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50 anni fa Italia-Germania 4-3, un mito infinito
Emozioni e orgoglio nazionale ritrovato: molto più di una partita
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13 Giugno 2020
15:54
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La Partita del Secolo compie mezzo secolo, e già nel gioco di parole c’è la portata dell’evento: il 17 giugno di 50 anni fa allo stadio Azteca di Città del Messico si disputò infatti molto più di una semifinale del mondiale di calcio, persino più della “Gara”, come la definirono gli organizzatori nella targa prontamente apposta sulla tribuna principale dell’impianto. Quel giorno di fine primavera del 1970 a sfidarsi mischiando metafore ed emozioni furono la vita e il pallone: ne venne fuori Italia-Germania4-3, che da sempre si legge così, tutto attaccato. Un evento che ancora oggi suggestiona non solo i due popoli coinvolti, gli inopinatamente vittoriosi e gli inaspettatamente sconfitti, ma i tifosi di tutto il mondo.
Il concentrato di adrenalina e lacrime andò in onda in tv quando in Italia era notte piena e nel canale della mondovisione, due rarità per l’epoca. E regalò tutto l’epos del calcio grazie a una pazzesca serie di gol, papere e prodezze: il tutto mentre 10 mila km a Est l’Italia riscopriva l’orgoglio nazionale mortificato dall’avventura folle nella guerra voluta dal fascismo, e, tornando al recinto dello sport, dall’eliminazione nel precedente mondiale, quello del ’66, avvenuta contro la Corea del Nord.
Italia-Germania4-3 è dunque diventata in questi 50 anni un brand impreziosito da un paio di film, qualche piece teatrale, innumerevoli libri ma è rimasta soprattutto un ricordo ineguagliato di gioia e follia collettiva. Eppure è passato tanto tempo, in cui stando alla contabilità dei trionfi l’Italia ha vinto due mondiali che si sono aggiunti ai due degli anni Trenta. A distanza di tanti anni è però sempre più evidente che a fare di quella nottata un punto di svolta, una pietra miliare nella storia del costume italiano, sono non solo le emozioni calcistiche che arrivavano in bianco e nero dal Messico ma, sulla spinta del boom economico, l’evidente voglia di riscatto e di immagine nuova di una nazione che era stata non solo sconfitta, umiliata.
Quell’Italia-Germania del mondiale di Messico 70 era stata per la verità per 90 minuti una gara noiosa: con i potenti e furenti tedeschi guidati dallo statuario Beckenbauer (ferito, braccio appeso al collo per un infortunio, ma imperiale nel suo incedere) all’assalto del solito, astuto, catenaccio italiano.
Erano in vantaggio 1-0, gli azzurri di Valcareggi, in virtù di un gol di Boninsegna. E il pareggio tedesco arrivò nel recupero del secondo tempo grazie a Schnellinger, che militava nel Milan e si ritrovò sotto porta solo perché voleva arrivare prima nello spogliatoio per evitare i fischi dei suoi tifosi. Da li’ nei supplementari la sarabanda di gol: 2-1 per i tedeschi con Gerd Muller, 2-2 firmato da Burgnich, uno che nella sua meravigliosa carriera di difensore sarà arrivato nell’area avversaria tre volte in tutto. E poi 3-2 di Riva, 3-3 ancora di Muller con errore difensivo di Rivera che però, stimolato dagli insulti del portiere Albertosi, andò a riparare nel giro di una manciata di secondi con un gol thrilling: colpo millimetrico di piatto destro in controtempo sul tuffo di un Maier inebetito.
L’Italia visse quei supplementari incollata alla tv, e lo stesso fecero in tutto il mondo. Persino le guardie di un carcere messicano si persero nei brividi di Italia-Germania4-3: e infatti alcuni detenuti ne approfittarono per darsi alla fuga.
Una delle tante pazzie di quella notte contrassegnata in chiave italiana dalla gente incolonnata nelle strade, tante bandiere che spuntavano dal tettuccio della Cinquecento e persino qualche tifoso a fare il bagno ubriaco di gioia dentro Fontana di Trevi: altro che Anita Ekberg…
Gigi Riva, nei suoi anni da dirigente della Nazionale raccontò: ”Noi tutti, dopo che l’arbitro fischio’ la fine, avemmo la percezione di quello che era successo, dell’importanza della nostra impresa. Eravamo stravolti dalla stanchezza, ma dall’Italia arrivavano notizie di incredibili festeggiamenti in ogni dove. La chiave del successo? La capacità di non mollare mai, anche quando tutto sembra obiettivamente perso. Questo l’insegnamento che ‘Italia-Germania4-3′ puo’ dare ai giovani affascinati davanti alla tv ancora oggi: se non si molla, tutto e’ possibile”. Anche che un Paese umiliato e offeso si riscatti finendo, inopinatamente, in copertina al mondo: un messaggio che va molto al di là del calcio, proprio come quella nottata.
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Liga: Espanyol, vittoria e abbracci contro l’Alaves
A Barcellona è 2-0. Esultanza giocatori catalani fa discutere
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13 giugno 2020
16:28
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Anche nella partita vinta dall’Espanyol Barcellona, in casa per 2-0 sull’Alaves, non sono mancati gli abbracci che fanno storcere il muso ai tempi del Coronavirus. I catalani allenati da Abelardo, nella sfida della ripartenza valida per la 28/a giornata della Liga, hanno risolto la ‘pratica’ in 47′, a cavallo fra il primo e il secondo tempo.
Nel recupero della prima frazione di gioco, Espinosa ha battuto il portiere Pacheco; al 2′ della ripresa Lei ha firmato il gol del definitivo successo. L’Espanyol resta ultimo, con 23 punti, ma aggancia in classifica il Leganes – impegnato in casa contro il Valladolid alle 19,30 – ma spera ancora nella salvezza.
L’Alaves è rimasto fermo a 32 che gli vale il 14/o posto.
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Germania: pari Borussia Dortmund, rinviata la festa del Bayern
1-0 dei gialloneri a Duesseldorf annulla il match-point bavaresi
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13 giugno 2020
17:50
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Erling Haaland corregge di testa alle spalle del portiere Kastenmeier un cross di Akanji e regala al 94′ la vittoria per 1-0 al Borussia Dortmund sul terreno della Merkur Spiel Arena a Duesseldorf, contro il Fortuna. Ma soprattutto costringe il Bayern Monaco – che in caso di vittoria alle 18,30 sul Borussia Moenchengladbach e di sconfitta dei gialloneri sarebbe stato campione – a rinviare la festa per l’ottavo titolo di Germania consecutivo. Adesso la situazione in classifica, a 3 giornate dalla fine è Bayern in testa con 70 punti, Borussia Dortmund secondo a quota 66. I bavaresi hanno una partita in meno.
Nel pomeriggio della Bundesliga (31/a giornata) spiccano anche il gol della bandiera dell’Hertha Berlino – ko 4-1 in casa contro l’Eintracht Francoforte – firmato da Pjatek e la doppietta nella stessa partita dell’altro ex milanista André Silva, condita da un assist.
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Gravina, mi auguro stadi riaprano entro metà luglio
Presidente Figc, è ultimo tassello,spero avvenga in tempi rapidi
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13 giugno 2020
17:56
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“Quando aprire gli stadi? Io mi auguro i primi di luglio. La prima settimana, massimo metà luglio. Questo significherebbe che il nostro Paese ha eliminato quelle ultime restrizioni e che siamo usciti da questo momento particolarmente buio”. Intervistato da Radio Deejay, il presidente della Figc, Gabriele Gravina, parla della ripartenza del calcio avvenuta ieri con la semifinale di Coppa Italia Juventus-Milan, e fa capire che il prossimo step sarà di far tornare i tifosi, almeno in parte, negli stadi. “Quello di ieri è stato l’ultimo tassello che serviva per fugare qualunque dubbio sulla proiezione dei campionati – dice ancora Gravina -.
Sono contento di quest’ultimo tassello, ne manca ancora uno che è la partecipazione dei tifosi che mi auguro avvenga in tempi molto rapidi”.
La partita di ieri sera ha portato Gravina a fare una riflessione. “Sono riuscito a gioire pensando a una strana coincidenza – rivela -. Ieri sera avremo dovuto inaugurare l’Europeo con Italia-Turchia a Roma e alla stessa ora è ripartito il calcio italiano. Questo deve essere un motivo di orgoglio per tutto il movimento sportivo ma anche per tanti appassionati”.
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Boninsegna: ‘Il mio assist nella terra di Re Rivera’
Italia-Germania 4-3: “Dopo due ore a 2mila mt. volavo ancora…”
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13 giugno 2020
20:16
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“So perché mi ha chiamato, ma non mi chieda dove trovai la forza di superare in progressione Schulz, dopo quasi 2 ore di trans agonistica, vissute a oltre 2 mila metri d’altezza”. Roberto Boninsegna, all’epoca ‘Bonimba’ o ‘Bobo-gol’, in quel pomeriggio messicano (tardissima serata in Italia) di follia agonistica, sospeso fra emozioni e brividi, da eroe per caso, si trasformò in protagonista assoluto.
Italia-Germania 4-3 di mercoledì 17 giugno 1970, la ‘partita del secolo’, la sfida delle sfide, uno dei momenti più esaltanti e appassionanti nella storia dello sport, disputata allo stadio Azteca di Città del Messico, ‘Bonimba’ la firmò in modo indelebile. Dopo 8′ portò in vantaggio l’Italia con un tiraccio di sinistro e, dopo 111′ di gioco, spese le ultime stille di sudore in uno scatto rabbioso per superare il ‘mastino’ Schulz: mise al centro il pallone, indirizzandolo, racconta, “verso una specie di landa desolata, dove c’era solo Rivera, un campionissimo”. “A uno come lui non fu difficile spiazzare Mayer, per il 4-3 finale”, racconta.
Boninsegna, al Mondiale messicano di 50 anni fa, nemmeno doveva esserci. “Il centravanti titolare era Pietro Anastasi che, il giorno della partenza per il Messico, venne operato – spiega l’ex centravanti dell’Inter -. Ricordo che ricevetti una strana telefonata dalla Figc, in cui mi si diceva di preparare la valigia e di presentarmi a Roma, da dove sarei partito per il Messico. Vado a letto e, la mattina dopo, mi sembra d’aver sognato, tant’è che chiedo a mia moglie la conferma di quel colloquio telefonico. Col ct Valcareggi avevo sempre avuto problemi, con lui in panchina per me sarebbe stata dura.
Infatti, andai al Mondiale grazie al malore di Anastasi”.
Boninsegna, in Messico, segnò contro la Germania in semifinale e contro il Brasile, nella finale del 21 giugno. Due gol leggendari, come lo fu il match. “Fu una partita fra due corazzate, per questo resta nell’immaginario collettivo -: Italia-Germania non è mai stata una sfida come le altre. Anche loro, a dire il vero, meritavano la finale, se non altro perché avevano eliminato i campioni del mondo in carica dell’Inghilterra. E poi, ci furono quei supplementari, che avrebbero segnato profondamente anche il nostro rendimento in finale. Guardi, la partita fu ‘normale’ per tutti i 90′, offrendo il solito chiché: andiamo in vantaggio e ci difendiamo.
E’ il gol di Schnellinger a scompaginare i nostri piani. Il difensore del Milan, che mai in vita sua aveva varcato la metà campo, si trovò tutto solo davanti ad Albertosi al minuto 91’40”. Non poteva che deviare in rete. Da lì in poi cominciò un’altra storia. Vedere in un Mondiale 5 gol in mezz’ora non è facile”.
Boninsegna in Messico ritrovò Riva, che aveva lasciato a Cagliari un anno prima. “Andai via dalla Sardegna non per mia scelta – racconta Boninsegna -. Un giorno mi chiama il ‘deus ex machina’ della società, Andrea Arrica, e mi dice: ‘dobbiamo vendere uno dei due giocatori che fanno cassetta; uno è Riva e l’altro sei tu. Riva non vuole andar via, tu cosa pensi di fare’?. Gli dico che me ne vado solo per finire all’Inter: è il mio sogno. Detto, fatto. Arrivarono Gori, Domenghini e Poli.
L’anno dopo, nel 1970, il Cagliari vinse lo scudetto. Io e Riva eravamo amici, ma anche due mancini; ci muovevamo dal centro verso sinistra e io, col tempo, mi sono dovuto adattare. Io usavo qualche volta anche il destro, Gigi no. Lui era sinistro puro. In Messico confermammo di poter giocare assieme”.
Gli ultimi ‘frame’ del trionfo in bianco e nero dell’Italia sulla Germania, scandito dalla voce ovattata di Nando Martellini, ci regalano un Boninsegna a pancia in giù sul terreno dell’Azteca: sembra disperarsi, batte i pugni a terra.
“Ero distrutto, ma felice – le parole del bomber -: finalmente era finita e noi eravamo in finale contro Pelè. Quando giochi non pensi a cosa può capitare, pensi a vincere. Invece, dopo due giorni, ci rendemmo conto di avere unito un Paese, leggendo i giornali italiani riuscimmo ad avere la percezione di quello che avevamo combinato contro i tedeschi. La finale con Rivera? Non me ne parli… Noi siamo l’unica Nazionale al mondo ad aver lasciato in panchina un Pallone d’Oro. Una cosa assurda. Pelè, quando seppe che Gianni non giocava, disse: ‘Ma se non fanno giocare chi ha vinto il Pallone d’Oro, che squadra avranno? Saranno davvero forti. Fece più danni Water Mandelli, il capodelegazione azzurro, che la peste. Era un uomo di Confundustria e voleva mandare a casa Rivera prima del Mondiale, per via di una conferenza stampa organizzata da Gianni prima dell’esordio, quando sentì odore di panchina. Per sistemare le cose arrivò Nereo Rocco dall’Italia: era una persona saggia e il suo allenatore nel Milan. Poi, s’inventarono stupidamente la staffetta con Mazzola. Tornò a casa Lodetti, fido di Rivera, perché assieme a me – per sostituire Anastasi – avevano convocato anche Prati e, da 21 partiti, eravamo diventati 23. La Figc propose a Lodetti una vacanza gratis con la moglie, ma lui rifiutò. Insomma, prima di quell’Italia-Germania all’Azteca, di casini ce ne furono. Poi, ci fu spazio solo per l’esaltazione e il trionfo. Con Rivera in finale, però, chissà…”.
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Libri e film: Italia-Germania 4-3 brand universale
Sfida ha ispirato scrittori, registi cinematografici e teatrali
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13 giugno 2020
20:19
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Dal campo dell’Azteca e dal piccolo schermo, rigorosamente in bianco e nero, al grande palcoscenico cinematografico e teatrale, fino ad arrivare nelle librerie. Per Italia-Germania 4-3 sono stati spesi fiumi di parole e metri di pellicola. La partita del secolo (scorso) è stata raccontata, analizzata, sviscerata in tutti i modi possibili. Profili e visioni diversi di uno stesso evento che ha caratterizzato un’epoca, unito idealmente un Paese, e perfino favorito l’evasione di 23 detenuti – alcuni dei quali per omicidio – che approfittarono della ‘catalessi’ agonistica dei secondini per lasciare il penitenziario di Tuxtla.
Nel 2001 Nando Dalla Chiesa pubblicò un libro dal titolo ‘La partita del secolo’, nel quale si va oltre l’evento puramente sportivo – già di per sé importantissimo, dal momento che si tratta di una semifinale mondiale – e si abbracciano le tematiche del periodo storico, sospeso fra la fine dei favolosi anni ’60 e l’inizio dei ’70. Dalla rivoluzione culturale e giovanile alle grandi tensioni politiche e rivoluzionarie di un Paese che prova a superare un altro step. ‘Nando Dalla Chiesa, La partita del secolo. Storia di Italia-Germania 4-3’, è la storia – come recita il sommario – di una generazione che andò all’attacco e vinse (quella volta).
Il 50/o anniversario di Italia-Germania 4-3 viene celebrato da pubblicazioni che stimolano i ricordi, regalando un viaggio a ritroso su come eravamo e poi farci capire come (o cosa) siamo diventati. Il giornalista Maurizio Crosetti, pubblica ‘4 a 3: Italia-Germania 1970, la partita del secolo’, mentre l’ex prima voce di Tutto il calcio minuto per minuto, Riccardo Cucchi, rilancia con ‘La partita del secolo. Storia, mito e protagonisti di Italia-Germania 4-3’. Roberto Brambilla e Alberto Facchinetti, propongono un volume a quattro mani: ‘Quattro a tre’, che dice tutto.
Umberto Marino portò la partita del secolo sul palcoscenico di un teatro, con la piece intitolata ‘Italia-Germania 4 a 3’, interpretata da Silvio Eiraldi, Sonia Fraschetti, Giovanni Bortolotti e dallo stesso Marino. La commedia ebbe grande successo grazie anche alla trasposizione cinematografica del 1990 di Andrea Barzini, con l’interpretazione di Massimo Ghini, Fabrizio Bentivoglio, Giuseppe Cederna e Nancy Brilli. Il film narra di tre ex compagni di scuola e di bravate sessantottesche che si ritrovano dopo un ventennio nella villa della moglie di uno di loro, Giulia, per una rimpatriata in occasione della replica tv di Italia-Germania 4-3. Un come eravamo del come eravamo, pieno di ricordi e sogni infranti, che ruotano attorno a una partita di calcio. Anzi, alla Partita di calcio.
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Nancy Brilli: “Che storia, portò in finale anche me”
Il film Italia-Germania 4-3: attrice in nomination per il David
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13 giugno 2020
20:21
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ravissimi. Era una bella storia”. Nancy Brilli ricorda così, il suo personalissimo Italia-Germania 4 a 3, il film del 1990 nel quale interpretava Giulia Treves, la proprietaria della villa dove gli ex compagni di scuola si danno appuntamento per una rimpatriata e per una rivisitazione a freddo della leggendaria semifinale di Messico ’70.
Si temeva che la pellicola di Andrea Barzini potesse essere spazzata via al botteghino dai grandi colossi della celluloide.
Ma le cose andarono diversamente e Nancy Brilli arrivò addirittura a un passo dal David di Donatello. Come l’Italia del 1970 sfiorò il trionfo. “Giravamo le scene negli studi Rai di Milano e tornavamo in motorino con le ‘pizze’ del girato: eravamo noi a portarle ai tecnici. E’ stato un bellissimo momento per me” aggiunge l’attrice.
Nancy Brilli all’epoca era sposata con Massimo Ghini, che con lei recitava nel film assieme a Fabrizio Bentivoglio, Giuseppe Cederna ed Emanuela Pacotto. “Il David di Donatello sfiorato? Beh, non saprei, io non ci ho sofferto, mentre al contrario della partita c’è gente che ancora parla. Evidentemente”.
L’attrice romana confessa di non seguire il calcio (“non ne sono appassionata”), ma “per i Mondiali mi lascio prendere, come tanti”.
Per il regista Andrea Barzini, “l’Italia che sconfisse la Germania in Messico”, con il suo film, “ha in comune il personaggio immaginario di Cenerentola che, alla fine, prevale comunque”. “Gli azzurri – dice – riuscirono a piegare la Germania e la pellicola che girai sul quel 4-3 superò la concorrenza di altre girate con più mezzi e risorse”.
La comparazione non è del tutto utopistica. Anzi, rappresenta la trasposizione in celluloide dello spirito battagliero dei ‘messicani’ di Valcareggi. “Chiarisco che non sono esperto di calcio – dice Barzini -: di quell’evento a me interessava rilevare l’aspetto antropologico. Sono consapevole che per gli italiani, quella del 17 giugno 1970 contro la Germania, è la ‘Partita’, non una partita come le altre. Il periodo era molto polarizzato, ma ci fu questo momento di euforia, di vera e propria identità nazionale: ben venga sotto queste forme. Per i ragazzi della mia generazione quella notte resta nella memoria.
C’erano stati i tumulti del 1968, l’autunno rosso, lo sbarco sulla luna, la strage di piazza Fontana del ’69, i grandi raduni rock, la voglia di stare insieme di questi ragazzi tribali e non depilati, che avevano tante cose da dirsi. Avevamo due paia di jeans, due paia di scarpe, era una società più semplice, ma di grande sostanza. Quella notte fu calcio, musica, allegria e…
canne. Avevamo 17 anni e tanta voglia di fare”.
Il film di Barzini è ispirato da uno spettacolo teatrale che focalizzava gli ideali rivoluzionari di quel tempo. “Girammo il film con pochi mezzi – ricorda -. Erano storiacce che si intrecciavano e la domanda ricorrente nel film era: ‘cosa resta dei nostri sogni? Dei nostri ideali?’. Il film fu girato in tre settimane, dovevamo fare delle riprese di uno spettacolo teatrale, invece venne fuori una pellicola. Il film e l’Italia dei ‘messicani’ sconfissero i grandi colossi del cinema e del calcio: eravamo come Cenerentola. Quella partita, in piccolo, racconta tanti luoghi comuni fra noi e i tedeschi, che hanno tecnologia, potenza, disciplina, esattezza. Il nostro complesso d’inferiorità è atavico e risale ai tempi della guerra. Anzi, addirittura alla controriforma cattolica. Noi, però, nelle emergenze riusciamo a dare il meglio e, se messi in corner, facciamo miracoli”. VAI ALLO SPORT
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Juve: attacco e cambi, Sarri medita su errori
Tecnico dà assalto al primo trofeo italiano dopo C.Italia serie D
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TORINO
13 giugno 2020
20:29
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Per Maurizio Sarri la finale di Coppa Italia è l’occasione per vincere il primo trofeo in Italia, nel calcio professionistico, un anno dopo la conquista dell’Europa League alla guida del Chelsea, 4-1 sull’Arsenal nella finale tutta londinese giocata a Baku. Nel palmares del tecnico nato a Napoli ma cresciuto a Figline Valdarno, tra i titoli italiani c’è al momento solo la Coppa Italia di serie D, vinta nel 2013 sulla panchina del Sansovino. club di Monte San Savino (Arezzo). Poi, certo, anche cinque promozioni, l’ultima con l’Empoli, portato in serie A nel 2014. Ma adesso va l’assalto del primo titolo da allenatore della Juventus.
Ha cominciato oggi a preparare la finale, tra l’allenamento sul campo alla Continassa, “scarico” per chi ha giocato la semifinale di Coppa Italia, lavoro a gruppi per gli altri, e l’analisi della partita di ieri, lo 0-0 contro il Milan in dieci, con una partenza fortissima e un inevitabile – dopo la lunghissima pausa agonistica – calo alla distanza. Sarri ha meditato sulla formula con Cristiano Ronaldo centravanti, che non ha dato grandi risultati, e il triplice cambio che ha finito per rivitalizzare il Milan. “Cristiano si mette sempre a disposizione”, ha commentato il tecnico bianconero facendo trapelare che quella formula difficilmente sarà ripetuta. “E’ stato sfortunatissimo perché si fa presto a dire rigore sbagliato, ma il pallone ha sbattuto contro il palo interno ed è uscito. Siccome Ronaldo dagli 11 metri è infallible, ha finito per soffrire quel gol mancato”.
Sul cambio ‘all’americana’ di tre giocatori nello stesso istante, l’autocritica di Sarri è totale: “Ho sbagliato, mi sono fatto prendere la mano, ma sostituire in blocco tre giocatori ha compromesso l’equilibrio del gioco e c’è voluto un po’ di tempo per ritrovarlo”.
La Juventus però riparte da “quei 30′ minuti, all’inizio della partita, i migliori della stagione”, nel giudizio di Sarri. Una sorpresa positiva servita a dissolvere parte dei dubbi che la ripresa dopo tre mesi di stop aveva lasciato.
Per la finale del 17 giugno a Roma, a Sarri farebbe tanto comodo riavere Higuain, neppure tra i convocati ieri per i postumi di un malanno muscolare. Sul conto dell’attaccante argentino, ultimo con Rabiot a tornare a Torino dopo la fine del lockdown, si sono scatenati oggi gli attacchi sui social: nel mirino le immagini diffuse dalle telecamere della tv che l’hanno sorpreso impegnato al telefono cellulare durante Juventus-Milan. JUVENTUS PIEMONTE
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Mercato: Roma via Kluivert, Milan ecco Kalulu
Inter sempre in pole per Kumbulla, l’Atalanta chiede Esposito
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13 giugno 2020
20:32
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E’ sempre la Juventus la protagonista del calciomercato. I bianconeri non hanno ancora rinunciato all’obiettivo CHIESA, su cui stanno lavorando a fari spenti, ma la valutazione di 70 milioni che il patron della Viola Commisso dà al suoi gioiello rende difficilissima questa trattativa, così come quella con la Roma per ZANIOLO, che ha una valutazione di 60 milioni. Per lo stesso motivo è tramontata la trattativa con il Santos per il talentuoso KAIO JORGE, per il quale i brasiliani chiedono 35 milioni. Poi c’è POGBA che sogna sempre di tornare alla Juve, ma il suo ingaggio rende molto complicata la soluzione del rebus. Nel frattempo in Spagna scrivono che il Real Madrid sarebbe pronto a offrire 100 milioni di euro per DE LIGT.
La Roma ha deciso di cedere KLUIVERT, che potrebbe finire all’Arsenal nell’ambito della trattativa per la permanenza a Trigoria di MKHTARYAN, e UNDER, che ha in Sarri un estimatore.
Ma la Roma non accetta di scambiarlo con RUGANI e valuta l’alternativa ROMERO, attualmente al Genoa ma di proprietà bianconera. Per la difesa dei giallorossi il ds Petrachi valuta anche la candidatura del giovanissimo (classe 2003) francese Ismaël DOUKOURE’, del Valenciennes, che piace anche a Hertha Berlino e Atalanta.
Per il veronese KUMBULLA è sempre in vantaggio l’Inter che sta cercando di far abbassare la valutazione di questo giocatore, che è di 30 milioni. Si cerca quindi di inserire nella trattativa qualche giocatore di orbita nerazzurra che sia gradito all’Hellas. L’inter sarebbe anche disposta a prendere Kumbulla e a lasciarlo a Verona per un anno. Nel caso la trattativa fallisse, Marotta ha pronta l’alternativa, che è il 21enne SARR del Nizza. Intanto l’Atalanta si è fatta ufficialmente avanti per ESPOSITO, chiedendo di acquistare il baby bomber a titolo definitivo con possibilità di riacquisto per l’Inter, che ci sta pensando. Il Torino sogna sempre NAINGGOLAN, ma l’ingaggio del belga rende difficile questo discorso.
In casa Milan ci si consola dell’eliminazione dalla Coppa Italia con la prima operazione in entrata: è infatti in arrivo a parametro zero Pierre KALULU, capitano dell’Under 19 del Lione che non ha ancora però mai debuttato in prima squadra con Rudi Garcia. Il difensore francese, classe 2000, è ai dettagli con i rossoneri e potrebbe arrivare a Milano già nei prossimi giorni.
Per SZOBOSZLAI, talento ungherese del Salisburgo da tempo nel mirino dei rossoneri, è corsa a tre con Napoli e Lazio.
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Germania: festa rinviata , ma il Bayern vede il titolo
Squadra di Flick batte il Moenchengladbach, scudetto a un passo
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13 giugno 2020
20:32
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utiva, da quando è ripartita la Bundesliga. Il successo, tuttavia, non gli basta per intascare matematicamente – già stasera – l’ottavo titolo tedesco di fila, dal momento che i rivali del Borussia Dortmund hanno vinto a Duesseldorf grazie al solito Haaland. La squadra di Favre resta aggrappata alla matematica e nient’altro.
La squadra di Hans-Dieter Flick si è imposta per 2-1 sul Borussia Moenchengladbach, che ha come obiettivo la qualificazione alla prossima Champions League, anche per rinverdire un passato denso di successi in Europa. I padroni di casa erano andati sotto nell’Allianz Arena, ma l’arbitro Felix Zwayer ha annullato a Jonas Hofmann dopo 16′. Passano 10′ e il Bayern si porta in vantaggio con Joshua Zirkzee, che raccoglie un passaggio sbagliato del portiere avversario Sommer. Il tempo si chiude in parità, perché un’autorere di Pavard regala l’1-1 agli ospiti allenati da Marco Rose. Lo stesso terzino destro francese suggerisce al 41′ della ripresa l’assist a Goretzka per il successo finale.
Nella classifica della Bundesliga i campioni in carica salgono a 73 punti, restando a +7 sul Borussia Dortmund, che è a 66. Il Lipsia è sempre terzo a 62 e il Borussia Moenchengladbach quarto a 56. Nelle sfide odierne della Bundesliga (31/a giornata) spiccano anche il gol della bandiera dell’Hertha Berlino – ko 4-1 in casa contro l’Eintracht Francoforte – firmato dal polacco Pjatek e la doppietta nella stessa partita dell’altro ex milanista André Silva, condita da un assist. Domani Magonza-Augusta alle 15,30 e Schalke 04-Bayer Leverkusen alle 18 chiuderanno il programma. La Bundesliga tornerà in campo fra martedì 16 e mercoledì 17.
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Coppa Italia: San Paolo deserto, grinta Gattuso e Conte
Napoli-Inter, ricordo vittime e applausi a medici del Cotugno
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13 giugno 2020
22:53
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Un quasi abbraccio ‘non regolamentare’, un bacio rivolto al cielo dal tecnico del Napoli in ricordo della sorella mancata da poco, poi la loro grinta a dominare, tra urla e indicazioni, il silenzio del San Paolo deserto. Rino Gattuso e Antonio Conte, ancor più protagonisti rispetto al solito nella semifinale di ritorno di Coppa Italia, 105 giorni dopo l’ultimo match nello stadio prima della pandemia. Ma con loro anche tre sanitari del Cotugno, in camice bianco al centro del campo, con i calciatori schierati intorno al cerchio centrale con il capo abbassato, ad applaudirli. E’ tornato così, con la commemorazione delle vittime e l’omaggio all’impegno dei medici, il calcio allo stadio San Paolo, senza pubblico, con pochissimi giornalisti e fotografi tutti con la mascherina, il presidente De Laurentiis in una tribuna autorità deserta. Un’atmosfera surreale che non ha coinvolto i tifosi in una Fuorigrotta rimasta vuota. Gli ultras delle curve, che nelle settimane scorse avevano duramente contestato con gli striscioni in giro per la città la ripresa del calcio giocato, non si sono visti, e così all’esterno dello stadio un gruppo di bambini con il pallone ha chiesto perché non si poteva accedere alla strada accanto allo stadio per giocare come ogni sera: avevano dimenticato che c’era la partita. Qualcuno aspettava i bus del Napoli all’esterno dell’ingresso tradizionale, ma sono rimasti delusi: entrambi i bus sono arrivati dal lato della tribuna ospiti per un ingresso lontano dagli sguardi, evitando assembramenti all’esterno dello stadio. All’interno del San Paolo i controlli anti covid sono stati rigidamente fatti osservare, con la misurazione della temperatura e cartelli con le precauzioni da seguire disseminati ovunque. Ma lo spettacolo è ricominciato, con il riscaldamento con la musica che risuonava tra gli spalti vuoti e l’ingresso in campo delle due squadre da due ingressi separati: l’Inter è entrata come si faceva anni fa dalle scale che dagli spogliatoi portano alle spalle di una delle due porte, il Napoli dal tunnel sotto la tribuna Posillipo. L’incontro a centrocampo, il saluto tra Conte e Gattuso, il minuto di silenzio. Poi la partita, iniziata a ritmi lenti, in un’atmosfera straniante, con le urla di Conte e Gattuso a rimbombare, ma a cui i giocatori si abitueranno presto: il calcio, per ora, può funzionare solo così.
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C.Italia: 1-1 con l’Inter, Napoli in finale contro la Juve
Mertens ancora decisivo, è primo marcatore del club con 122 reti
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13 giugno 2020
23:00
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Il Napoli ha pareggiato 1-1 con l’Inter al San Paolo nella semifinale di ritorno di Coppa Italia e grazie alla vittoria per 1-0 all’andata si è qualificata per la finale. Mercoledì prossimo, 17 giugno, affronterà la Juventus all’Olimpico di Roma.
L’Inter era andata subito in vantaggio, su corner di Eriksen, ma alla fine del primo tempo Mertens ha rimesso in equilibrio il risultato, che premia gli azzurri. Il belga, con 122 gol, è il nuovo capocannoniere di tutti i tempi del Napoli.
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Coppa Italia: Insigne, qualificazione per chi ha sofferto
‘Facciamo il nostro dovere. Adesso pensiamo alla finale’
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13 giugno 2020
23:09
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“L’Inter era messa bene in campo, noi abbiamo fatto a nostra parte e voluto a tutti i costi la finale.
Adesso dobbiamo recuperare le energie e farci trovare pronti.
Strano giocare così, ma noi dobbiamo fare il nostro dovere”.
Così Lorenzo Insigne, fantasista del Napoli, ai microfoni della Rai. “Dedichiamo questa qualificazione a chi ha sofferto, al nostro allenatore, che ha sofferto negli ultimi giorni per un lutto – ha aggiunto l’azzurro -, speriamo di aver portato serenità. La sfida contro la Juve ha un sapore speciale, dobbiamo giocare una grande partita e dare qualcosa in più rispetto ad oggi”, ha concluso.
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Lega Pro celebra ‘Giornata mondiale donatore sangue’
Ulteriore tappa percorso sociale che caratterizza cuore della C
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14 giugno 2020
10:04
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Una “squadra” di donatori, uniti per lo stesso scopo sociale. La Lega Pro con i suoi club, giocatori, allenatori e tifosi celebrano oggi la “Giornata mondiale del donatore di sangue”. Nel corso della stagione, ed in particolare nel periodo legato all’emergenza sanitaria, dettata dal Covid-19, tanti club di Lega Pro sono stati in prima linea con la donazione di sangue o con campagne di sensibilizzazione con il supporto di Avis.
È una ulteriore tappa di un percorso sociale che caratterizza il cuore della C, che, in quest’anno ha portato alla nascita di 1.100 iniziative sociali realizzate dalla Lega Pro e dalle sue società.
“La parola da pronunciare è grazie- dichiara Francesco Ghirelli, Presidente Lega Pro- e lo rivolgiamo a tutti i donatori e le donatrici di sangue e ai club che hanno reso il pallone “ambasciatore” concreto di valori”.
La “Giornata mondiale del donatore di sangue” fu istituita nel 2004 in concomitanza con l’anniversario della nascita di Karl Landsteiner, scopritore dei gruppi sanguigni e co-scopritore del fattore Rhesus.
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Papu Gomez,proviamo a portare un po’ di gioia a gente
Capitano Atalanta: ‘un orgoglio avere un Papa argentino’
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14 giugno 2020
11:46
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“L’idea è quella di provare a portare un po’ di gioia alla gente che, almeno per qualche ora alla settimana, avrà la possibilità di pensare ad altro. Ovviamente non possiamo riportare in vita tutti i morti che ci sono stati, ma almeno possiamo donare un po’ di gioia e di allegria al popolo Bergamasco”. Il capitano dell’Atalanta, Papu Gomez, intervistato da Radio 1 Rai Extratime, a pochi giorni dalla ripresa del campionato spera di regalare un po’ di sollievo e di serenità alla sua città adottiva. “Nelle poche occasioni in cui mi è capitato di andare fuori – aggiunge il bomber argentino – per fare la spesa al supermercato, la gente che incontravo per la strada mi chiedeva quando si sarebbe tornato a giocare e se avevo qualche notizia o qualche novità sul campionato. La gente ama il calcio, vive e respira di calcio…anche gli appassionati hanno bisogno di ripartire” Papu Gomez non dimentica le sua origini, ad Avellaneda, Barrio alla periferia di Buenos Aires, e malgrado il successo è rimasto molto vicino alla gente, con l’esempio e con i gesti concreti di solidarietà. “Sono una figura pubblica che ha una responsabilità, soprattutto nei confronti dei bambini che mi guardano e a volte cerco di dare una mano a quelli che hanno più bisogno, anche utilizzando la mia immagine. Ultimamente abbiamo raccolto tanti soldi con le maglie di calcio (ha messo all’asta la maglia che indossava negli ottavi di Champions contro il Valencia n.d.r.). Abbiamo raccolto tanti soldi per l’Ospedale Papa Giovanni Ventitreesimo di Bergamo e di questo sono molto, molto contento”. Un ultimo pensiero a Papa Francesco, il Pontefice tifoso di calcio, argentino di Buenos Aires come lui: “Per noi è un orgoglio avere un Papa argentino. Un Papa così umile e così vicino alla gente”
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Coppa Italia: Ospina salta finale, 1 giornata a Rebic
Lega di Serie A ha reso note le decisioni del Giudice Sportivo
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14 giugno 2020
12:35
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Niente finale per David Ospina, portiere del Napoli, ammonito ieri al San Paolo (era diffidato).
Una giornata anche per Ante Rebic, espulso contro la Juve e responsabile di un fallo grave di gioco. Al termine della due giorni di Coppa Italia, con il ritorno delle semifinali, la Lega di Serie A ha reso note le decisioni del Giudice Sportivo Alessandro Zampone, che si è pronunciato questa mattina.
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Nuovi guai per Blatter, indagato in Svizzera
Ex n.1 Fifa sotto accusa per prestito a federazione Trinidad
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13 giugno 2020
18:52
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Nuovi guai giudiziari per l’ex presidente della Fifa, Joseph Blatter, il quale è finito al centro di una indagine penale in Svizzera per sospetto di mala gestione durante il periodo in cui guidava il massimo organismo del calcio. Blatter, secondo l’accusa, avrebbe effettuato nel 2010 un prestito di un milione di dollari con fondi della Fifa alla Federcalcio di Trinidad e Tobago. Il prestito, secondo quanto riportano i media elvetici, non aveva alcuna giustificazione, non era garantito, e inoltre fu alla fine condonato.
Blatter, che ha 84 anni, ha sempre negatosempre secondo l’accus qualsiasi illecito durante la sua lunghissima presenza vertici della Fifa, prima come segretario generale e poi come presidente. Il susseguirsi di scandali sulla gestione finanziaria e l’avvio di una inchiesta nel 2015 indussero lo svizzero a dimettersi dopo 17 anni di presidenza. Ora sta scontando sei anni di squalifica per corruzione, ma ora corre il rischio di dover affrontare un processo penale. Le indagini federali condotte in Svizzera e negli Usa svizzere collegano la Fifa ai pagamenti irregolari andati a beneficio dell’ex vicepresidente della stessa Fifa ed ex presidente della Concacaf, Jack Warner, politico e uomo d’affari di Trinidad diventato delle figure più discusse del mondo del calcio internazionale e che nel 2011 fu costretto a dimettersi prima di finire nel mirino della giustizia Usa.
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Fiorentina: Barone, Spero poter fare consigliere Lega A
Il dg viola: ‘Ci terrei a portare la mia esperienza americana’
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FIRENZE
13 giugno 2020
19:02
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i, ho messo sul tavolo la mia candidatura e spero mi diano la possibilità di farlo. Ho voglia ed entusiasmo e credo tanto nel calcio italiano, maschile e femminile”. Lo ha detto Joe Barone intervenendo oggi a Radio Rai 1. ”Dobbiamo cercare di cambiare qualcosa se vogliamo ottenere risultati migliori, ci terrei a portare la mia esperienza americana” – ha aggiunto il direttore generale della Fiorentina.
Il dirigente ha poi parlato della situazione dello stadio ”Senza impianto le nostre ambizioni difficilmente si potranno realizzare. La Fiorentina appartiene ai tifosi, bisogna lavorare in modo più rapido e con minor rigidità. Per l’opzione Campi Bisenzio abbiamo fatto un passo importante, l’auspicio è arrivare presto ad una soluzione”. In mattinata, uscendo dal Centro sportivo, Barone aveva dichiarato: ”Abbiamo già perso un anno di lavoro, servono progetti seri e concreti, non come abbiamo visto alla Mercafir. Non ci sono opzioni più avanti di altre, comunque Campi è una cosa molto reale”.
Intanto cresce l’attesa per la ripresa del campionato: ”I ragazzi si stanno allenando bene, sono carichi, hanno voglia.
C’è curiosità di vedere come sarà affrontare di nuovo una partita vera, siamo fiduciosi. La quarantena abolita? Abbiamo fatto grossi sforzi per seguire i protocolli medici, mi auguro tutto fili liscio anche se occorreranno massima attenzione, serietà e un po’ di fortuna – ha affermato il dg viola – Gravina e Dal Pino hanno fatto un gran lavoro, con le nuove regole sulla quarantena ci sono ottime possibilità di finire il campionato”.
Infine il mercato: ”Fortuna che insieme a Pradè ci siamo mossi a gennaio e comunque stiamo lavorando anche adesso. La prossima stagione vogliamo regalare un bel campionato ai nostri tifosi”.
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Entra ex rossonero Bacca e Villarreal vince a Vigo
Colombiano propizia il gol dell’1-0 di Trigueros contro il Celta
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13 giugno 2020
19:05
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Un gol di Trigueros, al 47′ della ripresa, regala la vittoria al Villarreal sul campo del Celta nella seconda partita della 28/a giornata della Liga, la prima dopo la lunga sosta per la pandemia. Sul terreno dello stadio Balaidos di Vigo, dove l’Italia giocò la fase di qualificazione del fortunato Mondiale 1982, le due squadre, si sono a lungo equivalse; a spezzare l’equilibrio che ha pensato l’ingresso in campo del colombiano ed ex milanista Carlos Bacca, che ha propiziato il gol-partita del compagno Trigueros. Il Celta Vigo, dopo questa sconfitta, resta quart’ultimo posto con 26 punti, mentre il Villarreal è 8/o con 41 lunghezze, a -2 dal Valencia.
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Spadafora “la ripartenza ha funzionato bene”
Ministro Sport, spero che i protocolli diano garanzie necessarie
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13 giugno 2020
20:06
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ifficile perché noi abbiamo sempre ricordato che lo sport non è soltanto il calcio e che il calcio non è soltanto la Serie A.
Adesso è andato tutto bene, siamo solo agli inizi e speriamo che i protocolli stabiliti possano dare tutte le garanzie necessarie”. Lo ha detto il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, parlando della ripartenza del calcio a a Sky TG24.
“Resta un punto ancora molto importante che è quello dello sport amatoriale e soprattutto degli sport di contatto – ha detto ancora il ministro -. Purtroppo il Consiglio dei Ministri, anche ascoltando il ministro della Salute Speranza, non ha ritenuto di poter autorizzare la ripresa delle partite di calcetto, piuttosto che di qualunque altro sport di contatto, perché in questo momento le uniche due regole che dobbiamo ancora osservare sono quella del distanziamento e quella della mascherina. Fino a quando non verrà meno questa esigenza anche gli sport di contatto, purtroppo, dovranno bloccarsi”.
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Psg: Leonardo, Cavani e Thiago Silva? Siamo alla fine
‘Con noi fino a termine Champions, poi via’. Idem per Kurzawa
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13 giugno 2020
20:27
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i e Thiago Silva lasceranno il Paris St. Germain, che ai due non proporrà il rinnovo dei rispettivi contratti, che sono in scadenza. Ad ufficializzarlo è il dg del club parigino, l’ex milanista Leonardo, in un’intervista all’edizione online del ‘Journal de Dimanche’. “Con loro siamo quasi alla fine – ha spiegato Leonardo -. L’idea è quella di continuare fino alla fine di agosto, quando verrà portata a termine la Champions League. Ma è stata una decisione molto difficile da prendere, Edinson e Thiago sono due giocatori che hanno fatto la storia del club. Abbiamo dovuto optare per una scelta logica, anche dal punto di vista economico”. Ma anche Meunier, Kurzawa e Choupo-Moting rischiano di fare la stessa fine? “Anche loro vanno verso la stessa direzione – ha ammesso il brasiliano -, ma ne discuteremo meglio nei prossimi due mesi”. Poi Leonardo ha confermato Tuchel per la prossima stagione, smentendo le voci su Massimiliano Allegri: “Con Tuchel ne abbiamo parlato, lui sa tutto. Non c’è niente con nessuno”.
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Brescia: altro mal di pancia, Balotelli di nuovo out
Il giocatore ha marcato visita in serata e non si è allenato
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BRESCIA
13 giugno 2020
22:29
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Balotelli-Brescia: altro giro, altra puntata, altro mal di pancia da parte del giocatore che ha saltato l’allenamento serale. La giornata era cominciata cosí: “Se volete sapere se mi alleno o no venite a vedere. Faccio il doppio tutti i giorni, anche domenica”. Questo un Mario Balotelli che si presentava sudato dopo la seduta di lavoro di questa mattina attraverso un video su Instagram, dove aveva dato a tutti appuntamento per la seduta della sera. Al campo di Torbole Casaglia, l’attaccante, in rotta totale con il Brescia (il club ha dichiarato anche di aver subito un supplemento d’indagini della Procura federale per alcune dichiarazioni dell’agente del giocatore e ha minacciato querele), questa sera si è effettivamente presentato: ma per marcare visita. Il giocatore, rientrato solo mercoledì dopo sei giorni di malattia con diagnosi di gastroenterite acuta, aveva avvertito il medico sociale per telefono di soffrire di un nuovo attacco di mal di pancia. Al centro sportivo Mario è stato visitato e poi è tornato a casa non prima di essersi spazientito con un operatore Tv: “Ma che ci fai tu sempre qui? Non ce l’hai una vita?”.
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Napoli: Mertens 122/o gol, è capocannoniere all-time
Belga supera Hamsik in cima ai marcatori nella storia del club
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13 giugno 2020
22:31
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Dries Mertens è il nuovo capocannoniere di tutti i tempi del Napoli. L’attaccante belga ha segnato contro l’Inter il gol numero 122 tra campionato e coppe, superando Marek Hamsik che ha lasciato il Napoli, restando a quota 121 gol. Mertens ha segnato su assist di Insigne al termine di un rapidissimo contropiede e dopo il gol i due si sono abbracciati. L’attaccante belga è alla settima stagione in azzurro: ha segnato 90 gol in campionato, 26 gol nelle coppe europee e 6 in Coppa Italia. Al terzo posto tra i cannonieri all-time del Napoli c’è Diego Maradona, che si fermò a 115 reti.
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Coppa Italia, Conte: “Abbiamo dominato, Inter meritava finale”
‘Creato tanto, portiere del Napoli è stato il migliore in campo’
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13 giugno 2020
23:41
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“Nelle due partite meritavamo molto di più, stasera ho pochissimo da rimproverare ai miei giocatori, non posso chiedere di più. Siamo stati aggressivi e creato tanto, dovevamo essere più cattivi. Ospina ha compiuto grandissime parate ed è stato il migliore in campo. Dispiace per il gol subito, ma la strada è questa. La partita l’abbiamo fatta noi e concesso un gol che lascia un po’ d’amaro in bocca”. Così Antonio Conte, allenatore dell’Inter, parlando ai microfoni della Rai dopo il pari di Napoli.
“Si può migliorare, è chiaro – aggiunge -, ma la prestazione dell’Inter mi è piaciuta. Sono soddisfatto, i ragazzi avrebbero meritato di giocare la finale. Il Napoli si è chiuso e, in queste situazioni, non è mai facile. Però, siamo riusciti ugualmente a creare tantissimo. Sono contento per Eriksen, che si sta integrando. Alla fine i numeri dicono che abbiamo tirato 17 volte in porta e il loro portiere ha fatto 10 parate. Questi sono fatti”.
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Messi no-limits, poker del Barcellona a Maiorca
L’argentino si ripresenta da Pallone d’oro: due assist e un gol
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14 giugno 2020
00:01
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nche dopo la ripartenza della Liga, imponendosi per 4-0 nell’Estadi de Son Moix nell’isola di Maiorca e allungando sul Real Madrid (ora a -5), che deve però ancora giocare in questa 28/a giornata.
La squadra catalana non sembra aver sofferto il lockdown e già dopo soli 2′ è passata in vantaggio con Arturo Vidal, servito da Jordi Alba. Il raddoppio è arrivato al 37′ grazie a Braithwaite, su suggerimento di Messi. Nella ripresa lo stesso Jordi Alba, servito ancora dalla ‘Pulce’, ha calato il tris. Nel finale Messi ha messo la ciliegina sulla torta, battendo Reina su passaggio di Suarez.
L’allenatore Quique Setien ha rilanciato dal 12′ della ripresa il centravanti uruguagio, che era fermo da tempo, ma che è apparso in buona condizione; il Barcellona ha celebrato le 300 presenze del centrocampista croato Ivan Rakitic.
Nella penultima sfida odierna, il Valladolid ha vinto nel Municipal di Butarque, a Leganes, contro la squadra di casa per 2-1. Unal al 2′ pt e Alcaraz al 9′ st hanno portato avanti gli ospiti, inutile il gol al 39′ st di Oscar su rigore per i padroni di casa.
Domani nella Liga si giocheranno tre partite: Athletic Bilbao-Atletico Madrid alle 14, Real Madrid-Eibar alle 19,30 e Real Sociedad-Osasuna Pamplona alle 22.
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