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Covid: Puglia, tornano ‘gialli’ 18 dei 20 comuni ‘arancioni’
L’ annuncio di Emiliano, verifiche su Altamura e Gravina
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BARI
14 dicembre 2020
02:02
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Diciotto dei 20 Comuni in zona arancione tornano in zona gialla, mentre ci sono ancora verifiche su Altamura e Gravina in Puglia. E’ quanto deciso dalla Regione Puglia, ad annunciarlo il presidente Michele Emiliano: “Sulla base delle verifiche effettuate dal dipartimento Salute della Regione Puglia sull’ultima settimana di monitoraggio – spiega – non verrà prorogata la zona arancione nei comuni delle province Bat e di Foggia che erano stati oggetto di ordinanza la settimana scorsa, e che quindi rientrano in zona gialla come l’intera Puglia.
Stiamo verificando con i sindaci di Gravina ed Altamura i dati di questi comuni della Citta Metropolitana di Bari per decidere se prorogare o meno”.
L’8 dicembre 20 Comuni pugliesi erano ritornati in zona arancione perché i dati epidemiologici erano peggiori rispetto al resto del territorio, contro troppi contagi e focolai attivi.
“La nostra regione – prosegue Emiliano – che non è mai entrata in zona rossa, è stata colpita dalla seconda ondata più tardi di altre regioni, ma con numeri altissimi pari a 67mila contagi a fronte di soli 5mila della prima ondata”.
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Contraffazione: sequestrati 1400 litri tra champagne ed olio
Blitz Gdf nel Napoletano, falso marchio ‘Moet’
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NAPOLI
14 dicembre 2020
09:04
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Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, unitamente a Ispettori dell’ICQRF (Dipartimento dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi Agroalimentari) Italia Meridionale sede di Napoli, ha sequestrato a San Giuseppe Vesuviano (Napoli) una fabbrica clandestina utilizzata per il confezionamento di bevande. Individuati quasi 1400 litri tra champagne, olio ed alcool etilico privi delle indicazioni obbligatorie in materia di tracciabilità alimentare e contraffatti.
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In particolare, gli specialisti del Gruppo Tutela Mercato Beni e Servizi del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Napoli hanno scoperto un opificio perfettamente allestito per l’etichettatura di bottiglie contenenti falso champagne a marchio “Moet & Chandon” nel seminterrato di un edificio residenziale. Sequestrate 774 bottiglie di champagne, 804 di olio “Sapio” e di alcool etilico delle distillerie “La Sorgente” e “Fiume”, nonché 129.400 accessori per il confezionamento.
Denunciati i titolari, una 55enne e un 48enne originari di Sarno (Salerno), per contraffazione e ricettazione. Se immessi sul mercato, i prodotti avrebbero consentito un guadagno di oltre 120 mila euro.
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Etna: emissione cenere, ‘pioggia’ su Catania,auto ‘annerite’
Fase parossistica del vulcano, aeroporto di Catania operativo
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CATANIA
14 dicembre 2020
09:30
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Fase parossistica, la notte scorsa, dell’eruzione in corso sull’Etna, imbiancato dalla neve, con l’intensificazione dell’attiva esplosiva dal cratere di Sud-Est che ha provocato un notevole emissione di cenere sottile che è caduta, come ‘pioggia’, anche su Catania ‘annerendo’ auto, balconi e strade e marciapiedi. Un fenomeno, quest’ultimo, che si è già esaurito, come l’attività al cratere che appare in decremento.
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Il fenomeno al momento non impatta sull’attività operativa dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini. Sul fronte dell’attività effusiva, le telecamere di sorveglianza dell’Ingv-Oe di Catania, sembra essere inattiva la colata lavica prodotta dalla fessura di Sud, mentre quella che emerge dalla quella di Sud-Ovest meno alimentata. Inoltre, sono stati osservati tre flussi piroclastici che che si sono sviluppati con l’apertura della fessura eruttiva di Sud-Ovest.
Quello più avanzato ha superato monte Frumento Supino. Sono stati registrati anche fenomeni di ‘fontane laviche’, con l’emissione di materiale incandescente, durante i quali si sono avuti i valori massimi dell’ampiezza del tremore vulcanico che, allo stato attuale, mostrano modeste oscillazioni, rimanendo, comunque, su livelli elevati. La posizione delle sorgenti del tremore risulta localizzata nell’area del cratere di Sud-Est.
L’attività infrasonica continua ad essere sostenuta, pur mostrando una chiara tendenza al decremento della frequenza di accadimento e dell’ampiezza degli eventi analizzati.
Le reti Gps e clinometrica non mostrano deformazione significativa in corso.
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Comunali Reggio Calabria, arrestato consigliere del Pd
Ai domiciliari anche presidente seggio elezioni 20 e 21/9
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REGGIO CALABRIA
14 dicembre 2020
09:43
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Antonino Castorina, consigliere comunale del Pd eletto nelle elezioni di settembre, è stato arrestato e posto ai domiciliari, dagli agenti della Digos della Questura di Reggio Calabria nell’ambito dell’inchiesta che riguarda lo svolgimento delle recenti amministrative. L’arresto è stato fatto su richiesta del procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri, dell’aggiunto Gerardo Dominijanni e del pm Paolo Petrolo.
Analoga misura cautelare è stata emessa nei confronti di un presidente di seggio, Carmelo Giustra. L’ordinanza di custodia cautelare è stata notificata all’alba sia a Castorina, sia a Giustra. Quest’ultimo, secondo quanto emerso, avrebbe aiutato Castorina a violare la normativa elettorale. Al momento, le indagini non mettono in discussione il risultato elettorale e la vittoria del sindaco Giuseppe Falcomatà ma riguardano solo la posizione di Antonino Castorina che è pure componente della direzione nazionale del Partito democratico. Con 1.510 voti raccolti alle elezioni di settembre, Castorina è stato il consigliere comunale più votato del centrosinistra. POLITICA VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO
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Covid: dopo contagi chiude pronto soccorso Oristano
Stop anche a positivi e test a personale. Mini reparto a Olbia
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ORISTANO
14 dicembre 2020
09:56
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Già chiuso ai pazienti non covid il pronto soccorso dell’ospedale San Martino di Oristano viene “sbarrato” anche ai contagiati a causa della positività di due operatori sanitari. Lo rileva l’Unione Sarda che parla di disinfezione dei locali, del possibile trasferimento di 10 pazienti e di tamponi a tutto il personale.
L’ennesimo stop forzato del reparto sarà analizzato in un incontro previsto oggi in Prefettura con il prefetto Gennaro Capo, il sindaco Andrea Lutzu ed i sindacati.
Nel frattempo a Olbia, come riferisce La Nuova Sardegna, vengono smontati i tendoni davanti all’ospedale Giovanni Paolo II e viene aperto un mini reparto con 5 posti letto Covid non intensivo.
A Nuoro, invece, è attivo da circa una settimana l’ospedale da campo della Croce Rossa Italiana che può ospitare sino a 20 pazienti Covi:. finora i posti letto non sono mai stati occupati tutti.
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Manovra: Azzolina, oltre 3,7 mld per la scuola
Mondo istruzione tornato al centro degli investimenti
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14 dicembre 2020
09:59
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“Oltre 3,7 miliardi di cui 2,2 per finanziare la spesa corrente e più di 1,5 per gli investimenti.
Queste le risorse per la scuola previste dal disegno di legge di Bilancio attualmente al vaglio del Parlamento.
Si tratta di un risultato importante, c’è un cambio di passo culturale evidente, frutto di una precisa visione. Il mondo dell’istruzione è tornato al centro degli investimenti: lo dimostrano le risorse mobilitate in questi mesi, lo dimostra questa ulteriore iniezione di fondi. Lo sviluppo del Paese passa dalla formazione dei più giovani che deve essere di qualità. Proprio per innalzare i livelli qualitativi dell’offerta formativa è necessario investire risorse ed utilizzarle efficacemente”. Lo afferma sui social la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.
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Bologna prima per qualità vita, effetto Covid sul Nord
Ma il Sud non recupera, indagine del Sole 24 ore
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14 dicembre 2020
11:09
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Nell’anno più difficile tra contagi, decessi, crisi economiche, lockdown e quarantene, é Bologna la prima città per qualità della vita, secondo la 31esima indagine del Sole 24 Ore sul benessere nei territori, pubblicata oggi, che stavolta intende raccontare in presa diretta il differente impatto della pandemia da coronavirus sulle varie aree del Paese. Bologna guadagna ben 13 posizioni e traina un po’ tutte le province dell’Emilia Romagna.
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Ben cinque su nove si incontrano tra le prime venti: oltre al capoluogo, Parma (8ª), Forlì Cesena (14ª), Modena (15ª) e Reggio Emilia (17ª). Seconda è Bolzano e terza Trento, che hanno saputo tenere le posizioni anche nell’anno della pandemia, benché siano ora attese alla prova di un inverno difficile per l’economia della montagna. A parte queste due province, è’ soprattutto il Nord a uscire penalizzato dagli effetti su larga scala del virus. Le province lombarde hanno segno negativo, in peggioramento rispetto allo scorso anno, ad eccezione di Sondrio e Mantova. Colpita anche Milano – vincitrice sia nel 2018 sia nel 2019 – che perde 11 posizioni. Se il Nord scende, il Sud non scala la classifica ma resta al fondo con i problemi di sempre. Questo anno chiude la classifica Crotone, preceduta da Caltanissetta, ultima lo scorso anno.
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Droga: 11 arresti inchiesta Brescia nata da aumento morti
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BRESCIA
14 dicembre 2020
11:12
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Undici persone sono finite in carcere, due ai domiciliari e per due è stato disposto l’obbligo di dimora. Questo il dettaglio delle misure cautelari emesse dal gip di Brescia nell’ambito di un’inchiesta per spaccio di droga in città.
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Le indagini sono iniziate nell’ottobre 2019, a seguito di un esponenziale aumento di decessi conseguenti all’abuso di sostanze stupefacenti, in particolare eroina. Lo spaccio avveniva in stabili abbandonati, ormai abitudinariamente luogo di riparo di senza tetto e tossicodipendenti. Intercettato il linguaggio in codice utilizzato dai pusher, che chiamavano frequentemente i grammi come “minuti” ed identificavano il tipo di sostanza con altri nominativi, come la cocaina chiamata “latte”.
Uno degli indagati, inoltre, temendo di essere espulso dall’Italia si era attivato, pur senza riuscirci, per ottenere in modo illecito la cittadinanza italiana, dando atto della disponibilità di significative somme di denaro che derivavano dalla sua attività illecita. L’uomo, infatti, nei primi giorni del 2020, aveva contattato una donna per chiederle la disponibilità di sposarlo in cambio di denaro, promettendo cifre superiori a 6000 euro. L’attività investigativa ha permesso di contestare 290 cessioni di sostanza stupefacente, per un volume di traffico di circa 8 chili e mezzo di eroina, un chilo di cocaina e due di hashish.
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Cai, limiti scialpinismo Vda non ragionevoli
‘Anche guide alpine hanno espresso disagio’
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AOSTA
14 dicembre 2020
11:13
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Le limitazioni alla pratica dello scialpinismo (solo con guide alpine) previste in Valle d’Aosta non piacciono al Club alpino italiano (Cai). “Pur rispettandosi le intuibili motivazioni sottese a provvedimenti a tutela della salute pubblica, non si riesce assolutamente a cogliere qualsiasi ragionevolezza nel criterio discriminatorio adottato, peraltro di dubbia utilità per gli stessi professionisti che, notoriamente, non è nell’ambito territoriale che attingono la loro clientela”, osserva il presidente Vincenzo Torti.
“Del resto – prosegue Torti – lungi dal sentirsi favorite da questa scelta, non poche Guide alpine e non solo valdostane hanno espresso disagio e disappunto per questo provvedimento che desta un diffuso allarme per quanto potrebbe comportare in tema di libertà di accesso alla montagna”.
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Droga, banda pusher in pineta Torre del Lago, ‘setaccio’ polizia
Emanati 6 arresti, sequestrato ristorante a Lerici
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VIAREGGIO
14 dicembre 2020
11:26
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La polizia di Stato sta conducendo una maxi operazione nei confronti di un’associazione a delinquere di marocchini ed italiani dediti allo spaccio di cocaina ed hashish nella pineta di Levante di Torre del Lago (Lucca). Sono sei le persone da sottoporre a custodia cautelare e 21 le perquisizioni da eseguire su altrettanti indagati.
Nella capillare perlustrazione della pineta sono impegnati circa 100 agenti, della questura di Lucca, dei reparti mobile e prevenzione crimine di Firenze, oltre a unità cinofile.
Le indagini della squadra mobile di Lucca e del commissariato di Viareggio, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze, hanno documentato la continuità dell’attività di spaccio svolta dall’associazione, da circa due anni, presidiando in forma stabile la pineta. È in corso il sequestro di un ristorante di Lerici (La Spezia) riconducibile all’associazione, utilizzato per il reimpiego di denaro provento di spaccio.
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Donna finisce in acque Naviglio, passante la salva
Entrambi ricoverati in ipotermia,Fontana chiama per ringraziarlo
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MILANO
14 dicembre 2020
12:09
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Un passante ha visto una donna in difficoltà dopo esser caduta nel Naviglio Grande a Gaggiano (Milano) ed è riuscito a tirarla fuori dall’acqua salvandola.
L’episodio è accaduto questa mattina verso le 8 ed entrambi sono stati portati in ospedale dopo che il personale del 118 li ha trovati con i vestiti fradici in ipotermia.
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Protagonista del salvataggio è Enrico Baj, 41 anni, consigliere comunale e già candidato sindaco nel paese dell’hinterland sud di Milano: passeggiando lungo il Naviglio, ha notato la donna, 70 anni, completamente sommersa dall’acqua e si è quindi attaccato a un parapetto riuscendo ad afferrare la donna, tenendole sollevata la testa fino a quando non è stato aiutato da altri passanti fino all’arrivo delle ambulanze.
Gli agenti della Polizia Locale stanno ora ricostruendo l’accaduto cercando di capire se si è trattato di un incidente o di un gesto volontario della donna.
Al passante-eroe sono arrivati i ringraziamenti anche del presidente della Regione Attilio Fontana: “Ho ringraziato personalmente, con una telefonata, il cittadino che, questa mattina, con coraggio ha salvato una donna che rischiava di annegare nelle acque del naviglio – ha scritto il governatore su Facebook – Sono sopraggiunti i soccorsi, ma è grazie all’immediato gesto eroico di questo passante se è stato possibile evitare la tragedia. Complimenti e grazie”
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Cc arrestati: al via processo a Piacenza davanti al Gup
Sono 11 le richieste di costituzione di parte civile
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PIACENZA
14 dicembre 2020
12:52
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L’inchiesta sui gravi fatti avvenuti nella caserma dei carabinieri Levante di Piacenza è arrivata davanti al giudice. Questa mattina alle 10 al tribunale della città emiliana si è infatti aperta la prima udienza davanti al gup per chi ha scelto il rito abbreviato.
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Tra i carabinieri sotto accusa erano presenti in aula solo Giacomo Falanga, scortato dal carcere di Verbania, il maresciallo Marco Orlando (ex comandante di stazione) e il carabiniere Daniele Spagnolo, questi ultimi due agli arresti domiciliari.
Assenti invece Giuseppe Montella e Salvatore Cappellano, i due militari della caserma piacentina su cui pendono la maggior parte dei capi di imputazione e attualmente entrambi ancora in carcere.
L’udienza, alla quale sono presenti il procuratore Grazia Pradella e i pm titolari dell’indagine Matteo Centini e Antonio Colonna, è iniziata con le richieste di costituzione di parte civile da parte degli avvocati. Undici in tutto, tra le quali anche quelle dei sindacati dei carabinieri Nsc e Silca. Accanto a queste, anche diverse formulate da persone che affermano di essere state picchiate o torturate all’interno della caserma dei carabinieri, e soprattutto quella del testimone che con le sue rivelazioni al maggiore dei carabinieri Rocco Papaleo ha permesso l’avvio di tutta l’inchiesta. Nessuna richiesta di costituzione è al momento invece giunta dall’Arma dei carabinieri, dal ministero della Difesa e dal Comune di Piacenza.
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Dpcm: maestri sci in piazza, economia montagna in ginocchio
Protesta a Torino, abbiamo bisogno di aiuti concreti
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TORINO
14 dicembre 2020
13:36
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Centinaia di maestri di sci hanno protestato nel centro di Torino, davanti al Palazzo della Regione, contro il blocco imposto dalle normative anti-Covid e per chiedere aiuti per il settore. Tante le tute colorate in piazza con rappresentanti di Ascom e Federalberghi, perché, come spiega il sindaco di Sestriere Gianni Poncet, “la situazione è gravissima per l’intera economia montana”.
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“Il fatto che gli impianti di risalita restano chiusi nelle vacanze di Natale a livello turistico ci porta a perdere quasi il 50% del fatturato della stagione – spiega Poncet – Senza un aiuto concreto è una montagna che va a morire”.
Le istituzioni, chiedono i rappresentati delle 85 scuole e dei tremila maestri, devono sostenere tutti i professionisti dello sci, ma anche il sistema montagna. “La perdita è intorno al miliardo di euro che viene meno su tutta l’economia- aggiunge Poncet – Ci sentiamo abbandonati dal governo, anche perché tutte le associazioni di categoria hanno preparato un decalogo che consentiva di sciare in sicurezza durante le vacanze di Natale”.
“Esistiamo anche noi – commenta Cristina Quartaro direttrice della scuola “Ski liberi tutti” di Bardonecchia – Da marzo non lavoriamo più. Ci sono tante famiglie che vivono di questo abbiamo bisogno di ricevere anche noi un compenso adeguato”.
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Coppia uccisa da monossido carbonio in casa nel bellunese
Accertamenti tecnicisu malfunzionamento della stufa.
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BELLUNO
14 dicembre 2020
13:45
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Un uomo e una donna cinquantenni sono stati trovati morti in un’abitazione di Arsiè, nel bellunese. Secondo i primi accertamenti sarebbero rimasti avvelenati dal monossido di carbonio, emanato da una stufa a gas che si trovava nell’alloggio, una casa di proprietà dell’uomo, ancora in fase di ristrutturazione.
La coppia, lui 52 anni, lei 54, entrambi bellunesi, aveva trascorso la notte di sabato nell’abitazione. Domenica alcuni amici dell’uomo, non avendo più sue notizie e non riuscendo a contattarlo al telefono, hanno dato l’allarme. Sono stati i vigili del fuoco e i carabinieri a scoprire i due ormai deceduti all’interno della casa. Saranno eseguiti ora accertamenti tecnici per verificare il possibile malfunzionamento della stufa.
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Covid: scattano controlli per chi arriva in Sicilia
Sopralluogo Musumeci in aeroporto Fontanarossa
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PALERMO
14 dicembre 2020
14:13
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Sono partiti, stamane, i controlli dei viaggiatori in arrivo in Sicilia, così come disposto dall’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci, per limitare il contagio del Coronavirus nell’isola. Il governatore, per rendersi conto personalmente della situazione, si è recato in mattinata all’aeroporto “Fontanarossa” di Catania, dove ha incontrato gli operatori del servizio sanitario regionale che effettueranno i tamponi rapidi ai passeggeri.
“Nel primo giorno di avvio della mia ordinanza – ha detto Musumeci – ho verificato l’efficienza e l’organizzazione perfetta che abbiamo predisposto, in collaborazione con la società che gestisce lo scalo di Catania e la stessa cosa vale per l’aeroporto di Palermo. Non ci sono file, non c’è ressa, i passeggeri sono soddisfatti, la comunità siciliana è rassicurata dal fatto che chi rientra in Sicilia deve dimostrare di non essere positivo al Covid. Possiamo affrontare questo periodo natalizio con serenità, ma anche con grande senso di responsabilità. Questa postazione è stata immaginata e realizzata anche all’arrivo delle stazioni ferroviarie. Sono convinto che stiamo dando un esempio di grande efficienza”.
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Covid: verso il lockdown nazionale per il periodo di Natale
Invariata l’incidenza del contagio. Boccia: ‘Saremo rigorosi’
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14 dicembre 2020
20:12
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In Italia si continuano a sfiorare i 500 morti al giorno per il Covid e il governo deve decidere se e come stringere ancora le maglie nelle festività natalizie, specie per rendere impossibili gli assembramenti da shopping che si sono visti in tutte le grandi città, cercando di allontanare lo spettro della terza ondata a gennaio. Una decisione arriverà entro 48 ore, domani sera o mercoledì, con un’interlocuzione in corso con il Comitato tecnico scientifico (Cts), che ha fatto trapelare la necessità di misure più rigorose.
P
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L’ipotesi è quella di una zona rossa nazionale nei giorni festivi e prefestivi – un lockdown di fatto -, dalla vigilia a Santo Stefano, da San Silvestro a Capodanno, solo con i servizi essenziali aperti. Oppure quella – più probabile – di una sorta di grande zona arancione, con i negozi aperti e i ristoranti chiusi. E con il coprifuoco anticipato alle 18 o alle 20. “Stiamo ragionando sulle due settimane delle vacanze di Natale – dice il ministro della Salute Roberto Speranza -, spero che in tempi brevi si possano prendere ulteriori misure per scongiurare un’ipotetica terza ondata”. “Dobbiamo essere più rigorosi durante le festività”, gli fa eco il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. “In Italia la curva dei contagi è in fase calante, mentre in Germania sta salendo”, osserva; il che porta a escludere un lockdown nazionale di settimane sull’esempio tedesco. Ma la stretta ci sarà, con l’unica deroga forse degli spostamenti tra piccoli Comuni entro un certo numero di chilometri.
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Misure da consolidare ed eventualmente estendere e rafforzare con una sorta di lockdown per tutto il periodo di Natale. E’ quanto avrebbero detto, secondo quanto si apprende, gli esperti del Cts nella riunione con il premier Conte e con i capi delegazione. La necessità di una nuova stretta, è stato spiegato dai tecnici, è legata all’impossibilità da un lato di un controllo capillare del territorio e dall’altro a dati ancora “preoccupanti”, con un’incidenza dei nuovi casi ancora troppo alta (nell’ultimo monitoraggio era di 193 ogni 100 mila abitanti, quando dovrebbe essere a 50 ogni 100 mila per poter garantire il tracciamento). L’Italia, fanno notare gli esperti, ha anche un numero di morti giornaliero che supera quello della Germania – che ha però 20 milioni di abitanti in più -, e oltre metà del paese con le strutture sanitarie ancora sotto stress. Dunque, è la conclusione, “bisogna estendere le misure, altrimenti a gennaio saremo nei guai”.
Resta confermata la parte del Dpcm del 3 dicembre scorso con la quale è stata disposta la chiusura nelle giornate festive e prefestive degli esercizi commerciali collocati all’interno di “parchi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi ed edicole”, a causa dell’emergenza Covid. Lo ha deciso il Tar del Lazio con due decreti monocratici firmati dal presidente della prima sezione.
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Covid: Zaia, pressione in Veneto c’e’ ma e’ sotto controllo
Le terapie intensive sono 17
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VENEZIA
14 dicembre 2020
15:19
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La pressione sanitaria in Veneto a causa del Covid ‘c’e’, ma la situazione e’ sotto controllo’. Lo dice il Presidente del Veneto Luca Zaia.
‘Gli operatori stanno facendo un lavoro ciclopico – aggiunge – Le terapie intensive sono 17 in piu’ rispetto al picco dell’1 aprile scorso (356 contro le 373), ma i ricoveri sono cresciuti di un terzo rispetto al numero massimo del 31 marzo: 2028 contro i 3267 di oggi.
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Covid: screening massa Sardegna, stress test dal 27 al 29/12
Tamponi rapidi su primo campione di 50mila persone
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CAGLIARI
14 dicembre 2020
16:00
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Sarà uno “stress test” la prima parte della campagna di screening di massa con tamponi antigenici rapidi che la Regione Sardegna metterà in campo tra il 27 e il 29 dicembre sotto la regia del virologo Andrea Crisanti. “Gli ultimi dettagli operativi – spiega l’assessore della Sanità Mario Nieddu – saranno definiti in queste ore con lo stesso Crisanti”.
Il campione da tamponare è di 50mila persone. “Partiremo con una comunità, abbiamo già delle idee”, dice l’esponente della Giunta Solinas senza però svelare i nomi dei Comuni che saranno coinvolti per primi. Di sicuro, comunque, saranno centri dell’interno Sardegna, probabimente in provincia di Nuoro. “Lo stress test – precisa Nieddu – ci consentirà di capire se si sta operando bene o se ci sono correzioni da apportare per partire a gennaio con una campagna massiccia”
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Covid:Lazio, 1315 nuovi positivi, “rallenta discesa casi”
Roma sotto i 600. Assessore, aumentano terapie intensive e morti
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ROMA
14 dicembre 2020
17:04
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“Oggi su oltre 13mila tamponi nel Lazio (-1.250) si registrano 1.315 casi positivi (-24), 38 i decessi (+11) e +2.037 i guariti. La discesa dei casi rallenta, sono stabili i ricoveri e aumentano le terapie intensive e i decessi”.
Così l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato.”Roma città torna sotto ai 600 casi (590) – aggiunge -.
Il raffronto con i lunedì delle ultime due settimane di novembre evidenzia un rallentamento nella discesa. Erano -752 i casi tra il 23 novembre e il 30 novembre, mentre nei lunedì delle prime due settimane di dicembre il dato scende a -57 casi (7 dicembre-14 dicembre)”.
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Affida letterina a palloncino, i doni portati dalla Polizia
Giada, 10 anni, di Bergamo, aveva scritto a Santa Lucia
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BERGAMO
14 dicembre 2020
17:14
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I doni che una bambina di 10 anni di Bergamo, Giada, aveva chiesto a Santa Lucia tramite una lettera affidata a un palloncino, le sono stati consegnati ieri, giorno di Santa Lucia, festività molto sentita a Bergamo, da una volante della questura: il palloncino era infatti stato trovato da un altro bambino che, per trovare Giada, si era rivolto alla polizia. “Cara Santa Lucia, ti prometto che mi impegnerò un sacco a scuola, mi sforzerò a mangiare più verdura, prometto di essere educata e generosa con tutti, aiutare chi è in difficoltà e non rispondere male.
P
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Mi piacciono anche i cavalli, per questo ho iniziato equitazione. Credo di essere stata brava e per questo vorrei chiedere tre regali…”: questo il contenuto della letterina. Quel palloncino dopo aver volato per un po’ ha perso la rotta ed è caduto proprio a Bergamo, dove è stato ritrovato da un altro bambino che, desideroso di far ricevere a Giada tutti i regali richiesti, si è rivolto alla Polizia di Stato al fine di rintracciare la piccola. Così ieri una volante della questura di Bergamo ha raggiunto l’abitazione della piccola Giada, consegnandole alcuni doni che sono giunti in questura per lei.
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Covid: superata la soglia delle 65 mila vittime in Italia
491 in 24h. Positivi in calo, poco oltre 12mila,ma -50 mila test
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14 dicembre 2020
18:02
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Sono 12.030 i positivi al tampone per il coronavirus nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute, mentre viene superata la soglia dei 65 mila morti in Italia: con le 491 vittime giornaliere ora sono 65.011.
Sono stati effettuati in Italia 103.584 tamponi, in calo di circa 50 mila rispetto a ieri.
P
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Il tasso di positività è dell’11,6%, stabile rispetto all’11,7% del giorno precedente.
Ieri i positivi erano stati 17.938, le vittime 484. In totale i casi da inizio epidemia in Italia sono 1.855.737. Gli attualmente positivi sono 675.109 (-10.922), i guariti e dimessi 1.115.617 (+22.456). In isolamento domiciliare ci sono 644.249 persone (-10.889).
I pazienti in terapia intensiva sono 3.095 , con un saldo di -63 unità nelle ultime 24 ore. Gli ingressi giornalieri in rianimazione sono stati 138. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono invece 27.765 , in aumento di 30 unità rispetto al giorno precedente.
Il Veneto ancora una volta registra il maggior numero di positivi al coronavirus nelle u24 ore con 2.829, secondo i dati del ministero della Salute. Seguono Emilia Romagna 1.574, Lazio 1.315, Campania 1.088, Lombardia 945, Sicilia 914.
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Covid: aziende fuochi artificio, 6.000 lavoratori a rischio
Allarme dell’Anisp, a picco senza feste e Capodanno
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14 dicembre 2020
18:13
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Senza feste religiose e matrimoni, ‘diffidato’ dalle ordinanze anti-botti dei sindaci più intransigenti, il mondo degli spettacoli pirotecnici rischia il collasso, con il colpo di grazia di un Capodanno più silenzioso che mai. A lanciare l’allarme è Vincenzo Martella, membro dell’Anisp, uno dei sindacati che rappresenta le imprese del settore che nei giorni scorsi ha anche inviato una lettera al governo in cui lamenta l’errata applicazione del decreto ristori per le loro aziende.
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“Gli indennizzi – spiega Martella – sono calcolati sul fatturato di aprile, quando di fatto noi non lavoriamo. Quindi lo zero di zero è zero”. “Con l’assenza di feste patronali, di matrimoni e di feste natalizie finiremo nel baratro – sottolinea -. Ci sono 6.000 persone che rischiano il posto di lavoro, per un indotto che fattura ogni anno 1,2 miliardi di euro”. ‘Anisp lancia poi un appello ai sindaci oltranzisti, chiedendo di ritirare le ordinanze che vietano non solo l’utilizzo dei fuochi pirotecnici ma anche la vendita.
“Sono decine le amministrazioni che hanno adottato tali provvedimenti – conclude Martella -. Noi lavoriamo nella legalità, rispettando tutte le normative europee, comprese quelle sui decibel. Non vogliamo essere dipinti come i terroristi del Capodanno, ma come artisti che offrono emozioni”.
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Il soldato Adler ritrova i ‘suoi’ bambini, 76 anni dopo
Dopo l’appello sul web del militare americano
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BOLOGNA
14 dicembre 2020
18:16
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I tre bambini che il soldato americano Martin Adler trovò insieme al compagno d’armi John Bronsky in una cesta, mentre combattevano lungo la Linea Gotica nell’autunno ’44, hanno un’identità: Bruno, Mafalda e Giuliana Naldi e hanno 83, 81 e 79 anni. E oggi hanno ‘incontrato’ virtualmente il militare, ora 96enne che, tra settembre e ottobre 1944, li trovò nella loro casa di Monterenzio (Bologna) e regalò loro della cioccolata.
Nei giorni scorsi Adler, aiutato dalla figlia Rachelle, aveva lanciato un appello con foto.
Missione compiuta, come annuncia il giornalista e scrittore Matteo Incerti che aveva diffuso l’appello.
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COVID:screening,Sardegna pronta a stress test
Contagi di nuovo in calo dopo allineamento dati Nuoro
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CAGLIARI
14 dicembre 2020
18:57
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Sarà uno “stress test” la prima parte della campagna di screening di massa con tamponi antigenici rapidi che la Regione Sardegna metterà in campo tra il 27 e il 29 dicembre sotto la regia del virologo Andrea Crisanti. Il campione è di 50mila persone e si partirà da alcuni comuni del centro dell’Isola.
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“Lo stress test – precisa l’assessore Nieddu – consentirà di capire se si sta operando bene o se ci sono correzioni da apportare per partire a gennaio con una campagna massiccia”. Novità anche sul fronte del vaccino anti-Covid Pfizer. Le dosi saranno meno delle 80mila previste per la Sardegna perchè la struttura commissariale ha cambiato i criteri di assegnazione. Entro il 18 dicembre, comunque, la Regione dovrà comunicare a Roma il numero esatto di chi, tra personale sanitario, volontari e chi lavora o è ospite nelel Rsa , darà il consenso a farsi vaccinare.
Un valido aiuto alla campagna di vaccini arriverà dalla rete sociale Ad Adiuvandum, già attiva sul fronte dei test sierologici con relativa mappatura dei positivi. Oggi il circuito che si avvale della collaborazione del personale militare si è esteso, comprendendo la Città metropolitana di Cagliari, Quartu, Assemini, San Sperate, Ussana, Settimo, Maracalagonis, Quartucciu. Il 19 si attiveranno gli hub di Maracalagonis e di Mandas. Resta critica, nel frattempo, la situazione all’ospedale San Martino di Oristano. Già chiuso ai pazienti non Covid, il Pronto soccorso è da oggi off limits anche a chi il viurs lo già contratto. Il provvedimento si è reso necessario a causa della positività di due operatori sanitari. A Olbia, invece, sono stati smontati i tendoni davanti all’ospedale Giovanni Paolo II per fare spazio a un prefabbricato che ospita un mini reparto con 5 posti letto Covid non intensivi.
Quanto ai numeri, dopo l’impennata di ieri dovuta al riallineamento dei dati in provincia di Nuoro, torna a scendere la curva dei contagi. Nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale sono stati rilevati 228 nuovi (in tutto 26.506 da inizio emergenza) e 11 decessi (complessivamente 588), otto uomini e tre donne tra i 59 e 93 anni. In calo anche i ricoveri.
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Nuova valigia con resti umani, ipotesi altra persona
Rinvenuta stesso campo a Firenze dove scoperte altre due
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FIRENZE
14 dicembre 2020
19:27
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I carabinieri hanno trovato una terza valigia con resti umani nello stesso campo alla periferia di Firenze dove nei giorni scorsi ne erano state trovate altre due con parti del cadavere di un uomo. Secondo gli inquirenti i resti di questa terza valigia sarebbero verosimilmente riconducibili ad un’altra persona.
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Saipem: Algeria; Società e imputati assolti definitivamente
Cassazione respinge ricorso pg Milano
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MILANO
14 dicembre 2020
19:43
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La corte di Cassazione ha respinto il ricorso della Procura Generale di Milano con cui si chiedeva di annullare l’assoluzione disposta in secondo grado nei confronti Saipem Spa e i suoi dirigenti di allora, Pierfranco Tali, Pietro Varone e Alessandro Bernini. Assoluzione che ora diventa definitiva.
Gli imputati in tutto erano sette. La vicenda riguarda la presunta tangente, per 7 contratti assegnati a Saipem e affidati dall’ente algerino Sonatrach, in cambio, secondo l’accusa, di 197 milioni di dollari versati tra il 2007 e il 2010 a persone che gravitavano nell’entourage dell’allora ministro dell’Energia Chekib Khelil.
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Condannato Mingo, ex inviato di Striscia la Notizia
Dovrà risarcire Mediaset per truffa su falsi servizi tg satirico
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BARI
14 dicembre 2020
21:35
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Il Tribunale di Bari ha condannato alla pena di 1 anno e 2 mesi di reclusione Domenico De Pasquale (in arte Mingo) e Corinna Martino (amministratore unico della Mec Produzioni Srl di cui il marito Mingo era socio) per i reati di truffa, falso e diffamazione.
Stando all’ipotesi accusatoria Mingo, ex inviato barese di Striscia la Notizia, avrebbe truffato Mediaset con la complicità di sua moglie facendosi pagare alcuni servizi relativi a fatti inventati ma spacciati per veri, e facendosi anche rimborsare costi non dovuti per figuranti e attori. Gli imputati sono stati ritenuti responsabili di quattro truffe relative ad altrettanti falsi servizi realizzati per il tg satirico, andati in onda tra il 2012 e il 2013.
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Per altri tre episodi è stata dichiarata la prescrizione, come per le presunte simulazioni di reato, e per altre tre truffe e una contestazione di calunnia il Tribunale ha assolto nel merito gli imputati “perché il fatto non sussiste”.
Mingo è stato condannato anche per aver diffamato, nel 2015, gli autori di Striscia la Notizia, accusandoli di essere gli “ideatori dei falsi servizi”. Alle costituite parti civili, Mediaset, Antonio Ricci e altri nove tra autori e produttori della trasmissione, gli imputati dovranno risarcire i danni. Per quattro persone, inoltre, il Tribunale ha disposto la trasmissione alla Procura dei verbali delle dichiarazioni rese durante il processo per procedere nei loro confronti per falsa testimonianza.
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“Sono stati prodotti documenti a sostegno della tesi difensiva che si immagina siano stati valutati dal giudice per raggiungere i risultati assolutori del dispositivo. A questo proposito, i nostri assistiti sottolineano di aver dimostrato la loro estraneità ai fatti a loro ascritti, raggiungendo la formula assolutoria per i fatti più gravi”. Lo dichiarano in una nota gli avvocati Francesco Maria Colonna Venisti e Ludovica Lorusso, difensori di Domenico De Pasquale (in arte Mingo) e Corinna Martino (amministratore unico della Mec Produzioni Srl di cui il marito Mingo era socio), condannati oggi dal Tribunale di Bari alla pena di 14 mesi di reclusione per i reati di truffa, falso e diffamazione con riferimento a falsi servizi per il tg satirico ‘Striscia la notizia’, e assolti da altri episodi di truffa e da un’accusa di calunnia. “Le sentenze – dicono i legali – non si discutono: se non si condividono, si impugnano. Per farlo, è necessario attendere studiare le motivazioni che sostengono il provvedimento. Questa difesa non ha voluto e non vuole che il processo venga svolto in luoghi non deputati”.
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Vince Miss Italia 81 Marina Sambucini, già Miss Roma
Dopo 27 anni la 19enne riporta la corona nella capitale
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14 dicembre 2020
19:33
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Alta 1,70, occhi verdi e capelli castani, Miss Italia n. 81, eletta in un’edizione speciale condotta da Alessandro Greco e Margherita Praticò, in assenza di pubblico e per la prima volta senza televoto, trasmessa in streaming per via del Covid, è Martina Sambucini, 19 anni, nata a Marino e residente a Frascati, diplomata al liceo linguistico, eletta Miss Roma 2020.
Dopo 27 anni che non accadeva la corona della più bella d’Italia è tornata dunque a Roma, grazie alla giuria, presieduta da Paolo Conticini, che ha valutato le presentazioni delle 23 concorrenti rappresentative di tutte le regioni italiane, più Miss Roma e Miss 365.
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Zucchero, politica lontana e i social non fanno per me
Fuori D.O.C. Deluxe Edition con nuovi sei brani
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14 dicembre 2020
18:02
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“Con sei inediti, potevo fare un nuovo disco. Ma a me piace fare dischi sempre diversi.
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E quindi questo è un prolungamento di D.O.C., il prossimo sarà completamente differente, figlio di un’altra ricerca e di un altro viaggio”. Zucchero racconta così “D.O.C. Deluxe Edition”, la versione dell’ultimo album pubblicata con sei nuovi brani, tra cui “September” con Sting.
“Dire grazie a questa pandemia è oltraggioso. Ma è grazie a questa situazione che sono stato più in contatto con artisti amici, come Sting e sono nati progetti e collaborazioni”. Come quando ad aprile ha cantato davanti al Colosseo a Roma Canta la vita, da “Let Your Love Be Know” di Bono Vox con il testo in italiano a firma di Zucchero, o in piazza San Marco a Venezia a maggio Amore adesso!, adattamento in italiano di No Time For Love Like Now di Michael Stipe. Ma Zucchero è stato chiamato anche da Lady Gaga per il mega-concerto in streaming a favore dell’Oms.
Lo streaming: una necessità in questo periodo di stop. “Ma non fa tanto per me, ho bisogno del contatto con il pubblico”, dice puntando poi il dito contro le istituzioni ree di essere poco interessate al mondo della cultura. “Non si parla di musica, né di teatro o cinema. Eppure le manifestazioni per farci sentire ci sono state. Ma finché si considera il nostro lavoro solo un divertimento non andremo lontano. Serve più attenzione e soprattutto vorrei che arrivassero alle maestranze i soldi promessi. Intanto alla mia gente penso io in prima persona fino a quando non ripartiremo”. In programma ci sono quattordici date all’Arena di Verona, tra il 23 aprile e l’8 maggio 2021, e un tour mondiale di oltre 150 date: “a metà gennaio sapremo se si potranno fare”.
Ma è la politica in generale ad averlo deluso un po’. “Non mi sento più tanto rappresentato per quello che sono le mie origini, per l’ideologia con cui sono cresciuto. E’ tutto un po’ annacquato”. A non fare per lui neppure i social: “Stanno a me come la cravatta al maiale. Ai bacini preferisco la stretta di mano”.
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Bee Gees il ritorno è un film sui fratelli della disco pop
Al ritmo di Saturday Night Fever con la regia Frank Marshall
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14 dicembre 2020
14:06
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Barry, Robin, Maurice Gibb, nati nel Regno Unito, cresciuti in Australia, diventati i Bee Gees, tra le band pop iconiche dalla fine degli anni ’60 a tutti i ’70 e ’80, con quel falsetto inimitabile e quel ritmo che induce immediatamente a ballare anche se non sei Tony Manero della Febbre del sabato sera, quel Saturday Night Fever con John Travolta che li consacrò. Il loro ‘restare vivo’, Staying Alive ci suona alla pancia ancora oggi e se una parola ‘disco music’ ha un senso lo si deve in tanta parte a loro.
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Sulla scia dei documentari biopic delle star della musica arriva, finalmente, anche quello sui tre fratelli Gibb: THE BEE GEES HOW CAN YOU MEND A BROKEN HEART con la regia di Frank Marshall, selezionato al festival di Telluride e disponibile sulle piattaforme Prime Video, Apple Tv e Google Play dal 14 dicembre. Quaranta album, oltre 1.000 canzoni e venti hit in testa alle classifiche, più di 220 milioni di dischi venduti, i Bee Gees sono stati protagonisti di anni in cui le band del rock erano The Rolling Stones, Led Zeppelin, Pink Floyd, Deep Purple e molto altro e loro erano considerati ‘minori’ a dispetto dei fenomenali record di vendite al pari dei Beatles e successivamente di Michael Jackson. Il cuore del film è proprio questo: dove, esattamente, i Bee Gees si inseriscono nella storia del pop? Quanto sono stati davvero grandi? Se all’epoca la risposta era appunto un piano sotto l’Olimpo, a distanza di decenni la pensiamo ugualmente così? Barry Gibb, Eric Clapton, Mark Ronson, Noel Gallagher, Lulu, Nick Jonas, Chris Martin e Justin Timberlake rispondono sul tema.
Il film racconta l’affascinante storia di tre fratelli che hanno inseguito un’emozione fin da bambini: la gioia di cantare insieme e creare canzoni dal sound unico capaci di influenzare grandi musicisti. Una storia non solo di incredibili successi, ma anche di cadute e sconfitte.
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Castellitto, Natale in casa Cupiello regalo e privilegio
Film tv da De Filippo diretto da De Angelis su Rai1 il 22/12
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14 dicembre 2020
14:05
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“Nessuna sfida, mi sono limitato a fare l’attore: non sono un megalomane, Eduardo è inarrivabile, ma non ho avuto neanche paura di interpretarlo, è stata solo nostalgia, è un regalo, un privilegio che va in onda in una vigilia di un anno che non dimenticheremo. La commedia di De Filippo restituisce a questo evento il suo significato più profondo: non solo un periodo di feste, ma un luogo dello spirito.
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Fare Natale in Casa Cupiello oggi, con un film, credo sia un gesto artistico di grande attualità. La drammaturgia eterna, archetipa dei personaggi te la ritrovi tutta nelle relazioni famigliari di oggi”. Così Sergio Castellitto che ritroviamo su Rai1 nel film tv “Natale in casa Cupiello”, la trasposizione filmica dell’intramontabile opera teatrale di Eduardo De Filippo, firmata dal regista Edoardo De Angelis.
Un omaggio nel 120° anniversario della nascita del drammaturgo e una strenna per i telespettatori alla vigilia delle prossime festività natalizie. Martedì 22 dicembre in prima serata, il film, prodotto da Picomedia in collaborazione con Rai Fiction, racconterà le vicende dal sapore agrodolce tratte dal capolavoro di De Filippo attraverso le straordinarie interpretazioni di Castellitto (Lucariello), Marina Confalone (Concetta), Adriano Pantaleo (Adriano Pantaleo), Tony Laudadio (Pasquale), Pina Turco, Alessio Lapice e Antonio Milo.
“De Angelis – dice Castellitto nella conferenza stampa da remoto, alla presenza del cast e dei direttori di Rai Fiction Maria Pia Ammirati e di Rai1 Stefano Coletta – ci ha accompagnato per mano in questa gioielleria di emozioni. Il senso della famiglia ritrovato nel presepe. Lucariello in questa famiglia, che oggi chiameremmo disfunzionale, si ostina a voler fare questo presepe: una casa distrutta e una famiglia in frantumi vengono tenute in piedi dall’ostinazione di Luca con queste statuine a mette insieme i pezzi, a rimettere insieme l’amore. E’ il più vecchio, ma è l’unico che mantiene l’innocenza dei bambini”. CINEMA
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Monae, le violenze contro i neri radicate nello schiavismo
Il tema nell’horror Antebellum, su Amazon Prime Video dal 14/12
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14 dicembre 2020
12:43
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Attrice, cantautrice (candidata otto volte ai Grammy), produttrice, attivista contro il razzismo (è fra le voci delle proteste del Black Lives Matter), la violenza e le discriminazioni di genere. Janelle Monae, classe 1985, come giovane afroamericana, ha sempre unito arte e impegno sociale.
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Un solco che prosegue come protagonista di Antebellum, il thriller horror sociale di Gerard Bush e Christoper Renz al debutto in Italia con Eagle Pictures su Amazon Prime Video il 14 dicembre.
E’ il viaggio da incubo tra presente e orrori del passato con cui deve confrontarsi Veronica (Monae), autrice di libri di successo ed attivista per i diritti civili degli afroamericani.
Specchiata nella sua realtà, quella parallela di una giovane schiava, Eden, in una classica piantagione ottocentesca (si è girato nei luoghi dove ne esisteva una reale, ndr) di proprietà di Elizabeth (Jena Malone) e Jasper (Jack Huston) sotto il controllo dello spietato Blake Denton (Eric Lange). Eden cerca il modo di sopravvivere con gli altri compagni e le altre compagne, fra le quali la ribelle Julia (Kiersey Clemons) a ogni genere di violenze, sperando in una via di fuga. Nel cast, fra gli altri, Gabourey Sidibe, Tongayi Chirisa e Lily Cowles. “Il passato, nelle parole di William Faulkner, non è mai passato – spiega Janelle Monae nell’incontro via streaming con i giornalisti -. Una cosa che Antebellum esplora è come sia tutto connesso, come il passato influenzi l’oggi. Non si può non pensare a come sia ancora viva in alcune forme la supremazia bianca. Un razzismo sistemico nell’oggi che ha le sue radici nell’ideologia che secoli fa ha portato al nostro rapimento dall’Africa, per essere portati in America. Per questo è importante non si dimentichi quel passato. Ora come risultato, ancora non abbiamo la libertà di di fare jogging senza essere uccisi, le donne nere ancora subiscono spropositati atti di violenza. Cosa succede oggi è legato a come siamo arrivati qui.
Il film connette passato, presente e futuro”. Oggi “sono libera ma so di esserlo grazie alla lotta dei miei antenati, ed è qualcosa che voglio onorare”.
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Carceri: corruzione e favori a Busto Arsizio, 7 arresti
Indagine su un presunto giro di favori
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BUSTO ARSIZIO
14 dicembre 2020
10:38
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Sette persone sono state arrestate dalla Gdf in provincia di Varese con accuse a vario titolo per corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio, abuso d’ufficio, detenzione di armi da guerra, furti e ricettazione.
Tra loro anche detenuti e un dipendente del carcere di Busto Arsizio (Varese), accusati di corruzione in concorso.
Le indagini hanno rivelato un presunto giro di favori interno al carcere, con permessi premio e lavori in esterno ottenuti grazie a denaro o beni. Cinque arrestati sono in carcere, gli altri ai domiciliari.
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De Giovanni, i Bastardi mostrano spirito di squadra
In Fiori, nuovo romanzo della serie subito al top
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14 dicembre 2020
19:24
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MAURIZIO DE GIOVANNI, FIORI (EINAUDI, PP 262, EURO 18,50)
I Bastardi di Pizzofalcone mostrano uno spirito di squadra che non avevano mai avuto nel nuovo romanzo di Maurizio De Giovanni, ‘Fiori’ (Einaudi Stile Libero), che non ha fatto in tempo ad uscire ed è schizzato in testa alle classifiche. Da vero recordman lo scrittore nel 2020, l’anno della pandemia, vede così primi in classifica tre romanzi delle sue diverse serie: prima dei Bastardi erano stati al top ‘Una lettera per Sara’ (Rizzoli) e ‘Troppo freddo per settembre’ (Einaudi), con protagonista l’assistente sociale che lavora nei Quartieri Spagnoli Gelsomina, detta Mina.
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E non finisce qui: perchè tre saranno anche le serie tv che arriveranno su Rai1 nel 2021: la terza dei Bastardi, Ricciardi e Mina Settembre. “E’ vero in qualche modo sono recordman, ma inconsapevolmente. Senza aver sollecitato nulla” dice De Giovanni. “Ho dei lettori molto attenti ed appassionati. Sono contento. Questa è una cosa che per me vale più di qualsiasi premio letterario.
Nell’anno ho avuto la fortuna di avere tre romanzi diversi che hanno avuto l’onore di essere primi in classifica. E questo è tanto. Ringrazio i miei lettori, sono incantato” spiega lo scrittore.
Ma come si spiega questo enorme successo? “Non me lo spiego.
Sono saldamente convinto che non ci sia una ricetta, altrimenti esisterebbe un solo libro. Posso dire che scrivo con profonda partecipazione emotiva, con grande coinvolgimento personale e il lettore lo sente” afferma De Giovanni.
Un anziano fioraio, amato da tutti nel quartiere di Pizzofalcone, una specie di “nonno civico”, viene letteralmente massacrato. Un altro caso difficile da risolvere per la squadra dell’ispettore Giuseppe Lojacono che segue diverse piste oltre a quella della criminalità organizzata, poco convincente.
“Con la serie de I Bastardi parto sempre dal titolo che è ogni volta di una parola sola e orienta tutta la narrazione. I fiori e quindi la primavera e quindi un fioraio, una cosa un po’ fuori dal tempo perchè i fiori nella vita attuale non hanno l’importanza che avevano negli anni Cinquanta-Sessanta. E anche il fioraio, Savio Niola, è un uomo fuori dal tempo, è anziano.
Il lavoro sulla vita di Niola mette i Bastardi nelle condizioni di capire che pur essendo un uomo molto amato, che non ha fatto niente di male, più persone potrebbero aver avuto interesse a vederlo morto” racconta De Giovanni.
La falsariga narrativa è il pregiudizio “positivo o negativo che sia è sempre un errore, una cosa pericolosa. Anche il pregiudizio della criminalità organizzata e del racket alla fine orienta in maniera sbagliata le prime indagini” sottolinea.
Nono romanzo con i Bastardi e decimo con l’ispettore Lojacono, ‘Fiori’ vede nuove interazioni tra i personaggi. “In ogni mio romanzo ci sono evoluzioni. Con ‘Fiori’ si insinua tra i Bastardi lo spirito di squadra. Finora hanno mantenuto una certa diffidenza, un atteggiamento non particolarmente comprensivo.
Adesso è come se avessero sviluppato, se non un’amicizia una certa fiducia e una maggiore vicinanza. Si completa la costruzione della squadra” sottolinea e spiega che ‘Fiori’ non è ispirato a una storia vera, grazie a Dio”.
A gennaio 2021 comincerà a scrivere un nuovo libro della serie di Sara. “Sto completando le ricerche. Sarà ambientato tra presente e passato. Il titolo dovrebbe essere ‘Gli occhi di Sara'”. Entrerà anche il Covid? “Spero di poter fare a meno di raccontarlo. Nei romanzi teniamolo fuori” afferma lo scrittore che ha vissuto il lockdown senza troppe modifiche alla sua vita.
E di questa seconda ondata che blinda il Natale dice: “Siamo stanchi e ci siamo abituati. Due cose sbagliate, che inducono all’errore. Il Covid 19 è una cosa pericolosa, grave e lo sta diventando sempre di più. Io sono fortunato perchè faccio un lavoro che posso fare da casa. Non dobbiamo dimenticare di essere privilegiati”.
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La morte di Maradona lo ha profondamente addolorato: “è stato l’uomo che ha insegnato a questa città che può vincere. Nessuno prima e nessuno dopo ha mai saputo prendere per mano questa città e portarla in vetta. Ogni volta che si pensa a un Rinascimento di questa città il pensiero va a Maradona in maniera pressochè istintiva” dice De Giovanni che è autore di un libro, ‘Il resto della settimana’ (Rizzoli), in cui c’è tanto di quello che ha significato Maradona per la città. “Non lo ho mai nominato nel mio romanzo in cui parlo tantissimo di lui. E’ così fortemente connesso con noi che non ce ne era bisogno. Ho molto rispetto per quest’uomo, per la sua morte. E’ un santo patrono” spiega e non pensa che tornerà a scrivere di Maradona: “non sono un tipo da instant book”.
A inizio 2021 arriva anche il film ‘Il silenzio grande’, tratto dall’omonima piece teatrale di De Giovanni, con la regia di Alessandro Gassmann che firma anche la sceneggiatura con lo scrittore e Andrea Ozza.
“Alessandro aveva già diretto il mio adattamento di ‘Qualcuno volò sul nido del cuculo’. Questa è la sua seconda cosa con me ed è raro che un regista migliori sensibilmente l’opera e il testo come fa lui. Alessandro fa in modo che le immagini e la recitazione, le scene siano un moltiplicare dei valori del testo. La sua regia è sempre di grandissimo spessore” dice De Giovanni che ora è tutto per ‘Fiori’.
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Covid: morto a Roma Mario Proto,storico fotoreporter Corriere
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14 dicembre 2020
13:15
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Morto a Roma Mario Proto, storico fotoreporter di cronaca nera a Roma del Corriere della Sera. Era ricoverato da tre settimane al Policlinico Gemelli in terapia intensiva per Covid.
Aveva 67 anni e nella sua lunga carriera ha seguito i più importanti casi di cronaca a Roma e nazionali.
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