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Dl maggio:Crimi, c’è reddito emergenza
Prima volta che un premier chiede scusa per i ritardi
03 Maggio 2020
21:54
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“E’ la prima volta che un premier fa questo atto di coraggio, di chiedere scusa per eventuali ritardi che magari non sono dovuti solo al governo. Nel decreto maggio ci saranno forme di indennizzo diretto alle imprese, non prestiti, ma ristori a fondo perduto. Ci sarà un reddito di emergenza, incentivi per il turismo, ulteriori linee di credito, la replica dei 600 euro per le partite Iva”. Lo dice il capo politico M5S Vito Crimi a Skytg24.
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Mattarella,Esercito punto di riferimento
Saldo e sicuro punto di riferimento per il popolo italiano
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04 maggio 2020
10:14
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“In ogni momento della nostra storia, gli uomini e, in tempi più recenti, le donne della Forza Armata hanno costituito un saldo e sicuro punto di riferimento per il Paese e per il popolo italiano. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata, Salvatore Farina in occasione dell’anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano.
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Fase 2: D’Incà, ripartire con le regole
Oggi una giornata importante per tutti gli italiani
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04 maggio 2020
10:57
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“Oggi inizia la #fase2 ed è una giornata importante per tutti gli italiani. Insieme, rispettando le regole, possiamo dimostrare che si può ripartire e si può sconfiggere il virus. Dipende solo da noi, ognuno faccia la sua parte”. Lo scrive su Twitter il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà.
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Tweet Chigi,se ami Italia tieni distanza
Governo pubblica breve clip su misure sicurezza da rispettare
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04 maggio 2020
12:14
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“Se ami l’Italia mantieni la distanza”.
Lo scrive in un tweet Palazzo Chigi pubblicando una breve clip sulle misure di sicurezza da rispettare nel corso della Fase 2.
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Sindacati della scuola, servono 12 miliardi per ripartire
‘Urge un commissario, 10-13 alunni al massimo per classe’
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04 maggio 2020
21:56
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Per sdoppiare le classi di infanzia e primaria servirebbero 3 miliardi, per gli organici per scuola di secondo grado 2 miliardi e mezzo: in tutto per la riorganizzazione servirebbero 5 miliardi e mezzo oltre 5 milioni al dì che servirebbero per mascherine e guanti. Altri 6 miliardi servono per ristrutturare le scuole. Lo hanno detto i sindacati della scuola secondo i quali in classe devono esserci 10-13 alunni. Inoltre, ‘serve un commissario per decidere e riconoscere le problematiche’.
In rapporto agli alunni e ai docenti, a settembre, rientrando tutti gli alunni a scuola, per garantire la sicurezza tra guanti, mascherine e dispositivi di sicurezza si spenderebbe ogni giorno 5 milioni e 600 mila euro. Lo ha detto la segretaria generale Cisl Scuola Maddalena Gissi che ha parlato di “difficoltà di rapporto con il ministero. Le uscite della ministra ci preoccupano molto. Quanto prefigurato ci fa pensare al Grande fratello con le telecamere nelle aule”.
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Fico, prezioso contributo esercito
Impegno costante a difesa della comunità
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04 maggio 2020
12:38
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“Grazie agli uomini e alle donne dell’ Esercito per l’impegno costante a difesa della comunità. Un contributo che in queste settimane difficili è stato sempre più intenso e prezioso: sul territorio, nella logistica e nel supporto sanitario”. Lo afferma il presidente della Camera Roberto Fico.
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Carfagna, Bonafede chiarisca in Aula
Accuse gravi Di Matteo, doveva sollevarle in sedi opportune
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04 maggio 2020
12:42
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“Le accuse del pm Di Matteo al ministro Bonafede sono gravi, andrebbero sollevate nelle sedi opportune, non in tv. Noi intanto al ministro chiediamo di chiarire: ha davvero proposto e poi ritirato l’offerta per il ruolo di capo del DAP? E perché? Gli italiani meritano chiarezza”. Lo scrive in un tweet Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia.
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Calcio:Salvini,aprire o sarà un disastro
Se muore il calcio di rimando si fermano anche altri sport
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04 maggio 2020
15:14
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“Se muore il calcio, di rimando si fermano tutti gli altri sport. Chi è al governo sappia che sono in ballo migliaia di posti di lavoro”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, a “La politica nel pallone”, su Gr Parlamento. “Non penso a domani. Per la riapertura, mi auguro entro giugno. Se non si apre entro quella data, ci sarebbe un disastro, un altro miliardo di aiuti”. CALCIO
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Conte, da Italia oltre 140 mln per cure
Lo annuncia premier a maratona per raccolta fondi globale
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04 maggio 2020
18:00
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L’Italia “darà un contributo di 10 milioni di euro alla Cepi (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations) per “accelerare la ricerca per un vaccino. Darà un contributo di 10 mln di euro all’Oms, per sostenere i Paesi più vulnerabili nella risposta al Covid-19. Assegneremo mezzo milione di euro al Fondo globale per il meccanismo di risposta al Covid-19. Ci impegniamo a dare un contributo di 120 milioni di euro nei prossimi 5 anni all’alleanza Gavi per l’immunizzazione globale dal Covid”. Lo annuncia Giuseppe Conte alla maratona per la raccolta fondi World against Covid-19.
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Fico,politica abbia senso responsabilità
Sia esempio per tutti nel lavoro quotidiano
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04 maggio 2020
18:04
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“Il nostro Paese oggi si trova a iniziare la Fase 2 dell’emergenza. Ha affrontato e sta affrontando questa crisi con senso di responsabilità, con il rispetto delle regole, dimostrando di essere una comunità solidale, generosa, coraggiosa. Ed è su questa strada che occorre proseguire per uscire dall’emergenza e affrontare le sfide che ci aspettano. Questo spirito e senso di responsabilità che hanno messo in campo tutti i cittadini sia da esempio per la politica, per tutti noi nel nostro lavoro quotidiano”. Lo dice il presidente della Camera Roberto Fico che, illustrando su facebook il calendario dei lavori della settimana a Montecitorio, aggiunge: “L’attività di controllo sull’esecutivo, attraverso audizioni e interrogazioni, è costante. E si lavora per approvare i provvedimenti necessari per dare risposte ai cittadini, come l’autorizzazione al secondo scostamento di bilancio da 55 miliardi di euro votata proprio nei giorni scorsi”.
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Tajani, governo tace su Cina per via M5s
Mi fido più di Usa che di Cina
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04 maggio 2020
18:08
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“Da parte del Governo italiano c’è paura a parlare della Cina vista la vicinanza tra la Cina ed il Movimento 5 Stelle. Io già nei primi giorni di febbraio presentai un’interrogazione all’Alto Rappresentante per la politica estera UE per chiedere chiarimenti su quello che stava succedendo in Cina. Mi fido più degli USA che della Cina. Al Governo italiano manca il coraggio. Non vorrei che tutta questa situazione serva per far svendere i nostri porti e la gestione delle reti 5G”. Lo ha dichiarato a Tgcom24 il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani.
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2 giugno, niente ricevimento al Colle
Sospeso l’evento che si svolge la sera prima nei giardini
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04 maggio 2020
12:44
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Salta il tradizionale ricevimento del primo giugno che si svolge nei giardini del Quirinale in occasione della festa della Repubblica. L’emergenza coronavirus rende ovviamente impossibile l’evento e la presidenza della Repubblica ha già deciso che non avrà luogo. Il ricevimento negli splendidi giardini del Quirinale che raccoglie il gotha della politica, della cultura e dell’imprenditoria italiana rappresenta un po’ il barometro dello stato di salute della Repubblica e non è la prima volta che viene sospeso. Nel 2012 il presidente Napolitano – in piena crisi economica – aveva prima deciso di snellire il formato del ricevimento e poi, nel 2013 e 2014, di sospendere l’evento. Poi, nel 2015, il presidente Sergio Mattarella decise di aprire il più possibile il palazzo del Quirinale alla fruizione dei cittadini e ripristinò anche il tradizionale ricevimento seppur in forma più sobria che nel passato. Oggi lo stesso Mattarella si trova costretto a un nuovo inevitabile stop.
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Salvini, Lega per pace fiscale per crisi
Sarebbe follia se partissero 8,5 mln di cartelle e accertamenti
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04 maggio 2020
18:10
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“8,5 milioni di cartelle esattoriali e avvisi di accertamento pronte a partire da giugno, sarebbe una follia. La Lega propone rottamazione, saldo e stralcio, pace fiscale fino alla fine della crisi. Risposta del governo? Vedremo, faremo, ci penseremo…”. Lo scrive su twitter il leader della Lega, Matteo Salvini.
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Legnini,alle spalle ciò che non è andato
Commissario a Camerino, concretezza e fiducia a ricostruzione
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CAMERINO
04 maggio 2020
18:12
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Per la ricostruzione post sisma “questa è la fase nella quale dobbiamo metterci alle spalle tutto ciò che non è andato e di dare fiducia e concretezza a un processo che non sarà breve”. Così il commissario straordinario, Giovanni Legnini, in visita a Camerino, ha commentando la ripartenza di alcuni cantieri nel giorno della Fase 2 dell’emergenza coronavirus. Prima di visitare il cantiere del mattatoio comunale, Legnini è entrato nel duomo, nel palazzo arcivescovile e nella sede dell’Università, chiuse per i danni del sisma 2016. Accompagnato dal sindaco Sandro Sborgia, dal rettore Claudio Pettinari e dal vescovo Francesco Massara, il commissario ha ricordato le recenti 4 ordinanze firmate, soffermandosi sulla possibilità per i centri “maggiormente colpiti, di avviare i programmi straordinari di ricostruzione che potranno andare, laddove se ne ravveda la necessità anche in deroga alle disposizioni urbanistiche”. Si è augurato che Camerino possa diventare una delle città simbolo “di questo nuovo corso”.
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Conte, Italia per equo accesso a vaccini
Abbiamo esperienza in lotta a virus, pronti a condividerla
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04 maggio 2020
18:26
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“L’Italia vuole avere un ruolo speciale” negli sforzi per “assicurare un accesso equo e universale a vaccini, cure e diagnosi” sul Covid-19. Lo dice il premier Giuseppe Conte intervenendo alla maratona per la raccolta fondi World against Covid-19. L’Italia vuole avere questo ruolo, spiega il premier, “non solo come Paese che, sfortunatamente, ha raccolta grande esperienza nella lotta al virus e ora e pronto a condividere questa esperienza ma anche per la presidenza del G20 2021 in arrivo. L’Italia è pronta a fare la sua parte, insieme ce la faremo”, aggiunge.
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Solinas, nessun scaricabarile su sindaci
“Con aperture generalizzate Comuni sardi immuni penalizzati”
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CAGLIARI
04 maggio 2020
18:29
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“Nessuno scarico di responsabilità sui sindaci dei Comuni sardi”. Così il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas che nell’ordinanza sulla Fase 2 prevede la possibilità per i primi cittadini di decidere sull’apertura di centri estetici o saloni di parrucchieri a condizione che l’indice di contagio R con T sia uguale o minore di 0,5 nei singoli Comuni. “Il tema è questo: se il parametro è l’indice di diffusione del contagio in ogni Comune – spiega – se io dovessi prevedere un’ordinanza unica per tutta la Regione dovrei prendere in considerazione un valore medio”. Ma in questo caso, precisa, “i Comuni nei quali non vi è alcun tipo di contagio pagherebbero il fatto che altri centri hanno una curva leggermente più alta”. Il governatore ricorda poi che “la Regione si è fatta carico di rilevare l’indice R con T, lo pubblicherà giornalmente e i primi cittadini dovranno semplicemente verificare il valore del proprio Comune sulla base delle tabelle pubblicate dalla Regione”.
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Olbia apre bar servizio ai tavoli il 18
Sindaco Nizzi, “e l’11 riapriranno i negozi”
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OLBIA
04 maggio 2020
18:38
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“A Olbia l’11 maggio aprono i negozi e il 18 i pubblici esercizi, con tanto di servizio al tavolo e al banco”. Lo annuncia il sindaco Settimo Nizzi, “a meno di specifici provvedimenti che dovessero intervenire nel frattempo”. Nizzi, tra i più critici per la prudenza del premier Conte in tema di ripartenza, chiedeva una Fase 2 più coraggiosa e ha colto al volo la delega di responsabilità attribuita ai sindaci sardi dal presidente della Regione Christian Solinas.
Già riaperti i parchi e il cimitero e autorizzata l’attività sportiva, Nizzi spiega che il governatore “ascolta i sindaci e gli riconosce quell’autonomia sempre richiesta”: sta ai primi cittadini “dare risposte concrete agli operatori, che stavano valutando anche di chiudere per non morire di fame”. Quella offerta da Solinas è per lui “l’opportunità di riiniziare a vivere”. Restano ferme le prescrizioni sull’uso delle mascherine e sul distanziamento, ma “già in questi giorni gli esercenti possono organizzarsi perché lunedì si riparte”.
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Dl maggio: in corso riunione Conte-Gualtieri-capidelegazione
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04 maggio 2020
21:39
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E’ in corso la riunione tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e i capidelegazione della maggioranza. Al centro dell’incontro, al quale partecipano anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro e i responsabili economici dei partiti di maggioranza, le misure del decreto maggio.
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Solinas, su ordinanza nessun rilievo
Governatore sardo, per noi anticipi coerenti col Dpcm
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CAGLIARI
04 maggio 2020
18:39
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“Ho ragione di pensare che la nostra ordinanza sia giuridicamente e amministrativamente coerente rispetto alle competenze dello Stato e della Regione autonoma della Sardegna”. Così il governatore Christian Solinas a Sky tg 24 sul provvedimento che anticipa alcune aperture rispetto all’ultimo Dpcm e sul quale il governo potrebbe avanzare dei rilievi. “In questi giorni – aggiunge Solinas – sono in stretto contatto con il ministro Boccia ma oggi non ci siamo ancora sentiti. Posso dire che al momento – conferma il presidente della Regione – non ci è arrivata alcuna notizia in merito all’ordinanza”. In queste ore tutte le ordinanze delle singole Regioni vengono valutate articolo per articolo dagli uffici competenti del ministero degli Affari regionali e solo al termine di questo ‘screening’ gli esperti forniranno al ministro le valutazioni da cui dipenderà il via libero al testo o l’avvertimento per le parti giudicate non in linea con le direttive del governo nazionale.
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Conte, italiani responsabili
Grande voglia di ripartire ma anche consapevolezza regole
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05 maggio 2020
09:24
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“Gli italiani hanno mostrato, complessivamente, un grande senso di responsabilità. Nella reazione dei cittadini ho colto grande voglia di ripartire, ma anche consapevolezza che bisogna farlo nel rispetto delle regole”. Così in un’intervista al quotidiano online Affaritaliani.it il premier Giuseppe Conte. “Gli spostamenti sui mezzi pubblici e il ritorno al lavoro di milioni di persone si stanno svolgendo senza eccessivi disagi. È un primo passo incoraggiante, ma non dimentichiamo che la strada è lunga e non dobbiamo mai abbassare la guardia”.
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Conte, se possibile anticipiamo
Fino al 17 regole dpcm, monitoriamo dati
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05 maggio 2020
09:26
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“Fino al 17 maggio saranno in vigore le misure contenute nell’ultimo Dpcm. Le Regioni ogni giorno ci forniranno i dati aggiornati”. Così in un’intervista a Affaritaliani.it il premier Giuseppe Conte. “Con il rispetto delle regole sono fiducioso che la curva epidemiologica potrà ulteriormente rallentare in alcuni territori. Non ignoro le richieste di alcune Regioni e di alcune particolari categorie di anticipare l’apertura delle rispettive attività. Siamo al lavoro anche per questo, avendo sempre come prioritario l’interesse generale della tutela della salute di tutti i cittadini”.
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Boldrini, da Di Matteo accuse pesanti, Bonafede chiarisca
Parlamentare di Leu: “L’ho trovato sconcertante. È terribile questa modalità di attacchi pubblici in una trasmissione televisiva in diretta, si è oltrepassato il perimetro istituzionale”.
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05 maggio 2020
10:53
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“L’ho trovato sconcertante. È terribile questa modalità di attacchi pubblici in una trasmissione televisiva in diretta, si è oltrepassato il perimetro istituzionale. Le accuse sono state pesanti, è giusto che il ministro chiarisca la sua posizione. Ha cercato di farlo in tv, ma non era la sede appropriata”. Così l’ex presidente della Camera e parlamentare di Leu, Laura Boldrini, a Circo Massimo, sullo scontro tra il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e il consigliere del Csm Nino Di Matteo.
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Faraone, no dimissioni Bonafede su caso Di Matteo, ma chiarisca
Capogruppo Iv: ‘se fossi stato al posto di Bonafede, paragonato a uno Zagaria qualunque, avrei chiesto immediatamente un chiarimento al ministero e non in un talk show
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05 maggio 2020
11:07
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“Nessuno tocchi Bonafede, non oggi . Perché noi non cambiamo idea a seconda delle stagioni o delle convenienze politiche. Per noi la separazione dei poteri è un principio irrinunciabile ed è intollerabile un processo in piazza da parte di un magistrato, membro del Csm, nei confronti di un politico, qualsiasi maglietta indossi. Perché noi siamo seri e questa faccenda l’abbiamo affrontata cinque mesi fa al Senato con l’intervento di Matteo Renzi. Zitto Bonafede, zitti tutti”. Così in un post su Fb il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone.
“Da mesi – afferma Faraone – chiediamo le dimissioni del ministro della giustizia ma oggi no. Oggi che il destino ridicolo si è abbattuto su chi si è servito dei processi in piazza per poi rimanervi vittima, no. E lo facciamo perché in gioco c’è qualcosa di più importante della poltrona di via Arenula, della nostra visione garantista che è alternativa a quella dei cinque stelle. C’è in gioco la democrazia. Quello che è andato in onda è un botta e risposta tra due correnti del medesimo giustizialismo. È andata in scena la politica a libertà vigilata, il governo agli arresti domiciliari, una democrazia in cui regna il vuoto politico. Craxi del vuoto e della debolezza della politica provava orrore, Bonafede che oggi ne è vittima, ieri è stato artefice. Di questo dobbiamo parlare, di una deriva populista che investe tutti i poteri dello Stato. E se fossi stato al posto di Bonafede, paragonato a uno Zagaria qualunque, avrei chiesto immediatamente un chiarimento al ministero e non in un talk show. Ma Bonafede è Bonafede, quel vuoto politico che consente a chiunque di poter aspirare ai pieni poteri. Nessuno tocchi Bonafede, ma da domani o la politica ha il coraggio, la forza e l’autorevolezza di affermare quei principi di libertà che risiedono, per dirla alla Montesquieu, nella separazione dei poteri o l’Italia, culla del diritto, confondendo la politica con la giustizia penale, rischierà di diventarne la tomba. Così scrisse Giovanni Falcone”, conclude Faraone.
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Scontro Di Matteo-Bonafede, Conte difende il ministro
Il centrodestra, ‘si dimetta’. Lui, ‘assurda l’ipotesi che io sia stato condizionato dai boss’
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05 maggio 2020
11:08
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E’ bufera sul ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Tutto il centro-destra chiede le sue dimissioni, mentre a sua difesa si schiera il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, che fa sapere di avere “piena fiducia” in lui. Motivo: lo scontro a distanza con un’icona dell’antimafia, il consigliere del Csm Nino Di Matteo, che lo accusa di avergli prima offerto nel 2018 la guida delle carceri e poi aver fatto marcia indietro, dopo che alcune intercettazioni avevano rivelato le preoccupazioni dei boss per una simile prospettiva. “Respingo con convinzione gli attacchi politici o le congetture prive di fondamento rispetto a scelte compiute da Bonafede in piena autonomia”, reagisce il capo politico del M5S Vito Crimi, ribadendo la “fiducia” sua e del movimento nei confronti del ministro. Sulla stessa linea Luigi Di Maio, per il quale “Bonafede ha sempre dimostrato di avere la schiena dritta” ricordando che “siamo entrati in Parlamento con il chiaro intento di fermare il malaffare e debellare le mafie”.
Gli altri partiti della maggioranza frenano sulle richiesta dell’opposizione (“sarebbe gravissimo se un ministro si dovesse dimettere per i sospetti di un magistrato”, avverte il vice segretario del Pd Andrea Orlando), ma chiedono al Guardasigilli di chiarire.
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Bonafede, che già ieri si era detto “esterrefatto” da una simile ricostruzione, con un post su Facebook ribadisce la sua verità e soprattutto definisce “infamante e assurda” l’idea che si sarebbe lasciato “condizionare dalle parole pronunciate in carcere da qualche boss mafioso”. Così come rivendica di aver “sempre agito a viso aperto nella lotta alle mafie”, come testimoniato dalle riforme sostenute e dai 686 provvedimenti di carcere duro che ha firmato. Dopo le dimissioni del capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria Francesco Basentini, legate alle polemiche sulle scarcerazioni dei boss (in tutto sono 376 i detenuti mandati ai domiciliari per ragioni di salute) e la sua sostituzione in corsa con il Pg di Reggio Calabria Dino Patralia, un nuovo terremoto torna a scuotere la politica sulle carceri. Il botta e risposta tra l’ex pm di Palermo e il ministro va in scena a “Non è l’arena”. Di Matteo racconta che due anni fa Bonafede gli aveva proposto di dirigere il Dap o in alternativa gli Affari penali. Ma quando 48 ore dopo lui gli comunicò che accettava la direzione delle carceri, il Guardasigilli ci aveva ripensato. E queste avvenne dopo la reazione di alcuni “importantissimi capimafia”, intercettati in carcere: “se nominano Di Matteo, per noi è la fine, questo butta la chiave”.
La replica di Bonafede arriva con un’accesa telefonata in diretta: quella intercettazione “era già stata pubblicata”. E “il fatto che avrei ritrattato, in virtù di non so quale paura sopravvenuta, non sta né in cielo né in terra”, dice il ministro spiegando anche che l’incarico di capo degli Affari Penali che Di Matteo ha poi rifiutato, “non era un ruolo minore”, era “lo stesso che ricoprì Giovanni Falcone”.
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L’effetto dello scontro è immediato. Giorgia Meloni già al termine della trasmissione invoca le dimissioni perchè “ai disastri si aggiungono le ombre”. “Bonafede venga immediatamente in Parlamento”, dice Mariastella Gelmini, capogruppo Fi alla Camera, che non vede alternative: “o Di Matteo lascia la magistratura o Bonafede lascia il ministero della Giustizia”.
Anche la Lega sollecita il passo indietro: “Bonafede non può più essere il ministro della Giustizia”, tuonano i parlamentari del partito di Salvini in Commissione Antimafia. Via Bonafede, ma non per Di Matteo, è invece la posizione del Partito radicale.
Chiarimenti al Guardasigilli vengono chiesti anche dalla maggioranza. “Siamo certi che il ministro al più presto verrà a riferire in commissione e in parlamento sull’impegno del governo contro le mafie”, dicono il responsabile giustizia del Pd, Walter Verini, e il capogruppo in commissione antimafia Franco Mirabelli, che giudicano comunque “irresponsabile” usare un tema come la lotta alle mafie “per giustificare l’ennesima richiesta di dimissioni”.
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Invoca “la verità” Matteo Renzi, “prima di parlare di mozioni di sfiducia”. “Voglio vedere se è un regolamento di conti” insiste il leader di Italia Viva, secondo cui la vicenda “rischia di essere il più grave scandalo giudiziario degli ultimi anni”.
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Bellanova spinge, verso regolarizzazione in decreto maggio
Oggi riunione con Lamorgese-Catalfo-Provenzano. Nodo numeri
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05 maggio 2020
11:13
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Inserire la regolarizzazione dei lavoratori stranieri irregolari nel ‘Decreto maggio’ che in settimana potrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri.
La ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, pressa il Governo: “non è più possibile tergiversare”. Al dossier sta lavorando anche la collega dell’Interno, Luciana Lamorgese, d’accordo sulla necessità di un intervento, anche se non nelle dimensioni numeriche auspicate da Bellanova. Favorevole il Pd, mentre è stato il Movimento 5 stelle a frenare. Nessuna presa di posizione ufficiale, finora, dalla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, direttamente interessata dalla misura. Oggi le tre ministre, insieme al ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, si vedranno per cercare un accordo sul testo da portare in cdm.
Bellanova ha parlato di 600mila ‘invisibili’ di cui lo Stato deve farsi carico. “Quello che ho posto ai colleghi della maggioranza – ha spiegato – è chiarissimo: assumere la responsabilità di regolarizzare persone che sono nel nostro Paese e ci lavorano magari da anni. Se non accade, lo Stato si rende non solo complice ma fautore dell’illegalità in cui questi lavoratori sono costretti”. A queste persone, ha aggiunto, “che non lavorano solo in campagna ma anche in edilizia o nelle famiglie, va dato un permesso di soggiorno. Lasciare immutato questo stato di cose significa alimentare l’illegalità, la concorrenza sleale e il caporalato”.
Bellanova e Lamorgese si sono confrontate nelle ultime settimane sulla definizione di un provvedimento che prevede il rilascio di un permesso di soggiorno stagionale rinnovabile a fronte di un contratto di lavoro. La titolare del Viminale non ha però in mente i 600mila stimati dalla collega. Si parla di una cifra più bassa, pari a circa un terzo. Nelle intenzioni della ministra dell’Interno occorre partire dal dato più urgente, che è quello di assicurare la raccolta nei campi e, nello stesso tempo, dare respiro a situazioni pericolose come i ‘ghetti’ di Puglia e Calabria, popolati di ‘fantasmi’ dalle condizioni sanitarie difficilmente controllabili in piena emergenza Coronavirus. La regolarizzazione, inoltre, per Lamorgese, includerebbe anche i lavoratori italiani in nero. Sia Bellanova che Provenzano sono per inserire colf e badanti nella sanatoria, cosa che allargherebbe non di poco la platea degli interessati. E che probabilmente renderebbe la misura meno digeribile all’M5s.
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Intanto, Cia-Agricoltori Italiani fa i conti. Una sanatoria per regolarizzare gli immigrati e gli irregolari per farli lavorare nei campi, porterebbe nelle casse dello Stato entrate per 1,2 miliardi di euro. Secondo la Cia, “se non si agisce in fretta”, la regolarizzazione “rischia di avere effetto fra troppi mesi, quando la stagione della raccolta sarà terminata e i prodotti saranno abbandonati nei campi per mancanza di forza lavoro, con la conseguenza per le famiglie di trovare scaffali vuoti nei supermercati”.
Poco convinto Matteo Salvini. “Prima – attacca il leader della Lega – lasciano che decine di mafiosi e assassini escano dal carcere, poi provano una sanatoria di centinaia di migliaia di clandestini. Abbiamo, tutti insieme, il dovere morale di fermarli”.
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Conte incontra sindacati
Confronto su nuovo decreto
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05 maggio 2020
11:26
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Il premier Giuseppe Conte incontrerà questa sera alle 18, a quanto si apprende, i sindacati per un confronto sulle misure economiche del nuovo decreto di maggio per far fronte all’emergenza Coronavirus.
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Decreto maggio, spunta taglio orario lavoro ma stessa paga
Reddito emergenza a tempo. 3 mld a sanità. Sblocco cantieri scuole
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05 maggio 2020
23:42
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Riunioni in serata per Giuseppe Conte in vista del varo del decreto maggio. In videocollegamento il presidente del Consiglio ha incontrato i sindacati Cigl, Cisl e Uil, i segretari Landini, Furlan, Barbagallo. Hanno partecipato il sottosegretario Fraccaro, i ministri Gualtieri, Patuanelli, Catalfo. Riunione poi del premier anche con Ugl, Cisal e Confsal, e in seguito con l’alleanza delle cooperative e con il forum del terzo settore.
Il premier incontrerà in mattinata Confindustria, Ance ed altre associazioni imprenditoriali. Poi è in programma un tavolo con Coldiretti, Confagricoltura, Cis ed altri, poi Rete imprese e a seguire Abi e Ania sempre sul dl maggio.
Ci dobbiamo rimboccare le maniche, avremo una brusca caduta del Pil. Lavoreremo per non lasciare nessuno indietro, ha detto il presidente del Consiglio ai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil secondo quanto riportato da partecipanti alla riunione. La previsione al ribasso del Pil è del -8% ma “si potrebbe contrarre ulteriormente”, ha detto parlando dell'”incremento dell’emergenza economica e sociale”.
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“Stiamo scrivendo un capitolo importante di questa dura prova – ha detto ancora il premier -, quello legato alle misure economiche. È un piano cospicuo, dobbiamo essere efficaci per sostenere famiglie, lavoratori e imprese. Ci aspetta una fase difficile e dobbiamo tutti rimboccarci le maniche. Non vogliamo lasciare indietro nessuno e siamo al lavoro per preservare i livelli occupazionali”.
Quello di cui stiamo parlando è “un intervento cospicuo ma certo non sarà la panacea di tutte le conseguenze negative che stiamo vivendo, ma stiamo facendo il possibile per limitare i danni”, ha detto, a quanto si apprende da chi partecipa all’incontro, il premier rivolgendosi ai sindacati.
“Insieme ai ministri stiamo lavorando con il Comitato tecnico scientifico su protocolli di sicurezza per i bambini, accorti e rigorosi, e anche con Anci per avere un ventaglio di proposte che tengano conto delle peculiarità territoriali e delle esigenze della famiglie”, ha detto, a quanto si apprende, il premier Conte nell’incontro con i sindacati parlando dei centri estivi e delle scuole.
“Per far ripartire davvero il Paese abbiamo bisogno di un ‘patto sociale’ per coniugare modernità e equità.
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Per questo in prospettiva è prezioso l’avvio di un tavolo progettuale con le parti sociali”, ha detto il premier Conte ai sindacati. “Un tavolo volto a definire forme contrattuali innovative e adeguate a nuove forme di lavoro, a ragionare sui modelli di sviluppo e formazione per rilanciare la crescita, tanto nel privato quanto nella Pa, e a promuovere forme di sviluppo partecipativo. Questi i capisaldi su cui lavorare insieme”.
Con il decreto Aprile il Governo vuole “attutire la possibile caduta del Pil” e “salvaguardare imprese, lavoro e tenuta sociale”, ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri nell’incontro con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil secondo quanto riferito da partecipanti alla riunione. Nel provvedimento ci sarebbero tre miliardi e 250 milioni per rafforzare la sanità.
Il Governo intende prevedere altre nove settimane di cassa integrazione con causale Covid oltre alla proroga di due mesi per la Naspi e la Duscoll per i collaboratori. Lo ha detto la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo a Cgil, Cisl e Uil secondo quanto riferito da partecipanti alla riunione. Ci sarà anche un’indennità per Colf e badanti ma non la cassa integrazione. Si studia l’introduzione del reddito di emergenza. Nel prossimo decreto di maggio ci saranno “una semplificazione per le procedure di trasmissione e lavorazione delle domande di Cig” e “tutele per i lavoratori dello spettacolo e dello sport”, ha detto il ministro Catalfo. E poi ancora: con il dl maggio il blocco dei licenziamenti sarà portato da due a cinque mesi, quindi sarà allungato di altri tre mesi, ha spiegato Catalfo in videoconferenza. Catalfo ha sottolineato che in questi mesi di emergenza l’Inps ha dovuto trattare prestazioni eccezionali per 11 milioni di lavoratori e che nel decreto ci sarà una semplificazione per gli ammortizzatori sociali che porterà alla riduzione dei tempi di erogazione. Nel prossimo decreto di maggio ci saranno “una semplificazione per le procedure di trasmissione e lavorazione delle domande di Cig” e “tutele per i lavoratori dello spettacolo e dello sport”.
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“Noi abbiamo stanziato in tutto 80 miliardi di euro in un mese con dei decreti legge. E’ evidente che non ci sia ancora una data per il Consiglio dei ministri perché si sta mettendo a punto un decreto” per il quale “in altri momenti della nostra storia” ci volevano “tre mesi per legge”, ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
“Ho chiesto più di 3 miliardi di euro nel decreto maggio, che verrà approvato questa settimana, per dare più forza al nostro Servizio sanitario”, ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenuto a ‘Di Martedì’ su La7.
Nell’incontro con Ugl, Cisal e Confsal, Conte, ha sottolineato che in parallelo al decreto legge sulle misure economiche il governo sta “già lavorando a un altro provvedimento che sarà completamente dedicato alla sburocratizzazione, con norme di semplificazione” per accelerare “in maniera significativa investimenti per il rilancio del paese”. Il riferimento è un decreto che dovrebbe essere approvato dopo il dl maggio.
L’INTERVISTA DI CONTE – “Gli italiani hanno mostrato, complessivamente, un grande senso di responsabilità. Nella reazione dei cittadini ho colto grande voglia di ripartire, ma anche consapevolezza che bisogna farlo nel rispetto delle regole”. Così in un’intervista al quotidiano online Affaritaliani.it il premier Giuseppe Conte. “Gli spostamenti sui mezzi pubblici e il ritorno al lavoro di milioni di persone si stanno svolgendo senza eccessivi disagi. È un primo passo incoraggiante, ma non dimentichiamo che la strada è lunga e non dobbiamo mai abbassare la guardia”.
“Fino al 17 maggio saranno in vigore le misure contenute nell’ultimo Dpcm. Le Regioni ogni giorno ci forniranno i dati aggiornati”, ha aggiunto Conte. “Con il rispetto delle regole sono fiducioso che la curva epidemiologica potrà ulteriormente rallentare in alcuni territori. Non ignoro le richieste di alcune Regioni e di alcune particolari categorie di anticipare l’apertura delle rispettive attività. Siamo al lavoro anche per questo, avendo sempre come prioritario l’interesse generale della tutela della salute di tutti i cittadini”.
“A tempo debito sarà inevitabile, una volta acquisite tutte le necessarie informazioni, accertare eventuali responsabilità nella gestione della pandemia che a livello internazionale hanno condizionato l’attuale emergenza”, risponde il premier parlando delle accuse della Casa Bianca alla Cina sulla diffusione del coronavirus. “Per il momento riteniamo prioritario favorire il più possibile la collaborazione internazionale quale strumento fondamentale per sconfiggere il virus e per tutelare la salute globale. L’Italia – afferma Conte – crede molto in questa possibilità di cooperazione ed è pronta a dare il suo contributo, come stiamo già facendo nel quadro dell’Alleanza globale contro il Coronavirus e come certamente intendiamo fare al meglio nell’esercizio della nostra prossima Presidenza del G20”.
“L’Unione europea sta dando prova in queste settimane di aver compreso gli errori del passato. Anche in riferimento all’inizio della pandemia, quando l’Italia si è ritrovata sola. Sono fiducioso che tanto nella risposta economica quanto nella lotta al Covid-19 l’Europa saprà essere all’altezza di questa sfida storica”, ha dichiarato ancora Conte.
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Dl maggior: salgono fondi sanità
Cifra non ancora definita ma governo decide aumento
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05 maggio 2020
12:01
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Sono destinati a salire a oltre 3 miliardi i fondi per la sanità nel decreto di maggio. A quanto si apprende dopo il vertice di governo della scorsa notte, una cifra non sarebbe stata ancora definita, ma per il sostegno alla sanità e il rafforzamento dei Covid Hospital i fondi dovrebbero passare dai 2,5 miliardi originariamente previsti a oltre 3 miliardi. VAI ALLA CRONACA VAI ALL’ECONOMIA VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO VAI ALL’ECONOMIA IN TEMPO REALE
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Dl maggio, spunta taglio orario lavoro ma stessa paga
Verso intesa reddito emergenza, contributo a tempo. 3 mld a sanità
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05 maggio 2020
21:00
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Lavorare meno pur di continuare a lavorare. La crisi innescata dal Coronavirus potrebbe abbattere il muro della settimana di 40 ore e già nel decreto maggio potrebbe spuntare una norma che permetta di tagliare l’orario e convertirlo in formazione, magari puntando sul digitale, mantenendo però intatta la busta paga. Una nuova ipotesi che di sicuro piace ai sindacati, che il premier Giuseppe Conte ha chiamato a Palazzo Chigi proprio per illustrare i capisaldi del nuovo decreto, primo di una serie di incontri che si concluderà mercoledì in tarda mattinata con chi sarebbe chiamato eventualmente ad applicare le nuove norme su lavoro e salario, cioè le imprese. Il provvedimento potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri giovedì, o al massimo venerdì: intanto iniziano a prendere una forma definitiva alcuni interventi, dalle risorse per la medicina territoriale e gli ospedali Covid, che dovrebbero salire a oltre 3 miliardi, al sussidio per le famiglie in più in difficoltà: la maggioranza sarebbe vicina a un’intesa sul reddito di emergenza come norma a tempo, di due-tre mensilità, e che potrebbe cambiare nome in “contributo di emergenza” per rendere ancora più chiaro che si tratta di una misura temporanea e non strutturale. La fase “è difficile”, il Pil avrà una caduta “brusca”, ma il governo è pronto a un intervento “cospicuo” e bisogna rimboccarsi le maniche, ha spiegato il premier ai sindacati, insieme al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, rilanciando l’idea di un nuovo “Patto sociale” per ragionare sui modelli di sviluppo una volta superata l’emergenza, compresa la definizione di “nuove forme contrattuali innovative” e “adeguate alle nuove forme di lavoro”. Il nuovo decreto in deficit per 55 miliardi avrà come pilastro la protezione del lavoro, con rinnovo di Cig e cassa in deroga per altre 9 settimane (per 14 miliardi), rinnovo del bonus per gli autonomi (che per il mese di maggio salirà per i più danneggiati a 1000 euro) e nuovi sostegni a diverse categorie, a partire da colf e badanti. Per evitare una emorragia di posti di lavoro saranno congelati i licenziamenti per altri 3 mesi e prorogata la Naspi per altri due. Intanto si fa strada la possibilità di intervenire sull’orario di lavoro. Il governo, con la ministra Catalfo sta studiando la questione.
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Coronavirus: sondaggio Swg, italiani promuovono la gestione, “meglio della Germania”
Sulla fase 2 bocciato l’alt a bar e parrucchieri e alle messe
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05 maggio 2020
22:20
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Gli italiani giudicano che la gestione dell’emergenza coronavirus nel loro Paese sia stata più efficace rispetto agli altri paesi europei, Germania compresa, e degli Stati Uniti: soltanto alla Corea del Sud viene riconosciuta un’efficacia maggiore. E’ quanto emerge da un sondaggio dell’Swg che indaga anche sulle misure previste dal Governo dal 4 maggio in poi. Sulla fase 2 la reazione dei cittadini non è omogenea, anzi in alcuni casi risulta anche contraddittoria.
Meno della metà (il 39%) le approva del tutto, mentre la metà si divide tra chi le ritiene troppo restrittive e chi invece le valuta non sufficientemente prudenti. Se gran parte delle singole misure risultano largamente condivise, sono invece considerate eccessivamente restrittive da più di un terzo dei cittadini le posticipazioni delle riaperture di parrucchieri, bar e ristoranti, ma anche il prolungamento del divieto di celebrare la Messa. In parte preoccupa invece la riapertura dei parchi e dei negozi.
Il 20% degli italiani scettici su precauzioni – Tra gli italiani c’è una diffusa consapevolezza dell’utilità dei comportamenti prudenziali, anche se non tutti ci credono. Stando ad un’indagine di Swg, molti degli accorgimenti per arginare la diffusione del coronavirus sembrano essere stati oramai assimilati dalle persone (la distanza sociale viene ritenuta efficace per il contenimento del virus per quasi 8 italiani su 10) e l’intenzione prevalente è di non abbassare la guardia nemmeno nelle prossime settimane, anche se ciò comporterà per alcuni non pochi sacrifici.
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Vi è tuttavia un 20% di cittadini scettici nei confronti dell’utilità di queste precauzioni, i quali non garantiscono di volerle rispettare.
Circa la metà degli italiani (il 45%) considera il distanziamento sociale un grande sacrificio o una norma di difficile applicazione. Nella Fase 2, emerge ancora dal sondaggio, si avranno sicuramente dei mutamenti nelle abitudini dei cittadini. Oltre all’utilizzo di mascherine e guanti, la limitazione di contatti e delle frequentazioni di luoghi affollati, appare probabile anche un aumento dei pagamenti tramite cellulare a fronte di una riduzione dell’uso dei contanti. Il sondaggio è stato effettuato tra il 29 aprile e il 4 maggio 2020. Metodo di rilevazione: sondaggio CATICAMI-CAWI su un campione rappresentativo nazionale di 800 soggetti maggiorenni.
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Salvini, impediremo maxisanatoria
E’ una follia con tutte le difficoltà che abbiamo
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05 maggio 2020
14:07
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“Con tutte le difficoltà che abbiamo, di lavoro, di risparmio, di mutuo, il governo sta lavorando a una maxisanatoria di immigrati clandestini. Il Tg1 non ha detto niente, lo stesso il Tg 7, il tg4 niente”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, su Fb. Il ministro Bellanova parlava di 600mila immigrati da sanare per decreto. Follia, e ora pare che al governo stanno facendo il mercato degli schiavi, 300mila, 400mila…follia. Vedremo di impedirlo in ogni maniera, dentro e fuori il Parlamento”.
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Zaia, 12 luglio data più utile a voto
Ci sono 6 Regioni da eleggere
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05 maggio 2020
14:09
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“Sono convinto che il 12 luglio sia la data più utile per un election day”. Lo ha ribadito il presidente del Veneto Luca Zaia. “Ci sono sei Regioni da eleggere. A differenza dei Comuni, hanno l’incombenza dei bilanci, della salute. Dal governo ci sono segnali incoraggianti in questi termini, credo che sia assolutamente una data affrontabile. Credo che il governo punterà a una finestra, nulla vieta che il Governo o il relatore presenti un subemendamento alla legge”, ha concluso.
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Decreto maggio: Bonetti, risorse insufficienti per famiglie
“Avevo proposto un assegno per ogni figlio che non è stato accolto dalla maggioranza” ha ricordato la ministra Bonetti.
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05 maggio 2020
14:35
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“Le risorse che saranno stanziate dal prossimo decreto le ritengo del tutto insufficienti per rispondere alle reali esigenze delle famiglie. La mia richiesta non è stata accolta, non sono stati stanziati sufficienti soldi”. Lo ha detto il ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti Tgcom.24 ai microfoni di Paolo Liguori durante ‘Fatti e Misfatti’.
“Avevo proposto un assegno per ogni figlio che non è stato accolto dalla maggioranza” ha ricordato la ministra Bonetti.
“Avevo chiesto – ha sottolineato – risorse adeguate per i congedi parentali e i voucher baby-sitter da estendere però per un maggior utilizzo per i servizi educativi. Credo sia un errore, in questo momento le famiglie italiane necessitano davvero di investimenti. Da esponente del Governo devo accettare fatiche e battaglie perse, anche se giuste”.
La ministra ha poi spiegato: “Ci saranno delle risorse, non tante, per costruire una rete di servizi educativi, cioè attività come i centri estivi in aiuto per le famiglie e sono convinta che queste risorse sapranno attivare quella comunità educante che non è presente solo nella scuola ma anche fuori e che comprende il terzo settore, le comunità locali, il volontariato, il mondo dello sport. Non lasceremo sole le famiglie”.
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Fase 2: calano i contagi, pressing dei governatori per riaprire
Il governatore di Veneto ed Emilia Romagna sono ottimisti
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CATANZARO
05 maggio 2020
23:50
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Già il 18 maggio potrebbero riaprire una serie di attività la cui ripartenza era stata prevista per l’inizio di giugno, come bar, ristoranti e parrucchieri. I dati della Protezione Civile confermano la discesa della diffusione del virus – con l’incremento dei contagiati totali mai così basso dal 10 marzo – e il governo valuta la possibilità che si possa accelerare ulteriormente il percorso della ripresa. Con un punto fermo, però, nonostante la pressione dei governatori: si procederà con la massima cautela e prudenza, con un approccio differenziato a seconda della situazione in cui ogni Regione si troverà nel momento in cui andranno rivalutate le misure contenute nel Dpcm.
Un nuovo report sulla fase 2 della task force guidata da Roberto Colao dovrebbe arrivare la prossima settimana sul tavolo del governo. Gli esperti, suddivisi in sei gruppi di lavoro, stanno ascoltando in questi giorni i rappresentanti dei diversi settori per indagare le criticità nella fase di ripartenza dopo il lockdown e studiare risposte per accompagnare l’uscita dall’emergenza. Dall’Abi a Confagricoltura, da Confesercenti a Confindustria Pmi, la task force si sta confrontando con i rappresentanti di tutte le categorie produttive, anche in vista del nuovo passaggio atteso appunto per il 18 maggio.
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“La mia impressione in queste prime ore della Fase 2 è che si sta andando nella direzione giusta”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, a ‘Di martedì’ su La7. I dati relativi a queste prime ore di fase 2, ha detto, “li vedremo tra qualche giorno, perchè non siamo in grado di analizzarli in tempo reale nelle stesse ore, ma mi sembra che gli italiani stiano dimostrando di aver capito il rischio e stiano dimostrando responsabilità”, ha affermato. “Finora abbiamo consegnato più di 2 milioni di tamponi alle Regioni e altri 5 milioni li consegneremo nelle prossime settimane; siamo uno dei Paesi in Europa che ha fatto più tamponi e credo che dobbiamo insistere su questa strada”.
Il governatore dell’Emilia Romagna Bonaccini annuncia che “se tutto andrà come ci auguriamo i tempi previsti, ad esempio il 1 giugno per bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti, potranno essere anticipati”.
“Stiamo lavorando con il governo sull’ipotesi di poter avere un anticipo sulle riaperture rispetto alla data del 18 maggio”, ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia. “Potrebbe essere l’occasione – ha proseguito – di dare competenze in maniera differenziata alle Regioni sui propri territori. Se siamo responsabili della salute dei cittadini, è altrettanto vero che il presidente di una Regione possa decidere se aprire. Tutti abbiamo coscienza della messa in sicurezza, ma quando un operatore ha la protezione e il cliente ha la protezione siamo convinti che sia più che sufficiente – ha concluso – a garantire la salute di entrambi”.
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“Questo – ha proseguito Zaia – è un ragionamento che stiamo facendo. Siamo anche convinti di un fatto, che potrebbe essere l’occasione, e ho visto che il ministro Boccia ha fatto un’apertura in questo senso, di dare competenze in maniera differenziata”. Secondo Zaia “ci vuole buonsenso in un Paese che è l’Ufficio complicazione affari semplici. Io spero che si possa portare a casa l’obiettivo di avere le Regioni delegate a decidere nei propri territori. Non voglio parlare ancora di autonomia, però è anche questa una forma di autonomia che potrebbe essere utile, visto e considerato che abbiamo capito che le diverse Regioni hanno avuto diversi risultati e diversi servizi erogati per la tutela della salute, l’una dall’altra. Ogni Regione ha la sua storia sanitaria, ha le sue scelte sanitarie, per cui penso che questo sia importante ricordarlo”, ha precisato. Il presidente veneto ha quindi ricordato che “dal 10 aprile abbiamo i dati epidemiologici in calo. Sappiamo che bisogna mantenere la guardia alta, però è pur vero che ci sono categorie come parrucchieri, acconciatori, estetiste e negozianti ancora chiusi. Noi non possiamo aprirle, non c’è base giuridica, se lo facessimo l’ordinanza durerebbe come una stella cadente, e lo dice uno che ha avuto il coraggio di fare scelte controcorrente. Dall’altro c’è anche da dire – ha concluso – che si rischia di mettere nei guai le persone”.
“L’Italia non ha abdicato al senso delle regole nonostante qualcuno negli ultimi giorni abbia provato a stimolare la trasgressione e il non rispetto per provocazione delle regole stabilite”, ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a ‘Porta a Porta’.
IL PUNTO SULLA CALABRA – Il Governo rinuncia a procedura accelerata su Calabria – Sarà un’udienza collegiale del Tar di Catanzaro, fissata per sabato prossimo, a decidere sull’impugnazione del Governo dell’ordinanza della presidente della Regione Calabria Jole Santelli che consente il servizio ai tavoli, se all’aperto, per bar e ristoranti. L’Avvocatura dello Stato, infatti, ha rinunciato alla richiesta di decreto cautelare monocratico al presidente del Tar di Catanzaro che avrebbe potuto portare ad una sospensione del provvedimento. Una scelta, spiega l’avvocatura, presa su sollecitazione dello stesso presidente del Tribunale amministrativo, per giungere “in tempi molto brevi ad una decisione collegiale, anche di merito, della causa, tenuto conto dell’importanza e della delicatezza dei valori in gioco”. Nessun passo indietro, dunque, anche perché l’avvocatura è convita della “piena fondatezza del ricorso proposto e della sussistenza dei motivi d’urgenza, così consentendo la fissazione dell’udienza straordinaria del 9 maggio”. Motivazioni ribadite anche dal Dipartimento per gli Affari regionali per il quale “resta, semmai aggravata, la preoccupazione e l’esigenza di avere una pronuncia cautelare urgentissima a salvaguardia della pubblica e privata incolumità”. Ma prima di entrare nel merito del ricorso del Governo, i giudici amministrativi catanzaresi dovranno dirimere il quesito posto loro dai legali che sostengono le ragioni della Cittadella regionale calabrese. E cioè che sulla materia non sono loro a doversi pronunciare ma la Corte costituzionale.
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Conte, iter semplificati per ristrutturare scuole
E’ il momento di farlo per avere aule più sicure
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
05 maggio 2020
22:35
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“Procedure semplificate per favorire le ristrutturazioni degli edifici scolastici”. E’ una delle misure annunciate dal premier Giuseppe Conte nel confronto con i sindacati in vista del decreto di maggio. “Questo è il momento per farlo, per avere aule ristrutturate e più sicure per i nostri ragazzi”, ha sottolineato il presidente del Consiglio, a quanto si apprende da partecipanti alla riunione. “Insieme ai ministri stiamo lavorando con il Comitato tecnico scientifico su protocolli di sicurezza per i bambini, accorti e rigorosi, e anche con Anci per avere un ventaglio di proposte che tengano conto delle peculiarità territoriali e delle esigenze della famiglie”. Lo ha detto, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte nell’incontro con i sindacati parlando dei centri estivi e delle scuole.
Per la scuola digitale in arrivo 400 milioni – “Stiamo lavorando per far ripartire la scuola in presenza a settembre, sicura ed efficiente. Centreremo questo obiettivo anche grazie al Piano Scuola”: dopo le polemiche dei giorni scorsi la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina rassicura sul ritorno in classe degli alunni alla ripresa del nuovo anno scolastico. Ma intanto accelera per portare negli istituti la banda ultralarga: il Piano scuola, approvato oggi, da 400 milioni – inizialmente ne erano previsti la metà – garantisce una connessione veloce (velocità a 1 Gbit con 100 Mbits di banda garantita) all’81,4% dei plessi scolastici, quelli del primo e secondo ciclo, per un totale di 32.213 edifici. I 400.430.897 milioni del Piano serviranno per coprire i costi strutturali per portare la banda ultralarga nelle scuole e per coprire i costi di connettività per 5 anni. Previsti anche voucher per le famiglie: fino a 500 euro, in base all’Isee, per connessioni veloci, pc e tablet. Si tratterà di voucher di due tipologie: un contributo massimo da 200 euro per connessioni veloci e un contributo massimo da 500 euro (per Isee, Indicatori della situazione economica equivalente sotto i 20mila euro) per connessioni veloci e per l’acquisto di tablet e pc.
“Questa emergenza ha dimostrato che è necessario che le scuole dispongano di tutti gli strumenti per portare avanti metodologie didattiche innovative. Non solo in questa fase di didattica a distanza, ma anche in condizioni normali, per fornire sempre maggiori competenze agli studenti”, ha detto oggi la viceministra Anna Ascani. Ma ovviamente il potenziamento della banda ultralarga consente una più facile gestione della didattica metà in presenza, metà a distanza – opzione possibile soprattutto per i ragazzi più grandi – nel caso in cui a settembre il virus fosse ancora in circolazione in modo da evitare di avere classi troppo numerose a scuola. E d’altra parte le altre opzioni avanzate in questi giorni, a partire dallo sdoppiamento delle classi e quindi un forte potenziamento del numero dei docenti, esigono cifre (si è parlato di 12 miliardi, comprendendo anche l’edilizia) che il governo difficilmente può permettersi di mettere in campo.
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Nel frattempo l’Esecutivo è al lavoro anche per aprire al più presto parchi, aree gioco e successivamente anche cortili e spazi delle scuole per i più piccoli: domani si terrà la seconda riunione del tavolo che vede come attori gli enti locali e alcuni ministri. Mentre oggi si è riunita la cabina di regia mirata a far partire i cantieri per ristrutturare le scuole più vecchie ma anche dare vita all’edilizia provvisoria per favorire il distanziamento sociale e dunque classi più piccole: sono in partenza circa 2 mila cantieri. L’Unione delle Province, con il presidente De Pascale, presente alla riunione che si è svolta da remoto, ha chiesto lo sblocco di risorse pari a 855 milioni in 5 anni con procedure accelerate e la definizione di un protocollo chiaro e condiviso che detti indicazioni per la riapertura in sicurezza a settembre delle 7400 scuole secondarie superiori.
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Mattarella, Bartali simbolo Italia
Capo dello Stato lo ricorda a 20 anni dalla morte
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05 maggio 2020
16:22
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“Il nome di Gino Bartali, campione e leggenda del ciclismo italiano, è iscritto a grandi caratteri nella storia dello sport nazionale e rappresenta uno dei simboli dell’Italia del dopoguerra” ma “sarà ricordato anche come Giusto tra le Nazioni per il coraggioso e silenzioso impegno nella rete di salvataggio, costruita dall’Arcivescovo e dal Rabbino di Firenze, che consentì a centinaia di cittadini di religione ebraica di sottrarsi alla persecuzione e alla deportazione”.
Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con un messaggio, ricorda, a 20 anni dalla scomparsa, Gino Bartali, sottolineando che “la discrezione con cui negli anni ha custodito un’impresa di così grande valore umano rende ancora più onore alla sua memoria”.
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Di Matteo: “Niente Dap dopo i timori dei boss”. Bonafede: “Sempre agito a viso aperto in lotta a mafie”
L’opposizione attacca, il guardasigilli si dimetta
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05 maggio 2020
10:25
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“Domenica sera, nella trasmissione televisiva “Non è l’Arena”, si è tentato di far intendere che la mancata nomina, due anni fa, del dottor Nino Di Matteo, quale Capo del Dap fosse dipesa da alcune esternazioni in carcere di mafiosi detenuti che temevano la sua nomina. L’idea trapelata nel vergognoso dibattito di oggi, secondo cui mi sarei lasciato condizionare dalle parole pronunciate in carcere da qualche boss mafioso è un’ipotesi tanto infamante quanto infondata e assurda”. Lo afferma su Facebook il ministro della Giustizia Bonafede.
“Ho sempre agito a viso aperto nella lotta alle mafie che, infatti, nel mio ruolo ho portato avanti con riforme come quella che ho sostenuto in Parlamento sul voto di scambio politico-mafioso; con la Legge Spazzacorrotti; con la mia firma su circa 686 provvedimenti di cui al 41 bis e con l’ultimo dl che, dopo le scarcerazioni di alcuni boss, impone ai Tribunali di Sorveglianza di consultare la Direzione nazionale e le Direzioni distrettuali antimafia su ogni richiesta di scarcerazione per motivi di salute di esponenti della criminalità organizzata”. Lo sottolinea il ministro Bonafede.
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Da Conte piena fiducia in operato Bonafede – “Piena fiducia” nell’operato di Alfonso Bonafede come ministro della Giustizia. Ad averlo sottolineato, a quanto si apprende, è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al termine della giornata di polemiche politiche sul Guardasigilli dopo lo scontro con il consigliere del Cdm Nino Di Matteo per la vicenda della mancata nomina a capo del Dap.
Di Maio, Bonafede ha schiena dritta, M5S contro mafie – “Siamo entrati in Parlamento con il chiaro intento di fermare il malaffare e debellare le mafie. Il nostro impegno è stato massimo, in poco tempo abbiamo approvato leggi contro i mafiosi e inasprito le pene contro i corrotti”. Lo scrive Luigi Di Maio su Fb. “Bonafede ha sempre dimostrato di avere la schiena dritta e di non fermarsi davanti a nessuno, mettendo al 1/o posto solo gli interessi dei cittadini. Andiamo avanti orgogliosi della nostra storia e consapevoli di avere un’unica certezza: mai un passo indietro davanti ai mafiosi e ai corrotti”, spiega.
Meloni,parole Di Matteo? Bonafede dovrebbe lasciare – “Nella puntata di” Non è l’arena” il magistrato Nino Di Matteo rivela che Bonafede gli chiese la disponibilità per il ruolo di capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ma che dopo 48 ore, quando aveva deciso di accettare la nomina a capo del Dap, il ministro gli disse di averci ripensato. Secondo quanto affermato da Di Matteo nelle ore intercorse tra la proposta del ministro della Giustizia e la sua decisione, il Gom della polizia penitenziaria aveva informato la procura nazionale antimafia e la direzione del Dap, della reazione di importantissimi capimafia che dicevano “se nominano di Matteo è la fine”. Ai disastri si aggiungono ombre sul comportamento del guardasigilli. Fossi Alfonso Bonafede, domani mattina rassegnerei le mie dimissioni di ministro della Giustizia”. Lo scrive il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni in un post su facebook pubblicato nella tarda sera di ieri in cui allega anche un passaggio dell’intervista al magistrato Nino Di Matteo andata in onda sempre ieri nel programma di La7.
Pd,certi che Bonafede riferirà in Aula e Antimafia – “Le dichiarazioni televisive del magistrato Di Matteo su vicende e ipotesi risalenti a due anni fa hanno prodotto elementi di confusione in un campo nel quale confusione non deve essere ammessa: la lotta alle mafie. Per la stessa ragione appare irresponsabile l’atteggiamento di chi usa un tema come la lotta alle mafie per giustificare l’ennesima richiesta di dimissioni di un Ministro, approfittando di queste dichiarazioni estemporanee.
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Siamo certi che il Ministro al più presto verrà a riferire in commissione e in parlamento sull’impegno del governo contro le mafie”. Lo scrivono in una nota congiunta il deputato e responsabile giustizia del Pd, Walter Verini, e il senatore e capogruppo in commissione antimafia Franco Mirabelli.
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Botta e risposta, durante la trasmissione Non é l’Arena su La7, tra il magistrato Nino Di Matteo e il Guardasigilli Alfonso Bonafede. Il primo ha affermato che nel 2018 Bonafede gli aveva offerto di dirigere il Dap, offerta che sarebbe poi venuta meno, dopo la reazione di alcuni boss detenuti al 41 bis, intercettati, preoccupati per la nomina di Di Matteo al Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria. Bonafede, che propose invece al magistrato la direzione degli Affari penali del ministero, ha telefonato in diretta durante la trasmissione, dicendosi “esterrefatto”, perché la circostanza che lui avrebbe cambiato decisione dopo aver saputo dell’intercettazione (“che peraltro era già stata pubblicata”) “non sta né in cielo né in terra”. Bonafede ha aggiunto che l’incarico di capo degli Affari Penali che Di Matteo ha poi rifiutato, “non era un ruolo minore , ma più di frontiera nella lotta alla mafia. Lo stesso incarico che ricoprì Giovanni Falcone”.
“Venni raggiunto da una telefonata del ministro che mi chiese se ero disponibile ad accettare l’incarico di capo del Dap o in alternativa quello di direttore generale degli Affari penali, il posto che fu di Falcone”, ha detto Di Matteo. “Io chiesi 48 ore di tempo per dare una risposta. Nel frattempo alcune informazioni che il Gom della polizia penitenziaria aveva trasmesso alla procura antimafia e anche al Dap avevano descritto la reazione di importantissimi capi mafia: se nominano Di Matteo per noi è la fine”.
Di Matteo racconta quindi che “andai a trovare il ministro dicendo che avevo deciso di accettare l’incarico al Dap, ma improvvisamente il ministro mi disse che ci aveva ripensato e nel frattempo avevano deciso di nominare il dottor Basentini”.
“Ci aveva ripensato o forse qualcuno lo aveva indotto a ripensarci”, ha detto fra l’altro Di Matteo. “Rimango veramente esterrefatto – ha replicato Bonafede intervenendo telefonicamente – nell’apprendere che viene data un’informazione grave nella misura in cui si lascia trapelare un fatto assolutamente sbagliato e cioè che sarei arretrato dalla mia scelta di proporre al dottor Di Matteo un ruolo importante all’interno del ministero perché avrei saputo di intercettazioni. Di Matteo lo stimo, ma dobbiamo distinguere i fatti dalle percezioni, perché dire che agli italiani che lo stato sta arretrano rispetto alla lotta mafia è un fatto grave”.
“Non sto chiamando – ha proseguito il ministro – né per difendermi né per dare chiarimenti, io metto davanti i fatti perché nei miei quasi due anni da ministro ho portato avanti solo leggi scomode, che mi fanno vivere sotto scorta, ho firmato 686 atti per il 41 bis. La questione – ricostruisce Bonafede – è molto semplice: io ho chiamato il dottor Di Matteo per la stima che ho nei suoi confronti, parlandogli della possibilità di fargli ricoprire uno dei due ruoli, o capo del Dap o direttore degli Affari penali, dicendogli che era mia intenzione farlo scegliere praticamente a lui, anche se ne avremmo parlato insieme. Nella stessa telefonata Di Matteo mi chiarisce che c’erano state nelle carceri delle intercettazioni” nelle quali i detenuti avrebbero espresso la loro contrarietà alla sua nomina al Dap: “credo abbiano detto ‘facimmo ammuina'”.
“Non sono uno stupido – continua il Guardasigilli – sapevo chi è Di Matteo, sapevo chi stavo per scegliere, e tra l’altro l’altro quella intercettazione era già stata pubblicata e sono intercettazioni di cui il ministro dispone perché le fa la polizia penitenziaria. Il fatto che il giorno dopo avrei ritrattato quella proposta in virtù di non so quale paura sopravvenuta non sta né in cielo né in terra. E’ una percezione del dottor Di Matteo. Quando lui è venuto al ministero gli ho detto che tra i due ruoli per me sarebbe stato molto più importante quello di direttore degli Affari penali perché era molto piu’ di frontiera nella lotta alla mafia. Quindi non gli ho proposto un ruolo minore nella lotta alla mafia. E a me sinceramente era sembrato che alla fine dell’incontro fossimo d’accordo”.
“Io oggi non ho fatto interpretazioni – ha replicato Di Matteo – ma ho raccontato dei fatti precisi e li confermo.
Preciso che non si trattava di una sola intercettazione, ma in piu’ sezioni di 41 bis c’erano state dichiarazioni fatte ostentatamente dai detenuti che, gridando da un piano all’altro, dissero che ‘se e arriva Di Matteo questo butta la chiave’. Mi pare che il ministro abbia confermato i fatti, io non do interpretazioni”.
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Arcuri: ‘App pronta a fine maggio. Serve solo se facciamo tamponi tempestivi’
Nelle prossime settimane ne saranno distribuiti distribuiremo 5 milioni, ma sono le Regioni a farli
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05 maggio 2020
22:27
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La App ‘Immuni’ per il contact tracing dovrebbe essere pronta per la fine di maggio. Lo ha detto il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri in audizione alla Commissione Trasporti e telecomunicazioni. “A cavallo della fine del mese l’App sarà pronta per essere utilizzata” ha affermato precisando però che “si tratta di una mia opinione”: “gli interlocutori che possono sciogliervi questo dilemma sono altri”. “Dobbiamo fare molti più tamponi, io deve mettere in condizioni le Regioni di farli”, rifornendole. La App funziona se il tempo di attraversamento (dall’alert al tampone, ndr) sarà accorciato e se ad essa si accompagnerà la somministrazione dell’unico agente per individuare un individuo contagiato, che è il tampone”, ha aggiunto. “La App ha il fine di rendere più veloce e più certa natura, dimensione e popolazione dei contagi. Se non si fa subito un tampone la App non consegue il risultato per cui è stata pensata”, ha premesso Arcuri. “La App dà un alert a un device, a un telefono, e gli dice ‘sei stato in contatto per più di 15 minuti negli ultimi 14 giorni con un altro device – anch’esso non è un nome – che risulta contagiato’. Il ricevitore del device deve attivarsi e se il sistema sanitario regionale non è in grado di sottoporlo in fretta un tampone, non ha fatto il suo lavoro e nessuno di noi lo ha fatto”.
Finora sono stati distribuiti ai sistemi sanitari regionali 3,7 milioni di tamponi e “nelle prossime settimane daremo altri 5 milioni di tamponi, che sono stati già acquisiti”, ha detto il commissario per l’emergenza sottolineando che è però necessario che i “sistemi sanitari regionali sottopongano il numero più alto dei cittadini ai tamponi”. E per questo, ha aggiunto, “vi suggerisco di guardare i dati dei tamponi per singola regione e scoprirete delle importanti asimmetrie. E vi suggerisco di dividere il numero di tamponi fatto in ogni regione per il numero della abitanti di quella regione e scoprirete altre asimmetrie. Noi possiamo solo mettere a disposizione dei tamponi, non somministrarli ai cittadini”.
Entro il 31 dicembre 2020 tutti i dati personali trattati per la App di contact tracing vanno cancellati o resi definitivamente anonimi” ha spiegato Arcuri in videoaudizione. Si parla di dati “pseudoanonimizzati” (‘tecnica che consiste nel trattamento dei dati personali in modo tale che non possano essere più attribuiti a una persona specifica senza informazioni aggiuntive’, ha citato Arcuri). “La locuzione definitivamente anonimi se non correlata a pseudoanonimizzati non si comprende bene – ha concluso rispondendo ai commissari -. Non facciamo un servizio a nessuno nel dire che i dati non sono anonimi. I dati sono anonimi o come recita la norma pseudoanonimizzati”.
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Gualtieri: ‘Sentenza Bce senza conseguenze, non riguarda misure anti-Covid
‘Sul Mes vigileremo assenza condizioni’
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05 maggio 2020
16:59
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“Sono certo che un chiarimento avverrà in tempi rapidi e la sentenza non avrà alcuna conseguenza pratica” consentendo alla Bundesbank di continuare a partecipare al Qe. Lo ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, commentando la sentenza della Corte costituzionale tedesca durante un’audizione alle commissioni riunite Finanze e Bilancio del Senato. Secondo Gualtieri, i rilievi dei giudici “riguardano aspetti procedurali”, inoltre “hanno ribadito la piena legittimità” del Pspp e “non riguardano in nessuno modo” il nuovo Pepp.
“La sentenza” della Corte tedesca sul Qe della Bce “non riguarda in alcun modo le misure di politica monetaria assunte dalla Bce per far fronte all’emergenza Covid, compreso il programma Peep e la modalità della sua implementazione”.
Per avere la piena operatività del recovery fund, il fondo per la ripresa cui sta lavorando la Commissione europea che andrebbe finanziato tramite emissione di bond, “noi riteniamo che non si possa aspettare il 2021 per avere uno strumento operativo. L’Italia sostiene la necessità di anticipare e che sia possibile utilizzare il recovery fund già in estate” – ha detto il ministro, aggiungendo che “vi sono strumenti tecnici, allo studio della Commissione europea” per anticipare la disponibilità degli esborsi. Gualtieri si è anche soffermato sulla necessità di una digital tax europea alla base del bilancio europeo, iniziativa che punta a fermare l’evasione dei colossi del web tramite ‘profit shifting’ da una giurisdizione all’altra.
Gli strumenti europei per il contrasto al coronavirus metterebbero, se implementati, a disposizione dell’italia quasi 200 miliardi di euro. E’ quanto ha lasciato intendere il ministro. “L’Italia potrebbe avvalersi del Sure per circa 20 miliardi per gli ammortizzatori sociali”, e la linea di credito della Bei “potrebbe produrre circa 40 miliardi di finanziamenti per l’Italia”. A tali cifre va aggiunto l’eventuale uso del Mes (36 miliardi, ha detto Gualtieri) e “poi il recovery fund, dipenderà dalle dimensioni, ma sono fiducioso che almeno un altro centinaio di miliardi di risorse potrebbero essere utilizzate per il nostro Paese”.
Il Mes sarà sul tavolo dell’Eurogruppo l’8 maggio “per poi essere finalizzato dal board of governors presumibilmente a metà maggio: l’Italia parteciperà vigilando che i documenti finali siano in linea con l’elemento dell’ assenza di condizionalità al di fuori dell’uso per spese specifiche” – ha detto Gualtieri. “Solo allora l’Italia esaminerà i dettagli e valuterà complessivamente. Un eventuale accesso sarebbe preventivamente condiviso con il Parlamento”.
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Fisco: disponibile il 730 precompilato
Da 14 maggio sarà possibile accettare, modificare e inviare modello
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05 maggio 2020
18:37
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Dalle 12.05 di oggi è disponibile e consultabile sul sito dell’Agenzia dell’ Entrate la dichiarazione dei redditi precompilata dal Fisco. A partire dal 14 maggio, e fino al 30 settembre, si potrà accettare, modificare e inviare il 730 oppure modificare il modello Redditi, che, invece, potrà essere trasmesso dal 19 maggio al 30 novembre. Lo rende noto l’Agenzia delle Entrate.
Nella Precompilata 2020 aumentano le informazioni su oneri e spese deducibili e detraibili. Entrano le spese per le prestazioni sanitarie di dietisti, fisioterapisti, logopedisti, igienisti dentali, dei tecnici ortopedici e di tante altre categorie di professionisti sanitari. Entrano, inoltre, le spese sanitarie per prestazioni erogate da strutture sanitarie militari e i contributi previdenziali versati all’ Inps con il “Libretto famiglia”. Fra le novità la possibilità per l’erede di usare il 730 per presentare la dichiarazione dei redditi per conto del de cuius.
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Conte: ‘Integrare task force con donne’
Bonino: ‘Finalmente si accorge delle donne’
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05 maggio 2020
08:22
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“Oggi stesso chiamerò Colao per comunicargli l’intenzione di integrare il comitato di esperti che dirige attraverso il coinvolgimento di donne le cui professionalità – sono certo – saranno di decisivo aiuto al Paese – ha annunciato il premier Giuseppe Conte -. Allo stesso modo, nelle prossime ore chiederò al capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, di integrare il Comitato tecnico-scientifico con un’adeguata presenza femminile”.
“Allo stesso modo, nelle prossime ore chiederò al capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, di integrare il Comitato tecnico-scientifico con un’adeguata presenza femminile. Analogo invito rivolgo anche a tutti i ministri affinché tengano conto dell’equilibrio di genere nella formazione delle rispettive task force e gruppi di lavoro”, spiega il capo del governo.
“Con diverse colleghe abbiamo sottoscritto una mozione sulla necessità di intervenire sull’esigua presenza di professioniste donne nelle task force istituite dal governo nell’ambito dell’emergenza Coronavirus. Il presidente del Consiglio Conte ha raccolto tempestivamente questo intervento – spiega su Facebook la vicepresidente del Senato e senatrice Pd, Anna Rossomando – e si tratta di un dato sicuramente positivo. Ora verificheremo i fatti concreti, ma in ogni caso si dovrà trattare di un vero riconoscimento delle professionalità delle donne. Non si può pensare infatti di affrontare la fase in cui stiamo entrando e le successive senza questo punto di vista in ambito di programmazione economica, sociale e culturale. Se la qualità delle ricette per affrontare la crisi sarà diversa da modelli che tutti concordiamo debbano essere innovati, lo vedremo anche anche da questo punto di vista”.
“Apprendiamo con soddisfazione che il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha invitato Vittorio Colao a un immediato riequilibrio di genere nella composizione della task force e del comitato tecnico-scientifico. Grazie alla forte adesione alla petizione prima e poi al flashmob virtuale del 2 maggio poi, nonché grazie all’impegno di senatrici e deputate e alle battaglie continue di tante associazioni femministe e della società civile, siamo state finalmente ascoltate”, afferma in una nota il comitato #Datecivoce. “Ora chiediamo alla politica e al Presidente Conte – aggiunge il Comitato – di fare un passo storico: approvare una legge affinché in ogni commissione, organo, tavolo tecnico di nomina istituzionale e pubblica ci sia reale parità. La legge Golfo-Mosca 120/2011 sulle quote antidiscriminatorie di genere è un punto di riferimento irrinunciabile, ma la rappresentanza va portata al 50% ed estesa ad ogni luogo dove lo Stato e le istituzioni decidono. Avere percentuali eque di uomini e donne vuol dire non solo cambiare la visione politica del Paese ma anche ridare fiducia a chi crede che solo nel rispetto reciproco, nel rispetto della Costituzione e nella ricchezza della differenza possa nascere un Paese migliore”, conclude la nota.
“Dopo la mobilitazione ‘Dateci Voce’ di sabato scorso e la mozione presentata in Senato il governo si accorge di aver escluso le donne dalle famigerate ‘task force’ incaricate di gestire la fase post-emergenza”, dicono Emma Bonino, leader di +Europa e Costanza Hermanin, vicesegretaria di +E e componente del gruppo promotore di #Datecivoce. “Siamo contente di aver dato come Più Europa il nostro contributo. È una questione di meritocrazia: se in Italia ce ne fosse, una normale distribuzione statistica produrrebbe automaticamente una rappresentanza bilanciata negli organi collegiali. Bene la risposta di Conte – proseguono – attendiamo di vederne la realizzazione concreta. Se il paese è tanto lontano dal concepire la parità da pensare task force tutte al maschile, significa che gli strumenti che abbiamo sono insufficienti. E non è solo questione di numeri, ma anche di scelte. Con più del 60% del personale sanitario di sesso femminile, includendo le donne si sarebbero forse fatte scelte più avvedute in tanti settori, non ultimi – concludono Bonino ed Hermanin – sulla scuola e il lavoro part time”.
“Se il premier Conte settimane fa, e ripeto settimane fa, voleva un’adeguata rappresentanza femminile nelle sue innumerevoli e popolose task force di consulenti gli bastava dirlo, anzi ordinarlo, visto che è lui che comanda e decide, come ripete sempre – dice il senatore della Lega, Roberto Calderoli, vice presidente del Senato -. Svegliarsi oggi dopo le polemiche di parlamentari e giornalisti sulla mancanza di quote rosa e dire che adesso rimedieranno, dopo settimane, è ridicolo e offensivo verso le tante donne escluse da queste task force. Per la serie quando la toppa è peggio del buco…”.
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Patuanelli, nel decreto 4 mld di rifinanziamento al Fondo garanzia
Ministro: ‘Per arrivare a complessivi 7 miliardi a fine anno’
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04 maggio 2020
14:46
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“Nel prossimo decreto destineremo 4 miliardi di rifinanziamento al fondo centrale di garanzia”. Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli in audizione alle commissioni riunite Finanze e Attività produttive della Camera sul dl liquidità. “L’obiettivo è arrivare a fine anno a 7 miliardi di euro di complessivo finanziamento al fondo”, ha detto Patuanelli, precisando che comunque “dove ci fosse bisogno siamo pronti a rifinanziare il fondo nella msiura necessaria”.
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Renzi, vogliamo sapere la verità sul caso Di Matteo
Il senatore di Italia Viva: ‘Bonafede e Di Matteo facciano chiarezza’
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04 maggio 2020
13:45
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Sulla questione tra Bonafede e Di Matteo “siamo in presenza di una clamorosa vicenda giudiziaria che rischia di essere il più grave scandalo giudiziario degli ultimi anni”. Lo ha detto il senatore di Italia Viva Matteo Renzi a L’Aria che tira su La7 dove ha chiesto ai protagonisti della vicenda di fare “chiarezza”. “Prima di parlare di mozioni di sfiducia, che fa la destra, vogliamo vedere. Prima ancora di arrivare lì voglio vedere se è un regolamento di conti, voglio sapere la verità”.
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Gualtieri: ‘Il nuovo decreto entro questa settimana’
‘Le misure di liquidità stanno dando primi frutti. Garanzia Italia ha già rilasciato un prestito di 10 milioni di euro’ dice il ministro dell’Economia
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05 maggio 2020
09:34
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“Nel decreto che stiamo completando ci saranno misure molto importanti a sostegno delle imprese anche sotto forma di contributi a fondo perduto a sostegno della capitalizzazione, degli investimenti e dell’innovazione”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, in audizione alla Camera, dopo aver osservato che le misure a sostegno della liquidità dei due precedenti decreti “al netto delle difficoltà iniziali stanno dando i primi frutti attesi”.
Il governo, oltre a una cassa integrazione “a tutti i dipendenti, a tutte le tipologie di imprese, anche molto piccole”, ha introdotto anche “un’indennità per una platea molto ampia di lavoratori autonomi, siamo sopra i quattro milioni di persone se si sommano gli oltre 3,5 milioni che l’hanno dall’Inps, gli ‘ordinisti’ che la ricevono dalle casse e le pratiche che avevano un errore originario di imprecisione o di Iban, oltre all’ultima componente del reddito di ultima istanza”, ha dichiarato ancora Gualtieri.
Per il prossimo decreto, il decreto di maggio, “l’obiettivo è questa settimana, io spero già nella metà di questa settimana di poter varare questo decreto e realizzare queste ulteriori misure così importanti e urgenti”, assicura. Il ministro ha spiegato che “una delle ragioni che ci hanno portato a prenderci qualche giorno di più” è stata l’attesa dell’adattamento del ‘temporary framework’ sugli aiuti di stato, che “è in arrivo probabilmente già domani”. “E’ saggio per non ritrovarci nella situazione di prendere misure che poi non rientrano nel nuovo temporary framework o di non usare a fondo gli spazi”, ha spiegato.
Garanzia Italia ha già rilasciato un primo prestito da 10 milioni di euro e “ci risultano in corso 170 potenziali operazioni per 12,5 miliardi attualmente allo studio e in fase di istruttoria”, ha aggiunto il ministro. Sul fronte delle Pmi e dell’intervento del Fondo centrale di garanzia, “Mcc ci segnala 65.800 domande fra il 17 marzo e il 30 aprile, di cui 31.411 accolte, queste ultime hanno generato un importo di oltre 4,6 miliardi di finanziamento di cui 970 milioni per operazioni fino a 25.000 euro”.
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Le domande di moratoria sui prestiti, uno degli assi portanti della strategia del governo per fornire liquidità d’emergenza, “al 24 aprile risultavano a 1,6 milioni per 177 miliardi di euro complessivi”, ha sottolineato Gualtieri. “Poco meno della metà delle domande – ha proseguito – venivano da imprese a fronte di prestiti per 120 miliardi, 880.000 domande risultavano da famiglie per prestiti complessivi di circa 54 miliardi, 50.000 domande hanno riguardato la sospensione delle rate sul mutuo prima casa (accesso al fondo Gasparrini) per un importo medio di circa 90.000 euro”. Gualtieri ha definito “altissimo” il tasso di accoglimento delle domande, al 99% circa.
Le misure decise dal governo per fornire liquidità alle imprese, fra i 400 miliardi di garanzie all’export e i circa 240 miliardi di moratorie, “sono fra le più ampie in Europa con una dimensione superiore agli interventi di altri paesi” e pari a “oltre il 40% del Pil nazionale, ha assicurato il responsabile del Mef parlando del ‘decreto liquidità’.
Nel nuovo dl “l’idea è di varare un ristoro integrale del costo sopportato per tre mesi per l’affitto di tutte le imprese, di qualsiasi natura e dimensioni, che abbiano subito un calo del fatturato”. ha specificato. “In più ci sarà l’intervento di eliminazione degli oneri fissi per le bollette” e che tali interventi “si cumuleranno ai sostegni diretti alle imprese”. “Sarà impossibile assorbire l’intera perdita di fatturato, non avviene in nessuna parte de mondo”, ha tuttavia avvertito Gualtieri.
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Fase 2: Confesercenti, ancora un milione di imprese sono ferme
La ripartenza, secondo l’associazione “è a scarto molto ridotto”
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04 maggio 2020
11:41
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La ripartenza della Fase 2 è “a scarto (molto) ridotto”, secondo le stime di Confesercenti, con la maggior parte delle imprese ancora ferma. Solo nel commercio e nel turismo saranno inattive oltre un milione di attività. La ripresa, secondo l’associazione, “coinvolge solo una piccola quota di attività, ed esclude quasi totalmente i due settori”, a partire da quasi 140mila imprese del commercio ambulante e da 120 mila negozi di moda e calzature.
Bloccati anche circa 30.000 tra parrucchieri, barbieri e estetisti.
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Mattarella ‘L’esercito è un punto di riferimento per il Paese’
“Nel 159° anniversario della costituzione dell’Esercito – scrive il Capo dello Stato – rivolgo un deferente omaggio alla Bandiera della Forza Armata, simbolo di valore, coraggio e unità’.
APPROFONDIMENTO
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04 maggio 2020
15:56
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“In ogni momento della nostra storia, gli uomini e, in tempi più recenti, le donne della Forza Armata hanno costituito un saldo e sicuro punto di riferimento per il Paese e per il popolo italiano. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata, Salvatore Farina in occasione dell’anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano.
“Nel 159° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano – scrive il Capo dello Stato – rivolgo un deferente omaggio alla Bandiera della Forza Armata, simbolo di valore, coraggio e unità. Un pensiero commosso e riconoscente va ai soldati di ogni grado e specialità caduti o rimasti feriti nell’adempimento del proprio dovere al servizio dell’Italia”.
“In ogni momento della nostra storia – prosegue Mattarella – gli uomini e, in tempi più recenti, le donne della Forza Armata hanno costituito un saldo e sicuro punto di riferimento per il Paese e per il popolo italiano. Dalle guerre risorgimentali ai conflitti mondiali che hanno profondamente scosso la nostra Patria ed il mondo intero, la forza armata ha offerto il proprio generoso contributo con slancio, sacrificio ed eroismo per difendere la libertà, la Patria, i valori e la cultura della nostra nazione. L’Esercito è ancora oggi protagonista in Italia nel concorso per la sicurezza collettiva e all’estero nelle tante missioni di pace, di stabilizzazione e di contrasto al terrorismo nelle quali fornisce un supporto sempre apprezzato e molto richiesto dalla comunità internazionale. La prontezza operativa e la professionalità dei nostri soldati, mai disgiunte dall’onore, dal senso di umanità ed empatia, ci rende particolarmente credibili e rispettati dalle popolazioni locali e suscita l’ammirazione dei paesi alleati ed amici. I valori a cui la Forza Armata si ispira, ereditati dalle generazioni passate che ne hanno indicato la via, hanno consentito all’esercito di affrontare con autorevolezza e competenza i complessi compiti affidati dal Paese”.
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“Anche nella grave emergenza in atto, il nostro Esercito sa essere al fianco dei cittadini e delle Istituzioni per offrire risposte là dove ve ne è più bisogno. Penso alla realizzazione, in tempi record, del Covid Hospital presso il Policlinico Militare Celio di Roma, una struttura di eccellenza che svolgerà un ruolo essenziale di supporto alla rete assistenziale della sanità nazionale”. Lo ha scritto il Presidente del Senato Elisabetta Casellati in una lettera inviata al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, Generale C.A. Salvatore Farina, in occasione del 159 Anniversario della Costituzione dell’Esercito Italiano.
“Grazie agli uomini e alle donne dell’ Esercito per l’impegno costante a difesa della comunità. Un contributo che in queste settimane difficili è stato sempre più intenso e prezioso: sul territorio, nella logistica e nel supporto sanitario”. Lo afferma il presidente della Camera Roberto Fico.
“La più profonda gratitudine di tutti noi per quanto state facendo per l’Italia, in questo momento di grande difficoltà” è stata espressa dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, in un messaggio inviato per il 159/o anniversario dell’Esercito.
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Fase 2: De Micheli alla stazione Termini controlla l’avvio del trasporto pubblico locale
La ministra è salita sul bus 90 per andare al lavoro
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04 maggio 2020
11:26
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Questa mattina dalle 8 alle 8.45 la ministra delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli si è recata alla stazione Termini a Roma per rendersi conto dell’effettiva situazione del trasporto pubblico locale nel primo giorno di Fase 2. Per andare al lavoro, al ministero a Porta Pia, la ministra è salita sull’autobus 90 express indossando la mascherina e rispettando le regole del distanziamento sociale. A quell’ora, secondo quanto si apprende, si registravano poche persone sia a terra che a bordo.
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Fico, Camera ha lavorato anche con Covid
Lettera a 67 deputati che chiedevano sedute da remoto
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05 maggio 2020
16:59
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Grazie agli accordi tra gruppi parlamentari sulla nuova organizzazione dei lavori nel periodo del coronavirus, “la Camera dei deputati è stata in grado di svolgere le diverse funzioni costituzionali ad essa attribuite con continuità e con un’intensità anche maggiore di quella che ha connotato altre esperienze parlamentari richiamate nella Vostra lettera”. Lo scrive il presidente della Camera Roberto Fico in una lettera in cui risponde a 67 deputati di vari gruppi che avevano sollevato critiche sulle modalità di sedute in presenza fisica, chiedendo per ragioni di sicurezza le sedute da remoto.
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Tajani, regionali in autunno
Votare a luglio pericoloso per salute italiani
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05 maggio 2020
17:02
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“Le elezioni regionali e amministrative devono svolgersi in autunno. Come già deciso.
Ogni cambiamento per votare a luglio sarebbe pericoloso per la salute degli italiani. Campagne elettorali con riunioni affollate sono controproducenti nella lotta anti #COVID19 Lo scrive su Twitter il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani.
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Salvini, perchè governo tace su plasma?
Molti hanno dubbio che siccome è gratis meglio occuparsi d’altro
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05 maggio 2020
17:03
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“Perché su cure con plasma iperimmune il governo non chiede nulla e ISS se ne disinteressa? Molti cittadini potrebbero avere il dubbio che siccome il plasma è gratis, non c’è dietro un business milionario, allora è meglio occuparsi di altro…”. Se lo chiede il leader della Lega, Matteo Salvini, in diretta Fb.
“Voglio segnalare – aveva detto in precedenza – l’esperimento che alcuni medici stanno portando avanti in alcuni ospedali italiani: stanno curando malati con il plasma donato da guariti.
Ringrazio tra gli altri il Prof. De Donno. Perché – ribadisce Salvini – a livello di governo non se ne parla?.
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Fi-Lega-Fdi, Bonafede venga in Aula
Avvenute cose gravissime, non bastano parole sui social
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05 maggio 2020
17:13
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Forza Italia, Lega e Fdi hanno chiesto in AUla alla Camera che il ministro Alfonso Bonafede venga a riferire per una informativa urgente per chiarire sulle accuse mossegli dal Pm Nino Di Matteo.”Sono accaduti fatti gravissimi – ha detto Maria Stella Gelmini in apertura di seduta – che riguardano il ministro Bonafede. Di fronte alle dichiarazioni di un Pm impegnato nella lotta alla mafia, che gettano un ombra sul ministro non bastano le parole sui social. Fi è distante dal ministro e da Di Matteo, abbiamo un approccio garantista, ma quanto accaduto è grave e il luogo dove chiarire è il Parlamento, che anche nell’operato del premier Conte è stato spesso esautorato”.Alla richiesta di Fi si è associata la Lega con Salvatore Turri e Fdi con Ciro Maschio.
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Bce: Meloni, Italia si faccia sentire
A noi non sta bene vivere da servi dei tedeschi
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05 maggio 2020
17:15
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“La Corte Costituzionale tedesca richiama la BCE contro il piano di sostegno all’economia per fronteggiare la crisi causata dal Coronavirus. Solo a Fratelli d’Italia sembra inaccettabile che le sorti dell’Italia e dell’intera Europa siano decise in totale autonomia dalla Germania attraverso la sua Corte Costituzionale?”. Lo afferma la leader di Fdi Giorgia Meloni. “La BCE non è proprietà tedesca, è anche dell’Italia, visto che ne possediamo il 14% e visto che le abbiamo delegato il potere di emettere moneta. In questa fase di emergenza la BCE deve fare quello che fanno tutte le banche centrali del mondo: immettere liquidità e acquistare illimitatamente titoli di Stato, altrimenti non sappiamo cosa farcene di questa BCE e di questa Unione Europea. Se ad altri sta bene vivere da servi dei tedeschi, problemi loro, noi difenderemo con ogni mezzo la libertà e la sovranità del popolo italiano”, conclude.
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Bce:Cav,preoccupa sentenza Corte tedesca
Potrebbe mettere in discussione intervento su nostri titoli
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05 maggio 2020
17:46
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“Il ruolo dell’Europa è decisivo, per questo oggi sono preoccupato. E’ di questa mattina una sentenza della Corte Costituzionale tedesca, che potrebbe mettere in discussione anche l’intervento della Bce a sostegno dei titoli di stato italiani”. Lo afferma il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, su R101.
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Dl Covid, rinvio e protesta opposizioni
Governo non fornisce pareri della Ragioneria dello Stato
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05 maggio 2020
19:08
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Nuovo rinvio per il decreto Covid alla Camera, con le proteste delle opposizioni contro il governo. La seduta in cui sarebbero dovuti essere esaminati e votati gli emendamenti è stata infatti rinviata a domani mattina alle 9,30, perché il governo non aveva consegnato alla Commissione Bilancio i pareri della Ragioneria generale dello Stato sulle coperture degli emendamenti, documenti necessari perché la Commissione si esprimesse a sua volta sulle proposte di modifica. L’esame degli emendamenti era stato rinviato su richiesta del governo da giovedì scorso a questa settimana perché vi erano alcuni emendamenti della maggioranza, tra cui quello di Stefano Ceccanti sulla parlamentarizzazione dei Dpcm, su cui non si era trovata un’intesa.
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Fase 2: deputati si abbracciano in Aula, ripresi da Rosato
Vicepresidente della Camera alla guida dei lavori dell’Aula
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05 maggio 2020
20:01
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“Colleghi vi prego almeno di non abbracciarvi”: è sbottato così il vicepresidente della Camera, Ettore Rosato, che sta guidando i lavori dell’Aula di Montecitorio, dove è dovuto intervenire ripetutamente per riprendere l’indisciplina dei deputati.
“Colleghi – ha detto ad inizio di seduta – vi chiedo maggior collaborazione, parlarsi con le mascherine disturba, specie sulle tribune, l’eco rende piu’ problematica la gestione della seduta”. Successivamente ha ripreso altri deputati che si facevano selfie in Aula, cosa vietata dal regolamento. Infine, nonostante il fatto che nelle scorse settimane alcuni deputati siano risultati positivi, alcuni onorevoli – durante una breve sospensione della seduta – si sono salutati a distanza ravvicinata provocando il rimprovero di Rosato.
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Al via 730 precompilato, entrano anche spese per dietisti
Tempo fino al 30 settembre per accettare o modificare
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05 maggio 2020
14:32
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E’ disponibile e consultabile sul sito dell’Agenzia dell’ Entrate la dichiarazione dei redditi precompilata dal Fisco. A partire dal 14 maggio, e fino al 30 settembre, si potrà accettare, modificare e inviare il 730 oppure modificare il modello Redditi, che, invece, potrà essere trasmesso dal 19 maggio al 30 novembre. Nella Precompilata 2020, spiega l’Agenzia, aumentano le informazioni su oneri e spese deducibili e detraibili. Entrano le spese per le prestazioni sanitarie di dietisti, fisioterapisti, logopedisti, igienisti dentali, dei tecnici ortopedici e di tante altre categorie di professionisti sanitari. Entrano, inoltre, le spese sanitarie per prestazioni erogate da strutture sanitarie militari e i contributi previdenziali versati all’Inps con il “Libretto famiglia”. Fra le novità la possibilità per l’erede di usare il 730 per presentare la dichiarazione dei redditi per conto del de cuius.
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Giovannini, crisi violenta, ora misure per ‘rimbalzo’ Italia
ASviS, semplificazioni e digitale per ripensare modello sviluppo
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05 maggio 2020
11:25
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“Una crisi dagli effetti così violenti deve portare a un ripensamento profondo del modello di sviluppo e a un cambiamento di molte politiche rispetto al periodo pre-Covid-19. Servono subito misure orientate a far “rimbalzare avanti” il Paese, scongiurando il semplice ritorno al passato, e a prepararsi ad affrontare shock futuri”. Così il portavoce dell’ASviS, Enrico Giovannini che presenta il nuovo Rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) “Politiche per fronteggiare la crisi da COVID-19 e realizzare l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”. ASviS indica alcune azioni prioritarie che dalla semplificazione amministrativa all’accelerazione delle transizione digitale, all’incremento delle infrastrutture culturali per fronteggiare la crisi da Covid-19 “riorientando il modello di sviluppo e perseguendo con determinazione l’attuazione dell’Agenda 2030, per rafforzare il sistema socioeconomico e rendere il Paese meno vulnerabile a shock futuri”. “Il Rapporto di oggi – sottolinea il presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini – analizza gli effetti della crisi sui singoli obiettivi dell’Agenda 2030 e propone azioni, sia trasversali sia specifiche, a favore dello sviluppo sostenibile in tutte le sue dimensioni (economiche, sociali, ambientali e istituzionali), che potrebbero essere utilizzate dal Governo per disegnare le politiche orientate a fronteggiare l’emergenza economica e sociale, nonché per disegnare quelle per il rilancio del Paese”.
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Banco Bpm, fondo attacca governance, serve cambiare marcia
Da 2/o socio Davide Leone Partners pesanti critiche a gestione
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04 maggio 2020
18:50
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Banco Bpm “necessita urgentemente di un radicale cambio di marcia, alla luce di quanto avvenuto negli ultimi anni, a cominciare dalle truffe ai clienti sugli investimenti in diamanti, e da affidamenti imprudenti, che hanno portato la banca, dopo la disastrosa acquisizione del Banco Popolare, ad uno dei più alti tassi di sofferenze (npe ratio) tra le banche italiane”. Inizia così la dichiarazione di voto con cui Davide Leone & Partners, secondo socio di Banco Bpm, in occasione dell’assemblea del 4 aprile, ha dichiarato il suo appoggio alla lista Assogestioni.
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