Tra i russi in fila per il candidato presidente pacifista Nadezhdin: “Una firma per dire ‘no’ al conflitto in Ucraina”

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MOSCA — Non si illudono mica che cambi qualcosa. Eppure si mettono in fila, anche se ci sono dieci gradi sotto zero e un vento gelido che infilza. Un passante, incuriosito, si ferma e chiede: «Che cos’è? Una visita guidata?». «Macché», rispondono in coro. «Siamo qui per mettere la nostra firma per Boris Nadezhdin». Il sessantenne è l’unico candidato alle presidenziali a definirsi un «oppositore di principio del presidente» e a chiedere la fine dell’offensiva in Ucraina. È soltanto una “speranza” — nadezhda in russo, nomen omen. Ma è tutto quel che resta.

Nessuno dubita che Vladimir Putin uscirà ancora una volta vincitore dal voto del 17 marzo. Gli altri nomi ammessi finora sulla scheda elettorale non sono che comparse accuratamente selezionate. Anzi, puzza un po’ a tutti che la Commissione elettorale abbia permesso a Nadezhdin di avviare la raccolta firme. «La giornalista pacifista Ekaterina Duntsova l’hanno fatta subito fuori. Perché lui no?».

Chi è Boris Nadezhdin

Anche il curriculum desta sospetti. Consigliere comunale di Dolgoprudnyj, vicino a Mosca, Nadezhdin è un veterano della politica. Nel 1998 era assistente dell’allora premier e oggi influente primo vicecapo dell’amministrazione presidenziale Sergej Kirienko.

Poi è stato deputato della Duma nelle fila dell’Unione delle forze di destra di Boris Nemtsov, assassinato nel 2015. Ma quando Putin è salito al potere non è scomparso nell’oscurità della dissidenza come tanti altri.

Si è unito a partiti dell’opposizione sistemica avallata dal Cremlino come Partito della Crescita e Russia Giusta. E ha finito col recitare la parte del “capro espiatorio liberale” nei talk show della tv di Stato. Nel 2016 ha persino partecipato alle primarie di Russia Unita.

Stavolta ha il sostegno di un partito, Iniziativa Civica, creato da un ex ministro dell’Economia, ma non rappresentato in Parlamento. Perciò per candidarsi alla presidenza deve presentare entro il 31 gennaio almeno 100mila firme da almeno 40 delle 89 regioni russe, compresi i territori ucraini annessi.

Il balzo della raccolta firme dopo gli appelli degli oppositori

Nelle prime tre settimane i suoi sostenitori erano riusciti a raccogliere soltanto 25mila firme. Poi sono arrivate le dichiarazioni di sostegno degli oppositori in esilio, dall’ex magnate del petrolio Mikhail Khodorkovskij ai collaboratori del detenuto politico Aleksej Navalny, e le code si sono allungate in tutta la Russia, da San Pietroburgo alla Jakuzia, e anche in 22 Paesi della diaspora come Armenia o Israele.

Il contatore è balzato di colpo: in soli cinque giorni sono state raccolte altre 75mila firme. Traguardo raggiunto. E poi subito superato. Ma la raccolta continua perché la Commissione elettorale potrebbe invalidarle.

«Puntiamo a 150mila firme e a selezionarne 105mila per fronteggiare eventuali contestazioni», spiega la 42enne Maria Neeleva, elegante tubino nero, capa del quartier generale della campagna elettorale moscovita nel cuore dell’esclusivo e centralissimo quartiere Chistye Prudy.

«È un progetto ambizioso. Mi piace farne parte. Abbiamo inaugurato questa sede l’8 gennaio. Ci sono volute 10 lezioni per formare gli oltre 230 volontari. Ogni giorno in media abbiamo raccolto mille firme. Ma il picco è stato domenica: 2.500».

Le accuse: “Una candidatura concordata col Cremlino”

Anche se lui nega, in tanti pensano che Nadezhdin sia un fantoccio del Cremlino. E che gli sia stato permesso di avviare la campagna elettorale soltanto per dare una spolverata di democrazia al voto e anche per dimostrare quanto sia trascurabile il sostegno all’opposizione assegnandogli una percentuale irrisoria. Lo stesso ruolo che ebbe nel 2018 Ksenia Sobchak con il suo 1,68%. Ma ora come ora, in Russia, mettere una firma per Nadezhdin è tutto quel che c’è di più vicino a una protesta.

«Sarà pure una montatura. Ma non è forse una montatura quella in cui viviamo da quasi 25 anni?», chiede Andrej, imprenditore agricolo 53enne tutto imberrettato. È l’ultimo di una coda che si allunga per più isolati man mano che la gente finisce di lavorare. «Firmare — dice — è l’unico modo legittimo di fare sentire la nostra voce».

Un giovane, capello lungo e orecchino, ascolta in silenzio e annuisce. Ci si sente complici anche se ti divide tutto, pure l’età. Si viene qui anche per questo. «Per non sentirsi soli».

Andrej non si illude. «Temo che non vedremo il nostro candidato alle urne. Si sta iniziando a sollevare troppo clamore». Secondo la pubblicazione indipendente Verstka, Nadezhdin «inizialmente era un candidato concordato con il Cremlino», ma ha perso ogni sostegno dopo essersi non solo pronunciato contro l’offensiva, «un errore fatale», ma anche contro Putin.

Lo accusa di «vedere il mondo dal passato e di trascinare la Russia nel passato». La scorsa settimana ha incontrato le madri e mogli dei mobilitati. Se eletto, ha promesso di riportare a casa i soldati e liberare i prigionieri politici. Ha anche definito «sciocchezze da Medioevo” gli attacchi al diritto d’aborto e le leggi contro il movimento Lgbt.

«Se escludono Nadezhdin, il dilemma sarà: votare o non votare?», prosegue Andrej. «Ma decido un passo alla volta». Anche qui si avanza a piccoli passi. Mani in tasca e cappucci in testa. Un volontario si fa strada con un thermos: «Tè caldo?». Un altro si sgola: «Scusateci per l’attesa. Vi ringrazio di essere qui. Siete i nostri anonimi eroi».

Le firme per dire “no” al conflitto in Ucraina

Da Andrej a Polina, la prima della fila, passano un’ora e una generazione. Chioma ramata e pelliccia voluminosa, ha trent’anni e fa la fotografa. «Sono qui per dire “no” a questo conflitto insensato. Non è che ci siano altri modi. Due anni fa ero scesa in piazza, ma non è cambiato nulla».

L’ingresso si apre, ma ci sono gradini da scendere e un’altra fila da fare in un angusto seminterrato su cui si aprono tre stanzette dall’aria stantìa dove operosi volontari compilano gli elenchi. Uno indossa un berretto da Babbo Natale. Firma una studentessa di Kazan, Tatarstan. Firma una giovane coppia di fidanzati di Omsk, Siberia occidentale. Firma una pensionata entusiasta di passaggio da Tula, più a Sud. Ma perlopiù sono giovani, giovanissimi.

Una canzone nell’aria: “Lascia che ti abbracci, fratello”

Fuori, intanto, si è messo pure a nevicare fiocchi obliqui. Per ingannare l’attesa, Lilija Gjuler sfodera la sua chitarra e canta con voce angelica, Prosvistela, “Ha fischiato”, della band Ddt. Il vocalist, Jurij Shevchuk, è stato multato per “fake news” sull’esercito.

«È un auspicio. Contro Putin e contro il conflitto. Non mi sono mai considerata un’attivista e ho poche speranze che cambierà qualcosa, ma voglio difendere la mia posizione civica». In tanti si uniscono alla sua voce quando intona l’ultimo verso: «Il mondo è così piccolo, lascia che ti abbracci, fratello».

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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