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Cura Italia: alla Camera voto finale
Ieri fiducia con 298 voti a favore
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24 aprile 2020
09:14
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Sono ripresi alla Camera i lavori sul Cura Italia, su cui ieri il governo ha ottenuto la fiducia con 298 voti a favore, 142 contrari e 2 astenuti. E’ ora in corso l’esame dei 342 ordini del giorno presentati dalle varie forze politiche. A seguire ci saranno le dichiarazioni di voto ed il voto finale e definitivo sul decreto. Fra gli ordini del giorno all’attenzione dell’Assemblea, uno di Fdi che chiede di “non utilizzare in nessun caso il mes” per far fronte all’emergenza coronavirus.
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Ue: Martella, serve solidarietà
Da Italia portata avanti linea con tenacia
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24 aprile 2020
10:51
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“Il riconoscimento europeo della necessità di un Recovery Fund premia la linea portata avanti con tenacia dall’Italia. Ora, la medesima determinazione sarà fondamentale per spingere l’Europa ad attuare le forme di finanziamento per la ripresa in una logica autenticamente solidale”. Lo scrive su twitter il sottosegretario all’Editoria Andrea Martella.
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M5s, rinviata l’elezione del capo politico
Subordinata al superamento dell’emergenza Covid ma avverrà comunque entro la fine dell’anno
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24 aprile 2020
10:58
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M5s rinvia l’elezione del capo politico a quando si supererà l’emergenza Covid e “necessariamente entro la fine dell’anno”. E’ quanto si legge in un post sul blog delle Stelle. “Il Comitato di garanzia ha ritenuto opportuno rinviare le elezioni del nuovo capo politico ad un momento successivo e su questo ha richiesto una interpretazione autentica al garante del MoVimento, Beppe Grillo, il quale ha ribadito che non solo è ammissibile, ma indispensabile, che si attenda la normalizzazione della situazione” prima di decidere il nuovo capo.
“Stiamo attraversando – si legge sul blog – un momento di emergenza sanitaria, sociale ed economica senza precedenti e tutte le nostre forze devono essere concentrate nell’unico obiettivo di accompagnare questo paese a rialzarsi, e per fare questo serve compattezza e unità di intenti. Il Comitato di garanzia, pertanto, ha ritenuto opportuno rinviare le elezioni del nuovo capo politico ad un momento successivo e su questo ha richiesto una interpretazione autentica al garante del MoVimento, Beppe Grillo, il quale ha ribadito che non solo è ammissibile, ma indispensabile, alla luce della eccezionale condizione in cui sta versando il paese, che si attenda la normalizzazione della situazione prima di procedere all’indizione della elezione del nuovo capo politico. Elezione che dovrà svolgersi necessariamente entro la fine dell’anno e comunque prima se le circostanze dovessero consentirlo”.
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M5S: Bologna a gruppo Misto
Deputata manda lettera a presidente Fico
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24 aprile 2020
11:53
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La deputata M5S Fabiola Bologna, a quanto si apprende da fonti parlamentari, ha lasciato il gruppo pentastellato. Bologna questa mattina ha inviato una lettera al presidente della Camera Roberto Fico per chiedere il passaggio al gruppo Misto.
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Mes: Meloni a M5s, votate con noi
Presentato odg Fdi per dire no a Mes
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24 aprile 2020
12:09
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“Non vi dovete dividere, dovete votare compatti con noi. Ci sono momenti in cui la storia chiama, ci sono momenti in cui si viene messi di fronte a un bivio e dobbiamo decidere da che parte stare. Noi vi chiediamo di non stare con chi svende l’Italia e di stare con noi”. Lo ha detto Giorgia Meloni, intervenendo in Aula alla Camera e invitato il M5s a votare l’ordine del giorno di Fdi per dire ‘no’ al Mes. “Mi rivolgo ai colleghi del M5s – ha spiegato -Non vi hanno concesso nemmeno una riformulazione, l’idea è che i vostri alleati di maggioranza vogliano umiliarvi. Ho letto: non cadiamo nella trappola della Meloni: allora sono disponibile a ritirare la mia firma sull’ordine del giorno e mettere una di un deputato M5s”. “Abbiamo presentato un ordine del giorno su cui non c’è possibilità di giocare, o sì o no – ha aggiunto – Mi piacerebbe che questo Parlamento desse un segnale chiaro”.
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Coronavirus, Milano lancia il piano per la ripartenza: zone 30 km/h e più spazi per i tavolini dei bar
Fontana: ‘Limitare vita over 60 inaccettabile’
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MILANO
24 aprile 2020
19:25
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Si chiama ‘Milano 2020. Strategia di adattamento’ il piano lanciato dal Comune di Milano, aperto ai contributi dei cittadini, per gestire la ripartenza. Il documento è stato presentato da alcuni assessori in una conferenza stampa in streaming. Il piano punta in generale su una riorganizzazione dei tempi e degli spazi della città: dalla ridefinizione dell’uso delle strade e degli spazi pubblici, all’aumento degli spostamenti con la bicicletta e a piedi, alla riscoperta della dimensione di quartiere per vivere la città in modo diverso, senza il pericolo di creare assembramenti.
Limite di velocità a 30 all’ora introdotto in modo diffuso in città e spazi per tavolini anche in sostituzione dei posti auto o al margine della carreggiata. E’ una delle azioni immediate per gestire la fase della ripartenza che il Comune di Milano ha lanciato nel documento Milano 2020, a cui potranno contribuire con idee e suggerimenti anche i cittadini. L’obiettivo è valorizzare lo spazio pubblico per consentire a bar e ristoranti di poterlo sfruttare al meglio, con le dovute norme di distanza.
“Sono convinto che si deve ripartire ma non liberi tutti e ognuno ricomincia a fare quello che vuole”. Lo ha detto il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, in collegamento a Mattino Cinque.
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La ripartenza, ha ribadito Fontana, dovrà avvenire “gradualmente, cercando di rispettare le precauzioni dettate e ripetute in questi giorni” per “ripartire garantendo la sicurezza sui trasporti, garantendo le attività produttive e commerciali e poco per volta per evitare che si crei troppa confusione e capendo che i nostri stili di vita cambieranno, per un certo periodo finché non avremo una cura sicura” e “dovremo imparare a conviverci”, ha aggiunto.
“Arrivare a limitare la vita dell’ultrasessantenne mi sembra inaccettabile”, ha proseguito Fontana parlando della fase 2. “Percorsi differenziati sì” ha aggiunto, “ma limitare la vita e la libertà in base alle fasce d’età la vedo molto più discutibile anche dal punto di vista costituzionale e delle libertà che la Costituzione sancisce”. “Bisognerà prevedere maggiori attenzioni e fare in modo che le attività che comportano un rischio maggiore non vengano compiute da chi ha più possibilità di essere colpito dal virus, prevedere controlli maggiori anche dal punto di vista sanitario delle possibilità di essere sottoposti più spesso a valutazioni, questo sì – ha concluso -, ma arrivare a limitare la vita dell’ ultrasessantenne mi sembra inaccettabile”.
Il Veneto anticipa, con nuova nuova ordinanza firmata oggi dal governatore Luca Zaia, alcune deroghe alle restrizioni nel commercio: viene dato il via libera nella regione alla vendita del cibo per asporto nei take away, pasticcerie e gelaterie – finora era possibile solo la consegna a domicilio – mantenendo il divieto di consumo all’interno dei locali dell’esercizio. Negozianti e clienti dovranno avere mascherine e guanti, e rispettare il distanziamento di un metro.
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Altro allentamento riguarda le aperture di librerie, cartolerie e negozi di abbigliamento per bambini, per i quali non vale più il limite dei due giorni a settimana. “Abbiamo raschiato il barile – ha detto Zaia – togliendo tutto ciò che si poteva per quanto è consentito dalla legge. Ma sia chiaro, non è il libera tutti”.
“Vogliamo che possano riaprire in totale sicurezza non solo le imprese ma tutto il tessuto economico, dall’edilizia alla nautica fino ad arrivare alla ristorazione, almeno da asporto”. E’ l’obiettivo indicato dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in vista dell’inizio della ‘fase 2′ dell’epidemia di coronavirus a partire da lunedì 27 aprile. “Più libertà anche per chi continuerà a stare a casa: via alla corsa e alla bicicletta, alle attività ludiche come la pesca, alle passeggiate all’aria aperta, per dare un po’ di sollievo anche ai nostri bimbi – continua -. Questa è la via ligure per la fase 2: sicurezza e qualità della vita al primo posto, cominciamo a ripartire e lavoriamo per vincere la crisi oltre al virus”.
Verso cabina regia domani su fase 2, scelte attese a giorni – Sono attese nei prossimi giorni le decisioni del governo sull’avvio della ‘fase 2′, con le nuove regole per la “convivenza” con il Coronavirus.
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La cabina di regia con gli enti locali, per un nuovo confronto sulle ripartenze, potrebbe tenersi domani, anche se un incontro non è ancora fissato e non è escluso che slitti. E’ invece difficile, secondo fonti di governo, che le nuove linee guida nazionali vengano annunciate già oggi. L’idea del governo, come anticipato dal premier Giuseppe Conte, sarebbe quella di fornire un quadro entro il weekend ma il lavoro è ancora in corso e non ne sono definiti i tempi. In giornata dovrebbe tenersi anche una riunione della task force guidata da Roberto Colao per proseguire il lavoro di approfondimento sui diversi aspetti della ripartenza.
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Bimba scrive a Mattarella, riapra scuole
Alunna terza elementare scrive lettera “andremo con mascherina”
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BOLOGNA
24 aprile 2020
13:31
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Una lettera indirizzata al presidente della Repubblica per chiedere di poter tornare in classe, dopo i tanti giorni di ‘clausura’ dettati dall’emergenza Covid19. A scriverla una bambina di Riccione che frequenta la terza elementare. “Caro signor Mattarella – scrive nella lettera resa nota dal Comune – scusi per il disturbo sono Adele e faccio la terza elementare, le volevo chiedere se è possibile riaprire la scuola”. In classe, “magari andiamo con la mascherina, i guanti, e tra compagni non ci prestiamo le cose, stiamo meno ore. La prego per favore, riapra le scuole. Io non ci capisco più niente, sai quanti compiti non avrò fatto? Tra video riunioni, schede e video non imparo niente. Anche se le mie maestre sono super brave non riesco ad imparare. A me basterebbe anche andare a scuola da sola con la mia maestra, però questo era solo un esempio per farti capire che io senza scuola sono persa tra le nuvole. Lo so che la metto in difficoltà, però spero che lei mi ascolterà e vedrà la mia lettera”.
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Alle 15 governo-maggioranza su dl aprile
Incontro necessario per fare il punto dopo l’ok al Def
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24 aprile 2020
14:04
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E’ prevista alle 15 una riunione dei ministri Roberto Gualtieri e Federico D’Incà con i capigruppo di maggioranza sul decreto aprile. L’incontro, previsto ieri e poi rinviato, serve a fare un punto dopo l’approvazione del Def in Consiglio dei ministri e in vista del varo del decreto, atteso per il 30 aprile.
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Crimi, per ora Mes non c’è e non serve
Non abbiamo bisogno di attivarlo, non è utile allo scopo
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24 aprile 2020
14:05
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“Il Mes c’è ma non abbiamo bisogno di attivarlo, non è utile allo scopo”. Lo afferma il leader politico M5s Vito Crimi palando a Radio 1. Crimi aggiunge, interpellato al riguardo, che senza condizionalità vere i 5 stelle non potrebbero non valutare lo strumento ma – aggiunge – “in realtà ora è uno strumento con condizionalità future imprevedibili”.
Il leader M5s rileva la necessità di remare tutti, Stato ed enti locali, nella stessa direzione. E definisce “fake news” quelle di Fdi sul fondo salva stati: “Non ci faremo trascinare nel vortice delle pericolose fake news diffuse da chi nel 2011 approvava il Mes e oggi finge di non sapere, nascondendo le proprie responsabilità. Il Governo è unito, compatto e utilizzerà tutti gli strumenti necessari a superare questa crisi. L’Italia non avrà bisogno del Mes e non lo attiveremo”.
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Camera boccia odg Fdi su Mes
No da 216, ok da 119
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24 aprile 2020
15:52
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Con 216 voti contrari e 119 favorevoli la Camera ha bocciato l’ordine del giorno di Fdi che chiedeva di “impegnare il Governo a non utilizzare in alcun caso il Mes per far fronte all’insieme delle misure volte a contrastare l’attuale emergenza” coronavirus. Il governo aveva espresso parere contrario. Sette deputati del M5s hanno votato sì all’ordine del giorno di Fdi, un deputato del M5s si è astenuto.
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Ok Camera, dl Cura Italia è legge
229 sì, 123 no e 2 astenuti
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24 aprile 2020
15:54
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La Camera ha approvato il decreto Cura Italia con 229 sì, 123 no e 2 astenuti. Montecitorio ha confermato il testo approvato dal Senato, che è dunque legge.
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Decreto Aprile da 150 miliardi
Circa 50 miliardi in dote a Cdp
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24 aprile 2020
15:54
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Una maxi-manovra anti-Coronavirus che muoverà circa 150 miliardi. E’ l’ipotesi allo studio del governo per il nuovo decreto di aprile: un intervento, a quanto si apprende, che conterà sui 55 miliardi di deficit e su una serie di stanziamenti che non incidono sull’indebitamento ma sul saldo netto da finanziare. Si va dai circa 12 miliardi che serviranno per i pagamenti dei debiti della P.a. ai 30 miliardi a copertura delle garanzie sulla liquidità fino alla ‘dote’ per Cdp per la capitalizzazione delle imprese e il sostegno alle attività, che potrebbe arrivare a circa 50 miliardi.
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Berlusconi, centrodestra resta unito
Fi continua a essere critico con governo
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24 aprile 2020
16:04
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“La nostra coalizione tra partiti diversi rimane e rimarrà sempre unita. Il resto è fantasia”. Lo ha detto Silvio Berlusconi intervistato da TgCom24. “Noi – ha aggiunto – continuiamo ad essere critici del governo e a sostenere che ci sarebbe bisogno di un governo diverso: ma questo – ha precisato – non è l’argomento di oggi”.
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Mattarella: ‘Il 25 aprile è la nostra forza, unità per ripartire’
‘L’Italia ha antidoti al germe fascista. Festa di Liberazione nelle case’
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25 aprile 2020
00:15
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La Resistenza, La Liberazione e la fine della “follia” nazifascista fanno parte della storia della Repubblica, ne costituiscono una “riserva etica, di straordinario valore civile e istituzionale” che oggi, ancora una volta, deve fornire al Paese quella potente energia comune – ben rappresentata dal Tricolore – per affrontare insieme la fase di rilancio del Paese in continuità con i valori del 25 aprile.
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Il presidente della Repubblica interviene con nettezza sulla festa della Liberazione smussando ogni polemica – peraltro confinate in marginali ambienti di estrema destra – preferendo piuttosto usare quel serbatoio di valori che nacque dalla lotta di liberazione come propulsore ideale di una ripresa dall’emergenza coronavirus. Una ripartenza che dovrà per forza essere simile a quella che l’Italia seppe mettere in campo sin dal primo dopoguerra.
In una giornata di ricordo e celebrazione che il Covid19 ha tolto dalle piazze per confinarla nelle case, Sergio Mattarella si sintonizza sulle vere preoccupazioni degli italiani cercando l’inevitabile raccordo tra i disastri di allora e le difficoltà di questi mesi. Per questo il capo dello Stato elogia i combattenti della “prima linea” che oggi sono medici, infermieri, operai e quanti stanno facendo andare avanti il Paese. Tutte questi cittadini “manifestano uno spirito che onora la Repubblica e rafforza la solidarietà della nostra convivenza, nel segno della continuità dei valori che hanno reso straordinario il nostro Paese”.
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E se a quei tempi, scrive Mattarella in un continuo rimando tra passato e presente, “con tenacia, con spirito di sacrificio e senso di appartenenza alla comunità nazionale, l’Italia ha superato ostacoli che sembravano insormontabili”, oggi “la nostra peculiarità nel saper superare le avversità deve accompagnarci anche nella dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite”. Uniti e solidali quindi per passare ben oltre la Fase 2: “serve una azione di rilancio e di rinnovata capacità di progettazione economica e sociale e a questa impresa siamo chiamati tutti, istituzioni e cittadini, forze politiche, forze sociali ed economiche, professionisti, intellettuali, operatori di ogni settore”.
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Per questo nessuno si azzardi a subdole opere di rimozione del significato originale del 25 aprile che rimane pilastro intoccabile della Repubblica: “il settantacinquesimo anniversario della Liberazione è – sottolinea il presidente – data fondatrice della nostra esperienza democratica di cui la Repubblica è presidio con la sua Costituzione”. “Fare memoria della Resistenza, della lotta di Liberazione, di quelle pagine decisive della nostra storia significa ribadire i valori di libertà, giustizia e coesione sociale, che ne furono alla base, sentendoci uniti intorno al Tricolore”.
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L’Italia, ricorda Mattarella, si è dotata “di antidoti contro il rigenerarsi di quei germi di odio e follia che avevano nutrito la scellerata avventura nazifascista”.
Questo è il messaggio lanciato dal Quirinale per una festa della Liberazione che, per la prima volta, si vivrà senza cortei e manifestazioni, con fiori e corone di alloro deposti in solitaria, in ossequio alle disposizioni del lockdown. Ma che tutti potranno celebrare partecipando dagli schermi a “#Bellaciaoinognicasa”, il flashmob promosso dall’Anpi per le 15. VAI ALLA CRONACA VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO VAI ALL’ECONOMIA
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Poche deroghe prima del 4 maggio, si studia “lockdown” di ritorno
Resta apertura edilizia privata e manifattura dal 4 maggio
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24 aprile 2020
23:41
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Quale meccanismo ‘d’emergenza’ introdurre se, dopo il primo allentamento del lockdown, in alcune aree del Paese tornassero a salire i contagi. E’ questo uno dei temi in discussione sul tavolo del governo e se ne sarebbe parlato nella lunga riunione del premier Giuseppe Conte con capi delegazione e ministri di questa sera. Sulle attività produttive l’orientamento sarebbe quello di aprire tutto il 4 maggio e non fare eccezioni per le aziende private, nonostante il pressing delle imprese e delle Regioni, ma riavviare l’edilizia pubblica il 27 aprile, come sollecitato dai Comuni. Dunque nessuna modifica dei codici Ateco ma il confronto finale dovrebbe esserci oggi, sia con le parti sociali sia con gli enti locali che avevano chiesto, con Stefano Bonaccini e con governatori come Luca Zaia, di permettere di riaprire le aziende il 27.
Quanto più in generale al piano della fase 2, Conte si prende ancora del tempo per definire i diversi aspetti, che dovrebbe illustrare al Paese non nel giorno della Liberazione, ma domenica 26 o lunedì 27.
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In discussione ci sono sia le regole sul distanziamento sociale e sull’utilizzo delle mascherine, sia la gestione dei trasporti. Poi bisogna decidere come scandire l’apertura di ristoranti e bar, con la possibilità che in una prima fase, dal 4 o dall’11 maggio, scatti la possibilità di fare asporto.
Quanto ai casi di possibile risalita del contagio, si sta valutando un meccanismo che usi, come suggerito anche dalla task force di Colao, insieme all’indice dei contagi anche la capienza degli ospedali sul territorio e la disponibilità di dispositivi di protezione individuale.
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Il governo deve decidere se inserire un automatismo che vincoli le Regioni o procedere di caso in caso: se salisse l’indice del contagio, ad ogni modo, il “lockdown” tornerebbe a scattare in alcune aree del Paese.
La preoccupazione, in generale, è non riuscire più a contenere la stanchezza dei cittadini, che si somma alle difficoltà economiche: i ministri lo dicono nel confronto al tavolo del Cdm, che a tratti si fa vivace, in cui ognuno presenta le sue proposte, dall’apertura dei campi estivi sostenuta da Elena Bonetti, al grande tema dei trasporti, che è al momento forse quello che più impensierisce.
Non solo con la limitazione del ricorso ai mezzi pubblici potrebbe esserci un caos per il traffico nelle vie cittadine, ma servono anche risorse ingenti per garantire adeguamenti dei mezzi e personale che controlli gli accessi. E bisogna essere pronti dal 4 maggio: un esperimento di 3 ore fatto nella metro di Roma mostra come gestire il flusso non sia facile e le file rischino di essere lunghe:
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Maturandi pronti a Fase 3, si pensa a test e concorsi
Giovani hanno idee chiare sul futuro, meno interessati all’esame
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24 aprile 2020
19:33
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Il dibattito su come si faranno gli esami di maturità, quest’anno, non sembra interessare più di tanto gli studenti che dovranno affrontarli. Loro guardano oltre, al futuro. Lo sottolinea l’Osservatorio “Giovani e Orientamento” promosso da Skuola.net e AssOrienta – Associazione che raggruppa gli orientatori italiani – che, intervistando 10mila alunni dell’ultimo triennio delle scuole superiori, ha voluto comprendere l’idea che i più giovani hanno della vita dopo la scuola.
All’esame di Maturità da qualche anno non esiste una reale selezione, con un rapporto praticamente 1 a 1 tra ammessi e promossi. Al contrario, alla soglia di ingresso all’università si consuma una lotta all’ultimo sangue dove per uno che ce la fa ce ne sono diversi che devono rinunciare: 1 a 6 il rapporto posti-candidati per il test di Medicina nel 2019, ma per alcune professioni sanitarie la proporzione può tranquillamente raddoppiare. Stesso dicasi per i percorsi di formazione e lavoro offerti dalle varie forze armate o di polizia. I maturandi ne sono ormai consapevoli, per cui non aspettano che siano spenti i riflettori sulla notte prima degli esami per iniziare a preparare il “terzo tempo”, il percorso di formazione terziaria.
Laddove, infatti, la prospettiva post-diploma prescelta preveda uno sbarramento, si sta già preparando per la prova 1 maturando su 2.
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Così come le tempistiche relative al momento di partenza della preparazione ci raccontano del maggior attaccamento degli studenti al ‘dopo’ rispetto al diploma. Tra i maturandi, un quarto (25%) di quelli che incontreranno sulla propria strada test e concorsi ha cominciato a prendere le misure con le prove da almeno tre mesi, circa 1 su 10 da oltre un anno. Ma c’è anche chi si porta avanti col lavoro in largo anticipo: accorpando i ragazzi dell’ultimo triennio delle superiori è 1 su 3 a pianificare da lontano il futuro se prevede di dover affrontare una selezione. Una condizione che probabilmente accomunerà tantissimi ragazzi che a breve si affacceranno sul mondo degli adulti. Il 75% al momento, non vede alternative all’università (che in molti casi prevede proprio un ‘filtraggio’ all’entrata). Degno di nota anche quel 5% che ha messo nel mirino un concorso per l’ingresso nelle Forze Armate o di Polizia; proiettando questo dato sul totale degli studenti dell’ultimo triennio delle superiori si traduce in un bacino potenziale di 70mila aspiranti, spinti non tanto dalla stabilità lavorativa (prima motivazione per il 12%) quanto dai valori che incarnano le professioni in divisa (il 52%).
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E gli altri? Circa 1 su 10 si dichiara propenso a tentare direttamente l’accesso al mondo del lavoro, il 4% è orientato verso i percorsi professionalizzanti (Its, Afam, ecc.) mentre per il 3% vorrebbe addirittura prendersi un anno sabbatico.
E’ sull’orientamento che a scuola si potrebbe fare decisamente di più. Infatti a 100 giorni dalla Maturità 2020, quando è stata somministrata la ricerca, i maturandi che avevano già deciso con certezza il proprio percorso post-diploma erano il 54%. Se si considerano tutti gli studenti dell’ultimo triennio, la percentuale scende al 40%. Per gli altri si tratta di una scelta provvisoria o addirittura di tabula rasa. Gli studenti, infatti, lamentano una carenza di attività di orientamento: per il 60% di loro il proprio istituto non ha fatto abbastanza su questo fronte.
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Pessina, non autorizzata pubblicità su criptovalute
Imprenditore pronto a sporgere denuncia
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24 aprile 2020
20:08
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Stefano Pessina rende noto che la sua immagine “è stata utilizzata senza la sua autorizzazione all’interno di una pubblicità che circola sul web volta a promuovere investimenti in criptovalute. La pubblicità, apparsa sui siti di diverse testate giornalistiche, – spiega una nota – riferisce di un’intervista che Stefano Pessina avrebbe rilasciato alla trasmissione Rai ‘Quelli che il calcio’ per consigliare di investire denaro attraverso la piattaforma ‘Bitcoin Profitto’. Si tratta di una notizia assolutamente falsa, in quanto Stefano Pessina non ha mai partecipato alla suddetta trasmissione televisiva né tantomeno ha mai investito personalmente o diffuso questo tipo di consigli per investimenti. Le dichiarazioni a lui attribuite all’interno della pubblicità sono completamente false”. Stefano Pessina precisa di non avere mai avuto “alcun rapporto con questa piattaforma di investimenti, prende nettamente le distanze da chi promuove iniziative illecite di questo tipo e invita a diffidare di questi messaggi”. Rende noto inoltre di aver già provveduto a segnalare l’accaduto alla Polizia Postale e intende sporgere denuncia presso le sedi competenti.
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Ok Protocollo sicurezza lavoro integrato
Intesa parti sociali-governo.Catalfo, tutela salute rafforzata
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24 aprile 2020
10:55
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Ok all’aggiornamento del Protocollo condiviso sulle misure per il contrasto al Covid-19 negli ambienti di lavoro, sottoscritto il 14 marzo, che viene così “integrato” in vista della fase due. Dopo un confronto andato avanti tutta la notte, le parti sociali hanno raggiunto l’intesa, alla presenza della ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo. Implementate le misure per il rientro, dai dispositivi di protezione alle sanificazioni, dallo smart working alle postazioni distanziate. Prevista anche la sospensione temporanea per le imprese che non applicano le regole. Il “lungo confronto” con le parti sociali “si è concluso in modo proficuo e positivo. Un confronto dal quale, in vista dell’avvio della fase 2, la tutela della salute di tutti i lavoratori, la bussola che ci ha sempre guidati, esce ulteriormente rafforzata”. Così la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo E’ “un ulteriore passo avanti per garantire alle nostre imprese di ripartire”.
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Def: Conte riunisce capi delegazione
Presente anche Gualtieri
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24 aprile 2020
10:38
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E’ in corso una riunione del premier Giuseppe Conte con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e i capi delegazione di maggioranza. L’incontro precede il Consiglio dei ministri convocato per l’approvazione del documento di economia e finanza e della relazione al Parlamento sullo scostamento di bilancio. Con il presidente del Consiglio sono riuniti Dario Franceschini, Roberto Speranza, Alfonso Bonafede e Teresa Bellanova, insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro.
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Morto filosofo e politico Aldo Masullo
Docente emerito nella Federico II di Napoli, fu parlamentare
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NAPOLI
24 aprile 2020
21:56
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E’ morto a 97 anni Aldo Masullo. Il filosofo e politico, che aveva festeggiato il compleanno da poco, era nato ad Avellino nel 1923. Due anni fa, nel giugno del 2018, era stato insignito della cittadinanza onoraria dal Comune di Napoli, nel corso di una cerimonia al Maschio Angioino.
Attualmente era professore emerito di Filosofia Morale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Masullo è stato deputato e senatore oltre che parlamentare europeo.
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Cura Italia: la Camera ha approvato il decreto, è legge
Con 229 voti a favore, 123 contrari e 2 astenuti. Ieri il governo aveva ottenuto la fiducia con 298 voti a favore. Bocciato odg di Fdi sul no al Mes
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24 aprile 2020
17:34
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La Camera ha approvato il decreto Cura Italia con 229 sì, 123 no e 2 astenuti. Montecitorio ha confermato il testo approvato dal Senato, che è dunque legge.
Con 216 voti contrari e 119 favorevoli la Camera ha bocciato l’ordine del giorno di Fdi che chiedeva di “impegnare il Governo a non utilizzare in alcun caso il Mes per far fronte all’insieme delle misure volte a contrastare l’attuale emergenza” coronavirus. Il governo aveva espresso parere contrario.
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Def, scostamento di 55 miliardi. Priorità a investimenti e Fisco
Piano fino al 2032. La strategia di rientro del rapporto debito/Pil sarà incentrata anche su contrasto all’evasione fiscale, riforma del sistema fiscale, revisione e riqualificazione della spesa pubblica
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25 aprile 2020
00:03
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Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di economia e finanza.
Con la relazione sullo scostamento di bilancio, sentita la Commissione europea, il governo richiede l’autorizzazione al Parlamento al ricorso all’indebitamento per l’anno 2020 di 55 miliardi di euro, 24,85 miliardi di euro nel 2021, 32,75 miliardi di euro nel 2022, 33,05 miliardi nel 2023, 33,15 miliardi di euro nel 2024, 33,25 miliardi di euro dal 2025 al 2031 e 29,2 miliardi di euro dal 2032. Lo si legge nel comunicato stampa del Cdm. “I principi generali della strategia di rientro” del rapporto debito/Pil “saranno, oltre al conseguimento di un adeguato surplus di bilancio primario: il rilancio degli investimenti, pubblici e privati, grazie anche alla semplificazione delle procedure amministrative; il contrasto all’evasione fiscale; la riforma del sistema fiscale, improntata alla semplificazione, all’equità e alla tutela ambientale; la revisione e la riqualificazione della spesa pubblica”.
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La pressione fiscale “una volta inclusi gli effetti del nuovo decreto” che cancellerà definitivamente gli aumenti dell’Iva scenderà dal “41,8%” del 2020 al “41,4% nel 2021, comprensivi del beneficio degli 80 euro mensili”, che aumenteranno da luglio per effetto del taglio del cuneo fiscale. E’ quanto si legge nel Def. Senza l’eliminazione delle clausole di salvaguardia la pressione fiscale sarebbe invece salita al 42,5%.
Per il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, “55 miliardi per le famiglie, per le imprese, per la sanità e ulteriori risorse per la liquidità e per proteggere le nostre aziende e poi cancelliamo tutti gli aumenti Iva previsti per i prossimi anni. E’ un intervento poderoso, senza precedenti,necessario per sostenere e aiutare il paese in questo momento così difficile e provare a ripartire tutti insieme”. Il crollo dell’attività economica che si è registrato soprattutto dall’11 marzo in poi – prosegue GUaltieri – è non solo senza precedenti, ma non verrà pienamente recuperato nel breve termine” e nonostante il recupero dai “minimi di aprile” il “valore aggiunto rimarrà inferiore al livello di inizio d’anno per molti mesi” anche perché “le misure precauzionali e di distanziamento sociale” restano anche all’estero”.
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Nella premessa al Def si quantifica una caduta del Pil nel primo semestre del “15%” e un “rimbalzo” nella seconda parte dell’anno.
IL CIGNO NERO – “Se non si fosse materializzato il cigno nero della crisi epidemica – si legge nella bozza del Def -, l’economia italiana avrebbe potuto registrare un ritmo di crescita in graduale miglioramento nell’anno in corso. Tale ripresa avrebbe condotto ad una modesta espansione nel primo trimestre dell’anno, rendendo raggiungibile la previsione di crescita annua dello 0,6 per cento formulata nella Nadef di settembre 2019”.
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