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Covid, Unità crisi del Lazio: ‘Attacco hacker al Ced regionale’
‘Tutti i sistemi disattivati, le vaccinazioni sono a rischio di rallentamenti’
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01 agosto 2021
07:25
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“È in corso un potente attacco hacker al ced regionale. I sistemi sono tutti disattivati compresi tutti quelli del portale Salute Lazio e della rete vaccinale.
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Sono in corso tutte le operazioni di difesa e di verifica per evitare il protrarsi dei disservizi. Le operazioni relative alle vaccinazioni potranno subire dei rallentamenti. Ci scusiamo per il disagio indipendente dalla nostra volontà.” Lo comunica l’Unità di crisi Covid 19 della Regione Lazio.
“Sospese le prenotazioni, continuano le somministrazioni con possibili rallentamenti”. Questo l’effetto dell’attacco hacker al centro elaborazioni dati della Regione Lazio comunicato dall’assessore alla sanità Alessio D’Amato.
“E’ un attacco hacker molto potente, molto grave. E’ tutto out. E’ sotto attacco tutto il ced regionale”, afferma l’assessore regionale alla Sanità. “E’ un attacco senza precedenti per il sistema informatico della Regione – aggiunge D’Amato – Le procedure di registrazione possono subire rallentamenti. Sto andando a fare un sopralluogo per verificare la situazione”.
“Non lo so, è presto per ipotizzare ogni cosa”, risponde D’Amato alla domanda se ipotizza che dietro l’attacco hacker al sistema informatico della Regione Lazio possano esserci i no vax. L’assessore poi spiega: “abbiamo avvisato le forze dell’ordine e la polizia postale”.
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La polizia postale, d’intesa con la Procura di Roma, ha avviato accertamenti in in relazione all’attacco hacker al ced della Regione Lazio che ha disattivato anche quelli del portale Salute Lazio e della rete vaccinale. L’apertura del fascicolo verrà formalizzata nelle prossime ore, dopo che a piazzale Clodio verrà depositata una prima informativa. I pm potrebbero procedere per accesso abusivo a sistema informatico. Obiettivo degli investigatori è capire la “matrice” dell’attacco e se c’è stata eventuale richiesta di riscatto.
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Attacco hacker a Ced Lazio, sospese prenotazioni vaccini
Pm Roma avvierà accertamenti, aprirà indagine
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01 agosto 2021
14:23
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“È in corso un potente attacco hacker al ced regionale. I sistemi sono tutti disattivati compresi tutti quelli del portale Salute Lazio e della rete vaccinale.
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Sono in corso tutte le operazioni di difesa e di verifica per evitare il potrarsi dei disservizi. Le operazioni relative alla vaccinazioni potranno subire dei rallentamenti. Ci scusiamo per il disagio indipendente dalla nostra volontà.” Lo comunica l’Unità di crisi Covid 19 della Regione Lazio.
L’assessore alla sanità Alessio D’Amato ha annunciato che sono state “sospese le prenotazioni dei vaccini, continuano le somministrazioni con possibili rallentamenti”. “Le operazioni di somministrazione, che stanno regolarmente procedendo, potrebbero subire dei rallentamenti, poiché dovrà essere gestito manualmente l’inserimento dei dati”.
La polizia postale, d’intesa con la Procura di Roma, ha avviato accertamenti. L’apertura del fascicolo verrà formalizzata nelle prossime ore, dopo che a piazzale Clodio verrà depositata una prima informativa. I pm potrebbero procedere per accesso abusivo a sistema informatico. Obiettivo degli investigatori è capire la “matrice” dell’attacco e se c’è stata eventuale richiesta di riscatto.
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Covid: YouTube censura Sky Australia, ‘crea disinformazione’
Bandita dopo contenuti offensivi o ‘negazionisti’ su pandemia
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01 agosto 2021
16:18
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YouTube ha bandito Sky News Australia per una settimana dopo la pubblicazione sul gigante web di una serie di contenuti che creavano “disinformazione” sul Covid-19, come quelli che negavano l’esistenza della pandemia o incentivavano l’uso di farmaci considerati pericolosi come l’idrossiclorochina o lanciavano pesanti insulti all’indirizzo di medici, scienziati o politici. Lo riferisce il Guardian.
La censura, scattata da giovedì, ha colpito anche il Daily Telegraph australiano, che ha chiuso la controversa rubrica del commentatore Alan Jones che aveva fra l’altro bollato il capo della sanità dello Stato del New South Wales come “scemo del villaggio”. MONDO
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Green pass: come recuperare l’Authcode
Basta accedere a nuova applicazione su sito Dgc.gov.it
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03 agosto 2021
17:18
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E’ ora possibile per coloro che hanno i requisiti per la Certificazione verde COVID-19 e non hanno ricevuto o hanno smarrito l’SMS o l’email, recuperare l’AUTHCODE in autonomia. Basterà accedere alla nuova applicazione attiva sul sito Dgc.gov.it inserendo il codice fiscale, le ultime 8 cifre della tessera sanitaria e la data dell’evento che ha generato la certificazione verde (data dell’ultima vaccinazione o del prelievo del tampone o, per le certificazioni di guarigione, la data del primo tampone molecolare positivo).
Una volta ottenuto l’AUTHCODE si potrà scaricare la Certificazione dallo stesso sito con Tessera Sanitaria o con a app IMMUNI. Lo comunica il ministero della Salute.
Anche i dipendenti delle istituzioni dell’UE, il personale diplomatico e il personale di enti e organizzazioni internazionali e relativi familiari a carico, che vivono sul territorio nazionale e che sono stati vaccinati in Italia, nonché i cittadini italiani iscritti all’A.I.R.E., possono acquisire la certificazione verde COVID-19 dal sito Istituzionale qui sopra 2 volte citato, inserendo il codice fiscale o l’identificativo assegnato da Sistema Tessera Sanitaria per accedere alla vaccinazione e la data dell’ultima vaccinazione, senza la necessità dell’AUTHCODE. POLITICA
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Gabrielli, ora Agenzia cybersicurezza, Italia deve correre
Germania e Francia hanno da molto tempo un’Autorità nazionale
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02 agosto 2021
10:21
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“Bisogna correre”. A dirlo è Franco Gabrielli, autorità delegata del governo Draghi per la sicurezza, in un’intervista al quotidiano ‘La Repubblica’ parlando dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn).
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“Due Paesi come la Germania e la Francia si sono dotati di un’Autorità nazionale di resilienza cybernetica già da molto tempo – dice Gabrielli – la Germania nel 1991, la Francia nel 2009. Noi arriviamo trafelati a questo 2021, con, lo dice il ministro Colao, un 95% di server della Pubblica Amministrazione non affidabili e la prospettiva di 1 trilione di dispositivi digitali attivi sul pianeta entro il 2030. Siamo già immersi nell’intelligenza artificiale e nella dimensione digitale delle cose. Ecco perché dico che dobbiamo correre. E la nascita dell’Agenzia è l’inizio di questa corsa”. Perché questo ritardo? “Ci si è impantanati in un dibattito decennale che immaginava la cybersicurezza inserita all’interno del perimetro della nostra Intelligence – risponde – il che, per certi aspetti, era anche comprensibile. Il ragionamento, per molto tempo, è stato quello di immaginare che il contesto delle agenzie di Intelligence avrebbe consentito capacità e tempi di sviluppo di un’Agenzia ‘civile’ per la cybersicurezza più rapidi. Un po’ come accade con le start-up”.
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Telegram si aggiorna con videochiamate fino a mille utenti
Ampliato il pubblico per le videocall e miglioramenti ai filmati
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03 agosto 2021
13:41
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Telegram ha annunciato le nuove funzionalità in arrivo sulla piattaforma di messaggistica sicura per iPhone e Android. Questa volta, al centro dei miglioramenti c’è la parte video e, in particolare, le videochiamate.
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Sarà infatti possibile effettuare sessioni di videocall con un massimo di mille partecipanti, mentre il numero di utenti che possono trasmettere contemporaneamente, durante una singola chiamata, resta di 30. Per i filmati arriva anche la modalità ‘tutto schermo’, oltre alla possibilità di registrare clip con una qualità maggiore, con una risoluzione più elevata. Gli stessi videoclip possono essere riprodotti a velocità differenti tra 0,5x, 1,5x e 2X.
Come spiega Telegram, è stata introdotta una funzione che permette di utilizzare un doppio audio in uscita. Questo consente all’app di continuare a riprodurre la voce del broadcaster anche se sullo smartphone è in riproduzione della musica o un podcast. In precedenza, la prima fonte audio veniva interrotta, a favore della successiva aperta. Si tratta di una novità particolarmente utile quando la videocall è attiva in background e si vuole ascoltare dell’altro. Da notare poi un’animazione diversa per la schermata di blocco con il pin, nuove emoji animate, alcune inedite per l’invio degli sticker su Android, un’interfaccia modificata per la fotocamera su iOS.
Un’opzione votata alla sicurezza abilita la cancellazione automatica delle chat in un arco di tempo fissato in un mese, un giorno o una settimana.
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Dopo Pegasus, altra azienda può violare chat e social
Lo riporta Forbes, è startup israeliana Paragon fondata nel 2019
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02 agosto 2021
12:11
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La startup israeliana Paragon ha la capacità di violare la crittografia usata da WhatsApp, Signal, Facebook Messenger e Gmail. Lo riporta un articolo di Forbes, in un momento in cui l’industria degli hacker su commissione è caduta sotto la lente dell’opinione pubblica dopo lo scandalo Project Pegasus, il software sviluppato dall’israeliana NSO Group, che avrebbe monitorato la vita digitale di giornalisti, avvocati e funzionari a livello globale.
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Un esperto di sicurezza ha dichiarato a Forbes che il software di punta della compagnia Paragon, di cui non si conosce il nome, può ottenere un accesso istantaneo ai dispositivi presi di mira, comprese le comunicazioni veicolate sulle app menzionate e molte altre.
La startup, fondata nel 2019, otterrebbe finanziamenti da investitori statunitensi, anche grazie ai collegamenti tra il governo di Washington e le agenzie di intelligence israeliane.
Un dirigente di Paragon ha rivelato a Forbes che l’azienda venderà i suoi prodotti di sorveglianza solo ai paesi che rispettano le norme internazionali in materia di diritti e libertà fondamentali. Al momento, sembra che Paragon non abbia grossi clienti in portafoglio, anche per la sua giovane età.
L’inchiesta di Forbes arriva dopo lo scandalo Project Pegasus, il software sviluppato da NSO Group, che avrebbe monitorato la vita digitale di giornalisti, avvocati e funzionari a livello globale. Proprio NSO Group è l’organizzazione che ha permesso all’FBI di sbloccare l’iPhone del presunto terrorista dell’attacco di San Bernardino durante il quale, nel 2015, persero la vita quattordici persone.
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Square acquisterà australiana Afterpay per 29 mld dollari
Piattaforma patron Twitter annuncia operazione, closing in 2022
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02 agosto 2021
12:16
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La piattaforma di pagamento digitale statunitense Square, fondata dal boss di Twitter Jack Dorsey, ha annunciato che acquisirà l’australiana Afterpay Limited per 29 miliardi di dollari. L’acquisizione della piattaforma sarà interamente pagata in azioni e dovrebbe concludersi nel primo trimestre del 2022.
“L’acquisizione mira a consentire alle società di fornire prodotti e servizi finanziari convincenti che espandono l’accesso a più consumatori e generano entrate incrementali per i commercianti di tutte le dimensioni”, hanno affermato i due gruppi in una dichiarazione congiunta. ECONOMIA
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Attacco hacker: azione partita dall’estero
Polizia Postale sul posto, verifiche sulla richiesta di riscatto
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02 agosto 2021
12:21
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Arriva dall’estero il violento attacco hacker che è in corso da almeno 24 ore e ha preso di mira il Ced della Regione Lazio che ha disattivato anche quelli del portale Salute Lazio e della rete vaccinale. È il primo tassello degli accertamenti che la polizia postale sta svolgendo in coordinamento con la Procura di Roma.
Al momento non è stata ancora circoscritta l’area geografica da cui sono partiti i malware che hanno infettato i server regionali. Gli agenti stanno indagando anche sulla richiesta di un ingente riscatto in bitcoin.
Al momento restano ancora bloccate le prenotazioni per il vaccino nel Lazio. I pirati informatici – ancora all’interno – sarebbero riusciti ad infiltrarsi nel sistema entrando nel profilo di un amministratore di rete e attivando il cosiddetto ‘cryptolocker’, che cripta i dati. Ad essere bloccati sarebbero quindi tutti i file del Centro Elaborazione Dati.
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Ancora bloccate le prenotazioni per il vaccino nel Lazio per l’attacco hacker che da ieri ha colpito i sistemi informatici della Regione e che sarebbe partito dall’estero.
La campagna di vaccinazione nel Lazio prosegue nonostante l’attacco hacker. Fino ad ora sono prenotati fino al 13 agosto oltre 500mila cittadini che possono recarsi nei centri di somministrazione nella data e nell’orario già indicato.
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“Sono in corso tutte le attività di verifica tecnica per ripristinare l’operatività dei sistemi in totale sicurezza. I tecnici sono al lavoro anche per riattivare in sicurezza le nuove prenotazioni, nessun dato sanitario è stato trafugato”, ha assicurato l’assessore alla sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato. “Sono pienamente funzionanti i sistemi informativi della rete di emergenza urgenza Numero Unico 112 e 118. Operativi anche tutti i sistemi delle reti tempo-dipendenti e il sistema ospedaliero SIO e il SIES. Operativo il sistema trasfusionale”, ha riferito anche D’Amato.
Il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, in conferenza stampa ha spiegato: “non conosciamo la matrice dell’attacco e tutte le ipotesi sulla matrice sono al vaglio degli investigatori”. Ha poi aggiunto che “la definizione (dell’attacco, ndr) non è dato saperla”.
Preso di mira il Ced della Regione Lazio e disattivato anche quelli del portale Salute Lazio e della rete vaccinale. È il primo tassello degli accertamenti che la polizia postale sta svolgendo in coordinamento con la Procura di Roma. Al momento non è stata ancora circoscritta l’area geografica da cui sono partiti i malware che hanno infettato i server regionali.
“Stiamo difendendo in queste ore la nostra comunità da questi attacchi di stampo terroristico. Il Lazio è vittima di un’offensiva criminosa, la più grave mai avvenuta sul nostro territorio nazionale”, ha detto Zingaretti. “Gli attacchi sono ancora in corso. La situazione è molto seria e molto grave”, ha spiegato Zingaretti dicendo che nella notte c’è stato un altro attacco ma è stato respinto sena ulteriori danni.
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“I dati finanziari e i dati del bilancio non sono stati toccati. Appena tutto sarà ripristinato intendiamo dare priorità assoluta a servizi nel campo della salute. 112 e ares 118 sono attivi e non sono mai stati interrotti così come i numeri della sala operativa della protezione civile”, ha detto ancora il presidente della Regione Lazio. Inoltre – è stato specificato – non ci sono state ripercussioni sui ricoveri né sugli interventi di natura chirurgica.
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“Sono stati bloccati quasi tutti i file del Ced”, ha detto Zingaretti. Alla conferenza stampa i tecnici hanno aggiunto: “è stato colpito quasi tutto il mondo virtuale delle nostre installazioni”.
“Non è stata formalizzata alcuna richiesta di riscatto rispetto a quanto è avvenuto”, ha detto ancora Zingaretti in merito alle notizie che erano emerse nelle ultime ore riguardo ad una richiesta di riscatto da parte dei pirati informatici.
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LA CONFERENZA STAMPA:
“Tutti i protocolli di sicurezza da parte delle figure professionali e dei sistemisti sono stati rispettati. Non c’è stato nessun tipo di alleggerimento. Come gli hacker siano entrati in possesso di credenziali per avere privilegi è motivo di indagini”, così i tecnici della Regione Lazio in merito alla modalità con cui gli hacker si sono infiltrati nel sistema per sferrare un attacco informatico al Ced della Regione.
“Siamo in contatto con il Commissario Figliuolo, la struttura sta lavorando al nostro fianco per garantire comunque il rilascio del green pass, che continua ad essere erogato ai vaccinati nel Lazio. Il servizio continua senza blocchi, anche se con qualche ora di ritardo”, ha insistito Zingaretti in merito all’attacco hacker subito dal Ced regionale.
Al momento “non c’è evidenza che siano stati presi i dati sanitari delle persone”, ha detto il capo della Polizia Postale Nunzia Ciardi sottolineando che questi si trovavano su un server diverso rispetto a quello attaccato dagli hacker. “Stiamo facendo una serie di acquisizioni, siamo alle prime battute – aggiunge – ovvio che il problema assume dei contorni di estrema delicatezza perché tocca aspetti sanitari che, in pandemia, hanno un impatto choccante”. Ciardi non è sorpresa. “Era solo questione di tempo. Serve massima attenzione per la cybersicurezza, in società digitalizzate come le nostre il rischio è altissimo”.
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Attacco hacker: esperto, in blitz così anche ipotesi talpa
Faggioli (Clusit),”c’è conoscenza tecnica specifica dei sistemi”
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03 agosto 2021
13:48
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Nessuna matrice no-vax dietro l’attacco hacker al portale dei vaccini della Regione Lazio, ma un’azione da “cybercrime puro”. E’ l’analisi di Gabriele Faggioli, Presidente del Clusit, l’Associazione italiana per la sicurezza informatica, e responsabile scientifico dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano.
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“L’idea che ci siamo fatti è che l’operazione si configuri esclusivamente come criminale, non legata ad aspetti di tipo ideologico”, dice l’esperto, spiegando che non è da escludere la presenza di una talpa, una persona che avrebbe facilitato l’ingresso dei criminali nei sistemi informatici.
“Non ci sono evidenze di attività di social engineer e phishing, quindi dietro tutta la storia potrebbe esserci una persona che conosce bene i sistemi della Regione, con una consapevolezza tecnica ben specifica. Non sorprenderebbe dunque l’esistenza di una talpa, anche esterna.
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Visto l’interesse sui vaccini, ulteriori attacchi sono attesi un po’ ovunque, dentro e fuori dal Paese”, sottolinea Faggioli. L’attacco subito dal Centro elaborazione dati del Lazio (Ced) è stato del tipo “ransomware cryptolocker”, un virus che si diffonde come un file o un semplice allegato di posta elettronica apparentemente inoffensivo ma che una volta scaricato cripta i file nel sistema. Gli hacker poi chiedono un riscatto (“ransom”) per sbloccare gli eventuali dati. Un trend in deciso aumento dallo scoppio della pandemia. Secondo gli esperti del Clusit, la particolare minaccia informatica ha portato a danni economici globali che ammontano a due volte il Pil italiano.
Il ransomware più famoso resta WannaCry, che si è propagato nel 2017 bloccando numerose aziende e istituzioni nel mondo; più di recente è finita nel mirino del ransomware REevil la società informatica americana Kaseya, che fornisce software a governi e istituzioni, per cui è intervenuto anche il presidente Joe Biden.
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“La situazione rende ancora più importante l’ipotesi di un cloud nazionale – conclude Faggioli – con l’opportunità di accentrare le infrastrutture e le applicazioni critiche. In questo modo si potrà creare un network difensivo aggiornato e pronto a rispondere agli attacchi, prevenendoli. Non è un caso se si sia preso di mira un sito fondamentale per una parte di popolazione italiana, dove la necessità di tornare presto operativi è la priorità. Lo scenario legato alla pandemia è quello che porta maggiori vantaggi ed è lì che continueranno a rivolgersi i criminali nel prossimo futuro”.
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Zingaretti, è attacco terroristico
Situazione molto seria e grave. Respinto altro blitz
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ROMA
02 agosto 2021
15:31
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“Stiamo difendendo in queste ore la nostra comunità da questi attacchi di stampo terroristico. Il Lazio è vittima di un’offensiva criminosa, la più grave mai avvenuta sul nostro territorio nazionale”.
Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti in riferimento al violento attacco hacker che sta colpendo l’ente da alcune ore.
“Gli attacchi sono ancora in corso – ha aggiunto -. La situazione molto è seria e molto grave”. Nella notte, ha riferito, c’è stato un altro attacco ma è stato respinto sena ulteriori danni.
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Google abbandona Qualcomm, realizzerà i propri chip
Si chiama Tensor, verrà utilizzato per i nuovi telefoni Pixel
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03 agosto 2021
10:34
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Google ha annunciato che abbandonerà Qualcomm e produrrà un proprio processore per i suoi smartphone, chiamato Google Tensor. Verrà utilizzato per i nuovi telefoni Pixel 6 e Pixel 6 Pro.
Un altro esempio dunque di come le aziende oramai tendano a realizzare dei propri chip più avanzati e adeguati alle loro esigenze. Come nel caso della Apple, che sta già utilizzando un proprio processore nei nuovi computer invece di continuare ad usare quelli prodotti da Intel.
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Amazon,’voto sindacalizzazione lavoratori Alabama da rifare’
Wp, per agenzia lavoro Usa ci furono pressioni a votare contro
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03 agosto 2021
10:36
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Il referendum tra i lavoratori dello stabilimento Amazon in Alabama dovrebbe essere rifatto. Sarebbe questa la conclusione alla quale sono arrivati i vertici dell’agenzia governativa del National Labor Relations Board.
Secondo quanto riporta il Washington Post, l’agenzia riterrebbe non validi i risultati perché l’azienda avrebbe esercitato pressioni inappropriate sui lavoratori convincendoli a votare contro l’adesione al sindacato di settore. Il referendum si è svolto lo scorso aprile e si era chiuso con una sconfitta per i sindacati. Ma il risultato è stato contestato fin dall’inizio, portando il ricorso presso l’agenzia governativa da cui ora si attende una raccomandazione.
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Respinto nuovo attacco hacker alla Regione Lazio
Indagano pm dell’antiterrorismo . Accertamenti anche da pool reati informatici. La ministra Lamorgese al Copasir: ‘Il fenomeno cresce’
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03 agosto 2021
19:12
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“Questa notte i sistemi informatici della Regione Lazio hanno subito e respinto l’ennesimo attacco, resta massima l’attenzione e la collaborazione con le autorità competenti per ripristinare la sicurezza”. Lo comunica in una nota la Regione Lazio. Saranno anche i pm dell’antiterrorismo ad indagare sul violento attacco hacker alla Regione Lazio. In procura a Roma ieri pomeriggio è arrivata una prima informativa della Postale.
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Il procuratore Michele Prestipino ha affidato gli accertamenti anche ai magistrati che si occupano dei reati informatici coordinati dal sostituto Angeloantonio Racanelli. Nel fascicolo si procede contro ignoti. Contestati vari reati tra cui accesso abusivo a sistema informatico e tentata estorsione. Nel fascicolo avviato dalla Procura di Roma, viene contestata anche l’aggravante delle finalità di terrorismo. Tra le fattispecie ipotizzate dai pm, coordinati dal procuratore Michele Prestipino, anche danneggiamento a sistema informatici. In base a quanto accertato al momento dagli inquirenti, l’attacco sarebbe partito dall’estero con rimbalzo in Germania. Chi indaga vuole accettare anche la matrice del blitz informatico.
“Il grave attacco cibernetico al sito della Regione Lazio e, in particolare, l’attività della Polizia postale nell’opera di contrasto dell’attività criminale, le modalità di attacco e i suoi principali obbiettivi” sono stati al centro dell’audizione oggi al Copasir del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Così il presidente del Comitato Adolfo Urso, spiegando che “il Ministro ha anche illustrato la recrudescenza del fenomeno, che negli ultimi mesi ha colpito sia attività pubbliche che private, rilevando la necessità di agire con urgenza per elevare il livello di sicurezza, la resilienza dei sistemi informatici e l’istruzione degli operatori”.
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Il procedimento coinvolge i due pool di pm alla luce del fatto che l’attacco, ancora in corso, ha colpito un sistema informatico complesso come quello del Lazio anche dal punto di vista del profilo dei dati sensibili e personalità dello Stato a cominciare dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del premier Mario Draghi.
“Entro 72 ore verranno ripristinate le funzionalità per le nuove prenotazioni di vaccino, con le medesime modalità di prima. È in corso una trasmigrazione e la deadline è quella delle 72 ore”, ha detto a Sky TG24 Alessio D’Amato, assessore alla Sanita’ della Regione Lazio, parlando degli effetti dell’attacco hacker. “Le somministrazioni in questi giorni non si sono mai interrotte – ha aggiunto -, secondo le prenotazioni precedenti che erano state prese, per cui non c’è mai stata l’interruzione della campagna vaccinale”.
“Abbiamo visto le notizie sui cyber-attacchi al portale salute e al network sulle vaccinazioni della Regione Lazio. La Commissione europea prende la questione molto sul serio. Ci stiamo sforzando di assicurare uno spazio on-line resiliente e sicuro contro” gli attacchi degli hacker. Lo ha detto una portavoce dell’Esecutivo comunitario, ad una domanda. La portavoce ha spiegato che col Covid i cyber-attacchi al settore salute sono aumentati. “La Commissione europea sta intervenendo in vari modi per garantire la cybersicurezza” ha poi aggiunto, riassumendo iniziative e misure di finanziamento.
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Twitter apre alle registrazioni con account Google e Apple
Dopo il test, procedura rilasciata a tutti su iPhone e Android
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03 agosto 2021
13:44
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Twitter ha aperto alla possibilità di registrarsi al servizio utilizzando il proprio account Google o Apple. A quindici anni dal lancio, il social network accoglie dunque l’accesso di terze parti, seppur con dei limiti.
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Se infatti la registrazione con il profilo Google funziona sia via web che da app, quella con l’account Apple varrà solo se si usa un dispositivo della Mela, iPhone o iPad. Stando a quanto comunicato dall’azienda, su iOS il supporto al login via web, da Safari o altro browser, arriverà in seguito.
Twitter ha testato per diverso tempo la funzionalità nella versione beta dell’app, prima del rilascio globale avvenuto nelle ultime ore. Chi si registra per la prima volta, dovrà solo accedere con Google o Apple, indicare la propria data di nascita e il nome utente preferito per il servizio. Agli accessi successivi, in caso di logout o uscita dall’app, si potrà accedere utilizzando lo stesso ID Google o Apple della registrazione. Un eventuale problema della funzionalità risiede nel fatto che, non avendo creato un accesso unico per Twitter, l’utente non potrà reimpostare alcuna password per il singolo social, perché questa risulterà legata all’account di primo login. All’inizio di quest’anno, Twitter ha affermato che la crescita degli utenti rallenterà nel 2021 rispetto al 2020. Rendere disponibili opzioni di iscrizione di terze parti potrebbe aiutare a tenere alto il trend, senza perdere troppi utenti sul lungo periodo.
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Pixel 6 e Pixel 6 Pro svelati in anteprima da Google
In attesa del lancio in autunno fornite informazioni sui chip
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03 agosto 2021
13:43
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Google ha confermato ufficialmente su Twitter i Pixel 6 e Pixel 6 Pro, smartphone di nuova generazione. La mossa è insolita perché il colosso di Mountain View aveva già dichiarato che la famiglia dei ‘6’ sarebbe stata annunciata, con un evento solo digitale, in autunno.
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E in effetti, quello che Google ha fatto, almeno finora, è stato spiegare meglio le novità hardware che accompagneranno i due dispositivi, senza dilungarsi molto su prezzi e disponibilità.
Sappiamo allora che a bordo dei telefoni troveremo Tensor, il processore prodotto in casa e che Google aveva identificato con il nome in codice Whitechapel. La società ha sottolineato che il chip si concentra sulle operazioni di intelligenza artificiale, promettendo miglioramenti nell’utilizzo giornaliero, tra ottimizzazioni per lo scatto di foto e registrazione di video e bilanciamento della batteria.
Google ha inoltre affermato che i Pixel 6 saranno gli smartphone con il maggior numero di ‘layer’ di sicurezza sul mercato, per difendere da attacchi esterni le informazioni conservate. Confermato anche il particolare design di entrambi, con una barra superiore che conserva le ottiche, rialzando il pannello. La disponibilità di Google Pixel 6 e 6 Pro è prevista per l’autunno anche se, al momento, l’unico rimando della compagnia è al sito statunitense. Il portale specializzato Android Police ha individuato otto pagine di riferimento, di altrettanti mercati: USA, Canada, Giappone, Australia, Taiwan, Regno Unito, Francia e Germania.
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Nell’ultimo anno Italia quarta per virus su smartphone
Più del 90% dei malware che sfruttano Covid sono ‘trojan’
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04 agosto 2021
09:54
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Nell’ultimo anno, quello della pandemia, l’Italia è stata al quarto posto nel mondo per numero di virus informatici e file pericolosi scovati in computer e smartphone. Lo rileva l’azienda specializzata McAfee, che ha registrato tra il 30 luglio 2020 e il 2 agosto 2021 oltre un milione e centomila file ‘malevoli’ isolati nel nostro paese, che si posiziona quarto solo dopo Usa, Spagna e Sud Africa.
In totale sono oltre 14 milioni i file trovati in un anno nel globo, e la minaccia principale viene dai cosiddetti ‘trojan’, programmi che si installano nel dispositivo prendendone il controllo.
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Più del 90% dei malware che sfruttano la pandemia, riporta il report annuale della compagnia, sono proprio di questo tipo, e ‘viaggiano’ a bordo di messaggi che ad esempio invitano a scaricare app o a visitare siti sulle vaccinazioni o su altri aspetti legati al Covid.
Il bersaglio principale, afferma un’altra ricerca dell’azienda Lookout, sono proprio i dispositivi mobili, che hanno visto un incremento degli attacchi del 49% tra l’ultimo trimestre del 2020 e il primo del 2021. “Tra lockdown, elezioni, Brexit e vaccini i cybercriminali hanno a disposizione una serie di argomenti sociali – spiega al sito Securitymagazine Burak Agca, ingegnere della compagnia -. Usano questi eventi per indurre in tentazione le proprie vittime”.
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Attacco hacker: Ue, prendiamo questione molto sul serio
Bruxelles interviene con varie iniziative per cybersicurezza
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BRUXELLES
03 agosto 2021
15:06
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“Abbiamo visto le notizie sui cyber-attacchi al portale salute e al network sulle vaccinazioni della Regione Lazio. La Commissione europea prende la questione molto sul serio.
Ci stiamo sforzando di assicurare uno spazio on-line resiliente e sicuro contro” gli attacchi degli hacker.
Lo ha detto una portavoce dell’Esecutivo comunitario, ad una domanda.
La portavoce ha spiegato che col Covid i cyber-attacchi al settore salute sono aumentati. “La Commissione europea sta intervenendo in vari modi per garantire la cybersicurezza” ha poi aggiunto, riassumendo iniziative e misure di finanziamento.
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Bloomberg, in ultimi 4 anni aziende tlc nel mirino hacker cinesi
Rapporto Cybereason descrive attività spionaggio
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04 agosto 2021
09:59
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Hacker cinesi avrebbero preso di mira negli ultmi quattro anni, dal 2017 al 2021, diverse società di telecomunicazioni a livello globale. Tre i gruppi identificati, Soft Cell, Naikon e Group-3390, tutti attivi nel condurre campagne a partire del sud-est asiatico, che in alcuni casi hanno sfruttato le vulnerabilità di sicurezza nei server Exchange di Microsoft, utilizzati dalle compagnie vittime degli attacchi.
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Lo spiega un rapporto dell’agenzia di sicurezza Cybereason, di cui rende conto un articolo di Bloomberg.
La testata ha sentito Lior Div, amministratore delegato di Cybereason, che ha affermato che gli hacker hanno ottenuto “l santo graal dello spionaggio”, con il controllo totale delle reti di telecomunicazioni in cui sono penetrati. Stando ai ricercatori, è probabile che l’intento degli hacker fosse ottenere informazioni su società, politici, funzionari governativi, forze dell’ordine, attivisti e fazioni dissidenti, di interesse per il governo cinese. Tuttavia, in più di un’occasione hanno interferito con il corretto funzionamento delle reti, causando l’interruzione del servizio. Gli analisti non hanno nominato le aziende colpite né i Paesi di riferimento, limitandosi a dire che le prime avvisaglie sono arrivate dall’Indonesia, Filippine e Vietnam.
Gli hacker affiliati al gruppo conosciuto come Soft Cell stavano sfruttando alcune vulnerabilità almeno tre mesi prima che Microsoft le comunicasse pubblicamente, a marzo 2021. La scoperta segue le recenti accuse di Stati Uniti e Regno Unito che, il 19 luglio scorso, hanno parlato di cyber criminali affiliati al governo cinese protagonisti di una serie di attacchi informatici ai danni dei server Microsoft Exchange. “Il governo di Pechino deve porre fine a questo sistematico sabotaggio informatico, altrimenti dovrà aspettarsi delle conseguenze” aveva sottolineato il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab, in una nota.
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Attacco hacker: Cnr, con smart working investire in sicurezza
I sistemi informatici della PA sono vulnerabili
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04 agosto 2021
10:21
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“La diffusione dello smart working, fondamentale per rendere resiliente il Sistema paese, rende anche più vulnerabili i sistemi informatici, in quanto si compie un accesso da una serie di computer e dispositivi più deboli e inseriti in un contesto meno difendibile come quello familiare con molti device non protetti”: lo spiega Fabio Martinelli, dirigente di ricerca dell’Istituto di informatica e telematica del Cnr e co-referente per l’area progettuale in cyber security, in merito all’attacco cybercrime alla Regione Lazio causato da un ransomware.
“Il dato di fatto è che i sistemi informativi della pubblica amministrazione in generale sono vulnerabili ad attacchi informatici di vario tipo come ha evidenziato una recente ricerca – aggiunge – In Italia, le attività in cybersecurity sono in rapida crescita con un notevole impegno del sistema governativo, industriale della formazione e della ricerca. E’ del tutto evidente per il ruolo che la trasformazione digitale sta avendo ed avrà che la cyber security debba ricevere maggiori investimenti, come la Presidente delle Commissione europea ha recentemente evidenziato, descrivendo la cyber security come l’altra faccia della medaglia della transizione digitale”.
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Il Chiaro di Luna di Debussy è il primo Nft nello spazio VIDEO
Riprodotto sulla Stazione Spaziale, iniziativa di due aziende
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04 agosto 2021
10:36
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Nella ‘nuova’ corsa allo spazio entrano anche le case discografiche e gli Nft, i sempre più popolari ‘non-fungible token’, ossia una sorta di certificazione di paternità di un contenuto digitale, che è invece per definizione un tipo di ‘oggetto’ perfettamente riproducibile. Una speciale edizione del ‘Chiaro di Luna’ di Claude Debussy è stata inviata e riprodotta sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) ed è diventata il primo brano Nft a raggiungere l’orbita terrestre.
Autori di questo primo Nft nello spazio sono stati Nanoracks, un’azienda americana nota soprattutto per le tante missioni sviluppate usando i piccoli satelliti Cubesat, e Artemis Music, un’etichetta indipendente di musica online.
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Le due aziende hanno unito le forze per trasmettere a bordo della Iss il noto Chiaro di Luna scritto nel 1905 da Debussy, interpretato dal pianista Wing-Chong Kam, durante un’orbita intera del pianeta. Il file del brano è stato poi rispedito a terra e certificato come NFT:
Negli ultimi mesi gli Nft hanno fatto un pieno di popolarità soprattutto per le cifre stratosferiche a cui sono stati venduti. Uno dei casi più clamorosi è stata la vendita di un’opera digitale Nft dell’artista Beeple da Christie’s per 58 milioni di euro mentre in ambito più scientifico sono da segnalare la vendita dell’NFT dei documenti relativi all’assegnazione del premio nobel James Allison per 50mila dollari e il codice sorgente del primo browser di Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web.
Il mercato degli Nft ha suscitato anche grandi critiche perché se è vero che da un lato sembra rappresentare una prima vera soluzione per tutelare i diritti d’autore dei contenuti immateriali dall’altro sembra sfuggire alle logiche del buon senso e provoca non pochi impatti sull’ambiente. Gli Nft si avvalgono infatti di un meccanismo informatico per molti versi simili alla blockchain delle criptovalute e per rimanere ‘aggiornati’ devono usare grandi quantità di energia sotto forma di calcoli al computer.
Resta però un fatto che il mondo degli Nft si aggiorna da oggi con la prima opera digitale protetta ad aver completato un’orbita attorno al pianeta e i suoi creatori auspicano che nel futuro molti altri artisti porteranno le loro opere anche verso la Luna, Marte e oltre.
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Da settembre app di Google bloccate sui vecchi Android
Interessate le versioni Gingerbread 2.3.7 e precedenti
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04 agosto 2021
13:34
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A partire dal 27 settembre, tutti gli smartphone che girano con Android 2.3.7 Gingerbread o versioni precedenti non potranno più accedere ai servizi di Google. Lo ha comunicato la stessa azienda, spiegando che il provvedimento è pensato per “proteggere la sicurezza degli utenti”.
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Chi proverà ad accedere, dopo tale data, alle app di proprietà Google potrebbe imbattersi in un messaggio di errore relativo a nome utente o password. Tra le più usate, che ricadono nel limite, ci sono YouTube, Maps, Gmail ma anche Drive e le note di Keep sincronizzate sul cloud.
C’è da dire che il problema si paleserà quando si tenterà di accedere con username e chiave personale ad un’app, mentre chi è già autenticato potrebbe continuare a utilizzare le piattaforme senza grosse difficoltà. Non è detto però che Google, proprio per preservare l’incolumità digitale dei clienti, non possa spingere, da remoto, un logout ai software, rendendo così impossibile un nuovo accesso. Come anticipato dal gruppo statunitense, la mossa è conseguenza dell’impossibilità di aggiornare un sistema operativo che ha più di dieci anni e che non supporta molte delle novità in ambito sicurezza, rilasciate successivamente.
Basti pensare alla biometria, che consente di fare login al proprio account sfruttando il riconoscimento del viso o la lettura delle impronte, una procedura ulteriore di difesa contro hacker e criminali informatici.
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Facebook mostra gli occhialini VR con lo sguardo trasparente
Due schermi digitali per rappresentare il movimento degli occhi
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04 agosto 2021
11:21
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I ricercatori dei Facebook Reality Labs hanno pubblicato un nuovo lavoro in cui mostrano un prototipo di visore VR, per la realtà virtuale, dotato di due display esterni, che mostrano gli occhi di chi lo indossa.
Stando alla divisione di ricerca del social network, l’obiettivo è fornire un maggiore contatto visivo tra l’utente e il mondo circostante, in modo particolare quando all’interno di una stessa stanza sono presenti più persone e si utilizza la funzione cosiddetta di ‘passthrough’.
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Questa consente di sfruttare la fotocamera dei visori, come già accade per gli Oculus Quest, per passare dalla visuale immersiva di app e giochi a quella trasparente della realtà, seppur con qualche ritardo di risposta nei movimenti. I ricercatori hanno sviluppato una soluzione hi-tech al problema: il visore non monta vetri trasparenti ma un sistema digitale di rappresentazione, accurato sia per proporzioni che profondità.
Se per gli osservatori esterni sembrerà davvero che il visore riproduca gli occhi delle persone, la profondità apparente è un’illusione creata da un display a campo luminoso, esterno all’oggetto. “Se avessimo utilizzato uno schermo classico – spiegano i tecnici – avremmo visto gli occhi flutturare da una parte all’altra, lontano da un campo visivo coerente, che di fatto non è presente quando si indossa qualcosa sul volto”.
Probabilmente la tecnologia non arriverà presto e sicuramente non a bordo dei tanto vociferati occhiali che Facebook sta sviluppando con Luxottica; una sorta di Ray-ban con fotocamera e sensori di movimento ma lenti tradizionali.
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Samsung non è più primo marchio di smartphone in Europa
Strategy Analytics, cinese Xiaomi ha superato azienda coreana
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04 agosto 2021
13:32
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Xiaomi ha superato Samsung prendendosi la prima posizione come leader del mercato smartphone in Europa. Lo dice l’ultimo report di Strategy Analytics.
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L’aumento delle vendite negli ultimi 12 mesi ha permesso a Xiaomi di spedire 12,7 milioni di smartphone in tutta l’area nel secondo trimestre del 2021, un dato pari al +67,1% su base annua. Come conseguenza, il colosso cinese detiene ora il 25,3% del segmento totale ‘mobile’ nella regione.
La società di analisi pone l’Italia tra i Paesi dove la crescita di Xiaomi è stata maggiore, insieme a Russia, Ucraina e Spagna. In modo particolare, a spingere velocemente la società in testa sono state le famiglie degli smartphone ‘Mi’ e ‘Redmi’.
La notizia segue un recente rapporto di Omdia, che affermava come Xiaomi fosse divenuto, a livello globale, il secondo fornitore di smartphone, proprio dopo Samsung, a seguito di un’impennata delle spedizioni nel 2021.
Le vendite della coreana Samsung sono diminuite del 7% su base annua, ma la società ha tenuto la seconda piazza del podio, con 12 milioni di dispositivi spediti nel periodo, conquistando una quota di mercato del 24,0%. Bene le famiglie dei ‘Galaxy A’ con supporto alla rete 5G, anche se la concorrenza è dietro l’angolo. In modo particolare quella di Apple, a cui va, sempre per Strategy Analytics, il terzo posto nell’area Europa, con 9,6 milioni di spedizioni nel trimestre e una quota di mercato del 19,2%, davanti a Oppo e Realme. L’11 agosto, durante il Samsung Unpacked verranno svelati i nuovi smartphone pieghevoli del gruppo, assieme a smartwatch e auricolari.
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WhatsApp, foto e video scompaiono dopo la visione
Arriva la funzione View Once, preannunciata a giugno
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04 agosto 2021
17:37
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Mark Zuckerberg, a capo di Facebook azienda madre di WhatsApp, aveva pre-annunciato a giugno l’arrivo di una nuova funzionalità per la chat di messaggistica. E ora, è arrivata via Twitter la conferma che la funzione ‘View Once’ è stata inclusa nell’aggiornamento dell’app per iOS e Android.
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Si tratta di un’opzione con cui inviare foto e video che scompaiono dopo che il destinatario li ha aperti per la prima volta.
I contenuti multimediali di View Once sono protetti dalla crittografia end-to-end, quindi non rintracciabili né da utenti terzi, hacker o dalla stessa WhatsApp. Inoltre, questi elementi non vengono conservati nelle foto o nelle gallerie del dispositivo e non vi è la possibilità di effettuare uno screenshot, così da evitare del tutto un’eventuale salvataggio durante la visualizzazione e prima che il file stesso si auto-elimini. Non sarà nemmeno consentito inoltrarli ai contatti o contrassegnarli come ‘speciali’.
Le immagini e i filmati ‘View Once’, da vedere una volta, sono contraddistinti dall’icona con il numero 1 al loro fianco. WhatsApp ha indicato un esempio di come la funzione può essere utile: l’invio di una foto con informazioni sensibili, come una password Wi-Fi o quella di accesso al proprio computer, ma anche il codice di sblocco della serratura di casa.
Sempre a giugno da Zuckerberg era giunta la conferma dell’arrivo, entro l’estate, del supporto multi-dispositivo, con cui si potrà impostare lo stesso numero di WhatsApp su più smartphone e tablet, in modalità indipendente, senza necessità di tenere acceso il device di prima impostazione del profilo.
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Olanda sotto attacco hacker, è allarme crisi nazionale
Società di sicurezza: ‘Ransomware dilaga, governo intervenga’
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BRUXELLES
04 agosto 2021
12:17
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L’Olanda è sotto l’assedio degli hacker. Il diffondersi del ransomware si sta trasformando in “una crisi nazionale” e “la sicurezza del Paese è in pericolo”.
A lanciare l’allarme sono i direttori di tre importanti società olandesi di sicurezza informatica (Eye, Hunt & Hackett e Northwave) che, parlando ai media nazionali, hanno chiesto un intervento urgente del governo. Gli attacchi ransomware, spiegano i tre esperti, sono sempre più numerosi e le richieste d’aiuto sono troppe per essere gestite dalle società olandesi da sole.
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Gli attacchi ransomware, spiegano i tre esperti, sono sempre più numerosi e le richieste d’aiuto sono troppe per essere gestite dalle società olandesi da sole.
Il ransomware è un virus che si diffonde come un file o un semplice allegato di posta elettronica apparentemente inoffensivo ma che una volta scaricato cripta i file nel sistema. E pagare il riscatto non equivale ad avere la garanzia che gli hacker sblocchino i file. Per cercare di arginare la crisi, la polizia olandese ha lanciato la piattaforma No More Ransom, che contiene i codici di decrittazione per molti tipi di ransomware. Le vittime di attacchi sono incoraggiate a controllare la piattaforma prima di considerare il pagamento del riscatto.
Gli attacchi informatici su larga in Europa sono passati da 432 nel 2019 a 756 nel 2020, registrando un aumento del 75% rispetto al 2019. E’ quanto emerge dagli ultimi dati sulla cybercriminalità raccolti dalla Commissione europea. Sulla scia della pandemia, a essere più colpiti dagli hacker sono stati soprattutto gli ospedali e le strutture sanitarie.
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Ue, gli attacchi hacker sono aumentati del 75% nel 2020
Durante la pandemia ospedali e strutture sanitarie sotto tiro
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BRUXELLES
04 agosto 2021
14:46
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Gli attacchi informatici su larga in Europa sono passati da 432 nel 2019 a 756 nel 2020, registrando un aumento del 75% rispetto al 2019. E’ quanto emerge dagli ultimi dati sulla cybercriminalità raccolti dalla Commissione europea.
Sulla scia della pandemia, a essere più colpiti dagli hacker sono stati soprattutto gli ospedali e le strutture sanitarie.
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Attacco hacker:Ibm,a aziende costano 4,24 mln dollari l’uno
Spesa complessiva Italia oltre 3 milioni di euro;135 euro a dato
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04 agosto 2021
15:52
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Le violazioni dei dati costano alle aziende 4,24 milioni di dollari in media per ogni incidente: costi che per il settore sanitario raggiungono i 9,23 milioni di dollari ciascuno. Sono questi alcuni dei dati che emergono dall’ultimo Cost of a Data Breach Report di Ibm Security.
Lo studio è basato su un’analisi di reali violazioni di dati subite da oltre 500 organizzazioni. In Italia l’indagine ha interessato 21 aziende e nel 2020. Nel nostro Paese il costo complessivo delle violazioni di dati è salito a 3,03 milioni di euro e il costo per ogni informazione rubata a 135 euro, un valore quasi raddoppiato nell’ultimo decennio.
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Attacchi ransomware, cresce tecnica della ‘double extortion’
Anche in Italia, riscatto pure per tacere su violazione e non pubblicazione dei dati
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04 agosto 2021
18:38
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Gli attacchi ransomware, sempre più frequenti e dannosi per aziende e infrastrutture pubbliche, saranno sempre più caratterizzati dalla tecnica della ‘double extortion’, la doppia estorsione. Cioè i cybercriminali chiedono un riscatto non solo per decifrare i file criptati, ma minacciano le vittime di procedere alla loro diffusione pubblica con l’obbligo così per le aziende di pagare sanzioni privacy.
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A delinerare la tendenza è il Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica nel suo ultimo rapporto sulla cybercriminalità, pubblicato a marzo, che dedica una sezione alla diffusione dei ransomware in Italia.
“La tecnica della double extortion induce la vittima a pagare il riscatto non solo per la decifratura dei dati – spiega il Clusit – ma anche e soprattutto per evitare di vedere i propri dati aziendali, contabilità, dati della clientela, progetti, segreti industriali e quant’altro diventare di pubblico dominio. Questa situazione oltre al danno d’immagine, nel caso di diffusione di dati personali e ancora di più se sensibili, può essere sanzionata pesantemente dal Garante Privacy in attuazione al GDPR (la legge europea sulla privacy, ndr) con multe che, è bene ricordarlo, possono arrivare fino al 4% del fatturato aziendale fino ad un massimo di 20 milioni di euro”. Questo tipo di attacchi si sono già manifestati nel 2020 con vittime Campari e Snaitech, intrusioni confermate dalle stesse aziende.
La crescita degli attacchi ransomware a ‘doppia estorsione’ è delineata anche nell’ultimo rapporto della società di sicurezza Yoroi. “La dinamica di questi attacchi coinvolge intere imprese e persino il tessuto produttivo nazionale – spiega – Il trend è fortemente cresciuto durante il 2020 e va accuratamente considerata la sua caratteristica di essere fatto su misura. Questi attacchi malware sono gestiti da team organizzati, specialisti della sicurezza di alto livello ma senza alcuna etica professionale”.
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