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Coronavirus: Usa, oltre 6,3 milioni di casi
I morti sono 189.206. In Messico quasi 3.500 casi nelle ultime 24 ore
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08 settembre 2020
05:45
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I casi di coronavirus negli Stati Uniti hanno superato la soglia dei 6,3 milioni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University.
Secondo l’università americana il Paese registra adesso 6.300.606 contagi, inclusi 189.206 decessi. Dall’inizio della pandemia sono guarite 2.333.551 persone.
Il Messico ha registrato ieri 3.486 nuovi casi di coronavirus e 223 ulteriori decessi: lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 637.509 e quello dei morti a quota 67.781. Il Messico è il quarto Paese al mondo per numero di infezioni dopo Stati Uniti, Brasile e India.
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In calo la crescita di casi giornalieri per la Tunisia che registra nelle ultime 24 ore altri 83 nuovi contagi da coronavirus che portano a 5.124 il totale dei casi confermati nel Paese nordafricano dall’inizio del diffondersi dell’epidemia. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Tunisi in un comunicato, precisando che i decessi salgono a 94, i guariti salgono a 1788, con 3.242 persone attualmente positive sull’intero territorio, di cui 73 in ospedale e 22 pazienti in rianimazione. 496 i positivi attuali che presentano sintomi. Il 15 settembre è confermata la riapertura delle scuole con le dovute misure di sicurezza. I tamponi effettuati dall’inizio della pandemia sono 159.597. Dal 26 agosto scorso per entrare in Tunisia è necessario esibire un test covid-19 free, effettuato nelle 72 ore precedenti al primo imbarco e che non superi comunque le 120 ore dal test al momento dell’ingresso in Tunisia, a prescindere dal paese di provenienza.
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Di Maio, Mes? Pensiamo al Recovery Fund
‘Nelle prossime settimane inizia confronto con la commissione’
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08 settembre 2020
12:20
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“Mes? Stiamo pensando al Recovery Fund”: è quanto ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio incontrando la stampa in prefettura a Milano insieme alla collega spagnola Arancha Gonzales Laya. “Nelle prossime settimane inizia il confronto con la Commissione europea sui progetti”, ha spiegato Di Maio, aggiungendo che insieme alla Spagna si pensa a un coordinamento sui progetti di digitalizzazione e riduzione dell’impatto ambientale perché “il nostro tessuto economico è fortemente interconnesso”.
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Bielorussia: ‘scomparsa’ un’altra dissidente
Si sono perse le tracce di Antonina Konovalova
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MOSCA
08 settembre 2020
16:09
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Si sono persi i contatti con un’altra dissidente bielorussa, Antonina Konovalova: lo riferisce lo staff di Svetlana Tikhanovskaya, la principale candidata dell’opposizione alle presidenziali del 9 agosto, precisando che “al momento non si sa dove sia” la donna. Lo riporta l’agenzia Interfax.
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Usa 2020:Trump pronto a spendere 100 mln suoi per rielezione
Mossa senza precedenti per un presidente in carica
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NEW YORK
08 settembre 2020
16:29
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Donald Trump è pronto a spendere, se necessario, cento milioni di dollari della sua fortuna personale per la sua rielezione. Secondo Bloomberg News, si tratterebbe di una mossa senza precedenti per un presidente in carica e a quanto sembra i suoi consiglieri non sarebbero a favore.
Nel 2016 Trump ha contribuito personalmente alla campagna per la sua elezione con 66 milioni di dollari. Al momento la Republican National Committee (RNC) ha speso finora 800 milioni di dollari per la sua rielezione mentre la Democratic National Committee (DNC) ha speso 414 milioni per Joe Biden.
Il mese di agosto è stato particolarmente produttivo per Joe Biden, che ha raccolto 365 milioni di dollari, contro i 193 raccolti nel 2008 dall’allora candidato democratico alla presidenza Barack Obama. La campagna di Trump non ha ancora reso noto i dati di agosto.
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Coronavirus: premier croato, ‘rischio calcolato’ per turismo
Plenkovic, arrivi sulla costa ‘molto al di sopra delle attese’
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08 settembre 2020
17:17
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“Tenere il Paese aperto durante il picco della stagione turistica, con l’epidemia del coronavirus, è stato un rischio calcolato del mio governo”. Lo ha detto in un’intervista alla Cnn americana il primo ministro croato Andrej Plenkovic.
“La Croazia ha avuto in primavera un regime di lockdown molto duro, per poi riaprire lentamente da maggio”, ha spiegato Plenkovic, indicando che allora il numero dei casi positivi giornalieri al Covid-19 era di uno o due, e in alcuni giorni anche zero. “Per questo – ha aggiunto – abbiamo deciso di permettere ai turisti di venire sulla costa adriatica croata senza alcuna restrizione”.
“La stagione turistica, date le circostanze, è stata ottima, molto al di sopra delle attese”, ha osservato Plenkovic.
Infatti, gli ultimi dati indicano che tra giugno e agosto in Croazia ci sono stati 7,5 milioni di turisti, il 54% di quelli registrati l’anno scorso nello stesso periodo. Ad oggi sulla costa ce ne sono ancora 220 mila, di cui 170 mila stranieri. Per questo la Croazia è tra i Paesi mediterranei che registrano contrazioni contenute nel settore turistico, seppur tra il 40 e il 50% rispetto al 2019.
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16enne down ucciso dalla polizia, rabbia in Sudafrica
Due agenti di polizia arrestati con l’accusa di avergli sparato
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08 settembre 2020
17:42
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Shock e indignazione in Sudafrica per l’uccisione da parte di due poliziotti di un 16enne con la sindrome di down. L’omicidio è avvenuto lo scorso 26 agosto ma dopo l’arresto dei due agenti con l’accusa di avergli sparato la rabbia nel Paese è cresciuta e adesso la famiglia del ragazzo invoca giustizia.
Nathaniel Julies, secondo la ricostruzione della Bbc, stava mangiando un biscotto vicino casa nel sobborgo di Eldorado Park, a sud di Johannesburg, quando è stato ucciso “a sangue freddo”.
La polizia ha negato le accuse replicando che il 16enne è rimasto vittima di una sparatoria tra bande criminali, ma la spiegazione non ha placato l’indignazione delle persone – familiari e non – che sono scese in piazza chiedendo la condanna degli agenti, Simon Ndyalvana e Caylene Whiteboy.
I due sono comparsi nel tribunale di Soweto e resteranno in carcere fino alla sentenza. L’udienza ha visto la partecipazione di decine di persone con cartelli dalla scritta ‘Giustizia per Nathaniel’.
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Bielorussia: Kolesnikova fermata a confine con Ucraina
Altri oppositori spariti Kravtsov e Rodnenkov sono in Ucraina
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MOSCA
08 settembre 2020
16:23
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I membri del Consiglio di coordinamento dell’opposizione bielorussa Maria Kolesnikova, Ivan Kravtsov e Anton Rodnenkov sono passati attraverso la dogana al confine con l’Ucraina. Lo ha dichiarato alla Tass il portavoce del Comitato di confine di Stato bielorusso Anton Bychkovsky. “Confermiamo che hanno passato il controllo al valico di frontiera di Alexandrovka alle 4 del mattino”.
Kolesnikova è stata però arrestata. Lo riporta il canale televisivo Belarus-1, secondo cui “avrebbe cercato di fuggire illegalmente dalla Bielorussia ed è stata trattenuta alla frontiera”. Ma la dinamica dei fatti non è ancora chiara.
La vicenda potrebbe essere stata inscenata da servizi speciali, ha dichiarato a Interfax una fonte vicina all’opposizione, che conosce bene i tre in questione.
“Né Anton Rodnenkov, né Ivan Kravtsov, né Maria Kolesnikova avevano intenzione di andare all’estero. Anzi, erano categoricamente contrari. Sono finiti al confine dopo la loro detenzione. Probabilmente sono stati portati lì dal centro di detenzione e, come Olga Kovalkova, sono stati costretti a lasciare il Paese”, ha detto la fonte. I servizi speciali avrebbero quindi “inscenato” il tentativo di Kolesnikova di attraversare illegalmente il confine. “Molto probabilmente è stata una provocazione durante la quale Kolesnikova è stata arrestata”, ha detto la fonte.
Ieri Berlino ha chiesto spiegazioni sulla vicenda e la liberazione di tutti i prigionieri politici in Bielorussia.
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Mosca, non ci sono prigionieri politici in Bielorussia
Cremlino, nessun contatto con opposizione
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MOSCA
08 settembre 2020
12:34
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La Russia non riconosce che ci sono prigionieri politici in Bielorussia. “In generale, non siamo pronti a riconoscere che ci sono prigionieri politici in Bielorussia”, ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, commentando l’arresto di Maria Kolesnikova al confine tra Bielorussia e Ucraina, dove molti osservatori sospettano che il governo bielorusso volesse portare la dissidente contro la sua volontà.
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‘Kolesnikova strappa passaporto per non essere espatriata’
Vice ministro Interno: ‘La sua non era una partenza volontaria’
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MOSCA
08 settembre 2020
17:43
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La dissidente bielorussa Maria Kolesnikova non ha attraversato la frontiera ucraina perché durante “il tentativo di deportazione di fatto” all’estero contro la sua volontà ha strappato il suo passaporto: lo sostiene una fonte citata dall’agenzia Interfax-Ukraina.
“Durante il tentativo di una deportazione di fatto – ha detto la fonte – ha strappato il passaporto e non poteva essere lasciata entrare dalle guardie di frontiera in territorio ucraino”.
Per il vice ministro dell’Interno ucraino Anton Gherashchenko la dissidente “ha compiuto atti per prevenire il suo spostamento attraverso la frontiera” con l’Ucraina . “Non è stata una partenza volontaria, era una deportazione coercitiva dal Paese natio”, ha affermato Gharashchenko, secondo cui “non si è riusciti a deportarla perché questa donna coraggiosa ha compiuto atti per prevenire il suo spostamento attraverso la frontiera” ed “è rimasta in territorio bielorusso. Tutta la responsabilità sulla sua vita e salute ricade personalmente su Lukashenko”
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Cina: Australia riporta in patria due suoi giornalisti
Si erano rifugiati in ambasciata dopo divieto di lasciare paese
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PECHINO
08 settembre 2020
12:46
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L’Australia è riuscita a far rientrare in patria i suoi due ultimi giornalisti accreditati in Cina per conto di testate nazionali, quando aveva preso quota un’indagine della polizia su questioni di sicurezza nazionale. A Bill Birtles, corrispondente da Pechino dell’Australian Broadcasting Corporation (Abc), e a Michael Smith, basato a Shanghai per conto dell’Australian Financial Review (Afr), era stato vietato di lasciare il Paese fino a quando non avessero risposto alle domande su Cheng Lei, l’anchorwoman con passaporto australiano della tv statale cinese Cgtn, detenuta dal 14 agosto. I due hanno cercato rifugio presso l’ambasciata a Pechino e il consolato a Shanghai, mentre i diplomatici australiani hanno negoziato con i funzionari cinesi la loro partenza, secondo quanto hanno riferito le due compagnie. A entrambi era stato detto chiaramente che erano “persone di interesse” in merito all’indagine in corso su Cheng. In merito al loro rientro precipitoso sui timori di arresto, il portavoce del ministero Degli Esteri cinese Zhao Lijian ha osservato che “fino a quando i giornalisti stranieri rispettano la legge, non hanno alcuna ragione per preoccuparsi”.
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Navalny: l’Onu chiede un’inchiesta ‘approfondita’
‘Sul crimine commesso contro oppositore’
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08 settembre 2020
12:47
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L’Onu chiede un’inchiesta “approfondita” di Mosca sul “crimine” commesso contro l’oppositore Alexei Navalny. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet ha esortato la Russia a svolgere, o a cooperare con, un’indagine “completa e trasparente, indipendente e imparziale” sul caso di Alexei Navalny, dopo che gli specialisti tedeschi hanno affermato di avere “prove inequivocabili” che è stato avvelenato con un agente nervino Novichok.
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Khamenei contro Charlie Hebdo, ‘peccato imperdonabile’
Per le caricature di Maometto, ‘l’Occidente è anti-islamico’
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TEHERAN
08 settembre 2020
12:38
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“Il peccato imperdonabile di Charlie Hebdo ha rivelato l’ostilità e l’odio del sistema politico e culturale occidentale verso l’islam e la comunità musulmana”. Lo ha dichiarato la Guida suprema iraniana Ali Khamenei, dopo la ripubblicazione la scorsa settimana delle caricature del profeta Maometto sulla rivista satirica francese, in occasione dell’apertura del processo per le stragi del 2015.
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Recovery Fund: Svimez, con 34% spesa ordinaria al Sud Pil crescerà di più
Allineare la spesa pubblica al Sud al parametro della popolazione
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08 settembre 2020
14:45
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“Ogni euro speso al Sud in utility genera un valore aggiunto del 20-23% al Centro Nord” grazie all’aumento della domanda interna. Lo ha detto il direttore di Svimez Luca Bianchi in audizione alla Camera sul Recovery Fund sottolineando che abbandonare il modello storico della spesa ordinaria al Sud (solo al 20-22% e penalizzante rispetto al centro- nord) crea vantaggi economici per tutto il Paese. Il nuovo modello di spesa riparametrato al numero della popolazione, introdotto dalla legge De Vincenti, ma al momento non ancora applicato, porterebbe al 34% la quota di spesa destinata al Mezzogiorno.
Svimez ha analizzato gli effetti dell’uso dei 77 miliardi a fondo perduto del Recovery Fund usati secondo i diversi parametri. Usando il parametro storico del 22% al Sud e il 78% al Centro Nord, l’impatto sul Pil sarebbe di +3,99% a livello nazionale, di cui +4,3% al Centro Nord e +2,7% al Sud.
Con una spesa al 34% al Sud e il restante 66% al Centro Nord il Pil Nazionale salirebbe a 4,38% con un +4,0% al Centro Nord e un +5,5% al Sud. “Bisogna cambiare il modello di spesa pubblica, nell’ottica dell’interesse nazionale, risolvendo i nodi strutturali permetterà di incidere sul tasso di crescita complessiva del paese” ha concluso Bianchi.
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Michelle, ‘a volte avrei buttato Barack fuori da finestra’
First Lady su Spotify si apre su crisi coniugali
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NEW YORK
08 settembre 2020
15:54
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“Ci sono state volte che avrei voluto scaraventare Barack fuori dalla finestra”: nell’ultima puntata della sua podcast su Spotify la ex First Lady Michelle Obama ha parlato dei problemi che le giovani coppie, specialmente quando ci sono figli piccoli, devono affrontare tra stanchezza, stress e ruoli familiari col rischio di mandare a gambe all’aria la loro relazione.
“Ci sono momenti, lunghi periodi di tempo, in cui non vi potrete sopportare. L’ho detto durante il mio book tour come battuta. Ci sono stati momenti in cui avrei voluto spingere Barack fuori dalla finestra. Lo dico perché questi sentimenti saranno molto intensi. E questi periodi possono durare a lungo.
Possono durare anni, ma questo non significa che si deve gettare la spugna”, ha detto Michelle parlando poi del suo rapporto con Obama: “Abbiamo avuto anche noi le nostre crisi, ma abbiamo un matrimonio molto forte. Se avessi rinunciato, se me ne fossi andata in quei momenti difficili, mi sarei persa tutta la bellezza che era li’ allo stesso tempo”.
Gli Obama stanno insieme dal 1989 e il prossimo mese celebreranno il 28esimo anniversario di matrimonio.
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Brexit: governo Gb ammette violazione limitata intese
In progetto di legge che mira ad aggirare accordo divorzio da Ue
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LONDRA
08 settembre 2020
15:56
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Il governo britannico ha ammesso “una violazione del diritto internazionale”, seppure “limitata”, come conseguenza dell’eventuale approvazione d’una legge interpretativa dell’accordo di divorzio sottoscritto con l’Ue nei mesi scorsi a suggello della Brexit sulla questione delicata del protocollo che impegna a garantire il mantenimento di un confine senza barriere fra Irlanda e Irlanda del Nord. Almeno stando alle parole pronunciate oggi alla Camera dei Comuni da Brandon Lewis, ministro dell’Irlanda del Nord di Boris Johnson.
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16enne down ucciso dalla polizia, rabbia in Sudafrica
Due agenti di polizia arrestati con l’accusa di avergli sparato
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08 settembre 2020
17:37
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Shock e indignazione in Sudafrica per l’uccisione da parte di due poliziotti di un 16enne con la sindrome di down. L’omicidio è avvenuto lo scorso 26 agosto ma dopo l’arresto dei due agenti con l’accusa di avergli sparato la rabbia nel Paese è cresciuta e adesso la famiglia del ragazzo invoca giustizia.
Nathaniel Julies, secondo la ricostruzione della Bbc, stava mangiando un biscotto vicino casa nel sobborgo di Eldorado Park, a sud di Johannesburg, quando è stato ucciso “a sangue freddo”.
La polizia ha negato le accuse replicando che il 16enne è rimasto vittima di una sparatoria tra bande criminali, ma la spiegazione non ha placato l’indignazione delle persone – familiari e non – che sono scese in piazza chiedendo la condanna degli agenti, Simon Ndyalvana e Caylene Whiteboy.
I due sono comparsi nel tribunale di Soweto e resteranno in carcere fino alla sentenza. L’udienza ha visto la partecipazione di decine di persone con cartelli dalla scritta ‘Giustizia per Nathaniel’.
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Banksy, l’artista, l’impegno in oltre 100 opere
A Chiostro del Bramante a Roma fino all’11 aprile
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08 settembre 2020
17:07
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L’invisibilità, la scelta di distruggere le icone pop, le collaborazioni con gli altri artisti, l’impegno senza bandiere politiche. Oltre il muro da cui nasce l’opera di Banksy, lo spazio Cinquecentesco del Chiostro del Bramante a Roma ospita fino all’11 aprile BANKSY A VISUAL PROTEST, una mostra posticipata a causa dell’emergenza sanitaria che apre al pubblico con nuove modalità di visita: prenotazioni solo online e piccoli gruppi distanziati ogni 15 minuti ma libertà di circolazione all’interno dello spazio espositivo. Si tratta di un percorso di oltre 100 opere che raccontano nel dettaglio la ricerca di Banksy, artista misterioso, di cui si sa poco o nulla, e che di questa invisibilità ha fatto parte rilevante della sua fortuna.
Un linguaggio semplice il suo, tipico della street art da cui trae origine, con temi ricorrenti che vengono ben espressi in questa mostra, dove ci sono molte delle sue opere iconiche oramai entrate nell’immaginario comune: la denuncia della violenza, il pacifismo, la battaglia contro le contraddizioni del capitalismo, il potere dell’amore, la povertà ai margini di una civiltà ricca e molto altro.
Da Love is in the Air a Girl with Balloon; da Queen Vic a Napalm, da Toxic Mary a HMV, dalle stampe realizzate per Barely Legal, una delle più note mostre realizzate, ai progetti discografici per le copertine di vinili e CD. E poi un video che illustra le opere che qui non sono potute entrare, quelle rimaste sui muri perlopiù scrostati delle città simbolo che entrano nelle sue opere: Bristol, Londra, New York, Gerusalemme, Venezia.
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Buchmesse, edizione 2020 online
Annullata l’edizione fisica, eventi nella città di Francoforte
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
08 settembre 2020
17:06
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L’edizione 2020 della Buchmesse si svolgerà online e con eventi nella città di Francoforte dal 14 al 18 ottobre, non nel tradizionale formula fisica con stand ed espositori. Sarà un’edizione speciale, annunciata sul sito della Fiera Internazionale del Libro di Francoforte, che vedrà per il programma dal vivo in città e online autori, relatori e personalità come Irvine Welsh, John Niven, Karin Slaughter, Don Winslow, Elizabeth Gilbert, Bov Bjerg, Cornelia Funke, Chilly Gonzales, Francesca Melandri. Circa 80 eventi nell’ambito del Bookfest City. La tradizionale formula fisica della fiera del libro è stata annullata a causa della pandemia.
“La cancellazione della parte fisica della Fiera del Libro di Francoforte per il 2020 è una scelta che ci addolora e che dà la misura delle sfide che ha dovuto affrontare ed affronta l’editoria quest’anno a causa dell’emergenza Covid-19”, ha commentato il presidente dell’Associazione Italiana Editori-Aie Ricardo Franco Levi. “Rimane confermato e anzi ribadito in maniera ancora più forte – sottolinea Levi – il nostro impegno per la partecipazione dell’Italia come Paese ospite d’onore nel 2024, secondo gli accordi firmati con la Fiera di Francoforte dal ministro per i Beni e le attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, e che vedranno il nostro Paese al centro dell’interesse dell’editoria e della cultura europea e internazionale”.
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Conte,Italia è con Libano, spero governo avvii riforme
Premier a Aoun, ricostruire fiducia popolo, sfida a portata mano
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BEIRUT
08 settembre 2020
11:22
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“Questo”, per il Libano, è il momento di rimboccarsi le maniche, e per far questo bisogna anche ricostruire la fiducia dei cittadini, tra di loro e nelle istituzioni. E’ una sfida impegnativa, ma a portata di mano, se le autorità libanesi si impegneranno tutte in un processo di rinnovamento della governance. L’Italia ha profondo rispetto della sovranità libanese, rimarrà al suo fianco auspicando che si possa formare al più presto un governo che si occupi della ricostruzione e che avvi al più presto le riforme”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in una dichiarazione alla stampa dopo il bilaterale con il presidente libanese Michel Aoun al quale, sottolinea, “ho espresso questa posizione”.
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Libano:Conte, legame con Roma ravvivato in momento emergenza
Cordoglio governo italiano e tutta comunità nazionale
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BEIRUT
08 settembre 2020
11:22
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“La mia visita qui a Beirut vuole innanzitutto testimoniare la vicinanza dell’Italia al popolo libanese. Esprimo il sincero cordoglio del governo italiano e di tutto la comunità nazionale italiana”. Lo dice il premier Giuseppe Conte dopo aver incontrato il presidente della Repubblica libanese Michel Aoun nel palazzo presidenziale di Beirut.
“C’è un’antichissima tradizione di rapporti e di intensissimi legami tra Italia e Libano e questo è un legame che si è ravvivato ancor di più in questo momento di emergenza”, aggiunge. VAI ALLA POLITICA VAI ALL’ECONOMIA VAI ALLA CRONACA
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Scoppia caso Mulan, Disney ringrazia Cina per riprese
Ma alcune scene filmate in Xinjiang, terra genocidio Uiguri
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NEW YORK
08 settembre 2020
19:19
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L’eterna controversia tra Stati Uniti e Cina si trasferisce anche al cinema. La buccia di banana questa volta per gli Usa è la Disney e la sua produzione cinematografica del momento: Mulan. Il casus belli sono i ringraziamenti alla Cina da parte della casa di Topolino per le riprese su territorio cinese del film. In particolare nei titoli di coda si ringraziano sei agenzie governative cinesi operanti nello Xinjiang, regione dove il governo ha creato dei campi di internamento, anche se ufficialmente chiamati ‘Centri di istruzione e formazione professionale’ con lo scopo di ‘rieducare’ forzatamente la popolazione degli uiguri, una etnia turcofona di religione islamica. Pechino è accusata di portare avanti una campagna di violazione dei diritti umani eseguita attraverso detenzioni di massa, scomparse, lavoro forzato, sterilizzazioni forzate nonché la distruzione del patrimonio Uiguri.
Mulan è uscito lo scorso fine settimana sulla piattaforma in streaming Disney+ ed è stato girato in circa venti location della Cina, tra cui il deserto di Mingsha Shan e la valle di Tuyuk ad est di Turpan dove ci sono diversi campi di internamento. Le critiche per il film sono andate quindi ben oltre l’aspetto cinematografico. Il ringraziamento alla Cina, che secondo le stime ha rinchiuso oltre un milione di Uiguri nei campi di internamento, è stato visto come uno scandalo, con la Disney che implicitamente implementa le politiche di genocidio.
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