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Rabbia Cirio, governo spieghi logica scelte
Governatore, Piemonte zona rossa?Dati vecchi, Rt non considerato
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TORINO
04 novembre 2020
23:50
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“Ho passato le ore a rileggere i dati, regione per regione, a cercare di capire come e perché il Governo abbia deciso di usare misure così diverse per situazioni in fondo molto simili”. Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio affida ai social il commento alla decisione del Governo di mettere il Piemonte in zona rossa. “Voglio che mi si spieghi la logica di queste scelte pretendo dal Governo chiarezza”, rimarca Cirio che chiede perché scelte così importanti siano state prese “su dati vecchi di almeno 10 giorni” e non sia stato considerato “il netto miglioramento dell’Rt”.
“Voglio che mi si spieghi la logica di queste scelte – ribadisce su Facebook Cirio -. Il rispetto delle istituzioni fa parte della mia cultura. Ed io rispetto lo Stato. Ma anche il Piemonte merita rispetto. Lo meritano i Piemontesi e le tante aziende che forse non riapriranno. Ed io per loro pretendo dal Governo chiarezza”, scrive su Facebook il governatore piemontese, che confessa di “aver dormito poco”. “Perché per Regioni con situazioni gravi si sia usato un metro diverso – si chiede ancora Cirio – Voglio che mi si spieghi la logica di queste scelte, pretendo dal Governo chiarezza”.
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Salvini, Fontana avvertito zona rossa mentre Conte era in Tv
E poi parlano di collaborazione
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MILANO
05 novembre 2020
09:33
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Il presidente della Regione Lombardia è stato avvisato che la sua Regione era in zona rossa “ieri sera con un messaggino, un colpo di telefono… poi parlano di collaborazione”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, in una telefonata alla trasmissione ‘L’Aria Pulita’ sul canale 7Gold. “Ieri sera ho chiamato Attilio Fontana che, pensate la follia, come gli altri governatori, è stato avvisato via messaggino, con colpo di telefono, mentre il signore Conte era in televisione. Ma che modo di lavorare? E poi parlano di collaborazione”.
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Covid: Calenda, chiusure mirate sono un passo avanti
Le avevamo proposte noi
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05 novembre 2020
09:42
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“Se il virus dilaga l’economia si ferma in modo più radicale: il governo ha fatto passi avanti sulla base del semaforo, delle chiusure mirate, come proposto da noi. Dei nove miliardi stanziati per la sanità non sappiamo quanti sono stati spesi. Sul fronte ristori vorremmo sapere quante risorse sono state stanziate”. Lo afferma il leader di Azione, Carlo Calenda, a Mattino 5.
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Salvini, non ci rassegniamo,non staremo a guardare cielo
Decisioni pesanti prese su dati vecchi
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05 novembre 2020
09:45
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“Noi non stiamo solo a lamentarci ovviamente, ci stiamo organizzando da ieri su come evitare questo problema con i sindaci, con gli imprenditori, con i presidi, con gli insegnanti, con il governatore Fontana. Non ci rassegniamo a stare a casa cosi a guardare le previsioni del tempo”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, in una telefonata non prevista alla trasmissione ‘L’Aria Pulita’ sul canale 7Gold.
“Oggi escono i dati nuovi, che senso ha prendere una decisione cosi pesante, cosi punitiva sulla base di dati vecchi? Non passeremo certo la giornata a guardare il cielo”, ha concluso
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Covid:Delrio (Pd),scelte zone rosse senza figli e figliastri
Governo riferirà in Parlamento
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05 novembre 2020
11:01
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“Il governo riferirà al Parlamento, e chiarirà che sulle zone rosse non ci sono figli e figliastri ma che le scelte sono di natura non politica ma tecnica”: lo ha ribadito nell’Aula della Camera il capogruppo del Pd Graziano Delrio.
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Sindaco Casalpusterlengo, non chiuderemo
Chiederemo al governo di ripensarci
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CASALPUSTERLENGO (LODI)
05 novembre 2020
11:29
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“Chiediamo al Governo di ripensarci. Noi non accettiamo di chiudere nuovamente perché rischiamo di non aprire più”: è questo l’appello del sindaco di Casalpusterlengo (Lodi), Elia Delmiglio, dopo la dichiarazione di Lombardia come zona rossa.
“La Bassa lodigiana, come sicuramente vi ricordate, venne rinchiusa con 10 Comuni all’interno di una prima zona rossa d’Italia, prima zona rossa d’Europa, seconda zona rossa del mondo dopo Wuhan. Già da allora, i commercianti furono costretti a chiudere, a fare dei sacrifici per salvaguardare la salute dei cittadini. Allora, la situazione epidemiologica era grave. Ora, a distanza di alcuni mesi, fortunatamente la situazione pandemica nella nostra città e nel nostro territorio è migliorata”.
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Covid:Speranza,Regioni danno dati, non ignorino gravità
Surreale non assumere responsabilità, serve unità
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05 novembre 2020
11:35
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“Le Regioni alimentano i dati con cui la cabina di regia effettua il monitoraggio dal mese di maggio.
Nella cabina di regia ci sono tre rappresentanti indicati dalle Regioni. È surreale che anziché assumersi la loro parte di responsabilità ci sia chi faccia finta di ignorare la gravità dei dati che riguardano i propri territori. Serve unità e responsabilità. Non polemiche inutili”. Lo dichiara il ministro della Salute Roberto Speranza.
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Covid: Iv, più chiarezza e trasparenza su dati
Continueremo ad essere insistenti su punto
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05 novembre 2020
11:49
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“Accesa discussione stamattina in Aula, su un tema comunque di enorme importanza. Che è quello della trasparenza dei dati che guidano e indirizzano le decisioni del governo. Lo diciamo da tempo c’è bisogno di uno sforzo di maggior chiarezza su questo da parte del governo, anche per rispondere alla comunità scientifica che chiede di accedere ai dati e poter contribuire alla loro analisi. Con gentilezza ma con fermezza continueremo ad essere fastidiosamente insistenti sul punto”. Così il presidente di Iv e vicepresidente della Camera Ettore Rosato.
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Camera: ok istituzione Zona economica esclusiva,va al Senato
Via libera all’unanimità
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05 novembre 2020
12:08
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Via libera all’unanimità dell’Aula della Camera alla istituzione di una zona economica esclusiva oltre il limite esterno del mare territoriale.
I voti a favore sono stati 394, nessun contrario. Il testo ora passa al Senato.
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Covid: Regione Calabria, impugneremo l’ordinanza di Speranza
Spirlì, “Non meritiamo isolamento che rischia di esserle fatale”
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CATANZARO
05 novembre 2020
12:14
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“Impugneremo la nuova ordinanza del Ministro della Salute che istituisce la zona rossa in Calabria. Questa regione non merita un isolamento che rischia di esserle fatale”. Lo afferma il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, che annuncia un ricorso contro il provvedimento firmato dal ministro Roberto Speranza.
“Le costanti interlocuzioni che ho avuto in questi giorni con i membri del Governo e con il commissario Arcuri, al di là della grande disponibilità al dialogo da parte di tutti – aggiunge Spirlì – non hanno prodotto alcuna modifica rispetto alla volontà, evidentemente preconcetta, di “chiudere” una regione i cui dati epidemiologici, di fatto, non giustificano alcun lockdown, soprattutto se confrontati con quelli delle nostre compagne di sventura: Lombardia, Piemonte e Val d’Aosta”.
“Altre regioni, con dati peggiori dei nostri – afferma ancora il presidente Spirlì – sono state inoltre inserite nella zona arancione e hanno evitato, e ne sono felice, la chiusura.
Non si comprendono, perciò, i criteri scientifici in base ai quali il Governo ha deciso la ‘vita’ o la ‘morte’ di un territorio. Perché è di questo che si tratta: un nuovo lockdown rischia di annichilire in modo definitivo una regione come la Calabria. Nessuno nega le ataviche difficoltà del nostro sistema sanitario, ma, in queste ultime settimane, la Regione, attraverso misure differenziate e restrizioni mirate, è riuscita a limitare i danni e a tenere la curva epidemiologica sotto controllo”. “I dati ufficiali – dice ancora Spirlì – confermano la bontà di questa impostazione: attualmente, i posti di area medica occupati sono il 16%, quelli di terapia intensiva raggiungono invece il 6%. La soglia che dovrebbe far scattare la chiusura è del 30%. È dunque piuttosto arduo comprendere le ragioni che sorreggono l’ordinanza ministeriale. Il Governo ha deciso di punirci, ma noi non ci pieghiamo”.
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Conte,lockdown pesa per chi già colpito ma serve unità
Premier, non bisogna perdere senso unità nazionale
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BRESCIA
05 novembre 2020
12:34
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“Mi pesa molto essere venuto di notte a Brescia l’ultima volta e spero di tornare presto. Domani inizia il lockdown e la situazione pesa per territori già profondamente colpiti. Non bisogna però perdere il senso di unità nazionale”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte collegato con il sindaco di Brescia Del Bono, il ministro dell’Ambiente Costa per la firma dell’accordo di programma per la messa in sicurezza del sito di interesse nazionale di Brescia Caffaro.
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Verso Cdm domani per via libera a dl ristori bis
E’ quanto si apprende da fonti di governo
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05 novembre 2020
13:37
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Si dovrebbe tenere domani, a quanto si apprende da fonti di governo, il Consiglio dei ministri chiamato a varare il decreto ristori bis. Il premier Giuseppe Conte ieri in conferenza stampa aveva auspicato che la riunione si tenesse perfino questa sera ma i tempi tecnici per “costruire” il provvedimento non permetteranno il via libera del Cdm al decreto prima di domani.
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Covid: Zingaretti, occorrono regole, ora lottiamo insieme
Ognuno sia responsabile
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05 novembre 2020
13:40
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“Occorrono regole, per avere chiari i confini dei nostri comportamenti.
Serve il sostegno a chi non ce la fa. Serve la responsabilità di ciascuno di noi. Ora lottiamo tutti e tutte, uniti, insieme, perché anche questa volta possiamo farcela e ce la faremo”. Così il segretario Pd Nicola Zingaretti su fb.
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Dpcm: Fontana, nessuna deroga prima di 2 settimane
Su scorta evoluzione possibile chiedere allentamento
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05 novembre 2020
14:55
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“Si stanno diffondendo notizie false che creano confusione e uno stato di incertezza e agitazione nei cittadini lombardi del quale sicuramente non abbiamo bisogno, l’ordinanza firmata ieri dal ministro Speranza ha decretato la zona rossa su tutto il territorio regionale senza alcuna possibilità di deroga”: lo ha detto il presidente della Lombardia Attilio Fontana.
“Solo successivamente – ha aggiunto – dopo almeno 2 settimane sulla scorta dell’evoluzione della situazione è possibile per i presidenti di regione chiedere misure di allentamento per determinati territori”.
“Questa interpretazione del dpcm – ha spiegato Fontana – mi è stata confermata ieri per telefono dallo stesso ministro” Nel punto stampa, il presidente di regione ha colto anche l’occasione per dire “ai cittadini lombardi, che hanno già fatto tanti sacrifici, che dobbiamo tenere duro ancora per un po’, agli imprenditori che subiranno un altro duro colpo dal lockdown garantisco che non arretrerò di un passo finchè il governo non avrà erogato le risorse promesse ed effettuato i ristori”.
Fontana ha concluso la sua dichiarazione ringraziando “il personale sanitario su cui ancora una volta pesa il lavoro più faticoso”
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Proietti: Meloni, la gente di Roma non ti dimenticherà mai
Oggi è lutto collettivo e anche personale
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05 novembre 2020
15:44
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“Oggi Roma e ogni romano sono in lutto. Oggi viviamo un lutto collettivo ma anche personale.
Perché oggi salutiamo un figlio di Roma che ha dato lustro alla nostra città in Italia e nel mondo, ma anche una persona che molti consideravano di famiglia”. Lo scrive su Facebook la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
“Gigi Proietti era sì un attore straordinario, un grande uomo di cultura, un intellettuale raffinato e popolare ma era anche lo zio che ti faceva morire dal ridere quando veniva a trovarti o teneva il banco della tombola a Natale. La sua comicità, i suoi personaggi, il suo sorriso, le sue battute fanno parte di noi. Ci sono sempre stati: nelle nostre chiacchierate, negli scherzi e nei momenti più belli. E sempre ci saranno. Gigi ci sarà con Mandrake, con Gastone, col vecchietto delle favole, con Toto nella sauna e con le mille maschere che ci ha regalato.
Addio Gigi, la gente di Roma non ti dimenticherà mai”.
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Fondo garanzia, tocca 100mld liquidità garantita Stato
Mise-Mcc, richieste al 5 novembre oltre 1,2 mln
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05 novembre 2020
15:57
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Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) comunicano che è stato raggiunto l’importo di 100 miliardi di euro di liquidità garantita dallo Stato attraverso il Fondo di Garanzia, in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti. Lo si legge in una nota.
Le richieste pervenute dalle banche dal 17 marzo al 5 novembre 2020, a seguito della riforma del Fondo di Garanzia introdotta con i decreti ‘Cura Italia’ e Liquidità’ per fronteggiare l’emergenza Covid, sono complessivamente oltre 1,2 milioni.
“Oggi è stato raggiunto il traguardo dei 100 miliardi di liquidità garantita dallo Stato grazie alla riforma del Fondo di Garanzia per le Pmi, gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico. Nonostante sia stato molto criticato, il decreto liquidità sta dando grande supporto alle imprese colpite dalla pandemia e, per la parte inerente le piccole e medie imprese, ha raggiunto i target che ci eravamo imposti ben prima delle attese. La riforma del Fondo lo ha reso di fatto uno strumento completamente nuovo, potenziato; abbiamo sfruttato a pieno le possibilità offerte dal nuovo temporary framework”, afferma il Ministro Stefano Patuanelli, aggiungendo che “questo spazio di manovra verrà utilizzato ancora, almeno fino a giugno 2021”.
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Recovery: Amendola, anticipo in 2/0 quadrimestre 2021
Fiducioso accordo su saldi in Ue lunedì prossimo
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05 novembre 2020
16:14
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“Credo che nel secondo quadrimestre del 2021 avremo l’esborso dell’anticipo” del Recovery Fund da parte della commissione, “parlo non da ottimista ma da realista” Lo dice il ministro per gli Affari Ue Enzo Amendola in collegamento con Pwc Italy, nel corso di un convegno sul Next Generation Ue.
In merito al dibattito a Bruxelles ul Recovery, in seguito all’intesa raggiunta oggi sullo stato di diritto tra Parlamento e Consiglio Ue il ministro si dice “fiducioso” che “lunedì si possa trovare l’intesa anche sui saldi.
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Recovery, accordo Pe-Consiglio sullo stato di diritto
Ungheria, ‘ricatto inaccettabile’
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BRUXELLES
05 novembre 2020
16:21
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Il Parlamento europeo e la presidenza tedesca del Consiglio dell’Ue hanno raggiunto un accordo preliminare sul meccanismo dello stato di diritto legato al pacchetto economico che comprende il Bilancio europeo ed il Recovery fund. Lo ha annunciato il portavoce tedesco Sebastian Fischer su Twitter. “Fumata bianca. Svolta al trilogo sul meccanismo di condizionalità sullo stato di diritto. Un accordo preliminare è un passo avanti importante per l’Ue e la pietra miliare più importante nei negoziati in corso sul pacchetto del bilancio Ue”, ha scritto Fischer, sottolineando che ora serve l’approvazione finale delle due parti. Per uno dei negoziatori, Petri Sarvamaa, si tratta di “un accordo storico per l’Ue” che garantisce “un collegamento tra l’utilizzo dei fondi dell’Ue e il rispetto dello Stato di diritto negli Stati membri”, che l’Ungheria però bolla come ‘un ricatto inaccettabile’.
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Mef: in 9 mesi entrate -21,3 mld, pesano Covid e calo Pil
-6,6% a gennaio-settembre rispetto a un anno prima
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05 novembre 2020
17:05
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Nel periodo gennaio-settembre 2020, le entrate tributarie dello Stato sono in calo di 21,327 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2019 a 303,498 miliardi. La variazione negativa (-6,6%) riflette, spiega una nota del Mef, “sia il peggioramento congiunturale sia le misure adottate dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria”.
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De Micheli, sbloccate risorse per taxi e ncc
Ci consente di finanziare la prima parte del Covid
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RAVENNA
05 novembre 2020
17:14
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“Abbiamo sbloccato risorse per compensare imprese, in questo caso le imprese dei taxi e degli Ncc”. Lo ha detto la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, alla vigilia dello sciopero nazionale di domani del settore taxi..
Questa firma, spiega De Micheli a proposito delle risorse per taxi e ncc, “ci consente di finanziare la prima parte del Covid”.
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Dl ristori: Fipe,situazione drammatica, perdita 26 mld
‘Crisi avrà conseguenze strutturali’
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05 novembre 2020
18:16
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“La situazione è drammatica, il settore è di fronte alla peggiore crisi dal secondo dopo guerra, una crisi che avrà conseguenze strutturali sul sistema di imprese che abbiamo l’onore di rappresentare”, e il 2020 “si chiuderà con una perdita cumulata pari a 26 miliardi di euro che corrisponde al 27% del totale del settore”. Lo ha detto il rappresentante della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), audito oggi in Senato sul decreto ristori. Il Dpcm che entra in vigore domani, “da una prima valutazione, comporterà ulteriori perdite per almeno 1,6 miliardi di euro nel solo mese di novembre, con la sospensione dell’attività di almeno 90.000 imprese e oltre 300.000 lavoratori forzatamente a riposo”
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Sala: Dpcm complesso, meglio uniforme
‘Troppi indicatori, difficile garantisca equità’
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05 novembre 2020
11:33
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“Io non posso che dire che il sistema scelto dal governo per definire le zone gialle, arancioni e rosse sia troppo complesso”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato il nuovo decreto del governo per contenere i contagi da Covid, sulle sue pagine social. “Divide non solo per Regioni ma anche per Province.
Immaginatevi quanti distinguo, inoltre è basato sull’Rt e 21 indicatori, difficilissimi da decifrare. Io avrei scelto un sistema più semplice e uniforme – ha concluso -. Io non sono così certo che questa classificazione vista in maniera dinamica, in ottica di tendenza garantisca una decisione equa”.
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Covid: Regione Calabria, impugneremo l’ordinanza di Speranza
Spirlì, “Non meritiamo isolamento che rischia di esserle fatale”
(2)
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CATANZARO
05 novembre 2020
12:14
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“Impugneremo la nuova ordinanza del Ministro della Salute che istituisce la zona rossa in Calabria. Questa regione non merita un isolamento che rischia di esserle fatale”. Lo afferma il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, che annuncia un ricorso contro il provvedimento firmato dal ministro Roberto Speranza.
“Le costanti interlocuzioni che ho avuto in questi giorni con i membri del Governo e con il commissario Arcuri, al di là della grande disponibilità al dialogo da parte di tutti – aggiunge Spirlì – non hanno prodotto alcuna modifica rispetto alla volontà, evidentemente preconcetta, di “chiudere” una regione i cui dati epidemiologici, di fatto, non giustificano alcun lockdown, soprattutto se confrontati con quelli delle nostre compagne di sventura: Lombardia, Piemonte e Val d’Aosta”.
“Altre regioni, con dati peggiori dei nostri – afferma ancora il presidente Spirlì – sono state inoltre inserite nella zona arancione e hanno evitato, e ne sono felice, la chiusura.
Non si comprendono, perciò, i criteri scientifici in base ai quali il Governo ha deciso la ‘vita’ o la ‘morte’ di un territorio. Perché è di questo che si tratta: un nuovo lockdown rischia di annichilire in modo definitivo una regione come la Calabria. Nessuno nega le ataviche difficoltà del nostro sistema sanitario, ma, in queste ultime settimane, la Regione, attraverso misure differenziate e restrizioni mirate, è riuscita a limitare i danni e a tenere la curva epidemiologica sotto controllo”. “I dati ufficiali – dice ancora Spirlì – confermano la bontà di questa impostazione: attualmente, i posti di area medica occupati sono il 16%, quelli di terapia intensiva raggiungono invece il 6%. La soglia che dovrebbe far scattare la chiusura è del 30%. È dunque piuttosto arduo comprendere le ragioni che sorreggono l’ordinanza ministeriale. Il Governo ha deciso di punirci, ma noi non ci pieghiamo”.
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Dpcm:preoccupazione in Calabria, incertezza dopo zona rossa
Commercianti e cittadini,’penalizzati per sanità fragile’
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CATANZARO
05 novembre 2020
12:42
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C’è preoccupazione, ma anche voglia di far sentire in qualche modo la propria voce, tra le categorie del commercio e dei servizi, ma anche tra i cittadini, alla vigilia dell’entrata in vigore della zona rossa in Calabria.
Nessuno nega la fragilità del sistema sanitario regionale, ma da Catanzaro a Reggio e Cosenza, senza escludere le altre città grandi e piccole della regione, è palpabile la delusione per una decisione che molti non hanno accettato e che aggiunge ulteriore incertezza.
Solito traffico di auto, file davanti agli sportelli delle banche e delle Poste centrali e normale via vai mattutino ma non è un giorno come gli altri nel capoluogo di regione. “Cosa è stato fatto – dice il titolare di un negozio di abbigliamento di corso Mazzini, il ‘salotto buono’ di Catanzaro – da quelli che he avrebbero dovuto occuparsene per dotare le strutture ospedaliere dei posti, letto della strumentazione e del personale. Questa chiusura rappresenterà per noi il colpo definitivo”. “Si parla, si parla – concorda un avventore, ma di concreto però, non è stato fatto nulla”.
Preoccupazioni che non diminuiscono alla cassa di una bar-ristorante poco lontano dove fa bella mostra di sé il menu del giorno. “Per oggi siamo aperti regolarmente – dice la cassiera – ma da domani si potrà lavorare solo con l’asporto.
Certo con la chiusura di molti uffici e il ritorno massiccio allo smartworking, non c’è tanto da ben sperare”.
A qualche centinaio di metri, sulle panchine del giardinetti, c’è il solito crocicchio di pensionati. “E’ una vergogna – dice uno di loro più accalorato che ottiene il consenso degli altri – siamo stati trattati allo stesso modo di regione del Paese dove i contagi sono alle stelle. E non è giusto per la nostra debole economia”.
Situazioni che si ripetono anche a Reggio Calabria, dove la rabbia si coglie sui social e c’è chi sta pensando di manifestare pubblicamente la propria contrarietà, e a Cosenza divisa tra chi mostra amarezza per la nuova chiusura e chi ammette la difficoltà del settore sanitario.
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Dpcm, Regioni rosse in rivolta. Governo attacca: ‘E’ surreale’
Speranza: danno i dati, non ignorino gravità
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BRESCIA
05 novembre 2020
23:22
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IL DCPM ENTRA IN VIGORE IL 6 NOVEMBRE Sono le Regioni a fornire i dati su cui poggia il monitoraggio relativo all’andamento della situazione epidemiologica. E nella cabina di regia che elabora quei parametri ci sono tre rappresentanti indicati dalle stesse Regioni. Dunque “è surreale” che alcuni governatori, “anziché assumersi la loro parte di responsabilità”, facciano “finta di ignorare la gravità dei dati che riguardano i loro territori”. Il ministro della Salute Roberto Speranza, dopo aver firmato l’ordinanza che inserisce le Regioni nelle zone ‘rossa’ e ‘arancione’, stoppa la rivolta dei presidenti e passa al contrattacco. Sostenuto, sottolinea il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, “da tutto il governo” e dagli scienziati. Lo scontro è però duro e non è destinato a spegnersi, almeno nell’immediato: i governatori insistono chiedendo una verifica o minacciando, lo fa il presidente facente funzioni della Calabria rossa Nino Spirlì, di impugnare il provvedimento. Non solo: nelle prossime ore arriveranno i nuovi dati – probabilmente non domani ma sabato – relativi alla settimana 26 ottobre-1 novembre e non è affatto escluso che chi oggi si trova nella zona gialla possa finire in quelle dove sono previste maggiori restrizioni: a rischio ci sono almeno la Campania, la Liguria, il Veneto, la Toscana.
Il nodo su cui si sta consumando lo scontro è formalmente tecnico – il sistema di raccolta dei dati è andato in tilt in diverse regioni ma è anche vero che i 21 parametri indicati dal monitoraggio sono complessi e in condizioni di emergenza è impensabile riuscire a raccoglierli tutti – ma in realtà è politico: la maggior parte delle Regioni continua a chiedere misure nazionali e il governo insiste sulla necessità di intervenire a livello locale. Per mettere in campo interventi che servano davvero a contenere il contagio laddove è più diffuso, ha detto ieri il premier Giuseppe Conte, e che non penalizzino e ulteriormente chi è in una situazione migliore di altri.
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Le misure graduate per ogni regione, conferma il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, “anticipano il rischio ed evitano fin quando possibile il lockdown generalizzato”. L’attacco delle Regioni, partito subito dopo la conferenza stampa del premier, è andato avanti a testa bassa tutto il giorno, in un clima teso anche in Conferenza Stato-Regioni e spalleggiato da tutta l’opposizione: non a caso Matteo Salvini è stato il primo a parlare. Attilio Fontana ha saputo del lockdown della Lombardia, dice, “con un messaggino mentre Conte era in televisione. E poi parlano di collaborazione”. Uno dopo l’altro, i governatori hanno invocato “chiarezza”, criticato la mancanza di un criterio di “valutazione oggettivo”, accusato l’esecutivo di aver fatto scelte su dati vecchi. “Non ho ancora capito come e perché il governo abbia deciso di usare misure così diverse per situazioni in fondo molto simili” attacca il presidente del Piemonte Alberto Cirio, chiedendo una verifica e criticando la mancanza di un metodo “oggettivo”. “Chiarezza” chiede anche l’altro governatore ‘rosso’, il valdostano Erik Lavevaz mentre Spirlì annuncia di voler impugnare l’ordinanza: “non meritiamo l’isolamento”. Anche le Regioni arancioni non ci stanno. “Siamo su ‘Scherzi a parte'” denuncia Musumeci. Accuse contro le quali il governo fa quadrato, con Conte che ripete l’invito a “non perdere il senso di unità nazionale”. Dalle regioni arriva uno “spettacolo indecoroso”, sono invece le parole del ministro degli Esteri Luigi di Maio che porta alla luce quello che in molti, anche tra i tecnici, cominciano a pensare sia il vero problema, il titolo V della Costituzione.
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“A fine pandemia questo scontro inaccettabile imporrà di semplificare e riorganizzare lo Stato”. Dal blog 5S ricordano invece ai governatori che “non si sono voluti assumere le responsabilità e ora si lamentano delle chiusure”.
Conferma da domani (6 novembre) al 14 novembre della sospensione delle lezioni in presenza nelle scuole, da quella dell’Infanzia alle Superiori e conferma del blocco della mobilità interprovinciale. Sono alcuni dei contenuti dell’ordinanza 89, in corso di pubblicazione, firmata del presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, che contiene ulteriori misure di prevenzione e contenimento dell’epidemia da Covid-19. Viene ribadita la fascia oraria (tra le 6 e le 8,30) in cui è consentita la pratica dello jogging. Si tratta, si sottolinea dall’Unità di Crisi, della conferma, in relazione al nuovo Dpcm, delle misure adottate nelle settimane scorse sull’attività scolastica e sulla mobilità.
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Sindaci a Speranza e Fontana, forniteci dati per zona rossa
Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova: va spiegato ai cittadini
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05 novembre 2020
15:42
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I Sindaci di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova, in una lettera al presidente Fontana e al ministro Speranza, chiedono “di avere tutti gli elementi necessari per comprendere la fase epidemica sulle nostre province e i parametri che ne determinano l’inserimento nella zona rossa, al pari di tutta la Regione”.
“La preoccupazione per la crescita dei contagi è comune e condivisa, così come l’impegno per rallentarne la diffusione a tutela dei nostri cittadini – scrivono i sindaci delle quattro città lombarde -. Siamo convinti che mai come ora serva la più ampia e solida unità istituzionale e non verrà mai meno dai nostri territori l’impegno a fare la nostra parte”.
La richiesta, spiegano, “è motivata dalla necessità di capire per spiegare ai nostri cittadini e imprese e categorie economiche e sociali lo stato di fatto. Ma è altresì fondamentale per monitorare l’andamento epidemiologico. Siamo per questi motivi a chiedere di conoscere i dati relativi ai 21 indicatori sanitari di rischio, nonché RT delle nostre province e città capoluoghi nella settimana appena conclusa.
Tale richieste ci aiuteranno a conoscere la complessità dei fattori e dati che determinano le zone di inserimento e ci consentiranno di richiederVi, se confortati dagli stessi, l’applicazione di quanto previsto dall’art.3 comma 2 del Dpcm”.
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Covid: Brusaferro, percorso è condiviso con le Regioni
La conferenza stampa sugli indicatori che hanno portato alle 3 aree di rischio
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05 novembre 2020
16:42
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“Oggi siamo in una fase di transizione in cui ci sono delle ricrescite e bisogna intervenire per riportare la curva in una fase piu controllata”. Lo ha detto il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro nella conferenza stampa al ministero della Salute per illustrare gli indicatori che hanno portato all’ordinanza di ieri del ministro Roberto Speranza relativa alle Regioni
LA DIRETTA: “L’ aggiornamento dei nuovi dati avverrà nelle prossime ore. il percorso è condiviso e vede attori le regioni, il cts, il ministero”, ha aggiunto Brusaferro, secondo il quale gli obiettivi saranno
diversificati in funzione della fase. “Siamo in una fase di transizione e rimodulazione in cui ci sono delle ricrescite su cui bisogna intervenire per controllare la diffusione, riportandola a valori più labili o a velocità più controllata in modo tale da poter affrontare i prossimi mesi”, ha aggiunto Brusaferro.
“Si lavora su indicatori come incidenza, Rt, occupaziune posti letto: se c’è una regione con apparentemente pochi casi e ha alta occupazione terapie intensive, quella è una regione in sofferenza. Sono dati che vanno letti nella loro interezza. Dati che fanno riferimento a incidenza, Rt e resilienza”, ha detto il direttore Prevenzione del dicastero della Salute Gianni Rezza alla conferenza stampa. VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO VAI ALLA CRONACA VAI ALL’ECONOMIA VAI ALLA TECNOLOGIA
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4 novembre: messaggio direttore Usr Marche scatena polemiche
‘Chiamata alle armi’ più che commemorazione caduti
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ANCONA
05 novembre 2020
21:27
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E’ bufera nelle Marche sul messaggio agli studenti del direttore dell’Ufficio Scolastico regionale Marco Ugo Filisetti per il 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze armate. Una chiamata alle armi, più che un omaggio ai caduti della Grande Guerra. “Una gioventù che andò al fronte e là vi rimase – scrive -. Una gioventù lontana dai prudenti, dai pavidi, coloro che scendono in strada a cose fatte per dire: ‘Io c’ero'”. Poi una citazione di Gentile e infine “per questo ricordando i loro nomi sentiamo rispondere, come nelle trincee all’appello serale del comandante: presente (tutto maiuscolo, ndr)”. L’ex segretario della Fim Cisl Marco Bentivogli ha girato il messaggio al ministro Azzolina. Il Garante dei diritti delle Marche Andrea Nobili suggerisce a Filisetti la lettura di “Un anno sull’altipiano” di Emilio Lussu, “per non dimenticare l’idiozia e la brutalità della guerra. A questi ragazzi va il nostro ricordo e la nostra gratitudine”. Critiche dall’Anpi, mentre l’on. Fratoianni (Leu), annuncia un’interrogazione parlamentare.
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Azzolina, La scuola non è più la Cenerentola del Paese
‘Ha un valore inestimabile, mi sono battuta per tenerla aperta’
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05 novembre 2020
10:26
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“Sono ore complesse, l’emergenza che stiamo affrontando è una grandissima sfida per il mondo della scuola che a causa del lockdown si è riscoperta, la scuola è tornata ad essere al centro del dibattito a volte con toni poco costruttivi a volte costruttivi. Ha subito una fortissima accelerazione: a marzo scorso ci siamo inventati la didattica a distanza partendo quasi da zero. Il personale scolastico si è dovuto rimboccare le maniche, il dibattito è stato sempre serrato; inizialmente abbiamo ricevuto diffide, non si voleva partisse la Dad Abbiamo vacillato ma non siamo mai caduti, abbiamo sempre pensato al centro di tutto dovessero esserci gli studenti”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina al convegno: “Formazione e competenze digitali per un Paese più inclusivo e competitivo” al Forum Pa 2020. “Abbiamo fatto squadra, era l’unico modo per sopravvivere, siamo riusciti a fare sì che la scuola non fosse più la Cenerentola del Paese; i fondi non bastano ma sono stati investiti più di 7 miliardi in legge bilancio altri 3,5 miliardi”.
“Il valore sociale della scuola è inestimabile: in alcune parti del paese senza scuola non si mangia, non c’è un pasto. La scuola è un servizio assoluto di fondamentale importanza in prospettiva per questo mi sono battuta per tenerle aperte” , ha aggiunto la ministra.
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Dl ristori: Fipe,situazione drammatica, perdita 26 miliardi
‘Crisi avrà conseguenze strutturali’
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05 novembre 2020
20:04
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“La situazione è drammatica, il settore è di fronte alla peggiore crisi dal secondo dopo guerra, una crisi che avrà conseguenze strutturali sul sistema di imprese che abbiamo l’onore di rappresentare”, e il 2020 “si chiuderà con una perdita cumulata pari a 26 miliardi di euro che corrisponde al 27% del totale del settore”. Lo ha detto il rappresentante della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), audito oggi in Senato sul decreto ristori. Il Dpcm che entra in vigore domani, “da una prima valutazione, comporterà ulteriori perdite per almeno 1,6 miliardi di euro nel solo mese di novembre, con la sospensione dell’attività di almeno 90.000 imprese e oltre 300.000 lavoratori forzatamente a riposo”
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Covid: Arcuri, solo misure graduali evitano lockdown generale
Situazione grave ma non fuori controllo
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05 novembre 2020
19:20
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“Non è il momento dei contrasti ma della collaborazione”. Lo ha detto il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri in conferenza stampa riferendosi alle polemiche sul nuovo Dpcm, sottolineando la necessita di avere una “strategia comune per raggiungere gli obiettivi che abbiamo di fronte: raffreddare la curva dei contagi”:Secondo il Commissario, la situazione dell’Italia “è grave ma non fuori controllo” e questo grazie “a tutti gli sforzi e le misure che abbiamo messo in campo. Non siamo nella situazione di marzo”.
Il monitoraggio “permette di graduare misure di contrasto per ognuna delle Regioni. E’ un sistema assai elaborato che anticipa il rischio ed evita misure generalizzate, evita fin quando possibile il lockdown di tutto il paese”. Così il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri ha commentato le restrizioni a livello regionale introdotte con il nuovo Dpcm. Anche Arcuri, come altri esponenti di governo, ha ricordato che il sistema di monitoraggio “è realizzato e aggiornato ogni settimana con contributo regioni” e ha sottolineato che “serve soprattutto alle regioni, ad alzare il livello di guardia e ad evitare guai peggiori”.
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Caffaro: firmato accordo da 85 Mln euro
Conte, accordo è esempio virtuoso
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BRESCIA
05 novembre 2020
13:02
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E’ stato firmato in diretta da remoto l’accordo di programma,, tra Stato, Regione Lombardia e Comuni, per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica del sito di interesse nazionale di Brescia Caffaro. Un piano da 85 milioni di euro messi tra Regione e Governo.
“Brescia ha sempre saputo guardare avanti e ha contributo a rendere grande l’Italia. L’industria ha lasciato cicatrici profonde che vanno risanate” ha detto il premier Giuseppe Conte.
“Questo accordo di programma è un esempio virtuoso di come bisogna agire in sinergia per portare a casa il risultato. Lo dico sempre non sono i soldi che mancano ma bisogna saperli spendere” ha concluso Conte.
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Sardegna: minacce a Solinas, disegnata una forca
Su un marciapiede in centro a Cagliari, solidarietà dalla Lega
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CAGLIARI
05 novembre 2020
19:57
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Minacce al presidente della Regione Sardegna Christian Solinas. L’immagine di una forca è stata disegnata sul marciapiede del centralissimo Largo Carlo Felice a Cagliari. A fianco, la firma degli anarchici. Immediata la solidarietà e la ferma condanna della Lega. “Si tratta di una chiara minaccia al governatore della Sardegna – dichiara in una nota il coordinatore regionale e deputato Eugenio Zoffili – a lui e a tutta la sua squadra va la mia solidarietà: episodi come questo non devono essere né sottovalutati, né taciuti, tanto più durante una grave crisi come quella che stiamo vivendo. Mi auguro che tutte le forze politiche, senza distinzione, prendano le distanze senza giustificare o minimizzare la portata di questi gesti squallidi”. Interviene anche il capogruppo in Consiglio regionale Dario Giagoni: “Le istituzioni, la democrazia e il rispetto stesso delle posizioni politiche altrui non sarà mai eclissato dai gesti di codardi che mirano a nascondersi dietro l’anonimato di una bomboletta spray”.
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Conte: ‘Impegno maggioranza a governare fino al 2023′
Zingaretti, c’e’ salto qualita’. Crimi, vertice proficuo. Renzi, se sono rose fioriranno
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05 Novembre 2020
22:10
AGGIORNATO IL
06 novembre 2020
08:02
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S
“Rigore e trasparenza”. La formula con cui il premier Giuseppe Conte respinge l’ultimo assalto delle Regioni si racchiude in queste due parole. Rigore e trasparenza da parte delle Regioni ma anche da parte del governo nel monitoraggio e nella comunicazione dei dati.Perché nessuno pensi – è il ragionamento del capo del governo – che le scelte sulle chiusure regionali non siano basate su elementi “scientifici e oggettivi”. E a nulla vale che, a guidare la rivolta di sindaci e governatori del centrodestra, sia Matteo Salvini. Il premier tira dritto e, anzi, a sera riceve anche i 4 leader dei partiti di maggioranza per puntellare il governo in vista della seconda, delicata, traversata nell’emergenza Covid. Il vertice tra Conte, Vito Crimi, Nicola Zingaretti, Matteo Renzi e Roberto Speranza dura circa due ore.
Il capo del governo riceve i leader dei suoi alleati nell’appartamento del presidente del Consiglio, per dare anche un tocco di informalità all’incontro.
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In realtà è la prima volta che i quattro si vedono da quando esiste il Conte II. E non sarà l’ultima. Il tagliando al programma di 29 punti verrà ultimato entro novembre, spiega Conte istituendo due tavoli ad hoc per aggiornare l’agenda: uno sulle riforme istituzionali e l’altro sugli obiettivi di politica economica. “E’ emersa la comune determinazione ad affrontare il momento di difficoltà che sta attraversando il Paese con grande senso di responsabilità rimanendo uniti e scacciando via qualsiasi possibile motivo di polemica o contrapposizione”, sottolinea il capo del governo ribadendo un concetto che, fuori Palazzo Chigi, sottolineano sia Zingaretti sia Crimi: quello di un “patto di legislatura” che permetta di governare fino al 2023. Il vertice, iniziato poco prima di cena, “in entrata” partiva con due obiettivi: il tagliando al programma e la blindatura – questa cara soprattutto al premier – della maggioranza in vista di voti cruciali in Aula e di eventuali, nuove proteste delle categorie. Obiettivo, quest’ultimo, che non si realizza al 100%.
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Se Zingaretti e Crimi decidono di parlare in prima persona ai cronisti Renzi preferisce uscire dal retro, non senza aver salutato i funzionari di Palazzo Chigi, dove torna per la prima volta da ex premier. Il leader di Iv, sul patto al 2023, non ci mette la faccia. In una nota spiega che, entro fine mese, “si capirà se ci sono i presupposti” per questo patto. Sottolinea la sintonia con il Pd, plaude al gesto di Conte di dire sì al tavolo ma non nomina neanche il M5S. E conclude: “se son rose fioriranno”.
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Certo, è difficile che, in piena emergenza Covid Iv torni alle spinte centrifughe di qualche settimana fa. Ma la tregua ha un “timing”, ed è quello che di fatto coincide con la fine del Dpcm. Da qui ad allora molto potrebbe cambiare, a cominciare dalla leadership e dalla struttura del Movimento post-Stati Generali.
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