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DALLE 15:03 DI DOMENICA 25 OTTOBRE 2020

ALLE 10:54 DI LUNEDì 26 OTTOBRE 2020

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Conte, ristori arriveranno con bonifico su conti correnti
Già pronti, cdm domani o martedi mattina
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25 ottobre 2020
15:03
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“I ristori arriveranno direttamente sul conto corrente dei diretti interessati con bonifico bancario dell’Agenzia delle Entrate”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa da Palazzo Chigi, anticipando che il cdm sarà lunedì o domani.
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Conte, con misure confidiamo arrivare sereni a Natale
Non potremo fare festicciole ma ci arriveremo sereni
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25 ottobre 2020
17:18
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“Con questo quadro di misure confidiamo di poter affrontare più distesamente il mese di dicembre. Vorremo arrivare al Natale con predisposizione d’animo serena”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa da Palazzo Chigi.
Se le misure bastano? “Spero di si ma certo non è che a Natale, anche se arriveranno le prime dosi dei vaccini, potremo tutti abbracciarci e fare feste e festicciole. Ma l’importante è arrivarci sereni”, aggiunge.
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Conte riceve delegazione ristoratori che erano in piazza
Incontro con rappresentanti Mio subito dopo conferenza stampa
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25 ottobre 2020
17:23
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Subito dopo la conferenza stampa, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte ha incontrato una delegazione di tre dei circa 300 ristoratori e gestori di bar che stavano protestando davanti Montecitorio e che fanno capo al Movimento Imprese e Ospitalità (Mio). Il premier ha ricevuto la delegazione a Palazzo Chigi, ha ascoltato le loro preoccupazione spiegando, allo stesso tempo, le misure di ristori che saranno messe in campo con il nuovo decreto.
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Anci, sindaci faranno di tutto per spegnere le violenze
Decaro, ‘occorre saldare un patto Stato-cittadini’
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BARI
25 ottobre 2020
18:49
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“Nelle prossime settimane rischiamo di assistere ad un ampliamento della frattura sociale di cui già si intravedono le prime avvisaglie. Oggi abbiamo più paura del futuro che del virus. I sindaci ne tengono conto e faranno tutto quanto è possibile per mantenere unite le comunità e per spegnere possibili reazioni violente a una situazione tanto difficile”. Lo afferma il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, evidenziando che i sindaci “si aspettano che lo Stato faccia seguire alle promesse azioni concrete e tempestive: ristori immediati e automatici a fondo perduto, cassa integrazione e riduzione di imposte e affitti per le categorie colpite dalle restrizioni”.
In relazione al nuovo Dpcm, Decaro spiega che “in queste ore, consapevoli di essere nel pieno di una emergenza che necessita di risposte straordinarie, tutte le istituzioni hanno un dovere: essere istituzioni e assumersi la responsabilità delle decisioni e delle azioni. Con l’obiettivo della tenuta del Paese. Ma l’unico modo perché la risposta straordinaria funzioni è saldare un patto tra Stato e cittadini”. “Ai sacrifici chiesti alla popolazione – aggiunge – devono corrispondere certezze da parte dello Stato: ristoro concreto e immediato a chi chiude senza lungaggini burocratiche. All’impegno dello Stato deve corrispondere il senso di responsabilità dei cittadini: rispettare le regole – conclude – e limitare i contatti per contribuire a frenare il contagio”.
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Regioni a Speranza, va riorganizzato il tracciamento
Bonaccini, ‘individuare priorità, tamponi prima ai sintomatici
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25 ottobre 2020
19:01
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Con una lettera inviata oggi al ministro della Salute, Roberto Speranza, il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini ha chiesto di riorganizzare l’attività di tracciamento. “In molte regioni, a causa dei numeri giornalieri sulle nuove positività è oggettivamente difficile tracciare e raggiungere tutti i potenziali contatti e andranno comunque fissate delle priorità all’interno di strategie più efficaci”, si legge nella lettera.
Dunque, aggiunge Bonaccini, “laddove risulti impossibile il completo contact tracing, le Regioni potranno riorganizzare le attività di tracciamento e screening individuando priorità di intervento tempestivo” come ad esempio “isolare i componenti del nucleo famigliare presso il quale si è registrato il caso positivo” e l’esecuzione del tampone in primo luogo ai sintomatici.
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Misiani, più aiuto a chi deve chiudere del tutto
Si punta a misure in Gazzetta già domani
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26 ottobre 2020
09:34
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Le imprese che dovranno chiudere totalmente avranno un contributo a fondo perduto maggiore di quelle che invece abbasseranno la serranda alle 18. Lo ha detto il vice ministro all’economia, Antonio Misiani parlando a Rtl.
“Vogliamo dare il contributo in automatico, senza bisogno di fare domanda a tutte le imprese che l’hanno già avuto. Stiamo pensando di ampliare la platea, sforando il limite di 5 milioni di fatturato, quindi anche anche alle imprese maggiori, e a contributi più rilevanti per le imprese e le attività dei settori completamente bloccati. Ci sarà una differenziazione tra chi terrà aperto fino alle 18 e chi sarà bloccato h24”.
Misiani ha spiegato che sono sei le misure in arrivo: oltre al contributo a fondo perduto, ci sarà cassa integrazione per i lavoratori interessati, il credito d’imposta per le attività in affitto, il rinvio del pagamento dell’Imu, l’aiuto per i lavoratori non dipendenti dei settori interessati, un’ulteriore mensilità per il reddito di emergenza. “Puntiamo a portare le misure nella Gazzetta Ufficiale di domani”
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Anci, sindaci faranno di tutto per spegnere le violenze
Decaro, ‘occorre saldare un patto Stato-cittadini’
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BARI
25 ottobre 2020
18:49
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“Nelle prossime settimane rischiamo di assistere ad un ampliamento della frattura sociale di cui già si intravedono le prime avvisaglie. Oggi abbiamo più paura del futuro che del virus. I sindaci ne tengono conto e faranno tutto quanto è possibile per mantenere unite le comunità e per spegnere possibili reazioni violente a una situazione tanto difficile”. Lo afferma il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, evidenziando che i sindaci “si aspettano che lo Stato faccia seguire alle promesse azioni concrete e tempestive: ristori immediati e automatici a fondo perduto, cassa integrazione e riduzione di imposte e affitti per le categorie colpite dalle restrizioni”.
In relazione al nuovo Dpcm, Decaro spiega che “in queste ore, consapevoli di essere nel pieno di una emergenza che necessita di risposte straordinarie, tutte le istituzioni hanno un dovere: essere istituzioni e assumersi la responsabilità delle decisioni e delle azioni. Con l’obiettivo della tenuta del Paese. Ma l’unico modo perché la risposta straordinaria funzioni è saldare un patto tra Stato e cittadini”. “Ai sacrifici chiesti alla popolazione – aggiunge – devono corrispondere certezze da parte dello Stato: ristoro concreto e immediato a chi chiude senza lungaggini burocratiche. All’impegno dello Stato deve corrispondere il senso di responsabilità dei cittadini: rispettare le regole – conclude – e limitare i contatti per contribuire a frenare il contagio”.
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Covid:Calabria conferma Dad al 100% per superiori fino al 13
Ordinanza Spirlì, poi valutazione allineamento a Dpcm Conte
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CATANZARO
26 ottobre 2020
09:46
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Il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì ha firmato una nuova ordinanza con la quale “riconferma la sospensione integrale delle lezioni in presenza fino al prossimo 13 novembre. Nei successivi dieci giorni ci si allineerà alla Dad al 75%”. Una decisione presa alla luce del Dpcm del premier Giuseppe Conte che prevede la didattica a distanza al 75%. Da oggi le scuole superiori della Calabria resteranno chiuse. Aperte, invece, materne, elementari e medie.
“Successivamente, dal 14 al 24 novembre 2020, a seguito dell’analisi dei dati epidemiologici – è scritto nella nuova ordinanza – si valuterà la possibilità di consentire la didattica digitale integrata nella misura non inferiore al 75% delle attività”.
L’ordinanza, inoltre, “dispone – anche a seguito dell’avvenuta interlocuzione con il Comitato regionale universitario di coordinamento della Calabria (Coruc) – la sospensione delle attività didattiche in presenza presso le università, le quali assicurano lo svolgimento di tali attività in modalità a distanza. Restano ferme, nel rispetto della normativa e dei protocolli di sicurezza vigenti, le attuali modalità di erogazione ‘mista’ o ‘blended’ delle attività didattiche per gli studenti iscritti al primo anno dei corsi di studio e per gli studenti dei corsi di dottorato e di specializzazione in campo sanitario, delle prove d’esame, nonché le attività da svolgere necessariamente in presenza in loco riguardanti le esercitazioni in laboratorio e il tirocinio”.
Il nuovo provvedimento, conferma l’obbligo dell’utilizzo della mascherina anche all’aperto se non è garantita in modo continuativo la condizione di isolamento.
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Covid: Casalino in isolamento fiduciario
Dopo la riscontrata positività del suo compagno e convivente Josè Carlo
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25 ottobre 2020
15:46
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Rocco Casalino è in autoisolamento fiduciario a seguito della riscontrata positività del suo compagno e convivente Josè Carlos, lunedì scorso. La notizia è stata anticipata da Tpi. A quanto si apprende, al momento, i primi due tamponi effettuati lunedì e martedì sono risultati negativi, ma dovrà sottoporsi ad altri tamponi. Il suo ultimo contatto con il presidente Conte è avvenuto nella giornata di lunedì, mantenendo la distanza di sicurezza. Il compagno di Rocco Casalino è asintomatico. Il portavoce del premier sta trascorrendo la quarantena fiduciaria in casa con lui.
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Le opposizioni all’attacco dell’ultimo Dpcm
Giorgia Meloni: ‘Il governo va a vista, è intollerabile’. Tajani: ‘Due miliardi non bastano’
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25 ottobre 2020
18:44
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Il premier Giuseppe Conte ha presentato il nuovo Dpcm in conferenza stampa e le opposizioni partono all’attacco.
“Chiudere attività come palestre, piscine, cinema e teatri che negli ultimi mesi hanno investito tanto per adeguare gli standard di sicurezza sanitaria è una sciocchezza. Luoghi sicuri e controllati, perché prendersela con loro???”. Lo scrive sui social il leader della Lega, Matteo Salvini .
“E’ Intollerabile che dopo otto mesi il governo navighi a vista. Non ci stanno capendo niente”. Lo ha detto Giorgia Meloni di Fdi a In mezz’ora in più.”Quella dei ristoranti e bar è gravissima. Il governo fa una cosa cinica nel mantenerli aperti fino alle 18. Il che vuol dire mantenere per loro i costi, ma poi togliere loro il guadagno della sera. Questo serve a dire: io non ti ristoro ma la responsabilità è tua. Questo la politica non lo può fare la politica. Qui si colpisce una serie di categorie senza evidenza specifica senza che il governo faccia le cose che doveva fare. Scarica le proprie responsabilità. Il governo deve dire quali sono le risorse per ristorare gli imprenditori che non sono responsabili e che hanno speso migliaia di euro per adeguarsi alle prescrizioni del governo. Credo che siamo di fronte ad una situazione di emergenza, che ci siano delle responsabilità ben evidenti e che sono assolutamente ancora valide le proposte che abbiamo formalizzato come Fdi in questi mesi”, conclude Meloni.
“Conte ascolti i messaggi del Presidente Mattarella ed avvii una fase di collaborazione istituzionale con Regioni, Comuni e opposizioni.
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Basta con consultazioni formali solo per presentare decisioni già prese. Non è così che si esce dalla crisi. Il consiglio dei ministri approvi oggi stesso il decreto per il risarcimento immediato e congruo alle categorie colpite dal nuovo dpcm. Non possono solo loro pagare i colpevoli ritardi del governo. 2 miliardi non bastano! I soldi subito!”. Lo afferma il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani nel commentare il nuovo DPCM ”
Conte in conferenza stampa avrebbe dovuto spiegare il perché dei ritardi nella risposta sanitaria al Covid e rassicurare che su tracciamento e capacità di trattamento, terapie intensive comprese, sono in arrivo risposte rapide. Questo avrebbe reso più comprensibili le richieste di nuove restrizioni alle attività economiche e sociali. E neppure ha spiegato come finanziare nuove misure di intervento rapido a sostegno dei settori colpiti e che molto probabilmente dovranno essere aggiuntive rispetto al recente scostamento di bilancio”. Lo dichiara il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova. “Anziché illudere gli italiani sul vaccino in tempi rapidi, sarebbe stato più responsabile spiegare che per senso di responsabilità l’Italia accederà anche alle risorse del Mes per potenziare il più possibile la capacità di contrasto alla diffusione e di cura del Covid. La strategia dei Dpcm – conclude Della Vedova – va superata con un immediato confronto parlamentare”.
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Basta con consultazioni formali solo per presentare decisioni già prese. Non è così che si esce dalla crisi. Il consiglio dei ministri approvi oggi stesso il decreto per il risarcimento immediato e congruo alle categorie colpite dal nuovo dpcm. Non possono solo loro pagare i colpevoli ritardi del governo. 2 miliardi non bastano! I soldi subito!”. Lo afferma il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani nel commentare il nuovo DPCM ”
Conte in conferenza stampa avrebbe dovuto spiegare il perché dei ritardi nella risposta sanitaria al Covid e rassicurare che su tracciamento e capacità di trattamento, terapie intensive comprese, sono in arrivo risposte rapide. Questo avrebbe reso più comprensibili le richieste di nuove restrizioni alle attività economiche e sociali. E neppure ha spiegato come finanziare nuove misure di intervento rapido a sostegno dei settori colpiti e che molto probabilmente dovranno essere aggiuntive rispetto al recente scostamento di bilancio”. Lo dichiara il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova. “Anziché illudere gli italiani sul vaccino in tempi rapidi, sarebbe stato più responsabile spiegare che per senso di responsabilità l’Italia accederà anche alle risorse del Mes per potenziare il più possibile la capacità di contrasto alla diffusione e di cura del Covid. La strategia dei Dpcm – conclude Della Vedova – va superata con un immediato confronto parlamentare”.
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Dpcm, cosa non si potrà fare fino al 24 novembre
In vigore fino al 24 novembre le nuove misure
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25 ottobre 2020
16:00
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Chiusure dei ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie alle 18 nei giorni feriali e la domenica. Stop a cinema, teatri, casinò, sale scommesse. Stop a palestre, piscine, centri benessere e centri termali. Sospese anche le feste dopo i matrimoni. Sono queste alcune delle misure principali del nuovo Dpcm restrittivo firmato da Conte nella notte dopo l’ultima riunione con i capi delegazione. Il governo, quindi conferma gli orari di chiusura di ristoranti e bar “cancellando”, dall’ultima bozza, la chiusura domenicale.   IL TESTO:ECCO COSA NON SI POTRA’ FARE FINO AL 24 NOVEMBRE Chiudono gli impianti di sci, tutte le fiere, comprese quelle internazionali, e la dad alle superiori potrà arrivare al 100%. Il governo ha varato il nuovo Dpcm con alcune correzioni rispetto alle prime ipotesi contenute nelle bozze circolate ieri. Resta la chiusura alle 18 per bar e ristoranti ma i locali potranno restare aperti anche la domenica.
Niente ‘street food’ dopo le 18 e tavoli dei ristoranti al massimo per quattro. Ai cinema, teatri, sport e palestre, si aggiunge la serranda chiusa anche per i centri sociali e culturali. Salvi invece i concorsi pubblici e privati che fino a ieri erano compresi nel giro di vite. Resta la “raccomandazione” ad uscire solo per ragioni di necessità (ma non si fa più riferimento ai trasferimenti dal proprio Comune) e a non in vitare a casa amici e parenti. Confermata anche la possibilità per le Regioni di adottare, se lo ritengono, norme più restrittive.
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CHIUSI I CENTRI CULTURALI, STOP A TUTTE LE FIERE Niente palestre, piscine, terme, discoteche, sale giochi, sale scommesse, sale bingo, casinò. Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, cinema e in altri spazi “anche all’aperto”. Serrande abbassate anche per i centri sociali e ricreativi. Chiudono anche i parchi tematici, restano aperti invece i musei, parchi e le aree giochi per i bambini ma resta obbligatorio il distanziamento. Non si potranno tenere sagre e fiere, neanche quelle a livello nazionale e internazionale che erano state salvate dal precedente dpcm.
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BAR E RISTORANTI CHIUSI ALLE 18, LA DOMENICA APERTI Le attività dei servizi di ristorazione (la cui apertura può essere dalle 5 in poi) non potranno avere clienti a partire dalle 18 ma resteranno aperte la domenica, diversamente da come era stato pensato inizialmente. Scendono da 6 a 4 le persone che possono sedersi attorno allo stesso tavolo, a parte i casi di nuclei familiari più numerosi (dove tutti sono conviventi). Dalle 18 in poi è consentito il servizio a domicilio e da asporto ma non si potrà consumare il cibo acquistato nei luoghi pubblici, per strada e nelle piazze.
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SCUOLA, DAD FINO AL 100% ALLE SUPERIORI Le scuole superiori adotteranno una Dad almeno al 75% che può diventare anche l’unica modalità. Si suggerisce anche di spalmare l’orario scolastico al pomeriggio e comunque l’ingresso sarà a partire dalle 9. Tutto questo per alleggerire il traporto pubblico. Resta in presenza l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione, materna, elementari e medie.
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CHIUDONO GLI IMPIANTI DI SCI La norma vale per tutta Italia. Potranno essere usati solo per gli allenamenti degli atleti professionisti.
SPORT, SOLO GARE NAZIONALI Tutte le altre sono sospese. Sospesi, per i livelli non professionistici, gli allenamenti per gli sport di contatto; per le discipline non di contatto ci si potrà continuare ad allenare ma fuori da piscine e palestre che dovranno chiudere.
VIETATE LE FESTE, SI RACCOMANDA ‘STOP OSPITI A CASA’ Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose. Con riguardo alle abitazioni private, è raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi.
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NIENTE CONVEGNI E CONGRESSI Si potranno tenere solo con modalità a distanza.
MANIFESTAZIONI SOLO ‘STATICHE’ E nel rispetto delle distanze e delle altre misure di contenimento.
POSSIBILE CHIUSURA DI PIAZZE ALLE 21 “Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”.
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Cgil-Cisl-Uil, dopo Dpcm subito confronto con Governo
La tutela del lavoro è indispensabile, pronti a sostenerlo con la mobilitazione
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25 ottobre 2020
20:48
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“Dopo il necessario dpcm, che interviene su attività già duramente colpite nella prima prima fase della pandemia, è ancora più urgente sancire la certezza di provvedimenti comprensivi di ulteriori 18 settimane di cassa covid, per la tutela del reddito delle lavoratrici e dei lavoratori di tutti i settori, e il conseguente blocco dei licenziamenti”. Lo affermano in una nota i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Pierpaolo Bombardieri. “Abbiamo chiesto un incontro al presidente del Consiglio, ma ad ora non abbiamo ancora ricevuto alcuna convocazione da parte del governo”, aggiungono. “La tutela del lavoro, insieme a quella della salute, è oggi indispensabile per la tenuta della coesione sociale, del nostro tessuto democratico e dell’economia. Siamo pronti se necessario a sostenere tutto ciò con la mobilitazione”, concludono.
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Misiani: più aiuto a chi deve chiudere del tutto
Catalfo, altre 18 settimane di cig generale
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26 ottobre 2020
10:16
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Le imprese che dovranno chiudere totalmente avranno un contributo a fondo perduto maggiore di quelle che invece abbasseranno la serranda alle 18. Lo ha detto il vice ministro all’economia, Antonio Misiani parlando a Rtl. “Vogliamo dare il contributo in automatico, senza bisogno di fare domanda a tutte le imprese che l’hanno già avuto. Stiamo pensando di ampliare la platea, sforando il limite di 5 milioni di fatturato, quindi anche anche alle imprese maggiori, e a contributi più rilevanti per le imprese e le attività dei settori completamente bloccati. Ci sarà una differenziazione tra chi terrà aperto fino alle 18 e chi sarà bloccato h24”.
Il Governo lavora al rifinanziamento “generale complessivo” della cassa integrazione con altre 18 settimane. Lo ha detto la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo in una intervista a Inblu Radio affermando che la misura dovrebbe essere inserita nel decreto Ristoro che sarà pronto nelle prossime ore o nelle prossime misure della legge di bilancio. Ci saranno inoltre nel decreto Ristoro indennizzi per gli stagionali e per i lavoratori dello spettacolo oltre al rifinanziamento del Rem per una mensilità. Catalfo ha confermato per mercoledì l’incontro annunciato con le parti sociali.
“Stiamo lavorando perché “gli indennizzi” arrivino il più presto possibile. Pensiamo che l’Agenzia delle Entrate possa erogare questi contributi già entro metà novembre, forse persino entro l’11 novembre, perché ci sarà lo stesso meccanismo già autorizzato per il vecchio fondo perduto. Quindi tutti quelli che hanno già fatto domanda per questi contributi lo riceveranno in automatico”. Lo ha detto il ministro dell’economia Roberto Gualtieri che sottolinea “Daremo un indennizzo superiore questa volta di quello ricevuto la volta scorsa. Perché sappimao che anche i mesi scorsi sono stati mesi difficili e quindi sarà una quota un po’ superiore a quella dell’altra volta”.
Le aziende interessate dai ristori “sono molte, sono più di 300 mila, forse 350 mila, tutte le aziende ed esercizi pubblici che sono oggetto delle restrizioni introdotte dal Dpcm”, ha detto Gualtieri al Tg1. “Sappiamo di chiedere un sacrificio importante e necessario a contenere il virus e quindi per tutti costoro ci saranno questi indennizzi che sono solo una parte delle misure – ha aggiunto – Poi avremo per tre mesi il credito di imposta sugli affitti, l’eliminazione della rata Imu e poi naturalmente la cig per i lavoratori e l’indennità di 1000 euro per i collaboratori”.
Per quelli che non hanno fatto domanda o con fatturato superiore ai 5 milioni di euro che inseriamo ci sarà una domanda da fare e quindi ci sarà qualche settimana in più per avere l’erogazione che comunque sarà entro l’anno”, ribadisce il ministro Roberto Gualtieri. Per chi aveva già fatto domanda in precedenza invece, ha spiegato, sarà facile ricevere questi soldi, perché “verranno erogati automaticamente”.
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Azzolina: lavorare su asl e trasporti, è per alunni
Lavoro con i 660 milioni, aperti 12mila cantieri. In due mesi e mezzo 40mila aule in più.
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26 ottobre 2020
10:00
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“Quest’estate sull’edilizia scolastica sono stati fatti, in due mesi e mezzo, tanti lavori. Con i 660 milioni circa sono stati aperti 12mila cantieri per avere 40mila aule in più”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ospite a ‘Che tempo che fa’.
“Se alla sicurezza nelle scuole aggiungiamo un grande lavoro nelle asl e nei trasporti, faremo grossi passi avanti per i nostri studenti”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina
“La scuola non ha inciso nell’aumento dei contagi. Auspico che De Luca riapra il primo ciclo dell’istruzione. Anche perchè i bambini altrimenti finiscono per strada, in una regione in cui è alta la dispersione scolastica. E poi le mamme di questi bambini hanno il diritto di andare a lavorare”. “Secondo me ha molto senso adottare provvedimenti locali perchè le situazioni sono territorialmente diverse, ha detto la ministra dell’Istruzione. “Perché non abbiamo fatto prima il concorso? Io avrei voluto farlo quest’estate ma si è raggiunto un accordo di maggioranza, forse migliorativo, perchè le risposte sono aperte e non a crocette”.
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Dpcm chiude palestre e piscine, lo sport in rivolta
Barelli: 3 mld o sarà protesta.Poi la chiamata del premier Conte
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25 ottobre 2020
21:39
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La scure del minilockdown si abbatte su palestre e piscine dopo la settimana di prova, e il mondo dello sport si sente discriminato ed è in rivolta. E’ l’effetto della chiusura contenuta nel nuovo Dpcm restrittivo firmato la notte scorsa dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte.
“Servono 3 miliardi subito sul tavolo per non chiudere, o sara’ protesta sul territorio”, dice Paolo Barelli, presidente della Fin e deputato di Forza Italia. Poi, la chiamata di Conte, come raccontato dallo stesso Barelli: “Si è detto dispiaciuto e ha promesso che il governo provvederà nell’immediatezza ad erogare ingenti contributi a fondo perduto”.
Il moltiplicarsi dei contagi non è una giustificazione che appare sufficiente a chi si è esposto per garantire la massima sicurezza nei propri impianti e che che ora vede avvicinarsi lo spettro del tracollo economico e della chiusura definitiva, con forti ricadute anche sull’occupazione. “Il governo sottovaluta la rete dello sport di base: se non ci sarà un ristoro immediato di tre miliardi, da mettere sul piatto domattina, è prevedibile un’inesorabile protesta sui territori”, aveva affermato in mattinata Barelli, senatore di Fi.
Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ricorda di essersi battuto per evitare le chiusure, anche con protocolli piu’ rigidi, ma poi la forza dei numeri e la prospettiva di “un tracollo del sistema sanitario” ha costretto il governo a scelte difficili, e a sua volta ha annunciato già per domani misure economiche straordinarie, tra indennità e sostegni a fondo perduto, ma con cifre lontane da quelle sollecitate.   SPORT

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Covid: dalla Cig all’Imu, sei le misure in arrivo
Le ha ricordate il viceministro Misiani intervistato ad Rtl
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26 ottobre 2020
10:15
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Il contributo a fondo perduto per le imprese coinvolte dal nuovo Dpcm, cassa integrazione per i lavoratori interessati, credito d’imposta per le attività in affitto, il rinvio del pagamento dell’Imu, aiuto per i lavoratori non dipendenti dei settori interessati, un’ulteriore mensilità per il reddito di emergenza: è un pacchetto di sei misure quello a cui sta lavorando il governo nel decreto di sostegno per chi sarà toccato dalle misure restrittive entrate oggi in vigore. Lo ha spiegato il vice ministro all’Economia, Antonio Misiani parlando a Rtl.
Misiani non ha invece fornito indicazione sugli importi: “le cifre – ha detto – sono ancora in via di definizione”. Misiani ha spiegato il decreto sarà limitato alle imprese interessate dalle misure restrittive perchè “non siamo al lockdown di marzo e aprile”. Ci sarà “un contributo a fondo perduto per 350 mila imprese che vogliamo dare in automatico, senza bisogno di domanda a tutte le imprese che hanno già avuto il contributo a fondo perduto. Stiamo pensando di ampliare la platea, sforando il limite di 5 milioni di fatturato, e dare contributi più rilevanti e generosi per le imprese e le attività dei settori completamente bloccati. Ci sarà una differenziazione a chi terrà aperto fino alle 18 e chi sarà bloccato h24”.
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Una seconda misura sarà l’estensione della cassa integrazione “che sarà garantita a tutti i settori: stiamo discutendo nell’ambito del prolungamento di 18 settimane che avevamo già previsto, ma sarà comunque significativa, per tutti i dipendenti di queste imprese in particolare”. Al terzo punto c’è “il credito d’imposta degli affitti per due mensilità cedibile al proprietario” come già era stato previsto. Poi “stop della seconda rata Imu e una previsione di indennità per i lavoratori stagionali, del turismo, spettacolo e sport” che “non prendono la cassa integrazione perchè non sono lavoratori dipendente”. Infine è prevista una ulteriore mensilità di reddito di emergenza “per quelle famiglie che non hanno accesso a nessuna di queste misure ma hanno comunque diritto ad una rete di protezione”.
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Covid: Anm, rischi in tribunali ma le istituzioni sono mute
L’Associazione Nazionale dei Magistrati denuncia “carenze diffuse” e “mancanza delle dotazioni informatiche per lo smart working”
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26 ottobre 2020
10:27
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“Mentre i dirigenti degli uffici giudiziari sono impegnati nella redazione dei progetti organizzativi triennali e per i carichi esigibili, la pandemia avanza nei palazzi di giustizia e le Istituzioni competenti sono a oggi silenti”. La denuncia arriva dall’Associazione nazionale magistrati, che parla di “carenze diffuse” e “rischi cui vengono esposti gli operatori e gli utenti”.
“I magistrati italiani – lamenta la giunta uscente dell’ Anm – continuano a disporre di applicativi inadatti per celebrare udienze a distanza, con reti di connessione inefficaci; la trattazione scritta è consentita solo fino al 31 dicembre, con un procedimento per di più macchinoso; mancano le annunciate dotazioni informatiche per lo smart working del personale giudiziario; magistrati, avvocati, personale amministrativo e utenti continuano a utilizzare aule e spazi inadatti a ospitare le udienze in presenza”. Non solo: “Resta irrisolta la disciplina giuridica delle assenze per quarantena di chi potrebbe efficacemente lavorare da casa”. Amara la conclusione: “Pare in definitiva che l’esperienza della prima ondata di contagi non sia servita a programmare il futuro immediato e a immaginare misure adatte a un servizio essenziale qual è quello giudiziario”.
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I magistrati italiani “continuano a rendere tale servizio, senza timore di esporsi in prima persona pur di dare risposta alla domanda di giustizia”. Ma “non intendono essere identificati come responsabili delle carenze diffuse nonché dei rischi cui vengono esposti gli operatori e gli utenti a causa dell’assenza delle Istituzioni cui la Costituzione affida l’organizzazione del sistema giustizia”.
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Università: domani graduatoria specializzazioni medici
Consiglio di Stato ha accolto i ricorsi Ministero Università
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25 ottobre 2020
20:40
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Verrà pubblicata domani, secondo quanto si apprende, la graduatoria a del concorso per le specializzazioni in Medicina. La Sesta sezione del Consiglio di Stato ha infatti depositato 16 diverse ordinanze cautelari che accolgono gli appelli del ministero dell’Università e del ministero della Salute in riforma delle precedenze ordinanze cautelari del Tar che avevano ammesso con riserva i concorrenti.
Con le 16 ordinanze, il Consiglio di Stato ha annullato l’ammissione con riserva e si è limitato a disporre che il Tar fissi l’udienza di merito con priorità nella quale si potrà eventualmente valutare la questione di legittimità costituzionale. Per la Sesta Sezione del consiglio di Stato va dato prevalente rilievo all’esigenza di immediato proseguimento della procedura relativa al concorso delle scuole di specializzazione di medicina con immediata pubblicazione della graduatoria. Il concorso si era svolto lo scorso 22 settembre per un numero di 14.395 posti, alla prova hanno partecipato in presenza circa 24.000 giovani medici, ma i numerosi ricorsi avevano bloccato la graduatoria che ora potrà essere pubblicata.
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Scuola: Dad oltre il 75%, l’ira dei presidi. “Lesa l’autonomia scolastica”
Corsa per nuovi orari e regole,il Ministero: un giorno per adeguarsi
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26 ottobre 2020
10:01
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“Almeno” è l’avverbio che ha cambiato la quota di ricorso alla Didattica a distanza nel mondo della scuola, nel nuovo Dpcm. Se nella bozza che circolava ieri infatti si leggeva Dad “fino” al 75%, nel testo definitivo compare invece “almeno al 75%” alle superiori, lasciando intendere quindi che la quota potrà essere superiore.
Un compromesso che consente ai governatori, che ieri chiedevano a gran voce al governo di arrivare fino al 100%, di poter ampliare il ricorso alla Dad e alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina di resistere, salvaguardando gli studenti più grandi dal rimanere sempre a casa e ottenendo che almeno i più piccoli possano continuare ad andare in classe. Furibondi sono invece i dirigenti d’istituto che, per bocca di Antonello Giannelli, presidente dell’Anp (Associazione nazionale presidi), attaccano: “Così si lede l’autonomia della scuola”.
Gli istituti superiori avranno un giorno di tempo, ovvero lunedì, per adeguare la nuova percentuale di didattica a distanza. E non è escluso che i singoli presidi possano fare una scelta di campo ben chiara: dedicare l’intero 25% della didattica in presenza alle classi prime e quinte. Dunque a chi si è appena affacciato nelle superiori e deve essere seguito con più attenzione e chi deve sostenere la maturità. Resta intanto invariata la didattica al primo ciclo, dalle materne alle medie, che sarà totalmente in presenza. Vengono modulati ulteriormente gli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9, come avviene oggi. A tenere banco sono ovviamente le scuole superiori: gli studenti, restando a casa, “alleggeriranno il trasporto pubblico”, ha detto il premier illustrando il Dpcm.
Ma Giannelli rivendica il ruolo e il decisionismo dei presidi, oltre alle diverse situazioni a seconda dei territori: “Non si può imporre alle scuole qualcosa che sono i dirigenti di istituto a dover decidere. L’autonomia scolastica è in pieno vigore ed è tutelata dalla Costituzione, e serve a far sì che ogni scuola offra un’offerta formativa calibrata sulle diverse esigenze del territorio.
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Imporre vincoli nazionali e regionali contravviene al principio legale – aggiunge – perché quello che si decide in una grande città non va bene per i piccoli centri, le periferie o i centri rurali. Pensiamo poi ai ragazzi che frequentano istituti tecnici: il 50% di loro frequenta laboratori e se si dovesse avverare una didattica superiore al 75% il contenuto del loro diploma si svilirà”, aggiunge Giannelli che ribadisce per l’ennesima volta: “La scuola, anche secondo l’Iss, non è un veicolo di diffusione del contagio. I trasporti non ce la fanno? Compriamo più bus. Le Asl non ce la fanno a fare tracciamenti? Rinforziamole. Le scuole aperte, ricordo, sono garanzia di monitoraggio”. La stessa ministra ieri era tornata a difendere la scuola e il rischio contagi al suo interno: “Il monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità dice che la trasmissione del virus dentro le scuole è ancora limitata. I focolai a scuola nella settimana dal 12 al 18 ottobre sono solo il 3,5% di tutti i nuovi focolai che si registrano nel Paese. Ma il dato più sorprendente è un altro: la settimana precedente (5-11 ottobre) erano il 3,8%.
Quindi il numero di focolai dentro le scuole è addirittura sceso, in proporzione al totale”. E aveva ricordato: “L’Iss conferma che dentro le scuole il rischio di trasmissione del virus continua ad essere molto molto basso. E’ tuttavia chiaro che le attività extra e peri scolastiche possono costituire un innesco di catene di trasmissione laddove non vengano rispettate le misure di misure di prevenzione previste”.
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In centinaia manifestano a Terni contro il Dpcm
In strada titolari palestre, scuole danza, bar e ristoranti
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PERUGIA
26 ottobre 2020
10:20
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Diverse centinaia di persone hanno manifestato ieri sera a Terni contro le misure contenute nel nuovo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.
Tra loro titolari e lavoratori di palestre e scuole di danza, per i quali il decreto prevede la chiusura totale, e di bar e ristoranti, che dovranno invece abbassare le saracinesche alle 18.
I manifestanti si sono ritrovati spontaneamente a piazza Tacito e poi (in modo pacifico e quasi tutti con le mascherine in volto) si sono spostati in corteo verso la sede del Comune, attraversando il corso principale della città. “La gente muore di fame, non ci sono aiuti – ha detto uno di loro guidando la protesta -. Scendere in strada è importante, farlo tra due, cinque, dieci giorni sarebbe troppo tardi, vorrebbe dire accettare il decreto”. “Libertà, libertà” il grido che si è alzato più volte in coro dai manifestanti, che hanno anche intonato l’Inno d’Italia. Tra le proposte avanzate quella dello “sciopero fiscale”, ma c’è stato anche chi, tra coloro che lavorano in bar o ristoranti, ha ipotizzato, di lasciare comunque aperto al pubblico il locale anche dopo le 18, contravvenendo alle norme.

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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