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Confindustria-Srm, Sud frena dopo 4 anni
Si rischia spirale recessiva
27 dicembre 2019 12:53
– Dopo 4 anni di crescita l’economia del Mezzogiorno torna a frenare ed il Sud rischia una nuova spirale recessiva. E’ quanto emerge, in sintesi, dal Rapporto Check Up Mezzogiorno 2019 realizzato dall’Area Politiche regionali e per la Coesione Territoriale di Confindustria e da Srm, Studi e Ricerche per il Mezzogiorno. L’Indice Sintetico dell’Economia Meridionale torna così a calare, attestandosi 30 punti al di sotto dei livelli pre-crisi. Pesa innanzitutto l’andamento del Pil con indebolimento più intenso proprio al Sud: le previsioni indicano una mini-recessione (-0,2% secondo Svimez). In deterioramento anche il clima di fiducia delle imprese e segnali di rallentamento per gli investimenti che si attestano ad un -32,3% dal picco del 2008; positivo il trend del Credito d’imposta Sud che ha però solo contribuito a limitare i danni. Decelerazione anche sul versante occupazionale.
Borsa: Milano -0,4% con Unipol e TimSpread stabile a 166 punti, sprint Saipem e Nexi
27 dicembre 201914:54
– Piazza Affari si conferma debole (Ftse Mib -0,4%), ultima in Europa, con lo spread stabile a 166 punti. In calo il comparto finanziario con Unipol (-2%), Unicredit (-1,5%) e Intesa (-1,4%), dopo le inattese dimissioni del ministro all’Istruzione Lorenzo Fioramonti a Natale, interpretate nelle sale operative come un indebolimento dell’esecutivo. Segno meno anche per Tim (-1,64%), in controtendenza con diversi rivali europei, mentre salgono Nexi (+3%), in attesa di un accordo per la fusione con Sia, e Saipem (+1,77%) spinta dai nuovi contratti in diverse aree per 1,7 miliardi di dollari (1,52 miliardi di euro). In ripresa Atlantia (+0,9%), positivi gli altri concessionari autostradali Astm (+0,43%), Autostrade Meridionali (+1,31%) e Sias (+0,2%). Sprint di Mondo Tv (+16,6%) tra i minori, mentre scivola nuovamente Orsero (-2,2%), nella seconda seduta dopo il passaggio da Aim a Star.
Banche: Npl sotto 80 mld, -60% in 4 anniStima Sbi, grazie a cessioni e calo dei flussi verso deteriorati
27 dicembre 201915:01
– Prosegue la forte riduzione di Non performing loans (Npl) in pancia alle banche italiane: alla fine dell’anno il totale sarà sotto gli 80 miliardi, contro gli 84 di giugno e i 197 miliardi di fine 2015, con un taglio del 60% in quattro anni.
E’ la stima dell’Abi emersa durante la conference call sul rapporto stilato con Cerved sulla riduzione del tasso di deterioramento del credito delle imprese, con il processo di riduzione che nel 2019 “è stato favorito dalle operazioni di cessione e dal calo dei flussi di nuovi crediti deteriorati”.
Banche: rallenta deterioramento creditoRicerca Abi-Cerved: 3,1% debiti delle imprese sono diventati Npl
27 dicembre 201915:00
– Un piccolo segnale di miglioramento dell’economia: quest’anno i debiti delle imprese nei confronti delle banche si sono deteriorati a un tasso inferiore rispetto al 2018: il 3,1% del totale è diventato Non performing loans (Npl) contro il 3,3% del 2018, con differenze però ancora consistenti tra il Nord-Est (tasso al 2,3%) e il Sud (4,4%).
Lo afferma un rapporto di Abi e Cerved, secondo il quale nel prossimo biennio questo miglioramento dovrebbe frenare ma si resterà ancora sotto le medie pre-crisi finanziaria. “Il problema dello stock di sofferenze nei bilanci delle banche è in via di soluzione”, commenta Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved. “Non si interrompe il trend di riduzione della rischiosità degli attivi delle banche: la stabilizzazione del flusso di nuovi crediti deteriorati favorirà un’ulteriore contrazione dell’Npl ratio, che ci attendiamo convergere in breve tempo sui target fissati dalle Autorità di vigilanza”, aggiunge Giovanni Sabatini, direttore generale di Abi.
Petrolio in rialzo a Ny a 61,80 dollariQuotazioni salgono dello 0,19%
NEW YORK27 dicembre 201915:13
– Il petrolio in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,19% a 61,80 dollari al barile. VAI ALLA CRONACA IN TEMPO REALE VAI ALLE NOTIZIE INTERNAZIONALI IN TEMPO REALE VAI ALLA POLITICA IN TEMPO REALE
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Nasce fondo crediti immobiliari Utp
Accordo tra Amco, Prelios ed un gruppo di banche
27 dicembre 201915:18
– Amco e il Gruppo Prelios hanno sottoscritto con Monte dei Paschi di Siena, Ubi Banca e Banco Bpm un accordo per la creazione di un fondo e di una piattaforma per gestire crediti Utp relativi al settore immobiliare. Al progetto verrà data esecuzione mediante un’operazione di cartolarizzazione dei crediti conferiti dalle banche e da Amco e l’intervento di un Fondo comune di investimento mobiliare chiuso gestito da Prelios Sgr. Le quote del fondo saranno detenute dalle banche e da Amco.
Nella prima fase di attività del fondo verranno conferite dalle banche e da Amco le posizioni di circa 50 debitori per un totale di circa 450 milioni di euro (111 milioni di euro dal gruppo Mps, 121 milioni di euro da Ubi Banca, 66 milioni da Banco Bpm e 154 milioni di euro da Amco anche tramite i patrimoni destinati). I crediti verranno quindi deconsolidati già nei risultati al 31 dicembre 2019. L’obiettivo del Fondo è arrivare a 1,5 miliardi di euro di portafoglio in gestione tramite fasi successive di conferimenti.
Borsa: Europa tiene, Milano -0,6%Spread scende a quota 163, giù Unipol, Unicredit e Tim
27 dicembre 201916:34
– Resistono in territorio positivo le principali borse europee, con i listini Usa poco mossi, ad eccezione di Piazza Affari (-0,6%), che amplia il calo e si conferma la peggiore, pur mantenendo il primato da inizio anno (+29,7%). Londra è invariata, mentre Madrid (+0,33%), Francoforte (+0,27%) e Parigi (+0,15%) si mantengono positive in quella che per alcune piazze è la penultima seduta dell’anno. LO spread in calo a 163 punti non migliora la situazione del comparto finanziario in Piazza Affari dopo le dimissioni del ministro della Pubblica Istruzione Giovanni Fioramonti. Unipol cede il 2,13%, Unicredit l’1,74% e Intesa l’1,65%. A due velocità il comparto delle Tlc, con Tim (-1,87%) e Orange (-0,7%) deboli a differenza di Telefonica Deutscheland (+1%) e Cellnex (+0,8%), caute Iliad e Swisscom (+0,04% entrambe).
Borsa: Milano chiude in calo (-0,59%)Indice Ftse Mib a quota 23.757 punti
MILANO27 dicembre 201917:38
– Chiusura in calo per Piazza Affari.
Nella penultima seduta dell’anno l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,59% a 23.757 punti. Da inizio anno il progresso è pari al 29,6%.
Borsa: Europa chiude bene, Parigi +0,13%In rialzo anche Francoforte (+0,19%) e Londra (+0,17%)
27 dicembre 201917:56
– Chiusura positiva per le principali borse europee. Parigi ha guadagnato lo 0,13% a 6.037 punti, Francoforte lo 0,19% a 13.326 punti e Londra lo 0,17% a 7.644 punti.
Da gennaio elettricità -5,4%, gas +0,8%Arera, in 12 mesi risparmio per famiglia tipo è circa 125 euro
27 dicembre 201918:58
– “Il forte calo del fabbisogno per gli oneri generali, il contenimento delle tariffe regolate di rete e le basse quotazioni delle materie prime nei mercati all’ingrosso portano”, annuncia l’Autorità per l’Energia, per il primo trimestre 2020 “ad una riduzione del -5,4% per l’elettricità e ad un leggero aggiustamento per il gas, +0,8% per la ‘famiglia tipo in tutela'”. Nei 12 mesi da aprile 2019 a marzo 2020 “il risparmio complessivo per la famiglia tipo per elettricità e gas è di circa 125 euro”.
Per il primo trimestre 2020 è “in deciso ribasso” il costo delle bollette dell’energia elettrica (-5,4%) ed in rialzo il costo delle bollette del gas (+0,8%): un “leggero aggiustamento” in un quadro di “sostanziale stabilità”. L’Autorità per l’Energia lo ha annunciato calcolando che nei 12 mesi dal primo aprile 2019 al 31 marzo 2020 il risparmio complessivo per ‘la famiglia tipo in tutela’ è di circa 125 euro: una riduzione, rispetto ai 12 mesi precedenti, legata più all’andamento del costo del gas (-109 euro) che dell’elettricità (-16 euro). Sono dati, commenta il presidente di Arera, l’Autorità di regolazione per Energia, Reti e Ambiente, Stefano Besseghini, che “confermano la correttezza delle scelte operate in passato.L’approccio progressivo di riforma – dice – ha permesso di evitare ripercussioni sui consumatori, pur nella invariata difficoltà di dover gestire una importante componente parafiscale nella composizione della tariffa”. L’effetto sulla famiglia tipo al lordo delle tasse, calcolato dall’Arera, vede così la spesa per l’elettricità nei 12 mesi attestarsi a 544,2 euro (-2,9%) e la spesa per il gas a circa 1.040 euro (-9,5%). A incidere sulle bollette “il forte calo del fabbisogno per gli oneri generali, il contenimento delle tariffe regolate di rete (trasporto e distribuzione), le basse quotazioni delle materie prime nei mercati all’ingrosso”.Nel 2020, secondo l’Unione Nazionale Consumatori, “per una famiglia tipo significa pagare 30,5 euro in meno per la luce e 8,50 euro in più per il gas: “Ottima notizia – commenta l’associazione -. Una dimostrazione del buon funzionamento del mercato di tutela e di come sia stato quanto mai opportuno rinviare la sua fine dal primo luglio 2020 al primo gennaio 2022”. L’aumento per le bollette del gas, che segue il rincaro del +3,9% del precedente trimestre, preoccupa il Codacons “considerando che avviene nel periodo in cui sono maggiori i consumi”: l’associazione sottolinea che “rimane inoltre irrisolta la questione dell’eccessiva tassazione sull’energia: a partire dal prossimo anno su ogni bolletta del gas gli italiani pagheranno il 42,66% di imposte e oneri vari, 34,4% per la luce. Non è stato fatto abbastanza”.
Bce: debito dell’Italia alto, non ancora avviata la riduzione ‘Anche altri paesi, come Belgio, Spagna, Francia, Portogallo’
27 dicembre 201914:56
“Alla luce dell’indebolimento delle prospettive economiche, i governi che dispongono di margini per interventi di bilancio dovrebbero essere pronti ad agire in maniera efficace e tempestiva”. E’ quanto si legge nel Bollettino economico della Bce che sottolinea come i governi dei paesi con un debito pubblico elevato “devono perseguire politiche prudenti e conseguire gli obiettivi di saldo strutturale” e che “tutti i paesi dovrebbero intensificare gli sforzi per conseguire una composizione delle finanze pubbliche più favorevole alla crescita”. L’Italia è fra i Paesi con documenti programmatici di bilancio “che presentano rischi di non conformità al Patto di stabilità e crescita” e che “continuano a registrare livelli di debito molto elevati per i quali non è stato ancora avviato un costante percorso di riduzione”. Lo scrive la Bce nel Bollettino economico menzionando i casi di Belgio, Spagna, Francia, Italia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Finlandia e rilevando che questo fattore “desta particolare preoccupazione per i paesi con un elevato rapporto tra debito pubblico e Pil”.
Agcom, da piattaforme online ricavi per 692 miliardiGuadagno quattro volte superiore a concorrenti tradizionali
27 dicembre 201918:17
– Nel 2018, Alphabet/Google, Amazon, Apple, Facebook, Microsoft e Netflix hanno conseguito 692 miliardi di euro di ricavi nel mondo, quattro volte di più delle principali imprese di TLC e media tradizionali. Lo rende noto l’Agcom. In media le piattaforme hanno una profittabilità lorda del 49% e un margine operativo pari al 21% dei ricavi, pari a 24 miliardi di euro. Molto elevate la redditività del capitale proprio (32% negli ultimi 3 anni) e del capitale investito (15% il ROI medio degli ultimi 3 anni).
Borsa:Milano in calo ma su podio Ue 2019Spread in calo sotto 163 punti, giù Unipol, bene Saipem
27 dicembre 201918:58
– Piazza Affari ha chiuso in calo la penultima seduta dell’anno (Ftse Mib -0,59% a 23.757 punti), confermandosi in testa alle altre borse europee ad eccezione di Atene (+50%), con un rialzo da inizio anno del 29,6%. A livello mondiale hanno fatto meglio finora solo il Nasdaq di New York (+36%), San Paolo in Brasile (+33%) e Shanghai (+33%). Fiacchi gli scambi per 1,5 miliardi di euro di controvalore, in ripresa però rispetto alla seduta dello scorso 23 dicembre. Nonostante il calo dello spread (162,5 punti), ha sofferto il comparto finanziario con Unipol (-2,28%), Intesa (-1,9%) e Unicredit (-1,66%). Pesante anche per Tim (-1,94%), oggetto di realizzi, mentre sono salite Nexi (+3,12%), in attesa di un accordo per la fusione con Sia e dopo i dati sui pagamenti elettronici a Natale. Bene Saipem (+1,98%) con i nuovi contratti per 1,7 miliardi di dollari, in ripresa Atlantia (+0,7%), dopo la disponibilità del presidente di Crt Giovanni Quaglia a mediare con il Governo sulla concessione di Autostrade.
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