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Bolivia: domani si vota per le amministrative
Scelta governatori di 9 dipartimenti, membri Assemblee e sindaci
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LA PAZ
06 marzo 2021
16:37
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Quattro mesi dopo lo svolgimento delle elezioni presidenziali e legislative vinte dal Movimento al socialismo (Mas) dell’ex presidente Evo Morales, la Bolivia torna domani alle urne per le elezioni amministrative che riguardano la scelta di governatori dei nove dipartimenti, i membri delle Assemblee dipartimentali e i sindaci dei 336 comuni boliviani. In tutto, si tratta della designazione di circa 5.000 autorità regionali.
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Dall’ottobre 2019, quando profonde tensioni politiche portarono all’annullamento delle elezioni presidenziali vinte da Morales, al suo esilio prima in Messico e poi in Argentina, e all’insediamento della presidente ad interim Jeanine Áñez, la Bolivia ha vissuto un periodo di grandi turbolenze.
Dopo il voto di ottobre 2020, quello di domani, che è obbligatorio e riguarda 7,1 milioni di aventi diritto ed è stato rinviato di oltre un anno per la crisi politica, permetterà di completare il ristabilimento dell’ordine costituzionale boliviano.
Dando il benvenuto alle missioni di osservatori internazionali, il presidente del Tribunale supremo elettorale (Tse), Salvador Romero, ha assicurato che “stiamo garantendo lo svolgimento di un atto democratico trasparente e sostenuto dalle più avanzate misure di biosicurezza”. In questo modo, ha concluso, “la cittadinanza ed i candidati possono essere certi che i risultati rifletteranno pienamente la volontà espressa nelle urne”.
Oltre al Mas, i partiti che presentano candidati in tutti o quasi i dipartimenti sono il Frente para la Victoria, l’Unidad Civica Solidaridad, il Partido de Acción Nacional Boliviano, Comunidad Ciudadana dell’ex presidente Carlos Mesa, e il Movimiento Tercer Sistema.
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Fonti Ue, lunedì contatti con Usa su forniture vaccini
Breton-Zients in videoconferenza, dosi AstraZeneca non in agenda
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BRUXELLES
06 marzo 2021
18:29
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Il commissario europeo per il mercato interno Thierry Breton, responsabile degli aspetti industriali della produzione di vaccini, incontrerà lunedì pomeriggio in videoconferenza Jeffrey Zients, coordinatore del team incaricato della lotta contro il Covid-19 alla Casa Bianca.
Lo riferiscono fonti europee precisando che l’incontro riguarderà la catena delle forniture dei vaccini con l’obiettivo di offrire un coordinamento nel comune interesse fra le due sponde dell’Atlantico.
Le stesse fonti precisano che nell’incontro non sarebbe al momento in agenda la questione del possibile export di dosi AstraZeneca dagli Usa.
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Covid: Usa, ok Senato a piano da 1900 miliardi di dollari
I Repubblicani hanno votato contro
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WASHINGTON
06 marzo 2021
18:38
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Il Senato Usa ha approvato il nuovo maxi piano di aiuti Covid da 1900 miliardi di dollari. A favore i 50 dem, contro i repubblicani (49, uno era assente).
Ora il provvedimento torna alla Camera per la votazione finale, poi finirà allo studio Ovale per la firma del presidente Joe Biden.
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Harry e Meghan da Oprah, reali celebrano medici Covid
La famiglia apparirà in pubblico poche ore prima dell’intervista
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06 marzo 2021
18:39
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LONDRA, 06 MAR – La famiglia reale britannica domani apparirà in pubblico al gran completo per onorare gli sforzi degli operatori sanitari nella lotta contro la pandemia: un fronte unico, a poche ore dall’attesissima intervista di Oprah Winfrey a Harry e Meghan, che promette di appesantire ulteriormente i rapporti tra i Windsor e la coppia ‘ribelle’.
La regina Elisabetta, il principe Carlo, il figlio maggiore William e le loro mogli, Camilla e Kate, parteciperanno ad un evento celebrativo del Commonwealth.
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Mancherà solo il principe consorte Filippo, ancora convalescente. Carlo, l’erede al trono, loderà la “straordinaria determinazione, coraggio e creatività” mostrata dal popolo del Commonwealth – l’organismo intergovernativo degli Stati appartenuti all’impero britannico – durante la lotta al Covid.
William e Kate parleranno con la dottoressa e attivista sudafricana Zolelwa Sifumba dei diritti degli operatori sanitari. I messaggi saranno trasmessi dall’Abbazia di Westminster. Dove lo scorso anno, nella stessa occasione, Meghan e Harry avevano fatto la loro ultima apparizione prima di rinunciare allo status di reali e trasferirsi negli Stati Uniti, in una clamorosa rottura con la famiglia.
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Cina, le esportazioni salgono del 60,6%
Battute le previsioni degli analisti, import in rialzo del 22,2%
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PECHINO
07 marzo 2021
06:48
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La Cina registra a gennaio-febbraio un surplus commerciale di 103,25 miliardi di dollari, rimbalzando dai 7,09 miliardi combinati di deficit del primo bimestre 2020 – in piena crisi Covid – e battendo il consensus degli analisti del saldo positivo di 60 miliardi.
L’export cresce per l’ottavo mese di fila e vola del 60,6% annuo – oltre il 38,9% atteso e in accelerata sul 18,1% di dicembre -, con il miglioramento della domanda globale.
L’import sale – per il quinto mese consecutivo – del 22,2%.
La crescita delle esportazioni, secondo quanto diffuso dalle Dogane cinesi, è la più ampia da oltre due decenni, trainata dai prodotti dell’elettronica legati allo smart working (+54,1%) e tessile-medicali (+50,2%) di contrasto alla pandemia del nuovo coronavirus, come le mascherine. Gli ultimi dati doganali sono in netto contrasto con il calo dello scorso anno di circa il 17% delle esportazioni e del 4% delle importazioni: nel primo bimestre 2021 l’interscambio commerciale è cresciuto nel suo complesso del 32,2% annuo. ECONOMIA VAI ALLA POLITICA VAI ALLA TECNOLOGIA VAI ALLA CRONACA
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Papa: arrivato a Mosul, tra le macerie della guerra
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MOSUL
07 marzo 2021
08:10
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Il Papa è giunto a Mosul, nel Nord dell’Iraq, per la preghiera per le vittime della guerra. A Piazza delle Chiese, dove si svolge l’evento, sono ancora visibili le macerie della guerra.
Le strade e le chiese della città portano i segni della devastazione. Mosul oggi è blindata, con strade vuote e una massiccia presenza di militari e polizia. Solo Piazza delle Chiese vede la presenza di tante persone, tutte precedentemente registrate per partecipare all’evento.
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Covid: Israele riapre, ridotte restrizioni
Ristoranti, hotel, scuole, aeroporto. Green Pass decisivo
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TEL AVIV
07 marzo 2021
09:01
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Israele riapre. A partire da oggi, come stabilito dal governo a tarda sera di ieri, gran parte delle attività economiche, inclusi ristoranti, caffè, scuole (in alcune aree a bassa tasso di infezione), eventi culturali, attrazioni turistiche e ristorazione negli hotel, saranno di nuovo in funzione.
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Anche l’aeroporto Ben Gurion attuerà una parziale riapertura consentendo dalle prossime ore -senza alcuna autorizzazione necessaria da parte delle autorità – il rientro di 3mila israeliani al giorno e la quarantena per i non immunizzati sarà a casa propria.
Con quasi 5 milioni di israeliani vaccinati almeno con una dose (3.800mila anche con la seconda) e un numero di casi sotto controllo, le restrizioni si sono dunque allentate. Elemento decisivo è il Green Pass (doppia immunizzazione o guarigione dal virus) che consente ai possessori di accedere ad un maggior numero di servizi rispetto a chi ancora lo deve ottenere. Ad esempio, i ristoranti potranno ospitare al chiuso fino al 75% della propria capacità di avventori con Green Pass e sino a 100 all’aperto, anche se ovviamente distanziati. Per le sale di eventi, culturali e non, la percentuale è del 50% e fino a 300 persone con Green Pass: in più potranno entrare anche il 5% di individui con tampone negativo recente. Di nuove aperte – quasi con le stesse modalità – le sale ricevimento degli hotel (e le strutture stesse) per i detentori del Green Pass. Lo stesso per i luoghi di culto con regole precise. Le autorità sanitarie tuttavia non hanno escluso per la festa della Pasqua ebraica (fine marzo) nuove restrizioni.
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Hong Kong, ‘legittimo intervento su legge elettorale’
Wang Yi, ‘non si può essere parte Paese e non patriottici’
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PECHINO
07 marzo 2021
09:02
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Il miglioramento del sistema elettorale di Hong Kong punta “a rafforzare il modello ‘un Paese, due sistemi’ e a mantenere la stabilità”. Parlando in una conferenza stampa a margine dei lavori annuali parlamentari, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha affermato che non è possibile essere “una parte della Cina e non essere patriottici verso la madrepatria”.
Per questo, il consolidamento “del principio dei ‘patrioti che amministrano Hong Kong’ è costituzionale, legittimo, corretto e ragionevole”, ha aggiunto Wang, per il quale saranno tutelati i residenti e gli investimenti stranieri.
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Iran, se attaccati raderemo al suolo Tel Aviv e Haifa
Ministro Difesa, ‘Israele parla ma non ci può attaccare’
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TEHERAN
07 marzo 2021
11:54
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L’Iran ha piani militari per “radere al suolo Tel Aviv e Haifa” in risposta ad un eventuale attacco israeliano. Lo ha detto oggi il ministro della Difesa di Teheran, Amir Hatami, dopo l’aumento delle tensioni degli ultimi giorni e l’avvertimento da parte del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu che il suo Paese è determinato ad impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari.
“La posizione espressa dalla Guida Ali Khamenei alcuni anni fa, che Tel Aviv e Haifa saranno rase al suolo se i sionisti attaccano, è diventata un piano militare”, ha detto Hatami. Il ministro della Difesa ha poi detto che per la propria sicurezza l’Iran può fare affidamento sul cosiddetto ‘Asse della resistenza’, cioè i regimi come quello di Bashar al Assad in Siria e le milizie che operano in vari Paesi del Medio Oriente, come la stessa Siria, il Libano e l’Iraq.
“I sionisti – ha aggiunto Hatami – pronunciano parole più grandi della loro bocca. Ma, come ha detto la Guida, non sono al livello da poter compiere atti ostili contro l’Iran”.
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Cina, Taiwan sarà riunificata, è trend della Storia
Wang Yi: ‘Parte integrante nostro territorio. No a compromessi’
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PECHINO
07 marzo 2021
09:20
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Il principio della ‘Unica Cina’ è riconosciuto universalmente e Taipei e Pechino, le parti intrastretto di Taiwan, “devono essere unificate, è un trend della Storia”. Il ministro degli Esteri Wang Yi, ha messo in guardia che la Cina ha “la capacità di confrontarsi contro qualsiasi spinta separatista: deve essere chiaro che non c’è alcun margine di compromesso o per concessioni”, ha aggiunto Wang rispondendo a una domanda sui maggiori contatti tra Usa e Taiwan.
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Svizzera dice sì al referendum anti burqa
Ma la vittoria è risicata
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GINEVRA
07 marzo 2021
10:08
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Si profila un Sì risicato al referendum in Svizzera sull’iniziativa detta “anti-burqa”. Secondo la prima proiezione effettuata dall’istituto gfs.bern per la Radiotelevisione svizzera, i Sì sono in vantaggio nella misura del 51% a fronte di un 49% dei contrari.
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L’iniziativa popolare “Sì al divieto di dissimulare il proprio viso”, promossa dalla destra conservatrice, vuole vietare la dissimulazione del volto negli spazi pubblici. Benché il provvedimento riguardi ogni forma di dissimulazione del volto in pubblico, l’iniziativa prende particolarmente di mira il velo integrale (niqab o burqa), simbolo dell’islam fondamentalista secondo i promotori del testo. È Stata lanciata dal comitato di Egerkingen, già all’origine dell’iniziativa contro i minareti, approvata dal popolo nel 2009 con il 57,5% di Sì. Per essere approvata, la modifica costituzionale deve ottenere la doppia maggioranza, degli elettori e dei 26 cantoni della Confederazione.
Gli elettori svizzeri si pronunciano oggi sul divieto del velo integrale. Il referendum “Sì al divieto di dissimulare il proprio viso” , o iniziativa anti-burqa, come è stata chiamata, vuole vietare la dissimulazione del volto negli spazi pubblici ed è stata promossa da numerosi rappresentanti del partito Unione democratica di centro (UDC/destra conservatrice).
Stando agli ultimi sondaggi l’esito del voto appare in bilico. Il Sì sembra prevalere, ma il sostegno al testo, osteggiato dal governo e dalla maggioranza del parlamento si è eroso durante la campagna ed i favorevoli sono ora al 49%, il 47% degli intervistati è contrario e il 4% è ancora indeciso.
Le urne chiudono alle ore 12 e le prime tendenze sono attese nel pomeriggio. Trattandosi di una modifica costituzionale per essere approvata l’iniziativa popolare dovrà ottenere la doppia maggioranza del popolo e dei cantoni.
Altre due questioni sono oggi in votazione a livello federale, un decreto federale sull’Accordo di partenariato economico globale con l’Indonesia e una Legge federale sui servizi di identificazione elettronica.
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Rohani, negoziati con europei nel reciproco rispetto
Incontro con ministro Esteri irlandese su accordo nucleare
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TEHERAN
07 marzo 2021
11:50
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L’Iran è pronto ad avviare colloqui con i Paesi europei sulla base del rispetto reciproco, senza minacce o pressioni, perché questa è l’unica strada per rimuovere i dissidi sulla questione nucleare”. Lo ha detto oggi il presidente Hassan Rohani ricevendo a Teheran il ministro degli Esteri irlandese, Simon Coveney.
Secondo l’agenzia iraniana Irna, Coveney, nella sua veste di facilitatore dell’accordo sul nucleare a nome del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ha detto che poiché la nuova amministrazione Usa è determinata a ritornare all’accordo del 2015, c’è una nuova opportunità per negoziati che portino al rientro di Washington nell’intesa.
Segnali positivi per un possibile ritorno ai negoziati sono stati lanciati da Teheran dopo che, questa settimana, i Paesi europei hanno rinunciato a votare una risoluzione critica delle attività nucleari iraniane nel Consiglio dei Governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea).
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Birmania: ancora migliaia in piazza contro giunta militare
Nella notte arresti tra i leader dell’opposizione, uno ucciso
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RANGOON
07 marzo 2021
17:31
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Migliaia di manifestanti sono tornati a scendere oggi in piazza in diverse città della Birmania per protestare contro la giunta militare che ha preso il potere con un colpo di Stato e la polizia ha nuovamente fatto uso di armi da fuoco, secondo quanto affermato da fonti dell’opposizione. I raduni sono avvenuti nonostante i raid effettuati la scorsa notte durante i quali sono stati arrestati alcuni leader del partito di Aung San Suu Kyi e uno di loro, ancora secondo l’opposizione, è morto dopo essere stato picchiato.
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Durante una manifestazione a Bagan, celebre per le sue pagode centenarie, sono state udite delle detonazioni e un giovane di 18 anni è stato colpito da un proiettile alla mandibola, secondo i soccorritori. Un sito d’informazioni locale parla di cinque feriti. A Rangoon, principale città e centro economico della Birmania, la polizia ha nuovamente sparato per disperdere i raduni, mentre i manifestanti scandivano lo slogan ‘Cacciamo il dittatore”. Cioè il capo della giunta militare, Min Aung Hlaing.
La scorsa notte nella stessa Rangoon sono stati arrestati dirigenti della Lega nazionale per la democrazia (Lnd), il partito di Aung San Suu Kyi, capo di fatto del governo civile deposto con il colpo di Stato del primo febbraio. Un responsabile locale dell’Lnd, Khin Maung Latt, di 58 anni, è stato ucciso secondo fonti dell’opposizione. “E’ stato picchiato e poi portato via da casa sua, e non è sopravvissuto al duro interrogatorio al quale è stato sottoposto”, ha detto Tun Kyi, un ex prigioniero politico.
Accusato di crimini contro l’umanità, di aver preso il potere in maniera illegale e uccidere i manifestanti, l’esercito birmano sta cercando di riabilitarsi all’estero reclutando un ex funzionario dell’intelligence militare israeliana diventato lobbista per la difesa di clienti controversi. Lo scrive il Guardian. Ari Ben-Menashe, lobbista israeliano-canadese nato a Teheran, è stato assunto dall’esercito birmano per per “aiutare a spiegare la reale situazione nel Paese”. Ben-Menashe, ex trafficante di armi, ha lavorato per l’ex presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe, per la giunta militare del Sudan e per candidati presidenziali in Venezuela , Tunisia e Kirghizistan. Annuncio pubblicitario L’uomo ha confermato l’accordo in alcune interviste spiegando che riceverà “una grande somma” di denaro e un bonus se le sanzioni militari contro i leader militari birmane verranno revocate. Ben-Menashe ha spiegato i generali birmani hanno fatto un contratto con la sua società di consulenza politica, Dickens & Madson Canada, per aiutarli a comunicare con gli Stati Uniti e altri Paesi che, secondo lui, li hanno “fraintesi”.
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Sì a dialogo con Usa e Ue, ‘via ostacoli a cooperazione’
Wang, si tolgano sanzioni e Iran sia responsabile, dialogo in Birmania
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PECHINO
07 marzo 2021
17:42
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La Cina cerca intese con Stati Uniti ed Europa, e invita i primi a rimuovere gli “irragionevoli” ostacoli alla cooperazione. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, in una conferenza stampa a margine dei lavori parlamentari, ha detto, riferendosi agli Usa che è “nell’interesse dei due Paesi e di tutto il mondo che la cooperazione sia l’obiettivo principale” augurandosi che “gli Stati Uniti si muovano nella stessa direzione e rimuovano le irragionevoli restrizioni il prima possibile, senza creare nuovi ostacoli”.
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Riferendosi poi all’Europa, Wang ha osservato che Cina e Ue non sono rivali sistemici e Pechino sostiene l’integrazione europea. Le due parti “possono raggiungere grandi risultati”, ha affermato il ministro degli Esteri Wang Yi, notando che “le relazioni bilaterali hanno dimostrato resilienza e vitalità, con la cooperazione vantaggiosa per tutti che è il fulcro della relazione”. “Nella nostra visione Cina e Ue sono importanti attori in mondo multipolare”, mentre l’accordo sul trattato bilaterale sugli investimenti “si basa su interessi reciproci e la Cina manterrà le promesse fatte nel trattato, inclusa la convenzione internazionale sul lavoro”.
Il ministro degli Esterei cinese ha poi esortato gli Usa a togliere le sanzioni a Teheran e l’Iran ad ” adempiere alle proprie responsabilità contro la proliferazione nucleare”.
Infine, ha auspicato la fine delle violenze in Birmania: un invito alla ripresa del dialogo “il prima possibile”.
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Covid: il virus raggiunge la Nuova Caledonia
Dopo i primi casi in altre isole francesi del Pacifico
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NOUMEA
07 marzo 2021
17:52
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Il remoto arcipelago della Nuova Caledonia, nell’Ocano Pacifico, uno dei pochi luoghi al mondo ad aver finora schivato il Covid-19, entrerà in lockdown dopo l’individuazione di nove casi: lo hanno annunciato oggi i funzionari locali.
L’epidemia nell’arcipelago francese è stata rilevata dopo che un dirigente scolastico si è ammalato sulle isole Wallis e Futuna, un altro territorio francese nel Pacifico, inducendo le autorità a effettuare una serie di controlli.
“Secondo le prime indicazioni, il paziente ha sviluppato sintomi a metà febbraio e avrebbe potuto contagiare altre persone a Wallis e Futuna dalla fine di gennaio”, ha detto ai giornalisti il ;;capo del governo locale della Nuova Caledonia, Thierry Santa.
Gli spostamenti tra i due territori francesi non erano regolati allora da alcuna restrizione, mentre chiunque arrivasse da altri Paesi doveva sottoporsi a una rigorosa quarantena di 14 giorni in un hotel. Santa ha ora annunciato una chiusura totale di due settimane per la Nuova Caledonia a partire da lunedì sera, per “interrompere la trasmissione del virus finché si è ancora in tempo”.
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Usa:altre 2 donne accusano Cuomo,comportamento inappropriato
Ex collaboratrici del governatore di NY parlano con Wsj e Wp
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07 marzo 2021
17:50
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Altre due donne accusano il governatore di New York, Andrew Cuomo, di comportamento inappropriato. Si tratta di due ex collaboratrici del politico, le cui testimonianze sono state raccolte da alcuni media americani.
In particolare Karen Hinton, che ha lavorato con Cuomo nel suo servizio stampa, ha riferito al Washington Post di un episodio risalente al dicembre 2000: un abbraccio “troppo stretto, troppo lungo, troppo intimo” in una camera d’albergo a Los Angeles. All’epoca Cuomo guidava il dipartimento americano per l’Urbanistica. Un attuale rappresentante di Cuomo respinge le accuse di Karen Hinton, affermando che l’episodio non è mai accaduto. Al Wall Street Journal invece parla Ana Liss, che ha collaborato con Cuomo fra il 2013 e il 2015: la donna riferisce di un episodio avvenuto durante un impegno di lavoro ad Albany, nello Stato di New York. Il governatore la chiamò “dolcezza”, le chiese se avesse un fidanzato e in un’occasione le baciò la mano, ha raccontato la donna al quotidiano, affermando che si trattò a suo avviso di un comportamento “inappropriato, in qualsiasi contesto”.
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Iran, Nazanin rilasciata dopo 5 anni ma di nuovo accusata
Di ‘propaganda anti iraniana’. Londra, ‘crudele e intollerabile’
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TEHERAN
07 marzo 2021
17:26
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‘Propaganda contro il sistema’ di governo iraniano per aver partecipato a una manifestazione di protesta nel 2009 a Londra davanti all’ambasciata iraniana e per una intervista rilasciata nella stessa occasione al canale della Bbc in persiano. E’ questa la nuova accusa di cui dovrà rispondere il 14 marzo davanti alla Corte rivoluzionaria di Teheran la cittadina anglo-britannica Nazanin Zaghari-Ratcliffe, che oggi è stata rilasciata dopo aver scontato una controversa condanna a 5 anni di reclusione per spionaggio.
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Lo ha detto all’agenzia iraniana Irna il suo avvocato, Hojjat Kermani.
Nazanin Zaghari-Ratcliffe, la donna anglo-iraniana per cinque anni detenuta in Iran dopo essere stata condannata per spionaggio, è stata liberata dopo aver finito di scontare la pena. Tuttavia, non potrà lasciare l’Iran ma dovrà comparire nuovamente domenica prossima davanti al tribunale rivoluzionario di Teheran per rispondere di una nuova accusa, non ancora specificata. Lo ha detto all’agenzia Irna il suo avvocato, Hojjat Kermani.
Nazanin Zaghari-Ratcliffe, dipendente della Fondazione Thomson Reuters condannata a suo tempo a Teheran per un caso presunto di spionaggio – nell’ambito di un processo assai controverso – era stata arrestata nel 2016 durante un viaggio nel Paese d’origine. Alcuni mesi fa, a causa dei rischi di contagio da Covid-19, era stata trasferita dal carcere agli arresti domiciliari presso l’abitazione dei genitori a Teheran, ma con l’obbligo di portare un braccialetto elettronico alla caviglia. La deputata laburista britannica Tulip Siddiq, eletta nel collegio della zona in cui la famiglia della donna vive e in contatto con il marito di lei, Richard Ratcliffe, ha detto che il braccialetto elettronico è stato rimosso oggi. La nuova convocazione davanti alla Corte rivoluzionaria di Teheran era stata preannunciata nei giorni scorsi dal portavoce dell’apparato giudiziario iraniano, che però non aveva precisato quale fosse la nuova accusa né la data dell’udienza. La donna si dichiara da sempre innocente, mentre anche il governo di Londra contesta le accuse iraniane. Il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab, ha definito “crudele e intollerabile” il trattamento inflitto alla donna e ha intimato all’Iran di restituirle definitivamente la libertà affinché possa tornare nel Regno Unito da marito e figli.
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Di Maio, ‘in Iraq una preghiera per chi soffre’
‘Sulle macerie di una guerra che ha generato dolore e morte’
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
07 marzo 2021
18:03
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“Sulle macerie di una guerra che ha generato dolore e morte, la preghiera di Papa Francesco in occasione di uno storico viaggio in Iraq”. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
Citando la frase pronunciata ieri dal pontefice, “la fraternità è più forte del fratricidio, la speranza è più forte della morte, la pace è più forte della guerra”, Di Maio aggiunge che “le parole di Francesco devono rimanere impresse nella nostra mente. Una preghiera per chi sta soffrendo in Italia e nel mondo, anche a causa di questa pandemia”.
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Senegal: un adolescente è la quinta vittima dei disordini
Già annunciati altri tre giorni di proteste a partire da lunedì
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
07 marzo 2021
17:49
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Un adolescente è la quinta vittima in Senegal nelle proteste seguite all’arresto, mercoledì, del leader dell’opposizione Ousmane Sonko per una denuncia di stupro che lui nega, riporta la Bbc.
Lo studente è stato ucciso sabato in scontri tra manifestanti e forze di sicurezza nella città meridionale di Diaobe dopo che i dimostranti avevano cercato di incendiare gli edifici pubblici della città.
Venerdì, a seguito delle violenze nella capitale, Dakar, e altrove, il ministro dell’Interno Antoine Felix Abdoulaye Diome ha promesso di utilizzare “tutti i mezzi necessari per un ritorno all’ordine”.
Parlando alla tv nazionale, Diome ha accusato Sonko di “lanciare appelli alla violenza”. L’alleanza di opposizione nota come Movimento per la difesa della democrazia (M2D), che è dietro le manifestazioni, ha annunciato altri tre giorni di proteste a partire da lunedì.
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56/o Selma, alla firma decreto per facilitare voto
Nel giorno dell’anniversario omaggio del presidente a John Lewis
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WASHINGTON
07 marzo 2021
17:22
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Joe Biden firmerà oggi un ordine esecutivo per facilitare il voto, in occasione del 56/o anniversario del ‘Bloody Sunday’, la marcia per i diritti civili in cui centinaia di manifestanti pacifici furono attaccati dalla polizia a Selma, in Alabama. “Oggi, nell’anniversario del Bloody Sunday, firmerò un ordine esecutivo per rendere più facile la registrazione degli elettori per votare e per migliore l’accesso al voto”, si legge nelle anticipazioni delle sue dichiarazioni diffuse dalla Casa Bianca.
Una mossa che arriva dopo l’approvazione alla Camera di una legge per allargare il diritto di voto e il tentativo di alcuni Stati Repubblicani di restringerlo.
In occasione dell’anniversario, il presidente farà un intervento in video al Martin and Coretta King Unity Breakfast, rendendo omaggio a John Lewis, protagonista delle marce di Selma. Biden ribadirà l’intenzione della sua amministrazione di continuare la marcia per la giustizia, rafforzando i diritti di voto e l’eguaglianza razziale.
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Iran: Nazanin imputata per manifestazione a Londra
E per intervista alla Bbc in persiano. Entrambi episodi del 2009
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TEHERAN
07 marzo 2021
15:30
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‘Propaganda contro il sistema’ di governo iraniano per aver partecipato a una manifestazione di protesta nel 2009 a Londra davanti all’ambasciata iraniana e per una intervista rilasciata nella stessa occasione al canale della Bbc in persiano. E’ questa la nuova accusa di cui dovrà rispondere il 14 marzo davanti alla Corte rivoluzionaria di Teheran la cittadina anglo-britannica Nazanin Zaghari-Ratcliffe, che oggi è stata rilasciata dopo aver scontato una controversa condanna a 5 anni di reclusione per spionaggio.
Lo ha detto all’agenzia iraniana Irna il suo avvocato, Hojjat Kermani.
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Biden, da repubblicani assalto a tutto campo a diritto voto
‘Suprematisti non solo cappucci bianchi ma anche in Parlamento’
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WASHINGTON
07 marzo 2021
17:22
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Duro attacco di Joe Biden ai repubblicani e al loro “assalto a tutto campo al diritto di voto nei parlamenti statali in tutto il Paese”, dopo l’attacco al Capitol da parte dei fan di Donald Trump. “Durante l’attuale sessione legislativa, dirigenti eletti in 43 Stati hanno già introdotto oltre 250 progetti di legge per rendere più difficile il voto degli americani.
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Non possiamo lasciare che accada”, afferma nelle anticipazioni, diffuse dalla Casa Bianca, del suo intervento video per i 56 anni del ‘Bloody Sunday’, la marcia per i diritti civili a Selma, Alabama.
Biden ha quindi lanciato un appello al Congresso perchè ripristini pienamente il Voting Rights Act del 1965, la legge che proibì, in particolare, le discriminazioni razziali nel voto.
“Quelle torce e croci in fiamme, i manganelli, i lacrimogeni, i cani da attacco, le leggi e i processi ingiusti non potevano fermare il progresso. Il sangue di John Lewis e di centinaia di altre anime coraggiose e giuste che furono uccise a Selma, quella domenica del 1965, santificarono una nobile battaglia”, dirà Biden a Selma secondo le anticipazioni della Casa Bianca. Biden ha anche ricordato che “per gli afroamericani, i diritti fondamentali di voto sono stati negati dai suprematisti bianchi nascosti sia dietro i cappucci bianchi sia alla luce del sole nei parlamenti e nei tribunali statali”.
In occasione del 56/mo anniversario del ‘Bloody Sunday’, Joe Biden ha lanciato un appello al Congresso perche’ ripristini pienamente il Voting Rights Act del 1965, la legge che proibi’ in particolare le discriminazioni razziali nel voto.”Sono sempre stato orgoglioso di guidare gli sforzi per ri-autorizzarla nel corso degli anni come senatore della commissione giustizia ma nello stesso tempo i repubblicani ad ogni livello l’hanno intaccata”, ha ricordato. “Poi – ha proseguito – nel 2013 la corte suprema ha distrutto il Voting Rights Act, sostenendo che i tempi erano cambiati e che le discriminazioni di voto erano rare, contrariamente all’assalto in corso. La defunta giudice della Corte suprema Ruth Bader Ginsburg scrisse che la decisione era come ‘gettare via il tuo ombrello in un temporale’. Oggi abbiamo una grandinata, non un temporale”.
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Costa d’Avorio, opposizione rivendica vittoria alle elezioni
Con risultati parziali. Scarsa affluenza per timore di violenze
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ABIDJAN
07 marzo 2021
17:48
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Il Partito Democratico della Costa d’Avorio (Pdci), primo partito di opposizione e alleato del partito dell’ex presidente Laurent Gbagbo, ha rivendicato la vittoria alle elezioni legislative svolte ieri, prima della proclamazione ufficiale dei risultati.
“Rivendichiamo la vittoria”, ha detto il coordinatore generale del Pdci per le elezioni legislative, Niamkey Koffi, in una conferenza stampa ad Abidjan, precisando di temere una manipolazione dei risultati.
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“Pensiamo di avere circa 128 seggi con i nostri alleati”, ha detto, la maggioranza dei 255 deputati dell’Assemblea nazionale.
La Commissione Elettorale Indipendente incaricata di proclamare i risultati non ha ancora contato che una piccola parte dei voti, non molti nel complesso visto che, secondo lo stesso Koffi, il tasso di partecipazione “non ha superato il 20%” a livello nazionale, contro il 34% ufficiale delle precedenti elezioni legislative del 2016 a causa di “timori di violenze”. Le precedenti consultazioni, le presidenziali del 2020 svolte nell’ottobre scorso, erano state precedute e seguite da violenti scontri che hanno causato 87 morti e circa 500 feriti.
Le elezioni legislative di ieri si sono svolte, invece, nella calma generale.
Il Pdci ha stretto un’alleanza con il movimento per la Democrazia e la Sovranità (Eds), una coalizione di sostenitori dell’ex presidente Gbagbo, di cui fa parte anche il suo partito, il Fronte popolare ivoiriano (Fpi), tornato in gioco per la prima volta in dieci anni.
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Yemen, raid coalizione a guida saudita colpiscono Sanaa
‘In risposta a 10 droni lanciati dai ribelli’
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RIAD
07 marzo 2021
17:47
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La coalizione militare a guida saudita ha sferrato diversi attacchi aerei contro la capitale dello Yemen, Sanaa, controllata dagli huthi, dopo aver intercettato 10 droni lanciati verso l’Arabia saudita dai ribelli sostenuti dall’Iran, secondo quanto riportato dai media statali sauditi.
Gli attacchi di oggi sono i primi da diversi mesi, e fanno seguito ad azioni contro il regno saudita attribuite ai ribelli Huthi, che hanno contato sette attacchi aerei sulla capitale.
I raid sono stati lanciati dopo che la coalizione aveva annunciato di avere intercettato 10 droni lanciati questa mattina contro il regno saudita dai ribelli yemeniti, in una escalation di attacchi al territorio saudita. Il lancio di droni non è stato rivendicato ma l’agenzia ufficiale saudita SPA ha accusato gli Huthi, che hanno intensificato gli attacchi contro Riad e minacciato il Paese di altre azioni. Secondo la coalizione, i droni erano diretti contro obiettivi “civili”, una scelta che l’Arabia Saudita ha avvertito essere “una linea rossa”, ha dichiarato la coalizione dopo gli attacchi aerei su Sana’a.
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Media, regina ‘ignorerà’ intervista a Harry e Meghan
Ma il palazzo è pronto a ‘ritorsioni’ se sarà attaccato
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LONDRA
07 marzo 2021
17:50
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La regina intende “ignorare” l’attesa intervista dei duchi di Sussex, Harry e Meghan, in onda in nottata sulla Cbs dagli Usa dove la coppia ‘ribelle’ si è trasferita dopo aver rotto con la Royal Family. Lo sostengono le solite gole profonde anonime di corte al Sunday Times in assenza di conferme ufficiali.
Le stesse fonti avvertono tuttavia che la macchina della comunicazione di Buckingham Palace è “pronta a vendicarsi” con nuove, presunte “rivelazioni sul comportamento” dei Sussex ove i duchi attaccassero in modo troppo duro la monarchia, dopo le anticipazioni in cui Meghan ha accusato la dinastia di spargere “falsità” su di loro.
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Nel giorno dei Sussex, la regina esalta dovere e unità
Sovrana non cita Harry e Meghan a Commonwealth Day, evoca Covid
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LONDRA
07 marzo 2021
18:02
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Nessun cenno diretto alle tensioni in casa Windsor con i duchi di Sussex, ma un appello a tutti i Paesi dell’ex impero britannico a celebrare “lo spirito di unità” e “la dedizione al dovere” in tempi di Covid. E’ il messaggio di Elisabetta II per il Commonwealth Day, nell’ambito d’un programma della Bbc a cui intervengono anche l’erede al trono Carlo e altri reali, come a voler far fronte comune nel giorno dell’intervista dei ‘ribelli’ Harry e Meghan alla Cbs dagli Usa (attesa con imbarazzo a corte).
Nel suo breve discorso, la sovrana 94enne elogia fra l’altro la risposta alla pandemia, specie “nella prima fila” degli ospedali.
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Prof decapitato, la 13enne che lo accusò ha mentito
Disse una bugia, non era in classe alla lezione su Charlie Hebdo
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PARIGI
07 marzo 2021
18:10
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Fu una bugia: la studentessa che denunciò Samuel Paty per averla fatta uscire dalla classe, in quanto musulmana, prima di mostrare le caricature di Charlie Hebdo, mentì. Disse al padre quella bugia – all’origine della bufera che si scatenò negli ambienti radicalizzati e che sfociò nella decapitazione del professore ad opera di un terrorista di origine cecena – perché non voleva confessargli che lei in classe non ci aveva neppure messo piede, come molte altre volte.
Lo riporta Le Parisienne sulla base delle deposizioni rilasciate dalla giovane alla polizia.
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Svizzera: vince il sì al divieto del velo integrale
Risultati definitivi del referendum, 51,2% i voti a favore
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GINEVRA
07 marzo 2021
18:11
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Il referendum ‘Sì al divieto di dissimulare il proprio viso’, detto ‘anti-burqa’, è stato approvato dalla maggioranza degli elettori svizzeri. Stando ai risultati definitivi, il testo di modifica costituzionale promosso dalla destra conservatrice e combattuto dal governo, ha ottenuto il 51,2% dei consensi degli elettori e l’adesione di 20 dei 26 cantoni, ha riferito l’agenzia di stampa Keystone-Ats.
Nel 2009, gli Svizzeri avevano approvato anche un’iniziativa contro la costruzione di minareti con il 57,5% di voti a favore.
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Wsj, ‘campagna 007 russi contro vaccini Occidente’
Usate 4 pubblicazioni online. Tra gli scopi promuovere Sputnik
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WASHINGTON
07 marzo 2021
19:38
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L’intelligence di Mosca ha montato una campagna per minare la fiducia nel vaccino americano Pfizer e negli altri vaccini occidentali, usando negli ultimi mesi pubblicazioni online che ne hanno messo in discussione l’efficacia e la sicurezza, anche per promuovere il russo Sputnik. Lo scrive il Wall Street Journal citando un dirigente del Global Engagement Center del dipartimento di Stato americano, che monitora le attività di disinformazione straniera.
Quattro le pubblicazioni identificate, ritenute “collegate direttamente ai servizi segreti russi”.
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Francia: cade elicottero a Deauville, muore figlio Dassault
Scompare deputato ed erede impero aeronautico
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PARIGI
07 marzo 2021
19:39
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E’ morto oggi a 69 anni, in un incidente di elicottero non lontano da Deauville, in Normandia, Olivier Dassault, figlio dell’industriale dell’aeronautica e degli elicotteri Serge Dassault. Lo si è appreso da diverse fonti ufficiali in Francia.
Il presidente Emmanuel Macron ha reso omaggio alla memoria di Olivier Dassault, che era deputato della destra dei Republicains.
Olivier Dassault “amava la Francia – ha scritto Macron in un tweet – capitano d’industria, deputato, amministratore locale, comandante in aviazione: durante tutta la sua vita ha sempre servito il nostro paese, valorizzandone le qualità. La sua morte improvvisa è una grande perdita”.
Olivier Dassault era figlio dell’industriale, uomo d’affari, politico e miliardario, Serge Dassault, scomparso nel 2018 e a sua volta figlio di Marcel Dassault, ingegnere e fondatore dell’impero di famiglia.
Il patrimonio di Olivier Dassault, dei suoi due fratelli e della sorella è valutato in circa 5 miliardi di euro ciascuno.
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Usa: Cuomo, nuove accuse? Non mi dimetto senza indagine
‘E’ anti democratico’
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WASHINGTON
07 marzo 2021
22:10
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Il governatore dem di New York Andrew Cuomo ha ribadito la sua intenzione di non dimettersi anche dopo le accuse di due nuove ex collaboratrici. Spiegando che lasciare senza una indagine completa è “anti democratico”.
“Non c’è modo che io mi dimetta”, ha dichiarato. “La premessa di dimettersi in seguito ad accuse è davvero anti democratica”.
Cuomo ha anche negato le contestazioni di una delle due nuove accusatrici, Karen Hinton: “quello che ha detto non è vero”, ha assicurato, definendola una “mia avversaria politica di lunga data”.
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Harry e Meghan: via da casa reale per mancanza di comprensione
‘Temevano per colore pelle nostro figlio’. Prossima sarà femmina
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08 marzo 2021
05:15
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E’ andata in onda l’attesa e temuta intervista a Meghan e Harry. “Abbiamo fatto il possibile” per restare nella casa reale e “ce ne siamo andati per carenza di sostegno e comprensione”, afferma il figlio di Diana: “Mi hanno tagliato fuori finanziariamente” ma ora non sono più in trappola, mentre “mio padre e mio fratello” sì.
“Ebbi pensieri suicidi e chiesi aiuto inutilmente”, accusa la duchessa di Sussex affermando che i reali “temevano per il colore della pelle” del figlio. E La prossima sarà una femminuccia, annunciano.
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Covid, Messico: oltre 190 mila i morti
Tredicesimo paese al mondo per numero casi, ma terzo per decessi
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08 marzo 2021
06:30
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Ha superato quota 190 mila il numero dei decessi legati al Covid-19 registrati in Messico dall’inizio della pandemia, secondo l’università americana Johns Hopkins.
Il Paese nordamericano da 126 milioni di abitanti ha riportato finora un totale di oltre 2,1 milioni di contagi, di cui 1,67 milioni guariti.
E’ tredicesimo al mondo per numero di casi, ma terzo per morti.
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Gb: media, Johnson toglie l’aereo alla regina
I reali potrebbero prendere in prestito quello del premier
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06 marzo 2021
18:21
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Il primo ministro britannico Boris Johnson taglia gli aerei della regina. O almeno così scrivono i giornali britannici anticipando dettagli del piano di riduzioni di fondi per la Difesa messo a punto da Downing Street.
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Sotto la scure di Johnson finirebbero gli aerei passeggeri utilizzati dalla famiglia reale, ovvero i quattro BAE-146 in uso nella ‘flotta reale’ dagli anni ’80. E se i velivoli, come scrive il Daily Mail, verranno ritirati il prossimo anno e non rimpiazzati, Elisabetta II con il principe Filippo – ma anche Carlo e Camilla nonché i duchi di Cambridge e famiglia – potrebbero essere costretti a prendere in prestito l’aereo del primo ministro per i loro spostamenti, il cosiddetto ‘Union Jack jet’. Lo stesso velivolo per il quale lo scorso anno sono state spese circa 900mila sterline, e con non poche polemiche.
Il piano di tagli, che dovrebbe essere illustrato in dettaglio entro la fine del mese, falcidierebbe ulteriormente la storica squadriglia ‘reale’ della Royal Air Force, di base a Northolt, lasciando a disposizione della famiglia reale soltanto un elicottero AW-109, il cui utilizzo sarebbe ovviamente limitato a viaggi brevi e sul territorio nazionale.
Una mossa quella di Johnson che ricorda lo smantellamento dello yacht personale si sua maestà, l’HMS Britannia, nel 1997, quando si era da poco insediato il governo laburista guidato da Tony Blair.
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Usa: assalto Capitol, contatti Proud Boys-membro Casa Bianca
Nyt, Fbi indaga su comunicazioni dei gruppi di destra
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WASHINGTON
06 marzo 2021
16:37
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Un membro del gruppo di estrema destra Proud Boys era in comunicazione con una persona legata alla Casa Bianca nei giorni precedenti all’assalto al Congresso del 6 gennaio scorso. Lo scrive il New York Times riferendo delle indagini dell’Fbi, basate anche sulle telefonate di quel periodo.
Enrique Tarrio, un leader di Proud Boys, ha detto al Nyt che alcuni giorni prima dell’attacco al Capitol chiamo’ Roger Stone, uno stretto collaboratore di Trump. Ma non e’ questa la telefonata nel mirino dell’Fbi. Entrambe pero’ sottolineano l’accesso che gruppi estremisti come i Proud Boys avevano a persone legate alla Casa Bianca.
Dai dati non emergono invece contatti tra i rivoltosi e parlamentari repubblicani, contrariamente a quanto si sospettava.
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Tunisia: manifestazione contro politiche repressive governo
Chiesta liberazione attivista Lgbtq condannata per oltraggio
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TUNISI
06 marzo 2021
18:51
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Diverse associazioni della società civile tunisina, appoggiate da tre partiti politici – Echâab, Attayar e El Watad, si sono date appuntamento sulla centrale Avenue Bourguiba della capitale per protestare contro il governo e le sue politiche giudicate repressive e chiedere la liberazione delle centinaia di arrestati durante i disordini dello scorso mese di gennaio.
I manifestanti hanno anche urlato slogan contro il sistema e il partito islamico Ennhadha e per chiedere la liberazione della nota attivista Lgbtq, con identità queer, Rania Amdouni, condannata questa settimana a sei mesi per “oltraggio a pubblico ufficiale”.
Secondo diverse associazioni della società civile molti rappresentanti della comunità lgbtq tunisina sarebbero stati presi di mira dalla polizia durante le manifestazioni di protesta di inizio anno. I manifestanti hanno domandato inoltre l’abolizione della legge sul consumo di stupefacenti che porta ogni anno in carcere migliaia di giovani.
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Meghan, menzogne su di noi, come possiamo stare zitti?
Cbs diffonde anticipazione intervista a ex coppia reale
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WASHINGTON
06 marzo 2021
19:00
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“Non so come possano aspettarsi che restiamo in silenzio dopo che in tutto questo tempo hanno continuato a dire menzogne su di noi. E anche se questo vuol dire perdere delle cose, voglio dire, finora ne abbiamo già perse tante”.
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Così Meghan Markle sulla famiglia reale nell’anticipazione dell’intervista di Oprah Winfrey a lei e al principe Harry che la Cbs trasmette domani. L’anchor le chiede come si sente e lei risponde attaccando “The Firm”, ossia “la ditta”, un soprannome per definire la famiglia reale insieme a coloro che gestiscono gli affari della royal family.(
Cbs paghera’ tra i 7 e i 9 milioni di dollari per i diritti relativi alla trasmissione dell’attesissima intervista di due ore della anchor Oprah Winfrey al principe Harry e a sua moglie Meghan Markle, che sarà trasmessa in Usa domenica alle 20 (le 2 di notte in Italia). Lo scrive il Wall Street Journal. Come parte dell’accordo tra Cbs e la società della Winfrey, Harpo Productions, il network potrà concedere lo speciale anche sui mercati internazionali. In Gran Bretagna l’intervista sarà trasmessa lunedì su Itv. Cbs, secondo gli inserzionisti, sta cercando di vendere spot commerciali di 30 secondi a 325 mila dollari, il doppio del prezzo normale in una fascia oraria normale. Harry e Meghan, ha assicurato un portavoce, non riceveranno alcun compenso.
Ho già postato sopra il contenuto dell’intervista.
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Ue, collaborazione con Usa per approvvigionamento vaccini
Breton-Zients in videoconferenza, dosi AstraZeneca non in agenda
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BRUXELLES
06 marzo 2021
20:01
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Il commissario europeo per il mercato interno Thierry Breton, responsabile degli aspetti industriali della produzione di vaccini, incontrerà lunedì pomeriggio in videoconferenza Jeffrey Zients, coordinatore del team incaricato della lotta contro il Covid-19 alla Casa Bianca.
Lo riferiscono fonti europee precisando che l’incontro riguarderà la catena delle forniture dei vaccini con l’obiettivo di offrire un coordinamento nel comune interesse fra le due sponde dell’Atlantico.
Le stesse fonti precisano che nell’incontro non sarebbe al momento in agenda la questione del possibile export di dosi AstraZeneca dagli Usa.
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8 marzo: Netflix, 5 mln dollari destinati alle donne
Dal Fondo per la creatività, per identificare donne emergenti
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
07 marzo 2021
11:23
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
In occasione della Giornata internazionale della donna Netflix racconta e celebra le donne dietro e davanti la macchina da presa dei più grandi show internazionali ed italiani del servizio di intrattenimento.
Netflix in questa occasione e attraverso le parole di Bela Bajaria, donna indiana cresciuta negli Stati Uniti oggi Vice President of Global TV, annuncia che i primi 5 milioni di dollari del Fondo Netflix per la creatività inclusiva (20 milioni di dollari annuali nella creazione di opportunità più inclusive dietro la macchina da presa) del 2021 saranno destinati a programmi volti a identificare donne di talento emergenti in tutto il mondo, fornire loro il training necessario e trovare posti di lavoro per loro.
Tutto ciò avverrà in collaborazione con terze parti e tramite programmi Netflix ad hoc per supportare una vasta gamma di iniziative, dai workshop per insegnare ad aspiranti autrici e produttrici a presentare la propria visione creativa fino a fornire opportunità di shadowing nell’ambito di produzioni che consentono alle donne di acquisire inestimabili esperienze dirette per poter avere una vera e propria voce in capitolo.
Birmania: ancora migliaia in piazza contro giunta militare
Nella notte arresti tra i leader dell’opposizione, uno ucciso
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RANGOON
07 marzo 2021
11:34
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Migliaia di manifestanti sono tornati a scendere oggi in piazza in diverse città della Birmania per protestare contro la giunta militare che ha preso il potere con un colpo di Stato e la polizia ha nuovamente fatto uso di armi da fuoco, secondo quanto affermato da fonti dell’opposizione. I raduni sono avvenuti nonostante i raid effettuati la scorsa notte durante i quali sono stati arrestati alcuni leader del partito di Aung San Suu Kyi e uno di loro, ancora secondo l’opposizione, è morto dopo essere stato picchiato.
Durante una manifestazione a Bagan, celebre per le sue pagode centenarie, sono state udite delle detonazioni e un giovane di 18 anni è stato colpito da un proiettile alla mandibola, secondo i soccorritori.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Un sito d’informazioni locale parla di cinque feriti. A Rangoon, principale città e centro economico della Birmania, la polizia ha nuovamente sparato per disperdere i raduni, mentre i manifestanti scandivano lo slogan ‘Cacciamo il dittatore”. Cioè il capo della giunta militare, Min Aung Hlaing. La scorsa notte nella stessa Rangoon sono stati arrestati dirigenti della Lega nazionale per la democrazia (Lnd), il partito di Aung San Suu Kyi, capo di fatto del governo civile deposto con il colpo di Stato del primo febbraio. Un responsabile locale dell’Lnd, Khin Maung Latt, di 58 anni, è stato ucciso secondo fonti dell’opposizione. “E’ stato picchiato e poi portato via da casa sua, e non è sopravvissuto al duro interrogatorio al quale è stato sottoposto”, ha detto Tun Kyi, un ex prigioniero politico.
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Iran: dopo 5 anni rilasciata la donna condannata per spionaggio. Ma spunta una nuova accusa
Nazanin Zaghari-Ratcliffe ha finito di scontare la pena. Tuttavia non potrà lasciare il paese: è stata convocata per un’altra imputazione
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TEHERAN
07 marzo 2021
15:03
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Nazanin Zaghari-Ratcliffe, la donna anglo-iraniana da cinque anni detenuta in Iran dopo essere stata condannata per spionaggio, è stata liberata dopo aver finito di scontare la pena. Nazanin Zaghari-Ratcliffe non potrà però lasciare l’Iran ma dovrà comparire nuovamente domenica prossima 14 marzo davanti alla Corte rivoluzionaria di Teheran. La nuova accusa per Nazanin Zaghari-Ratcliffe è ‘propaganda contro il sistema’ di governo iraniano per aver partecipato a una manifestazione di protesta nel 2009 a Londra davanti all’ambasciata iraniana e per una intervista rilasciata nella stessa occasione al canale della Bbc in persiano.
Lo ha detto all’agenzia iraniana Irna il suo avvocato, Hojjat Kermani.
Il ministro degli Esteri del governo di Boris Johnson, Dominic Raab, ha condannato la convocazione della cittadina irano-britannica Nazanin Zaghari-Ratcliffe per la contestazione di nuove accuse dopo i 5 anni fra carcere e domiciliari già scontati.
Raab ha definito “crudele e intollerabile” il trattamento inflitto alla donna e ha intimato all’Iran di restituirle definitivamente la libertà affinché possa tornare nel Regno Unito da marito e figli.
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8 marzo: eroine dello schermo, Pantheon quotidiano
senza di loro saremmo tutti più poveri e inconsapevoli
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
08 marzo 2021
09:31
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”Le storie del cinema ricordano che proprio alle origini di Hollywood, a dettar legge nella Città degli Angeli erano proprio le donne: una categoria che al pari delle altre minoranze (ebrei, omosessuali, inventori pazzerelli, esuli e immigrati) trovava spazio in un far west dell’immagine in movimento ancora non dominato dai grandi capitali. Erano registe e produttrici come Helen Gardner o Lois Weber, attrici comiche irresistibili come Mabel Normand, sceneggiatrici come Julian Crawford o Frances Marion (il primo Oscar al femminile nel 1930), dive dal pugno di ferro come Lillian Gish o Mary Pickford (fondatrice della United Artists insieme al marito Dougals Fairbanks e a Charlie Chaplin).
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Oggi sono nomi quasi dimenticati, ma basta guardare le loro foto, scolorite nella memoria, o ricordare i soggetti dei loro film per capire come seppero imporsi a un mondo maschile senza mai rinunciare alla propria femminilità e ai temi essenziali per la liberazione della donna”. Lo scrive Giorgio Gosetti, direttore de La Casa del Cinema in un intervento che sarà dalle 10 sul sito dell’istituzione in occasione della festa della donna e che abbiamo anticipato.
”Ho provato a scorrere la lista dei grandi personaggi femminili dello schermo e mi accorgo che si tratta di un fantastico pantheon di eroine del quotidiano; senza di loro saremmo tutti più poveri e inconsapevoli. Farne l’elenco – scrive ancora Gosetti – sarebbe più noioso dell’annuario telefonico ed è meglio evocarle con la serie di immagini che oggi Francesca Nigro posta insieme a questa nota obiettivamente soggettiva e limitata. Ma come dimenticare la protagonista di “Ragione e sentimento”, madre e figlia in “Lezioni di piano” o le magnifiche donne di “The Hours”? Come non sentirci orgogliosi di “Erin Brockovich” della rabbiosa pugile di “Million Dollar Baby” o dell’intrepida ricercatrice di “Silkwood”, fino alla viaggiatrice solitaria Robyn Davidson di “Tracks”? Come non stare dalla loro parte rivedendo “Mi piace lavorare” di Francesca Comencini, “Sette minuti” di Michele Placido o “Il diritto di contare” di Theodore Melfi? L’emancipazione femminile, la difficoltà di metà del mondo a farsi ascoltare e a portare una fertile “differenza” nell’universo dominato dai maschi è cosa antica: il cinema l’ha ricordata con storie appassionanti di grandi talenti: dalla matematica Ipazia di “Agorà” alla pittrice Gentileschi di “Artemisia”, dalla santa guerriera di “Giovanna d’Arco” alla santa sapiente Hildegard of Bingen di “Vision” (un film troppo poco visto di Margarethe Von Trotta), fino alla spericolata pilota d’aereo Amelia Earhart celebrata nel film di Mira Nair “Amelia”. A noi piace oggi ricordare una vera rivoluzionaria dietro e davanti allo schermo come Hedy Lamarr, nata Hedy Kiesler nella Vienna asburgica, fuggita alle grinfie del nazismo (e del marito) dopo lo scandaloso successo del suo “Estasi” (1933), diventata cittadina americana e diva splendente a Hollywood, ma capace di inventare il sonar durante la guerra, di intuire il mondo di internet con mezzo secolo d’anticipo eppure spossessata del suo genio per non offuscare il lavoro dei colleghi scienziati. E ci piace ricordare le tante donne “normali” che lo schermo ha omaggiato, dalla fragile Adriana (Stefania Sandrelli) di “Io la conoscevo bene” alla misteriosa Nana (Anna Karina) di “Vivre sa vie”in piena Nouvelle Vague; dalla modesta segretaria di “Roma ore 11” alle smarrite donne di mezza età in “Ricche e famose” di George Cukor.
E poi le donne guerriere dello schermo, tra “Thelma e Louise” e “Kill Bill”, passando per “Soldato Jane” e le “Ragazze vincenti” di Penny Marshall. O quelle che sfidano il pregiudizio nell’Iran de “Il cerchio”, nell’Arabia di “La bicicletta verde”, nel Mediterraneo di “Un divano a Tunisi”, nell’Europa del pregiudizio (“The Danish Girl”), in un’America incapace di accettare la diversità della pelle (“The Help”), nell’Irlanda cattolica di “Albert Nobbs” o di “Magdalene”. Su tutte aleggia lo spirito libero di Pedro Almodovar con le sue donne, volta a volta “in crisi di nervi”, montate su “tacchi a spillo”, incitate a “parlare con lei” o semplicemente festeggiate – ieri come oggi – coi loro nomi: “Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio”. La sua irriverente allegria richiama altri spiriti liberi come Billy Wilder e le sue irresistibili “ragazze” in “A qualcuno piace caldo”, come Blake Edwards in “Victor, Victoria”.
Quanta strada separa le silenziose eroine di Antonioni (tra “Le amiche” e “Deserto rosso”) dalle chiassose e vitali protagoniste di “Bande de filles” o dalla coraggiosa Amelia di “The Babadook”, con cui si è rivelata Jennifer Kent? E’ la faticosa risalita che scandisce – nel cinema – una battaglia e una conquista che le donne hanno saputo strappare a morsi alla vita e alla società maschile in cui siamo cresciuti.
E vengono in mente allora due figure esemplari, raccontate ancora una volta dal cinema e scritte per le donne da uomini capaci di sensibilità: la “Julia” di Fred Zinnemann nel lontano 1977 e la fiera Mildred di “3 manifesti a Ebbing, Missouri” dei fratelli Cohen. Oggi festeggiamo, attraverso la memoria o la riscoperta di tutti questi film, una storia che meritava di essere raccontata e che aiuta ancora tante a prendere coscienza di sé, dei propri diritti, di una centralità nel mondo senza la quale noi maschi saremmo inutili “macchine celibi”. Dedicate qualche ora di questa giornata a rintracciare le storie che qui accenno: uomini o donne che siate, ci troverete qualcosa di voi e, di sicuro, un orizzonte futuro nel quale è bello specchiarsi”.
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Biden a 56/o Selma, Congresso ripristini Voting Rights Act
Appello al Congresso perche’ ripristini pienamente il Voting Rights Act del 1965, la legge che proibi’ in particolare le discriminazioni razziali nel voto
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WASHINGTON
07 marzo 2021
16:34
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Joe Biden firmerà oggi un ordine esecutivo per facilitare il voto, in occasione del 56/o anniversario del ‘Bloody Sunday’, la marcia per i diritti civili in cui centinaia di manifestanti pacifici furono attaccati dalla polizia a Selma, in Alabama. “Oggi, nell’anniversario del Bloody Sunday, firmerò un ordine esecutivo per rendere più facile la registrazione degli elettori per votare e per migliore l’accesso al voto”, si legge nelle anticipazioni delle sue dichiarazioni diffuse dalla Casa Bianca.
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Una mossa che arriva dopo l’approvazione alla Camera di una legge per allargare il diritto di voto e il tentativo di alcuni Stati Repubblicani di restringerlo. In occasione dell’anniversario, il presidente farà un intervento in video al Martin and Coretta King Unity Breakfast, rendendo omaggio a John Lewis, protagonista delle marce di Selma. Biden ribadirà l’intenzione della sua amministrazione di continuare la marcia per la giustizia, rafforzando i diritti di voto e l’eguaglianza razziale.
Joe Biden ha lanciato un appello al Congresso perche’ ripristini pienamente il Voting Rights Act del 1965, la legge che proibi’ in particolare le discriminazioni razziali nel voto. “Sono sempre stato orgoglioso di guidare gli sforzi per ri-autorizzarla nel corso degli anni come senatore della commissione giustizia ma nello stesso tempo i repubblicani ad ogni livello l’hanno intaccata”, ha ricordato. “Poi – ha proseguito – nel 2013 la corte suprema ha distrutto il Voting Rights Act, sostenendo che i tempi erano cambiati e che le discriminazioni di voto erano rare, contrariamente all’assalto in corso. La defunta giudice della Corte suprema Ruth Bader Ginsburg scrisse che la decisione era come ‘gettare via il tuo ombrello in un temporale’. Oggi abbiamo una grandinata, non un temporale”.
“Quelle torce e croci in fiamme, i manganelli, i lacrimogeni, i cani da attacco, le leggi e i processi ingiusti non potevano fermare il progresso. Il sangue di John Lewis e di centinaia di altre anime coraggiose e giuste che furono uccise a Selma, quella domenica del 1965, santificarono una nobile battaglia”: lo afferma Joe Biden nelle anticipazioni, diffuse dalla Casa Bianca, del suo intervento video in occasione del 56/mo anniversario del ‘Bloody Sunday’. Biden ha anche ricordato che “nella nostra vita, per gli afroamericani, i diritti fondamentali di voto sono stati negati dai suprematisti bianchi nascosti sia dietro i cappucci bianchi sia alla luce del sole nei parlamenti e nei tribunali statali”.
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Soprusi e ferite, 8 marzo difficile per le donne in Iraq
Papa Francesco ammira il loro ‘coraggio’ e dice, ‘vanno rispettate’
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08 marzo 2021
12:14
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Doha ha visto uccidere il figlio di appena 4 anni dall’Isis, nel giardino di casa a Qaraqosh. Rafah è rimasta sola a Bassora: i figli, i fratelli e tutti i parenti sono andati via dall’Iraq in cerca di fortuna.
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Nadia, yazida, dopo le sue sofferenze, è stata insignita del Premio Nobel per la Pace, ma chiede ancora che le cose cambino e plaude alla visita di Papa Francesco in Iraq. Sono le voci delle donne irachene in primo piano nella visita di Papa Francesco. Cristiane, yazide, ma anche musulmane, accomunate da una vita difficile in questo Paese ferito dalle guerre e dal terrorismo. Nell’Iraq che, fino agli anni ’70 aveva visto un progredire dell’universo femminile con l’aumento della scolarizzazione e il diritto di voto conquistato negli anni ’80, da quarant’anni ha visto invece un deterioramento delle condizioni e dei diritti delle donne. L’irrompere del fondamentalismo islamico, con l’Isis, è solo l’ultima delle pagine che ha segnato per le donne un aumento della subalternità, ai mariti, ai padri, ai fratelli. Poi le sofferenze delle guerre e del terrorismo: molte sono rimaste vedove o senza i figli maschi uccisi sul ‘fronte’ che in Iraq è il Paese, non una sola linea di guerra. Il Papa ha letto nei loro occhi e cuori e ha chiesto il rispetto per loro che hanno subito le ferite più profonde. “Le madri consolano, confortano, danno vita. E vorrei dire grazie di cuore a tutte le madri e le donne di questo Paese, donne coraggiose che continuano a donare vita nonostante i soprusi e le ferite. Che le donne siano rispettate e tutelate! Che vengano loro date attenzione e opportunità!”, ha detto il Papa alla vigilia dell’8 marzo. Il suo viaggio era cominciato con un dono, da una giornalista spagnola, sul volo papale: una riproduzione della ‘lista dei prezzi’ dell’Isis.
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Le donne venivano rapite, stuprate, vendute. Ma i prezzi, affissi anche sulle porte di botteghe e moschee, variavano a seconda dell’età, della religione o dell’appartenenza etnica. “Una tragedia”, ha commentato Francesco puntando il dito però anche contro l’Europa “dove c’è la tratta”, ha detto riferendosi alle donne che vengono portate nei Paesi occidentali, da quelli poveri, per prostituirsi. Donne e Iraq, un binomio difficile. Ancora di più se sei cristiana. Doha Sabah Abdallah racconta come ha visto morire il suo bambino: “Quella mattina eravamo indaffarati con le solite cose e i bambini stavano giocando davanti alle nostre case, quando è successo un incidente che ci ha costretti ad uscire. Ho sentito un colpo di mortaio e sono uscita da casa di corsa. Le voci dei bambini sono ammutolite mentre aumentavano le urla degli adulti”. Il suo piccolo era morto assieme al cugino con il quale stava giocando. La sofferenza di mamma è immane anche se, in nome di Dio, ha perdonato. Rafah Baer è del piccolo gruppo dei mandei. E’ di Bassora ed è rimasta sola. Figli e parenti sono emigrati e “anch’io ho il passaporto pronto” ma in realtà “voglio restare nella mia terra”, “essere sepolta qui”, “sperare che ci sia rispetto per tutti, a partire dalle donne”. La più famosa è Nadia Mourad, Nobel per la Pace nel 2018, giovane curda di etnia yazida prigioniera e vittima delle violenze dell’Isis. Per la visita del Papa ha scritto una lettera aperta: “E’ un’opportunità per affrontare in modo completo i bisogni delle comunità colpite”. Servono ancora oggi “supporto terapeutico ai sopravvissuti, in particolare alle donne”.
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Missile su un porto saudita, colpito un impianto petrolifero
Da un drone, rende noto il governo di Riad. I ribelli yemeniti Houthi hanno rivendicato
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07 marzo 2021
22:29
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Un drone ha attaccato stamane un porto petrolifero saudita prendendo di mira con un missile balistico gli impianti della Aramco nell’est. Lo ha reso noto il ministero dell’energia di Riad.
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“Una delle aree di serbatoi di petrolio al porto di Ras Tanura nella regione orientale, uno dei più grandi porti petroliferi del mondo, è stata attaccata questa mattina da un drone, proveniente dal mare”. E “schegge di missile sono cadute vicino alla zona residenziale della compagnia Dhahran”, è stato riferito. Nei giorni scorsi i ribelli yemeniti Houthi avevano colpito nello stesso modo.
Nella zona in cui sono cadute schegge di missile vivono migliaia di dipendenti della Aramco e le famiglie. L’attacco comunque non ha causato vittime o danni, ha poi chiarito il governo, senza identificare i responsabili. Ma i ribelli yemeniti Houthi hanno rivendicato il lancio di missili contro Ras Tanoura e obiettivi militari nella città di Dammam, vicino a Dahran. Oggi la coalizione militare guidata dai sauditi ha lanciato attacchi aerei su Sana’a, la capitale dello Yemen controllata dagli Houthi, dopo aver intercettato un’ondata di droni e missili lanciati dai ribelli sciiti sostenuti dall’Iran. L’impennata di violenza in Yemen è arrivata nonostante l’amministrazione Biden abbia chiesto agli Houthi di fermarsi, dopo averli rimossi dalle organizzazioni terroristiche per non ostacolare la consegna degli aiuti umanitari.
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La bomba di Harry sul Regno Unito: ‘Razzismo a corte’
Tabloid ‘corrotti e intolleranti’, la regina non c’entra
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WASHINGTON
08 marzo 2021
06:04
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Scuote il Regno l’intervista concessa dal principe Harry e dalla moglie Meghan a Oprah Winfrey sulla Cbs. Particolarmente pesanti le rivelazioni su un commento fatto a Harry da un membro della famiglia reale, sul timore che il figlio potesse avere una pelle troppo scura. Tanto che il razzismo contro Meghan è stato “in larga parte” alla base della decisione di andare via.
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La coppia denuncia la “carenza di sostegno e comprensione” da parte dellafamiglia, ma non accusa la regina Elisabetta e il marito. La stampa li attacca e qualcuno chiede la revoca del titolo.
Non è da imputare alla regina Elisabetta, 94 anni, né al 99enne principe consorte Filippo, il commento di tenore apparentemente razzista che un membro della famiglia reale britannica fece a suo tempo a Harry, sul timore che suo figlio potesse avere una pelle troppo scura, prima che sua moglie Meghan – ex attrice di origini materne afroamericane – desse alla luce il piccolo Archie. Lo ha precisato lo stesso duca di Sussex in un brano dell’intervista a Oprah Winfrey non andato ieri sera in onda per mancanza di spazio, ma recuperato oggi con altre clip dalla Cbs in un talk show del mattino.
Il razzismo contro Meghan è stato “in larga parte” alla base della decisione dei duchi di Sussex di lasciare il Regno Unito e la famiglia reale, ha detto ancora il principe ricordando le parole di un imprenditore che lo invitava a non reagire, poiché altrimenti “i media avrebbero distrutto la nostra vita” e poiché a suo dire il Regno restava un Paese “molto intollerante”. Ma per Harry “il Regno Unito non è intollerante, è la stampa ad esserlo, nello specifico i tabloid. Purtroppo se le fonti d’informazione sono corrotte o razziste, questo condiziona il resto della società”.
Il Labour britannico auspica per bocca della ministra ombra dell’Istruzione, Kate Green, che Buckingham Palace apra un’indagine interna sulle rivelazioni fatte dai duchi di Sussex nell’intervista alla Cbs in cui Meghan ha fra l’altro affermato di essersi sentita abbandonata dalla famiglia reale fino all’orlo del suicidio. E in particolare sulle “preoccupazioni sul colore della pelle” di Archie che un membro della Royal Family non identificato avrebbe espresso a Harry prima della nascita. “Il razzismo non può avere spazio” nel Regno Unito, si limita a commentare da parte sua Vicky Ford, esponente del governo Tory di Boris Johnson.
“Sono stata messa a tacere”, “non mi hanno difeso dagli attacchi denigratori della stampa”, “mi hanno negato aiuto quando pensavo al suicidio”: sono alcune delle accuse mossa alla casa reale britannica dalla duchessa di Sussex, Meghan, nella prima, attesissima e temutissima intervista col marito Harry dopo aver lasciato Buckingham Palace.
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Un’intervista a tutto campo di due ore nel patio di casa a Los Angeles, concessa alla famosa anchor americana Oprah Winfrey e trasmessa ieri sera in anteprima mondiale dalla Cbs, che l’ha acquistata per almeno 6 milioni di euro e venduta a 68 Paesi. La coppia pero’ ha confermato di non aver ricevuto alcuna ricompensa.
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Sky ha annunciato che lo speciale in Italia verrà trasmesso martedì 9 marzo, alle ore 21.30, su TV8.
Nella lunga conversazione anche l’annuncio che il loro secondo figlio sara’ una bimba e nascera’ in estate. E la rivelazione che si sposarono tre giorni prima della cerimonia trasmessa in tv: “Quello era lo spettacolo per il mondo. Noi volevamo il nostro momento”. I duchi di Sussex hanno evitato l’attacco frontale alla regina Elisabetta. “La rispettiamo molto”, hanno assicurato. Meghan ha voluto fare anche una distinzione: “C’e’ la famiglia reale e ci sono le persone che gestiscono l’istituzione, sono due cose separate ed e’ importante essere in grado di dividerle perche’ la regina, per esempio, e’ sempre stata meravigliosa con me”. Ma questo non ha impedito all’ex attrice americana birazziale di attaccare Buckingham Palace, evocando anche accuse di razzismo. “Nei mesi in cui ero incinta del mio primo bambino ci dissero che non gli sarebbe spettato nessun titolo né gli sarebbe stata garantita la sicurezza. C’erano anche preoccupazioni e conversazioni su quanto sarebbe stata scura la sua pelle quando fosse nato”, ha raccontato, senza precisare chi parlasse di questo ma riferendo di averlo saputo attraverso Harry.
Meghan ha ammesso di essere entrata con “ingenuita'” nella casa reale, di cui conosceva poco o nulla. Ma “una volta sposati tutto iniziò a peggiorare: non ero protetta. Anzi erano disposti a mentire pur di proteggere a mie spese tutti gli altri membri della famiglia”. I problemi iniziarono subito: «I giornali mi accusarono di aver fatto piangere mia cognata Kate. In realtà fu il contrario. Pochi giorni prima delle nozze se la prese per un problema riguardante gli abiti della damigella, sua figlia Charlotte. Fui io a piangere, e lei si scusò perfino, mandandomi fiori e un biglietto. Ma quando quella brutta storia venne fuori, non la smentì mai”. Da allora “fui vittima di un’autentica campagna di denigrazione” e “le allusioni razziali sulla stampa trasformarono il pericolo generale in minaccia mortale”. Quindi il passaggio piu’ personale. “Mi sentii disperatamente sola e abbandonata. Non volevo più vivere”, ha confidato, denunciando che le negarono l’aiuto psicologico per evitare imbarazzi.
Dopo la prima ora da sola, si e’ affiancato anche Harry. “Ce ne siamo andati per carenza di sostegno e comprensione”, ha spiegato. “Ho capito che dovevamo andarcene perché Meghan stava troppo male. Non potevo permettersi alla Storia di ripetersi”, ha aggiunto riferendosi alla triste sorte della madre, la principessa Diana. La quale, ha aggiunto, “sarebbe molto arrabbiata e triste per come tutto e’ andato a finire ma vorrebbe che fossimo felici”. Il principe ha ammesso pero’ che non ebbe il coraggio di parlare dei pensieri suicidi della moglie perché “me ne vergognavo”. Harry ha poi confessato che era “intrappolato senza saperlo nel sistema, come il resto della mia famiglia, mio padre, mio fratello”. La nota piu’ amara proprio sul genitore, che non ha piu’ risposto alle sue telefonate dopo la decisione della coppia di andarsene: “Sono deluso perche’ ha passato qualcosa di simile, sa cosa si prova col dolore”. Infine la conferma che la sua famiglia lo ha “tagliato fuori finanziariamente” e che vive con quello che gli ha lasciato la madre e i contratti con Netflix e Spotify. “Abbiamo fatto il possibile per restare nella casa reale”, hanno assicurato entrambi, parlando comunque di una storia “a lieto fine”.
L’intervista di Oprah Winfrey alla coppia è stata vista da oltre 17 milioni di spettatori. Esattamente da 17 milioni e 100 mila, secondo i dati preliminari della Nielsen. Cifre che fanno dell’intervista uno degli eventi più visti dell’attuale stagione televisiva. I numeri tuttavia sono ben lontani dai 90 milioni di spettatori per il Super Bowl il mese scorso oppure dai 70 milioni dell’intervista nel 1999 di Barbara Walters a Monica Lewinsky.
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Il Papa tornato dall’Iraq, atterrato a Ciampino
Si è conclusa una visita storica: ‘Il terrorismo non vincerà’
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BAGHDAD
08 marzo 2021
15:31
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Concluso il Viaggio Apostolico in Iraq, Papa Bergoglio è rientrato a Roma. Il volo papale è giunto alle 12.20 all’aeroporto di Ciampino.
Sull’aereo papale, Bergoglio ha detto che dopo un periodo in “prigione”, per le misure anti-covid, con questo viaggio in Iraq si è sentito “rivivere”, grazie al rapporto con la gente. “Mi sento diverso quando sono lontano dalla gente”, “vorrei ricominciare le udienze generali al più presto, speriamo che ci siano le condizioni.
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In questo io seguo le norme dell’autorità, loro sono responsabili e loro hanno la grazia di Dio per aiutarci”. “C’è una proposta di piccole udienze generali, non ho deciso”. “Dopo questi mesi di prigione, mi sentivo un po’ imprigionato questo è per me rivivere, toccare la Chiesa, toccare il santo popolo di Dio”.
“Ho pregato tanto e alla fine ho preso la decisione liberamente, ma che veniva dal profondo” e ho pensato “Quello che mi dà di decidere così si occupi della gente, e cosi ho preso la decisione dopo la preghiera, con la consapevolezza dei rischi”, ha affermato il Papa rispondendo ad un giornalista che gli chiedeva come mai avesse preso la decisione di fare un viaggio in piena pandemia, con il rischio che la gente per vederlo si ammalasse.
“Dobbiamo lottare per la dignità delle donne, sono coloro che portano avanti la storia” e questo “non è una esagerazione”, “non è un complimento perché oggi è il giorno delle donne”. “Le donne sono più coraggiose degli uomini e la donna anche oggi è umiliata”. Il Pontefice, nella conferenza stampa al ritorno dall’Iraq, ha ricordato la ‘lista dei prezzi’ delle donne stilata dall’Isis. “Non potevo credere”. E ha aggiunto: “Le donne si vendono e si schiavizzano anche nel centro di Roma”. In apertura della conferenza stampa il Papa aveva fatto gli auguri alle giornaliste: “Oggi è il giorno delle donne, complimenti alla donne”.
“Terrorismo e morte non hanno mai l’ultima parola”, aveva detto Francesco i fra le macerie di Mosul. E dal Pontefice era arrivata la ‘carezza’ della vicinanza ai cristiani che insieme ad altre minoranze hanno subito le persecuzioni dell’Isis. Messaggio del presidente della Repubblica Mattarella per il rientro del Pontefice: “Ha pronunciato in Iraq parole di consolazione e di speranza per i cristiani e per tutti i credenti”.
“Una visita storica”: cosi’ il presidente americano Joe Biden ha commentato il viaggio del Papa in Iraq. “Ha inviato un messaggio importante che la fraternita’ e’ piu’ duratura del fratricidio, che la speranza e’ piu’ potente della morte, che la pace e’ piu’ potente della guerra”
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Brent sfonda 70 dollari, Aia pesante, Europa positiva
Wti vicino a 68 dollari dopo attacchi a pozzi sauditi
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08 marzo 2021
09:54
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Il prezzo del petrolio schizza dopo gli attacchi agli impianti sauditi di Aramco. Il Brent, il greggio di riferimento europeo, è salito sopra la soglia dei 70 dollari al barile, a 70,89 dollari, il massimo da maggio del 2019.
In netto rialzo anche il Wti americano, che si avvicina a 68 dollari al barile, con un prezzo di 67,79 dollari (+2,6%).
Dall’Asia arrivano intanto notizie negati dai mercati. Le Borse asiatiche hanno chiuso in calo dopo un avvio positivo ed una seduta all’insegna della volatilità. Con l’approvazione negli Usa del piano di aiuti Covid, gli investitori attendono maggiori indicazioni dalla Fed
e la Banca centrale del Giappone. In rosso Tokyo (-0,42%) con lo yen stabile sul dollaro a 108,40. Pesante la Cina con Shenzhen (-3,2%), Shanghai (-2,2%) e Hong Kong (-1,4%). Male anche Seul (-1%) mentre è in controtendenza Mumbai (+0,47%).
Aprono positive invece le principali piazze europee, spinte dal piano anti-Covid da 1.900 miliardi dell’amministrazione Biden, che sabato ha ottenuto il via libera del Senato Usa. Milano in avvio guadagna lo 0,9%.
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Usa: matrimonio per MacKenzie Scott, l’ex moglie di Bezos sposa un insegnante
A confermarlo è stato il neomarito Dan Jewett, docente di Seattle, sul sito di Giving Pledege
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08 marzo 2021
12:49
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L’ex moglie del fondatore di Amazon Jeff Bezos e una delle donne più ricche del mondo con un patrimonio stimato in 53 miliardi di dollari, MacKenzie Scott, si è risposata dopo il divorzio dal miliardario americano. Lo ha confermato il marito Dan Jewett, un insegnante di Seattle, sulla pagina che i due hanno sul sito Giving Pledge, un’organizzazione filantropica che incoraggia le persone più ricche del mondo a dedicare la maggior parte della loro ricchezza a cause di beneficenza. Lo riporta la Cnn. Il Wall Street Journal aveva pubblicato la notizia del matrimonio di Scott ieri.
La donna ha ricevuto un quarto delle azioni Amazon in seguito al suo accordo di divorzio da Bezos.
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George Floyd, il giudice rinvia l’inizio del processo
Non comincerà prima di domani, slittano i tempi per la selezione della giuria
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WASHINGTON
08 marzo 2021
17:19
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Slittano a Minneapolis i tempi per la selezione della giuria che dovrà giudicare l’agente di polizia accusato di aver provocato la morte dell’afroamericano George Floyd, divenuto il simbolo del movimento Black Lives Matter. Un giudice ha infatti rinviato l’inizio del processo che non partirà prima di domani.
La decisione del rinvio è stata presa dopo che l’accusa ha avanzato al giudice la richiesta di aspettare la sentenza di una corte d’appello che dovrà stabilire l’esatta natura delle accuse rivolte all’agente Derek Chauvin, e in particolare se dovrà essere ripristinata l’accusa di omicidio volontario di terzo grado.
Derek Chauvin, l’ormai ex poliziotto della città che ha usato il ginocchio per soffocare un Floyd implorante e ansimante sul marciapiede il 25 maggio dell’anno scorso, è accusato di omicidio di secondo grado e omicidio colposo.
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È stato rilasciato su cauzione e comparirà in tribunale.
La morte di Floyd ha messo a nudo ferite razziali già dolorose negli Stati Uniti e il suo grido di dolore, ‘I can’t breath’, ha scatenato mesi di proteste a volte violente contro il razzismo e la brutalità della polizia, sia negli Stati Uniti che all’estero. Gli avvocati di entrambe le parti affrontano il difficile compito di trovare giurati che non abbiano già preso una decisione sulla colpevolezza di Chauvin. Il processo dovrebbe durare tre settimane e i dibattimenti finali dovrebbero iniziare il 29 marzo.
Diversi manifestanti sono da ieri davanti al tribunale, molti sostengono cartelli del movimento “Black Lives Matter” e chiedono “giustizia per George Floyd”. Gli edifici governativi che si trovano in centro sono stati tutti recintati. Alcuni negozi sono chiusi o hanno le serrande abbassate. Le autorità dicono che si stanno preparando per qualunque sentenze, i con piani per la sicurezza che coinvolgono FBI, polizia dello stato del Minnesota, il dipartimento di polizia di St. Paul e la Guardia nazionale del Minnesota. Il comune di Minneapolis e la contea di Hennepin hanno previsto di spendere almeno 1 milione di dollari per installare recinzioni e altre forme di protezione barricate durante il processo.
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A Nomadland premi dei critici ma Pechino lo attacca
Turba la corsa di Zhao agli Oscar il tecnico del suono suicida
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NEW YORK
08 marzo 2021
20:33
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Continua la marcia di “Nomadland” verso gli Oscar: dopo i Golden Globes il film della regista Chloe Zhao ha portato a casa quattro premi dell’associazione dei critici nord-americani. Ma a rovinare i festeggiamenti dei Critics Choice Awards sono arrivati feroci attacchi da Pechino, piu’ la notizia che Michael Wolf Snyder, il tecnico del suono del film, si e’ tolto la vita qualche giorno fa a 35 anni dopo una lunga lotta contro la depressione.
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Chloe ha dedicato a Snyder i nuovi quattro premi (miglior film, miglior regista, migliore sceneggiatura e migliore cinematografia) dopo che David, il padre del giovane, ne aveva confermato su Facebook il tragico gesto.
Era stato David, uno psichiatra di professione, a scoprire il corpo del figlio dopo che da giorni ne aveva perso i contatti: “Il lockdown da Covid ha avuto un ruolo”, ha spiegato, ma Michael “sembrava star meglio ed era felice per la serie di candidature ricevute da Nomadland”, anche se “probabilmente se ne era gia’ andato prima della vittoria ai Golden Globes”. Con la tragedia della scomparsa di uno dei suoi piu’ stretti collaboratori – Snyder aveva lavorato con lei anche in “Rider” -hanno contribuito a turbare il cammino di “Nomadland” verso gli Academy Awards le polemiche sulla Zhao rimbalzate dalla Cina.
Dopo esser stata lodata come esempio di “orgoglio nazionale”, la cineasta nata a Pechino ma che ha studiato in Gran Bretagna e negli Usa, e’ stata attaccata sui social media in mandarino per aver “insultato” il suo paese di origine con commenti sulla censura del ‘Great Firewall’ che risalgono a una decina di anni fa. La scorsa settimana erano apparsi sui social cinesi pesanti commenti, con accuse a Chloe di aver “diffamato” la Cina e di “tradimento”. Due le frasi incriminate: oltre a quella sulla censura, che risale al 2013, c’e’ un’intervista della regista a un sito online australiano in cui lei dice che “gli Stati Uniti sono ora il mio paese”.
Tra appelli al boicottaggio del film, sono sparite da un giorno all’altro le pubblicita’, e adesso e’ perfino in dubbio l’uscita di “Nomadland” nelle sale cinesi: era prevista il 23 aprile, ma la data è stata poi cancellata, in attesa di ulteriori sviluppi. CINEMA
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Brasile: annullate le condanne, Lula torna eleggibile
Potrà partecipare alle presidenziali del 2022
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SAN PAOLO
08 marzo 2021
20:40
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Un giudice della Corte suprema brasiliana ha annullato tutte le condanne inflitte all’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva dal pool di magistrati di Curitiba titolari dell’inchiesta Lava Jato, la Tangentopoli brasiliana. Lula torna quindi eleggibile per le presidenziali del 2022.
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Guinea Equatoriale: sale a 98 morti bilancio esplosioni
I feriti sono almeno 615
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
08 marzo 2021
21:12
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
E’ salito ad almeno 98 morti e 615 feriti il bilancio delle quattro esplosioni che hanno devastato un campo militare nella Guinea Equatoriale. Lo affermano fonti della vicepresidenza.
Le esplosioni sono state provocate da un errore nell’immagazzinamento di esplosivi e hanno praticamente distrutto gli edifici del campo militare di Batache che ospitavano forze speciali e gendarmi.
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Covid: Brasile, i casi superano quota 11 milioni
I morti sono 265.411
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
08 marzo 2021
07:56
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I casi di coronavirus in Brasile hanno superato la soglia degli 11 milioni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University.
Secondo l’università americana dall’inizio della pandemia il Paese registra un totale di 11.019.344 contagi, inclusi 265.411 morti.
Il Barsile è il terzo Paese al mondo per numero di infezioni dopo gli Stati Uniti e l’India e il secondo per numero di decessi dopo gli Usa.
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Covid: Mosca, oltre il 40% dei residenti ha gli anticorpi
Vice sindaco, campione da vaccinare ‘non così grande’
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MOSCA
08 marzo 2021
10:22
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Più del 40% dei moscoviti ha gli anticorpi contro il coronavirus. Lo ha detto la vice sindaco della capitale per lo sviluppo sociale Anastasia Rakova.
“Misuriamo sistematicamente il livello d’immunità della popolazione e ad oggi in media il 42%-43% dei moscoviti ha gli anticorpi”, ha detto Rakova in un’intervista al canale televisivo Russia-24 (VGTRK), aggiungendo che più di 1 milione di persone a Mosca ha ufficialmente contratto l’infezione da coronavirus.
Dunuqe “il campione oggettivo che ha davvero bisogno di essere vaccinato” contro COVID-19 “non è così grande”, ha notato. Oggi è stato riferito che più di 700.000 persone sono state vaccinate contro il coronavirus a Mosca. Lo riporta Interfax.
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Covid: vice sindaca, ‘a Mosca 700.000 persone vaccinate’
Su un totale di circa 13 milioni
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MOSCA
08 marzo 2021
10:41
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Più di 700.000 persone sono state finora vaccinate contro il Covid a Mosca, la capitale russa che conta circa 13 milioni di abitanti: lo ha annunciato la vice sindaca Anastasia Rakova in un’intervista alla tv di Stato ripresa dall’agenzia Interfax.
La vice premier Tatyana Golikova tre giorni fa ha dichiarato che 2,5 milioni di russi hanno ricevuto entrambe le dosi del vaccino e più o meno altrettanti hanno ricevuto al momento solo la prima dose.
In Russia vivono circa 144 milioni di persone.
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Covid: Turchia supera quota 10 milioni di vaccinazioni
A meno di due mesi da inizio campagna, un quarto sono richiami
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ISTANBUL
08 marzo 2021
10:39
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La Turchia ha superato stamani la soglia di 10 milioni di somministrazioni di vaccini contro il Covid-19. Secondo i dati forniti dal ministero della Salute di Ankara, quasi un quarto sono richiami, inoculati a 28 giorni dalla prima dose, come previsto per il siero impiegato finora della società cinese SinoVac.
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La campagna di immunizzazione è iniziata a metà gennaio.
Entro questo mese, la Turchia attende inoltre l’arrivo di 4,5 milioni di dosi del vaccino Pfizer-BioNTech.
Intanto, dalla scorsa settimana il Paese ha avviato un percorso di “normalizzazione controllata”, dividendo il territorio in 4 fasce di rischio crescente – contraddistinte con i colori blu, giallo, arancione e rosso – con differenti restrizioni.
Le province che rientrano nell’elenco delle due zone meno a rischio sono attualmente 42 su 81, tra cui la capitale Ankara, mentre in fascia arancione risultano Istanbul e Smirne. Diverse restrizioni sono comunque state allentate in tutto il territorio, riaprendo bar e ristoranti negli orari diurni al 50% della capacità e riavviando la didattica in presenza per milioni di studenti.
Dall’inizio della pandemia, la Turchia ha registrato oltre 2,7 milioni di casi e più di 29 mila vittime.
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Afghanistan: Blinken preme per riavvio negoziati di pace
Conferma la scadenza del 1 maggio per il ritiro delle truppe Usa
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08 marzo 2021
10:10
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Il Segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha proposto una serie di iniziative per riavviare i negoziati di pace tra il governo afgano e i talebani, confermando allo stesso tempo la scadenza dell’1 maggio per il “completo ritiro” dei circa 2.500 soldati statunitensi dal Paese. E’ quanto emerge da una lettera inviata da Blinken al presidente Ashraf Ghani e pubblicata ieri da ToloNews.
Nella lettera Blinken sottolinea che Washington è impegnata in uno “sforzo diplomatico di alto livello” per arrivare ad un cessate il fuoco “completo e permanente”.
Tra le altre iniziative l’amministrazione Biden chiederà alle Nazioni Unite di convocare i ministri degli Esteri e gli inviati di Russia, Cina, Pakistan, Iran, India e Stati Uniti per “discutere un approccio unificato per sostenere la pace in Afghanistan”.
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Covid: Nuova Zelanda, vaccino Pfizer a tutta la popolazione
Già acquistato un numero di dosi sufficiente per tutti
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08 marzo 2021
11:55
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La Nuova Zelanda ha acquistato dosi di vaccino Pfizer per tutta la popolazione. Lo ha annunciato la premier Jacinda Ardern spiegando che la decisione è basata sulla “dimostrata efficacia del farmaco” nel prevenire la malattia.
Inolte, ha detto Ardern secondo quanto riportato dal Guardian, utilizzare un solo siero contro il coronavirus semplificherà la campagna di immunizzazione.
La popolazione della Nuova Zelanda è composta da soli 5 milioni, per cui le 10 milioni di dosi acquistate dal governo basteranno a coprire tutti con due dosi. “Questo acquisto rappresenta un momento cruciale nella lotta al Covid-19. Possiamo tutti renderci conto che ci siamo assicurati uno degli strumenti più forti ed efficaci contro il coronavirus”, ha spiegato la premier.
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Libano: crisi, strade bloccate in quasi tutto il paese
Da una settimana infuria la protesta contro il carovita
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
08 marzo 2021
11:40
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Beirut e le principali città del Libano si sono svegliate stamani con le strade e le arterie di comunicazione bloccate da manifestanti, attivisti, gente comune sempre più infuriati dal carovita e dagli effetti della crisi economica all’ombra del crollo della lira locale, che nel fine settimana ha perso ancora più terreno rispetto al dollaro statunitense.
Da una settimana, la protesta popolare anti-governativa è ripresa intensa in quasi tutte le città del paese: da Beirut a Tripoli, da Sidone alla Bekaa.
Nel fine settimana intanto, il premier dimissionario Hassan Diab ha minacciato di interrompere il suo lavoro di gestione degli affari correnti dopo sei mesi di stallo nei negoziati politici per la formazione del nuovo esecutivo. I blocchi stradali, con copertoni e cassonetti dati alle fiamme, si registrano a Beirut, Tripoli, nella Bekaa centrale e nell’area di Sidone.
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Covid: Germania, da oggi allenta misure lockdown
5.011 nuovi contagi in 24 ore e 34 vittime
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BERLINO
08 marzo 2021
11:47
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Dopo quasi tre mesi di lockdown duro, in Germania, scatta oggi l’allentamento delle misure: negozi, musei e gallerie possono essere aperti su appuntamento e laddove l’incidenza settimanale dei nuovi contagi su 100 mila abitanti è inferiore a 50, il commercio al dettaglio riapre con limitazioni anche meno rigorose.
Nei contatti privati sono possibili incontri fra due nuclei abitativi, arrivando a un massimo di 5 persone (eslcusi i minori fino a 14 anni, che non vengono contati).
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Le scuole sono state riaperte da metà febbraio e i parrucchieri il 1 marzo.
La nuova strategia varata dal Bund e dai Laender il 3 marzo, in un incontro durato fino a tarda notte, punta sui test veloci.
Lo Stato ne garantisce uno a settimana gratuito a tutti, ma è già polemica per la carenza nella distribuzione, che avviene anche nei discount.
Il Robert Koch Institut ha registrato 5.011 nuovi contagi in 24 ore e 34 vittime: dati che risentono come ogni lunedì dell’effetto weekend. L’incidenza settimanale è salita a 68.
Anche in Germania è molto temuta la possibilità di una terza ondata della pandemia, in cui la variante britannica, ormai molto diffusa, faccia da acceleratore. Dopo molte settimane di calo costante dei contagi, le infezioni da Covid hanno da tempo ripreso ad aumentare.
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‘Razzismo di corte’, Gorman e Bernice King con Meghan
Monta lo sdegno dopo le rivelazioni dell’intervista alla Cbs
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LONDRA
08 marzo 2021
11:43
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Monta l’indignazione contro la Royal Family britannica fra alcune delle voci più note della comunità afroamericana d’oltreoceano dopo le rivelazioni dell’intervista a Oprah Winfrey di Meghan e Harry sui dubbi che un membro di casa Windsor di cui non hanno voluto fare il nome avrebbe avuto – prima delle nascita di Archie – a proposito di un possibile colore della pelle “troppo scuro” del futuro figlio dei duchi di Sussex Dopo la reazione furiosa della leggenda del tennis Serena Williams, amica di Meghan, è arrivata quella di Amanda Gorman, la giovane poetessa protagonista della cerimonia d’insediamento alla Casa Bianca di Joe Biden: “Meghan – ha twittato – era la più grande opportunità di cui la Corona disponeva per un cambiamento, una rigenerazione, la riconciliazione in una nuova era. Ma loro non solo l’hanno solo maltrattata, ma se la sono fatto scappare”.
Ancor più dura, in precedenza, era stata Bernice King, attivista e figlia di Martin Luther King: “Far parte della famiglia reale – aveva scritto – non è uno scudo dalla devastazione e dalla disperazione del razzismo”.
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Serena Williams, parole di Meghan esprimono crudeltà subita
‘Media e istituzioni usano razzismo per sminuire persone colore’
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08 marzo 2021
11:17
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Le parole di Meghan “illustrano il dolore ce ha vissuto e la crudeltà che ha subito”. Lo scrive su Twitter la star del tennis Serena Williams grande amica dell’attrice.
La mia “amica altruista” che “mi insegna ogni giorno cosa significa essere veramente nobile”, prosegue Williams parlando di Meghan. “So per esperienza che le istituzioni e i media usano sessismo e razzismo per diffamare le donne e le persone di colore e per sminuirci, per abbatterci e demonizzarci”.
“Voglio che la figlia di Meghan, mia figlia e le vostre figlie vivano in una società dominata dal rispetto”, ha scritto ancora la campionessa.
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Meghan, Labour chiede indagine su ‘razzismo’ a corte
Appello a Buckingham Palace da ministra ombra forza opposizione
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LONDRA
08 marzo 2021
11:50
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Il Labour britannico auspica per bocca della ministra ombra dell’Istruzione, Kate Green, che Buckingham Palace apra un’indagine interna sulle rivelazioni fatte dai duchi di Sussex nell’intervista alla Cbs in cui Meghan ha fra l’altro affermato di essersi sentita abbandonata dalla famiglia reale fino all’orlo del suicidio. E in particolare sulle “preoccupazioni sul colore della pelle” di Archie che un membro della Royal Family non identificato avrebbe espresso a Harry prima della nascita.
“Il razzismo non può avere spazio” nel Regno Unito, si limita a commentare da parte sua Vicky Ford, esponente del governo Tory di Boris Johnson.
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Covid: Banksy vende quadro, raccoglie fondi per ospedali Gb
Vale 3,5 mln sterline, asta il 23/3 in onore personale medico
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08 marzo 2021
11:56
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L’artista britannico Banksy punta a raccogliere oltre tre milioni di sterline per il sistema sanitario britannico (Nhs) mettendo all’asta un suo quadro come “omaggio universale” al personale degli ospedali del Paese impegnato nella lotta al coronaviurs.
Secondo quanto riporta la Bbc, il quadro – denominato ‘Game Changer’ – era apparso nel Southampton General Hospital durante la prima ondata della pandemia e Banksy ha deciso di vendere al miglior offerente la tela originale, mentre una riproduzione dell’opera rimarrà nell’ospedale.
Il quadro, che è stato valutato in 2,5-3,5 milioni di sterline dalla casa d’aste Christie’s, mostra un bambino che gioca con dei pupazzi supereroi ma preferisce quello di un’infermiera con la mascherina a Batman e Spiderman, che lascia in un cestino.
L’immagine, di un metro per un metro, si trova in un atrio vicino al pronto soccorso dell’ospedale e verrà esposta nella sede della casa d’aste Christie’s a Londra dall’8 al 15 marzo per essere venduta il 23 marzo.
Il quadro “offre un’immagine di speranza”, ha commentato Katharine Arnold di Christie’s: “Game Changer è un omaggio universale a tutti coloro che combattono in tutto il mondo in prima linea contro questa crisi”.
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Birmania: militari occupano ospedali e università. Tre morti
In vista di uno sciopero generale
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08 marzo 2021
13:02
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L’esercito birmano ha occupato gli ospedali e le università del Paese in vista di uno sciopero generale indetto dai sindacati per protestare contro il colpo di Stato militare dell’1 febbraio scorso. Lo riportano media locali, secondo la Cnn.
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Si tratta dell’ennesima iniziativa da parte della giunta per consolidare il suo controllo nel Paese di fronte alle proteste di massa che finora hanno provocato almeno 54 morti tra i manifestanti.
Durante il fine settimana testimoni hanno visto i soldati occupare ospedali e università a Yangon. Da parte sua, un funzionario dell’ufficio dell’Alto Commissario Onu per i diritti umani – James Rodehaver – ha detto che almeno cinque ospedali sono stati occupati oggi, di cui quattro a Yangon e almeno uno a Mandalay.
Sempre oggi, il gruppo internazionale di Medici per i Diritti Umani ha condannato “l’invasione e l’occupazione di ospedali pubblici e la forza eccessiva usata contro i civili”. Un altro manifestante pro democrazia è stato ucciso, il bilancio odierno delle vittime sale così a tre. Come riportato in precedenza, due uomini sono stati uccisi e diverse persone sono rimaste ferite a Myitkyina, nella regione centrale del Paese. A questi se ne è aggiunto un altro a Pyapon, una località a un centinaio di chilometri a sud di Yangon: secondo un testimone oculare, si tratta di un uomo di 30 anni colpito a morte allo stomaco da un proiettile sparato dalle forze di sicurezza.
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Birmania: sale a tre il bilancio odierno dei morti
Due uomini uccisi a Myitkyina e uno a Pyapon
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08 marzo 2021
12:53
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YANGON, 08 MAR – Un altro manifestante pro democrazia è stato ucciso oggi in Birmania, dove banche, attività commerciali e fabbriche sono chiuse in seguito ad uno sciopero generale indetto dai sindacati per soffocare l’economia e fare pressione sulla giunta militare. Il bilancio odierno delle vittime sale così a tre.
Come riportato in precedenza, due uomini sono stati uccisi e diverse persone sono rimaste ferite a Myitkyina, nella regione centrale del Paese. A questi se ne è aggiunto un altro a Pyapon, una località a un centinaio di chilometri a sud di Yangon: secondo un testimone oculare, si tratta di un uomo di 30 anni colpito a morte allo stomaco da un proiettile sparato dalle forze di sicurezza.
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Siria, Assad e la moglie Asma hanno il Covid
‘Stanno bene’ , sono isolamento
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DAMASCO
08 marzo 2021
13:21
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Il presidente siriano Bashar al Assad e sua moglie Asma hanno contratto il Covid. Lo rende noto la presidenza in un comunicato.
La coppia è in “buona salute” e si trova in isolamento in una delle loro residenze.
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India: media, Iran mandante attentato a ambasciata Israele
Governo di Delhi offeso per gesto terroristico da “paese amico”
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NEW DELHI
08 marzo 2021
13:48
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La bomba scoppiata a New Delhi lo scorso 29 gennaio davanti all’Ambasciata di Israele non era un ordigno artigianale. Secondo quanto riferisce il quotidiano The Hindustan Times, gli investigatori dell’antiterrorismo fanno filtrare la notizia che la cospirazione è stata ordita dalla Forza Qods, la componente delle Guardie della rivoluzione iraniane responsabile per le operazioni all’estero, e che la bomba è stata collocata da un appartenente a una cellula indiana dell’Islam terrorista pro Califfato.
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Il dispositivo era telecomandato con un detonatore elettronico, conteneva un sofisticato tipo di esplosivo ed era imbottito di pallini di piombo che hanno danneggiato i finestrini delle auto parcheggiate accanto al cancello.
Secondo un esperto di antiterrorismo, le modalità dell’attentato, studiato per non danneggiare persone, ma solo intimidire, sarebbero state dettate dalla volontà dell’Iran di non sconvolgere un paese amico come l’India. Il messaggio contro Israele, tuttavia, è stato chiaro e la minaccia reale. Una lettera trovata accanto al cancello dell’ambasciata israeliana giurava infatti vendetta per la morte del comandante della Forza Qods, Qassem Soleimani, e di Abu Mehdhi Al Muhandis, capo di una milizia irachena alleata di Teheran, entrambi uccisi a Baghdad in un raid di droni americani nel gennaio del 2020, e del fisico nucleare Mohsen Fakhrizadeh, ucciso a Teheran lo scorso novembre in un attacco attribuito a Israele.
Oltre agli indiani, sul caso stanno indagando investigatori israeliani, affiancati da agenti del Mossad.
Fonti vicine al governo indiano fanno sapere che Delhi è offesa dal fatto che la capitale sia stata usata da un governo amico come teatro di una battaglia contro un nemico. Il primo ministro Narendra Modi dovrebbe sollevare la questione con l’Iran non appena i sostenitori locali del regime iraniano saranno stati catturati.
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Floyd: Minneapolis blindata si prepara al processo agente
E’ accusato di omicidio di secondo grado e omicidio colposo
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08 marzo 2021
14:11
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Una Minneapolis blindata si prepara all’inizio oggi di quello che sarà uno dei processi più seguiti degli Stati Uniti d anni, quell’ all’agente bianco accusato di aver ucciso George Floyd. Lo riporta Cnbc news.
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La selezione della giuria inizia alle 8 locali (le 15 in Italia), Derek Chauvin, l’ormai ex poliziotto della città che ha usato il ginocchio per soffocare un Floyd implorante e ansimante sul marciapiede per quasi nove anni minuti il 25 maggio dell’anno scorso, è accusato di omicidio di secondo grado e omicidio colposo. È stato rilasciato su cauzione e comparirà in tribunale.
La morte di Floyd ha messo a nudo ferite razziali già dolorose negli Stati Uniti e il suo grido di dolore, ‘I can’t breath’, ha scatenato mesi di proteste a volte violente contro il razzismo e la brutalità della polizia, sia negli Stati Uniti che all’estero. Gli avvocati di entrambe le parti affrontano il difficile compito di trovare giurati che non abbiano già preso una decisione sulla colpevolezza di Chauvin. Il processo dovrebbe durare tre settimane e i dibattimenti finali dovrebbero iniziare il 29 marzo.
Diversi manifestanti si sono da ieri davanti al tribunale, molti sostengono cartelli del movimento “Black Lives Matter” e chiedono “giustizia per George Floyd”. Gli edifici governativi che si trovano in centro sono stati tutti recintati. Alcuni negozi sono chiusi o hanno le serrande abbassate. Le autorità dicono che si stanno preparando per qualunque sentenze, i con piani per la sicurezza che coinvolgono FBI, polizia dello stato del Minnesota, il dipartimento di polizia di St. Paul e la Guardia nazionale del Minnesota. Il comune di Minneapolis e la contea di Hennepin hanno previsto di spendere almeno 1 milione di dollari per installare recinzioni e altre forme di protezione barricate durante il processo.
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Harry, timori razzisti su Archie non da regina o Filippo
Principe lo precisa in un brano dell’intervista recuperato oggi
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LONDRA
08 marzo 2021
14:22
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Non è da imputare alla regina Elisabetta, 94 anni, né al 99enne principe consorte Filippo, il commento di tenore apparentemente razzista che un membro della famiglia reale britannica fece a suo tempo a Harry, sul timore che suo figlio potesse avere una pelle troppo scura, prima che sua moglie Meghan – ex attrice di origini materne afroamericane – desse alla luce il piccolo Archie. Lo ha precisato lo stesso duca di Sussex in un brano dell’intervista a Oprah Winfrey non andato ieri sera in onda per mancanza di spazio, ma recuperato oggi con altre clip dalla Cbs in un talk show del mattino.
Il razzismo contro Meghan è stato “in larga parte” alla base della decisione dei duchi di Sussex di lasciare il Regno Unito e la famiglia reale, ha detto ancora il principe ricordando le parole di un imprenditore che lo invitava a non reagire, poiché altrimenti “i media avrebbero distrutto la nostra vita” e poiché a suo dire il Regno restava un Paese “molto intollerante”. Ma per Harry “il Regno Unito non è intollerante, è la stampa ad esserlo, nello specifico i tabloid. Purtroppo se le fonti d’informazione sono corrotte o razziste, questo condiziona il resto della società”.
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Paraguay: continuano le proteste contro il governo
Manifestanti chiedono dimissioni presidente per crisi sanitaria
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ASUNCION
08 marzo 2021
14:53
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Il presidente del Paraguay, Mario Abdo Benítez, dovrà annunciare oggi i nomi dei nuovi ministri che prenderanno il posto dei funzionari che hanno lasciato il loro incarico nell’ambito della crisi istituzionale provocata da una serie di manifestazioni in tutto il Paese, per chiedere la rinuncia del capo di stato e per criticare la politica dell’Esecutivo contro il coronavirus. Le proteste sono iniziate venerdì e sono continuate fino alle prime ore di questo lunedì.
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La scorsa settimana, il ministro della Salute, Julio Mazzoleni, ha presentato le sue dimissioni, mentre il presidente ha sollevato dai loro incarichi il ministro dell’Istruzione, Eduardo Petta, il capo di gabinetto, Juan Ernesto Villamayor e la ministra delle Donne, Nilda Romero.
Le proteste, portate avanti principalmente dai giovani, sono iniziate venerdì dopo un appello attraverso i social network.
Domenica, la manifestazione è iniziata nel pomeriggio davanti alla residenza ufficiale del palazzo Mburivichá Roga, ad Asunción, con slogan come “se ne vadano tutti, non ne rimanga uno” per chiedere le dimissioni del presidente e anche del vicepresidente, Hugo Velázquez. Nella notte, una parte dei manifestanti si è trasferita in Avenida España, dove si trova la villa dell’ex presidente Horacio Cartes, anche lui del Partido Colorado del presidente ma avversario di Abdo Benítez.
La crisi sanitaria dovuta alla pandemia del coronavirus si trova in uno dei momenti più critici in Paraguay, dove Covid-19 ha causato la morte di 3.318 persone e 168.043 contagi. Nei giorni scorsi, gli operatori sanitari hanno denunciato la mancanza di forniture mediche negli ospedali e i ritardi nell’arrivo e nella somministrazione dei vaccini contro il coronavirus.
Un’altra manifestazione è stata convocata per questo lunedì pomeriggio, quando è previsto l’annuncio dei nuovi ministri e mentre si attende la posizione ufficiale del gruppo politico “Honor Colorado”, settore dissidente del partito al governo che potrebbe dare appoggio a una maggioranza per avviare, in Parlamento, un impeachment contro Abdo Benitez.
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Covid: Banksy vende un suo quadro, raccoglie fondi per ospedali britannici
Vale 3,5 milioni di sterline, l’asta il 23 marzo in onore del personale medico
(2)
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
08 marzo 2021
15:16
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L’artista britannico Banksy punta a raccogliere oltre tre milioni di sterline per il sistema sanitario britannico (Nhs) mettendo all’asta un suo quadro come “omaggio universale” al personale degli ospedali del Paese impegnato nella lotta al coronavirus.
Secondo quanto riporta la Bbc, il quadro – denominato ‘Game Changer’ – era apparso nel Southampton General Hospital durante la prima ondata della pandemia e Banksy ha deciso di vendere al miglior offerente la tela originale, mentre una riproduzione dell’opera rimarrà nell’ospedale. Il quadro, che è stato valutato in 2,5-3,5 milioni di sterline dalla casa d’aste Christie’s, mostra un bambino che gioca con dei pupazzi supereroi ma preferisce quello di un’infermiera con la mascherina a Batman e Spiderman, che lascia in un cestino.
L’immagine, di un metro per un metro, si trova in un atrio vicino al pronto soccorso dell’ospedale e verrà esposta nella sede della casa d’aste Christie’s a Londra dall’8 al 15 marzo per essere venduta il 23 marzo.
Il quadro “offre un’immagine di speranza”, ha commentato Katharine Arnold di Christie’s: “Game Changer è un omaggio universale a tutti coloro che combattono in tutto il mondo in prima linea contro questa crisi”.
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Ue, via libera all’ok rapido dell’Ema sui vaccini adattati
Von der Leyen: ‘Disco verde nel collegio di giovedì’
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BRUXELLES
08 marzo 2021
15:30
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
“L’Ema ha già pubblicato le linee guida per accelerare l’approvazione di vaccini adattati in caso di nuove varianti. Lo adotteremo in collegio l’11 marzo”.
Così la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, in un’intervista ad un gruppo di media europei.
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Von der Leyen, stop export AstraZeneca fino rispetto patti
‘Pieno sostegno e allineamento all’Italia’
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
BRUXELLES
08 marzo 2021
15:36
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
“Ci aspettiamo che AstraZeneca accresca i suoi sforzi per distribuire di più e mettersi in pari. Questo sarà il riferimento sulla possibilità” per l’azienda “di esportare anche da altri Stati membri”.
La mancata autorizzazione dell’Italia “non è una tantum, dipende dall’azienda” ricreare “la fiducia onorando il contratto. Se lo farà, certamente le porte dell’export saranno aperte”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un’intervista ad un gruppo ristretto di media europei. “Se un’azienda non” onora i propri impegni, ha aggiunto, “non possiamo permettere che esporti. Ho sostenuto l’Italia” di Mario Draghi “fin dall’inizio perché da quanto vediamo AstraZeneca distribuisce meno del 10%” in Europa “di quanto fosse stato pattuito per il primo trimestre. Perciò pieno sostegno e allineamento con l’Italia”.
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Libia: premier Dbeibah all’aula, accorato appello a fiducia
Sessione a Tobruk. Presenti 132 deputati su 200
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TUNISI
08 marzo 2021
15:43
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E’ iniziata a Sirte la seduta della Camera dei Rappresentanti (Hor) di Tobruk per il voto di fiducia al nuovo esecutivo unificato libico che dovrà guidare il paese fino alle elezioni del 24 dicembre 2021. Presenti alla seduta diretta dal presidente del Parlamento, Aguilah Saleh, 132 su circa 200 deputati, secondo il media libico Al Hadath.
“Non perdete questa storica opportunità, non piegatevi ai vostri interessi e a quelli a breve termine”, “il governo deve poter entrare subito in carica e portare a termine le sue missioni urgenti senza ritardare il voto di fiducia in modo che il processo elettorale non sia ostacolato come raccomandato dal Forum di dialogo politico in Svizzera”: questo l’accorato appello del premier designato Abdul Hamid Dbeibah nel suo discorso iniziale.
Gli fa da controcanto il presidente dell’aula Saleh che ha chiesto di “superare molti ostacoli per avere successo nella prossima scadenza, che è quella di tenere le elezioni presidenziali nel dicembre 2021”.
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George Floyd, giudice rinvia l’inizio del processo
Non comincerà prima di domani
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WASHINGTON
08 marzo 2021
16:51
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Slittano a Minneapolis i tempi per la selezione della giuria che dovrà giudicare l’agente di polizia accusato di aver provocato la morte dell’afroamericano George Floyd, divenuto il simbolo del movimento Black Lives Matter. Un giudice ha infatti rinviato l’inizio del processo che non partirà prima di domani.
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Harris, mondo non funziona come dovrebbe per le donne
Vicepresidente Usa nel suo discorso al Parlamento Ue
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
BRUXELLES
08 marzo 2021
18:07
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
“Oggi, le crisi globali che dobbiamo affrontare hanno evidenziato chiaramente sia il contributo che le donne forniscono che le sfide che le donne devono affrontare. In poche parole, il nostro mondo non funziona ancora per le donne come dovrebbe”.
Così la vicepresidente Usa Kamala Harris nel suo discorso al Parlamento Ue in occasione dlel’8 marzo. “Il Covid-19 ha minacciato ovunque la salute, la sicurezza economica e la sicurezza fisica delle donne – ha aggiunto -. La pandemia ha sovraccaricato i sistemi sanitari, rendendo ancora più difficile per le donne accedere alle cure di cui hanno bisogno”.
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Berlino punta a vaccinare fino a 10 milioni a settimana
Ministro Finanze Scholz: ‘Con le nuove dosi in arrivo’
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BERLINO
08 marzo 2021
18:16
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“Già dalla fine di marzo, ad aprile, maggio e giugno ci devono essere fino a 10 milioni di vaccinazioni a settimana e questo piano ora è ben preparato, me ne sono assicurato”: lo ha detto il candidato cancelliere socialdemocratico e ministro delle Finanze Olaf Scholz in un’intervista all’emittente Zdf.
Finora in Germania hanno ricevuto almeno una dose circa 5,2 milioni di tedeschi, secondo i dati del Rki e la scorsa settimana sono state inoculate meno di 1,5 milioni di dosi, riferisce il Tagesspiegel.
A fronte del nuovo arrivo di vaccini in Germania per oltre 77 milioni di dosi nel secondo trimestre dell’anno, secondo la previsione del governo, la stima del ministro delle Finanze non è impossibile da raggiungere, commentano i media tedeschi Der Spiegel e Tagesspiegel.
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Oltre 17 milioni di spettatori per intervista Meghan e Harry
Uno degli eventi più seguiti dell’attuale stagione televisiva
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NEW YORK
08 marzo 2021
18:18
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L’intervista di Oprah Winfrey a Meghan e Harry, andata in onda sulla Cbs, è stata vista da oltre 17 milioni di spettatori. Esattamente da 17 milioni e 100 mila, secondo i dati preliminari della Nielsen.
Cifre che fanno dell’intervista uno degli eventi più visti dell’attuale stagione televisiva.
I numeri tuttavia sono ben lontani dai 90 milioni di spettatori per il Super Bowl il mese scorso oppure dai 70 milioni dell’intervista nel 1999 di Barbara Walters a Monica Lewinsky.
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Usa, i vaccinati potranno vedersi al chiuso senza mascherine
‘Ma in pubblico resta l’obbligo di indossarla’
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
WASHINGTON
08 marzo 2021
18:33
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Le persone vaccinate negli Usa potranno incontrarsi tra loro al chiuso senza indossare mascherine o rispettare il distanziamento sociale. Lo prevedono le nuove linee guida dei Cdc, la massima autorità sanitaria federale.
Continua invece a valere l’obbligo di indossare la mascherina in pubblico.
Le nuove regole, ha spiegato la direttrice dei Cdc Rochelle Walensky, valgono per coloro che sono “completamente vaccinati”, dunque tutti gli americani che hanno ricevuto la dose finale del vaccino da almeno due settimane. “Si tratta di un primo importante passo per cominciare a uscire da questa pandemia”, ha affermato Walensky.
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Brasile: annullate le condanne, Lula torna eleggibile
Potrà partecipare alle presidenziali del 2022
(2)
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SAN PAOLO
08 marzo 2021
20:25
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Un giudice della Corte suprema brasiliana ha annullato tutte le condanne inflitte all’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva dal pool di magistrati di Curitiba titolari dell’inchiesta Lava Jato, la Tangentopoli brasiliana. Lula torna quindi eleggibile per le presidenziali del 2022.
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“Con la decisione, sono state dichiarate nulle tutte le sentenze emesse dalle 13/a sezione federale di Curitiba e gli atti saranno trasmessi al tribunale del Distretto federale”, si legge in una nota della Corte suprema.
La decisione è stata presa dal giudice supremo Edson Fachin e non dovrà essere ratificata in sessione plenaria. E’ probabile che la procura federale di Curitiba farà ricorso.
Lula, 75 anni, si è sempre dichiarato innocente e vittima di una persecuzione politica da parte del pool dell’inchiesta ‘Lava Jato’ e dell’ex giudice Sergio Moro che, dopo aver condannato l’ex presidente-operaio, è diventato ministro della Giustizia del governo di Jair Bolsonaro.
Lo scorso 9 febbraio, la Corte suprema aveva concesso alla difesa di Lula di accedere ai messaggi intercorsi tra i pm di Curitiba e Moro. I messaggi sono emersi nel 2019 durante l’operazione Spoofing, l’inchiesta sull’hackeraggio dei telefoni e degli account di messaggeria Telegram dell’ex giudice Moro, del pm Deltan Dallagnol e di altri esponenti del pool della procura che indagavano su Lula.
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Papa: dopo mesi ‘prigione’ con viaggio sono tornato a vivere
Rischio Covid per fedeli Iraq?’Ho chiesto a Dio occuparsi gente’
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AEREO PAPALE
08 marzo 2021
15:34
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Il Papa ha detto che dopo un periodo in “prigione”, per le misure anti-covid, con questo viaggio in Iraq si è sentito “rivivere”, grazie al rapporto con la gente. “Mi sento diverso quando sono lontano dalla gente”, “vorrei ricominciare le udienze generali al più presto, speriamo che ci siano le condizioni.
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In questo io seguo le norme dell’autorità, loro sono responsabili e loro hanno la grazia di Dio per aiutarci”. “C’è una proposta di piccole udienze generali, non ho deciso”, dipende dall’evoluzione della situazione pandemica. “Dopo questi mesi di prigione, mi sentivo un po’ imprigionato, questo è per me rivivere, toccare la Chiesa, toccare il santo popolo di Dio”.
Nella conferenza in stampa, nel volo che da Baghdad lo portava a Roma, un giornalista gli ha chiesto se si fosse posto il problema di contagi Covid per gli assembramenti creati con la sua visita. “Ho pregato tanto e alla fine ho preso la decisione liberamente – ha risposto il Papa -, ma che veniva dal profondo” e ho pensato “Quello che mi fa decidere così si occupi della gente, e cosi ho preso la decisione dopo la preghiera, con la consapevolezza dei rischi”.
Nel giorno dell’8 marzo il Papa ha infine fatto gli auguri alle giornaliste e ha lanciato un appello: “Dobbiamo lottare per la dignità delle donne, sono coloro che portano avanti la storia”.
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Sospetta violazione embargo Iran, perquisita azienda cinese
Guardia di Finanza. Società settore aeronautico nel Pordenonese
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PORDENONE
08 marzo 2021
09:17
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La Guardia di finanza di Pordenone ha perquisito un’azienda insediata nella zona della Comina, a San Quirino (Pordenone), operante nel campo della componentistica per aerei, elicotteri e droni. Il provvedimento – emesso dal sostituto procuratore Carmelo Barbaro – ipotizza ipotesi di reato connesse alla vendita di prodotti ‘dual use’ in Iran senza però le relative autorizzazioni rilasciate del Governo italiano.
Sull’attività investigativa c’è il massimo riserbo da parte degli inquirenti.
La società perquisita su disposizione della Procura, fondata da imprenditori friulani, dal 2018 è di proprietà di un gruppo di Hong Kong, che ne rilevò il 75%, investendo 2,810 milioni. Il subentro del socio cinese non sarebbe noto negli ambienti imprenditoriali locali, convinti che la proprietà fosse ancora italiana. L’assemblea dei soci – alcuni sarebbero indagati – ha di recente nominato nuovi amministratori che risiedono in Cina, affiancando loro una figura di prestigio, un ex ufficiale dell’Aeronautica con incarichi di vertice anche nelle Frecce Tricolori, ma che non sarebbe coinvolto nell’inchiesta delle Fiamme Gialle.
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