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Allarme Oms: “L’Africa deve svegliarsi. Medici e infermieri italiani fanno miracoli”
Ghebreyesus: il mio continente deve prepararsi al peggio
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18 marzo 2020 18:09
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“Il nostro migliore consiglio all’Africa è prepararsi per il peggio”. Lo ha detto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel suo briefing sul Covid-19. “Il mio continente deve svegliarsi, abbiamo visto cosa è successo negli altri Paesi e continenti”, ha detto, invitando tutti i Paesi africani a cancellare immediatamente assembramenti di massa.
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“Il numero di pazienti entrati in terapia intensiva per il coronavirus e salvati da medici e infermieri in Italia è un miracolo”, ha detto Michael Ryan, direttore del dipartimento emergenze dell’Oms, elogiando “l’incredibile forza e coraggio” del personale sanitario italiano.
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Coronavirus: 200mila contagi nel mondo, più morti in Ue che in Asia
Allarme Oms sull’Africa. Onu,a rischio 25 mln di posti di lavoro
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18 marzo 2020
22:20
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La pandemia di coronavirus ha superato due nuove soglie psicologiche: 200.000 contagi e 8.000 vittime in tutto il mondo, con più decessi in Europa che in Asia per la prima volta. “Una minaccia senza precedenti” che secondo l’Onu può bruciare 25 milioni di posti di lavoro a livello globale. E può portare a conseguenze catastrofiche nelle zone più fragili del pianeta, come l’Africa, a cui l’Oms ha chiesto di “svegliarsi”.
Al momento è l’Europa è il grande malato. L’Unione ha blindato i confini esterni e centinaia di milioni di persone vivono in parziale o totale lockdown per fermare l’escalation di contagi. Il Belgio è l’ultimo paese, dopo Italia, Francia e Spagna, ad avere chiuso quasi tutto per limitare i contatti. In Spagna l’epidemia galoppa, 13.700 casi e oltre 550 morti, ma “il peggio deve ancora arrivare”, ha avvertito il premier Pedro Sanchez, che ha disposto anche la chiusura di tutti gli hotel entro il 24 marzo, invitando i turisti ad andarsene. In Germania la situazione è così grave che Angela Merkel ha deciso di rivolgersi direttamente alla nazione in tv per la prima volta.
Per la cancelliera la battaglia contro il coronavirus “è una sfida storica” e conterà anche “quanto ciascuno seguirà con disciplina le regole”. Le autorità sanitarie hanno spiegato che serviranno “mesi” per uscirne, ma se il piano per minimizzare i contatti fallisse, i contagi potrebbero arrivare “fino a 10 milioni”. Nel Regno Unito, dove sono stati superati i cento morti, da venerdì tutte le scuole chiuderanno fino a nuovo ordine. Boris Johnson ha definitivamente abbandonato le cautele iniziali promettendo “tutto ciò che serve” per sostenere i lavoratori costretti a casa ed il sistema sanitario. Con l’obiettivo di condurre 25mila test al giorno. Anche Donald Trump ha adottato un approccio commisurato all’emergenza, se si guarda ai numeri negli Stati Uniti: oltre 6.000 contagi e 118 morti, tutti i 50 Stati colpiti. Trump si è paragonato ad un presidente “in tempo di guerra” ed ha annunciato nuove misure: lo stop del traffico non essenziale con il Canada, due navi ospedale a New York e nella costa del Pacifico e la richiesta al Congresso di stanziare 800 miliardi di dollari per cittadini e piccole e medie imprese. Il tycoon non ha rinunciato a punzecchiare Pechino, continuando a parlare di “virus cinese” e sostenendo che avrebbe potuto avvertire il mondo “molto prima” di quanto stava per accadere.
In Medio Oriente l’Iran resta il paese più in difficoltà, con oltre mille morti e quasi 17.400 casi di contagio (meno soltanto di Cina e Italia). Israele ha vietato l’ingresso a tutti gli stranieri. Anche la mappa del contagio in Africa desta allarme, perché i Paesi colpiti sono oltre 30 su 54 (si registra anche la prima vittima in Africa sub-sahariana, in Burkina Faso) ed i sistemi sanitari non sono all’altezza della pandemia. L’Africa “deve prepararsi al peggio”, è il monito del capo dell’Oms, l’eritreo Tedros Adhanom Ghebreyesus: “Il mio continente deve svegliarsi” e, tra le altre cose, cancellare gli assembramenti di massa.
Anche il Sud America si scopre vulnerabile. Il Cile ha dichiarato lo stato d’emergenza, in Perù è scattato il coprifuoco. In Brasile uno studio prevede fino a cinquemila contagi entro la prossima settimana. Anche se il presidente Jair Bolsonaro sembra preoccuparsi più dell’Italia, dove – ha detto – ci sono “tanti morti perché è piena di vecchietti…”.
Il Covid-19 ha un impatto devastante non solo per la salute.
L’Unesco ha rilevato che la metà degli studenti di tutto il mondo in questo momento non ha una scuola in cui andare, mentre per un’altra agenzia Onu, l’Ilo, 25 milioni di posti di lavoro potrebbero scomparire. E sull’emergenza coronavirus l’Arabia Saudita, presidente di turno del G20, ha chiesto un summit straordinario dei leader. Ovviamente in videoconferenza.
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Coronavirus:Facebook lancia portale news
Solo informazioni verificate. Nella parte alta del News Feed
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NEW YORK
18 marzo 2020
19:59
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– Un portale per accedere a tutte le informazioni sul coronavirus. Mark Zuckerberg presenta il ‘centro di informazioni’ di Facebook: aprirà in 24 ore e ha come obiettivo quello combattere le fake news e offrire informazioni accurate e certificate sul virus. Sul portale, che apparirà nella parte alta del News Feed dei suoi 2,5 miliardi di amici, ci saranno i contenuti di studiosi ma anche di celebrità nel tentativo di promuovere le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Centers for Disease Control and Prevention americano.
Zuckerberg osserva come il coronavirus e le misure messe in campo per contenerlo causeranno un “importante shock economico”.
E precisa che Facebook non ha ricevuto dalle agenzie governative nessuna richiesta di condividere informazioni personali per controllare la diffusione del virus.
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Indonesia, scossa di magnitudo 6,3
Non è stato lanciato alcun allarme tsunami
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BALI (INDONESIA)
18 marzo 2020
20:06
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– Una scossa di terremoto di magnitudo 6.3 è stata registrata oggi al largo delle coste indonesiane. Lo rende noto l’Istituto geofisico americano Usgs.
Non è stato lanciato alcun allarme tsunami. Lo ha fatto sapere l’Istituto metereologico e geofisico indonesiano.
Per ora non sono segnalati vittime o danni, anche se la scossa è stata avvertita con forza in particolare nell’isola di Bali.
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Chiuse le scuole in Gran Bretagna
Da venerdì in tutto il Regno ‘fino a nuovo ordine’
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LONDRA
18 marzo 2020
20:26
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– Chiusura delle scuole di ogni ordine e grado in tutto il Regno Unito a partire da venerdì a causa di un’accelerazione del contagio di coronavirus “più rapida del previsto”: lo ha annunciato ai Comuni il ministro dell’Istruzione, Gavin Williamson dopo le comunicazioni anticipate locali di Scozia, Galles e poi Irlanda del Nord. La chiusura anticipa d’un paio di settimane quella delle vacanze di Pasqua e vale “fino a nuovo ordine”. Restano aperte le scuole solo ai figli di chi lavora in prima fila per l’emergenza.
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Merkel, serve disciplina sulle regole
Il coronavirus è una sfida storica
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BERLINO
18 marzo 2020
20:28
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– La battaglia contro il coronavirus “è un compito storico, e si può affrontare soltanto insieme”. Lo dice Angela Merkel in un discorso alla nazione, anticipato alle agenzie, che sarà trasmesso in serata in tv. “La situazione è seria e fluida, il che vuol dire che non dipende solo ma anche da quanto ciascuno seguirà con disciplina le regole”.
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Tricolore su palazzo presidente Polonia
Bandiera italiana con proiettata la scritta ‘Solidarietà’
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18 marzo 2020
21:29
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– Su iniziativa dell’Ambasciata di Polonia a Roma, in segno di solidarietà con l’Italia che sta fronteggiando la durissima prova della lotta contro l’epidemia di coronavirus, questa sera il palazzo presidenziale a Varsavia è stato illuminato con il tricolore. Sulla facciata della sede della Presidenza della Repubblica è proiettata la bandiera italiana con la scritta Solidarność, solidarietà.
Con questa iniziativa la Polonia vuole dimostrare di essere al fianco dell’Italia, come lo è stata nei momenti più difficili della storia. I due popoli hanno sempre lottato insieme, come testimoniano i loro inni nazionali che si citano reciprocamente, unico caso al mondo. “Credo che ogni uomo abbia due patrie; l’una è la sua personale, più vicina, e l’altra è l’Italia”, scriveva nel 1897 lo scrittore polacco e premio Nobel Henryk Sienkiewicz.
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Re di Spagna, il Coronavirus non vincerà
Discorso televisivo alla nazione
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18 marzo 2020
22:33
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– “Questo virus non vincerà. Siamo più forti come società…siamo una società in piedi di fronte a qualsiasi avversità”. Nel momento in cui la Spagna conta 14.535 contagi e 630 morti, il re di Spagna Felipe VI ha parlato questa sera alla nazione. “Non vi ringrazieremo mai abbastanza per quello che state facendo per il vostro Paese”, ha scandito rivolgendosi a medici e infermieri”. Lo riporta El Pais online.
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Coronavirus, nessun nuovo caso in Cina
E’ la prima volta, registrati 34 positivi dall’esterno
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19 marzo 2020
02:31
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– Per la prima volta dalla diffusione del coronavirus, la Cina non ha registrato alcun caso di contagio “domestico”. Sono stati, invece, 34 i casi di positività arrivati dall’esterno, l’incremento giornaliero più grande nelle ultime due settimane. Lo ha reso noto la Commissione Nazionale della Salute.
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Coronavirus: Corea Sud, 152 i nuovi casi
Dopo 4 giorni di rialzi sotto quota 100, i morti sono 91
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PECHINO
19 marzo 2020
08:06
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– La Corea del Sud ha avuto 152 nuovi casi di coronavirus, fino a totali 8.565, rompendo la serie di 4 giorni di fila sotto quota 100. I dati aggiornati a mercoledì del Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc) indicano anche 7 nuovi decessi, a 91 complessivi.
Il 60% dei contagi fa capo alla Chiesa di Gesù Shincheonji, setta religiosa di Daegu. I timori di contagio sono ora legati a casi specifici come un call center di Seul e alcune chiese protestanti della provincia di Gyeonggi. Sono 407 i guariti per totali 1.947.
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Coronavirus:Australia,stop non residenti
Il provvedimento sarà in vigore dalle 21 di domani
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19 marzo 2020
08:11
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– L’Australia ha varato un provvedimento senza precedenti che prevede il divieto di ingresso nel Paese per i non residenti per contenere la pandemia coronavirus. Ad annunciarlo è stato lo stesso primo ministro australiano, Scott Morrison.
“Un divieto di viaggio sarà imposto a tutti i non residenti, i cittadini non australiani che arrivano in Australia – ha detto -. Il provvedimento sarà in vigore dalle 21 di domani”.
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Coronavirus:N.Zelanda,stop non residenti
Oggi 8 casi di contagio in più, per un totale di 28
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19 marzo 2020
08:16
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– Anche la Nuova Zelanda, dopo l’Australia, ha vietato oggi l’ingresso nel Paese ai non residenti per contenere la pandemia di coronavirus: il provvedimento vale anche per i cittadini australiani, che normalmente possono entrare in Nuova Zelanda senza visto.
“La nostra priorità è quella di proteggere i neozelandesi dal Covid-19 – ha detto la premier Jacinda Ardern in una conferenza stampa -. Nei giorni scorsi è divenuto sempre più chiaro che la diffusione del virus in altre parti del mondo significa che dobbiamo prendere misure più stringenti ai confini”.
La misura annunciata oggi, ha proseguito Ardern, vieta l’ingresso nel Paese a tutti i turisti e alle persone che hanno un visto temporaneo, come gli studenti o i lavoratori stagionali. Il governo ha inoltre annunciato oggi che i casi di contagio da coronavirus nel Paese sono aumentati a 28 rispetto ai 20 di ieri: tutti i nuovi contagi sono stati ‘importati’ da persone provenienti dall’estero.
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Coronavirus: Cina, nessun caso interno (2)
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34 i casi di positività arrivati dall’esterno
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19 marzo 2020
10:59
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– Per la prima volta dalla diffusione del coronavirus, la Cina non ha registrato alcun caso di contagio “domestico”. Sono stati, invece, 34 i casi di positività arrivati dall’esterno, l’incremento giornaliero più grande nelle ultime due settimane. Lo ha reso noto la Commissione Nazionale della Salute. I casi di positività arrivati dall’estero, stando ai dati della Commissione, hanno così raggiunto i 189. I dati comunque dimostrano come la pandemia sia sotto controllo a Wuhan, dove il virus ha fatto la sua comparsa a dicembre, e nella provincia di Hubei. Nelle ultime 24 ore sono state registrate 8 morti – tutte a Hubei – che portano il bilancio delle vittime a 3.245. In Cina ci sono stati in totale 81.000 casi di infezione, ma solo 7.263 sono ancora malate di coronavirus.
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Cina: primi due italiani contagiati
Entrambi sono casi importati, arrivati a Shanghai l’11 marzo
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PECHINO
19 marzo 2020
11:52
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Due italiani sono risultati positivi al Covid-19 nel periodo obbligatorio di quarantena di 14 giorni dopo essere arrivati a Shanghai l’11 marzo: si tratta dei primi casi ufficialmente registrati in Cina che coinvolgono connazionali, anche se classificati come ‘contagi importati’.
In base a quanto spiegato dalla Commissione sanitaria municipale, il primo, partito da Amsterdam e arrivato a Shanghai via Parigi, è stato confermato positivo al coronavirus il 15 marzo, mentre il secondo, proveniente da Torino via Parigi, il 13 marzo.
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Coronavirus:quasi 9000 decessi nel mondo
Johns Hopkins, oltre 220.000 casi di contagio, 84.161 i guariti
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19 marzo 2020
12:08
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I decessi causati dalla pandemia di coronavirus nel mondo sfiorano quota 9.000: lo riporta l’ultimo bollettino diffuso dalla Johns Hopkins University.
Per l’esattezza i morti sono adesso 8.957, mentre il numero dei casi di contagio accertati è salito a 220.691. Le persone guarite finora sono 84.161.
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Coronavirus: Nato,crisi senza precedenti
Stoltenberg, uniti la supereremo,abbiamo adottato misure robuste
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BRUXELLES
19 marzo 2020
12:13
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– “Questa è una crisi che non ha precedenti, in passato abbiamo superato crisi e insieme supereremo la crisi del coronavirus”. E’ il messaggio lanciato oggi dal segretario generale della Nato Jens Stoltenberg che ha presentato le condoglianze alle famiglie delle vittime ed espresso la sua “solidarietà a chi soffre per il virus” e la sua “gratitudine a tutti quelli che lavorano nel settore sanitario in prima linea e combattono il virus giorno e notte, ma anche al “personale militare”.
Stoltenberg ha poi affermato che questo è un “momento in cui la nostra resilienza viene messa a dura prova e testata fino al limite” con i “governi alleati che hanno preso misure che non hanno precedenti e che hanno profonde conseguenze economiche”.
Poi ha ricordato le misure “robuste” e “preventive” adottate dalla Nato, ad esempio al quartiere generale a Bruxelles per limitare i rischi e la diffusione del virus e per poter assicurare che “il nostro lavoro continui”.
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Putin, ‘non sono uno zar’
‘Lavoro ogni giorno’
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MOSCA
19 marzo 2020
12:15
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– Il presidente russo Vladimir Putin ha sottolineato che non si considera assolutamente uno zar.
Nella sua intervista alla TASS per il progetto “20 domande a Vladimir Putin”, il capo dello Stato ha affermato che uno zar si limita a impartire ordini, mentre il presidente lavora ogni giorno. “Uno zar è uno che si siede lì, guarda dall’alto in basso e dice: ‘faranno ciò che gli ordino’ mentre lui si prova un berretto e si guarda allo specchio”, ha detto il presidente. Putin, che per 20 anni ha ricoperto le più alte cariche del governo russo, ha confessato che non gli è mai venuto in mente che la sua permanenza al timone del potere sarebbe durata così a lungo. “Non mi è mai passato per la testa. Non avrei mai pensato di finire qui. Non mi sarebbe mai venuto in mente”, ha detto. A proposito della possibilità di abbandonare la corsa a un certo punto, Putin ha detto di sentirsi “responsabile di ciò che sta succedendo e di ciò che accadrà in futuro”.
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Coronavirus: Wuhan, allentata quarantena
In alcune aree della città focolaio del virus
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PECHINO
19 marzo 2020
12:21
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– Con i contagi azzerati, Wuhan, la città focolaio del nuovo coronavirus, allenta la quarantena nelle aree a “infezione zero” permettendo “attività personali” nei compound abitativi. Sono le decisioni prese dalla locale task force sulla prevenzione e il controllo riportate oggi dalla tv statale Cctv.
Nel resto dell’Hubei, provincia di cui Wuhan è capoluogo e che non ha riportato contagi negli ultimi 14 giorni, sarà permesso, a certe condizioni, l’ingresso dall’esterno, secondo un post del governo provinciale. LEGGI TUTTO SULLA POLITICA Home Mappa del sito
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Iata avverte: servono 200 miliardi di dollari alle compagnie aeree. Lufthansa mette a terra quasi tutta la flotta
Per risollevarle dai danni provocati dall’emergenza coronavirus
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GINEVRA
19 marzo 2020
13:27
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Per le compagnie aeree affossate dalla pandemia da coronavirus saranno necessari fino a 200 miliardi di dollari di aiuti. E’ la richiesta fatta dall’International Air Transport Association (Iata), che raggruppa 290 compagnie in 120 Paesi.
Intanto, Lufthansa mette temporaneamente a terra 700 dei suoi 763 aerei. Per il momento, comunque, la compagnia gode ancora di una buona posizione finanziaria.
“Al momento nessuno può prevedere le conseguenze. Dobbiamo fronteggiare una situazione senza precedenti con misure drastiche e a volte dolorose”, ha detto l’ad Carsten Spohr.
La pandemia di coronavirus mina la sopravvivenza del settore dei trasporti aerei dice Spohr. “Più a lungo dura questa crisi, più è probabile che il futuro dell’aviazione non possa essere garantito senza aiuti di Stato”, ha scritto Spohr in un comunicato.
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Cronache della pandemia – Messico
Per le misure di contenimento meno violenza nelle strade
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19 marzo 2020
15:26
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Qualcuno potrebbe mai credere che, oltre agli effetti nefasti, il coronavirus possa sviluppare talvolta una funzione ‘terapeutica’ in campo sociale? All’interrogativo sta rispondendo un convinto sì l’opinione pubblica in Messico, dove l’espansione del virus e delle misure per arginarlo ha generato negli ultimi giorni una tregua della violenza che da anni flagella il Paese.
Anche se ancora non vi sono statistiche che sostengano questa ipotesi, basta sfogliare i quotidiani per rendersi conto che dalle pagine di cronaca nera stanno scomparendo le notizie di massacri, scontri a fuoco ed omicidi. Alejandro Hope, specialista in sicurezza, ha osservato semplicemente che “una minore presenza di persone nelle strade comporta una riduzione delle potenziali vittime di atti violenti”. Per cui, ha aggiunto, “non è assurdo ipotizzare che in presenza di restrizioni imposte per la pandemia diminuiscano i reati, dato che anche le persone propense a commetterli debbono rispettare le regole”.
L’impatto non sarà però lo stesso per tutti i delitti. Ad esempio, “è prevedibile che se le strade si svuotano diminuiranno scippi e assalti ai mezzi pubblici, e si ridurranno i furti negli appartamenti”. Al contempo “è probabile che aumentino i reati domestici, come la violenza familiare o le aggressioni sessuali”. Proprio quello che è accaduto nella provincia cinese dell’Hubei, dove le telefonate alla polizia per denunciare episodi di violenza domestica sono triplicate durante la quarantena
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Cronache della pandemia – America latina
In pieno Oceano misure anti-virus per Rapa Nui e Galapagos
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BUENOS AIRES
19 marzo 2020
09:22
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L’emergenza per evitare una diffusione del coronavirus è generalizzata in moltissimi Paesi dell’America latina, e lo provano le stringenti misure adottate da Cile ed Ecuador perfino per due territori, l’Isola di Pasqua e l’arcipelago delle Galapagos, che si trovano rispettivamente a 3.700 e 1.000 chilometri dalla terraferma continentale.
Guardando a quello che succede nel mondo, Pedro Edmunds, sindaco di Rapa Nui (nome indigeno dell’Isola di Pasqua famosa per le misteriose statue Moai), ha deciso di proteggere i 7.000 abitanti da lui amministrati, tutti indenni dal contagio. E quindi ha chiesto alla compagnia Latam, l’unica che collega il territorio vulcanico con Santiago del Cile e Tahiti, di sospendere il servizio aereo per 14 giorni.
Gli ultimi passeggeri, giunti ieri in due voli che si sono incrociati in direzioni opposte, sono stati fatti scendere e messi in rigida quarantena.
Per non essere da meno con il suo gioiello turistico principale, l’arcipelago delle Galapagos, il governo di Quito ha disposto, nel quadro della dichiarazione di stato di emergenza su tutto il territorio ecuadoriano, “la restrizione completa di visitatori nel Parco Nazionale e nella Riserva marina”, a tempo indeterminato.
Fu questo arcipelago, dove non è stato riscontrato neppure un caso di contagio da Covid-19 (contro i 155 confermati sul territorio continentale ecuadoriano), che permise al naturalista britannico Charles Darwin di elaborare la sua rivoluzionaria teoria sull’evoluzione delle specie.
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Cronache della pandemia – Belgio
File ai mercati prima del ‘coprifuoco’, poi il deserto
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BRUXELLES
19 marzo 2020
09:27
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Il Belgio è entrato in letargo, almeno fino al 5 aprile. Ed emulando quanto fatto in Italia, si dà appuntamento la sera per affacciarsi alle finestre e sostenere con un applauso il personale medico in prima fila nella lotta contro il coronavirus. Il ‘tutti in casa’ annunciato dalla premier Sophie Willmes è scattato a mezzogiorno in una giornata insolitamente soleggiata e calda che stamane, secondo tanti testimoni, ha ispirato a molti lunghe passeggiate prima che scattasse il lungo confinamento a casa.
Ma la patria del surrealismo non si smentisce mai. Da un lato ci sono le scuole chiuse, la mobilità ridotta all’essenziale, il telelavoro e sanzioni fino a 500 euro per chi non rispetterà il divieto di assembramenti. Dall’altro ci sono parchi chiusi alle auto e aperti all’esercizio fisico e ospedali in stato d’allerta dove però, secondo le preoccupazioni postate sui social, ancora non sono state adottate, almeno in misura adeguata, misure di sicurezza come mascherine, guanti e quant’altro.
Poche ore prima che scattasse il ‘coprifuoco’ lunghe file si sono registrate per le strade davanti a negozi e alimentari e non sempre la distanza fra le persone è stata osservata alla lettera, come hanno testimoniati le tv locali. Passato il ‘mezzogiorno di fuoco’ il Paese è entrato nel suo letargo forzato. Deserta la piazza centrale del mercato, solitamente piena di turisti ed anche intorno alla statua di Manneiken pis si è creato un silenzio surreale. Passeggiate a parte, i belgi non rinunciano però alla gola.
Le friggitorie che servono le patatine fritte, piatto di cui il Paese va orgoglioso, potranno rimanere aperte. Ma solo se rispetteranno le regole della distanza di oltre un metro, ha annunciato il presidente dell’Unione Nazionale delle friggitorie, Bernard Lefevre. “I negozi di patatine sono come le panetterie, le macellerie o gli alimentari”.
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Cronache della pandemia – Istituzioni Ue
Inedite girandole di videoconferenze per superare l’emergenza
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BRUXELLES
19 marzo 2020
09:29
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Ai tempi del coronavirus – per la prima volta nella storia dell’Ue – i commissari, sotto la guida di Ursula von der Leyen, si sono riuniti in videoconferenza per la loro riunione settimanale, ed il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha cancellato il consueto appuntamento del vertice dei leader di fine marzo, per sostituirlo, anche in questo caso, con un appuntamento virtuale, ciascuno di fronte al proprio schermo.
Col numero dei contagi che sale di giorno in giorno, le cautele sono d’obbligo, ma Bruxelles serra i ranghi e lavora sodo per cercare di dare una risposta, la più coordinata possibile, di fronte all’emergenza. Perché a queste latitudini non sfugge che in mancanza di un reale sforzo di concertazione, la pandemia potrebbe squassare la nave europea, ben oltre quanto fatto dalle precedenti crisi, dalla Grexit, al terrorismo, alle pressioni migratorie.
Anche per questo, dopo la riunione dei 27 leader di ieri, che dalle rispettive capitali hanno dato il loro ok alla proposta della Commissione di blindare le frontiere dell’Unione, oggi è stata la volta dei ministri dei Trasporti, alle prese con la priorità di creare corsie rapide per la circolazione delle merci. Domani l’appuntamento in videoconferenza è fissato per i responsabili del Lavoro, e anche i negoziatori dell’Ue e del Regno Unito, Michel Barnier e David Frost, stanno valutando di imboccare la stessa strada per avanzare nei negoziati post-Brexit sulle relazioni future, già messi alle strette dallo scarso orizzonte temporale di fronte.
Così l’epidemia, che sta trasformando lo stile di vita degli europei nelle metropoli in lock down, impone nuove modalità anche ai vertici di governo, in un inedito test – che complici le nuove tecnologie – potrebbe portare i suoi frutti anche quando tutto questo pandemonio – si spera – finirà.
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Cronache della pandemia – Brasile
Il virus avanza, proteste a suon di pentole contro Bolsonaro
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SAN PAOLO
19 marzo 2020
09:36
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Brusco risveglio per i brasiliani. Dopo che per settimane il presidente Jair Bolsonaro ha minimizzato e irriso con toni sprezzanti la pandemia di coronavirus, il colosso sudamericano si risveglia con notizie che stanno allarmando la popolazione: i primi due casi mortali, aumento dei contagi, ospedali insufficienti, mancanza di tamponi per i test e il governo che corre ai ripari chiedendo al Congresso di Brasilia di decretare lo stato di calamità nazionale per attingere risorse aggiuntive senza vincoli di bilancio. Aumentano anche i contagiati all’interno del governo: è infatti risultato positivo al test anche il ministro per la Sicurezza nazionale Augusto Heleno, facendo salire a 16 il numero dei positivi al coronavirus tra i partecipanti all’incontro in Florida tra il capo di stato brasiliano e il presidente Usa Donald Trump, risultati entrambi negativi al test.
All’interno del governo aumentano anche le divergenze tra Bolsonaro e il ministro della Salute, Luiz Henrique Mandetta, un tecnico accusato dal capo dello Stato di diffondere il panico tra la popolazione per aver dichiarato che “le prossime 20 settimane saranno molto dure”. La diffusione interna del coronavirus è da oggi l’apertura di tutti i notiziari tv e dei siti online, che finora seguivano i contagi in Europa e, in particolare, in Italia.
E con la diffusione dell’epidemia, sale anche lo scontento verso il governo Bolsonaro, criticato platealmente la notte scorsa con ‘panelacos’, rumorose proteste a colpi di pentole, a San Paolo, Rio de Janeiro, Belo Horizonte e Recife. E stasera sono previste repliche. Preso in contropiede dalle proteste anche in zone considerate tradizionalmente suoi feudi elettorali, Bolsonaro oggi ha goffamente paragonato l’Italia al quartiere di Copacabana: “In ogni palazzo ci sono vecchietti…”, ha detto parlando ai giornalisti.
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Cronache della pandemia – Germania
I ‘Coronaparty’ dei ragazzi che indignano i tedeschi
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BERLINO
19 marzo 2020
10:13
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Il neologismo è invitante, li chiamano ‘Coronaparty’ e sono l’ultima moda in Germania, fra i giovanissimi. In un Paese in cui il virus ormai dilaga – i casi ufficiali sono oltre 8.200 e il sistema sanitario tocca i propri limiti – c’è chi non ha ancora capito. Un po’ come in Italia, prima dei decreti che hanno costretto la gente a restare in casa. Scuole chiuse? Tutti nei parchi, a festeggiare.
Discoteche, locali notturni blindati? Si ripiega nelle abitazioni private o anche in piena notte all’aria aperta, fra litri di birra e musica. Un fenomeno diffuso, che riguarda Berlino come le città nel sud, della Baviera. Intervistati su questa condotta, i ragazzi dimostrano di non aver compreso la gravità della situazione: “Non siamo nella fascia a rischio e abbiamo sempre con noi il disinfettante”, risponde una di loro in un video postato su Twitter. E poi non “coccolerà” nessuno a fine serata. Insomma, un esercito d’inconsapevoli. Per fermare i Coronaparty, a tutela di tutti, arriva la polizia, che fino a inizio settimana ha sciolto gli assembramenti “con le buone”, invitando tutti ad andare a casa.
“Comportamenti del tutto irresponsabili”, è la denuncia bipartisan di molti politici. L’indignazione è esplosa sul web. La Germania che richiama i medici dalle pensioni e costruisce ospedali negli hotel per raddoppiare i posti letto di terapia intensiva mal sopporta l’incoscienza dei giovanissimi. “Gli farei pagare fino a 5.000 euro di multa”, commenta qualcuno su Twitter. “Per ogni Coronaparty andrebbero fatte scorrere le immagini che arrivano dall’Italia. Grazie a voi, presto così anche da noi”.
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Cronache della pandemia – Grecia
A Salonicco migliaia sul lungomare nonostante i divieti
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ATENE
19 marzo 2020
10:17
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Superlavoro per la polizia municipale di Salonicco – seconda città della Grecia – e per le squadre motorizzate dette Dias: agenti in gran numero sono stati dispiegati sul lungomare della città ‘contro’ i moltissimi cittadini che, incuranti delle norme che impongono di limitare al massimo gli spostamenti, passeggiavano serenamente e in gruppo oppure facevano jogging.
Secondo la stampa greca, gli abitanti del capoluogo della Macedonia centrale ellenica si sono anche riversati numerosi in campi da basket, calcio e pallavolo all’aperto per fare sport.
La polizia ha chiuso molti di questi impianti. Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, parlando in tv, ha detto che altre misure restrittive sono in arrivo e già da stamane le frontiere del Paese sono chiuse, eccetto che per i greci e i cittadini dell’Ue residenti in Grecia. Nel Paese, secondo l’ultimo bilancio, si contano 387 contagiati e cinque morti. “Siamo in guerra contro un nemico invisibile, ma non invincibile”, ha detto Mitsotakis.
L’esecutivo ha varato un piano da 2 miliardi di euro per contrastare gli effetti nefasti del coronavirus sull’economia greca, che stava faticosamente emergendo dopo anni di crisi profonda. Tra i provvedimenti, slittamento degli obblighi fiscali per le aziende, anche piccolissime, e un assegno di 800 euro in aprile per chi perde il lavoro nel settore commerciale (sono chiusi tutti i negozi, salvo farmacie e supermarket), con lo Stato che si accollerà previdenza e copertura sanitaria.
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Coronavirus: Guterres, se il virus si diffonde ci saranno milioni di morti
Johns Hopkins, oltre 220.000 casi di contagio, 84.161 i guariti
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19 marzo 2020
18:06
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I decessi causati dalla pandemia di coronavirus nel mondo sfiorano quota 9.000: lo riporta l’ultimo bollettino diffuso dalla Johns Hopkins University. Per l’esattezza i morti sono adesso 8.957, mentre il numero dei casi di contagio accertati è salito a 220.691. Le persone guarite finora sono 84.161.
“Se lasciamo che il virus si diffonda come un incendio, specialmente nelle regioni più vulnerabili del mondo, ucciderà milioni di persone”. Lo ha detto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, parlando in videoconferenza ai giornalisti del Palazzo di Vetro. “Siamo di fronte a una crisi sanitaria globale diversa da qualsiasi altra nella storia di 75 anni delle Nazioni Unite, che sta infettando l’economia globale. Una recessione globale, forse di dimensioni record, è quasi una certezza, ha aggiunto.
Il principe Alberto II di Monaco è positivo al Coronavirus. Lo rende noto il Principato, precisando che “il suo stato di salute non desta alcuna preoccupazione”. Il principe, secondo quanto rende noto il Palazzo di Monaco, può continuare a lavorare dai suoi appartamenti privati. Alberto II aveva fatto il tampone ad inizio settimana, secondo quanto reso noto, 3 giorni dopo che il ministro di Stato, Serge Telle, equivalente del primo ministro nel Principato, aveva annunciato di essere risultato positivo al test.
Il numero delle persone contagiate dal coronavirus negli Stati Uniti ha superato i 10 mila casi. E’ quanto emerge dagli ultimi dati delle autorità federali e locali americane. I casi accertati sono nel dettaglio 10.259, il bilancio delle vittime sale a 152.
Sono 20.000 i militari britannici in stato di “massima allerta” da ieri e inseriti in una speciale Covid Support Force. Iniziativa istituita per affiancare la polizia in compiti di ordine pubblico in vista di nuove misure restrittive del governo di Boris Johnson sull’emergenza coronavirus a Londra o altrove nel Regno Unito.
Sono saliti a 10.999 i casi di contagio da coronavirus in Germania. È quello che ha registrato ufficialmente il Robert Koch Institut stamani. Rispetto a ieri si è avuto un aumento di ben 2801 casi, un dato impressionante che conferma che la malattia si sta diffondendo in modo esponenziale, come affermato dal presidente dell’istituto Lothar Wieler.
E’ stato registrato il primo decesso in Russia, a Mosca, legato all’epidemia da coronavirus. “Si tratta di una donna di 79 anni con una serie di malattie croniche come diabete, arteriosclerosi e ipertensione”. Il decesso è avvenuto nel reparto malattie infettive dell’ospedale n.2 di Mosca. I casi accertati di Covid-19 in Russia sono saliti da 147 a circa 200, 199 per la precisione: lo riferisce il centro anti-coronavirus russo precisando che “in totale 52 casi sono stati registrati nelle ultime 24 ore in 23 regioni della Russia”.
Per la prima volta dalla diffusione del coronavirus, la Cina non ha registrato alcun caso di contagio “domestico”. Sono stati, invece, 34 i casi di positività arrivati dall’esterno, l’incremento giornaliero più grande nelle ultime due settimane. Lo ha reso noto la Commissione Nazionale della Salute. I casi di positività arrivati dall’estero, stando ai dati della Commissione, hanno così raggiunto i 189.
I dati comunque dimostrano come la pandemia sia sotto controllo a Wuhan, dove il virus ha fatto la sua comparsa a dicembre, e nella provincia di Hubei. Nelle ultime 24 ore sono state registrate 8 morti – tutte a Hubei – che portano il bilancio delle vittime a 3.245. In Cina ci sono stati in totale 81.000 casi di infezione, ma solo 7.263 sono ancora malate di coronavirus.
Con i contagi azzerati, Wuhan, la città focolaio del nuovo coronavirus, allenta la quarantena nelle aree a “infezione zero” permettendo “attività personali” nei compound abitativi. Sono le decisioni prese dalla locale task force sulla prevenzione e il controllo riportate oggi dalla tv statale Cctv. Nel resto dell’Hubei, provincia di cui Wuhan è capoluogo e che non ha riportato contagi negli ultimi 14 giorni, sarà permesso, a certe condizioni, l’ingresso dall’esterno, secondo un post del governo provinciale.
Corea Sud, risalgono a 152 i nuovi casi – La Corea del Sud ha avuto 152 nuovi casi di coronavirus, fino a totali 8.565, rompendo la serie di 4 giorni di fila sotto quota 100. I dati aggiornati a mercoledì del Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc) indicano anche 7 nuovi decessi, a 91 complessivi. Il 60% dei contagi fa capo alla Chiesa di Gesù Shincheonji, setta religiosa di Daegu. I timori di contagio sono ora legati a casi specifici come un call center di Seul e alcune chiese protestanti della provincia di Gyeonggi. Sono 407 i guariti per totali 1.947.
Australia vieta l’ingresso ai non residenti – L’Australia ha varato un provvedimento senza precedenti che prevede il divieto di ingresso nel Paese per i non residenti per contenere la pandemia coronavirus. Ad annunciarlo è stato lo stesso primo ministro australiano, Scott Morrison. “Un divieto di viaggio sarà imposto a tutti i non residenti, i cittadini non australiani che arrivano in Australia – ha detto -. Il provvedimento sarà in vigore dalle 21 di domani”.
Anche la Nuova Zelanda ha vietato l’ingresso nel Paese ai non residenti per contenere la pandemia di coronavirus: il provvedimento vale anche per i cittadini australiani, che normalmente possono entrare in Nuova Zelanda senza visto. Lo riporta la Cnn. “La nostra priorità è quella di proteggere i neozelandesi dal Covid-19 – ha detto la premier Jacinda Ardern in una conferenza stampa -. Nei giorni scorsi è divenuto sempre più chiaro che la diffusione del virus in altre parti del mondo significa che dobbiamo prendere misure più stringenti ai confini”. La misura annunciata oggi, ha proseguito Ardern, vieta l’ingresso nel Paese a tutti i turisti e alle persone che hanno un visto temporaneo, come gli studenti o i lavoratori stagionali. Il governo ha inoltre annunciato oggi che i casi di contagio da coronavirus nel Paese sono aumentati a 28 rispetto ai 20 di ieri: tutti i nuovi contagi sono stati ‘importati’ da persone provenienti dall’estero.
Giappone nega ingresso a 38 Paesi inclusa Italia – Scattano da oggi le misure di contenimento decise dal Giappone a seguito della diffusione del coronavirus, incluso il divieto di ingresso ai cittadini italiani, e un totale di 38 Paesi. A tutti i cittadini non giapponesi che provengano o siano transitati dalle Regioni Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Marche, Liguria, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia-Giulia e Trentino-Alto Adige nei 14 giorni precedenti all’arrivo sul territorio giapponese sarà vietato l’ingresso in Giappone, con effetto di immediato respingimento alla frontiera.
Primo caso positivo in Congresso Usa, è deputato – Il deputato repubblicano della Florida Mario Diaz-Balart ha annunciato di essere risultato positivo al coronavirus, divenendo così il primo membro del Congresso americano a essere positivo. Il test è stato effettuato dopo che il deputato ha sviluppato nei giorni scorsi i sintomi del virus, ovvero febbre elevata e mal di testa. Diaz-Balart è ora in quarantena.
Cina, primi due italiani contagiati – Due italiani sono risultati positivi al Covid-19 nel periodo obbligatorio di quarantena di 14 giorni dopo essere arrivati a Shanghai l’11 marzo: si tratta dei primi casi ufficialmente registrati in Cina che coinvolgono connazionali, anche se classificati come ‘contagi importati’. In base a quanto spiegato dalla Commissione sanitaria municipale, il primo, partito da Amsterdam e arrivato a Shanghai via Parigi, è stato confermato positivo al coronavirus il 15 marzo, mentre il secondo, proveniente da Torino via Parigi, il 13 marzo.
Sale contagio in Spagna, 14.769 casi e 638 morti – Continua a salire, anche in Spagna, il contagio da coronavirus: secondo gli aggiornamenti dei media il numero dei casi è arrivato a 14.769 mentre i decessi sono saliti a 767. Le aree più colpite – sottolinea El Mundo – sono Madrid e la Catalogna.
Libano, 139 casi positivi, 4 decessi – Il ministero della sanità libanese ha fornito stamani gli ultimi dati aggiornati circa la diffusione nel paese dei Cedri della pandemia di Covid-19: 15 nuovi casi positivi al test, che portano a 139 il numero complessivo ufficiale di persone infettate dal coronavirus. I decessi sono finora quattro, tutti uomini e con età superiore ai 50 anni. Il Libano esegue test soltanto a chi si presenta in una delle poche strutture ospedaliere allestite dalla fine di febbraio nel paese. Su una popolazione di circa quattro milioni di persone, a cui si aggiunge un milione circa di profughi siriani, al momento in Libano sono in funzione due ospedali, a Beirut, in grado di fare fronte all’emergenza sanitaria.
Israele, casi positivi 529, 100 più di ieri – Il numero complessivo dei casi positivi di coronavirus ha raggiunto oggi in Israele la cifra di 529 contagiati, quasi 100 in più rispetto a quelli registrati ieri. Lo ha reso noto il ministero della sanità. Il ministero ha precisato che 498 contagiati sono in condizioni relativamente buone, 13 in condizioni medie mentre altri 6 sono giudicati malati gravi. Dodici dei primi contagiati sono nel frattempo guariti.
Algeria, i morti salgono a 8, i contagi 82 – E’ di 8 morti e 82 casi confermati il nuovo bilancio del coronavirus in Algeria. Lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità di Algeri in un comunicato.
Londra chiude 40 stazioni metropolitana – Londra inizia a stringere le maglie sull’emergenza coronavirus e annuncia da domani la chiusura di 40 stazioni della metropolitana su varie linee, lo stop totale della linea Waterloo and City e quello pure totale dei servizi notturni della cosiddetta tube, salvo esigenze “essenziali”. Lo rende noto il sindaco laburista Sadiq Khan, precisando che verrà ridotto anche il numero di bus in servizio di notte e che lunedì scatteranno ulteriori tagli alla rete di trasporti pubblici Tfl, inclusi treni urbani di superficie (Overground, Dlr e altri). E sono 20.000 i militari britannici in stato di “massima allerta” da ieri e inseriti in una speciale Covid Support Force istituita per affiancare la polizia in compiti di ordine pubblico in vista di possibili nuove misure restrittive del governo di Boris Johnson sull’emergenza coronavirus a Londra o altrove nel Regno Unito. Annunciato anche il richiamo di un primo contingente di riservisti.
Iran, 149 nuovi decessi, bilancio a 1.284 – Il coronavirus ha provocato altri 149 decessi in Iran, spingendo il totale a quota 1.284: lo ha reso noto il governo.
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Cronache della pandemia – Gran Bretagna
In quarantena con la febbre il prof che ‘ha salvato il Regno’
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LONDRA
19 marzo 2020
10:08
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Anche la pandemia ha i suoi eroi: e, come nel mito, agli eroi non sempre arride la fortuna. In una Gran Bretagna allineata ormai di buon passo verso le restrizioni più severe – dopo le esitazioni iniziali e il tentativo forse illusorio di teorizzare una via più morbida e graduale nella battaglia al coronavirus – è il caso del professor Neil Ferguson, accademico dell’Imperial College di Londra, il cui team è accreditato d’aver persuaso il governo di Boris Johnson e i suoi consiglieri scientifici a cambiare passo.
Suonato l’allarme e vinta la sua sfida a colpi di diagrammi per riportare i palazzi del potere e il Paese lungo un binario di maggiore prudenza, nella difesa delle vite umane sull’isola, Ferguson si è come accasciato. Vittima, pare, di quello stesso virus a cui aveva deciso di dichiarare guerra. Da qualche ora è “in auto-isolamento” a casa con sintomi di probabile contagio da Covid-19 in corpo, sullo sfondo di un nazione dove l’incremento dei casi ha fatto segnare in 24 ore un nuovo record di 676 in più, fino a oltre 2.600. Ad annunciarlo è stato lui stesso, dopo aver trascorso gli ultimi giorni correndo avanti e indietro, di riunione in riunione, fra Downing Street e il parlamento di Westminster: laddove sospetta d’esser stato in ultimo infettato.
Ferguson non è un virologo o un epidemiologo, ma un docente di biologia matematica. Ed è coautore della ricerca-shock secondo i cui calcoli l’accelerazione dell’epidemia verificata nel Regno nei giorni scorsi avrebbe condotto – in assenza d’una stretta immediata sui contatti sociali – a un livello di ricoveri insostenibile per il servizio sanitario nazionale (Nhs, carente soprattutto di posti letto di terapia intensiva). E a una stima potenziale di 250.000 morti nei prossimi mesi. “Sigh – ha twittato in nottata – ho una tosse secca, ma persistente e sono isolato, anche se mi sento bene”. Poi, un secondo messaggio: “Dalle 4 ho la febbre alta”. E infine l’ultimo sfogo, rassegnato: “C’è molto Covid-19 a Westminster”.
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Cronache della pandemia – Usa
Baby Boomer contro Millenial, una guerra generazionale
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NEW YORK
19 marzo 2020
10:15
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L’ira dei Baby Boomer contro figli e nipoti Millenial. Ai tempi del coronavirus l’età diventa un discrimine e manda in crisi il paradigma dei ’60 anni sono i nuovi 40′. Noti per essere la generazione del benessere, della ricchezza e dell’attività sportiva, i Baby Boomer – ovvero i nati tra il 1946 e il 1964 – hanno da tempo sposato la causa di una gioventù prolungata: negli Stati Uniti, oltre ad essere la categoria più numerosa, sono anche quella più rappresentata in maratone, triathlon e ultramaratone. Finora guardati con invidia dai giovani, nelle ultime settimane si sono però ritrovati a fare i conti con una realtà diversa: i 60 anni sembrano diventati i nuovi 80. Con il coronavirus che colpisce di più gli anziani, sono oggetto di ripetute telefonate o messaggini da figli e nipoti che li invitano a rimanere a casa perché alla loro età uscire e avere contatti può essere pericoloso.
A mandarli su tutte le furie non sono solo le raccomandazioni sul confinamento domestico ma anche le prese in giro e l’ironia dei Millenial sull’assalto dei loro ‘vecchi’ ai supermercati, soprattutto a caccia dell’introvabile carta igienica. E questo perché i ‘giovani’ si sentono meno esposti ai rischi del virus anche se poi, lamentano i Baby Boomer, non hanno alcun piano in caso di contagio o stop completo delle attività. Quasi una guerra generazionale.
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Cronache della pandemia – Russia
‘Con un bicchiere di vodka al giorno passa tutto’. Ogni giorno storie, curiosità e bilanci
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19 marzo 2020
11:07
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Il presidente russo Vladimir Putin ha finalmente parlato chiaro a proposito dell’epidemia di coronavirus – che sinora ha largamente risparmiato il Paese – e ha chiesto ai suoi concittadini di “non fare incetta” di beni di prima necessità poiché la situazione è “sotto controllo”. E dunque i russi hanno prontamente assaltato i supermercati. I numeri, infatti, parlano chiaro. I contagi stanno aumentando (soprattutto a Mosca) e le indiscrezioni si susseguono fitte, come quella che dà ormai per certo il ‘lockdown’ della capitale entro le prossime due settimane, se non già al termine di quella corrente. Le autorità hanno negato. Ma siccome un vecchio detto sovietico recita ‘non credere a nulla sino a che non lo smentisce il Cremlino’, negli ultimi giorni, per la prima volta, anche a Mosca si sono viste scene di preparazione all’apocalisse – prontamente documentate sui social – come negli altri Paesi sconvolti dal virus. Ma sono le prime avvisaglie: il grosso della città ancora vive come se nulla fosse. “Il medico mi ha detto che con un bicchierino di vodka al giorno passa tutto”. Sembra una spacconata ma in realtà la battuta è molto in voga fra i russi e gli ‘expat’ europei, italiani in testa, vengono guardati strano (benché la solidarietà per la crisi nostrana sia totale), come se fossero fin troppo ansiosi. Così si creano due mondi: quello di chi vede l’onda montare e quello di chi pensa che sia tutta una psicosi. Tutto già visto altrove. Le autorità dal canto loro si preparano: il comune di Mosca ha fatto sapere di aver pizzicato oltre 200 furbetti della quarantena – tutti rientrati da zone a rischio – grazie al sistema di riconoscimento facciale cittadino. Prove generali.
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Iraq: imposto coprifuoco, 12 morti
Attenzione per pellegrini sciiti attesi a mausoleo imam Kazem
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BEIRUT
19 marzo 2020
11:26
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– Il governo federale iracheno ha imposto nelle ultime ore il coprifuoco completo in tutto il paese per limitare la diffusione del Covid-19. Lo riferisce stamani il ministero della sanità di Baghdad, che ha fornito il bollettino ufficiale e aggiornato della situazione sanitaria: 164 contagi, sei dei quali registrati nelle ultime ore; 12 decessi, per lo più anziani e con malattie croniche; 34 persone guarite. Il governo iracheno invita tutti i cittadini ad astenersi da ogni tipo di assembramento e a restare nelle proprie abitazione. Attenzione particolare è dedicata ai pellegrini sciiti che dopodomani si apprestano a celebrare a Baghdad un importante rito nei pressi del mausoleo dell’imam Kazem. Il santuario è stato chiuso ma ancora ieri si registrava un afflusso di decine di fedeli nei pressi del luogo santo.
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Coronavirus: Germania, 11mila casi
Dati del Robert Koch Institut
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BERLINO
19 marzo 2020
11:09
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– Sono saliti a 10.999 i casi di contagio da coronavirus in Germania. È quello che ha registrato ufficialmente il Robert Koch Institut stamani. Rispetto a ieri si è avuto un aumento di ben 2801 casi, un dato impressionante che conferma che la malattia si sta diffondendo in modo esponenziale, come affermato dal presidente dell’istituto Lothar Wieler.
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Corea Sud: 152 nuovi casi
Dopo quattro giorni di rialzi sotto quota 100, morti sono 91
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PECHINO
19 marzo 2020
11:19
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– La Corea del Sud ha avuto 152 nuovi casi di coronavirus, fino a totali 8.565, rompendo la serie di 4 giorni di fila sotto quota 100. I dati aggiornati a mercoledì del Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc) indicano anche 7 nuovi decessi, a 91 complessivi. Il 60% dei contagi fa capo alla Chiesa di Gesù Shincheonji, setta religiosa di Daegu. I timori di contagio sono ora legati a casi specifici come un call center di Seul e alcune chiese protestanti della provincia di Gyeonggi. Sono 407 i guariti per totali 1.947.
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Coronavirus: primo morto a Mosca
Governo non prevede introduzione coprifuoco
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MOSCA
19 marzo 2020
11:22
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– Il centro di risposta all’epidemia di coronavirus ha fatto sapere che in Russia, a Mosca, si è verificato il primo decesso legato all’epidemia. “Si tratta di una donna di 79 anni con una serie di malattie croniche, come diabete, arteriosclerosi e ipertensione”. Il decesso è avvenuto nel reparto malattie infettive dell’ospedale N.2 di Mosca. Lo riportano i media russi.Le autorità di Mosca non prevedono di introdurre il coprifuoco in città per combattere la diffusione del nuovo coronavirus (COVID-19). Lo ha detto la task force di Mosca contro l’epidemia, smentendo nuovamente le notizie riportate da alcuni media.
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Barnier positivo al coronavirus, ‘insieme ce la faremo’
Caponegoziatore Ue per Brexit lo annuncia con un tweet
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PARIGI
19 marzo 2020
11:46
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“Tengo ad informarvi che sono risultato positivo al Coronavirus”: lo annuncia in un tweet accompagnato da un video il capo negoziatore Ue per la Brexit, Michel Barnier. “Sto bene, e il morale è alto. Seguo naturalmente tutte le istruzioni come anche la mia squadra. Il mio messaggio a tutti coloro che sono colpiti o attualmente isolati: insieme ce la faremo! Uno per tutti”.
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Cronache della pandemia – Serbia
La solidarietà con gli italiani corre sui social
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BELGRADO
19 marzo 2020
13:17
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In Serbia, dove i contagi non arrivano neanche a cento, la solidarietà con l’Italia e gli italiani alle prese col dramma del coronavirus corre sui social. I serbi stanno imparando da quello che accade in Italia. E per mostrare quanto sia seria e pericolosa la situazione nel nostro Paese, in molti casi su Fb, Whatsapp e altre reti si condividono filmati e testimonianze sugli eventi drammatici di questi giorni nella Penisola. In particolare il web è rimasto fortemente colpito da un video su una chiesa di Bergamo in cui erano state posate sul pavimento numerose bare. E a tanti serbi che amano di solito mostrarsi forti ed eroici, quella scena ha gelato il sangue nelle vene. Al tempo stesso i serbi mostrano di voler partecipare e condividere il dramma dell’epidemia, ammirando come le persone in Italia lottino con l’isolamento, contro la solitudine, rifugiandosi nella musica che conoscono molto bene. Così il noto motivo ‘Luna rossa’ offre l’ispirazione per riferirsi alle famigerate ‘Zone rosse’. E si rimane estasiati e ammirati ad ascoltare arie famose come il ‘Nessun dorma’ che riecheggiano dai balconi delle città italiane, ora tristi e desolate. Molti da queste parti, a sostegno dei loro amici italiani, fanno girare sui loro profili Fb varie versioni e interpretazioni dell’inno di Mameli, e vi sono anche quelli che portano i loro cellulari alle finestre intorno alle otto di sera con le note dell’inno italiano ad alto volume. Non sono pochi poi i giovani che girano per le strade di Belgrado e altre città indossando magliette di squadre di calcio italiane. Anche questa è solidarietà.
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Cronache della pandemia – Africa
La scure della censura egiziana su Guardian e New York Times
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IL CAIRO
19 marzo 2020
15:24
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19 MARZO
Il coronavirus si sta rivelando un detonatore delle tensioni fra l’amministrazione egiziana e i media occidentali già da tempo nel mirino della censura.
“I censori innestano la quinta sulla copertura del coronavirus”, titola oggi il sito Monitor Pulse, segnalando due pressioni esercitate dall’Ufficio stampa statale egiziano (Sis) soprattutto sul quotidiano britannico Guardian ma anche sullo statunitense New York Times. Come riferito questa settimana dal sito del principale quotidiano governativo egiziano, al Ahram, “il Sis ha revocato l’accredito al corrispondente del Guardian al Cairo e ha lanciato un avvertimento al capo dell’ufficio (di corrispondenza) del NYT per aver pubblicato “stime inaccurate sul numero di casi di coronavirus in Egitto”.
Il quotidiano britannico domenica aveva pubblicato un articolo sostenendo che le infezioni da Covid-19 nel Paese erano più alte di quelle indicate nelle cifre ufficiali e, citando esperti canadesi, parlava di 19.300 casi rispetto ai 126 indicati in quei giorni dal ministero della Salute egiziano. Lo studio canadese era stato twittato dal corrispondente del Nyt, Declan Walsh.
Il Servizio di informazione dello Stato (Sis) aveva definito “deliberatamente fuorviante” l’articolo del Guardian e preteso delle scuse. Il Sis in passato ha avuto attriti anche con Reuters, Bbc e Times. L’Egitto viene collocato al 163/o posto su 180 nella classifica mondiale della libertà di stampa di ‘Reporters sans frontieres’ e, assieme a Turchia, Arabia Saudita e Cina, fra i quattro Paesi che arrestano più giornalisti secondo il ‘Committee to protect journalists’.
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Cronache della pandemia – Stati Uniti
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PARIGI
19 marzo 2020
17:53
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19 MARZO
Qualche newyorchese scorazza per il porto e scruta l’orizzonte. No, non attende una delle tante festanti navi da crociera che prima del coronavirus erano l’icona della vacanza in mare con tutti i divertimenti di una città.
Aspetta di vedere spuntare una nave ospedale bianca della marina militare, che per ironia della sorte si chiama Comfort: non nel senso di lusso e comodità, ma di consolazione e conforto.
Il suo arrivo è stato annunciato da Donald Trump per fronteggiare nell’emergenza del “virus cinese”, come si ostina a chiamarlo, la carenza di posti letto ospedalieri nella metropoli simbolo del Paese più opulento del mondo, tanto che si pensa anche ad ospedali da campo con l’aiuto del Genio militare.
La Usns Comfort ne ha mille, con 12 sale operatorie, una banca del sangue, un laboratorio medico, una farmacia e un reparto di tomografia computerizzata. Lunga come tre campi di football e alta dieci piani, è considerata la più grande nave ospedale del mondo e il quarto ospedale più grande degli Usa.
Non sarà un gran bel vedere sull’harbor della Grande Mela ormai deserta: avrà il sapore di una presenza sinistra, incarnerà plasticamente la minaccia di un nemico invisibile. L’emergenza è tale da unire anche nei toni due leader che si detestano: “Io e il presidente concordiamo suo fatto che stiamo combattendo la stessa guerra. Questa è una guerra, siano in trincea”, ha spiegato il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo, mentre litiga con il sindaco Bill de Blasio sulla chiusura della città. Ma mentre qualcuno aspetta ancora al molo, il Pentagono sorprende tutti: la nave ospedale è in manutenzione a Norfolk, ci vorranno settimane. Com’è successo per mascherine, ventilatori e test.
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Coronavirus: esperti italiani testano app per tracciamenti
Nel team il fisico Foresti e l’esperto privacy Vaciago
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19 marzo 2020
18:40
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Un’app che se installata sul telefono aiuta a ricostruire i movimenti delle persone positive al coronavirus e di chi è entrato in contatto con loro. La sta sviluppando un gruppo di esperti italiani, non è ancora scaricabile dagli store digitali e ci sono contatti con il governo “ma al momento non c’è nulla di nuovo”, spiega Luca Foresti, fisico e amministratore delegato della rete di poliambulatori specialistici Centro medico Santagostino.
All’applicazione stanno lavorando, oltre al Centro medico Santagostino, anche Giuseppe Vaciago, avvocato ed uno dei maggiori esperti nella protezione dei dati sensibili in Italia e le società tecnologiche Jakala, Bending Spoons e Geouniq.
“Vogliamo costruire un sistema tecnologico che possa andare nelle mani delle istituzioni per aiutarle a gestire la crisi, tenuto conto del fatto che non sarà breve e avrà una crescita, è importante avere strumenti che permettono di tracciare cosa succede sul territorio”, aggiunge Foresti.
La tecnologia alla base dell’app permette, a partire dai dati georeferenziati e anonimi, di individuare movimenti e interazioni delle persone, raccoglie un loro diario clinico come l’insorgenza della febbre e altri sintomi, e sulla base delle informazioni georeferenziate ad esempio capisce, molto prima dell’arrivo in ospedale, che in una zona c’è un focolaio. Il tracciamento, inoltre, permette di comprendere con quali persone il soggetto è entrato in contatto e se è scattata l’auto-quarantena.
“Le persone che scaricano e installano l’app sul cellulare diventano un nodo di raccolta di dati georefrenziata che aiuta tutti ma aiuta anche il singolo individuo ad avere informazioni puntuali su se stesso. Più persone ce l’avranno più l’app avrà un ruolo pubblico che farà capire tante cose”, sottolinea Foresti
“La privacy è tutelata – aggiunge – perché l’app è solo un punto di contatto tra il sistema e le persone senza rivelare dati personali, la stiamo testando e ci stiamo muovendo in modo rapido anche se ci sono tanti passaggi di tipo tecnologico e istituzionale. Nella situazione che sta vivendo l’Italia ci è sembrato un elemento da mettere in pista e lo stiamo facendo con le migliori competenze sul mercato. Il tempo è fondamentale in questo momento, è un momento delicato in cui devono parlare i fatti”, conclude Foresti.
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Siria: due soldati turchi uccisi a Idlib
Uccisi nella zona della tregua siglata da Erdogan e Putin
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ISTANBUL
19 marzo 2020
15:44
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– Due soldati turchi sono rimasti uccisi nella provincia di Idlib, nel nord-ovest della Siria. Lo riferiscono le autorità turche, senza precisare le circostanze delle loro morti, avvenute a due settimane dall’accordo per una tregua nella regione concluso a Mosca tra i presidenti di Turchia e Russia, Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin.
I militari erano impegnati nell’operazione Scudo di Primavera, lanciata a fine febbraio dall’esercito di Ankara per contrastare l’offensiva delle forze di Bashar al Assad appoggiate dalla Russia.
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Coronavirus: chiude aeroporto Innsbruck
Scalo resta aperto per emergenze
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BOLZANO
19 marzo 2020
15:19
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– A causa dell’emergenza coronavirus chiude ora anche l’aeroporto di Innsbruck, in Tirolo. Lo scalo – annunciano i gestori in una nota – resterà comunque accessibile per emergenze. Dal primo aprile, dopo un confronto con le parti sindacali, dovrebbe scattare l’orario di lavoro ridotto per i dipendenti.
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Cina: errore punire medico-eroe
Li Wenliang pagò per intuizione sull’infezione simile alla Sars
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PECHINO
19 marzo 2020
15:08
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– La polizia di Wuhan si scusa con il medico-eroe Li Wenliang – che per primo lanciò l’allarme sul coronavirus e in seguito morto proprio per aver contratto il Covid-19 – per la convocazione e la reprimenda ai suoi danni con l’accusa di “diffusione di false informazioni su internet”.
L’Ufficio di pubblica sicurezza della città focolaio ha scritto in una nota che sul caso “ci furono applicazione errata della legge e procedure irregolari”. Le scuse arrivano dopo le conclusioni della National Supervisory Commission, secondo cui “l’azione della polizia non fu appropriata”.
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Ue lavora a rimpatrio 100mila europei
Von der Leyen, in contatto con i 27 stiamo organizzando 13 voli
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BRUXELLES
19 marzo 2020
14:37
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– “Siamo qui per aiutare gli oltre centomila europei bloccati all’estero per la crisi del coronavirus a tornare a casa. Lavoriamo in stretto contatto con i governi nazionali per riportarli in Ue. In tempi come questi è bene far parte di una comunità forte: l’Unione europea”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un videomessaggio su Twitter, annunciando che l’Ue sta organizzando 13 voli per i rimpatri di europei bloccati in Egitto, Marocco, Tunisia, Argentina, ed altri Paesi.
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Spagna: hotel trasformato in ospedale
Domani tocca a un altro. In totale saranno 40 per 9.000 posti
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19 marzo 2020
14:35
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– Un primo hotel di Madrid è stato trasformato in una struttura ospedaliera, per curare i casi meno gravi di coronavirus che non richiedono il ricovero.
Questo “alleggerirà la pressione” negli ospedali e “libererà le stanze”, ha affermato la regione di Madrid in una nota.
Un altro hotel a quattro stelle in città, il Marriot Auditorium, sarà aperto ai pazienti da domani. In totale, l’associazione alberghiera nella capitale spagnola ha annunciato di aver “reso disponibili 9.000 posti letto in oltre 40 hotel per assistere i malati affetti da coronavirus”.
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Wuhan, allentata quarantena
Spiragli per le zone dell’Hubei dove non ci sono nuovi contagi
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PECHINO
19 marzo 2020
14:10
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– Con i contagi azzerati, Wuhan, la città focolaio del nuovo coronavirus, allenta la quarantena nelle aree a “infezione zero” permettendo “attività personali” nei compound abitativi. Sono le decisioni prese dalla locale task force sulla prevenzione e il controllo riportate oggi dalla tv statale Cctv. Nel resto dell’Hubei, provincia di cui Wuhan è capoluogo e che non ha riportato contagi negli ultimi 14 giorni, sarà permesso, a certe condizioni, l’ingresso dall’esterno, secondo un post del governo provinciale.
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19 marzo 2020
18:48
Fuga da Miami, ‘in 48 ore chiusi spiagge e bar’
Ma americani non hanno ancora chiara la percezione del pericolo.
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Di Maio lavora per fornitura mascherine
Da parte di un’azienda cinese. Informati Conte e i commissari
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19 marzo 2020
16:06
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Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sta lavorando ad una fornitura diretta da parte di un’azienda cinese di 100 milioni di mascherine verso l’Italia.
Lo si apprende da fonti informate, secondo cui Di Maio avrebbe già parlato dell’operazione al premier Conte, al ministro Speranza e ai commissari Borrelli e Arcuri. Il contratto della commessa, si apprende, sarebbe già siglato. Dopo l’arrivo di diversi ventilatori polmonari dalla Cina e altri Paesi, l’emergenza ora riguarda anche le mascherine in dotazione soprattutto a medici, infermieri e operatori sanitari.
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Cronache della pandemia – La Russia
La Chiesa ortodossa vieta il bacio dell’anello e introduce bicchieri monouso
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19 marzo 2020
16:20
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La pandemia s’infila ovunque e ciascuno è chiamato a fare la sua parte per ridurre il rischio del contagio, compresa la Chiesa Ortodossa. Nonostante, infatti, i numeri ufficiali in Russia siano bassissimi rispetto all’Europa, l’ufficio del Patriarcato di Mosca ha diffuso una circolare in cui delinea le nuove norme igieniche da seguire a messa “sino a nuovo ordine”. E lo fa, a quanto pare, traendo spunto dai propri archivi, recuperando le pratiche in voga nella Russia zarista, prona alle epidemie.
Insomma, un’istituzione millenaria come la Chiesa sa che ‘l’era del lindo’ non ha molti lustri alle sue spalle e che il genere umano, al contrario, ha combattuto con virus e batteri sin dalla notte dei tempi. Dunque, rewind.
Il cucchiaino (sempre lo stesso per tutti) con il quale si fa la comunione va allora disinfettato dopo ogni persona usando sì il velo sacro, ma impregnato di alcol, la bevanda con la quale ci si sciacqua la bocca dopo la liturgia va offerta solo in bicchieri monouso e per spezzare il pane, e distribuirlo ai fedeli, vanno usti i guanti.
Il rito ortodosso peraltro è più ‘esotico’ di quello cattolico ed esprimere la propria devozione attraverso ‘il bacio’ – alle icone, alla croce, ai propri confratelli – è prassi comune. Ecco, non più. Per ora. I sacerdoti sono stati allora incoraggiati a porre “sulla fronte” dei fedeli la croce, e non sulle labbra. Ai preti è poi vietatissimo porgere la mano per il bacio, anelli compresi. E per l’unzione, meglio usare i cotton fioc usa e getta. Che sarà pure un disastro per l’ambiente, ma è meglio della spugna urbi et orbi. Mala tempora, qui ci vuole.
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Cronache dalla pandemia – Gran Bretagna
Elisabetta si ritira nel castello di Windsor, i sudditi temono per la sua salute
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19 marzo 2020
17:18
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Si chiama coronavirus, ma per colmo di paradosso allunga le sue ombre come una minaccia anche sulla vecchia monarchia britannica. Fra i tanti motivi di allarme crescente per il diffondersi dell’epidemia, che pendono sui sudditi e i vertici istituzionali del Regno Unito, non può mancare l’inquietudine – appena velata dal tabù e dal rispetto – per l’età avanzata di Sua Maestà la regina: apparsa in forma e solida come una roccia in questi giorni, e tuttavia pur sempre prossima alla boa dei 94 anni, che girerà ad aprile.
Conclusi ieri gli ultimi impegni d’un fugace ritorno ‘business as usual’ a Buckingham Palace, Elisabetta II ha ripreso oggi la via del più isolato castello di Windsor. Suo tradizionale buen retiro alle porte di Londra dove resterà fino a dopo Pasqua e dove si trova in ritiro ormai permanente il suo quasi centenario consorte Filippo (99 anni da compiere a giugno), dopo l’addio a ogni residua corvee di rappresentanza della Royal Family annunciato fin dal 2017.
In sostanza si tratta d’adeguarsi alle nuove indicazioni date a spizzichi e bocconi sull’emergenza Covid-19 dal governo di Boris Johnson: che da una settimana raccomanda tassativamente a tutti i britannici di evitare i contatti sociali “non essenziali”; e specialissima cautela alle persone anziane.
Il problema è che “l’adivce” tocca l’intera catena di comando dinastica, visto che anche l’eterno erede al trono, il principe Carlo, co-reggente de facto, ha superato i 70 anni al pari della consorte Camilla. Mentre il suo primogenito William, terzo in linea di successione, e la moglie Kate debbono badare alla sicurezza di tre bambini piccoli. E il secondo figlio Harry ha riattraversato l’oceano verso il Canada dopo la scelta del passo indietro dalla famiglia reale con Meghan e l’ultimo nato Archie.
Come se non bastasse, a rischio ci sono pure le prossime nozze di casa Windsor, quelle della principessa Beatrice (già oscurate dallo scandalo sessuale Epstein, che coinvolge Andrea, padre della sposa) con l’immobiliarista italo-londinese Edoardo Mapelli Mozzi. Matrimonio che la coppia per ora conferma il 29 maggio, sebbene rinunciando al ricevimento a Buckingham Palace; ma che resta in effetti sospeso all’ok del governo persino come semplice “cerimonia privata” di fronte a pochi intimi.
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Cronache dalla pandemia – Stati Uniti
I newyorkesi attendono Comfort, la maxi nave ospedale della Marina
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19 marzo 2020
17:49
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Qualche newyorchese scorazza per il porto e scruta l’orizzonte. No, non attende una delle tante festanti navi da crociera che prima del coronavirus erano l’icona della vacanza in mare con tutti i divertimenti di una città.
Aspetta di vedere spuntare una nave ospedale bianca della marina militare, che per ironia della sorte si chiama Comfort: non nel senso di lusso e comodità, ma di consolazione e conforto.
Il suo arrivo è stato annunciato da Donald Trump per fronteggiare nell’emergenza del “virus cinese”, come si ostina a chiamarlo, la carenza di posti letto ospedalieri nella metropoli simbolo del Paese più opulento del mondo, tanto che si pensa anche ad ospedali da campo con l’aiuto del Genio militare.
La Usns Comfort ne ha mille, con 12 sale operatorie, una banca del sangue, un laboratorio medico, una farmacia e un reparto di tomografia computerizzata. Lunga come tre campi di football e alta dieci piani, è considerata la più grande nave ospedale del mondo e il quarto ospedale più grande degli Usa.
Non sarà un gran bel vedere sull’harbor della Grande Mela ormai deserta: avrà il sapore di una presenza sinistra, incarnerà plasticamente la minaccia di un nemico invisibile. L’emergenza è tale da unire anche nei toni due leader che si detestano: “Io e il presidente concordiamo suo fatto che stiamo combattendo la stessa guerra. Questa è una guerra, siano in trincea”, ha spiegato il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo, mentre litiga con il sindaco Bill de Blasio sulla chiusura della città. Ma mentre qualcuno aspetta ancora al molo, il Pentagono sorprende tutti: la nave ospedale è in manutenzione a Norfolk, ci vorranno settimane. Com’è successo per mascherine, ventilatori e test.
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Giovani a polizia, a Bolzano per droga
3 pusteresi mostrano anche bilancino di precisione
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BOLZANO
19 marzo 2020
17:49
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– L’acquisto di droga: è stata questa la giustificazione fornita da tre giovani della val Pusteria durante un controllo a Bolzano. I tre giovani, residenti tra Brunico e Monguelfo, di pomeriggio sono stati sorpresi nei pressi del Parco delle Religioni. Alla richiesta di fornire la prevista autocertificazione per giustificare la presenza in un Comune diverso da quello di residenza, i tre hanno ammesso di essere venuti a Bolzano per cercare della sostanza stupefacente, mostrando anche, per suffragare quanto dichiarato, un bilancino di precisione con cui avrebbero dovuto pesare la droga acquistata. Non rientrando tra le “situazioni di necessità”, sono stati denunciati.
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Di Maio, sbloccati 8 mln di mascherine
Altri 100 milioni arriveranno dalla Cina
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19 marzo 2020
21:25
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– “All’Italia servono decine di milioni di mascherine”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Oggi ne abbiamo sbloccate circa 8 milioni da diverse parti del mondo. Egitto, Turchia, Brasile e Germania che arriveranno entro la fine della settimana”, ha annunciato.
“Dalla Cina arriveranno 100 milioni di mascherine, oggi abbiamo firmato il contratto”, ha aggiunto.
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Trump, mondo pagherà per colpa Cina
‘Ha rallentato la condivisione delle informazioni sul virus’
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WASHINGTON
19 marzo 2020
21:30
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– “Il mondo pagherà a caro prezzo il fatto che la Cina ha rallentato la condivisione delle informazioni sul virus”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump.
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Coronavirus: Trump cancella G7 di giugno a Camp David
Si terra’ in videoconferenza
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WASHINGTON
20 marzo 2020
00:04
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Donald Trump, a causa dell’emergenza coronavirus, ha cancellato il summit dei leader del G7 che era previsto a Camp David nel mese di giugno. Il vertice si svolgera’ quindi in videoconferenza, come gia’ accaduto all’inizio di questa settimana. Trump fa anche sapere che organizzera’ delle videoconferenze con i leader delle maggiori potenze mondiali anche ad aprile e a maggio.
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