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DALLE 09:14 DI MARTEDì 21 APRILE 2020

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Coronavirus, Papa: ‘C’è tanto silenzio, impariamo ad ascoltare’
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CITTÀ DEL VATICANO
21 aprile 2020
09:14
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“In questo tempo c’è tanto silenzio, si può anche sentire il silenzio. E questo silenzio, che è un po’ nuovo nelle nostre abitudini, ci insegni ad ascoltare, ci faccia crescere nella capacità di ascolto. Preghiamo per questo”. Lo ha detto il Papa nell’introduzione della messa a Santa Marta.
Nell’omelia, Francesco ha affermato che “i soldi dividono la comunità e dividono anche la Chiesa”. “Tante volte nella Chiesa ci sono divisioni dottrinali e tante volte dietro ci sono i soldi. Per questo la povertà” è essenziale, “è il muro che custodisce la comunità”, ha detto il Papa sottolineando come i soldi dividono spesso “anche le famiglie: quante famiglie si dividono per l’eredità”.
Un altro fattore divisivo è “la vanità”, “dove c’è il pavone sempre c’è divisione”. Bergoglio è tornato poi a mettere in guardia dal “chiacchiericcio, è il diavolo a mettere il bisogno di sparlare degli altri, una pietra per squalificare l’altro”. “Preghiamo perché siamo docili allo Spirito per vivere in armonia nelle comunità”, ha concluso il Papa.
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Conte, piano fase 2 entro settimana
Vorrei dire riapriamo domattina ma sarebbe irresponsabile
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21 aprile 2020
09:31
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“Prima della fine di questa settimana confido di comunicarvi questo piano e di illustrarvi i dettagli di questo articolato programma” per la fase 2 del Coronavirus.
“Una previsione ragionevole è che lo applicheremo a partire dal prossimo 4 maggio”. Lo annuncia in un lungo post su Facebook il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Molti cittadini sono stanchi e vorrebbero un significativo allentamento delle misure” anti contagio “o, addirittura, la loro totale abolizione. Vi sono poi le esigenze delle imprese e delle attività commerciali di ripartire al più presto. Mi piacerebbe poter dire: riapriamo tutto. Subito. Ripartiamo domattina”. Lo scrive su Fb il premier Giuseppe Conte. “Ma sarebbe irresponsabile. Farebbe risalire la curva del contagio in modo incontrollato e vanificherebbe tutti gli sforzi che abbiamo fatto sin qui. Tutti insieme”.
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Conte, piano nazionale con peculiarità
Decisioni in interesse paese, no a divisioni tra nord e sud
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21 aprile 2020
09:34
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Il programma della fase 2 “deve avere un’impronta nazionale, perché” deve riorganizzare il lavoro, ripensare le modalità di trasporto e dare nuove regole per le attività commerciali. “Dobbiamo agire sulla base di un programma nazionale, che tenga però conto delle peculiarità territoriali”. Lo scrive su Fb il premier Giuseppe Conte. Perché il trasporto “in Basilicata non è lo stesso che in Lombardia.
Come pure la recettività degli ospedali cambia da Regione a Regione e deve essere costantemente commisurata al numero dei contagiati”.
Il governo prenderà decisioni sulla fase 2 “nell’esclusivo interesse di tutto il Paese. Nell’interesse dei cittadini del Nord, del Centro, del Sud e delle Isole. Non permetterò mai che si creino divisioni. Dobbiamo marciare uniti e mantenere alto lo spirito di comunità. È questa la nostra forza”.
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Conte, in fase 2 evitare ore di punta
Non bastano protocolli aziende, garantire distanza sociale
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21 aprile 2020
09:36
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“Non possiamo limitarci a pretendere, da parte della singola impresa, il rispetto del protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro che pure abbiamo predisposto per questa epidemia. Dobbiamo valutare anche i flussi dei lavoratori che la riapertura di questa impresa genera. Le percentuali di chi usa i mezzi pubblici, i mezzi privati, in quali orari, con quale densità. Come possiamo garantire all’interno dei mezzi di trasporto la distanza sociale? Come possiamo evitare che si creino sovraffollamenti, le famose “ore di punta”? Come favorire il ricorso a modalità di trasporto alternative e decongestionanti?”. Lo scrive su Facebook il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
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Renzi, attiverei di corsa il Mes
Sono certo che Conte lo farà, grillini se ne faranno ragione
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21 aprile 2020
09:38
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“Il recovery fund secondo me passerà e Conte avrà tante frecce per il suo arco. La questione non è parlare di Europa ma declinare ora su cosa vuole fare l’Italia.
La Germania ha spento molte meno aziende di noi. Conte non stia dietro ai dieci sovranisti rimasti nei 5 stelle. Porta a casa il risultato che con Sanchez e Macron è già a portata di mano e pensi ad assicurare liquidità alle aziende”. Così Matteo Renzi a a Circo Massimo di Radio Capital. “Attivare il Mes? Lo farei di corsa – risponde Renzi – io vado a piedi a Bruxelles a prenderli. Ti danno denari a condizioni buone. Io sono certo che il Presidente del Consiglio non dirà di no al Mes. Mettere il veto? Siamo seri, senza l’Europa l’Italia sarebbe fallita. Basta con questa discussione, il problema non è l’Europa ma il fatto che tante persone sono rimaste senza una lira. I grillini non vogliono? Se ne faranno una ragione. Hanno già cambiato idea tante di quelle volte”.
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La Fase 2 dal 4 maggio, mascherine e distanza fino al vaccino
Arriva il piano nazionale per le riaperture. Conte: ‘Per il nuovo dl almeno 50 mld. App volontaria. Mascherine e distanze finché non c’è il vaccino’
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22 aprile 2020
00:22
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Nel prossimo decreto per l’emergenza non meno di 50 miliardi, mascherine e distanziamento fino a quando non saranno disponibili terapia e vaccino. In vista del Consiglio europeo, Conte illustra la strada da percorrere per aprire la fase 2 dal 4 maggio. Un programma di riaperture omogeneo su base nazionale ma tenendo conto delle specificità delle regioni, un sostegno più forte alle fasce deboli. E poi una revisione del modello organizzativo del lavoro e delle modalità del trasporto pubblico e privato. E sul fronte politico, massima apertura ad opposizioni responsabili, che però tornano ad attaccare: da lui nessuna parola chiara, dice la Lega.
Il premier Giuseppe Conte dopo il Senato, alla Camera per l’informativa sull’emergenza Covid-19 e sul negoziato in Europa. “La Cig in deroga come sapete passa attraverso le Regioni. Mi permetto di sollecitare le Regioni che non hanno fatto pervenire i flussi (di richieste, ndr), a farli pervenire quanto prima altrimenti non potremo erogare la Cig”, ha detto il premier Giuseppe Conte in un passaggio della sua informativa.
Anche alla Camera, come era avvenuto in Senato prima, l’opposizione ha protestato quando Conte ha assicurato la collaborazione con l’opposizione. Il presidente Fico, dopo aver chiesto il silenzio dei deputati leghisti, ha chiesto a Conte di proseguire nel suo intervento.
In serata il capo politico M5S Vito Crimi ha detto che “ci attendono altri giorni e settimane difficili, nel corso dei quali dobbiamo lavorare soltanto con l’obiettivo di dare risposte e soluzioni al Paese. Questo si aspettano e ci chiedono i cittadini. E questo è il tempo dell’unità, il momento di sostenere il governo e il suo Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nelle numerose decisioni importanti e difficili che, ora dopo ora, sta assumendo e nelle sfide internazionali che lo attendono”.
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Sempre in serata le parole del ministro Speanza: a febbraio scorso il ministero della Salute ha elaborato uno studio, discusso dal Comitato tecnico scientifico, “su ciò che sarebbe potuto avvenire a seguito di un’epidemia massiccia” da SarsCov2, con “una serie di variabili, per prepararsi ad una eventuale emergenza e capire come intervenire”, ha spiegato il ministro della Salute, Roberto Speranza, a ‘Carta bianca’ su Rai3. E’ “un merito del governo aver elaborato questo studio, per capire come intervenire”, ha sottolineato.
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“Democrazia in pericolo? Credo che qualcuno stia esagerando – ha detto il Il leader della Lega, Matteo Salvini, a “Fuori dal Coro”, su Rete 4-, che si stiano prendendo scelte sulla pelle degli italiani senza valutarne sino in fondo le conseguenze, senza coinvolgere il popolo con i suoi rappresentanti in Parlamento”.
L’informativa di Conte al Senato
“Il prossimo consiglio europeo non sarà risolutivo ma dovrà dare un indirizzo chiaro” sugli strumenti per combattere “lo shock” generato dal Coronavirus, ha detto il premier Giuseppe Conte, riferendo in Senato: “Questo passaggio viene compiuto nella chiara della consapevolezza della necessità di coinvolgere il Parlamento tanto più in una fase in cui l’azione di governo rileva direttamente su beni primari della persona”, ha detto.
Capitolo ripartenza. “Stiamo elaborando un programma di progressive riaperture che sia omogeneo su base nazionale e che ci consenta di riaprire buona parte delle attività produttive e anche commerciali tenendo sotto controllo la curva del contagio”, dice Conte. E la soglia del contagio di riferimento “vogliamo che sia commisurata alla recettività delle strutture ospedaliere delle aeree di riferimento”, aggiunge.
“Si prospetta una fase molto complessa: dobbiamo procedere a un allentamento del regime attuale delle restrizioni e fare il possibile per preservare l’integrità del nostro tessuto produttivo. Il motore del Paese – prosegue il premier – deve avviarsi ma sulla base di un programma ben strutturato”.
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Sostegno alle famiglie. “Questa emergenza incide sulle fasce più fragili, rischia di creare nuove povertà e lacerare un tessuto sociale già provato. Abbiamo già compiuto alcuni passi. Il governo però è consapevole che questi interventi non sono sufficienti: occorre un sostegno alle famiglie e alle imprese prolungato nel tempo ancora più incisivo”, ha spiegato il premier.
La risposta sanitaria. Il governo ha elaborato “una strategia in cinque punti. Il primo – ha aggiunto Conte – è mantenere e far rispettare distanziamento sociale, promuovere un utilizzo diffuso di dispositivi di protezione individuale fino a quando non disponibili terapia e vaccino”.
Per quanto riguarda l’App per il tracciamento, “sarà offerta su base volontaria, non obbligatoria”. “Anche per le misure di distanziamento sociale ci saranno alcune modifiche, non ci sfugge”, prosegue il premier, la difficoltà dei cittadini “nel continuare a rispettare” le regole anticontagio e “l’aspirazione al ritorno alla normalità”.
Il Mes. “Sull’ormai strafamoso Mes – ha poi aggiunto – si è alimentato nelle ultime settimane un dibattito che rischia di dividere l’Italia in opposte tifoserie” ma l’intento è procedere con la “massima cautela”. In merito al Mes, “chi esprime dubbi su questa linea di credito contribuisce a un dibattito democratico e costruttivo. Ritengo che questa discussione debba avvenire in modo pubblico, trasparente, in Parlamento, al quale spetterà l’ultima parola”. “Ci sono Paesi in Ue – ha proseguito Conte – che hanno dimostrato interesse” al Mes senza condizioni. “La Spagna ha dimostrato di essere interessata purché non abbia le condizionalità” previste prima dell’emergenza. “Rifiutare questa nuova linea di credito significherebbe fare un torto a questi Paesi che ci affiancano nella battaglia” in Ue. “Per capire se il Pandemic Crisi Supporto (la nuova linea di credito che fa riferimento al Mes, ndr) sarà effettivamente” senza condizionalità “bisogna attendere l’elaborazione dei documenti predisposti per erogare questa linea di credito. Solo allora potremo discutere se il relativo regolamento può essere o meno opportuno agli interessi nazionali”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa al Senato.
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In merito al recovery Fund “appoggiamo la proposta francese avendo chiesto di integrarla in modo da rispondere più puntualmente ai requisiti che riteniamo imprescindibili. Da ultimo è stata presentata una proposta spagnola che pure, ma con qualche suggerimento di variazione, potremmo appoggiare per la sua conformità alle nostre finalità”, dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa al Senato.
IL POST DEL PREMIER CONTE – “Prima della fine di questa settimana confido di comunicarvi questo piano e di illustrarvi i dettagli di questo articolato programma” per la fase 2 del Coronavirus. “Una previsione ragionevole è che lo applicheremo a partire dal prossimo 4 maggio”. Lo annuncia in un lungo post sui social il presidente del Consiglio Giuseppe Conte:

In queste ore continua senza sosta il lavoro del Governo, coadiuvato dall’équipe di esperti, al fine di coordinare la gestione della ‘fase due’, quella della convivenza con il virus. Come già sapete, le attuali misure restrittive sono state prorogate sino al 3 maggio. Molti cittadini sono stanchi degli sforzi sin qui compiuti e vorrebbero un significativo allentamento di queste misure o, addirittura, la loro totale abolizione. Vi sono poi le esigenze delle imprese e delle attività commerciali di ripartire al più presto. Mi piacerebbe poter dire: riapriamo tutto. Subito. Ripartiamo domattina. Questo Governo ha messo al primo posto la tutela della salute dei cittadini, ma certo non è affatto insensibile all’obiettivo di preservare l’efficienza del sistema produttivo. Ma una decisione del genere sarebbe irresponsabile. Farebbe risalire la curva del contagio in modo incontrollato e vanificherebbe tutti gli sforzi che abbiamo fatto sin qui. Tutti insieme. In questa fase non possiamo permetterci di agire affidandoci all’improvvisazione. Non possiamo abbandonare la linea della massima cautela, anche nella prospettiva della ripartenza. Non possiamo affidarci a decisioni estemporanee pur di assecondare una parte dell’opinione pubblica o di soddisfare le richieste di alcune categorie produttive, di singole aziende o di specifiche Regioni. L’allentamento delle misure deve avvenire sulla base di un piano ben strutturato e articolato. Dobbiamo riaprire sulla base di un programma che prenda in considerazione tutti i dettagli e incroci tutti i dati. Un programma serio, scientifico. Non possiamo permetterci di tralasciare nessun particolare, perché l’allentamento porta con sé il rischio concreto di un deciso innalzamento della curva dei contagi e dobbiamo essere preparati a contenere questa risalita ai minimi livelli, in modo che il rischio del contagio risulti “tollerabile” soprattutto in considerazione della recettività delle nostre strutture ospedaliere […](Continua su Facebook, link in bio)</a></p> <p style=” color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;”>Un post condiviso da <a href=”https://www.instagram.com/giuseppeconte_ufficiale/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading&#8221; style=” color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px;” target=”_blank”> Giuseppe Conte</a> (@giuseppeconte_ufficiale) in data: <time style=” font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px;” datetime=”2020-04-21T05:17:14+00:00″>20 Apr 2020 alle ore 10:17 PDT</time></p></div></blockquote> <script async src=”//www.instagram.com/embed.js”></script>
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In queste ore continua senza sosta il lavoro del Governo, coadiuvato dall’équipe di esperti, al fine di coordinare la gestione della ‘fase due’, quella della convivenza con il virus.

Come già sapete, le attuali misure restrittive sono state prorogate sino al 3 maggio. Molti cittadini sono stanchi degli sforzi sin qui compiuti e vorrebbero un significativo allentamento di queste misure o, addirittura, la loro totale abolizione. Vi sono poi le esigenze delle imprese e delle attività commerciali di ripartire al più presto. Mi piacerebbe poter dire: riapriamo tutto. Subito. Ripartiamo domattina. Questo Governo ha messo al primo posto la tutela della salute dei cittadini, ma certo non è affatto insensibile all’obiettivo di preservare l’efficienza del sistema produttivo. Ma una decisione del genere sarebbe irresponsabile. Farebbe risalire la curva del contagio in modo incontrollato e vanificherebbe tutti gli sforzi che abbiamo fatto sin qui. Tutti insieme.

In questa fase non possiamo permetterci di agire affidandoci all’improvvisazione. Non possiamo abbandonare la linea della massima cautela, anche nella prospettiva della ripartenza. Non possiamo affidarci a decisioni estemporanee pur di assecondare una parte dell’opinione pubblica o di soddisfare le richieste di alcune categorie produttive, di singole aziende o di specifiche Regioni.
L’allentamento delle misure deve avvenire sulla base di un piano ben strutturato e articolato. Dobbiamo riaprire sulla base di un programma che prenda in considerazione tutti i dettagli e incroci tutti i dati. Un programma serio, scientifico. Non possiamo permetterci di tralasciare nessun particolare, perché l’allentamento porta con sé il rischio concreto di un deciso innalzamento della curva dei contagi e dobbiamo essere preparati a contenere questa risalita ai minimi livelli, in modo che il rischio del contagio risulti “tollerabile” soprattutto in considerazione della recettività delle nostre strutture ospedaliere […](Continua su Facebook.
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Vi faccio un esempio. Non possiamo limitarci a pretendere, da parte della singola impresa, il rispetto del protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro che pure abbiamo predisposto per questa epidemia. Dobbiamo valutare anche i flussi dei lavoratori che la riapertura di questa impresa genera. Le percentuali di chi usa i mezzi pubblici, i mezzi privati, in quali orari, con quale densità. Come possiamo garantire all’interno dei mezzi di trasporto la distanza sociale? Come possiamo evitare che si creino sovraffollamenti, le famose “ore di punta”? Come favorire il ricorso a modalità di trasporto alternative e decongestionanti? Questo programma deve avere un’impronta nazionale, perché deve offrire una riorganizzazione delle modalità di espletamento delle prestazioni lavorative, un ripensamento delle modalità di trasporto, nuove regole per le attività commerciali.
Dobbiamo agire sulla base di un programma nazionale, che tenga però conto delle peculiarità territoriali. Perché le caratteristiche e le modalità del trasporto in Basilicata non solo le stesse che in Lombardia. Come pure la recettività delle strutture ospedaliere cambia da Regione a Regione e deve essere costantemente commisurata al numero dei contagiati e dei pazienti di Covid-19. È per questo che abbiamo gruppi di esperti che stanno lavorando al nostro fianco giorno e notte. C’è il dott. Angelo Borrelli che sin dalla prima ora ci aiuta, per tutta la parte operativa, con le donne e gli uomini della Protezione civile.
C’è il dott. Domenico Arcuri che sta mettendo le sue competenze manageriali al servizio dell’approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale e delle apparecchiature medicali di cui le Regioni erano fortemente carenti (pensate: ad oggi abbiamo fornito alle Regioni 110 milioni di mascherine e circa 3 mila ventilatori per le terapie). C’è il prof. Silvio Brusaferro che insieme agli altri scienziati ed esperti sanitari del Comitato tecnico-scientifico ci forniscono un’analisi scientifica della curva epidemiologica e ci suggeriscono le misure di contenimento del contagio e di mitigazione del rischio. Più di recente si è aggiunto il dott. Vittorio Colao che insieme a tanti altri esperti sta offrendo un contributo determinante per la stesura di un piano per una graduale e sostenibile riapertura, che tenga conto di tutti i molteplici aspetti, operativi e scientifici.
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È fin troppo facile dire ‘apriamo tutto’. Ma i buoni propositi vanno tradotti nella realtà, nella realtà del nostro Paese, tenendo conto di tutte le nostre potenzialità, ma anche dei limiti attuali che ben conosciamo. Nei prossimi giorni analizzeremo a fondo questo piano di riapertura e ne approfondiremo tutti i dettagli. Alla fine, ci assumeremo la responsabilità delle decisioni, che spettano al Governo e che non possono essere certo demandate agli esperti, che pure ci offrono una preziosa base di valutazione. Assumeremo le decisioni che spettano alla Politica come abbiamo sempre fatto: con coraggio, lucidità, determinazione. Nell’esclusivo interesse di tutto il Paese. Nell’interesse dei cittadini del Nord, del Centro, del Sud e delle Isole. Non permetterò mai che si creino divisioni. Dobbiamo marciare uniti e mantenere alto lo spirito di comunità. È questa la nostra forza. E smettiamola di essere severi con il nostro Paese. Tutto il mondo è in difficoltà. Possiamo essere fieri di come stiamo affrontando questa durissima prova. Prima della fine di questa settimana confido di comunicarvi questo piano e di illustrarvi i dettagli di questo articolato programma. Una previsione ragionevole è che lo applicheremo a partire dal prossimo 4 maggio”. LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DI CRONACA LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DAL MONDO LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DI ECONOMIA

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Mes: Di Battista, mi fido di Conte
Intubarono Grecia per spolparla,perché non dovrebbe essere così?
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21 aprile 2020
11:24
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”Oggi con la sospensione del Patto di stabilità, l’Ue garantisce ai Paesi membri la possibilità di indebitarsi ma un domani, a crisi sanitaria conclusa, quelle regole torneranno in vigore. E questo è l’obiettivo di Germania, Olanda, Austria ed altri paesi del nord: aumentare i debiti pubblici di tutti i Paesi europei costringendo tra un anno o due al rientro i paesi più esposti, a cominciare dall’Italia. L’Ue si è sempre comportata in tal modo, cosa ci garantisce che non lo faranno ancora?”. Lo scrive Alessandro Di Battista in un lungo post su Facebook.
”L’Ue ha intubato la Grecia, l’ha tenuta in vita per spolparla giorno dopo giorno. Conte è un galantuomo, non ho dubbi che abbi a cuore le sorti delle famiglie e delle imprese italiane e che consideri il Mes una trappola da evitare”.
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Tesei,in Umbria positivi monitorati casa
“Attenzione molto forte territorio” sottolinea presidente umbra
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PERUGIA
21 aprile 2020
11:30
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“In Umbria c’è stata un’attenzione molto forte al territorio, cercando di tenere le persone, una volta individuati i positivi, a casa per poi monitorarli, grazie ai medici di medicina generale e alla task force che abbiamo costituito”: la presidente della Regione Donatella Tesei, in diretta radiofonica, ha ripercorso i passaggi e spiegato i motivi che stanno portando la regione ad essere tra le prime a “contagi zero”. Lo ha fatto intervistata su Radio Rai 1 per la trasmissione Centocittà.
Questa “attenzione al territorio” Tesi l’ha definita “una scelta importante”, ma senza dimenticare “il comportamento degli umbri che hanno rispettato le regole imposte con grande senso di responsabilità”.
Una “sinergica attività”, ha ribadito la presidente, che “ci ha permesso di lavorare ad una riorganizzazione importante del settore grazie alla disponibilità del sistema sanitario e ad un comitato tecnico scientifico con il quale siamo riusciti subito a comprendere quale era la strada da percorrere”.
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Di Battista, saremo costretti al Mes
Dovremo attivare strumenti con fortissime condizionalità
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21 aprile 2020
13:18
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“Il punto è che la contrazione del Pil alla quale andremo incontro e l’aumento del debito pubblico che oggi l’Ue “generosamente” ci concede ci porterà verso una spirale dalla quale sarà possibile uscire solo attivando, in futuro, strumenti come il Mes con fortissime condizionalità”. E’ quanto spiega Alessandro Di Battista in un lungo post su Facebook.
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Salvini, no a eurobond, scegliamo noi
Preferisco tenere debito in Italia non Cina o Berlino
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MILANO
21 aprile 2020
13:36
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Il voto della Lega è stato contrario agli eurobond “perché è debito” e “bisogna scegliere con chi indebitarsi: lo ripeteremo oggi a Conte”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, in collegamento su Telelombardia.
“Qualcuno dice di mettere il nostro debito in mano ai cinesi, come Di Battista, il Pd dice meglio Berlino – ha aggiunto -, io preferisco tenerlo in Italia il nostro patrimonio e il nostro debito con una proposta che hanno fatto decine di economisti, con buoni del tesoro italiano, offerti a investitori, imprenditori e cittadini esentasse per la ricostruzione del paese”.
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Mes: E.Letta,servono tutti gli strumenti
Il debito esplode, è la peggior crisi di sempre
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21 aprile 2020
13:41
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“Si dica la verità. A seguire il dibattito italo-italiano sembra che possiamo scegliere: sì Recovery Fund, no MES, no Eurobond, sì Bce. Non è così. Esplode debito, crollano occupazione e produzione, è la peggiore crisi di sempre. Ci sarà bisogno di tutti quegli strumenti e di altro ancora”. Lo scrive su twitter Enrico Letta, ex presidente del Consiglio.
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Azzolina, al via Comitato di esperti per il Piano scuola
Proposte per il prossimo anno, reclutamento, rilancio qualità
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21 aprile 2020
13:46
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La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha istituito presso il ministero un Comitato di esperti che avrà il compito di formulare e presentare idee e proposte per la scuola con riferimento all’emergenza sanitaria in atto, ma anche guardando al miglioramento del sistema di Istruzione nazionale. Il Comitato potrà formulare proposte su l’ avvio del prossimo anno scolastico, l’edilizia scolastica, l’innovazione digitale, il reclutamento del personale, il rilancio della qualità del servizio scolastico e altro.
Il Comitato è composto da 18 esperti e coordinato dal professor Patrizio Bianchi, ordinario di Economia e Politica industriale presso l’Università di Ferrara. “Abbiamo voluto questo tavolo di lavoro – spiega la Ministra Azzolina – per mettere a punto il nostro Piano per il mondo dell’Istruzione. Risponderemo rapidamente a tutti i dubbi e le istanze che ci stanno arrivando, in particolare dalle famiglie. Come Paese abbiamo fatto sforzi importanti in queste settimane per rispondere all’emergenza sanitaria, grandi sacrifici che non possono essere vanificati. Ma, al contempo, dobbiamo cominciare a guardare oltre. E vogliamo farlo da subito”.
Prosegue la ministra: “Lo faremo insieme al gruppo che abbiamo costituito oggi, dove ci sono profili che vengono dal mondo della scuola, del digitale, della ricerca, della sanità, dagli atenei e che saranno di supporto. Chiederemo loro di formulare proposte che poi vaglieremo con attenzione. Lavoreremo anche guardando al dopo, al futuro della scuola che è, necessariamente, il futuro dell’Italia. Abbiamo l’occasione, ora che tutti parlano di scuola e avvertono ancora di più la sua importanza, di intervenire per migliorare ulteriormente il sistema di Istruzione”.
Lincei, Maturità sia in presenza e mantenga il suo rigore – “Se le condizioni sanitarie lo permettessero, sarebbe auspicabile che il colloquio si svolgesse con modalità in presenza, considerato che didattica ed esame frontali devono restare il veicolo principale di trasmissione, fruizione ed elaborazione del sapere. Il fattore igienico-sanitario è dirimente ed è anche quello più complesso da gestire: solo se si disporrà di ambienti sicuri, di infrastrutture igienico-sanitarie che non mettano minimamente a rischio alunni, insegnanti e rispettive famiglie, solo in presenza di verifiche a tappeto, mediante tamponi o esami sierologici, dello stato di salute di tutti i maturandi, dei docenti della commissione, e del personale ATA impegnato nelle prove l’auspicata via normale potrà essere percorsa con le opportune cautele”.
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Conte, no a compromessi al ribasso
Negoziato in Ue è a somma zero
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21 aprile 2020
15:56
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Nella trattativa con l’Ue “non accetterò un compromesso al ribasso. Non siamo di fronte a un negoziato a somma zero. Qui o vinceremo tutti o perderemo tutti”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa al Senato.
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Vertice Ue non deciderà su Recovery fund, pressing di Conte
Roma propone fondo gestito da Bruxelles. Centeno rassicura su Mes
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21 aprile 2020
22:36
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Il difficile negoziato europeo sugli strumenti per fronteggiare l’emergenza e ripartire. Giovedì prossimo il vertice non deciderà sul Recovery fund, perché la priorità è appoggiare la decisione dell’ Eurogruppo su piano da 540 miliardi. Ma l’Italia insiste nel pressing: l’indirizzo dovrà essere chiaro, e niente compromessi al ribasso, dice Conte.
Il piano Ue per la ripresa si configura “non come uno strumento di mutualizzazione dei debiti nazionali arretrati” ma come “uno strumento temporaneo che la Commissione Ue, con l’implicita garanzia del budget europeo, prende in prestito sui mercati per finanziare prestiti “back to back” ai Paesi membri. Per aumentare la potenza di fuoco del piano tutti i Paesi membri forniscono garanzie comuni all’Ue che possono essere gradualmente sostituite da, nuove, proprie risorse”. E’ questo, uno dei punti della proposta italiana all’Ue.
La proposta italiana, come ha spiegato anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nell’informativa prima al Senato e poi alla Camera, non è stata presentata in via ufficiale per favorire al meglio “una condivisione” degli obiettivi, in quanto – ha sottolineato Conte – “non ci interessa in questo momento rimarcare la nostra primazia”. Nel punto della proposta italiana che verte sull’European Pandemic Support Scheme (Epss) si fa riferimento, quindi, a un fondo di solidarietà gestito dalla commissione Ue con l’implicita garanzia del budget europeo ma includendo garanzie di comuni di tutti gli Stati membri. Garanzie che, nella proposta italiana, sono definite come “incondizionate e irrevocabili”. I fondi raccolti dalla commissione Ue sui mercati finanziari, e il corrispondenti prestiti “back to back” agli Stati membri, nella proposta italiana, hanno “scadenze il più possibile a lungo termine”.
“La risposta esauriente alla crisi” economica provocata dal coronavirus “include il Recovery Fund. Suggerisco di concordare di lavorare per istituire tale fondo il più presto possibile”. Così il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nella sua lettera di invito ai leader Ue, per la videoconferenza di giovedì.
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“Dovremmo far andare avanti” le procedure per i tre strumenti già concordati dall’Eurogruppo (Bei, Sure, Mes), “un pacchetto da 540 miliardi di euro, ed insistere affinché possano essere disponibili al più presto. L’obiettivo deve essere che queste tre reti di protezione siano operative per il primo giugno”.
“Quella che abbiamo di fronte è una delle trattative più importanti della nostra storia – ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio -. Conosco bene il valore e la determinazione del presidente Giuseppe Conte e sono certo che in Europa si batterà con tutte le forze. Non perdiamo di vista l’obiettivo. Difendiamo l’Italia”:

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Governo rassicura su app, volontaria e con privacy
Conte, coinvolto Parlamento. Niente limitazioni se non si scarica
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21 aprile 2020
20:40
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Per autorizzare la App di contact tracing, che traccerà gli spostamenti delle persone, sarà necessaria una norma di legge, fa sapere il governo. E il premier Conte chiarisce che sarà offerta su base volontaria e non obbligatoria e non ci saranno limitazioni nei movimenti o altri pregiudizi nei confronti di chi non vorrà scaricarla. Il commissario Arcuri intanto la difende, definendola “fondamentale per la Fase 2”. Ma dal Viminale arriva l’avvertimento: lo strumento può essere utile, ma va garantita la sicurezza dei dati di 60 milioni di cittadini.
L’app per il contact tracing risponderà a due requisiti fondamentali: la sicurezza e la privacy. Lo ha garantito il commissario Domenico Arcuri in conferenza stampa sottolineando che i dati anagrafici e sanitari dei cittadini dovranno essere conservati su una “infrastruttura pubblica e italiana”. “La privacy e la riservatezza dei dati – ha aggiunto – è un diritto inalienabile ed irrinunciabile”.
Dunque “non sarà da parte mia possibile allocare queste informazioni in un luogo che non sia un’infrastruttura pubblica e italiana”. “Il contact tracing – ha poi aggiunto Arcuri – è una modalità per garantire che in qualche modo vengano conosciuti e tracciati i contatti che le persone hanno, molto importante se qualcuno si contagia. Possono essere usati per contenere la diffusione del virus. In tutto il mondo alleggerire il contenimento significa essere in grado di mappare tempestivamente i contatti delle persone; l’alternativa sarebbe non alleggerire le misure, privandoci di quote importanti della nostra libertà come in queste settimane è accaduto”.
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D’Incà, possibile election day
Portare a votare cittadini in sicurezza
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21 aprile 2020
12:23
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“Ieri il Cdm ha approvato un decreto legge in cui ha fatto una scelta che prendeva in considerazione innanzitutto il profilo sanitario: abbiamo allungato le tempistiche per gli organi delle Regioni, portandole a 5 anni e 3 mesi, per questo le elezioni, per quanto riguarda le Regioni, potranno essere fatte tra il 6 settembre e il 1° novembre. Poi ci sono anche le Amministrative, queste potranno essere fatte tra il 15 settembre e il 15 dicembre. Poi vi è il voto per il Referendum Costituzionale, che abbiamo rinviato per 240 giorni.
Tutto questo può dare la possibilità che sulla fine di settembre si provi a prevedere un election day, una giornata in cui, facendo la massima attenzione anche alle festività ebraiche che cadono in quelle giornate, possiamo portare in piena sicurezza i nostri concittadini ad esprimere democraticamente il loro voto”.
Lo ha detto a Sky TG24 il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà.
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Bernini,App cavallo di Troia di Pechino?
‘Immuni’ ha risvolti inquietanti che vanno chiariti
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21 aprile 2020
13:38
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“La vicenda dell’App Immuni presenta risvolti inquietanti che vanno immediatamente chiariti: abbiamo già detto che il tracciamento della vita degli italiani può essere deciso solo per legge dal Parlamento. Ma il fatto che nella società che l’ha messa a disposizione gratuitamente siano presenti capitali cinesi apre nuovi, gravi scenari sui quali il Copasir fa benissimo a indagare. Mettere il patrimonio dei dati sensibili dei cittadini a disposizione di un regime autoritario sarebbe l’ennesimo sciagurato servizio che questo governo rende a Pechino. Una scelta improponibile e inaccettabile”.
Lo dichiara Anna Maria Bernini, presidente del senatori di Forza Italia.
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Coronavirus: Upb: ‘Esplode la cassa integrazione. Il triplo rispetto ai valori massimi della crsi del 2009′
E’ quanto si legge nella nota congiunturale dell’Upb
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21 aprile 2020
14:07
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“Si stima, per la sola parte relativa alle richieste CIG, che il numero complessivo di ore autorizzate possa essere ampiamente superiore, anche triplo, rispetto ai valori massimi storicamente osservati su base mensile dalla crisi finanziaria del 2009”. E’ quanto si legge nella nota congiunturale dell’Upb in cui si sottolinea che la Cig “esplode” ma che “al momento non sono disponibili informazioni sul mercato del lavoro relative al periodo dell’emergenza sanitaria, che potrebbe anche ostacolare la produzione delle statistiche ufficiali”.
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Per l’Italia “si prefigura per la prima metà dell’anno un calo dell’attività economica di intensità eccezionale, mai registrato nella storia della Repubblica”: “nell’insieme dei primi due trimestri” 2020 il Pil “si ridurrebbe cumulativamente di circa quindici punti percentuali”. E’ la stima dell’Upb nella nota congiunturale di aprile. “Nell’ipotesi di un regresso dell’epidemia l’attività tornerebbe ad espandersi nel trimestre estivo”. Serve “massima cautela” nella valutazione delle stime che “risentono di un’incertezza estremamente elevata”.
“Si stima, per la sola parte relativa alle richieste CIG, che il numero complessivo di ore autorizzate possa essere ampiamente superiore, anche triplo, rispetto ai valori massimi storicamente osservati su base mensile dalla crisi finanziaria del 2009”. E’ quanto si legge nella nota congiunturale dell’Upb in cui si sottolinea che la Cig “esplode” ma che “al momento non sono disponibili informazioni sul mercato del lavoro relative al periodo dell’emergenza sanitaria, che potrebbe anche ostacolare la produzione delle statistiche ufficiali”.
Per l’Italia “si prefigura per la prima metà dell’anno un calo dell’attività economica di intensità eccezionale, mai registrato nella storia della Repubblica”: “nell’insieme dei primi due trimestri” 2020 il Pil “si ridurrebbe cumulativamente di circa quindici punti percentuali”. E’ la stima dell’Upb nella nota congiunturale di aprile. “Nell’ipotesi di un regresso dell’epidemia l’attività tornerebbe ad espandersi nel trimestre estivo”. Serve “massima cautela” nella valutazione delle stime che “risentono di un’incertezza estremamente elevata”.
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Cdp: primo bilancio di sostenibilità
Da riqualificazione a sostegno al lavoro, inciso per 2,4% Pil
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21 aprile 2020
18:38
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Via libera al primo Bilancio di sostenibilità del gruppo Cassa Depositi e Prestiti. Il Bilancio al 31 dicembre 2019 testimonia come “la sostenibilità sia ormai diventata uno degli elementi cardine della strategia e dell’operatività di Cdp, coerentemente con la sua ambizione di diventare il volano dello sviluppo sostenibile del Paese”, si legge in una nota.
Cdp ha inciso per il 2,4% del Pil nazionale grazie alla mobilitazione di 34,6 miliardi di risorse a favore del sistema, ha sostenuto oltre 1.220 Comuni, con un’attenzione anche ai più piccoli (il 26% ha meno di 2.000 abitanti) e raggiunto oltre 20.000 imprese. Ai benefici economici per il Paese, si aggiungono quelli ambientali e sociali. Sono oltre 350.000 i m3 riqualificati secondo i più alti standard di efficienza energetica, con un risparmio di suolo del 50% (grazie a riqualificazione di edifici esistenti) per interventi di social housing e più di 600 mila posti di lavoro creati o mantenuti.
Inoltre sono oltre 5.800 famiglie beneficiarie di interventi di social housing e post calamità naturali. Superano i 1.500 gli alloggi sociali finanziati, 1.600 i posti letto in studentati e sono oltre 600 le infrastrutture sociali, delle quali 365 scuole.
Per rispondere ai bisogni del territorio, Cdp ha poi evoluto il suo ruolo di finanziatore in una nuova attività di Advisory per affiancare gli enti locali nella progettazione delle opere infrastrutturali e ha integrato la sua tradizionale attività di finanziatore a medio-lungo termine con quella a breve. Inoltre un’attenzione crescente è stata dedicata all’ambiente e alla crescita inclusiva a partire dai Piani Città dei Comuni di Genova, Napoli, Perugia e Torino.
Quanto all’attività di sostegno alle imprese, in questo campo il gruppo ha generato 85 miliardi di euro di fatturato addizionale e contribuito al 7,5% dell’export di beni strumentali. L’impegno del Gruppo ha abbracciato anche il finanziamento degli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione delle imprese e lo sviluppo delle start up. Due nuove iniziative hanno poi mirato al crescita dimensionale delle imprese: il Progetto Italia, per favorire lo sviluppo di un campione italiano nel settore delle costruzioni e la sigla di un accordo con il Fei per accrescere la capacità operativa del Fondo di Garanzia per le Pmi, che permetterà a Cdp di supportare la competitività delle PMI in Europa, con 3 miliardi di euro.
Il Bilancio misura quindi il contributo agli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite dell’azione del gruppo che vede la sostenibilità come “prioritaria per tutte le funzioni aziendali”.
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Cura Italia: respinti emendamenti, testo non cambia
In Aula alla Camera per via libera definitivo
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22 aprile 2020
00:21
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Nessuno degli emendamenti al Cura Italia presentati in commissione Bilancio alla Camera è stato approvato. Il testo resta quindi quello varato con la fiducia al Senato. Il provvedimento è atteso per oggi in Aula a Montecitorio per il via libera definitivo. Per tutta la giornata governo, maggioranza e opposizione hanno cercato un accordo su alcuni emendamenti del centrodestra, ma alla fine non sono stati trovati punti di convergenza.

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Conte, per nuovo dl non meno di 50 mld
In tutto con i precedenti 25 saranno non meno 75 mld
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21 aprile 2020
15:58
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“Le recenti previsioni del Fmi stimano una caduta del 9,1% del Pil. Di fronte a questo quadro dobbiamo potenziare ulteriormente la risposta di politica economica, perciò il governo invierà brevissimo al Parlamento un’ulteriore relazione con una richiesta di scostamento pari a una cifra ben superiore a quella stanziata a marzo. Sarà una cifra non inferiore a 50 miliardi di euro, con intervento complessivo che, sommando i precedenti 25 miliardi, sarà non inferiore a 75 miliardi”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa al Senato parlando delle nuove misure per fronteggiare l’emergenza del Coronavirus.

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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