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Mattarella inaugura anno scolastico a Vo
Insieme a presidente Senato Casellati e ministra Azzolina
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13 settembre 2020
20:38
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Il nuovo anno scolastico sarà inaugurato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella presso la Scuola primaria ‘Guido Negri’ di Vo’ (Padova) domani pomeriggio, a partire dalle 16:30. Presenzieranno alla cerimonia il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il segretario d’aula Francesco Scoma – in rappresentanza del presidente della Camera Roberto Fico -, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà e la viceministra dell’Istruzione Anna Ascani. Ad animare la cerimonia saranno gli alunni degli istituti che sono stati selezionati nell’ambito del concorso annuale del Ministero dell’Istruzione per aver realizzato i migliori percorsi didattici sui temi dell’educazione, della legalità, dell’integrazione e della lotta ai fenomeni di bullismo. POLITICA
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Oggi ritorno in classe per 5,6 milioni
Dopo sei mesi, riapertura in gran parte delle regioni
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14 settembre 2020
06:21
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Dopo circa sei mesi – le lezioni non sono più state in presenza dal 5 marzo in tutta Italia, da due settimane prima in alcune regioni del Nord – torna a squillare la campanella nelle scuole italiane: sono oltre 5,6 milioni gli alunni che riprenderanno le lezioni oggi in classe.
Complessivamente sono 8,3 milioni le studentesse e gli studenti che rientrano quest’anno tra i banchi: 7.507.484 negli istituti statali, ai quali si aggiungono i circa 860 mila delle paritarie.
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Terremoto magnitudo 3.5 nel Trapanese
Alle 5:47 vicino Vita e Salemi, anche altre due scosse 3.1
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14 settembre 2020
06:58
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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.5 è stata registrata alle 5:47 nell’ovest della Sicilia, in provincia di Trapani.
Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 14 km di profondità ed epicentro vicino i comuni di Vita e Salemi.
Non si hanno segnalazioni di danni a persone o cose. La scossa è stata preceduta e seguita da altri due terremoti entrambi di magnitudo 3.1.
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Scuola: si ritorna in aula a Codogno, presto mascherine bio
Sindaco ne porta 5000 chirurgiche a media, sarà anno delicato
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MILANO
14 settembre 2020
08:23
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Alle otto di questa mattina i circa 4000 studenti di Codogno, da quelli che frequentano la scuola primaria a quelli delle superiori, come l’Istituto Tecnico Agrario Tosi, sono ritornati sui banchi. Le scuole del comune dove è stato accertato il primo caso di Coronavirus in Italia sono state chiuse chiuse a partire dal 22 febbraio scorso, il giorno dopo l’accertamento del primo caso di Coronavirus in Italia. E lo stesso è accaduto per gli altri nove comuni poi isolati in zona rossa. Al suono della campanella che dà il via alle lezioni il sindaco Francesco Passerini accompagnato dagli assessori all’Istruzione e ai Lavori Pubblici che in questi mesi, assieme al dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo (scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado), hanno organizzato la riapertura nel rispetto delle norme anti-Covid, girerà per alcune scuole per l’ augurio di “buon inizio” agli allievi perchè “sarà un anno delicato e complicato”. Per l’occasione il sindaco donerà alla scuola media Ognissanti 5 mila mascherine chirurgiche. E proprio a proposito si mascherine, ha annunciato, non tra molto dovrebbero arrivare quelle biodegradabili, “in modo da preservare l’ambiente. E’ già stata contattata un’azienda lombarda che le produce e siamo in attesa del preventivo
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‘Maltrattò figliastra’, ma testimone ritratta: ‘ha simulato’
Revocata la misura cautelare, al via il processo a Bologna
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BOLOGNA
14 settembre 2020
08:38
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Un professionista a processo a Bologna per maltrattamenti e lesioni alla figliastra convivente e per mesi, in pieno lockdown, sottoposto alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa e dalla presunta vittima dopo che la ragazza, poco più che ventenne, lo ha denunciato. Su questo scenario è intervenuto però un colpo di scena: il testimone chiave, l’ex fidanzato, ha ritrattato, spiegando che la giovane gli ha detto di essersi inventata l’episodio più grave, che ha portato all’intervento dei carabinieri: un’aggressione in casa, il 7 gennaio, durante la quale il patrigno le avrebbe stretto le mani al collo. E che anche le lesioni, i segni rossi sul collo per cui andò in ospedale, se le era fatte da sola. Tutto questo, con l’obiettivo di togliersi l’uomo di torno.
Sulla base di questa novità, ottenuta attraverso le indagini difensive e verbalizzata davanti alla polizia giudiziaria, gli avvocati dell’imputato, Antonio Petroncini e Chiara Rinaldi, hanno ottenuto dal tribunale del Riesame la revoca della misura e hanno la ragazza ora è indagata per calunnia e per rifiuto di rendere dichiarazioni al pm. Quando è stata convocata alla luce delle ultimi sviluppi, ha infatti detto di volersi avvalere della facoltà di non rispondere, cosa che non le è consentito fare. Ora si vedrà cosa succederà a processo, con il giudizio immediato chiesto dal pm Bruno Fedeli e la prima udienza fissata per domani in tribunale, davanti al giudice monocratico Alessandra Testoni.
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Al Liceo Cremona di Milano inizio con qualche ‘timore’
Alcuni alunni in isolamento per contatti pre scuola con positivo
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MILANO
14 settembre 2020
08:41
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Una sensazione di “stranezza” nel riprendere le lezioni in aula mista a “timore” per i possibili contagi e alla “voglia di ricominciare”. Così vivono il rientro in classe gli studenti e le studentesse del Liceo Scientifico statale Luigi Cremona di Milano, che è stato al centro delle cronache cittadine perché alcuni alunni di una classe quinta si trovano già in isolamento a casa per avere frequentato un compagno risultato positivo al rientro dalle vacanze. “Il ragazzo risultato positivo è nella nostra classe e ci hanno scritto il 7 settembre dalla scuola dicendoci che avremmo iniziato il giorno dopo ma con la didattica online, proprio per questo motivo – ha spiegato una studentessa -, perché c’era stato questo caso e la scuola voleva essere sicura”. Gli studenti che non hanno avuto contatti con lui da questa mattina tornano in aula mentre gli altri studenti che hanno avuto contatti stretti “continuano la didattica online”, come hanno spiegato i compagni.
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I ragazzi sono arrivati davanti alla scuola e si sono messi in fila per entrare, si è creata una piccola coda sul marciapiede ma tutti gli studenti indossavano la mascherina.
“Siamo tutti un po’ preoccupati ma sta a noi dimostrare maturità e osservare le regole”, ha spiegato una studentessa che poi ha aggiunto come la scuola “si è organizzata per affrontare gli eventuali casi”. “Un po’ rappresenta un rischio il tornare a scuola. Vedremo come saranno gestiti i casi eventuali ma stare a casa è certamente peggio”, ha aggiunto un altro ragazzo, mentre secondo altri “la scuola non è un luogo di contagio e lo ha dimostrato anche il caso dello studente risultato positivo che si è ammalto in vacanza”. Anche al liceo Cremona le classi entrano ad orari e ingressi scaglionati e la didattica rimane mista, online per alcune classi e in presenza per altre. Il Collettivo degli studenti della scuola ha inscenato una piccola protesta davanti all’ingresso dell’istituto, dove è stato appeso uno striscione con la scritta ‘La scuola ci spetta, ce la riprendiamo con la lotta’.
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A Milano striscioni di protesta davanti ai licei
‘Bentornati…ma come?’, firmato Rete degli Studenti
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MILANO
14 settembre 2020
08:47
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‘Bentornati/e! (..ma come?’).
“Siamo tornati (…ma come?)”. È quanto si legge sugli striscioni appesi davanti a numerosi licei di Milano, dall’Agnesi al Manzoni, dal Berchet al Tito Livio, dal Vittorio Veneto al Vittorini, firmati dai collettivi delle scuole o da Rsm, la Rete degli studenti di Milano.Gli studenti protestano contro le regole decise dal governo per la riapertura delle scuole che vietano momenti di socialità come l’intervallo e, per questo, hanno indetto anche una manifestazione che si terrà il 25 settembre.
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Primo giorno di scuola per 5,6 milioni Azzolina: ‘Andrà tutto bene’
Si torna in aula in 12 Regioni e nella provincia di Trento. Il primo giorno dopo 6 mesi. Il ritorno in classe a Codogno, Alzano e Nembro, i sindaci: ‘apertura è segno di ripartenza’
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14 settembre 2020
11:00
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Oggi in dodici regioni più la provincia di Trento 5,6 milioni di studenti (su 8,3 totali) tornano a sentire il suono della campanella che sancirà l’inizio dell’anno scolastico più difficile perché banco di prova per l’emergenza coronavirus. Lo sa bene il premier Giuseppe Conte che senza giri di parole, in una diretta Facebook, ha riconosciuto che “ci saranno difficoltà, disagi, soprattutto all’inizio”. La cerimonia ufficiale di inaugurazione del nuovo anno si terrà a Vo’, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.
‘Gli studenti hanno tanta voglia di tornare in classe e riappropriarsi della socialità. Questo sarà un anno complesso, lo sappiamo, ma abbiamo lavorato tanto e costruito una strategia di prevenzione che funzionerà se ognuno farà responsabilmente la propria parte.
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Essere a Vò è un segnale importante per un territorio che ha sofferto ma che non ha mai abbandonato gli studenti. Sarà una bellissima giornata”. Così Azzolina, stamani, ad Unomattina, augurando buon anno scolastico a studenti e studentesse.
“La mancanza della scuola reale, per questi lunghi sei mesi, ci ha evidenziato ancora di più la sua importanza per la società. Ed è per questo che oggi voglio dire con forza: basta con le incertezze. Tenere aperte le scuole tutti i giorni e senza criticità deve essere una priorità per tutti, perché stare in classe significa condivisione, crescita psicologica e sociale. Da qui riparte il Paese ed insieme le speranze dell’Italia. Buona scuola a tutti!”. Lo dice la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati in un videomessaggio che ha pubblicato sui suoi canali social con una riflessione sulla riapertura della scuola. “Oggi è una giornata importante e a lungo attesa. Gli istituti scolastici ricominciano ad accogliere i loro studenti che dall’inizio dell’emergenza sanitaria non avevano più potuto farvi rientro”. Lo afferma il Presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico. “Ripartire dalla scuola significa far ripartire tutto il nostro Paese”, aggiunge. “La scuola deve essere al centro dell’agenda politica.
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È dalla sua vitalità, dalla sua qualità che dipende il futuro del Paese. Solo in questo modo potremmo restituire all’istruzione scolastica il suo valore: quello di strumento indispensabile per la costruzione di una società migliore e più coesa”, sottolinea il presidente della Camera.
Primo giorno di scuola anche per il figlio del premier Giuseppe Conte, Niccolò, arrivato questa mattina alla scuola media Belli -Col di Lana, nel quartiere Prati, dove frequenta la classe terza. I ragazzi sono stati accolti dalla dirigente scolastica. Il presidente del Consiglio, atteso da telecamere e giornalisti all’entrata dell’istituto, non si è visto. Uno striscione con la scritta “Voce agli studenti” in nero e rosso è comparso stamane, prima dell’inizio delle lezioni, anche davanti ad uno degli ingressi laterali della scuola media Belli-Col Di Lana, frequentata dal figlio del premier Giuseppe Conte, dove oggi sono riprese le lezioni per le classi terze. Pochissimi i ragazzi dietro allo striscione, che si sono lasciati riprendere dai fotografi e poco dopo hanno tolto l’insegna. “Io penso che il presidente Conte è una figura che deve restare un pò in secondo piano, va a tutela del figliolo.
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Questo non è nè meglio nè peggio: purtroppo ci sono ruoli in cui non si può esercitare l’essere genitori con le libertà con cui si vorrebbe”. Così la preside dell’Istituto comprensivo romano Belli Col di Lana, Carla Costetti, dove frequenta la terza media il figlio del premier Conte, ai giornalisti. “Se fosse venuto gli avrei detto buongiorno”, ha detto la dirigente scolastica, rispondendo alle domande dei cronisti.
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CODOGNO -Alle otto di questa mattina i circa 4000 studenti di Codogno, da quelli che frequentano la scuola primaria a quelli delle superiori, come l’Istituto Tecnico Agrario Tosi, sono ritornati sui banchi. Le scuole del comune dove è stato accertato il primo caso di Coronavirus in Italia sono state chiuse chiuse a partire dal 22 febbraio scorso, il giorno dopo l’accertamento del primo caso di Coronavirus in Italia. E lo stesso è accaduto per gli altri nove comuni poi isolati in zona rossa. Al suono della campanella che dà il via alle lezioni il sindaco Francesco Passerini accompagnato dagli assessori all’Istruzione e ai Lavori Pubblici che in questi mesi, assieme al dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo (scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado), hanno organizzato la riapertura nel rispetto delle norme anti-Covid, girerà per alcune scuole per l’ augurio di “buon inizio” agli allievi perchè “sarà un anno delicato e complicato”. Per l’occasione il sindaco donerà alla scuola media Ognissanti 5 mila mascherine chirurgiche. E proprio a proposito di mascherine tra molto dovrebbero arrivare quelle biodegradabili, “in modo da preservare l’ambiente. E’ già stata contattata un’azienda lombarda che le produce e siamo in attesa del preventivo”.
NEMBRO – “Oggi viviamo una grande emozione, che ho letto, oltre le mascherine, negli sguardi dei ragazzi che entravano nei cancelli. La riapertura delle scuole è il segno più evidente della ripartenza in questo nostro territorio così martoriato”. E’ il commento di Claudio Cancelli, sindaco di Nembro, che stamattina sta seguendo la riapertura della scuola. “Tutta la comunità – aggiunge il primo cittadino – ha contribuito a questa ripartenza, che è il segno più evidente del ritorno alla normalità. Le scuole, ma anche i genitori e tanti volontari hanno aiutato, nei giorni scorsi, per questo riavvio. Perché tutti ne siamo entusiasti ed emozionati”.
ROMA – Per il primo giorno di scuola, i rgagazzi della Rete degli studenti medi del Lazio si è mobilitata organizzando flash mob in alcune scuole a Roma e in tutto il Lazio. “Ormai da diversi mesi – spiegano – viviamo in una situazione di assoluta incertezza e precarietà: indicazioni poco chiare, banchi e organico non sufficienti e trasporti pubblici che non garantiranno la sicurezza”. I flash mob chiedono di ascoltare le proposte lanciate dalla Rete degli Studenti del Lazio con un appello nelle scorse settimane. Alla mobilitazione hanno partecipato anche studentesse e studenti il cui rientro è stato posticipato da ordinanze comunali o dei Consigli di Istituto: “non basta rimandare la data di riapertura delle scuole, serve un investimento strutturale nella scuola per garantire a tutte e tutti il diritto allo studio in sicurezza”, dicono i ragazzi.
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Qualche assembramento e un po’ di traffico per il primo giorno di scuola della ‘Giacomo Leopardi’ di Roma. L’istituto comprensivo pubblico ‘Parco della Vittoria’, che si trova all’interno del parco naturale di Monte Mario, lungo la via Trionfale, comprende sia una materna comunale che una scuola primaria: per le due scuole gli ingressi sono stati scaglionati e divisi; la scuola dell’infanzia, in particolare, deve sfruttare un cancello posteriore. Secondo le norme della scuola, i bambini devono essere accompagnati da un genitore fino alla porta della classe, ma senza poter entrare in aula; prima dell’ingresso viene misurata la temperatura a bimbi e ad adulti, e il dato viene registrato su un foglio che poi deve essere firmato. Questo, spiega la madre di un bambino della materna, unito ai dubbi del personale sulle corrette procedure da mettere in atto, ha creato assembramenti di genitori all’ingresso. Il problema sollevato dalle maestre invece è più di ordine didattico: l’obbligo di distanziamento e di mascherina toglie alle docenti la possibilità di abbracciare e toccare fisicamente i bambini, oltre che di mostrare loro le espressioni del volto, il che, specie con i più piccoli, può creare delle difficoltà. Infine, disagi al traffico: la stretta via asfaltata che dalla Trionfale sale al complesso della scuola nel parco è stata interdetta al traffico dai vigili urbani dalle 8 alle 8,30 per evitare intasamenti tra chi sale e chi scende, e così sarà anche nei prossimi giorni. Questo ha creato congestioni nelle vie limitrofe, dove i genitori hanno dovuto lasciare le auto per accompagnare i figli a piedi lungo la salita.
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MILANO- ‘Bentornati/e! (..ma come?’). “Siamo tornati (…ma come?)”. È quanto si legge sugli striscioni appesi davanti a numerosi licei di Milano, dall’Agnesi al Manzoni, dal Berchet al Tito Livio, dal Vittorio Veneto al Vittorini, firmati dai collettivi delle scuole o da Rsm, la Rete degli studenti di Milano.Gli studenti protestano contro le regole decise dal governo per la riapertura delle scuole che vietano momenti di socialità come l’intervallo e, per questo, hanno indetto anche una manifestazione che si terrà il 25 settembre.
TORINO- “Febbre misurata, autocertificazione firmata”. Anche a casa del governatore del Piemonte, Alberto Cirio, ci si prepara all’inizio dell’anno scolastico rispettando l’ordinanza regionale che impone alle famiglie di certificare la temperatura dei figli e alle scuole di verificarla. “In casa Cirio ci si prepara per andare a scuola”, scrive sul suo profilo Facebook il presidente della Regione, commentando la foto in cui misura la temperatura alla figlia. L’ordinanza regionale ha suscitato nei giorni scorsi numerose polemiche, ma le scuole si sono adattate alle disposizioni. Al momento, viene segnalata qualche coda di studenti all’ingresso di alcuni istituti, ma in generale non risultano esserci state particolari criticità.Molte le scuole che si sono attrezzate con termoscanner, differenziando gli ingressi per evitare gli assembramenti.
GENOVA – “Tutto è scuola: tutto fa diventare grandi. La didattica non si è fermata nei mesi scorsi, il resto purtroppo sì. Riprendetevi quel tempo e osservate con attenzione tutte le regole sanitarie che sono previste: non vogliamo più vedere banchi vuoti!”. Così il sindaco di Genova Marco Bucci augura, dalle sue pagine social. un buon inizio di scuola agli studenti, agli insegnanti e al personale scolastico genovese. “Cari ragazzi – scrive Bucci -, l’emozione che state per provare rientrando a scuola dopo tanti mesi sarà unica! Un momento particolare delle vostre vite nel quale ritroverete amici, compagni e insegnanti. Godetevi questo giorno importante, tornate a vivere la scuola apprezzandone ogni momento: dal viaggio da casa alla mattina, al momento in cui tornerete per raccontare ai vostri genitori quelli che è successo”. IL sindaco conclude con un ringraziamento “per l’impegno e la dedizione” a “maestri e professori e al personale delle scuole di Genova”
NORCIA – Il nuovo anno scolastico in tempi di Covid a Norcia è iniziato con una doppia inaugurazione: quella dell’istituto superiore temporaneo “De Gasperi-Battaglia” e della definitiva scuola materna. Due nuovi plessi che permettono a tutti gli alunni di frequentare le lezioni in presenza. La struttura delle Superiori dà anche, dopo il sisma del 2026, di dare una collocazione certa agli studenti, molto dei quali costretti in questi anni a fare lezione prima nelle tende e poi nei container.
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Scuola al via anche in Piemonte, si misura febbre a ingressi
Governatore, anche a casa Cirio ci si prepara così
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TORINO
14 settembre 2020
09:14
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“Febbre misurata, autocertificazione firmata”. Anche a casa del governatore del Piemonte, Alberto Cirio, ci si prepara all’inizio dell’anno scolastico rispettando l’ordinanza regionale che impone alle famiglie di certificare la temperatura dei figli e alle scuole di verificarla.
“In casa Cirio ci si prepara per andare a scuola”, scrive sul suo profilo Facebook il presidente della Regione, commentando la foto in cui misura la temperatura alla figlia. L’ordinanza regionale ha suscitato nei giorni scorsi numerose polemiche, ma le scuole si sono adattate alle disposizioni.
Al momento, viene segnalata qualche coda di studenti all’ingresso di alcuni istituti, ma in generale non risultano esserci state particolari criticità.Molte le scuole che si sono attrezzate con termoscanner, differenziando gli ingressi per evitare gli assembramenti. PIEMONTE
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Scuola, anche applauso per salutare nuovo anno
All’istituto comprensivo Marconi Antonelli di Torino
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TORINO
14 settembre 2020
09:48
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Mani di genitori che salutano da lontano e, improvvisamente, un applauso mentre i bambini si avviano verso la porta d’ingresso. Succede anche questo in un primo giorno di scuola che ha un sapore diverso da tutti gli inizi d’anno scolastico vissuti finora. Alla scuola elementare dell’istituto comprensivo Marconi Antonelli di Torino, questa mattina il rito del primo giorno si è ripetuto in modo diverso dal solito, così come nelle altre scuole della città, fra ingressi scaglionati, mascherine e distanziamento.
Per garantire il rispetto delle norme anti Covid-19 i genitori non hanno potuto accompagnare i figli fino alla porta d’ingresso, ma sono rimasti fuori dalla cancellata che circonda il cortile, dove sono stati posizionati cartelli con le lettere delle diverse sezioni. Uno a uno i bimbi sono entrati ordinatamente raggiungendo le maestre mentre mamme e papà, con la mascherina ben calzata sul volto, salutavano con la mano. Un saluto che è diventato corale, trasformandosi in applauso, nel momento in cui la classe si è mossa per entrare a scuola e iniziare questo nuovo anno.
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Coronavirus: focolaio Polignano, finora 121 contagi
Altri 200 tamponi a operatori della raccolta alimentare
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BARI
14 settembre 2020
09:59
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Dal focolaio di coronavirus che si è sviluppato nell’azienda ortofrutticola Sop “in tutto sono emersi una settantina di casi residenti a Polignano. Su una popolazione di quasi 18.000 abitanti”: lo riporta l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, consulente della task force per l’emergenza Coronavirus della Regione Puglia.
Secondo i dati riportati da Lopalco, all’interno dell’azienda, in prima battuta, sono stati effettuati 273 tamponi che hanno rilevato 108 positivi. Mentre, da mercoledì 9 settembre a venerdì 11 sono stati effettuati a Polignano, nell’area allestita dalla Protezione civile vicino allo stadio comunale, altri 338 tamponi che hanno diagnosticato altri 13 contagi. Quindi, al momento, sono 121 i casi totali, ma l’attività prosegue. Infatti, a seguito di un’ispezione all’interno dell’azienda, eseguita da Dipartimento di Prevenzione, è stato disposto il prelievo con tampone da altri 200 dipendenti che appartengono al ciclo della raccolta alimentare, quindi esterni allo stabilimento. Oggi il governatore Michele Emiliano incontrerà il sindaco di Polignano, Domenico Vitto, per una riunione.
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Scuola: al via anno in istituto Bari con accoglienza prime
All’Euclide-Caracciolo. Da domani Dad fino al 24, poi in presenza
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BARI
14 settembre 2020
10:07
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È cominciato l’anno scolastico anche a Bari, nell’istituto Euclide-Caracciolo, una delle poche superiori in Puglia ad aver cominciato oggi la scuola. Dalle 8:30, a distanza di mezz’ora gli uni dagli altri, entrano gli studenti delle prime, 181 ragazzi divisi in nove classi, che vengono accolti nell’auditorium insieme ai genitori per conoscere i professori. Da domani tutti i 901 studenti delle 41 classi cominceranno le lezioni con la didattica a distanza fino al 24 quando, come nel resto della Puglia, la scuola aprirà in presenza.
Ai ragazzi e ai loro genitori viene misurata la temperatura all’ingresso, poi entrano uno alla volta e consegnano l’auto-dichiarazione pre-compilata nella quale dichiarano di non essere in quarantena, di non avere sintomi Covid e di non essere entrati in contatto con positivi. Dopo l’igienizzazione delle mani e aver indossato la mascherina chirurgica fornita dalla scuola, accedono all’auditorium seguendo un percorso obbligato delimitato da stencil sul pavimento e accompagnato da segnaletica e materiale informativo sulle regole anti-Covid da rispettare.
“Ci abbiamo tenuto ad incontrare il primo giorno i ragazzi, in una sorta di cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico” ha spiegato la dirigente scolastica Giovanna de Giglio. In attesa che arrivi il nuovo organico Covid, 5 docenti e un collaboratore scolastico, per le classi superiori a 21 studenti, i ragazzi resteranno a turno a casa seguendo le lezioni da remoto.
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Scuola: Bonaccini, forse partenza prima, ora vincere sfida
‘A Bologna unica scuola in Fiera in Italia. Prova comunità’
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BOLOGNA
14 settembre 2020
10:28
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“Una bella prova di comunità. Non è stato banale e non è stato semplice. Ci siamo arrivati di corsa, forse si sarebbe dovuto, a livello nazionale, partire persino un po’ prima, però siamo qui e a noi piace, più che le chiacchiere rivolte al passato, provare a vincere la sfida dei prossimi giorni e dei prossimi mesi di questo nuovo anno scolastico”. Lo ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini che a Bologna, questa mattina, ha salutato gli studenti per il loro primo giorno di scuola in Fiera dove, al padiglione 34, sono state realizzate 75 aule, per 1.600 studenti di tre istituti superiori, per riprendere le lezioni in sicurezza dopo lo stop imposto dal lockdown.
“Ho l’impressione – ha aggiunto – che sia l’unico padiglione che viene allestito in Italia non per fare un ospedale, ma per fare una scuola. Speriamo che vada tutto per il meglio sapendo che qualche quota di rischio dovevamo prendercela”.
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Cirio, inaccettabile 20mila cattedre Piemonte vuote
Governatore, nell’anno del Covid è ingiustificabile
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TORINO
14 settembre 2020
10:43
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“Inizio la scuola con 20mila cattedre vuote in Piemonte, 20mila insegnanti che mancano, soprattutto quelli di sostegno. Nell’anno del Covid, e con tre mesi di tempo, è ingiustificabile”. Lo afferma il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. “In Piemonte ci sono bambini che hanno la necessità di essere assistiti – aggiunge intervistato da Sky – e che questa mattina non hanno trovato l’insegnante. “n un Paese civile non è accettabile”.
“Sembra quasi che il mese in cui inizia la scuola si estragga a sorte – insiste Cirio -, ma che senso ha non avere la capacità di prevenire? – Questo significa che un bambino disabile, che ha bisogno di assistenza, oggi non trova a scuola il suo insegnante di sostegno”.
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A Norcia avvio scuole in nuovi istituti
Doppia inaugurazione a quasi quattro anni dal sisma
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PERUGIA
14 settembre 2020
10:15
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Il nuovo anno scolastico in tempi di Covid a Norcia è iniziato con una doppia inaugurazione: quella dell’istituto superiore temporaneo “De Gasperi-Battaglia” e della definitiva scuola materna. Due nuovi plessi che permettono a tutti gli alunni di frequentare le lezioni in presenza. La struttura delle Superiori dà anche, dopo il sisma del 2026, di dare una collocazione certa agli studenti, molto dei quali costretti in questi anni a fare lezione prima nelle tende e poi nei container.
Per garantire la massima sicurezza la dirigente scolastica, Rosella Tonti, ha disposto la misurazione della febbre, attraverso i termoscanner, a tutti gli studenti di ogni ordine e grado, a tutti i docenti e all’intero personale Ata.
“Siamo emozionati e orgogliosi, si tratta di un nuovo reale inizio”, hanno detto il sindaco Nicola Alemanno, il presidente della Provincia, Luciano Bacchetta e la dirigente scolastica Rosella Tonti che hanno partecipato al taglio del nastro dell’istituto Superiore.
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Studenti Norcia, viva la scuola
Voglia di abbracciarsi ma ingresso nelle aule distanziati
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NORCIA (PERUGIA)
14 settembre 2020
10:38
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“Viva la scuola, non ne potevamo più di starcene a casa”: è il messaggio che lanciano gli studenti di Norcia per il ritorno a scuola, dopo 7 mesi. Un momento di festa e di “grande importanza”, per ragazzi e docenti.
“Questa volta ‘Viva la scuola’ lo possiamo dire convinti, non ne potevamo più di starcene a casa”, raccontano Martina di Nicola e Valerio Allegrini che frequentano il 5/o anno delle superiori. L’importanza di ritrovarsi in classe viene sottolineata anche da Roberta Cucci, insegnante di francese. “I ragazzi hanno bisogno di stare insieme e socializzare”. Al momento di entrare nell’istituto gli studenti hanno mantenuto il distanziamento, nonostante la tentazione di abbracciarsi dopo tanto tempo.
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Pfizer,entro ottobre sapremo se vaccino Covid funziona
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Ceo Bourla, se funziona starà alle autorità rilasciare licenza
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14 settembre 2020
10:56
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Il colosso farmaceutico Pfizer saprà entro la fine di ottobre se il vaccino anti-Covid a cui sta lavorando funziona o meno: lo ha detto l’amministratore delegato della società, Albert Bourla.
“Nel migliore dei casi c’e’ una buona probabilità, più del 60%, che sapremo se il prodotto funziona o meno entro la fine di ottobre”, ha detto Bourla alla CBS. E nel caso in cui i risultati saranno positivi, l’arrivo del vaccino sul mercato l’anno prossimo dipenderà da quanto tempo impiegheranno le autorità ad approvarlo.
La distribuzione del vaccino, ha concluso il manager, sarà un problema a causa delle complessità legate alla spedizione dei medicinali, ma la Pfizer – ha precisato – sa come gestire queste operazioni.
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