Perché il Venezuela vuole annettere la Guyana Esequiba e perché si rischia la guerra

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Domenica 3 dicembre il governo di Nicólas Maduro ha indetto un referendum a cui erano chiamati a partecipare tutti i venezuelani. Secondo le cifre comunicate dalle autorità ufficiali hanno votato 10,5 milioni di persone, ma stando all’opposizione il numero sarebbe falsato e si ridurrebbe a 2,5 milioni. Nessuno è in grado di stabilire una verità oggettiva. Sempre secondo i dati ufficiali il sì ai cinque quesiti proposti nella consultazione avrebbe superato il 90 per cento. Un vero successo; anzi, un trionfo secondo quanto hanno dichiarato lo stesso presidente e gli alti dirigenti governativi.

Cosa chiedevano i cinque quesiti del referendum?

Primo: se si concordava nel respingere l’accordo, definito fraudolento, siglato nel Lodo arbitrale di Parigi che nel 1899 assegnò alla Guyana, all’epoca colonia britannica, la sovranità sulla fetta di territorio chiamato Esequiba.

Secondo: ritenere il secondo accordo di Ginevra, raggiunto nel 1966, anno in cui la Guyana ottenne l’indipendenza dalla Gran Bretagna, come unico strumento giuridico valido per raggiungere una soluzione pratica e soddisfacente alla controversia sul territorio rivendicato.

Terzo: disconoscere la competenza giuridica della Corte internazionale di giustizia dell’Onu per risolvere tale controversia.

Quarto: opporsi con ogni mezzo, nel rispetto della legge, alla pretesa della Guyana di disporre unilateralmente di un mare ancora in attesa di delimitazione.

Quinto: creare lo Stato di Guyana Esequiba, con l’avvio di un piano di sviluppo accelerato di assistenza globale per la popolazione che comprende la concessione della cittadinanza e della carta d’identità venezuelana, incorporando di conseguenza detto Stato nella mappa del territorio venezuelano.

Perché il Venezuela rivendica la Guyana Esequiba?

Quando la Spagna fondò il Capitanato generale del Venezuela, la Esequiba faceva parte integrante di questo territorio. Quando, nel 1811, ottenne l’indipendenza rimase nella sovranità del nuovo Venezuela. La cosa si complicò quando il Regno Unito firmò un patto con i Paesi Bassi per acquisire 51.700 chilometri quadrati a Est del Venezuela. Il trattato non definiva il confine occidentale di quella che sarebbe diventata la Guyana britannica. Londra incaricò un esploratore che suggerì di creare la linea Schomburgk, a suo nome, che prevedeva 80mila chilometri quadrati di terra in più. La questione finì a Parigi dove un arbitrato internazionale attribuì in maniera definitiva tutto il territorio indicato al Regno Unito. Il verdetto fu contestato anche sulla base di un memorandum dell’avvocato americano Severo Mallet-Prevost, difensore del Venezuela nell’arbitrato di Parigi, nel quale denunciava che il verdetto era stato frutto di un compromesso politico e che i giudici non erano stati imparziali. Il Lodo venne quindi considerato nullo dal Venezuela, che pretese di riformularlo. Nel 1966 la Gran Bretagna riconobbe la fondatezza delle rivendicazioni del Venezuela e nell’accordo di Ginevra si concordò di trovare soluzioni soddisfacenti per entrambi.

Perché tanto interesse improvviso?

Perché dopo quasi mezzo secolo la Guyana scoprì di avere un tesoro immenso nel suo sottosuolo. L’Esequiba, 159mila chilometri quadrati nella maggioranza avvolti da una fitta foresta e senza abitanti, si trova nel cuore dello Scudo della Guyana, una zona che possiede grandi riserve di oro, rame, diamanti, ferro, bauxite e alluminio. Ma al largo delle sue coste conserva anche immense sacche di petrolio che la Exxon Mobil, industria statunitense, ha scoperto nel 2015. Oggi sono 46 i siti che raccolgono riserve di greggio per undici miliardi di barili, lo 0,6 per cento del totale mondiale. Un tesoro naturale che ha proiettato la Guyana al primo posto dei Paesi più ricchi della regione dopo essere stato il più povero.

A quanto ammonta il Pil della Guyana?

Nel 2022 è stato del 57,8 per cento, l’incremento più alto del Continente sudamericano. Si stima che quest’anno dovrebbe crescere di un altro 25 per cento. Oltre ai fossili e alle materie prime, il Paese dispone di una vasta rete di risorse idriche che la rende un paradiso naturale rimasto incontaminato.

Oltre ai motivi economici, cosa spinge il Venezuela a giocare questa carta?

Molti osservatori e analisti sostengono che esistono anche motivi politici. Sono legati alla profonda crisi in cui vive il regime di Maduro che ha bisogno di rilanciare un consenso precipitato al 15 per cento, secondo recenti sondaggi. Puntare sul nazionalismo e risollevare lo spirito patriottico serve a coagulare attorno al presidente chavista un’adesione a un progetto che mostra molti limiti. Coinvolgere la popolazione su un referendum offre la possibilità a Maduro di dimostrare che il suo governo è in grado di organizzare delle consultazioni in modo trasparente così come chiede la comunità internazionale per le elezioni presidenziali che si dovrebbero tenere entro la seconda metà del 2024. Infine, mobilitare milioni di venezuelani è anche una risposta alla massiccia adesione alle primarie dell’opposizione che ha visto prevalere la leader della destra Corina Machado, probabile candidata alle prossime elezioni nelle quali sfiderà Nicolás Maduro.

C’è il rischio di un conflitto?

Il presidente venezuelano non è disposto a cedere il potere. È capace di fare di tutto. Anche di forzare la mano e di annettere con la forza la Guyana Esequiba. L’esito del referendum potrebbe persino legittimarlo agli occhi del suo elettorato e non solo. Ma sa anche che sia la Gran Bretagna sia gli Usa non sono disposti a lasciargli campo libero. Il rischio di un ennesimo conflitto esiste. Per il momento sale la tensione con il Brasile, che confina con entrambi i Paesi, e la stessa Guyana, che ammassano truppe lungo le frontiere. Il Venezuela va avanti come da programma: da ieri ha iniziato ad aprire delle strade nella giungla dell’Esequiba e ha mobilitato alcuni contingenti di soldati che hanno portato medicine e cibo, oltre che sostegno logistico, nei villaggi che si trovano subito dopo la frontiera.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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