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ALLE 09:42 DI GIOVEDì 18 MARZO 2021

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Fratoianni,’Consiglio Stato caccia sovranisti da Trisulti’
Zingaretti, restituiremo bene ai cittadini
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ROMA
15 marzo 2021
17:18
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“Il Consiglio di Stato ha deciso. Il seguace di Bannon deve lasciare la splendida abbazia di Trisulti, che non diventerà a questo punto la scuola dei sovranisti de noaltri, che ora al massimo potranno andare in qualche resort di Trump”.
Lo annuncia il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, che in questi anni ha supportato, con interrogazioni parlamentari e partecipando alle varie marce, la protesta delle comunità locali contro la decisione di affidare ad un’associazione legata a Bannon l’Abbazia di Trisulti in provincia di Frosinone. Zingaretti: “Collaboreremo con il Ministro Franceschini per restituire ai cittadini questo luogo meraviglioso, che vogliamo diventi uno dei simboli della rinascita italiana”.   POLITICA

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‘Ndrangheta: armi, condannato a Torino ex di Prima Linea
Due anni e 5 mesi, arsenale mai ritrovato
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TORINO
15 marzo 2021
18:00
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Due anni e 5 mesi di carcere è la condanna che la Corte di Appello di Torino ha inflitto a Francesco D’Onofrio, un ex militante di prima linea, nonchè sospettato di far parte della Ndrangheta calabrese, che in questa occasione era processato per armi. L’accusa gli contestava il possesso, nel 2007, di un vero e proprio arsenale comprendente anche dei kalashnikov.
Il materiale però non è mai stato trovato.
In primo grado, nel 2017, a D’Onofrio erano stati inflitti 4 anni e 2 mesi. La Corte ha dichiarato prescritto il capo d’accusa che si riferiva a sei ordigni artigianali. Del presunto arsenale avevano parlato alcune persone intercettate al telefono nell’ambito di un indagine sulla ‘ndrangheta. Un accenno si trova anche in un’inchiesta della procura di Milano, svolta nel 2007, sulle Nuove Brigate Rosse. D’Onofrio però ha sempre respinto ogni accusa. Di recente l’uomo è stato condannato in via definitiva a 6 anni per ‘ndrangheta. Mentre andava a consegnarsi nel carcere delle Vallette è stato preso in consegna dalle forze dell’ordine. Oggi ha seguito il processo in videoconferenza.
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Covid: calo netto positivi,ma -95 mila test. Aumentano morti
15 mila casi e 354 vittime. Tasso sale all’8,5%, +820 ricoverati
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15 marzo 2021
18:33
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Sono appena 15.267 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 21.315, oltre 6 mila in più, ma i tamponi e test antigenici sono calati di quasi 95 mila unità.
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Le vittime sono invece aumentate di quasi 100 unità in 24 ore: sono 354, ieri erano state 264.
Sono stati effettuati per la precisione 179.015 test per il coronavirus, ieri erano stati 273.966. Un netto calo abituale la domenica.
Il tasso di positività (rapporto positivi/test) odierno è dell’8,5%%, ieri era stato del 7,8%, quindi oggi in aumento dello 0,7%.
Sono 243 gli ingressi in terapia intensiva per il Covid-19 nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Il saldo giornaliero tra ingressi e uscite è di 75 pazienti in più, portando il totale a 3.157. Nei reparti ordinari (pneumatologia e malattie infettive) sono invece aumentati i pazienti di 820 unità rispetto a ieri, portando il totale a 25.338. I casi da inizio epidemia in Italia sono 3.238.394, i morti 102.499.
Gli attualmente positivi calano invece di 909 unità, il totale è ora 530.357. I guariti e dimessi sono 2.605.538 (+15.807 rispetto a ieri). In isolamento domiciliare ci sono 501.862 persone (-1804 rispetto a ieri).
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Uccide moglie e suocera e fugge, ricercato nel Tarantino
I carabinieri ora sono sulle tracce dell’uomo
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TARANTO
15 marzo 2021
19:37
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Duplice omicidio questo pomeriggio a Massafra, nel Tarantino. A quanto si è appreso, un uomo di 61 anni ha ucciso la moglie 65enne e la suocera di 91 anni in un appartamento di via Leonardo Da Vinci, e poi è fuggito con la sua auto.
Sul posto i carabinieri della locale Compagnia e del comando provinciale di Taranto.
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Ordinanza Figliuolo, vaccini residui a soggetti disponibili
‘Per ottimizzare l’impiego evitando gli sprechi’
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15 marzo 2021
21:49
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Il Commissario per l’emergenza Covid, generale Francesco Paolo Figliuolo, ha firmato l’ordinanza con cui dispone che “in sede di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione da SARS-CoV-2 richiamato in premessa, le dosi di vaccino eventualmente residue a fine giornata, qualora non conservabili, siano eccezionalmente somministrate, per ottimizzarne l’impiego evitando sprechi, in favore di soggetti comunque disponibili al momento, secondo l’ordine di priorità individuato dal menzionato Piano nazionale e successive raccomandazioni”.
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Muore vigile urbano,poche ore prima inoculato vaccino Pfizer
A Vibonati (Salerno).Procura Lagonegro dispone sequestro salma
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SALERNO
16 marzo 2021
00:55
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La Procura di Lagonegro (Potenza) ha disposto il sequestro della salma di un vigile urbano 62enne, di Vibonati (Salerno); l’uomo intorno alle 20.30 ha avuto un malore che ne ha provocato la morte improvvisa. Poche ore prima nell’ospedale di Sapri gli era stata iniettata una dose di Pfizer, il vaccino anti-Covid.
Al momento non è possibile appurare una correlazione tra il decesso e la somministrazione del siero. “Siamo molto dispiaciuti per quanto accaduto, non è dimostrabile una relazione causale con la somministrazione del vaccino – dice Rocco Calabrese, direttore sanitario dell’ospedale di Sapri – tra l’altro risulta che il paziente fosse affetto da patologie pregresse di natura metabolica e cardiocircolatoria. Inoltre per il 62enne così come previsto dalle linee guida in ambito vaccinale, a vaccinazione eseguita, sono stati rispettati i 15 minuti di osservazione, nell’arco dei quali lo stesso non ha lamentato nessun disturbo”.
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Mafia: estorsioni a imprese e artisti,22 arresti Gdf Catania
Inchiesta ‘Sipario’ della Dda, 34 indagati. Sequestro 5 mln beni
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CATANIA
16 marzo 2021
07:00
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Militari della guardia di finanza di Catania stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 22 persone nell’ambito di un’inchiesta antimafia della Dda della Procura etnea contro il clan ‘Cappello-Carateddi’ in cui sono vittime imprenditori ed artisti. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione mafiosa, corruzione, falso in atto pubblico, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta, riciclaggio, autoriciclaggio, corruzione elettorale, estorsioni ed intralcio alla giustizia.
Per quest’ultime due accuse è contestata anche l’aggravante di avare favorito la mafia. Complessivamente sono 34 le persone indagate. Nell’ambito dell’operazione denominata ‘Sipario’, che vede impegnati 70 militari delle Fiamme gialle, basata su indagini del nucleo di Polizia economico finanzaria (Pef) della guardia di finanza di Catania, sono state sequestrate quote sociali e patrimoni di tre società del capoluogo etneo operanti nel settore dei bar e della ristorazione, per un valore complessivo stimato in circa 5 milioni di euro.
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Terzo Valico: in 30 a giudizio, Salini, i Monorchio, Incalza
Per turbativa d’asta e corruzione in gare. Rischio prescrizione
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GENOVA
16 marzo 2021
09:43
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Molte gare per il Terzo Valico ferroviario, in particolare quelle per i tunnel tra Liguria e Piemonte, sarebbero state truccate “costantemente”. Per questo il gup di Genova ha rinviato a giudizio oltre 30 persone.
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Tra questi Pietro Salini, Ad di WeBuild (accusato di turbativa d’asta); Giandomenico Monorchio (turbativa d’asta e corruzione), imprenditore e figlio dell’ex ragioniere generale dello Stato Andrea (quest’ultimo inquisito per turbativa d’asta, avrebbe fatto da sponsor al figlio); Ettore Incalza (turbativa d’asta), storico ‘grand commìs’ delle maxi-opere, che si sarebbe speso per Monorchio.
Tra gli altri imprenditori figurano Stefano Perotti e Duccio Astaldi. L’iter giudiziario sul Terzo Valico (alta velocità ferroviaria Genova-Milano) potrebbe tuttavia infrangersi contro lo scoglio della prescrizione, che per la stragrande maggioranza delle contestazioni scatterà entro la metà dell’anno prossimo.
Nel mirino della procura era finito il sistema con cui venivano smistati gli appalti da parte del general contractor individuato dallo Stato per la realizzazione dell’opera (53 km di cui 37 sotterranei, valore superiore ai 6 miliardi). Tutto ruota intorno al Cociv, consorzio formato in origine da Salini-Impregilo, Società condotte d’acqua e Civ, il general contractor, che ha gestito un fiume di denaro pubblico. A inguaiare Salini è in particolare una telefonata con l’ex presidente Cociv Michele Longo (anch’egli rinviato a giudizio).
Il primo chiedeva di escludere il cugino Claudio, che aveva lasciato nel 2005 l’azienda di famiglia per crearne una autonoma ed è poi morto in un incidente stradale, e il secondo lo rassicurava. Salini ha rimarcato che “in tutte le conversazioni contestate si fa riferimento ad appalti ormai non modificabili: ci sarà modo di dimostrare la buona fede durante il processo”.
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GdF Pordenone scopre bancarotta milionaria, sei denunce
Rilevate violazioni anche alla normativa antiriciclaggio
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PORDENONE
16 marzo 2021
10:25
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La Guardia di Finanza di Pordenone ha denunciato sei persone per una bancarotta milionaria e reati fiscali nel settore dell’edilizia, rilevando anche numerose violazioni alla normativa antiriciclaggio.
Sono state accertate distrazioni per 1,9 milioni di euro e imposte evase per 800 mila euro, importo per il quale è stato disposto il sequestro per equivalente.
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Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria ha scoperto che i quattro amministratori di una società dichiarata fallita nel 2018, succedutisi nel tempo, e altri due soggetti, che gestivano de facto la società, avevano determinato un aggravio del dissesto, pari a circa 3 milioni di euro, compiendo operazioni di grave imprudenza per ritardare il fallimento della società, astenendosi dal chiederne il fallimento con grave colpa, oltre ad aver tenuto, durante i tre anni antecedenti, i libri e le altre scritture contabili prescritte dalla legge in maniera irregolare e incompleta.
Nel corso delle indagini sono stati, altresì, rilevati diversi trasferimenti di denaro contante, tra soggetti privati, oltre la soglia massima stabilita dalla normativa antiriciclaggio, per complessivi 44 mila euro.
Uno degli amministratori della società è stato denunciato in quanto, a seguito di una condanna emessa nel 2015 dalla Corte di Appello di Venezia per fattispecie simili, era stato sanzionato con la pena accessoria, della durata di 10 anni, dell’inabilitazione dall’esercizio di una impresa commerciale e dell’incapacità di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa, prescrizione del tutto ignorata avendo nuovamente avviato la “gestione”, con le medesime illecite modalità, dell’azienda pordenonese.
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Uccide moglie e suocera, l’assassino si è suicidato
Debiti alla base delle discussioni in famiglia
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TARANTO
16 marzo 2021
10:26
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Si è ucciso, impiccandosi a un albero di ulivo con un cavo di acciaio, il 61enne Antonio Granata che ieri pomeriggio a Massafra (Taranto) ha ucciso moglie e suocera colpendole al volto e alla gola con un coltello o un arnese da lavoro. A ritrovare il cadavere, questa mattina nelle campagne di Palagiano, nel Tarantino, sono stati i carabinieri.
Era vicino a un terreno di famiglia.
Era stato lo stesso 61enne ieri a chiamare i carabinieri dopo aver commesso il duplice omicidio, confessando l’accaduto e annunciando l’intenzione di volersi togliere la vita.
L’uomo svolgeva lavori di potatura di alberi e piante e non aveva precedenti penali. Già nel lasciare l’abitazione Granata, a quanto si è appreso, aveva compiuto gesti autolesionistici ed alcuni conoscenti avevano provato invano a fermarlo. Si era poi allontanato con la sua auto, una Seat Ibiza, ed aveva fatto perdere le tracce. I carabinieri, dopo averlo cercato in tutta la zona, tra campagne, gravine e dirupi, lo hanno trovato privo di vita nel vicino comune di Palagiano. Secondo le prime indagini, alla base delle discussioni in famiglia c’era una questione di debiti di alcuni parenti.
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Truffa, sequestrati traggetti e beni per 64 milioni di euro
Operazione della Guardia di finanza di Cagliari
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CAGLIARI
16 marzo 2021
10:49
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Beni per oltre 64mln di euro, compresi due traghetti, sono stati sequestrati dalla Gdf a due imprenditori e due società, la Delcomar e la Delcoservizi, operanti nel settore della navigazione e noleggio di mezzi per il trasporto marittimo. I reati ipotizzati sono concorso in truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, turbativa d’asta, frode nelle pubbliche forniture, falso in atto pubblico e attentati alla sicurezza dei trasporti.
Il sequestro preventivo, richiesto dal Gip di Cagliari, è scattato a Cagliari, Portoscuso, Calasetta, La Maddalena, Porto Torres, Sassari, Palermo, Reggio Calabria e Augusta.
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Mafia: voti e soldi,arrestati militare Gdf e 3 vigili urbani
Inchiesta ‘Sipario’ Dda di Catania su clan Cappello-Careteddi
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CATANIA
16 marzo 2021
11:08
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Ci sono anche un sottufficiale della guardia di finanza, in servizio nella compagnia di Augusta (Siracusa), che è anche vice presidente della Sesta Circoscrizione del Comune di Catania e tre agenti di polizia municipale dello stesso Ente locale tra i destinatari dell’ordinanza ‘Sipario’ eseguita dalla Guardia di finanza di Catania. Il vicebrigadiere Mauro Massari, arrestato e condotto in carcere da suoi colleghi, è accusato di avere “stretto un patto elettorale” con Orazio Buda, esponente di spicco del clan Cappello-Carateddi che lo avrebbe sostenuto nelle elezioni amministrative del 2018 a Catania in cui con oltre 965 preferenze risultò eletto nella Circoscrizione dei rioni Librino, San Giorgio, San Giuseppe La Rena, Zia Lisa e Villaggio Sant’Agata.
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In cambio, è l’ipotesi della Dda della Procura di Catania, Massari, “attraverso il reiterato abuso della propria qualità e dei poteri connessi alla funzione esercitata” prometteva “di soddisfare la pressante richiesta del Buda” di “ottenere, in favore di una società a quest’ultimo gradita, un subappalto da 6 mln di euro al Porto di Augusta per la demolizione di una piattaforma ferrosa”. E, secondo accertamenti del nucleo Pef-Gico della guardia di finanza di Catania, sempre su richiesta di Buda, anche lui destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, “prometteva di danneggiare un piccolo imprenditore attraverso l’utilizzo dei poteri connessi alla funzione esercitata”. Le indagini del nucleo di Polizia economico finanziario (Pef) della Guardia di finanza di Catania hanno fatto emergere che tre vigili urbani avrebbero redatto “false relazioni di servizio” sulla “sussistenza dei requisiti richiesti dalla normativa di settore” per “garantire l’assegnazione di alloggi popolari da parte dell’Iacp in favore di stretti congiunti di Buda”. I tre agenti della polizia municipale, posti agli arresti domiciliari, sono Francesco Campisi, che avrebbe agito da intermediario, e i suoi colleghi Giuseppe Longhitano e Attilio Topazio.
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25 aprile: appello Anpi, Liberazione stimolo alla speranza
Presto sarà inaugurato anche il video-Memoriale della Resistenza
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16 marzo 2021
11:47
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In vista del 25 aprile, l’Anpi lancia un appello alle amministrazioni comunali, dirigenti scolastici e media affinché “ognuno nel proprio ambito e nel proprio senso di responsabilità, contribuisca attivamente alla celebrazione di questo momento di unità nazionale intorno ai valori e ai principi dell’antifascismo fondativi della Repubblica e della Costituzione”. “Il 25 aprile – si legge in una nota – può e deve costituire ancora uno stimolo alla speranza, alla vitalità delle idee, alla partecipazione, un battito generalizzato, insomma, del cuore della memoria, foriera di buona aria di liberazione”.
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“Nel pieno rispetto delle normative anticovid, tutta l’Anpi – continua il comunicato – sarà impegnata a costruire iniziative nei territori – e sui social – e a collaborare con tutti i soggetti istituzionali, e non, per avviare percorsi di celebrazione di una Festa della Liberazione degna di questo nome e del suo straordinario significato”. E, proprio con l’approssimarsi della Festa, l’Anpi annuncia anche che prima del 25 aprile sarà ufficialmente inaugurato il Memoriale della Resistenza italiana, promosso col contributo dello SPI-CGIL, e curato da Gad Lerner e Laura Gnocchi, che già oggi ha raccolto 500 video-testimonianze di partigiane e partigiani e che sarà messo su una piattaforma online a disposizione di tutta la cittadinanza. “Un lavoro lungo e intenso – conclude la nota – con cui intendiamo esprimere a quelle donne e a quegli uomini la nostra riconoscenza e per fornire al pubblico, in particolare quello giovanile, racconti preziosi, spesso inediti, sulla lotta di Liberazione”.
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Odio razziale via social, chiesto processo per 8 neonazisti
Gruppo fondato da un sassarese, “armi contro minaccia giudea”
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SASSARI
16 marzo 2021
12:57
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Tramavano per sconfiggere con le armi la “minaccia giudea”: la Procura della Repubblica di Sassari ha chiesto il rinvio a giudizio per otto persone, estremisti di destra, individuati dagli agenti della Digos come esponenti del gruppo neonazista e antisemita chiamato “Ordine Ario Romano”, attestato sulle piattaforme VKontatke e Whatsapp e avente tra i suoi scopi l’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, aggravati dal negazionismo.
Le indagini condotte dagli specialisti di Sassari su input dell’Ucigos si sono focalizzate sul fondatore del gruppo neonazista, un 40enne sassarese che già in passato si era fatto notare dalle forze dell’ordine per le sue condotte estremiste, e hanno consentito di indentificare gli altri componenti, residenti in varie zone d’Italia.
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In particolare, dagli approfondimenti condotti su un account Vkontatke aperto e in uso al promotore del gruppo, è emerso che il 40enne era impegnato, insieme a un amico di Tempio Pausania, in una costante opera di diffusione di messaggi apologetici della figura di Adolf Hitler e di stampo marcatamente antisemita.
Non mancavano aperti incitamenti alla violenza nei confronti degli ebrei, nonché veri e propri elenchi di cognomi di origine ebraica “in modo da poterli facilmente individuare” e l’indicazione di caratteristiche somatiche e antropologiche che avrebbero dovuto comprovare l’appartenenza alla “razza ebraica”.
Tutto accompagnato da evidenti approcci negazionisti dell’Olocausto.
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Covid: Alto Adige fino a Pasqua ‘chiude’ le seconde case
Kompatscher, “gli altoatesini non possono lasciare Comune”
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BOLZANO
16 marzo 2021
13:35
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La Provincia di Bolzano segue l’esempio della Valle d’Aosta e ‘chiude’ fino a Pasqua le seconde case ai proprietari delle regioni in zona rossa e arancione rafforzata. Il governatore Arno Kompatscher, ha ribadito la necessità di tenere alta la guardia anche vista la presenza delle varianti in Alto Adige.

“Attualmente gli altoatesini non possono lasciare i propri Comuni e gli alberghi sono chiusi, sarebbe perciò difficilmente comprensibile consentire a chi vive in altre regioni raggiungere la seconda casa in Alto Adige”, ha detto Kompatscher. Il presidente della Provincia autonoma ha però sottolineato che l’attuale andamento è positivo, auspicando a breve il passaggio in zona gialla e il ritorno degli spostamenti illimitati tra le regioni.
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Covid: Kompatscher, test fai da te per non richiudere scuole
“Serve una strategia comune per garantire didattica in presenza”
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BOLZANO
16 marzo 2021
13:51
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La Provincia di Bolzano insiste sui test fai da te nelle scuole. “Si tratta al momento dell’unica strada percorribile per evitare di chiudere nuovamente le scuole e garantire la didattica in presenza”, ha ribadito il governatore Arno Kompatscher.

Nei prossimi giorni il progetto pilota sarà esteso su quasi 200 scuole elementari. Prossima settimana riapriranno anche le medie. Come ha informato il presidente della Provincia autonoma, i test saranno effettuati a breve, non solo nelle scuole di lingua tedesca e ladina, ma anche in quelle italiane, anche se lì saranno solo di pomeriggio in presenza di operatori sanitari.
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Covid: Veneto, 84 decessi in 24 ore e 1.901 contagi
Impennata dei ricoveri in ospedale, + 130
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VENEZIA
16 marzo 2021
13:52
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Numeri del Covid in forte crescita oggi in Veneto. I nuovi contagi sono 1.901 e si impenna il dato delle vittime: 84 nelle ultime 24 ore.
Lo riferisce il bollettino della Regione. Il totale degli infetti da inizio dell’epidemia sale a 357.056, quello delle vittime a 10.200.
Crescita impetuosa anche dei ricoveri, aumentati di 130 unità rispetto a ieri; nei normali reparti medici sono 1.542 i letti occupati da pazienti Covid, nel,le terapie intensive 203 (+7).
Aumenta il numero dei soggetti attualmente positivi, 35.713 (+ 389).
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Gaslini, motociclisti e spiderman visitano bimbi ‘dal cielo’
Dopo stop per covid alle visite con gru davanti finestre reparti
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GENOVA
16 marzo 2021
14:42
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Neanche il covid19 è riuscito a tenere Vanni Oddera lontano dai bambini ricoverati in Oncologia all’Ospedale Gaslini. Dall’inizio della pandemia l’ospedale è stato costretto a sospendere le visite di intrattenimento che allietavano i piccoli ricoverati all’interno dei reparti.
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È nata così l’idea di arrivare ai piccoli direttamente dalle finestre: una enorme gru ha issato il motociclista Vanni Oddera, accompagnato dal suo collega motociclista Maurizio Gerini e Mattia Villardita nei panni del supereroe Spiderman davanti alle finestre dei reparti di Clinica pediatrica, Nefrologia, Ematologia e Oncologia. Lo comunica l’istituto Gaslini in una nota.
Uno spettacolo inaspettato e coinvolgente per i bambini che hanno passato una giornata diversa, con i loro beniamini davanti alle finestre, ricevendo anche regali e gadget (maglie, cappellini, album da disegno) consegnati dal personale del reparto, il tutto nel pieno rispetto delle norme anti covid19.
Grande entusiasmo anche da parte del personale ospedaliero che ha apprezzato la visita inaspettata dei tre sportivi benefattori, salutati e ringraziati per questo dono inusuale anche dai vertici dell’Istituto.
Vanni Oddera motociclista di Pontinvrea (Savona), è il campione di motocross freestyle. Ha inventato la Mototerapia nel 2009 lungo i corridoi dei reparti di Ematologia e Oncologia dell’ospedale pediatrico genovese, e da allora ogni anno ha escogitato visite, esibizioni di salti acrobatici con la sua moto, feste, donazioni e molte altre iniziative per sostenere il cammino dei piccoli malati oncologici. Dal 2012 collabora con il Gaslini nel progetto ‘Freestyle Hospital’, che ha portato le moto all’interno dei reparti pediatrici-oncologici. Nell’aprile del 2020 in pieno lockdown Oddera ha pensato a tutte le famiglie con ragazzi disabili e insieme ad un team di esperti ha inventato una nuova formula della sua attività, ‘Mototerapia Take-away’ che permette di portare le moto direttamente a casa dei ragazzi speciali, in un anno oltre 50.000 disabili, riceveranno la visita del campione del mondo con attività sempre più coinvolgenti.
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Autopsia professore di Biella: ‘Fatto cardiaco improvviso’
Sembrerebbe questa la causa della morte del professore di clarinetto 57enne deceduto domenica a diciassette ore dalla prima dose del vaccino AstraZeneca
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TORINO
16 marzo 2021
20:39
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Un problema cardiaco improvviso: sembrerebbe questa la causa della morte di Sandro Tognatti, il professore di clarinetto 57enne deceduto domenica a diciassette ore dalla prima dose del vaccino AstraZeneca. Durante l’autopsia, secondo le prime informazioni, non sarebbe emerso nessun segno che permetta di collegare la morte alla vaccinazione.
“Finalmente potremo pensare a dare una sepoltura a mio figlio, da domenica non lo abbiamo più visto.
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Dell’autopsia aspetto di parlare con mia nuora”, ha detto Sergio Tognatti, padre di Sandro.
“La complessità dell’incarico conferito, unitamente al necessario espletamento di accertamenti specialistici che richiedono particolari tempistiche, tecniche e procedimentali, devono essere imprescindibilmente rispettate, al fine di ottenere riscontri oggettivi ed incontrovertibili”. Così, in una nota, la procura di Biella sull’autopsia di Sandro Tognatti, precisando che “allo stato non è pervenuta ancora alcuna risposta ufficiale, né ufficiosa, al quesito formulato”, ovvero se ci sia una correlazione tra il decesso e il vaccino AstraZeneca.
“Bisogna aspettare l’esito degli esami istologici e degli esami di laboratorio sul sangue. Non c’è nulla di certo”: lo precisa il medico legale Roberto Testi, sull’autopsia di Sandro Tognatti.
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Giù lamiere da viadotto,Pavimental licenzia società ponteggi
In Liguria, vigili urbani chiudono strada
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GENOVA
16 marzo 2021
15:38
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Alcune lamiere sono cadute oggi dal viadotto ‘Bisagno’ in A12, dove si trova un cantiere per le manutenzioni, a causa del forte vento. I vigili urbani hanno chiuso la sottostante via delle Gavette.
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Impegnati i vigili del fuoco. Parlamentari e opposizioni in Liguria hanno chiesto chiedono di trasferire le famiglie che vivono sotto il viadotto.
Pavimental, che cura le manutenzioni per Aspi, ha subito avviato le procedure per rescindere il contratto con la Sadis Ponteggi, società appaltatrice specializzata nel montaggio e nella gestione di ponteggi. “Sarà valutata – si legge nella nota di Pavimental -, anche l’opportunità di attivare nei confronti della società ulteriori misure legali in danno”. Inoltre, è stato rimosso dall’incarico il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione del cantiere che verrà subito sostituito con l’ausilio di un’impresa esterna specializzata in questa attività. I tecnici di Pavimental stanno accertando la dinamica della caduta delle palancole e il rispetto delle procedure stabilite dal piano sicurezza definito con la Asl. Attraverso un by-bridge è in corso una verifica approfondita dello stato del ponteggio. “Pavimental – conclude la nota -porge le proprie doverose scuse agli abitanti della zona per quanto accaduto, ribadendo il proprio totale impegno nel rispettare tutte le procedure di sicurezza che sono state prescritte al cantiere”.
La Direzione di Tronco di Genova di Aspi si è attivata con la società per “le opportune e immediate verifiche e azioni circa l’accaduto e potenzierà ulteriormente tutti i presidi di supervisione sulle attività”.
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Alto Adige: figlia carabiniere ucciso incontra ex terrorista
Documentario sul primo incontro 56 anni dopo l’imboscata
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BOLZANO
16 marzo 2021
16:31
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“Che non succeda mai più”. E’ questo lo scopo che ha spinto Dina Tiralongo, figlia del carabinieri Giuseppe Tiralongo ucciso nel 1964 durante un’imboscata davanti alla caserma di Selva dei Mulini, ad incontrare l’ex terrorista sudtirolese Siegfried Steger, ritenuto dalle autorità italiane uno dei responsabili del delitto.
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Rai Südtirol ha trasmesso ieri sera il film sull’incontro, a 56 anni dal tragico fatto, dell’82enne con la figlia e con Franca Cornallo, la vedova del carabiniere ucciso.
“Voglio guardarlo negli occhi” è il titolo del documentario del giornalista bolzanino Artur Oberhofer che a breve sarà disponibile anche in lingua italiana.
Steger era uno dei cosiddetti ”bravi ragazzi della Valle Aurina”, condannato all’ergastolo, vive da molti decenni in contumacia in Austria. Steger non ammette direttamente l’agguato, ma neanche lo nega. “Non so esattamente quante persone sono morte in Val Pusteria”, afferma. “Certe cose non si possono fare con i guanti bianchi”. “Mi dispiace per i morti su entrambi le parti”, prosegue, aggiungendo però che rifarebbe tutto: “Mentirei se dicessi che mi pento di qualcosa che ho fatto”. “Se non fosse successo niente, gli italiani avrebbero ritardato ulteriormente (l’autonomia, ndr.), fino ad essere in maggioranza”, ribadisce Steger.
L’incontro inizia sul portone di casa con Steger in difensiva e, con i minuti che passano, culmina in momenti di commozione su entrambi i lati. L’82enne propone una lapide “per gli italiani caduti”. Dina Tiralongo chiede più volte di prendere la distanza dalla violenza. “Vorrei – risponde – che una cosa del genere non accadesse mai più. Non abbiamo bisogno della violenza”. “Porto il papà nel cuore”, confessa Steger, invitando infine la figlia e la vedova Tiralongo nella sua casa.
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Genova rigenera case vicino Ponte
Parte progetto per rigenerare circa 130 appartamenti
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GENOVA
16 marzo 2021
17:34
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E’ stata approvata dal consiglio comunale di Genova, emendata con il contributo della maggioranza e dell’opposizione, la delibera di giunta che stabilisce il conferimento degli immobili di via Porro e via del Campasso, rimasti in piedi dopo l’abbattimento del ponte Morandi, a Spim, la partecipata del Comune che si occupa della valorizzazione immobiliare. Circa 130 appartamenti sono destinati, in un’operazione di riqualificazione energetica e architettonica, a diventare case per studenti e per anziani con affitti a canone moderato per la durata massima di 25 anni.
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Si tratta di uno dei progetti legati alla rivitalizzazione del quartiere sotto il viadotto Polcevera. L’obbiettivo del Comune è quello di popolare una zona in parte abbandonata con cittadini di diverse generazioni. Inoltre nei piani del progetto c’è la creazione di spazi comuni per favorire la socialità. Oltre alla delibera sono stati approvati due ordini del giorno. Quello di Cristina Lodi (Pd) chiede di coinvolgere per il futuro nelle fasi progettuali l’associazione Quelli del Ponte Morandi e tutti i comitati di Cittadini che si sono battuti in tutti i mesi successivi alla terribile tragedia. Luigi Grillo (Forza Italia) ha chiesto che si convochi una commissione consiliare con i presidenti di municipio interessati per valutare la destinazione d’uso dei vari locali a piano strada da destinare alle associazioni.
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Terzo valico, in 30 a giudizio: anche Salini, i Monorchio e Incalza
Accusati di turbativa d’asta e corruzione in gare. Rischio prescrizione
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GENOVA
16 marzo 2021
17:47
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Molte gare per il Terzo valico ferroviario, in particolare quelle per i tunnel tra Liguria e Piemonte, sarebbero state truccate “costantemente”. Per questo il gup di Genova ha rinviato a giudizio oltre 30 persone.
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Tra questi Pietro Salini, ad di WeBuild (accusato di turbativa d’asta); Giandomenico Monorchio (turbativa d’asta e corruzione), imprenditore e figlio dell’ex ragioniere generale dello Stato Andrea (quest’ultimo inquisito per turbativa d’asta, avrebbe fatto da sponsor al figlio); Ettore Incalza (turbativa d’asta), storico ‘grand commìs’ delle maxi-opere, che si sarebbe speso per Monorchio.
Tra gli altri imprenditori figurano Stefano Perotti e Duccio Astaldi. L’iter giudiziario sul Terzo Valico (alta velocità ferroviaria Genova-Milano) potrebbe tuttavia infrangersi contro lo scoglio della prescrizione, che per la stragrande maggioranza delle contestazioni scatterà entro la metà dell’anno prossimo.
Nel mirino della procura era finito il sistema con cui venivano smistati gli appalti da parte del general contractor individuato dallo Stato per la realizzazione dell’opera (53 km di cui 37 sotterranei, valore superiore ai 6 miliardi). Tutto ruota intorno al Cociv, consorzio formato in origine da Salini-Impregilo, Società condotte d’acqua e Civ, il general contractor, che ha gestito un fiume di denaro pubblico. A inguaiare Salini è in particolare una telefonata con l’ex presidente Cociv Michele Longo (anch’egli rinviato a giudizio).
Il primo chiedeva di escludere il cugino Claudio, che aveva lasciato nel 2005 l’azienda di famiglia per crearne una autonoma ed è poi morto in un incidente stradale, e il secondo lo rassicurava. Salini ha rimarcato che “in tutte le conversazioni contestate si fa riferimento ad appalti ormai non modificabili: ci sarà modo di dimostrare la buona fede durante il processo”.
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Covid, stretta sui controlli fino a Pasqua
Assembramenti nel mirino del Viminale. Altre Regioni vietano gli spostamenti verso le seconde case
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17 marzo 2021
10:56
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Balzo dei morti con Covid nelle ultime 24 ore: sono 502. Per trovare un numero più alto bisogna risalire allo scorso 26 gennaio, quando le vittime furono 541.
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Dal Viminale è intanto partita oggi l’indicazione ai prefetti di stringere sui controlli contro il rischio assembramenti; in vista delle vacanze pasquali, poi, attenzione mirata sulle strade extraurbane per intercettare gli spostamenti illegali di chi non vuole rinunciare alle feste fuori.
La curva dei decessi è in salita pressochè continua dallo scorso 1 marzo, quando si toccò il punto più basso dell’anno, 191. Dall’inizio della pandemia i morti sono diventati così 103.001. I contagiati di giornata sono tornati sopra i 20mila (20.396), ma il tasso di positività è sceso al 5,5%, un calo di ben 3 punti rispetto a ieri. Continua invece ad aumentare l’occupazione delle terapie intensive: sono 3.256 i pazienti ricoverati, 99 più di ieri nel saldo tra entrate e uscite. Nei reparti ordinari ci sono sono invece 26.098 persone, con un incremento di 760 nelle ultime 24 ore. Proprio per frenare la terza ondata in corso, il Governo, con il decreto legge del 13 marzo firmato da Mario Draghi, ha introdotto misure più restrittive che hanno ridisegnato l’Italia in rosso-arancione, Sardegna bianca a parte.
La circolare inviata oggi dal capo di Gabinetto a tutti i prefetti offre le indicazioni a chi ha il compito di applicare quelle misure, le forze dell’ordine. A queste ultime, segnala il documento, è richiesto “un particolare sforzo operativo che incida significativamente sul dispositivo dei controlli”, che vanno svolti “con accuratezza” e concentrati “specificamente nelle aree urbane più sensibili, potenzialmente interessate da fenomeni di assembramento, specialmente in corrispondenza delle giornate festive e prefestive”. Nel periodo pasquale, poi, servono “mirati controlli lungo le strade di scorrimento extra-urbano, potenzialmente interessate da flussi di traffico più intensi”. Uguale attenzione andrà rivolta “alle stazioni aeroportuali e ferroviarie, come pure agli altri snodi della mobilità urbana”.
Nello scorso weekend, intanto, i dati mostrano una crescita delle infrazioni registrate dalle forze dell’ordine: sono stati quasi 5mila i sanzionati e 90 gli esercizi commerciali chiusi per irregolarità, numeri in deciso aumento rispetto a quelli del fine settimana precedente. Il comandante generale dell’Arma, Teo Luzi, ha tenuto comunque a sottolineare che i controlli vengono svolti “con equilibrio e sensibilità”: c’è “un’opera di persuasione nei confronti del cittadino, poi c’è anche il momento repressivo”. Il decreto Draghi consente alle Regioni di adottare prescrizioni più severe di quelle nazionali ed oggi la Valle d’Aosta ha vietato con un’ordinanza gli spostamenti verso le seconde case per i non residenti. Decisione analoga da parte della Provincia di Bolzano. La Basilicata, che oggi è passata da rossa ad arancione, ha mantenuto la chiusura per tutte le scuole fino al 26 marzo. In Toscana sono 16 sindaci delle Valli Etrusche, tra Pisa e Livorno, a fare appello ai proprietari delle abitazioni per le vacanze nei loro territori: “non venite nelle seconde case, aiutateci a controllare la pandemia, nell’interesse di tutti”, si legge nella lettera. Quanto alla Sardegna, consiglieri regionali M5s hanno denunciato lo sbarco ieri ad Olbia di “997 passeggeri, la stragrande maggioranza dei quali, dopo aver rifiutato di sottoporsi al test, ha lasciato la banchina senza aver dovuto comunicare le proprie generalità e il proprio numero di telefono al personale addetto ai controlli”. Sempre sull’isola ‘bianca’ il comune di Sindia (Nuoro) è entrato in lockdown dopo un focolaio di 23 persone contagiate in pochi giorni. E’ il secondo comune sardo, dopo La Maddalena, a tingersi di rosso.
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Neonata in coma positiva a stupefacenti, indagata la madre
La bimba di 40 giorni è stata portata in ospedale a Lucca e poi trasferita a Pisa
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16 marzo 2021
19:59
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La bambina ha solo 40 giorni, sta male e non respira più. I genitori la portano in ospedale a Lucca la sera tardi, è poco prima di mezzanotte, l’11 marzo.
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“Non sappiamo cosa ha, non respira, era nel suo lettino”, dicono ai medici padre e madre. Vivono insieme a Lucca, hanno sotto i 30 anni, la bambina è la loro primogenita. La piccolina, è stato accertato da i medici, era in coma per arresto respiratorio. Per le gravissime condizioni, da Lucca il personale sanitario l’ha trasferita al reparto di pediatria dell’ospedale di Pisa, l’hanno messa in rianimazione e per un periodo è restata intubata. Il giorno dopo la squadra mobile ha avviato accertamenti sulla vicenda, quindi, appena disponibili, le analisi delle sue urine hanno fatto scoprire metadone e tracce di cocaina nel suo organismo. Ora c’è una inchiesta della procura di Lucca, l’autorità giudiziaria a cui la squadra mobile ha denunciato la madre.
Intanto, nel corso dei giorni e con terapie adatte, la bambina è tornata a respirare da sola benché il personale medico dovrà rivalutare con accertamenti specifici eventuali danni neurologici che il suo cervello potrebbe aver subito. E’ una partita difficile. Dalle analisi è emerso un tasso di metadone pari a 1.644 ng\ml e di cocaina di 74 ng/ml: per entrambe le sostanze si è positivi quando il dato supera 100. “È apparso evidente che a fronte di un dato così elevato alla neonata sia stato somministrato metadone”, si fa osservare da fonti investigative della polizia. La madre non la allatta. Come ci siano finiti nel metabolismo della bambina tanto metadone, e anche la quantità di cocaina rintracciata, è il tema centrale dell’indagine. In modo casuale, fortuito? Le sostanze si sono miscelate col latte del biberon? E come, perchè? Le indagini della polizia stanno valutando anche questo e le ricostruzioni degli investigatori sono in piena fase di definizione. All’inizio le indagini erano partite per verificare se la causa del coma e dell’arresto respiratorio fossero addebitabili ad ‘alterazioni’, eventi subiti. Ma, è stato il responso, non “erano visibili elementi riconducibili a possibili eventi traumatici”. Poi “a seguito degli accertamenti effettuati dagli investigatori – si spiega dalla polizia -, alla neonata sono state effettuate le analisi delle urine alla ricerca di sostanze stupefacenti”. E così è saltato fuori il consistente tasso di metadone in base al quale la bambina vi è risultata positiva. In più ci sono tracce di cocaina, altra presenza considerata quantomeno ‘strana’, anomala in una bambina di soli 40 giorni. Nelle prime spiegazioni date alla polizia i genitori avrebbero detto di essere intervenuti quando hanno trovato la neonata nel suo lettino che respirava male e così l’hanno accompagnata in ospedale. Ma da quanto tempo la bambina aveva il fisico in sofferenza? I genitori quando sono intervenuti? Domande a cui l’indagine della squadra mobile sta cercando di rispondere. Gli accertamenti della polizia hanno messo al vaglio l’eventuale condizione di tossicodipendenza e assunzione di droghe da parte dei genitori, di uno o di entrambi, e quanto, nel caso, possa aver influito nel determinare la vicenda. Per ora risulta indagata solo la madre. Il magistrato, il sostituto procuratore Laura Guidotti, sta valutando quali sono le ipotesi di reato da ipotizzare. Secondo quanto trapela da fonti vicine all’inchiesta, il ventaglio dove il pubblico ministero potrebbe pescare è ampio: dalla cessione di stupefacenti, alle lesioni, ai maltrattamenti ma questa valutazione è in corso così come è al vaglio degli investigatori della polizia la posizione del padre, che al momento, comunque, non risulta indagato. Il magistrato aspetta altri riscontri investigativi dalla squadra mobile per inquadrare il fascicolo in cui intanto, da prassi, pervengono i primi referti medici e i primi rapporti di polizia.
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Il caso Claps, la Santissima Trinità di Potenza riaprirà
Nel sottotetto fu trovato il cadavere della 16enne Elisa
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POTENZA
16 marzo 2021
18:46
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A undici anni di distanza dal ritrovamento del cadavere di Elisa Claps – il 17 marzo 2010, nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità – il tema della riapertura al culto, annunciata dall’arcivescovo di Potenza, è tornato immediatamente a far discutere, a causa della netta contrarietà della famiglia, espressa dal fratello della studentessa, Gildo Claps.
Il 12 settembre 1993 Elisa Claps scomparve all’età di 16 anni.
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Per il suo omicidio è stato condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione Danilo Restivo, attualmente detenuto in Inghilterra per l’omicidio di Heather Barnett, avvenuto a Bournemouth il 12 novembre 2002. La “battaglia” sulla riapertura al culto della chiesa del centro storico potentino è cominciata dopo la comunicazione della ripresa dei lavori fatta, con un comunicato stampa, da monsignor Salvatore Ligorio. “Non mi sfugge la circostanza che questa nota – ha scritto l’arcivescovo – viene inviata agli organi di informazione alla vigilia dell’undicesimo anniversario del ritrovamento del cadavere di Elisa Claps. Si tratta di una coincidenza non voluta ma che tuttavia – ha aggiunto monsignor Ligorio – assume un certo significato, in particolare di speranza per la Chiesa diocesana, per la città e per la mamma della cara Elisa con la quale ho avuto contatti assicurandole la mia vicinanza nella preghiera e informandola dell’evoluzione del progetto”. Parole che hanno “amareggiato” la famiglia di Elisa, intervenuta poco dopo, attraverso un altro comunicato stampa, diffuso da Gildo Claps. “Ritengo una scelta di pessimo gusto riportare la telefonata tra il vescovo Ligorio e mia madre in cui si lascia intendere che la famiglia abbia espresso piena condivisone nella scelta di riaprire la chiesa al culto al termine dei lavori”.
Terminati i lavori di restauro e consolidamento (per un totale di 2,4 milioni di euro, con fondi “di origine regionale e della Conferenza Episcopale Italiana”) la riapertura al culto della chiesa, chiusa proprio dal giorno del ritrovamento del cadavere di Elisa, undici anni fa, dovrebbe avvenire nella primavera del 2022. “È necessario sottolineare che – ha evidenziato l’arcivescovo potentino – la ripresa dei lavori nella chiesa della Santissima Trinità è frutto del parere concorde dei vescovi lucani, che hanno sostenuto con convinzione la scelta di dare la precedenza a questo intervento. Quando i lavori saranno completati – ha concluso monsignor Ligorio – la chiesa parrocchiale della Santissima Trinità sarà riaperta al culto nel quadro della riorganizzazione pastorale prevista per il centro storico di Potenza”. Una scelta che trova “come sempre” la ferma contrarietà della famiglia di Elisa. “In queste ore – ha detto il fratello – abbiamo già ricevuto tantissime attestazioni di solidarietà da parte della comunità potentina. La posizione della famiglia Claps rimane la stessa di sempre. Non è ammissibile, con un colpo di spugna, cancellare 17 anni di omissioni e di menzogne offendendo la memoria di Elisa e la sensibilità di quanti non vorrebbero mai che – ha concluso Gildo Claps – in quella chiesa si tornassero a celebrare funzioni religiose”.
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COVID: Sardegna, curva contagi ancora in calo
Tasso di positività 0,9%. Entro marzo in arrivo 136mila vaccini
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CAGLIARI
16 marzo 2021
18:46
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Mentre la curva dei contagi è ancora in discesa in Sardegna – oggi si registra un tasso di positività dello 0,9% – monta la protesta per il possibile arrivo di migliaia di persone dalle regioni rosse, proprietari di seconde case nell’Isola.
Non solo centinaia di post sui social per chiedere al governatore Solinas di chiudere i confini con un’ordinanza come fatto dalla Valle d’Aosta, ma ora c’è anche una petizione lanciata sul portale Change.org.
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“La possibilità che dalle zone rosse italiane si possa venire in Sardegna rappresenta un paradosso e un rischio per la salute di tutti i Sardi – si legge nelle motivazioni della sottoscrizione avviata oggi – L’esperienza dell’estate scorsa dovrebbe aver insegnato qualcosa ma pare non sia così”.
Contrario anche il presidente dell’Anci Emiliano Deiana. “La Regione Sardegna ha deciso di assecondare l’iniziativa del Governo Draghi di consentire gli spostamenti dalle zone rosse all’unica zona bianca. Proviamo a immaginare quale decisione avrebbe preso il Governo, a parti invertite, se l’unica zona bianca fosse stata, che so?, la Lombardia o se l’unica zona rossa fosse stata, che so?, la Sardegna o il Molise”.
Ma nell’isola colorata di bianco ci sono due Comuni in lockdown: dopo La Maddalena, anche a Sindia il sindaco ha chiuso tutto sino al 30 marzo.
Intanto salgono a 42.632 i casi di positività complessivamente accertati dall’inizio dell’emergenza: nell’ultimo aggiornamento sono stati rilevati 79 nuovi contagi e un decesso (1.198 in tutto). Sono 172, invece, i pazienti attualmente ricoverati in reparti non intensivi (-4), 29 (+2) quelli in terapia intensiva.
Sul fronte vaccini l’assessore della Sanità Mario Nieddu annuncia l’arrivo entro fine mese di altre 136.400 dosi di vaccino. Tra queste sono comprese anche 58.100 fiale di AstraZeneca (17.400 in arrivo tra il 15 e il 20, 15.900 tra il 22 e il 27, 24.800 il 29), il farmaco per il momento non somministrabile in Italia. Per quanto riguarda l’accordo con i medici di base, Nieddu ha dichiarato che l’interlocuzione è ancora aperta: “Speriamo di chiudere a stretto giro”. Intanto oggi ha aperto l’hub vaccinale di Nuoro e giovedì quello di Sassari.
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Covid: Ats, in scuole Milano e Lodi 886 positivi
Isolati in 7.430 tra alunni e personale
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MILANO
16 marzo 2021
20:44
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Nella settimana dall’8 al 14 marzo Ats Città Metropolitana di Milano ha ricevuto segnalazioni di 886 casi di tamponi positivi al Covid-19 nelle scuole delle province di Milano e Lodi. Si tratta – spiega – di 635 alunni e 251 operatori scolastici.

Il numero di persone isolate, invece, è 7.430: 7.008 alunni e 422 operatori. Il trend dei casi e, soprattutto, degli isolamenti, tranne che per i nidi rimasti aperti la scorsa settimana, è in calo a seguito delle chiusure delle scuole.
Degli 886 positivi, 62 sono del Nido, 115 della scuola dell’infanzia, 239 della scuola primaria, 209 della secondaria di primo grado e 261 di quella di secondo grado.
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Scuola: svolte finora 226.400 prove Invalsi
L’Istituto, ‘le scuole si sono impegnate al massimo’
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17 marzo 2021
08:40
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Sono state finora 226.400 le prove Invalsi sostenute dai ragazzi dell’ultimo anno delle superiori che quest’anno sosteranno gli esami di maturità. Lo rende noto lo stesso Istituto sottolineando come “le scuole si sono impegnate al massimo”.
Solo nella giornata di ieri le prove svolte sono state 18.600. I test si svolgono in presenza.
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Reddito: scovati 86 “furbetti”,anche 15 condannati per mafia
Illecite percezioni sussidio individuate da Gdf nel Catanzarese
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CATANZARO
17 marzo 2021
10:10
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Avrebbero incassato indebitamente il reddito di cittadinanza pur essendo stati condannati o sottoposti a misure cautelari per associazione mafiosa. Sono quindici i soggetti individuati e denunciati assieme ad altri 71 tutti risultati non in possesso, per varie altre ragioni, dei requisiti necessari per ottenere il sussidio.
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Gli 86 “furbetti” sono stati scovati dai finanzieri del Comando Provinciale di Catanzaro, nell’ambito delle attività finalizzate al controllo della spesa pubblica nazionale in sinergia e collaborazione con l’Inps.
Gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno passato al setaccio la posizione di 129 famiglie, selezionate sulla base di molteplici indici di rischio, rilevando altri 6 soggetti che avrebbero omesso di comunicare vincite al gioco per complessivi 508.000 euro, 35 che non hanno informato l’ente erogatore di variazioni patrimoniali e reddituali e tre risultati residenti all’estero.
L’importo complessivo delle somme indebitamente erogate, e quindi segnalate alla magistratura e all’Inps per il recupero, la revoca del beneficio e il sequestro penale – ammonta a oltre 700.000 euro.
Per coloro i quali percepiscono indebitamente il reddito di cittadinanza sono previste la reclusione da 2 a 6 anni in caso di dichiarazioni false o omissioni di informazioni dovute, e da uno a 3 anni nei casi di omessa comunicazione delle variazioni del reddito, del patrimonio, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della riduzione o della revoca del beneficio.
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Provocò incidente a 234 km/h e bimba perse mano, condannato
Tre anni e ritiro patente. Lo scontro tra auto nel Tarantino
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TARANTO
17 marzo 2021
10:40
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Tre anni di reclusione e revoca della patente di guida: è la pena comminata dal giudice monocratico di Taranto a un 26enne di Altamura (Bari), accusato di lesioni stradali gravissime, che la sera del 24 giugno 2017, procedendo a 234 km orari a bordo di una Mercedes Classe C sulla Statale Appia, tra Castellaneta e Laterza (Taranto), nel tentativo di effettuare un sorpasso speronò e mandò fuori strada una Opel Tigra a bordo della quale viaggiava una famiglia romena residente a Ginosa. Nell’impatto una bimba di 5 anni subì l’amputazione della mano sinistra.
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Il conducente della Opel, bracciante agricolo, la moglie e il figlio più grande rimediarono vari traumi, ma se la cavarono con prognosi non gravi. La Mercedes urtò prima una Renault Clio sulla fiancata sinistra e poi tamponò violentemente la Opel Tigra, che uscì fuori strada urtando un muretto a secco a destra della carreggiata, ribaltandosi più volte su se stessa e arrestandosi sulla fiancata destra nel terreno incolto. La bimba invece riportò un trauma cranico con frattura dell’osso temporale e parietale sinistro e l’amputazione totale del polso e della mano sinistra. Per essere assistiti i suoi genitori si sono affidati a Studio 3A-Valore S.p.A., società specializzata nel risarcimento danni e tutela dei diritti dei cittadini, che ha già ottenuto un parziale risarcimento per i suoi assistiti.
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Campionato giovanile Debate, in testa Parma e Bari
Concluso secondo round per le 46 squadre, Ue tema dei prossimi
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17 marzo 2021
11:43
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E’ ancora aperta la corsa per arrivare ai play off del primo campionato giovanile di Debate, organizzato dalla Società Nazionale Debate Italia con il sostegno di Coop Lombardia, il patrocinio di Commissione Europea e Parlamento Europeo.
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Dopo i primi due round fra le 46 squadre in gara, che provengono da 11 regioni (Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia e Umbria), in testa si trova la squadra Ulivi1, del liceo scientifico Ulivi di Parma, con sei vittorie su sei gare e 17 ballot (cioè preferenze dei tre giudici di dibattito), a incalzarla con sei vittorie e 16 ballot i Leoncini di Santeramo in Colle (Bari).
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Si contendono la terza posizione quattro squadre Pandoro (di Varese) e Bazinga! di Busto Arsizio, sempre in provincia di Varese, Cosimo de Giorgi di Lecce e Baruffi Ceva di Ceva (CN) tutte con 5 vittorie e 16 ballot. Sono comunque 14 squadre con 4 vittorie si collocano al momento tra il 14° e il 27° posto con quattro vittorie. Dunque è ancora aperta la gara per essere fra le 16 squadre che parteciperanno ai play off.
Dopo aver affrontato nei dibattiti temi come ‘Le sanzioni amministrative dovrebbero essere commisurate al reddito del colpevole’ e ‘, ‘Il diritto alla libertà di espressione dovrebbe includere anche il diritto di offendere’, ora le mozioni riguarderanno l’Unione Europea. nei prossimi due round (in programma il 29 e 30 marzo e l’8 e 9 aprile) il tema sarà “L’Unione Europea dovrebbe rendere prioritaria la realizzazione del modello degli Stati Uniti d’Europa”. e ciascuna squadra dovrà sostenere a turno entrambe le posizioni – pro e contro – nel corso dei due round. Finale il 9 maggio, con la possibilità di trovare tutte le informazioni sul Debate e sul Campionato su: Campionato Italiano Debate.

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Truffa fornitura mascherine e camici, sei arresti a Taranto
Dpi da Turchia e Cina destinati a protezione civile Lazio
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TARANTO
17 marzo 2021
12:45
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Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Taranto hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di sei persone accusate di associazione per delinquere finalizzata alle truffe per le forniture di dispositivi di protezione individuale (camici, tute e mascherine) provenienti da Turchia e Cina, risultati non conformi ai requisiti di legge, nei confronti della Protezione Civile del Lazio e di altre imprese, riciclaggio e autoriciclaggio. E’ stato inoltre disposto il sequestro preventivo dei proventi illeciti di circa 4 mln di euro.
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Le misure restrittive sono state firmate dal gip Benedetto Ruberto su richiesta del procuratore aggiunto Maurizio Carbone e del sostituto Antonio Natale. Nelle fasi più critiche della prima ondata pandemica, una società di Taranto facente capo a uno degli indagati si era proposta di fornire Dispositivi di protezione all’Ente Protezione Civile Lazio necessari per far fronte al rischio di contagio. A fronte dei contratti sottoscritti, l’impresa, che fino al mese di marzo 2020 era attiva soltanto nel settore del commercio di integratori alimentari, ha prima – secondo la tesi investigativa – fornito documenti rilasciati da enti non rientranti tra gli organismi autorizzati e successivamente, per superare le criticità emerse durante le procedure di sdoganamento della merce proveniente dall’estero, ha prodotto falsi certificati di conformità.
Le indagini, condotte con il supporto del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e dell’Unità di Informazione Finanziaria (Uif), hanno permesso di bloccare il pagamento a saldo di 25 mln dell’intera fornitura da parte della Protezione Civile. I proventi illecitamente conseguiti sarebbero stati riciclati in altre attività illecite e anche trasferiti su conti esteri
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Corona denunciato per minacce dopo frasi contro toghe Milano
A pm Brescia. Attaccò magistrati dopo provvedimento carcere
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MILANO
17 marzo 2021
13:12
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In Procura a Brescia arriverà a breve una denuncia per minacce dopo le frasi che Fabrizio Corona ha rivolto contro i giudici milanesi, e in particolare contro il sostituto pg Antonio Lamanna e il magistrato della Sorveglianza Marina Corti, quando ha saputo giovedì scorso di dover tornare in carcere perché il collegio della Sorveglianza di Milano, presieduto da Corti, anche su richiesta del pg Lamanna gli ha revocato il differimento pena in detenzione domiciliare per una serie di violazioni delle prescrizioni.
A quanto si è saputo, il magistrato della Procura generale, dopo una breve valutazione degli atti, sporgerà querela per minacce e la denuncia arriverà ai pm bresciani, competente sui reati commessi nei confronti dei magistrati milanesi.
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Anche l’altro magistrato sta valutando di presentare denuncia.
“Questo è solo l’inizio, dottoressa Corti, signor Lamanna questo è solo l’inizio. Quant’è vero Iddio sacrificherò la mia vita per togliervi da quelle sedie”, aveva detto l’ex agente fotografico in un video postato su Instagram, dopo essersi ferito e con la faccia sporcata dal sangue. Da quasi una settimana, intanto, l’ex ‘re dei paparazzi’ è ricoverato nel reparto di psichiatria dell’ospedale Niguarda di Milano e i suoi legali, tra cui l’avvocato Ivano Chiesa, si sono detti molto preoccupati per le sue condizioni, anche perché sta facendo sciopero della fame.
La difesa ha contestato il provvedimento (farà ricorso in Cassazione) perché, spiegano i legali, tutte le relazioni degli esperti agli atti dicono che Corona non deve tornare in carcere e deve continuare le cure per la sua patologia psichiatrica.
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Vaccini:Molise,proteste per call center,Regione potenzia Faq
Di Lucente, campagna vaccinale suscettibile di modifiche
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CAMPOBASSO
17 marzo 2021
13:19
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Molte proteste in Molise da parte di cittadini che non riescono a contattare il call center attivato dalla Regione per avere informazioni sulla campagna vaccinale. Sono tantissime le persone che segnalano le enormi difficoltà incontrate per prendere la linea, linea che è quasi sempre occupata probabilmente per le tante chiamate in arrivo.
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La Regione tenta di correre ai ripari invitando i cittadini a consultare anche la sezione delle Faq, sul sito dedicato alla campagna vaccinale molisana, sezione che è stata appena ampliata.
“Le nuove Faq appena inserite – spiega il consigliere regionale delegato alla digitalizzazione Andrea Di Lucente – cercano di rispondere alle domande di una grossa fetta di popolazione, in particolare di chi ha già manifestato la propria adesione alla campagna vaccinale”.
Sempre Di Lucente ricorda poi che la campagna vaccinale è suscettibile di modifiche costanti e dipende da una serie di variabili: l’arrivo o meno di vaccini e in quale quantità, lo sblocco o meno delle dosi di AstraZeneca, le indicazioni del commissario, del ministero della Salute insieme a quelle dell’Aita. “In base a queste variabili – prosegue -, le tempistiche fornite nelle Faq potrebbero cambiare, così come alcune modalità. Ne verrà comunque data ampia comunicazione.
Vorrei ricordare a tutti i molisani – conclude Di Lucente – che la piattaforma è in continua costruzione e tante delle domande che vengono poste al call center oppure che le persone hanno in mente possono essere reperite nella sezione apposita.
Consigliamo, quindi, di monitorarla per essere sempre aggiornati sulle novità”.
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Covid: Dia, welfare alternativo ‘ndrangheta per guadagni
‘Rischio che imprese medio-piccole fagocitate da cosche’
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LAMEZIA TERME
17 marzo 2021
13:34
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L’emergenza Covid sarebbe stata una ottima fonte di guadagno per la ‘ndrangheta. Questo emerge dalla relazione annuale della Dia secondo la quale “l’analisi dell’andamento della delittuosità riferita al periodo del lockdown ha mostrato che le organizzazioni mafiose si sono mosse con una strategia tesa a consolidare il controllo del territorio, ritenuto fondamentale per la loro sopravvivenza e condizione imprescindibile per qualsiasi strategia criminale di accumulo di ricchezza.
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Controllo del territorio e disponibilità di liquidità che potrebbero rivelarsi finalizzati ad incrementare il consenso sociale anche attraverso forme di assistenzialismo a privati e imprese in difficoltà”. Da qui “il rischio che le attività imprenditoriali medio-piccole vengano fagocitate nel medio tempo dalla criminalità, diventando strumento per riciclare e reimpiegare capitali illeciti”. In questo senso, “la ‘ndrangheta ha dato prova di saper intercettare le opportunità nei cambiamenti socio-economici e di una grande duttilità e capacità di rimodulare il proprio paniere investimenti per massimizzare i profitti. E’ noto che la criminalità calabrese, al pari delle omologhe matrici mafiose, è da sempre abile a proporsi con azioni ‘filantropiche’ verso famiglie in difficoltà alle quali offrire sostegno economico, innescando un meccanismo di dipendenza che verrà riscattato a tempo debito”. La ‘ndrangheta, quindi, diventerebbe come un “welfare alternativo”, “salvo poi presentare il conto alle imprese beneficiarie”. Questo, senza abbandonare gli altri strumenti di introito come il traffico di droga, “che l’emergenza non ha in alcun modo rallentato”, accanto alla “capacità di intrecciare legami diretti con politici, esponenti delle Istituzioni, imprenditori, professionisti”. Per la Dia “i clan non hanno mai smesso di ‘segnare il territorio’, perpetuando la loro pressione estorsiva e usuraria a imprenditori e commercianti”. Sono anche “in grado di adattarsi alle evoluzioni del contesto sociale, nazionale ed estero, tenendosi al passo con il progresso e la globalizzazione sapendo proiettare, al momento opportuno, le proprie attenzioni verso i mercati dell’Est europeo, attratte anche dai cospicui stanziamenti dell’Ue”.
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Cinghiale vicino a scuola materna nel Fiorentino, abbattuto
Intervento della polizia provinciale a Compiobbi
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COMPIOBBI (FIRENZE)
17 marzo 2021
14:05
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Arrivato nei pressi di una scuola materna nel Fiorentino, a Compiobbi, frazione di Fiesole, un cinghiale è stato poi abbattuto dalla polizia provinciale. Lo rende noto la Città metropolitana spiegando che gli agenti, “messa in sicurezza la zona e verificata la pericolosità della situazione per la pubblica incolumità” hanno abbattuto l’animale, di grosse dimensioni.
La polizia provinciale è intervenuta dopo una segnalazione che indicava l’ungulato “prossimo all’ingresso della scuola”.
Il Comune di Fiesole, prosegue la Metrocittà, “ha provveduto alla sanificazione dell’area e ha avviato il monitoraggio ambientale per creare condizioni di allontanamento della fauna selvatica”.

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Covid: protesta partite Iva, condannati a morte certa
Flash mob a Torino davanti all’Agenzia delle Entrate
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TORINO
17 marzo 2021
14:20
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“Siamo condannati a morte certa”.
È il grido di dolore delle partite Iva che hanno manifestato a Torino, davanti all’Agenzia delle Entrare.
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Un’iniziativa organizzata dalle sigle PIL-Partite Iva Libere Piemonte, FIPI-Futuro Italiano Partite Iva, Movimento Nazionale Italiano e Amici d’Italia.” “Vogliamo indennità e indennizzi – chiedono i manifestanti – oltre gli stralci e saldi delle cartelle. È impossibile continuare a pagare le rate delle cartelle. Bisogna congelare i pagamenti, tenendo conto della nostra situazione. Ci troviamo davanti ogni giorno alla scelta se mangiare o pagare”.
“Ormai è da un anno che subiamo solo misure restrittive e chiusure, con gravissimo danno alle nostre già precarie attività e condizioni economiche – osserva Beba Pucciatti, presidente di Fipi, associazione che conta oltre 2.600 partite Iva. “Non serve a nulla sospendere i termini di riscossione delle cartelle esattoriali senza che vengano congelati gli interessi”.
C’è chi ha dovuto chiudere l’attività, come una barista che aveva il locale in corso Duca degli Abruzzi: “Non sono riuscita ad andare avanti, con tutte queste chiusure non riuscivo a pagare l’affitto”, racconta. La manifestazione torinese si è svolta in contemporanea con altre città italiane. “Ho cantieri bloccati – sottolinea Enzo Macrì, ingegnere di 57 anni – come credono che si possa andare avanti in questa maniera?”.
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Covid: saturi posti letto in reparti del Cosentino
Pronti 28 ma manca il personale. Due liberi in rianimazione
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COSENZA
17 marzo 2021
14:22
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Posti letto per pazienti Covid praticamente tutti occupati in area medica a Cosenza e in provincia. Per quanto riguarda quelli gestiti dall’Azienda sanitaria provinciale, su 50 posti suddivisi tra Rossano, Cetraro e Acri, 48 sono già occupati.
Per questo motivo l’Asp sta accelerando l’attivazione a Rossano di ulteriori 22 posti che non saranno però disponibili prima della prossima settimana.
L’Azienda ospedaliera di Cosenza, invece, attualmente dispone di 66 posti letto Covid, 50 in reparto (tutti occupati) e 13 in terapia intensiva, 11 dei quali occupati. Intanto, al momento ci sono sei persone positive al coronavirus in Pronto soccorso in attesa di essere allocate in reparto.
Non sono ancora operativi i nuovi 12 posti letto di terapia intensiva nell’ospedale dell’Annunziata, annunciati da qualche giorno, a causa di una carenza di personale medico e infermieristico che riguarda sia l’Asp che l’AO. A dare sollievo alla situazione di emergenza potrebbe essere la struttura ospedaliera di Rogliano dove ci sono 16 posti letto pronti ma inutilizzati proprio a causa della mancanza di personale sanitario e OSS.
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Stretta in Sardegna, quarantena per chi arriva a Sant’Antioco
Ordinanza del sindaco, vale anche per i negativi al test antigenico rapido
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CAGLIARI
17 marzo 2021
16:13
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Primo atto ufficiale dei sindaci contro il pericolo di ‘assalti’ alle seconde case in Sardegna in vista della Pasqua. Il primo cittadino di Sant’Antioco, Ignazio Locci, ha firmato un’ordinanza con una stretta ulteriore per chi arriva da zone rosse, arancioni o dall’estero: previsto da domani l’obbligo di quarantena per 10 giorni sull’isola a sud ovest della Sardegna anche se si è in possesso di tampone antigenico-rapido negativo.
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Escluse dall’isolamento le persone già vaccinate e chi arriva per motivi di lavoro, necessità o salute dimostrabili con l’autocertificazione.
“A partire da domani giovedì 18 marzo – annuncia l’amministrazione comunale – tutti i soggetti che dovessero arrivare nel territorio di Sant’Antioco, (fatti salvi i casi di arrivo per motivi di lavoro, necessità o salute, tutti da dimostrare mediante autocertificazione) provenienti da altre Regioni italiane o da Stati esteri, dovranno rispettare la quarantena fiduciaria di 10 giorni presso il proprio domicilio. La quarantena scatterà anche se si è in possesso di esito negativo del tampone rino-faringeo (antigenico – rapido). Sono esclusi da tale obbligo i vaccinati, con entrambe le dosi previste (prima inoculazione e richiamo). I trasgressori saranno perseguiti, salvo che il fatto non costituisca più grave reato, con la sanzione da 400.00 a 3.000,00 euro”.
L’ordinanza, spiega il sindaco, è “una misura di prevenzione, di tutela della nostra comunità, un piccolo contributo di conservazione della cosiddetta zona bianca. Questo vale anche per coloro in possesso di tampone rapido con esito negativo – ribadisce Locci – Disponiamo dei numeri sugli arrivi, li abbiamo sotto controllo, e il comando di Polizia Municipale farà le dovute verifiche affinché tale misura venga rispettata”.
Il primo cittadino si dice sicuro che “anche i nostri ospiti vorranno contribuire al contenimento della pandemia. Naturalmente, come specificato nell’ordinanza, questa misura non avrà alcun impatto sui residenti o su coloro che circolano liberamente in Sardegna”.
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Ponte Genova: video mostra usura stralli pila 9 già nel 2015
Allegato ad atti, in esclusiva a Tg La7
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GENOVA
17 marzo 2021
16:20
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Uno stato di usura immortalato in un video ora allegato agli atti dell’inchiesta sul crollo del Ponte Morandi e mostrato in esclusiva dal Tg La7. Nel video si mostrano le fasi del carotaggio eseguito la notte del 21 ottobre 2015 dai tecnici della Spea, la società che si occupava dei controlli tecnici e della manutenzione per conto di Autostrade per l’Italia.
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I tecnici eseguono un carotaggio nello strallo della Pila 9 del Ponte e le immagini mostrano lo stato di salute dei trefoli che appaiono molto usurati. Lo strallo della Pila 9, è ricordato nel servizio del Tg La7, è lo stesso che cederà determinando il tragico crollo del ponte il 14 agosto del 2018.
Intanto dalle intercettazioni emergono nuovi particolari sulle manutenzioni al viadotto. «Ci mandavano i ciech a fare le ispezioni sul Morandi». E ancora: «Perché vai a vedere sempre un ponte di notte? Ci vai di giorno, tre ore, lo chiudi e vedi. E invece no, al buio con le lampade… perché non volevano bloccare il traffico». Sono frasi intercettate durante l’inchiesta riportate dal Secolo XIX. La Procura ha messo le intercettazioni a disposizione delle difese considerandole «rilevanti». Paolo Berti, ex direttore centrale operazioni di Autostrade per l’Italia, parlando con Michele Donferri Mitelli, ex capo nazionale delle manutenzioni di Aspi, riferendosi ai tecnici di Spea, azienda controllata da Aspi dice: «Ma io non so… cosa mandavano… Io ripeto, per me mandavano i ciechi! Mandavano i ciechi a fare ispezioni questi! I ciechi!», riferendosi alle valutazioni sullo stato di salute del viadotto.
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Procura Roma, Csm impugna annullamento nomina Prestipino
Decisione passa a maggioranza, con 6 voti contrari e astensioni
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ROMA
17 marzo 2021
17:10
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Nessuna marcia indietro sulla nomina a procuratore di Roma Michele Prestipino, annullata dal Tar del Lazio che ha accolto il ricorso presentato dal Pg di Firenze Marcello Viola, escluso dalle candidature dopo la famosa intercettazione dell’hotel Champagne emersa nell’inchiesta sull’ex presidente dell’Anm Luca Palamara. Il Csm impugnerà davanti al Consiglio di Stato la pronuncia del giudice amministrativo di primo grado e chiederà a Palazzo Spada, tramite l’Avvocatura dello Stato, di sospendere gli effetti di quella sentenza.

La decisione è passata però a maggioranza, con 13 voti favorevoli, 6 contrari e 5 astensioni.
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Nobel pace, Toti: la dedizione dei sanitari italiani va premiata
Medici, infermieri e operatori sanitari italiani, candidati al premio
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GENOVA
17 marzo 2021
18:25
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“Medici, infermieri e operatori sanitari italiani sono stati ufficialmente candidati al Premio Nobel per la Pace 2021. Un importante riconoscimento per il loro grande impegno, la dedizione e i sacrifici, costanti in tutto questo difficile anno di emergenza”.
Così il presidente della Regione Liguria e vicepresidente della Conferenza delle Regioni Giovanni Toti via Facebook sostiene la candidatura al Nobel per la Pace dei sanitari italiani in prima linea nella lotta contro il covid. “Tutta Italia non vi ringrazierà mai abbastanza ed è pronta a fare il tifo, ma comunque vada per noi avete già vinto”, aggiunge.
L’anno scorso il Nobel per la Pace è stato assegnato al World Food Programme, “per i suoi sforzi nel combattere la fame”. Una scelta sulla quale pesò anche la pandemia da coronavirus che “ha portato ad un drammatico aumento del numero di persone che vivono sull’orlo della fame”.
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Eni: Assolti Descalzi e Scaroni nel processo per corruzione in Nigeria
Tutti i 15 imputati, società comprese (Eni e Shell) sono stati assolti. Lo ha deciso la settima sezione del Tribunale di Milano
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17 marzo 2021
18:52
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Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, è stato assolto dal Tribunale di Milano nel processo per corruzione internazionale con al centro l’acquisizione dei diritti di esplorazione del blocco petrolifero Opl245 in Nigeria. I giudici hanno assolto anche il suo predecessore nonché attuale presidente del Milan, Paolo Scaroni.
Tutti i 15 imputati, società comprese (Eni e Shell) sono stati assolti.
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Lo ha deciso la settima sezione del Tribunale di Milano presieduta dal giudice Marco Tremolada che ha scagionato anche gli allora manager operativi nel Paese africano, i presunti intermediari, Shell con i suoi quattro ex dirigenti e l’ex ministro del Petrolio nigeriano Dan Etete.
“Finalmente a Claudio Descalzi è stata restituita la sua reputazione professionale e a Eni il suo ruolo di grande azienda”: è il commento dell’avvocato Paola Severino, difensore dell’ad della compagnia petrolifera.
Eni in Borsa a Milano prosegue la seduta in rialzo e senza particolari oscillazioni dopo la sentenza di assoluzione della società e del suo ad Claudio De Scalzi nel caso Nigeria. A Piazza Affari il tiolo avanza dello 0,8% a 10,32 euro.
La Procura prima dell’estate scorsa aveva chiesto condanne per tutti, tra cui 8 anni di carcere per l’ad di Eni, Claudio Descalzi, e per il suo predecessore Scaroni, 10 anni per l’ex ministro del petrolio nigeriano, Dan Etete, 7 anni e 4 mesi per Roberto Casula, manager per la compagnia petrolifera italiana nell’area dell’Africa sub-sahariana, e la confisca di 1 miliardo 92 milioni e 400 mila dollari sia nei confronti di Eni e di Shell – nei cui confronti è stata chiesta una sanzione pecuniaria di 900 mila euro ciascuna – sia nei confronti di tutti gli imputati.
Le richieste di pena sono da sempre ritenute dalla società di San Donato “prive di qualsiasi fondamento”, e “in assenza di qualsivoglia prova o richiamo concreto ai contenuti della istruttoria dibattimentale”.
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L’avvocato De Castiglione nel suo intervento di stamane ha ribadito che “Eni e Shell non hanno fornito alcuna provvista né alcuna tangente, ma hanno pagato per ottenere una licenza. Non vi è stata alcuna discussione con pubblici ufficiali, ma solo una discussione tecnico-economica sul prezzo del bene”. Inoltre il legale ha aggiunto che “sotto sotto anche il pm e la parte civile sono ben consci della totale inconsistenza dell’ipotesi che ‘tutti sapevano’ del denaro”.
IL PROCESSO – La sentenza è stata pronunciata dalla settima sezione penale nel processo, iniziato tre anni fa, nel marzo 2018, e con al centro, questa era l’ipotesi del procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e del pm Sergio Spadaro, una presunta maxi tangente da oltre 1 miliardo e 92 milioni di dollari che sarebbe stata versata, riteneva l’accusa, da Eni e Shell per ottenere nel 2011 la licenza sui diritti di esplorazione del giacimento nigeriano.
Tesi, quella della Procura, ‘cancellata’ oggi dai giudici che hanno assolto tutti gli imputati con formula piena “perché il fatto non sussiste”. Le motivazioni saranno depositate in 90 giorni. In particolare, i giudici hanno assolto l’ad Eni Descalzi, all’epoca dg Exploration&Production, l’ex numero uno Scaroni, l’ex responsabile operativo del gruppo di San Donato nell’Africa sub-sahariana Roberto Casula, l’ex manager della compagnia italiana nel Paese africano e ‘grande accusatore’ Vincenzo Armanna, l’ex manager di Nae, controllata Eni in Nigeria, Ciro Antonio Pagano, l’ex ministro del Petrolio nigeriano Dan Etete. E poi ancora Luigi Bisignani, il russo Ednan Agaev e Gianfranco Falcioni, quest’ultimo imprenditore ed ex viceconsole in Nigeria, l’ex presidente di Shell Foundation Malcom Brinded e gli ex dirigenti della compagnia olandese Peter Robinson, Guy Jonathan Colgate e John Coplestone. Assolte anche le due società, imputate per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Con le assoluzioni, ovviamente, nessun risarcimento per il governo nigeriano, che era parte civile. Già nel processo sul caso Saipem-Algeria, nel quale l’accusa era sempre corruzione internazionale, Eni, lo stesso Scaroni, assieme ad un altro ex manager della società, sono già stati assolti definitivamente. Assoluzione definitiva che era arrivata anche per Saipem e i suoi manager. Nel caso Nigeria, invece, con rito abbreviato i presunti mediatori Obi Emeka e Gianluca Di Nardo sono stati condannati a 4 anni di reclusione.
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Covid: risalgono casi, 431 morti. In rianimazione 324 in 24h
23 mila positivi, +419 ricoverati reparti ordinari. Tasso a 6,2%
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17 marzo 2021
17:45
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Risalgono nettamente i positivi al coronavirus in Italia in 24 ore a fronte di un numero di tamponi di poco inferiore a quello del giorno precedente. Le vittime sono ancora più di 400, sebbene in calo rispetto alla soglia massima da gennaio scorso toccata ieri.
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Impressionante il dato dei pazienti che risultano ricoverati in terapia intensiva in un giorno: sono 324, il numero più alto da quando il dato viene comunicato, a inizio dicembre scorso.
Sono 23.059 i positivi, secondo i dati del ministero della Salute, che portano il totale dei casi da inizio epidemia a 3.281.810. Ieri i casi individuati erano stati 20.396. Sono invece 431 le vittime (ieri erano state 502), per un totale dall’inizio dell’emergenza di 103.432 morti.
Sono 369.084 i tamponi molecolari e antigenici effettuati nelle ultime 24 ore; ieri i test erano stati 369.379.
Il tasso di positività sale al 6,2%, in aumento di 0,7 punti rispetto a ieri quando era stato del 5,5%.
Sono 3.317 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Covid , 61 più di ieri nel saldo tra entrate e uscite, mentre gli ingressi giornalieri in rianimazione sono stati 324 (ieri erano 319. Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 26.517 persone, con un incremento nelle ultime 24 ore di 419 pazienti.
Ad oggi ci sono in Italia 539.008 attualmente positivi, con un aumento rispetto a ieri di 2.893. Dall’inizio della pandemia sono invece 2.639.370 i guariti e dimessi, con un incremento nelle ultime 24 ore di 19.716. In isolamento domiciliare ci sono invece 509.174 persone, 2.413 più di ieri.
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Scuola: a Vo’ preside fa il taxista per alunni ‘speciali’
Al mattino porta ragazzi disabili a scuola superando burocrazie
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PADOVA
17 marzo 2021
17:50
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Ogni mattina bussa alla porta degli studenti che possono frequentare la scuola perché con ‘bisogni educativi speciali’, li carica nella propria auto, mette la musica e li porta in aula. Poi, a fine lezioni, via con il viaggio di ritorno.
Il dirigente scolastico-taxista è Alfonso D’Ambrosio che gestisce il distretto scolastico tra Vo’, la prima zona città d’Italia a contare un morto per Covid e oggi nuovamente in zona rossa come tutto il Veneto, e i vicini paesi di Cinto e Lozzo.
D’Ambrosio non ne parla con orgoglio ma come di un fatto normale. Cita la Costituzione e le buone pratiche per raccontare come venerdì scorso, scattato lo stop scolastico, si è accorto che sul trasporto degli studenti con disabilità, ai quali sono comunque garantite le lezioni in presenza, le scuole erano impreparate.
“Porto tre alunni ogni giorno – racconta D’Ambrosio – naturalmente uno alla volta”. All’inizio non è stato facile.
“C’è chi tra i ragazzini è timoroso – spiega – perché trovarsi il preside accanto li spaventa, altri sono orgogliosi di questo e poi c’è chi come un bambino autistico, a suo modo, dice grazie”.
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Vaticano: Preseminario; presunta vittima, ‘6 anni di abusi’
Nuova udienza processo per molestie ai ‘chierichetti del Papa’
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CITTA DEL VATICANO
17 marzo 2021
17:51
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Sei anni di abusi che lo hanno portato allo “schifo, disgusto, nausea” per l’ambiente ecclesiastico. Così L.G., la presunta vittima degli abusi al Preseminario San Pio X, parla della sua esperienza cominciata quando aveva solo 13 anni.
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All’inizio “lo choc”, poi “l’esasperazione”, infine “la rassegnazione” di fronte a quel compagno un anno più grande di lui che si era infilato nel suo letto pochi mesi dopo il suo arrivo a Roma. Nel Processo per i presunti abusi nel Preseminario dei ‘chierichetti del Papa’ oggi il tribunale vaticano ha ascoltato la presunta vittima L.G., originario della provincia di Sondrio, oggi ventottenne.
L.G. ha raccontato nei dettagli quanto subito dall’imputato Gabriele Martinelli, oggi sacerdote. Quando tentò di chiedere un intervento del Rettore, don Enrico Radice (l’altro imputato del processo), fu trattato male. Nel 2018, a distanza di 12 anni dal suo ingresso al Preseminario e le prime violenze, L.G. ha presentato la sua denuncia al tribunale.
La prossima udienza si terrà a il 26 marzo per ascoltare, come testimoni, Kamil Jarzembowski, l’ex allievo che per primo con Le Iene ha parlato della vicenda, e mons. Vittorio Lanzani, all’epoca vice del card. Angelo Comastri per la basilica di San Pietro. L’avvocato della vittima ha anche chiesto di citare in giudizio la diocesi di Como; il Tribunale si è riservato di decidere.
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Consegna droga ordinata web mentre Cc sono in casa, arresto
A Fabriano pacco 30enne aperto da militari,c’erano 60 gr hascisc
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FABRIANO
17 marzo 2021
18:07
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Ordina hascisc via web e la droga gli viene consegnata da un corriere proprio mentre i carabinieri stavano perquisendo la sua abitazione alla ricerca di stupefacenti: un 30enne, disoccupato, è stato così arrestato a Fabriano (Ancona). La perquisizione domiciliare dei militari del Norm di Fabriano, scattata dopo una segnalazione, non aveva dato i frutti sperati: niente droga in casa ma solo 800 euro in contanti e bilancini di precisione.
Mentre i carabinieri se ne stavano andando, senza formulare alcuna contestazione, un corriere ha bussato alla porta del 30enne per consegnargli un pacco che è stato aperto dai militari: all’interno c’erano 60 grammi di hascisc.
Accertato che il corriere era ignaro del contenuto del pacco, i carabinieri hanno invece arrestato il 30enne per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Oggi il giudice presso il Tribunale di Ancona ha convalidato l’arresto e rimesso il 30enne in libertà, con obbligo di firma in caserma, in attesa della direttissima per la quale il suo legale ha chiesto i termini a difesa.
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Errore ortografia, truffa scoperta
Voleva rubare dei gioielli in casa di una coppia a Genova
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GENOVA
17 marzo 2021
18:11
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Si è presentato a casa di una coppia dicendo di essere un tecnico che doveva controllare l’impianto idrico per una presunta perdita di mercurio. Ma a tradirlo è stato un tesserino sgrammaticato e realizzato con lettere ritagliate su cui aveva scritto “Aquedotto”.
L’uomo è stato allontanato e sulla vicenda indagano le volanti della polizia. L’episodio è avvenuto a Genova in via Privata Percile.
Il finto tecnico si è presentato alla porta sostenendo di dovere controllare l’impianto. Ha visto prima il contatore sul terrazzo e poi si è diretto in bagno dove ha spiegato di avere rilevato una perdita di mercurio. A quel punto ha chiesto ai coniugi di mettere i gioielli dentro il frigo per evitare una possibile contaminazione. I due si sono insospettiti e hanno chiesto al tecnico di mostrare il tesserino. L’uomo ha mostrato la tessera che era stata ricavata con alcune lettere ritagliate e con il palese errore di ortografia. A quel punto è stato mandato via dai due comiugi che hanno chiamato la polizia.
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Lazio, dal 20 Marzo arriva certificato per vaccinati
Si avrà dopo il richiamo
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ROMA
17 marzo 2021
18:13
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In arrivo nel Lazio il certificato vaccinale per chi ha completato l’immunizzazione anti-Covid. Da sabato chi avrà effettuato anche il richiamo potrà ottenere l’attestato attraverso il proprio fascicolo sanitario elettronico.
Il documento sarà dotato di sigillo digitale della Regione Lazio e saranno riportati i dati anagrafici, la data di prima e seconda somministrazione, il tipo di vaccino somministrato, il codice Aic e il lotto di produzione.
L’attestato sarà dotato di un Qr code per verificarne l’autenticità attraverso l’app Salutelazio.
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COVID: Sardegna, ancora numeri da zona bianca
Tasso positività 0,7%, ma ora timori per assalto da zone rosse
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CAGLIARI
17 marzo 2021
18:41
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Restano stabili i casi di positività al Covid-19 in Sardegna dall’inizio dell’emergenza: nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale sono stati rilevati 92 nuovi contagi (ieri erano 79, ma con meno tamponi) a seguito di 12.190 test con un tasso di positività dello 0,7% (ieri era dello 0,9%).
Nell’isola si registrano anche due nuovi decessi (1.200 in tutto).
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Sono, invece, 163 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (-9), mentre restano 29 i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 12.627. I guariti sono complessivamente 28.520 (+87), mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell’Isola sono attualmente 185.
Sul fronte vaccini, i segretari generali dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil Marco Grecu, Adalberto Farina e Maria Giuseppa Speziga, denunciano una “campagna vaccinale a rilento sugli over 80 in Sardegna,”. Dopo un sit-in davanti al Consiglio regionale, i sindacati sono stati ricevuti dai capigruppo e dal presidente dell’Assemblea Michele Pais. “Gli ultraottantenni vaccinati sono appena 18mila su un totale di circa 115mila. E’ necessario accelerare i tempi magari perfezionando l’accordo con i medici di base”, hanno dichiarato i rappresentanti dei pensionati.
Ma proprio oggi l’Assl di Sassari ha reso noto che ha toccato quota 5mila prime dosi somministrate la campagna di vaccinazione anti Covid degli over 80 nei vari presidi del territorio.
Intanto è attesa nelle prossime ore l’adozione di una nuova ordinanza da parte della Regione Sardegna, unica in zona bianca in tutta Italia, per inasprire i controlli in ingresso nell’Isola per evitare l’assalto alle seconde case per Pasqua, controlli già in vigore da lunedì 8 marzo. Per evitare che i passeggeri possano sfuggire alle verifiche, il governatore Christian Solinas sta predisponendo un’ulteriore stretta che dovrebbe prevedere l’operatività di tutte le forze in capo alla Regione, dai forestali ai barracelli.
E c’è anche il primo atto ufficiale di un sindaco, Ignazio Locci di Sant’Antioco che ha firmato un’ordinanza che prevede da domani l’obbligo di quarantena per 10 giorni anche se si è in possesso di tampone antigenico-rapido negativo.
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Curava tumori con ultrasuoni, dottoressa a processo
Lanusei, andrà in Assise con l’accusa di omicidio volontario
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NUORO
17 marzo 2021
19:22
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E’ stata rinviata a giudizio dal Gup di Lanusei la dottoressa di Tertenia (in Ogliastra) Alba Veronica Puddu, indagata per omicidio volontario, circonvenzione di incapace e truffa, per aver curato dei pazienti affetti da tumore con metodi alternativi, quali gli ultrasuoni. Cure che non avrebbero prodotto alcun effetto sui pazienti ma anzi in alcuni casi ne avrebbero provocato la morte.
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Dovrà comparire davanti alla Corte D’Assise di Cagliari il 26 aprile.
Il Gup del tribunale di Lanusei Mariano Arca oggi ha accolto la richiesta formulata dal Pm Gualtiero Battisti. Accuse che sono state sempre respinte dalla professionista e dai suoi difensori, Michele Zuddas e Nicola Andrea Oggiano che hanno fatto leva sulla mancanza del nesso di causalità tra i decessi e le cure del medico.
Tre le vittime accertate all’inizio dell’inchiesta, ma l’accusa di omicidio volontario era rimasta in piedi solo per uno dei tre decessi: negli altri due casi , secondo il consulente del Pm, non ci sarebbe stato nessun nesso.
L’indagine era partita dopo un’inchiesta de “Le Iene” trasmessa il 19 novembre 2017 su Italia 1, in cui venivano segnalati casi di malati oncologici che avevano abbandonato le terapie tradizionali per quelle proposte da Alba Veronica Puddu, come ultrasuoni, radiofrequenze e rivitalizzazione del sangue, tipologie di trattamenti il cui ambito tipico di applicazione sarebbe quello della medicina diagnostica o estetica.
Nel 2018 la Procura di Lanusei aveva sequestrato nello studio della professionista a Tertenia parte della sua strumentazione medica, tra cui ecografi e apparecchiature ad ultrasuoni. Nel maggio 2018 il Gip Francesco Alterio aveva interdetto la donna dall’esercizio della professione medica. Ma prima ancora era stata sottoposta al procedimento disciplinare da parte dell’ordine dei medici di Nuoro.
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In un video lo stato di usura di una pila del Ponte Morandi a Genova
Le intercettazioni: “Sul Morandi ispezioni fatte dai ciechi”
(2)
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17 marzo 2021
19:26
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Nel fascicolo d’inchiesta sul crollo del ponte Morandi c’è anche un video che mostra lo stato di usura dello strallo della pila 9, quella che crollando causò la tragedia il 14 agosto del 2018, provocando 43 morti. Quel video è datato 2015 ed è stato mostrato in esclusiva dal Tg La7.
Nel video si mostrano le fasi del carotaggio eseguito la notte del 21 ottobre 2015 dai tecnici di Spea, la società che si occupava dei controlli tecnici e della manutenzione per conto di Autostrade per l’Italia.
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I tecnici eseguono un carotaggio nello strallo della Pila 9 del Ponte e le immagini mostrano lo stato di salute dei trefoli che appaiono molto usurati. La procura la ritiene una prova determinante per provare che le manutenzioni non vennere fatte con cura.
Intanto dalle intercettazioni emergono nuovi particolari riferiti alle ispezioni compiute dai tecnici di Spea che avrebbero dovuto portare alle manutenzioni. Un ex dirigente di Aspi dice: “Ma a fare le ispezioni mandavao i ciechi?”.
In un’altra intercettazione si sente dire: «Perché vai a vedere sempre un ponte di notte? Ci vai di giorno, tre ore, lo chiudi e vedi. E invece no, al buio con le lampade… perché non volevano bloccare il traffico». La Procura ha messo le intercettazioni a disposizione delle difese considerandole «rilevanti».
Una delle più significative è stata registrata il 24 dicembre 2018. Parlano Paolo Berti, ex direttore centrale operazioni di Autostrade per l’Italia, e Michele Donferri Mitelli, ex capo nazionale delle manutenzioni di Aspi. Berti, descrive un’ispezione richiesta dagli inquirenti su un’infrastruttura adiacente al Morandi. «La Procura voleva essere garantita che quell’opera fosse solida, insomma a posto… Ha fatto fare l’ispezione con Spea, da 43 come voto (Spea) ha dato 50 (in una scala del rischio di un’infrastruttura un voto più alto indica condizioni peggiori, fino al pericolo crollo fra 60 e 70, ndr). E oggi c’era la Guardia di finanza in società». Donferri sospira: «C’è la Guardia di finanza?». Berti: «In Spea a Genova». Donferri: «(ride) Dio mio… buono buono!». Continuano a confrontarsi sull’improvvisa revisione del voto, poi Berti esplode: «Ma io non so… cosa mandavano… Io ripeto, per me mandavano i ciechi! Mandavano i ciechi a fare ispezioni questi! I ciechi!».
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Terrorismo: istigava alla Jihad, espulso tunisino
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TORINO
18 marzo 2021
08:35
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E’ stato denunciato per apologia e istigazione a delinquere con finalità di terrorismo e rimpatriato in Tunisia Nairi Nasir, anni 28. Irregolare sul territorio italiano, l’espulsione è giunta al termine di una articolata indagine di polizia e carabinieri per avere il tunisino più volte confidato ad altri connazionali la volontà di compiere attentati in Italia in nome della Jihad, istigando anche alcuni stranieri a compiere atti di terrorismo.
Le indagini nei confronti del 28enne espulso erano iniziate lo scorso ottobre, quando, al termine di una funzione religiosa in una moschea di Torino, si era avvicinato all’Imam esaltando l’azione terroristica dell’attentatore parigino responsabile della decapitazione del professor Samuel Paty, rimproverando il predicatore per aver stigmatizzato l’azione criminale. Positivo al Covid, l’uomo ha minacciato di tagliare la gola ai sanitari del centro d’accoglienza straordinario in cui è stato curato.
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Associato al Centro di Permanenza per il Rimpatrio, per gli investigatori ha subito evidenziato una particolare inclinazione alla violenza. “Dobbiamo seguire la strada di Allah – ha più volte sostenuto minacciando gli appartenenti alle forze di polizia – per fare Jihad o qui o in Siria…io non ho niente da perdere, quello è il mio obiettivo e la mia strada…ci vediamo fuori e ti faccio esplodere perché io faccio kamikaze ishallah…vi taglio la gola…se mi mandi al mio paese…io dopo vado in Siria e voglio fare Jihad”.
Il tunisino è accusato anche di avere istigato alla rivolta alcuni connazionali e di aver partecipato al danneggiamento di alcuni moduli abitativi, a seguito dei quali era stato arrestato e condannato alla pena di 2 mesi e 20 giorni di reclusione.
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Morandi torna sui social, ‘è più dura del previsto’
Il cantante posta un video con gli auguri del Bologna Calcio
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BOLOGNA
17 marzo 2021
19:59
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“E’ più dura del previsto”: Gianni Morandi torna a scrivere sui social, dopo l’incidente che lo ha costretto al ricovero, l’11 marzo all’ospedale di Cesena, per le ustioni a mani e gambe. “17 marzo.
Grazie a Siniša e a tutti gli amici del Bologna Football Club”, scrive Morandi su Facebook, postando un video della sua squadra del cuore che prima dell’allenamento gli invia, per voce dell’allenatore Sinisa Mihajlovic, un “in bocca al lupo di pronta guarigione”.
Morandi si è infortunato mentre bruciava sterpaglie nel giardino di casa ed è scivolato sulle fiamme. Per le bruciature sono stati necessari ricovero e cure specializzate. Da allora era rimasto silente sui social.
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Riprese sul lago di Como per il film su Gucci con Lady Gaga
Il cast è alloggiato a Villa d’Este di Cernobbio
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COMO
17 marzo 2021
18:14
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Prima giornata di riprese, oggi, sul lago di Como per il film “House of Gucci” che l’83enne regista Ridley Scott sta girando in queste settimane in Italia. Gli attori Al Pacino, Jared Leto, Jeremy Irons, Adam Driver, oltre alla superstar del pop Lady Gaga, alloggiano da ieri al grand hotel Villa d’Este di Cernobbio e questa mattina all’alba si sono portati sul set allestito nella villa e nel parco sul lago di Villa Balbiano, nel Comune di Tremezzina, dove sono state girate quasi tutte le scene previste, tra cui quella di una grande festa a bordo piscina.
Domani il set dovrebbe trasferirsi tra Argegno e Colonno e venerdì sopra Gravedona, in Alto Lario.
Lo staff di circa 200 persone è alloggiato in quattro alberghi di Tremezzina e Griante, mentre il centro operativo è stato allestito nel centro sportivo di Lenno, che fa da riferimento anche per le misure anti-covid.
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Luca Zingaretti, torno a casa, grazie per le cure
Su Instagram un’immagine dal letto di ospedale con le valigie
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17 marzo 2021
15:09
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“Torno a casa. Grazie a tutti per le cure e per l’affetto.
Una parte di me resta accanto a chi è ancora qui a lottare”. Con un’immagine postata su Instagram, che lo ritrae di spalle su un letto di ospedale, con le valigie accanto, Luca Zingaretti conferma indirettamente di essere stato ricoverato. Nei giorni scorsi Dagospia aveva diffuso l’indiscrezione – mai confermata finora – della positività al Covid dell’attore, reduce dal successo in tv con l’ultimo episodio del Commissario Montalbano, Il metodo Catalanotti.
Attualmente Zingaretti la nuova serie Sky Original ‘Il Re’ che Lorenzo Mieli e The Apartment producono con Wildside.
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Dopo Milano ‘Bauli in piazza’ a Roma il 17 aprile
Nuova manifestazione nazionale del settore spettacolo ed eventi
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ROMA
17 marzo 2021
14:27
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Tornano i Bauli in piazza. Sabato 17 aprile, in Piazza del Popolo a Roma, si svolgerà la seconda manifestazione nazionale del movimento nato ad ottobre con lo schieramento di 500 bauli davanti al Duomo di Milano.
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Una protesta pacifica che raccoglie tutti coloro che lavorano nel settore eventi, spettacolo, fiere, congressi e musica dal vivo, oggi in ginocchio a causa della peggiore crisi che abbia mai attraversato.
La piazza romana ai piedi del Pincio sarà invasa da un esercito di bauli – oggetto-simbolo dei lavoratori dietro le quinte – e da migliaia di operatori che manifesteranno nel rispetto delle norme anti covid, come già realizzato a Milano con la nascita di Bauli In Piazza.
“Il gioco a rimpiattino dei vari governi e del ministro Franceschini nei confronti della nostra categoria ha la grave responsabilità di portare le persone alla disperazione e quindi alla rabbia” – dichiara il direttivo di Bauli in Piazza e prosegue: “il tempo della farsa è finito e anche la nostra pazienza.” Il movimento chiede “immediata istituzione di un fondo da erogare in soluzioni mensili a tutte le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo ed eventi, sia discontinui che partite iva, che coprano il periodo gennaio-dicembre 2021, per garantire una soglia minima di continuità di reddito”; “immediato sostegno economico per le imprese della filiera basato sul fatturato annuo legato a spettacolo ed eventi”; “immediata calendarizzazione di un tavolo interministeriale che, su parametri prestabiliti, imposti i modelli graduali di ripartenza del settore, per dare una visione prospettica e agibilità imprenditoriale”; “immediata calendarizzazione di un tavolo interministeriale che affronti la riforma del settore con particolare riferimento alla previdenza e all’assistenza delle lavoratrici e dei lavoratori”.   SPETTACOLI, MUSICA E CULTURA

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Vive 525 giorni con cuore artificiale, trapiantato bimbo
A 7 anni. Record a lieto fine al Regina Margherita di Torino
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TORINO
17 marzo 2021
12:43
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Ha atteso il trapianto per 525 giorni in ospedale, collegato a un cuore artificiale un bambino di sette anni operato con successo all’ospedale Regina Margherita della Città della Salute di Torino. Un vero e proprio record a lieto fine dopo un anno e mezzo vissuto grazie a un cuore artificiale Berlin Heart, il tempo di impianto più lungo tra i piccoli ‘eroi’ della Cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale infantile torinese.
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Il bambino sta bene ed è già stato dimesso.
Nato in Marocco, nell’estate 2019 il bambino ha iniziato ad accusare i sintomi di insufficienza cardiaca. Con la madre raggiunge il padre in Liguria e, dopo un breve periodo di degenza in un altro ospedale pediatrico, viene trasferito in elicottero al Regina Margherita. Neanche il tempo di entrare nella Terapia Intensiva cardiochirurgica, diretta dal dottor Sergio Michele Grassitelli, che il suo cuore si ferma. Rianimato e sottoposto a Ecmo, la circolazione extra-corporea, pochi giorni dopo viene impiantato un cuore artificiale Berlin Heart che lo tiene in vita e gli consente di riprendersi.
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Il bimbo inizia ad apprezzare la cucina italiana, cresce, impara la nostra lingua, sotto gli occhi vigili del papà e della mamma, che nel frattempo mette alla luce un fratellino. Tutto questo per 525 lunghi giorni, tutti in ospedale, alcuni trascorsi nei locali dell’Isola di Margherita, lo spazio per le lungodegenze dei pazienti dell’Oncoematologia diretta dalla professoressa Franca Fagioli. Poi il trapianto di cuore dall’équipe dei cardiochirurghi pediatrici, diretta dal dottor Carlo Pace Napoleone. Un recupero molto veloce, lo stupore di svegliarsi senza il ventricolo artificiale adagiato sull’addome, collegato a una consolle di comando che lo teneva in vita ma lo limitava in tutte le azioni. Qualche giorno di degenza tra i cardiologi pediatrici e gli infermieri della dottoressa Gabriella Agnoletti, seguito con attenzione dal Enrico Aidala, cardiochirurgo responsabile del Programma Trapianti, e nei giorni scorsi la dimissione.   MEDICINA, SALUTE E BENESSERE

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Esce Tsunami, il romanzo postumo di Stefano D’Orazio
L’uscita era già programmata, la moglie tiene fede all’impegno
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17 marzo 2021
12:23
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Esce il 18 marzo ‘Tsunami’ (La Corte Editore), il primo romanzo di Stefano D’Orazio, storico batterista dei Pooh morto lo scorso novembre. Il musicista aveva lavorato a lungo a questo progetto la cui uscita era già stata programmata a marzo 2021: per questo la moglie Tiziana Giardoni ha deciso di pubblicarlo e onorare l’impegno a cui Stefano aveva dedicato l’ultimo anno di vita.
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Walter ha 56 anni, vive a Milano ed è un importante pubblicitario che ha dedicato tutta la vita al lavoro, creando a poco a poco distanze incolmabili dalla sua famiglia. Ma a un tratto sembra che tutta l’esperienza e il talento che lo hanno sempre caratterizzato non bastino più. Una nuova generazione sta mettendo all’angolo la sua e lui si sente improvvisamente fuori tempo. Decide allora di lasciare tutto e fuggire in Polinesia.
La barca è sempre stata la sua passione, ma quando decide di intraprendere un viaggio alla scoperta delle Galapagos, viene travolto da un terribile tsunami che stravolge ogni suo piano.
Costretto su un’isola deserta, con la sola compagnia di un gatto clandestino, sarà obbligato a mettersi completamente in gioco e ad affrontare il suo passato, le sue paure e una banda di trafficanti di armi che rappresentano allo stesso tempo un pericolo mortale e la sua unica possibilità di salvezza.
Tsunami è il racconto di una seconda opportunità, del coraggio di prendere in mano la propria vita, mettersi in gioco e superare i timori e le ansie. D’Orazio – già autore di due libri autobiografici – teneva moltissimo a questo nuovo progetto: Walter in parte è la rappresentazione stessa delle sue scelte, la decisione di lasciare la sua vita da “suonatore di tamburi”, come amava definirsi e trovare in Pantelleria la “sua” isola, dove dare vita a nuovi progetti e nuovi stimoli, in cui scrivere per il musical e di sé, sotto lo sguardo sornione di Prilly, la sua amata gatta.
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Studio Frasi, in soggiorno e cameretta per la finale di Sanremo
E per il 24% il festival ha attratto un pubblico nuovo
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16 marzo 2021
18:17
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In soggiorno o in cameretta: le ultime elaborazioni dello Studio Frasi sugli ascolti della finale di Sanremo 2021 rivelano che la visione è aumentata in queste due stanze, a conferma della ‘co-visione’ del festival in famiglia, riunita in casa anche per le restrizioni anti-Covid, e del successo sul pubblico più giovane. In generale, Sanremo ha anche attratto un pubblico nuovo: il 24% di chi lo ha seguito quest’anno, non lo aveva visto nel 2020.
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Analizzando le rilevazioni Auditel stanza per stanza, lo Studio Frasi rileva che la visione della serata finale in soggiorno ha sfiorato i 7,3 milioni (superando i 6,9 milioni dell’anno scorso) , con uno share del 50%. Nelle camerette di ragazze e ragazzi si nota una crescita di 74 mila spettatori in più rispetto al 2020, per un totale di 288 mila televisori collegati a Rai1, che diventano 305 mila nella seconda parte della finale, per uno share del 55.7%. Anche sulle cinque serate, la media nelle stanze dei ragazzi è stata di 268 mila spettatori, in linea con l’anno scorso, e con un aumento dei contatti (cioè il numero di coloro che si sono collegati con Sanremo almeno per un minuto), a fronte del calo generale della platea del festival.
Sanremo è riuscito anche ad attrarre un pubblico nuovo: il 67% di chi aveva seguito l’edizione 2020 per almeno 15 minuti, ha visto il festival anche quest’anno, mentre il 24% del pubblico 2021 è composto da persone che non lo avevano visto l’anno scorso.
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Vigile urbano muore dopo Pfizer, aveva altre patologie
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SALERNO
16 marzo 2021
16:08
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I carabinieri della compagnia di Sapri (Salerno) hanno effettuato i primi accertamenti in seguito alla morte di Michele Quintiero, vigile urbano di Vibonati (Salerno) deceduto ieri sera a seguito di un malore. L’allarme è scattato intorno alle 20.30; un’ora e mezza prima il 62enne era stato presso l’ospedale di Sapri dove gli era stata iniettata una dose di Pfizer, vaccino anti-Covid.
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I militari, agli ordini del capitano Matteo Calcagnile, hanno ascoltato il medico che ha somministrato il siero, il responsabile del servizio vaccini ma anche il medico curante del vigile urbano. Gli uomini dell’Arma, inoltre, hanno acquisito l’elenco dei pazienti a cui è stato somministrato lo stesso lotto del vaccino: si tratta di una novantina di persone, tra cui diversi over 80 che hanno ricevuto la dose di richiamo. Da quanto si apprende nessun paziente ha manifestato disturbi. La Procura di Lagonegro, in ogni caso, ha disposto il sequestro della salma del pubblico ufficiale e nelle prossime ore incaricherà il medico legale che dovrà effettuare l’autopsia. Il direttore sanitario dell’ospedale di Sapri, Rocco Calabrese, nella tarda serata di ieri, aveva spiegato che “non è dimostrabile una relazione causale con la somministrazione del vaccino” e che il paziente “era affetto da patologie pregresse di natura metabolica e cardiocircolatoria”. L’Amministrazione comunale di Vibonati e il sindaco Franco Brusco hanno affidato ai social il proprio cordoglio. “In momenti come questi è davvero difficile esprimere con parole il grande vuoto che Michele Quintiero ha lasciato in ognuno di noi”, si legge sulla pagina ufficiale dell’Ente. “Michele non era solo un vigile urbano, ligio al suo dovere, ma era soprattutto un amico, una persona semplice, disponibile su cui si poteva sempre contare. Il suo sorriso contagioso e la sua umanità mancheranno a tutti noi e alla comunità intera. Questa Amministrazione proclamerà il lutto cittadino il giorno delle esequie, per esprimere il cordoglio per la scomparsa del caro Michele, come segno di vicinanza dell’intera comunità vibonatese a tutti i familiari”.
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Tom e Jerry, i due rivali questa volta sono amici
Film live action, in Italia tra doppiatori Bonolis e Laurenti
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17 marzo 2021
20:29
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“Tom & Jerry”, il film diretto da Tim Story con i due iconici rivali protagonisti in un’avventura inedita, arriva in Italia in digitale da giovedì 18 marzo, disponibile su Amazon Prime Video, Apple Tv, Youtube, Google Play, TIMVISION, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV e per il noleggio premium su Sky Primafila e Infinity. In occasione dell’arrivo in Italia della pellicola, sul canale Youtube ufficiale di Warner Bros. Italia sono disponibili 10 minuti in anteprima.
Nel film “Tom & Jerry”, che sarà impreziosito da un cameo di Paolo Bonolis e la partecipazione vocale di Luca Laurenti, una delle rivalità più amate della storia si riaccende quando Jerry si trasferisce nel miglior hotel di New York alla vigilia del “matrimonio del secolo”, costringendo il disperato organizzatore dell’evento ad assumere Tom per sbarazzarsi di lui.
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La conseguente battaglia tra gatto e topo minaccia di distruggere la sua carriera, il matrimonio e forse l’hotel stesso. Ma presto, sorge un problema ancora più grande: uno staff diabolicamente ambizioso che cospira contro tutti e tre.
Un mix di animazione classica e live action, la nuova avventura di Tom e Jerry rappresenta un nuovo orizzonte per questi personaggi iconici e li costringe a fare l’impensabile… lavorare insieme per salvare la situazione.
“Tom & Jerry” è interpretato da Chloë Grace Moretz, Michael Peña , Colin Jost, Rob Delaney, Pallavi Sharda, Jordan Bolger , Patsy Ferran , Nicky Jam, Bobby Cannavale, Lil Rel Howery e Ken Jeong. Il film è diretto da Tim Story (“I Fantastici 4″), scritto da Kevin Costello, basato sui personaggi creati da William Hanna e Joseph Barbera. La musica è composta da Christopher Lennertz.
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A Paestum il Tempio di Nettuno monitorato online
Zuchtriegel, dagli scavi novità sulla storia della costruzione
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17 marzo 2021
20:26
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PAESTUM  – Un sistema di monitoraggio sismico continuo per il Tempio di Nettuno a Paestum forse il tempio dorico più famoso del mondo antico e il meglio conservato della Magna Grecia. Il progetto, attivo da questi giorni, è stato realizzato grazie ad una collaborazione tra il Parco Archeologico di Paestum e Velia e il dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno.
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E una parte dei dati sarà accessibile da tutti online sul sito del Parco, mentre l’accesso completo verrà assicurato gratuitamente agli enti di ricerca di tutto il mondo.
Il sistema, spiega il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel, prevede 14 punti di misura, realizzati con sensori di ultima tecnologia, che sono sono stati posizionati sulle parti alte dell’edificio e nel sottosuolo, per misurare in tempo reale ogni minimo movimento della struttura millenaria. La precisione degli accelerometri è tale da poter registrare non solo attività sismiche, ma anche l’impatto del traffico e persino del vento sul tempio. Tutti dati che, raccolti in maniera sistematica, aiuteranno a elaborare un modello del comportamento dinamico dell’edificio e a rintracciarne cambiamenti strutturali, non visibili a occhio nudo, ma potenzialmente pericolosi.
” In pratica un’integrazione virtuosa tra ricerca applicata e tutela che impiega tecnologie e sensori altamente innovativi, sviluppati dal professore Fabrizio Barone per applicazioni nei settori della sismologia e della geofisica, integrando le conoscenze di molti settori scientifici, tra cui l’archeologia, l’architettura, la geologia e l’ingegneria strutturale”, fa notare Luigi Petti, ingegnere dell’Ateneo salernitano che ha messo a punto il progetto insieme con l’architetto Antonella Manzo. Un lavoro, precisa, che rientra in un progetto di ricerca più ampio, a cui partecipano, tra l’altro, le università di Roma La Sapienza e di Kassel in Germania.
E dagli scavi per il posizionamento dei sensori sono arrivate anche novità per la storia del monumento. “In passato – spiega Zuchtriegel – l’archeologo Dieter Mertens ipotizzò sulla base di alcuni dettagli del podio che il tempio originariamente fosse stato progettato come un periptero di 8 x 19 colonne, per poi essere riprogettato in una forma più ‘moderna’ con 6 x 14 colonne. I nostri scavi hanno dimostrato che tutta la parte delle fondazioni effettivamente risale al periodo tardo-arcaico, circa mezzo secolo prima della terminazione del progetto intorno al 460 a.C.”. Come nelle grandi cattedrali del medioevo, fa notare il direttore, “anche qui dobbiamo immaginare un cantiere che si protraeva per più generazioni, con ripensamenti, aggiustamenti e cambiamenti in corso d’opera”. Non solo: lo scavo, racconta Zuchtriegel, “ci ha messo nella condizione di ricostruire come la costruzione del tempio abbia comportato una rimodulazione del paesaggio circostante. Prima di iniziare la costruzione, l’area dove sarebbe sorto il tempio era stata livellata, però senza abbassare il livello molto al di sotto del piano di campagna. Su un sottile strato di sabbia di mare furono poi messe le fondamenta che erano dunque quasi completamente al di sopra del piano di campagna. Solo successivamente furono coperti di terreno, creando così una specie di collinetta artificiale intorno al podio del tempio che si può apprezzare ancora oggi”. Un risultato, dice, “che ancora una volta fa capire come tutela e ricerca siano due facce della stessa medaglia”.
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I lavori per la messa in opera del sistema di monitoraggio sono stati finanziati da mecenati locali grazie all’Art Bonus.
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I ‘Preti verdi’ di Lancisi, storia di padre Bormolini
Testimonianze 10 sacerdoti che messo a centro questione ambiente
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FIRENZE
17 marzo 2021
18:50
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MARIO LANCISI – PRETI VERDI (ED.TERRA SANTA, PAGINE 188, EURO 15,90) – La storia del monaco, padre Guidalberto Bormolini, e del suo villaggio ecologico cristiano ‘Tuttoèvita’ nei boschi di Mezzana, piccolo borgo di Cantagallo (Prato), viene raccontata dal giornalista Mario Lancisi nel libro intitolato ‘Preti verdi’ disponibile anche in formato digitale (ed.Terra Santa, pagine 188, euro 15,90). Il volume ricostruisce l’Italia dei veleni attraverso le testimonianze di dieci sacerdoti coraggiosi che hanno messo al centro della loro missione la questione ambientale.
Nel piccolo eco villaggio è stato realizzato anche uno spazio per i malati terminali e per le loro famiglie, in cui viene offerto un accompagnamento sanitario oltre che spirituale e confessionale.
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Gli ospiti del borgo sono accolti nella Casa del Pane, un piccolo edificio che comprende una foresteria e un panificio. Tutto viene realizzato da manodopera offerta da volontari. Padre Guidalberto, come gli altri preti incontrati da Lancisi, si lascia ispirare dall’enciclica Laudato si’ (2015) in cui papa Francesco ha invitato l’umanità ad avere cura del pianeta attraverso la ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale. Bormolini è presidente di TuttoèVita onlus e responsabile della comunità dei ‘Ricostruttori nella preghiera’ nella diocesi di Prato, a Villa del Palco.
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Covid: questionario post Covid in Lombardia, domande ‘solo per donne’
Sul questionario della Asst Rhodense le voci per le donne sono ‘preparazione del cibo’, ‘governo della casa’ e ‘biancheria’
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MILANO
17 marzo 2021
18:45
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Fa discutere un questionario sottoposto al termine di un controllo post Covid nell’ospedale di Bollate (Milano) a Luca Paladini, portavoce dei Sentinelli di Milano, che l’ha postato sulla propria pagina Facebook. Sul questionario della Asst Rhodense ci sono voci riservate “solo alle donne”: ‘preparazione del cibo’, ‘governo della casa’ e ‘biancheria’.
Come se le attività in questione fossero di pertinenza esclusivamente femminile.
Numerosi i commenti indignati sotto il post pubblicato da Paladini. “Dovremmo assolutamente indagare sull’autore/ice di questo fantasmagorico questionario…” scrive Monica P.
“Non è tanto la Regione Lombardia, è lo strumento – chiarisce un altro utente, Cristian S. – per la valutazione delle autonomie strumentali, che in genere viene utilizzato nel caso di anziani e fa parte dello screening del decadimento cognitivo.
Di sicuro andrebbe rivisto e aggiornato perché in effetti fa abbastanza rabbrividire”.
Roberta R. commenta con ironia: “Spaccare la legna e cacciare le lepri (solo per uomini) non c’è?”.
Paladini si è sottoposto al controllo post-Covid insieme al padre, a cui era stato rivolto l’invito a presentarsi in ospedale. Entrambi erano risultati positivi nei mesi scorsi.
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Nomadi, primo raduno virtuale per il nuovo album
‘Solo esseri umani’ è il nuovo disco di inediti che si intitola come il singolo cantato insieme ad Enzo Iacchetti
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17 marzo 2021
11:28
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L’ascolto del nuovo album di inediti dei Nomadi, in uscita venerdì 23 aprile, sarà anticipato nel primo raduno virtuale della band.
Per mantenere la grande tradizione che li contraddistingue, con raduni oceanici a Novellara ricordando il compianto Augusto Daolio, i Nomadi hanno organizzato un brindisi, stavolta virtuale, con i loro fan più affezionati.  Chi ordinerà l’album prima del 21 aprile potrà inviare una mail all’indirizzo nomadi@nomadi.it e riceverà un invito all’evento virtuale, fissato per il giorno successivo, nel corso del quale si ascolteranno in anteprima tutte le canzoni del nuovo lavoro discografico ‘Solo Esseri Umani’.
Valori, amore e vita sono le tre parole chiave del nuovo album di inediti, pubblicato su etichetta BMG in formato Vinile, CD e Digital Download, che prende il nome dal singolo ‘Solo esseri umani’, cantato insieme all’amico storico della band, Enzo Iacchetti.
Ogni traccia racchiude uno spunto di riflessione sulla nostra esistenza e sul momento complesso che stiamo vivendo.
Ecco la tracklist: 1 – Ogni cosa che vivrai 2 – Solo esseri umani 3 – Fidati di me 4 – Frasi nel fuoco 5 – Abbracciami ancora una volta 6 – Il segno del fuoriclasse 7 – C’eri anche tu 8 – Soffio Celeste 9 – Dalla parte del cuore 10 – Voci per cantare 11 – Solo esseri umani (Feat. Enzo Iacchetti).
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Federico Fashion Style in Sardegna in tour, polemica social
Parrucchiere su Instagram “siamo in zona rossa, non mi fermo”
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16 marzo 2021
17:45
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“Ho deciso in questo periodo di chiusura dei miei saloni situati in zona rossa di andare in Sardegna e organizzare il lavoro in massima sicurezza”.
L’annuncio è di Federico Lauri, noto Federico Fashion Style, il parrucchiere dei vip.
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Non è passata inosservata l’iniziativa del parrucchiere annunciata con un post e un video su Instagram e sulle sue pagine social, dove sono piovute critiche da parte di alcuni utenti dopo l’annuncio di Federico che ha deciso di avviare un tour di lavoro in Sardegna che lo porterà da Iglesias a Olbia passando per Quartucciu, Cagliari, Oristano, Alghero e Sassari. “Stai a casa tua”, è uno dei commenti comparsi sul suo profilo Instagram. “Abbi rispetto per i nostri parrucchieri”.
“Perché venire dalla zona rossa in Sardegna? Evita!”, scrive qualcun altro.
“Sento il bisogno di non dovermi fermare, perché solo quando esprimo la mia arte io sono felice”. E’ stata la spiegazione alla sua iniziativa. Lauri era salito alla ribalta delle cronache dopo il suo ultimo viaggio per vacanza in Sardegna, l’estate scorsa: quando era rientrato a Roma era risultato positivo al Covid. Il tour di Federico fashion style in Sardegna partirà il prossimo sabato 20 marzo da Iglesias per concludersi a il 26-27 a Olbia.
L’attività nei suoi saloni, con la nuova ordinanza del Ministero della Salute, si è fermata e da qui la scelta di andare nell’Isola, dove i parrucchieri, invece, continuano lavorare. “State tranquilli – ha sottolineato il famoso parrucchiere -, chi arriva dalla zona rossa come me deve fare il tampone e iscriversi al portale della Sardegna. Io farò il tampone il giorno prima di partire. State assolutamente tranquille”.
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Uccide moglie e suocera nel Tarantino, poi si suicida
Duplice femminicidio a Massafra. L’uomo si è impiccato a un ulivo
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TARANTO
16 marzo 2021
10:04
APPROFONDIMENTO
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Ha ucciso ieri sera moglie e suocera colpendole al volto e alla gola con un coltello o un arnese da lavoro. Poi ha telefonato ai carabinieri confessando il duplice omicidio ed è sceso in strada, facedno perdere le proprie tracce.
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Stamani Antonio Granata, 61 anni, è stato trovato senza vita nelle campagne di Palagiano, nel Tarantino: l’uomo si è ucciso, impiccandosi a un albero di ulivo con un cavo di acciaio.
Quando, ieri, sono intervenuti i carabinieri, nell’appartamento al piano terra dov’è avvenuta la tragedia, in via Leonardo Da Vinci nel rione San Francesco, si sono trovati di fronte a una scena raccapricciante, con le due donne riverse per terra, in un lago di sangue, in stanze diverse. Le vittime sono Carolina Bruno di 65 anni, e sua madre Lorenza Addolorata Carano, di 91. Sono intervenuti anche il medico legale e il pm di turno della Procura di Taranto, Marco Colascilla Narducci. La zona è stata transennata e i militari del Ris stanno compiendo i rilievi per ricostruire la dinamica del duplice omicidio. Le vittime sono state colpite con violenza e non hanno avuto, stando alle prime informazioni, alcuna possibilità di difendersi dall’uomo. Prima di allontanarsi il 61enne ha telefonato al 112 confessando l’accaduto. “Venite, ho ucciso mia moglie e mia suocera”. Poi, prima di riattaccare, avrebbe anche manifestato l’intenzione di togliersi la vita. L’uomo è fuggito con la sua auto e i carabinieri ora sono impegnati nelle ricerche. Il sindaco di Massafra, Antonio Quarto, appresa la notizia dagli agenti della Polizia Locale, parla di “immane tragedia che ha colpito la comunità. Una notizia che ci rattrista e ci lascia storditi. Pensiamo sempre – ha osservato – che questi eventi tragici non ci debbano mai toccare da vicino. Bisogna reagire a una bruttissima notizia che si aggiunge al periodo che viviamo, sicuramente non dei più semplici”.
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Pietro Castellitto, Totti mi ha salvato dalla paura della morte
E’ il capitano in Speravo de Morì Prima su Sky dal 19
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15 marzo 2021
19:56
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“Io quando ero piccolo avevo una immotivata paura della morte, ero terrorizzato dalle ambulanze, la esorcizzavo pensando a Totti. Credo sia l’archetipo della paura della fine, la nostra rete di salvataggio, per tutti i tifosi, anche non di fede romanista”.
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Pietro Castellitto, che ha impersonato Francesco Totti nella serie “Speravo de morì prima”, in onda su Sky Atlantic a partire dal 19 marzo, parla in collegamento web con gli altri protagonisti dallo stadio Olimpico. La moglie del fuoriclasse, Ilary Blasi, è interpretata da Greta Scarano.
“Sono cresciuto con il poster del Capitano in camera. Ho iniziato a sedermi su queste poltroncine da piccolino. Con il poster ci parlavo. Ho avuto modo di incontrarlo durante i provini e le riprese. Ho ritrovato recentemente un diario in cui in una pagina commento una partita: è dedicata a Totti, avevo 9 anni, è piena di superlativi. Scrivevo: è come l’inchiostro senza penna, l’unico capitano, il calcio non avrebbe avuto senso senza di lui”, racconta Castellitto. “Totti è un personaggio estremamente loquace, consapevole del mito che è, e fa di tutto per metterti a tuo agio”, sottolinea, “ama divertirsi e ha una sua intelligenza particolare”. E ancora: “E’ rimasto fedele alla sua casacca, sempre: la lealtà ti fa amare da tutti le altri calciatori nella storia di questa disciplina”.
A Totti e Ilary la serie, conferma Castellitto, “è piaciuta”.
Tratta dall’autobiografia di Francesco Totti scritta insieme a Paolo Condò, “Speravo de morì prima” è diretta da Luca Ribuoli e scritta da Stefano Bises, Michele Astori e Maurizio Careddu. La serie si concentra sugli ultimi due anni della carriera da calciatore del capitano e fuoriclasse romanista. Il titolo è una citazione di uno striscione apparso sugli spalti dell’Olimpico il 28 maggio 2017, durante l’ultima partita della carriera di Totti, un Roma-Genoa (3-2) in cui il capitano entrò nel secondo tempo, prima di una cerimonia in cui annunciò l’addio tra le lacrime e gli applausi degli 80 mila spettatori. All’autore sono stati pagati i diritti del copyright dai produttori.
La presentazione è stata affidata a Nicola Maccanico (Executive Vice President Programming Sky Italia): “Abbiamo scelto di raccontare gli anni più combattuti della carriera di Totti: l’aspetto più privato della sua vita è altrettanto interessante della dimensione pubblica, con quell’elemento più leggero che fa la differenza rispetto alla narrazione tradizionale”. Una sfida intrigante anche dal punto di vista artistico, come confermato dal CEO di Wildside Mario Gianani: “Raccontare una storia del presente, contemporanea, talmente fresca che era già scolpita nell’immaginario collettivo non è stato facile. Siamo andati alla ricerca di personalità, sia in Totti che in una città come Roma”. Il regista Ribuoli: “Siamo partiti da una base di scrittura altissima, che mi ha consentito di divertirmi insieme al cast”.
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Sondaggio, maggioranza giovani immagina futuro senza figli
Focus Fond.Donat Cattin su 18-20enni. Pesa incertezza lavoro
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15 marzo 2021
18:13
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La maggior parte dei giovani italiani tra i 18 e i 20 anni immagina il proprio futuro senza figli: è quanto emerge da un sondaggio commissionato dalla Fondazione Donat Cattin all’Istituto demoscopico Noto Sondaggi in occasione del trentennale della morte dell’ex Ministro. Secondo lo studio il 51% dei ragazzi interpellati non si immagina genitore; tra questi il 31% stima che a 40 anni avrà un rapporto di coppia ma senza figli e un ulteriore 20% pensa che sarà single. Nel valutare i motivi per cui non vogliono avere figli gli intervistati adducono soprattutto ragioni che riguardano la sfera sociale più che una avversione netta a diventare genitori.
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In particolare la carenza di lavoro (87%), seguita dall’assenza di politiche adeguate per la famiglia (69%). Una percentuale analoga però parla anche di crisi delle relazioni stabili mentre solo un ulteriore 37% ritiene i figli un ostacolo in quanto condizionano la vita. In relazione alla volontà di non avere figli i giovani possono essere divisi in 3 categorie: 1) c’è chi ha un atteggiamento che potremmo definire «narcisista» per cui un figlio, e più in generale legami stabili, limitano la propria libertà; 2) accanto a questa viene espressa però anche una motivazione più ‘realista’ che riguarda la paura di non potersi permettere economicamente questa possibilità; 3) non aver figli invece per mancanza di fiducia nella società è indice infine di un atteggiamento ‘nichilista’ che evidenzia il pessimismo di questo target nel guardare al futuro.
Un altro aspetto del sondaggio riguarda la sfera dei rapporti sociali e quindi la percezione di sentirsi incluso/escluso da parte dei 18-20enni. il 51% vive una forte insoddisfazione in quanto non si sente “pienamente incluso”, a questi si aggiunge un ulteriore 4% che invece lamenta una “esclusione totale”. La minoranza, seppure sostanziosa, ben il 44%, si autodefinisce invece “incluso”. Secondo il sondaggio inoltre a percepire le maggiori difficoltà di inserimento sociale sarebbero le donne rispetto agli uomini. I timori sui rischi di un inverno demografico per il nostro Paese vennero denunciati, viene ricordato da ultimo, 35 anni fa proprio da Carlo Donat-Cattin. Da ministro della Sanità, lo fece nel settembre del 1986 dal tradizionale convegno di Saint Vincent, come in altri interventi per sollecitare un radicale cambio delle politiche per la famiglia. Donat-Cattin vedeva l’Italia come un paese “in scadenza” sulla base di dati che gli aveva fornito il demografo Antonio Golini, confermati anche dalle proiezioni di alcune compagnie di assicurazione, che tuttavia furono contestati da alcuni giornali che accusarono il ministro di nostalgia verso politiche demografiche del ventennio fascista. Le “culle vuote” di questi anni hanno però confermato le sue previsioni.
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Terremoto magnitudo 6.2 davanti l’Algeria, avvertito anche in Italia
Paura ma nessuna vittima. Segnalazioni dalla Sardegna e dalla Liguria
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18 marzo 2021
05:19
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Una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.2 è stata registrata all’1:04 (ora locale e italiana) davanti alla costa dell’Algeria.
Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) italiano e del servizio di monitoraggio geologico statunitense Usgs, il sisma ha avuto ipocentro a circa 10 km di profondità ed epicentro a 20 km da Bejaia. Poco dopo sono seguite due repliche di assestamento di magnitudo 5.2 e 4.7, afferma il Centro algerino di ricerca in astronomia, astrofisica e geofisica (Craag).
Il terremoto ha scatenato il panico tra la popolazione ma “senza causare vittime né perdite materiali significative”, afferma la Protezione civile algerina in un comunicato.
La scossa è stata avvertita anche in Italia. Diverse testimonianze sono arrivate da cittadini, in particolare dalla Sardegna e dalla Liguria.
Non si registra comunque alcun danno.
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Assalti a portavalori: 13 arresti in Sardegna
Operazione Polizia e Gdf, sequestrato arsenale da guerra
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CAGLIARI
18 marzo 2021
09:12
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Tredici persone specializzate negli assalti ai portavalori sono state arrestate questa mattina in Sardegna da Polizia e Guardia di Finanza di Cagliari nell’ambito di una indagine sulle rapine nell’Isola.
L’operazione, che ha visto coinvolti oltre 300 tra poliziotti e militari delle Fiamme gialle, è stata coordinata dalla Dda e ha permesso di smantellare un gruppo criminale di “eccezionale pericolosità” che era pronto a colpire.

Il gruppo disponeva di un vero e proprio arsenale con armi da guerra, mitragliatrici Uzi, fucili automatici, Kalashnikov e bombe a mano. Le indagini hanno consentito di far luce su due assalti a istituti di vigilanza nei quali i malviventi si impossessarono complessivamente di oltre 11 milioni di euro e su una rapina in un supermercato dove i dipendenti furono legati e rinchiusi in uno sgabuzzino.
Ulteriori dettagli dell’operazione saranno illustrati in una conferenza stampa alle 11.30 nella Questura di Cagliari.
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Si scambiavano sui social video di minori abusati
Indagine Polizia, anche immagini neonati. Oltre cento indagati, 3 persone arrestate
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18 marzo 2021
09:21
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Si scambiavano sui social immagini e video di minori abusati o vittime di violenze, tra i quali anche neonati. La rete è stata scoperta dalla Polizia Postale al termine di un’indagine coordinata dalla procura di Catanzaro che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 119 persone e ad un centinaio di persone in tutta Italia.
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Tre le persone arrestate. Complessivamente gli investigatori hanno individuato 28mila immagini e 8mila video a carattere pedopornografico, sequestrando 230 dispositivi informatici.

Gli indagati hanno un’età compresa tra i 18 e i 72 anni e appartengono a diversi contesti sociali. Circostanze che – sottolinea la Polizia – fanno emergere “l’assoluta trasversalità del fenomeno che ricomprende professionisti, studenti, disoccupati, pensionati, impiegati pubblici e privati, militari, un appartenente alle forze di polizia e una guardia giurata”. L’indagine – coordinata dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, dall’aggiunto Giancarlo Novelli e dal Pm Saverio Sapia – è partita un anno fa sulla base di una serie di segnalazioni arrivate attraverso il circuito internazionale di cooperazione in materia di contrasto allo sfruttamento dei minori online con enti esteri e associazioni non governative al Centro nazionale di contrasto alla pedopornografia online dalla Polizia Postale. Gli accertamenti hanno consentito di individuare i 119 username utilizzati dagli indagati per scambiarsi il materiale e hanno portato alle perquisizioni di oggi che hanno interessato 16 regioni e 60 province, in particolare in Lombardia, Piemonte e Veneto, regioni nelle quali risiedono la metà degli indagati. I tre arrestati sono invece residenti nelle province di Imperia, Pistoia e Reggio Calabria. Nel corso delle perquisizioni gli agenti hanno sequestrato cellulari, tablet, hard disk, pen drive, computer, cloud, account email e profili social associati.
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Crolla braccio gru, muore operaio 55enne nel Barese
Procura di Bari ha aperto un fascicolo per omicidio colposo
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BARI
18 marzo 2021
09:32
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Un operaio di 55 anni, Giuseppe D’Erasmo, è morto ieri mentre era al lavoro in un deposito a Gravina in Puglia (Bari), in contrada Graviglione. Sulla vicenda la Procura di Bari ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.
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L’uomo, dipendente di una ditta di Ruvo di Puglia, si era recato nel deposito a Gravina per prelevare alcuni ponteggi in ferro.
Lì, stando ad una prima ricostruzione, sarebbe rimasto schiacciato dopo il cedimento del braccio di una gru durante lo spostamento di materiale edile.
Le verifiche tecniche dovranno accertare se il braccio sia crollato a causa del forte vento o a seguito di un cedimento dovuto ad usura o ad un guasto meccanico.
L’inchiesta per omicidio colposo, coordinata dal pm di turno Claudio Pinto, è affidata ai carabinieri e agli uomini dello Spesal, intervenuti sul posto per i rilievi e per raccogliere le prime informazioni dai colleghi della vittima utili a ricostruire la dinamica dell’incidente e individuare le eventuali responsabilità dei datori di lavoro, anche con riferimento alle norme sulla sicurezza. Nelle prossime la Procura valuterà se disporre l’autopsia.
Nella tarda serata di ieri il sindaco di Gravina, Alesio Valente, ha scritto un post su Facebook per esprimere “le più sentite condoglianze da parte della città tutta alle persone che lo hanno amato, anche se so che in questi momenti è così difficile sopportare il dolore di un ingiusto destino”.

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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