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Bce: Salvini, ora riforma Ue
Bisogna avere il controllo sulla monetazione
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06 maggio 2020
08:15
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Dopo la sentenza della Corte costituzionale tedesca “bisogna rifondare la Ue su principi nuovi e tornare ad avere il controllo sulla monetazione. Bisogna stampare moneta”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini a Sky Tg24.
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Balneari: Meloni, governo nel buio
30mila imprese balneari aspettano risposte
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06 maggio 2020
10:12
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“30mila imprese balneari, quasi tutte a conduzione familiare, non hanno ancora ricevuto risposte da parte di un governo che sul turismo brancola nel buio per sapere se questa estate potranno tornare a lavorare. Una situazione inaccettabile che rischia di mettere in ginocchio un intero settore. Per questo chiediamo: un intervento immediato con i Comuni affinché attuino l’estensione delle concessioni al 2033 già prevista per legge; un’azione in sede Ue per escludere i balneari dalla Bolkestein: ora o mai più; subito norme tecniche chiare per preparare le spiagge ad un’estate in sicurezza.
Difendiamo le nostre imprese balneari”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
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Dl Covid: emendamenti alla Camera, sì dell’Aula a messe dopo accordo con Cei
Approvato emendamento bipartisan
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06 maggio 2020
12:37
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La Camera ha ripreso l’esame del decreto Covid, dopo i rinvii di giovedì e di ieri imposti dal governo che non aveva presentato le relazioni della Ragioneria generale dello Stato sulla copertura degli emendamenti, che peraltro sono quasi tutti di natura ordinamentale, privi cioè di costi. Questi documenti sono finalmente arrivati e la Commissione Bilancio ha potuto finalmente dare il parere sugli emendamenti, consentendo così all’Aula di riprendere l’esame degli stessi.
Sospensione dell’esame, che riprenderà alle 17.30, per permettere l’aerazione dell’Aula e la sua sanificazione, secondo le procedure decise per contrastare il coronavirus.
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La Camera ha approvato con soli 4 astenuti un emendamento che permette la ripresa delle Messe dopo un accordo con la Cei sulla sicurezza durante le celebrazioni religiose. L’emendamento, con una riformulazione, è stato presentato da Stefano Ceccanti (Pd), De Filippo (Iv) e Roberto Occhiuto (Fi). Il decreto inserisce la sospensione delle “cerimonie civili e religiose tra le attivita’ che il governo puo’ decidere per contrastare il coronavirus” ma aggiunge pero’ la previsione che il governo debba procedere anche “all’ adozione di protocolli sanitari, adottati di intesa con la Chiesa cattolica e con le confessioni religiose diverse dalla cattolica, per la definizione delle misure necessarie ai fini dello svolgimento delle funzioni religiose in condizioni di sicurezza”.
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Durante il dibattito la Lega, con Alessandro Pagano, e Fdi hanno criticato questa soluzione perche’ non prevedeva una data certa per la ripresa delle Messe e avevano proposto propri emendamenti per far riprendere subito le Messe. Alla fine Lega e Fdi si sono astenuti mentre tutti gli altri gruppi hanno votato a favore.
La Camera ha respinto, con i voti contrari della maggioranza, l’emendamento di Riccardo Magi (+Europa) anti-lockdown. L’emendamento stabiliva che anziché le misure generalizzate di chiusura il governo potesse adottare “con decreto del Ministro della salute, ulteriori misure igienico-sanitarie sulla base dei criteri del distanziamento e della protezione individuale, essendo comunque garantito l’esercizio delle libertà personale, di circolazione, di soggiorno, di riunione e di manifestazione”.
“Sui Dpcm sarà ascoltato preventivamente il Parlamento. È il contenuto dell’emendamento al decreto Covid che voteremo oggi – ha detto il capogruppo democratico alla Camera Graziano Delrio -. È quanto avevamo chiesto e diamo volentieri atto al governo di aver compreso la necessità del superamento della strada fino ad ora percorsa. È una vittoria delle Camere ed è anche il segno della centralità che noi democratici abbiamo sempre assegnato alla funzione di indirizzo e controllo del parlamento”.
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Decreto maggio in stand by, è scontro nella maggioranza. Conte convoca Iv
Il premier alle imprese: ‘Lavoriamo tutti insieme’
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07 maggio 2020
08:26
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Resta alta la tensione tra gli alleati di governo, nonostante l’invito distensivo del premier Giuseppe Conte a Italia viva per un incontro a Palazzo Chigi, per provare a saldare la maggioranza e invitare però i renziani a uscire dalla dinamica delle “bandierine” nel confronto di maggioranza. Iv infatti nell’accogliere l’invito rilancia la sfida ponendo il “problema giustizia” e la “questione di Bonafede” verso il quale già sulla prescrizione aveva minacciato la sfiducia, e rilanciando sulle misure del decreto di maggio. Irrita così gli alleati. “E’ chiaro che l’unico obiettivo dei renziani è logorare Conte, ma non si rendono conto che il Paese non capisce chi ora gioca allo sfascio”, dice una fonte Dem. Mentre l’attacco a Bonafede non piace affatto ai pentastellati.
“Oggi il passo avanti – dice un dirigente di Iv – è che si segna un punto politico: Conte ha capito che sulle dimissioni Teresa Bellanova fa sul serio. E ha realizzato di aver bisogno di Italia viva, perché i nostri 17 senatori sono determinanti per la maggioranza al Senato. Solo qualche giorno fa ci bollava come partito del 2%, ma se sarà 2% si vedrà quando voteremo mentre ora i 17 senatori Iv sono realtà e di ‘responsabili’ che ci rimpiazzino non se ne vedono all’orizzonte. Ora Conte dice di voler ascoltare: vedremo se alle parole seguiranno i fatti”. Renzi ha intanto convocato un’assemblea di deputati e senatori di Iv sabato mattina alle 9, via Zoom.
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Intanto procede per strappi, tra minacce di dimissioni, mediazioni e frenate, il lavoro della maggioranza sul decreto di maggio. Si litiga su tutto, dalla regolarizzazione dei migranti al campionato di calcio, dal reddito di emergenza alle misure per le imprese. E così rischia di slittare ancora la maxi manovra da 55 miliardi per dare sostegno all’economia: si punta a un Consiglio dei ministri nel weekend ma nulla è ancora scontato, in quella che somiglia sempre più a una corsa contro il tempo.
Perché nel giorno in cui l’Europa stima una caduta del Pil al -9,5% per il nostro Paese, Giuseppe Conte vede profilarsi una “crisi dolorosa”, un “periodo di grandi sofferenze”. Per frenare questa tendenza e provare a invertirla, bisogna “affrettarsi” a portare in Cdm le nuove misure, dice il premier ai rappresentanti del commercio e della piccola impresa. A chi in questi giorni gli ha indirizzato le critiche più dure, imprenditori da un lato e Iv dall’altro, lancia segnali distensivi, di ascolto delle loro proposte.
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Nel pomeriggio vedrà Iv a Palazzo Chigi. Ma il mondo imprenditoriale chiede di più.
“Dobbiamo affrontare un periodo di grandi sofferenze”, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso dell’incontro con Rete Imprese Italia insistendo sulla necessità di “lavorare tutti insieme e affrettarsi per portare questa settimana in Cdm il decreto legge” sulle misure economiche.
Confindustria e Ance hanno detto no alla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. E’ quanto emerge al termine del tavolo tra gli imprenditori, presente per Confindustria il direttore generale Marcella Panucci, e il governo. Il ministro Nunzia Catalfo avrebbe spiegato che l’idea è permettere con specifiche intese di rimodulare l’orario di lavoro, per il periodo dell’emergenza Coronavirus, e destinare parte dell’orario a corsi di formazione, a parità di stipendio.
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Riunione poi con le associazioni rappresentative del settore agricolo e alimentare, Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri, Federdistribuzione. “In questi mesi la filiera ha continuato a garantire cibo al Paese – ha scritto su Twitter la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova -, ma le criticità sono forti e il prossimo decreto dovrà farsene carico”.
Intanto emergono alcune indiscrezioni sul decreto. Nella bozza del provvedimento è previsto che chi sceglie di ristrutturare casa, migliorando l’efficienza energetica o la resistenza antisismica, potrà usufruire di un superbonus al 110%. Fino a 500 euro per bici e monopattini nelle città. In arrivo anche 200 milioni da destinare ai Comuni più colpiti dall’epidemia che, in questi due mesi hanno subito le misure più restrittive diventando zone rosse. Secondo quanto si apprende queste risorse saranno aggiuntive rispetto a quelle destinate a Comuni e Province per fare fronte ai cali di incassi legati all’emergenza.POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
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Migranti: Crimi,no a permessi temporanei
Aumentano il lavoro nero
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06 maggio 2020
11:03
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“Le ipotesi di sanatoria in campo riguardano la possibilità di concedere permessi di soggiorno temporanei per gli immigrati irregolari. Questo non aiuta l’emersione del lavoro nero, anzi lo fa aumentare. Non accetto però i permessi di soggiorno temporanei, perchè così il lavoro nero aumenta”. Lo dice il capo politico di M5s Vito Crimi a Radio 24.
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Da Camera ok a messe con accordo con Ce
Approvato emendamento bipartisan
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06 maggio 2020
11:33
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La Camera ha approvato con soli 4 astenuti un emendamento che permette la ripresa delle Messe dopo un accordo con la Cei sulla sicurezza durante le celebrazioni religiose. L’emendamento, con una riformulazione, è stato presentato da Stefano Ceccanti (Pd), De Filippo (Iv) e Roberto Occhiuto (Fi).
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Pd, su dpcm si ascolterà Parlamento
Lo prevede emendamento a Dl Covid in discussione a Montecitorio
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06 maggio 2020
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“Sui Dpcm sarà ascoltato preventivamente il Parlamento. È il contenuto dell’emendamento al decreto Covid che voteremo oggi. È quanto avevamo chiesto e diamo volentieri atto al governo di aver compreso la necessità del superamento della strada fino ad ora percorsa. È una vittoria delle Camere ed è anche il segno della centralità che noi democratici abbiamo sempre assegnato alla funzione di indirizzo e controllo del parlamento”. Così il capogruppo democratico alla Camera Graziano Delrio.
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Fase 2: Salvini, governo non ascolta
Sul tema delle scuole al governo chiediamo indicazioni e date
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MILANO
06 maggio 2020
13:10
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Da parte del Governo “l’ascolto sostanzialmente nullo ed è un peccato” perché “in un momento così eccezionale e grave servono tutte le idee, le energie e le teste a prescindere da colori politici”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini a Italia 7 Gold.
In particolare, ha aggiunto Salvini, sul tema delle scuole “al governo non chiedo miracoli, ma idee, indicazioni e date”, ha concluso.
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Ok Puglia a sport individuali all’aperto
Nuova ordinanza Emiliano, sì anche a addestramento animali
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BARI
06 maggio 2020
13:27
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Via libera in Puglia da oggi e sino al 17 maggio a tutti gli sport amatoriali e individuali all’aria aperta, come ad esempio: golf, atletica, corsa, ciclismo, vela, pattinaggio, tennis, canoa, canottaggio, equitazione, surf, windsurf e kitesurf, automobilismo, motociclismo, go-kart, tiro con l’arco, tiro a segno e simili. Con una nuova ordinanza emanata oggi, il presidente della Regione Puglia ha autorizzato anche l’attività dei centri di addestramento di animali, e la manutenzione di camper e roulotte.
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Dl maggio: Iv, ecobonus per tutto 2022
Bene previsione per credito imposta al 110% per lavori edili
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06 maggio 2020
13:37
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“La previsione del credito di imposta al 110% per i lavori edili (efficientamento energetico, statico, facciate) rappresenta un’occasione senza precedenti che va sfruttata fino in fondo e resa accessibile”. Lo dichiara Camillo D’Alessandro, capogruppo in Commissione Lavoro di Italia Viva, a proposito dell’ipotesi di una norma su ecobonus gratuiti per i lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico.
“Per tali ragioni, rispetto a quanto anticipato dalla stampa, consideriamo necessario prevedere un data congrua per l’ultimazione dei lavori, al fine di vedersi riconosciuto la misura prevista dall’imminente Decreto. Tra tempi di progettazione, verifiche sismiche, autorizzazioni ed esecuzione dei lavori è necessario un termine utile almeno fino al trentuno dicembre 2022, e non fino alla fine del 2021, come anticipato dagli organi di informazione, perché il rischio è che non tutti possano completare i lavori in tempi utili”, conclude.
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Migranti: Carfagna, sanatoria per colf
“Modello Maroni” da recuperare, è quello giusto
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06 maggio 2020
13:37
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“Spero che il governo ascolti le Acli e i molti altri soggetti che rivendicano una sanatoria per colf e badanti e credo che il “Modello Maroni” sia da recuperare e riproporre: quella norma consentì l’emersione di centinaia di migliaia di lavoratrici in nero che assistevano bambini, anziani, disabili, dando un sostegno fondamentale alle famiglie italiane”. Lo afferma Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia.
“Quel sostegno oggi – sottolinea – serve più di ieri: con le scuole chiuse e le case di riposo devastate dall’epidemia l’aiuto domestico rappresenta una necessità assoluta e urgente per milioni di donne. La sanatoria regolarizzerà il mercato, sottrarrà le lavoratrici al ricatto del caporalato molto attivo pure in questo settore, porterà soldi nelle casse dello Stato, aiuterà le famiglie, permetterà maggiori controlli sul virus: davvero non vedo un motivo per non farla subito”.
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Migranti: Lega, no a sanatoria
Bellanova si dimetta per scusarsi della sua incapacità
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06 maggio 2020
13:37
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“Se proprio si vuole dimettere, e noi ce lo auguriamo vivamente, la ministra Bellanova lo faccia per scusarsi con tutti quei settori che la sua incapacità ha lasciato nella disperazione. Anziché impuntarsi e forzare la mano su una follia come la sanatoria di clandestini che propone, ci dica perché nulla ha fatto per gli agricoltori, per i florovivaisti; per la nostra pesca, così come per i produttori di latte , per quelli della carne nostrana. Ci dica perché si è dimenticata dell’ippica, degli agriturismi, della promozione del made in Italy come strategia della nostra ripartenza. Quando avrà dato tutte queste risposte può anche dimettersi: nessuno sentirà la sua mancanza”. Così, in una nota congiunta, i senatori della Lega Gian Marco Centinaio, già ministro delle Politiche Agricole, Gianpaolo Vallardi, presidente della commissione Agricoltura a Palazzo Madama e Giorgio Maria Bergesio, capogruppo nella medesima commissione.
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No da industriali e Ance a taglio orario
Respinta proposta che prevede parità di salario
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06 maggio 2020
13:38
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Confindustria e Ance dicono no alla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. E’ quanto emerge al termine del tavolo tra gli imprenditori, presente per Confindustria il direttore generale Marcella Panucci, e il governo. Il ministro Nunzia Catalfo avrebbe spiegato che l’idea è permettere con specifiche intese di rimodulare l’orario di lavoro, per il periodo dell’emergenza Coronavirus, e destinare parte dell’orario a corsi di formazione, a parità di stipendio.
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Dl Olimpiadi: Al Senato ok definitivo
A favore 225 voti, nessun contrario e un astenuto
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06 maggio 2020
14:58
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Via libera definitivo e pressochè unanime dell’Aula del Senato al decreto legge sull’organizzazione e lo svolgimento dei Giochi olimpici e paralimpici invernali e delle finali di tennis, nonché in materia di divieto di attività parassitaria. I voti a favore sono stati 225, nessun contrario, un astenuto
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Bonafede, un decreto per far tornare i boss in carcere
‘Su nomina capo Dap nessuna interferenza’. Anm striglia Di Matteo
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07 maggio 2020
14:29
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Un decreto legge per rimediare alle scarcerazioni dei boss. Mentre è al centro delle polemiche anche per le ombre della mancata nomina nel 2018 dell’allora pm antimafia Nino Di Matteo a capo del Dap,il Dipartimento che amministra le carceri, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede annuncia in Parlamento che farà in modo di far tornare dietro le sbarre capimafia e detenuti pericolosi usciti di prigione perchè affetti da gravi patologie tali da renderli a rischio contagio da Covid-19 nei sovraffollati penitenziari italiani.
In tanti, 376, sono passati alla detenzione domiciliare nel giro di un mese e mezzo. E tra di loro ci sono esponenti di spicco di mafia, camorra, ‘ndrangheta e narcotrafficanti. Tre erano al 41 bis: Pasquale Zagaria, legato al clan dei Casalesi e fratello del superboss Michele; Francesco Bonura, imprenditore mafioso palermitano e Vincenzo Iannazzo, della ‘ndrangheta. Altri erano sottoposti al regime di alta sicurezza, come l’ergastolano Antonino Sudato.
“E’ in cantiere un decreto legge che permetterà ai giudici, alla luce del nuovo quadro sanitario, di rivalutare l’attuale persistenza dei presupposti per le scarcerazioni dei detenuti di alta sicurezza e al 41 bis”, spiega Bonafede. L’idea è quella di consentire alle toghe di sorveglianza di riesaminare i casi decisi alla luce del mutato quadro dell’emergenza Coronavirus. Un passo che viene apprezzato dal procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho: “sorpreso” dalle scarcerazioni dei condannati al carcere duro, giudica positivamente la ricerca di “spiragli” per far rientrare “almeno i più pericolosi”.
Intanto dall’Anm arriva aun monito al consigliere Di Matteo. “Per i magistrati – scrive l’associazione in una nota – ferma la libertà di manifestazione del pensiero, è sempre doveroso esprimersi con equilibrio e misura, valutando con rigore l’opportunità di interventi pubblici e le sedi ove svolgerli nonché tenendo conto delle ricadute che le loro dichiarazioni, anche per la forma in cui sono rese, possono avere nel dibattito pubblico e nei rapporti tra le Istituzioni. Ciò è richiesto, ancor di più a coloro che fanno parte di organi di garanzia costituzionale”.
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Camera: oggi question time con Bonafede, Spadafora, Azzolina
Il Guardasigilli risponderà su vicenda Dap-Di Matteo
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06 maggio 2020
15:11
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Question time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall’Aula di Montecitorio, a cura di Rai Parlamento:Il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, risponde a una interrogazione sulle iniziative volte a promuovere, nel rispetto del principio dell’autonomia sportiva, un percorso condiviso relativo alle modalità di conclusione dei campionati di calcio (Rossi – PD).
Il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, risponde a interrogazioni sulle iniziative volte alla copertura delle cattedre di sostegno nel settore scolastico (Tasso – Misto-Maie); sullo svolgimento degli esami di Stato sia per i candidati interni che per i privatisti, nonché in merito alle criticità emerse con riguardo alla didattica a distanza, in particolare in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico (Sasso – Lega); sullo svolgimento del prossimo esame di maturità e iniziative per garantire la sicurezza degli studenti e del personale scolastico (Casa – M5S); sulle iniziative per un piano straordinario di assunzioni di insegnanti al fine di consentire la ripresa in sicurezza dell’attività scolastica e di garantire il diritto all’istruzione (Fratoianni – LeU); sugli stanziamenti a favore delle scuole paritarie sulla ripresa delle attività scolastiche (Toccafondi – IV); sulla ripresa delle attività scolastiche, anche in considerazione delle criticità della didattica a distanza e del necessario sostegno alle famiglie (Lollobrigida – FdI).
Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, risponde a una interrogazione sulle vicende relative alla nomina del capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria nel 2018, nonché in ordine alla recente sostituzione dei vertici del medesimo dipartimento (Zanettin – FI).
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Provenzano: ‘Rafforzeremo contributo ad autonomi’
Così il ministro per il Sud sul rispetto del vincolo di destinazione alle Regioni del Mezzogiorno di una quota di investimenti dello Stato
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06 maggio 2020
16:55
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“La cigs è uno strumento più efficace al sostegno dei redditi del centro-nord, poiché al sud il mercato del lavoro è più deteriorato. Ma col bonus di 600 euro per alcune categorie di lavoro autonomo, al 23 aprile erano stati erogati al sud oltre 700 milioni di euro (il 37% del totale). Anche per questo è essenziale, con il prossimo decreto rafforzeremo il contributo ai lavoratori autonomi”. Lo ha detto il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano sul rispetto del vincolo di destinazione alle Regioni del Mezzogiorno di una quota di investimenti dello Stato.
“Occorre rafforzare la rete ospedaliera pubblica, per troppi anni costretta a una razionalizzazione irrazionale. Ma l’emergenza ci insegna che non basta un modello ospedalo-centrico, dobbiamo infittire una vera rete di medicina territoriale e rinnovare la dotazione tecnologica sanitaria, come indicato nel Piano sud 2030. Già nel prossimo decreto del Governo, ne abbiamo discusso con il ministro Speranza, il piano di rafforzamento sanitario assume il principio del riequilibrio territoriale”.
“L’Italia, per rialzarsi, deve sanare le sue fratture, sociali e territoriali. Ecco perché la coesione non è un appello alle buone intenzioni. È un impegno politico, che ci riguarda tutti. Il rispetto dei vincoli di destinazione degli investimenti nel Mezzogiorno rientra in questo impegno, da riaffermare e confermare nel frangente forse più drammatico della nostra storia recente”, ha detto il ministro Provenzano sul rispetto del vincolo di destinazione alle Regioni del Mezzogiorno di una quota di investimenti dello Stato. “L’ho detto e voglio ribadirlo qui, in Parlamento, con tutta la forza e la chiarezza di cui dispongo – aggiunge – Ogni proposta di rimuovere i principi di riequilibrio territoriale della spesa pubblica, ogni idea di dirottare le risorse nazionali ed europee della coesione dalle aree più svantaggiate, è semplicemente inaccettabile”.
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Anniversario stragi ’92, tra flashmob e impegno Rai
Maria Falcone, medici eroi di oggi come i magistrati di allora
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06 maggio 2020
17:17
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“In questi due mesi che sono stata in casa mi sono resa conto di una grande similitudine tra quel tragico 1992 e questo tremendo 2020. Come dopo le stragi del ’92 siamo riusciti a farcela con l’aiuto di tutti gli italiani, anche questa volta se siamo potuti andare avanti lo si è dovuto al sacrificio di tanti eroi, dai medici agli infermieri, dalle forze dell’ordine ai commessi dei supermercati”. Così Maria Falcone, sorella di Giovanni, in occasione della presentazione delle iniziative per il 28/o anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio. ;E’ intitolata “Il coraggio di ogni giorno” ed è dedicata all’impegno di tutti i cittadini che in questi mesi di emergenza hanno operato per il bene della collettività la manifestazione organizzata dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone, il 23 maggio, per commemorare le vittime di quelle stragi.
Le celebrazioni assumeranno necessariamente una forma diversa dal passato a causa delle restrizioni legate alla pandemia. Un ruolo fondamentale avrà la Rai, ormai da anni “partner” della Fondazione Falcone, con un palinsesto denso di appuntamenti – approfondimenti, documentari, film – che partirà dal 18 maggio e culminerà il 23 maggio con due trasmissioni in diretta su Rai Uno: “Uno Mattina in Famiglia” e “Italia sì”.
“Parlare di contrasto alle mafie, rilanciare il messaggio che non bisogna mai abbassare la guardia – ha detto il presidente della Rai Marcello Foa -, è quanto mai importante in un momento difficile come questo. L’informazione è fondamentale. La Rai partecipa appieno all’impegno del Sistema Italia contro la criminalità organizzata”.
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Mafia: scarcerato anche condannato per sequestro Di Matteo
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PALERMO
06 maggio 2020
14:01
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C’è anche Franco Cataldo, 85 anni, condannato all’ergastolo per concorso nel sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo, tra gli oltre trecento mafiosi scarcerati in questi ultimi giorni. Al detenuto, che stava scontando la pena nel carcere milanese di Opera, sono stati concessi gli arresti domiciliari per motivi di salute. Cataldo era stato arrestato con diversi altri mafiosi dopo la scoperta del bunker sotterraneo, in un casolare di San Giuseppe Jato, dove era stato segregato nell’ultimo periodo il figlio del pentito Santino Di Matteo, prima di essere strangolato e sciolto nell’acido su ordine di Giovanni Brusca. Secondo l’accusa uno dei covi utilizzati per nascondere il bambino sarebbe stata una masseria di proprietà di Cataldo.
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Conte, dobbiamo affrettare le misure
Premier a imprese, lavoriamo tutti insieme
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06 maggio 2020
17:51
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“Dobbiamo affrontare un periodo di grandi sofferenze”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso dell’incontro con Rete Imprese Italia concluso da poco, insistendo sulla necessità di “lavorare tutti insieme e affrettarsi per portare questa settimana in Cdm il decreto legge” sulle misure economiche.
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Conte,valutiamo anticipo aperture negozi
Premier e imprese, non vogliamo protrarre lockdown
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06 maggio 2020
17:51
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“Dal Governo non c’è alcuna volontà di protrarre questo lockdown residuo”. Così Giuseppe Conte sulla vendita al dettaglio e gli esercizi commerciali, nell’incontro con Rete Imprese Italia. “Se c’è la possibilità di anticipare qualche data, possiamo anche valutare delle aperture ulteriori”, ha aggiunto.
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Ceccanti, Conte illustri in Aula il Dpcm
Va bene proposta riformulazione proposta dal governo
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06 maggio 2020
17:52
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Sì alla riformulazione proposta dal governo all’emendamento che parlamentarizza i Dpcm, ma visto che diverrà norma di legge solo dopo l’emanazione del prossimo Dpcm del 18 maggio, il premier Conte deve venire in Aula ad illustrarlo così da attuare sul piano politico l’emendamento ancor prima che sia legge. Lo chiede Stefano Ceccanti (Pd) che aveva presentato l’emendamento in questione. “Credo – prosegue – che l’approvazione dell’emendamento riformulato che consente la parlamentarizzazione dei Dpcm, possa segnare un punto alto dell’interlocuzione tra Parlamento e Governo. Non solo per il testo, ma per l’obiettivo. Come richiesto più volte da vari parlamentari se si annuncia una Fase due, essa si deve vedere anche nel rapporto tra Parlamento e Governo”. “Nella fase precedente di emergenza assoluta – sottolinea ancora – poteva essere ragionevole che il dialogo intercorresse soprattutto tra Governo e istanze tecniche, ma in quella nuova che si apre, è decisiva l’interlocuzione col Parlamento”.
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In E-R addio attivisti a Forza Nuova
‘Non ha più attributi per condurre popolo alla lotta’
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BOLOGNA
06 maggio 2020
17:52
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Gli attivisti romagnoli di Forza Nuova abbandonano “la struttura politica guidata da Roberto Fiore”. Lo annunciano gli stessi attivisti del movimento di destra, in una nota firmata da Forza Nuova Romagna e dalle sezioni di Ravenna, Faenza, Forlì, Cesena, Rimini, Valmarecchia e Valconca poichè, scrivono, “l’attuale Forza Nuova non ha più gli attributi necessari a condurre il popolo verso una vera lotta di opposizione al sistema”.
A giudizio degli esponenti forzanovisti romagnoli, “per oltre 20 anni siamo stati protagonisti sulla scena politica locale” ma “oggi, con la presente, siamo a comunicare la decisione unanime di abbandonare la struttura politica guidata da Roberto Fiore”.
E questo perché, registrano, vi è una “incoerenza e inaffidabilità della segreteria nazionale” anche sulla “linea generale divenuta oramai antitetica allo stile ordinato e disciplinato che ci ha sempre contraddistinto”.
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M5s, meglio election day dopo l’estate
Tenere conto della sicurezza ma anche delle libertà politiche
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06 maggio 2020
17:55
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“La nostra linea sui listini bloccati alle regionali è chiara: siamo storicamente contrari a qualsiasi ipotesi di nominati non eletti direttamente dal popolo. Dunque per quanto ci riguarda è un’idea che respingiamo nettamente”. Lo ha detto il capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera Davide Crippa. “Il MoVimento è a favore delle preferenze. Per quanto riguarda la valutazione della data si deve tenere conto non solo delle condizioni di sicurezza il giorno del voto, ma anche del pieno esercizio delle libertà politiche e civili durante la campagna elettorale. Ragioni per le quali luglio non rappresenta una scelta praticabile. Abbiamo chiesto agli italiani una ripresa lenta. Proprio per il rispetto che dobbiamo avere per i sacrifici che stiamo chiedendo credo sia opportuno, valutare anche il fattore economico e pensare a un election day che preveda referendum costituzionale, elezioni regionali e amministrative. Bisogna pazientare ancora, due mesi di ritardo non sono un vulnus per la democrazia”.
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Turismo, Franceschini: ‘Stiamo chiedendo regole europee’
‘In settimana risposte sulle riaperture dal Cts. Vacanze diverse ma si potranno fare’. Demoskopika, già 7mila chiusure peggior bilancio dal 1995
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06 maggio 2020
18:21
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“Mi viene chiesto: quando si potrà dare in vacanza? Non è solo la politica che decide e io ho chiesto al Comitato tecnico scientifico di avere delle prescrizioni che consentano la riapertura e mi daranno una risposta entro la settimana e in base a questo agiremo. Dico il prima possibile. Si faranno le vacanze, saranno diverse, dovremo usare le misure di distanziamento, le mascherine, la sanificazione ma le vacanze si potranno fare. Anche per questo stiamo sollecitando le autorità europee, perché vogliamo che ci siano delle regole europee di prescrizione sanitarie comuni evitando il rischio di accordi bilaterali tra i paesi, perché abbiamo visto che l’epidemia non conosce confini”. Lo dice il ministro dei Beni e Attività culturali e Turismo, Dario Franceschini, durante l’informativa sulle iniziative per contrastare il Covid-19, ribadendo che cultura e turismo assieme fanno il 20% del pil e che nel decreto in arrivo da 55 miliardi ci saranno misure che riguardano il turismo. Il ministro ha ribadito che il settore è “in ginocchio” e non è stata dichiarato lo stato di crisi perché “siamo ben oltre l’emergenza” e servono interventi molto più urgenti e concreti.
Il dl maggio – ha sottolineato – che contiene misure per 55 miliardi, vogliamo approvarlo entro questa settimana e conterrà molte misure specifiche sul turismo”. In particolare “un riconoscimento economico alle imprese che hanno avuto un forte calo del fatturato rispetto al periodo analogo dell’anno scorso. Dovrebbe essere un aiuto – precisa – a fondo perduto per aziende sotto una certa soglia di fatturato”.
Il coronavirus, del resto, continua a devastare il turismo italiano: oltre 40mila imprese del comparto turistico italiano – secondo un’indagine di Demoskopika -rischiano il fallimento a causa della perdita di solidità finanziaria con una contrazione del fatturato di almeno 10 miliardi di euro.
Una mortalità imprenditoriale che si ripercuoterebbe immediatamente sul mercato del lavoro con una perdita di oltre 184mila posti. Già nei primi tre mesi dell’anno è di quasi 7mila unità in meno, contro un calo di 6mila del primo trimestre 2019, infatti, il saldo tra le imprese iscritte e quelle cessate. Il peggiore bilancio della nati-mortalità del sistema turistico dal 1995 ad oggi.
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Renzi: ‘In arrivo tsunami occupazionale. Basta dpcm, fidarsi di Conte non basta’
Il leader di Italia Viva torna ad attaccare
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06 maggio 2020
18:59
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Va nuovamente all’attacco il leader di Iv Matteo Renzi. “Bisogna smetterla – ribadisce nella Enews – con i dpcm. Il governo può dirmi se usare o no la mascherina o se evitare gli assembramenti. Ma se vengono “consentiti” gli incontri non è un dpcm che può dire “il prozio sì, l’amico no”. Perché ne va delle libertà costituzionali. Il dpcm impatta sulle libertà personali. Molti dicono: “Mi fido di Conte”. Mi fa piacere, ma – se creiamo un precedente – un domani, con questa stessa metodologia, se diventassero premier Salvini o Meloni potrebbero fare la stessa cosa. Sicuri che questa sia la strada giusta?”.
Uno “tsunami occupazionale – avverte – si abbatterà sul nostro Paese tra qualche mese”. “Non di soli sussidi vive l’uomo. Vanno bene tutti gli interventi di aiuto a chi è in difficoltà ma vanno dati i soldi per far riprendere l’economia, altrimenti tra sei mesi i sussidi saranno finiti, il debito sarà al 160% del pil e le persone scenderanno in piazza, mentre i mercati internazionali balleranno. Bisogna ripartire”, aggiunge. Iv è critica sulla misura annunciata nel dl maggio del reddito di emergenza.
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Ue: Crimi, parola chiave è comunità
Ci si salva tutti insieme
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07 maggio 2020
09:35
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“Comunità è la parola chiave che riscopriremo nell’Ue, non più unione dei singoli Stati. In una comunità ci si salva tutti insieme”. Lo afferma il capo politico dei Cinque Stelle, Vito Crimi, a Uno Mattina su Rai 1.
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Migranti: Crimi, no a regolarizzazione
Siamo per emersione lavoro nero, ma quello di tutti
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07 maggio 2020
09:45
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“Noi diciamo no alla regolarizzazione degli irregolari: se il nostro obiettivo è sostenere l’agricoltura allora dobbiamo lavorare a misure per garantire il mercato ma la soluzione non è la regolarizzazione, come se in agricoltura lavorassero solo migranti irregolari, un assunto sbagliato”. Lo afferma il capo politico dei Cinque Stelle, Vito Crimi, a Uno Mattina su Rai 1. “Noi siamo per l’emersione del lavoro nero, quello dei migranti o meno. Su quel fronte – conclude – siamo tutti insieme, siamo disponibili”.
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Zingaretti: ‘Il voto se questo governo non ce la fa’
Il governatore del Lazio: ‘Vedo difficile che si possa riproporre una maggioranza diversa’
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07 maggio 2020
14:55
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“Il governo deve dialogare con le opposizioni. Se questo governo non ce la fa vedo difficile che si possa riproporre una maggioranza diversa”. Lo ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti a Sky Tg24.
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Zingaretti, statalizzaze aziende? Balle
Semmai pemsare a non aumentare diseguaglianze,rischia democrazia
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07 maggio 2020
10:14
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Stato deve dare “sostegno alle imprese non per governarle o statalizzarle. Quelle sono balle. Sostegno pubblico per costruire un rapporto serio con chi vuole riprendere a produrre e difendere le aziende”. Lo dice il segretario del Pd Nicola Zingaretti a Sky Tg24. “Poi – sostiene – occorre pensare a chi non ce la fa in questa crisi e rischia di essere escluso. Penso a chi faceva i lavoretti ed ha bisogno di essere accompagnato. Non possono essere lasciati soli e non è possibile fare aumentare le disuguaglianze sociali se no aumenta il rischio per la democrazia”.
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Salvini, Lega in piazza se c’è sanatoria
Protesteremo in Parlamento e fuori
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07 maggio 2020
12:04
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“La Lega in piazza? Noi seguiamo le regole, come fanno tanti commercianti incredibilmente multati.
Nel rispetto delle regole se ci sarà una sanatoria di centinaia di migliaia di abusivi protesteremo a nome degli italiani sia nelle aule del parlamento che fuori dalle aule del parlamento”.
Lo ha detto Matteo Salvini in conferenza stampa.
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Renzi, vogliono sovietizzare aziende
Si diano soldi a imprese: prestiti o contributi a fondo perduto
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07 maggio 2020
13:34
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“In tempi di crisi in tutto il mondo gli Stati danno soldi alle imprese per ripartire: prestiti o contributi a fondo perduto. Solo in Italia qualcuno chiede che lo Stato in cambio abbia posti in Consiglio d’Amministrazione.
Noi siamo contrari. Sovietizzare l’Italia? No grazie”. Lo scrive su Twitter il leader di Iv Matteo Renzi commentando la proposta del Dem Andrea Orlando di un ruolo dello stato nei cda delle aziende.
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Dl covid: Pd, ok a mediazione su Dpcm
Informativa alle Camere entro i 15 giorni successivi
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07 maggio 2020
13:46
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Il Pd accetta la riformulazione del suo emendamento sulla parlamentarizzazione dei Dpcm proposta ieri dal governo. Lo ha annunciato in Aula il Dem Emanuele Fiano.
L’emendamento del Pd, a prima firma di Stefano Ceccanti, prevedeva un parere non vincolate del Parlamento al governo sul testo del Dpcm da esprimere entro una settimana. La riformulazione prevede che “il Presidente del Consiglio o un Ministro da lui delegato illustra preventivamente alle Camere il contenuto” del Dpcm “al fine di tenere conto degli eventuali indirizzi dalle stesse formulati”. “Ove ciò non sia possibile per ragioni di urgenza connesse alla natura delle misure da adottare, riferisce alle Camere” nei successivi 15 giorni.
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Dl maggio: Fraccaro, ok imminente
Vorremmo cercare di stimolare interventi complessivi
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07 maggio 2020
13:56
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“Il superbonus partirà da luglio. Le fatture di luglio potranno essere utilizzate per ottenere il credito d’imposta a partire da luglio. Per quanto riguarda l’approvazione del decreto ‘aprile’ stiamo lavorando per farlo approvare questa settimana o al massimo all’inizio della prossima. Stiamo parlando di 55 miliardi di interventi, il doppio di una manovra di fine anno, su cui lavoriamo per mesi”.
Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro a Radio Anch’io. “Noi vorremmo cercare di stimolare interventi complessivi di riqualificazione, come il cappotto termico, sostituzione di infissi, installazione di pannelli fotovoltaici, sostituzione di caldaie con pompe di calore più efficienti. Tutti interventi – ha spiegato Fraccaro – che possano permettere di vivere in case più confortevoli, meno inquinanti, meno energivore, per poter spendere meno in bolletta. Si potranno installare anche accumulatori per le auto elettriche. Vogliamo ridisegnare il tessuto edilizio italiano”.
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Scuola: Ministero presenta piano: mascherine, ingressi a scaglioni, percorsi protetti
Azzolina incontra sindacati, ampia disponibilità a rivederlo
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07 maggio 2020
20:43
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La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha incontrato stamattina le Organizzazioni sindacali della Scuola e dei dirigenti scolastici in vista della ripresa di settembre e dei prossimi esami di Stato. Al centro dell’incontro, in particolare, il rientro in sicurezza, dal punto di vista sanitario, sia del personale che degli studenti. “Siamo al lavoro con le parti sociali per studiare insieme tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del personale e dei nostri studenti”, ha detto la ministra.
Il ministero dell’Istruzione ha presentato ai presidi e ai sindacati una “prima bozza” di protocollo sulla sicurezza per il rientro a scuola a settembre, testo che dovrà essere ora vagliato dalle parti sociali e poi inviato al Comitato tecnico scientifico e dovrà dare le sue valutazioni. Secondo l’Associazione nazionale presidi, “la bozza proposta presenta aspetti troppo incerti ma ha apprezzato l’ampia disponibilità a rivederla”.
Tra le proposte avanzate nel testo, l’utilizzo delle mascherine per chiunque entra nelle scuole, l’obbligo di evitare assembramenti all’ingresso e all’uscita, magari con lo slittamento degli orari di ingresso delle classi (con l’ipotesi di 15 minuti di differenza), la possibilità di provare la febbre agli studenti anche se non è dichiarato lo stato di malessere, mentre come in tutti i posti di lavoro a prof e Ata dovrà essere misurata la temperatura ogni giorno.
Oltre alla restrizione degli ingressi per gli esterni, genitori compresi, nel testo di bozza si pensa a percorsi protetti e obbligati all’interno degli istituti, pulizia e sanificazioni di tutti gli ambienti, in particolare quelli come mense, bagni e palestre. L’accesso agli spazi comuni dovrà essere contingentato con ventilazione continua e rispetto della distanza di sicurezza. Il protocollo prevede anche la gestione di persone guarite o contagiate dal Covid. Le attività previste dal futuro protocollo dovranno poi obbligatoriamente essere allegate al Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), prima dell’avvio del prossimo anno scolastico. Il recepimento del protocollo, accompagnato dalle linee guida e circolari ministeriali, potrà in ogni caso essere integrato in base alle specifiche necessità di ciascuna realtà scolastica.
Alla riunione per l’Anp era presente il Presidente Nazionale Antonello Giannelli. “La Ministra – spiega una nota dei presidi – ha fatto presente che va pianificata la riapertura delle sedi scolastiche, poiché gli altri settori hanno già riaperto o sono in procinto di farlo nelle prossime settimane. Per riavviare le attività scolastiche in presenza, però, ritiene necessaria la sottoscrizione di un protocollo di sicurezza specifico. Al riguardo, la Ministra ha precisato che le varie attività, compreso l’esame di Stato conclusivo del II ciclo, ripartiranno solo ed esclusivamente previo parere favorevole del comitato tecnico-scientifico, tenuto conto dell’andamento epidemiologico”.
La Ministra, inoltre, ha “espresso un sentito ringraziamento ai dirigenti scolastici per il grande impegno profuso nella organizzazione e nel coordinamento della DAD e ha chiesto alle organizzazioni sindacali di contribuire alla stesura del protocollo, inviando a stretto giro i relativi contributi. Ha infine puntualizzato che il protocollo potrà essere sottoscritto solo dopo essere stato validato, sotto il profilo sanitario, dal comitato”.
I funzionari del ministero hanno illustrato, “per sommi capi, una prima bozza di protocollo formulata dall’Amministrazione e ha invitato i partecipanti ad inviare le loro eventuali proposte di modifica e integrazione”.
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La delegazione Anp ha “fatto presente che la bozza proposta presenta aspetti troppo incerti ma ha apprezzato l’ampia disponibilità a rivederla. Abbiamo ribadito che il protocollo è assolutamente necessario ma che deve essere privo di ambiguità e non deve presentare margini interpretativi che potrebbero comportare rischi per la salute collettiva, esponendo i dirigenti a responsabilità improprie. La nostra posizione sullo svolgimento in presenza dell’esame di Stato, già manifestata giorni addietro, non muta: se il Governo lo ritiene fattibile, se ne deve assumere tutte le responsabilità. I dirigenti delle scuole sono pronti, come sempre, a rispondere di quelle che gli competono, ma non di altre. Per questo sono necessarie regole chiare e, soprattutto, rispettose delle competenze e delle prerogative di ciascuno”.
L’Anp ha anche chiesto che il protocollo contenga previsioni specifiche per le scuole italiane all’estero, in termini di armonizzazione della normativa italiana e di quella nazionale, e che il concorso a Dsga sia espletato in termini utili per assegnarne i vincitori alle istituzioni scolastiche già a settembre”, conclude la nota.
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Governo: Italia Viva da Conte a Palazzo Chigi. Rosato: ‘Incontro positivo, si lavora su priorità’
Insieme a Rosato, Faraone e Boschi anche il ministro Bellanova
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07 maggio 2020
18:39
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La delegazione di Iv, formata da Maria Elena Boschi, Ettore Rosato e Davide Faraone ha incontrato a Palazzo Chigi il premier Giuseppe Conte. Alla delegazione annunciata ieri si è aggiunta anche il ministro Teresa Bellanova.
“E’ stato un incontro positivo. Nelle prossime settimane lavoreremo con il presidente Conte per definire le priorità” per la ripartenza del Paese, ha detto il presidente di Iv Ettore Rosato al termine dell’incontro. “Serve un piano shock” per l’Italia, ha aggiunto.
“Serve un decreto presto e che sia efficace. Noi siamo preoccupati per l’efficacia”, ha detto inoltre sul dl maggio. L’incontro è durato circa due ore e tra i temi c’è stato anche quello della sanatoria per i migranti. Sull’intesa nel governo sul tema delle regolarizzazioni dei migranti “il ministro Teresa Bellanova “ci sta lavorando. Ha avuto coraggio e sta facendo un lavoro straordinario”, ha detto Rosato ai cronisti. Se le dimissioni di Bellanova sono sul tavolo? “No, sul tavolo c’è il provvedimento”, spiega Rosato che aggiunge: “mi sembra che nel governo ci sia un orientamento positivo”.
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Fase2: gruppo lavoro Ance-Assoimmobiliare su cantieri
Per definire linee guida su riapertura
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07 maggio 2020
15:15
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Confindustria Assoimmobiliare e ANCE hanno avviato un gruppo di lavoro congiunto per definire delle linee guida sulla riapertura dei cantieri che affrontino anche il tema delle modalità e dei costi collegati al Covid-19. L’obiettivo del gruppo di lavoro è quello di fornire indirizzi generali in grado di contemperare gli interessi sia delle committenti sia delle affidatarie affinché la filiera delle costruzioni e dell’immobiliare possa muoversi in maniera coordinata e collaborativa, pur tenendo conto della specificità dei singoli cantieri sul territorio.
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De Raho: le scarcerazioni potevano essere evitate
‘Lasciati prendere da rischio contagio, bastava termoscanner’
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07 maggio 2020
14:29
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“I detenuti potevano essere assegnati a centri di cura penitenziari invece si è optato per i domiciliari perché ci si è lasciati prendere dal rischio del contagio”. Lo ha detto a Radio24 il Procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho a proposito dei detenuti in 41bis messi ai domiciliari per il timore del contagio da Covid. “Non si comprende perché ci fosse questa preoccupazione, si tratta di detenuti in isolamento e dunque impossibili da contagiare, bastava un termo scanner”, ha aggiunto De Raho.
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Patuanelli attacca le banche, alcune non collaborano
Ministro al Question Time su sostegno a imprese
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07 maggio 2020
14:03
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“E’ innegabile che gli effetti del Dl liquidità scontano l’atteggiamento di alcuni istituti bancari che non stanno collaborando come dovrebbero e come potrebbero nell’erogazione dei finanziamenti” alle imprese”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, rispondendo al Question Time al Senato circa le misure messe in campo per aiutare le imprese colpite dall’emergenza coronavirus.
Un’atra esponente del Movimento 5 Stelle, Carla Ruocco, presidente della Commissione banche, ha denunciato “ritardi intollerabili” nei finanziamenti alle imprese, annunciando l’invio agli istituti di credito di un questionario per fare chiarezza sulla situazione.
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Alitalia: Patuanelli, capitale newco non meno di 3 mld
Compagnia punterà su lungo raggio e cargo
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07 maggio 2020
13:53
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Il capitale iniziale della newco Alitalia “non potrà essere inferiore ai tre miliardi di euro”.
A spiegarlo è stato il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, rispondendo al Question Time al Senato, sottolineando che “l’intenzione del governo non è l’ennesimo salvatggio ma un rilancio della compagnia di bandiera”. Inoltre “i livelli occupazionali saranno tutelati al massimo”, ha aggiunto Patuanelli.
“Il piano industriale” della newco di Alitalia “punterà fortemente sul lungo raggio” ma anche “sul settore cargo”, ha spiegato il ministro, aggiungendo che la newco dovrà essere in grado di volare “immediatamente non appena le fasce di mercato si apriranno, andando a conquistare mercati che oggi erano in sofferenza”. Patuanelli ha infine sottolineato che “non c’è un ridimensionamento dell’azienda” infatti “la flotta dovrà essere pronta a reperire sul mercato nuovi aeromobili visto che questo momento può essere favorevole per gli investimenti”.
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Fase 2: accordo tra governo e Cei, messe dal 18 maggio
Il protocollo prevede alcune misure per l’accesso ai luoghi di culto
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07 maggio 2020
17:32
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È stato firmato questa mattina, a Palazzo Chigi, il Protocollo che permetterà la ripresa delle celebrazioni con il popolo. Il Protocollo – firmato dal Presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese – entrerà in vigore da lunedì 18 maggio 2020.
“Il testo giunge a conclusione di un percorso – sottolinea la Cei – che ha visto la collaborazione tra la Conferenza Episcopale Italiana, il Presidente del Consiglio, il Ministro dell’Interno – nello specifico delle articolazioni, il Prefetto del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, Michele di Bari, e il Capo di Gabinetto, Alessandro Goracci – e il Comitato Tecnico-Scientifico”.
Nel rispetto della normativa sanitaria disposta per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2, il Protocollo indica alcune misure da ottemperare con cura, concernenti l’accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni liturgiche; l’igienizzazione dei luoghi e degli oggetti; le attenzioni da osservare nelle celebrazioni liturgiche e nei sacramenti; la comunicazione da predisporre per i fedeli, nonché alcuni suggerimenti generali.
“Nel predisporre il testo si è puntato a tenere unite le esigenze di tutela della salute pubblica con indicazioni accessibili e fruibili da ogni comunità ecclesiale”, riferisce la Conferenza Episcopale Italiana.
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“Le misure di sicurezza previste nel testo”, che consente il ritorno delle messe con i fedeli dal 18 maggio, “esprimono i contenuti e le modalità più idonee per assicurare che la ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo avvenga nella maniera più sicura. Ringrazio la Cei per il sostegno morale e materiale che sta dando all’intera collettività nazionale in questo momento difficile per il Paese”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel comunicato diffuso dalla Cei.
“Il Protocollo è frutto di una profonda collaborazione e sinergia fra il Governo, il Comitato Tecnico-Scientifico e la Cei, dove ciascuno ha fatto la sua parte con responsabilità”: lo evidenzia il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, parlando della ripresa delle messe dal 18 maggio, e ribadendo “l’impegno della Chiesa a contribuire al superamento della crisi in atto”.
“Fin dall’inizio abbiamo lavorato per giungere a questo Protocollo: il lavoro fatto insieme ha dato un ottimo risultato. Analogo impegno abbiamo assunto anche con le altre Confessioni religiose”. Lo afferma il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese nel comunicato della Cei sulla ripresa delle messe con i fedeli dal 18 maggio.
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Decreto Covid: ok a raccolta di more e lumache in lockdown
La raccolta dovrà avvenire nel solo Comune di di dimora
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07 maggio 2020
12:38
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Durante il lockdown sarà possibile uscire di casa per “le attività di raccolta a mano di prodotti agricoli e selvatici non legnosi”. E’ una delle deroghe ai divieti introdotto al decreto Covid da un emendamento di Fdi (primo firmatario Monica Ciaburro) approvato all’unanimità dalla Camera.
Queste raccolta di more o lumache dovrà avvenire nel solo Comune di dimora e rispettando “la normativa vigente”.
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Coronavirus, continua la discesa dei contagi. Vittime quasi a quota 30mila
Il 50% dei nuovi contagi sono in Lombardia: qui aumentano mentre nel Nord calano. Brusaferro (Iss):’Siamo ancora nella fase epidemica’. Pochi gli immuni
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07 maggio 2020
21:27
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I DATI DELLA PROTEZIONE CIVILE – Sono 89.624 i malati di coronavirus in Italia, in calo rispetto a ieri di 1.904. Nella giornata di ieri la diminuzione era stata di 6.939. Il dato è stato fornito dalla Protezione civile. Continuano invece ad aumentare le vittime, salitea 29.958 le vittime per coronavirus in Italia, con un incremento di 274 in un giorno. Ieri l’aumento era stato di 369. Balzo in avanti dei guariti: sono 96.276 i guariti dal coronavirus, con un incremento di 3.031 rispetto a ieri. Mercoledì i pazienti dimessi e guariti erano oltre ottomila. Il dato è stato reso noto dalla Protezione civile. Continua il calo dei ricoverati in terapia intensiva per coronavirus: sono 1.311 i pazienti ad oggi nei reparti, 22 in meno rispetto a ieri. In Lombardia sono 480, lo stesso numero di ieri. Le persone ricoverate con sintomi sono invece 15.174, con un decremento di 595 rispetto a ieri. Infine, sono 73.139 le persone in isolamento domiciliare, 1.285 in meno rispetto a ieri. I dati sono stati resi noti dalla Protezione civile.
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Più del 50% del totale dei nuovi contagiati dal coronavirus si trova in Lombardia. Dai dati della Protezione Civile emerge che l’incremento giornaliero dei contagi è di 1.401: di questi 720 sono in Lombardia. Un dato costante da 3 giorni. Lombardia, con Marche e Valle d’Aosta, sono anche le uniche regioni che non fanno segnare un calo degli attualmente positivi. Le Marche hanno 11 malati in più, la Valle d’Aosta 3 e la Lombardia 262. Tutte le altre regioni del nord sono invece in calo. Nella Regione si regista inoltre quasi il 50% delle vittime delle ultime 24 ore: 134 su 274.
L’AUDIZIONE DI BORRELLI: “C’è in corso un attento monitoraggio. Ed è previsto un inasprimento delle misure di contenimento in caso di fenomeni che dovessero rimarcare la ripartenza del virus”. Così il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha risposto in Commissione Affari Costituzionali a chi gli chiedeva quali potessero essere gli sviluppi della Fase 2. Misure che, ha aggiunto Borrelli, “con i giusti comportamenti, tutti ci auguriamo che vengano limitate al massimo e annullate”. “Su tamponi e test non posso dare elementi, attengono al contenimento del virus. La carenza di tamponi è stata evidenziata verso fine marzo, ora non c’è più. La politica sui tamponi? Ci sono i criteri indicati fin dall’ inizio dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e la circolare del 3 aprile del ministero della Salute, che ha la responsabilità della prevenzione. I tamponi vanno fatti con priorità a sanitari, pazienti ospedalizzati e a coloro i quali hanno sintomi”. Così Angelo Borrelli in audizione .
Su 52 contratti per la fornitura di 354 milioni di mascherine, il Dipartimento della Protezione Civile ne ha annullati 13 per un totale di 37 milioni di dispositivi. Lo ha detto il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli in audizione in Commissione Affari Costituzionali sottolineando che fin dall’inizio dell’emergenza sono state riscontrare “notevoli difficoltà” per reperire i dispositivi. Da un lato, affermato Borrelli, “è mancata una produzione nazionale”, dall’altro, “la situazione dell’epidemia nel mondo ha bloccato la possibilità per i paesi maggiormente produttori (India, Turchia, Cina in un primo momento, Russia, Romania) di esportare tali prodotti. A questo va aggiunta “l’improvvisa chiusura del traffico aereo internazionale” dopo la dichiarazione dell’Oms di pandemia, “tanto che il Governo ha impiegato i velivoli dell’Aeronautica militare”. Dei 52 contratti – per un valore complessivo di oltre 354 milioni, 22 sono stati trasferiti al Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, per i quali risultano prestazioni ancora da esigere.
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LA CONFERENZA DI BRUSAFERRO (ISS) – “Stiamo ancora in fase epidemica. Il fatto che la curva dei contagi sia decrescente è positivo ed è il frutto delle misure prese e dei comportamenti degli italiani. Ciò non toglie che abbiamo nuovi casi e che la circolazione del virus sia presente nel Paese, e questo deve portarci ad adottare tutte le misure necessarie”. Lo ha detto Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), in audizione in Commissione Affari sociali della Camera. “I dati mostrano che la percentuale di immuni è ancora molto bassa”, ha detto Brusaferro. Anche se è diversa tra le diverse aree del paese, “globalmente siamo molto lontani dal 70% necessario alla soglia dell’immunità di gregge”. L’obiettivo “è contenere il virus, non siamo ancora in grado di immaginare un’eradicazione, che sarà possibile solo con il vaccino”. “Oggi si fanno circa 70.000 tamponi al giorno, numero che crescerà nelle prossime settimane ma inizialmente era molto più basso”, ha aggiunto Brusaferro. Ad oggi “i tamponi sono l’unico metodo per individuare l’rna virale. Ma una persona oggi negativa può esser domani positiva, e viceversa”. La Fase 2, ha spiegato il presidente dell’Iss, sarà “basata su tre gambe: la prima è il monitoraggio a livello nazionale e regionale per intercettare focolai, la seconda è garantire strutture per far fronte alle esigenze delle persone affette da Covid”. Infine vanno “garantiti tutti i servizi sanitari che nella fase 1 sono stati sospesi o limitati” ma “necessari a rispondere al bisogno di salute della popolazione”.
Secondo Massimo Ciccozzi, epidemiologo del Campus Biomedico di Roma “il virus sta perdendo di potenza per effetto del lockdown’
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Intesa sulle regolarizzazioni, Salvini insorge, dialogo Conte-Iv
Verso accordo su permessi di 3 mesi per i braccianti con contratto scaduto. Ora serve ok politico. Leader Lega: ‘Scenderemo in piazza’
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07 maggio 2020
22:10
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Torna il sereno tra Conte e i renziani. Ettore Rosato, dopo l’incontro tra la delegazione di Italia Viva e il premier a Palazzo Chigi afferma che “è stato un incontro positivo. Nelle prossime settimane lavoreremo con il presidente Conte per definire le priorità” per la ripartenza.
“Il Governo e le forze di maggioranza sono chiamati a operare con grande responsabilità, che deve essere ben superiore a quella richiesta a tutti i cittadini visti i compiti istituzionali, per operare la sintesi più efficace e lungimirante per far ripartire il Paese e rilanciare l’economia”.
“L’incontro con Italia Viva è stato positivo. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte – si sottolinea – ha ribadito ancora una volta la sua totale disponibilità a discutere le proposte di Iv per la ripresa economica del Paese. Ha inoltre condiviso la necessità di lavorare tutti insieme, con coraggio e determinazione, per affrontare e superare questa drammatica emergenza economica e sociale e offrire urgenti risposte ai cittadini”. E’ quanto si apprende da Palazzo Chigi.
“Oggi sono contento, il premier ha detto: siamo pronti ad ascoltare la proposta di Iv. Speriamo che la proposta smetta di essere una proposta, basta portarla in cdm e votarla. Non è la soluzione, 100 miliardi per i cantieri non risolvono, ma creano possibilità di mettere in circolo denaro”, ha detto il leader di Iv, Matteo Renzi, a Dritto e Rovescio, su Rete 4.
E sulle regolarizzazioni di braccianti e stagionali la trattativa è ben avviata.
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“Con Ettore Rosato, Maria Elena Boschi, e Davide Faraone – scrive in un tweet la ministra Teresa Bellanova – per l’incontro con il Presidente Giuseppe Conte. Italia Viva continuerà a lavorare per il Paese. Per ripartire serve un progetto per l’Italia, come #ItaliaShock: investimenti, infrastrutture, opere pubbliche per rilanciare l’economia”.
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Si lavora sull’ipotesi di una proroga di tre mesi del permesso di soggiorno per i braccianti cui è scaduto il contratto come lavoratori stagionali. Questo al momento – si apprende – il punto di caduta delle lunghe trattative sulla regolarizzazione che hanno impegnato anche oggi i ministri di Politiche agricole, Interno, Lavoro e Sud. La misura riguarderà il settore agricolo ed anche il lavoro domestico. Gli uffici legislativi dei ministeri stanno limando un testo. Toccherà poi ai capi delegazione nel Governo valutare se inserirlo nel decreto maggio che andrà nel cdm di domani.
“Ogni anno lavorano nei campi 1 milione e 100mila persone: quasi 350mila è rappresentata da manodopera stagionale straniera che, a causa delle restrizioni per arginare la diffusione del Covid-19, non potrà prestare la propria opera nei lavori stagionali nelle campagne italiane. Ed è per questa ragione che il governo sta approntando una apposita misura per i lavoratori stagionali. Lo ripetiamo, l’obbiettivo dell’intervento riguarda i lavoratori stagionali e non l’insieme dei cittadini irregolari”. Lo scrive il blog delle Stelle.
Matteo Salvini ha minacciato che le Lega scenderò in piazza in caso di sanatoria.”Noi seguiamo le regole, come fanno tanti commercianti incredibilmente multati. Nel rispetto delle regole – ha dettto – se ci sarà una sanatoria di centinaia di migliaia di abusivi protesteremo a nome degli italiani sia nelle aule del parlamento che fuori dalle aule del parlamento”. “Gli sbarchi sono quadruplicati: ovvio se parli di sanatorie…E’ criminogena la sola idea di regolarizzare centinaia di migranti”, ha aggiunge Salvini che aggiunge: “un conto diverso sarebbe prorogare i permessi scaduti di qualche mese ma una sanatoria indiscriminata sarebbe devastante”.
C’e’ la “necessità” di “procedere” verso una “regolarizzazione” dei migranti e verso “una emersione di ciò che non è regolarmente presente sul territorio per fini anche di tutela della sicurezza e della sanità”, ha detto il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, nel corso della sua audizione alla Camera nel Comitato parlamentare di controllo su Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione. “Parlando di ‘invisibili’, non possiamo gestire ai fini della sicurezza sanitaria ciò che non vediamo”.
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Fase 2, Regioni in pressing: ‘Riaprire l’11’. Boccia cauto, Anci con il governo
In corso la conferenza Stato-Regioni. Oggi vertice dei governatori. Zaia: ‘pronti a riaprire’
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GENOVA
07 maggio 2020
19:02
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“Poco fa la conferenza delle Regioni all’unanimità ha approvato un documento che chiede che fin da lunedì 11 maggio si possa riaprire il commercio al dettaglio e che dal 17 quando scadrà il dpcm firmato il 26 aprile scorso questa norma decada e venga totalmente attribuito alle regioni la responsabilità di elaborare un calendario completo di riaperture sin dal 18 maggio”. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti nel corso di un punto stampa. Sulle richieste dei governatori doccia fredda del ministro per gli affari regionali Boccia. Il ministro avrebbe ribadito dall’11 maggio esame dei dati del monitoraggio del ministero della Salute sul contagio da Covid 19 e in base a quelli dal 18 maggio possibili differenziazioni regionali nelle riaperture, anche in base alle linee guida dell’Inail. E’ la linea ribadita dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia nella videonconferenza in corso con i governatori, secondo quanto si apprende. Inoltre secondo il ministro l’ordinanza del sindaco di Ferrara, bloccata dal prefetto, come quella della Regione Calabria, non rispetta le norme e mette in pericolo la sicurezza dei lavoratori. Non segue le linee guida nazionali che si stabiliscono in accordo con le parti sociali e l’Inail.
In sostanza la Conferenza delle Regioni ha approvato un Ordine del giorno da inviare al governo in cui si chiedono: riaperture dall’11 maggio, un nuovo Dpcm entro il 17 maggio che consenta alle Regioni di procedere autonomamente. “Sono stati sottoscritti i Protocolli per l’individuazione delle misure di sicurezza con le parti sociali a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici in tutti i settori economici”. Per questo le Regioni chiedono che “entro il 17 maggio venga adottato un nuovo dpcm con il coinvolgimento delle Regioni per consentire alle Regioni stesse di procedere autonomamente, sulla base delle valutazioni delle strutture tecniche e scientifiche dei rispettivi territori, a regolare le riaperture delle attività”. È quanto si legge nell’odg della Conferenza delle Regioni inviato al governo. C’è dunque una spaccatura con la linea del governo.
I Comuni invece, per bocca del sindaco di Bari e presidente dell’Associazione nazionale Comuni (Anci) Antonio Decaro hanno concordato con l’impostazione del ministro Francesco Boccia sulle riaperture e rinunciato anche a loro poteri e prerogative per rispettare le linee guida nazionali, secondo quanto si apprende. Decaro ha partecipato alla prima parte della videoconferenza unificata Stato-Enti locali sulla Fase 2 dell’emergenza coronavirus.
DA LUNEDI’ COMITATO PER IL MONITORAGGIO DEL VIRUS – “La nostra linea è quella della prudenza. Non siamo contrari ad anticipare le riaperture, ma deve essere garantita la sicurezza dei cittadini. Lunedì si insedierà al ministero della Salute un comitato scientifico per valutare come procede regione per regione, sulla base di un algoritmo, la diffusione del virus. In quella sede si valuterà regione per regione cosa fare. Noi ci atterremo alle indicazioni del comitato”. E’ quanto fa sapere la Regione Lazio.
IL VENETO – Il governatore Luca Zaia è “pronto a far ripartire tutto anche prima del 18 maggio”. E lo ha ribadito nella videoconferenza con gli altri presidenti delle Regioni, presente il ministro Boccia. “Porto avanti la volontà di proporre di poter aprire tutto. E’ difficile pensare che l’apertura che abbiamo oggi, che è pressochè totale, sia un fatto di salvaguardia rispetto al riavvio di quello che è rimasto chiuso. Pensare che il capro espiatorio di questa partita sia la parrucchiera, gli estetisti o i negozi, decisamente no. Altri colleghi la pensano come me”.
IL PIEMONTE – La Regione Piemonte ha condiviso il documento con cui le Regioni chiedono di poter riaprire il commercio al dettaglio fin da lunedì 11 maggio, ma si è riservata la possibilità di valutare le scelte in base a quello che sarà l’andamento del contagio in questa prima fase della ripartenza.
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Nel corso della conferenza delle Regioni, secondo quanto si apprende, il Piemonte ha fatto notare che “l’Italia ha aree con situazioni diverse” e che quindi le scelte dovranno essere adottate in base “all’andamento del contagio”.
LA LIGURIA – Regioni in pressing per la ripartenza dunque con la videoconferenza dei governatori. ‘Chiederemo che i singoli enti possano presentare piani di riapertura’, afferma Toti. Conte conferma di voler valutare se anticipare ‘aperture ulteriori’ dei negozi. ” Al Governo chiederemo domani di modificare il Dpcm in vigore per consentire alle singole regioni di presentare dei piani di riapertura già dalla prossima settimana”. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti nel punto stampa quotidiano.
IL FRIULI VENEZIA GIULIA – Sulla stessa lunghezza d’onda il governatore del Friuli Venezia Giulia Fedriga. “Alla Conferenza delle Regioni porterò la posizione della Regione Friuli Venezia Giulia, ovvero la riapertura l’11 maggio”, con il rispetto di tutti i protocolli nazionali per la sicurezza, “del commercio e il 18 maggio delle restanti attività, come i servizi alla persona, se servono ulteriori approfondimenti”. Lo ha detto Massimiliano Fedriga. “Si tratta di una proposta di buon senso – ha spiegato – la riapertura non può essere uno scontro tra istituzioni ma una collaborazione”.
LA TOSCANA – Riapertura anticipata all’11 maggio per i negozi di vicinato in Toscana: è quanto chiede il presidente della Regione Enrico Rossi che ha scritto oggi una lettera al presidente del consiglio Giuseppe Conte. La riapertura, secondo Rossi, “potrebbe riguardare 18.204 esercizi di vicinato, con volumi inferiori ai 300 metri quadrati”, e dovrebbe prevedere “condizioni di sicurezza rafforzate”. La Regione calcola che in questo numero di esercizi siano compresi, fra l’altro, 7.505 negozi al dettaglio del settore abbigliamento (escluso bambini e neonati), 1.886 del settore calzature e articoli in pelle, 2.150 di mobili, tessili e articoli per la casa, 1.134 orologiai e gioiellieri, 1.044 negozi di tappeti e tessili, 1.408 di giochi e articoli sportivi. “Si tratta – scrive Rossi – di esercizi commerciali principalmente di prossimità, spesso utili alla vita sociale delle nostre città e dei quartieri, dei paesi più piccoli e disseminati sul territorio”. Il governatore toscano suggerisce, per questi negozi, la presenza di un cliente per ogni 50 mq di superficie di vendita, l’obbligo dell’utilizzo dei guanti congiunto a quello delle mascherine e della sanificazione delle mani; la raccomandazione di ridurre al minimo la prova dei capi.
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Di Maio: ‘Sogno un governo solo M5s. Ci manca Grillo’
‘Legge elettorale ci impone coalizione ma l’obiettivo è quello’
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07 maggio 2020
14:52
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“A tutti noi manca un po’ Beppe Grillo, ci manca perché comunque è una persona che ha una grande forza d’animo e una grande visione. L’ambizione mia, che faccio parte del Movimento, è quella un giorno di riuscire a governare da soli. Ci vorrà tempo, lo decideranno gli italiani, ora stiamo lavorando nei governi di coalizione perché questo prevede l’attuale legge elettorale, ma spero in un’esperienza autonoma che potrà dare un grande contributo al paese”. Lo dice Luigi Di Maio in un’intervista realizzata da Maurizio Costanzo che andrà in onda sulle principali tv locali del Paese.
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Spadafora: ‘Impossibile ora una data certa campionato’
‘Dobbiamo verificare curva contagi in prossime due settimane’.
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06 maggio 2020
16:44
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“Auspichiamo tutti che i campionati possano riprendere regolarmente, allo stresso tempo oggi è impossibile dare una data certa della ripresa. Dobbiamo almeno verificare l’andamento della curva delle prossime due settimane”. Cosi il ministro dello sport Vincenzo Spadafora, rispondendo al questione time alla Camera sulla ripresa del campionato di calcio. “Anche l’Inghilterra che sembrava la più pronta a riprendere ha deciso di rinviare di una settimana l’inizio degli allenamenti. Per il calcio la Figc ha proposto un protocollo su cui il Cts ha ritenuto di fare degli approfondimenti: l’audizione avverrà domani e speriamo possa servire a dare il via libera al protocollo, considerando che il calcio non consente distanze di sicurezza né dispositivi di protezione” ha spiegato il ministro, ribadendo che i tempi sulla ripresa degli allenamenti sono stati fissati al 4 maggio con il riavvio di quelli degli sport individuali e a livello individuale anche per le squadre. “Il 18 maggio auspicabilmente anche per gli sport di squadra”. Spadafora si è soffermato su quelle che ha definito “pressioni” per avere la sicurezza della ripartenza del calcio. “Di fronte a tali pressioni – ha detto il ministro – non posso che ribadire e confermare la mia linea e quella del governo che non è mai cambiata: auspichiamo tutti e vivamente che i campionati possano riprendere regolarmente, allo stesso tempo oggi è impossibile definire una data certa curva perché dobbiamo almeno verificare come reagirà la curva dei contagi nelle prossime due settimane dal momento che solo due giorni fa il paese ha avviato la graduale fase di riapertura e dovremo ricevere le valutazioni del comitato tecnico scientifico. E solo allora potremo decidere”. “Il mio impegno a favore di tutto il mondo dello sport è raccontato dai fatti – ha concluso Spadafora -: due decreti già approvati e quello che ci accingiamo ad approvare contengono misure straordinarie adeguate a questa terribile situazione al fine di limitarne i danni per tutti i settori, il calcio tra questi, e che spero possano rappresentare per il calcio ma anche per tutte le altre discipline e lo sport di base un’occasione per rigenerarsi, riformarsi e ripartire più di prima”.
Dl Olimpiadi: Spadafora, Italia riparte con lo sport – “L’Italia riparte insieme allo sport”. E’ il primo commento di Vincenzo Spadafora all’approvazione definitiva della legge per le Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026 e le finali ATP di Torino. “Un impegno importante – sottolinea il ministro dello Sport in una nota – portato avanti, nonostante l’emergenza, grazie alla collaborazione di tutti: istituzioni nazionali, regionali, locali, Coni, Cip, federazioni sportive e forze politiche, come dimostra il voto unanime al Senato”.
“Un segno di speranza e di ottimismo per il futuro – aggiunge Spadafora- che conferma l’importanza vitale dello Sport per la ripartenza economica del nostro Paese. Questo provvedimento infatti genererà sin da subito un’importante spinta per la ripresa economica, in modo particolare nelle aree territoriali maggiormente colpite dal Coronavirus, e avrà positive ripercussioni sulle possibilità lavorative dei giovani. E’ stato inserito, grazie al lavoro sinergico di Governo e Parlamento, il Forum per la sostenibilità e l’eredità olimpica, una garanzia per i territori in tema di rispetto dell’ambiente”.
“I Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano-Cortina 2026, e le Finali ATP di Torino costituiranno una leva per la ripartenza dopo tanta sofferenza sull’intero territorio nazionale e su tutti i settori della nostra economia.
Ora – conclude la nota – è necessario mettersi in cammino con passione e determinazione potenziando anche l’intero settore dello sport di base, perché i giovani di oggi saranno i campioni delle Olimpiadi del 2026, e le loro vittorie saranno direttamente proporzionali al sostegno che riusciremo a dare allo sport di base: per tutti, per tutte le discipline e in ogni angolo del Paese”.
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Fase due: De Micheli, 3 milioni in movimento, 10% su mezzi pubblici
Confermate le previsioni del governo
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06 maggio 2020
15:10
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Con l’avvio della fase due i primi dati confermano le previsioni del governo: dai flussi risulta che sono in movimento circa 3 milioni di persone e il 10% di questi usa i mezzi pubblici. Lo ha detto la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, in audizione alla Commissione Trasporti della Camera circa le ricadute da coronavirus sul settore dei trasporti.
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Fase 2, Conte alle imprese: ‘Non vogliamo prolungare il lockdown’
‘Valutiamo riapertura anticipata dei negozi’. La ministra De Micheli: allo studio il buono dedicato alla mobilità alternativa, fino a 500 euro per bici e monopattini
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06 maggio 2020
23:22
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“Dal Governo non c’è alcuna volontà di protrarre questo lockdown residuo”. Così Giuseppe Conte sulla vendita al dettaglio e gli esercizi commerciali, nell’incontro con Rete Imprese Italia. “Se c’è la possibilità di anticipare qualche data, possiamo anche valutare delle aperture ulteriori”, ha aggiunto. Con il piano del ministro della salute e con le informazioni che Regioni ed enti locali dovranno mandare giornalmente “siamo nelle condizioni di un piano che ci consenta di tenere sotto controllo la curva del contagio anche a livello territorialmente molto circoscritto”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende, nell’incontro che si è concluso da poco con Rete Imprese Italia
Con l’avvio della fase due i primi dati confermano le previsioni del governo: dai flussi risulta che sono in movimento circa 3 milioni di persone e il 10% di questi usa i mezzi pubblici. Lo ha detto la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, in audizione alla Commissione Trasporti della Camera circa le ricadute da coronavirus sul settore dei trasporti. “E’ allo studio e in dirittura d’arrivo il riconoscimento di un buono di mobilità alternativa, per città metropolitane e aree urbane con più di 50mila abitanti, fino ad un massimo di 500 euro per l’acquisto di biciclette, monopattini” ha annunciato la ministra
Nel trasporto ferroviario “vengono incrementati i servizi per garantire i collegamenti principali sul territorio nazionale, nessuna limitazione è stata prevista per il trasporto merci”. Lo ha detto la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, in audizione alla Commissione Trasporti della Camera circa le ricadute da coronavirus sul settore dei trasporti, aggiungendo che “il prossimo 18 maggio scatterà quella che potremmo chiamare la fase 2.1 per il trasporto nel nostro paese”.
Mentre il governo lavora al decreto maggio e prosegue gli incontri prima con i sindacati, poi con Confindustria e il settore agricolo, l’altro tema al centro dell’attenzione è sicuramente quello delle riaperture, con il pressing delle Regioni. In un’intervista in prima pagina del Fatto Quotidiano, il premier Giuseppe Conte ha spiegato che “siccome ora ci sono soglie definite di allarme, siamo in condizione di studiare un’eventuale anticipazione delle aperture per ulteriori attività con differenziazioni geografiche. In presenza di un protocollo di sicurezza per spazi, ambienti e attività, si potrà decidere di anticipare le aperture di centri estetici, parrucchieri, ma anche teatri”.
Per le riaperture “tutti noi vogliamo arrivare alle differenziazioni territoriali – ha sottolineato il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, parlando a l’Aria che tira su la7 -. Dal 18 maggio molte attività potranno riaprire, ma lo si dovrà fare in sicurezza, e le Regioni che decideranno di farlo senza il rispetto delle linee guida Inail se ne assumeranno la responsabilità”.
Via libera, intanto, alla riapertura dei negozi di biciclette, dei rivenditori di barche e delle toelettature di animali. ll decreto del Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, che modifica il Dpcm del 26 aprile, ha ottenuto il via libera della Corte dei Conti e dovrebbe essere a breve pubblicato in Gazzetta Ufficiale. L’elenco dei codici Ateco dell’allegato 3 del Dpcm del 26 aprile viene modificato anche con l’inserimento dei codici per noleggio di autocarri; di altre macchine, attrezzature e beni materiali; attività di conservazione e restauro di opere d’arte.
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Tensione nel governo su regolarizzazione. Bellanova minaccia: ‘Così lascio’
Nuova riunione. Pd-Iv vogliono chiudere. M5s frena
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06 maggio 2020
23:18
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Iv minaccia l’uscita dal Governo se non si approverà subito. Il Pd spinge per portarla a casa. Il Movimento a 5 stelle frena, ma è spaccato al suo interno. Fuori dal Palazzo, il Papa e la Cei la chiedono a gran voce. Ed anche il mondo agricolo la invoca. Sulla regolarizzazione di braccianti, colf e badanti il Governo cerca una difficile quadratura con una trattativa ad oltranza che, come ieri, è proseguita per tutta la giornata tra i 4 ministri interessati: Teresa Bellanova (Politiche agricole), Luciana Lamorgese (Interno), Nunzia Catalfo (Lavoro) e Giuseppe Provenzano (Sud).
Ma la discussione ha coinvolto anche i capidelegazione della maggioranza. La soluzione non è ancora arrivata e continuerà il confronto e si deciderà se portare i provvedimento nel Decreto maggio che in settimana potrebbe andare in cdm. Problemi tecnici, sulla formulazione del testo, ma soprattutto politici, per il freno a mano tirato dai Cinquestelle. Bellanova pone un aut aut: braccianti, colf e badanti devono rientrare. Con un contratto temporaneo per sei mesi, rinnovabile. Per dare una risposta attesa soprattutto dal mondo agricolo, “altrimenti qualcuno si dovrà assumere la responsabilità di far marcire i prodotti nei campi”, incalza. E non è, sottolinea, “una battaglia strumentale per il consenso. Queste persone non votano. Se non passa, sarà un motivo di riflessione sulla mia permanenza al Governo. Non sono qui per fare tappezzeria”.
“Se c’è un ministro di un settore strategico come l’Agricoltura che minaccia le dimissioni sull’ipotesi di regolarizzazione di 600mila lavoratori irregolari, se c’è un contrasto nel governo su questo è gravissimo. sarebbe un pessimo segnale per chi lavora e paga le tasse regolarmente”, ha detto il leader della Lega Matteo Salvini a Skytg24 di Teresa Bellanova. “Io poi ovviamente sono contrario a una maxisanatoria di massa. A un settore strategico come quello dell’agricoltura serve un intervento immediato a fondo perduto e non regolarizzazioni”, ha concluso.
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Salvini, mozione sfiducia a Bonafede
Coalizione compatta
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07 maggio 2020
12:01
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“E’ stata presentata pochi minuti fa la mozione di sfiducia del centrodestra compatto al ministro Bonafede”. Lo ha annunciato Matteo Salvini in conferenza stampa.
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M5s, sfiducia a Bonafede perché scomodo
Potenti ammucchiati a difesa loro potere, ci faremo sentire
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07 maggio 2020
15:20
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“I partiti del centrodestra vogliono sfiduciare Alfonso Bonafede, un ministro scomodo. Scomodo per tutto quello che ha fatto in due anni di governo e per quello che rappresenta. Sfiduciare Alfonso significa sfiduciare la lotta alla corruzione, il contrasto alle mafie,le riforme per processi più brevi ed efficienti, le misure per garantire che nessuno rimarrà più impunito. C’è tutto un mondo di potenti ammucchiati in difesa del loro potere e dei loro interessi per cui Bonafede è un ministro scomodo. Facciamoci sentire”. E’ quando si legge in un post sul blog del M5S.
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Salvini, Zaia premier? Intanto votiamo
Governatore è pedina squadra, orgoglio si parli premier leghista
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07 maggio 2020
15:38
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“Zaia premier? Facciamo che lo decidono gli italiani… Gli italiani potranno tornare a votare prima o poi a meno che non si creda che questo governo che litiga tutti i giorni debba andare avanti. Quando si vota noi torniamo con una squadra compatta in cui Zaia è una pedina. Se poi i giornali stranieri dicono che il nuovo leader dell’Italia è uomo della Lega per me è solo motivo di orgoglio”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salini a L’Aria che tira su L7.
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29.958 le vittime, 274 più di ieri
Diminuiscono i malati e le terapie intensive, aumentano guariti
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07 maggio 2020
19:05
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Sono salite a 29.958 le vittime per coronavirus in Italia, con un incremento di 274 in un giorno.
Ieri l’aumento era stato di 369. Il dato è stato reso noto dalla Protezione civile. Diminuiscono invece i malati e i ricoveri nelle terapie intensive: i malati sono 89.624, in calo rispetto a ieri di 1.904, mentre sono 1.311 le terapie intensive, 22 meno di ieri. Le persone ricoverate con sintomi sono invece 15.174, con un decremento di 595 rispetto a ieri, mentre sono 73.139 le persone in isolamento domiciliare, 1.285 in meno rispetto a ieri. Infine, sono 96.276 i guariti dal coronavirus in Italia, con un incremento di 3.031 rispetto a ieri. Mercoledì i pazienti dimessi e guariti erano oltre ottomila.
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Regolarizzazioni, testo chiuso tranne durata permessi
2 o 3 mesi,si tratta. Stranieri fotosegnalati in Italia entro 8/3
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07 maggio 2020
21:29
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C’è la durata dei permessi di soggiorno temporanei che ‘balla’ ancora nel testo sulla regolarizzazione messo a punto dopo un lungo confronto tra i ministri Teresa Bellanova, Luciana Lamorgese, Nunzia Catalfo e Giuseppe Provenzano: 3 o 2 mesi? Si definirà a breve con Catalfo che continua a chiedere il periodo più breve. Per il resto l’accordo è stato raggiunto sull’articolato che punta all’emersione di braccianti, colf e badanti in nero, anche per – si sottolinea – garantire adeguati livelli di tutela della salute nell’emergenza Coronavirus. Se, come sembra, andrà in porto, sarà la quarta sanatoria dopo quelle del 2002, del 2009 e del 2012.
Due i canali di regolarizzazione proposti. Il primo è attivato dal datore di lavoro che – tramite un contratto – fa emergere un irregolare che deve però già trovarsi sul territorio nazionale e deve essere stato fotosegnalato dalle forze di polizia in Italia prima dell’8 marzo scorso. Allo straniero, dopo una serie di verifiche, sarà accordato un permesso di soggiorno valido per la durata del contratto, rinnovabile in caso di nuovi rapporti di lavoro.
Il secondo canale è il più controverso. E’ quello dei tanti stagionali in agricoltura che hanno perso il lavoro in questa fase di crisi o a cui è scaduto il contratto: queste persone potranno avere un permesso temporaneo per ricerca lavoro. La ministra Bellanova lo chiedeva di sei mesi di durata, appoggiata da Provenzano; la collega Catalfo era fortemente contraria. Si è arrivati quindi alla mediazione – spinta da Lamorgese – di tre mesi. La ministra M5s insiste però per 2. La sensazione è che alla fine il testo passerà. “Non è una questione di bandierine – spiega Provenzano – ma di civiltà e bisogna fare di tutto per portare il provvedimento nel dl maggio, arrivando ad una sintesi”.
Sono esclusi dalla regolarizzazione i destinatari di provvedimenti di espulsione, i condannati e i soggetti considerati “pericolosi per la sicurezza dello Stato”. La norma, alla cui definizione tecnica si sono impegnati gli uffici legislativi dei quattro ministeri coinvolti, è complessa per la serie di adempimenti che mette in moto per le amministrazioni.
Ed al Viminale – una volta approvata la misura – serve un congruo periodo di tempo per attivare la piattaforma informatica necessaria a gestire le richieste, così come è stato fatto in passato.
Quanto ai numeri che la regolarizzazione produrrà, non ci sono certezze: si varia da 2-300mila fino a 600mila. In agricoltura, le associazioni di categoria segnalano una carenza di 200mila persone per la raccolta. E dei circa 300mila stranieri impiegati nelle campagne italiane, l’Osservatorio Placido Rizzotto stima che gli irregolari siano il 35%. Mentre negli accampamenti informali, i cosiddetti ‘ghetti’ sparsi in vari territori, vivono tra 160mila e 180mila persone. Senza alcuna tutela sanitaria. Per il lavoro domestico, Assindatcolf conta 860 mila persone in regola e ben 1,2 milioni senza contratto. La categoria sta scontando pesantemente l’emergenza Coronavirus: ad aprile le assunzioni sono crollate del 50% ed i licenziamenti cresciuti del 30% rispetto all’anno precedente.
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Spadafora, non è tempi di crisi governo
Non ce lo possiamo permettere con emergenza come questa
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07 maggio 2020
16:09
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“Non credo che possiamo permetterci di pensare a crisi di governo con un’emergenza sanitaria come questa. Mi auguro ci sia buon senso da parte di tutti, maggioranza e opposizioni”. Lo sottolinea, rispondendo ai cronisti davanti Palazzo Chigi, il ministro per lo Sport e le Politiche Giovanili Vincenzo Spadafora.
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Bonomi: ‘Misure non vanno, ora tagliare l’Irap’
Il presidente designato di Confindustria: ‘Cancellare navigator, non risolveranno la disoccupazione’
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07 maggio 2020
23:50
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Il presidente designato di Confindustria, Carlo Bonomi, indica tre misure al Governo come priorità per le imprese: “Tagliare l’Irap, pagare i debiti della P.a alle imprese private , sbloccare i fondi già finanziati per le opere pubbliche”. Ospite di Piazza Pulita su La7 sottolinea che le misure già varate “non arrivano, non hanno i loro effetti”. E in particolare indica: “Abbiamo chiesto espressamente un taglio dell’Irap. Abbiamo chiesto qualcosa di urgente, di immediato. perchè fare una miriade di interventi a pioggia non serve”. Si può fare in occasione degli acconti di giugno, vale “9 miliardi. E’ semplice, automatico, lo Stato non deve fare nulla”. E’ “una semplificazione”.
“Fase 2 partita molto male, non ci hanno ascoltato” – La ‘fase 2’ è partita “male, molto male”, dice il presidente designato di Confindustria, Carlo Bonomi, ospite di Piazza Pulita su La7. “Molto male, ma lo sapevamo. Purtroppo da 5 settimane chiedevamo un metodo per la fase due, ma non ci hanno ascoltato”. Gli imprenditori hanno aperto “assumendosi tutta la responsabilità”, ascoltando “la disperazione” degli imprenditori, “l’angoscia” dei lavoratori.
“Cancellare navigator, non risolveranno disoccupazione” – Del reddito di cittadinanza “nel 2018 io stesso dicevo che la componente che andava a intervenire sulle persone che non hanno reddito era corretta”, dice il presidente designato di Confindustria, Carlo Bonomi, ospite di Piazza Pulita su La7 puntando invece il dito sulla “parte di politiche attive”, i navigator , “La grande risorsa della Repubblica che si chiamano i navigator è stata un grande fallimento, continua a costarci una marea di miliardi, e nessuno vuole ammettere che non funziona e va cancellata. Non credo che i problemi di disoccupazione cui purtroppo andremo incontro li risolveranno i navigator”, avverte.
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