“L’Europa è nata anche a Casa
Cervi. Come è nata a Sant’Anna di Stazzema. A Marzabotto. O a
Fossoli. È da questi orrori che è germogliato il seme di una
società dei popoli e dei diritti, che l’Europa unita vuole
incarnare”. Lo ha detto Stefano Bonaccini, presidente
dell’Emilia-Romagna che, a Reggio Emilia, ha commemorato i
fratelli Cervi, uccisi insieme a Quarto Camurri dai fascisti
ottant’anni fa, nella cerimonia in Comune a Reggio Emilia.
“L’Europa – ha detto Bonaccini – ha bisogno di tornare a far
sentire la propria voce. Di liberarsi dal giogo dei populismi e
dei sovranismi, che in casa propria la agitano a nemico,
giocando su un consenso effimero, ma non restituiscono nessuna
altra visione alternativa, se non quella già sentita dei singoli
stati forti in casa propria. Propaganda che non regge alla prova
dei fatti. Che non risolve i problemi, anzi li trascina e li
ingigantisce. Noi dobbiamo rispondere partendo allora dal
mappamondo di Papà Cervi: le battaglie si vincono uniti”.
Quella dei fratelli Cervi, ha ricordato il presidente della
Regione, “è una storia senza tempo, il loro sacrificio è uno dei
momenti più alti e significativi della Resistenza al
nazifascismo durante la Seconda Guerra Mondiale. Un’intera
famiglia contro un regime. In nome della libertà, della
democrazia e dell’uguaglianza. Un messaggio potentissimo ancora
oggi”.
Ed è un messaggio, ha rivendicato Bonaccini, che ha molto a
che fare anche con l’Emilia-Romagna: “dalla lotta partigiana -
dice – abbiamo ereditato i valori dell’uguaglianza e della
solidarietà. Stare meglio e creare benessere diffuso sono
traguardi di una comunità, ma devono essere accompagnati da
condizioni che permettano anche l’ultimo della fila di poter
tagliare il traguardo. Abbiamo ereditato l’idea che la giustizia
sociale sia un valore che migliora persone e collettività.
Crediamo fortemente che la sanità e che l’istruzione debbano
restare a forte guida pubblica. Ecco perché da mesi abbiamo
lanciato un fortissimo grido di allarme contro il
sottofinanziamento della sanità pubblica: c’è un evidente
disegno che punta a favorire quella privata”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA