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DALLE 21:09 DI DOMENICA 22 MARZO 2020

ALLE 10:54 DI SABATO 28 MARZO 2020

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Coronavirus, anche Facebook riduce qualità video Ue
Mossa analoga a quelle di Netflix, YouTube, Amazon e Disney
22 Marzo 2020
21:09

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Facebook ha annunciato la riduzione temporanea della qualità dei video in Europa, per evitare di congestionare le reti internet. La mossa, che riguarda anche Instagram, fa seguito a quelle analoghe di Netflix, YouTube, Amazon e Disney.
“Per contribuire a limitare qualsiasi potenziale congestione della rete, ridurremo temporaneamente il bitrate per i video su Facebook e Instagram in Europa”, ha detto un portavoce del social network in una nota.
La decisione di abbassare la qualità dei filmati fa seguito alla richiesta formulata mercoledì scorso dal commissario Ue per il Digitale Thierry Breton, che ha chiesto alle piattaforme di contenuti in streaming di passare dall’alta definizione alla definizione standard, in modo da facilitare lo smart working e l’istruzione a distanza.
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Amazon assumerà camerieri licenziati
Andrà peggio prima di migliorare, concentrati su come aiutare
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23 marzo 2020
11:54
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Amazon apre le porte ai camerieri che hanno perso il lavoro a causa del coronavirus. Lo ha annunciato il ceo Jeff Bezos in un memo rivolto ai dipendenti, in cui ribadisce l’intenzione di assumere 100mila persone e spiega le difficoltà del reperire mascherine per i lavoratori.
“In tutto il mondo, le persone avvertono gli effetti economici di questa crisi, e sono triste nel dire che prevedo che le cose peggioreranno prima di migliorare”, ha scritto Bezos. “Stiamo assumendo 100mila persone e aumentando i salari per i nostri lavoratori a ore. Allo stesso tempo, altre aziende come ristoranti e bar sono costrette a chiudere le porte.
Speriamo che le persone licenziate vengano a lavorare con noi fino a quando non saranno in grado di tornare ai lavori che avevano”.
“Non c’è un manuale di istruzioni per come ci sentiamo in questo momento, e so che sta causando stress a tutti”, ha aggiunto, assicurando di essere “totalmente concentrato su come Amazon possa svolgere al meglio il suo ruolo ed essere d’aiuto”.
Nella lettera ai dipendenti, Bezos ha anche spiegato le difficoltà di reperire mascherine. Amazon ne ha ordinate milioni “per i dipendenti e i collaboratori che non possono lavorare da casa”, ha evidenziato, ma “pochissimi di questi ordini sono stati evasi”. Le mascherine scarseggiano a livello globale e adesso devono andare “alle strutture più bisognose come gli ospedali”, che “vengono al primo posto”, ha osservato. “Quando arriverà il nostro turno per le mascherine, la priorità sarà metterle nelle mani dei dipendenti”.
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Coronavirus, Google lancia un sito per gli Usa
Al centro di una frizione con Trump. Notizie da fonti autorevoli
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24 marzo 2020
14:54
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Dopo un rinvio, Google ha messo online nel weekend il suo sito informativo sul coronavirus dedicato agli statunitensi, che dieci giorni fa era stato al centro di una frizione tra la compagnia e il presidente Usa Donald Trump.
Il sito google.com/covid19, che sarebbe dovuto andare online una settimana fa secondo quanto dichiarato dall’azienda prima di annunciare un rinvio, offre una serie di schede informative provenienti da fonti autorevoli come l’Oms. In varie sezioni affronta, sintomi, prevenzione e trattamenti, offre statistiche, notizie locali e link al sito dei Centri statunitensi per la prevenzione e il controllo delle malattie.
Il sito è diverso da quanto preannunciato da Trump, che nel corso di una conferenza aveva lasciato intendere si trattasse di uno strumento per fare screening a distanza e indirizzare gli americani verso le strutture in cui eseguire il tampone. In realtà, come precisato da Google, a occuparsi di triage e test è un sito diverso, che riguarda solo l’area di San Francisco.
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Coronavirus: al via ricerca per app traccia-spostamenti
Call ministero Innovazione, anche tele-assistenza pazienti
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23 marzo 2020
16:22
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Un appello al mondo dell’impresa e della ricerca per trovare app che consentano di seguire in “teleassistenza” pazienti affetti da patologie legate a Covid-19 e per individuare “tecnologie e soluzioni per il tracciamento continuo, l’alerting e il controllo tempestivo del livello di esposizione al rischio delle persone”. A lanciare la call è il ministero dell’Innovazione, insieme a quello della Salute, all’Iss e all’Oms, con il supporto di un comitato scientifico multidisciplinare. L’obiettivo è selezionare, nei prossimi tre giorni, “le migliori” offerte.

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Coronavirus e app, 319 proposte in attesa task force
Pisano prudente, va prima testata. Zaia, sospendere norme privacy
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27 marzo 2020
17:18
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Sono 319 le proposte arrivate al Ministero dell’Innovazione per un’app che aiuti a contenere l’epidemia del coronavirus con il tracciamento, sulla scia di altri paesi. E dovrebbe arrivare il decreto per la nomina della task force tecnologica che esaminerà i progetti, mentre il ministro Paola Pisano invita alla prudenza su un sistema “che va prima testato” perché “non è la soluzione di tutto”. Il governatore Zaia chiede di sospendere le norme sulla privacy e l’Oms mette l’accento sui diritti delle persone. Una ricerca del Mit spiega che questi sistemi possono generare razzismo.
Le 319 proposte ricevute per l’app di tracciamento riguardano strumenti di analisi dei dati, a queste offerte se ne aggiungono ulteriori 504 relative alla telemedicina altro settore incluso nella ‘call’ di Innova Italia. “Bisogna essere molto prudenti e non pensare che l’app, se mai venisse selezionata e si decidesse di usarla, sarebbe la soluzione di tutto: per fare in modo che funzioni la prima cosa è testarla in un’area, non diffonderla subito su scala nazionale”, precisa la ministra Pisano.
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Leggere Dante in staffetta video e in smartworking al tempo del coronavirus
L’idea di un professore che insegna italiano e latino a Roma
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26 marzo 2020
19:05
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Leggere insieme il sommo poeta in tempi di smarworking producendo una video-staffetta per la fruizione comune sui Social network. È stata questa l’idea poi diventata un progetto reale del professor Pierluigi Di Clemente: abruzzese, classe ’79, docente di italiano e latino presso il Liceo Scientifico e Musicale ‘Farnesina’ di Roma. Il professor Di Clemente insegna da dodici anni e organizza anche eventi culturali. È un grecista, un attore e appassionato di teatro antico. I suoi poeti preferiti sono Dante Alighieri e Gabriele d’Annunzio
Professore, come ha pensato di unire Dante con lo smartworking ed arrivare ad una staffetta video? L’idea parte da un verso dantesco: “diverse voci fanno dolci note”. In questi giorni atipici, la cultura può mantenerci uniti. Ed ecco il nostro messaggio per celebrare il Dantedì: pur lontani, recitare un unico canto, in continuità, come se fossimo una sola voce. E lo schermo dello smartphone, non più semplice strumento di isolamento o evasione, è divenuto mezzo di condivisione.
Come giudica quest’esperienza costretta dall’emergenza di insegnare ini smartworking e qual è sinora la reazione degli studenti? E’ indubbiamente un grande cambiamento, sia per i docenti che per i ragazzi e le loro famiglie: abbiamo tutti dovuto riorganizzare il nostro lavoro e i nostri tempi. Di positivo c’è che, pur nella distanza, la collaborazione tra le parti si è rafforzata, così come la cooperazione all’interno del corpo docente. Tutti gli insegnanti hanno messo a disposizione le loro competenze, anche al di là del proprio istituto di appartenenza. La scuola, apparentemente trasferitasi nelle mura casalinghe, si è, invece, tuffata nella rete e si è aperta alla condivisione.
Infine, pensa che lo smartworking rappresenti il futuro dell’educazione? Non lo credo possibile. Lo sarebbe se l’educazione fosse una mera tra-smissione di informazioni. Nonostante questa esperienza sia utile per ri-pensare alcuni approcci metodologici e favorire la diffusione delle nuove tecnologie nella scuola, sono convinto che la didattica in presenza, il contatto visivo, la condivisione dell’apprendimento sono insostituibili. L’insegnamento è fatto di sguardi rassicuranti, di risate assordanti, di relazioni umane e interazione costante. Ed è proprio ciò che manca maggiormente ai ragazzi in questi giorni: il dialogo continuo, il diritto di alzare la mano e chiedere a voce “Non ho capito”, l’empatia dell’insegnamento, la scintilla che nessuno schermo, da lontano, potrà mai accendere.
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Furcas (Huawei), vendite colpite ma vedo ripresa
‘Superata l’emergenza ci sarà un’esplosione dei consumi’
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26 marzo 2020
17:15
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L’epidemia di coronavirus ha colpito il “cuore” della produzione degli smartphone e sta avendo un impatto sule vendite del settore, ma quando quest’emergenza verrà superata ci sarà “un’esplosione dei consumi”. E’ quanto si aspetta Pier Giorgio Furcas, deputy general manager di Huawei in Italia. In occasione del lancio dei nuovi smartphone P40, Furcas ammette che “il dato è tratto. Nel 2020 ci sarà una contrazione delle vendite, che colpisce principalmente gli smartphone. Tuttavia questa situazione – osserva – sta agevolando altre categorie di prodotto, a cominciare da tablet e pc”, per le esigenze innescate dallo smart working e la didattica a distanza. “Questo ci aiuta come azienda, perché abbiamo un ecosistema di prodotti fatto anche di tablet, computer, router…”.
“È chiaro che il coronavirus partendo dalla Cina ha colpito il cuore della manifattura dei device”, rileva Furcas. Tuttavia “sono convinto che all’indomani di questa brutta storia, nel momento in cui potremo riprenderci la libertà che ora ci è stata tolta, ci sarà un’esplosione dei consumi, dalla tecnologia ai vestiti e alle vacanze. Potremo recuperare tutto? Forse sì, forse qualcosina resterà un po’ a terra perché magari psicologicamente gli utenti finali saranno colpiti da questa esperienza, però – rimarca – mi aspetto un’esplosione della domanda”.
Per Furcas “la strada imboccata con l’Hms”, la piattaforma Huawei Mobile Services alternativa a quella di Google che l’azienda cinese non può più usare sui suoi nuovi smartphone per via di un bando Usa, “ci pone nella condizione di non essere soggetti a eventuali decisioni di parti terze sul nostro futuro”, cioè a possibili nuove restrizioni imposte dall’amministrazione Trump.
Il manager definisce “un discreto successo” l’Hms – su cui Huawei ha investito un miliardo di dollari per attrarre sviluppatori – e il negozio di applicazioni App Gallery, anch’esso alternativo a quello di Google. “Il nostro negozio di app ha oltre 400 milioni di utenti attivi mensili, di cui 26 milioni in Europa”.
In Italia, dove Huawei stando ai dati di febbraio “ha mantenuto il secondo posto nelle vendite” alle spalle di Samsung, “circa il 70% dei possessori di smartphone Huawei ha deciso di usare l’App Gallery anche se sui device era disponibile il negozio di app di Google. Questo per noi è un punto di forza – sottolinea Furcas – nel momento in cui lanciamo sul mercato i nuovi prodotti Hms”, cioè la linea di smartphone P40, svelata oggi, che arriva senza applicazioni e servizi di Google a bordo.
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Ecco i P40 Huawei, inizia l’era post-Google
Sfida Netflix e Spotify con servizi, lancia un assistente vocale
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27 marzo 2020
08:41
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Huawei sale sul palco di YouTube per mostrare la sua linea di smartphone P40, primo vero banco di prova dell’era post Google: senza app e servizi della compagnia californiana, a causa del bando imposto dall’amministrazione Trump, ma con la piattaforma alternativa Huawei Mobile Services e un suo negozio di applicazioni, in rapida crescita. Richard Yu, Ceo della divisione consumer di Huawei, svela i top di gamma P40, P40 Pro e P40 Pro+, che compongono la linea di nuovi smartphone insieme al più economico P40 Lite lanciato due settimane fa.
Ma i telefoni non sono l’unica novità: sotto i riflettori finiscono lo smartwatch GT2e, uno smart speaker (ma solo per la Cina), gli occhiali smart “Gentle Monster”. E, sul fronte software, un assistente virtuale chiamato Celia, il servizio di musica in streaming Huawei Music con 50 milioni di brani, analogo anche nel prezzo dell’abbonamento a Spotify, Apple Music e gli altri, e Huawei Video che punta a far concorrenza a Netflix & co.
Tornando agli smartphone, i P40 come da tradizione scommettono sul comparto fotografico – ma anche video – sviluppato con la tedesca Leica, e sulla forte integrazione di hardware e software, entrambi “fatti in casa”. I telefoni sono tutti 5G, poggiano sul processore Kirin 990 e si basano sulla versione open source di Android 10, con il negozio di applicazioni App Gallery.
Il più esclusivo è il P40 Pro+, con schermo Oled da 6,58 pollici, scocca in ceramica bianca o nera e comparto fotografico incentrato sul sensore Ultra Vision da 50 megapixel, coadiuvato da un ultra grandangolare da 40 mp, un sensore Tof e due teleobiettivi, con zoom ottico 3X e un 10X che porta lo zoom digitale fino a 100X.
Doppia fotocamera frontale da 32 e 2 mp. All’interno 8 GB di Ram e 512 GB di memoria interna. Prezzo e data di lancio italiana verranno comunicati nelle prossime settimane.
P40 e P40 Pro, in vetro, saranno invece in preordine fino al 6 aprile. Il P40 Pro è da 6,58 pollici, ha la stessa fotocamera anteriore del fratello maggiore, e sul retro lo stesso sensore da 50 mp e lo stesso grandangolare da 40 mp, cui si aggiungono un teleobiettivo da 12 mp (5X) e un Tof. Con 8 GB di Ram e 256 GB di memoria, ha un listino di 1.050 euro e porta in regalo il Watch GT2.
Il P40 ha schermo da 6,1 pollici e monta sul retro una tripla fotocamera: al sensore da 50 mp si affianca il grandangolo da 16 mp e un teleobiettivo da 8 mp (3X). Le fotocamere anteriori sono analoghe al Pro, così come Ram e memoria. Il prezzo scende a 800 euro.
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Coronavirus: esperto, non c’è un rischio black out Internet
C’è banda sufficiente, emergenza farà nascere nuove esigenze
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24 marzo 2020
14:53
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Ci sono “severi” aumenti di traffico sulle reti dovuti ai lockdown di diversi paesi a seguito del coronavirus. Ma il mondo non rischia un black out di Internet, anche in Italia siamo in grado di reggere. E’ il parere di Antonio Capone, professore di Telecomunicazioni al Politecnico di Milano, dopo che i colossi del web hanno ridotto la velocità dello streaming e dopo l’allarme lanciato da Mark Zuckerberg sul sovraccarico dei servizi Facebook.
“Ci sono significativi aumenti di traffico sulle reti che possono provocare dei disservizi ma nulla di drammatico. Con tutte le emergenze che abbiamo, da quella sanitaria a quella dell’economia futura, mi sentirei di scongiurare uno scenario apocalittico – spiega Capone – Abbiamo banda sufficiente nel mondo, che cresce in base alle esigenze di mercato e che continuerà a crescere perché questa emergenza farà nascere un aumento di traffico che non finirà col coronavirus perché ci sta aprendo a possibilità e strumenti che prima non usavamo”.
Per l’esperto, anche la situazione italiana resta contenuta, e cita i dati di Ookla, la società che fa test sulla velocità delle reti. “In Lombardia prima della crisi la velocità media delle linee fisse era di 70-75 megabit al secondo, dopo è scesa a 60-65, quindi un -15% – osserva Capone – Per quanto riguarda le linee mobili, sempre in Lombardia, la situazione è peggiore ma non drammatica (-21%). Siamo in grado di reggere e anzi in questo momento ci si accorge dell’importanza di un settore massacrato come le tlc e di quanto è fondamentale per un paese”.
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TikTok dona 10 milioni all’Oms
10 milioni anche dalla Fifa per aiutare medici e infermieri
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27 marzo 2020
17:25
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TikTok, la app cinese per realizzare video brevi diventata molto popolare tra i più giovani, ha donato 10 milioni di dollari all’Oms per contribuire alla lotta contro il coronavirus.
Lo ha annunciato l’Organizzazione, secondo quanto riportato dalla Cnn, precisando che la donazione verrà utilizzata per l’acquisto di equipaggiamento medico – mascherine, guanti e tute – da distribuire a medici e infermieri in tutto il mondo.
Anche la Fifa ha donato 10 milioni di dollari al fondo di solidarietà istituito dall’Oms per fronteggiare la pandemia.
Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha fatto sapere che in soli 10 giorni sono stati raccolti oltre 70 milioni di dollari in donazioni da parte di circa 187.000 tra individui e organizzazioni per aiutare gli operatori della sanità in prima linea.
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Siri di Apple aiuta nella diagnosi coronavirus
In Usa pone domande sui sintomi e suggerisce il da farsi
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24 marzo 2020
10:07
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Apple ha nuovamente aggiornato l’assistente vocale Siri per aiutare gli utenti alle prese con il Covid-19 e i rischi di contagio. A domande tipo “Ho il coronavirus? o “Come faccio a sapere se ho il coronavirus?”, l’assistente suggerisce un breve questionario e, se i sintomi sono in forma acuta, consiglia di chiamare il 911, cioè il numero unico per le emergenze negli Stati Uniti, unico Paese dove al momento è attivo questo strumento. In Italia e in altri Stati, se l’utente pone domande sul coronavirus, Siri lo indirizza al sito del ministero della Salute.
La novità, messa a punto seguendo le indicazioni della autorità sanitarie americane, prevede che Siri chieda all’utente se ha febbre, tosse secca o fiato corto, consentendo come risposte “no”, “sì”, “non sono sicuro”.
Se l’utente risponde “non sono sicuro”, Siri consiglia di monitorare i sintomi nei giorni seguenti e, alla eventuale comparsa, di auto-isolarsi. Se la persona ha più di 65 anni o è affetta da patologie pregresse come diabete o problemi cardiaci, il consiglio è invece quello di chiamare il medico o di usare una delle app disponibili per contattarne uno.
In caso di risposta affermativa, Siri pone una domanda sull’entità dei sintomi: se nono gravi e l’utente pensa di aver bisogno di aiuto, suggerisce di chiamare il 911.
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Asstel, nessun legame coronavirus-5G
In questo momento crisi da operatori Tlc massimo sforzo
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23 marzo 2020
09:41
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“Abbiamo letto con enorme stupore l’affermazione formulata da Gunter Pauli di un nesso tra la realizzazione delle reti 5G in Cina e il propagarsi della pandemia”, lo dice Asstel – Assotelecomunicazioni, l’Associazione di categoria che, nel sistema di Confindustria, rappresenta la filiera delle telecomunicazioni, a proposito del tweet del consigliere economico di Giuseppe Conte che lascia intendere un legame tra il virus e la tecnologia.
“Non possiamo non esprimere grande rammarico e dissenso per una tesi fantascientifica priva di alcun fondamento – aggiunge – Tutte le tecnologie delle telecomunicazioni, incluso il 5G, sono soggette a scrupoloso scrutinio da parte della comunità scientifica internazionale a tutela della salute delle persone e in nessun caso è stato neanche in ipotesi azzardato un nesso così grave con la pandemia. In questa fase di acuta criticità sanitaria e sociale per il Paese, le reti di telecomunicazioni e tutte le persone che vi lavorano stanno esprimendo il massimo sforzo possibile per venire incontro alle necessità di comunicazione per il lavoro, le istituzioni e le famiglie. Auspichiamo – conclude Asstel – che questo lavoro possa essere proseguito senza la turbativa di espressioni così palesemente infondate”.
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Coronavirus: crolla il mercato degli smartphone, -38%
A febbraio,”peggior calo nella storia”. Huawei perde terzo posto
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27 marzo 2020
17:25
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Il mercato degli smartphone fa i conti col coronavirus. Secondo Strategy Analytics a febbraio ha registrato un -38% rispetto allo stesso periodo 2019, “il più grande calo di sempre nella storia degli smartphone”. Le spedizioni di Huawei – già provate dal bando Usa – crollano a 5,5 milioni di unità e l’azienda cinese cede il terzo posto a Xiaomi. Al primo e secondo restano Samsung e Apple, in calo. In Cina molte aziende e negozi sono rimasti chiusi per l’epidemia.
“La fornitura e la domanda sono crollate in Cina, sprofondate in Asia e poi sono rallentate nel resto del mondo. E’ il più grande calo di sempre, un periodo che il settore vorrà dimenticare”, spiega Strategy Analytics. Si è passati da 99,2 milioni di unità spedite a febbraio 2019 a 61,8 milioni di febbraio 2020, un calo del 38%. Al primo posto restano Samsung (passa da 20,1 milioni di unità spedite a gennaio 2020 a 18,2 milioni di febbraio), seguita da Apple (da 16 a 10,2 milioni).
Xiaomi scalza Huawei con 6 milioni di spedizioni contro i 10 milioni di gennaio.
Le previsioni arrivano, non solo dopo le chiusure di fabbriche e negozi, soprattutto in Cina, ma anche dopo la cancellazione di tutte le manifestazioni tecnologiche che si sarebbero dovute tenere da febbraio a inizio estate, compreso il Mobile World Congress, la più grande fiera di telefonia mobile al mondo. Per gli analisti le spedizioni resteranno ben al di sotto di quanto inizialmente stimato anche a marzo, considerato il lockdown di tanti paesi europei, inclusa l’Italia.
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Il fumetto insegnato ai bimbi on line ai tempi del coronavirus
Iniziativa da Roma, unica in Europa, di Laura Scarpa dell’edizioni ComicOut
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Coronavirus: Zuckerberg, speriamo reti all’altezza
“Chiamate e video WhatsApp sono raddoppiate”
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23 marzo 2020
23:25
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“Le chiamate vocali e video su WhatsApp sono raddoppiati, ben oltre il tradizionale picco annuale dell’app che è Capodanno. Al momento la situazione non è fuori controllo ma dobbiamo davvero assicurarci di avere un’infrastruttura al di sopra di questa situazione per poter continuare a fornire il livello di servizio di cui le persone hanno bisogno un momento come questo”: lo ha detto Mark Zuckerberg in un conference call di qualche giorno fa a proposito del sovraccarico dei servizi dopo l’epidemia da coronavirus.
“In termini di statistiche – ha aggiunto Zuckerberg – stiamo riscontrando livelli di utilizzo molto elevati in tutti i paesi che sono stati colpiti. Non solo di WhatsApp anche di Facebook Messenger. Il picco normale per noi è Capodanno, giorno in cui praticamente tutti vogliono mandare messaggi e fare un selfie da inviare alla loro famiglia ovunque si trovino. E siamo oltre quel picco di Capodanno”.
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Giù qualità video in India e Sud America
Così Netflix, Amazon e Facebook per non congestionare le reti
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24 marzo 2020
14:43
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La riduzione temporanea della qualità dei video per non congestionare internet non riguarda solo l’Europa. Le aziende che forniscono contenuti in streaming stanno annunciando un abbassamento del ‘bitrate’ anche in altri Paesi, dall’India al Sud America, anch’essi alle prese con la diffusione del coronavirus.
Netflix ha annunciato che ridurrà del 25% il traffico generato in India per un periodo di 30 giorni. L’azienda ha adottato una misura analoga in Israele, su richiesta del governo. Sempre in India, anche Amazon ha risposto all’appello dell’Associazione degli operatori cellulari e si è impegnata a ridurre il bitrate per il servizio Prime Video, al pari di realtà locali come Hotstar e Mx Player.
Cambiando continente, Facebook ha reso noto di aver abbassato la qualità dei video sul social e su Instagram anche in America Latina “per contribuire ad alleviare una potenziale congestione della rete”. In Brasile due giorni fa la piattaforma GloboPlay ha deciso di interrompere lo streaming in 4K e Full HD “per preservare l’infrastruttura internet brasiliana”.
Apripista nella decisione di ridurre la qualità dello streaming è stata l’Unione europea, con la richiesta del commissario Ue per il Digitale Thierry Breton a cui hanno risposto Netflix, YouTube, Amazon, Disney e Facebook. VAI ALLO SPORT VAI AL CALCIO Home Mappa del sito

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Microsoft, una falla critica in Windows
Vulnerabilità già sfruttata, consigli per mitigare i rischi
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24 marzo 2020
14:31
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Microsoft ha riferito di aver individuato una falla critica nel sistema operativo Windows e Windows Server, per cui ancora non è disponibile un aggiornamento risolutivo, e che consente a malintenzionati “l’esecuzione di codice remoto”, cioè di prendere il controllo dei computer attaccati. La vulnerabilità riguarda tutte le versioni di Windows da 7 a 10, spiega Microsoft, che riferisce di essere a conoscenza di “un numero limitato di attacchi mirati” che hanno già sfruttato la falla, e offre alcuni consigli per mitigare i rischi.
Nel dettaglio il problema di sicurezza riguarda due vulnerabilità nella libreria Adobe Type Manager, usata per riprodurre i caratteri Postscript Type 1 in Windows. “Ci sono vari modi in cui un malintenzionato potrebbe sfruttare la vulnerabilità, ad esempio convincere un utente ad aprire un documento creato ad hoc, oppure a guardarlo nel Riquadro di anteprima”, scrive Microsoft.
In attesa di un aggiornamento di sicurezza – che esclude gli utenti di Windows 7 per cui è terminato il supporto – la compagnia di Redmond ha diffuso alcuni consigli per mitigare i rischi, tra cui disabilitare il Riquadro di anteprima e il Riquadro di dettagli in Windows Explorer, e spuntare l’opzione “Mostra sempre le icone, mai le anteprime”.
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Cnr, online i cartoni sul web per i bimbi
Iniziativa Registro.it, su YouTube e Facebook fino al 18 aprile
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PISA
24 marzo 2020
14:40
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Dal 28 marzo al 18 aprile i canali social YouTube e Facebook del Cnr ospiteranno i cartoni animati del Professor Ittì, e ogni sabato andrà in onda la serie “Navighiamo sicuri con il Prof.Ittì” della ludoteca di Registro.it, un progetto nato per diffondere la cultura di internet ai più giovani e nativi digitali. Lo rende noto il Cnr.
Nella serie si affrontano tematiche legate alla sicurezza informatica e alla navigazione sicura sul web. “Seguendo le avventure dei protagonisti Marco, Sofia e il Prof.Ittì, i bambini riflettono sui rischi e sui comportamenti corretti per superarli”, si spiega dal Cnr.
“L’idea di questa serie animata la si deve al Registro.it, che ha sede presso l’Istituto di informatica e telematica dell’area della ricerca di Pisa, che assegna e gestisce da oltre trent’anni anni i domini a targa italiana”, riferisce il Cnr.
Secondo Marco Conti, responsabile del Registro.it, “in questo momento emergenziale e di doverosa permanenza a casa, si può cogliere l’opportunità di insegnare l’uso consapevole di internet ai più piccoli, il tutto divertendosi”.
Il primo episodio dedicato ai social network sarà trasmesso il 28 marzo e a seguire ogni sabato fino al 18 aprile gli altri appuntamenti, visibili AI 2 SEGUENTI LINKS: LINK N. 1  LINK N. 2

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Blockchain ricrea l’arte per aiutare i Comuni
Raccolta fondi per i luoghi colpiti economicamente
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24 marzo 2020
19:02
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-Un progetto digitale senza scopo di lucro, ideato per coniugare il patrimonio artistico e storico italiano con la tecnologia blockchain, raccogliendo fondi per aiutare i comuni in difficoltà e i luoghi d’arte colpiti economicamente dalla pandemia del coronavirus: l’iniziativa, denominata Italian Wonders – Le Bellezze Italiane, è dell’azienda milanese Blockchain Italia, in collaborazione con l’associazione Italia4Blockchain e la Federazione Lavoratori Pubblici (Flp).

La piattaforma nasce per digitalizzare il Patrimonio culturale ed artistico Italiano, ricreando sulla blockchain pubblica di Ethereum opere d’arte e gioielli dell’architettura, chiese, piazze, monumenti, in una forma digitale particolare che viene denominata ‘token’: paragonabili a dei francobolli digitali o ad oggetti digitali da collezione, i token vengono scambiati nel web assumendo valore in quanto unici, non duplicabili e di numero limitato. Chiunque potrà contribuire alla raccolta fondi ed il trasferimento dei francobolli digitali ‘Italian Wonders’ avverrà a fronte di un piccolo contributo, che sarà interamente devoluto a favore delle singole regioni toccate dall’emergenza.
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Disponibili sul sito dedicato sono già oltre novanta i token rappresentanti alcune delle opere più iconiche dello Stivale. “Nell’attesa di poter tornare a visitare quei luoghi che oggi, purtroppo, sono irraggiungibili – spiega il Founder e CEO di Blockchain Italia srl, Pietro Azzara – collegandosi al sito, ogni cittadino può supportare e far suo il luogo che gli sta più a cuore, di cui potrà conservare la rappresentazione univoca. Speriamo di coinvolgere più artisti e stakeholders nel settore, anche rivolgendosi all’estero, per mostrare che possiamo supportare e prenderci cura, anche a distanza, dei luoghi simbolo della nostra cultura”.

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Coronavirus, Pisano: ‘App per il tracciamento meglio volontaria’
Funzionamento è legato ad alta percentuale di utilizzo
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24 marzo 2020
15:31
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“Noi stiamo cercando applicazioni anche per il tracciamento, queste applicazioni funzionano quando le usa una percentuale elevata di cittadini all’interno del Paese o dell’area che si deve monitorare”. Lo dice la ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, a ‘Un giorno da pecora’ su Rai Radio 1.
Di app, spiega “ce ne sono di vario tipo, noi prediligiamo quelle volontarie. Con noi nella valutazione c’è il Garante della Privacy che ci aiuterà a definire la migliore”. Tra i paesi con cui ci si confronta ci sono anche “Germania e Inghilterra”, sottolinea.
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Coronavirus: raddoppiati in un mese attacchi a sito Oms
Hacker hanno cercato di rubare password al personale
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25 marzo 2020
09:07
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Nell’ultimo mese gli attacchi hacker al sito dell’Oms sono raddoppiati, anche se senza successo. Lo afferma, riporta il daily Mail, il capo della sicurezza informatica dell’organizzazione Flavio Aggio, secondo cui l’identità degli autori degli attacchi non è ancora stata chiarita. Gli hacker, spiega Aggio, hanno cercato di rubare diverse password dello staff.
“Non abbiamo dati precisi, ma il numero di questi attacchi contro di noi e dell’uso del nome dell’Oms per colpire altri soggetti è raddoppiato”. Un picco negli attacchi, ha rivelato una ricerca dell’azienda di cybersecurity Blackstone Law Group, è stato registrato il 13 marzo, quando un gruppo di hacker ha utilizzato un finto sito che riproduceva quello utilizzato dall’Oms per la posta interna.
Anche in Italia, riferisce l’esperto di cybersecurity Oren Elimelech, consulente del governo israeliano e della Level Ins Agency, il rischio si è alzato. All’inizio della crisi Elimelech aveva spiegato che ci troviamo davanti a “una delle più grandi campagne di phishing realizzata fino ad ora, cominciata proprio agli inizi di febbraio in concomitanza con la diffusione del Covid-19”. Di recente anche la Polizia di Stato ha invitato gli utenti a prestare particolare attenzione, specialmente per le donazioni a ospedali, essendo state segnalate pagine fake in tutto simili alle originali. Non mancano email di phishing contenenti link a virus che, se scaricati, criptano il contenuto dell’intero computer, esigendo un “riscatto” per liberare i dati in ostaggio. “Indispensabile – spiega l’esperto israeliano – mantenere la massima allerta e seguire alcune regole d’oro, fra le quali navigare in internet in modalità anonima,scegliere password complesse e diversificarle per ogni sito o servizio,mantenere il PC o lo smartphone aggiornati così come i software antivirus”.
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Facebook, in italia +1.000% chiamate di gruppo
Tempo trascorso sulle app è aumentato del 70%, +50% i messaggi
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27 marzo 2020
17:25
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Da quando il coronavirus ha colpito l’Italia, le chiamate di gruppo su Messenger e WhatsApp sono aumentate, in termini di tempo, di oltre il 1.000%. Lo rende noto Facebook in un post firmato da due vicepresidenti, Alex Schultz e Jay Parikh.
Il tempo trascorso dagli italiani sulle app dell’ecosistema Facebook – che comprende Instagram, Messenger e WhatsApp – è aumentato del 70% dall’inizio della crisi, si legge nel post.
Nell’ultimo mese lo scambio di messaggi è cresciuto del 50%, mentre le visualizzazioni delle dirette – Instagram e Facebook Live – sono raddoppiate nell’arco di una settimana.
A livello globale, “la crescita d’uso causata dal Covid-19 non ha precedenti in tutto il settore, stiamo riscontrando nuovi record di utilizzo quasi ogni giorno”, scrivono Schultz e Parikh. “Mantenere la stabilità durante questi picchi di utilizzo è più difficile del solito ora che la maggior parte dei nostri dipendenti lavora da casa”. Tuttavia, assicurano, “stiamo lavorando per mantenere le nostre app funzionanti senza problemi, rendendo i nostri sistemi più efficienti e aggiungendo la capacità richiesta”.
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Instagram, visibilità ai post ufficiali
In evidenza informazioni autorevoli, arriva adesivo #iorestoacasa
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25 marzo 2020
16:37
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Instagram rimuoverà dagli account raccomandati e dai post consigliati tutti i contenuti riguardanti il coronavirus, a meno che non provengano da fonti ufficiali, e darà una minore visibilità anche ai post che contengono informazioni valutate false da fact checker esterni.
Lo ha reso noto la piattaforma annunciando nuove misure nell’ambito dell’emergenza sanitaria.
Chi farà ricerche sul Covid-19 vedrà comparire come primi risultati i post di fonti autorevoli come l’Oms e i ministeri nazionali della Salute. Chi pubblica Storie avrà a disposizione nuovi adesivi per condividere informazioni corrette, tra cui quelli per ricordare di lavarsi le mani e mantenere la distanza di sicurezza. Sarà poi presente in un maggior numero di Paesi l’adesivo “Donazione”, e sarà più facile individuare le organizzazioni non profit.
L’ultima novità è l’adesivo Stay Home, #iorestoacasa: ogni account seguito che usa lo sticker entra a far parte di una Storia condivisa.
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Oms lancia hackathon con Facebook e Microsoft
Sviluppatori chiamati a creare app per combattere la pandemia
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25 marzo 2020
13:09
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L’Oms insieme a Microsoft, Facebook e altre aziende tecnologiche ha lanciato un hackathon, chiamando gli sviluppatori in tutto il mondo a “costruire soluzioni software che abbiano un impatto sociale, con l’obiettivo di affrontare alcune delle sfide legate all’attuale pandemia di coronavirus”. L’hackathon globale, dall’hashtag #BuildforCOVID19, prenderà il via il 26 marzo e si chiuderà il 30 marzo, mentre il 3 aprile saranno annunciati i vincitori. A supportarlo, oltre a Facebook e Microsoft, Ci sono Twitter, TikTok, WeChat, Pinterest, Slack e Giphy.
Vista l’attuale fase di isolamento, si legge nella pagina dell’iniziativa, “vogliamo creare uno spazio online in cui gli sviluppatori possano ideare, sperimentare e costruire soluzioni software per contribuire a far fronte a questa crisi”. Le aree di interesse spaziano dalla medicina (ad esempio telemedicina, supporto agli operatori sanitari, tracciamento dell’epidemia) alle soluzioni per le persone più vulnerabili come gli anziani, dai sistemi di insegnamento a distanza e di telelavoro a forme innovative di intrattenimento e di contatto con amici, familiari e vicini per combattere l’isolamento sociale.
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Apple Store potrebbero riaprire a aprile
Telelavoro esteso fino al 5 aprile, poi valutazioni settimanali
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25 marzo 2020
10:26
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Apple potrebbe riaprire alcuni dei suoi negozi nella prima metà di aprile, dopo averne chiusi 458 – cioè tutti gli Apple Store del mondo eccetto quelli in Cina, Hong Kong, Taiwan e Macao – a metà marzo. Lo scrive Bloomberg citando una nota interna firmata dalla vicepresidente responsabile per il retail e le risorse umane, Deirdre O’Brien, in cui si affronta anche il tema dello smart working.
“Per tutti i nostri punti vendita al di fuori della Grande Cina, riapriremo i negozi in modo scaglionato”, si legge. “Al momento prevediamo che alcuni negozi potrebbero essere in grado di aprire nella prima metà di aprile, in base alle condizioni della loro comunità. Forniremo aggiornamenti per ogni negozio non appena saranno stabilite date specifiche”.
Sul telelavoro, nel memo si estende almeno fino al 5 aprile la possibilità di lavorare da casa per tutti i dipendenti che possono farlo. In seguito ci saranno rivalutazioni settimanali in base alla situazione nei vari Paesi.
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Coronavirus, da Google piattaforma per docenti
Informazioni, consigli e tutorial per la didattica a distanza
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25 marzo 2020
13:10
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Google ha messo online la piattaforma “Insegna da casa”, un portale in lingua italiana (e in diverse altre lingue) per gli insegnanti, con informazioni, suggerimenti e formazione sugli strumenti del pacchetto Google for Education. Il progetto per l’insegnamento a distanza fa parte delle misure messe in campo dalla compagnia californiana per rispondere al coronavirus, e nasce con il supporto e la collaborazione dell’Istituto per le Tecnologie dell’informazione nell’educazione dell’Unesco.
Il sito propone una panoramica su come avvicinarsi alla didattica a distanza, dal fare lezione online al rendere le lezioni accessibili agli studenti e collaborare con altri insegnanti. Diversi i tutorial presenti, ad esempio per avviare una sessione di domande e risposte con la classe usando Google Presentazioni, trasmettere una lezione in live streaming e assegnare i compiti con Classroom, e ancora creare un sito web per la classe o mettere a punto un quiz online.
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Coronavirus: Ricciardi, grande ricchezza idee per app
Soluzione possibile e necessaria fra le centinaia di proposte
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25 marzo 2020
16:05
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“C’è una grande ricchezza di idee fra le proposte che stanno arrivando” per l’iniziativa Innova Italia, annunciata sabato dal Governo e che si rivolge a tutte le realtà in grado di fornire tecnologie utili per la prevenzione, la diagnostica e il monitoraggio del coronavirus. A spiegarlo è Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute e rappresentante italiano all’Oms, riferendo di centinaia di proposte arrivo in queste ore.
“Il ministro dell’innovazione – ha aggiunto Ricciardi – ha già firmato il decreto per i gruppi di lavoro che da venerdì si riuniranno per il kick off – domani infatti si chiude la call – che dovrà portare ad una sintesi che sarà consegnata al Presidente del Consiglio. Un lavoro che si dovrà concretizzare in una soluzione operativa che tenga in considerazione efficacia e rispetto della privacy, che è possibile e necessaria”.
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Malware sfrutta pandemia per chiedere soldi
Fa credere di accedere a mappa positivi con pagamento
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26 marzo 2020
08:55
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Gli hacker non si fermano neanche in questo momento di emergenza sanitaria, come dimostrano gli attacchi al sito dell’Oms e agli ospedali. In particolare c’è un virus bancario che chiede soldi all’utente malcapitato attraverso l’installazione di una pagina che si chiama ‘Corona finder’ e promette di individuare le persone positive nelle vicinanze.
Secondo i ricercatori di Kaspersky Lab che hanno individuato il sistema, per conoscere il luogo esatto in cui si trovano queste persone viene chiesto alla vittima di pagare 0,75 euro.
Se accetta, viene reindirizzata ad una pagina sulla quale può effettuare il pagamento. Una volta inseriti i dati per il pagamento, tuttavia, la vittima non riceve né l’addebito della somma di denaro richiesta e né le informazioni relative alle persone “infette”. Lo scopo dei criminali informatici è entrare in possesso delle credenziali della carta di credito dell’utente nel momento in cui vengono inserite per effettuare il pagamento.
La truffa avviene con un ‘trojan’ che si chiama Ginp ed è l’evoluzione del Ginp banking trojan che a marzo ha attirato l’attenzione degli esperti per la capacità di ottenere l’accesso alle app per l’invio e la ricezione di sms con lo scopo di inserire, nella posta in arrivo, messaggi di testo falsi. Ora si è evoluto in chiave coronavirus e, fanno sapere gli esperti, che mentre in passato le vittime di questo attacco erano residenti prevalentemente in Spagna, quest’ultima versione suggerisce che gli attaccanti stiano pianificando di colpire anche altri Paesi.
“I criminali informatici approfittano della crisi generata dal coronavirus lanciando attacchi di phishing e creando malware a tema. Questa è la prima volta, però, che vediamo un trojan bancario tentare di capitalizzare sulla pandemia. È una situazione allarmante, soprattutto perché Ginp è un Trojan molto efficace. Per questo motivo incoraggiamo gli utenti di Android a prestare molta attenzione e a guardare con scetticismo a pop-up, pagine web sconosciute e messaggi sul coronavirus”, spiega Alexander Eremin, security expert di Kaspersky.
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App trasforma lo stare a casa in gioco
Zenly lancia una sfida tra amici, vince chi esce di meno
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26 marzo 2020
09:03
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Trasformare lo stare a casa in una sorta di sfida tra amici. E’ l’idea di una app, di proprietà di Snapchat, pensata per condividere la propria posizione geografica. Si chiama Zenly e ha lanciato la sfida “Stay At Home”, in cui vince chi esce di meno.
Zenly è nata per far sapere agli amici dove ci si trova, in modo da incontrarsi. Ai tempi del coronavirus, tuttavia, la app ha cambiato prospettiva, iniziando a monitorare il tempo in cui si rimane a casa. La sfida mostra la classifica dei 5 amici che negli ultimi giorni sono stati per più tempo senza uscire. La cifra è espressa in percentuale, e il 100% indica una persona che non ha mai lasciato la propria abitazione.
Sempre in tema coronavirus, l’applicazione mostra inoltre su una mappa il numero di persone contagiate, Paese per Paese.
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Apple valuta rinvio lancio iPhone 12
Analisti, vendite globali smartphone giù del 14% a febbraio
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26 marzo 2020
11:54
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A causa del coronavirus, Apple starebbe valutando la possibilità di rinviare di qualche mese il lancio dell’iPhone 12 – il suo primo iPhone 5G – atteso a settembre. Lo riferisce il sito del periodico economico Nikkei Asian Review, citando fonti a conoscenza della situazione. La compagnia californiana sarebbe preoccupata dell’impatto dell’epidemia sia sui piani di produzione, sia sulla domanda.
A parte i problemi nella catena produttiva, “Apple teme che la situazione attuale possa ridurre in modo significativo il desiderio dei consumatori di aggiornare i loro telefoni, il che potrebbe portare a una ricezione tiepida del primo iPhone 5G”, mentre l’azienda “ha bisogno che il primo iPhone 5G sia un successo”, ha spiegato una fonte.
Il calo delle vendite di smartphone generato dal Covid-19 ha già iniziato a manifestarsi. A febbraio, secondo i dati di Counterpoint Research riferiti dal sito di Reuters, le vendite mondiali di smartphone sono diminuite del 14%. In Cina, dove il mese scorso Apple e altri produttori hanno abbassato le saracinesche dei negozi, il calo è stato ancora più marcato: -38%.
In questo quadro Apple starebbe monitorando l’epidemia in Usa ed Europa, due mercati che insieme rappresentano oltre la metà delle vendite di iPhone. La decisione finale sull’eventuale rinvio – riporta ancora la testata giapponese – sarà presa al più tardi entro maggio.
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Coronavirus: per Google e Facebook -44 mld pubblicità
Analisti, colpite entrate inserzioni, stime corrette al ribasso
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27 marzo 2020
17:24
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Il coronavirus colpisce la pubblicità online e, a Google e Facebook, quest’anno potrebbe costare nel complesso 44 miliardi di dollari di minori entrate. Lo prevedono gli analisti di Cowen & Co, secondo quanto riporta Variety.
Google dovrebbe chiudere il 2020 con 127,5 miliardi di fatturato netto totale, 28,6 miliardi in meno (-18%) rispetto a quanto stimato in precedenza. Per Facebook l’attesa è di 67,8 miliardi di entrate pubblicitarie, 15,7 miliardi in meno (-19%) di quanto previsto precedentemente.
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Coronavirus: domani decreto task force tecnologica
Folto pool esperti dati, economisti, giuristi. Focus su app
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26 marzo 2020
14:09
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Ultimi ritocchi al decreto per l’insediamento della task force ‘tecnologica’ presso il ministero dell’Innovazione, che potrebbe arrivare domani. Si tratta di un folto pool, fatto di alcune decine di esperti, tra specialisti nell’analisi dei dati, economisti, giuristi.
L’individuazione del “contingente” spetta a un dpcm, che prevede un “gruppo di supporto digitale” in funzione anti-Covid. Gli esperti saranno incaricati di esaminare in prima battuta le app per il tracciamento degli spostamenti, ma non sarà l’unico compito.
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Con la quarantena più abbonati ai sevizi video
Analisti correggono al rialzo le stime, 949 milioni a fine 2020
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27 marzo 2020
12:10
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I ricercatori di Strategy Analytics hanno corretto al rialzo, causa coronavirus, le previsioni per il mercato globale dei contenuti audiovisivi in streaming. A fine 2020 gli abbonamenti a Netflix e servizi analoghi raggiungeranno i 949 milioni di unità su scala globale, 47 milioni in più (+5%) rispetto a quanto stimato in precedenza.
Nel lungo periodo, gli analisti prevedono una crescita di 621 milioni di abbonamenti tra il 2019 e il 2025, quando le persone che pagano un servizio di video in streaming saranno 1,43 miliardi. In Cina se ne conteranno 438 milioni, e 342 milioni si registreranno in Usa, dove ad essere abbonate ad almeno un servizio saranno tre famiglie su quattro.
“Un fattore significativo che influenza la futura crescita degli abbonamenti è l’impatto del coronavirus, sia a breve che a lungo termine”, spiega l’analista Michael Goodman. “Nel breve termine il coronavirus farà aumentare sia gli abbonamenti sia le visualizzazioni, poiché un numero crescente di consumatori manterrà la distanza sociale o sarà costretto alla quarantena”.
Nel medio-lungo termine, tuttavia, molto dipenderà dalla dal protrarsi della pandemia e dal conseguente danno economico. “Con le aziende chiudono e le persone che vengono licenziate, i consumatori dovranno prendere decisioni difficili su come spendere i loro soldi, e servizi come Netflix, Amazon Prime Video, Disney, per quanto meravigliosi possano essere, non sono essenziali”, conclude Goodman.
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Per l’app Zoom boom di download, a +1300%
Cresce anche HouseParty. Aumenta l’uso di WhatsApp e Facebook
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27 marzo 2020
12:09
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Telelavoro, didattica a distanza e isolamento sociale fanno decollare le app per tenersi in contatto mentre si è chiusi in casa. Il fenomeno del momento è Zoom, l’applicazione gratuita per fare videochiamate di gruppo via smartphone, tablet e pc: i download giornalieri della app sono passati, su scala globale, dai 171mila di metà febbraio ai 2,41 milioni del 25 marzo, con un incremento del 1.300%.
A calcolare il dato è Apptopia, secondo quanto riferito dal sito VentureBeat. HouseParty, un social in cui ci si incontra tra amici online, in video, ha raggiunto i 651mila download giornalieri, rispetto ai 24mila del 15 febbraio scorso, pari a un aumento del 2.500%.
In crescita anche Marco Polo, una sorta di Snapchat per persone mature. La app, che consente di inviare videomessaggi, è passata dai 12mila download di metà febbraio ai 73mila di mercoledì scorso (+480%).
L’incremento causato dal coronavirus non riguarda solo i download di nuove app, ma anche l’uso di quelle già presenti sui nostri telefoni. Stando alla società d’analisi Kantar, che ha preso in esame 25mila persone in 30 mercati, l’uso di WhatsApp è aumentato del 40%, una cifra che sale al 76% in Spagna. Facebook segna un +37%, mentre in Cina WeChat e Weibo registrano un +58%.
Più in generale, l’uso dei browser per navigare in rete è salito del 70%, la fruizione della tv tradizionale del 63% e i social media del 61%. Tv e giornali nazionali sono la fonte di informazione ritenuta più affidabile (52%) seguita dai governi (+48%), mentre solo l’11% ritiene una fonte affidabile i social.
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Amazon dona 3,5 mln euro a Italia
A Protezione Civile 2,5 mln, il resto a organizzazioni no profit
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27 marzo 2020
14:02
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Amazon dona 3,5 milioni di euro per l’emergenza Covid-19. La cifra – fa sapere l’azienda – include una donazione di 2,5 milioni alla Protezione Civile Italiana e una di 1 milione “per sostenere gli sforzi delle tante organizzazioni no profit e degli enti che operano nei territori e nelle comunità in cui vivono e lavorano i dipendenti Amazon e con cui l’azienda lavora da tempo”.
La società, inoltre, lancia un ‘pulsante per donare sul sito’ e una funzione di Alexa, il suo assistente vocale, per semplificare le donazioni alla Protezione Civile.
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L’app Zoom condividerebbe i dati con Facebook
Solo versione iPhone, anche se non hanno account social
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
27 marzo 2020
17:13
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Zoom, l’applicazione per videochiamate di gruppo diventata molto popolare per il telelavoro e la didattica in seguito all’epidemia di coronavirus, nella sua versione per iPhone invia alcuni dati sugli utenti a Facebook, anche se gli utenti non hanno un account sul social, e senza renderlo chiaro nelle condizioni sulla privacy. A scoprirlo è stata un’analisi condotta dal magazine tecnologico Motherboard
La condivisione delle informazioni avviene perché Zoom, come molte altre applicazioni, usa il kit di sviluppo software di Facebook per implementare funzionalità del social nella app. Il problema – si evidenzia – è che nei termini d’utilizzo non viene ben specificato il tipo di dati condivisi, una cosa che è invece richiesta da Facebook come condizione d’uso del suo kit.
Zoom cita la possibilità di raccogliere dati relativi al profilo Facebook dell’utente, ma non menziona la possibilità di condividere i dati di persone che non hanno un account su Facebook. Zoom – riporta sempre Vice – notifica inoltre a Facebook quando la app viene aperta, il tipo di dispositivo usato dall’utente, la sua posizione e l’operatore con cui ha un contratto.
La replica di Facebook
“È prassi comune che gli sviluppatori condividano informazioni con un’ampia varietà di piattaforme per la pubblicità e l’analisi dei dati. Utilizziamo i dati che le aziende condividono con noi come indicato nella nostra Normativa sui dati e per fornire alle aziende i servizi standard del settore. Chiediamo agli sviluppatori di app di essere chiari con i loro utenti sulle informazioni che condividono con noi”. E’ quanto afferma un portavoce di Facebook.
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Xiaomi svela i nuovi top di gamma Mi 10
Quadrupla fotocamera posteriore con sensore da 108megapixel
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27 marzo 2020
17:17
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Xiaomi svela in una conferenza online i suoi ultimi smartphone top di gamma: il Mi 10 e il Mi 10 Pro, entrambi 5G, più il dispositivo di fascia media Mi 10 Lite, anch’esso 5G. Sul palco virtuale Shou Zi Chew, presidente di Xiaomi International, annuncia la donazione di un milione di mascherine in Europa, ed evidenzia che la compagnia “è presente in 90 mercati, e in 45 si piazza tra le prime cinque aziende”.
Dei nuovi smartphone, il Mi 10 e il Mi 10 Pro si presentano entrambi con uno schermo Amoled da 6,67 pollici, processore 5G Snapdragon 865, il più potente prodotto da Qualcomm. Uguale anche la fotocamera anteriore, da 32 megapixel.
Nella parte posteriore entrambi hanno un sensore principale da 108 megapixel, che nel Mi 10 Pro è affiancato da una lente ultra-grandangolare da 20 mp e da due teleobiettivi: uno da 12 mp (zoom ottico 2X), e uno da 8 mp (zoom ibrido 10X e digitale 50X). Il Mi 10 monta invece un ultra grandangolare da 13 mp, una lente macro e un sensore di profondità entrambi da 2 mp. Tra le altre caratteristiche degli smartphone, la registrazione di video in 8k e gli speaker stereo.
Il M10 Pro ha batteria da 4.500 mAh con ricarica veloce a 50 W (da 0 a 100% in 45 minuti), 8GB di Ram e 256GB di memoria interna. Nei colori Solstice Grey e Alpine White, con finitura opaca, costa circa 1.000 euro. Il Mi 10 ha batteria da 4.780 mAh con ricarica veloce da 30 W (al 100% in 56 minuti). Due i tagli di memoria (8GB+128GB o 256GB) e due i colori (Twilight Grey e Coral Green, con finitura lucida). Listino di 800 e 900 euro. Entrambi in preordine da domani fino al 6 aprile.
Il Mi 10 Lite 5G ha schermo Amoled da 6,57 pollici, quadrupla fotocamera posteriore con sensore principale da 48 mp, processore Snapdragon 765. Arriverà sugli scaffali italiani prossimamente, con prezzo che parte da 400 euro per la versione 6GB+64GB.
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Zuckerberg con Gates per trovare cure
Ceo Facebook dà 25 mln a iniziativa ‘Acceleratore terapeutico’
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27 marzo 2020
19:20
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La fondazione di Mark Zuckerberg sta collaborando con quella di Bill Gates per trovare cure per il Covid-19. Lo scrive Zuckerberg in un post in cui spiega che la sua fondazione si impegna a investire 25 milioni di dollari “per accelerare lo sviluppo dei trattamenti”. L’iniziativa a cui si unisce il Ceo di Facebook si chiama “Acceleratore terapeutico” ed è stata lanciata il 10 marzo scorso da Gates insieme a Wellcome e Mastercard con un impegno di 125 milioni di dollari.
Il lavoro, scrive oggi Zuckerberg, punta a “valutare rapidamente i farmaci esistenti più promettenti per vedere quali potrebbero essere efficaci nel prevenire e curare il coronavirus. Visto che questi farmaci hanno già attraversato studi clinici di sicurezza – osserva Zuckerberg – se sono efficaci, sarà molto più veloce renderli disponibili rispetto a sviluppare e testare un nuovo vaccino. Se tutto va bene, mesi, piuttosto che un anno o più”.
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Coronavirus: da Google 800 milioni di dollari
Destinati a Pmi, sanità, governi e Ong
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27 marzo 2020
19:37
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Google contribuirà con oltre 800 milioni di dollari a livello globale per supportare le Piccole e medie imprese, le organizzazioni sanitarie, le Ong e i governi durante l’emergenza Covid-19. “Continueremo a supportare le nostre comunità, di cui fanno parte milioni di aziende, insegnanti, ricercatori e organizzazioni no profit, per superare insieme le sfide che ci aspettano”, afferma il Ceo Sundar Pichai in un post ufficiale. I contributi – spiega Pichai – sono divisi in “250 milioni di dollari in crediti pubblicitari per aiutare l’Organizzazione Mondiale della Sanità e oltre 100 agenzie governative a livello globale affinché forniscano informazioni rilevanti su come prevenire la diffusione”.
Previsto “un fondo di investimento da 200 milioni di dollari a supporto delle Ong e delle istituzioni finanziarie di tutto il mondo per aiutare le piccole imprese nell’accesso al credito”, ma anche “340 milioni di dollari in crediti per Google Ads, disponibili per tutte le Pmi con account attivi nell’ultimo anno”.
Google spiega inoltre che saranno destinati “20 milioni di dollari in crediti Google Cloud destinati a istituzioni accademiche e ricercatori” per utilizzare le risorse computazionali e l’infrastruttura dell’azienda nello studio di potenziali terapie e vaccini, tenere traccia dei dati critici e identificare nuovi modi per contrastare il coronavirus.
Inoltre l’azienda ha deciso di aumentare fino a 10.000 dollari il contributo che “offre per raddoppiare le donazioni di ogni dipendente” (in precedenza il tetto massimo era di 7.500 dollari); ogni dipendente potrà così donare fino a 20.000 dollari ad organizzazioni no profit nella sua comunità, in aggiunta ai 50 milioni di dollari già donati da Google.org.
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Intelligenza Artificiale in campo contro il coronavirus
Consorzio finanzierà ricerche volte a mitigare l’epidemia
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27 marzo 2020
17:05
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L’intelligenza artificiale scende in campo contro il coronavirus: nato un consorzio chiamato C3.ai Digital Transformation Institute (C3.ai DTI) che finanzierà ricerche per un totale di quasi 6 milioni di dollari volte a mitigare la pandemia usando l’intelligenza artificiale.
Il consorzio è composto da istituzioni accademiche e non, tra cui le università di Princeton, Carnegie Mellon, il Massachusetts Institute of Technology, la University of California, la University of Illinois la University of Chicago, come pure i gruppi C3.ai e Microsoft.
Secondo quanto riferito sul sito della C3.ai DTI, la missione del consorzio è di attrarre i ricercatori più preparati del mondo nel campo dell’intelligenza artificiale affinché si uniscano in uno sforzo comune, coordinato e continuativo, in questa impresa. Il primo bando di ricerca lanciato dal consorzio, per un totale di 5,8 milioni di dollari, si intitola “Tecniche basate sull’intelligenza artificiale per mitigare la pandemia”.

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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