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Mirabilandia, sabato riapre il Parco divertimenti più grande d’Italia
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SAVIO (RAVENNA)
16 Giugno 2020
12:54
Sabato 20 giugno riaprono i cancelli di Mirabilandia. Dalle 10 alle 22 tutti gli appassionati del Parco divertimenti più grande d’Italia potranno godere di 12 ore di puro divertimento. Tutte le misure richieste per la ripartenza sono state adottate: nuove modalità di fruizione delle attrazioni, regolamentazione degli ingressi e delle singole file, sanificazioni, obbligo di indossare mascherine nelle attrazioni e nelle aree al chiuso, distanziamenti all’interno del Parco, organizzazione degli spettacoli e accesso a punti ristoro e shop. Per evitare assembramenti, sono incentivate le prenotazioni online e l’uso di percorsi diversificati per segnalare i corretti spostamenti.
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Per prenotare il proprio turno nei punti ristoro, negli shop e anche nei simulatori dell’area Ducati World, Mirabilandia sperimenterà l’uso dell’app Qoda – totalmente gratuita e scaricabile da AppStore e Play Store – che riduce i tempi di permanenza in attesa creando una fila virtuale. L’utilizzo è semplice: una volta scaricata sul proprio smartphone, basterà scansionare il QR code all’ingresso per mettersi virtualmente in coda. Un sms o una notifica push sul telefono avviserà l’utente quando il proprio turno si sta avvicinando così da non perdere neanche un minuto di divertimento. Le novità della stagione 2020 prevedono una nuovissima programmazione degli show. Allestimenti delle grandi occasioni al Pepsi Theatre dove arriva, per la gioia di adulti e piccini, la magia del musical “Il Mago di Oz” per vivere la fantasia della Città di Smeraldo, in compagnia di Dorothy, con le sue scarpette rosse, e dei suoi compagni di viaggio. Immancabile l’appuntamento con lo stunt show più acclamato d’Europa, “Hot Wheels City: la nuova sfida”, che da sempre “elettrizza” i visitatori. Nella stunt arena la programmazione quotidiana di questo spettacolo garantisce a tutti di assistere allo show in totale sicurezza.
Ad allietare gli ospiti in piazza della Fama ci saranno anche gli spettacoli “Hook Rock”, per farsi travolgere dall’onda rock del famoso pirata e dei suoi amici, e “The Wild West Show” con atmosfere Far West dove due ladri saranno smascherati dalle ballerine del saloon. Nel teatro di Mike e Otto i più piccoli potranno scattare simpatici selfie con le mascotte del Parco.Ad attendere tutti i visitatori ci sarà come sempre l’adrenalina da Guinness dei primati di Katun, iSpeed, Divertical e la ruota panoramica Eurowheel. Motori accesi a Ducati World che, con i suoi 35.000 mq, mette a disposizione di tutta la famiglia attrazioni per far provare l’emozione di guidare delle due ruote da sogno.
Gli steward all’interno del Parco garantiranno flussi regolari, accessi controllati e quindi i più alti standard di tutela della salute. In tutte le aree saranno inoltre presenti dispenser con igienizzanti.
Partita anche la nuova campagna abbonamenti che consentirà ai visitatori di decidere se abbonarsi solo per la stagione in corso o se estendere il divertimento fino al 2021 a un prezzo mai visto. Per tutte le offerte, visita l’area dedicata del sito di Mirabilandia.
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La stagione 2020 di Mirabilandia prenderà il via sabato 20 giugno (dalle 10 alle 22) e si concluderà martedì 2 novembre. Per aggiornamenti, informazioni e calendario: http://www.mirabilandia.it
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Coronavirus, “farmaco economico riduce mortalità”
16 Giugno 2020
15:40
Un farmaco economico, costa circa 6 euro a paziente, e ampiamente disponibile da tempo – l’antinfiammatorio steroideo desametasone – potrebbe essere la prima terapia anti-Covid a salvare la vita ai pazienti gravemente colpiti dal coronavirus. E’ quanto emerge da uno studio dell’Università di Oxford (Gb). Secondo i ricercatori il desametasone riduce di un terzo il rischio di decesso per i pazienti posti in ventilazione. Questo farmaco, ricorda la ‘Bbc’, fa parte del più grande studio al mondo che sta testando i trattamenti già esistenti che potrebbero avere una efficacia contro Covid-19.
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I ricercatori hanno stimato che, se il farmaco fosse stato disponibile nel Regno Unito dall’inizio della pandemia di coronavirus, si sarebbero potuti salvare fino a 5.000 pazienti. Nello studio, condotto da un team dell’Università di Oxford, a 2.000 soggetti ricoverati in ospedale è stato somministrato desametasone. Questi sono messi a confronto con oltre 4.000 che non hanno ricevuto il farmaco. Ebbene, fra quelli in ventilazione, il desametasone ha ridotto il rischio di decesso dal 40% al 28%, mentre nei pazienti trattati con ossigeno è stato in grado di salvare una vita ogni 20-25 persone circa trattate con il medicinale.
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Secondo Peter Horby, a capo del team, “questo è finora l’unico farmaco che ha dimostrato di ridurre la mortalità e la abbatte in modo significativo. È un grande passo avanti”. Il trattamento “dura fino a 10 giorni, il farmaco costa circa 6 euro, in totale si spendono in media meno di 40 euro per salvare una vita”, evidenzia Martin Landray, ricercatore dell’Università di Oxford. Il desametasone non sembra aiutare però le persone con Covid-19 con sintomi più lievi e che non hanno bisogno di aiuto per la respirazione.
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Maturità, oltre 5 milioni di mascherine per le scuole
16 Giugno 2020
16:00
Esami di maturità in sicurezza. Studenti, presidi, insegnanti e personale non docente avranno la mascherina per proteggere se stessi e gli altri dal rischio di contagio. Il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, d’accordo con il ministero dell’Istruzione, ha fatto arrivare nelle 3.268 scuole che ospitano gli esami di maturità i dispositivi di protezione individuale necessari. Sono stati consegnati 5,3 milioni di mascherine, che coprono il fabbisogno di tutte le sessioni delle prove.
“L’esame di maturità quest’anno è una tappa davvero importante. Perché è, nello stesso tempo, un punto di arrivo per le nostre ragazze e i nostri ragazzi e una simbolica ripartenza per il sistema dell’istruzione che oggi più che mai è la chiave per lo sviluppo e il rilancio del Paese – ha dichiarato Arcuri – Nella seconda fase dobbiamo incentivare comportamenti responsabili da parte di tutti i cittadini, a cominciare da quelli più giovani. E continueremo a farlo garantendo agli italiani una crescente disponibilità di mascherine sempre di più prodotte in Italia. A settembre – conclude il Commissario – saremo in grado di produrne oltre 30 milioni al giorno per essere pronti quando tutte le scuole riapriranno dopo il lungo periodo di lockdown”.
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Saviano: “Decisione Umbria su aborto gravissima, irrazionale e irrispettosa”
‘Ennesima picconata alla legge 194, oggi in Italia è ancora diritto negato”
16 Giugno 2020
16:03
“La giunta regionale umbra, a guida Lega, ha vietato l’utilizzo della pillola abortiva RU486 in day hospital e con terapia domiciliare. Le donne che vorranno farvi ricorso dovranno essere ricoverate tre giorni: una decisione gravissima, irrazionale e irrispettosa”. E’ l’opinione che Roberto Saviano pubblica su Twitter, intervenendo nel dibattito infuocato scatenato dalla decisione del Consiglio Regionale dell’Umbria, che ha abrogato la delibera che nel dicembre 2018 aveva introdotto il regime di Day Hospital per la interruzione volontaria di gravidanza farmacologica.
“Il primo pensiero va alle donne -scrive Saviano- La decisione di abortire non è mai – e sottolineo mai – una decisione presa con leggerezza, non è mai indolore. Abortire con ostacoli, poi, diventa una vera a propria tortura. Se, come afferma la governatrice Tesei, gli ospedali umbri non sono gravati dall’emergenza Covid, allora sarà più semplice dare assistenza domiciliare alle donne che decidono di abortire, evitando inutili degenze che oggi – ne abbiamo prova – rappresentano un rischio concreto”.
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Ma questa decisione “non ha nulla di razionale e non c’entra con la sicurezza delle donne, è l’ennesima picconata alla legge 194 che ha depenalizzato e dato regole all’aborto. Prima del 1978 procurarsi, praticare e istigare all’aborto erano considerati reati puniti con il carcere”, affonda lo scrittore.
“Oggi, a distanza di 42 anni, in Italia abortire è ancora un diritto negato, anche a causa della percentuale di medici antiabortisti presenti negli ospedali pubblici. In Basilicata, Molise e Trentino il 90% di ginecologi nelle strutture pubbliche è obiettore di coscienza”, osserva Saviano. E conclude: “Pillola abortiva e pillola del giorno dopo (contraccezione d’emergenza) significano civiltà e rispetto per le donne e per il diritto inalienabile a decidere della propria vita. L’accesso deve essere facilitato, non ostacolato: da questo si misura il grado di civiltà di un Paese”.
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Focolaio San Raffaele, un nuovo caso
16 Giugno 2020
16:20
ROMA
Nel territorio dell’Asl Roma 3 sono stati registrati “3 nuovi casi positivi di cui 1 riferibile al cluster dell’Irccs San Raffaele Pisana. Sono 31 le persone uscite dalla sorveglianza domiciliare”. Lo sottolinea l’Asl Roma nel bollettino dell’Unità di crisi Covid-19 della Regione Lazio.
Sono in tutto 112 i casi e 5 i decessi correlati al focolaio di Covid-19 del San Raffaele Pisana, comunica l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.
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“Oggi registriamo un dato di 9 casi positivi di cui uno riferibile al focolaio del San Raffaele – fa sapere ancora D’Amato – I decessi sono stati 3 nelle ultime 24 ore, mentre sono stati 169 i guariti nelle ultime 24 ore raggiungendo un totale complessivo di 6.024 che sono oltre 5 volte il numero degli attuali positivi”. “Sono 1.129 gli attuali casi positivi Covid-19 nella Regione Lazio. Di cui 814 sono in isolamento domiciliare, 308 sono ricoverati non in terapia intensiva, 38 sono ricoverati in terapia intensiva. Sono 814 i pazienti deceduti e 6.024 le persone guarite, evidenzia ancora il bollettino dell’Unità di crisi Covid-19 della Regione Lazio.
“Abbiamo superato la soglia dei 300mila tamponi (302mila) da inizio emergenza. Proseguono le attività per i test sierologici sugli operatori sanitari e le forze dell’ordine”, ha aggiunto l’assessore.
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Casamonica ‘vittime della moda’. E “se i soldi sono troppi comprano orologi”
ROMA
16 Giugno 2020
16:35
‘Vittime della moda’ e attenti a non pagare nulla con le carte di credito. E’ il ritratto dei Casamonica fatto da una collaboratrice di giustizia agli inquirenti e investigatori sul clan Casamonica alla Romanina, colpito oggi con 20 arresti e un sequestro di beni per circa 20 milioni di euro. “La figlia Katiuscia è troppo fashion, sì, lei è la vittima di moda – si legge nell’ordinanza – loro con le carte non comprano niente. Mi dovete dire come fanno a comprare cose di tremila euro-quattromila euro di borsa (…) cioè lei non lavora e va a spendere quattromila euro in un giorno per una borsa, come fai, ma così sono tutti”. In una nota boutique a via Condotti, ha detto la donna, “hanno una che li serve, cioè ci sta soltanto una per i Casamonica”.
“I soldi, loro vogliono i soldi, i soldi. Soldi, se ci stanno troppi soldi e non c’è dove metterli, si comprano gioielli, orologi”, riferisce ancora la collaboratrice di giustizia le cui dichiarazioni sono riportate nell’ordinanza. “Si comprano orologi da sessantamila euro, cinquantamila euro, per loro è un investimento”, ha detto la donna agli inquirenti. “Mio suocero c’ha un sacco di soldi, mio suocero con Carolina loro non mangiano a casa, loro mangiano al ristorante tutti i giorni. Carolina, va e compra tutto di più, e perché sta con lui!? Perché è bello!? Mio suocero c’ha dei soldi che ti… ti spaventa”, ha riferito la collaboratrice di giustizia, ex appartenente del clan.
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Coronavirus, “monitorare i rischi legati a inquinamento aria”
16 Giugno 2020
16:44
Coronavirus e smog. Diversi studi confermano che ci sia più di una correlazione tra inquinamento e rischi legati al virus. “Nel caso della Covid-19 va riservata una particolare attenzione all’intervento del Pm 2.5. Quest’ultimo, infatti, con effetto mediato dal sistema recettoriale Ace2, diversamente espresso da soggetto a soggetto, può giustificare in alcune aree piuttosto che in altre l’alta incidenza e l’elevato tasso di mortalità da nuovo coronavirus correlandolo all’ambiente”. A fare il punto sul legame tra smog e Covid-19 è Mauro Minelli, immunologo e responsabile per il centro sud della Fondazione italiana medicina personalizzata.
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Secondo l’immunologo la popolazione dell’Italia settentrionale “è cronicamente esposta ad alti livelli di agenti inquinanti diversi che possono essere elemento primario di criticità, perché in grado di favorire un’azione infiammatoria a carico del tessuto polmonare, nel caso della Covid-19 va riservata dunque una particolare attenzione all’intervento del Pm 2.5”.
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“Un approccio scientifico basato sulle evidenze ci aiuterebbe a capire il differente rapporto di incidenza del contagio fra le regioni del Nord e quelle del centro-sud del Paese, al di là delle politiche di lockdown – osserva Minelli – Sarebbe un errore grossolano, infatti, correlare genericamente la diffusione della Covid-19 all’inquinamento. Quasi che, a cavallo dell’inquinante (quale che sia), il nuovo coronavirus entri prepotentemente nei polmoni facendoli ammalare”.
“Fin dalle prime evidenze, via via scaturite a partire dallo scorso mese di marzo – continua l’immunologo – abbiamo incentrato le nostre attenzioni sul Pm 2.5 un particolare miscuglio di sostanze molto piccole, del diametro inferiore ai 2,5 micron, circa 35 volte più piccole di un granello di sabbia, derivanti dalla combustione di carburanti per autoveicoli, ma anche da centrali elettriche, dalla combustine di materiale a seguito di incendi, dal fumo di tabacco”.
“E lo abbiamo fatto – conclude Minelli- partendo dal lavoro di alcuni ricercatori cinesi che già nel 2018 avevano dimostrato un preciso nesso di causalità tra esposizione prolungata al Pm 2.5 e gravi lesioni infiammatorie a carico dei polmoni, per il tramite di una proteina chiamata Ace-2 (enzima di conversione dell’angiotensina II), che poi si è visto essere il recettore-chiave grazie al quale il nuovo coronavirus riesce ad entrare nelle cellule dell’ospite innescando la malattia”. Secondo l’esperto proprio il Pm 2.5 è l’elemento a cui riservare particolare attenzione.
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Diabolik, da genitori esposto a Bonafede: “Gravissime fughe notizie su indagini”
16 Giugno 2020
17:05
Manifestiamo “tutto il nostro sconforto e la nostra incredulità derivanti dalla lettura di due consecutivi articoli” pubblicati su un quotidiano a larga diffusione nazionale il 13 e 14 giugno 2020 “inerenti alle indagini sull’assassinio” di Fabrizio Piscitelli, “tuttora non concluse” e “riteniamo anche in qualità di cittadini italiani, gravissimo e a dir poco inopportuno che, nella delicata fase delle indagini, ancora in corso, a distanza di dieci mesi dal fatto e di cui non abbiamo alcuna informazione circa lo stato, la stampa abbia avuto modo di entrare in possesso e diffondere pubblicamente atti di estrema riservatezza e rilevanza nell’ambito delle indagini medesime”. Lo scrivono i genitori e i fratelli di Fabrizio Piscitelli, ucciso il 7 agosto dello scorso anno nel parco degli Acquedotti di Roma, in un esposto, inviato al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, al procuratore generale della Corte di Cassazione, Giovanni Salvi, al procuratore generale della Corte d’Appello di Roma, Federico De Siervo e al procuratore della Repubblica del Tribunale di Roma, Michele Prestipino.
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“Ci chiediamo altresì – sottolineano i genitori e i fratelli dell’ultras laziale – se il modo più corretto per proteggere ed assicurare la collaborazione, nell’ambito processuale, di un teste di grande rilievo, da quanto emerge dalla lettura del primo articolo, sia quello di pubblicarne su un giornale, peraltro, di larga tiratura, l’identità personale. La gravità di tale episodio, che oltretutto non è l’unico, è tale da generare, a nostro avviso, un forte clima di sfiducia verso le istituzioni già provate, di recente, da vicende più che incresciose”.
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I genitori e i fratelli di Fabrizio Piscitelli si domandano “da dove e come mai siano fuoriuscite notizie così sensibili nell’ambito di una procedura, tuttora in fase istruttoria, per un omicidio, consumato in pieno giorno, nell’interno del Parco degli Acquedotti, alla presenza di numerose persone, tra cui bambini”.
“Siamo dell’avviso che la libertà di stampa non dovrebbe compromettere gli sviluppi di un’indagine, né rappresentare un contributo al degrado. Vi ringraziamo per tutte le iniziative che vorranno assumere e, sempre con maggiore forza, continuiamo a chiedere che coloro i quali hanno voluto e determinato la morte di Fabrizio siano assicurati ad una giustizia, degna di questo nome”, concludono.
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Coronavirus, il bilancio dell’emergenza in Italia
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Coronavirus, altri 34 morti. Terapie intensive sotto quota 200
16 Giugno 2020
17:58
Sono meno di 200 i pazienti malati di Coronavirus ancora ricoverati nei reparti di terapia intensiva in Italia. Da ieri il numero è sceso di altre 30 unità e ora, secondo i dati forniti dalla Protezione Civile, si trovano in terapia intensiva 177 persone in tutto il Paese. In totale gli attualmente positivi sono 24.569, con una riduzione di 1.340 nelle ultime 24 ore. In isolamento domiciliare si trovano 21.091 persone, i ricoverati con sintomi non in terapia intensiva sono 3.301. I guariti dall’inizio dell’emergenza sono 178.526 (+1.516). I casi totali sono 237.500: sono 210 in più rispetto a ieri, di cui 143 (il 68%) registrati in Lombardia. Sono 8 le Regioni con nessun nuovo contagio. Nelle ultime 24 ore ci sono stati altri 34 morti, per un totale di 34.405 decessi dall’inizio dell’emergenza. In tutto sono stati eseguiti 4.695.707 tamponi (+46.882), i casi testati sono 2.891.846.
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Salvini mangia ciliegie mentre Zaia parla, social scatenati
16 Giugno 2020
18:14
Una ciliegia dopo l’altra, mentre il governatore del Veneto Luca Zaia parlava dei decessi fra i neonati in un punto nascita di Verona. E il video di Matteo Salvini, intento a mangiare i frutti nel corso della conferenza stampa tenuta in un’osteria della città, diventa virale e scatena le polemiche.
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Nel mirino degli utenti social, infatti, finisce il leader della Lega, accusato di “scarsa sensibilità” per non aver smesso di mangiare “almeno mentre si parla di bambini uccisi da un batterio”. Un comportamento “censurabile”, “di cattivo gusto”, “irrispettoso” per molti commentatori, che hanno così lanciato l’hashtag #Ciliegie direttamente al primo posto dei trend su Twitter.
Ma il leader della Lega non ci sta e si difende, accusando sui canali social il Partito democratico che aveva criticato l’episodio: “Quelli del PD – ha scritto Salvini – sono da ricovero… Ma pensate a dare la cassa integrazione ai lavoratori e soldi veri alle imprese, altro che ciliegie! P.s. Alla faccia dei compagni, viva le eccellenze della nostra agricoltura!”, scrive, accompagnando il post con l’hashtag #colpadiSalvini.
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Coronavirus, zero contagi in 6 regioni
16 Giugno 2020
18:20
In sei regioni e a Trento e Bolzano si registrano oggi zero contagi. Si tratta di Basilicata, Molise, Calabria, Valle d’Aosta, Puglia e Campania. Sono i dati diffusi dalla Protezione Civile. Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 15.233 in Lombardia, 2.450 in Piemonte, 1.405 in Emilia-Romagna, 718 in Veneto, 463 in Toscana, 242 in Liguria, 1.129 nel Lazio, 601 nelle Marche, 273 in Campania, 353 in Puglia, 64 nella Provincia autonoma di Trento, 806 in Sicilia, 99 in Friuli Venezia Giulia, 468 in Abruzzo, 93 nella Provincia autonoma di Bolzano, 18 in Umbria, 33 in Sardegna, 10 in Valle d’Aosta, 36 in Calabria, 65 in Molise e 10 in Basilicata.
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Coronavirus, 143 nuovi contagi in Lombardia
16 Giugno 2020
18:40
I morti dall’inizio dell’emergenza coronavirus sono complessivamente 16.466 in Lombardia, +9 nelle ultime 24 ore. È quanto emerge dai dati diffusi oggi dalla Regione Lombardia. Il totale complessivo dei positivi riscontrati in Lombardia dall’inizio della pandemia a oggi è di 92.060, mentre i nuovi casi sono 143 di cui 54 riferiti a controlli post test sierologici (2,03% il rapporto con i tamponi giornalieri). Attualmente i positivi sono 15.233 (-743 rispetto a ieri).
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Aumentano intanto i guariti e i dimessi in Lombardia. Sono complessivamente 60.361, +877 rispetto a ieri. Diminuiscono le persone ricoverate in terapia intensiva (-25), dove attualmente i letti occupati sono 69. Si riducono anche i ricoverati non in terapia: sono 1.902, -116 nelle ultime 24 ore secondo i dati forniti dalla Regione Lombardia. Complessivamente i tamponi effettuati risultano 906.322, +7.044 rispetto a ieri.
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È la provincia di Milano quella che, nelle ultime 24 ore, ha fatto registrare il maggior numero di nuovi casi di positività al coronavirus. Secondo i dati diffusi da Regione Lombardia le persone positive al Covid-19 dall’inizio dell’epidemia sono 23.905 in provincia di Milano (+42 rispetto a ieri), di cui 10.174 (+18) a Milano città, 13.909 in provincia di Bergamo (+12) e 15.337 in provincia di Brescia (+11). In provincia di Como i positivi sono complessivamente 4.018 (+10), in provincia di Cremona 6.559 (+3), in provincia di Lecco 2.801 (nessuna variazione da ieri), in provincia di Lodi 3.549 (+8), in provincia di Mantova 3.419 (+12), in provincia di Monza e Brianza 5.663 (+7), in provincia di Pavia 5.494 (+6), in provincia di Sondrio 1.541 (+1) e in provincia di Varese 3.823 (+22). Altri 2.042 casi sono in fase di verifica.
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Feltri: “Se Montanelli fosse vivo verrebbe radiato”
16 Giugno 2020
19:00
“Se Montanelli fosse ancora vivo verrebbe radiato dall’ordine dei giornalisti per razzismo. Pazzesco”. A scriverlo su Twitter è Vittorio Feltri, tornando sulle polemiche che hanno accompagnato gli atti di vandalismo sulla statua di Indro Montanelli nei giorni scorsi.
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Maturità, “esclusione privatisti è discriminazione”
16 Giugno 2020
19:20
“L’esclusione dei privatisti dall’esame di Maturità a giugno è discriminatoria ed un’occasione perduta per il governo per quanto riguarda il mancato riconoscimento di percorsi altrettanto sostenibili e validi rispetto alla scuola tradizionale, che in tempi di Covid potrebbero essere fortemente utili”. La denuncia è di Sergio Leali, presidente Laif, L’Associazione istruzione familiare, organizzazione che sostiene gli ‘homeschooler’ italiani e rappresenta una delle tante realtà nel ‘calderone’ dei 17.500 privatisti del bel Paese.
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Il presidente del Laif afferma: “Siamo stati discriminati”. Non regge la giustificazione delle prove preliminari perché “potevano essere anticipate e svolte in modo da far coincidere le tempistiche”. La riserva ai test di ammissione all’università, inoltre “è un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Definisce una situazione di ambiguità, che non cancella i disagi”. Il risultato? “Penalizzante. Un impegno doppio per i candidati da tener vivo fino a settembre; Un sovraccarico che poteva essere gestito in modo diverso; Una considerazione del tutto inadeguata, da parte del Ministero dell’Istruzione, delle varianti che entrano in gioco” per migliaia di persone.
Non da ultimo, l’incongruenza su quanto deciso riguardo alle modalità di svolgimento degli esami. “Gli esami di idoneità per il passaggio alla classe successiva – spiega – dovranno essere svolti in presenza entro il primo settembre 2020; gli esami di terza media con una tesina in contemporanea agli altri candidati; quelli di maturità nella sessione straordinaria di settembre in presenza e dopo gli esami preliminari che si svolgeranno al termine dell’emergenza epidemiologica”, a partire dal 10 luglio prossimo.
“Io penso – commenta Leali – che ci si dimentichi di alcuni documenti fondamentali, riconducibili ad alcuni articoli della Costituzione. Tra cui l’articolo 118 che afferma che lo Stato deve favorire l’iniziativa privata di singoli e associati e deve cooperare in spirito di sussidiarietà. La scuola, come anche rimarca il ministero – ricorda il presidente Laif – è solo uno dei momenti di formazione delle giovani generazioni. Si tratta di rileggerla con attenzione e spirito più libero, onesto e sincero. Il coronavirus – conclude – ha dato un’accelerazione alla metamorfosi del sistema. Che è inarrestabile”. Lo Stato ne prenda atto.
Quasi 8mila privatisti ad oggi hanno firmato su Change.org un appello chiedendo “parità di diritti” nello svolgimento della maturità 2020 e rivendicando di non essere “studenti di serie B”. L’appello è stato lanciato lo scorso 7 aprile.
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Gallera: “Dati Lombardia dimostrano finale di coda dell’infezione”
16 Giugno 2020
19:21
“È importante sottolineare che dei 143 positivi segnalati oggi, un numero rilevante si riferisce a infezioni di vecchia data. Nello specifico 54 sono da attribuire allo screening sierologico regionale (di cui 18 risultati ‘debolmente positivi’)”. Così in una nota l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha commentato i dati odierni relativi all’emergenza coronavirus in Lombardia.
“Allo stesso modo – ha proseguito Gallera – altri 24 casi sono stati riscontrati ‘debolmente positivi’ su test effettuati dietro segnalazioni di medici di famiglia, Ats e ospedali, a cittadini e ospiti di Rsa, segno di un finale di coda dell’infezione. Molto significativo, inoltre, il dato dei ricoverati in terapia intensiva, che diminuisce di ben 25 pazienti”.
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‘Notte prima degli esami’, l’omaggio di Jacopo Mastrangelo ai maturandi
16 Giugno 2020
19:40
“Come potevamo mai non suonare ‘notte prima degli esami’ subito prima dell’inizio di questi strani esami di maturità a cui partecipa anche Jacopo?”. E’ il post pubblicato su Facebook da Jacopo Mastrangelo, il ragazzo che durante il lockdown ha suonato la chitarra sui tetti di piazza Navona a Roma.
“Eccola qui, la canzone di Antonelllo Venditti del 1984, tanto richiesta nel corso di questi mesi – si legge ancora – I ricordi dell’autore nella prima frase sono i nostri di oggi. ‘Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra… Come pini di Roma, la vita non li spezza , Questa notte è ancora nostra’“.:
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SuperEnalotto, nessun 6 né 5+1
16 Giugno 2020
21:02
Nessun ‘6’ né ‘5+1’ al concorso ‘SuperEnalotto-SuperStar’ di oggi. La combinazione vincente è:1, 11, 39, 59, 68 e 74. ‘Jolly’ 37 e ‘SuperStar’ 16. Il jackpot per il prossimo concorso a disposizione del sei è stimato in 51.900.000 euro.
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Zagaria scarcerato, Romano (Dap): “Errore grave del mio ufficio”
16 Giugno 2020
21:20
“Su Zagaria c’è stato un grave errore del mio ufficio”. Lo ha detto il direttore generale della direzione detenuti e trattamento del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), Giulio Romano ascoltato in audizione davanti alla Commissione parlamentare Antimafia nell’ambito dell’audizione sulla circolare del 21 marzo scorso, relativa alla segnalazione all’autorità giudiziaria di detenuti con patologie e a rischio di complicanze, e sulla questione delle scarcerazioni e le misure alternative a detenuti nell’ambito dell’emergenza Covid, parlando della scarcerazione del boss campano Pasquale Zagaria.
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“E’ stato accertato un errore nell’indicazione della posta elettronica del dipendente del Tribunale di Sassari, imputabile all’ufficio e al personale della direzione che io dirigevo”, ha raccontato Romano. Inoltre, ha spiegato, il sistema “Calliope” consente di ottenere “ricevuta alla posta pec” mentre se l’invio è un indirizzo di posta ordinaria “non sai se è arrivata”. Di questo problema “nessuno si era reso conto in precedenza e il problema ancora oggi è irrisolto”. “Nel procedimento di citazione del Tribunale di sorveglianza di Sassari c’era la dipendente addetta alla ricezione di quel tipo di atto”, ha spiegato Romano ed è bastato che il personale “leggesse quel nome da ‘ai’ in ‘ia’ perché quella mail non arrivasse mai”.
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“Esterrefatto” si è detto il presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra, al termine dell’esposizione.
Pasquale Zagaria, mente economica del clan dei Casalesi e fratello del superboss Michele Zagaria, si consegnò alle forze dell’ordine nel giugno del 2007 dopo diciassette anni di latitanza.
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Mafia capitale, Carminati torna libero
ROMA
16 Giugno 2020
13:20
AGGIORNATO ALLE
21:50
Massimo Carminati, uno dei principali protagonisti dell’inchiesta Mafia capitale, ha lasciato oggi il carcere di massima sicurezza di Massama, a Oristano, ed è tornato libero. A quanto si apprende, dopo tre rigetti da parte della Corte d’Appello, l’istanza di scarcerazione per scadenza dei termini di custodia cautelare, con il meccanismo della contestazione a catena, presentata dagli avvocati Cesare Placanica e Francesco Tagliaferri, è stata accolta dal Tribunale della Libertà. Carminati esce dal carcere dopo 5 anni e 7 mesi di detenzione.
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“Deve ritenersi che in relazione ai due capi di imputazione (capo 2 e 23 del secondo decreto di giudizio immediato) il termine complessivo massimo di custodia cautelare è scaduto, con la conseguenza che va disposta la scarcerazione dell’appellante”, scrivono i giudici. “In definitiva – aggiungono – non può dirsi che nel procedimento in esame siano sospesi i termini di durata della misura cautelare, trattandosi dì procedimento rientrante tra quelli per i quali non opera la sospensione”.
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“Nel caso specifico, il rinvio disposto dalla Suprema Corte di Cassazione per la rideterminazione della pena, anche in considerazione della esclusione dell’aggravante ad effetto speciale, originariamente contestata in relazione ai due reati di corruzione, di cui all’articolo 416 bis C.p. impedisce di ritenere irrevocabile la statuizione”. “La Suprema Corte ha affermato, in proposito, che ‘qualora venga rimessa dalla Corte di cassazione al giudice di rinvio la sola determinazione della pena, la formazione del giudicato progressivo riguarda esclusivamente l’accertamento del reato e la responsabilità dell’imputato; pertanto la detenzione dell’imputato deve essere considerata custodia cautelare e non come esecuzione dì pena definitiva’. Dunque, per concludere questo segmento del discorso, non può ritenersi che la statuizione nei confronti di Carminati in relazione ai due capi di incolpazione per cui è cautelato sia divenuta irrevocabile nei termini sopra detti”, scrivono ancora i giudici.
“In tal senso depone anche la pronuncia della Suprema Corte di Cassazione che in relazione ai due titoli in esame non statuisce la definitivita. Riprendendo il discorso che ci occupa, va osservato che la pronuncia di annullamento della Suprema Corte, in parte limitatamente al trattamento sanzionatorio, in parte in punto di responsabilità, ha comportato la regressione del procedimento alla fase di Appello, con evidenti conseguenze sia sotto il profilo dell’allungamento dei tempi processuali sia sotto il profilo strettamente cautelare”, concludono.
Carminati è accusato dalla procura di Roma di essere a capo di una associazione per delinquere di stampo mafioso che avrebbe condizionato gare d’appalto tra il 2011 e il 2015, corrompendo imprenditori, funzionari pubblici, esponenti politici. Ex componente della banda della Magliana, Carminati si trovava a Massama dal 2017, trasferito dal carcere di Parma. “Siamo soddisfatti che la questione tecnica che avevamo posto alla Corte d’Appello e che tutela un principio di civiltà sia stata correttamente valutata dal Tribunale della libertà’”, dice l’avvocato Placanica.
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Maturità 2020, #notteprimadegliesami su Twitter tra ansia e auguri
16 Giugno 2020
21:50
Ecco gli esami di maturità e su Twitter, prevedibilmente, spopola l’hashtag #notteprimadegliesami. L’ansia dei maturandi, alle prese con l’esame sui generis plasmato dall’emergenza Covid, si mischia ai tanti ‘in bocca al lupo’ tra citazioni della canzone di Antonello Venditti e battute del film diretto da Fausto Brizzi.
“Quest’anno l’esame di Maturità sarà diverso, ma non meno importante rispetto agli anni scorsi. Anzi, lo sarà di più, perchè questa volta gli esami non chiudono l’anno scolastico ma ci riportano in classe”, dice la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina a Radio 24 sottolineando che “la maturità non è un rito ma uno step importantissimo, verso una vita da adulti”.
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Thyssen, mamma di una vittima: “Manager tedeschi ancora liberi, perché?”
16 Giugno 2020
17:00
“Nei giorni scorsi il procuratore generale di Torino, Francesco Saluzzo, aveva detto che era imminente l’esecuzione della pena in carcere per i due manager tedeschi della Thyssen, Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, condannati in via definitiva in Italia per il rogo che nel 2007 ci porto via i nostri cari ma ancora non è successo nulla. Quanto dobbiamo ancora aspettare?”. A chiederlo è Graziella Rodinò, mamma di Rosario, una delle sette vittime decedute nel rogo che devastò lo stabilimento torinese della multinazionale.
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“Non vogliamo più promesse ma finalmente giustizia – aggiunge – nulla ci riporterà indietro ciò che abbiamo perso ma è giusto che chi deve andare in carcere ci vada. Quali sono le ragioni per le quali la giustizia tedesca non ha ancora eseguito la pena? Lo vogliamo sapere, non vogliamo più aspettare”, conclude Graziella Rodinò.
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Vaticano – Ricatti, minacce, ‘mazzette’ e video alti prelati nell’inchiesta che scuote la Santa Sede
16 Giugno 2020
18:58
Ricatti, mazzette, minacce, pressioni, video di alti prelati: sembra nascondersi una trama alla Dan Brown dietro lo scandalo che scuote il Vaticano. Le indagini, innescate dall’acquisto da parte della Segreteria di Stato della Santa Sede dell’immobile di Sloane Avenue 60, a Londra, avevano portato all’arresto, il 5 giugno scorso, del broker anglo-molisano Gianluigi Torzi, da ieri in libertà provvisoria dopo aver avviato un’ampia collaborazione con gli investigatori dell’Ufficio del promotore di giustizia Gian Piero Milano e del suo aggiunto Alessandro Diddi.
Ed è proprio dalle importanti rivelazioni che avrebbe fatto Torzi (difeso dagli avvocati Ambra Giovene e Marco Franco) agli inquirenti che, a quanto si apprende, emergerebbero alcuni dettagli clamorosi che potrebbero dare nuovo impulso all’azione di pulizia che Papa Francesco sta portando avanti già da tempo con energia Oltretevere.
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Nel lungo interrogatorio e anche in una memoria con allegata una corposa documentazione a supporto delle affermazioni del broker (memoria di cui hanno parlato alla stampa sia Franco al Messaggero che Giovene al Corriere della sera) Torzi darebbe una sua versione dei fatti che getterebbe ulteriore luce sugli ulteriori, e clamorosi, sviluppi delle indagini condotte dalla procura vaticana che in parte si erano tradotte nel mandato di cattura emesso nei suoi confronti.
Lo spaccato che verrebbe fuori dalle indagini e dalle nuove rivelazioni è di quelli da brividi: giri di (presunte) tangenti sotto forma di “provvigioni” che coinvolgerebbero persone molto vicine alla Santa Sede ma ai quali il broker non si sarebbe mai voluto prestare, ricavandone prima blandizie (addirittura la promessa di una escort o di opere d’arte o di affari lucrosi, a cui comunque non avrebbe mai ceduto), e poi finanche minacce e ricatti, rispediti anche in questo caso al mittente. E, a suffragare e riscontrare le rivelazioni di Torzi e a rendere il quadro se possibile ancora più complesso, sempre a quanto si evince, ci sarebbero decine di chat e di scambi di messaggi e di email con personaggi importanti del Vaticano, e non solo.
Tra l’altro, il broker sarebbe in grado di provare in maniera documentale che i suoi interlocutori nei palazzi vaticani fossero a conoscenza delle famose mille azioni (le uniche con diritto di voto) della Gutt Sa, la società che deteneva l’immobile di Londra, che Torzi si era tenuto (le altre 30mila quote le aveva vendute per un euro ciascuna alla Segreteria di Stato Vaticana) e che, nel mandato di cattura, venivano considerate come lo strumento attraverso il quale avrebbe messo a segno l’estorsione da 15 milioni alla Santa Sede.
Così emergerebbe anche la sussistenza di un accordo verbale con emissari della Santa Sede circa l’affidamento di un remunerativo contratto di gestione del palazzo di Sloane Avenue in cambio della sua attività di intermediazione.
Dalle indagini della procura vaticana si profilerebbe l’ipotesi che sia esistito Oltretevere un vero e proprio “sistema” grazie al quale nel tempo si sarebbero riuscite a incassare “stecche” e provvigioni non dovute, con fiumi di denaro finiti in Svizzera, a Dubai o in America Latina. Ipotesi che necessitano di approfondite verifiche sullo sfondo un clima di ‘ricatti’ incrociati, addirittura con alti prelati ‘sotto schiaffo’ di personaggi senza scrupoli che magari, in alcuni casi arrivando a usare materiale audio-video compromettente, sarebbero riusciti a fare il bello e il cattivo tempo, lucrando in modo spregiudicato sui fondi delle finanze vaticane. Il riferimento a questi presunti video, per l’avvocato Franco non corrisponde a realtà. Il legale di Gianluigi Torzi ha smentito che ne sia stato fatto cenno nell’interrogatorio del suo assistito così come nella memoria consegnata alla magistratura vaticana.
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Scuola, Azzolina: “Per riapertura ho proposto il 14 settembre”
16 Giugno 2020
22:00
“Quest’anno l’esame di Maturità sarà diverso, ma non meno importante rispetto agli anni scorsi. Anzi, lo sarà di più, perché questa volta gli esami non chiudono l’anno scolastico ma ci riportano in classe”. Lo ha affermato a ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina a ‘Notte prima degli esami’ su Radio24, sottolineando che “la maturità non è un rito ma uno step importantissimo, verso vita da adulti”.
“A breve”, annuncia, arriveranno “le linee guida per la riapertura delle scuole”. ” Stiamo lavorando con gli Enti Locali e siamo in dirittura d’arrivo”. Come data, aggiunge, “ho proposto alle Regioni il 14 settembre”, specificando che la “chiusura ha permesso di salvare centinaia di persone”. “Già dal primo”, però, le scuole riapriranno per consentire “agli studenti che ne hanno bisogno di recuperare eventuali lacune”.
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“La scuola riapre e anche io sono molto emozionata a pensare che finalmente le scuole possono riaprire domani, in sicurezza, dopo mesi di assenza. Questa è una nuova fase per la scuola che guarda al prossimo mese di settembre, quando tutti ritorneranno in classe. A questo esame in presenza abbiamo lavorato tanto per gli studenti non è stato facile e non era scontato, tanti Paesi l’esame lo hanno cancellato. Abbiamo superato diverse difficoltà, ma io ci tenevo tantissimo che fosse fatto in presenza”. “Se ci fosse stata possibilità di aprire le scuole prima lo avremmo fatto. La chiusura delle scuole ci ha permesso di salvare migliaia di vite umane. Non è stato facile, né per me né per il governo, tenerle chiuse ma abbiamo messo al primo posto la salute di tutti”. “Abbiamo avuto documenti chiarissimi da parte del Comitato tecnico del ministero della salute. Ricordo che a maggio – ha sottolineato – c’erano ancora centinaia di morti al giorno, non ci saremmo mai potuti permettere la riapertura delle scuole e lo dico con molto dolore. Da donna di scuola – ha concluso – sentivo la campanella tutti i giorni, e non poter riaprire le scuole da ministro è una ferita che mi porterò dietro per sempre”. VAI ALLA POLITICA
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