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Niente app, in Francia ci sono ‘gli angeli custodi’
Per ora 5mila volontari per tracciare
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PARIGI
04 maggio 2020
07:56
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Niente da fare in Francia per StopCovid, l’app per smartphone che avrebbe dovuto tracciare i positivi al Covid-19 e chiunque fosse venuto a contatto con loro: polemiche a non finire fra garanti della privacy e sostenitori del primato della salute pubblica hanno avuto ragione dei tentativi di varare l’applicazione. Che per l’11 maggio, giorno della riapertura, non sarà pronta.
La Francia si affida quindi alle “brigate di angeli custodi”, gruppi di volontari che si stanno formando in fretta e furia. Saranno loro ad andare a reperire i positivi indicando loro il percorso di protezione.
Nella sede e negli uffici territoriali della Previdenza sociale è cominciato il conto alla rovescia per mettere a punto il contact tracing, un dispositivo inedito per delicatezza del compito e per dimensioni. La legge in votazione in questi giorni in Parlamento prevede per gli “angeli custodi” componenti delle “brigate” la possibilità di accedere ai dati medici personali di chi risulta positivo al Covid-19 da analisi di laboratorio. I dati potranno essere conservati fino ad un anno prima della distruzione: “Il tracciamento sarà il perno della riapertura su scala nazionale.
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E la app StopCovid, se sarà varata, sarà il suo complemento”, ha spiegato Vèran. Il lavoro del GPS lo faranno i medici curanti e i pazienti risultati positivi, con i primi che consegneranno un formulario ai contagiati con la raccomandazione di riflettere e riportare tutte le persone che ricordano di aver potuto infettare, risalendo fino a 48 ore prima della comparsa dei sintomi.
Completata la lista (che il paziente non può essere obbligato a stilare), il medico attiverà la piattaforma e i “casi contatto” prenderanno forma, ammesso che i contatti e le indicazioni per raggiungerli siano completi. I 5.000 angeli custodi, a quel punto – formati fra il personale medico, della previdenza, della Croce rossa e delle unità di assistenza sociale – dovranno recarsi dal paziente positivo per chiarire di che entità sia stato ogni contatto.
Quindi, rintracciare ognuno dei contatti a rischio per informarli della loro potenziale esposizione al virus e consigliare loro tampone immediato e 14 giorni di confinamento. Ammesso che la persona contattata accetti e che la Francia sia in grado per l’11 maggio di effettuare i 700.000 test settimanali – finora merce introvabile – che sono indispensabili per far funzionare tutto il sistema.
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Usa raccomanda tracciamento Apple-Google
Documento dei Cdc, piattaforma sarà pronta a metà maggio
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04 maggio 2020
12:48
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Negli Stati Uniti i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc), l’organismo di controllo della sanità pubblica, raccomanda la piattaforma di tracciamento del coronavirus messa a punto da Apple e Google e adottata da diversi paesi che stanno sviluppando un’app, tra questi anche l’Italia. La versione definitiva dela piattaforma sarà pronta a metà maggio. Lo si evince da un documento dei Cdc riportato dal sito AppleInsider.
Nel documento che si chiama ‘Preliminary Criteria for the Evaluation of Digital Contact Tracing Tools for Covid-19’ sono indicati i requisiti da implementare in app e piattaforme per il tracciamento dei contatti. Oltre all’anonimato nel riportare il contagio e nelle notifiche, i Cdc raccomandano anche una sincronizzazione in tempo reale dei dati con le autorità sanitarie pubbliche, un’architettura open source e la possibilità per l’utente di cancellare o revocare il consenso in qualsiasi momento. Il documento è frutto di ricerche e discussioni con informatici ed esperti di contact tracing.
La piattaforma di tracciamento di Apple e Google è stata annunciata lo scorso 10 aprile e rappresenta la base per la scrittura, da parte dei governi, di app specifiche che sfruttando il Bluetooth e preferendo un sistema decentralizato (cioè i dati rimangono sui dispositivi degli utenti) danno la possibilità di verificare se e quando si è stati in prossimità di una persona colpita dal coronavirus. L’Italia e la Germania stanno seguendo questa strada, il Regno Unito no. In questo paese le sperimentazioni dell’app partono da questa settimana nell’Isola di Wight.
La scorsa settimana Apple e Google hanno distribuito agli sviluppatori dei diversi paesi del mondo che stanno lavorando sull’app di tracciamento una versione prova della loro piattaforma, quella definitiva sarà pronta a metà maggio. Data in cui nei diversi paesi che l’hanno adottata, compresa l’Italia, potrà forse essere messa in campo una sperimentazione dell’app.
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Ha 20 anni il virus ‘Iloveyou’, colpì milioni di Pc
Identificato il 4 maggio 2000, in allegato email lettera d’amore
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06 maggio 2020
17:44
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Compie 20 anni ‘Iloveyou’, il virus informatico che inviava una lettera d’amore in allegato alla mail, aprendola si infettava i computer e la vittima dava accesso alla rubrica dei contatti. Non fu il primo virus di massa ma quello che grazie a questo stratagemma psicologico si diffuse rapidamente: secondo le stime del tempo contagiò 45 milioni di computer solo nelle prime 24 ore e in totale fece danni 10 miliardi di dollari. Fu identificato la prima volta il 4 maggio 2000, inviato come allegato di posta, a Hong-Kong.
Molti utenti dell’epoca ricevettero una email che in cui era scritto ‘controlla la mia lettera d’amore in allegato’, ma in allegato c’era uno script dannoso che infettava i file della vittima appesantendo il computer e inserendosi nella rubrica dei contatti. In molti caddero nel tranello, oltre a normali utenti anche aziende e istituzioni come il Pentagono e il parlamento britannico. Il virus è stato anche fonte d’ispirazione per il gruppo musicale Pet Shop Boys per la canzone del 2002 ‘Email’.
“Non è stato il primo worm email di massa ma senza dubbio quello che ha colpito la maggior parte dei computer a livello globale, uno dei primi esempi di come l’ingegneria sociale svolga un ruolo vitale nella criminalità informatica”, spiega Jens Monrad, manager della società di sicurezza FireEye. “Oggi il malware gioca un ruolo vitale nell’ecosistema dei cyber criminali – aggiunge – e, mentre ‘Iloveyou’ non è stato progettato per far guadagnare soldi ai suoi creatori, il metodo dell’ingegneria sociale e di cercare di attirare gli utenti a cliccare su un link o ad aprire un allegato è probabilmente l’eredità più significativa che ha lasciato”.
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Coronavirus, mercato smartphone giù del 13%
Samsung mantiene il primo posto, Huawei cresce in Cina
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06 maggio 2020
17:44
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L’epidemia di coronavirus ha colpito il mercato mondiale degli smartphone, che ha chiuso il primo trimestre con una flessione del 13% su base annua a quota 272 milioni di unità consegnate. A riferire i dati sono gli analisti di Canalys, secondo cui una contrazione pesante ha interessato la Cina: -18% a 72,6 milioni di unità, la cifra più bassa registrata dal 2013.
A febbraio, quando il Covid-19 ha colpito la Cina e quindi le fabbriche di smartphone, le aziende erano preoccupate di come produrre abbastanza dispositivi per soddisfare la domanda globale, spiega l’analista Ben Stanton. Ma a marzo “mezzo mondo è entrato in lockdown, e le vendite sono precipitate”.
Tra le aziende, a livello globale Samsung mantiene il primo posto con 59,5 milioni di smartphone consegnati e un calo del 17%. Contrazione del 17% anche per Huawei (ma cresce in Cina), seconda con 49 milioni di dispositivi. Segue Apple con 37,1 milioni di iPhone (-8%). Xiaomi, al quarto posto, va in controtendenza e cresce del 9%, a 30,2 milioni di consegne. Quinta è Vivo, con un +3% a 24,2 milioni di unità.
La situazione cambia molto in Cina, dove Huawei continua a guadagnare terreno spinta dalla solidarietà del Paese dopo il bando Usa che ha colpito gli affari della società in Occidente.
Huawei nel mercato cinese è prima con 30,1 milioni di smartphone consegnati e un incremento dell’1%. Segue a distanza Oppo con 12,5 milioni di unità e un calo del 26%. Vivo è terza a 12,1 milioni di dispositivi (-19%) e Xiaomi quarta a 7,8 milioni (-26%). Al quinto posto c’è Apple con 6,2 milioni di iPhone (-4%).
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Apple, fornitore pronto a lasciare Cina
Produttore valuta trasferimento per assecondare volere azienda
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07 maggio 2020
16:15
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Apple sarebbe intenzionata a spostare parte della produzione dei suoi dispositivi fuori dalla Cina, e un costruttore partner sarebbe disposto ad accontentarla trasferendosi in un altro Paese asiatico. E’ quanto riferisce il giornale tecnologico taiwanese Digitimes, citando fonti interne all’industria.
Il grosso della produzione di iPhone e altri device, comunque, resterebbe fortemente ancorato in Cina. Stando alle indiscrezioni un produttore di chassis metallici che lavora per Apple, Catcher Technology, starebbe valutando la fattibilità della creazione di un nuovo impianto nel Sudest asiatico per soddisfare la richiesta di Apple di spostare la produzione fuori dalla Cina. Il fornitore, riporta ancora Digitimes, starebbe considerando la possibilità di vendere i propri impianti cinesi.
Nel febbraio scorso il Ceo di Apple, Tim Cook, aveva dichiarato in un’intervista alla Fox di non avere intenzione di dar vita a un rapido allontanamento della produzione della Cina a causa del coronavirus. “Stiamo parlando di regolare alcune manopole, non un cambiamento radicale”, aveva detto.
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Oggi è il World Password Day, 53% non le cambia anche dopo attacco
Il 44% utenti ne usa una uguale per tutti i servizi online
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07 maggio 2020
16:16
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Oggi è il World Password Day, una ricorrenza annuale che mira a sensibilizzare gli utenti sulle proprie parole chiave, quanto mai importanti in un periodo di esplosione nell’uso dei servizi Internet, smart working e scuola online dovuto alla clausura per il coronavirus e al moltiplicarsi di account di app, negozi online, social network e siti vari che prevedono password.
Secondo un report di LastPass, il 53% degli iutenti non ha modificato la parola chiave negli ultimi 12 mesi, nemmeno dopo aver appreso la notizia di una violazione; il 44% ne usa ovunque una simile o uguale, sebbene sia consapevole che possa tradursi in un rischio maggiore per la sicurezza individuale. Il 41% non ritiene che i propri account valgano il tempo di un pirata informatico.
La ricorrenza nasce dall’idea del ricercatore di cybersecurity Mark Burnett e ha assunto un carattere mondiale da quando Intel nel 2013 ha cominciato a sostenerla nell’ambito delle proprie iniziative sulla sicurezza. Per la maggior parte nelle persone nel mondo la password preferita resta oramai imbattuta da anni ‘123456’, come si evince dalla lista complita annualmente da SplashData sulla base delle password rubate in rete. Proprio questa cattiva abitudine rende popolari gli attachi hacker ‘a dizionario’ che usano un elenco prestabilito di termini provando varie combinazioni e variazioni delle parole. Elenchi spesso arricchiti, appunto da password rubate e reperite tramite il deep web.
I consigli di base degli esperti sono sempre gli stessi: cambiare password spesso, cercare di diversificarle per i vari servizi online che usiamo, utilizzare un codice alfanumerico, ed eventualmente usare programmi di password manager dedicati che consentono di salvare, generare e aggiornare tutte le password in una posizione crittografata protetta da un’unica password primaria.
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Twitter avvisa,’non usare quelle parole’
Nuova funzione avverte quando si sta usando linguaggio offensivo
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07 maggio 2020
10:34
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Twitter sta testando una nuova funzione per ridurre l’uso di un linguaggio “dannoso” da parte degli utenti. Si tratta di un “esperimento limitato” su iPhone e iPad, spiega l’azienda, che punta a spingere le persone a fare marcia indietro quando stanno per pubblicare un commento offensivo e capace di infiammare gli animi.
Se l’utente sta scrivendo un testo con parole offensive, vedrà comparire un “suggerimento che dà la possibilità di rivedere la risposta prima che venga pubblicata, se utilizza un linguaggio che potrebbe essere dannoso”, si legge in un tweet dell’azienda. La mossa di Twitter non è una novità nel mondo dei social.
Nel luglio scorso Instagram ha iniziato ad avvisare gli utenti in procinto di postare commenti “potenzialmente offensivi”.
L’utente può comunque decidere di ignorare il suggerimento e pubblicare il messaggio senza modificarlo.
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Ex amministratore Bush guiderà Libra
E’ esperto di terrorismo finanziario, dovrà convincere autorità
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07 maggio 2020
10:33
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L’ex dell’amministrazione Bush, Stuart Levey, è stato scelto alla guida di Libra, la criptovaluta di Facebook. Esperto in terrorismo finanziario e intelligence finanziaria, Levey inizierà il suo nuovo incarico di amministratore delegato in luglio.
La sua maggiore sfida sarà convincere le autorità di regolamentazione e la politica che la valuta digitale non diventerà un paradiso per gli spacciatori e il riciclaggio di denaro.
“Una delle cose che intendo fare quando inizierà alla Libra Association è vedere nel dettaglio i piani attuali per la compliance finanziaria penale e per tutti gli altri controlli critici”, afferma Levey in un’intervista al Financial Times. La scelta di Levey è un importante passo in avanti per LIbra per operare in modo indipendente da Facebook, il cui iniziale coinvolgimento diretto ha preoccupato le banche centrali e le autorità sul potenziale uso di Libra per propositi illeciti.
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Microsoft svela un poker di Surface
In arrivo due nuovi computer 2-in-1, auricolari e cuffie
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07 maggio 2020
16:17
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Microsoft cala un poker di Surface. La compagnia di Redmond ha svelato quattro nuovi prodotti della linea: il Surface Book 3, il laptop più potente e destinato ai professionisti; il Suface Go 2, un 2-in-1 leggero e pratico da portare in giro; più un paio di auricolari e un paio di cuffie.
Il Surface Book 3, da 13 o 15 pollici, è un prodotto pensato per professionisti. Ha processore Intel di decima generazione, fino a 32 GB di Ram e 2 TB di memoria, display staccabile di qualità elevata. Tra i punti di forza c’è la batteria, che promette fino a 17 ore e mezzo di autonomia. Arriverà nei negozi il 5 giugno con un listino che parte dai 1.850 euro.
Più piccolo, anche nel prezzo, il Surface Go 2, con schermo da 10,5 pollici rispetto ai 10 del modello precedente e un ingombro più sottile. Ha una fotocamera frontale da 5 megapixel e posteriore da 8 mp, con la app Camera per scansionare documenti e lavagne di lavoro. L’autonomia è di 10 ore. Disponibile dal 12 maggio a partire da 470 euro.
A completare la linea le cuffie Surface Headphones 2, che vantano un’autonomia di 20 ore e 13 livelli di cancellazione del rumore regolabili dalla cuffia, e gli auricolari true wireless Surface Earbuds, che si caratterizzano per i molteplici controlli touch. Entrambi disponibili dal 12 maggio a 280 e 220 euro rispettivamente.
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Coronavirus, bluetooth può creare falsi positivi nel tracciamento
Inventori tecnologia, segnale meno potente se ci sono ostacoli
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07 maggio 2020
16:34
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Il bluetooth non è una tecnologia precisa e nel tracciamento dell’esposizione al contagio da Covid-19 potrebbe generare falsi positivi e falsi negativi. E’ il parere di Jaap Haartsen e Sven Mattisson che insieme, quando lavoravano per Ericsson, hanno inventato la tecnologia su cui si basa anche la piattaforma messa a punto da Apple e Google e su cui stanno lavorando, per lo sviluppo di un’app, i governi di molti paesi del mondo compresa l’Italia.
“Un problema è l’incertezza nel raggio di rilevamento, con la potenza del segnale grezza e non ben calibrata se ci sono ostacoli”, ha spiegato Mattisson al sito The Intercept. Gli ostacoli possono essere alberi, case, automobili, muri o anche altre persone che assorbono e poi riflettono il segnale bluetooth, influenzando così la potenza del segnale. Di conseguenza potrebbero esserci imprecisioni nel rilevamento generando falsi positivi e falsi negativi.
Anche Swarun Kumar, professore di ingegneria elettrica e informatica presso la Carnegie Mellon University, ha recentemente stimato che i fattori ambientali potrebbero far apparire un dispositivo bluetooth a due metri di distanza da un altro dispositivo mentre in effetti era a 20 metri di distanza, o viceversa.
“In tutto il mondo si sta lavorando su app che ci aiutino a tornare alla vita normale, il bluetooth anche con le sue imprecisioni può tenere traccia del contagio ma è solo una parte di un grande puzzle – riflette Haartsen – Così come è importante che un certo numero di persone attivi l’app, se viene usata a malapena, sarà inutile”. VAI ALLA POLITICA VAI ALLA CRONACA VAI ALL’ECONOMIA VAI ALLEL NOTIZIE DAL MONDO ACQUISTA SU AMAZON Fai una donazione se ti piace il sito, sostienilo: GRAZIE! 😀
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In Italia progetto di Spotify a sostegno della musica
Un euro a Music Innovation Hub, un euro versato da piattaforma
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07 maggio 2020
17:39
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Approda anche in Italia il progetto di Spotify “Covid-19 Sosteniamo la musica”, lanciato dalla piattaforma in collaborazione con i partner dell’industria musicale per portare soluzioni a sostegno degli artisti e della comunità di creatori maggiormente colpiti dagli effetti della pandemia di coronavirus. Sebbene lo streaming rimanga ancora per gli artisti una fonte di ricavi ed un modo per mantenere un contatto con i propri fan, la crisi in corso ha bloccato molte altre opportunità di guadagno fino a poco fa essenziali per molte persone attive nel settore della musica.
All’estero Spotify collabora con MusiCares e Music Health Alliance negli Stati Uniti, Centre National de la Musique in Francia, la PRS Foundation e Help Musicians nel Regno Unito, Deutsche Orchester Stiftung in Germania. In Italia il partner individuato è Music Innovation Hub spa (MIH), un’impresa sociale che crede nella musica come strumento di emancipazione, inclusione e integrazione, forma espressiva in grado di sprigionare nuove energie e rompere le barriere sociali.
Al fianco di Spotify e di Music Innovation Hub scendono in campo anche le principali associazioni del settore musicale, come FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), AFI (Associazione Fonografici Italiani), PMI (Produttori Musicali Indipendenti) con la collaborazione di Comune di Milano e Milano Music Week. Per ogni euro donato a MIH attraverso la pagina Spotify Covid-19 Sosteniamo la Musica, Spotify ne donerà un altro, fino a un totale complessivo di 10 milioni di dollari a livello globale (includendo tutte le organizzazioni partner fino ad oggi).
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Facebook cambia, si rifà il look sui computer
Aspetto più pulito e funzionale e arriva il ‘dark mode’
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08 maggio 2020
18:07
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Facebook cambia look sui computer. Il social ha infatti deciso di distribuire progressivamente a tutti gli utenti la sua nuova versione desktop. La novità era stata preannunciata l’anno scorso durante la conferenza degli sviluppatori, e in seguito era stata messa a disposizione degli utenti, che potevano scegliere di adottarla e di inviare un feedback alla compagnia.
“Abbiamo fatto qualche ricerca sul campo, parlando con gli utenti per comprendere come migliorare l’esperienza web, e oggi siamo felici di presentarvi il nuovo sito, un nuovo punto di partenza per i prossimi anni di Facebook.com”, spiega la compagnia di Mark Zuckerberg. Nel dettaglio il nuovo Facebook consente di impostare il “dark mode”, cioè lo sfondo nero – già presente su svariate app e sui sistemi operativi – che affatica meno la vista e permette di risparmiare un po’ di batteria. Tra gli altri cambiamenti, un nuovo layout porta foto e video a tutto schermo.
Il look in generale è più ordinato, con un’impaginazione semplificata e testi più grandi. Ad essere semplificata è anche la navigazione. L’home page si carica in modo più veloce, così come risulta più scattante il passaggio da una pagina all’altra. Rivista nell’ottica della semplificazione è infine la creazione e la gestione di Eventi, Pagine, Gruppi e inserzioni.
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Coronavirus: dal Mit pagelle alle app, bene Immuni
Poca attenzione a uso dati anche in alcuni paesi Ue
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11 maggio 2020
09:09
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Con la pandemia di Covid-19 che ha raggiunto ormai tutto il pianeta, in diversi paesi sono state già adottate le app per il contact tracing, che anche l’Italia dovrebbe lanciare a breve. Se ci si può aspettare la bocciatura dal punto di vista del trattamento dei dati per quelle di regimi autoritari come Cina o Iran, il monitoraggio messo in piedi dal Mit di Boston, pubblicato sul sito, dà giudizi negativi anche sui sistemi di paesi europei come Francia o Irlanda. Tra i promossi invece, oltre alle app dei paesi del nord Europa, c’è anche Immuni, il sistema allo studio in Italia.
Per giudicare le varie app sono stati utilizzati cinque criteri: la volontarietà nell’adozione, le limitazioni messe ad un utilizzo improprio dei dati, la presenza di politiche per la distruzione dei dati, la quantità dei dati immagazzinati, e se sono o no quelli strettamente necessari, e infine la trasparenza della gestione. Per ogni criterio ‘superato’ dalla app è stata assegnata una stella. Le peggiori applicazioni risultate dal primo screening appartengono, come ci si poteva aspettare, a regimi totalitari, ma non solo. Se la Cina è l’unica che ha zero stelle, e l’Iran e la Turchia ne hanno una sola, una sonora bocciatura è arrivata anche per quella francese, quella irlandese, entrambe con una sola stessa relativa alla volontarietà nell’adozione.
I primi della classe, secondo l’analisi del Mit, sono gli australiani, gli austriaci, gli islandesi, i norvegesi e gli abitanti della Repubblica Ceca, le cui app ha ottenuto il punteggio massimo. L’analisi ha censito anche la app Immuni, che però è ancora in sviluppo, che secondo le informazioni rese note fin qui otterrebbe quattro stelle su cinque, con l’unica mancante che riguarda la politica di distruzione dei dati. “Ci sono opinioni differenti su se queste app sono solo un sogno tecnocratico o, se usate correttamente, possano aiutare il contact tracing ‘umano’, in cui le persone positive vengono intervistate da operatori per trovare i contatti recenti. Ma la realtà è che questi servizi in molti casi sono già attivi, e molti altri arriveranno nei prossimi mesi”.
In generale Dall’analisi delle prime 25 app prese in esame emergono grandi differenze, spiegano gli esperti. “Non c’è un approccio standard – spiegano – da parte dei politici e degli sviluppatori: cittadini di paesi diversi vedono livelli molto diversi di sorveglianza e trasparenza. Alcune sono prodotte da piccole realtà, altre si appoggiano a grandi compagnie”.
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Zoom batte TikTok, è l’app più scaricata di aprile
Analisti, al settimo posto la app indiana per tracciare contagi
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11 maggio 2020
13:36
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Nuovo record per Zoom, la videochat divenuta popolarissima in seguito all’epidemia di coronavirus. Secondo gli analisti di Sensor Tower, ad aprile è stata la app più scaricata – esclusi i videogiochi – a livello mondiale, superando il social TikTok. Tra le new entry, al settimo posto si è piazzata la app indiana per il tracing del coronavirus.
I download di Zoom dai negozi App Store per iPhone e iPad e Google Play per dispositivi Android hanno sfiorato i 131 milioni, 60 volte di più rispetto all’aprile 2019. Il 18,2% del download complessivi è avvenuto in India, il 14,3% in Usa.
La cinese TikTok si è piazzata al secondo posto con 107 milioni di download (2,5 volte di più di un anno fa), di cui il 22% in India e il 9,4% in Usa. Il dato però è presumibilmente sottostimato perché non include i download effettuati da negozi per Android diversi dal Google Play, che in Cina non è disponibile.
Facebook, WhatsApp, Instagram e Messenger occupano dalla terza alla sesta posizione. Al settimo posto si trova Aarogya Setu, la app indiana per tracciare i contagi di Covid-19 che il governo di Nuova Delhi ha reso obbligatoria per buona parte della popolazione.
Ottava e decima sono rispettivamente Google Meet e Microsoft Teams, cioè le app per videoconferenze dei due colossi hi-tech. In nona posizione c’è Netflix.
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WhatsApp, stesso account su più dispositivi
Novità in arrivo, app fruibile su tablet e altri smartphone
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04 maggio 2020
17:49
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Dopo le videochiamate con otto partecipanti, WhatsApp si prepara a introdurre un’altra new entry: la possibilità di usare l’applicazione, con uno stesso account, su più dispositivi contemporaneamente. La novità, di cui la compagnia sarebbe al lavoro dal 2019, è stata scovata nel codice della app da WeBetaInfo.
La nuova funzione dovrebbe permettere di usare la app di WhatsApp anche sul tablet, oppure su due smartphone contemporaneamente. Adesso invece, quando si cambia telefono o comunque si vuole accedere a WhatsApp su un altro smartphone, la app smette di funzionare sul dispositivo precedente.
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Apple svela il nuovo MacBook Pro 13
Nuova tastiera Magic Keyboard e maggiore spazio di archiviazione
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04 maggio 2020
17:48
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Apple svela l’ultimo nato della famiglia di portatili della Mela. E’ il MacBook Pro da 13 pollici, che si aggiorna con una nuova tastiera: la Magic Keyboard con meccanismo a forbice, che sostituisce la problematica tastiera con meccanismo a farfalla.
Il computer, con display Retina, integra processori Intel di decima generazione, che promettono prestazioni grafiche fino all’80% più veloci rispetto ai MacBook precedenti. La memoria è da 8 o 16 GB, in base al modello scelto, e lo spazio d’archiviazione minimo passa da 128 a 256 GB sul modello base, per raggiungere i 512 GB sugli altri due disponibili.
Non mancano Touch Bar, Touch ID e altoparlanti stereo. Il MacBook Pro da 13 pollici è disponibile da subito nel negozio online di Apple, con consegna in settimana. Il prezzo parte d 1.530 euro per il modello base e da 2.230 per il modello con processore più potente, e sale fino a oltre i 4mila euro in base alla configurazione scelta.
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Apple-Google, come funziona alert esposizione al rischio
Per far scattare allarme contagio serve esposizione di 5 minuti
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05 maggio 2020
09:26
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Si va definendo il sistema di tracciamento del contagio del coronavirus che stanno mettendo a punto Apple e Google, sarà la base per diversi paesi, compresa l’Italia, per sviluppare un’app. I due colossi tecnologici pubblicano su GitHub il codice sorgente del loro progetto ed esempi delle schermate che appariranno sui dispositivi sia se si vuole comunicare la propria positività al Covid-19, sia se si vuole essere avvisati dell’esposizione al contagio con una persona positiva che dovrà essere di cinque minuti. Per entrambe le situazioni ci sarà l’adesione volontaria dell’utente.
Il sistema dovrebbe essere completato a metà maggio, da quella data in poi a cascata potranno essere pronte presumibilmente le app di tracciamento di tutti paesi che hanno adottato il sistema, quindi anche l’Italia che dal 18 maggio potrebbe predisporsi a nuovi allentamenti.
In sostanza – si capisce dalla schermate che appariranno sia sugli iPhone, sia sui dispositivi Android – sarà una scelta volontaria dell’utente inserire il proprio referto di positività, così come abilitare il sistema che potrà avvisare che in una determinata data si è stati in prossimità di una persona positiva e quindi probailmente esposti al contagio. Le fasi successive a questo avviso – viene chiarito – saranno a cura dell’autorità sanitaria del paese.
Queste comunicazioni avvengono attraverso un codice indentificativo che genera il proprio dispositivo e scambia in forma anonima attraverso il bluetooth con gli altri dispositivi che usano il sistema. Questi codici rimangono sullo smartphone dell’utente (il cosiddetto approccio decentralizzato che sta perseguendo anche l’Italia) e quindi sono sotto il suo controllo. Il sistema – precisano Apple e Google – non usa la localizzazione anche per gli utenti risultati positivi; l’identità non è nota a nessun altro utente, neanche alle stesse società.
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Uber richiede mascherina a autisti e clienti
Lavora su tecnologia che controlla se obblighi rispettati
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NEW YORK
04 maggio 2020
19:11
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Uber intende chiedere ai suoi autisti e ai suoi clienti di indossare la mascherina o coprirsi il volto per contenere il coronavirus e rendere le corse più sicure.
Secondo quanto riporta la Cnn, l’app per auto con conducente punta a imporre l’obbligo di mascherina negli Stati Uniti e in alcuni altri mercati. E sta mettendo a punto una tecnologia per sapere se i suoi autisti indossano la mascherina prima di accettare una corsa.
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Coronavirus, da Google motore ricerca per scienziati
Permette di rintracciare oltre 50mila studi sul Covid-19
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06 maggio 2020
17:44
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Un motore di ricerca per rintracciare e consultare gli oltre 50mila studi, articoli e pubblicazioni sul coronavirus messi a punto da scienziati e ricercatori di tutto il mondo in queste settimane di pandemia. Lo ha messo in piedi Google e si chiama Covid-19 Research Explorer, usa la ricerca semantica che mira non solo a catturare le parole chiave ma anche la rilevanza di una frase. Un elemento ancora pù importante se si parla di ricerche mediche.
Quando l’utente pone una domanda iniziale, la piattaforma restituisce una lista di documenti, ma anche frammenti del testo (snippet), in modo che ci si possa fare un’idea veloce del risultato della ricerca. La tecnologia di ricerca semantica utilizzata per questa piattaforma è basata su Bert, acronimo di Bidirectional Encoder Representations from Transformers, un sistema introdotto nel 2018 da Google nell’algoritmo del motore di ricerca che elabora le informazioni in una lingua naturale, cioè nel modo in cui parliamo comunemente. Il sistema funziona tramite una rete neurale artificiale, un modello al computer che imita il più possibile il funzionamento dei neuroni e il modo in cui comunicano e collaborano tra loro.
Covid-19 Research Explorer è disponibile gratuitamente per la comunità di ricerca. Nei prossimi mesi – spiega Google – verranno apportati numerosi miglioramenti nell’utilizzo.
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Il 21% delle aziende mondiali usa l’hitech per la sicurezza
Da smartwatch che vibrano se troppo vicini a app dedicate
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06 maggio 2020
17:44
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Nel mondo fino a un’azienda su cinque sta valutando di utilizzare dei mezzi tecnologici, dai braccialetti che vibrano per segnalare se si è troppo vicini a un collega a delle app di tracing specifiche, per poter riaprire in sicurezza dopo i vari lockdown. Lo afferma una survey di PricewaterhouseCoopers (PwC), condotta intervistando 871 dirigenti in 24 paesi (tra cui non c’è l’Italia), il 21% dei quali ha affermato di voler adottare dispositivi ‘hi tech’.
L’azienda Ford, riporta il rapporto, sta sperimentando degli smartwatch che vibrano quando due lavoratori si avvicinano troppo. La stessa PwC ha sviluppato una app per il contact tracing aziendale, che avverte se si è stati esposti a un collega risultato positivo. altre aziende pensano di puntare sui ‘wearables’, dispositivi indossabili, per aumentare la sicurezza.
“Nel momento in cui pianificano come e quando riaprirei luoghi di lavoro – si legge – il 64% degli intervistati pianifica di cambiare le misure di sicurezza interne, e il 46% di accelerare sull’automazione e su forme diverse di lavoro. Il 49% degli intervistati inoltre crede che le operazioni torneranno normali in tre mesi una volta riaperto, mentre il 70% è fortemente preoccupato per l’impatto della crisi”.
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India, app tracciamento obbligatoria per lavoro
Decisione del governo in fase di allentamento misure
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05 maggio 2020
14:08
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Continua l’espansione dei metodi di tracciamento del contagio da coronavirus in diversi paesi del mondo e con diverse modalità. In India l’app è obbligatoria per tutti i lavoratori, sia nel settore pubblico sia nel privato, che devono tornare in ufficio.
E’ una misura decisa dal governo con l’arrivo della fase di allentamento del lockdown che permetterà a varie attività di ripartire. Come riferisce il sito Zdnet, l’app è obbligatoria anche per i residenti che vivono in ‘zone di contenimento’ e non possono allontanarsi, se non per esigenze mediche e acquisto di prodotti e beni di prima necessità.
L’applicazione indiana è stata rilasciata a fine aprile, e invia avvisi agli utenti che sono entrati in qualche modo in contatto con persone che hanno contratto il Covid-19. Dalla data della sua disponibilità, è stata scaricata 75 milioni di volte.
Altri paesi che hanno già messo in campo app per il tracciamento sono Australia e Singapore, mentre il Regno Unito da oggi sta testando la sua app sull’Isola di Wight.
In Italia è attesa entro fine mese l’app Immuni, che sfrutterà la piattaforma di tracciamento co-sviluppata da Apple e Google. In un decreto approvato dal Consiglio dei Ministri sono state fissate le linee guida per il funzionamento del sistema, basato sulla volonatrietà e la privacy, e senza limitazioni per chi non la scarica.
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Bruxelles spinge su digitale per rispondere a crisi coronavirus
In estate prima normativa su istruzione, poi regolamentazione web
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BRUXELLES
05 maggio 2020
16:57
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La Commissione Ue accelera sulla digitalizzazione per rispondere alla crisi del coronavirus. Dall’istruzione online alla regolamentazione delle grandi aziende digitali come Facebook, Google e Netflix, passando per i media: da qui alla fine dell’anno il calendario di Bruxelles è fitto.
Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio sarà pubblicato il Digital Education Act, con standard per tutti gli Stati membri per garantire una migliore connettività in Ue, mettere a disposizione corsi online comuni e sostenere i governi nella fornitura di tablet per gli studenti. Sempre in estate arriveranno per il settore audiovisivo le prime linee guida in attesa di un pacchetto per la ‘competitività e il pluralismo dei media’ che la Commissione Ue intende presentare entro la fine dell’anno.
A novembre sarà poi il momento dell’attesa regolamentazione del web. Con il Digital Service Act, Bruxelles stabilirà gli standard a cui le grandi piattaforme dovranno adeguarsi. “Ci prepariamo a un nuovo paradigma in cui le Big Tech devono adeguarsi all’Europa, non saremo noi ad adeguarci a loro”, ha detto il commissario Ue Thierry Breton in un intervento al Parlamento Ue.
Al centro della direttiva anche l’art.17 della legge sul diritto d’autore, che conferisce agli editori il diritto a una remunerazione per la ripubblicazione dei loro contenuti online da parte delle grandi piattaforme.
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Bezos potrebbe essere il primo a valere 1.000 mld nel 2026
Lo studio Comparisun, Zuckerberg può centrare obiettivo in 2036
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NEW YORK
05 maggio 2020
16:59
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Jeff Bezos è stato il primo a valere 100 miliardi di dollari e potrebbe essere il primo a valere 1.000 miliardi. Certo ci vorrà del tempo: il patron di Amazon potrebbe superare l’obiettivo nel 2026 se la sua fortuna continuerà a crescere ai tassi attuali.
Lo prevede la società di ricerca Comparisun, secondo la quale Mark Zuckerberg di Facebook potrebbe centrare l’obiettivo dei 1.000 miliardi nel 2036 mentre Larry Page e Sergei Brin di Google dovrebbero attendere fino al 2051. Bernard Arnault potrebbe arrivare a valere 1.000 miliardi nel 2033 e Jack Ma di Alibaba nel 2030.
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Apple WWDC20 online dal 22 giugno
Una settimana eventi, anche sezione dedicata a studenti
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06 maggio 2020
09:14
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La 31/ma conferenza degli sviluppatori di Apple (Wwdc) l’annuale appuntamento in cui Cupertino fa vedere le novità future, soprattutto sul fronte dei sistemi operativi, si terrà online a partire dal 22 giugno. Sarà disponibile gratuitamente per tutti gli sviluppatori tramite l’app Apple Developer e sul sito Apple Developer.
Ci sarà inoltre la Swift Student Challenge, un’opportunità per gli studenti di mettere in mostra la loro passione per la programmazione.
“La Wwdc20 sarà l’edizione di maggior respiro nella nostra storia, per un’intera settimana nel mese di giugno, riunirà in un formato senza precedenti la nostra comunità globale di oltre 23 milioni di sviluppatori, che saranno proiettati nel futuro delle piattaforme Apple”, dice Phil Schiller, Senior Vice President Worldwide Marketing di Apple. Per la sezione dedicata agli studenti che riguarda il linguaggio di programmazione Swift, i ragazzi posso inviare fino al 18 maggio la loro candidatura.
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Coronavirus: da Facebook funzioni per sostegno comunità
In arrivo strumenti per donare denaro, sangue e trovare lavoro
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05 maggio 2020
17:50
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Facebook espande ancora il “Community Help”, un servizio per le emergenze lanciato nel 2017 – e potenziato poco più di un mese fa in ragione della pandemia – pensato per far fronte a catastrofi naturali come incendi e terremoti. Lo strumento, che consente ai membri di una comunità di chiedere e offrire aiuto ad esempio portando la spesa o donando cibo, si arricchisce con nuove funzioni per dar modo agli utenti di sostenere piccole imprese, no profit, banche del sangue e anche cercare lavoro.
Come riporta il sito TechCrunch la novità, non ancora disponibile in Italia, fa parte dell’azione di Facebook in occasione del “Giving Tuesday” la giornata della solidarietà che usualmente ricorre in Usa il martedì successivo al Giorno del ringraziamento, ma di cui è stata indetta una edizione speciale per oggi a causa del coronavirus.
Nel dettaglio, la novità raggrupperà le funzioni per dar modo agli utenti di comprare carte regalo per sostenere aziende locali, donare a enti no profit, partecipare a raccolte fondi, segnarsi come donatore alla banca del sangue di zona e anche trovare le opportunità di lavoro nelle vicinanze.
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Arcuri: ‘App pronta a fine maggio. Serve solo se facciamo tamponi tempestivi’
Nelle prossime settimane ne saranno distribuiti distribuiremo 5 milioni, ma sono le Regioni a farli
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06 maggio 2020
09:15
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La App ‘Immuni’ per il contact tracing dovrebbe essere pronta per la fine di maggio. Lo ha detto il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri in audizione alla Commissione Trasporti e telecomunicazioni. “A cavallo della fine del mese l’App sarà pronta per essere utilizzata” ha affermato precisando però che “si tratta di una mia opinione”: “gli interlocutori che possono sciogliervi questo dilemma sono altri”. “Dobbiamo fare molti più tamponi, io deve mettere in condizioni le Regioni di farli”, rifornendole. La App funziona se il tempo di attraversamento (dall’alert al tampone, ndr) sarà accorciato e se ad essa si accompagnerà la somministrazione dell’unico agente per individuare un individuo contagiato, che è il tampone”, ha aggiunto. “La App ha il fine di rendere più veloce e più certa natura, dimensione e popolazione dei contagi. Se non si fa subito un tampone la App non consegue il risultato per cui è stata pensata”, ha premesso Arcuri. “La App dà un alert a un device, a un telefono, e gli dice ‘sei stato in contatto per più di 15 minuti negli ultimi 14 giorni con un altro device – anch’esso non è un nome – che risulta contagiato’. Il ricevitore del device deve attivarsi e se il sistema sanitario regionale non è in grado di sottoporlo in fretta un tampone, non ha fatto il suo lavoro e nessuno di noi lo ha fatto”.
Finora sono stati distribuiti ai sistemi sanitari regionali 3,7 milioni di tamponi e “nelle prossime settimane daremo altri 5 milioni di tamponi, che sono stati già acquisiti”, ha detto il commissario per l’emergenza sottolineando che è però necessario che i “sistemi sanitari regionali sottopongano il numero più alto dei cittadini ai tamponi”. E per questo, ha aggiunto, “vi suggerisco di guardare i dati dei tamponi per singola regione e scoprirete delle importanti asimmetrie. E vi suggerisco di dividere il numero di tamponi fatto in ogni regione per il numero della abitanti di quella regione e scoprirete altre asimmetrie. Noi possiamo solo mettere a disposizione dei tamponi, non somministrarli ai cittadini”.
Entro il 31 dicembre 2020 tutti i dati personali trattati per la App di contact tracing vanno cancellati o resi definitivamente anonimi” ha spiegato Arcuri in videoaudizione. Si parla di dati “pseudoanonimizzati” (‘tecnica che consiste nel trattamento dei dati personali in modo tale che non possano essere più attribuiti a una persona specifica senza informazioni aggiuntive’, ha citato Arcuri). “La locuzione definitivamente anonimi se non correlata a pseudoanonimizzati non si comprende bene – ha concluso rispondendo ai commissari -. Non facciamo un servizio a nessuno nel dire che i dati non sono anonimi. I dati sono anonimi o come recita la norma pseudoanonimizzati”.
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Microsoft lancia piano da 1,5 mld per Italia
Prevede espansione partnership con Poste italiane
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08 maggio 2020
13:38
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Microsoft lancia un piano di investimento quinquennale da 1,5 miliardi di dollari in Italia “a supporto dell’innovazione e della crescita locali”, portando anche il primo data center regionale nella penisola. Il progetto si chiama ‘Ambizione Italia #DigitalRestart’ e punterà tra l’altro sull’accesso ai servizi cloud locali, espanderà la partnership con Poste Italiane, avvierà “nuovi progetti di competenze digitali” e smart-working, con attenzione alle Pmi.
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Tom Cruise-Elon Musk, un film nello spazio
Rivista Deadline, riprese in collaborazione con la Nasa
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06 maggio 2020
17:36
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Altro che Sandra Bullock in Gravity e Brad Pitt in Ad Astra, per citare solo due recenti film ambientati sullo spazio, qui si tratta di Tom Cruise un attore che rende tutto possibile e che dovrebbe davvero girare in orbita sopra la Terra.
Secondo il magazine Deadline, Cruise starebbe portando avanti il progetto di un film che prevede riprese in collaborazione con la Nasa e la società SpaceX dell’imprenditore Elon Musk.
Per ora nessuna major di Hollywood sembra legata al progetto, ma nessuno mette in dubbio che Cruise possa accettare la sfida. D’altronde già James Cameron in una intervista con Empire, aveva rivelato che già dal 2000 pensava a un film del genere con protagonista proprio Cruise.
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Esperto, l’app indiana per il tracciamento è vulnerabile
Il governo nega, nessuna informazione a rischio
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06 maggio 2020
17:42
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L’applicazione indiana per il tracciamento del coronavirus, chiamata Aarogya Setu, ha falle di sicurezza che espongono ad attacchi hacker i dati dei suoi 90 milioni di utenti. A lanciare l’accusa, via Twitter, è Elliot Alderson, all’anagrafe Baptiste Robert, un ricercatore di sicurezza informatica e hacker etico francese. Il governo indiano ha però respinto l’addebito, assicurando: “Nessuna informazione personale è stato dimostrato che sia a rischio”.
“Ho esaminato Aarogya Setu per la prima volta un mese fa. Con una riga di comando è stato possibile aprire ogni file interno dell’app. Al momento non è più possibile, lo hanno corretto silenziosamente”, ha twittato Robert. L’esperto ha però aggiunto che l’app consente a chiunque di vedere la concentrazione di persone contagiate in un raggio da 500 metri fino a 10 chilometri.
In una nota, il team di Aarogya Setu ha spiegato che l’applicazione è stata sviluppata per raccogliere dati sulla posizione degli utenti, come esplicitato nelle norme sulla privacy della app, e che tali dati sono conservati sul server “in modo sicuro, criptato e anonimizzato”.
La risposta non ha soddisfatto Robert, che ha twittato: “Ancora ieri sono stato in grado di vedere se ci fosse qualcuno malato nell’ufficio del primo ministro o nel Parlamento”, e anche “in una qualsiasi casa”.
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Microsoft Teams, la chat si espande a 250 utenti
Aumentato il limite massimo dei partecipanti, novità in arrivo
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06 maggio 2020
17:47
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Microsoft insegue i rivali nel settore delle applicazioni per videoconferenze, che vive il suo periodo d’oro per via dello smart working e della didattica a distanza. La compagnia di Redmond ha fatto sapere di essere prossima ad alzare – da 100 a 250 – il numero massimo di partecipanti alle chat di gruppo nella sua app Teams.
“A volte è necessario avviare una chat per un grande progetto con un gruppo numeroso, o organizzare una discussione ad hoc con il personale durante un evento”. Per questo, ha spiegato Microsoft, “le chat di gruppo saranno in grado di ospitare fino a 250 utenti”.
La novità, attesa nel corso di questo mese, rende Microsoft Teams più competitiva con rivali come Google Meet, che ha temporaneamente alzato a 250, per tutti gli utenti, il numero massimo di partecipanti, e Zoom, su cui le videochiamate arrivano anche a mille utenti nella versione a pagamento per aziende.
Microsoft Teams conta 75 milioni di utenti giornalieri, ha reso noto la compagnia la settimana scorsa. A confronto Google Meet ha 100 milioni di utenti quotidiani e Zoom ne conta 300 milioni, secondo quanto riferito recentemente dalle due società.
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Anche su Tinder arriveranno le videochat
Nuova funzione entro l’anno. Record di swipe durante la pandemia
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06 maggio 2020
17:39
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Non solo telelavoro, scuola a distanza e riunioni di amici: in tempi di coronavirus le videochat serviranno anche agli approcci amorosi. A pensarci è la app di incontri Tinder, che si prepara a introdurre lo strumento nella sua app. Ad annunciare la novità, in arrivo nel corso dell’anno, è stata la compagnia controllante, Match Group, durante la comunicazione dei risultati trimestrali.
Ai tempi della pandemia, Tinder ha raggiunto un nuovo record di swipe giornalieri, ovvero di profili sfogliati dagli utenti.
Ad aprile – ha fatto sapere – il numero di swipe delle donne sotto i 30 anni è aumentato del 37% rispetto a febbraio. A crescere è stato anche il numero di messaggi inviati su tutte le piattaforme del gruppo – oltre a Tinder, ok Cupid, Match.com e Hinge – con un +27% che sale al 35% per gli utenti sotto i 30 anni.
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Facebook, utenti potranno fare appello su decisioni
Nasce Comitato 20 esperti internazionali, saranno indipendenti
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06 maggio 2020
22:24
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Nasce ufficialmente il ‘Comitato di Controllo’ chiamato a giudicare le decisioni di Facebook e Instagram sulla cancellazione di contenuti e profili, a cui gli utenti potranno fare ricorso. Venti membri che inizieranno ad operare da fine anno in “piena trasparenza e autonomia” dal social. L’annuncio nel corso di una conference call. “Le dimensioni della nostra piattaforma implicano grandi responsabilità. Questo è un cambiamento fondamentale, implementeremo le decisioni del Comitato”, dice Nick Clegg, vice presidente Facebook.
La nascita ufficiale del Comitato di controllo, l’Oversigt Board, è stata precedeuta nei mesi scorsi dalla pubblicazione di una specie di Carta fondante dell’organismo, che ha natura internazionale. I 20 membri sono stati scelti con selezionatori professioni e una consultazione publica, a regime diventeranno 40. Parlano oltre 29 lingue e “rappresentano contesti e punti di vista professionali, culturali, politici e religiosi differenti”. Ci sono, tra gli altri, Tawakkol Karman, politica e attista yemenita che nel 2011 ha ricevuto il Nobel per la pace. Alan Rusbridger, ex direttore del Guardian che ha vinto il Pulitzer per il reportage su Edwared Snowden. Michael McConnell, ex giudice federale degli Stati Uniti ora professore di diritto costituzionale a Stanford, specializzato in libertà di parola, religione e associazione.
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“I casi che sceglieremo di trattare potrebbero essere controversi e le nostre decisioni non potranno accontentare tutti – spiega il Comitato – ci aspettiamo migliaia di segnalazioni, daremo priorità ai casi che potenzialmente possono influire su più utenti”.
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Cresce il mercato degli smartwatch, +20%
Coronavirus non frena le consegne. Apple consolida la leadership
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08 maggio 2020
09:52
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L’epidemia di coronavirus che ha fatto crollare le vendite di smartphone non ha invertito la tendenza nel mercato degli smartwatch, che continua a crescere. Per il primo trimestre i ricercatori di Strategy Analytics certificano un incremento del 20% su scala mondiale, a quota 14 milioni di unità.
“Nonostante i forti venti contrari del Covid-19, la domanda globale di smartwatch ha continuato a crescere. Gli smartwatch stanno vendendo bene attraverso i canali online, con molti consumatori che hanno utilizzato questi dispositivi per monitorare la salute e l’attività fisica durante il lockdown”, spiega l’analista Steven Waltzer.
Tra le aziende, Apple consolida la prima posizione. Da gennaio a marzo la compagnia di Cupertino ha consegnato 7,6 milioni di Apple Watch, pari a un aumento del 22,6%, portando la quota di mercato dal 54,4 al 55,5%. Segue Samsung con 1,9 milioni di device (+11,8%). La market share dell’azienda coreana è scesa di un punto al 13,9%.
Al terzo posto torna Garmin, dopo due anni di assenza dal podio, grazie a una crescita del 37,5% a quota 1,1 milioni di unità. La società statunitense ha chiuso il trimestre con una quota di mercato pari all’8%.
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Facebook e Google, smart working fino a fine 2020
Dipendenti potranno scegliere
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
10 maggio 2020
18:29
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Facebook e Google in smart working almeno fino alla fine del 2020.
Come riporta Cnbc, la società di Mark Zuckerberg consentirà alla maggior parte dei suoi dipendenti di scegliere se lavorare da casa fino alla fine dell’anno.
Facebook inizierà a riaprire i suoi uffici il 6 luglio dopo lo stop legato al coronavirus, consentendo ai dipendenti che hanno bisogno di rientrare per svolgere il loro lavoro di farlo.
Il ceo di Google Sundar Pichai ha precisato che gli uffici della compagnia riapriranno a inizio luglio, con nuove misure di sicurezza, per i dipendenti che hanno bisogno di lavorare in sede. Ma il lavoro da remoto, originariamente previsto fino al primo giugno, è stato esteso fino a fine 2020
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Google a rinuncia a città del futuro a Toronto
Progetto abbandonato, troppa incertezza per coronavirus
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
08 maggio 2020
09:53
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
Google abbandona il suo progetto per una città del futuro a Toronto a causa del coronavirus. Sidewalks Lab, divisione di Mountain View, fa marcia indietro dopo due anni e mezzo di trattative citando l’incertezza legata all’epidemia.
“E’ diventato troppo difficile rendere il progetto finanziariamente sostenibile senza sacrificarne parti essenziali per una comunità inclusiva”, afferma Dan Doctoroff, l’amministratore delegato di Sidewalks Lab. Trattative che, nonostante le polemiche e le critiche, stavano andando avanti con un accordo atteso in giugno.
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Uber in profondo rosso, 2,9 mld perdite
I ricavi salgono con boom domanda Uber Eats
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
08 maggio 2020
13:44
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Il coronavirus fa lievitare le perdite di Uber che, nel primo trimestre, sono più che raddoppiate a 2,94 miliardi di dollari dagli 1,09 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso. I ricavi sono saliti a 3,54 miliardi dai 3,1 miliardi del 2019. Il rosso pesa sui titoli Uber a Wall Street, dove nelle contrattazioni after hours arrivano a perdere il 2,81%.
“Anche se le nostre attività sulle corse” in auto “sono state colpite duramente” dal coronavirus “abbiamo preso azioni rapide per preservare la forza del nostro bilancio, concentrare ulteriori risorse su Uber Eats e prepararci per ogni possibile scenario”, afferma Dara Khosrowshahi, l’amministratore delegato di Uber. Il coronavirus ha di fatto fatto precipitare la domanda di corse in auto condivise dalla metà del mese di marzo, penalizzando la società. A ‘salvare’ l’app per auto con conducenti è stata Uber Eats, la divisione per la consegna di pranzi e cene a domicilio, la cui domanda è schizzata con miliardi di persone costrette in casa ma senza voler rinunciare ai servizi del loro ristorante preferito. Le prenotazioni su Uber Eats sono così salite a 4,68 miliardi di dollari, il 52% in più rispetto all’anno scorso e il 7% in più rispetto agli ultimi tre mesi del 2019. “Insieme al balzo delle consegne” di pranzi e cene, “siamo incoraggiati dal vedere i segnali iniziali dei mercati che stanno riaprendo – mette in evidenza Khosrowshahi -.
La nostra struttura dei costi altamente variabile resta un vantaggio importante mentre prevediamo che la ripresa delle corse varierà da città a città e da paese a paese”. Uber ha annunciato nelle ultime ore un taglio della sua forza lavoro del 14%, per complessivi 3.700 dipendenti e avvertito che potrebbe procedere con ulteriori tagli dei costi.
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Per 7 paesi Ue tracciamento Apple-Google
Gb ci ripensa, starebbe convergendo su questo sistema
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
08 maggio 2020
15:33
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Sette paesi europei stanno lavorando sul sistema di tracciamento del contagio da coronavirus basato sulla piattaforma che stanno mettendo a punto Apple e Google.
Come riporta il sito di Reuters, sono Austria, Estonia, Finlandia, Germania, Portogallo, Svizzera e anche l’Italia come già specificato da ministro dell’Innovazione Paola Pisano. Si sono chiamate fuori la Francia con un sistema autonomo e inizialmente l’Inghilterra, che sembra però ci stia ripensando.
La ‘coalizione europea’ userà il bluetooth e l’approccio di Apple e Google, i cui sistemi operativi iOS e Android sono sul 99% degli smartphone del mondo. Questo sistema consentirà anche alle loro app nazionali di “dialogare” tra loro e gestire le infezioni quando le persone viaggeranno all’estero.
“La cosa importante di questi progetti è come possono funzionare a livello internazionale”, ha detto a Reuters Marcel Salathe dell’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Losanna.
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La Francia al momento sta sviluppando una soluzione indipendente, con i dati dei cittadini conservati su server centrali anzichè restare sugli smartphone degli utenti (come prevede invece il sistema Apple e Google). La Gran Bretagna inizialmente ha adottato un sistema autonomo che sta già testando sull’Isola di Wight ma, a quanto scrive il Guardian, il governo starebbe considerando l’idea di abbandonare la propria app di tracciamento in favore del modello decentralizzato dei due colossi del web, tanto che sarebbe in corso uno studio di fattibilità su tale cambiamento.
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Twitter non riesce a rimuovere fake news
Lo rivela uno studio di NewsGuard citato dal Financial Times
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
08 maggio 2020
15:32
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
“Twitter non riesce a rimuovere le fake news sul coronavirus”. Lo segnala un report di NewsGuard che monitora l’affidabilità delle notizie sui siti web, ripreso dal Financial Times. La ricerca ha rilevato che “continuano a restare online molteplici post di account su Twitter con oltre 100mila follower che promuovono disinformazione su cure discutibili che violano le politiche introdotte dai social media, Facebook e YouTube, per contrastare la pandemia sul covid-19”.
Secondo la ricerca, “questi post hanno raggiunto oltre 3 milioni di persone”. In particolare, il rapporto – si legge su FT -, ha osservato che un “account Twitter, con 125.000 follower e collegamenti al gruppo di estrema destra QAnon, avrebbe diffuso studi falsi sull’efficacia dell’idrossiclorochina per il coronavirus”. Altri account promuovono cure con il biossido di cloro, la radice di liquirizia e lo zinco. “Twitter, scrive FT, respinge le accuse dichiarando che dall’introduzione del 18 marzo delle nuove politiche, ha rimosso oltre 2.400 tweet”. Eppure, uno studio condotto dall’università di Oxford tra gennaio e marzo, scrive FT, ha sottolineato che il 60% delle notizie false è rimasto online sulla piattaforma, rispetto al 27% su YouTube e il 24% su Facebook.
“Da quando abbiamo introdotto le nuove policy, il 18 marzo, abbiamo rimosso oltre 2400 tweet e contestato 3,4 milioni di profili potenzialmente spam che interagivano nelle conversazioni sul Covid-19. Diamo priorità alla rimozione di contenuti che promuovono o incentivano azioni che potenzialmente potrebbero creare danni. Come detto in altre occasioni, non agiremo su ogni tweet contenente informazioni incomplete o controverse sul Covid-19”, questa la replica di un portavoce di Twitter.
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Nei giorni scorsi NewsGuard ha lanciato lo stesso allarme su un gruppo di pagine Facebook che diffondevano disinformazione sul coronavirus, molte di queste sono state cancellate dopo la pubblicazione dell’indagine.
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Telelavoro, 73% dipendenti senza guida su cybersicurezza
Kaspersky, 24% ha ricevuto email malevole che sfruttano il Covid
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
08 maggio 2020
15:34
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Alle prese con il telelavoro, tre dipendenti italiani su quattro (73%) non hanno ancora ricevuto una guida o una formazione specifica sulla cybersicurezza per proteggersi dai rischi. A dirlo è l’ultimo report della società di sicurezza informatica Kaspersky, basato su un sondaggio che ha coinvolto 6mila lavoratori su scala globale di cui 550 in Italia.
Stando all’indagine, quasi un quarto (24)% dei dipendenti italiani ha detto di aver già ricevuto e-mail di phishing a tema Covid-19. Il download accidentale di contenuti malevoli da questo tipo di email – ribadiscono gli esperti – può portare all’infezione dei dispositivi e anche alla compromissione dei dati aziendali.
Sempre in base al sondaggio, molti dipendenti hanno dichiarato di aver aumentato l’uso di servizi online non approvati dai reparti IT delle loro aziende, come le app per le videoconferenze (35%), per la messaggistica istantanea (39%) o per l’archiviazione dei file (35%).
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Lombardia regione con più siti sulla pandemia
Analisi Registro .it disegna geografia web legata a contagio
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PISA
08 maggio 2020
18:22
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La Lombardia e la provincia di Milano sono i luoghi dove negli ultimi mesi sono stati maggiormente registrati siti internet con dominio.it legati alla pandemia e ai suoi effetti. Lo rivela un’analisi del Registro .it, l’anagrafe dei domini con suffisso “.it”, con sede operativa al Cnr di Pisa, che ha monitorato il “contagio” in rete attraverso i nomi a dominio a targa italiana legati alla pandemia: i nuovi siti web ad hoc registrati da febbraio a oggi sono 3.922.
La top ten dei termini usati in questi domini è coronavirus, covid19, covid, mascherine, mask, virus, mascherina, Italia, free, antivirus e la distribuzione geografica dei nuovi domini “pandemici”, spiega il Registro .it, “fotografa la Lombardia al primo posto in Italia come regione, con Milano prima come provincia” seguita da Lazio ed Emilia-Romagna, mentre l’ultimo posto di questa speciale graduatoria va alla Valle d’Aosta.
“Tuttavia, a correlazione tra il numero di registrazioni e i casi di infezione – spiega il responsabile del registro e direttore dell’istituto di informatica e telematica, Marco Conti – la correlazione tra il numero delle registrazioni sul tema e i casi di Coronavirus registrati localmente risulta debole: le regioni che contano più registrazioni sul Covid sono quelle che registrano normalmente più domini .it”.
L’analisi evidenzia che, in maggioranza, questi nomi sono stati registrati da persone fisiche italiane e straniere, seguite da società/imprese individuali e liberi professionisti. Molto bassa la percentuale di domini assegnati a enti no-profit. Per lo più si tratta di siti di news, informazioni sanitarie e legati alle vendite online. “Non è da escludere – conclude Conti – che dietro ad alcuni di questi nuovi domini, si celino registrazioni speculative e malevoli: anche a livello internazionale è stato appurato che dietro ad alcuni nuovi domini legati alla pandemia si possano celare spammer o cyber criminali”.
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Facebook e Google, smart working fino a fine 2020
Dipendenti potranno scegliere
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10 maggio 2020
18:29
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Facebook e Google in smart working almeno fino alla fine del 2020.
Come riporta Cnbc, la società di Mark Zuckerberg consentirà alla maggior parte dei suoi dipendenti di scegliere se lavorare da casa fino alla fine dell’anno.
Facebook inizierà a riaprire i suoi uffici il 6 luglio dopo lo stop legato al coronavirus, consentendo ai dipendenti che hanno bisogno di rientrare per svolgere il loro lavoro di farlo.
Il ceo di Google Sundar Pichai ha precisato che gli uffici della compagnia riapriranno a inizio luglio, con nuove misure di sicurezza, per i dipendenti che hanno bisogno di lavorare in sede. Ma il lavoro da remoto, originariamente previsto fino al primo giugno, è stato esteso fino a fine 2020
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Google a rinuncia a città del futuro a Toronto
Progetto abbandonato, troppa incertezza per coronavirus
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08 maggio 2020
09:53
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Google abbandona il suo progetto per una città del futuro a Toronto a causa del coronavirus. Sidewalks Lab, divisione di Mountain View, fa marcia indietro dopo due anni e mezzo di trattative citando l’incertezza legata all’epidemia.
“E’ diventato troppo difficile rendere il progetto finanziariamente sostenibile senza sacrificarne parti essenziali per una comunità inclusiva”, afferma Dan Doctoroff, l’amministratore delegato di Sidewalks Lab. Trattative che, nonostante le polemiche e le critiche, stavano andando avanti con un accordo atteso in giugno.
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Uber in profondo rosso, 2,9 mld perdite
I ricavi salgono con boom domanda Uber Eats
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08 maggio 2020
13:44
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Il coronavirus fa lievitare le perdite di Uber che, nel primo trimestre, sono più che raddoppiate a 2,94 miliardi di dollari dagli 1,09 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso. I ricavi sono saliti a 3,54 miliardi dai 3,1 miliardi del 2019. Il rosso pesa sui titoli Uber a Wall Street, dove nelle contrattazioni after hours arrivano a perdere il 2,81%.
“Anche se le nostre attività sulle corse” in auto “sono state colpite duramente” dal coronavirus “abbiamo preso azioni rapide per preservare la forza del nostro bilancio, concentrare ulteriori risorse su Uber Eats e prepararci per ogni possibile scenario”, afferma Dara Khosrowshahi, l’amministratore delegato di Uber. Il coronavirus ha di fatto fatto precipitare la domanda di corse in auto condivise dalla metà del mese di marzo, penalizzando la società. A ‘salvare’ l’app per auto con conducenti è stata Uber Eats, la divisione per la consegna di pranzi e cene a domicilio, la cui domanda è schizzata con miliardi di persone costrette in casa ma senza voler rinunciare ai servizi del loro ristorante preferito. Le prenotazioni su Uber Eats sono così salite a 4,68 miliardi di dollari, il 52% in più rispetto all’anno scorso e il 7% in più rispetto agli ultimi tre mesi del 2019. “Insieme al balzo delle consegne” di pranzi e cene, “siamo incoraggiati dal vedere i segnali iniziali dei mercati che stanno riaprendo – mette in evidenza Khosrowshahi -.
La nostra struttura dei costi altamente variabile resta un vantaggio importante mentre prevediamo che la ripresa delle corse varierà da città a città e da paese a paese”. Uber ha annunciato nelle ultime ore un taglio della sua forza lavoro del 14%, per complessivi 3.700 dipendenti e avvertito che potrebbe procedere con ulteriori tagli dei costi.
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Per 7 paesi Ue tracciamento Apple-Google
Gb ci ripensa, starebbe convergendo su questo sistema
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08 maggio 2020
15:33
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Sette paesi europei stanno lavorando sul sistema di tracciamento del contagio da coronavirus basato sulla piattaforma che stanno mettendo a punto Apple e Google.
Come riporta il sito di Reuters, sono Austria, Estonia, Finlandia, Germania, Portogallo, Svizzera e anche l’Italia come già specificato da ministro dell’Innovazione Paola Pisano. Si sono chiamate fuori la Francia con un sistema autonomo e inizialmente l’Inghilterra, che sembra però ci stia ripensando.
La ‘coalizione europea’ userà il bluetooth e l’approccio di Apple e Google, i cui sistemi operativi iOS e Android sono sul 99% degli smartphone del mondo. Questo sistema consentirà anche alle loro app nazionali di “dialogare” tra loro e gestire le infezioni quando le persone viaggeranno all’estero.
“La cosa importante di questi progetti è come possono funzionare a livello internazionale”, ha detto a Reuters Marcel Salathe dell’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Losanna.
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La Francia al momento sta sviluppando una soluzione indipendente, con i dati dei cittadini conservati su server centrali anzichè restare sugli smartphone degli utenti (come prevede invece il sistema Apple e Google). La Gran Bretagna inizialmente ha adottato un sistema autonomo che sta già testando sull’Isola di Wight ma, a quanto scrive il Guardian, il governo starebbe considerando l’idea di abbandonare la propria app di tracciamento in favore del modello decentralizzato dei due colossi del web, tanto che sarebbe in corso uno studio di fattibilità su tale cambiamento.
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Twitter non riesce a rimuovere fake news
Lo rivela uno studio di NewsGuard citato dal Financial Times
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08 maggio 2020
15:32
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“Twitter non riesce a rimuovere le fake news sul coronavirus”. Lo segnala un report di NewsGuard che monitora l’affidabilità delle notizie sui siti web, ripreso dal Financial Times. La ricerca ha rilevato che “continuano a restare online molteplici post di account su Twitter con oltre 100mila follower che promuovono disinformazione su cure discutibili che violano le politiche introdotte dai social media, Facebook e YouTube, per contrastare la pandemia sul covid-19”.
Secondo la ricerca, “questi post hanno raggiunto oltre 3 milioni di persone”. In particolare, il rapporto – si legge su FT -, ha osservato che un “account Twitter, con 125.000 follower e collegamenti al gruppo di estrema destra QAnon, avrebbe diffuso studi falsi sull’efficacia dell’idrossiclorochina per il coronavirus”. Altri account promuovono cure con il biossido di cloro, la radice di liquirizia e lo zinco. “Twitter, scrive FT, respinge le accuse dichiarando che dall’introduzione del 18 marzo delle nuove politiche, ha rimosso oltre 2.400 tweet”. Eppure, uno studio condotto dall’università di Oxford tra gennaio e marzo, scrive FT, ha sottolineato che il 60% delle notizie false è rimasto online sulla piattaforma, rispetto al 27% su YouTube e il 24% su Facebook.
“Da quando abbiamo introdotto le nuove policy, il 18 marzo, abbiamo rimosso oltre 2400 tweet e contestato 3,4 milioni di profili potenzialmente spam che interagivano nelle conversazioni sul Covid-19. Diamo priorità alla rimozione di contenuti che promuovono o incentivano azioni che potenzialmente potrebbero creare danni. Come detto in altre occasioni, non agiremo su ogni tweet contenente informazioni incomplete o controverse sul Covid-19”, questa la replica di un portavoce di Twitter.
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Nei giorni scorsi NewsGuard ha lanciato lo stesso allarme su un gruppo di pagine Facebook che diffondevano disinformazione sul coronavirus, molte di queste sono state cancellate dopo la pubblicazione dell’indagine.
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Telelavoro, 73% dipendenti senza guida su cybersicurezza
Kaspersky, 24% ha ricevuto email malevole che sfruttano il Covid
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08 maggio 2020
15:34
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Alle prese con il telelavoro, tre dipendenti italiani su quattro (73%) non hanno ancora ricevuto una guida o una formazione specifica sulla cybersicurezza per proteggersi dai rischi. A dirlo è l’ultimo report della società di sicurezza informatica Kaspersky, basato su un sondaggio che ha coinvolto 6mila lavoratori su scala globale di cui 550 in Italia.
Stando all’indagine, quasi un quarto (24)% dei dipendenti italiani ha detto di aver già ricevuto e-mail di phishing a tema Covid-19. Il download accidentale di contenuti malevoli da questo tipo di email – ribadiscono gli esperti – può portare all’infezione dei dispositivi e anche alla compromissione dei dati aziendali.
Sempre in base al sondaggio, molti dipendenti hanno dichiarato di aver aumentato l’uso di servizi online non approvati dai reparti IT delle loro aziende, come le app per le videoconferenze (35%), per la messaggistica istantanea (39%) o per l’archiviazione dei file (35%).
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Lombardia regione con più siti sulla pandemia
Analisi Registro .it disegna geografia web legata a contagio
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PISA
08 maggio 2020
18:22
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La Lombardia e la provincia di Milano sono i luoghi dove negli ultimi mesi sono stati maggiormente registrati siti internet con dominio.it legati alla pandemia e ai suoi effetti. Lo rivela un’analisi del Registro .it, l’anagrafe dei domini con suffisso “.it”, con sede operativa al Cnr di Pisa, che ha monitorato il “contagio” in rete attraverso i nomi a dominio a targa italiana legati alla pandemia: i nuovi siti web ad hoc registrati da febbraio a oggi sono 3.922.
La top ten dei termini usati in questi domini è coronavirus, covid19, covid, mascherine, mask, virus, mascherina, Italia, free, antivirus e la distribuzione geografica dei nuovi domini “pandemici”, spiega il Registro .it, “fotografa la Lombardia al primo posto in Italia come regione, con Milano prima come provincia” seguita da Lazio ed Emilia-Romagna, mentre l’ultimo posto di questa speciale graduatoria va alla Valle d’Aosta.
“Tuttavia, a correlazione tra il numero di registrazioni e i casi di infezione – spiega il responsabile del registro e direttore dell’istituto di informatica e telematica, Marco Conti – la correlazione tra il numero delle registrazioni sul tema e i casi di Coronavirus registrati localmente risulta debole: le regioni che contano più registrazioni sul Covid sono quelle che registrano normalmente più domini .it”.
L’analisi evidenzia che, in maggioranza, questi nomi sono stati registrati da persone fisiche italiane e straniere, seguite da società/imprese individuali e liberi professionisti. Molto bassa la percentuale di domini assegnati a enti no-profit. Per lo più si tratta di siti di news, informazioni sanitarie e legati alle vendite online. “Non è da escludere – conclude Conti – che dietro ad alcuni di questi nuovi domini, si celino registrazioni speculative e malevoli: anche a livello internazionale è stato appurato che dietro ad alcuni nuovi domini legati alla pandemia si possano celare spammer o cyber criminali”.
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Apple riaprirà alcuni negozi in Usa la prossima settimana
Lo riporta in Cnbc, in punti vendita accesso limitato
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NEW YORK
10 maggio 2020
18:25
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Apple riaprirà alcuni dei suoi punti vendita negli Stati Uniti la prossima settimana. Lo riporta Cnbc, sottolineando che Cupertino riaprirà i negozi in Idaho, South Carolina, Alabama e Alaska. I punti vendita saranno muniti di controlli della temperatura e consentiranno l’ingresso di un numero limitato di persone.
E riapriranno l’11 maggio prossimo gli Apple Store in Germania. Questi si aggiungeranno, così, ai negozi Apple già aperti in Corea del Sud, Austria e Australia. In Italia ancora negozi chiusi.
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Ericsson alza le stime sugli utenti 5G
Saranno 2,8 miliardi nel 2025. Aumento in 2020 grazie alla Cina
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11 maggio 2020
10:32
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Alla luce dell’impatto del coronavirus sulle reti di tlc, Ericsson corregge al rialzo le previsioni sulla diffusione del 5G su scala globale. Nel 2025 ci saranno 2,8 miliardi di abbonati ai servizi 5G, contro i 2,6 miliardi previsti nel novembre scorso. Lo ha reso noto Ericsson stamani, nel corso di una conferenza online in sostituzione di quella che la compagnia svedese avrebbe dovuto tenere a fine febbraio al Mobile World Congress di Barcellona, annullato per l’emergenza sanitaria.
A inizio anno Ericsson aveva stimato che il 2020 si sarebbe concluso con 100 milioni di abbonati al 5G, a fronte dei 13 milioni a fine 2019. Patrik Cerwall, direttore esecutivo dell’Ericsson Mobility Report, ha spiegato che la cifra sarà lievemente più alta grazie al traino della Cina, nonostante il fatto che il lockdown abbia fatto rallentare gli altri mercati, compresi quelli europei.
I dati resi noti oggi sono un’anticipazione del Mobility Report che l’azienda pubblicherà il mese prossimo, e che fotografa un “picco” delle chiamate vocali da smartphone in coincidenza con il lockdown e un incremento “fino al 20%” del traffico dati mobile, ha detto Cerwall.
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Ceo Ericsson: legame Covid-5G? È stupido
Stabili grazie a 3 mld liquidità, in telelavoro 85mila impiegati
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11 maggio 2020
10:59
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Le teorie cospirazioniste sul legame tra le reti 5G alla diffusione del coronavirus, che hanno portato alla distruzione di torri di tlc e alle minacce ad alcuni lavoratori, sono idee “stupide” e smentite dall’Oms, che “riflettono la paura che si avverte nella nostra società”. Lo ha affermato stamani il presidente e ceo di Ericsson, Borje Ekholm, nel corso di una videoconferenza dell’azienda svedese.
“Il 5G sbloccherà il potenziale della quarta rivoluzione industriale”, ha detto Ekholm, evidenziando che lo sviluppo del 5G è nell’Interesse pubblico, perché consentirà di erogare servizi servizi in settori come sanità, istruzione e trasporti, e permetterà ai governi di ridurre il digital divide.
In merito all’impatto del Covid-19, “i 3 miliardi di dollari di liquidità ci danno stabilità. Continueremo a investire in ricerca e sviluppo”, ha detto Ekholm. Al momento sono 85mila i dipendenti di Ericsson in smart working. La compagnia a fine 2019 contava poco meno di 100mila dipendenti.
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Da Iit Genova software per distanziamento aeroporti
Con telecamere videosorveglianza, usa intelligenza artificiale
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11 maggio 2020
13:32
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Nasce “Social distancing” ed è un progetto che l’Aeroporto di Genova avvia con l’Istituto Italiano di Tecnologia per sviluppare un software capace di monitorare automaticamente il rispetto del distanziamento sociale. Usando le telecamere di sorveglianza puo’ generare una mappa dell’ambiente sfruttando l’intelligenza artificiale e circoscrivere un raggio intorno a tutte le persone presenti, segnalando quando sono troppo vicine. In caso di rischio assembramento genera avvisi per il rispetto del distanziamento.
Il software è stato creato dal gruppo di ricerca Pavis di IIT che nei prossimi giorni, guidati dal coordinatore, Alessio Del Bue, ottimizzeranno il programma. Grazie agli algoritmi di Intelligenza Artificiale, la privacy di passeggeri e addetti aeroportuali sarà garantita, perchè tutti i video verranno modificati grazie a un programma che trasforma l’immagine in sagome bidimensionali. La sperimentazione si è servita dell’impianto di videosorveglianza standard dell’aerostazione.
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Coronavirus: da Oms un’app per i paesi senza risorse
Entro maggio e basata sul bluetooth
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11 maggio 2020
13:34
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L’Organizzazione Mondiale della Sanità lancerà un’app Covid-19 per i paesi che non hanno i mezzi per svilupparne una propria. Lo ha detto Bernardo Mariano, Chief Information Officer dell’Oms, in una intervista a Reuters e pubblicata online, dichiarando che l’applicazione verrà rilasciata entro fine maggio.
L’app, che dovrebbe essere basata sul bluetooth, chiederà alle persone i loro sintomi e offrirà indicazioni sull’eventuale contagio. Altre informazioni, come ad esempio i test da fare, verranno personalizzate in base al Paese dell’utente.
L’applicazione, che verrà rilasciata sugli store digitali a livello globale, potrà essere adottata da qualsiasi governo che potrà aggiungere le propria funzionalità e rilasciare la propria versione negli app store, ha spiegato Mariano dell’Oms.
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Numerosi paesi stanno accelerando nelle tecnologie di contact tracing, con il Regno Unito, l’Australia e l’India che stanno già testando una loro app. L’Oms si aspetta che la sua applicazione susciti interesse in paesi come Sud America e Africa, dove il numero dei casi è in aumento e potrebbero mancare risorse, tecnologia e ingegneri per sviluppare un’app.
“Lasceremmo indietro quei paesi che non sono in grado di fornire un’app e hanno sistemi sanitari fragili”, ha aggiunto Mariano.
Ingegneri e tecnici, compresi alcuni che hanno lavorato presso Google e Microsoft, si sono offerti volontari per sviluppare la nuova app con il codice sorgente ‘open-source’, visibile a tutti sulla piattaforma per sviluppatori GitHub.
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Calcoli di un supercomputer su smartphone, ci pensa algoritmo
E’ lo studio del prof Rozza (Sissa), destinatario di un Grant
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TRIESTE
11 maggio 2020
15:43
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Se in sala operatoria un chirurgo avesse a disposizione un supercomputer, la lettura della “geometria vascolare” di un paziente potrebbe essere pressoché immediata. Ma questo oggi non è possibile: in sala operatoria non ci sono i supercomputer e per i calcoli serve tempo. Diverso sarebbe se le potenzialità di questi apparecchi venissero trasferite, attraverso algoritmi, su tablet e smartphone.
Sarebbero fruibili da ciascuno nella quotidianità, “con importanti sviluppi in ambito medicale e biomedicale, in quello industriale e ambientale”. Ed è proprio questo che intende realizzare uno studio di matematica applicata avviato dalla Scuola internazionale superiore di Studi avanzati (Sissa), finanziato dall’Erc e destinatario di un Grant.
“Abbiamo decomposto le operazioni di calcolo in vari passaggi – spiega lo sviluppatore, Gianluigi Rozza, professore di analisi numerica alla Sissa – in modo tale che il supercomputer, come un cuoco, preparasse ingredienti e portate. A servirli a tavola ci hanno pensato poi metodi numerici immediati, che hanno permesso di portare il cosiddetto calcolo in tempo reale su tablet e smartphone”.
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Su Twitter arrivano i post programmabili
Nuova funzione consente di scegliere data e ora di pubblicazione
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12 maggio 2020
09:00
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Twitter sta estendendo a più utenti la possibilità di programmare i post, predisponendone la pubblicazione in una data e a un orario successivi a quelli della composizione. La funzione, in fase di test dall’autunno scorso, si rivolge principalmente a social media manager e organi di informazione, che potranno programmare i tweet senza dover ricorrere a software sviluppati da aziende esterne.
La novità, già disponibile per alcuni utenti anche in Italia, prende la forma dell’icona di un calendario con sopra un orologio, mostrata in basso nella finestra di composizione di un nuovo tweet. Selezionandola, si apre una scheda che permette di scegliere il giorno e l’ora in cui pubblicare il post. La scheda consente anche di vedere tutti i tweet che si sono già programmati.
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