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Confindustria, industria mondo sotto scacco, Italia resiste
Csc, ma dopo il rimbalzo estivo le prospettive tornano negative
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28 novembre 2020
08:26
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La manifattura mondiale è “sotto lo scacco della pandemia”, con un effetto generalizzato che non risparmia alcuna area, in cui l’Italia “resiste”. E’ quanto emerge dal rapporto sugli “Scenari industriali” del Centro studi di Confindustria, dal titolo “Innovazione e resilienza: i percorsi dell’industria italiana nel mondo che cambia”.
Il rallentamento produttivo dell’Italia “non costituisce una anomalia nel confronto internazionale. Rispetto alle altre grandi economie europee l’Italia mostra anzi una contrazione dei tassi di crescita relativamente contenuta, oltre che una maggiore reattività allo shock pandemico”, sottolinea il rapporto.
L’impatto della pandemia sui livelli di attività della manifattura italiana “è stato immediato e violento. Nei due mesi di lockdown (marzo e aprile) la produzione è diminuita mediamente di oltre il 40%, anche se con un profilo fortemente disomogeneo a livello settoriale (dal -92,8% della produzione di prodotti in pelle al -5,5% del farmaceutico). Il recupero dei livelli produttivi da maggio è stato pressoché istantaneo, così che nel giro di quattro mesi il livello di produzione è tornato intorno ai valori di gennaio con un incremento del 76% rispetto al minimo toccato in aprile”, indica il Csc. Ma “le prospettive per i mesi autunnali sono tornate negative, in linea con l’aumento dei contagi a livello globale e con l’introduzione di nuove misure restrittive”.
Nel 2019 l’Italia compare “stabilmente” al settimo posto della graduatoria mondiale dei principali produttori manifatturieri, con una quota del 2,2%, davanti alla Francia (1,9%) e al Regno Unito (1,8).
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Recovery: Bonomi, rischio che Italia non sfrutti opportunità
Per minimizzarlo, individuare pochi-grandi progetti
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28 novembre 2020
12:10
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“Il Piano Next Generation Eu rappresenta una opportunità senza precedenti per realizzare un programma massiccio di investimenti pubblici e privati, che rilanci la competitività del sistema produttivo italiano nella fase di ripresa post-pandemia”. Così il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in un videomessaggio alla presentazione del rapporto annuale sugli “Scenari industriali” del Centro studi di Confindustria. “Il rischio che l’Italia non riesca a sfruttare pienamente questa opportunità purtroppo è molto alto”, ha aggiunto Bonomi, secondo cui “per minimizzarlo sarebbe auspicabile che il piano fosse perseguito individuando pochi, grandi progetti su nodi strategici per lo sviluppo del Paese” e con una governance “unitaria” a livello nazionale.
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Presidente Vda chiede a Speranza revisione zona rossa
“In caso di rigetto Regione pronta a difendere Statuto”
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AOSTA
28 novembre 2020
13:22
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Il presidente della Regione Valle d’Aosta, Erik Lavevaz, chiede con una lettera al ministro della Salute, Roberto Speranza, “di rivedere – per evidenti errori di calcolo – la classificazione” della Regione, attualmente in zona rossa. In caso di rigetto, la giunta regionale annuncia che “assumerà tutte le decisioni giuridiche e politiche conseguenti a difesa dell’ordinamento statutario della Valle d’Aosta”.
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Oggi il Concistoro, come cambia il Sacro collegio
73 elettori creati da Bergoglio, 39 da Ratzinger, 16 da Wojtyla
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CITTÀ DEL VATICANO
28 novembre 2020
09:58
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Il settimo Concistoro ordinario pubblico del pontificato di Francesco, in cui domani il Papa creerà 13 nuovi cardinali, di cui nove ‘elettori’ di un futuro Conclave, si svolge nel pieno delle restrizioni dettate dall’emergenza-Covid. Due dei nuovi porporati – Cornelius Sim, primo cardinale del Brunei, e Jose F. Advincula, arcivescovo di Capiz (Filippine) – non potranno essere presenti e riceveranno la berretta e l’anello in seguito. I membri del Sacro Collegio impossibilitati a raggiungere Roma parteciperanno alla celebrazione da remoto tramite una piattaforma digitale. Durante la cerimonia verrà omesso il tradizionale “abbraccio di pace” fra i cardinali, e sono ugualmente cancellate le usuali “visite di cortesia” alle nuove porpore. Inoltre, le celebrazioni – sia il Concistoro di oggi pomeriggio alle 16, sia la messa di domenica mattina alle 10, entrambi all’Altare della cattedra della Basilica vaticano – avverranno con una partecipazione limitatissima di fedeli, non più di 100, quindi solo coloro che accompagnano i cardinali di nuova creazione.
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Ma le limitazioni imposte dalla pandemia, questo è evidente, non intaccano il ‘peso’ che questo nuovo Concistoro assume per il futuro della Chiesa. I cardinali diventano in tutto 229, di cui 128 elettori, otto in più rispetto al limine massimo stabilito da Paolo VI ma più volte superato dai suoi successori.
I porporati elettori torneranno ad essere in 120 al massimo nell’aprile 2022 (nel 2021 compiranno 80 anni in sei, mentre saranno in 11 nel 2022). E soprattutto si consolida la già forte maggioranza di nuovi elettori nominati da papa Bergoglio.
Dopo questo Concistoro i cardinali elettori creati dall’attuale Pontefice saranno 73, 39 quelli di Benedetto XVI e 16 quelli di Giovanni Paolo II. Gli europei saranno 53 (di cui 22 italiani), i latinoamericani 24, gli africani 18, gli asiatici 16, i nordamericani 13, quattro i provenienti dall’Oceania. Dopo quella italiana (22) la componente più nutrita continuerà ad essere quella statunitense (nove) seguita dalla spagnola (sei). Brasile, Canada e Francia ne hanno quattro. Germania, India, Messico, Polonia e Portogallo tre.
Il calo dell’incidenza specifica della componente italiana nel Sacro Collegio viene mitigato in questo round dal buon numero di sei nuovi cardinali: i tre nuovi elettori, il neo-prefetto per le Cause dei santi Marcello Semeraro, l’arcivescovo di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino (sede da oltre due secoli non più cardinalizia) Paolo Lojudice e l’ex custode del Sacro Convento di Assisi Mauro Gambetti (primo frate conventuale a diventare cardinale dal 1861), e i tre ‘over-80’, l’ex nunzio Silvano Maria Tomasi, il predicatore pontificio Raniero Cantalamessa e l’ex direttore della Caritas di Roma Enrico Feroci.
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Con loro, e con i due che saranno assenti, l’attenzione all’universalità della Chiesa, la preferenza per le sedi inusuali e di ‘frontiera’ e l’ulteriore diversificazione delle provenienze, sempre perseguite da Bergoglio, sono confermate dagli altri neo-porporati: il segretario generale del Sinodo, il maltese Mario Grech, l’arcivescovo di Kigali, Antoine Kambanda, primo cardinale dei Ruanda, quello di Washington, Wilton Daniel Gregory, primo cardinale afroamericano, l’arcivescovo di Santiago del Cile, Celestino Aós Braco, e, quarto e ultimo fra i ‘non elettori’, il messicano Felipe Arizmendi Esquivel, vescovo emerito di San Cristóbal de Las Casas. Nei suoi precedenti sei Concistori, papa Francesco ha creato 88 cardinali (70 elettori e 18 non elettori) provenienti da 56 nazioni, 16 delle quali non avevano mai avuto un cardinale prima.
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Governo: Partita rimpasto agita la maggioranza. Conte prudente
Arriva regia Recovery. Testa politica “a 3” con ipotesi 6 manager
28 Novembre 2020
10:20
CON L’EVOLUZIONE DELLA NOTIZIA SINO ALLE 12:00 DI DOMENICA 29 NOVEMBRE 2020
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Un rimpasto “pilotato”. Un cambio di squadra che dia slancio al governo ma non precipiti tutti in una crisi dagli esiti insondabili. Con “un passo avanti”, cioè un coinvolgimento più diretto, dei leader dei partiti di maggioranza.
Ecco il progetto accarezzato da mesi da Matteo Renzi, con una parte maggioritaria del Pd e un pezzo di M5s. Potrebbe concretizzarsi “entro l’Epifania”, secondo i desiderata di Iv, o “dopo l’emergenza”, teorizza dal Pd Goffredo Bettini indicando un orizzonte che potrebbe essere quello della distribuzione del vaccino.
Il premier Giuseppe Conte la parola rimpasto non ha mai voluto pronunciarla e si oppone a ipotesi come quella di farsi affiancare da due vicepremier, come nella stagione M5s-Lega. Ma è chiaro che lo spettro di un cambio di squadra agita i suoi ministri. Le smentite, perciò, fioccano. Ma l’ipotesi esiste: se ne parlerà, nel governo, a valle del lavoro sul programma di legislatura e soprattutto sul Recovery plan, per il quale inizia a delinearsi la cabina di regia.
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“Al di la del mio coinvolgimento, fintanto che c’è questa crisi credo sia un po’ strano parlare di poltrone”, dice la ministra dei Trasporti Paola De Micheli che rispondendo su Radio Capital ad una domanda sul possibile rimpasto di governo nel quale si ipotizza il suo cambiamento afferma: “Io vado avanti a lavorare con grande tranquillità e con grande determinazione nel ministero che ho il piacere, l’onore e l’onere di guidare”. La ministra ha sostenuto che il suo lavoro “è sotto gli occhi di tutti” e “credo che abbiamo dato grandi risultati e che il governo debba andare avanti con questa determinazione”. “Mi concentro sul mio lavoro, che è il mio dovere assoluto – ha aggiunto – anche il sabato e la domenica”.
Dal M5s a difesa dei ministri si erge Vito Crimi che parla di “ipotesi fuori dalla realtà”, ma tra le fila pentastellate c’è chi un rimpasto non lo esclude. Nel Pd Nicola Zingaretti nega di voler entrare nel governo e si mostra concentrato sull’emergenza Covid. Ma Bettini caldeggia una “ripartenza” del governo con la regia di Conte.
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Conte prova inoltre a definire la “governance” dei piani legati al Recovery e, dopo le tensioni legate a un’ipotesi di cabina di regia a Palazzo Chigi, propone una “testa” politica a tre Conte-Gualtieri-Patuanelli, affiancati dal comitato interministeriale Ciae, e da sei manager che vigilerebbero sui sei cluster di progetti del Recovery, col potere di sostituirsi ai soggetti attuatori. Ad Enzo Amendola andrebbe il raccordo con l’Ue. Ma questa ipotesi è destinata a far discutere chi, nella maggioranza, vorrebbe limitare il ruolo di manager esterni.
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Vertice in serata del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza e i ministri Roberto Gualtieri ed Enzo Amendola sul Recovery plan. Nella riunione, presente il sottosegretario Riccardo Fraccaro, si è discussa la struttura di governance del Piano di rilancio e resilienza ma il dibattito, viene spiegato, è stato interlocutorio e il confronto è ancora aperto, a partire dal ruolo ipotizzato per i sei manager che dovrebbero gestire i sei “cluster” in cui si divide il piano. Una decisione dovrà essere presa nei prossimi giorni, per poi tradurre la norma che regolerà la struttura di governance in un emendamento alla manovra. Ma è destinato a proseguire il dibattito in maggioranza sulla cabina di regia (l’ipotesi è affidarla a Chigi, Mef e Sviluppo economico) e sul ruolo delle figure tecniche chiamate a verificare l’esecuzione del piano.
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Covid: anestesisti Campania,De Luca offende chi rischia vita
Galano, catalizza ira cittadini causata da sistema in sofferenza
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NAPOLI
28 novembre 2020
14:35
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“Affermare pubblicamente e, con decisione, che esiste una ‘piccola percentuale di farabutti che cerca di non fare il suo dovere’, evitando i ricoveri in Terapia Intensiva, soprattutto in orario 20-08, per poter affrontare in modo più sereno la nottata, se riferita agli anestesisti-rianimatori, i principali Operatori delle Terapie Intensive, è assolutamente offensivo per una categoria di professionisti che sta rischiando la vita ogni giorno da molti mesi, per garantire l’adeguata assistenza sanitaria ai cittadini campani”. Lo afferma Giuseppe Galano, presidente campano della Aaroi-Emac (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica) in una lettera aperta al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, dopo le affermazioni del governatore nella sua diretta Facebook di ieri.
“Tali affermazioni – spiega Galano, che è anche a capo del 118 di Napoli – rischiano, inoltre, di essere fuorvianti per l’opinione pubblica, catalizzando, ingiustamente, le ire, le preoccupazioni e le insoddisfazioni di quest’ultima, spesso causate da un sistema in sofferenza, su professionisti che, invece, sacrificano, ogni giorno, se stessi e i propri affetti per adempiere al proprio dovere.
Non basta l’espressione ‘piccola percentuale’, per evitare che da eroi si finisca per essere dei ‘farabutti’ per i tanti cittadini che, loro malgrado troppo spesso, sono alla ricerca spasmodica di assistenza e per presunte inefficienze di sistema di un colpevole, anche in un evento epocale catastrofico come quello che stiamo vivendo per il Covid 19. Presidente, forse le sarà sfuggito che le chiamate della Centrale 118 vengono indirizzate ai referenti delle strutture Covid 19 che appartengono alle direzioni sanitarie, per cui le chiamate non vengono assolutamente intercettate dagli anestesisti rianimatori. Presidente De Luca, se crede che vi siano degli atteggiamenti ‘non professionali’ o addirittura delinquenziali, in un momento storico delicatissimo, metta in atto ogni possibile controllo per evidenziarlo e, ovviamente, arginarlo, punendo i responsabili così come la legge prevede”.
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Sardegna: Piano casa verso via libera,cade vincolo 300 metri
Solo nelle case e negli alberghi costruiti prima del 1989
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CAGLIARI
28 novembre 2020
15:58
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Incrementi volumetrici nella fascia protetta dei 300 metri dalla battigia nelle case e negli alberghi costruiti prima del 1989. E’ uno dei punti che più caratterizza il Piano casa della Giunta regionale della Sardegna, che dovrà essere approvato entro il 31 dicembre. Una mini legge urbanistica con 21 articoli e che resterà in vigore per tre anni, fino al 31 dicembre 2023, superando in questo modo l’incombenza periodica delle proroghe.
Il disegno di legge è già stato trasmesso al Cal, che avrà 15 giorni di tempo per fornire un parere comunque non vincolante.
Nel frattempo saranno ascoltati in commissione Urbanistica gli ordini professionali, le associazioni e l’Anci. Dopo il parere del Cal il ddl rientrerà nel parlamentino presieduto da Giuseppe Talanas per il via libera definitivo, a quel punto è previsto l’approdo in Aula, a metà dicembre circa.
Nelle seconde case oltre i 300 metri si potranno apportare incrementi volumetrici fino al 30% dell’esistente, sino al 20% in quelle entro la fascia a condizione che ricadano in aree costruite prima del 1989. Percentuali che aumentano nel caso degli alberghi: aumenti fino al 50% se si trovano oltre i 300 metri, fino al 25% se all’interno della fascia, sempre se costruiti prima del 1989. Nel disegno di legge che contiene disposizioni per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e in materia di governo del territorio, c’è spazio anche per una norma espressamente anti-Covid-19: viste le nuove regole sul distanziamento interpersonale, è consentito fino al 50% l’ampliamento delle zone comuni nelle strutture turistico-alberghiere come hall, sale convegni e spazi comuni.
Altri bonus riguardano le costruzioni in agro dove sarà sufficiente essere proprietari di un ettaro per costruire e non sarà necessario neanche essere agricoltori professionisti o coltivatori diretti. Basterà, invece, un terreno di soli mille metri quadri per costruire le scuderie destinate ai cavalli che partecipano alla Sartiglia di Oristano. In città, nei centri storici sono previsti incrementi volumetrici sino al 25% (fino a 90 metri cubi, 180 negli altri quartieri).
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Papa al Concistoro: ‘No a corruzione nella Chiesa, è andare fuori strada’
A cardinali, porpora è colore del sangue, non segno distinzione
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CITTÀ DEL VATICANO
28 novembre 2020
22:52
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“Cari Fratelli, tutti noi vogliamo bene a Gesù, tutti vogliamo seguirlo, ma dobbiamo essere sempre vigilanti per rimanere ‘sulla sua strada’. Perché con i piedi, con il corpo possiamo essere con Lui, ma il nostro cuore può essere lontano, e portarci ‘fuori strada’. Pensiamo a tanti generi di corruzione nella vita sacerdotale. Così, ad esempio, il rosso porpora dell’abito cardinalizio, che è il colore del sangue, può diventare, per lo spirito mondano, quello di una eminente distinzione. E tu non sarai più il pastore, vicino al popolo: sentirai solo di essere un’eminenza. Quando tu sentirai quello, sentirai di essere fuori strada”. E’ il passo centrale dell’omelia di papa Francesco nel Concistoro in cui questo pomeriggio, nella Basilica di San Pietro, crea 13 nuovi cardinali, di cui nove ‘elettori’ in caso di Conclave.
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Recovery: riunione di Conte con i capi delegazione
Presenti i ministri Roberto Gualtieri ed Enzo Amendola. All’incontro partecipa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro
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28 novembre 2020
19:55
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E’ in corso il vertice di governo sul Recovery plan del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza e i ministri Roberto Gualtieri ed Enzo Amendola. All’incontro partecipa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro.
Dell’evolversi di questa notizia, ho scritto sopra.
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Dl sicurezza: Salvini, faccio appello a Mattarella
Rimpasto: ‘Sanno di non avere una squadra all’altezza’
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29 novembre 2020
10:52
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“Chiamerò il Presidente della Repubblica per chiedergli se è normale che tutta la prossima settimana la Camera sia bloccata dai decreti sicurezza da cancellare: non mi sembra che riaprire ora i porti sia l’urgenza del Paese”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, a “Il caffè della domenica” su Radio24.
“Il dibattito sul Mes – ha detto in un’altro passaggio dell’intervista – non interessa nessuno. Conte dice che non serve, i 5 stelle lo stesso e pezzi di Pd anche: a chi serve? Il mio problema è garantire un natale sereno agli italiani non litigare con tizio o caio su un trattato che non interessa a nessuno in Europa”.
E ancora: “Il rimpasto? Evidentemente la maggioranza si rende conto di non avere una squadra all’altezza, che non è in grado di gestire l’emergenza. Immagino sia per questo che pensano a cambiare la squadra. Ma spero che non sia il dibattito delle prossime settimana perché’ io vorrei parlare invece di soldi e di salute”.
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Arriva decreto cashback, avvio legato a convenzioni Mef
‘Tetto’ 15 euro su singola operazione.Previsto anche superpremio
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28 novembre 2020
19:08
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Arriva il decreto che fissa i meccanismi del cashback, l’operazione attraverso la quale chi effettuerà pagamenti con la carta di credito o il bancomat vedrà riconosciuto una sorta di ‘regalo-rimborso’ del 10%. Il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Per l’avvio della fase sperimentale, che secondo fonti di governo dovrebbe avvenire l’8 di dicembre, sarà necessario attendere la data del Mef vincolata ad alcune convenzioni con la Consap e la società PagoPa. La fase sperimentale, che si chiude il 31 dicembre, prevede che il ‘ritorno’ del 10% scatti dopo 10 pagamenti effettuati con una carta e fissa comunque un limite massimo di rimborso di 15 euro per singola operazione (anche se superiore ai 150 euro).
Previsto anche una sorta su ‘super-rimborso’ da 1.500 euro ai 100mila acquirenti che avranno utilizzato di più la carta.
Il rimborso della prima fase sperimentale sarà erogato – stabilisce il decreto – entro febbraio e toccherà “esclusivamente gli aderenti che abbiano effettuato un numero minimo di 10 transazioni regolate con strumenti di pagamento elettronici”. In questo caso il rimborso è pari al 10 per cento e si fermerà a 15 euro per le operazioni di acquisto superiori ai 150 euro. E’ previsto, in questo caso, anche un ‘tetto’ complessivo del valore degli acquisti a 1.500 euro. In pratica in totale si potrà ottenere fino a 150 euro.
Le norme a regime partiranno invece dal primo gennaio e prevedono l’anno suddiviso in semestri (1° gennaio 2021 – 30 giugno 2021; 1° luglio 2021 – 31 dicembre 2021; 1° gennaio 2022 – 30 giugno 2022) nei quali i meccanismi di rimborso rimangono immutati e anche i ‘tetti’ complessivi, anche se vengono chieste almeno 50 operazioni effettuati con la carta. Il rimborso avverrà nei due mesi successivi alla scadenza: in pratica ad agosto 2021, febbraio e agosto 2022).
Il ‘cashback’ sarà versato direttamente sul ‘codice Iban’, che sarà indicato dall’acquirente. E’ infatti previsto che il cittadino che vuole aderire a questa possibilità, debba registrarsi nell’APP IO, appositamente predisposta, nella quale dovrà inserire il proprio codice fiscale e gli estremi identificativi di uno o più strumenti di pagamento elettronico dei quali intende avvalersi per effettuare gli acquisti. Tra le regole è previsto che non valgono gli acquisti effettuati fuori dall’attività di impresa, arte o professione.
Per la raccolta dei dati e la gestione del servizio sono poi previste due convenzioni tra il ministero dell’Economia, da una parte, e la società Pago Pa e la Consap dall’altra.
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Bozza Dl Ristori Quater, rinvii fisco e altri aiuti
Contributi ai lavoratori del turismo e dello sport
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28 novembre 2020
16:18
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Stop alle ganasce del fisco e anche alle altre procedure esecutive se il contribuente presenterà o ha presentato una domanda per chiedere una dilazione dei propri ‘debiti fiscali’ per comprovate difficoltà economiche a pagare. Il blocco della possibilità per il fisco di attivare queste procedure – dal pignoramento al fermo amministrativo – non riguarderà le procedure già attivate ma scatterà subito dopo la presentazione della domanda che il contribuente farà per ottenere la dilazione. Lo prevede uno degli articoli inseriti nella prima bozza del dl Ristori Quater che. La norma prevede che alla presentazione della domanda si blocchino anche i termini di prescrizione e decadenza.
Il rinvio delle scadenze fiscali del 30 novembre e anche nuovi aiuti una tantum per i lavoratori stagionali del turismo, dello spettacolo e per i lavoratori impiegati nel settore dello sport: sono i contenuti di una ‘prima bozza’ del decreto ‘Ristori Quater” che in 27 articoli prevede anche aiuti per il settore delle fiere e congressi, il differimento delle elezioni per gli organismi di rappresentanza sindacale, il rinvio di alcune scadenze del federalismo fiscale, la facoltà di estensione della durata dei fondi immobiliari quotati e fondi per le forze di polizia, i vigili del fuoco e per l’emersione del lavoro irregolare.
Un’ulteriore indennità di 1.000 euro in favore dei lavoratori del settore turistico, dello spettacolo e delle terme che hanno cessato il loro rapporti di lavoro dallo scorso primo gennaio e che non siano titolari di pensione, o abbiano un altro lavoro dipendente e non percepiscano la Naspi. E’ una delle misure previste dalla bozza del decreto Ristori Quater. La stessa bozza di decreto prevede anche un’indennità pari a 800 euro in favore dei lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso le società e associazioni sportive dilettantistiche, non che’ del Coni e del Comitato italiano paralimpico.
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Manovra: emendamento maggioranza, superbonus fino a 2023
La proposta è firmata da una settantina di parlamentari di Pd, M5s, Iv e Leu
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28 novembre 2020
21:55
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Torna in campo la proroga dei bonus al 110% e spunta una richiesta di patrimoniale. Ci sono anche proposte per prolungare l’ecobonus sull’acquisto delle auto. Nel passaggio in Parlamento, i partiti di maggioranza mirano ad aggiungere tasselli significativi alla Manovra. Poi c’è l’altro provvedimento, il Dl Ristori Quater, che sarà varato dal governo nelle prossime ore. Una prima bozza prevede una serie di rinvii delle tasse e uno stop alle ganasce del fisco per chi sia in difficoltà economiche. Le modifiche effettive alla Manovra saranno il frutto degli emendamenti che verranno approvati nelle prossime settimane in commissione Bilancio della Camera. La richiesta di una proroga al dicembre 2023 dei superbonus, cioè delle detrazioni fiscali al 110% per interventi di miglioramento energetico e sismico degli immobili, è firmata da una settantina di deputati di tutte le forze di maggioranza: M5s, Pd, Iv e Leu. Malgrado questo, il suo passaggio in Parlamento non sarà indolore.
“La misura è appena partita – ha spiegato la presidente della commissione Attività produttive della Camera, Marina Nardi (Pd) – ma rischia di subire altri stop a causa del covid. Per questo la proroga è necessaria. C’è una situazione che rende difficile la partenza reale dell’intervento, che può far ripartire l’economia e guidare l’Italia verso la transizione green”. L’emendamento è firmato da una settantina di parlamentari di Pd, M5s, Iv e Leu.
Intanto è stato pubblicato il decreto sul cashbask che partirà l’8 dicembre.
Il Pd ha presentato un emendamento alla Manovra in tema di automotive. L’obiettivo è prorogare gli incentivi già in vigore sia per l’acquisto di auto elettriche e ibride sia per quello di auto a benzina e gasolio di ultima generazione. E’ quanto si apprende da fonti di maggioranza. La richiesta di modifica è accompagnata da incentivi alla rottamazione dei vecchi modelli.
Cancellare l’Imu e l’imposta di bollo sui conti correnti bancari e sui conti di deposito titoli per sostituirle con un’imposta progressiva “sui grandi patrimoni la cui base imponibile è costituita da una ricchezza netta superiore a 500.000 euro, derivante dalla somma delle attività mobiliari ed immobiliari al netto delle passività finanziarie, posseduta ovvero detenuta sia in Italia che all’estero”. E’ quanto chiede un emendamento alla manovra firmato da un gruppo di deputati Leu e Pd. La proposta, anticipata su ‘Il Fatto Quotidiano’, è presentata da una decina di deputati: primo firmatario Nicola Fratoianni (Leu) seguito da Matteo Orfini (Pd). Sono previste imposte progressive, che partono dallo 0,2% “per una base imponibile di valore compreso tra 500.000 euro e 1 milione di euro” per arrivare al 2% oltre i 50 milioni di euro. Per il 2021 è prevista un’aliquota del 3% per patrimoni superiori al miliardo di euro.
L’accisa sui ‘tabacchi da inalazione senza combustione’ venga alzata dall’attuale 25% al 50% “dell’accisa gravante sull’equivalente quantitativo di sigarette”. E’ quanto chiede un emendamento alla Manovra presentato da Italia Viva, primo firmatario Ettore Rosato. L’emendamento prevede che il gettito in più vada ad alimentare un “Fondo straordinario per il sostegno degli Irccs” (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) da istituire presso il ministero della Salute.
Sono 7 mila gli emendamenti presentati in commissione Bilancio, alla Manovra. Per la maggioranza, il gruppo che ne ha presentati di più è il M5s, oltre mille. Il Pd 803, Iv 668 e Leu 179. Per l’opposizione oltre 1200 sia Forza Italia sia la Lega, oltre 900 Fdi.
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Coronavirus: folla in centro a Torino. Da oggi Lombardia, Piemonte e Calabria arancioni
Dall’arancione al giallo passano invece Liguria e Sicilia
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29 novembre 2020
12:06
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Il Piemonte passa dalla zona rossa a quella arancione e le strade di Torino si affollano, con veri e propri assembramenti. È bastato che i negozi rialzassero le serrande per vedere le vie del centro cittadino piene di gente e lunghe code sui marciapiedi, senza rispetto del distanziamento. In via Lagrange molti clienti anche davanti ai bar per le consumazioni da asporto come non avveniva nelle scorse settimane. “Per noi è puro ossigeno” dicono i gestori di un negozio di abbigliamento in una traversa della centralissima via Roma. Tanti commercianti hanno riaperto con sconti e promozioni prolungando così il ‘Black Friday’ e attirando i clienti. “Approfitto degli sconti anche per gli acquisti di Natale, non si sa mai che richiudano tutto” spiega una signora in fila per entrare da ‘Kasanova’. “Questa mattina c’era gente già fuori ancora prima dell’apertura e nella prima mezz’ora abbiamo battuto molti scontrini e riempito buste”, confermano da ‘Zara’ in via Roma.
Da oggi la regione insieme a Lombardia e la Calabria lascia la zona rossa di massime restrizioni anti-Covid. Dall’arancione al giallo passano invece Liguria e Sicilia, sempre per effetto dell’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, visti i dati del monitoraggio settimanale analizzati dalla Cabina di regia.
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L’Italia cambia insomma di nuovo colore e con esso il grado di limitazioni dei cittadini e delle attività economiche nei diversi territori. Restano rosse Valle d’Aosta, Provincia autonoma di Bolzano, Toscana, Abruzzo e Campania; arancioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Basilicata e Puglia; gialle Veneto, Provincia autonoma di Trento, Lazio, Molise e Sardegna.
Le decisioni sono effetto di un indice di trasmissibilità del virus (Rt) appena sopra la soglia di sicurezza di 1, ma con valori medi tra 1 e 1,25 nella maggior parte delle Regioni e Province autonome (nella settimana 4-17 novembre, calcolato su casi sintomatici).
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Ecco cosa prevedono le tre fasce regionali
Cosa si può o non si può fare
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29 novembre 202009:00
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La nuova ordinanza del Ministro della Salute Roberto Speranza porta a 5 le Regioni Rosse, 9 le regioni arancioni e 7 le regioni gialle.
Ecco in sintesi cosa si puo’ o non si puo’ fare nelle diverse fasce.
– ZONA ROSSA: vengono applicate le misure piu’ restrittive previste dal Dpcm. L’uscita di casa va motivata, sono chiusi bar, ristoranti, negozi, la Dad e’ prevista dalla seconda media in poi.
E’ vietato spostarsi da un Comune all’altro, nonche’ uscire od entrare nella Regione. Torna l’autocertificazione anche per gli spostamenti all’interno di una citta’.
– ZONA ARANCIONE: I ristoranti e bar restano chiusi per tutta la giornata. I negozi restano aperti. La Dad e’ prevista solo alle superiori. La circolazione all’interno di un Comune e’ permessa ma non lo e’ abbandonare il proprio Comune di residenza, domicilio o abitazione. E’ vietato entrare o uscire dalla Regione.
– ZONA GIALLA: vigono le misure restrittive piu’ “morbide” previste dal Dpcm. I ristoranti e i bar sono aperti fino alle 18, i negozi restano aperti fino a orario di chiusura. I centri commerciali sono chiusi nei weekend. E’ possibile spostarsi all’interno della Regione e da una Regione gialla all’altra.
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Scuola: servono 2,8mld per tempo pieno per tutti, studio
Tuttoscuola, a elementari ne usufruiscono il 37,8% dei bambini
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29 novembre 2020
10:40
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Garantire il tempo pieno a scuola su tutto il territorio nazionale, costerebbe 2,8 miliardi di euro l’anno e richiederebbe 50 mila nuovi posti di lavoro. Oltre a un miliardo di euro di investimento iniziale per approntare i locali di mensa e laboratori.
I calcoli li fa la rivista specializzata Tuttoscuola la quale ricorda che finora quella del tempo pieno è stata una marcia continua, lunga ma anche lenta e che praticamente l’incremento è stato mediamente di un punto percentuale all’anno. Nel 2008-09 le regioni del Sud registravano il 9,8% di classi organizzate a tempo pieno; nel 2019-20 la percentuale è stata del 20%. Su quel territorio dovrebbe, quindi, concentrarsi il maggior sforzo del progetto di generalizzazione.
Nonostante la flessione demografica che sta investendo anche la scuola primaria, il numero di alunni che scelgono il tempo pieno tende ad aumentare. Infatti, mentre dal 2018-19 al 2019-20 il numero complessivo di alunni è diminuito di oltre 53mila unità, quelli iscritti al tempo pieno sono invece aumentati di oltre 16 mila unità.
Attualmente, in base ai dati 2019/20 del Ministero dell’Istruzione, frequentano il tempo pieno nella scuola primaria 923.196 alunni, il 37,8% dei 2.443.889 iscritti.
Conseguentemente non frequenta il tempo pieno il 62,2% di alunni, cioè 1.520.693 di ragazzi.
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Acquaroli negativo al covid
Presidente Regione Marche ‘resto comunque in isolamento’
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ANCONA
29 novembre 2020
12:06
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“Il risultato del tampone è negativo. Questo non significa nulla per me, poiché devo aspettare il tempo necessario sperando di non diventare positivo e resterò in isolamento”: A comunicarlo è il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, attraverso la propria pagina facebook. “Tutti coloro che sono venuti in contatto con me nella scorsa settimana possono ritenersi tranquilli” aggiunge. Il governatore si era sottoposto al test dopo la positività al covid della moglie, come aveva comunicato lui stesso qualche giorno fa.
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A scuola il 7 gennaio, si tratta sui viaggi di Natale
Si valuta di ridurre la didattica a distanza alle superiori da dicembre
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29 novembre 2020
09:24
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La parola d’ordine è massima cautela. E così, mentre si ragiona sul nodo dei viaggi di Natale, tramonta l’ipotesi di un ritorno tra i banchi a dicembre, caldeggiato dalla ministra Lucia Azzolina: il governo è orientato verso una riapertura delle aule il 7 gennaio, a festività concluse, accogliendo così le istanze dei presidenti di Regione. E in serata è emersa l’ipotesi che potrebbe avviarsi una riduzione graduale della didattica a distanza per le superiori già da dicembre, forse dal 14. Un’ipotesi su cui si starebbe discutendo nel governo e che sarebbe caldeggiata in particolare da M5s e Iv. L’orientamento prevalente è riportare tutti in classe, nelle zone gialle, non prima del 7 gennaio. Ma nelle aree a più basso contagio, dove ad oggi per le superiori c’è didattica a distanza al 100%, i liceali potrebbero gradualmente rientrare a scuola già dalla metà di dicembre, magari riducendo la percentuale della Dad. Il confronto è aperto in vista del varo del nuovo dpcm: tutte le scelte, viene sottolineato, sia quelle su dicembre che quelle su gennaio, dipenderanno dai dati del contagio.
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Resta poi ancora la questione degli spostamenti tra le Regioni, col rientro a casa per Natale, il principale nodo che il governo deve sciogliere in vista del prossimo Dpcm. Una questione non da poco anche perchè l’esecutivo, considerando il raffreddamento della curva dei contagi, si attende un’Italia quasi tutta gialla per metà dicembre, il che vorrebbe dire -stando alle attuali regole- libertà di spostamento: una mobilità che potrebbe fare da moltiplicatore ai contagi un po’ come successe per Ferragosto. “La curva si è raffreddata e nei prossimi giorni si andrà sotto l’1, per metà dicembre è probabile che tutta Italia sia gialla – è il ragionamento di un’alta fonte di governo- ma non possiamo riaprire a Natale e Capodanno con il rischio di dover richiudere di nuovo a febbraio a causa di una terza ondata”.
Insomma l’obiettivo potrebbe essere un nuovo Dpcm nei prossimi giorni con regole omogenee per tutto il Paese dal 4 dicembre in poi e una sorta di ‘giallo rafforzato’ per contemperare le esigenze sanitarie e quelle economiche. La dicotomia di sempre. Assodato che non ci sarà alcun ‘liberi tutti’ per le feste nè tantomeno vacanze sulla neve, si tratta nella maggioranza e nell’interlocuzione con gli esperti sugli spostamenti tra regioni per raggiungere i propri cari.
Da stabilire ancora limiti e deroghe; un’ipotesi è di permettere il ritorno alla residenza e il ricongiungimento con genitori anziani (con autocertificazione). E’ quest’ultima dei ritorni a casa per il Natale una delle questioni che stanno più a cuore agli italiani, che di fronte ancora a centinaia di morti al giorno – numeri che a volte sembrano rimossi – e decine di migliaia di tamponi positivi, vedranno vietate le tavolate fuori casa il 25 e a Santo Stefano. Il governo non stabilirà un numero massimo di commensali tra le mura domestiche, ma darà raccomandazioni. “Limitare al massimo anche nelle proprie abitazioni il numero di persone che si ritrovano”, ha prescritto il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss) Silvio Brusaferro.
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Von der Leyen, solo con riforme giuste Italia ripartirà
Accelerare sistema giudiziario e pubblica amministrazione
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28 novembre 2020
14:42
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“Le riforme sono le basi per la ripresa. Solo con le giuste riforme l’Italia può garantire che NextGenerationEU risponda alle aspettative dei suoi cittadini.
Penso, ad esempio, a riforme volte ad accelerare il sistema giudiziario e la pubblica amministrazione, aspetto essenziale per attrarre investimenti e infondere fiducia al settore pubblico”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento all’Università Bocconi.
“Ma anche, aspetto ancora più importante – ha proseguito – garantire ai giovani italiani l’opportunità di trovare un lavoro gratificante.
“Next generation Eu (il Recovery fund) porterà un’ondata senza precedenti di investimenti pubblici per l’economia italiana, ma questo solo se l’Italia entra in gioco, con volontà nell’apportare riforme e un approccio strategico negli investimenti”, ha aggiunto. VAI ALL’ECONOMIA VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTE VAI ALLA TECNOLOGIA
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