in 10 anni, incassi per 12,7 milioni di euro di incasso da biglietteria (+14% nel 2019), quasi 15 mila abbonamenti, la collezione passata da 235 a 531 opere, 14 allestimenti della collezione, 106 mostre. Sono solo alcuni dei numeri del Maxxi , il museo delle arti e dell’architettura del XXI secolo che oggi compie i suoi primi 10 anni e si avvia a vivere la sfida di una nuova sede nel centro storico dell’Aquila ferita dal terremoto, che sarà inaugurata il 31 marzo e aperta al pubblico dal 21 di giugno. “Dieci anni in cui siamo stati laboratorio di creatività e di sfide, luogo non elitario, poroso alle idee e ai sentimenti degli artisti, alla ricerca”, sottolinea con orgoglio la presidente Giovanna Melandri. Accanto a lei, nella sala conferenze del grande edificio progettato da Zaha Hadid ed inaugurato a maggio 2010, il ministro della cultura Franceschini applaude: “L’idea di dare vita a questa istituzione è stata lungimirante”. E’ stato lui, appena tornato al Collegio romano nel settembre 2019 a ripristinare al museo romano i fondi che il governo giallo verde aveva tagliato. E nel milleproroghe, anticipa Melandri, ci sono fondi in più soprattutto per il 2020 per l’acquisizione delle opere: “Va fatto un investimento sulla creatività contemporanea – sottolinea il ministro ricordando che nella riforma andata in vigore ieri – è stata istituita una direzione generale interamente dedicata a questo settore”.
Quanto al Maxxi: “Continueremo a supportare il museo che ha accompagnato e accettato l’idea di aprire una sede all’Aquila e può darsi che in prospettiva al museo romano chiederemo anche altro”. Parole, commenta Melandri, “che per noi sono il modo migliore per festeggiare il nostro compleanno, siamo prontissimi ad accogliere altre sfide”. Al ministro un ringraziamento pubblico per i fondi; “ha corretto un taglio doloroso” per il futuro, dice, l’auspicio è di poter contare sulla “continuità” di finanziamenti pubblici.

Carnevale Venezia: al via sabato con Festa sull’acqua”Amoris causa”, show lungo Rio di Cannaregio

VENEZIA06 febbraio 202015:07

– Si aprirà con lo show sull’acqua “Amoris causa, onore alla più saggia delle follie” sabato prossimo, alle ore 19.00, l’edizione 2020 del Carnevale di Venezia.
Il Rio di Cannaregio diventerà ancora una volta un ‘teatro all’aperto’ per accogliere lo spettacolo sull’acqua che interpreterà i temi del gioco, dell’amore e della follia tra acrobazie, danze, musica, giochi di luci e performance spettacolari.
“Amoris Causa” è realizzato da Wavents, compagnia fondata da Massimo Andreoli che nasce dall’unione di varie esperienze e competenze artistiche, dalla musica al teatro, passando per la rievocazione storica, con la partecipazione di Opera Fiammae, compagnia diretta da Antonio Bonura. Elementz Art curerà la parte acrobatica e Molecole Show le evoluzioni aeree. Completano il cast i ballerini Elena Friso e Roberto di Camillo e il Duo Fire Acrobats. La regia è di Alessandro Martello con il coordinamento artistico di Gabriele Bonvicini. Lo spettacolo verrà replicato alle 21.00.

Uffizi: Corte Usa vieta uso domini, sentenza anti-bagariniSchmidt, vittoria giudiziaria storica contro bagarini on line

FIRENZE06 febbraio 202016:29

Per la prima volta in assoluto un tribunale – la Corte dell’Arizona – ha vietato l’utilizzo da terzi dei domini uffizi.com, uffizi.net, uffizigallery.com, uffizigallery.net, uffizigallery.org e altri simili. Per il museo si tratta di “una storica vittoria giudiziaria delle Gallerie degli Uffizi contro il bagarinaggio online”. Sono siti finora sfruttati per vendere biglietti a prezzi maggiorati, usando indebitamente il nome Uffizi per ingannare i visitatori.
“Vittoria storica – commenta il direttore Eike Schmidt – Abbiamo assestato un colpo devastante contro i vampiri della Rete che per anni, come parassiti, hanno illegalmente e in malafede sfruttato il nostro patrimonio e la nostra immagine. Ma non solo: questi siti pirata infatti hanno tratto in inganno visitatori di tutto il mondo”. La battaglia legale è stata tra il museo fiorentino e la società BoxNic Anstalt, che in Arizona aveva registrato numerosi domini contenenti il nome degli Uffizi utilizzandoli per anni a proprio esclusivo profitto.  Abbiamo assestato – commenta il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt – un colpo devastante contro i vampiri della Rete che per anni, come parassiti, hanno illegalmente e in malafede sfruttato il nostro patrimonio e la nostra immagine. Ma non solo: questi siti pirata infatti hanno tratto in inganno visitatori di tutto il mondo”.
Non si è trattato di un contenzioso qualsiasi, spiegano dagli Uffizi: dietro il fenomeno del bagarinaggio online girano somme enormi, guadagni sottratti alla collettività che vanno a finire nelle tasche dei furbetti del web. La battaglia legale è stata tra il museo fiorentino e la società BoxNic Anstalt, che in Arizona aveva registrato numerosi domini contenenti il nome degli Uffizi. La società li ha utilizzati per anni a proprio esclusivo profitto, esercitando di fatto un’attività di secondary ticketing a danno della Galleria e della sua reputazione. Ma la Corte Federale dell’Arizona ha dichiarato il “superiore diritto del museo” italiano rispetto alla società ad usare nome, marchio e logo degli Uffizi.
La corte dell’Arizona ha giudicato la società colpevole di cybersquatting (occupazione abusiva di spazio informatico), trademark infringement and dilution (violazione e sfruttamento del marchio identitario e commerciale) e unfair competition (concorrenza sleale). La sentenza ha dunque imposto a BoxNic il divieto di usare sia il nome sia il logo degli Uffizi (anche in versioni simili), nonché di autorizzare altri a farlo, obbligandola a trasferire agli Uffizi stessi, entro 15 giorni, la registrazione dei domini dei quali si era appropriata.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Libri: I gatti del Louvre, scoprire l’arte in modo naturale
Manga in due volumi di Matsumoto ambientato nel celebre museo

06 febbraio 202015:27

– TAIYO MATSUMOTO, I GATTI DEL LOUVRE (J-POP Manga, pp.200, 20 euro). Occhi di gatti puri e meravigliati come quelli dei bambini, per scoprire con naturalezza e profondità la sublime bellezza dell’arte: affascina e diverte “I Gatti del Louvre”, opera in due volumi di Taiyo Matsumoto, edita da J-POP Manga. Con il primo volume disponibile dal 12 febbraio (il secondo arriverà in libreria il 4 marzo), il mangaka Matsumoto presenta questa volta una storia ambientata a Parigi: al centro della vicenda una guida del museo Louvre che, ormai stanca di portare ad ammirare la Gioconda di Leonardo le solite orde di turisti poco interessati, scopre una colonia di gatti e altre strane creature che vive nell’edificio.
Grazie alla presenza di questi nuovi amici, la guida imparerà un nuovo modo, più magico, di fruire le opere d’arte e di muoversi all’interno dello spazio austero del museo parigino. Nato nel 1967 a Tokyo, formatosi in Francia, autore apprezzato di “Go Go Monster”, “Sunny” e “Tekkon Kinkreet”, Matsumoto anche in questo lavoro si conferma capace di mescolare vari ingredienti in un mix vincente: il fascino di una storia surreale si unisce infatti alle atmosfere senza tempo di uno dei musei più celebri e visitati al mondo, in un libro che propone al pubblico disegni semplici ma al tempo stesso molto realistici.

H lancia Athleisure Uomo, tra sportswear e streetPresentazione a Berlino. Campagna con campioni freerunner

06 febbraio 202015:29

– H&M ha lanciato la sua nuova collezione uomo Athleisure con un evento che si è tenuto a Berlino. La collezione comprende giacche, top, pantaloni e accessori per uomo. Capi chiave, la giacca nera in nylon con tasche anteriori e pantaloni cargo abbinati, il giubbotto nero leggero, la felpa con cappuccio con jogger abbinati, il parka con cappuccio e tasche laterali. Tutti i capi hanno una silhouette precisa: pantaloni affusolati, polsini larghi e giacche boxy a collo alto. I dettagli come tasche e cerniere a contrasto sono mixati con materiali tecnologici leggeri, antivento e resistenti all’acqua. La palette spazia dal nero, al bianco, al crema, al verde kaki e al grigio. “I confini tradizionali tra casual, sport e streetwear sono diventati sempre più permeabili e questa capsule trae spunti da diversi punti di vista: tecnico, funzionale e sportivo” spiega Ross Lydon, responsabile del Menswear Design di H&M. Come protagonisti della campagna che accompagna il lancio ci sono professionisti freerunner, break-dancers e esperti di arti marziali.

Mostre: a Milano de La Tour, il Caravaggio francesePrima retrospettiva italiana per pittore riscoperto nel 1900

06 febbraio 202015:50

– Un artista enigmatico, che ritrae angeli presi dal popolo, santi senza aureola né attributi iconografici, e che predilige soggetti presi dalla strada, come i mendicanti, dipingendo in generale gente di basso rango più che modelli storici o personaggi altolocati. E’ il ‘Caravaggio francese’ Georges de La Tour (1593-1652), cui Milano dedica una grande mostra che apre domani a Palazzo Reale.
“Georges de La Tour. L’Europa della luce” nasce dalla rete di collaborazioni tra Palazzo Reale e 28 istituzioni internazionali. Un’esposizione unica – viene sottolineato – considerato che in Italia non è conservata nessuna opera di La Tour e sono circa 40 le opere certamente attribuite all’artista, di cui in mostra ne sono esposte 15 (più una attribuita).
I pochi quadri riconosciuti come autografi sono perlopiù di piccolo o medio formato, intimi, privi di sfondo paesaggistico, notturni. Le sue tracce, e quelle della sua opera, si persero durante tutto il XVIII e XIX secolo, ma i suoi lavori vennero riscoperti e catalogati dalla critica del Novecento.

Sanremo: favoriti Elodie e GabbaniIn discesa Anastasio, Alberto Urso e Giordana Angi

06 febbraio 202015:53

– Dopo l’esibizione di tutti i cantanti in gara, nella classifica dei favoriti degli esperti di Sisal Matchpoint Elodie resta in testa a 5, ma non è più da sola, viene infatti raggiunta da Francesco Gabbani, ieri primo per la giuria demoscopica. Secondo resta Diodato a 6, mentre I Pinguini Tattici Nucleari sono terzi con Le Vibrazioni a 9. Anastasio, fevorito della vigilia, scivola al quarto posto a 12 con Achille Lauro, Alberto Urso e, sorpresa, a Piero Pelù protagonista di una vertiginosa risalita da 50. La classifica prosegue con Irene Grandi 16, Giordana Angi e Levante, entrambe in calo a 20, e il trio Marco Masini, Rancore e Tosca a 25. Convincono poco Nigiotti, Gualazzi e Zarrillo a 33, lontani dalla vittoria anche Elettra Lamborghini, Junior Cally, Rita Pavone e Riki a 50.
Ultimi Bugo e Morgan a 66. Tra i cantanti provenienti da un talent, solo Elodie – ex Amici – resta ai primi posti in attesa del televoto. Al momento quindi è più probabile la vittoria di un non talent 1,57 contro 2,25.

Serie Scapece di Pino Imperatore opzionata per filmDiritti cinematografici a Red Film

05 febbraio 202015:50

– I diritti cinematografici della serie dell’ispettore Scapece, partita con ‘Aglio, olio e assassino’ di Pino Imperatore e proseguita ‘Con tanto affetto ti ammazzerò’, pubblicata da DeA Planeta, sono stati opzionati da Red Film. Lo comunica la casa editrice DeA Planeta.
Imperatore, che con i suoi libri ha venduto oltre oltre 150.000 copie, è l’autore del bestseller ‘Benvenuti in casa Esposito’ (Giunti), sulle avventure tragicomiche di una famiglia camorrista e ‘Allah, San Gennaro e i tre camorristi’ (Mondadori), già opzionati per il cinema.
L’ispettore Gianni Scapece con la sua scoppiettante squadra investigativa della trattoria Parthenope e la famiglia Vitiello, insieme al commissario Carlo Improta, sono i protagonista di una serie noir umoristica dove la napoletanità si esprime in tutte le sue sfumature.
Nato a Milano nel 1961 da genitori emigranti napoletani, Imperatore vive in Campania dall’infanzia. Ha vinto i maggiori premi italiani per la scrittura comica ed è autore di opere teatrali, racconti, saggi umoristici e romanzi bestseller.

Moda: 100% cotone di Mango sarà sostenibile entro il 2025L’azienda aumenterà il poliestere riciclato entro il 2030

06 febbraio 202016:22

– Il marchio di abbigliamento spagnolo Mango annuncia in una nota che il 100% del cotone utilizzato nelle collezioni Mango sarà sostenibile entro il 2025. L’azienda prevede inoltre di aumentare l’uso di poliestere riciclato nei suoi capi fino al 50% entro il 2025 e il 100% delle fibre di cellulosa impiegate saranno di origine controllata entro il 2030. La collezione Mango Committed diventa dunque una collezione permanente e comprende tutti i capi del marchio con caratteristiche sostenibili. Infatti, già nel 2018 l’azienda si era già posta l’obiettivo del 50% di cotone sostenibile nel 2022 e, nello stesso anno, è entrata nella Better Cotton Initiative (BCI) per rafforzare il supporto alla coltivazione di cotone sostenibile a livello globale. Mango prevede inoltre di aumentare l’uso di poliestere riciclato nei suoi capi. L’obiettivo è quello di aumentarne l’uso fino al 50% entro il 2025. Un altro dei punti del progetto prevede che, entro il 2030 il 100% delle fibre di cellulosa utilizzate sia di origine controllata. Si tratta di un traguardo molto importante poiché contribuirà a migliorare la tracciabilità dei materiali impiegati per le collezioni di Mango. “Gli obiettivi che abbiamo definito per la nostra collezione – scrive Toni Ruiz, direttore generale di Mango – sono il risultato di una solida volontà di continuare nella trasformazione sostenibile di Mango come pilastro strategico dell’azienda, processo nel quale sono coinvolti tutti coloro che ne fanno parte”.

Theyskens nuovo direttore creativo AzzaroLa prima collezione all’haute couture a luglio a Parigi

06 febbraio 202016:23

– Olivier Theyskens è il nuovo direttore creativo della maison Azzaro. La nomina del designer franco belga è annunciata dallo stesso brand, che spiega che si occuperà delle collezioni per lui e per lei portando in rue du Faubourg Saint-Honoré la sua visione moderna e la sua sensibilità alla silhouette Azzaro. La prima collezione disegnata per la maison sarà presentata durante l’Haute Couture Week di Parigi del prossimo luglio.
“Loris Azzaro – commenta Theyskens – ha lasciato un’eredità considerevole e molto stimolante. Sono emozionato, entusiasta e onorato di avere l’opportunità di portare la mia visione in questa leggendaria, iconoclasta Casa, per la quale la libertà e il piacere rimangono valori fondanti sempre attuali. Vorrei portare avanti questo universo atipico attraverso le mie collezioni, infondendovi la mia prospettiva”.

Piemonte, un anno di eventi dedicati al baroccoAl via palinsesto, oltre 200 eventi in programma

TORINO06 febbraio 202016:27

– Sinuose geometrie e infinite prospettive, ma anche ordinario straordinario ed esageratamente essenziale. E’ racchiuso in questi binomi il 2020 che il Piemonte dedica al barocco. Sono oltre duecento gli eventi del programma ‘L’essenziale è Barocco’, progetto della Regione Piemonte sostenuto da Compagnia di San Paolo e in collaborazione con Città di Torino, Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, Fai, Fondazione Torino Musei e Abbonamento Torino Musei.
Momento clou di questo ricco palinsesto la mostra ‘Sfida al Barocco – Roma Torino Parigi 1680-1750’, che espone alla Reggia di Venaria oltre 209 capolavori dal 13 marzo al 14 giugno. In programma anche 150 visite guidate, 24 concerti, un programma di MiTo dedicato alla musica barocca. E ancora il nuovo Gran Tour, con 50 itinerari dedicati al barocco, aperture straordinarie di siti di norma non visitabili. Un anno dedicato, insomma, ad uno degli stili che più di ogni altro caratterizzano l’identità, la storia e l’anima del territorio piemontese.

L’eterna lotta di Montuschi vince al Ferrara FilmTerza edizione festival

FERRARA02 febbraio 202013:06

02 FEB – l cortometraggio ‘L’eterna lotta’ di Andrea Montuschi ha vinto la 3/a edizione di Ferrara Film Corto. Lo ha stabilito una giuria di esperti presieduta dal regista Franco Piavoli, che ha visionato 17 opere ammesse in concorso. Il premio è stato assegnato “per la poeticità dello sviluppo del racconto, l’espressività e la riuscita dell’intero impianto scenografico, fotografico e recitativo”.
A ‘Candidato n.3’ di Corradino Janigro è stato attribuito il premio per la miglior sceneggiatura, a ‘La foresta perduta’ di Niccolò Voltolini e Francesco Biscaglia è stata assegnata la targa del Comune di Ferrara per il miglior documentario. Premio per il miglior attore o attrice all’attrice Francesca Cellini del cortometraggio ‘Apocalypse’ di Andrea Cecconati, miglior Montaggio a ‘Across the universe’ di Andrea Moneta, migliore Fotografia a Emanuele Genduso, direttore della fotografia di ‘Life evolution ecology: genesis’ diretto da Antonio Pesce, targa per la migliore Opera Prima a ‘99,9%’ di Achille Marciano.

Cinema: Yalda premiato al Sundance, uscirà in ItaliaTeodora distribuirà anche Doppio Sospetto, 9 Magritte in Belgio

02 febbraio 202017:10

Uscirà in Italia con Teodora quest’anno Yalda, di Massoud Bakhshi, che ha ricevuto il Gran premio della Giuria al Sundance Festival, il più alto riconoscimento per un film non statunitense. Il regista iraniano, che non ha potuto partecipare alla premiazione a causa delle tensioni recenti tra Usa e Iran, ha dichiarato nel video di ringraziamento inviato al festival: “Credo fermamente che potremmo cambiare in meglio questo mondo se solo credessimo nell’umanità che condividiamo”. Yalda sarà presentato in anteprima in Europa al Festival di Berlino nella sezione Generation.
E’ l’opera seconda di Bakhshi dopo A Respectable Family, presentato con successo a Cannes nel 2012 e tuttora bandito in patria per aver denunciato la corruzione diffusa nella società iraniana. Anche Yalda affronta temi sensibili raccontando una vicenda sconvolgente basata su fatti reali: protagonista è la giovane Maryan, accusata ingiustamente dell’omicidio dell’uomo con cui aveva contratto un matrimonio temporaneo, controversa istituzione ancora in uso in Iran. L’unico modo per evitare la pena di morte sarà ottenere il perdono dalla famiglia dell’uomo, ma dovrà farlo in diretta televisiva nel più popolare reality show del paese. Il film, che è stato sviluppato anche grazie al TorinoFilmLab, è un duro atto d’accusa al regime degli ayatollah, soprattutto riguardo alla condizione delle donne.
Doppio Sospetto (Duelles) conquista 9 premi Magritte, l’Oscar del Belgio, battendo a sorpresa L’età giovane dei fratelli Dardenne. Il film di Olivier Masset-Depasse, in uscita in Italia con Teodora il 27 febbraio, ottiene tra gli altri i riconoscimenti come miglior film, miglior regia e miglior attrice protagonista, una straordinaria Veerle Baetens, già interprete pluripremiata di Alabama Monroe – Una storia d’amore.

Chiara Ferragni icona moda, premio a HollywoodA ‘Los Angeles Italia’ con la regista Elisa Amoruso

NAPOLI02 febbraio 202017:03

Chiara Ferragni riceverà il 3 febbraio il premio ”LA Italia – Global Fashion Icon Award” nella seconda giornata di Los Angeles, Italia – Film, Fashion and Art Festival. La celebre imprenditrice digitale (18,3 milioni di followers su Instagram) è tra gli ospiti della 15.ma edizione dell’happening italiano a Hollywood promosso dall’Istituto Capri nel mondo con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, il sostegno del Mibact (Dg Cinema e Audiovisivo). Ad annunciare l’omaggio alla Ferragni è il fondatore di LA ITALIA, Pascal Vicedomini, ”Chiara è un’assoluta eccellenza italiana nel mondo, un genio della comunicazione che dopo essere stata la piu’ potente influencer della moda è diventata un’imprenditrice digitale di rilevanza globale. Quale miglior occasione della prima californiana del documentario di Elisa Amoruso ‘Chiara Ferragni – Unposted (docu campione d’incassi 2019,ndr) per esaltare a Hollywood uno dei principali talenti del nostro nuovo cinema, la Amoruso, insieme ad una ‘maestra’ dell’imprenditoria moderna come Ferragni, che si dà il caso sia italiana!” conclude Vicedomini.
Tra i protagonisti del festival Remo Girone, Franco Nero, Francesco di Leva; i registi Gabriele Salvatores (presidente), Francesca Archibugi, Ginevra Elkann, i produttori Andrea Iervolino e Marco Cohen, Ezio Greggio ‘padrino’ del Festival.
Intervenuti alla serata inaugurale di LA Italia 2020 anche i premi Oscar Nick Vallelonga (Green Book), Bobby Moresco (Crash), Barry Morrow (Rain Man) insieme a Diane Warren (in corsa per la 11esima volta per l’Academy Award categoria Miglior Canzone), Danny Huston, David O. Russell, Eli Roth, Robert Davi, Alex Meneses e Frank Stallone (celebre musicista e fratello di Sly).

Phoenix ai Bafta, c’è razzismo sistemico’Il messaggio inviato a persone di colore è non sei benvenuto’

LONDRA03 febbraio 202001:45

– “Penso che inviamo un messaggio molto chiaro alle persone di colore: non sei il benvenuto qui”.
Joaquin Phoenix non ha usato giri di parole nel suo discorso di ringraziamento per la vittoria come migliore attore ai Bafta.
Dopo le polemiche e le accuse di razzismo giunte nei confronti degli ‘Oscar britannici’ per la nomination quasi esclusivamente di attori bianchi, l’interprete di Joker ha accusato l’industria del cinema di “razzismo sistemico” e “oppressione”, senza sconti, neppure per se stesso. “E’ per me un onore e un privilegio essere qui, ma sono combattuto perché molti dei miei colleghi che lo meritano non hanno il privilegio di esserci”, ha proseguito. “Penso che le persone vogliano solo essere riconosciute, apprezzate e rispettate per il loro lavoro”. E ha aggiunto di non provare “vergogna” nel dirsi “parte del problema”. Poi ha concluso: “Dobbiamo fare un duro lavoro per comprendere veramente il razzismo sistemico.

I fratelli D’Innocenzo, “Noi a Berlino come alla Champions””Partiamo senza stress”. E presentano il primo libro di foto

04 febbraio 202011:19

gisti rivelazione al Festival di Berlino 2018 con La Terra dell’Abbastanza, i giovani fratelli D’Innocenzo tornano alla Berlinale 2020, questa volta in concorso, con il loro secondo film, Favolacce. Ma hanno già mille progetti in mente, hanno appena pubblicato con Contrasto un libro di fotografie, Farmacia notturna, hanno in cantiere una serie tv che “si interroga su come sopravvivere alla solitudine declinata su un contesto horror” e stanno scrivendo su quaderni “che è il momento più bello e ingenuo”. Tutto questo li aiuta a partire più sereni per la Germania,, come raccontano.
“Questa promozione alla Champions League di Berlino, quindi alla competizione, non la sto vivendo in maniera tragica, facendomi le classiche paranoie incontrerò i miei idoli, i registi che ho sempre amato. E ce ne sono molti in questa selezione da Kelly Reichardt a Sally Potter allo stesso Giorgio Diritti che ci ha chiamato, ci ha fatto gli auguri, è stato un gentleman. Siamo giustamente contenti però stiamo scrivendo. Siamo già proiettati sulle prossime cose e questo ci mette in una situazione leggermente e giustamente distaccata”, dicono Fabio e Damiano prima della presentazione di Farmacia Notturna , pubblicato con il contributo di Gucci, in un evento al Caffè di Palazzo delle Esposizioni.
Gemelli, nati a Tor Bella Monaca nel 1988, da una famiglia semplice, cresciuti tra Anzio,e Nettuno, autodidatti, con una grande passione per il disegno, la fotografia, il cinema e la poesia. Una grande creatività che hanno sempre vissuto insieme.
“Abbiamo sempre diviso tutto. Tra fratelli è abbastanza ovvio che accada, tra gemelli è palese. L’unica cosa che non riusciamo a sistemare è con le ragazze. Con loro la divisione non ci sta, anzi diventa l’unica lotta concreta, reale”, scherzano. “Sulla fotografia, sul disegno cerchiamo di fare le cose assieme e spesso abbiamo uno sguardo speculare che è sempre quello, estremamente vulnerabile, che non ha paura di essere tenero, livido, di rendere palesi le proprie paure, sofferenze e inclinazioni sentimentali. Tutte cose che le persone oggi tendono a nascondere come se fosse uno sbaglio provare sensazioni. Siamo così, felicemente dolenti”, raccontano i due fratelli che non amano ripetersi artisticamente. “Il primo film aveva a che fare con due ragazzi, questo film ha a che fare con le famiglie, ma dal punto di vista dei bambini e il terzo film avrà a che fare con gli adulti e sarà un thriller”, annunciano.
“La Terra dell’Abbastanza’ era un film nel quale la periferia aveva un grande peso narrativo in quanto indirizzava i destini e le scelte dei protagonisti. In Favolacce andiamo in un territorio di provincia in cui tutto quello che accade è frutto della componente mentale, antropologica dei personaggi. E’ un modo per entrare nell’ottica della provincia in quanto stato d’animo piuttosto che luogo geografico, alla Raymond Carver”, spiegano.
E lo stesso accade nelle foto di Farmacia notturna, scattate con un Motorola e poi con una Ricoh, “una macchina giapponese, compatta, tascabile, che non mette in soggezione le persone e spesso noi fotografiamo gli sconosciuti”, dicono. Dove a dominare sono i contrasti e le immagini scure, i volti delle persone tra Roma, Nepi, Parigi, New York, Los Angeles, Malta e Durazzo.
“La foto è un atto di intimità. C’è un grande coinvolgimento emotivo, spesso inconsapevole. Farmacia notturna è un anti libro canonico, fotografico. Un libro che ci mette a nudo. Ed è coerente con quello che facciamo nel cinema e nella poesia. Più che capire cosa mettere dentro un quadro ci interessa che cosa lasciare fuori. L’idea di inquadrare. Noi viviamo in un epoca in cui tutto è massimale. E’ come se ci fossimo dimenticati del piccolo, del sottile, del poco. Con queste foto volevamo andare in quella direzione. Non ci sono foto posate. Ci interessa ricollegarci alle cose scritte in minuscolo della vita”, dicono i gemelli D’Innocenzo che dedicano un ritratto a New York al fotografo del cinema italiano Pietro Coccia, morto lo scorso giugno. “Per noi è stato una specie di Caronte verso questo stranissimo mondo del cinema italiano che ancora adesso facciamo fatica a decodificare. Ci siamo sentiti al telefono due giorni prima che se ne andasse”.

Luca Marinelli nella giuria internazionale di BerlinoL’attore era già stato a Berlinale 2013 come Shooting Star

05 febbraio 202012:17

In un’edizione del festival di Berlino, la 70/ma (20 febbraio – 1 marzo) , ricca d’Italia arriva anche Luca Marinelli che farà parte della giuria internazionale presieduta da Jeremy Irons. Gli altri giurati sono Bérénice Bejo (Argentina / Francia), la produttrice Bettina Brokemper (Germania), la regista Annemarie Jacir (Palestina), il drammaturgo e regista Kenneth Lonergan (USA), il critico e regista Kleber Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma, Luca Marinelli a teatro ha lavorato con Carlo Cecchi, il suo primo ruolo da protagonista è in La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo del 2010. Segue Tutti i santi giorni di Paolo Virzi, girato nel 2013, anno in cui viene scelto come European Shooting Star alla Berlinale. Tra i suoi film più importanti Non essere cattivo di Claudio Caligari; Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, che gli è valso il David di Donatello come miglior attore non protagonista nel 2016; Una questione privata di Paolo e Vittorio Taviani; Martin Eden di Pietro Marcello, Coppa Volpi a Venezia 2019.Mendonça Filho (Brasile).

Morto il produttore premio Oscar Gianni MinerviniAveva lavorato con Avati, Salvatores e Benigni

04 febbraio 202023:08

azione Il film premio Oscar di Gabriele Salvatores Mediterraneo si chiude con una didascalia significativa ed emblematica: “Dedicato a tutti quelli che stanno scappando”. Più che un talent scout del cinema Gianni Minervini era un produttore che sapeva guardare lontano. Si è spento a Roma, all’ospedale Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina, Minervini, napoletano di origine nato nel 1928, figlio del giornalista Roberto e fratello della scultrice Annamaria.
Nel 1976 fondò la AMA Film in società con Antonio e Pupi Avati.
Oscar per il miglior film straniero con Mediterraneo nel 1991 (coprodotto con Mario e Vittorio Cecchi Gori) ha anche prodotto il primo film di Roberto Benigni, Berlinguer ti voglio bene e i primi film di Gabriele Salvatores. Come attore aveva interpretato il ragazzo fiorentino che fa una sonora pernacchia ad Alberto Sordi nel film Souvenir d’Italie. All’Isola Tiberina previsti i funerali domani alle 15 nella chiesa di San Bartolomeo.
“Un produttore innovativo capace di prendere i suoi rischi con il quale nel 1976 avevamo fondato, insieme a mio fratello Pupi, la Ama Film” dice Antonio Avati del produttore Gianni Minervini”. “Con lui – prosegue – abbiamo fatto film di Pupi come ‘La casa delle finestre che ridono’ e ‘Una gita scolastica’ e soprattutto abbiamo prodotto il primo film di Benigni, ‘Berlinguer ti voglio bene’ che ci aveva fatto assistere a un suo spettacolo, con noi due soli spettatori, al Teatro Alberichino di Roma. E pensare che la collaborazione con Gianni Minervini – conclude – era iniziata nel 1975 con un film sfortunatissimo come ‘Bordella’ che fu anche sequestrato”. La sua filmografia, specie tra gli anni 80 e 90 coincide con vari film importanti del cinema italiano tra cui Mi manda Picone del 1983 diretto da Nanni Loy con Giancarlo Giannini e Lina Sastri per il quale Minervini vinse anche il Nastro d’argento.
Con il lungometraggio Mediterraneo, premiato agli Academy Awards nel 1992 come miglior film straniero, si conclude la cosiddetta “trilogia della fuga”, composta da Marrakech Express del 1989 e da Turné del 1990, ovvero il trittico di film diretti da Salvatores dedicati alla poetica della fuga verso una nuova forma di interiorità, di individualità, di impegno non condizionato da fattori ideologici, da miti collettivi, da figure guida carismatiche ma corruttibili. Nel ’96 aveva prodotto l’intenso Pianese Nunzio, 14 anni a maggio diretto da Antonio Capuano di cui aveva realizzato anche il premiato L’amore buio nel 2010.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Cyberbullismo, Michele Placido protagonista di un corto in realtà virtuale
“La stanza” di Giuseppe Alessio Nuzzo, realizzato in collaborazione con la Polizia di Stato, è ispirato al primo caso mondiale di denuncia

04 febbraio 202017:07

Il 10 ottobre 2012 la quindicenne canadese Amanda Todd si tolse la vita, ma prima di suicidarsi pubblicò un video su YouTube in cui con una serie di flash cards descrisse la sua esperienza di vittima del bullismo e del cyberbullismo. Era il primo caso al mondo di denuncia.È ispirato a questa vicenda il film breve “La stanza” di Giuseppe Alessio Nuzzo, un lavoro di denuncia che vede protagonista Michele Placido, che torna a vestire i panni di un poliziotto, Nicoletta Romanoff (madre), Michele Rosiello (padre), Pamela Camassa (insegnante), Gina Amarante (Andrea).

La storia è raccontata in piani sequenza e realizzata con l’ausilio della tecnologia di ripresa in realtà virtuale 360° 3D. Per la prima volta lo spettatore diventa protagonista assoluto della storia, tutto si muove intorno, tutto e tutti si relazionano allo stesso. Il protagonista si chiama Andrea, senza mai alcun riferimento al suo sesso, al fine di permettere una completa immedesimazione nel caso in cui lo spettatore sia di sesso femminile o maschile.Le prime immagini verranno mostrate il 7 febbraio, Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo, in piazza Colombo a Sanremo, durante il 70° Festival della Canzone Italiana, sul truck della Polizia Postale “Una vita da social.“La stanza”, realizzato anche in una versione lineare, è una produzione Paradise Pictures, in associazione con An.Tra.Cine e Eduardo Bellotta, con il contributo di MIBACT e SIAE nell’ambito del programma “Per chi crea”, con la collaborazione della Polizia di Stato e della Film Commission Regione Campania, con il patrocinio dell’Agenzia Nazionale per i Giovani e del Comune di Acerra, e distribuito su Rai Cinema Channel e su Rai Cinema Channel VR.

Shannen Doherty ha di nuovo il cancro al senoAttrice di Beverly Hills 90210, difficile da digerire

NEW YORK04 febbraio 202016:54

Shannen Doherty ha di nuovo il cancro al seno. Lo ha rivelato lei stessa durante un’intervista a Abc. La ribelle di Beverly Hills 90210, 48 anni, ha detto che è allo stadio 4 ed è ritornato dopo che nel 2017 era in fase di remissione. “E’ difficile da digerire – ha detto -. E’ una pillola amara da ingoiare sotto molti aspetti”.
L’attrice ha confessato che ci sono giorni in cui si chiede, perché è capitato proprio lei? Oppure in altri si chiede perché non a lei. “Chi altri oltre a me merita questo – continua – Nessuno di noi”. La Doherty ha spiegato che inizialmente ha cercato di mantenere riserbo sulla sua malattia soprattutto dopo la morte di Luke Perry nel marzo del 2019 a causa di un’ischemia aggiungendo anche che essere presente nel reboot di Beverly Hills 90210 era il minimo che potesse fare per onorare la memoria dell’attore.
“E’ stato cosi strano per me essere diagnosticata – ha detto – e vedere invece qualcuno che era apparentemente più sano di me venire a mancare”. “Uno dei motivi oltre a Luke – spiega ancora – che ho fatto 90210 e per cui non ho detto niente è per dimostrare che una persona con un cancro stadio 4 può lo stesso lavorare nonostante il suo stato di salute”. Ha concluso dicendo che la vita non finisce nel momento in cui si riceve una diagnosi e che c’è ancora da vivere.

Hamilton, dal musical un film per il grande schermoAccordo record con Disney per capolavoro hip-hop Lin Miranda

NEW YORK05 febbraio 202012:18

Appuntamento nelle sale il 15 ottobre 2021: “Hamilton”, il musical hip-hop che ha sbancato i botteghini a Broadway, arriverà sul grande schermo grazie alla Disney con il cast originale di attori ispanici e neri del capolavoro di Lin-Manuel Miranda.
Ispirato alla vita del primo segretario al Tesoro americano Alexander Hamilton e ai Founding Fathers, “Hamilton” e’ stato il primo musical a vincere un Pulitzer nel 2016 oltre ad aver fatto man bassa di Tony, l’equivalente dell’Oscar per il teatro.
Elogiato a destra e a sinistra, e’ stato adottato nei piani di studi delle scuole di New York, mentre l’album originale e’ diventato un best-seller.
Lo stesso Miranda, che apparira’ sul palcoscenico nel ruolo di Hamilton assieme Daveed Diggs (Lafayette e Thomas Jefferson) e Jonathan Groff di “Frozen” (Re Giorgio), ha dato l’annuncio su Twitter in simultanea con la Disney, mentre secondo “Deadline”, che cita sue fonti esclusive, l’accordo con Disney avrebbe un valore di 75 milioni di dollari per la distribuzione worldwide, un record.
A differenza di altri musical arrivati sul grande schermo come “Les Miserables,” “Chicago” e piu’ di recente “Cats” che sono stati girati in studio, la versione cinematografica di “Hamilton” sara’ quella filmata a tre riprese nel giugno 2016 sul palcoscenico del Richard Rodgers Theatre di Broadway due settimane prima dell’uscita di scena del cast originale.
Fino a quattro anni fa, quando il musical andava in scena a Broadway con il cast originale, un biglietto di “Hamilton” costava una media di 500 dollari a poltrona: “Sara’ una esperienza con la stessa immediatezza del teatro dal vivo, ma al vostro cinema di quartiere”, ha detto Miranda: “Siamo felici di questa alleanza con Disney per portare la produzione originale al pubblico piu’ vasto possibile”.
Per Robert Iger, CEO Disney, “Lin-Manuel Miranda ha creato un’esperienza teatrale indimenticabile e un fenomeno culturale.
Con buoni motivi Hamilton è stato accolto come un’incredibile opera d’arte. Siamo elettrizzati per poter condividere questa stessa esperienza in stile Broadway con milioni di persone intorno al mondo”.
Libretto e musica originale di Miranda, “Hamilton” ha debuttato off Broadway nel febbraio 2015 e quella stessa estate si e’ trasferito a Broadway. Il musical ha vinto 11 Tony e un Grammy oltre al Pulitzer. Dopo le proiezioni nelle sale, sara’ disponibile in streaming sulla nuova piattaforma Disney+.

Serie Scapece di Pino Imperatore opzionata per filmDiritti cinematografici a Red Film

05 febbraio 202015:58

– I diritti cinematografici della serie dell’ispettore Scapece, partita con ‘Aglio, olio e assassino’ di Pino Imperatore e proseguita ‘Con tanto affetto ti ammazzerò’, pubblicata da DeA Planeta, sono stati opzionati da Red Film. Lo comunica la casa editrice DeA Planeta.
Imperatore, che con i suoi libri ha venduto oltre oltre 150.000 copie, è l’autore del bestseller ‘Benvenuti in casa Esposito’ (Giunti), sulle avventure tragicomiche di una famiglia camorrista e ‘Allah, San Gennaro e i tre camorristi’ (Mondadori), già opzionati per il cinema.
L’ispettore Gianni Scapece con la sua scoppiettante squadra investigativa della trattoria Parthenope e la famiglia Vitiello, insieme al commissario Carlo Improta, sono i protagonista di una serie noir umoristica dove la napoletanità si esprime in tutte le sue sfumature.
Nato a Milano nel 1961 da genitori emigranti napoletani, Imperatore vive in Campania dall’infanzia. Ha vinto i maggiori premi italiani per la scrittura comica ed è autore di opere teatrali, racconti, saggi umoristici e romanzi bestseller.

Joker torna in sala dal 6 febbraioFilm candidato a 11 nomination esce anche in home video

06 febbraio 202010:01

Joker, il film diretto, co-scritto e prodotto da Todd Phillips, attualmente in corsa agli Oscar con 11 Nomination, già vincitore di 2 Golden Globe (Miglior attore protagonista in un film drammatico” per l’interpretazione di Joaquin Phoenix e “Miglior Colonna Sonora Originale” per il lavoro di Hildur GuÐnadóttir), di tre Bafta inglesi tra cui miglior protagonista e del Leone D’Oro alla 76/a Mostra di Venezia, a partire dal 6 febbraio torna al cinema ed arriva in DVD, Blu-Ray (che includerà film e contenuti speciali in alta definizione) e 4K UHD, oltre che per il noleggio in digitale. Il film ha superato la soglia dei 4 milioni di spettatori in Italia e incassato più di 1 miliardo di dollari nel mondo, è inoltre già disponibile per l’acquisto in digitale su molte piattaforme. In occasione dell’arrivo in Home Video del film, i primi 10 minuti di Joker sono disponibili sul canale Youtube ufficiale di Warner Bros. Italia.

Cinema: Harley Quinn rinasce a colpi di girl powerMargot Robbie protagonista e coproduttrice per Birds of prey

05 febbraio 202018:08

– E’ stato da subito evidente che nell’avventura dei supercattivi Dc Comics in Suicide Squad (2016), Margot Robbie avesse reso vera rivelazione del film, la sua Harley Quinn, imprevedibile e scatenata fidanzata di Joker (nella versione interpretata da Jared Leto). I fan speravano di rivedere il personaggio con più spazio a disposizione e a Hollywood non si sono fatti scappare l’occasione. Esce il 6 febbraio in 500 copie con Warner Bros, l’esplosivo e irriverente ‘Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn)’ di Cathy Yan, dove la ormai ex compagna di Mr J(oker), in una Gotham City affollata di fuorilegge si difende dal ricco e sadico Roman Sionis/ Maschera nera (Ewan McGregor) facendo squadra con una supergang tutta al femminile.
A comporla ragazze e donne forti, tutte con complesse battaglie personali da combattere e destinate a essere tra i volti simbolo del superteam disfunzionale e ‘rapace’ ‘Birds of prey’ (nato nei fumetti Dc nel 1996): Cacciatrice (Mary Elizabeth Winstead), Black Canary (Jurnee Smollett-Bell), la poliziotta Renee Montoya (Rosie Perez) e un’adolescente Cassandra “Cass” Cain (Ella Jay Basco). Una rinascita personale nel segno del girl power per Harley Quinn in attesa del ritorno corale di Suicide Squad 2 diretto da James Gunn, in fase di riprese. Margot Robbie (anche coproduttrice di Birds of prey’ e di nuovo in corsa per l’Oscar per un’altra storia al femminile, ma ancorata alla cronaca, Bombshell) trova “affascinante” la possibilità di recitare il personaggio con registi diversi e in linee narrative spesso non connesse: “Mi permette di esplorare tanti aspetti diversi della personalità di Harley” ha spiegato a Cinema Blend.

Addio a Paolo Guerra, produttore e fondatore AgidiScompare a Modena. Aveva iniziato con film Aldo Giovanni Giacomo

06 febbraio 202009:54

Paolo Guerra è mancato oggi a Modena, sua città natale dopo una breve e fulminante malattia. Era nato il 26 dicembre 1949: produttore teatrale e produttore cinematografico italiano, fondatore della casa di produzione e management Agidi. Modenese, si laurea nel 1976 in Economia e Commercio. Fin da giovanissimo si interessa di musica dal vivo, sia come esecutore pur non professionista, che come coordinatore di iniziative, collaborando con uno degli enti allora più attivi, l’ARCI. Nel 1981, assieme ad altri operatori dello spettacolo tra cui Emanuela Rossi, fonda a Modena la Agidi, management autonomo, attivo sul mercato, con l’obiettivo di produrre e distribuire spettacoli propri mantenendo comunque i rapporti con l’ambito pubblico.
Guerra inizia l’attività di Produttore cinematografico dal 1997 con il primo, fortunato film scritto e diretto da Aldo Giovanni e Giacomo con Massimo Venier: Tre uomini e una gamba si rivela il caso cinematografico di quegli anni, con oltre 45 miliardi di lire di incasso e la candidatura ai David di Donatello come miglior opera prima. L’attività di produzione filmica con il trio prosegue negli anni successivi: nel 2008 esce Il cosmo sul comò; nel 2010 La banda dei Babbi Natale, premiato col biglietto d’oro dell’Associazione Nazionale Esercenti Cinema; nel 2014 Il ricco, il povero e il maggiordomo, il film più visto delle festività natalizie, e, nel 2016, Fuga da Reuma Park, quasi una riflessione sul trascorrere del tempo anche per chi lavora sulla comicità. Nel 2018 Guerra produce “Scappo a casa”, interpretato da Aldo Baglio (affiancato dal francese Jacky Ido) per un suo progetto personale, film in parte girato all’estero e ricco di tematiche attuali, mentre è attualmente in sala la nuova opera del “trio”: “Odio l’estate” (uscita 30 gennaio 2020).
Accanto agli Artisti citati, di cui produce da decenni i diversi progetti in vari ambiti, e che il grande pubblico ha avuto modo di conoscere ed apprezzare sia in teatro, che sul grande e piccolo schermo, ad esempio in note trasmissioni come Zelig, Mai dire Gol, Domenica in, Mai dire domenica, Che tempo che fa, Ballarò, Parla con me.

Bolano inedito, il golpe, i surrealistiEscono tre affascinati racconti lunghi, abbozzi di romanzi

04 febbraio 202012:09

– ROBERTO BOLANO, ”SEPOLCRI DI COWBOY” (ADELPHI, pp. 166, 18,00 euro – traduzione di Ilde Carmignani) – In quest’ultimo volume di inediti di Roberto Bolano, lo straordinario autore di ”2666” e altri straordinari romanzi di culto, che raccoglie gli inizi, gli abbozzi ben articolati di tre romanzi mai completati, si parla con la consueta inventiva e il particolare suo umorismo del Gruppo Surrealista Clandestino, della rivista ”Pittori cileni di Qui e di Là”, di un Masserschmitt della Luftwaffe che sorvola la città cilena il giorno del golpe militare contro Allende e di Arturo Belano.
E’ proprio la presenza di quest’ultimo personaggio a attirare l’attenzione degli amanti di Bolano e della sua scrittura, che lo conoscono bene, protagonista di romanzi come ”I detectives selvaggi” quale alter ego letterario dell’autore stesso, dai tempi della giovinezza di poeta infrarealista in Messico, poi la sua vita esule in Spagna tra Girona e Barcellona, sino alla sua fine. Ecco ora nel pezzo più lungo (65 pagine databili a inizio anni ’90) che da il titolo al volume, ”Sepolcri di cowboy” e in ”patria”, la sua infanzia cilena e poi il suo ritorno a Santiago, con un lungo viaggio, per portare sostegno a Allende in pericolo, arrivandovi proprio l’11 settembre 1973 il giorno del golpe militare di Pinochet. Una narrazione composta da quattro parti, tra l’infanzia con la madre che si commuove leggendo Neruda e il padre, un pugile selvaggio e coraggioso che vorrebbe essere un cowboy e legge solo romanzi western; i primi trasalimenti amorosi, le prime letture con un libro ‘galeotto’ di Rilke, l’incontro col grande poeta e matematico Nicanor Parra; il lungo viaggio dal centroamerica a Valparaiso con un gesuita filosofo e una spogliarellista seducente e intraprendente sino alla mattina del golpe, incredulo, poi in cerca di compagni e i primi tentativi difficili di preparare una qualche resistenza.
Non è solo però la storia di Arturo Belano a intrigare il lettore, quanto quei personaggi e situazioni che in un continuo gioco di rimandi, continuazioni e riflessi lo scrittore ripropone sempre da un romanzo all’altro, da ”Chiamate telefoniche” a ”La letteratura nazista in America” o in questi abbozzi e così via. In più se ”Sepolcri” si legge come un racconto lungo, ”Patria” appare come una sequenza di frammenti, illuminazioni affascinanti poetiche e spiazzanti, sono ”Commedia dell’orrore in Francia” le 25 pagine che sentiamo ricche di possibili sviluppi alla Bolano, momenti di fascino come i tre che vede al bar ballare durante un’eclisse di sole, sviluppi tra illusioni e disincanto. E’ la storia del diciassettenne aspirante poeta Diodoro Pilon che, alla fine di una giornata, tornando a casa risponde al telefono di una cabina pubblica che sta squillando in Calle dell’Olmo, dove però sono solo pini, e dalla Francia gli parla una persona che milita nel Gruppo Surrealista Clandestino – GSC e gli spiega che si tratta di alcuni poeti che Breton stesso ha portato a vivere sottoterra, nelle fogne di Parigi, dove devono resistere per 10 anni, potendo anche uscire per poi ritornarvi, per preparare la rivoluzione. Volendo coinvolgerlo lo invitano a presentarsi alle 8 di sera in Rue Réunion il 28 luglio vicino a cimitero di Père-Lachaise. Il problema per lui sarà come procurarsi il biglietto per traversare l’oceano.

Miriam Leone volto della campagna di Now TvLa protagonista delle serie Sky Original presenta il servizio in streaming

03 febbraio 202019:44

zione     “Now tv, la tv come sei tu” è il claim della nuova campagna di comunicazione del servizio in streaming di Sky. Online e on air da oggi, rappresenta un manifesto di brand per descrivere un nuovo modo di vedere la televisione, quando e dove si desidera, assecondando il proprio modo di essere. A fare da portavoce all’intera campagna di comunicazione è Miriam Leone, la stella del cinema italiano e protagonista delle Serie TV Sky Original 1992, 1993, 1994.
Varietà di scelta grazie all’ampia programmazione di Film, Serie TV, Show e Sport in streaming, con la flessibilità di combinare la propria offerta in base ai gusti personali e al proprio stato d’animo. Libertà di accedere in pochi click da vari dispositivi e disdire in ogni momento senza impegno. Queste le due parole chiave che contraddistinguono il posizionamento di Now tv raccontato nello spot con Miriam Leone dal tono di voce spontaneo, vivace e originale che contraddistingue il brand.
Il video infatti mostra la testimonial in una sequenza serrata ed eclettica di occasioni quotidiane di fruizione: durante serate con amici, tra una pausa e l’altra di un set cinematografico e addirittura al supermercato, trovando sempre qualcosa di adatto al mood del momento e alle proprie preferenze.
Now tv si presenta quindi come servizio unico nel suo genere con un ricchissimo catalogo di contenuti live e on demand che spazia dalle Serie Tv di successo, i titoli più premiati, e le produzioni Sky Original come Gomorra, ZeroZeroZero e Diavoli, a un’ampia selezione di oltre 1000 Film come il pluripremiato Bohemian Rhapsody, agli show più amati come MasterChef Italia e X Factor, fino ai grandi appuntamenti del Calcio e dello Sport live.
“Il nostro sogno è poter rendere le persone libere di scegliere cosa, dove, quando e se guardare un contenuto di qualità e accontentare i loro gusti e i loro mood ogni singolo giorno. Un bel film da vedere in coppia, una partita di calcio con gli amici la domenica o la propria serie TV preferita in pausa pranzo. – afferma Federico Sisinni, Head of Brand & Communication Now tv.

Arianna Farinelli, chi sa chi è non ha nemiciEsordio narrativo e primo romanzo di Munizioni di Saviano

05 febbraio 202021:37

ARIANNA FARINELLI, GOTICO AMERICANO (BOMPIANI MUNIZIONI, PP 278, EURO 18,00). Chi sono? E’ la domanda che tutti si pongono in ‘Gotico americano’, primo romanzo di Arianna Farinelli e primo titolo di narrativa della nuova collana Munizioni di Bompiani, diretta da Roberto Saviano.
Filo conduttore del libro – ambientato negli Stati Uniti del 2016, l’anno del presidente Donald Trump, che non viene mai nominato – è l’identità. “Quando non si risponde a questo quesito arriva il nemico. Se sapessimo tutti chi siamo non avremmo bisogno di nemici. Prima gli italiani. Ma chi sono gli italiani?” dice la Farinelli che è nata a Roma nel 1975, ma vive negli Stati Uniti da vent’anni dove insegna Scienze Politiche al Baruch College della City University di New York come la protagonista del libro, Bruna.
Sposata con il medico Tom e madre di due figli, Bruna, italiana negli Stati Uniti per amore e per lavoro, si è persa. “La sua carriera è a un binario morto, il marito è assente e i suoi genitori lo vorrebbero divorziato. Mario, il loro figlio è un bambino transgender, si sente una bambina e ha un’identità in transizione, fluida, come quella di molti giovani in America” racconta la scrittrice, che è amica di Roberto Saviano e in questi giorni è in Italia per l’uscita del libro.
E poi c’è Yunus, giovane afroamericano, jadista, con cui Bruna riscopre a 40 anni il sesso e dal quale la professoressa avrà un figlio, ma lui non lo saprà mai. La vera lezione di Yunus e, se si può parlare di lezione per un romanzo, è l’amore, non quello di coppia, per la propria famiglia o i propri cari, ma quello che si moltiplica nel mondo, come dice una toccante lettera di Yunus a Bruna. “Sarà sempre il tuo amore, Bruna, che in mille rivoli e in mille gocce d’acqua si spargerà ovunque, penetrerà la terra, creerà falde acquifere, pozzi inesauribili, sorgenti purissime, fiumi tumultuosi, cascate furibonde, oceani imperturbabili, pieni del tuo amore. Questo è il lascito più importante che farai al mondo” le dice Yunus.
Lo studente afroamericano non è “un radicale. Il motivo per cui se ne va in Siria e in Iraq è per proteggere il suo migliore amico. Bruna non si innamora di lui, ma gli vuole molto bene.
Questo ragazzo le da l’opportunità di conoscere meglio se stessa e il posto in cui vive” spiega la Farinelli. E ammette: “c’e’ tanto di me in questo personaggio, con tutte le differenze. Le mie insicurezze, il senso di colpa”.
‘Gotico americano’ prende il titolo da un quadro del 1930 di Grant Wood , con un uomo e una donna anziani in abiti coloniali dallo sguardo enigmatico. “Due figure respingenti, impaurite.
Per decenni il quadro è stato oggetto di parodie, con i Simpson, Con Bill e Hillary, con Trump e Melania” dice l’autrice del libro che fa incontrare sapientemente la cronaca e l’immaginazione, la realtà e la fantasia. E’ un romanzo che ci racconta come siamo e ci mostra l’America di oggi che ci dice qualcosa del nostro paese. Come si usa dire: “Se l’Italia fosse un libro sarebbe l’edizione tascabile degli Usa”.
“Nel 2020 l’America è la stessa del 2016. Non è cambiato molto.
E’ cominciato un nuovo anno elettorale, non è emerso un candidato carismatico. Trump non ha un avversario veramente forte ed è possibile che vinca di nuovo. Per l’impeachement sembra si stia andando verso l’assoluzione” dice la Farinelli.
E aggiunge: “Viviamo nell’epoca del razzismo, dell’antisemitismo, della paura degli immigrati, della polarizzazione dell’elettorato. E’ un fenomeno generale. Si cerca l’uomo forte, non solo in Occidente, che promette protezione a chi ha paura” afferma la Farinelli che è riuscita a raccontarci il presente ma lo ha fatto per la prima volta in un’opera di narrativa, scritta in meno di un anno però dopo molte ricerche e letture, e in italiano, a differenza dei saggi in inglese, per raggiungere le emozioni e l’empatia. “Volevo far sentire al lettore cosa vuol dire essere transgender per un bambino, far capire perchè un uomo non riesce a essere padre e marito. La speranza – dice – è nel futuro. Chiunque abbia un nemico deve accettarlo e con amore”. Ora la Farinelli, che ha concepito questo percorso come una trilogia, ha già cominciato a scrivere il secondo libro. “Non è un sequel, non li amo.
Racconta delle deportazioni di immigrati irregolari negli Stati Uniti, sempre dal punto di vista di una donna italiana” racconta la scrittrice che un giorno vorrebbe tornare in Italia.

Il diritto di opporsi al razzismoIn sala il legal thriller ispirato a una storia vera

03 febbraio 202009:58

Non bisogna scomodare classici come ‘Il buio oltre la siepe’ o ‘La calda notte dell’Ispettore Tibbs’. Ma ‘Il diritto di opporsi’ sicuramente ricalca quell’esplosiva miscela che unisce legal thriller, diritti civili e razzismo. Il film, diretto da Destin Daniel Cretton e distribuito da Warner Bros Italia dal 30 gennaio, in più racconta una storia vera, quella dell’avvocato Bryan Stevenson, un uomo diventato famoso negli States per le sue battaglie legali e il suo coraggio.
Stevenson (Michael B. Jordan), ora sessantenne, è un avvocato americano, attivista per la giustizia sociale e fondatore / direttore esecutivo della Equal Justice Initiative e professore clinico presso la New York University School of Law. Un avvocato che fin da subito sceglie di impiegare la sua professione per lottare contro le ingiustizie e così, dopo la laurea ad Harvard, decide di rinunciare a una professione remunerativa per intraprendere, al contrario, una strada più difficile e meno battuta. Si ritrova così nella difficile piazza dell’Alabama, dove lavora fianco a fianco con la collega Eva Ansley (Brie Larson) per difendere ogni ingiustizia a sfondo razziale. Il primo caso che il giovane avvocato deve affrontare è un omicidio: una diciottenne è stata uccisa e l’unico sospettato, Walter McMillian (Jamie Foxx), è stato accusato e condannato a morte. Ci sono molte prove a suo favore, ma basta la testimonianza di un criminale, con tanto di movente per mentire, a incastrarlo. Walter rischia la morte e il motivo è probabilmente legato più al colore della sua pelle che a un reale coinvolgimento nell’omicidio. Questo è il caso perfetto per Bryan, che cercherà di scagionare l’uomo, mentre il sistema gli rema contro e il razzismo nel frattempo esce fuori in modo sempre più chiaro.
Il film, tratto dal pluripremiato romanzo best-seller autobiografico di Bryan Stevenson, ‘Just Mercy’, è stato girato quasi interamente nei pressi di Atlanta, in Georgia, con alcune scene anche a Montgomery, in Alabama. Frase cult del film quella che dice a un certo punto lo stesso Bryan Stevenson: “Quando prendi un nero e lo metti nel braccio della morte un anno prima del processo, quando ogni prova della sua innocenza viene occultata e chiunque cerchi di dire la verità viene minacciato, non è un processo… non è giustizia!”.

Torna nelle sale Il dottor Stranamore con Peter SellersDal 3/2 nel quarantennale della morte grazie a Cineteca Bologna

BOLOGNA02 febbraio 202012:03

Il 24 luglio 1980 moriva Peter Sellers: nel quarantennale la Cineteca di Bologna porta nelle sale italiane dal 3 febbraio il restauro in 4k del film ‘Il dottor Stranamore’, capolavoro sulla Guerra fredda che Stanley Kubrick trasse nel ’64 dal romanzo ‘Red Alert’ di Peter George, nel quale Sellers interpreta ben tre ruoli, quelli del capitano Lionel Mandrake, del presidente degli Stati Uniti Merkin Muffley e del leggendario e diabolico Dottor Stranamore. ‘Il dottor Stranamore. Ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba’ è distribuito dalla Cineteca nell’ambito del progetto ‘Il Cinema Ritrovato. Al cinema, per la distribuzione dei classici restaurati’.
“Geniale e spericolato – commenta il direttore della Cineteca, Gian Luca Farinelli – satira sulle paure e le miserie della politica, Il dottor Stranamore è un film profondamente figlio dei suoi anni di guerra fredda e allo stesso tempo così disancorato da ogni tempo da essere attualissimo oggi, nel nostro tempo di impazzimento globale”.

L’Italia in otto documentari tra cronaca e arteIn sala il ‘cinema del reale’ di Racconti italiani

01 febbraio 202017:55

Attenti al documentario e al suo passo artistico che negli ultimi anni ha ridotto le distanze, se mai ci fossero state, con il ‘cinema cinema’. Ora, con otto documentari, parte la V edizione di RACCONTI ITALIANI, l’iniziativa della FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai) che propone, negli oltre 400 schermi associati, una selezione dei migliori documentari di ultima produzione. Queste le otto opere in programma, riunite sotto il comune denominatore della qualità e con una selezione a cura della stessa Fice e di Maurizio Di Rienzo: CERCANDO VALENTINA di Giancarlo Soldi; MARCO POLO di Duccio Chiarini, un anno tra i banchi di scuola a Firenze; MOTHER FORTRESS di Maria Luisa Forenza; SANTA SUBITO di Alessandro Piva; SCHERZA CON I FANTI di Gianfranco Pannone e Ambrogio Sparagna, il sofferto e ironico rapporto tra italiani e mondo militare; SE C’È UN ALDILÀ SONO FOTTUTO di Simone Isola e Fausto Trombetta, sulla vita e l’arte del trasgressivo Claudio Caligari ; SHELTER – ADDIO ALL’EDEN di Enrico Masi, storia di Pepsi militante transessuale, e SONO INNAMORATO DI PIPPA BACCA di Simone Manetti.
In SANTA SUBITO – vincitore del premio del pubblico alla Festa del cinema di Roma – di Alessandro Piva c’è la serrata ricostruzione della breve vita di Santa Scorese, attivista cattolica di Bari che per anni subì le morbose attenzioni di uno stalker fino al tragico epilogo.
Molto bello anche CERCANDO VALENTINA di Giancarlo Soldi, documentario sulla storia artistica e culturale di Guido Crepax, artista che intercettò con la sua Valentina tutti i fermenti della dinamica Milano fine anni 60. Una Valentina che diventa il suo alter ego e un’icona amata da più generazioni. MOTHER FORTRESS di Maria Luisa Forenza racconta invece di Madre Agnes che con la sua comunità internazionale di monache e monaci affronta la guerra in Siria nel monastero ai piedi delle montagne dove si nasconde l’Isis. E tutto questo per portare aiuti ai siriani intrappolati. Infine, MI SONO INNAMORATO DI PIPPA BACCA di Simone Manetti con la triste vicenda di Silvia e Pippa, due artiste che nel 2008 vestite da sposa intendevano attraversare in autostop paesi sconvolti dalla guerra trasmettendo un messaggio di pace tra i popoli. Un’avventura purtroppo interrotta tragicamente dopo 23 giorni. “Lo sguardo del nuovo cinema documentario – sottolinea Maurizio Di Rienzo – per sua vocazione narrativa coglie e rappresenta non solo le diverse articolate realtà di questi anni sempre più difficili e inquieti, ma sa anche inquadrare vite e cammini di reattiva positività e rielaborare poi eventi storici con accurate scelte di filmati d’archivio. Riscoperte, analisi, ritratti: il cinema del reale anche in Italia sta dando vera visibilità all’umano. Per questo – conclude Di Rienzo – è più visibile e necessario”.

Sony: rivede al rialzo stime utili 2020Cresce domanda sensori immagine, compensa calo tv e videogiochi

TOKYO04 febbraio 202010:56

La domanda di sensori di immagine per la telefonia mobile spinge i risultati di Sony, che rivede al rialzo le stime sui profitti per l’anno in corso. L’azienda giapponese dell’elettronica e dell’intrattenimento prevede un utile netto di 590 miliardi di yen, l’equivalente di quasi 5 miliardi di euro, dai 540 miliardi precedenti. Migliorate di 40 miliardi di yen anche le stime sull’utile operativo, ora a 880 miliardi, e sul fatturato, pari a 8.500 miliardi di yen.
Sony ha spiegato che l’espansione delle richieste dei sensori servirà di gran lunga a compensare il declino delle vendite dei software per videogiochi, degli apparecchi televisivi e delle fotocamere digitali. La società con sede a Tokyo è leader di mercato nel comparto con il 50% del mercato mondiale, e anticipa che la domanda continuerà a essere sostenuta per il loro utilizzo in tutte quelle componenti elettroniche che interagiscono con lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale (AI), tra i quali i veicoli a guida autonoma.

E’ morto Kirk Douglas, aveva 103 anni

06 febbraio 202000:50

Un secolo leggendario vissuto sotto la luce dei riflettori, tra successi strepitosi, tragedie devastanti e tanta filantropia: centotre anni per, Kirk Douglas, nato Issur Danielovitch ad Amsterdam il 9 dicembre 1916 -, iconico attore dell’era d’oro di Hollywood, è scomparso oggi.  Raccontava, festeggiando i cento anni, a cosa doveva la sua longevita’.”Sono stato cosi’ fortunato da aver incontrato la mia anima gemella 63 anni fa”, scrisse  l’attore sulla rivista ‘Closer Weekly’, parlando della seconda moglie Anne. Oggi centenaria, Anne e’ stata al suo fianco fino all’ultimo. Protagoosta di film iconici come ‘Spartacus’, ‘Orizzonti di Gloria’, ‘Il bello e il brutto’.  Il giorno del suo compleanno da anni lo festeggiava domnando agli altri: “Dare in beneficenza e’ un atto egoistico – diceva – perche’ mi fa stare bene”. Nel 2015 la coppia ha donato 15 milioni di dollari ad una clinica di Los Angeles per ex attori e lavoratori di Hollywood colpiti dal morbo di Alzheimer.   Nominato all’Oscar tre volte, Douglas ha ricevuto l’onorificenza piu’ prestigiosa dell’Academy:l’Oscar alla carriera nel 1996. Nato poverissimo da genitori immigrati bielorussi ebrei, Kirk da ragazzo vendeva piccoli snack ai passanti per riuscire a comprare il latte per la famiglia. Autodidatta, ma salito rapidamente nel firmamento di Hollywood per il suo straordinario talento, Douglas sposo’ la seconda moglie nel 1954. Aveva gia’ due figli – Michael e Joel – poi con Anne nacquero Eric e Peter. Ma Eric mori per overdose giovanissimo. Altre due tragedie colpirono l’attore negli anni Novanta:nel 1991 Douglas sopravvisse per miracolo ad un incidente di elicottero dove due dei suoi compagni di volo persero la vita. Nel 1996 un ictus gli tolse la parola. Ma tenace come sempre, con ore ed ore di terapie riabilitative, Kirk riprese almeno un po’ la capacita’ di comunicare.

Addio Kirk Douglas, icona di Hollywood, aveva 103 anniStar di film classici come Spartacus e leggenda del cinema 06 Febbraio 2020 02:01

E’ stato probabilmente l’ultimo dei ”duri’ della Hollywood degli anni d’oro e la leggenda vuole che si sia spaventato una volta sola quando è stato colpito da un ictus all’inizio del 1996 e arrivò in ospedale ”letteralmente terrorizzato” come si affrettarono a raccontare i medici ai cronisti. Ma poi è arrivato alla meravigliosa età di 103 anni, ictus a parte Issur Danielovitch, vero nome di Kirk Douglas, icona di Hollywood e star di film classici come Spartacus Fisico roccioso, carattere spigoloso come ben sanno i registi che lo hanno diretto, Douglas ha affrontato con orgogliosa caparbietà la difficoltà che la vita gli ha posto davanti: dalla cronica povertà dell’infanzia ai rapporti difficile con il il padre che pure lo incoraggiò nella sua carriera, alla non facile gestione dei quattro figli maschi: oltre a Michael, anche Joel, Peter ed Eric dei quali fu padre-padrone egocentrico ed invadente. Ma il ruolo di ‘macho’ non è stato l’unico che amava ricordare in una lunga ed articolata carriera..Nato ad Amsterdam nello stato di New York il 9 dicembre 1916 da una famiglia di russi analfabeti (il padre, come ricorderà nella sua autobiografia era un ”venditore di stracci”) si mantenne agli studi facendo il cameriere, poi il lottatore, poi finalmente il direttore dell’Accademia d’arte drammatica lo ammise gratuitamente per merito. Il suo esordio nel cinema dopo l’apprendistato a Broadway si deve a Lauren Bacall. Fu infatti la moglie di Bogart a segnalarlo al produttore de ”Lo strano amore di Marta Ivers”, che segnò l’inizio della sua carriera nel 1946. Proprio ai suoi primi film faceva riferimento per parlare della versatilità della sua carriera, accanto alla Stanwyck era stato infatti un procuratore alcolizzato in ”Letterá a tre mogli’, poi nel 1949 sarà nel film che gli darà la popolarità e una candidatura all’Oscar (”Il grande campione’), nei panni di un pugile egoista. Intanto due anni prima sul set de ‘Le vie della città” aveva incontrato Burt Lancaster, l’amico di una vita con cui girerà altri sedici film fino a ”Due tipi incorreggibili”.Tutti film nei quali incarnava il classico duro. Protagonista di film iconici come ‘Spartacus’, ‘Orizzonti di Gloria’, ‘Il bello e il brutto’. Il giorno del suo compleanno da anni lo festeggiava donando agli altri: “Dare in beneficenza e’ un atto egoistico – diceva – perche’ mi fa stare bene”. Nel 2015 insieme alla moglie Anne Buydens – anche lei centenaria -, con la quale aveva condiviso la vita per oltre 60 anni, ha donato 15 milioni di dollari ad una clinica di Los Angeles per ex attori e lavoratori di Hollywood colpiti dal morbo di Alzheimer. Nominato all’Oscar tre volte, Douglas ha ricevuto l’onorificenza piu’ prestigiosa dell’Academy: l’Oscar alla carriera nel 1996.Dopo la morte del figlio Eric per overdose, altre tragedie colpirono l’attore negli anni Novanta: nel 1991 Douglas sopravvisse per miracolo ad un incidente di elicottero dove due dei suoi compagni di volo persero la vita. Nel 1996 un ictus gli tolse la parola. Ma tenace come sempre, con ore ed ore di terapie riabilitative, Kirk riprese almeno un po’ la capacita’ di comunicare fino a conquistare l’oscar e superare il secolo. Di lui, tra gli ultimi rappresentanti della Hollywood degli anni d’oro, rimane il fisico atletico, lo sguardo azzurrissimo e un inconfondibile fossettá in mezzo al mento. La notizia della morte della leggenda del cinema è stata data da suo figlio, l’attore Michael Douglas, con un post su facebook: “E’ con grandissima tristezza che io ed i miei fratelli annunciamo che Kirk Douglas ci ha lasciati, all’età di 103 anni. Per il mondo era una leggenda, un attore dell’epoca d’oro del cinema che ha vissuto a lungo nei suoi anni d’argento, un attivista umanitario la cui dedizione alla giustizia ha indicato uno standard al quale tutti noi possiamo aspirare. Ma per noi era solo un papà”.

Sanremo, le pagelle della seconda serataPromossi e bocciati tra cantanti, ospiti e conduttori

SANREMO06 febbraio 2020

Queste le pagelle della prima serata, in ordine di apparizione.
GARA: Gara, quale gara? Quella tra un ospite, un promo, una gag? Quella che alla 22 non era ancora iniziata e che a mezzanotte e venti aveva visto esibirsi solo 6 artisti? Lo spettacolo ok, ma allora facciamo un festival di soli(ti) ospiti. VOTO: 3 AMADEUS: Il bravo presentatore, lungaggini dello show a parte, si conferma anche stasera. Ogni tanto si fa rubare la scena dall’amico, ma è una coppia comica che funziona. Anche l’acqua sputata sull’orecchio, come i ragazzini dell’asilo. Ma lo spirito è proprio quello. VOTO: 7 FIORELLO: Nei panni di Maria De Filippi (pegno per la scommessa fatta ieri) è esilarante, in quelli di ballerino sulle note di Stayin’ Alive è divertente, invoca il premio della Sala Stampa per le sue doti canore e fa il quinto dei Ricchi e Poveri. Entra ed esce quando e come vuole, le chiavi dell’Ariston sono sue. Ma ha promesso che a fine settimana le restituirà, e non tornerà mai più da ospite. Già manca. VOTO: 7.5 PIERO PELU’, GIGANTE – Nonno sì, ma non per questo meno rock.
E’ la sua prima volta in gara al festival e piazza bene la sua zampata. Però, Piero, il completo che sembra fatto con la plastica raccolta sul lungomare anche no. VOTO: 6.5 EMMA D’AQUINO E LAURA CHIMENTI: Entrambi elegantissime, mantengono il piglio da giornaliste d’assalto anche negli annunci dei cantanti. Relegate a un ruolo ben più che secondario. Spazi ridotti per un monologo sulla libertà di stampa (D’Aquino) e per una lettera alla figlia (Chimenti).
SENZA VOTO ELETTRA LAMBORGHINI, MUSICA (E IL RESTO SCOMPARE) – La rampolla della casa automobilistica doveva dare una scossa reggaeton all’Ariston. Ma, look a parte, il resto scompare davvero (voce compresa). La twerking queen invece di stregare è rimasta stregata. VOTO: 4.5 ENRICO NIGIOTTI, BACIAMI ADESSO – Ci prova, ma il cantautore toscano rimane intrappolato in un limbo che non sa né di rock né di pop. VOTO: 5 SABRINA SALERNO – Le gambe sono ancora quelle di una volta, ma non si capisce esattamente quale messaggio avrebbe dovuto portare al festival. Spacco inguinale, e poi? SENZA VOTO LEVANTE, TIKIBOMBOM – Sicura di sé, molto fisica, molto teatrale nella sua interpretazione. Il palco è suo e la canzone è bella. VOTO: 7.
PINGUINI TATTICI NUCLEARI, RINGO STARR – I bravi ragazzi un po’ sopra le righe danno una scapigliata alla platea. L’Ariston non è uno dei palazzetti dello sport che riempiono, ma loro se ne fanno una ragione. VOTO: 7 TIZIANO FERRO E MASSIMO RANIERI – Padre e figlio, artisticamente parlando. Ma Tiziano non è completamente in palla (va meglio quando attacca il suo medley) e Ranieri con la sua Perdere l’amore è una spanna sopra. VOTO: 7 TOSCA, HO AMATO TUTTO – Entra lei, e di colpo si viene catapultati in una magia. La voce di Tosca è una carezza, sostenuta dal piano che l’accompagna. Emoziona, ma chissà se il brano riuscirà a farsi strada anche fuori dal festival. VOTO: 7.5 RICCHI E POVERI – Il momento karaoke per la seconda serata è tutto loro. E se lo sono guadagnato dopo 40 anni che non si esibivano nella formazione originale a quattro. Sanremo ha ricucito dissidi e litigi (e piallato qualche ruga). E la platea agee, tutta in piedi a ballare e cantare, sembra apprezzare molto. VOTO: 8 ZUCCHERO – The soulman sbarca in Riviera. L’ennesimo asso nella manica di Amadeus, gli piace vincere facile, tra vecchi e nuovi brani. Tiziano, Massimo, Adelmo… ma perché per una volta non accettate tutti insieme di fare un festival in gara? Magari chiamiamo anche Gianna, Laura, Lorenzo, Vasco e Luciano. VOTO: 7.5 (e 10 al festival che vorremo) FRANCESCO GABBANI, VICEVERSA – Brano difficile, che merita più di un ascolto. Gabbani lascia a casa scimmie nude che ballano e i maglioncini colorati del passato e si cala – credibile – nel cantautore più intimista. VOTO: 7 PAOLO JANNACCI, VOGLIO PARLARTI ADESSO – Il figlio di Enzo ce la mette tutto, ma il brano non decolla. Intimista, ma poco emozionante. VOTO: 5.5 GIGI D’ALESSIO – L’Ariston gli tributa il giusto omaggio per i 20 anni di Non dirgli mai. Toccata e fuga. E nonostante la lunga carriera alle spalle si emoziona per la standing ovation.
VOTO: 7 RANCORE, EDEN – C’è lo zampino di Dardust nel brano potente del rapper romano. Si muove bene e con scioltezza sul palco, non canta soltanto, interpreta. VOTO: 7.5 JUNIOR CALLY, NO GRAZIE – Junior 1, polemiche 0. Tanto rumore per nulla. Il rapper arriva sul palco senza maschera e con la giusta emozione. Il brano? Sì, grazie. VOTO: 7+ GIORDANA ANGI, COME MIA MADRE – Cantautrice di razza, ma forse poteva osare. Rimane nell’ambito degli affetti familiari, ma non sembra particolarmente ispirata. VOTO: 6 MICHELE ZARRILLO, NELL’ESTASI E NEL FANGO – Zarrillo versione Mango. Sfida se stesso e la sua storia. Penalizzato sicuramente dall’ora tarda alla quale si esibisce (1.25). VOTO: 6.5.

Sanremo, 9,7 mln e il 53.3% per la seconda serataMiglior media dal 1995, festival cresce di un punto sul debutto

SANREMO06 febbraio 202010:30

Sono stati 9 milioni 962mila i telespettatori che hanno seguito in media ieri sera su Rai1 la seconda serata del Festival di Sanremo di Amadeus, pari al 53.3% di share. Un risultato che migliora di un punto gli ascolti del debutto (52.2%) e soprattutto rappresenta la miglior media dal 1995, quando il festival, condotto da Pippo Baudo, ottenne il 65.42%.
La prima parte della seconda serata (dalle 21.35 alle 23.54) ha avuto 12 milioni 841mila spettatori con il 52.5% di share; la seconda (dalle 23.58 all’1.43) 5 milioni 451mila con il 56.1%. Un anno fa la prima parte della seconda serata del festival di Claudio Baglioni aveva ottenuto 10 milioni 959mila spettatori con il 46.4%; la seconda 5 milioni 260 mila con il 52%. La media era stata di 9 milioni 144mila spettatori con il 47.3%.

Mastrangelo, I padri e i vintiAppassionante passeggiata nel ‘900 tra grande storia ed emozioni

06 febbraio 202010:22

GIOVANNI MASTRANGELO, I PADRI E I VINTI (La nave di Teseo, pp.298, 18 Euro). Un affresco emozionante che si compone di sentimenti autentici e di grande storia; il racconto di tre generazioni che provano a venire a patti con la colpa e il perdono; il ritratto del nostro Paese attraverso quello di una famiglia: è una lettura che sorprende e coinvolge il nuovo romanzo di Giovanni Mastrangelo, dal titolo “I padri e i vinti”, in libreria con La nave di Teseo dal 6 febbraio. Il registro narrativo fluido e sempre partecipe, con una scelta accurata del lessico, è il valore aggiunto di un romanzo intenso, che racconta la vicenda di una famiglia e dei suoi componenti lungo il secolo scorso, dalla fine della seconda guerra mondiale agli anni ’70.
Mastrangelo, fotoreporter e scrittore, mette al centro del suo libro la lunga esistenza dei Cristaldi, Pietro, Flora, Vera e Alberto, raccontandone i destini, le responsabilità, private e politiche, le differenze ideologiche, la forza per pentirsi e per perdonarsi, la loro voglia di scappare l’uno dall’altro e l’amore che li ha invece sempre tenuti legati, anche quando la vita li ha divisi. L’autore con grande efficacia ma con un tocco lieve penetra nel mondo dei singoli personaggi e delle loro relazioni, riuscendo calarsi di volta in volta in ognuno di loro: seppur dalla trama complessa, il romanzo è sempre del tutto focalizzato sul rapporto tra le generazioni, sulle responsabilità dei padri ma anche su quelle dei figli, sul tema della memoria, su quanto conti il caso nelle vite di ognuno di noi o in che misura possiamo scegliere di vivere dentro o fuori la storia, di estraniarci o prenderne parte. Sempre – nei passaggi più duri, o in quelli più commossi e nostalgici – Mastrangelo racconta con maestria – anche nei dialoghi – la forza dei sentimenti, e quanto essi tornino prepotenti, che lo vogliamo o no, anche nei momenti della vita in cui ci trinceriamo nel distacco come forma di protezione. E quando si trova a raccontare gli eventi storici – la guerra e la resistenza, le esecuzioni sommarie, la ricostruzione e l’inizio del consumismo, le derive violente della contestazione e il terrorismo negli anni ’70 – l’autore pone sempre l’accento su come ciò che accade si riverberi nella vita dei personaggi, come cioè il fatto collettivo modifichi e influenzi la vita del singolo.
Per questo il romanzo trascina come un fiume in piena e chi legge è chiamato a partecipare al costruirsi complesso di una storia intricata come un puzzle che racconta molto del nostro essere italiani. In pagine densissime che si leggono però tutte d’un fiato – non mancano mai le dettagliate descrizioni dei luoghi, l’introspezione psicologica per entrare “dentro” il pensiero dei tanti componenti di questa famiglia, né la rievocazione puntuale dei fatti storici – emerge la figura di Mastrangelo come grande narratore, che con una penna sensibile, sicura anche nel trattare la materia dei sentimenti, porta con sé il lettore in questa appassionante passeggiata nel ‘900 italiano.

Sanremo, Junior Cally: io dalla parte di Gessica Notaro La replica del rapper ‘bisogna separare la fiction dalla realtà’

06 febbraio 202014:22

“Sono dalla parte di Gessica, e deve essere chiaro che io sono totalmente contrario a ogni tipo di violenza, compresa quella sulle donne”. Junior Cally risponde questa mattina a Gessica Notaro che ieri aveva attaccato il cantante dicendo che “entrambi indossiamo una maschera. Ma lui la usa per fare show e idolatrare la violenza, io per per rimediare ai danni della violenza subita”. Junior Cally ha tenuto a spiegare che “bisogna separare fiction e realtà. Il linguaggio rap fa fatica ad essere capito o non vuole essere capito”.

Harley Quinn rinasce a colpi di girl powerMargot Robbie protagonista e coproduttrice per Birds of prey

06 febbraio 202010:34

E’ stato da subito evidente che nell’avventura dei supercattivi Dc Comics in Suicide Squad (2016), Margot Robbie avesse reso vera rivelazione del film, la sua Harley Quinn, imprevedibile e scatenata fidanzata di Joker (nella versione interpretata da Jared Leto). I fan speravano di rivedere il personaggio con più spazio a disposizione e a Hollywood non si sono fatti scappare l’occasione. Esce il 6 febbraio in 500 copie con Warner Bros, l’esplosivo e irriverente ‘Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn)’ di Cathy Yan, dove la ormai ex compagna di Mr J(oker), in una Gotham City affollata di fuorilegge si difende dal ricco e sadico Roman Sionis/ Maschera nera (Ewan McGregor) facendo squadra con una supergang tutta al femminile.
A comporla ragazze e donne forti, tutte con complesse battaglie personali da combattere e destinate a essere tra i volti simbolo del superteam disfunzionale e ‘rapace’ ‘Birds of prey’ (nato nei fumetti Dc nel 1996): Cacciatrice (Mary Elizabeth Winstead), Black Canary (Jurnee Smollett-Bell), la poliziotta Renee Montoya (Rosie Perez) e un’adolescente Cassandra “Cass” Cain (Ella Jay Basco). Una rinascita personale nel segno del girl power per Harley Quinn in attesa del ritorno corale di Suicide Squad 2 diretto da James Gunn, in fase di riprese. Margot Robbie (anche coproduttrice di Birds of prey’ e di nuovo in corsa per l’Oscar per un’altra storia al femminile, ma ancorata alla cronaca, Bombshell) trova “affascinante” la possibilità di recitare il personaggio con registi diversi e in linee narrative spesso non connesse: “Mi permette di esplorare tanti aspetti diversi della personalità di Harley” ha spiegato a Cinema Blend.
Ill film, che perde un po’ di ritmo e coesione quando la protagonista non è in scena, unisce azione adrenalinica, violenza e estetica da fumetto, humour (spesso molto nero), battute fulminanti e una grande cura per le scene di combattimento corpo a corpo, guardando fra i modelli, a Quentin Tarantino, al cinema action orientale ma anche a John Wick di Chad Stahelski (che ha collaborato a Birds of prey anche dirigendo la seconda unità in alcuni reshoots). La storia si affida al punto di vista schizoide, nel continuo mix di piani narrativi, messo in scena da Harleen Frances Quinzel alias Harley Quinn, ex psichiatra che ha abbandonato tutto per il suo amour fou con Joker. Qui la ritroviamo nel pieno di un’esperienza molto umana: il dolore per la rottura dallo storico fidanzato. Il fatto però che l’uomo in questione sia un temuto supercattivo ha delle controindicazioni per Harley decisamente meno comuni, come perdere di colpo l’immunità e l’impunità per tutte le sue pazzoidi malefatte. La bad girl, che ha come ‘pet’ una iena, deve difendersi a colpi di fucile da paintball e maglio di legno, da un piccolo esercito di nemici, fra i quali il più pericoloso è Roman Sionis, multimilionario, con l’hobby di scuoiare i nemici (compito in cui l’aiuta l’inquietante serial killer Victor Zsasz, interpretato da un ottimo Chris Messina) e l’ambizione di diventare il padrone criminale di Gotham. Diventa per Harley risolutivo l’incontro/scontro con altre eroine/antieroine piene di risorse: la ladruncola Cassandra Cain (Basco), che ha sottratto a Sionis un anello molto prezioso; la cantante Dinah Laurel Lance alias Black Canary arruolata da Sionis come autista (Smollett-Bell); la poliziotta tanto abile quanto poco apprezzata dai colleghi uomini Renee Montoya (Perez) e Helena Bertinelli/Cacciatrice (Winstead), vendicatrice armata di balestra, sopravvissuta da bambina alla strage della sua famiglia mafiosa.
Birds of prey, ottavo film del DC Extended Universe, è il primo superhero movie con al centro un team di donne: “Abbiamo anche una regista, la sceneggiatura è di una donna, e due dei tre produttori sono donne. C’è molto Girl power! – ha detto Margot Robbie a Graham Norton -. Sono serviti quattro anni per realizzare il progetto e ora possiamo mostrarlo al mondo”. Una curiosità finale: Cacciatrice e Cassandra Cain, sono diventate, nei fumetti, in tempi diversi, anche incarnazioni di Batgirl, stella Dc sulla quale c’è un progetto cinematografico per ora sospeso, basato su uno script sempre di Christina Hodson, la sceneggiatrice di Birds of prey.

Oscar: pronostici vigilia penalizzano Netflix1917 front-runner, scontati attori, attesa Parasite

NEW YORK06 febbraio 202016:56

– Preceduto da una app in tilt che “ha spoilerato” le previsioni della vigilia, la cerimonia piu’ glamour di Hollywood arriva la notte tra il 9 e il 10 febbraio sugli schermi worldwide. Voti contati e buste ormai chiuse, i pronostici sono d’accordo almeno su un punto: a dispetto delle 24 candidature agli Oscar questo non sara’ l’anno di Netflix.
Nonostante un battage pubblicitario da 70 milioni di dollari il colosso dello streaming potrebbe chiudere la “notte delle stelle” con solo due statuette, secondo gli esperti di Gold Derby: miglior documentario per American Factory prodotto da Barack e Michelle Obama e Laura Dern, migliore attrice non protagonista in Storia di un matrimonio (Marriage Story). The Irishman di Martin Scorsese rischia di restare a bocca asciutta nonostante 10 candidature anche sulla base di come sono andate le cose nei premi che hanno preceduto gli Oscar, l’ultimo dei quali, i Bafta britannici, ha incoronato 1917 di Sam Mendes, come avevano fatto un mese fa i Golden Globes: il film, ispirato alla vita del nonno del regista durante la prima guerra mondiale, e’ il favorito nella categoria “Best Film”. Senza storia, secondo i pronostici della vigilia, le categorie degli attori: Joaquin Phoenix per “Joker” e Renee Zellweger per “Judy” saranno i migliori protagonisti mentre, oltre alla Dern, domenica potrebbe essere il giorno di Brad Pitt come “best supporting actor” in “C’era una volta …a Hollywood”. Che “Parasite” di Bong Joon-ho vinca come miglior film straniero e’ dato per scontato: il sudcoreano potrebbe aspirare anche alla statuetta del miglior regista. Tra i presentatori di una serata anche quest’anno senza conduttore ci saranno Jane Fonda, Tom Hanks, Sandra Oh, Natalie Portman,Spike Lee, Penélope Cruz, Diane Keaton, Steve Martin, Keanu Reeves, Maya Rudolph, Sigourney Weaver, Timothée Chalamet, Will Ferrell, Gal Gadot e Lin-Manuel Miranda.

Sanremo: Tecla vince Premio Enzo Jannacci 2020″Per aver raccontato il ruolo della donna” nel suo brano 8 marzo

SANREMO06 febbraio 202016:49

– E’ Tecla la vincitrice del Premio Enzo Jannacci 2020, ideato e promosso dal NuovoImaie. Il riconoscimento, giunto alla quarta edizione, è dedicato alla miglior interpretazione per la categoria Nuove Proposte. E’ stato assegnato alla giovane interprete con la sua 8 marzo “per aver raccontato il ruolo della donna spesso drammaticamente inserito in difficili contesti sociali. Un tema di grande attualità e spessore affrontato nel testo di una canzone ben scritta, dai toni lievi ed eleganti, e cantato da Tecla che ha una bellissima vocalità e un grande talento”.

Metheny e big italiani jazz a festival ‘Crossroads’Settanta concerti in 20 località dal 28 febbraio

BOLOGNA06 febbraio 202017:05

– Il chitarrista Pat Metheny sarà il nome più atteso di Crossroads, il festival itinerante dell’Emilia-Romagna, dal 28 febbraio al 9 giugno, con 70 concerti (in oltre 20 comuni) e 500 artisti, promosso da Jazz Network con l’assessorato alla cultura dell’Emilia-Romagna articolato. Metheny suonerà a il 9 maggio al festival ‘Ravenna jazz’, mentre il cartellone si aprirà a Casalgrande (Reggio Emilia) con il concerto di Fabrizio Bosso e Mauro Ottolini, che saranno tra gli ‘artisti residenti’ insieme Paolo Fresu, Enrico Rava, Petra Magoni, Peppe Setrvillo e Javier Girotto, tutti impegnati in vari progetti. ‘Uomini in frac’, ad esempio, sarà l’omaggio a Domenico Modugno del 10 aprile a Imola in un quintetto che schiera oltre a Servillo e Girotto, anche Rita Marcotulli, Furio Di Castri e Mattia Barbieri.
L’Orchestra Ottovolante, diretta da Ottolini, presentà il 23 maggio a Correggio (Re) un progetto dedicato a Fred Buscaglione.
Fresu sarà in duo a Piangipane (Ravenna) il 13 marzo con il chitarrista Bebo Ferra; poi il 17 a Rimini per un omaggio a David Bowie, e il 30 aprile a Russi (Ra) con Daniele di Bonaventura bandoneon e Jaques Morelenbaum violoncello. Rava sarà il 22 a Rimini con un quintetto co-diretto con il sassofonista Joe Lovano, a Piangipane (17 aprile) in duo con la chitarra di Roberto Taufic, mentre a Castelfranco Emilia (28 aprile) sarà l’ospite d’onore dei Lo Greco Bros. Oltre che per l’omaggio a Bowie, Magoni si esibirà nel celebre connubio artistico Musica Nuda con il contrabbassista Ferruccio Spinetti il 5 giugno a Parma. Il Cartellone di Ravenna jazz, ‘festival nel festival’ dal 7 al 16 maggio, sarà completato anche da produzioni originali con gli artisti residenti: con l’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti, Fresu e Magoni saranno in ‘Que sera, sera’, il repertorio di Doris Day in versione jazz-sinfonica, poi Rava e Ottolini, con il direttore Tommaso Vittorini e il beatboxer Alien Dee, saranno nel cast monumentale di ‘Pazzi di Jazz’, orchestra e corale formata da 250 giovanissimi musicisti, con un omaggio a Miles Davis.

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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