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Tensioni a Napoli durante controlli PS
Questura, agenti minacciati. Centro sociale, abusi forze ordine
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NAPOLI
14 giugno 2020
23:53
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Momenti di forte tensione questa sera nella centrale Piazza Bellini, una delle aree della movida napoletana, durate un servizio di controllo da parte di operatori della Polizia. Secondo la Questura nell’identificare alcune persone gli agenti “sono stati insultati, accerchiati e minacciati da numerose persone”. Gli agenti, evidenzia la questura, hanno riportato contusioni e le auto di servizio sono state danneggiate. Dice il questore Alessandro Giuliano: “Gli operatori delle Volanti hanno gestito la situazione con equilibrio, a fronte di un inaccettabile comportamento aggressivo e minaccioso di decine di persone. Verranno svolte indagini per individuare i responsabili di queste condotte”.
Di diverso parere il centro sociale Mezzocannone occupato: “Tre nostri attivisti sono stati bloccati ingiustificatamente a Piazza Bellini. Segue il video che documenta gli abusi perpetrati dalle forze dell’ordine. Chiediamo a tutte e tutti di raggiungerci fuori la Questura per dire basta a qualsiasi forma di abuso in divisa”.
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Latitante da 7 anni catturato in Romania
Individuato dai Cc, ricercato per riduzione in schiavitù
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SAN LUCA (REGGIO CALABRIA)
15 giugno 2020
06:00
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Un latitante ricercato da sette anni, Lacatus Viorel, di 53 anni, romeno, è stato arrestato nel suo Paese dal servizio investigazioni criminali rumeno. Era ricercato in Italia per riduzione in schiavitù, maltrattamenti e ricettazione.
Decisive le indagini dei Carabinieri di San Luca, che hanno portato all’emissione di un mandato d’arresto europeo della Procura di Reggio Calabria. Il blitz è scattato giovedì scorso su indicazione dei militari di San Luca, che hanno localizzato Viorel a Reteag Bistrida Nasau al termine di indagini svolte con la collaborazione della polizia rumena e il supporto di Sirene, l’ufficio del Ministero dell’Interno che assicura il raccordo con le polizie estere. L’uomo era irreperibile dal 2014, quando la Procura reggina aveva emesso un ordine di esecuzione per la carcerazione unificando una serie di pene per un totale di oltre sei anni. Al termine delle procedure di estradizione, l’ex latitante rientrerà in Italia per scontare la condanna.
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Maturità: a scuola 13 mila commissioni
Sorteggio oggi della lettera da cui iniziare per i colloqui
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15 giugno 2020
08:44
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Riaprono le scuole italiane in vista degli esami di maturità di mercoledì 17 giugno. In questi minuti si stanno insediando 13 mila commissioni d’esame: dalle 8,30 infatti è previsto l’insediamento di docenti interni e dei presidenti che sono esterni che svolgeranno la riunione plenaria in presenza. Questa, come poi gli esami, si svolgerà sulla base delle disposizioni sanitarie previste dai protocolli di sicurezza. Ogni commissione sorteggerà una lettera dell’alfabeto e da lì si procederà da mercoledì con i colloqui in ordine alfabetico. Il numero dei candidati che sostengono il colloquio, per ogni giornata, non potrà essere superiore a cinque, salvo esigenza organizzativa motivata.
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Detenuto torturato, 3 agenti nei guai
Chiesto il rinvio a giudizio a Ferrara
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BOLOGNA
15 giugno 2020
08:47
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Tre agenti di polizia penitenziaria sono accusati a Ferrara del reato di tortura per aver fatto spogliare e picchiato in cella un detenuto. Per loro la Procura ferrarese ha chiesto il rinvio a giudizio e l’udienza preliminare è fissata per il 9 luglio.
La vittima, riportano i quotidiani locali, è in carcere per omicidio. I fatti risalgono al 30 settembre, dopo di che l’uomo è stato trasferito a Reggio Emilia. Secondo il pm Isabella Cavallari, in occasione di una perquisizione, è stato oggetto di “trattamento inumano e degradante per la dignità della persona”: è stato fatto denudare e inginocchiare e in quella posizione percosso, anche con un oggetto di metallo, quindi lasciato lì fino a quando non l’ha notato il medico del carcere. Due agenti sono accusati anche di falso e calunnia, per i rapporti sulla vicenda. Il detenuto ha avuto una prognosi di 15 giorni.
Imputata anche un’infermiera del carcere, per false attestazioni.
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Maxi sequestro droga in porto Salerno
Gdf trova 3 tonnellate hashish e 1 mln pasticche anfetamine
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NAPOLI
15 giugno 2020
08:53
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Maxi sequestro di droga per un valore complessivo di 40 milioni da parte deI nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, all’interno di un container in sosta presso il porto di Salerno. Sono stati trovate circa 3 tonnellate di hashish e 1 milione di pasticche di amfetamine (per peso complessivo 190 kg). Gli stupefacenti erano nascosti in un carico di copertura costituito da oltre 4.500 capi di abbigliamento di varie marche, risultati contraffatti e anch’essi sottoposti a sequestro. L’ispezione del container è avvenuta in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e con l’impiego di un apparato scanner. L’individuazione del carico è il frutto dell’incrocio delle risultanze investigative del G.I.C.O. di Napoli con l’analisi della documentazione acquisita presso le società di navigazione da cui è emerso che il container era giunto dalla Siria presso il porto di Salerno.
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Auto giù da ponte, 2 morti nel Milanese
Madre 43enne morta nel Bresciano, ferito il figlio di 8 anni
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MILANO
15 giugno 2020
09:03
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Due uomini sono morti in un incidente stradale a Vermezzo con Zelo, nel Milanese, intorno alle 20 di domenica sera, quando l’auto su cui viaggiavano è uscita di strada, forse per l’alta velocità, ed è volata giù dal ponte sulla provinciale 30, all’altezza del collegamento con la statale Vigevanese, che corre lungo il Naviglio.
Sul posto sono arrivati il personale del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri. Per i due uomini non c’è stato nulla da fare, sono morti sul colpo. Nessun altro veicolo è stato coinvolto.
È invece una mamma di 43 anni di origini romene la donna morta nel pomeriggio nell’incidente avvenuto a Desenzano, in provincia di Brescia. La donna era in auto con il figlio di otto anni che era seduto sul sedile posteriore e che è rimasto ferito in modo serio, ma non sarebbe in pericolo di vita. La 43enne è morta sul colpo quando la sua auto si è scontrata frontalmente con una vettura sulla quale viaggiava una giovane coppia bergamasca rimasta illesa.
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Otto morti in Rsa, arrestato infermiere nell’Ascolano
Operazione dei carabinieri, anche quattro tentati omicidi
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ASCOLI PICENO
15 giugno 2020
09:28
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Operazione dei carabinieri di Ascoli Piceno in relazione a otto omicidi volontari e quattro tentati omicidi di pazienti anziani ospiti in una residenza sanitaria assistenziale della provincia: viene data esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di un infermiere. Impegnati diversi militari del nucleo investigativo di Ascoli Piceno, della Compagnia di San Benedetto del Tronto e della stazione di Offida.
L’infermiere, in servizio presso la Rsa di Offida, è indagato per otto omicidi volontari premeditati e 4 tentati omicidi degli anziani avvenuti tra il gennaio 2017 e il febbraio 2019, nei periodi in cui l’infermiere prestava servizio presso la struttura. L’ipotesi è che i decessi siano avvenuti somministrando farmaci non previsti o in dosi eccessive. Contestate, fa sapere il procuratore Umberto Monti, “le ulteriori aggravanti dell’aver commesso i fatti con mezzi insidiosi (ripetute somministrazioni indebite di farmaci, promazina, insulina, anticoagulanti, per dosi e/o tipologia non previsti e controindicati, al fine di causare i decessi), e con abuso dei poteri e violazione dei doveri inerenti la funzione di infermiere che espletava”. A fondamento della misura cautelare sono stati acquisiti “gravi indizi di colpevolezza e sono state ravvisate esigenze cautelari”.
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Le indagini hanno preso avvio nel settembre 2018 grazie ad una operatrice socio sanitaria in servizio presso la stessa struttura. “Dopo aver cercato di esternare i suoi sospetti ad altro personale sanitario e ad alcuni suoi superiori senza trovare ascolto – spiega il procuratore di Ascoli Piceno Umberto Monti – si è rivolta ai carabinieri della stazione di Offida, che non hanno sottovalutato la segnalazione, l’hanno coordinata con alcune lamentele da parte dei familiari degli ospiti e hanno interloquito immediatamente con la Procura della Repubblica per gli eventuali approfondimenti”.
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Secondo la Procura nella Rsa di Offida c’è stato il doppio dei decessi rispetto alle altre 2 strutture del territorio. Le indagini erano partite nell’autunno 2018 dalla segnalazione di una Oss ai carabinieri, come già scritto sopra.
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Sospeso un anno medico accusato molestie
A Faenza, nel Ravennate. L’indagato nega tutto
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RAVENNA
15 giugno 2020
10:09
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Un medico di Faenza, nel Ravennate, è stato interdetto dall’esercizio della professione per un anno dal Gip del Tribunale di Ravenna su richiesta della Procura in seguito alle accuse di violenza sessuale, mosse da due pazienti. Gli episodi, secondo quanto riferito dalla stampa locale, sono avvenuti il 12 e il 13 maggio scorso nell’ambulatorio faentino del medico. Le due donne, prima una quarantenne paziente da anni e poi una più giovane, paziente da qualche mese, erano andate da lui per proseguire programmi terapeutici, denunciando poi approcci sessuali da parte dell’uomo. Questi nell’interrogatorio di garanzia di martedì scorso, ha negato tutto. La difesa si è già detta pronta al Riesame.
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Scieri: 5 avvisi chiusura indagini
Per l’inchiesta condotta dalla procura di Pisa
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PISA
15 giugno 2020
10:14
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La polizia sta notificando a cinque persone l’avviso di conclusione delle indagini preliminari della procura di Pisa in relazione alla morte di Emanuele Scieri, l’allievo parà della Folgore morto il 13 agosto 1999 nella caserma Gamerra di Pisa. Le indagini, condotte dalla squadra mobile di Firenze e dalla sezione di pg della polizia della procura pisana nell’estate del 2018 portarono a una misura cautelare per omicidio.
Sulla morte di Scieri sta procedendo anche la magistratura militare che ai primi di giugno chiesto il rinvio a giudizio per tre ex caporali accusati di violenza a inferiore mediante omicidio pluriaggravato in concorso: il 17 luglio fissata l’udienza preliminare.
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Azzolina, le scuole si ripopolano sì maturità in presenza
Oggi l’insediamento delle commissioni d’esame. Il ministro: ‘Un primo rientro dopo il lockdown’
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15 giugno 2020
10:53
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“Stamattina tornano a scuola i docenti delle classi quinte del secondo grado, si riuniscono le commissioni d’Esame. Un primo rientro dopo il lockdown. Resto convinta che fosse giusto mantenere gli Esami, farli in presenza e in sicurezza. Perché con il secondo ciclo si chiude un lungo percorso di studi e l’Esame è uno snodo verso la vita da adulti.
Era giusto far vivere questo passaggio agli studenti. Oggi la scuola comincia a ripopolarsi. È un primo segnale di ritorno alla normalità”. Lo scrive la ministra Lucia Azzolina.
“Voglio ringraziare tutti i commissari e presidenti di commissione che accompagneranno i maturandi in queste giornate”, scrive la ministra su fb. “Ora lavoriamo per settembre con l’obiettivo di riportare tutti in classe”, conclude la ministra.
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Truffe: 4 mln litri gasolio, 13 arresti
Operazione Fiamme Gialle, 6,7 milioni di euro sotto sequestro
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TARANTO
15 giugno 2020
10:54
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La Guardia di Finanza di Taranto ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare del gip Rita Romano, su richiesta della pm Marzia Castiglia, nei confronti di 14 persone (2 in carcere, 11 ai domiciliari, un obbligo di dimora), coinvolte in una inchiesta su un presunto traffico illecito di 3,9 milioni di litri di gasolio agricolo. Gli indagati sono 19 in tutto, a vario titolo accusati di associazione per delinquere finalizzata al falso, alla sottrazione di imposta e all’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Disponibilità finanziarie per 6,7 milioni di euro sono state poste sotto sequestro preventivo nelle province di Taranto e di Bari . Secondo gli inquirenti, i titolari di sei depositi facevano figurare che quel gasolio venisse venduto per uso agricolo, quindi ad accisa agevolata, mentre finiva per lo più in autotrazione, a imposta più alta: a questo scopo impiegavano titoli autorizzativi (libretti Uma) falsificati, riconducibili a posizioni cessate o ad agricoltori ignari della truffa.
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Statua Montanelli presidiata dai vigili
Pattuglia nel parco con i lampeggianti accesi
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MILANO
15 giugno 2020
10:56
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La polizia locale di Milano ha controllato a vista durante la notte la statua di Indro Montanelli, imbrattata da giovani dei collettivi studenteschi nella serata di sabato. Un’auto con i lampeggianti accesi si è posizionata all’interno del parco dove si trova la statua, transennata in attesa oggi che venga ripulita da una ditta specializzata.
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Detenuto spogliato e picchiato, 3 agenti accusati di tortura
Nel carcere di Ferrara, il pm ha chiesto il rinvio a giudizio
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BOLOGNA
15 giugno 2020
11:20
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Tre agenti di polizia penitenziaria sono accusati a Ferrara del reato di tortura per aver fatto spogliare e picchiato in cella un detenuto. Per loro la Procura ferrarese ha chiesto il rinvio a giudizio e l’udienza preliminare è fissata per il 9 luglio.
La vittima, riportano i quotidiani locali, è in carcere per omicidio. I fatti risalgono al 30 settembre, dopo di che l’uomo è stato trasferito a Reggio Emilia. Secondo il pm Isabella Cavallari, in occasione di una perquisizione, è stato oggetto di “trattamento inumano e degradante per la dignità della persona”: è stato fatto denudare e inginocchiare e in quella posizione percosso, anche con un oggetto di metallo, quindi lasciato lì fino a quando non l’ha notato il medico del carcere. Due agenti sono accusati anche di falso e calunnia, per i rapporti sulla vicenda. Il detenuto ha avuto una prognosi di 15 giorni.
Imputata anche un’infermiera del carcere, per false attestazioni.
I tre agenti avrebbero agito “con crudeltà e violenza grave” approfittando “della condizione di minorata difesa derivante dall’averlo ammanettato”. E’ quanto contesta la Procura nella richiesta di rinvio a giudizio, firmata dal pm Isabella Cavallari.
“Qui non c’è nessuno, comandante e ispettore sono solo io”. Le parole sarebbero state di uno dei tre agenti della Penitenziaria a Ferrara. La frase, riportata nella richiesta di rinvio a giudizio, secondo la Procura sarebbe stata pronunciata da uno dei tre, un sovrintendente, dopo che la vittima, da lui colpita ripetutamente anche con un oggetto di ferro, aveva invocato il comandante di reparto del carcere. A quel punto sarebbe entrato nella cella il secondo agente, un assistente capo, dicendo: “Ora tocca a me”. Anche lui quindi avrebbe iniziato a picchiare e insultare il detenuto, seguito dal terzo agente, che ha fatto anche da palo.
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Alice e i ragazzi del bosco Rogoreto
Simone Feder raccoglie la vita perduta e salvata di una tossica
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15 giugno 2020
09:54
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SIMONE FEDER ‘ALICE E LE REGOLE DEL BOSCO’ (MONDADORI PP 168 E.17,00) – L’esame di maturità da sempre segna un passaggio, l’ingresso nella vita adulta. Tra i maturandi di quest’anno c’è una ragazza per la quale ha un significato davvero profondo, di rinascita. E’ un simbolo di speranza, si può entrare giovanissimi nella tossicodipendenza, rovinarsi la vita, rischiare di collassare per strada senza nessuno a salvarti, e con tanta forza, supporto e incontri giusti, si può uscirne, avendo quell’inferno dentro domato e una testimonianza da offrire ai tuoi coetanei. Alice, con le sue ferite rimarginate, il suo vissuto di due anni terribili quanto purtroppo comuni, sta meglio, è guarita e fa l’esame di maturità. La sua storia, potente, tragica, dolorosa, ma con il finale a riscattare tutto, è stata raccolta e raccontata da Simone Feder, lo psicologo che lavora da anni nelle strutture della comunità Casa del Giovane di Pavia dove è coordinatore dell’Area Giovani e dipendenze e che ha scelto di essere accanto a questi ragazzi, con rispetto, accoglienza e amore, insieme hanno scelto di renderla pubblica. Esce in questi giorni Alice e le regole del bosco, per le strade blu di Mondadori. Di droga non si parla tanto se non quando c’è da raccontare tragedie. Desiree Mariottini aveva 16 anni quando è stata violentata e lasciata morire da un mix di droghe, Pamela Mastropietro 18 quando è fuggita dalla comunità di recupero per andare a drogarsi e ha trovato un martirio indicibile. Ragazze da non dimenticare, Alice poteva essere una di loro, ha fatto esperienze simili e nel libro trova la forza di raccontarle, a noi la sfida di sostenere la lettura. Il centro di tutto è Rogoreto, il boschetto al di là della stazione vicino Milano.
Dietro quelle sterpaglie, sorvegliate dai ‘pali’, ci sono le ‘prese’: la piazza di spaccio dove ormai con pochi euro puoi comprare la nera (l’eroina), la cocaina e tutto quello che ti pare. Poi sali per le scale, perché ti serve la luce per sciogliere la roba, e ti fai, la fumi o ti fai un ‘punto’, un buco. Le scale sono piene di spade, siringhe, pozze di sangue, panni sporchi. Entrare nel bosco è facile per i tossici, difficile per tutti gli altri, persino le ambulanze non entrano.
Nel libro tra i tanti sconvolgenti racconti, tutti veri purtroppo affatto romanzati, dalla ragazzina che partorisce lì dentro, a quella che pur di avere la droga diventa il sesso a disposizione degli spacciatori, dal ferroviere con il kit salvavita al Narcon al tossico che con le istruzioni date dagli operatori sanitari riesce ad inturbare un compagno in fin di vita.
Alice, che va bene a scuola, fa il liceo scientifico a Pavia, ha 17 anni e fa il quarto con ottimi risultati, s’innamora di Samu, più o meno n coetaneo che invece scuola la salta spesso, è entrato nella dipendenza, fuma eroina, ‘smetto quando voglio’ dice ad Alice che si è innamorata di lui al primo sguardo.
Purtroppo è solo il titolo di un film e questo è l’inizio di una storia che va a fondo, cruda, senza retorica, sfacciatamente tragica. Aggiorna agli anni 20 gli anni ’70 tossici di Christiane F e i ragazzi dello zoo di Berlino, cambiano i prezzi, cambiano le modalità ma resta sempre la dipendenza a portarti giù in un vortice infernale per cui non reggi più la scuola, vai fuori casa, vivi per strada senza lavarti, sempre più pelle e ossa, a tirare su pochi soldi con le ‘scollette’ a Piazza Duomo e appena puoi torni al boschetto corri mille dannati rischi pur di drogarti e non pensare a nulla.
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La storia di Alice e degli altri coetanei raccontati nel libro – vuoi bene a tutti da subito e speri che tutti vedano la luce in fondo al tunnel, invece no, Marco non ce la fa, addio università meglio farla finita e si butta sotto il treno – non è da giudicare, sono ragazzi che hanno tutto e niente, non sono così problematici, vivono un disagio esistenziale comune ma non sanno come gestirlo fin quando la droga non lo annulla con una illusione momentanea. Ci sono genitori, come è capitato a Samu, che scoprono (tardi) le condizioni in fin di vita del figlio e con l’abbraccio lo riportano nel nido, altri con i fogli ‘chi l’ha visto?’ che si aggirano fuori il boschetto sperando di trovarlo, mezzo morto anche va bene purchè si faccia curare e altri più impotenti. C’è Daria l’amica di Alice tenacemente coraggiosa a tirarla fuori, c’è la professoressa di arte che a perdere quella ragazzina proprio non ci sta. E poi c’è Simone che con altri volontari va lì ogni settimana, ogni Natale, piove, nevica e c’è il sole, si fa un cuore tanto a vederli moribondi sbattuti sui binari, ma li chiama per nome, gli offre un panino, li considera persone, semina amore, l’amore fa miracoli si sa. Gli operatori che si sporcano le mani, che non hanno paura di guardare l’inferno negli occhi di questi ragazzini perduti che possono essere nostri figli, alla lunga vincono: nel giorno in cui Alice farà la maturità, un giovane neanche 16enne cocaina dipendente ha accettato di iniziare il percorso di recupero. Sarà una bella giornata.
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Stefano De Martino, sogno di incontrare Arbore
Da 16/6 a Made in Sud su Rai2, in attesa uscita Arctic in sala
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15 giugno 2020
09:44
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“Non amo forzare le cose. Per me accadono quando devono accadere. Però il mio sogno è che Renzo Arbore ‘capiti’ in studio. O di incrociarci tra un programma e l’altro. Siamo tutti e due lì, a Rai2…”. In barba ai gossip, agli amori e alle rotture, vere o presunte. In barba alle copertine, al fascino da sex symbol, ai 4,3 milioni di followers che impazziscono a ogni suo sguardo. Forse stupisce che a voler incontrare “l’uomo che ha inventato la tv di oggi”, come dice lui, è Stefano De Martino, classe 1989, nato come ballerino ad Amici, per molti conosciuto per il matrimonio con Belen Rodriguez. O forse no, perché per lui, cresciuto nella danza dove la fatica è pane quotidiano, “le cose si fanno seriamente, studiando” e puntata dopo puntata sta diventato uno dei giovani conduttori più apprezzati di Rai2 Dopo l’avventura con “Stasera tutto è possibile”, è pronto a tornare con Fatima Trotta alla guida di “Made in Sud”, decima edizione dello show comico a forti tinte partenopee di Rai2, in collaborazione con Tunnel Produzioni, al via da martedì 16 giugno in prima serata. Con loro, le incursioni di Biagio Izzo, gli ospiti fissi Lello Arena e Sal Da Vinci e, in alcune puntate, Enzo Avitabile. Più il cast di oltre quaranta artisti della risata.
“E’ la terza volta che torno a lavorare qui quest’anno, anche se ora è tutto cambiato”, racconta De Martino, durante le prove dall’Auditorium del CPTV di Napoli. Dopo Top Dieci di Carlo Conti, Made in Sud è tra i primi programmi di intrattenimento Rai a tornare “in scena” da un grande studio dopo il lockdown. “Paura? Non ne ho mai avuta per me, magari per i miei familiari, per mia nonna – racconta lui – Oggi in studio fa un po’ impressione vedere tutto sanificato, le mascherine, le distanze, niente pubblico in platea. Abbiamo preso la situazione come stimolo creativo. Non si può ridere di tutto, ma ci si può provare – riflette – Prenderemo di mira i nuovi piccoli gesti quotidiani, la logistica della nostra vita, le nuove ossessioni.
Ovviamente nel rispetto della drammaticità di ciò che sta accadendo. Ci lasceremo ispirare anche dai video che circolavano su web e social durante la pandemia, per esorcizzare alcune paure”. “Un Made in Sud in alcuni aspetti ‘nuovo’ – concorda la Trotta – dove tra conduttori e comici si dovrà tenere il distanziamento sociale, ma ce la metteremo tutta per far divertire”.
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Nella prima delle sei puntate, anche il rapper Clementino che duetterà con Avitabile e l’omaggio al Maestro Renato Carosone, in occasione dei 100 anni dalla nascita, con un medley delle sue canzoni.
E chi lo conosce racconta che De Martino per prepararsi studia ore e ore i pezzi d’archivio della tv italiana. “E’ vero – ride lui – guardo le vecchie puntate di Canzonissima o Indietro tutta. Imparo, prendo ispirazione. Arbore è il più grande. In tutti i programmi di oggi vedo un accenno al suo processo creativo. Prendi Ciao Darwin e le due ‘murate’ di persone, i tipi strani, il carrozzone… funziona ancora tutto. Mi piacerebbe moltissimo osservare come lavora, come costruisce una scaletta o decide i contenuti di una puntata”. Intanto, si attende l’arrivo in sala della sua prima volta da doppiatore in “Arcitic – Un’avventura glaciale”, cartoon dai forti messaggi ambientalisti, la cui uscita in Italia è stata fermata dal lockdown. “Un mese e mezzo chiuso in studio a imparare: è la prova che quest’anno mi ha più divertito e impegnato. E per una volta sono sicuro che mio figlio Santiago lo guarderà contento”, dice. Per lui, la voce del protagonista: “Speedy, volpe artica, che sogna di diventare una cane da slitta – spiega – Ruolo che fisicamente non le può appartenere, ma saprà trovare la sua strada”. È l’inizio di una nuova carriera da attore? “Il cinema non è mai stato un passaggio scontato e bisogna studiare molto – risponde – Qualche offerta è arrivata. Ho declinato perché mi offrivano ruoli come l’insegnante di danza, il ragazzo napoletano. Troppo simili a me. Io amo le sfide”.
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I vecchietti di Di Gregorio non si muovono
‘Lontano lontano’ su RayPlay ora è anche un libro
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15 giugno 2020
09:35
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Non perdete ‘Lontano lontano’, già al Tff poi in sala con Parthènos e dal 18 giugno in esclusiva su RayPlay, film pulito, delizioso e anche con una sua morale che si potrebbe sintetizzare così: i sogni dei vecchi devono viverli i giovani. E questo tanto più se i vecchi sono romani doc, ovvero ammantati da quella filosofia del disincanto di chi ne ha viste tante per prendere ogni cosa troppo seriamente. Diretto e interpretato da Gianni Di Gregorio con Ennio Fantastichini (nella sua ultima interpretazione) e Giorgio Colangeli, Lontano lontano racconta appunto di sogni che non invecchiano mai.
O almeno è quello che pensano Attilio (Fantastichini), tonico venditore di bric e brac a Porta Portese; Giorgetto (Colangeli), radicato scansafatiche con banco di verdure, e infine, il “Professore” (Di Gregorio). Il film, tratto dalla prima delle tre novelle del libro omonimo di Di Gregorio appena distribuito da Sellerio, racconta di tre pensionati romani, stanchi del quotidiano arrabattarsi, che sognano di scappare in qualche posto esotico dove la loro pensione valga di più. Cominciano così a raccogliere il capitale necessario e studiano anche, guidati dall’acuto prof. Federmann (Roberto Herlitzka), dove andare con questo unico criterio: un paese davvero sicuro in tutti i sensi, “senza violenza, meduse, terremoti e maremoti”.
Alla fine il luogo scelto sono le Azzorre, ma i tre pensionati non sono più tanto convinti di partire. Anche perché, nel frattempo, si sono affezionati ad Abu (Salih Saadin Khalid) ,giovane migrante che Giorgetto ha come adottato. L’idea del film ha spiegato Di Gregorio (Il pranzo di ferragosto): “me l’ha data Matteo Garrone che mi ha stimolato a scrivere di un pensionato povero costretto ad andare all’estero. Così, dopo tre anni di lavoro, sono arrivato a scrivere prima un racconto e poi la sceneggiatura del film”. Dice invece di Fantastichini: “Mi manca tantissimo. Provo un dolore tremendo che non sia qui.
È stato un uomo e un attore straordinario, che nascondeva dietro la sua leggerezza una grande tensione morale. Era poi un vulcano – aggiunge – che ci aveva schiavizzati tutti. La prima volta che l’ho incontrato, insieme a Colangeli, per pranzo dopo un po’ ha vinto tutte le nostre resistenze alimentari tanto che siamo usciti dal ristorante completamente stravolti”. Per Colangeli, ‘Lontano lontano’: “è un film a rilascio lento difficile da raccontare. Quello che succede è banale, ma poi dentro ci sono cose molto complesse”. Sul fatto che i vecchietti protagonisti, a differenza dei loro coetanei di molte fiction Usa, non ce la fanno a vivere il loro sogno, spiega Gianni Di Gregorio: “Noi siamo piu acciaccati, più romani. Non ho mai fatto uno sport in vita mia”. Nel cast del film, prodotto da Bibi Film con Rai Cinema in coproduzione con la francese le Pacte, anche Daphne Scoccia, Francesca Ventura, Silvia Gallerano, Iris Peynado e Galatea Ranzi.
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Suore centenarie battono il Covid
Guarita a 102 anni, neppure contagiata a 106
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PARMA
15 giugno 2020
11:26
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Suor Bruna Begatti, 102 anni, ha vinto la battaglia contro il Covid-19. Suor Eurice Antichi, che di anni ne ha 106 e nella sua vita fu graziata anche dalla ‘Spagnola’, non è stata contagiata nonostante nella casa di riposo dove risiede, a Parma, ci siano stati diversi casi di Coronavirus. La storia delle due inossidabili religiose della congregazione delle Piccole Figlie, ospiti della struttura Villa Chieppi nella prima periferia della città emiliana, è raccontata dalla Gazzetta di Parma. Suor Bruna è stata colpita dall’infezione che nella casa di riposo è costata la vita anche ad alcune religiose. Lei invece, nonostante la gravità delle sue condizioni è riuscita a combattere il male. VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO
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Nuovo raid vandalico alla scuola Falcone
Vetri infranti e locali a soqquadro
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PALERMO
15 giugno 2020
11:28
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Nuovo raid vandalico nella scuola Giovanni Falcone allo Zen a Palermo. Banchi e cattedre sono stati rovesciati, fogli e materiale scolastico sparsi per le aule, vetri infranti e infissi rotti.
L’atto vandalico potrebbe essere accaduto in un arco temporale che va da venerdì alla notte scorsa. Sono in corso i rilievi da parte del personale per quantificare i danni provocati nella scuola. L’ultima volta nella scuola erano stati rubati i motori dell’acqua e il plesso era stato allagato.
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Montanelli, Manfredi, no gesti violenti
“Non dobbiamo aver paura contestazione ma viga tolleranza”
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15 giugno 2020
11:34
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Sulle proteste nei confronti della statua di Montanelli “nell’università sono nate le contestazioni più estreme, è nel suo Dna. Che poi sfocino in gesti violenti questo deve essere condannato. Però non dobbiamo aver paura della contestazione, questo fa parte della democrazia, l’importante è che tutto resti in un alveo di tolleranza e discussione, anche forte”. Lo ha detto il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi a Radio Capital.
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