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Bassetti a sanitari, non siete fuggiti
Presidente Cei e vescovo Perugia visita ospedale
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PERUGIA
17 aprile 2020
16:20
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“Chi nella vita non ha la tentazione di fuggire davanti ad un nemico? Voi non siete fuggiti!”: lo ha sottolineato il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Cei, rivolto al personale sanitario nel corso di una semplice cerimonia presso l’ospedale di Perugia. “Se c’è una categoria di persone che conosce i rischi a cui si espone, affrontando questo tipo di pandemia – ha aggiunto -, siete proprio voi, e a medici, infermieri ed operatori aggiungo anche i cappellani di questo ospedale”.
“Sono qui – ha sottolineato il card. Bassetti – a nome della Chiesa per dirvi grazie e per ricordare tutti i sanitari deceduti in Italia. Il Papa li ha definiti ‘i Santi della porta accanto’, io ho guardato una per una le loro foto riportate sui giornali, volti belli di uomini e donne generosi e forti”.
L’arcivescovo ha poi rivolto un pensiero agli ammalati, collegandosi via Skipe con uno dei reparti di degenza Covid-19 per parlare con alcuni di loro e con il personale sanitario.
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Crimi, no a riaperture affrettate
Impossibile dire oggi che 4 maggio è una data sicura
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17 aprile 2020
17:18
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“E’ assolutamente impossibile oggi dire che il 4 maggio è una data sicura” per la riapertura di tutte le attività oggi sospese per il coronavirus. “Credo che dobbiamo aspettare per vedere come evolve la situazione, dobbiamo sentire il parere del comitato tecnico-scientifico, il parere delle parti sociali ed economiche, e la politica a quel punto decide avendo come obiettivo prioritario la tutela della salute; una riapertura affrettata avrebbe conseguenze eccessivamente negative”. Lo ha detto Vito Crimi, capo politico di M5s a In viva voce, su Radio Rai.
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Buffagni, il Mes non regala soldi
Continueremo ad accumulare debito e anche limiti
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17 aprile 2020
17:26
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“Quelli che arriverebbero dal Mes non sono soldi regalati. Continueremmo ad accumulare debito che verrebbe dato in cambio di alcuni limiti e, se non vuoi subirli, devi cambiare i trattati. Cosa che, ovviamente, non si può fare dall’oggi al domani. Non credo che si tratti dello strumento più adeguato: i debiti li pagherebbero i nostri figli tra trent’anni e mi sembra irresponsabile. Se c’è condizionalità nel ripagare il debito, e c’è e al momento non conosciamo i dettagli, si rischia di fare un danno al Paese. Bisogna seguire un’altra strada. Quello che chiediamo sono gli Eurobond, che permettano di rafforzare la competitività italiana ed europea in generale”.
Così il viceministro allo sviluppo economico Buffagni in una intervista al quotidiano online Tpi.it commenta gli obiettivi del prossimo consiglio europeo.
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Allo studio riapertura a macroaree
Si lavora a ‘divisione’ zone a seconda diffusione contagio
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17 aprile 2020
17:37
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Riaperture differenziate per macroaree a seconda della diffusione del contagio, con un monitoraggio dopo 15 giorni per verificare la tenuta del contenimento e, in caso contrario, procedere a nuove chiusure.
E’ l’ipotesi su cui stanno lavorando gli esperti che dovranno fornire al governo gli indirizzi generali per la fine del lockdown. Stando a questa ipotesi, l’Italia verrebbe sostanzialmente suddivisa in 3 macroaree (nord, centro e sud) in base alla diffusione del contagio.
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Zingaretti, la destra non aiuta l’Italia
Parlamento europeo vota per sostenere economia, imprese,lavoro
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17 aprile 2020
18:06
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“Con il voto di oggi il Parlamento Europeo aiuta l’Italia, la sua economia, le imprese, il lavoro.
La destra italiana no. Da ricordare #eurobond”. Lo scrive su Twitter il segretario del Pd Nicola Zingaretti.
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M5s chiede nomine di qualità
Scelte decise e di qualità
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17 aprile 2020
18:22
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“La fase storica che stiamo vivendo impone delle scelte decise di qualità, discontinuità e rinnovamento delle politiche industriali. Auspichiamo che questi siano i criteri alla base della tornata di nomine che ci si appresta a fare. Su aziende grandi e importanti come Eni non possono gravare le ombre delle inchieste giudiziarie e soprattutto bisogna aprire una riflessione seria sugli scenari energetici e sulla connessione tra le scelte in questo campo e le ricadute economiche, occupazionali e climatiche”. Così le deputate e i deputati del MoVimento 5 Stelle nelle commissioni Ambiente e Attività produttive.
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Radio Radicale, a un anno dalla morte nasce l’archivio Bordin
Falconio: ‘Modo migliore di ricordarlo è far parlare suo lavoro’
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18 aprile 2020
08:50
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Radio Radicale ricorda Massimo Bordin, a un anno dalla morte, presentando l’archivio del giornalista, direttore dell’emittente dal 1992 al 2010 e autore della fortunatissima rassegna ‘Stampa e Regime’. Il lavoro di catalogazione include appunti, quaderni, taccuini, carte di natura giudiziaria e politica e un’amplissima rassegna stampa raccoglie 45 anni di attività del giornalista.
“Il senso è rendere il più possibile conoscibile il lavoro di Massimo Bordin, più di quanto non sia attraverso l’archivio di Radio Radicale – spiega il direttore di Radio Radicale, Alessio Falconio -. Con questa importante novità rendiamo consultabile tutto il lavoro cartaceo che era alla base della realizzazione dei suoi servizi. Pesiamo che il modo migliore di ricordarlo sia proprio far parlare il suo lavoro, visto che sono oltre 10 mila gli eventi a cui è legato il suo nome. Questo archivio cartaceo è quello che mancava di consultabile del suo lavoro”.
L’archivio raccoglie una documentazione che va dal 1975 al 2019 e comprende materiali manoscritti, dattiloscritti, a stampa e materiale librario e sviluppa 11 metri lineari. E’ composto da 74 buste, 10 scatole e 2 cartelle che contengono 733 fascicoli, 102 tra taccuini, quaderni e blocchi per appunti e 131 gruppi di opere a stampa in formato cartaceo ed elettronico. Tra i fascicoli va segnalato che 25 sono divisi a loro volta in 191 sottofascicoli. Complessivamente fascicoli e taccuini costituiscono 835 unità archivistiche o documentarie.
“Bordin – ricorda in un video il curatore dell’iniziativa, Andrea Mori, in un video realizzato per l’occasione – è intervenuto in oltre 10 mila eventi tra rubriche, interviste, dibattiti, conduzioni e collegamenti, servizi e presentazioni di libri. Attraverso i suoi materiali, Il giornalista intercetta la dinamica pubblica con uno stretto rapporto con l’istituzione giudiziaria e politica. E’ l’archivio di uno studioso nel quale quale ogni carta è conservata per essere analizzata e memorizzata . Quello che colpisce è la minuzia e la cura con cui prendeva appunti nel taccuino, una cura quasi estetizzante per l’alta qualità dei taccuini e la raffinatezza della grafia”.
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Tre miliardi e mezzo a comuni e province
Decaro, riconosciamo significativo sforzo ma serve ‘tavolo’
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17 aprile 2020
20:28
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“Apprezziamo lo sforzo del governo, una iniezione di 3 miliardi di euro, una cura per le città. Ma queste risorse rischiano di essere comunque insufficienti rispetto al calo delle entrate che noi sindaci stimiamo in circa 5 miliardi di euro. Pur, quindi, riconoscendo un significativo sforzo, abbiamo chiesto e ottenuto un tavolo di monitoraggio per tenere sotto controllo le perdite dei Comuni che dipenderanno dai tempi del lockdown”. Così il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, dopo il vertice con il ministro Gualtieri, al quale ha partecipato anche il presidente dell’Upi Michele De Pascale, che ha parlato di “un incontro positivo nel quale abbiamo avuto dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri rassicurazioni importanti che nel prossimo decreto legge ci saranno risposte chiare per Province, Comuni e Città metropolitane. A partire dal fondo di 3,5 miliardi (di cui 500 milioni per province e città metropolitane, ndr) per iniziare a coprire le entrate che stiamo perdendo a causa dell’emergenza”.
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Tre donne alla presidenza di Terna, Enav ed Mps
Valentina Bosetti, Francesca Isgrò e Patrizia Grieco
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17 aprile 2020
23:22
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C’è intesa sulle nomine per le partecipate. A quanto si apprende da fonti di maggioranza, tra conferme e novità, si va verso questi nomi: all’Eni Claudio Descalzi ad e Luisa Calvosa presidente; all’Enel Francesco Starace ad, Michele Crisostomo presidente; a Poste Matteo Del Fante ad, Maria Bianca Farina presidente; a Leonardo Alessandro Profumo ad e Luciano Carta presidente; a Terna Stefano Donnarumma ad e Valentina Bosetti presidente; a Enav Paolo Simioni ad, Francesca Isgrò presidente; a Mps Guido Bastianini ad, Patrizia Grieco presidente
Soddisfazione per come si sta chiudendo la vicenda complessiva delle nomine al vertice delle partecipate. E’ quanto trapela da fonti di Italia viva.
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Coronavirus: Papa, prego per disabili e chi li assiste
Bergoglio ha raccontato di aver ricevuto la lettera di una traduttrice della lingua dei segni che gli ha riportato le sue difficoltà in questo periodo
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CITTÀ DEL VATICANO
18 aprile 2020
18:52
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Il Papa oggi ha rivolto un pensiero alle persone disabili e a coloro che li assistono in questo tempo di pandemia. “Ieri ho ricevuto una lettera di una suora che lavora come traduttrice nella lingua dei segni per i sordomuti e raccontava – ha riferito il Papa nell’introduzione della messa a Santa Marta – il lavoro tanto difficile che fanno gli operatori sanitari, gli infermieri, i medici, con i disabili che hanno preso il Covid-19. Preghiamo per loro che sono sempre al servizio di queste persone con diverse abilità ma che non hanno le abilità che abbiamo noi”.
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Coronavirus: capitan Tom ci prende gusto e incide cd
You’ll Never Walk Alone con Ball, nuova raccolta fondi dell’eroe
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LONDRA
18 aprile 2020
12:34
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Rinverdita la sua aura di eroe, dopo aver battuto tutti i record di raccolta spontanea di fondi a beneficio della sanità pubblica britannica (Nhs), il capitano Tom Moore, 100 anni a fine aprile, veterano di guerra dell’esercito di Sua Maestà, ci ha preso gusto. Conclusa la sfida dei 100 giri attorno al giardino di casa sua nel Berdshire inglese, nata per ispirare un impulso di generosità collettiva sul web arrivata inaspettatamente alla fine ad attrarre donazioni da parte di centinaia di migliaia di persone (oltre 18 milioni di sterline in totale, con le adesioni affluite anche dopo lo stop formale all’iniziativa), l’indomabile ufficiale a riposo ha deciso ora di riprovarci addirittura con un disco.
Tutto è nato da un’idea di Michael Ball, attore e cantante nazional-popolare: registrare in tandem con ‘capitain Tom’, esaltato oggi come “una leggenda assoluta” anche dal principe William, figlio dell’erede al trono Carlo e futuro re, una nuova versione di ‘You’ll Never Walk Alone’, celeberrimo motivo postbellico datato 1945 divenuto in seguito inno e simbolo dei tifosi del Liverpool e usato inoltre in queste settimane a mo’ di colonna sonora dei moti di solidarietà e di ringraziamento verso medici e infermieri in prima linea contro l’epidemia di Covid-19 fiorite nel Regno al pari di quanto accaduto altrove.
Moore non si è fatto pregare. Sostenuto dai familiari, ha detto subito sì e ha registrato l’introduzione parlata del brano, cui Ball ha fatto seguire la parte cantata. Il ricavato andrà di nuovo in beneficenza per l’Nhs, è stato annunciato da Michael Ball, il quale ha sfidato gli ascoltatori a portare la hit al numero 1 entro il 30 aprile, data del centesimo compleanno dell’ex capitano. “E’ stato uno dei più grandi onori della mia carriera cantare con un autentico eroe nazionale, che non è solo il maggior promotore singolo di una raccolta di fondi nella storia britannica e un veterano pluridecorato, ma è anche l’uomo più affascinante che si possa incontrare”, ha detto.
Intanto, Boris Johnson ha già fatto sapere di voler appuntare l’ennesimo riconoscimento al petto reduce 99enne. Cosa che per i media britannici potrebbe tradursi nella proposta alla regina di concedergli l’ordine di cavaliere dell’ex impero britannico, in modo da farlo diventare presto “Sir Tom”. VAI A TUTTE LE NOTIZIE DAL MONDO VAI A TUTTE LE NOTIZIE DI CRONACA VAI A TUTTE LE NOTIZIE DI ECONOMIA
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ALLO STUDIO APERTURA A JOGGING LONTANO DA CASA DOPO IL 4 MAGGIO
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18 aprile 2020
18:26
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La scelta se consentire di allontanarsi da casa anche per fare jogging spetterà al governo anche in base all’andamento dell’epidemia. Ma Pierpaolo Sileri anticipa una riflessione in corso. Consentire di fare sport all’aperto, come la corsa, a livello individuale, sarebbe anche il modo per non privare le persone delle possibilità di fare attività fisica, visto che è difficile che le palestre possano riaprire in tempi brevi. Comunque, viene spiegato, si chiederà ai cittadini responsabilità nel rispettare le regole e le distanze prescritte per evitare i rischi di contagio. Quanto agli allenamenti degli atleti, in una lettera inviata il 10 aprile al mondo dello sport, il ministro Vincenzo Spadafora scriveva: “Vi prego di voler attivare le Federazioni e gli altri soggetti del sistema sportivo affinché la ripresa degli allenamenti e delle attività avvenga, presumibilmente dal 4 maggio, nel più rigoroso rispetto delle prescrizioni di sicurezza che saranno individuate d’intesa con le autorità sanitarie e gli organismi scientifici”.
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Coronavirus: Arcuri firma ordinanza per app italiana
Stipulato contratto con Bending Spoons per tracciamento
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18 aprile 2020
14:47
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E’ stata firmata ed e’ quindi ora operativa l’ordinanza del Commissario Domenico Arcuri con la quale si dispone “di procedere alla stipula del contratto di concessione gratuita della licenza d’uso sul software di contact tracing e di appalto di servizio gratuito con la societa’ Bending Spoons Spa”.
“Sono molto orgoglioso della passione, abnegazione e competenza dei nostri ingegneri, scienziati e di tutto il team Immuni. Abbiamo fatto, e faremo, del nostro meglio”: è il commento di Luca Ferrari, AD di Bending Spoons, la software house milanese la cui app è stata scelta dal governo italiano per contenere l’emergenza Covid-19. L’azienda ricorda che “la Presidenza del Consiglio dei Ministri è il licenziatario dell’uso del prodotto. Bending Spoons agisce completamente gratuitamente, finanziando autonomamente i propri costi e non ricevendo alcun corrispettivo per il suo impegno”.
L’Ordinanza e’ la numero 10 del 16 aprile del Commissario straordinario Arcuri ed e’ pubblicata sul sito del Governo. “La presente ordinanza – si legge – e’ pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale”. L’ordinanza di Arcuri ha tenuto conto anche “che la società Bending Spoons Spa esclusivamente per spirito di soliderietà e, quindi, al solo scopo di fornire un proprio contributo, volontario e personale, utile per fronteggiare l’emergenza da Covid-19 in atto, ha manifestato la volonta’ di concedere in licenza d’uso aperta, gratuita e perpetua, al commissario straordinario per l’attuazione ed il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19 e alla Presidenza del consiglio del ministri, il codice sorgente e tutte le componenti applicative facenti parte del sistema di contact recing gia’ sviluppate. Nonche’, si legge ancora nell’ordinanza, per le medesime ragioni e motivazioni e sempre a titolo gratuito ha manifestato la propria disponibilità a completare gli sviluppi informatici che si renderanno necessari per consentire la messa in esercizio del sistema nazionale di contact racing digitale”.
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L’app che dovrebbe chiamarsi Immuni, sarà “un pilastro importante nella gestione della fase successiva dell’emergenza”, la sperimentazione sarà in alcune regioni pilota, poi verrà estesa, ha spiegato Domenico Arcuri, Commissario per l’emergenza, che auspica “una massiccia adesione volontaria dei cittadini”.
La scelta converge dunque sull’applicazione messa a punto dalla società milanese Bending Spoons in partnership con il Centro Diagnostico Santagostino di Luca Foresti e con la società di marketing digitale Jakala. L’app ha partecipato alla selezione del ministero dell’Innovazione dove sono arrivate oltre 300 proposte. Si basa sul bluetooth (ma è adattabile anche al Gps) principio cardine su cui si muove l’Europa.
Proprio ieri, infatti, la Commissione Ue ha dettato le regole per il sistema di tracciamento: anonimato e niente geolocalizzazione, sì a bluetooth e volontarietà. “I Paesi Ue stanno convergendo verso un approccio comune” con “soluzioni che minimizzano il trattamento dei dati personali”, scrive l’Europa nel documento stilato oggi in collaborazione con i governi.
Oltre ai requisiti di volontarietà e interoperabilità tra Stati, già ribaditi, l’Ue si è soffermata inn particolare sulla tecnologia giudicata più idonea per le app di tracciamento, cioè il bluetooth che deve “stimare con sufficiente precisione” (circa 1 metro) “la vicinanza” tra le persone per rendere efficace l’avvertimento se si è venuti in contatto con una persona positiva al Covid-19. “I dati sulla posizione dei cittadini non sono necessari né consigliati ai fini del tracciamento del contagio” sottolinea Bruxelles, precisando che l’obiettivo delle app “non è seguire i movimenti delle persone o far rispettare le regole” perché questo “creerebbe rilevanti problemi di sicurezza e privacy”. Per mantenere l’anonimato, è previsto che le app utilizzino un ID (codice d’identificazione utente, ndr) “anonimo e temporaneo che consenta di stabilire un contatto con gli altri utenti nelle vicinanze”.
In Europa esiste già un progetto che soddisfa questi criteri, su cui stanno convergendo Francia e Germania. Si chiama Pepp-Pt (Pan-European Privacy-Preserving Proximity Tracing) è stato messa in piedi da un gruppo di 130 scienziati e 32 fra aziende e istituti di ricerca di 8 Paesi (tra cui la Fondazione ISI di Torino). Tra i partner del progetto ci sono anche Vodafone e, appunto, Bending Spoons.
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Bending Spoons, con l’app Immuni faremo nostro meglio
Azienda scelta da governo, agiremo gratuitamente
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17 aprile 2020
19:54
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“Sono molto orgoglioso della passione, abnegazione e competenza dei nostri ingegneri, scienziati e di tutto il team Immuni. Abbiamo fatto, e faremo, del nostro meglio”: è il commento di Luca Ferrari, AD di Bending Spoons, la software house milanese la cui app è stata scelta dal governo italiano per contenere l’emergenza Covid-19. L’azienda ricorda che “la Presidenza del Consiglio dei Ministri è il licenziatario dell’uso del prodotto. Bending Spoons agisce completamente gratuitamente, finanziando autonomamente i propri costi e non ricevendo alcun corrispettivo per il suo impegno”.
“L’app è solo un tassello di una strategia globale del governo, abbiamo fornito un menù di caratteristiche tecniche ma quali saranno quelle definitive sarà una decisione che dovrà prendere il governo”, spiega Luca Foresti, Ceo del Centro Medico Santagostino, che fa parte del progetto e ha messo a punto la parte del ‘Diario clinico’ altra anima dell’app di tracciamento.
Bending Spoons S.p.A. – spiega una nota – è un’impresa fondata nel 2013, in cui lavora un team internazionale composto da oltre 150 persone “che sviluppa app utilizzate da milioni di persone in tutto il mondo, con oltre 200 milioni di download complessivi, 270.000 nuovi utenti al giorno e 45,5 milioni di fatturato nel 2018, tra le aziende o gli istituti da cui provengono i membri della squadra ci sono Google, Apple, McKinsey e il Cern”. “È per assemblare una squadra d’eccellenza – aggiunge l’azienda – e per dare ai tanti talenti in fuga dal nostro Paese un motivo per restare che, nel 2014, da Copenaghen, dove abbiamo fondato l’azienda nel 2013, abbiamo scelto di tornare in Italia, a Milano”.
I fondatori di Bending Spoons (“piegare cucchiai”, un omaggio al film Matrix) sono cinque, con età media che si aggira intorno ai 35 anni. Sono Luca Ferrari, nato nel 1985, laureato in Ingegneria elettronica e Ingegneria delle telecomunicazioni; Francesco Patarnello, nato nel 1985, laureato in Ingegneria Elettrica ed Elettronica e in Ingegneria delle Telecomunicazioni; Matteo Danieli, nato nel 1984, ilaureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni; Luca Querella, laurea in Informatica e in Ingegneria Informatica; Tomasz Greber, nato nel 1984, digital designer con oltre 15 anni di esperienza.
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PE VOTA I RECOVERY BOND, APRE AL MES, NO AI CORONABOND
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Risoluzione passa con 395 sì, 171 contrari e 128 astenuti
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BRUXELLES
17 aprile 2020
16:21
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L’introduzione di Recovery Bond garantiti dal bilancio Ue, l’esortazione agli Stati membri all’uso del Mes, no ai coronabond. Sono i punti salienti della risoluzione adottata dal Parlamento europeo sull’azione coordinata dell’Ue per lottare contro la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze. Il testo è passato con 395 sì, 171 contrari e 128 astenuti.
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Ipsos: Conte primo per gradimento, Lega in testa tra i partiti
Segue il Pd, poi M5s e ancora Fdi, Fi e Iv
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17 aprile 2020
19:51
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Il premier Giuseppe Conte resta, di gran lunga, il leader politico più apprezzato dall’inizio dell’emergenza Covid-19. A sostenerlo è l’ultimo “cruscotto” settimanale di Ipsos, che monitora l’indice di gradimento dei principali esponenti politici.
L’indice indica la percentuale dei voti positivi sul totale dei voti espressi e Conte si assesta con 65 punti, con due punti in meno rispetto alla rilevazione della scorsa settimana. Per quanto riguarda le intenzioni di voto rispetto ai partiti al primo posto si attesta la Lega con il 26,3% e un calo del 2% rispetto all’ultima rilevazione.
Secondo il Pd, con il 21,1% (trend a +0,4%), seguito dal M5S al 16,9% (+0,9 rispetto all’ultima rilevazione). Fdi, che guadagna mezzo punto nel trend, si attesta al 14,7% mentre FI, con un +0,7%, arriva al 7,4%. Italia Viva, infine, si ferma al 2,8% (-0,3% rispetto all’ultima rilevazione. La metodologia usata da Ipsos per questo tipo di monitoraggi vede usualmente come universo di riferimento: Individui residenti in Italia di 18 anni e oltre (fonte ISTAT 2018) -campione: Stratificato e casuale, selezionato in base a quote per sesso, età, titolo di studio, area geografica di residenza e ampiezza del comune di residenza -metodologia: Multi-mode survey (CATI-CAWI) – Interviste e margine di errore: 1.000 interviste (500 CATI + 500 CAWI) margine di errore compreso fra +/- 0,6% e +/- 3,2%.
In una rilevazione sempre Ipsos, che non include il presidente del Consiglio, risulta essere Giorgia Meloni la leader più apprezzata. Mentre Luigi Di Maio, per la prima volta da tempo, supera Matteo Salvini.
Il sondaggio, che assegna un indice di gradimento in valore assoluto a ciascun leader, vede, dunque, in testa la Meloni, con 31 punti. Ma la presidente di Fdi perde 4 punti rispetto alla precedente rilevazione. Al secondo posto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, con 30 punti e un trend stabile che permette all’ex capo politico M5S di superare il leader della Lega Matteo Salvini: l’ex ministro dell’Interno, infatti, si assesta al terzo posto con 29 punti e un trend che registra la perdita di due punti rispetto all’ultima rilevazione. Con 28 punti si classifica quarto il segretario del Pd Nicola Zingaretti (-1 rispetto alla settimana scorsa), seguito da Silvio Berlusconi con 22 punti (trend a -1) e Matteo Renzi che si ferma a 10 punti con andamento stabile.
La metodologia usata da Ipsos per per questo tipo di monitoraggi vede usualmente come universo di riferimento: Individui residenti in Italia di 18 anni e oltre (fonte ISTAT 2018) -campione: Stratificato e casuale, selezionato in base a quote per sesso, età, titolo di studio, area geografica di residenza e ampiezza del comune di residenza -metodologia: Multi-mode survey (CATI-CAWI) – Interviste e margine di errore: 1.000 interviste (500 CATI + 500 CAWI) margine di errore compreso fra +/- 0,6% e +/- 3,2%.
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Coronavirus: La conferenza stampa della Protezione Civile in DIRETTA
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17 aprile 2020
18:42
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Sono complessivamente 106.962 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento di 355 rispetto a ieri, quando l’aumento era stato di 1.189. Si tratta dell’incremento più basso dal 2 marzo: quel giorno l’aumento dei nuovi casi fu di 258 mentre il giorno dopo l’incremento fu di 428 nuovi casi positivi. Il dato è stato fornito dalla Protezione Civile. IL VIDEO:
Dai dati della Protezione civile emerge che sono 33.434 i malati in Lombardia (344 in più rispetto a ieri), 13.585 in Emilia-Romagna (-78), 13.998 in Piemonte (+215), 10.618 in Veneto (-182), 6.583 in Toscana (-30), 3.459 in Liguria (+22), 3.157 nelle Marche (+33), 4.214 nel Lazio (+70), 3.027 in Campania (-91), 1.990 a Trento (-97), 2.656 in Puglia (+31), 1.428 in Friuli Venezia Giulia (+98), 2.139 in Sicilia (+31), 1.942 in Abruzzo (+92), 1.582 nella provincia di Bolzano (-11), 494 in Umbria (-42), 872 in Sardegna (+7), 819 in Calabria (-28), 491 in Valle d’Aosta (-27), 266 in Basilicata (-7), 208 in Molise (+5).
Quanto alle vittime, se ne registrano 11.851 in Lombardia (+243), 2.903 in Emilia-Romagna (+60), 2.171 in Piemonte (+77), 1.026 in Veneto (+45), 602 in Toscana (+17), 866 in Liguria (+38), 785 nelle Marche (+21), 332 nel Lazio (+16), 293 in Campania (+7), 342 nella provincia di Trento (+20), 307 in Puglia (+8), 220 in Friuli Venezia Giulia (+3), 190 in Sicilia (+3), 246 in Abruzzo (+3), 234 nella provincia di Bolzano (+9), 57 in Umbria (+2), 86 in Sardegna (+1), 73 in Calabria (+1), 123 in Valle d’Aosta (+1), 22 in Basilicata (+0), 16 in Molise (+0).
Calano ancora i ricoveri in terapia intensiva. Ad oggi sono 2.812, 124 in meno rispetto a ieri. Di questi, 971 sono in Lombardia, 61 in meno rispetto a ieri. Dei 106.962 malati complessivi, 25.786 sono ricoverati con sintomi, 1.107 in meno rispetto a ieri, e 78.364 sono quelli in isolamento domiciliare.
Sono 22.745 le vittime dopo aver contratto il coronavirus in Italia, con un aumento rispetto a ieri di 575. Ieri l’aumento era stato di 525.
Sono 42.727 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 2.563 più di ieri. Ieri l’aumento dei guariti era stato di 2.072.
Stop all’appuntamento quotidiano con la conferenza stampa della Protezione Civile, che non è mai mancata dallo scorso 22 di febbraio. “I dati sanitari ci indicano che si è alleggerita decisamente la pressione sulle strutture ospedaliere e tutto ciò ci rende consapevoli del grande lavoro svolto negli ospedali e della collaborazione dei cittadini – ha detto Borrelli – Per questo abbiamo deciso di rimodulare le conferenze stampa: continueremo a garantire massima trasparenza su dati ogni giorno veicolandoli sul sito, mentre due volte a settimana terremo un punto stampa”.
“Nelle prossime ore verrà resa nota una call per tutte le aziende che ritengono di avere i test” sierologici che rispondono ai requisiti indicati dal governo. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio superiore di Sanita Franco Locatelli in conferenza stampa alla Protezione Civile sottolineando che la Call “sarà aperta per 5 giorni”. Subito dopo, ha aggiunto, “un panel identificato dal commissario Arcuri, con competenze tra loro complementari, procederà all’identificazione del test” che verrà poi somministrato ad un campione di 150mila persone.
“Essere riusciti a impedire la diffusione del contagio nelle regioni del centro sud è un dato ormai solidamente corroborato dall’evidenza dei numeri: anche oggi ben 13 tra Regioni e Province autonome hanno un numero di decessi inferiore a due cifre, addirittura due regioni senza casi fatali”. Lo ha detto Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, in conferenza stampa alla Protezione civile.
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Coronavirus: Si studia apertura per macroaree ma Regioni si dividono
Verso ok entro aprile a moda-mobilifici,nodo bar. Conte prudente
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18 aprile 2020
15:11
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Dividere il Paese in macroaree, riaprire proteggendo lo stivale con alcune “zone rosse” ad alto contagio. La “fase 2” potrebbe iniziare così, con un riavvio graduale del motore. Forse già a partire dall’apertura di alcuni settori produttivi, a iniziare da moda e mobilifici, a fine aprile. Niente è deciso: il premier Giuseppe Conte tiene una linea di grande prudenza. E frenano non solo alcuni scienziati, ma anche diversi esponenti di maggioranza. Divide ad esempio l’idea, al vaglio del Comitato tecnico scientifico, di aprire il 4 maggio oltre ai parchi, anche bar e ristoranti: “Non esiste”, insorgono fonti di maggioranza. Mentre l’idea delle macroaree rischia di cozzare con il fronte variegato delle Regioni, che va da chi, come Luca Zaia, dice che “il lockdown non esiste più”, a chi, come Vincenzo De Luca, minaccia di chiudere la Campania.
Di come far ripartire le attività produttive discute per oltre sei ore la task force guidata da Vittorio Colao: il tema è non solo quali settori riaprire, avendo come base guida le classi di rischio elaborate dall’Inail (tre categorie: basso, medio-basso, alto) ma soprattutto come far muovere i lavoratori, scaglionando gli orari sia per i turni di lavoro sia per i trasporti e incoraggiando, ove possibile, lo smart working. Si ipotizzano per i trasporti modalità per contare i passeggeri e segnaletica per il distanziamento alle fermate. I primi feedback della task force, e più in generale i protocolli per le riaperture, potrebbero essere già nel weekend oggetto di un nuovo confronto tra governo e parti sociali. Al vaglio c’è l’idea di far ripartire anche prima del 4 maggio – il 27 aprile è la data cerchiata sul calendario – settori che l’Inail indica come a basso rischio come la moda, la metallurgia, i mobilifici, il settore dell’automotive. Un pressing è in corso – anche da regioni come la Lombardia – per l’edilizia, perché oggi sono aperti solo le grandi opere.
Ma dal governo in questo caso sono più prudenti: è difficile in cantiere garantire le distanze. Nelle prossime ore dovrebbe riunirsi la cabina di regia, cui potrebbe partecipare anche il premier Conte, tra governo ed enti locali (con Fontana, Bonaccini e Musumeci per le Regioni, Decaro, Raggi e Pella per i Comuni) per provare a concordare una linea a livello nazionale. In quella sede potrebbe essere discussa anche l’idea di gestire la “fase 2” dividendo il Paese in macroaree (Nord, Centro e Sud) a seconda dell’entità del contagio: Franco Locatelli del Css definisce “solido” il contenimento del contagio nel centrosud. Ma il problema sarebbe non solo come gestire gli spostamenti tra le aree del Paese, ma anche isolare le zone, come la Valle D’Aosta, in cui il contagio è meno diffuso che nel resto del Nord. Le “zone rosse torneranno ad essere importanti” quando finirà il lockdown, dice Gianni Rezza dell’Iss. Ma bisognerà evitare iniziative solitarie. Perché se Attilio Fontana si dice pronto a riaprire il 4 maggio “se lo dirà la scienza”, c’è chi come Vincenzo De Luca minaccia di chiudere i confini campani per fermare arrivi dal Nord.
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Da Palazzo Chigi invitano alla prudenza rispetto a ogni ipotesi: le decisioni saranno comunicate solo dopo la conclusione dei lavori della task force sulla fase due, che ad ora non si sarebbe data una deadline.
Dalla maggioranza frenano non solo Roberto Speranza ma anche Vito Crimi, che invita a non dare per scontata la fine del lockdown il 4 maggio. Ed è prudente anche il Pd, che chiede regole e indicazioni precise, ma senza affrettare i tempi. Sia Silvio Brusaferro che Franco Locatelli, entrambi membri del comitato tecnico scientifico, invitano alla grande “cautela” e anticipano che le abitudini e le modalità di vivere le socialità andranno cambiate. Grande attenzione ci sarà alle regole per i giovani – per evitare assembramenti e feste – come per gli anziani. Ma i parchi il 4 maggio dovrebbero riaprire e con prudenza gli scienziati valutano anche di dare il via libera a bar e ristoranti, pure per dare una prima spinta a un settore in grande crisi come il turismo: lo si farebbe con rigide regole di distanziamento. Ma sui bar, come su parrucchieri e barbieri, la maggioranza leva gli scudi: potrebbe essere troppo presto.
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Gualtieri: ‘3,5 miliardi per i Comuni, sforzo straordinario’
‘Ci sarà un fondo nel decreto aprile’
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17 aprile 2020
20:35
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“Sforzo straordinario del Governo nell’incontro di oggi con Comuni e Province – scrive il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri sul suo profilo twitter – : fondo da 3,5 miliardi nel decreto aprile per accogliere le richieste dei sindaci in prima linea nel contrasto agli effetti del Covid-19. Insieme supereremo la crisi”.
“Apprezziamo lo sforzo del governo, una iniezione di 3 miliardi di euro, una cura per le città – ha detto il presidente dell’Anci, Antonio Decaro -. Ma queste risorse rischiano di essere comunque insufficienti rispetto al calo delle entrate che noi sindaci stimiamo in circa 5 miliardi di euro. Pur, quindi, riconoscendo un significativo sforzo, abbiamo chiesto e ottenuto un tavolo di monitoraggio per tenere sotto controllo le perdite dei Comuni che dipenderanno dai tempi del lockdown”.
“Le entrate dei Comuni stanno scendendo, e scenderanno inesorabilmente, in base al protrarsi della fase di stop e al tempo necessario per un vero riavvio – continua Decaro -. Al momento per il mese di marzo, il primo di lockdown, abbiamo riscontrato un calo del 53 per cento, relativamente alle entrate tributarie, e del 22 per cento per le entrate tariffarie. Numeri che ci dicono che queste risorse sono fondamentali. Non si può dimenticare che i Comuni funzionano esattamente come le aziende: entrate e uscite regolano il bilancio e quindi la sostenibilità delle spese. Ma le spese di un Comune significano servizi per i cittadini: raccolta rifiuti, trasporto pubblico, servizi sociali. Ecco perché quando si parla di quanto serve ai Comuni si deve tenere ben presente che o si garantisce l’equilibrio di bilancio degli enti o si dice ai cittadini che i servizi essenziali non saranno più assicurati”.
“Un incontro positivo nel quale abbiamo avuto dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri abbiamo avuto rassicurazioni importanti che nel prossimo decreto legge ci saranno risposte chiare per Province, Comuni e Città metropolitane – ha detto il presidente di Upi Michele de Pascale -. A partire dal fondo di 3,5 mld (di cui 500 mln per province e città metropolitane, ndr) per iniziare a coprire le entrate che stiamo perdendo a causa dell’emergenza” covid. “Via libera anche il tavolo di monitoraggio, che avevamo richiesto che andrà avanti per tutta la durata della crisi e servirà per avere chiaro il quadro dei bilanci. Come UPI – conclude – abbiamo inoltre presentato al Governo la nostra proposta di un Piano degli investimenti su strade e scuole superiori, per sboccare due miliardi di investimenti e dare una prima forte spinta la ripresa”.
IL GOVERNO AL LAVORO SUL DECRETO APRILE – Tutti i sostegni al reddito, dalla cassa integrazione ai congedi speciali, coperti fino a giugno. Introduzione del reddito di emergenza e conferma del bonus per gli autonomi che potrebbe salire anche oltre gli 800 euro. E’ questo, secondo quanto si apprende, lo schema cui sta lavorando l’esecutivo. In questi giorni si susseguono le riunioni per mettere a punto le misure e arrivare a varare il decreto entro fine mese.
Niente sanzioni e interessi a chi, per le difficoltà economiche legate all’emergenza Coronavirus, non dovesse riuscire a pagare in tempo la prima rata Imu-Tasi, in scadenza il 16 giugno. E’ questa una delle misure allo studio. Ancora da stabilire entro quale data i ritardatari potranno saldare la rata senza essere sanzionati. Sarebbe tramontata invece l’ipotesi di consentire di fare slittare fino a settembre la prima scadenza di giugno.
Nuove assunzioni per gli infermieri saranno previste nel prossimo decreto di aprile. Si tratterebbe di alcune migliaia di assunzioni, per fare anche fronte al carico dell’assistenza domiciliare legata all’epidemia di Covid-19.
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Maturità: Azzolina firma ordinanza, i componenti saranno interni
In Commissione solo presidente esterno. Il Consiglio classe nomina i commissari a distanza
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19 aprile 2020
09:31
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Cambia la composizione della commissione dell’Esame di Stato del secondo ciclo. La Ministra Lucia Azzolina ha firmato l’ordinanza, attuativa del decreto legge del 6 aprile su Esami e valutazione, che, in ragione dell’emergenza coronavirus e dell’impatto che ha avuto sulla scuola, prevede, per quest’anno, una commissione formata da 6 commissari interni e dal presidente esterno. “In questo modo – spiega la Ministra – gli studenti saranno valutati da docenti che conoscono il loro percorso e quanto realmente fatto durante questo particolare anno scolastico. Vogliamo un Esame di Stato vero, serio, ma che tenga conto anche delle difficoltà affrontate a causa dell’emergenza ancora in atto”, spiega la ministra.
I presidenti saranno nominati dagli Uffici scolastici regionali, i commissari dai consigli di classe. Nella composizione della commissione si terrà conto dell’equilibrio fra le varie discipline di ciascun indirizzo. In ogni caso, sarà assicurata la presenza del commissario di Italiano e di uno o più commissari che insegnano le discipline di indirizzo.
E anche nella maturità entra la modalità a distanza: l’ordinanza prevede che “ciascun consiglio di classe designa i commissari, anche riunendosi in modalità a distanza. Il dirigente scolastico, dopo la designazione, procede alla registrazione telematica del modello e lo inoltra all’Ufficio scolastico regionale per il tramite dell’Ambito territoriale provinciale”. E’ assicurata la presenza del commissario di italiano e di uno o più commissari che insegnano le discipline di indirizzo.
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Arcuri, app va sperimentata in 3 aree di nord, centro e sud
Garantisce anonimato, uso del bluettoth come prevede legge privacy
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18 aprile 2020
14:07
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“Una sana concezione del nostro Paese mi porta a dire che le aree in cui sperimentare la app di contact tracing saranno una al nord, una al centro e una al sud”. Lo ha detto il commissario all’emergenza Domenico Arcuri rispondendo in conferenza stampa alla Protezione civile, senza specificare le aree.
“La Bending Spoons ha donato a titolo gratuito la app per il contact tracing al governo. Nessuno qui ci guadagna nulla. L’applicazione sarà solo volontaria, nessuno sarà obbligato a installarla sul telefono mobile. Ci aspettiamo che un numero molto alto di cittadini lo faccia”, Gli esperti ci dicono che almeno il 70% della popolazione dovrebbe farlo per dargli un significato importante”, ha aggiunto.
“L’app sui telefoni dei cittadini garantirà completamente l’anonimato, non ci sarà nessuna finalità diversa. I dati saranno conservati in un server pubblico, sono per definizione criptati, nessuna preoccupazione per un loro maldestro utilizzo. Si usa tecnologia blutooth e non geolocalizzazione, come prevede la legge sulla privacy”, ha concluso Arcuri.
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Coronavirus: Conte frena aperture prima 4/5 ma pressing Nord-aziende
Il premier in una intervista al Giornale rivendica che il suo è “un governo politico che ci mette la faccia”. E ribadisce che nella Fase 2 bisognerà “convivere con il virus”
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19 aprile 2020
11:00
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I governi di unità nazionale sono “improbabili” e il governo sta lavorando “con coraggio” in quetsa situazione di emergenza. Il premier Giuseppe Conte torna a parlare in una intervista al Giornale. “Io sono sempre per un governo politico che ci mette la faccia” mentre “i governi di unità nazionale” sono “molto improbabili”. Conte ricorda ricorda come questo governo stia “operando con coraggio”. “Se non fosse così – aggiunge – sarei il primo a sollecitare una nuova soluzione”. E su Mario Draghi dice: “Non è persona che si lascia tirare per la giacchetta”.
“Stiamo lavorando – dice in un altro passaggio – su alcune proposte di allentamento delle misure, in modo da poter convivere con il virus nei prossimi mesi in condizioni di massima sicurezza, tenendo sotto controllo la curva epidemiologica e le condizioni di stress del sistema sanitario e ospedaliero locale”.
Già ieri in tarda serata il premier era intervenuto su Facebook sulla Fase 2. Nella cabina di regia “anche i rappresentanti dei governi locali hanno espresso adesione al disegno” del governo di “un piano nazionale” con “linee guida omogenee per tutte le Regioni, in modo da procedere, ragionevolmente il 4 maggio, a una ripresa delle attività produttive attualmente sospese, secondo un programma ben articolato, che contemperi la tutela della salute e le esigenze della produzione”. Lo scrive su Fb il premier Giuseppe Conte spiegando che proseguirà il confronto con le parti sociali.
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“Sul fronte delle misure di tutela della salute, il Governo continua a lavorare per implementare i Covid hospital, l’assistenza territoriale e usare al meglio le applicazioni tecnologiche e i test per riuscire a rendere sempre più efficiente la strategia di prevenzione e di controllo del contagio”, scrive il premier.
“Dovremo proseguire nel confronto con tutte le parti sociali e le associazioni di categoria per ribadire la comune volontà di rafforzare il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro, già approvato lo scorso mese di marzo, e di continuare sulla strada del potenziamento dello smart working”, spiega Conte.
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“Si è conclusa la riunione della Cabina di regia tra Governo, Regioni ed enti locali durante la quale, con i ministri competenti, ho voluto aggiornare la delegazione di governatori, sindaci e presidenti di provincia sullo schema di lavoro per la ‘fase due’ che l’Esecutivo sta portando avanti, coadiuvato dalla Task force di esperti e dal Comitato tecnico scientifico”. Lo scrive su Facebook il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Continua incessantemente il lavoro del Governo a un programma nazionale che possa consentire una ripresa di buona parte delle attività produttive in condizioni di massima sicurezza, che tenga sempre sotto controllo la curva epidemiologica e la capacità di reazione delle nostre strutture ospedaliere. Anche i rappresentanti dei governi locali hanno espresso adesione al disegno dell’Esecutivo di adottare un piano nazionale contenente linee guida omogenee per tutte le Regioni” per riavviare la produzione. “Un piano così strutturato dovrebbe garantirci condizioni di massima sicurezza nei luoghi di lavoro e sui mezzi di trasporto”, conclude.
Conte frena aperture prima 4/5 ma pressing Nord-aziende – La riapertura dal 4 maggio di aziende e uffici, con una forte dose di smart working, orari scaglionati e autobus a ingresso limitato. E un primo parziale allentamento del “lockdown” con spostamenti di lavoratori e riapertura dei parchi ma rinviando l’apertura indiscriminata di bar e negozi. Si va definendo, in una serie di riunioni tra il premier Giuseppe Conte, numerosi ministri, il capo della task force per la “fase 2” Vittorio Colao e alcuni rappresentanti del comitato tecnico scientifico, il piano nazionale per la ripartenza.
Il premier ferma fughe in avanti: non ci saranno riaperture la prossima settimana. Ma il pressing delle Regioni del Nord e di Confindustria è fortissimo. E nel confronto con gli enti locali Conte spiega che una valutazione è in corso su manifattura, edilizia, servizi al commercio. Alcuni ministri e le Regioni premono per riaprirle il 27 maggio ma parte del governo dice no. Decisive comunque per la ripartenza sono le Regioni, che in una riunione serale con il premier dicono sì alle linee guida nazionali ma con un prolungamento delle limitazioni di spostamenti tra Regioni e comunque un’autonomia territoriale.
Virginia Raggi torna a proporre più potere ai sindaci sul modello del ponte di Genova. Dal governo ribattono che la priorità è la salute: non si può riaprire senza assicurare la tenuta della rete sanitaria, anche attraverso Covid Hospital e centri per la quarantena, o si rischia un ritorno del contagio. Il governo starebbe già lavorando al prossimo autunno, per preparare una rete di tutela da un ritorno dei contagi. Ai rappresentanti di Regioni e Comuni il premier torna a chiedere collaborazione: basta fughe in avanti, basta annunci e pressing per riaperture accelerate. Se la “fase 2” sarà, come dice il ministro Peppe Provenzano, non un ritorno alla normalità ma “una lunga transizione”, è su linee guida nazionali che vuole lavorare il governo. “Non ci sono dieci, cento, mille exit strategy” ma una sola, dice da Bruxelles anche Paolo Gentiloni. Ma è chiaro che i territori sono il punto di tenuta.
E non aiuta la cacofonia di voci dei presidenti da chi come Luca Zaia che chiede di “allentare subito tutto” a Vincenzo De Luca pronto a ribadire che c’è “la quarantena per chi arriva in Campania da zone a rischio”. Tra le ipotesi per una riapertura a step ci sono anche macroaree di rischio, “zone rosse” e stop agli spostamenti tra le regioni. Ma è su linee nazionali e un riavvio graduale del motore che ragiona il governo. Lo chiedono le stesse Regioni, con Stefano Bonaccini, concordando con il premier e ministri come Francesco Boccia. Ma l’avvertenza è che specificità per alcune aree potrebbero esserci e dipenderà anche da quanto le Regioni possono assicurare la tenuta sanitaria. Di come ripartire dal 4 maggio Conte parla prima con i capi delegazione: si va da Iv che con Teresa Bellanova annuncia anche la possibilità di spostarsi per andare a coltivare gli orti, a Roberto Speranza che continua a mettere in cima a tutte le priorità la tutela della Salute. Dario Franceschini annuncia aiuti per le famiglie, anche per andare in vacanza. Quanto al confronto con il capo della task force Vittorio Colao, il presidente Iss Silvio Brusaferro e il presidente del Css Franco Locatelli, emerge la volontà di lavorare dal 4 maggio per far ripartire tutte le attività in sicurezza, con coordinamento di logistica, trasporti, per tenga sotto controllo la curva epidemiologica ed evitare ritorni del contagio.
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L’idea è permettere a tutti di lavorare dal 4 maggio e poi pian piano allentare le limitazioni per i cittadini: i lavoratori, con fasce orarie spalmate per evitare affollamenti, potranno spostarsi, i bambini potranno tornare nei parchi. Ma potrebbero esserci regole più severe per gli anziani. E maggiori tutele per i più deboli. Si potrà andare a fare jogging da soli ma è difficile, viste le contrarietà nel governo, che i bar e ristoranti riaprano il 4: se ne potrebbe riparlare più avanti.
Il pressing sulla ripartenza delle aziende però è molto forte. E Confindustria lancia l’allarme: il 43,7% delle imprese affronta problemi gravi e secondo un sondaggio gli imprenditori si sentono disarmati e arresi a ricorrere alla cassa integrazione. L’Emilia Romagna presenta al governo un piano per la ripresa per filiere produttive, fra cui automotive, moda, nautica e offshore, per salvaguardare l’export. E poi edilizia e costruzioni. Le Regioni, rappresentate nella task force da Bonaccini, Fontana e Musumeci, in un documento chiedono espressamente che le filiere ripartano dal 27 aprile.
Nuovi incontri sono in programma a inizio settimana, la cabina di regia si rivedrà mercoledì.
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Di Maio, priorità è la vita
‘Governo, opposizioni e regioni agiscano tenendolo bene a mente’
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18 aprile 2020
17:00
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“Le giornate si allungano, a volte sembrano infinite, per molti diverse. Nonostante tutto la gente non si abbatte e reagisce con dignità a questa emergenza. Ma c’è un aspetto che in questi giorni bisogna considerare ancora di più: la vita umana. La politica a volte si è persa tra le polemiche, mentre è doveroso percorrere sempre la giusta strada, quella della responsabilità. Governo, opposizioni, regioni, comuni, tutti dobbiamo agire tenendo bene a mente che la nostra priorità deve essere la vita umana”. Lo scrive su Fb il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
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Slitta lo scostamento del deficit, arriverà con il def
Verso rinvio 2 giorni della relazione, era attesa nel Cdm lunedì
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18 aprile 2020
19:38
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Slitta di due giorni la lettera del governo al Parlamento per chiedere un nuovo scostamento di bilancio, con l’autorizzazione a coprire in deficit le misure del decreto aprile.
Il documento era atteso in Cdm lunedì ma, a quanto si apprende da fonti di governo, il rinvio sarebbe dettato da “ragioni tecniche”: la richiesta di scostamento dovrebbe essere approvata insieme al Def che disegnerà il nuovo quadro macroeconomico, tenendo conto degli effetti della crisi da Coronavirus. Dovrebbe esserci un’approvazione congiunta e un voto unico in Parlamento.
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Coronavirus: jogging, bar e trasporti. Si prepara la ripartenza
In metropolitana si misurerà la febbre; uscite per fasce di età
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18 aprile 2020
23:09
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In giro con le mascherine, misurazione della febbre in metropolitana, sport solo da soli e all’aperto ed uscite scaglionate per fasce di età. Sono le ipotesi che si vanno definendo in vista del 4 maggio, quando il governo dovrà decidere come e di quanto allentare il “lockdown”. Di sicuro resteranno chiuse le discoteche, che saranno le ultime a riaprire, e in fondo alla lista restano anche cinema e teatri, mentre si studiano misure per i musei. La scuola non dovrebbe riaprire prima di settembre ma si studiano ipotesi di campi scuola estivi, per aiutare le famiglie.
MODA E MOBILI – Mentre già alcune grandi aziende, con accordi sindacali, riaprono i battenti, il governo potrebbe dare il via libera, seguendo le linee guida dell’Inail sui lavori meno rischiosi, alla riapertura di altre attività produttive già l’ultima settimana di aprile. Si tratterebbe di: automotive, mobilifici, tessile e pelletterie, estrazione di minerali. Si discute sulla riapertura dei cantieri, perché più difficile assicurare il distanziamento.
BAR, RISTORANTI, NEGOZI – Se e quando riaprire bar e ristoranti, nonché i negozi ad oggi chiusi, è un tema molto dibattuto nel governo e tra gli esperti. C’è chi invita a considerare l’ipotesi di riaprire con regole severe di distanziamento e ingressi limitati dal 4 maggio. Ma prevale ad ora chi frena: più probabili aperture da metà o fine maggio. Si studiano regole stringenti anche per parrucchieri ed estetisti.
SCUOLE E TRIBUNALI – Gli istituti non dovrebbero riaprire i battenti prima di settembre. I tribunali partiranno l’11 maggio.
TRASPORTI – Il ministero dei Trasporti è al lavoro con gli esperti per studiare come ridurre al massimo i rischi negli spostamenti per chi deve andare al lavoro. Si ipotizzano percorsi unidirezionali, posti a bordo ridotti e controllo della temperatura per accedere in metropolitana. Segnaletica a terra nelle stazioni ferroviarie e alle fermate degli autobus per creare file ordinate e con distanziamento di sicurezza. Meccanismi – attraverso personale a bordo o strumenti digitali – per contare le persone che salgono su ogni bus e, anche in questo caso, posti a sedere da occupare segnati uno ad uno. Posti contingentati e stop all’affollamento anche sui treni. C’è l’ipotesi di paratie in plexiglass per i taxi.
SPORT E PARCHI – Palestre chiuse ancora a lungo ma sport all’aperto, purché da soli, e jogging potrebbero essere permessi dal 4 maggio anche lontano da casa. Si valuta se introdurre fasce orarie per i podisti. Per gli atleti potrebbe esserci il ritorno agli allenamenti individuali, purché in condizioni di sicurezza. Quanto ai parchi, dovrebbe arrivare la riapertura anche per i giochi dei bambini, ma con alcune regole.
ORTI E STABILIMENTI BALNEARI – Con due Faq (risposte alle domande frequenti) il governo dà già il via libera alla cura degli orti e alla manutenzione negli stabilimenti balneari. E’ possibile muoversi anche da un comune all’altro per curare il proprio orto o terreno, dichiarando che si coltiva per autoproduzione: il divieto resta per i giardini nelle seconde case. Restano chiuse al pubblico le spiagge ma il personale può accedere agli stabilimenti per vigilanza o manutenzione. Si studiano intanto le misure per l’estate: tra le ipotesi c’è anche quella di ingressi contingentati alle spiagge.
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Franceschini, pensiamo a una Netflix della cultura
Su Rai3, ragioniamo su piattaforma che offra cultura a pagamento
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18 aprile 2020
22:18
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“Stiamo ragionando sulla creazione di una piattaforma italiana che consenta di offrire a tutto il mondo la cultura italiana a pagamento, una sorta di Netflix della cultura, che può servire in questa fase di emergenza per offrire i contenuti culturali con un’altra modalità, ma sono convinto che l’offerta online continuerà anche dopo: per esempio, ci sarà chi vorrà seguire la prima della Scala in teatro e chi preferirà farlo, pagando, restando a casa”. Lo ha annunciato il ministro di Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini, intervenuto questa sera a ‘Aspettando le parole’, il programma condotto da Massimo Gramellini su Rai3.
In queste settimane di lockdown, ha aggiunto il ministro, “si è capita fino in fondo la potenzialità enorme del web per la diffusione dei contenuti culturali, c’è stato un esplodere di creatività”, ed è proprio questa la base di partenza per sviluppare un progetto più strutturato.
“Il turismo vale il 13% del Pil ed è un settore sul quale l’emergenza coronavirus ha avuto un impatto enorme: ci vorrà del tempo prima che il turismo internazionale torni in Italia, ma difficilmente questa estate i turisti italiani andranno in giro per il mondo, dobbiamo quindi lavorare sul turismo interno, italiano, di prossimità”. E’ partendo da questa consapevolezza, ha annunciato Franceschini, che “nel prossimo decreto ci saranno incentivi seri per le imprese del turismo”. Ma il governo – ha detto il ministro nel suo intervento ad ‘Aspettando le parole’ su Rai3 – sta anche “lavorando ad un incentivo per le famiglie di reddito medio basso per andare in vacanza, in modo da aiutare le persone ad andare in giro per l’Italia”. “Saranno quindi vacanze sovraniste?”, ha chiesto sorridendo Massimo Gramellini. “Saranno vacanza italiane”, la risposta del ministro.
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