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Libia: Macron, basta siriani filo-turchi
Il loro invio in territorio libico deve ‘cessare’
BERLINO19 gennaio 2020 15:11
– L’invio di combattenti siriani filo-turchi in Libia deve “cessare”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron parlando alla conferenza di Berlino.
Nuovo libro sulla Casa Bianca di Trump’Ha rovinato la magia’ della presidenza. ‘E’ pericoloso’
NEW YORK19 gennaio 202016:33
– “Pericolosamente disinformato”, con scarse conoscenze della geografia e della storia. A tracciare il ritratto di Donald Trump è un nuovo libro critico della sua Casa Bianca, scritto da due giornalisti del Washington Post e dal titolo ‘A Very Stable Genius’.
Il libro racconta l’influenza di Ivanka Trump e suo marito Jared Kushner all’interno dell’amministrazione. Descrive le liti del presidente con l’ex segretario di Stato Rex Tillerson, e le tensioni fra il ministro della Giustizia William Barr e l’ex procuratore speciale per il Russiagate, Robert Mueller.
“Ha rovinato la magia” della presidenza, con “lo sprezzo per i principi del paese” racconta una fonte della Casa Bianca ai due autori, Philip Rucker e Carol Leonning.
Approvata dichiarazione BerlinoMa manca ok Haftar-Sarraj, leader libici non al tavolo
BERLINO19 gennaio 202017:42
– Via libera della Conferenza di Berlino sulla Libia, secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, alle conclusioni finali del summit, secondo la bozza circolata nelle ultime ore. Al tavolo dove sono riuniti tutti i Paesi Ue ed extra Ue che hanno dato il loro ok alla dichiarazione finale mancano, tuttavia, i due leader libici Fayez Sarraj e Khalifa Haftar.
Libia: Guterres, mettere a tacere armiIl segretario Onu: ‘Cessino le violazioni palesi dell’embargo’
19 gennaio 202017:48
– In Libia “affrontiamo un chiaro rischio di escalation regionale” e perciò “ribadiamo il nostro appello a tutti coloro direttamente o indirettamente coinvolti perché facciano di tutto per sostenere un’efficace cessazione delle ostilità e mettano a tacere le armi”. E’ un passaggio del discorso rivolto dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ai partecipanti alla conferenza di Berlino. “Le violazioni incessanti e palesi dell’embargo sulle armi – dice ancora – devono cessare”.
Libano: nuove manifestazioni a BeirutAll’indomani degli scontri che hanno causato 400 feriti
BEIRUT19 gennaio 202017:49
– Centinaia di manifestanti anti-governativi si sono riuniti oggi nel centro di Beirut, all’indomani dei violenti scontri tra manifestanti e forze di sicurezza in cui almeno 400 persone sono rimaste ferite.
Nonostante la giornata di pioggia, centinaia di persone hanno continuato nel pomeriggio di oggi a dimostrare nel centro della città, riunendosi nelle strade chiuse da transenne che circondano il Parlamento e che sono sorvegliate da un massiccio dispiegamento delle forze di polizia. Proteste senza precedenti stanno scuotendo il Libano sin dal 17 ottobre, con i libanesi di ogni estrazione politica e religiosa che chiedono la totale espulsione della classe politica, che considerano inetta e corrotta.
Libia: Gentiloni, ‘chapeau a Merkel”Non so come finirà il summit ma lei ha fatto il possibile’
19 gennaio 202018:05
– “Non so come andrà la Conferenza di Berlino. So che la cancelliera Merkel ha fatto il possibile per resuscitare il dialogo. Chapeau”. Lo scrive su Twitter il Commissario Ue per l’economia Paolo Gentiloni.
Johnson, dal paese auguri Harry e Meghan’il meglio per il loro futuro’
19 gennaio 202018:11
– “Credo che l’intero paese vorrà unirsi nell’augurare il meglio per il futuro” ai duchi di Sussex, Harry e Meghan, dopo il sigillo posto ieri dalla regina con l’accordo sul passo indietro della coppia rispetto al loro ruolo nella famiglia reale. Lo ha sottolineato il primo ministro britannico, Boris Johnson, oggi a margine della conferenza di Berlino sulla Libia, come riferisce la Bbc. Questo mentre la regina Elisabetta II ha partecipato alla messa della domenica nei pressi di Sandringham, la prima uscita pubblica della sovrana dopo l’annuncio di ieri.
Immunità Netanyahu, alla Knesset il 28/1Inizio di un iter complesso, ad un mese e mezzo dal voto
19 gennaio 202018:22
– TEL AVIV
– L’iter della Knesset relativo alla richiesta del premier Benyamin Netanyahu di avvalersi della immunità parlamentare avrà inizio martedì 28 gennaio. Lo ha stabilito il presidente della Knesset Yoel Edelstein (Likud) che, accogliendo una richiesta sottoscritta da 25 parlamentari, ha convocato per quel giorno una riunione generale dei 120 deputati. Avranno il compito di stabilire se – mentre manca un mese e mezzo alle prossime elezioni politiche – sia opportuno costituire una apposita commissione incaricata di decidere se accogliere la richiesta di Netanyahu. Il premier è stato incriminato per corruzione, frode ed abuso di ufficio.
In una nota, Edelstein ha precisato che dal suo punto di vista questa convocazione della Knesset è fuori luogo. Ha deciso tuttavia di attuarla per rispetto verso le liste di opposizione.
Secondo alcuni osservatori, l’iter parlamentare è abbastanza prolungato e non c’è certezza che possa comunque concludersi prima delle elezioni del 2 marzo. VAI ALLE NOTIZIE DI POLITICA VAI ALLE NOTIZIE DI TECNOLOGIA
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Forze Haftar bloccano campo petrolifero
Media, sabotata valvola dell’oleodotto dai pozzi di Sharara
IL CAIRO19 gennaio 202018:34
– “La produzione del più grande campo petrolifero libico, quello di Sharara”, nel sud del Paese, “è stata fermata dopo che un gruppo armato fedele” al generale Khalifa Haftar “ha chiuso una valvola nell’oleodotto che porta greggio dal campo alla raffineria di Zawiya”: lo riferisce un tweet del sito Libya Observer.
Usa: una mimetica per la Space ForceL’ironia dei social. ‘Da chi dobbiamo mimetizzarci?’.
NEW YORK19 gennaio 202018:39
– La Space Force di Donald Trump presenta la sua uniforme ufficiale. E la rete scoppia a ridere.
La divisa mimetica suscita infatti ilarità sui social, spingendo molti a chiedersi: “Dobbiamo mimetizzarci nello spazio?”. La valanga di commenti e critiche spinge la Us Space Force a spiegare la sua scelta: “stiamo utilizzando le attuali uniformi dell’Esercito e dell’Aeronautica, per risparmiare sui costi di design e produzione”. Parole che cadono nel vuoto, con la rete che non molla e continua a deridere la scelta.
Venezuela: Guaidó in ColombiaIncontrerà Duque e Pompeo
BOGOTA’19 gennaio 202018:52
– Il leader dell’opposizione venezuelana Juan Guaidó, autoproclamatosi presidente ad interim del Venezuela e attuale ‘legittimo’ presidente dell’Assemblea nazionale, è arrivato oggi a Bogotà, prima tappa di un viaggio che lo vedrà anche in CentroAmerica, Europa e Stati Uniti.
L’arrivo nella capitale colombiana è stata confermata via Twitter sia dallo stesso Guaidó, sia dal presidente colombiano Iván Duque con cui si incontrerà in giornata.
Fonti del Dipartimento di Stato americano hanno anche indicato che domani sarà a Bogotà anche il segretario di Stato Mike Pompeo, che pure avrà un colloquio con il leader venezuelano.
Successivamente Guaidó farà scalo in Costa Rica per affrontare con il presidente Carlos Alvarado la situazione in Venezuela e Nicaragua, e viaggerà poi verso la Svizzera per partecipare al Forum economico di Davos.
Attivisti climatici marciano verso DavosPer far sentire la loro voce al World Economic Forum
GINEVRA19 gennaio 202019:16
– Centinaia di attivisti per il clima di ogni età sono partiti dalla cittadina svizzera di Landquart, a circa 50 chilometri da Davos, per una marcia di tre giorni con l’obiettivo di far sentire la loro voce al 50/o World Economic Forum. Le autorità locali hanno autorizzato solo i primi due giorni di marcia, fino all’elegante stazione sciistica di Klosters, ma il gruppo si dice deciso ad arrivare il più vicino possibile alla sede del summit. “Eccoci con 700 persone in marcia verso Davos – ha detto l’eco-attivista keniota Njoki Njoroge Njehu – .È incredibile, è un’incredibile solidarietà per un Paese ricco, che non affronta il nostro tipo di problemi. Ma capiscono l’immoralità di Davos, l’immoralità di una classe miliardaria che si riunisce ogni anno per celebrare i suoi eccessi”, ha aggiunto. Greta Thunberg non era a Landquart ma dovrebbe giungere a Davos e parlare al Forum dopo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Libia: Merkel, d’accordo su embargo armi’Con maggiori controlli rispetto al passato’
19 gennaio 202019:44
– “Abbiamo messo a punto un piano molto ampio, tutti hanno collaborato in modo molto costruttivo, tutti sono d’accordo sul fatto che vogliamo rispettare l’embargo delle armi con maggiori controlli rispetto al passato”. Lo ha detto la cancelliera Angela Merkel in conferenza stampa al termine della Conferenza di Berlino sulla Libia.
Libia: Conte, siamo soddisfattiAlla conferenza di Berlino abbiamo fato ‘passi avanti’
BERLINO19 gennaio 202019:46
– “Ci possiamo ritenere soddisfatti perché comunque abbiamo ottenuto passi avanti”. Lo dice il premier Giuseppe Conte parlando con Luigi Di Maio al punto stampa dopo la Conferenza di Berlino sulla Libia.
Libia: Conte, pronti a monitoraggio pace’Italia disponibile, ma prima dobbiamo passare dall’Onu’
BERLINO19 gennaio 202019:51
– “Ne abbiamo parlato e l’Italia è disponibile ad essere in prima fila per un impegno di responsabilità anche sul monitoraggio della pace. Ovviamente dovremo passare dal Consiglio di sicurezza dell’Onu”. Lo dice il premier Giuseppe Conte parlando con Luigi Di Maio al punto stampa dopo la Conferenza di Berlino.
Libia: Guterres, ok a stop interferenze’Non c’è soluzione militare, tutti vogliamo soluzione pacifica’
19 gennaio 202019:56
– “Tutti si sono impegnati a ritirarsi dalle interferenze negli interessi libici. E’ un principio che deve essere rispettato”. Lo ha sottolineato il segretario generale Onu, Antonio Guterres al termine della Conferenza di Berlino. Guterres ha espresso “profonda gratitudine per Merkel e l’iniziativa di questa conferenza, il suo impegno contribuirà alla stabilità della Libia”, ha aggiunto ribadendo che “non c’é soluzione militare, lo hanno detto tutti i partecipanti. Tutti vogliamo negoziati sotto l’egida dell’Onu che portino ad una soluzione pacifica della crisi”.
Libano: 70 feriti in scontri a BeirutSale così a 450 il bilancio delle ultime 24 ore
BEIRUT19 gennaio 202020:47
– Almeno 70 persone sono rimaste ferite oggi in nuovi scontri tra manifestanti governativi e forze di sicurezza a Beirut, portando così a oltre 450 il totale nelle ultime 24 ore. Lo riferiscono fonti mediche della Croce rossa, secondo cui oltre 30 persone sono state ricoverate in ospedale. Nel corso del pomeriggio, decine di manifestanti hanno iniziato a lanciare pietre in direzione della polizia dietro una barricata di metallo, gridando “rivoluzione, rivoluzione”. Le forze antisommossa hanno risposto con cannoni ad acqua, proiettili di gomma e gas lacrimogeni.
Di Maio, su Libia il passo avanti atteso’Nella dichiarazione di Berlino c’è quanto chiesto dall’Italia’
19 gennaio 202020:50
– “La conferenza di Berlino ha raggiunto i risultati che si era data. Non sono stati risolti tutti i problemi, ma è stato compiuto il passo in avanti che aspettavamo. Tutti gli attori al tavolo, coinvolti nel conflitto in Libia, hanno infatti firmato una dichiarazione finale che contiene quanto richiesto dall’Italia in queste settimane”: è quanto scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, secondo il quale “bisogna comunque essere cauti e continuare a lavorare ogni giorno”.
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Johnson a Putin, mai più attacco chimico
Monito del premier britannico in riferimento a Salisbury
BERLINO19 gennaio 202021:00
– “Un attacco del genere non deve ripetersi”. E’ stato il monito che il primo ministro britannico Boris Johnson ha rivolto al presidente russo Vladimir Putin a margine della conferenza di Berlino sulla Libia, con riferimento all’attacco chimico a Salisbury. Lo fa sapere Downing Street.
Boris Johnson “ha messo in chiaro che non vi sono stati cambiamenti nella posizione del Regno Unito su Salisbury, dove c’è stato un uso spericolato di armi chimiche e un tentativo sfrontato di assassinare persone innocenti sul suolo britannico.
Ha sottolineato che un attacco del genere non deve ripetersi”, fa sapere Downing Street. “Il primo ministro ha affermato che non vi sarà normalizzazione dei nostri rapporti bilaterali fino a quando la Russia non porrà fine ad attività destabilizzanti che minacciano il Regno Unito e i nostri alleati e minano la sicurezza dei nostri cittadini e collettiva”.
Iran, scatola nera Boeing resta quiTeheran, ‘non abbiamo in programma di inviarla all’estero’
TEHERAN19 gennaio 202021:10
– “La scatola nera dell’aereo ucraino erroneamente abbattuto dalle forze iraniane, si trova a Teheran e non abbiamo in programma di spedirla ad altri Paesi.
Tenteremo di esaminarne i contenuti in Iran”. Lo ha detto un funzionario dell’aviazione civile iraniana.
Parlando all’Irna, Hassan Rezaifar ha precisato che “in caso decidessimo di inviare la scatola nera all’estero le nostre opzioni sarebbero Ucraina o Francia, ma non è stata ancora presa una decisione in questo senso”.
Yemen, oltre 100 morti in attacco HouthiTra vittime anche civili. Esercito, ‘risposta sarà spietata’
DUBAI19 gennaio 202021:29
– Sale il bilancio dell’attacco missilistico nello Yemen a una moschea frequentata da truppe filogovernative: i morti sarebbero più di 100, e decine i feriti, secondo quanto dichiarato dal ministero degli Esteri yemenita su twitter. L’attacco fa seguito ad un periodo di relativa calma nel Paese, in guerra da oltre cinque anni, ed è uno dei più sanguinosi ai danni delle forze fedeli al presidente Abd Rabbo Mansour Hadi dall’inizio del conflitto nel 2014. Non è stato rivendicato, ma il governo accusa i ribelli Houthi. Obiettivo dell’attacco è stata una moschea da campo nella provincia di Marib (nell’ovest) presa di mira da un missile e poi da un drone, secondo una fonte militare governativa. “Ci sarà una risposta spietata contro le milizie Houthi”, ha avvertito il portavoce dell’esercito, generale Abdou Majli, precisando che tra le vittime ci sono anche dei civili.
Harry, amo il Regno ma non avevo scelta’Volevamo rinunciare solo a fondi pubblici, ma era impossibile’
20 gennaio 202001:27
– “Il Regno Unito è la mia casa e un luogo che amo. Questo non cambierà mai, ma io e Meghan non avevamo altra scelta”: il principe Harry rompe il silenzio dopo giorni di fibrillazioni e l’annuncio della loro rinuncia al titolo di altezze reali. Lo ha fatto a Londra durante un evento di beneficienza per l’associazione Sentebale, fondata dallo stesso Harry e dal principe Seeiso del Lesotho nel 2006 in onore di Diana allo scopo di perpetuare il suo aiuto ai malati di Aids e Hiv. Visibilmente commosso, il duca di Sussex ha detto di non aver preso la decisione “con leggerezza” ma dopo “mesi di discussioni e anni di battaglie. So che non avevo sempre ragione, ma al punto in cui eravamo, non c’era davvero altra opzione”. “Mi dà molta tristezza che siamo arrivati a questo punto”, ha aggiunto, spiegando che “la nostra speranza era di continuare a servire la Regina, il Commonwealth e le mie associazioni militari, ma senza finanziamenti pubblici.
Sfortunatamente, questo non era possibile”.
Hawaii, sfrattato uccide due agentiFerito padrone di casa, dodici case incendiate
NEW YORK20 gennaio 202001:18
– Paura alle Hawaii, dove un uomo armato di pistola e coltello ha prima ferito con la lama una persona, poi ha sparato a due agenti di polizia, uccidendoli.
Non contento, ha dato fuoco a un’abitazione ma le fiamme si sono rapidamente propagate bruciando 12 case, di cui almeno cinque andate completamente distrutte. E’ accaduto nell’area di Diamond Head, non lontano dalla popolare Waikiki. I dettagli dell’accaduto non sono ancora chiari ma, secondo indiscrezioni, l’aggressore avrebbe accoltellato il suo padrone di casa che lo stava sfrattando. La polizia, allertata per l’aggressione, è intervenuta in pochi minuti. Gli agenti si sono trovati davanti l’uomo che non ha esitato ad aprire il fuoco, uccidendo due poliziotti, un uomo e una donna. L’aggressore avrebbe poi dato fuoco alla casa da dove doveva essere sfrattato, e non è escluso che lui stesso fosse all’interno dell’abitazione.
Virus misterioso, terza vittima in CinaAccertati altri 140 casi, per la prima volta anche a Pechino
20 gennaio 202003:29
– La Cina ha annunciato una terza vittima e circa 140 nuovi casi di contagio dal misterioso virus, simile alla Sars, alimentando nuove paure nel Paese a pochi giorni dal Capodanno cinese. A Wuhan, nella Cina centrale dove il virus ha fatto la sua comparsa, sono stati registrati 136 casi di contagio durante il fine settimana, altri due a Pechino – per la prima volta dalla diffusione del virus – e un altro nella provincia meridionale di Guangdong.
Sparatoria in Texas, due mortiColpi dopo una lite durante un concerto, anche 5 feriti
NEW YORK20 gennaio 202005:32
– E’ di due morti e cinque feriti il bilancio di una sparatoria in un bar di San Antonio, in Texas. Secondo quanto riportano i media locali, gli spari sono avvenuti nel corso di un concerto quando due diversi gruppi di persone hanno iniziato a litigare e qualcuno ha estratto la pistola e sparato.
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