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In serata cdm su dl Rilancio
Vertice-fiume del governo su misure fino all’1 scorsa notte
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10 maggio 2020
13:58
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Una riunione del preconsiglio sul decreto Rilancio si terrà alle 14 e il Consiglio dei ministri dovrebbe essere convocato in serata. È quanto emerge dal lungo vertice di governo sul decreto con le nuove misure economiche per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, che è iniziato nel pomeriggio di ieri e si è concluso intorno all’una della scorsa notte.
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Salvini, su Romano serviva profilo basso
Era da evitare spot gratuito a terroristi islamici maledetti
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11 maggio 2020
10:05
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“Il giorno della festa è il giorno della festa e salvare una vita è fondamentale, ma se mi chiede come mi sarei comportato al Governo io, probabilmente, avrei tenuto un atteggiamento da parte delle istituzioni più sobrio, un profilo più basso. Perché mettetevi nei panni di quei terroristi islamici maledetti che hanno rapito questa splendida ragazza: l’hanno vista scendere col velo islamico, ha detto che è stata trattata bene, ha studiato l’arabo, letto il Corano, si è convertita, in più hanno preso dei soldi, io penso che un ritorno più riservato avrebbe evitato pubblicità gratuita a questi infami che nel nome della loro religione hanno ammazzato migliaia di persone”. Così Matteo Salvini a Rtl 102.5 sulla liberazione di Silvia Romano.
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Migranti, M5s frena sull’accordo: ‘Intesa non sia sanatoria’
Nella notte si era raggiunto un compromesso nella maggioranza, ma poi è arrivato un nuovo stop dei pentastellati
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11 maggio 2020
23:52
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Arriva sul tavolo del Consiglio dei ministri il braccio di ferro tra M5s e gli alleati di governo sulla regolarizzazione dei migranti che lavorano come braccianti, colf o badanti. La riunione del Cdm slitta, tra le tensioni, a martedì, probabilmente nel pomeriggio. E M5s insiste che un accordo ancora non c’è e va trovato. Ma gli alleati temono un tentativo di far saltare la norma, instradarla su un binario morto, o comunque continuare a mettere in discussione ogni forma di mediazione. Perciò in serata sia il ministro Roberto Gualtieri che fonti governative del Pd assicurano che la norma sarà in Cdm, così come concordato domenica notte. Il via libera, ribadiscono, nel corso del vertice di governo è arrivato anche dai ministri M5s, che sarebbero stati sempre in contatto con il capo politico Vito Crimi. Nel testo, spiegano i Dem, “sono stati inseriti una serie di vincoli per accogliere le obiezioni M5s, inclusa l’esclusione di ogni sanatoria per chi sia stato condannato per reati come il caporalato: non si può continuare a discutere all’infinito”. Al premier Giuseppe Conte, dicono le stesse fonti, spetterà una mediazione. Ad agitare il percorso del decreto, al di là dei dubbi dei partiti su singole norme (il M5s sul tema delle banche, Iv sul bonus turismo per le vacanze in Italia), ci sono anche le richieste degli enti locali. I sindaci delle città turistiche lanciano un grido d’allarme: si rischia il default. E i presidenti di Regione lo dicono nel corso del tavolo con Conte, Speranza e Boccia: “nel decreto sono stanziati 1,5 miliardi, ma ne servono 5,4”.
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Dl rilancio:Renzi,o si riapre o carestia
Crollo produzione industriale peggio del previsto
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11 maggio 2020
11:26
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“Produzione industriale crolla del 28%. Peggio del previsto. Lo diciamo da tempo: la pandemia rischia di trasformarsi in carestia. Bene la scelta su Irap, proposta da Italia Viva. Ora focus su turismo, industria e innovazione. Riaprire, ripartire, rilanciare #Adesso”. Lo scrive su Twitter il leader di Iv Matteo Renzi.
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Boschi, cambiare bonus vacanze nel dl
A turismo meno previsto. Se bonus non cambia,aiuti diretti
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11 maggio 2020
11:51
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“Sono stata la prima a chiedere di istituire un bonus vacanze e giudico questa misura molto utile.
Ma ieri abbiamo visto che il bonus è diventato un complicato meccanismo di credito di imposta che non garantisce risorse immediate alle imprese. Oltre ad essere limitato ad alcune famiglie e non per tutti. Considerato che le risorse sul turismo sono meno del previsto nel dl, credo sia giusto cambiare il bonus vacanze per renderlo più semplice e immediato”. Lo scrive su Facebook la capogruppo di Iv alla Camera, Maria Elena Boschi.
“Se non è possibile, meglio destinare gli oltre 2 miliardi – almeno in parte – per misure che vadano alle imprese alberghiere direttamente. A cominciare da IMU e fondo perduto. Perché altrimenti queste aziende muoiono. E gli albergatori italiani saranno spazzati via”, aggiunge. “Meglio abbassare le tasse, magari cancellando l’imu, o dare risorse a fondo perduto.
Salviamo l’industria alberghiera: questa è la priorità”, conclude.
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Gelmini, allarmanti dati Confcommercio
Sono fotografia cruda su crisi che vive il paese
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11 maggio 2020
12:49
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I dati Confcommercio sono “una fotografia cruda e allarmante sulla situazione di crisi che sta vivendo e che vivrà nei prossimi mesi il nostro Paese. I settori più colpiti sarebbero gli ambulanti, i negozi di abbigliamento, gli alberghi, i bar e i ristoranti e le imprese legate alle attività di intrattenimento e alla cura della persona.
Facciamo riaprire subito tutte le attività in grado di garantire massima sicurezza e il distanziamento sociale. E poi servono aiuti veri per le imprese: risorse a fondo perduto, stop a tasse mutui e bollette fino a fine anno, un piano per la ripartenza che coinvolga tutto l’economia nazionale, una riforma del fisco coraggiosa. Il governo cambi marcia, non sono più tollerabili ulteriori perdite di tempo”. Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
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Quattro anni fa la legge sulle Unioni civili
Cirinnà: ‘Ora matrimonio egualitario’. Boschi: ‘Rifarei battaglia’
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11 maggio 2020
13:26
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“Sono passati quattro anni dall’approvazione della legge sulle unioni civili, una legge che come dico spesso si occupa della felicità delle persone. Non so più quante coppie ho abbracciato, quante unioni ho celebrato, quanti sorrisi hanno scaldato il mio cuore. Ogni volta è bellissimo, è come vedere la Costituzione diventare vita vera”. Lo scrive la senatrice del Pd Monica Cirinnà in un post su Facebook.
“Quest’anno, però, avverto con ancora più forza i limiti di quella legge, e le situazioni di disuguaglianza a cui non ha potuto porre rimedio e che l’emergenza sanitaria ha reso ancora più evidenti – prosegue – Penso al mancato richiamo all’articolo 78 del codice civile in materia di affinità, che priva gli uniti di suocere e suoceri. Ma penso soprattutto alla condizione – per me sempre più dolorosa – delle famiglie arcobaleno che, in assenza di riferimenti normativi chiari, sono costrette a lottare nei tribunali e con le pubbliche amministrazioni per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. Certo, da quattro anni a questa parte si sono fatti alcuni passi avanti. E questo dimostra che la legge sulle unioni civili ha scavato in profondità nella cultura e nella società italiana”.
“Ma non basta, non può bastare, non più – conclude Cirinnà – Credo sia giunto il momento di iniziare a lavorare per mantenere la promessa dell’eguaglianza, e completare il lavoro iniziato quattro anni fa: gli obiettivi sono chiari, matrimonio egualitario e riconoscimento pieno dell’omogenitorialità, in tutte le sue forme.
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Avverto questa responsabilità con forza, e sono pronta a battermi, nel Partito e in Parlamento, per accompagnare l’Italia verso questo ulteriore passo”.
“Quattro anni fa, la legge sulle unioni civili. Io sono orgogliosa di quella battaglia. La rifarei una, dieci, cento volte. Perché la politica per me si fa solo con il coraggio e con gli ideali #LoveIsLove”, ha scritto su Twitter la capogruppo di Iv Maria Elena Boschi:
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M5s, bene stop anticipo 2×1000 a partiti
Sarebbe stato irrispettoso chiederlo,approfittare di questa fase
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11 maggio 2020
13:13
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Lo stop al 2 per mille in anticipo ai partiti “è un passo indietro che ci soddisfa”. Sarebbe stato “veramente irrispettoso cercare di approfittare di questa fase così difficile per gli italiani per chiedere una anticipazione di liquidità oggettivamente immotivata”. E’ quanto sottolineano fonti di governo M5S.
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Scuola, presidi Cisl: ‘Esame di terza media è incostituzionale’
Maturità: da remoto se non c’è la necessaria sicurezza. Cgil, il 13 maggio prima mobilitazione, non escludiamo nulla.
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11 maggio 2020
16:46
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L’esame di terza media così come previsto dall’ordinanza del ministero dell’Istruzione “sembra aver perso ogni elemento caratterizzante l’esame di Stato e questo solleva diversi dubbi anche alla luce dell’art. 33 della Costituzione”. Lo rilevano i dirigenti scolastici aderenti alla Cisl Scuola. “L’esame proprio non c’è. Non c’è ammissione, non c’è commissione, non c’è alcuna prova e questo mal si accorda con le previsioni costituzionali”. La bozza di ordinanza ministeriale sugli esami di Stato al termine del primo ciclo di istruzione è quella che sta sollecitando il maggior numero di osservazioni, “alcune sono di natura sostanziale”, dicono i dirigenti scolastici della Cisl Scuola, guidati da Paola Serafin. Il Diploma, fanno notare i presidi, costituisce “pur sempre un titolo di studio avente valore legale ed appare difficile rintracciare nell’Ordinanza i tratti che potrebbero ricondurre la procedura prevista ad un esame, sia pure fortemente semplificato”. In particolare, riflettono i presidi della Cisl, la discussione dell’elaborato è collocata nell’ambito dell’attività didattica ordinaria, entro la fine delle lezioni. “I problemi che ne derivano sono molteplici, sia rispetto alla possibilità di organizzare in tempi tanto brevi tutti gli adempimenti, sia rispetto al fatto che non è chiaro se il consiglio di classe che deve ascoltare l’esposizione sia inteso come collegio perfetto, se possa/debba essere presente il dirigente scolastico (si parla di docenti del consiglio di classe) e come nel frattempo possa essere mantenuta l’attività didattica sincrona con tutti gli altri allievi. La presentazione dell’elaborato sembra essere una sorta di interrogazione rafforzata, che però si svolge durante l’ordinaria attività didattica e che in tal modo non può essere ricondotta neppure vagamente ad una sia pure semplificata prova di esame. A meno che non la si voglia ridurre alla sola presentazione dell’elaborato prodotto a casa dall’alunno. In realtà l’esame proprio non c’è. Non c’è ammissione, non c’è commissione, non c’è alcuna prova e questo mal si accorda con le previsioni costituzionali”. Per Serafin “sarebbe quanto mai opportuno collocare dopo il termine delle lezioni il momento di ascolto dell’alunno, anche per la necessaria coerenza con quanto previsto per i privatisti”.
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Sindacati sul piede di guerra – “Il 13 maggio faremo una prima mobilitazione nella scuola ma non escludiamo nulla: serve una determinazione da parte del governo che ancora non vediamo”. Così il segretario generale della Flc Cgil, Francesco Sinopoli, in una diretta Fb con Landini. “Siamo impegnati in un confronto con il ministero dell’Istruzione per definire un protocollo nazionale per la scuola in tempi brevi. Siamo molto preoccupati, se crediamo che si possa iniziare la scuola a settembre, metà in presenza metà a distanza, senza grandi investimenti, che ora non vediamo, ci saranno grandi difficoltà a riprendere la scuola a settembre. Anche l’autonomia universitaria ha fallito. I protocolli per la ripartenza sono tutti diversi uno dall’altro. Non c’è un sistema universitario nazionale, che manca”:“E’ il momento di avviare un piano pluriennale di investimenti per la scuola in cui il diritto alla formazione e alla conoscenza sia centrale”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, in diretta su Facebook. “La malattia del precariato riguarda tutto il Paese, ha il livello di precarietà più alto in tutti i settori, vanno cambiate le leggi sbagliate. C’è bisogno di cambiarle e assumere una direzione precisa. Quando parliamo di scuola, il tema non riguarda solo il governo, vanno coinvolte le Regioni e i Comuni perché una scuola di qualità significa superare la precarietà ma c’è anche un problema di qualificazione, di formazione del personale e di adeguamento dei luoghi fisici”. E ha proseguito: “Oggi è il momento di investire sullo stato sociale, questo vale per la scuola, la sanità, i servizi. Maggio è il mese decisivo: a scuola è il momento per fare il protocollo per la sicurezza e per fare partire i lavori. Serve poi una piattaforma protetta per la didattica a distanza che impedisca l’utilizzo dei dati che si sta facendo senza alcun controllo. Anche questo significa fare investimenti”.
“Serve un protocollo di sicurezza specifico per la scuola, ma bisogna anche affrontare i limiti e i ritardi che la scuola ha. E’ necessario un piano di investimenti sul piano edilizio – ha aggiunto Landini – c’è un tema di come si costruiscono le classi in sicurezza e c’è un problema di organici. Per molti anni c’è stato un forte disinvestimento, è il momento di produrre un elemento di cambiamento. Bisogna prevedere inoltre borse di studio a tutti i cittadini visto l’abbandono scolastico forte. Ci sono forti ritardi da colmare”.
“Dalla grave emergenza sanitaria e sociale il Paese deve cercare di uscire non tornando a essere come prima, ma cambiando profondamente nella scelta delle priorità. Il modo in cui si affronterà l’emergenza nella scuola sarà in questo senso un primo banco di prova”. Lo ha detto la segretaria generale della CISL Annamaria Furlan intervenendo oggi ai lavori del Consiglio Generale CISL Scuola, riunito in modalità telematica per un confronto sulla situazione politico sindacale e in particolare sulle modalità con cui ci si accinge ad affrontare le delicatissima fase di ripresa delle attività in presenza, a partire dallo svolgimento degli esami di Stato. Non sono mancati, sia nella relazione introduttiva della Segreteria Generale della Cisl Scuola di Maddalena Gissi, sia in quello di Annamaria Furlan i riferimenti alle questioni che più in generale caratterizzano una fase di emergenza la cui drammaticità è rilevante sia sotto il profilo sanitario che su quello delle pesanti ricadute di natura economica e sociale.
Maturità, da remoto se non c’è sicurezza – Non si può prevedere che i presidi siano equiparati ad autorità sanitarie nel corso dello svolgimento degli esami di maturità. Lo sottolineano i dirigenti scolastici della Cisl scuola. “Nell’ordinanza ministeriale sugli esami di Stato – scrivono – deve essere inserita la previsione che gli esami si svolgano in remoto qualora non sia possibile, per situazioni contingenti, garantire l’applicazione delle misure che saranno indicate con le annunciate disposizioni tecniche. Comunque, l’applicazione di queste misure indicate a livello nazionale deve escludere ogni altra responsabilità in relazione all’eventualità di situazioni di contagio. In questo caso non può essere richiamata né l’autonomia scolastica, né la discrezionalità del dirigente per supposte integrazioni delle misure che sono relative ad una situazione del tutto eccezionale e che devono per questo essere definite in modo chiaro ed incontrovertibile, rendendone possibile l’applicazione in termini di spazi, personale e risorse. Altrettanto va detto per la responsabilità sulle strutture e gli impianti, che deve essere ricondotta agli enti proprietari, tanto più nelle attuali ipotesi di ristrutturazione degli ambienti e nell’uso a fini scolastici di spazi a ciò non abitualmente deputati, per garantire il necessario distanziamento sociale”. VAI ALLA CRONACA VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO VAI ALL’ECONOMIA VAI ALLE NOTIZIE DI TECNOLOGIA
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Via Irap per 1,8 mln imprese, sconto Imu per alberghi
Stop rata per quelle fino 250 mln. 1,5 mld scuola e 16mila prof
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11 maggio 2020
23:46
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Calo dell’Irap per quasi tutte le imprese italiane, circa 1,8 milioni. Sconti a chi investe in aziende colpite dal Covid. Via la prima rata dell’Imu per alberghi e stabilimenti balneari. Più fondi per gli ammortizzatori e norme per semplificare e accelerare l’accredito della Cig in deroga. Ma anche 1,5 miliardi per la scuola e stabilizzazione di altri 16mila insegnanti che saranno in cattedra da settembre. Si avvicina a tagliare il traguardo il tanto atteso decreto Rilancio, con le nuove misure per attutire l’impatto economico dell’epidemia del Coronavirus. Un provvedimento “molto consistente” ha ribadito il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri spiegando che i nodi politici sono stati superati e ora si tratta solo di chiudere le norme nei dettagli. Tra questi, nelle ultime bozze, ne spuntano diversi che vanno dall’ampliamento di chi potrà usare il 730 per fare la dichiarazione dei redditi, a un aumento delle famiglie che potranno sfruttare il bonus per andare in vacanza in Italia. Il tetto di Isee infatti sale da 35mila a 50mila euro per un tax credit che si potrà spendere in strutture ricettive e b&b a fronte di pagamenti registrati (fattura elettronica o documenti con codice fiscale del destinatario dello sconto). Il bonus rimane di massimo 500 euro a famiglia (300 euro in due e 150 euro per una persona sola).
Per aiutare il turismo, il settore più martoriato, ci saranno anche sconti per gli affitti (previsti anche per tutti quelli che hanno avuto perdite ma solo fino al 60%) e ora anche l’abolizione della prima rata dell’Imu (con una copertura di circa 120 milioni), a patto che alberghi e pensioni siano gestiti dai proprietari. La cancellazione dell’Imu vale anche per le strutture turistiche di laghi e fiumi. Il pacchetto per le imprese, comunque, resta uno dei più corposi del provvedimento: confermati contributi a fondo perduto per micro-aziende, commercianti, artigiani e autonomi sotto i 5 milioni di ricavi, mentre si sta ancora lavorando agli aiuti per le imprese di medie dimensioni.
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La novità è quella del taglio dell’Irap che interesserà tutte le imprese fino a 250 milioni di ricavi, come ha annunciato Gualtieri: si tratterebbe di quasi un milione e ottocentomila attività produttive, artigianali e commerciali sottoposte all’Irap. La quasi totalità visto che oltre i 250 milioni, stando alle statistiche sulle ultime dichiarazioni dei redditi, c’erano solo 970 imprese. Tutti questi contribuenti non dovranno andare alla cassa entro il 16 giugno per pagare saldo e acconto dell’imposta, senza distinzioni in base alla perdita di fatturato (esulta Iv), come previsto dalle prime bozze della norma. Ancora in valutazione anche le misure a sostegno delle ricapitalizzazioni, nelle prime ipotesi un mix tra sconti fiscali e intervento dello Stato attraverso Invitalia, mentre per le grandi imprese dovrebbe essere confermato il coinvolgimento di Cdp con un fondo apposito. Per le imprese sono in arrivo anche altri fondi per rendere più sicuri i luoghi di lavoro e ridurre il rischio contagio. I primi 50 milioni messi a disposizione di Invitalia con il programma Imprese Sicure sono finiti il primo giorno, davanti a un boom di domande per oltre un miliardo di richieste di rimborsi per i soli acquisti di mascherine e dispositivi di protezione. Ora dovrebbero esserci altri 600 milioni tra credito d’imposta per le sanificazioni e i dispositivi e aiuti a fondo perduto sempre per adeguare i posti di lavoro: le imprese fino a 9 dipendenti potranno avere massimo 15mila euro, 50mila euro fino a 50 dipendenti e quelle più grandi massimo 100mila euro.
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Bar, ristoranti e parrucchieri riaprono dal 18 maggio, ok del governo
Tra giovedì e venerdì, sulla base dei dati del monitoraggio, arriveranno le linee guida per consentire alle Regioni di riaprire
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11 maggio 2020
22:18
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Tra giovedì e venerdì, sulla base dei dati del monitoraggio, arriveranno le linee guida per consentire alle Regioni di riaprire dal 18 maggio commercio al dettaglio, bar e ristoranti, estetisti e parrucchieri. E’ quanto emerso, secondo quanto si apprende, nel corso dell’incontro tra governo e Regioni. Le linee guida e i protocolli di sicurezza saranno indicati per ogni attività, viene spiegato, perché possano riaprire nella massima sicurezza. “Inizia la fase della responsabilità per le Regioni”, ha sottolineato il ministro delle Autonomie Francesco Boccia.
Le Regioni potranno riaprire in autonomia le attività a partire dal 18 maggio ma il governo avrà la possibilità di intervenire nel caso in cui, in base all’andamento dei dati sulla curva del contagio e dei criteri definiti dalla circolare del ministero della Salute, fosse necessario bloccare una nuova diffusione del virus. Gli interventi saranno tempestivi, viene spiegato, in stretto contatto tra governo e regioni.
Saranno invece ancora oggetto di confronto tra governo e territori le tempistiche e le modalità di riapertura dei confini interregionali, per le quali al momento non esiste una visione univoca da parte delle Regioni.
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“Le istanze delle Regioni – dice il governatore Luca Zaia – sembrano vengano accolte. E’ una sorta di anticipazione dell’autonomia. Se tutto sarà confermato – spiega – considero proficuo per i veneti l’esito dell’incontro”. “Il premier – spiega – ha datola possibilità per le Regioni di presentare un programma di aperture per il 18. Il Veneto, con estrema coerenza, presenterà in settimana la ripartenza totale”. “La sanità è come un ‘abito sartoriale’ per le Regioni – osserva Zaia – e quindi ogni Regione, come ha avuto questo abito durante l’emergenza, lo avrà anche nell’apertura”. Il Veneto si prepara a riaprire “ovviamente – precisa il governatore – tenendo sempre in primo piano gli indicatori sanitari. Dall’altro lato abbiamo chiesto che nei prossimi giorni si chiuda velocemente il protocollo con le linee guida per tutte le attività economiche, con la massima attenzione alla semplificazione”.
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“Il Premier Conte ha accolto la richiesta di autonomia delle Regioni nella gestione della Fase 2, avanzata nei giorni scorsi con una lettera dei governatori indirizzata al Premier. Dal 18 maggio si potranno quindi aprire le attività sotto la nostra responsabilità e in base alle esigenze del territorio. Il Governo farà le sue proposte che verranno integrate da quelle degli enti locali e insieme porteremo avanti il monitoraggio della situazione. Avanti con buon senso! Ripartiamo insieme”. Lo scrive il Presidente della Liguria Giovanni Toti su Twitter.
Intanto, da questa mattina in Alto Adige sono aperti parrucchieri, bar e ristoranti, come previsto dalla legge provinciale approvata la scorsa settimana. I saloni stanno ricevendo i primi clienti con orario prolungato, in alcuni casi dalle 7 alle 21, per smaltire le lunghe liste d’attesa. Secondo le direttive provinciali, i parrucchieri indossano mascherine Ffp2, per i clienti basta una mascherina qualsiasi. Dopo un periodo di attività con asporto, riprendono il servizio ai tavoli anche ristoranti e bar, con una distanza minima di due metri fra un tavolo e l’altro. Anche qui obbligo di mascherina. La legge provinciale ha dato via libera anche ai musei, ma il lunedì è tradizionale giorno di chiusura.
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Silvia Romano è arrivata a casa a Milano: ‘Rispettate questo momento’
La Procura di Roma ha inviato la rogatoria alle autorità somale. Di Maio: ‘E’ viva, ora un po’ di rispetto’. Salvini: ‘Dal governo serviva un più basso profilo.’
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11 maggio 2020
19:45
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Silvia Romano, la cooperante milanese di 24 anni rapita in Kenya nel 2018 e liberata due giorni fa, è arrivata a casa sua in via Casoretto a Milano. Con lei ci sono la mamma e la sorella. “Rispettate questo momento”: sono le uniche parole pronunciate da Silvia Romano al suo rientro a casa a Milano dopo 18 mesi di prigionia, rispondendo a chi le domandava se tornerà in Kenya.
Intanto la Procura di Roma, che indaga sul rapimento della volontaria Silvia Romano, che ha confermato di essersi convertita all’Islam e di chiamarsi Aisha, è in attesa di una risposta dalle autorità somale alle quali è stata inviata una rogatoria per sollecitare la collaborazione nelle indagini. La rogatoria servirà a fare luce sulla prigionia della Romano, durata 18 mesi, e che ha visto la ragazza spostata in quattro covi, tutti in villaggi e raggiunti a piedi.
E’ rimasto nelle mani dei rapitori il diario su cui Silvia Romano descriveva i giorni della sua prigionia in Somalia. In base agli elementi forniti dalla giovane nel corso del colloquio con gli inquirenti, durato oltre 4 ore, la ragazza e’ stata tenuta in ostaggio sempre dallo stesso gruppo terroristico islamista Al Shabaab dopo essere stata ceduta dal commando armato formato da otto persone che l’aveva prelevata in un centro commerciale in Kenia nel novembre del 2018.
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“Silvia è una giovane ragazza che ha vissuto 18 mesi da prigioniera. Prima in Kenya. Poi in Somalia. A soli 23 anni. Grazie all’impegno di donne e uomini dello Stato oggi è nuovamente in Italia, tra le braccia della sua famiglia. E questa è l’unica cosa che conta. Quell’abbraccio intenso, infinito, vero, emozionante di Silvia con il padre, la madre e la sorella ha commosso tutti. Silvia è viva, sta bene. Adesso, per favore, un po’ di rispetto”. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, postando le foto di Silvia Romano che abbraccia i genitori. Questa mattina fonti della Farnesina hanno smentito quanto riportato da alcuni organi di stampa, secondo cui l’annuncio della liberazione di Silvia Romano avrebbe sollevato uno scontro tra il ministero degli Affari Esteri e la Presidenza del Consiglio. “La nostra convinzione è che a prevalere sia sempre lo spirito di squadra”, chiosano le stesse fonti:“Il giorno della festa è il giorno della festa e salvare una vita è fondamentale, ma se mi chiede come mi sarei comportato al Governo io, probabilmente, avrei tenuto un atteggiamento da parte delle istituzioni più sobrio, un profilo più basso. Perché mettetevi nei panni di quei terroristi islamici maledetti che hanno rapito questa splendida ragazza: l’hanno vista scendere col velo islamico, ha detto che è stata trattata bene, ha studiato l’arabo, letto il Corano, si è convertita, in più hanno preso dei soldi, io penso che un ritorno più riservato avrebbe evitato pubblicità gratuita a questi infami che nel nome della loro religione hanno ammazzato migliaia di persone”. Così Matteo Salvini a Rtl 102.5 sulla liberazione di Silvia Romano. “Certo – aggiunge – qualche domanda deve avere una risposta In Kenia le donne valgono molto meno dell’uomo perché l’uomo può sposare quante donne vuole e la donna no, visto che c’è la poligamia per legge, e i soldi che sarebbero stati pagati per il riscatto sarebbero stati incassati da questa associazione terroristica Al-Shabaab che con attentati ed autobombe ha ucciso migliaia di persone”.
“Tutti, in questo momento, la sentiamo nostra figlia”: il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha parlato così di Silvia Romano. Lo ha fatto intervistato dal sito Umbria24. “Una nostra figlia che ha corso dei pericoli enormi, che ha avuto coraggio e forza d’animo” ha aggiunto l’arcivescovo di Perugia.
Il più diffuso giornale keniano, il Daily Nation, individua in un incontro fra inquirenti del luglio dell’anno scorso a Roma e nella formazione di una squadra investigativa congiunta italo-keniana il momento che ha “spianato la strada” alla liberazione di Silvia Romano. “Un incontro a Roma nel luglio dell’anno scorso fra il direttore della Procura pubblica (Dpp)” (il procuratore generale keniano) Noordin Haji e quello “delle Indagini criminali (Dci) George Kinoti e alti responsabili della Giustizia dall’Italia spianò la strada al salvataggio di Silvia Romano”, scrive l’edizione cartacea del quotidiano titolando “Dentro il salvataggio segreto della cooperante italiana”. “L’incontro concordò che una squadra speciale di polizia antiterrorismo da Roma doveva venire in Kenya per aiutare nelle indagini, che sarebbero rimaste nelle mani della Dci. E’ stata questa squadra che ha scoperto che Romano era stata portata in Somalia e furono avviati immediatamente sforzi per contattare i suoi rapitori”, scrive ancora il Daily Nation ricordando che all’incontro presero parte l’allora procuratore generale di Roma, Giovanni Salvi, e il pm titolare del procedimento, Sergio Colaiocco. Nell’articolo si sostiene che “una combinazione di errori ritardi da parte del governo keniano nelle ore successive al rapimento di Romano consentirono ai sequestratori di portarsi a Garissa prima di passare in Somalia”: la polizia arrivò sul posto “due ore dopo il fatto” e un veicolo militare fu dislocato in aiuto alle ricerche solo “il giorno dopo a mezzogiorno”. Lilian Sora, fondatrice di Africa Milele onlus, l’associazione di volontariato con cui Silvia è partita sottolinea che “Nel tempo in cui Silvia è stata rapita non ho mai smesso di indagare. Ho scoperto che Silvia era controllata: sospetto che alcuni componenti del commando abbiano dormito vicino alla nostra casa pochi prima del rapimento”. “Silvia non è stata mandata sola a Chakama il 5 novembre come qualcuno ha detto – spiega Lilian Sora – è diventata una nostra cooperante ed è partita con due volontari. Ad aspettarli inoltre c’era il mio compagno, che è il referente in Kenya della onlus, e un altro addetto alla sicurezza, entrambi masai. I due volontari dovevano rientrare il 19 novembre e Silvia doveva andare con loro a Malindi per accogliere i nuovi che però hanno ritardato di due giorni perchè avevano trovato un volo più economico. Così Silvia è rimasta sola a Chakama. Il 20 è stata rapita”.
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Coronavirus: Save The Children, parte la campagna ‘Riscriviamo il futuro’
Serve un piano straordinario per l’infanzia
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11 maggio 2020
11:43
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Parte da oggi la campagna di Save The Children “Riscriviamo il futuro” per offrire educazione, opportunità e speranza a 100mila bambini per “uscire dalla povertà educativa con un Piano straordinario per l’infanzia e l’istituzione di una unità di missione che ne garantisca l’attuazione”. La campagna prevede una prima settimana dedicata alla sensibilizzazione sui canali Rai e andrà avanti per i prossimi mesi con iniziative e partnership èer rendere i bambini protagonisti dei mesi che verranno.
“Non possiamo permettere che l’epidemia di COVID-19 in pochi mesi tolga ai bambini e agli adolescenti in Italia opportunità di crescita e sviluppo. Dobbiamo agire subito per non privarli del loro futuro. L’educazione, formale e non, rappresenta per i nostri bambini l’ancora di salvezza per avere opportunità nel presente ma soprattutto per garantire la libertà di scegliere il proprio futuro, specie nei contesti più svantaggiati – afferma Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children Italia – Ora più che mai è necessario un impegno collettivo che veda coinvolti – cittadini, famiglie, scuole, terzo settore, aziende e istituzioni – per una ripartenza che identifichi i diritti dei minori come bussola per intervenire nel presente e riscrivere il futuro”.
Save the Children oggi diffonde anche un Manifesto per chiedere al Governo, al Parlamento, alle Regioni e a tutte le istituzioni locali di aiutare i bambini a uscire dalla povertà educativa. Un Manifesto a cui hanno già aderito oltre cento nomi noti del mondo della cultura e dello spettacolo, della musica e del giornalismo, dell’impresa e dello sport, tra i tanti Stefano Accorsi, Andrea Agnelli, Giovanni Allevi, Niccolò Ammaniti, Marco De Benedetti, Ferruccio De Bortoli, Stefano De Alessandri, Erri De Luca, Diego Della Valle, Pierfrancesco Favino, Tiziano Ferro, Dacia Maraini, Margaret Mazzantini, Laura Pausini, Gabriele Salvatores.
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Silvia Romano, Salvini: ‘Spot gratuito a terroristi islamici maledetti’
Meloni: ‘Non si deve pensare che rapire un italiano sia remunerativo’. Fratoianni:’Destra indignata ma non per i 49 milioni della Lega’
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TRIESTE
11 maggio 2020
18:43
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“Il giorno della festa è il giorno della festa e salvare una vita è fondamentale, ma se mi chiede come mi sarei comportato al Governo io, probabilmente, avrei tenuto un atteggiamento da parte delle istituzioni più sobrio, un profilo più basso. Perché mettetevi nei panni di quei terroristi islamici maledetti che hanno rapito questa splendida ragazza: l’hanno vista scendere col velo islamico, ha detto che è stata trattata bene, ha studiato l’arabo, letto il Corano, si è convertita, in più hanno preso dei soldi, io penso che un ritorno più riservato avrebbe evitato pubblicità gratuita a questi infami che nel nome della loro religione hanno ammazzato migliaia di persone”. Così Matteo Salvini a Rtl 102.5 sulla liberazione di Silvia Romano. “Certo – aggiunge – qualche domanda deve avere una risposta In Kenia le donne valgono molto meno dell’uomo perché l’uomo può sposare quante donne vuole e la donna no, visto che c’è la poligamia per legge, e i soldi che sarebbero stati pagati per il riscatto sarebbero stati incassati da questa associazione terroristica Al-Shabaab che con attentati ed autobombe ha ucciso migliaia di persone”.
“Non possiamo che essere felici che una cittadina italiana sia stata liberata dai cittadini italiani. Mi lasciano perplesse le modalità: la riflessione per la quale l’Italia paga sempre chi sequestra un italiano rischia di avere un rovescio della medaglia, cioè che gli italiani siano considerati dai terroristi islamici soggetti utili a garantire approvvigionamenti economici”. Lo ha detto il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, intervenendo a Radio Capital sulla liberazione di Silvia Romano.
“Sono sicuro che i servizi segreti lavoreranno con la massima cautela, ma bisogna stare attenti, perché si rischia di avere un ritorno controproducente, invece che utile a tutelare gli italiani nel mondo”, ha aggiunto. Sulla conversione all’Islam della cooperante milanese, Fedriga ha precisato di “non entrare nel merito delle scelte personali. Penso che le scelte che ha compiuto, lei ha detto liberamente, sono sicuramente condizionate da uno stato di prigionia di 18 mesi, non stiamo parlando di una persona che ha scelto la sua strada facendo una vita normale. Bisogna avere il massimo rispetto di queste situazioni, si tratta anche di condizionamenti molto pesanti, indipendentemente, ripeto, se siano liberi o no, ma non sono in grado di dirlo e credo che nessuno sia in grado di dirlo”.
“Dobbiamo essere contenti per una nostra connazionale che rientra a casa, però adesso lo Stato italiano deve dimostrare che sarà implacabile con suoi sequestratori”. Lo ha detto il leader dei Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, commentando la liberazione di Silvia Romano in collegamento con Aria Pulita su 7 Gold. “Noi – ha detto Meloni – non possiamo in alcun modo correre il rischio che si possa ritenere in giro per il mondo che rapire un italiano può essere remunerativo”.
“Per i campioni della destra italica è normale che questo Paese abbia miliardi di euro di evasione fiscale, cercano di far dimenticare la scomparsa di 49 milioni di soldi pubblici dalle casse di un partito, voltano le spalle davanti a corruzione e malaffare. Poi diventano isterici quando vedono che una ragazza rapita è stata salvata dallo Stato, e addirittura feroci se si è convertita ad un’altra religione. Schifo e vergogna”. Lo afferma il portavoce nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni. “Sono felice che abbiamo un’italiana in più che è tornata a casa”. Così la deputata del Pd Debora Serracchiani in seguito alla liberazione della cooperante rapita 18 mesi fa in Kenya e liberata sabato.
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“Sono particolarmente felice – ha ribadito Serracchiani – del fatto che Silvia sia tornata in Italia e che abbia potuto riabbracciare la propria famiglia” e “voglio ringraziare tutti coloro che sottotraccia in questi lunghi mesi hanno continuato a lavorare perché questo accadesse”.
“L’ho sentita questa mattina su Radio Maria, non sono l’unico a pensarla così”. Si giustifica così il sindaco di Ovindoli Simone Angelosante, nonché consigliere regionale della Lega in Regione Abruzzo, che conferma di aver postato su facebook il meme del Pd con il viso sorridente di Silvia Romano e il suo commento: “Avete mai sentito di qualche ebreo che liberato da un campo di concentramento si sia convertito al nazismo e sia tornato a casa in divisa delle SS?”. “Non mi sembra di aver detto niente di negativo – prosegue il consigliere regionale leghista – ho solo riportato un dato storico e oltre tutto non ho fatto nessun nome della ragazza. Ma comunque è una idea che gira sulle radio nazionali”, conclude.
“Il vicepresidente del Consiglio regionale Giorgetti deve vergognarsi. Il suo post su Silvia Romano, poi frettolosamente rimosso, è indecente”. Così il gruppo regionale del Pd in Veneto si scaglia contro il vicepresidente dell’assemblea regionale Massimo Giorgetti (Fdi), che ieri in un post – poi rimosso – sul proprio profilo Facebook aveva scritto a proposito della liberazione di Silvia Romano: “Ora avremo una musulmana in più e 4 milioni di euro in meno. Un affare proprio”. “Stiamo parlando di una ragazza, un’italiana, che è andata ad aiutare una popolazione povera, bambini in un orfanotrofio, ‘a casa loro'”. E’ stata finalmente e giustamente liberata e portata a casa dalle autorità italiane. Dovremmo essere tutti contenti e stop”, sottolinea il gruppo veneto dei Dem. “La discussione sulla religione di Silvia Romano, un fatto privato, è allucinante – prosegue la nota – C’è poi anche una questione di forma: Giorgetti si ricordi che prima di tutto è un rappresentante istituzionale con un ruolo importante: dovrebbe usare ben altri toni e ben altro rispetto”.
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Migranti: M5s, no a sanatoria
Permesso di soggiorno deve essere legato a contratto lavoro
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11 maggio 2020
15:52
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“Sul tema dei lavoratori stagionali, rimaniamo fortemente contrari rispetto a qualunque intervento che si configuri come una regolarizzazione indiscriminata. Non riteniamo questa una soluzione che possa rispondere alle reali esigenze nostre aziende del settore agroalimentare. Confermiamo il nostro principio di partenza: il permesso di soggiorno deve essere legato ad un contratto di lavoro, non viceversa”. Lo scrive in una nota il Movimento 5 Stelle.”Resta poi confermato il nostro fermo ‘no’ rispetto a qualunque ipotesi di sanatoria sui reati commessi”, aggiungono.
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Ceriscioli, Marche pronte riaprire 18/5
Nostre linee guida contributo importante, carte in regola sanità
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ANCONA
11 maggio 2020
17:45
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La Regione Marche è pronta a riaprire estetiste e parrucchieri, ma anche bar e ristoranti dal 18 maggio e la stagione balneare dal 29 maggio, in base a protocolli concordati con le associazioni di categoria e con l’Anci e approvati oggi dalla Giunta regionale. Lo ha annunciato il presidente della Regione Luca Ceriscioli in un incontro stampa in streaming, affiancato dal presidente di Anci Marche Maurizio Mangialardi e dagli assessori al Turismo Moreno Pieroni e alle Attività produttive Manuela Bora. L’obiettivo – ha sottolineato Ceriscioli – è “riaprire prima possibile in condizioni di sicurezza, noi stiamo tenendo insieme questi due aspetti”.
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M5s blocca accordo su migranti
Regolarizzazione migranti rischia di saltare in dl rilancio
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11 maggio 2020
19:27
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Sono due gli scogli su cui il M5s fa infrangere l’accordo di massima raggiunto la scorsa notte, anche con il via libera dei pentastellati, sulla regolarizzazione dei migranti e dei braccianti agricoli, colf e badanti anche italiani. Si tratta della possibile sanatoria penale per i datori di lavoro che regolarizzino chi è in nero e della durata di sei mesi dei permessi di soggiorno temporanei che i migranti possono chiedere per cercare lavoro in Italia. Misure che dovrebbero essere inserite nel decreto rilancio.
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Romano, Tajani, Conte informi Parlamento
E magistratura accerti verità e responsabilità rapitori
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11 maggio 2020
19:28
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“Siamo tutti soddisfatti del rientro in Italia di Silvia Romano, opera della nostra intelligence.
Toccherà al governo informare il Parlamento sullo svolgimento della trattativa ed alla magistratura accertare la verità e le responsabilità dei rapitori”. Lo scrive su twitter il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani.
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Migranti, Meloni sì a proroga permessi
Ma regolarizzare 600 mila clandestini è follia, delirio
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11 maggio 2020
19:31
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“Non so di cosa stiamo parlando, in queste settimane abbiamo sentito di tutto. Se qui si sta parlando di prorogare un permesso di soggiorno, quindi una presenza sul territorio nazionale di migranti regolari che in forza della scadenza rischiano di diventare irregolari, io non ho nulla da dire”. Lo ha detto 7 Gold la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. “Ma da quello che abbiamo sentito dire al ministro Bellanova è una cosa molto diversa: lei per aiutare l’agricoltura vuole regolarizzare 600 mila clandestini che sono sul nostro territorio nazionale e questa è una follia priva di senso alcuno”, ha detto Meloni.
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Storace, che senso ha insultare Romano?
La penso come Crosetto, è andata ad aiutare chi aveva bisogno
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11 maggio 2020
19:34
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“Dice Guido Crosetto. E io la penso esattamente come lui”. Così Francesco Storace condivide il tweet di Guido Crosetto sulla liberazione di Silvia Romano: “Scusate, ma se diciamo, convinti, che vanno aiutati a casa loro, vanno fatte crescere le loro economie, che l’emigrazione uccide l’Africa etc. etc. che senso ha insultare una ragazza che è andata ad aiutarli a casa loro? Certamente non pensava di essere rapita e venduta”.
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La maratona notturna della parrucchiera francese
Karine apre il salone a mezzanotte non appena scattata la Fase 2
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PARIGI
11 maggio 2020
20:38
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Non ha voluto perdere neanche un minuto. Nel giorno in cui la Francia è entrata finalmente nella fase 2 della guerra al coronavirus, dopo oltre 50 giorni di lockdown, Karine Granger, parrucchiera di Clichy-la-Garenne – nel dipartimento degli Hauts-de-Seine, a nord di Parigi – ha deciso di riaprire i battenti a mezzanotte e un secondo. Un modo per celebrare in compagnia la fine dei due mesi di confinamento totale, ma anche per offrire la possibilità di tagliarsi i capelli sin da subito e sostenere la sua attività economica così duramente colpita dalla crisi.
Mercoledì scorso, l’ingegnosa professionista ha avvertito i suoi 830 clienti che avrebbe fatto una maratona notturna, tra domenica e lunedì. Un orario più che straordinario, per far tornare a vivere forbici, spazzole, asciugacapelli e tutti gli altri ferri del mestiere lasciati da quasi due mesi nel cassetto. E il successo è stato immediato. “Sono sold out. Ho ricevuto prenotazioni per tutta la notte”, annunciava entusiasta, nonostante i prezzi non esattamente a buon mercato.
All’interno ha potuto accogliere solo un massimo di cinque clienti e due dipendenti, contro dodici e quattro in tempi normali. Karine ha tagliato capelli ed operato straordinarie messe in piega fino all’alba, prima di lasciare il posto ai dipendenti. Oltre agli incassi, per Karine è stato anche uno straordinario colpo di comunicazione. Lei racconta di tenere troppo al suo salone e che farà di tutto per evitare il fallimento, nonostante la batosta.
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Salvini,Spadafora con calcio copre altro
‘Mi sembra abbia una sorta di pregiudizio verso questo mondo’
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NAPOLI
11 maggio 2020
19:31
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“L’operato del ministro Spadafora lo lascio giudicare agli addetti ai lavori del mondo dello sport e del calcio ma non ne ho sentito uno contento”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini intervenendo a Radio Kiss Kiss.
“Come se – ha aggiunto il leader leghista riferendosi al ministro dello Sport – qualcuno usasse il mondo dello sport e del calcio per coprire altri problemi. Non è che bloccando a oltranza il calcio si risolvono i problemi degli italiani. Mi sembra – ha spiegato Salvini – che qualcuno abbia una sorta di pregiudizio nei confronti di quello che sicuramente è uno sport ma che ha dietro di sé decine di decine di migliaia di posti di lavoro. E quando c’è di mezzo il lavoro – ha concluso – non si scherza”.
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