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Lufthansa colpita dalla crisi, 11.000 esuberi solo in Germania
All’orizzonte “dolorose ristrutturazioni”, secondo i sindacati i posti in surplus potrebbero arrivare a 26mila
16 Giugno 2020
00:40
Anche la compagnia aerea Lufthansa è colpita dalla crisi e conta un surplus di circa 11.000 posti di lavoro nella sola Germania. A rilevarlo è stato lo stesso lo stesso vettore che proprio ieri ha contato i posti di lavoro che non riuscirebbero a reggere l’impatto del momento. La scorsa settimana, Lufthansa ha dichiarato che la società stima un surplus di 22.000 posizioni a tempo pieno in tutto il mondo, mentre i sindacati hanno affermato che il numero potrebbe arrivare a 26.000.
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L’amministratore delegato della compagnia per le risorse umane, Michael Niggemann, ha affermato che la compagnia aerea vuole assicurarsi più di 100.000 posti di lavoro a lungo termine, ma che richiederà “dolorose ristrutturazioni”. Il gruppo, che ha accumulato miliardi di perdite nel primo trimestre, impiega circa 138.000 persone. Un ente del settore dei viaggi ha stimato che la compagnia aerea deve ai passeggeri tedeschi 4 miliardi di euro di rimborsi per voli cancellati a causa della pandemia di coronavirus.
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azione da parte delle compagnie aeree e pertanto non possono essere rimborsate ai clienti, ha detto un portavoce della German Travel Association (Drv) al quotidiano al Bild. L’amministratore delegato della Lufthansa Carsten Spohr si era scusato con i clienti per il ritardo di una settimana fa. Secondo il rapporto Bild, le risorse sono state ora aumentate in modo significativo per accelerare il processo. La pandemia di coronavirus e le conseguenti restrizioni ai viaggi avevano infatti quasi fermato l’attività di Lufthansa, ad eccezione del trasporto merci.
Per questo, Spohr vuole presentare una strategia per ridurre i costi all’assemblea generale annuale dell’azienda. Alla riunione del 25 giugno, gli azionisti dovranno dare il via libera per un pacchetto di salvataggio statale. In cambio di un pacchetto di salvataggio di 9 miliardi di euro (10,25 miliardi di dollari), compresa la partecipazione federale nella società, Lufthansa deve consegnare alla concorrenza 24 dei suoi diritti di decollo e atterraggio presso i suoi importanti aeroporti di Francoforte e Monaco.
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BORSA DI MILANO:
Forti acquisti a Piazza Affari, spread in calo
16 Giugno 2020
18:00
I nuovi stimoli varati dalla Federal Reserve, che oltre ai fondi Etf acquisterà anche obbligazioni societarie, ed i rumor sull’approvazione da parte dell’amministrazione Usa di un piano infrastrutturale da mille miliardi di dollari mettono le ali ai listini globali. Indicazioni particolarmente positive sono arrivate anche dall’aggiornamento relativo le vendite al dettaglio statunitensi, salite ad aprile del 17,7%, oltre il doppio rispetto alle stime.
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Sul paniere principale del listino milanese, che ha terminato in aumento del 3,46% a 19.625,63 punti, il nuovo piano infrastrutturale ha spinto gli acquisti su Buzzi Unicem (+9,03%), CNH Industrial (+4,8%) e Prysmian (+5%).
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Seduta particolarmente positiva anche per le azioni Telecom Italia (+7,76%) ed Enel (+2,77%). La prima ha capitalizzato le indiscrezioni di stampa sulla ripresa delle trattative per la fusione delle reti di banda larga di Tim e Open Fiber mentre il Cda della seconda ha confermato l’offerta non vincolante arrivata dall’australiana Macquarie per l’acquisizione, in tutto o in parte, del 50% di Open Fiber.
Con il Brent che si è riportato sopra la fatidica soglia dei 40 dollari al barile (+1,44% a 40,29 $), Eni ha terminato con un +4,14% anche grazie alla decisione di Ubs di rafforzare la raccomandazione “acquistare” con l’incremento del prezzo obiettivo da 10,75 a 11,20 euro per azione.
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In controtendenza rispetto all’andamento delle piazze finanziarie, lo spread Italia-Germania è sceso del 2,6% a 179 punti base. Nel comparto bancario a spiccare sono le performance messe a segno da Banco BPM (+7,34%), UniCredit (+6,62%) e BPER (+6,57%). Denaro anche sull’accoppiata Intesa Sanpaolo – Ubi Banca (+4,46 e +4,96% rispettivamente) in attesa di novità sul progetto di fusione.
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Imu e Iva, ultima chiamata
16 Giugno 2020
09:00
Ultimo giorno per il versamento della prima rata dell’Imu e per l’Iva in scadenza nel mese di giugno. Entro oggi, infatti, 25 milioni di proprietari immobiliari dovranno versare oltre 10 miliardi di euro della nuova Imu, tributo frutto della fusione tra Imu e Tasi, cioè il tributo per i servizi indivisibili. Nessuna proroga, inoltre, per l’Imposta sul valore aggiunto.
IMU: La prima rata del tributo, pari al 50% dell’importo complessivo, deve essere versata entro oggi, 16 giugno, dai proprietari di seconde case, e da tutti coloro che non rientrano nelle categorie ‘esentate’ a causa del coronavirus. I comuni possono aver disposto la proroga dei termini di versamento, anche con delibera di giunta, purché la stessa sia poi ratificata dal consiglio comunale entro il 31 luglio, termine di approvazione del bilancio di previsione dell’ente locale. Secondo uno studio della Uil, il costo medio dell’Imu sulle seconde case ubicate in un capoluogo di provincia sarà di 1.070 euro medi (535 euro da versare con la prima rata di giugno) con punte di oltre 2mila euro nelle grandi città. Prendendo in considerazione i costi Imu sulle prime case cosiddette di lusso (abitazioni signorili, ville e castelli) sempre ubicate in un capoluogo di provincia, il costo medio è di 2.610 euro (1.305 euro per l’acconto), con punte di oltre 6mila euro nelle grandi città.
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A non dover pagare la prima rata dell’imposta sono: immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali; alberghi e pensioni (rientranti nella categoria catastale D/2) e immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi. L’esonero dal versamento è tuttavia previsto a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività esercitate nei predetti immobili.
IVA: Nessuna proroga per l’Iva in scadenza nel mese di giugno che deve essere versata entro oggi, 16 giugno, tra gli altri, dai contribuenti con liquidazione periodica dell’imposta su base mensile.
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Istat, in Italia 4,6 milioni di persone in povertà assoluta
16 Giugno 2020
10:30
Sono quasi 1,7 milioni le famiglie in condizione di povertà assoluta con una incidenza pari al 6,4% (7,0% nel 2018), per un numero complessivo di quasi 4,6 milioni di individui (7,7% del totale, 8,4% nel 2018). Lo rileva l’Istat nelle sue statistiche sulla povertà nel 2019.
Dopo quattro anni di aumenti, nel 2019 si riducono per la prima volta il numero e la quota di famiglie in povertà assoluta pur rimanendo su livelli molto superiori a quelli precedenti la crisi del 2008-2009. Rimane stabile il numero di famiglie in condizioni di povertà relativa: nel 2019 sono poco meno di 3 milioni (11,4%) cui corrispondono 8,8 milioni di persone (14,7% del totale).
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Ciò che si riduce, spiega l’Istat, è la povertà assoluta nelle aree metropolitane del Mezzogiorno e del Centro. Nel 2018 l’incidenza era pari, rispettivamente, al 7,0% e all’8,4%. In particolare, nel Mezzogiorno la povertà familiare scende dal 10,0% all’8,6% e quella individuale dall’11,4% al 10,1%. Anche nel Centro la povertà degli individui residenti registra una riduzione significativa, dal 6,6% del 2018 al 5,6%.
L’Istituto di statistica spiega che la diminuzione della povertà assoluta si deve in gran parte al miglioramento, nel 2019, dei livelli di spesa delle famiglie meno abbienti (in una situazione di stasi dei consumi a livello nazionale). L’andamento positivo si è verificato in concomitanza dell’introduzione del reddito di cittadinanza (che ha sostituito il reddito di inclusione) e ha interessato, nella seconda parte del 2019, oltre un milione di famiglie in difficoltà.
L’intensità della povertà, cioè quanto la spesa mensile delle famiglie povere è in media sotto la linea di povertà in termini percentuali (“quanto poveri sono i poveri”) è pari al 20,3% (19,4% nel 2018) con valori che vanno da un minimo del 18,1% nel Centro a un massimo del 21,6% al Sud.
In Italia sono 1 milione e 137mila i minori in povertà assoluta (11,4%), mentre è pari al 26,9% l’incidenza della povertà assoluta tra i cittadini stranieri residenti (tra gli italiani è il 5,9%).
Secondo quanto rileva l’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in relazione agli ultimi dati Istat, “ci sono anche 51mila invisibili senzatetto che vivono sui marciapiedi, nelle stazioni e sotto i portici delle città italiane fra i poveri che vivono in Italia”. Per Uecoop si tratta di “una situazione di disagio che si è aggravata nel 2020 con l’emergenza coronavirus e che colpisce anche clochard, ragazzi in stato di disagio, padri separati e anziani. Più di 8 senzatetto su 10 sono maschi e in oltre la metà dei casi si tratta di stranieri. Fra i quasi 4,6 milioni di poveri in Italia per circa 1/3 sodi tratta di uomini e donne sopra i 65 anni che non possono pagarsi un pasto completo o le bollette di luce e riscaldamento”.
L’Unione europea delle cooperative conclude sottolineando come “a fronte di una situazione italiana dove 6 pensionati italiani su 10 prendono meno di 750 euro al mese emerge la necessità di un sempre maggiore coinvolgimento delle oltre 9.700 cooperative sociali e di assistenza che operano sul territorio nazionale. In questo scenario è necessario potenziare un sistema di welfare che valorizzi la parte più avanzata quel mondo cooperativo per affiancare con qualità e professionalità il servizio pubblico dando risposte ai bisogni della gente e al tempo stesso promuovendo il lavoro e l’occupazione”.
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Apple, Ue avvia indagini su App Store e Apple Pay
16 Giugno 2020
12:30
La Commissione Europea ha avviato formalmente due indagini Antitrust che riguardano la multinazionale Usa Apple. La prima riguarda le regole della casa di Cupertino per gli sviluppatori di applicazioni, per quanto riguarda la distribuzione di app tramite l’App Store, mentre la seconda coinvolge il servizio di pagamento Apple Pay.
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Assegno universale, quando arriverà
16 Giugno 2020
12:40
L’assegno universale “arriverà in tempi rapidi”. Ad assicurarlo è Elena Bonetti, ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, ospite di 24 Mattino su Radio24. “Subito dopo la gestione dell’emergenza il governo vara la prima riforma integrata per le politiche familiari con una progettualità ampia all’interno della quale l’assegno universale è uno dei pilastri fondamentali ma non sarà l’unica azione concreta che porteremo avanti: c’è il tema del congedo parentale, del lavoro femminile… Per quanto riguarda l’assegno, vista la situazione di emergenza, abbiamo deciso di accelerare: già da ieri inserendoci nel percorso parlamentare avviato nel ddl a prima firma Delrio, abbiamo iniziato a dare i pareri in commissione per arrivare a dare parere favorevole a quel pezzo del family act entro luglio, in autunno i decreti attuativi, ricordo che era già stato stanziato un fondo contenitore, attivo da gennaio 2021. Auspico che dal prossimo anno questa misura possa vedere concretamente forma”.
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Codere pronta a riaprire sale bingo in sicurezza in Italia
16 Giugno 2020
13:01
Dopo più di tre mesi di chiusura, Codere è pronta a riaprire le porte delle sue sale bingo in Italia garantendo la massima sicurezza ai clienti ed ai dipendenti. Il tempo intercorso tra l’8 marzo, data della chiusura di tutte le attività di gioco a seguito del Dpcm pubblicato nella stessa data in Gazzetta ufficiale , e oggi è stato interamente speso per attuare le misure previste nel Protocollo d’intesa per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19, sottoscritto dalla società con le organizzazioni sociali, e che prevede, tra l’altro, la misurazione della temperatura prima dell’accesso in sala, l’uso di mascherine e la messa a disposizione di gel disinfettante.
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Grande attenzione all’applicazione del distanziamento sociale realizzato sia attraverso il contingentamento degli accessi in sala che ridisegnando il posizionamento delle postazioni di gioco, sanificate dopo ogni utilizzo, in virtù di questa previsione. Ampio spazio all’informazione al cliente attraverso una cartellonistica immediatamente intuitiva e tradotta in più lingue in modo da essere accessibile ai clienti di tutte le provenienze.
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“L’attenzione al cliente, che è uno dei valori fondamentali di Codere, è stata amplificata in maniera esponenziale al fine di poter garantire, anche in questo momento così delicato, intrattenimento in tranquillità – ha dichiarato Alejandro Pascual Country Manager Europa e Coo Italia di Codere – Il rapporto di fiducia che abbiamo creato in questi anni con i nostri clienti, grazie alla accuratezza delle misure adottate, ne uscirà ancora più saldo”.
Tutti i dipendenti, inoltre, hanno frequentato il corso di formazione per poter essere correttamente informati sui dettami del Protocollo, e delle normative ad esso collegate, e per poter esercitare al meglio le loro funzioni in questo delicato periodo ed in attesa di tornare alla normalità.
E’ stato inoltre realizzato un video per poter facilitare la diffusione delle misure adottate nelle sale Codere a vantaggio della sicurezza e della tranquillità di tutti.
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Savona (Consob): “Italia non è cicala, lanciare bond perpetui’
16 Giugno 2020
13:14
Per far affluire risorse verso il capitale produttivo e non indebitare eccessivamente le imprese occorre emettere obbligazioni pubbliche irredimibili, ossia bond perpetui, e agevolare la formazione di capitale di rischio in sostituzione dell’indebitamento. E’ quanto propone il presidente della Consob, Paolo Savona, nel suo discorso in occasione dell’incontro annuale con il mercato finanziario, trasmesso in streaming per l’emergenza coronavirus. Savona ha suggerito l’emissione di “obbligazioni pubbliche irredimibili (consols), strumento tipico delle fasi belliche, alle quali la vicenda sanitaria è stata sovente paragonata. Esse potrebbero riconoscere un tasso dell’interesse, esonerato fiscalmente, pari al massimo dell’inflazione del 2% che la Bce si è impegnata a non superare nel medio termine”.
La sottoscrizione di obbligazioni irredimibili, ha spiegato Savona, “sarebbe ovviamente volontaria e l’offerta quantitativamente aperta”. E se i cittadini italiani non sottoscrivessero questi titoli, “concorrerebbero a determinare decisioni che, ignorando gli effetti di lungo periodo di un maggiore indebitamento pubblico, creerebbero le condizioni per una maggiore imposizione fiscale”. Emettere titoli irredimibili “sarebbe quindi una scelta dai contenuti democratici più significativi perché, se sottoscritti, limiterebbero i rischi per il futuro del Paese e, di conseguenza, gli oneri sulle generazioni future, quelle già in formazione e quelle che verranno”.
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roblema finanziario per il resto dell’Europa e del mondo, ma una risorsa di risparmio a cui l’estero attinge in diverse forme per la sua crescita”. Gli italiani “sono tutt’altro che cicale, come una distorta pubblicistica tende a sostenere, mentre sono formiche che lavorano per sostenere molte cicale estere, anche quelle di paesi che hanno un ben differente rilievo economico, come il Canada, gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Belgio, la Francia e la gran parte dei paesi sudamericani”.
Per rilanciare il Paese ora occorre “agevolare la formazione di capitale di rischio in sostituzione dell’indebitamento”. In questo modo lo Stato “spenderebbe certamente meno di quanto non faccia erogando sussidi a fondo perduto, compresi quelli destinati a imprese che non hanno possibilità di sopravvivenza, responsabilizzerebbe inoltre gli imprenditori a ben usare il risparmio ottenuto, limitando l’azzardo morale”.
Un esperimento, secondo il presidente della Consob, “potrebbe essere immediatamente avviato partendo dalle 22.058 medie imprese, dando iniziale preferenza alle 10.838 già esportatrici e a quelle che intendono diventarlo presentando piani credibili. Lo Stato potrebbe agevolare la formazione di loro capitale proprio da parte di investitori, anche non istituzionali, per favorire l’azionariato popolare come richiesto dalla Costituzione, garantendo un ammontare medio unitario di 1 milione di euro. Una volta raggiunto l’obiettivo, l’onere oscillerebbe da un minimo di 11 miliardi di euro a un massimo di 22, che si immetterebbero immediatamente nel circuito produttivo, con effetti positivi sulla leva finanziaria”.
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Uil, Barbagallo lascia la segreteria
16 Giugno 2020
14:00
Cambio della guardia ai vertici della Uil. La segreteria confederale della Uil ha convocato per la mattinata del 25 giugno l’esecutivo nazionale: all’ordine del giorno il futuro assetto dei vertici del sindacato di via Lucullo. E’ quanto si legge in una nota della Uil che spiega come “al termine di un percorso condiviso da tempo, raggiunti gli obiettivi di messa in sicurezza e di crescita dell’Organizzazione, Carmelo Barbagallo comunicherà l’intenzione di lasciare la segreteria generale e proporrà alla guida della Uil l’attuale segretario generale aggiunto, Pierpaolo Bombardieri”.
Alle 14 del 25 giugno inoltre, si svolgerà una videoconferenza stampa dei due leader sindacali. La proposta, discussa dall’esecutivo, sarà poi posta all’attenzione del Consiglio confederale nazionale, già convocato per il prossimo 4 luglio a Roma, che deciderà e voterà il nuovo segretario generale della Uil. Contestualmente e parallelamente, conclude la nota, analogo percorso si svolgerà nella Uil pensionati, al cui vertice, dopo il voto degli organismi deputati, si insedierà Carmelo Barbagallo.
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Barbagallo, 73 anni, eletto nel novembre 2014 e confermato ancora dal consiglio del 2018, lascia l’incarico a metà del secondo mandato che sarebbe scaduto a giugno 2022 per dedicarsi così ai pensionati.
Un passaggio del testimone, questo, che sarebbe dovuto arrivare già un paio di mesi fa ma poi aggiornato nei tempi causa epidemia Covid, che appare quasi ‘naturale’: nessun terremoto ai vertici, dunque, i tempi erano maturi per la staffetta, ragionano in Uil, gli obiettivi di avvio mandato sono stati di fatto tutti raggiunti il che spiana la strada ad un rinnovamento nella leadership.
Dalla ‘rottamazione’ con cui Renzi di fatto cancellò ogni forma di concertazione con Cgil Cisl e Uil che inaugurò il mandato di Barbagallo insieme al primo sciopero generale proclamato contestualmente alla sua elezione solo con la Cgil passando per la famosa ‘saletta unitaria’ voluta a via Lucullo per inaugurare una nuova stagione unitaria dopo anni di separazione in casa con i sindacati cugini, di acqua ne è passata, ricordano ancora in via Lucullo, e il sindacato appare ora in sicurezza e in crescita.
A Pierpaolo Bombardieri, 55 anni, il nuovo compito. Bombardieri era stato già eletto segretario generale aggiunto nel gennaio 2019 e precedentemente aveva ricoperto il ruolo di segretario confederale della Uil, con delega all’organizzazione. E prima ancora era stato segretario generale della Uil di Roma e Lazio.
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4,6 milioni di poveri, “urge rafforzare Reddito di cittadinanza”
16 Giugno 2020
16:35
“La fotografia dell’Istat dimostra la necessità e l’urgenza di interventi rafforzativi del reddito di cittadinanza che consentano di raggiungere tutte le persone in condizione di povertà assoluta e, in particolare, le più colpite, modificando l’attuale scala di equivalenza, che penalizza i minori e le famiglie numerose, e i vigenti requisiti anagrafici che discriminano gli stranieri”. Così l’Alleanza contro la povertà in Italia in una nota, commenta i dati diffusi oggi dall’Istituto di statistica.
“Per l’Alleanza – si legge ancora nella nota – è necessario un intervento immediato sia con il rafforzamento dei percorsi di inclusione per accompagnare i nuclei presi in carico fuori dalla condizione di bisogno, sia con il rafforzamento del fondo per il reddito di cittadinanza per affrontare le drammatiche conseguenze sociali provocate dalla crisi sanitaria”.
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Dal Forum della Comunicazione ‘Il decalogo della comunicazione nel cambiamento’
16 Giugno 2020
16:45
Trasparenza, empatia, vicinanza, autenticità, concretezza: sono alcune delle parole chiave che hanno caratterizzato la 13ma edizione del Forum della Comunicazione 2020 – il principale appuntamento italiano della comunicazione d’impresa e istituzionale con focus specifico sui temi dell’innovazione e del digital engagement organizzato da Comunicazione Italiana – nella sua edizione online che è tenuta l’11 giugno e che è stata seguita da 4.000 visitatori. Una maratona digitale di oltre 8 ore che ha visto la partecipazione di 100 speaker tra i principali rappresentanti di aziende e istituzioni, impegnati in Digital Talk e Tavoli Tematici e che sono stati in prima linea per condividere l’esperienza e definire modelli positivi e nuovi per la Comunicazione all’indomani del “Communication Impact”, tema chiave di questa edizione. Ne è emerso in maniera manifesta che l’emergenza ha quindi accelerato ed enfatizzato il bisogno di trasparenza, fruibilità e coinvolgimento. L’attenzione è alta e la coerenza a tutti i livelli sarà un requisito imprescindibile.
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“In un momento storico che ci ha particolarmente colpito, anche la Comunicazione ha il dovere di interrogarsi, di confrontarsi e di imparare dall’esperienza. Lo abbiamo fatto nel nostro appuntamento annuale in una maratona digitale e interattiva. A tutti i protagonisti della comunicazione che hanno partecipato e ai tanti professionisti che ci hanno seguito, va il nostro ringraziamento per aver partecipato ed essersi uniti a quella che è stata un’importante giornata di stimoli, confronti, idee, visioni e riflessioni che sono certo contribuiranno ad una crescita professionale di noi tutti guidata da nuovi valori a cui ispirarsi e da cui partire per accogliere le nuove sfide che ci attendono”, ha commentato Fabrizio Cataldi, Founder & Chairman del Network Comunicazione Italiana, organizzatore dell’evento.
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Il Forum della comunicazione 2020 è stata anche l’occasione per immaginare il futuro della Comunicazione: nasce “Il Decalogo della Comunicazione nel cambiamento”, un vero e proprio manifesto della Comunicazione stilato da alcuni dei protagonisti relatori di spicco di aziende multinazionali e istituzioni per raccogliere la loro visione della professione in questo importante momento.
Le venti frasi di base fornite dai professionisti, sono state oggetto di una survey live nel corso del Forum della Comunicazione 2020 che è stata votata da 426 partecipanti e ha sancito nell’ordine “Il Decalogo della Comunicazione nel cambiamento”:
1. Comunicare. Sempre. La comunicazione va portata avanti sempre ed è una voce di budget da non tagliare, soprattutto quando ci sono criticità come una pandemia.
2. Narrare per creare un nuovo senso di appartenenza. Oggi più che mai, la comunicazione deve creare un ecosistema di contenuti per creare una connessione con i consumatori, in cui possano realmente identificarsi.
3. Online? Offline? Non esistono più i confini. Non ha più senso parlare di comunicazione on e offline, di analogico e di digitale. Le barriere tra questi due mondi non esistono più e la nostra audience richiede un nuovo modo di comunicare.
4. Non ‘intellettualizzare’ la comunicazione: pulizia, chiarezza, completezza, trasparenza, responsabilità e correttezza.
5. Dobbiamo imparare ad esercitare di più l’ascolto attivo.
6. Fiducia e reputazione sono conquiste che proteggono in caso di crisi.
7. Non basta ‘saper fare bene’, bisogna anche ‘far sapere bene’: è necessario comunicare le competenze e le professionalità con competenza e professionalità.
8. È tempo di pretendere più verità e autenticità della comunicazione.
9. La comunicazione non sostituisce il contenuto ma lo valorizza.
10. Autenticità e visione: puntare a una comunicazione di tipo ‘carismatico’, che abbia – cioè – un orizzonte, anche lontano, ma nitido.
La Comunicazione fa tesoro di quello che è accaduto e sceglie, consolida e si definisce tenendosi lontana dall’omologazione per sintonizzarsi sempre più sul senso di fiducia che passa dall’autenticità e dalla concretezza per meglio rispondere ai bisogni dei pubblici e dei consumatori. Una comunicazione che passa dall’importanza della comunicazione interna, stabilendo una vicinanza tra il pubblico e le parti aziendali, una comunicazione che è sempre più integrata e multicanale e che mette al centro le persone e i contenuti e sceglie di essere corretta, trasparente, autentica per rispondere sempre più all’esigenza di identità e di ruolo strategico nell’interazione.
Hanno contribuito alla stesura delle venti frasi che sono state oggetto della survey live da cui è nato il Decalogo, i seguenti professioni Federico Luperi, Direttore Innovazione & Nuovi Media (GMC) ; Linda Bulgheroni, Amministratore Delegato Weber Shandwick; Gian Luca Spitella, Direttore Comunicazione ARERA Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente; Michelangelo Iossa, Docente di Teorie e Tecniche di Branding e Communication Management – Docente di Teorie e Tecniche del Press-Agent Università degli Studi Suor Orsola Benincasa; Alessandro Papini, Professore Aggregato Università degli Studi di Milano/Dirigente Comunicazione Istituzionale Regione Lombardia e Luigi Di Gregorio, Docente di Comunicazione Politica Università degli studi della Tuscia di Viterbo.
Il Forum della Comunicazione 2020 è realizzato in collaborazione i Main Media Partner: e Radio Dimensione Suono. Content partner: Indeed. Partner: Compassion Italia Onlus, FMA Hub, Glickon, I-Tel, Jack Blutharsky (Orange Media Group), Laboratorio Creativo GereBros, Life Based Value, Paprika Software, Performance Strategies, Pleiadi International, Riavviaitalia.it, Urban Experience e Weber Shandwick. La versione integrale del Forum della Comunicazione 2020 #forumCOM2020 è consultabile su Facebook, LinkedIn, Twitter, Youtube, Spotify, Google Podcast, Apple Podcast.
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Assogasliquidi: ‘Per filiera Gnl necessari strumenti di sostegno’
16 Giugno 2020
17:00
Le imprese italiane puntano sul Gnl e mantengono fede agli impegni di investimento presi prima della crisi. Questi gli elementi principali emersi nel webinar ‘Infrastrutture Gnl e trasporti: dall’emergenza al rilancio’, organizzato da conferenza Gnl. L’incontro si è aperto con una sintesi dell’ultimo rapporto annuale del centro di ricerche Ref-e sulla filiera del Gas naturale liquefatto in Italia che comprende tutte le aziende coinvolte nelle infrastrutture di approvvigionamento del Gnl, e nella distribuzione del prodotto nei diversi impieghi del trasporto pesante terrestre e marittimo, nonché degli utilizzi off-grid.
I dati precrisi mostravano un mercato in forte crescita, con un numero di depositi salito a 107, 70 distributori attivi nel trasporto pesante e un mercato di 2500 camion a Gnl circolanti. “Dalle parole dei rappresentanti del mondo imprenditoriale della filiera del Gnl rappresentate dalla nostra associazione arrivano parole di coraggio e ottimismo” ha commentato Andrea Arzà presidente di Assogasliquidi/Federchimica, intervenuto al webinar.
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Tutta la filiera, spiega Arzà, “ha reagito all’emergenza in maniera esemplare, garantendo piena continuità nell’erogazione del servizio all’utenza finale seppur tra le difficoltà operative e gestionali che hanno caratterizzato questo periodo e nonostante gli importanti cali nella domanda di prodotto da parte dei consumatori. C’è quindi ancor più bisogno oggi di supportare questa industria, che è da tutti considerata virtuosa e indispensabile sia economicamente che ambientalmente”.
“Oggi in Italia ci sono molti cantieri attivi e in particolare a Oristano e a Ravenna, dove è a buon punto la realizzazione di due nuovi grandi depositi rispettivamente di Higas e Edison. C’è un tema molto significativo di flotte nel marittimo dove si parla anche di conversione”. Crisi a parte però il Paese deve fare uno sforzo aggiuntivo, rendendo operative le misure di sostegno per lo sviluppo del mercato del Gnl indicate dal Piano nazionale energia e clima e definendo strumenti strutturali ed omogenei su tutto il territorio nazionale.
“C’è l’esempio virtuoso dell’Emilia Romagna – prosegue Arzà – che ha scelto di realizzare il trasporto extraurbano a Gnl e l’iniziativa lodevole proprio in queste ore di uno sconto ‘green’ del 30% per tutti i veicoli Gnl in transito su A35 Brebemi e sulla tangenziale esterna milanese la A58 Teem. Ma si tratta, al momento, di iniziative singole che non trovano riscontro in altre parti o settori d’Italia e che, invece, devono essere estese e rese strutturali, come già fatto in altri Paesi europei.
“Anche le misure di semplificazione amministrativa che i ministeri competenti hanno in cantiere e la definizione di procedure omogenee per le attività di bunkeraggio a cui le Autorità preposte alla sicurezza delle attività sappiamo stanno lavorando sono tasselli fondamentali che a nostro avviso forniranno ulteriore impulso alle iniziative imprenditoriali di sviluppo del mercato del Gnl. Su tutto ciò non mancherà l’apporto tecnico e di conoscenza di Assogasliquidi e delle sue Imprese associate”.
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Semplice e sicuro: pagare contactless al tempo del Covid
16 Giugno 2020
18:00
Non solo gel igienizzante e mascherina. La pandemia da Covid 19 ha cambiato molte abitudini, anche negli acquisti, registrando un vero e proprio boom dell’e-commerce e dell’home delivery. E sempre più italiani pensano che i pagamenti senza contanti, in modalità contactless, faranno ora sempre più parte della quotidianità perché semplici e sicuri. Oltre al mantenimento delle distanze interpersonali, infatti, evitare di maneggiare contanti è utile al rispetto delle norme igienico-sanitarie e alla protezione da coronavirus. Un trend iniziato prima del Covid 19, ma che la pandemia ha consolidato.
Contactless, dal caffè al biglietto del treno la soluzione a portata di mano
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Nel 2019 i pagamenti digitali in Italia sono cresciuti dell’11%, sfiorando i 270 miliardi di euro, secondo la School of Management del Politecnico di Milano e l’emergenza sanitaria ha dato una spinta significativa sulle nuove modalità di pagamento cashless. Tra i pagamenti con carta, poi, continua a crescere il contactless, arrivato a 63 miliardi di euro (nel 2018 era 40,5 miliardi di euro) e circa 1,5 miliardi di transazioni nel 2019 (+67% rispetto al 2018). Lo scontrino medio di 42€, in diminuzione rispetto ai 45€ dello scorso anno, dimostra che il contactless viene sempre di più usato anche per i piccoli pagamenti, di solito effettuati in contante, dal caffè al panino. Un altro fattore che sta facendo diminuire lo scontrino medio dei pagamenti contactless è l’uso delle carte come biglietto sui mezzi di trasporto pubblico, trend iniziato nel 2018 a Milano e Treviso e che si è ampiamente consolidato nel 2019 in diverse città italiane.
Estate 2020, in vacanza con la card contactless o lo smartphone
Nella prima estate post-Covid, le strutture ricettive e gli esercenti si preparano ad accogliere i turisti, adottando tutte le precauzioni stabilite dalle norme nazionali e locali. Ma oltre a cambiare l’organizzazione degli stabilimenti balneari o la disposizione degli spazi comuni in alberghi e ristoranti, esercenti e turisti si rivolgono con maggior favore all’uso di sistemi di pagamento veloci e sicuri (card contactless) o con carte prepagate o attraverso portali/app web in fase di prenotazione. Anche i wearable device possono essere utili ad evitare il contatto con il denaro contante. Con Fitbit Pay e Garmin Pay, basta abbinare la propria carta di credito al dispositivo indossabile e fare acquisti, in totale libertà e sicurezza. Ci sono poi pagamenti da smartphone: questi garantiscono igiene in termini sanitari e sicurezza dei propri dati. Con app come Nexi Pay, associata a Apple Pay Google Pay e Samsung Pay, il pagamento è in un tap, semplice, veloce e sicuro. Non solo. Si possono gestire anche le proprie carte di credito, debito e prepagate, impostare i limiti di utilizzo a proprio piacimento, consultare i movimenti, controllare il totale delle spese e ricevere le notifiche di sicurezza e bloccare la carta direttamente dall’app.
Per gli esercenti arriva ‘Welcome’
Per gli esercenti che vogliono dotarsi di uno strumento semplice e pratico per l’accettazione dei pagamenti digitali e contactless, Nexi ha lanciato l’offerta Welcome. Senza canone POS mensile, permette di accettare tutte le principali tipologie di carte, compreso il Pagobancomat con una commissione unica per le carte europee e può essere usato anche in mobilità. Ma il pagamento, nell’era dell’omnicanalità, è sempre più evoluto. Con il servizio Pay-By-Link di Nexi, è possibile incassare a distanza anche quando non si ha di fronte il cliente: il pagamento avviene inviando un semplice link tramite email o social. Questa soluzione è molto utile soprattutto per ristoranti e pizzerie che possono così gestire comodamente le transazioni, evitando assembramenti nei locali.
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Federterziario: ‘Prioritario semplificare e sburocratizzare Pa’
16 Giugno 2020
18:20
“FederTerziario ritiene gli interventi inseriti nel piano indicato dal governo, siano rispondenti a reali esigenze del paese, tuttavia ritiene prioritarie quelle riforme di natura strategica e strutturale necessariamente passanti dalla semplificazione e sburocratizzazione della Pubblica amministrazione. Ci riferiamo soprattutto alle attese riforme relative alla fiscalità ed ai contratti di lavoro, che oggi inibiscono gli investimenti e la crescita delle Imprese”. A dirlo Nicola Patrizi, presidente di FederTerziario a margine dell’evento Stati Generali dell’Economia.
“Riteniamo strategici e centrali – sostiene – gli investimenti sulla connettività nelle sue dimensioni materiali ed immateriali, reti di trasporto connessioni intermodali e banda larga, devono coniugare la sostenibilità e innovazione per sfruttare efficacemente le ingenti risorse finanziarie messe a disposizione dall’Europa, che caratterizzeranno lo sviluppo economico e sociale nell’immediato futuro”.
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“Tra i contributi portati da FederTerziario al tavolo con il governo -continua Patrizi -abbiamo evidenziato la necessità di rapidi strumenti di sostegno ai settori del turismo, eventi, ristorazione e dei servizi di sicurezza a loro connessi che rappresentano le categorie più colpite dalla crisi Covid-19”.
Federterziario “ha presentato proposte vitali per le pmi, in particolare abbiamo richiesto l’avvio immediato di un piano di sburocratizzazione rispetto al quale ci aspettiamo segnali già a partire dal prossimo decreto semplificazione. Abbiamo inoltre richiesto un riassetto delle scadenze fiscali chiaro, ed in grado di semplificare gli adempimenti per le imprese e allo stesso tempo le attività dei professionisti che quotidianamente le supportano”.
“Al fine di poter arrivare a realizzare un piano così ambizioso – sottolinea il presidente Patrizi – occorre però partire da subito salvando le migliaia di pmi che in questo momento stanno lottando con riaperture e burocrazia, che potranno domani rendersi protagoniste del rilancio della nostra economia, senza interventi tempestivi e risolutivi si rischia domani di ritrovarsi in un sistema industriale menomato ed incapace di beneficiare delle molte opportunità a discapito dell’intera economia nazionale”.
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Catalfo: “250 mln euro a fondo artigiani”
16 Giugno 2020
19:10
Il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ha firmato, insieme al ministro dell’Economia Gualtieri, il decreto – ora alla Corte dei Conti – che trasferisce circa 250 milioni di euro al fondo artigiani, che andranno a finanziare le misure di sostegno al reddito previste nel Decreto Rilancio. Lo annuncia Catalfo su Facebook.
“Come Governo, uno dei nostri principali obiettivi è quello di continuare a sostenere commercianti e artigiani con tutti gli strumenti e le risorse possibili. Come sottolineato oggi nell’ambito dei lavori a Villa Pamphili, questo è un nostro preciso dovere nei confronti di realtà che rappresentano una colonna portante del tessuto produttivo italiano”, scrive Catalfo.
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“Il nostro impegno per i lavoratori di questo settore è massimo. Dobbiamo incentivare l’apprendistato, rafforzare la formazione tecnica e professionale, favorire l’ingresso e una maggiore partecipazione delle donne. Proprio per questo, nel Family Act abbiamo previsto che una quota di riserva della dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese sia destinato all’avvio delle start up femminili e al loro accompagnamento per i primi due anni”, aggiunge.”Andiamo avanti senza sosta per sostenere i lavoratori e rilanciare il nostro tessuto produttivo”, conclude.
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Gentiloni: “Recovery occasione irripetibile”
16 Giugno 2020
20:30
“Siamo di fronte ad una occasione irripetibile: c’è un piano di risorse comuni europee”, il Recovery Plan, “per rimettere in piedi l’economia del nostro Paese. Non è che abbiamo avuto cinque Piani Marshall, dopo la guerra: c’è una volta sola. Quindi non possiamo sprecare questa occasione”. Lo sottolinea il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, intervistato dal Tg2 a Bruxelles.
“Sarà il governo a decidere se utilizzare o meno” il Pandemic Crisis Support, le linee di credito del Mes, “ma che sia vantaggioso non c’è alcun dubbio”, ribadisce.
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“Il Mes, così come il meccanismo che si chiama Sure, e che finanzia la cassa integrazione – continua Gentiloni – è un prestito. Invece di farci prestare i soldi dai mercati finanziari, ce li facciamo prestare dalle istituzioni europee, ma ci vengono prestati dalle istituzioni europee a condizioni molto migliori, quindi ci fanno risparmiare alcuni miliardi nei prossimi anni. Quindi certamente questo è un vantaggio per l’Italia”, conclude.
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Alitalia, De Micheli: “‘In piano industriale non prevista parte low cost”
16 Giugno 2020
22:00
La ministra dei Trasporti Paola De Micheli esclude che una parte della newco di Alitalia possa essere dedicata al low cost. “Nel piano che ho presentato questo non è previsto” spiega dopo aver fatto sapere di aver “consegnato oggi al premier Conte le linee guida sul piano industriale di Alitalia che ho condiviso con i colleghi competenti, sarà poi il mandato che noi daremo alla governance, sono sostanzialmente gli obiettivi industriali da dare ad Alitalia”.
“Il Mef – ha detto ancora la ministra a ‘Porta a porta’ – sta completando la procedura prevista dalla legge che finanzia la nuova Alitalia con 3 miliardi di equity e, quindi, tutto quello che era necessario fare per essere pronti a decidere lo abbiamo fatto e quindi adesso decidiamo”.
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“I due dossier sono pronti – ha aggiunto a proposito di Alitalia e di Autostrade per l’Italia – uno da tempo e uno più di recente ma dobbiamo approfondirli per prendere una decisione tutti insieme, forse proprio mentre stiamo agli Stati Generali”.
“Alitalia ha bisogno di partner industriali, i partner finanziari ce li ha sempre avuti. Per riuscire a tenere in piedi una compagnia ci vuole una progettualità industriale molto forte quindi, in una fase successiva, ci saranno anche gli accordi industriali”, ha poi affermato.
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Arriva Sky Wifi: l’offerta con tv, internet e telefonate
16 Giugno 2020
12:00
Sky si fa in tre, e offre ai suoi clienti oltre alla tv e ai contenuti anche internet super veloce e le telefonate. Si chiama Sky Wifi il nuovo servizio in ultra-broadband che da oggi è disponibile in anteprima per gli abbonati che risiedono in 26 città e grandi comuni italiani, tra cui Milano, Torino, Genova, Firenze, Bologna, Venezia, Bari, Napoli, Catania, Palermo, Cagliari. E che entro l’estate si estenderà a 120 grandi centri con inclusi praticamente tutti i capoluoghi e Roma, in 5 grandi quartieri della città.
“Abbiamo investito 230 milioni per lanciare il nuovo servizio Sky Wifi e per costruire questa rete intelligente su cui si basa” ha detto Maximo Ibarra, Amministratore delegato di Sky Italia, nel corso dell’incontro con la stampa per il lancio di Sky Wifi, per il quale Sky Italia ha stretto una “partnership molto forte” con Open Fiber che, ha detto Ibarra, “ha una rete in fibra vera. Partiamo con Open Fiber che è il nostro partner principale perchè crediamo nella fibra Ftth, ‘fino a casa’, ma – ha precisato il manager – abbiamo fatto un accordo wholesale con Fastweb per estendere la copertura anche in zone attualmente non raggiunte dalla fibra di Open Fiber”.
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Con Sky Wifi “abbiamo potuto progettare il futuro pensando alle esigenze di domani e dopodomani; la rete su cui poggia – ha spiegato Ibarra – l’abbiamo chiamata ultra-network perchè è costituita da apparati intelligenti che sistemano la capacità di banda a seconda del traffico che si verifica sulla rete, di quanti dispositivi sono collegati. E’ una rete che ha molteplici punti di connessione con i content provider della rete tra cui gli over the top”, ha spiegato.
La soluzione ‘voce’ di Sky Wifi riguarda chiamate telefoniche verso ‘fisso’ e mobile ma non c’è volontà dell’operatore di entrare nel mercato della telefonia mobile ha chiarito Maximo Ibarra spiegando che il “mobile non è nei nostri piani, il triple play ci potrà casomai portare a sviluppi verso soluzioni di smart home” possibili grazie a soluzioni di intelligenza artificiale.
Intanto le soluzioni con la ‘voce’ sono a consumo in “Smart” che offre la connessione in fibra 100%, lo Sky Wifi Hub e la Sky Wifi App a un prezzo di 29,90 euro al mese e nella soluzione denominata “Ultra” al prezzo di di 32,90 euro al mese, mentre ci sono chiamate illimitate con “Ultra Plus” a 37,90 euro al mese. Qualsiasi sia la soluzione scelta dall’abbonato, i primi tre mesi saranno offerti da Sky e il costo di attivazione del servizio sarà compreso nel prezzo. Per chi sceglie le soluzioni “Ultra” e “Ultra Plus” il costo di attivazione sarà di 50 euro, anziché 99. Fino all’estate le offerte saranno per i clienti Sky.
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“Ci concentriamo sulla nostra base clienti; immediatamente dopo, nel secondo step, affronteremo e apriremo ai non clienti di Sky” ha concluso l’Ad.
Riferendosi al periodo di lock down Ibarra ha detto che “i nostri clienti ma tutti in Italia, essendo costretti a stare a casa, hanno messo sotto stress le infrastrutture del paese: anche oggi chi offre contenuti via streaming ha dovuto abbassare la qualità della trasmissione per non mettere in crisi la rete”, ha osservato ancora l’Ad indicando che “prima del covid circa il 61% fruivano di contenuti online, percentuale che durante la pandemia è salita al 75% con punte di 80% ma per la base clienti di Sky è ancora più elevata”.
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Mutui, tassi a maggio mai così bassi
16 Giugno 2020
14:00
A maggio il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è risultato pari all’1,33%, toccando così un nuovo minimo storico. Lo rileva l’Abi nel suo bollettino mensile, nel quale ricorda come a fine 2007 i tassi di interesse sui mutui erano al 5,72%. A maggio il tasso medio sul totale dei prestiti è stato pari al 2,40%, rileva l’Abi, ricordando come il tasso medio fosse al 6,18% prima della crisi, a fine 2007. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è stato invece pari all’1,07%. Il margine (spread) fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie “permane in Italia su livelli particolarmente infimi”, ricorda l’associazione. A maggio risultava infatti a 185 punti base (187 punti base nel mese precedente), in marcato calo dagli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (335 punti base a fine 2007).
In Italia i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a maggio, di oltre 115 miliardi di euro rispetto a un anno prima (variazione pari a +7,6% su base annuale), mentre la raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, è scesa, negli ultimi 12 mesi, di circa 10 miliardi di euro in valore assoluto (pari a -4,2%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in crescita del +6,0%, aggiunge l’associazione. il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) a maggio è stato pari allo 0,55%, (0,56% nel mese precedente) ad effetto del tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) dello 0,36% (0,36% anche nel mese precedente); del tasso sui PCT, che si colloca a 0,57% (1,25% il mese precedente); del rendimento delle obbligazioni in essere, 2,02% (2,13% ad aprile 2020).
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A maggio 2020 i prestiti a famiglie e imprese ammontano a 1.286 miliardi di euro e sono aumentati dell’1,5% rispetto a un anno fa. E’ quanto rileva l’Abi nel suo bollettino mensile. Inoltre, indicano da Palazzo Altieri, sulla base di prime stime il totale prestiti a residenti in Italia (settore privato più Amministrazioni pubbliche al netto dei pct con controparti centrali) a maggio si colloca a 1.691 miliardi di euro, segnando una variazione annua, calcolata includendo i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni (ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni), pari a +1,2% (+1,2% anche il mese precedente). A fine 2007, prima dell’inizio della crisi, tali prestiti ammontavano a 1.673 miliardi, segnando da allora ad oggi un aumento in valore assoluto di circa 18 miliardi di euro. Infine, i prestiti a residenti in Italia al settore privato risultano pari a 1.425 miliardi di euro in aumento dell’1,4% rispetto ad un anno prima.
In Italia i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a maggio, di oltre 115 miliardi di euro rispetto ad un anno prima (variazione pari a +7,6% su base annuale), mentre la raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, è scesa, negli ultimi 12 mesi, di circa 10 miliardi di euro in valore assoluto (pari a -4,2%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in crescita del +6,0%, aggiunge l’associazione. il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) a maggio è stato pari allo 0,55%, (0,56% nel mese precedente) ad effetto del tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) dello 0,36% (0,36% anche nel mese precedente); del tasso sui PCT, che si colloca a 0,57% (1,25% il mese precedente); del rendimento delle obbligazioni in essere, 2,02% (2,13% ad aprile 2020).
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Alitalia, Conte: “Nascerà NewCo, ma non sarà un carrozzone”
POLITICA/ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
16 Giugno 2020
19:00
Su Alitalia “oggi avremo una riunione con i ministri competenti per definire il dossier. Abbiamo un progetto, nascerà una NewCo, una nuova società che non sarà un carrozzone di Stato, ma un nuovo soggetto che dovrà riuscire a interpretare quello che è lo spazio di mercato attualmente disponibile, sia in Italia che per quanto riguarda le tratte internazionali”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un’intervista a Fanpage.it.
“Io l’ho sempre detto – rivendica il premier – dobbiamo cercare di presidiare questo spazio di mercato perché è importante avere un vettore, non tanto per una questione di bandiera, ma perché nella logica dell’interconnessione dei trasporti è fondamentale. La nostra visione di Paese si basa sull’integrazione dei sistemi di trasporto, nei collegamenti con i porti, passaggio fondamentale per rendere più efficiente l’utilizzo delle infrastrutture”. VAI ALLA POLITICA
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