Fino venerdì sera c’è tempo per limare il Codice prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e potrebbe essere messo qualche paletto alla ‘deregulation’ delle gare. A far detonare la querelle, sono state le parole di Busia – proposto dal secondo governo Conte e votato dalle commissioni parlamentari nel settembre 2020 con una maggioranza trasversale, con 45 voti favorevoli su 46 alla Camera, e 25 su 26 al Senato – sul rischio che, con le nuove norme, i Comuni affidino i lavori alla cerchia degli amici. “Sì, vedo il rischio – ha detto Busia in una intervista a Repubblica -. Specie per gli affidamenti diretti sotto i 140 mila euro, dall’acquisto delle sedie ai lavori per imbiancare la scuola.
Potrebbero essere chiamate le persone più vicine al dirigente, al sindaco o all’ assessore. E ridurre la trasparenza aumenta i rischi corruttivi, specie ora che le risorse sono tante”. Parole che Locatelli ha definito “inqualificabili e disinformate dichiarazioni del presidente Busia sul Codice Salvini: se parla così di migliaia di sindaci e pensa che siano tutti corrotti, non può stare più in quel ruolo”. Peraltro, a febbraio in riunioni tecniche, si sottolinea in ambienti parlamentari, erano in parte già stati accolti suggerimenti provenienti dall’Anac. A stretto giro è arrivato, gettando acqua sul fuoco, l’apprezzamento di Busia per sindaci e amministratori locali. “Amministratori corrotti? No, nel modo più assoluto. I sindaci, soprattutto nei piccoli comuni, – ha affermato Busia intervistato da La Sette – oggi sono degli eroi. Svolgono una funzione essenziale, importantissima, pagati pochissimo e si assumono grandi responsabilità”. “Verso i sindaci – ha proseguito Busia spegnendo l’incendio – Anac nutre solo ammirazione”. “Anac fortunatamente ha cambiato rotta – ha detto Salvini – e i sindaci da potenziali delinquenti sono diventati degli eroi nel corso della giornata”. Fonti del Mit dicono il ministro “non si sottrae al confronto costruttivo per il bene del Paese e al fianco degli amministratori locali”.
Appalti piu’ semplici e veloci, arriva il nuovo Codice
A difesa del presidente dell ‘Anac sono scesi in campo il Pd, il M5s, Sinistra italiana, Iv-Az, e critiche al Codice sono venute da Cgil e Uil. Positivo invece il parere dell”Anci. “La colpa di Busia è solo quella di denunciare con forza le criticità del nuovo codice appalti – afferma il presidente dei senatori dem Francesco Boccia – Dietro la richiesta della velocizzazione si nasconde l’abbassamento della qualità dei lavori e il rischio sempre più forte di infiltrazioni ancora più massicce della criminalità organizzata. La destra sappia che le preoccupazioni di Busia sono le nostre”. Per Sabrina Pignedoli e Stefania Ascari di M5s, adesso “il 98% delle opere pubbliche, secondo le stime Anac, sarà realizzato senza gara d’appalto: si tratta di un lasciapassare per la criminalità organizzata”. “Salvini lasci stare l’Anac. Con la sua piena collaborazione – afferma il senatore Ivan Scalfarotto del gruppo Azione-Italia Viva – abbiamo fatto Expo presto e bene”. L’ok alla riforma arriva dalla segretaria generale dell”Anci Veronica Nicotra. “La valutiamo abbastanza positivamente, sono state portate a regime molte norme che erano già vigenti, quindi – ha aggiunto – non vedo nessuno stravolgimento, anzi al contrario direi che si è messo ordine a norme che venivano prorogate da tempo”. Invece per la Cgil, il nuovo testo è un vero e proprio salto all’indietro, una controriforma che elimina gli aspetti qualificanti nelle procedure di appalto ispirate ai principi della trasparenza”.