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Stati Generali M5s: da alleanze a mandati, i nodi in agenda
Il documento di lavoro per i 305 delegati del Movimento
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13 novembre 2020
23:57
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“Valorizzare le competenze in ingresso e quelle acquisite nell’esperienza istituzionale dei portavoce, senza rinunciare al principio fondante del limite al doppio mandato”. E’ il primo dei quesiti che i 305 delegati M5s saranno chiamati a risolvere al tavolo sulle “regole e principi” convocato nell’ambito della due giorni di lavoro degli Stati generali M5s di sabato e domenica.
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Un documento di lavoro inviato ai partecipati il M5s informa infatti i delegati che “gli esiti delle assemblee regionali hanno confermato che il limite del doppio mandato va mantenuto, in quanto elemento distintivo e irrinunciabile del Movimento 5 Stelle ” ma anche che “contemporaneamente, è emersa la necessità di capire come possano essere valorizzate le competenze acquisite dai portavoce nel corso dell’esperienza istituzionale”. Sul piatto ci sono varie soluzioni: come la possibilità di svolgere il ” terzo mandato per meriti speciali” o, tra gli altri, mantenere la regola del mandato “zero” per i consiglieri comunali o “consentire un terzo mandato consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno”.
DIREZIONE POLITICA. E’ il secondo dei punti all’ordine del giorno dei lavori del tavolo sulle regole. Il presupposto della discussione parte dall’assunto per il quale occorre conciliare “l’esigenza di una rappresentanza giuridica e istituzionale certa (necessaria per espletare le attività che la legge richiede) con l’esigenza manifestata di una guida collegiale”.
Nelle discussioni regionali le proposte avanzate dagli iscritti variano dalla possibilità di indicare un capo politico con ruolo da “primus inter pares” in una linea politica collegiale oppure optare per un organo collegiale puro, senza differenze tra i membri. Soluzione tuttavia che ponte un problema: “chi è il legale rappresentante o portavoce?”.
ROUSSEAU. Quello della piattaforma del M5s è un’ altro dei nodi che il M5s deve sciogliere. Le assemblee regionali hanno confermato la necessità di mantenere strumenti di democrazia diretta “seppur nella maggior parte delle riunioni territoriali sia emersa la necessità di rivedere le funzioni e i servizi attivati nell’ottica di una maggiore funzionalità” ma anche di ridefinire il “rapporto” con Rousseau. Tra ipotesi in campo, oltre all’affidamento del servizio, è contemplata anche quella di “internalizzazione della Piattaforma, con definizione di criteri di incompatibilità tra le varie cariche (Rousseau, Movimento 5 Stelle, cariche elettive)”.
ALLEANZE.
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“Le alleanze con altri partiti non devono essere strutturali ma contingenti in base ai territori, ai programmi ma soprattutto in base alle regole elettorali dei singoli territori in cui si deve concorrere”. Questa è la base di discussione. Ma la domanda a cui il tavolo sulle regole dovrà rispondere è un’altra: esistono “casi particolari in cui, oltre all’approvazione dei gruppi locali, è necessaria un visione più ampia che vada oltre le logiche del singolo territorio?”.
ORGANIZZAZIONE. Durante la due giorni di lavoro si riunirà poi il tavolo sull’organizzazione che dovrà decidere come implementare la rete territoriale del Movimento, in quali casi poter concedere l’uso del simbolo M5s ai gruppi locali, se arrivare al riconoscimento della figura dell’attivista, come finanziare le attività del M5s, se rivedere o meno gli organi di garanzia del Movimento.
AGENDA POLITICA. In tutti gli incontri territoriali, si legge nel documento del Movimento, ricorrono argomenti che sono “lo specchio delle preoccupazioni che oggi, in questi mesi, attanagliano gli italiani” e cioè la sanità, il lavoro, il fisco, la scuola. Dalle assemblee è pervenuta la richiesta di avere un salario minimo garantito, di garantire maggiori diritti ai lavoratori al fine di contrastare la precarietà. È stata, altresì, sottolineata l’importanza di arrivare alla cosiddetta seconda fase del reddito di cittadinanza, rendendolo più efficiente e rivedendo la figura dei navigator.
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Al via Stati Generali M5s,è battaglia per leadership
Al “congresso” si prospetta scontro governisti-ortodossi
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14 novembre 2020
10:52
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Le alleanze con i partiti, la leadership, la rivisitazione dei dogmi delle origini, dall’uno vale uno alla negazione della politica come professione: a sette anni dal suo esordio in Parlamento, il Movimento 5 Stelle ferma per un attimo le lancette del suo orologio per fare il punto sulla direzione che ha preso e su dove intende arrivare. E dopo mille ripensamenti e tanti rinvii arriva, dopo un anno esatto dal suo annuncio, a celebrare finalmente i suoi Stati Generali: quelli che non devono essere chiamati “congresso” in ossequio al ripudio pentastellato di ogni rituale dal sapore partitico.
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Ma tant’è.
Gli Stati Generali, con l’aiuto di Rousseau, aprono i battenti con una due giorni di dibattito, rigorosamente on-line, causa pandemia. Si inizia sabato con il “saluto” del premier Conte (ma che alcuni avrebbero voluto fosse qualcosa di più) e l’avvio di tre tavoli di lavoro: uno dedicato all’agenda politica, mentre gli altri due verteranno sull’organizzazione e sulle regole. “Per disegnare come il Movimento 5 Stelle potrà rinnovarsi, anche alla luce della maturata esperienza nelle istituzioni, a tutti i livelli” annuncia il capo politico Vito Crimi, attuale reggente e da domenica con molte probabilità “uscente”.
Domenica, nella speranza che si avveri un contributo di Beppe Grillo, si terrà invece il dibattito pubblico, trasmesso in streaming, in cui potranno intervenire i 30 oratori scelti tra quasi mille candidati attraverso una votazione on line degli iscritti su Rousseau. Sarà il momento del confronto diretto tra le varie “mozioni” in campo e tra i vari leader che negli anni si sono ritagliati un loro profilo politico specifico: Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, Roberto Fico e Paola Taverna tra i tanti altri votati anche tra le fila dei rappresentanti nel governo attuale e passato.
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Proprio questo passaggio, il più delicato di tutta la kermesse, ha tuttavia già provocato le prime prese di distanza e malumori tra i 5 Stelle.
Crimi ha deciso di non rendere noto il numero delle preferenze arrivate ad ogni “speaker” fintanto che non sarà deciso l’organo di direzione del Movimento. Che potrebbe essere collegiale o restare come ora nelle mani di un capo politico. Di certo però questo significa anche oscurare il peso che hanno dato i 26 mila votanti a ciascuno degli “speaker” eletti (ma anche bocciati) e alla loro piattaforma elettorale. Per capirsi, Roberto Fico invoca ad esempio “organo collegiale per gestire un Movimento” e fare “sintesi”. Di Battista si presenta con un programma che punta all’inviolabilità della regola dei due mandati, al no alle alleanze elettorali e al rafforzamento della piattaforma Rousseau e non sembra dispiacergli la formula del capo politico.
Di Maio è per la leadership collegiale, strizza l’occhio ai territori promettendogli più finanziamenti e teorizza la necessità di alleanze programmatiche a livello locale. C’è poi il gruppo di Parole Guerriere che ha mandato avanti in suo nome Luigi Gallo e che non solo propone una direzione collegiale ma invoca un’organizzazione del movimento sul modello degli altri partiti, con i suoi organi gestionali e un’autonomia che parta anche dallo sganciamento da Casaleggio e da Rousseau. Sapere quanti voti ha raccolto ciascuno di loro sarebbe quindi già un segnale sulla direzione da intraprendere.
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Tant’è che c’è chi lo dice, invocando il tanto abusato principio di trasparenza. Come Nicola Morra. O come Barbara Lezzi, sostenitrice della linea Di Battista, che chiede di sapere “prima di sabato i voti che ogni partecipante ha ricevuto”. Infine, sembra restare fuori dall’agenda la questione dei due mandati: quasi nessuno ne fa parola, a parte Di Battista, e in tanti immaginano che il divieto decadrà quando ce ne sarà bisogno. Al punto che, dopo Virginia Raggi, Giancarlo Cancelleri, già tanto chiacchierato per aver abbandonato il suo scranno da consigliere regionale siciliano, ricoperto per due mandati, per andare a ricoprire il ruolo di viceministro dei Trasporti, ha ora annunciato la sua intenzione di ricandidarsi per la terza volta a governatore della Sicilia.
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M5s, Casaleggio attacca: ‘Non può scrivere le regole chi per primo non le rispetta’
‘Molte decisioni sono già state date per acquisite. Ma nel documento guida si invita al dibattito sulle deroghe ai due mandati’. Il numero uno di Rousseau non parteciperà alla due giorni M5s
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14 novembre 2020
15:11
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“Leggendo il documento di guida della discussione del primo giorno, registro che molte decisioni sono già state date per acquisite e si chiedono solo i dettagli. Su altre, come la questione sul vincolo dei due mandati l’indicazione dai territori é stata chiara, ossia che rimanga intoccabile, ma al primo punto del documento guida si indica esplicitamente di dibattere su eventuali deroghe da adottare”. Lo scrive su Fb Davide Casaleggio. “Le persone che dibatteranno dei nostri valori dovrebbero in primis aver rispettato le regole che abbiamo oggi. Non vorrei che si arrivi al paradosso che a scrivere le regole siano anche coloro che per primi non le rispettano”, attacca.
“Alcuni giornali si interrogano sulla mia eventuale presenza agli Stati Generali del Movimento 5 Stelle.
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Ho ricevuto ieri l’invito a partecipare nella discussione di domenica. Ho deciso di declinare perché ritengo che se ci sono delle regole di ingaggio, queste debbano essere rispettate.” Lo scrive in un post su Fb Davide Casaleggio. “Penso sia doveroso pubblicare i voti sia dei delegati del sabato sia dei relatori della domenica prima dell’evento, come anche i verbali delle riunioni provinciali e regionali, nella versione originale, che riportino i risultati degli incontri ufficiali nei quali tutti hanno potuto partecipare e che oggi non sono pubblici”, aggiunge il numero uno di Rousseau.
“Valorizzare le competenze in ingresso e quelle acquisite nell’esperienza istituzionale dei portavoce, senza rinunciare al principio fondante del limite al doppio mandato”. E’ il primo dei quesiti che i 305 delegati M5s saranno chiamati a risolvere al tavolo sulle “regole e principi” convocato nell’ambito della due giorni di lavoro degli Stati generali M5s di sabato e domenica.
Un DOCUMENTO di lavoro inviato ai partecipati il M5s informa infatti i delegati che “gli esiti delle assemblee regionali hanno confermato che il limite del doppio mandato va mantenuto, in quanto elemento distintivo e irrinunciabile del Movimento 5 Stelle ” ma anche che “contemporaneamente, è emersa la necessità di capire come possano essere valorizzate le competenze acquisite dai portavoce nel corso dell’esperienza istituzionale”. Sul piatto ci sono varie soluzioni: come la possibilità di svolgere il ” terzo mandato per meriti speciali” o, tra gli altri, mantenere la regola del mandato “zero” per i consiglieri comunali o “consentire un terzo mandato consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno”.
“Noi vogliamo valorizzare gli argomenti, le motivazioni che stanno alla base delle posizioni, se facessimo un dibattito tra posizioni non ne verremmo fuori. Se cerchiamo di capire le motivazioni e le argomentazioni, magari scopriamo che sono uguali ed è più facile trovare un percorso unitario. Lo scopo di questi Stati Generali non è dividere, non è capire chi sta con chi. Lo scopo è trovare un percorso unitario”, è il messaggio lanciato da Vito Crimi. “”Leggo – ha rassicurato – che c’è una richiesta sulla necessità di rendere trasparenti i voti ottenuti da chi partecipa al dibattito.
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Io credo che i nostri iscritti più che di sapere dei voti abbiano bisogno di risposte su come il loro contributo verrà organizzato. Non è la prima volta che accade. Ogni volta in cui abbiamo avuto un processo che non si concludeva con la votazione noi abbiamo congelato questi dati. Tutti sapevano che i dati sarebbero stati pubblicati dopo il cambio della governance”. Lo dice il in un video su Fb il capo politico M5S Vito Crimi. “Queste informazioni saranno rese pubbliche al momento in cui completeremo questo processo, al momento sono gelosamente custodite da due notai”, aggiunge.
“Gli Stati generali sono una prova di maturità per una forza politica che rappresenta milioni di italiani e governa il Paese durante la più grave crisi sanitaria, economica e sociale degli ultimi 70 anni”. Lo scrive il presidente della Camera Roberto Fico su Fb. “Sono il momento – definito da regole condivise e accettate da tutti – per volare alto, per confrontarsi con consapevolezza e responsabilità, e non per fare prove muscolari. Il lavoro che si è svolto nelle assemblee territoriali va valorizzato in queste due giornate. Impegniamoci seriamente su questo. Buoni Stati generali a tutti!”, conclude.
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Guerini, per Natale niente regole, Italia responsabile
Tutti consapevoli di Importanza di comportamenti individuali
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14 novembre 2020
11:11
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“Il Paese sta vivendo” l’emergenza coronavirus “veramente con grande responsabilità e dignità che saranno presenti in tutte le fasi che attraverseremo, anche nella fase natalizia”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, a margine della visita a Milano del drive through per tamponi più grande d’Italia realizzato dall’Esercito, aggiungendo che “non c’è bisogno di regole per vivere il Natale da dare alle persone, lo fanno da sole, perché tutti siamo seri, responsabili e consapevoli che il nemico si affronta anche attraverso comportamenti individuali quotidiani”.
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Ancora dibattito sulle zone. Nardella: ‘Governo sia trasparente su meccanismi’
Zaia: ‘Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia non sono diroccate’
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FIRENZE
14 novembre 2020
13:54
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Non si spegne il dibattito sulla nuova classificazione delle Regioni che ha portato, tra l’altro, la Toscana e la Campania in zona rossa e l’Emilia Romagna e il Friuli Venezia in arancione. Dopo che il governatore campano Vincenzo De Luca è andato all’attacco, oggi è il sindaco di Firenze, Dario Nardella a chiedere chiarimenti sul metodo alla base dell’ordinanza del ministro Speranza.
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Intanto il governatore veneto Luca Zaia difende i collechi di Emilia Romagna e Friuli.
“Al governo chiediamo quanta più trasparenza possibile: io ho sempre difeso il meccanismo dei colori, degli automatismi – ha detto a SkyTg24 – ma è importante che i cittadini sappiano, perché c’è ancora chi pensa che ci siano motivazioni politiche alla base dei colori”. “Non è così – ha proseguito – ma allora più siamo chiari, univoci e trasparenti nella comunicazione, più i cittadini comprendono la situazione in cui ci troviamo e i motivi di questi avanzamenti”. Nardella stamattina ha incontrato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che si era detto amareggiato per il passaggio in fascia rossa: “L’amarezza – ha detto – ci sta, la Toscana non ha fatto in tempo ad adattarsi alla zona arancione che passa alla zona rossa: ma non siamo in un campionato di calcio. Con Giani siamo d’accordo, serve massima unità istituzionale, e lavorare pancia a terra per affrontare la fascia rossa”. Inoltre, ha aggiunto il sindaco, “a Firenze si sente moltissimo l’impatto economico” delle restrizioni, per cui “abbiamo assolutamente bisogno che il governo ci stia vicino, non solo ora con i ristori ma anche in prospettiva, perché il 2021 sarà un anno terribile dove noi dobbiamo essere capaci di rimettere il Paese in grado di crescere, a partire dalle città importanti come la nostra”.
“Noi siamo in zona gialla ma non sono convinto che i colleghi di Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia abbiano situazioni diroccate. E’ vero che l’algoritmo è impietoso”, dice il Presidente del Veneto Luca Zaia, ricordando che anche per il Veneto “dietro l’angolo c’è la zona arancione”.
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Bonomi, confrontiamoci. Landini, prima contratti
‘Troviamo soluzioni’. Leader Cgil, ‘cambiamento si fa insieme’
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14 novembre 2020
11:55
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“Credo che ci sia sicuramente la necessità di mettersi intorno al tavolo al di là delle differenze: confrontiamoci e troviamo le soluzioni per il Paese”, dice il leader di Confindustria, Carlo Bonomi, in un confronto con quello della Cgil per l’iniziativa “Futura 2020” del sindacato: “È il momento delle responsabilità. Noi come Confindustria e la Cgil che è la parte più importante del fronte sindacale, abbiamo una grande responsabilità”.
Maurizio Landini risponde: “Siamo convinti che questo cambiamento o si fa insieme o non si fa. Ma io più che patti vedo contratti, il rinnovo dei contratti”.
E’ possibile avviare da oggi una consultazione permanente tra Condindustria e Cgil? “Sicuramente, e non solo con noi, il sindacato non è solo la Cgil. L’importante è che insieme rivendichiamo con il Governo una discussione” sostiene il leader della Cgil Maurizio Landini. E il leader degli industriali, Carlo Bonomi, dice: “Si. Però il Governo deve mantenere la maglia dell’arbitro, troppo spesso mette la maglietta di una delle squadre in campo”.
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Coronavirus: Le tre zone e le regole locali, l’Italia dei divieti
Tutte le prescrizioni, da stop a passeggiate a orari per over 65
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14 novembre 2020
12:37
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Sette aree ‘zona rossa’, 9 ‘zona arancione’ e 5 ‘zona gialla’: così cambia la mappa delle Regioni e delle Province autonome alla luce dell’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, alla luce dei monitoraggi dell’Iss. La nuova ordinanza entra in vigore da domenica 15 e il contenuto è già noto: due Regioni – Campania e Toscana – stanno per aggiungersi all’elenco delle zone rosse di cui già fanno parte Calabria, Lombardia, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano e Valle d’Aosta.
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Emilia-Romagna, Friuli e Marche diventeranno arancioni, raggiungendo Abruzzo, Basilicata, Liguria, Puglia, Sicilia e Umbria. ‘Gialle’ rimangono invece Lazio, Molise, Sardegna, Trento e il Veneto.
ABRUZZO (ARANCIONE) : In Abruzzo è previsto il potenziamento dei controlli per assicurare il rispetto delle misure e per far rispettare il divieto di assembramenti, con l’utilizzo di impianti di diffusione sonora per richiamare l’attenzione delle persone. Particolare attenzione al controllo degli spostamenti tra Comuni e verso il capoluogo.
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BASILICATA (ARANCIONE): Rimodulati i servizi di vigilanza e controllo connessi all’emergenza epidemiologica da parte delle forze di Polizia, con il concorso della polizia locale e dei militari dell’Esercito di ‘Strade Sicure’. In definizione l’abolizione delle ‘zone rosse’ nei Comuni di Genzano di Lucania e Irsina.
BOLZANO (ROSSA): La provincia autonoma di Bolzano è zona rossa, con un regime definito ‘lockdown duro’: nel capoluogo l’attività motoria potrà svolgersi entro una distanza massima dalla propria abitazione di 1.000 metri, e c’è un’app per controllarla. In Alto Adige dalla prossima settimana scatta la didattica a distanza per tutte le medie e superiori; in presenza negli asili e nelle scuole elementari solo per i bambini i cui genitori svolgono lavori essenziali. Misure più restrittive anche per le attività economiche. Previste. Il governatore Arno Kompatscher annuncia un test di massa per 350mila persone.
TRENTO (GIALLA): Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha varato una nuova ordinanza che prevede interventi sulle attività motorie, sulla somministrazione di bevande in bar e ristoranti, su alcune chiusure festive, sui mercati all’aperto e sulle modalità per fare la spesa.
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CALABRIA (ROSSA): A Catanzaro sospese le attività didattiche in presenza per le scuole di ogni ordine e grado fino al 28 novembre, anche degli asili pubblici e privati.
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CAMPANIA (ROSSA): In Campania i sindaci di alcune città, come Benevento e Torre Annunziata, si sono mossi nella direzione di chiudere strade o piazze affollate. Anche a Napoli sono attese misure in questa direzione, in particolare per 90 strade che risultano particolarmente soggette ad assembramenti.
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EMILIA-ROMAGNA (ARANCIONE) : l’ordinanza del governatore Bonaccini prevede negozi chiusi la domenica (tranne farmacie, alimentari, tabacchi ed edicole) mentre il sabato saranno chiusi anche i parchi commerciali e i negozi più grandi. A scuola vietate lezioni di ginnastica, di canto e di strumenti a fiato. Stop anche all’attività sportiva e motoria nei centri e sul lungomare. A Bologna il sindaco vieta iniziative, manifestazioni ed eventi in centro storico, compresa l’attività degli artisti di strada.
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FRIULI VENEZIA-GIULIA (ARANCIONE): Il governatore Fedriga ha emesso una ordinanza, che prevede la “raccomandazione” per l’accesso ai negozi delle grandi e medie strutture nelle prime due ore della giornata agli anziani. Tra le altre misure: negozi chiusi nei festivi (tranne farmacie, alimentari, edicole e tabacchi). Consumazioni al bar solo da seduti dopo le 15, attività motoria lontana dai centri storici, centri commerciali chiusi nei prefestivi e festivi. Nelle scuole del primo ciclo sospese le lezioni di educazione fisica, canto e strumenti a fiato.
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LAZIO (GIALLO): Controlli sugli arenili ma anche nelle aree verdi della Capitale. A Roma messaggi ‘anti-folla’ dalle auto dei vigili e accessi contingentati in caso di assembramenti nelle vie dello shopping, monitorate con l’elicottero. Stop alle fermate metro del centro: il Comune valuta l’apertura delle ztl. Decisa la chiusura dei maxi-store e dei mercati non alimentari nei festivi.
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LIGURIA (ARANCIONE): A Genova in arrivo una ordinanza per vietare dal weekend le passeggiate in alcune parti della città, come il lungomare. Parchi aperti ma controllati con personale della Protezione civile a verificare gli assembramenti. In quanto zona arancione, chiusura di bar e ristoranti e il divieto di uscire dalla regione e spostarsi tra Comuni, salvo che per motivi di lavoro, salute o necessità.
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LOMBARDIA (ROSSA): In Lombardia, ricaduta in zona rossa, vengono applicate le restrizioni più severe previste dal dpcm: non si può uscire di casa se non per comprovati motivi, chiusi i negozi salvo quelli di necessità, didattica a distanza. A Milano controlli serrati e chiusure: solo ieri un ristorante del centro, tre circoli privati e una macelleria.
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MARCHE (ARANCIONE): In ossequio alle restrizioni della zona arancione: coprifuoco dalle 22 alle 5, dad al 100 per cento alle superiori, chiusi bar, pasticcerie e gelaterie, consentita la consegna a domicilio, centri commerciali chiusi nel week end, capienza sui bus ridotta del 50%.
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MOLISE (GIALLA): In Molise le restrizioni ‘standard’ delle zone gialle: ci si può spostare da Comune a Comune e da Regione a Regione. Ristoranti e bar chiudono alle 18, i negozi invece restano aperti fino a chiusura. A Termoli proteste dei commercianti: con bar e ristoranti chiusi presto, cala anche l’incasso.
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PIEMONTE (ROSSA): Stretta severa per il Piemonte, così come per le altre zone rosse: vietati gli spostamenti, se non per lavoro, necessità o salute, anche all’interno del proprio Comune. Chiusi bar e ristoranti. In presenza solo le scuole dell’infanzia, le elementari e la prima media.
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PUGLIA (ARANCIO): dopo gli assembramenti dello scorso weekend, a Bari si è decisa la stretta: il sindaco ha aumentato i controlli in alcune vie della città e nei pressi delle grandi strutture commerciali. Chiusi tre giardini e lo skate park. A Trinitapoli in azione sentinelle anti-assembramenti. Altri quattro sindaci hanno disposto la chiusura di alcune aree fino al 3 dicembre: Altamura, Monopoli, Noicattaro e Corato. A Foggia da oggi chiuse la villa comunale e, nel fine settimana, le principali vie del centro.
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SARDEGNA (GIALLO) : A Cagliari vietate bici e altri mezzi su ruote sulla passeggiata dell’Ammiragliato. L’assessore regionale alla Sanità Nieddu ha chiesto al governo di chiudere tutte le scuole, elementari, medie e superiori, per frenare il Covid. In arrivo dalla Regione un piano per la riorganizzazione della sanità.
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SICILIA (ARANCIONE): Il sindaco di Palermo Orlando ha sospeso l’ordinanza, già annunciata, di chiusura delle scuole dell’obbligo. Fino al 3 dicembre divieto di stazionamento in centro e nel weekend anche sul litorale. Anche l’arcivescovo Lorefice ha disposto la sospensione delle attività parrocchiali in presenza a eccezione della Messa e degli altri sacramenti. A Catania, divieto di stazionamento nel weekend a Piazza Duomo e nel Borgo Marinaro.
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TOSCANA (ROSSA): Maggiori controlli delle forze dell’ordine, in particolare nei fine settimana, e via libera anche a eventuali misure più restrittive, compresa la chiusura delle strade e delle piazze maggiormente frequentate, come a Firenze o a Empoli. Stop a ristoranti e bar nei weekend. Livorno ha già disposto di interdire l’accesso ai ‘moletti’ nel fine settimana; Monsummano ha detto stop alle passeggiate nei parchi e nei giardini pubblici.
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UMBRIA (ARANCIONE): Oltre alle misure previste dal dpcm per le zone arancioni, sono state decise restrizioni cittadine: il sindaco di Perugia ha disposto la chiusura al pubblico, per l’intero arco della giornata e fino al 22 novembre, della scalinata della cattedrale di San Lorenzo. Anche a Terni disposto il divieto d’accesso ad alcune aree della città.
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VALLE D’AOSTA (ROSSA): Con le misure più restrittive previste dal dpcm, la Valle d’Aosta si affida all’online: lezioni universitarie solo a distanza e indicazione sui siti del Comune del capoluogo e della Confcommercio dei negozi aperti che effettuano servizi di consegna a domicilio.
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VENETO (GIALLO) : Ordinanza del governatore Luca Zaia contro lo ‘struscio’: non è permesso passeggiare nei centri storici delle città e nelle aree affollate; la somministrazione di bevande e alimenti dalle 15 alle 18 dovrà avvenire esclusivamente da seduti. Nei prefestivi chiuse le grandi e medie strutture di vendita, outlet compresi. Aperti solo alimentari, farmacie, tabacchi ed edicole. Nei festivi vietato ogni tipo di vendita, ad eccezione degli alimentari. Per centri commerciali e supermercati favorire l’accesso degli anziani nelle prime due ore. Stretta anche sui mercati all’aperto. A Verona nel fine settimana senso unico per le strade pedonali.
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Covid: I tecnici: ‘Due settimane cruciali’. Rezza: ‘Pronta la bozza del piano vaccini’
“E’ una battaglia complicata contro un nemico che non si conosceva”, ha detto il ministro
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14 novembre 2020
17:18
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Ci sono segnali positivi ma serve cautela e le due prossime settimane saranno cruciali. E’ il messaggio che arriva dagli scienziati del comitato tecnico nella conferenza stampa di monitoraggio dei dati settimanali.
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Intanto sul Natale interviene il ministro della Difesa Lorenzo Guerini che osserva che non saranno necessarie regole più stringenti perché gli italiani sono responsabili.
REZZA, DUE SETTIMANE DECISIVE – “Servono due settimane per vedere la de-escalation dei casi per effetto delle misure” imposte alle regioni in caso di miglioramento. Per l’escalation la riposta deve essere invece immediata. Lo ha detto il direttore della prevenzione del ministero Gianni Rezza durante la conferenza stampa di commento dei dati del monitoraggio settimanale. “Abbiamo apparentemente una tendenza alla diminuzione di Rt e questo sta a significare che c’è una tendenza alla diminuzione della trasmissione dell’infezione nel Paese. Tale tendenza se confermata nelle prossime settimane potrebbe essere conseguenza dei provvedimenti adottati. C’è però aumento dei ricoveri perche i dati fanno riferimento alla scorsa settimana”. Sul piano di prevenzione del vaccino contro il Covid c’è un gruppo coordinato dalla direzione Prevenzione che ha fatto una bozza di piano che si sta perfezionando anche con una riflessione con le Regioni, ma nei prossimi giorni il ministro ne darà conoscenza. Per quanto riguarda l’organizzazione e la logistica se ne occupa il commissario Arcuri.
BRUSAFERRO, OBIETTIVO RT SOTTO L’1 IL PIU’ RAPIDAMENTE POSSIBILE – Dopo l’Rt che ha avuto un picco ad agosto – ha spiegato Silvio Brusaferro – c’è stato un calo e poi da ottobre è andato crescendo, la scorsa settimana parlavamo di un rallentamento della curva e questa settimana c’è una lieve remissione del Rt che pero’ non si traduce ancora in un calo della curva perche’ il numero dei casi è ancora significativo e quindi non si puo’ allentare la attenzione. Bisogna mantenere una consapevolezza del rischio – ha ggiunto – che è alto in tutte le regioni. L’Rt ha avuto flessione e la maggior parte delle regioni sono in scenario 3 ma altre in scenario 4. Da qui l’appello a rafforzare le misure in atto in base al contesto regionale. L’ obiettivo è ridurre piu’ rapidamente possibile l’Rt sotto 1 , per evitare che un’onda lunga possa mettere in ulteriore sovraccarico i servizi sanitari’.
LOCATELLI, DECELERAZIONE ANDRA’ CONFERMATA – “Ieri è stato il quarto giorno di fila in cui si osservava un calo nelle terapie intensive , questo sta a indicare che il sistema che è stato messo a punto funziona.
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C’è una decelerazione che ovviamente andrà confermata”.
GUERINI E IL NATALE – “Il Paese sta vivendo” l’emergenza coronavirus “veramente con grande responsabilità e dignità che saranno presenti in tutte le fasi che attraverseremo, anche nella fase natalizia”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, a margine della visita a Milano del drive through per tamponi più grande d’Italia realizzato dall’Esercito, aggiungendo che “non c’è bisogno di regole per vivere il Natale da dare alle persone, lo fanno da sole, perché tutti siamo seri, responsabili e consapevoli che il nemico si affronta anche attraverso comportamenti individuali quotidiani”. “Il Paese sta vivendo veramente con grande responsabilità e dignità questo passaggio molto difficile che riguarda non solo l’Italia ma tutto il mondo – ha spiegato Guerini -. E’ una battaglia complicata contro un nemico che non si conosceva. Però la stiamo conducendo soprattutto grazie alla forza di volontà e alla responsabilità degli italiani. Credo che forza di volontà e responsabilità saranno presenti in tutte le fasi che attraverseremo, anche nella fase natalizia. Mi auguro possa essere un momento in cui le persone vivono soprattutto il momento della serenità”. Secondo il ministro della Difesa “non c’è bisogno di regole per vivere il Natale da dare alle persone, lo fanno da sole, perché tutti siamo seri, responsabili e consapevoli che il nemico si affronta anche attraverso comportamenti individuali quotidiani, dobbiamo indossare la mascherina evitando il più possibile i contatti, curare l’igiene personale, sono le prime forme con cui si combatte il virus, insieme all’implementazione delle misure che dovranno essere fatte sotto il profilo dell’organizzazione sanitaria e della organizzazione complessiva della battaglia al virus”.
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Covid: Regione Marche, sistema sanitario regge e risponde
“Da gialla a arancione ma dati confermano che crescita rallenta”
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ANCONA
14 novembre 2020
16:04
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Nelle Marche “la rete ospedaliera ha dimostrato e continua a dimostrare una buona capacità di tenuta all’ondata pandemica. Si conferma che le strutture sanitarie regionali hanno capacità e spazio importante a disposizione per accogliere sia i pazienti Covid-19 che i pazienti con patologie ordinarie”.
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Lo afferma la Regione in un ‘punto’ sull’assistenza sanitaria e sociosanitaria regionale “con la condizione attuale della pandemia e il recente passaggio delle Marche da regione ‘gialla a regione ‘arancione’ nonostante i dati confermino un rallentamento della crescita epidemiologica. La Regione rassicura sulla “tenuta del sistema sanitario regionale che sta reggendo prontamente alla seconda ondata pandemica ed è pronto a rispondere alle esigenze dei cittadini”.
“Come confermano i dati degli ultimi giorni, – riferisce la Regione – il bisogno di terapia intensiva per pazienti Covid-19 è al momento stazionario. Rispetto agli iniziali 115 posti letto di terapia intensiva, è stato approntato un incremento di più del 40% di posti letto aggiuntivi (per un totale ad oggi di 164 posti letto Terapia intensiva), che ci consente di mantenere a disposizione dei cittadini le risposte per interventi chirurgici necessari per la garanzia della salute pubblica”.
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Covid: a Genova da oggi stop passeggiate a mare nei weekend
Dalle 12. Aree presidiate da volontari, divieti rispettati
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GENOVA
14 novembre 2020
15:20
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Stretta a Genova sulle passeggiate a mare e l’accesso alle spiagge senza valide ragioni da oggi a mezzogiorno e fino alle 19 di domani, con orari che si replicheranno per tre weekend secondo l’ordinanza comunale per frenare ulteriormente ogni possibile assembramento. In uno dei luoghi simbolo del centro, la lunga e panoramica passeggiata di Corso Italia, il nuovo regime sembra ben rispettato.
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Sul posto ci sono volontari dell’associazione carabinieri, della protezione civile e alcuni agenti della polizia municipale. Se qualcuno si addentra sul lato a mare di Corso Italia, viene invitato a spostarsi dall’altra parte della strada. Deserta anche la caratteristica spiaggia del borgo di Boccadasse.
L’ordinanza di Genova stabilisce il divieto di accesso e permanenza sui lungomare, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private, e alle spiagge e scogliere, tranne per svolgere attività sportive come nuoto, windsurf, canoa e simili, oppure di sostarvi per l’attività di pesca. Sono incluse da ponente a levante, la passeggiata di Voltri, la passeggiata ‘spiaggia di Pra'”, via Pegli (lato mare), via lungomare di Pegli (lato mare), giardini Catellani (Pegli), corso Italia (lato mare) e passeggiata Anita Garibaldi (Nervi). Non rientra nelle nuove misure l’area del porto antico. Restano aperti i parchi cittadini ma con un presidio massiccio di volontari della protezione civile per controllare che non ci siano persone senza mascherina o situazioni di assembramenti.
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Covid: “falsa notizia social su Solinas che chiude scuole”
Nota dell’Ufficio stampa della Regione Sardegna
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CAGLIARI
14 novembre 2020
16:07
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“In queste ore, viene diffusa sui social una comunicazione totalmente falsa e priva di fondamento secondo la quale, mediante un profilo falso del presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, viene ordinata la chiusura delle scuole. Si tratta di una totale falsità”.
Così in una nota l’ufficio stampa della Regione.
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Napoli: lockdown; Comune distribuirà pacchi alimentari
Per aiutare famiglie che vivono di economia sommersa
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NAPOLI
14 novembre 2020
17:45
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ll Comune di Napoli è pronto a sostenere con la distribuzione di pacchi alimentari e di beni di prima necessità le famiglie più a rischio, e che vivono di economia sommersa e che con l’entrata in vigore delle restrizioni della zona rossa perdono qualsiasi forma di guadagno e di reddito. ”In questi mesi da maggio a ora non ci siamo mai fermati – afferma l’ assessore al Welfare, Monica Buonanno – abbiamo lavorato con associazioni e grandi aziende per proseguire la raccolta di beni di prima necessità e di generi alimentari così da essere pronti per un’eventuale seconda ondata e per fare i conti con misure restrittive e siamo pronti grazie all’aiuto dei servizi sociali territoriali anche se al momento non possiamo contare su risorse nazionali”.
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Diversi i canali di distribuzione: da quelli istituzionali, come la partecipata ” Napoli Servizi”, al volontariato con cui l’amministrazione collabora. Con Emergency è stato avviato un partenariato. Il Comune ha già chiesto agli uffici dei Servizi sociali delle Municipalità gli elenchi, nel rispetto delle norme sulla privacy, delle famiglie che si sono presentate perché in situazione di difficoltà alimentare. ”Il nostro obiettivo – aggiunge l’assessore – è ovviamente riuscire a raggiungere il maggior numero di famiglie in difficoltà, ma oltre ai canali della solidarietà è necessario che il Governo stanzi risorse così come durante la prima ondata con il provvedimento della Protezione civile per l’erogazione dei buoni spesa. La nostra piattaforma è già pronta”. Per i buoni spesa, durante il lockdown, al Comune di Napoli furono assegnati 7 milioni e 600mila euro. a cui si aggiunse un milione del bilancio comunale e donazioni sul fondo ‘Cuore di Napoli’ istituito dall’amministrazione. Risorse con cui si riuscirono ad erogare buoni spesa a circa 30 mila nuclei familiari. Per l’emergenza l’amministrazione potrà contare anche, una volta approvato il bilancio di previsione, su 80 mila euro ricevuti da Anci con lla cordata solidale ‘Insieme per fermare il Covid”, avviata a marzo da Anci, Asi e Unicef con la cabina di regia ‘Benessere Italia’ della Presidenza del Consiglio dei ministri che ha raccolto 1,5 milioni di euro.
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Campania: scuola infanzia in presenza dal 24 novembre
Anche prime classi primaria. Per gli altri gradi confermata dad
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NAPOLI
14 novembre 2020
18:28
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“Le attività in presenza dei servizi dell’infanzia e delle prime classi della scuola primaria in Campania riprenderanno dal 24 novembre, previa effettuazione di screening su base volontaria sul personale docente e non docente e sugli alunni. Per gli ordini e gradi scolastici diversi, l’Unità di crisi regionale all’unanimità ha ritenuto di dover confermare la didattica a distanza”.
Così l’Unità di Crisi della Campania.
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Covid: card.Bassetti migliora, ringrazia per preghiere
Messaggio del presidente della Cei dall’ospedale di Perugia
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14 novembre 2020
14:17
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Il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, esprime gratitudine – con un messaggio dall’ospedale – a quanti gli sono vicini, in questo momento di prova, con la preghiera e l’affetto. “Nel tardo pomeriggio di venerdì 13 novembre – riferisce oggi la Direzione Sanitaria nel bollettino quotidiano – il cardinale è stato trasferito dalla struttura di Terapia Intensiva 2 alla degenza ordinaria di Medicina d’Urgenza COVID 1.
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Si conferma il lieve miglioramento osservato ieri. Buoni i parametri respiratori e cardiocircolatori. Continua ossigenoterapia e restante piano di trattamento”. “Desidero ringraziare il Signore per essermi accanto, con la Sua misericordia, in questo momento di prova – dice il card. Bassetti nel suo messaggio -. Ringrazio l’Azienda Ospedaliera di Perugia ‘Santa Maria della Misericordia’ e il personale sanitario che si stanno prendendo cura di me e di quanti sono ammalati”. “Ringrazio quanti mi sono vicini con la preghiera e l’affetto – aggiunge il presidente della Cei -.
Raccomando a tutti di continuare a pregare per quanti soffrono e vivono situazioni di fatica. Affido tutti alla Madre di Dio, Maria, perché interceda per i suoi figli”. VAI ALL’ECONOMIA VAI ALLA CRONACA VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO VAI ALLA TECNOLOGIA
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