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Salvini, delitto dare scuola ad Azzolina, vada a casa
Sono molto preoccupato per la situazione
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SIENA
27 agosto 2020
20:07
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“La Azzolina deve andare a casa, le diamo un banco a rotelle per fare un giro in Piazza del Campo”.
Così il segretario della Lega Matteo Salvini, a Siena, parlando del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e dei provvedimenti per il rientro a scuola. Salvini era al gazebo del partito allestito in Piazza Indipendenza, a ridosso di Piazza del Campo, dove ha incontrato gli elettori. “Sono molto preoccupato per la situazione della scuola” ha aggiunto Salvini a margine del suo intervento parlando con i giornalisti.
“Abbiamo un ministro totalmente incapace a gestire un sistema delicato che ha 8 milioni di studenti e 1 milione di insegnanti, presidi e personale scolastico. Lasciare questo nelle mani della Azzolina è veramente un delitto”, ha concluso.
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Solinas, contagi Covid in discoteca sono minima parte
“Su Sardegna vergognosa strumentalizzazione”
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CAGLIARI
28 agosto 2020
10:40
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“Se vogliamo analizzare i numeri i presunti contagi in discoteca sono una minima parte rispetto al complesso dei positivi. La promiscuità alla base dei contagi in alcune zone ben determinate è dovuta ad altre pratiche e ad alcuni mondi che evidentemente hanno interpretato l’opulenza della vacanza come un esimente dalle normali precauzioni per il contenimento dei contagi”. Lo ha detto all’Unione Sarda il governatore della Sardegna Christian Solinas, in una lunga intervista dopo l’impennata dei casi di Covid nell’Isola. E sulle polemiche successive agli attacchi mediatici ha affermato : “siamo davanti ad una vergognosa strumentalizzazione contro la Sardegna ed in particolare a discapito del suo sistema turistico-ricettivo”
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Scuola: Conferenza Unificata approva documento su contagi
Decisione presa all’unanimità
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28 agosto 2020
10:49
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La Conferenza Unificata convocata dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ha approvato all’unanimità il documento elaborato dall’Istituto superiore di sanità sulla gestione di casi di contagio nelle scuole.
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Di Maio,coordinamento unico per candidati Comunali 2021
Credo che le forze di governo debbano fare questo sforzo
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28 agosto 2020
11:51
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“Se si vuole fare un ragionamento per portare il programma del Movimento bisogna partire prima e fare un tavolo nazionale. Il prossimo anno si vota a Roma, Torino, Milano, Napoli e Bologna e queste 5 città importantissime non possono essere gestite a sé, se vogliamo ragionare con forze civiche e politiche per portare i nostri temi lo dobbiamo fare con un coordinamento nazionale che tiene conto delle esigenze del territorio”. E’ la proposta del ministro degli Esteri Luigi Di Maio lanciata in un’intervista a Fanpage.it in vista delle elezioni comunali del 2021.
“L’obiettivo – prosegue – deve essere quello di coordinarci per fare in modo che l’esito delle candidature in queste 5 città possa vedere valori e progetti comuni, con un coordinamento unico. Credo che le forze di governo debbano fare questo sforzo, anche perché i nostri iscritti ci hanno dato questo mandato”.
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Scuola: Raggi a stampa, ci saranno criticità, siate clementi
‘Non puntiamo il dito perchè non serve’
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ROMA
28 agosto 2020
12:14
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“Lo dico alla stampa, e metto le mani avanti. Sicuramente la riapertura dell’anno scolastico creerà criticità, abbiamo su Roma 1.200 scuole. Stiamo tutti lavorando sulla concretezza e per prevenirle. Siate tutti un po’ più clementi, perché la volontà è reagire. Se ci saranno delle criticita si affronteranno. Non puntiamoci il dito perché non serve”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi a margine di una iniziativa in una scuola al Trionfale.
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Regionali: Berlusconi, voto sarà avviso sfratto Conte
“Mi impegnerò personalmente in campagna elettorale”
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BARI
28 agosto 2020
13:20
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“Il centrodestra affronta le elezioni regionali unito, mentre l’alleanza di governo presenta candidati diversi: è la fine di un grande bluff della sinistra. Queste elezioni dimostreranno che il centrodestra è la maggioranza del Paese e Forza Italia è l’anima di questo centrodestra. I pugliesi con il loro voto contribuiranno a dare un avviso di sfratto al governo e a una maggioranza più a sinistra della storia. Con Foza Italia garante sul piano dei contenuti. Mi impegnerò personalmente in questa campagna elettorale, in tutte le forme possibili”. Lo ha dichiarato il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico con Bari per la presentazione delle liste di Forza Italia in Puglia a sostegno del candidato presidente Raffaele Fitto.
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Riforme: Renzi, se proporzionale allora sistema tedesco
servono elezione diretta e sfiducia costruttiva
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CASTROCARO TERME
28 agosto 2020
13:22
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“In Parlamento non si fanno le standing ovation, quelle si fanno a teatro, ma i deputati non sono spettatori. Per questo serve l’elezione diretta. Ma se si fa il proporzionale allora si elimina anche il bicameralismo e si mette la sfiducia costruttiva. Queste sono riforme serie, sul modello tedesco. Il resto è pubblicità”. Così il segretario di Italia Viva, Matteo Renzi, concludendo la tre giorni della scuola politica “Meritare l’Europa”.
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Bonomi a sindacati: rinnovo contratti ma siano rivoluzionari
E rilancia critiche al Governo: spesi 100 mld ma nodi irrisolti
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28 agosto 2020
15:12
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“All’accusa che i leader sindacali hanno rivolto a Confindustria di non volere i contratti abbiamo risposto con chiarezza che Confindustria i contratti li vuole sottoscrivere e rinnovare. Solo che li vogliamo ‘rivoluzionari'”. Il presidente di Confindustria lo scrive in una lettera interna inviata oggi a tutti presidenti del sistema di rappresentanza degli industriali. Carlo Bonomi si sofferma a lungo, in otto pagine. sui temi affrontati nei suoi primi cento giorni da presidente e sulle sfide del prossimo autunno. Come quella sui contratti, con i sindacati che Confindustria incontrerà il 7 settembre: il leader degli industriali auspica, contratti rivoluzionari “rispetto al vecchio scambio di inizio Novecento tra salari e orari”. “non perchè siamo rivoluzionari noi, aggettivo che proprio non ci si addice, ma – spiega – perchè nel frattempo è il lavoro e sono le tecnologie, i mercati e i prodotti, le modalità per produrli e distribuirli, ad essersi rivoluzionati, tutti e infinite volte rispetto a decenni fa”.
“Seppur vero che nessuno era preparato a gestire gli effetti di una pandemia di questa natura è altrettanto vero che tutti i provvedimenti messi in campo in questi mesi, che hanno impegnato risorse ingenti per circa 100 miliardi di euro, non hanno sciolto alcun nodo che imbriglia la crescita del nostro Paese”, dice poi Bonomi soffermando anche sull’impatto dell’emergenza Covid e sull’azione del Governo: le “misure pubbliche” in questi mesi di emergenza dice, “ci hanno visto esprimere una forte criticità di fondo, rispettosa delle prerogative del Governo, ma fin qui irrisolta”; “I numerosi interventi specifici, i bonus frammentati e i nuovi fondi accesi presso ogni ministero, non sono stati certo la risposta articolata ed efficace che ci aspettavamo”.
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Scuola: consegnati banchi a Alzano, Nembro e Codogno
Conferenza Unificata approva all’unanimità al documento elaborato dall’Istituto superiore di sanità sulla gestione di casi di contagio
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28 agosto 2020
16:08
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Codogno, nel Lodigiano, e Alzano e Nembro, nella Bergamasca, sono i primi Comuni da cui ha preso il via stamattina la consegna delle sedie e dei banchi monoposto necessari alla riapertura in sicurezza delle scuole, prevista per il 14 settembre. Il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, ha scelto di cominciare dagli “istituti scolastici dei tre paesi così duramente colpiti dalla pandemia”. Sono circa 350 i banchi consegnati ad Alzano e Nembro: si tratta di banchi normali e non a rotelle, solo leggermente più piccoli di quelli tradizionali per permettere il distanziamento. 237 sono stati consegnati all’istituto comprensivo Enea Talpino di Nembro dai militari dell’esercito altri all’alberghiero Sonzogni e al Montalcini di Alzano.
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Intanto la Conferenza Unificata convocata dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ha approvato all’unanimità il documento elaborato dall’Istituto superiore di sanità sulla gestione di casi di contagio nelle scuole. Alla seduta hanno partecipato i ministri Speranza e Azzolina, il capo della protezione civile Borrelli e il presidente dell’Iss Brusaferro. Presenti il presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini, dell’Anci Decaro, dell’Upi De Pascale e tra i presidenti delle Regioni Toma, Bardi e Fontana.
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Ministero degli Affari regionali al lavoro nel weekend con le Regioni e gli Enti locali, ministero delle Infrastrutture e Comitato tecnico scientifico per chiudere le linee guida condivise sulla sicurezza sanitaria nel trasporto pubblico locale. Lunedì 31 è prevista una Conferenza Unificata straordinaria sul tema.
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“La sicurezza sanitaria nelle scuole era una priorità assoluta per il paese. Con il lavoro congiunto, la massima e leale collaborazione tra il Governo, le Regioni e gli Enti locali, oggi abbiamo ottenuto un grande risultato”, ha detto il ministro Boccia commentando l’approvazione, da parte della Conferenza Unificata, del documento elaborato dall’Istituto superiore.
“Sicurezza significa interventi immediati delle Asl, dei medici, degli infermieri. Tamponi per tutti perché dobbiamo garantire nelle scuole il massimo della sicurezza. Quando c’è un contagio si interviene immediatamente”, ha aggiunto Boccia, precisando che “serve uno sforzo immane che il governo garantisce, ed è un lavoro che dobbiamo fare tutti insieme”.
“Tutti coloro che ruotano al caso di contagio – ha evidenziato il ministro – devono fare immediatamente il tampone e poi si valutano le condizioni dei ragazzi, dei docenti o dei familiari”. Il ministro ha spiegato che “senza questa leale collaborazione che ha caratterizzato il lavoro che abbiamo fatto in questi mesi tra Stato, Regioni ed Enti Locali, l’Italia non sarebbe il Paese sicuro che è diventato”. “Continuiamo così – ha concluso – ma ovviamente serve ancora avere grande fiducia nel lavoro straordinario che faranno medici e infermieri per tutti noi”.
“Riaprire le scuole in sicurezza è la priorità di tutto il Paese – ha scritto su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza -. Abbiamo appena approvato all’unanimità in conferenza unificata con Regioni, Province e Comuni il documento con le indicazioni operative per la gestione dei casi e dei focolai di Covid nelle scuole e nei servizi per educativi per l’infanzia. Nei prossimi giorni serviranno ancora tanto lavoro e condivisione. Non polemiche e divisioni”.
E la sindaca di Roma, Virginia Raggi, a margine di una iniziativa in una scuola al Trionfale, rivolgendosi alla stampa ha detto: “Lo dico alla stampa, e metto le mani avanti. Sicuramente la riapertura dell’anno scolastico creerà criticità, abbiamo su Roma 1.200 scuole. Stiamo tutti lavorando sulla concretezza e per prevenirle. Siate tutti un po’ più clementi, perché la volontà è reagire. Se ci saranno delle criticita si affronteranno. Non puntiamoci il dito perché non serve”.
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Di Maio: ‘Coordinamento unico per candidati Comunali 2021’
‘Credo che le forze di governo debbano fare questo sforzo’
(2)
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28 agosto 2020
16:45
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“Se si vuole fare un ragionamento per portare il programma del Movimento bisogna partire prima e fare un tavolo nazionale. Il prossimo anno si vota a Roma, Torino, Milano, Napoli e Bologna e queste 5 città importantissime non possono essere gestite a sé, se vogliamo ragionare con forze civiche e politiche per portare i nostri temi lo dobbiamo fare con un coordinamento nazionale che tiene conto delle esigenze del territorio”. E’ la proposta del ministro degli Esteri Luigi Di Maio lanciata in un’intervista a Fanpage.it in vista delle elezioni comunali del 2021.
“L’obiettivo – prosegue – deve essere quello di coordinarci per fare in modo che l’esito delle candidature in queste 5 città possa vedere valori e progetti comuni, con un coordinamento unico. Credo che le forze di governo debbano fare questo sforzo, anche perché i nostri iscritti ci hanno dato questo mandato”.
“Io non sono tanto d’accordo con l’idea dei candidati terzi. Dobbiamo lavorare all’idea che ci sono i candidati nostri e i candidati degli altri e ce li sosteniamo a vicenda”, ha detto ancora Di Maio in merito alla scelta dei candidati sindaci per le elezioni 2021. Per il ministro degli Esteri, Virginia Raggi e Chiara Appendino, attuali prime cittadine di Roma e Torino, “hanno tutto il mio sostegno ed è sbagliato attaccarle”.
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Scuola: Boccia, partiremo in sicurezza
‘Rafforzati i meccanismi di prevenzione e intervento’
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BARI
28 agosto 2020
13:39
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“Sono sicuro che dal 7 settembre nella provincia autonoma di Bolzano, dal 14 in molte regioni e poi in altre dal 22, 23 e 24 partiremo con le scuole in sicurezza. Quando ci sarà un caso di contagio interverremo, così come siamo intervenuti negli ospedali e in ogni ambito sociale che ci ha visto affrontare l’emergenza Covid”. Così il ministro per gli Affari regionali Boccia sull’approvazione, da parte della Conferenza Unificata, del documento dell’Iss sui contagi nelle scuole. Un documento che – ha precisato Boccia – “rafforza i meccanismi di prevenzione e intervento”.
“Sicurezza – ha spiegato il ministro – significa interventi immediati delle Asl, dei medici, degli infermieri. Tamponi per tutti perché dobbiamo garantire nelle scuole il massimo della sicurezza. Tutti coloro che ruotano al caso di contagio devono fare immediatamente il tampone e poi si valutano le condizioni dei ragazzi, dei docenti o dei familiari”.
Per il ministro, “serve uno sforzo immane che il governo garantisce, ed è un lavoro che dobbiamo fare tutti insieme”.
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Referendum: Rivoluzione voto, come cambia geografia Senato
Lombardia la più tagliata, in molte regioni deputazione dimezzata
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28 agosto 2020
15:51
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Con il taglio dei parlamentari, su cui gli italiani saranno chiamati ad esprimersi con il referendum del prossimo 20 e 21 settembre, si annuncia una vera e propria rivoluzione nell’architettura parlamentare che cambierà profondamente anche la ‘geografia’ della rappresentanza regionale. Soprattutto al Senato. Con la vittoria del Sì, ad esempio, la Lombardia sarà la regione che perderà il maggior numero di senatori: passerà dagli attuali 49 a soli 31 seggi a Palazzo Madama, perdendone ben 18. In termini di rappresentatività, la seconda regione a pagare le conseguenze del taglio di 115 senatori che ridurrà a 200 i componenti eletti dell’Assemblea del Senato, sarà la Campania: passa, infatti, da 29 a 18 senatori, perdendone 11.
La Lombardia finirà dunque con avere un senatore ogni circa 326mila abitanti, mentre prima del taglio ne avrebbe avuto uno ogni 206.203; L’Umbria ne avrà uno ogni 220mila a fronte dei quasi 126mila con i numeri attualmente in vigore.
Le uniche regioni che non saranno intaccate dal taglio nella loro rappresentanza al Senato saranno le più piccole: uno solo resterà il senatore della Valle d’Aosta e due resteranno quelli del Molise. Inalterata, dunque, resta la rappresentatività per numero di abitanti dei senatori eletti in queste regioni: uno ogni 125.501 in Valle d’Aosta e uno ogni 151mila in Molise.
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Alcune regioni saranno colpite più considerevolmente in termini relativi dal taglio, perdendo quasi la metà dei loro rappresentanti attuali a Palazzo Madama. E’, ad esempio, il caso del Friuli Venezia Giulia, della Liguria, dell’Umbria, dell’Abruzzo, della Basilicata e della Calabria. Di un terzo, da sei a quattro seggi, è infine tagliata la rappresentanza della circoscrizione Estero.
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Due studenti su 3 disposti a indossare la mascherina
Sondaggio, 6 ragazzi su 10 non hanno informazioni dalle scuole
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28 agosto 2020
16:07
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Le norme anti-Covid preparate per il ritorno in classe del 14 settembre alla maggior parte degli studenti sono “indigeste” ma in tanti sono comunque disposti ad accettarle, comprendendo le ragioni che hanno portato ad adottarle. Questo il succo di un sondaggio svolto da Skuola.net su un campione di 5mila ragazzi di scuole medie e superiori.
Il paventato obbligo di far indossare la mascherina agli studenti per tutta la giornata scolastica (se non si riesce a garantire il distanziamento), vede opinioni diversi tra i ragazzi: 1 su 3 si oppone in maniera netta dicendo di essere sicuro di non sopportarla per tutto quel tempo, mentre il 47% (la fetta più consistente) confessa il proprio disagio pur capendo il senso di un eventuale provvedimento in tal senso. Ma c’è un 20% che approverebbe in toto la scelta: con la mascherina si sente più protetto.
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Dinamiche più o meno simili per quel che riguarda il distanziamento sociale. Analizzando le risposte si capisce che, pur non facendo i salti di gioia, i ragazzi non alzano un muro.
Sull’ipotesi, ad esempio, di separare in gruppi le classi più numerose, il 27% dice che la vivrebbe malissimo mentre il 47%, pur non essendo d’accordo, si adeguerebbe. Stessa cosa sul divieto di stare a contatto diretto con gli altri: per il 22% non poter abbracciare i propri compagni (che spesso sono anche amici) per tutte quelle ore è una vera e propria tragedia ma per il 52% è un “trauma” che è disposto a superare per un fine più alto, ovvero preservare la salute.
Che il distanziamento non sia un problema così insormontabile ma, al contrario, l’unica cosa considerata in grado di contenere il contagio è ribadito dalle risposte date su un altro tema che ha fatto molto dibattere: l’adozione dei banchi singoli. Solamente il 31% è un inguaribile nostalgico e si dispera se pensa che dovrà fare a meno del proprio compagno di banco. Ma, tolti questi, la decisione trova larghi consensi tra i ragazzi: il 41% promuove a pieni voti l’eliminazione del banco doppio, il 28% ha un atteggiamento neutro. Anche perché c’è molta diffidenza sulle altre regole chiave, come quella che impone agli studenti di misurare la febbre ogni mattina prima di andare a scuola. Quasi 8 su 10 sono scettici: per gran parte di loro è facile prevedere che qualcuno non rispetterà la norma.
Per adesso, però, mancano notizie concrete su come avverrà davvero il ritorno tra i banchi. L’istituto scolastico infatti, in 6 casi su 10, ancora non ha contattato le famiglie per anticipare come intende applicare le regole di comportamento inserite nelle Linee Guida del Ministero. Così gli studenti stanno ricorrendo al fai-da-te: 8 su 10 si stanno attivando, più o meno intensamente, per cercare informazioni sulle novità previste per il rientro a scuola. Questo ovviamente può generare qualche grattacapo: 1 su 3 si dichiara infatti molto preoccupato, 1 su 2 moderatamente e solo 1 su 5 non sembra avere timori per il ritorno alla scuola in presenza.
Ecco perché, nella situazione attuale, un terzo dei ragazzi (34%) preferirebbe continuare solo con la didattica ‘a distanza’ e un altro 35% proverebbe da subito con la didattica mista (un po’ a scuola e un po’ a casa). Per tentare di scongiurare quello che immaginano oltre 9 su 10, ovvero che durante l’anno le scuole saranno costrette a chiudere nuovamente per l’impennata dei contagi (per il 37% è sicuro che accada).
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Scuola: al via il 14, rischio manchino 300mila prof. Scontro Pd-M5s sulla Azzolina
Marcucci: il contributo della ministra è insufficiente
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28 agosto 2020
19:32
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Si è aperto un nuovo fronte tra il M5s e il Pd dopo le parole del capogruppo dem al Senato Marcucci che ha definito “inefficiente” il contributo della ministra dell’Istruzione Azzolina nella preparazione del rientro a scuola il 14 settembre. Per il capogruppo al Senato dei Cinquestelle Gianluca Perilli “Marcucci vuole inaugurare una nuova fase della maggioranza che non si sa dove porterà e a chi gioverà. Noi continuiamo a sostenere il lavoro del governo: il Pd decida da che parte stare”. Le sue dichiarazioni, sottolinea, sono “provocatorie e intollerabili” Intanto Gualtieri ha firmato il decreto per l’assunzione di 80mila docenti.
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Marcucci, il contributo di Azzolina è insufficiente – “Salvini fa la sua solita partita: scommette preventivamente sul disastro. Io prediligo un’altra impostazione di gioco: i problemi vanno affrontati e se possibile risolti. E in tal senso mi pare insufficiente il contributo che sta portando la ministra Azzolina. Spero migliori di qui a settembre”. A dirlo è il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci, in un’intervista alla Stampa. “Siamo ancora nella fase in cui bisogna fare di tutto affinché l’inizio della scuola non sia un dramma, certo è che il tema è stato affrontato in ritardo e con qualche incertezza di troppo”, sottolinea Marcucci. “È da marzo che sappiamo che questa era la priorità, si doveva lavorare tutti a testa bassa per creare le migliori condizioni a settembre. La ministra purtroppo è sembrata a tratti più interessata a trovare un capro espiatorio, da ultimo persi noi sindacati”.
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M5s, Pd con chi sta? Prenda distanze da Marcucci – “Presumo che il capogruppo Pd abbia valutato attentamente la situazione prima di fare certe affermazioni: prendiamo quindi atto che Marcucci vuole inaugurare una nuova fase della maggioranza che non si sa dove porterà e a chi gioverà. Noi continuiamo a sostenere il lavoro del governo: il Pd decida da che parte stare”.Così in una nota il capogruppo M5s al Senato Gianluca Perilli commenta le parole del capogruppo Pd al Senato che ha definito “insufficiente” il lavoro della ministra Azzolina.
La ripartenza il 14 settembre – Le scuole italiane rischiano di riaprire il 14 settembre con le cattedre vuote e poco personale scolastico, nell’anno in cui di docenti e Ata c’è massimo bisogno. Se è vero infatti che oggi il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha firmato il decreto per l’assunzione a tempo indeterminato di 84.808 docenti – “una buona notizia per gli insegnanti precari e per gli studenti che avranno così garantita la continuità didattica”, ha commentato il ministro – il problema è che alla fine le assunzioni in ruolo dei docenti rischiano di essere molte meno: c’è chi parla di sole 30 mila.
Infatti nelle graduatorie a esaurimento di diverse province, in prevalenza al Centro-Nord, molte classi di concorso sono esaurite e lo sono pure le graduatorie di merito. La ministra dell’istruzione Lucia Azzolina spera che alcuni posti vengano assegnati tramite “call veloce”ma il vincolo di permanenza dei 5 anni pesa non poco.
“C’ è una percentuale bassissima di copertura dei posti che ad oggi non supera il 30% – osserva la segretaria della Cisl Scuola, Maddalena Gissi – la situazione più disastrosa è sul sostegno. Verranno coperti a malapena i docenti andati in pensione. La prova lampante di scelte fallimentari in materia di reclutamento, che purtroppo si tramandano di governo in governo da troppo tempo”. Secondo alcune previsioni si apre un anno scolastico con lo spettro di 250 mila-300 mila supplenti, anche perchè ai numeri attuali bisogna aggiungere l’organico Covid, circa 70 mila tra prof e collaboratori scolastici. Allo stesso tempo, avvicinandosi la data del rientro a scuola e contemporaneamente aumentando in questi giorni il numero dei contagi, ci sono docenti affetti da patrologie che stanno chiedendo di restare a casa.
L’Italia, peraltro, ha un primato che riguarda l’età elevata del personale scolastico: la percentuale di over 55 è del 40-45% e gli ultra 62 enni sono 171 mila.
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Lega: Maroni, Salvini mi chiede fare sindaco Varese
Ex governatore, ho dato la disponibilità di massima
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MILANO
28 agosto 2020
19:08
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Roberto Maroni candidato sindaco di Varese. E’ la richiesta di Matteo Salvini, leader della Lega, all’ex ministro dell’Interno ed ex governatore della Lombardia come si legge sul sito Malpensa24 che ha intervistato Maroni.
“Io candidato sindaco di Varese? A dire il vero me l’ha chiesto proprio Matteo Salvini a Roma a inizio luglio, prima ancora di dirmi: ‘Come stai?’. Gli ho dato la mia disponibilità di massima, ma ci sto ancora pensando” ha spiegato l’ex governatore in una ampia intervista.
L’ex governatore della Lombardia conferma di essere a disposizione e, nell’eventualità di un suo sì, di dover dimettersi da una serie di incarichi che renderebbero incompatibile una sua candidatura. Attualmente Maroni è fra l’altro consigliere comunale a Palazzo Estense, sede del Municipio di Varese. A Varese, prima di essere eletto parlamentare, era già stato assessore nella giunta di Raimondo Fassa. L’ex governatore premette comunque nell’intervista che la decisione finale spetta a Salvini e ai direttivi nazionali e federali della Lega.
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Moccia, giovani ribelli, la scuola sia di esempio
“Assurda polemica dei professori che non vogliono fare tamponi”
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28 agosto 2020
18:31
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“In era Covid gli amori e la vita normale dei liceali a scuola saranno a rischio. I giovani stessi sono a rischio. Siamo tutti inevitabilmente condizionati da quello che sta accadendo. Ma i ragazzi hanno un pericoloso delirio di onnipotenza, per carità, naturale alla loro età. Se pensiamo che ai tempi nostri andavamo in motorino senza caschi! Ma il compito di noi adulti è quello di imporre loro le regole di distanziamento e le mascherine, ripetendole fino all’ossessione. Anche se i ragazzi in età adolescenziale, lo sappiamo, appena girato l’angolo faranno come vorranno e baceranno anche le sconosciute al buio”. Parola di Federico Moccia, scrittore, regista e sceneggiatore, in vista della riapertura della scuola. Moccia è divenuto popolare proprio con i suoi romanzi sugli amori giovanili, da Tre volte te, seguito da Tre metri sopra il cielo a Ho voglia di te (2006), il romanzo da cui, un anno dopo, è stato tratto il film “dei lucchetti a Ponte Milvio”, con protagonisti Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti, la regia di Luis Prieto e con Federico Moccia autore di soggetto e sceneggiatura. La pellicola ottenne un grande successo di pubblico, arrivando ad incassare oltre 13,5 milioni euro, e incoronando Riccardo Scamarcio idolo delle adolescenti italiane dell’epoca.
Moccia dunque di amori giovanili se ne intende. “Ma io ho due figli di 8 e 10 anni ancora gestibili. Hanno vissuto la scuola come tutti normalmente fino a marzo. Poi il lockdown, senza poter più stare insieme ai compagni di classe e giocare all’aperto. Quello che adesso non capisco, è la polemica sollevata dai professori proprio a pochi giorni dalla riapertura delle scuole. Perché non vogliono sottoporsi ai tamponi come tutti? Noi anche in vacanza ci siamo sottoposti ai rilevi delle temperature e abbiamo indossato le mascherine al ristorante fino a che non eravamo seduti a tavola. Tutti all’Argentario dov’ero in ferie mantenevano le distanze di sicurezza. Noi adulti dobbiamo imporre le regole e dare l’esempio per primi”.
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Tim: anche Tiscali nell’orbita di Fibercop, si guarda a Enel
Ok da governo e maggioranza. Pisano: “percorso lungo, vigilare”
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28 agosto 2020
12:46
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Il progetto Rete Unica proposto da Tim e Cdp non solo trova l’appoggio del Governo, che lo ha visto nascere, ma anche dei capogruppo della maggioranza.
Dall’opposizione poi la Lega converge. Il progetto intanto si consolida e, mentre si lavora alla stesura del Memorandum tra tecnicalità sulla governance e il nodo della valorizzazione dal punto di vista industriale, Tiscali si unisce al co-investimento.
Le carte di Enel, che può decidere di aderire al progetto ma ha anche una valida “exit strategy'” rappresentata dall’offerta del fondo Macquarie, sono ancora coperte. Enel potrebbe scegliere la strada di una trattativa in esclusiva ma anche aprire una gara. Si è infatti affacciato alla finestra anche il fondo di investimento sovrano del Kuwait e lo stesso fondo Kkr aveva inizialmente messo in conto di potersi impegnare in un’offerta per Open Fiber.
“La rete unica è un importante passo avanti verso un progetto strategico al centro del programma di Governo”, ha commentato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri mentre il responsabile dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha puntualizzato che il “percorso dovrà essere oggetto di monitoraggio costante affinché si raggiunga l’obiettivo finale: colmare il gap infrastrutturale del nostro Paese.
Sull’importanza di “vigilare” insiste anche Paola Pisano, ministro per l’Innovazione che parla di un percorso ancora “lungo e complesso” e chiede di includere nel progetto non solo la rete ma “anche a 5G, cloud e tutte le tecnologie necessarie a sviluppare l’economia dei servizi digitali”. TECNOLOGIA VAI ALL’ECONOMIA VAI ALLA CRONACA
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