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DALLE 08:33 DI SABATO 10 LUGLIO 2021

ALLE 09:55 DI LUNEDÌ 12 LUGLIO 2021

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Montante: Morra,sistema tossico ha trasformato falso in vero
Processo a Caltanissetta è un caso da notizia internazionale
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CALTANISSETTA
10 luglio 2021
08:33
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“Del caso di Antonello Montante si deve dar notizia non soltanto sulle pagine dei quotidiani siciliani, ma a livello nazionale e se è possibile anche internazionale, perché si deve far comprendere come un sistema tossico e perverso di relazioni abbia avuto la capacità di trasformare il falso in vero, costruendo una rappresentazione della realtà che ha favorito illecitamente qualcuno danneggiando altri”. Lo ha detto Nicola Morra, presidente della Commissione nazionale antimafia presente al processo sul “Sistema Montante”, all’ex leader di Confindustria Sicilia e ad altri quattro imputati, che si celebra col rito abbreviato davanti la Corte d’Appello di Caltanissetta.
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“Bisogna far comprendere che la stampa nazionale – ha continuato Morra – deve interessarsi di questi processi che rischiano di finire a pagina 14 del Gazzettino della Val di Noto senza avere la giusta risonanza, e per far comprendere alla magistratura locale e anche alle parti civili e a tutti coloro che reputano che si debba far giustizia che si deve procedere anche di fronte a una realtà assai complessa”.
“Che la mafia non c’entri in questo processo – ha sostenuto Morra – è tutto da verificare visto che sappiamo tutti le frequentazioni che Antonello Calogero Montante e aveva in gioventù e anche al suo matrimonio c’erano persone delle famiglie che governavano Serradifalco” Il processo oggi continua con l’interrogatorio di Antonello Montante condannato in primo grado a 14 anni per associazione finalizzata alla corruzione e accesso abusivo al sistema informatico.
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Migranti: arrivati in 78 a Reggio Calabria, anche 21 minori
Peschereccio intercettato nello Ionio da Gdf, caccia a scafisti
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REGGIO CALABRIA
10 luglio 2021
11:01
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Un peschereccio con a bordo 78 migranti tra cui 21 minori, partito con tutta probabilità dalla Libia, è stato intercettato e fermato da una motovedetta della Sezione operativa navale di Reggio Calabria e da un battello messo in mare da un pattugliatore d’altura del Gruppo Aeronavale di Messina della Guardia di finanza, al largo di Melito Porto Salvo, nel Reggino.
L’imbarcazione era già stata segnalata in precedenza da unità militari straniere in navigazione in acque internazionali e tenuto sotto controllo da un Atr 42 del Gruppo di Esplorazione Aeromarittima della Guardia di finanza in perlustrazione nel mare Ionio nell’ambito del dispositivo messo in atto da unità del Comando operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Pratica di Mare e del Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia.
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Il controllo del natante è proseguito, tra soste e cambi di rotta del peschereccio impegnato a trovare un punto di sbarco sulla bassa costa reggina, fino all’ingresso nelle acque territoriali italiane.
I militari una volta affiancata l’imbarcazione sono saliti a bordo e ne hanno preso il controllo conducendola sotto scorta fino al porto di Reggio Calabria dove è giunta nella notte. In porto, i migranti tutti di nazionalità libica ed egiziana e con una minore sedicente libica, sono stati assistiti dall’organizzazione messa in piedi dalla Prefettura e composta da personale di Polizia di Stato Vigili del fuoco, Croce rossa e dagli enti di gestione e assistenza regionali e comunali.
Allestita in breve anche una struttura provvisoria a terra per sottoporre a controllo sanitario e identificare e smistare gli stranieri poi trasferiti in struttura apposita, senza pericoli per la cittadinanza. Le attività sono andate avanti per tutta la notte. Avviate le indagini tra i migranti, in base agli indizi trovati sul peschereccio, per individuare gli scafisti tra fra gli adulti a bordo.
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Papa: notte tranquilla al Gemelli, preparativi per l’Angelus
Card. Bassetti, ‘rallegrati da buone notizie sulla sua salute’
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10 luglio 2021
11:15
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Notte tranquilla per Papa Francesco al Policlinico Gemelli di Roma. Il Pontefice prosegue il suo decorso post-operatorio come da previsioni.
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Ha fatto colazione e si appresta a trascorrere un’altra giornata di riposo. Intanto nel piazzale dell’ospedale continuano i preparativi per l’Angelus di domani. Il Centro Televisivo Vaticano sta predisponendo i mezzi per assicurare la diretta, anche se non è ancora definitivamente stabilito se il Papa si affaccerà dalla finestra del decimo piano, che affaccia sulla ‘piazzetta’ di ingresso dove è collocata la grande statua di Giovanni Paolo II, o in streaming dalla cappellina che è situata nello stesso appartamento del Papa all’interno del ‘Vaticano III’ come è chiamato il Gemelli, dai tempi di Papa Wojtyla. Accanto al Papa in queste ore ci sono sempre i due infermieri che lo assistono giorno e notte.
“Ci rallegriamo per le buone notizie circa la sua salute che continuamente ci giungono. Tutte le nostre Chiese sono in preghiera per Lui. Gli auguriamo di riprendere presto e con rinnovata energia il Suo ministero petrino”, ha detto il card.
Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, aprendo la sessione straordinaria del Consiglio Episcopale Permanente che si è svolta ieri pomeriggio. Il cardinale, a nome dei vescovi italiani, ha espresso “l’affetto e l’augurio di una pronta guarigione al Santo Padre, degente al Policlinico Gemelli”.
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Criminalità: Cgia, record segnalazioni riciclaggio nel 2020
Prato, Milano, Napoli, Roma e Caserta le province più coinvolte
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VENEZIA
10 luglio 2021
12:10
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Anche a causa degli effetti economici della pandemia, le segnalazioni sospette di riciclaggio segnalate dalla Banca d’Italia sono in aumento: 113.187 nel 2020 (+7% sul 2019). Lo rileva la Cgia di Mestre osservando che oltre il 99% di queste “denunce” sono per operazioni di riciclaggio di denaro, molto probabilmente di provenienza illegale e solo lo 0,5%, invece, riconducibile a misure sospette di terrorismo e proliferazione di armi di distruzione di massa.
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Le situazioni più critiche nelle province di Prato (352 segnalazioni ogni 100 mila abitanti), di Milano (331,3), di Napoli (319,6), di Roma (297,9) e di Caserta (247,5). Le province meno coinvolte, invece, sono state: Nuoro (76), Viterbo (75,5) e Sud Sardegna (57,8).
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La Cgia spiega che le infiltrazioni delle organizzazioni criminali nel tessuto produttivo del Paese avvengono sempre più spesso attraverso il ricorso ad attività usurarie o estorsive nei confronti di attività che, rispetto ad altre, hanno più risentito della crisi pandemica. Le denunce fatte in riferimento ai reati contro il patrimonio sono diminuite in misura significativa: estorsioni (-6%); danneggiamenti (-15,4%); rapine (-18,1%); ricettazione (-26,5%); furti (-32,9%); contraffazione (-43,5%). Aumentate le truffe/frodi informatiche (+14,4%) e l’usura (+16,2%). Secondo l’Istat il giro d’affari della criminalità organizzata in Italia ammonterebbe a 19,3 mld (dato del 2018) , per l’Università Cattolica Sacro Cuore-Transcrime sfiorerebbe i 30 mld (anno 2014) . Per la Banca d’Italia l’economia illegale tra il 2005 e il 2008 potrebbe aver pesato per oltre il 10% del Pil: attorno ai 170 mld.
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Papa: esami soddisfacenti, prosegue cure, ripreso il lavoro
Bruni, ‘ieri in ospedale cena comunitaria con chi lo assiste’
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CITTA DEL VATICANO
10 luglio 2021
12:19
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“La giornata di Papa Francesco è stata tranquilla, con il decorso clinico atteso. Gli esami del sangue sono soddisfacenti e prosegue le cure prescritte”.
Lo riferisce il portavoce vaticano Matteo Bruni aggiungendo che il Pontefice “sta riprendendo gradualmente il lavoro e continua a passeggiare nel corridoio dell’appartamento.
Nel pomeriggio, ha celebrato la Santa Messa nella Cappellina privata e in serata ha consumato la cena comunitariamente con quanti lo assistono in questi giorni”.
“Il Santo Padre, toccando con mano l’umana dedizione del personale medico-sanitario che lo assiste, rivolge un particolare pensiero – dice ancora il direttore della sala stampa vaticana – a tutti coloro che con cura e compassione scelgono il volto della sofferenza, coinvolgendosi in una relazione personale con gli ammalati, soprattutto i più fragili e vulnerabili”.
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Morta Esther Bejarano, la musica la salvò ad Auschwitz
Musicista ebreo-tedesca temeva per ascesa estrema destra
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BERLINO
10 luglio 2021
14:28
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La fisarmonica le aveva permesso di sopravvivere allo sterminio ad Auschwitz e di vivere fino a 96 anni: ma la scorsa notte è morta Esther Bejarano, uno degli ultimi sopravvissuti dell’orchestra di Auschwitz, che dopo la guerra è emigrata in Israele, dove ha vissuto vissuto per 15 anni vivendo anche l’indipendenza, per poi tornare in Germania.
Lo rivela l’Anne Frank Education Centre di Francoforte, che rivela anche come Bejarano avese espresso estrema preoccupazione nei suoi ultimi anni per l’ascesa dell’estrema destra e dei movimenti neonazisti.
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“Per coloro che hanno vissuto quelle cose – disse nel 2014 in un’intervista a Deutsche Welle – , è impossibile descrivere quanto è grave” la crescita dei movimenti anti-immigrtazione o anti-islamici come AfD o Pegida.
“Esther Bejarano è sopravvissuta ad Auschwitz perché suonava la fisarmonica nel l’orchestra femminile del campo. Ha dedicato la sua vita alla musica e a lottare contro l’antisemitismo”, scrive in una nota Meron Mendel, che guida l’ong.
Una nota, quest’ultima ripresa anche dal ministro degli esteri tedesco, Heiko Maas, che ha dichiarato che “una voce importante contro il razzismo e l’antisemitismo ci ha lasciati.
La sua voce ci mancherà”. Bejarano ha scritto dei romanzi autobiografici e collaborato con il Comitato internazionale su Auschwitz.
Nata nel 1924 a Saarlouis, oggi nel Land renano della Saar, nell’aprile 1943 diciannovenne fu deportata ad Auschwitz, dove ha perso genitori e sorelle, e poi spostata qualche mese dopo a Ravensbruck. In realtà lei suonava il pianoforte ma, non essendoci posti da pianisti nell’orchestra voluta dai nazisti per “accogliere” i deportati che arrivavano nei vagoni-bestiame dei treni e distrarli dai sospetti della loro morte imminente.
Dovette imparare a suonare la fisarmonica.
“Sapevi che prima o poi ti avrebbero gassato e tutto quello che potevamo fare era di restare lì e suonare”, disse a Deutsche Welle.   MONDO   SPETTACOLI MUSICA E CULTURA

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Malta, almeno 120 italiani in quarantena sull’isola
Circa 50 quelli contagiati, gli altri hanno avuto contatti
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LA VALLETTA
10 luglio 2021
15:07
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Sono tra 120 e 130 gli italiani in quarantena a Malta che finora, secondo quanto si è appreso, si sono messi in contatto con l’ambasciata italiana.
Si tratta in gran parte di teenager in vacanza o studenti delle scuole estive di lingua inglese, che ora sono state chiuse.

Circa 50 sono positivi al Covid, mentre gli altri sono in isolamento perché entrati a contatto con i compagni contagiati. Solo alcuni sono maggiorenni.
Ieri l’ambasciata, in continuo contatto telefonico con i ragazzi, ha organizzato in collaborazione con le autorità un servizio di trasporto per radunare gli studenti al Corinthia Marina, a Saint Julian, riconvertito in Covid Hotel, al quale nessuno può avere accesso. Il cluster, si apprende, ha colpito anche ragazzi francesi e spagnoli.
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Europei: l’Osservatore Romano confida in “Italia gagliarda”
‘Sfida tra i due Paesi più colpiti dal Covid, forse non un caso’
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CITTA DEL VATICANO
10 luglio 2021
15:31
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Anche il giornale del Papa tifa per l’Italia: “Ci aspettiamo un’Italia gagliarda e tosta, che scavi fossati in difesa per proteggersi dall’arrembaggio albionico, che a un certo punto arriverà, anche se ormai giocano poco all’inglese, sono diventati anche loro cittadini del mondo, Brexit docet; e poi riparta in contropiede, cercando le fasce, per servire finalmente in modo adeguato un Ciro Immobile fin qui relegato al ruolo di comparsa”. Lo scrive l’Osservatore Romano in un articolo in cui ripercorre le sfide sul campo e anche quelle al cinema, come quando Fantozzi è costretto a rinunciare alla mitica partita Italia-Inghilterra per andare a vedere, per la trentesima volta, la Corazzata Potemkin.
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“Il coraggio di Fantozzi (e i camerieri). L’11 luglio la finale europea Inghilterra-Italia tra ricordi, offese, nostalgie e sogni di gloria” è il titolo del pezzo dedicato alla finalissima che potrà essere un riscatto, per l’una e per l’altra squadra, in questo difficile anno e mezzo segnato dal Covid. L’Italia “sogna una vittoria anche per dimenticare, proprio come l’Inghilterra, 18 mesi di sofferenza: è anche una sfida fra due dei Paesi europei più colpiti dalla pandemia, forse è un caso, o forse no”, conclude l’Osservatore Romano.
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Malta, salgono ad almeno 150 i ragazzi in quarantena
Oltre 60 positivi tra minori italiani
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LA VALLETTA
11 luglio 2021
18:42
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E’ salito ad “almeno 150” il numero dei giovani italiani in quarantena obbligatoria a Malta. Lo si apprende da fonti diplomatiche, che specificano come siano “oltre 60 i positivi” fra i ragazzi italiani posti in isolamento dalle autorità sanitarie per essere risultati positivi al test o per essere stati in contatto con i loro compagni di viaggio o di scuola.
I ragazzi, per lo più studenti delle scuole d’inglese, stanno godendo dell’assistenza dei servizi consolari dell’Ambasciata d’Italia a Malta. La maggior parte è stata radunata in un albergo a 4 stelle di St. Julians (il Marina Hotel Corinthia Beach Resort trasformato in Covid hotel). Altri sono rimasti in isolamento in 5 altre strutture dell’arcipelago, prenotate col pacchetto di vacanza-studio. Molti casi analoghi a quello degli italiani sono stati segnalati per studenti spagnoli o francesi.
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Covid: Riccardi, oltre 80% nuovi contagi in persone under 40
Fvg, oggi registrati 28 casi, nessun decesso
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PORDENONE
10 luglio 2021
16:16
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Oggi in Fvg su 3.920 tamponi molecolari sono stati rilevati 27 nuovi contagi – di cui 4 tra i migranti in provincia di Trieste – con una percentuale di positività dello 0,69%. Sono inoltre 2.315 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali è stato rilevato 1 caso (0,04%).
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Oltre l’80% dei nuovi contagi ha a che fare con persone la cui età è inferiore ai 40 anni. Nella giornata odierna non si registrano decessi; una persona è ricoverata in terapia intensiva, mentre i pazienti in altri reparti scendono a 4. Lo comunica il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi.
I decessi complessivamente ammontano a 3.789, con la seguente suddivisione territoriale: 813 a Trieste, 2.012 a Udine, 671 a Pordenone e 293 a Gorizia. I totalmente guariti sono 103.075, i clinicamente guariti 9, mentre quelli in isolamento risultano essere 212.
Dall’inizio della pandemia in Friuli Venezia Giulia sono risultate positive complessivamente 107.090 persone (sono stati rimossi quattro casi: due non confermati dal test molecolare e altri due cancellati a seguito di un esame più approfondito) con la seguente suddivisione territoriale: 21.193 a Trieste, 50.373 a Udine, 21.082 a Pordenone, 13.056 a Gorizia e 1.386 da fuori regione. Non si registrano positività tra il personale del Sistema sanitario regionale né tra gli ospiti e gli operatori delle strutture residenziali per anziani. Risulta invece il contagio di una persona rientrate dal Sudafrica.
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Europei: a Roma per finale maxischermi e monumenti transennati
Sorvegliate fan zone. Stop a vetro da domani mattina
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ROMA
10 luglio 2021
18:21
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Contingentamento degli accessi alle fan zone, con servizi di incanalamento dei tifosi ad ampio raggio e prenotazione obbligatoria, transennati alcuni monumenti al centro della Capitale. Massima attenzione domani alle fan zone al centro di Roma dove saranno allestiti i maxischermi in vista della finale degli Europei tra Italia e Inghilterra.

L’obiettivo è garantire il rispetto delle misure anti-Covid ed evitare assembramenti. Il piano sicurezza è stato messo a punto dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicuramente e in un Tavolo tecnico in Questura.
Dal centro alla periferia, dai Castelli al litorale. Oltre ai due maxischermi nelle fan zone al centro di Roma si prevede che vengano allestiti altri maxischermi per la finale di domani degli Europei tra Italia e Inghilterra. Secondo quanto si è appreso, tra le zone interessate villa Ada, piazza Annibaliano, il CineVillage a Parco Talenti, San Cosimato, il teatro di Tor Bella Monaca, come anche a Rocca Priora, Isola Sacra e Ladispoli. Le aree saranno sorvegliate dalle forze dell’ordine.
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Terrorismo, bloccato a Latina tunisino evaso in Francia
E’ indagato per apologia della Jjhad e ritenuto “pericoloso”
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ROMA
10 luglio 2021
18:30
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Dall’Italia inviava email scrivendo di voler ‘porre fine alla propria vita uccidendo la gente’ con minacce nei confronti dei “francesi e delle loro istituzioni”. Ma già in passato si era fatto tristemente ‘notare’ perché aveva esaltato l’operato di Mohamed Merah, accusato di essere il il responsabile degli attentati del 2012 di Tolosa e Montauban, in Francia, in cui furono uccise 7 persone e 5 rimasero ferite, di cui quattro in modo grave.
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Il 40enne, un tunisino residente in Francia, è stato rintracciato e bloccato venerdì pomeriggio in un appartamento a Terracina, località balneare, in provincia di Latina, a circa 100 chilometri dalla Capitale. L’uomo era fuggito il 29 maggio da un centro psichiatrico di Bassens, in Francia, ed era ricercato nel suo Paese e in ambito Schengel, per apologia del terrorismo, reati contro la persona e in materia di stupefacenti. Per le Autorità francesi si tratta di un “soggetto pericoloso”. La sua individuazione in Italia è stata il risultato di una “complessa” attività investigativa condotta, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma, dalla Digos della Questura di Latina e da personale specializzato del Servizio per il Contrasto all’Estremismo e Terrorismo Esterno della Dcpp/Ucigos, iniziata proprio alla fine di maggio, quando fu accertato il suo passaggio nelle stazioni ferroviarie di Genova, Roma ed infine Napoli.
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Incendi: domato rogo all’isola d’Elba, impiegati 2 canadair
Sul posto erano intervenuti anche due elicotteri regionali
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LIVORNO
10 luglio 2021
18:33
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E’ sotto controllo l’incendio boschivo divampato oggi nei pressi della spiaggia di Barbarossa, all’Isola d’Elba, nel Comune di Portoazzurro. Le fiamme sono state domate anche grazie all’intervento di due Canadair nazionali, che si sono aggiunti alle numerose squadre del volontariato, operai e direttore operazioni dell’Organizzazione regionale antincendi boschivi e al personale dei vigili del fuoco.
Sul posto erano intervenuti anche due elicotteri regionali.
L’intervento dei mezzi aerei, spiega una nota della Regione Toscana, è riuscito a scongiurare l’interessamento di alcune case messe a rischio dalle fiamme alimentate dal vento.
Mentre si stanno ancora ultimando le operazioni di spegnimento, si lavora per predisporre le successive operazioni di bonifica, con 10 squadre di volontariato in arrivo dalla terraferma, cui sarà affidato anche il compito di controllare che non si riaccendano focolai durante la notte. La zona dell’incendio dovrà essere sorvegliata a lungo, per questo si stanno preparando altre squadre di volontari per dare il cambio a quelle che hanno lavorato in queste ore e che saranno impegnate nella notte.
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G20: cariche forze dell’ordine contro i manifestanti
Attivisti ricoprono di sangue finto il ponte di Calatrava
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VENEZIA
10 luglio 2021
19:08
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Cariche e scontri: la protesta degli ambientalisti contro il G20 dell’Economia a Venezia si è fermata davanti al ‘muro’ delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa che hanno disperso i manifestanti rispondendo al lancio di bottiglie, fumogeni e fuochi artificiali. Quasi mille persone si sono radunate nel primo pomeriggio alle Zattere per dare vita all’azione dimostrativa che nelle intenzioni degli organizzatori avrebbe dovuto raggiungere anche l’Arsenale, dove era in corso il summit, per dire no alle grandi navi, allo sfruttamento turistico della città lagunare e allo “strapotere della finanza fossile” Per quasi due ore la folla è rimasta ferma sotto il sole cocente, sorvegliata sia da agenti a piedi che dagli equipaggi di alcune imbarcazioni che hanno evitato la possibilità che qualche natante aggirasse il blocco via acqua.
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Improvvisamente la marea umana si è mossa e ci sono stati i primi tafferugli con le forze dell’ordine.
Mentre i ristoranti chiudevano precipitosamente le saracinesche, il gruppo in testa al corteo ha cercato di sfondare la fila di poliziotti posizionati ai piedi del Ponte dell’Accademia. Sono volate bottiglie e molti arredi esterni degli hotel lungo il percorso. La Polizia ha risposto con due cariche, riuscendo a far indietreggiare i manifestanti. “I ragazzi hanno retto una carica lunga e pesante – ha spiegato uno dei leader della protesta, Tommaso Cacciari – . La Polizia non ha fatto finta, ma il corteo ha retto benissimo. Ho visto la grande generosità di questi ragazzi e si è vista, speravamo di fare qualche metro in più, ma l’obiettivo di questa mobilitazione è stato centrato”.
Alcuni attivisti di Extinction Rebellion hanno ricoperto di sangue finto il ponte di Calatrava, a Piazzale Roma, come forma di protesta contro G20 dell’Economia in corso a Venezia. Giá durante la giornata di ieri, una ventina di attivisti aveva scelto di sedersi a terra in diverse strade del centro, ricoprendosi sempre di sangue finto e reggendo alcuni cartelli, con l’obiettivo di portare negli spazi pubblici le loro paure per le catastrofi che l’umanità dovrà affrontare a causa della crisi climatica e del collasso degli ecosistemi. Oggi invece, esponenti di Animal Rebellion, movimento internazionale da poco approdato anche in Italia, hanno fatto un’azione in cui mostravano alcuni pannelli informativi rispetto agli effetti dello sfruttamento animale sulla crisi climatica ed ecologica e i rischi che la distruzione degli oceani comporta.
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Vaccini, Toscana riapre portale, debutto prenotazioni 12-15enni
Somministrazioni Pfizer da 9 al 30 agosto, 100.000 dosi
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FIRENZE
10 luglio 2021
19:11
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Riapre, dopo qualche settimana di stop per il taglio alle dosi, il portale regionale per la prenotazione del vaccino anti Covid, e c’è il debutto annunciato di una finestra dedicata ai giovani tra i 12 e i 15 anni. Il settore Sanità digitale della Toscana ha riaperto le agende di tutte le fasce di età, eccetto la finestra per il last minute.

Per i nati dal 2006 al 2009 il vaccino a disposizione è il Pfizer e devono essere accompagnati da un genitore. Gli appuntamenti per i 12-15enni vanno dal 9 agosto al 30 agosto: nella prima settimana sono disponibili oltre 60mila dosi, nelle successive 40mila.
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Morte figlia eroe Sars, un arresto per omicidio
Il siriano che la ospitò non chiamò soccorsi qualificati
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11 luglio 2021
09:19
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Un’ordinanza di custodia cautelare per omicidio è stata notificata dalla Polizia nel carcere di Regina Coeli – dove già si trovava per spaccio di eroina – ad un siriano di 64 anni, l’uomo che aveva ospitato in casa Maddalena Urbani, figlia del medico-eroe che isolò la Sars, prima della morte della ragazza avvenuta il 27 marzo 2021 per un mix di droghe. All’uomo viene contestato in particolare “il dolo eventuale, consistente – spiega la questura di Roma – nell’aver accettato di non chiamare direttamente i soccorsi, facendo intervenire delle persone non qualificate che avevano cercato, senza alcun esito, di salvare la Urbani”.
I fatti risalgono al 27 marzo scorso quando, su segnalazione del 118, è stata trovata in un’abitazione il corpo senza vita di Maddalena Urbani, 21 anni: ad ucciderla, secondo i primi accertamenti, un abuso di oppiacei.
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L’appartamento, in condizioni fatiscenti, era occupato dal 64enne cittadino siriano R. A, che si trovava agli arresti domiciliari per spaccio di stupefacenti. La perquisizione subito eseguita dalla Polizia ha portato al rinvenimento di alcune dosi di eroina, metadone e un mix di psicofarmaci, “il tutto a riprova – secondo gli investigatori – che il siriano, nonostante la misura restrittiva, continuava il suo spaccio di droga”. L’uomo è stato quindi condotto nel carcere romano di Regina Coeli. Le indagini della polizia per fare luce sull’accaduto hanno riguardato diverse circostanze, compreso il sospetto che la giovane potesse essere stata vittima di una violenza sessuale, cosa che però è stata successivamente esclusa. Con il siriano la Urbani aveva una conoscenza pregressa, tant’è vero che nella rubrica del suo telefono era registrato come “Zio Cassi”. Ed anche il siriano aveva nome e indirizzo perugino della giovane sulla sua agenda. A chiamare il 118 era stata un’altra ragazza, di origini straniere ma nata in Italia, che aveva conosciuto la Urbani circa un mese prima a Perugia; le due si erano quindi recate insieme a Roma, il 26 marzo, in treno. La testimone ha riferito alla polizia che Maddalena si era sentita male quel pomeriggio, “a causa del troppo alcool ingerito”, ma una volta giunta nell’abitazione dell’amico siriano si era leggermente ripresa. Aveva dormito tutta la notte, ma dopo essere rientrata dalla spesa all’ora di pranzo del 27 marzo l’amica si accorge che Maddalena non respirava più. Le indagini sui tabulati telefonici del siriano e le sue stesse dichiarazioni hanno consentito di accertare che quella quella notte aveva chiamato due suoi conoscenti, un rumeno ed un italiano, per soccorrere la Urbani. L’italiano – che il siriano chiamava ‘medico’, ma che in realtà era un tossicodipendente che aveva sostenuto qualche esame di Medicina – era intervenuto nella tarda mattinata del 27 e aveva fatto alla giovane una iniezione di adrenalina. Il rumeno era invece intervenuto nella tarda serata del 26 ed aveva praticato a Maddalena un massaggio cardiaco: la ragazza sembrava stesse meglio e lui se n’era andato. In seguito a questa ricostruzione dei fatti la procura di Roma (sostituto Paolo Pollidori e procuratore aggiunto Nunzia D’Elia) ha chiesto ed ottenuto dal gip un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del siriano, che la polizia gli ha notificato a Regina Coeli, dove è rinchiuso per spaccio da quello stesso 27 marzo.
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Europei: Lamorgese, seguite regole, non siamo fuori dall’emergenza
L’appello, “domani sia giornata serena, italiani responsabili”
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10 luglio 2021
21:53
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“Rivolgo un appello perché siamo alla fase finale: è necessario che l’Italia riparta, riparta davvero, ma questo dipende anche dai nostri comportamenti soggettivi.
Quindi mi raccomando: seguire quelle che sono le regole della mascherina, dei distanziamenti perché siamo quasi fuori da questa crisi difficile ma ancora non ne siamo usciti completamente”.
E’ l’appello del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese in vista della finale degli Europei, lanciato dai microfoni del Tg1. Lamorgese si dice comunque “sicura che gli italiani ancora una volta manifesteranno il grande senso di responsabilità che finora hanno avuto”.
“Le forze di polizia, i militari, la polizia locale saranno accanto agli italiani in questi giorni complicati ma anche loro hanno un compito difficile e quindi io credo che tutti insieme dobbiamo lavorare perché ci sia una giornata serena – ha sottolineato il ministro sempre riferendosi alla partita di domani sera – da un punto di vista di ordine pubblico e anche perché le forze di polizia metteranno in concreta attuazione quelle che sono state le determinazioni assunte in seno ai comitati provinciali di ordine e sicurezza pubblica”.
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Bimbo 5 anni risucchiato da bocchettone piscina, è grave
E’ accaduto in parco acquatico a Gallipoli
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GALLIPOLI
10 luglio 2021
21:19
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Un bambino di 5 anni è stato ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Perrino di Brindisi dopo essere stato risucchiato e rimasto incastrato in uno dei bocchettoni dell’acqua della piscina di un parco acquatico a Gallipoli . Il piccolo era con i genitori.
Da quanto si è appreso, le grate che proteggono il bocchettone al momento dell’ispezione dei carabinieri erano al loro posto. Bisognerà verificare se si siano spostate accidentalmente. Il bimbo è stato inizialmente ricoverato all’ospedale di Gallipoli e poi, per l’aggravarsi delle sue condizioni, è stato trasferito a Brindisi dove è ricoverato con riserva di prognosi.
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G8 di Genova, Agnoletto: ‘Voi la malattia, noi la cura’
Fu portavoce del Social Forum: ‘Torniamo per costruire la rete delle reti’
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11 luglio 2021
09:20
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“È impressionante come i temi che abbiamo indicato allora siano all’ordine del giorno con una urgenza enorme e molto più forte. È impressionante vedere quanto avevamo ragione e quanto avevamo compreso i rischi che correva il pianeta.
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Ed è impressionante vedere come le cose che volevamo modificare si siano rivelate quelle che hanno prodotto i maggiori danni”. Lo dice Vittorio Agnoletto, che fu portavoce del Genoa Social Forum al G8 di Genova nel 2001.
“Torniamo a Genova per dire ‘voi siete la malattia e noi la cura’ – spiega – e per costruire una grande rete delle reti, un’alleanza tra movimenti. Perchè non abbiamo più tempo. A chi ci criticava chiedo di lavorare insieme per modificare questo modello di sviluppo”.
“C’è una coincidenza che fa venire la pelle d’oca – dice Agnoletto -. Allora coordinavo azioni in appoggio al governo del Sudafrica che chiedeva la sospensione dei brevetti sui farmaci contro l’Aids. Contro c’erano 39 multinazionali, l’organizzazione mondiale per il commercio e la Ue che si rifiutarono e proprio a Genova annunciarono un fondo contro Aids, Tbc e malaria. Quindi no ai diritti, si agli interessi di Big Pharma e un po’ di carità. Venti anni dopo mi trovo a coordinare la campagna ‘nessun profitto sulla pandemia’ per il diritto alle cure a sostegno, guardi un po’, della proposta del Sudafrica e dell’India. E abbiamo contro Big Pharma e Commissione europea. E per un’altra incredibile coincidenza tra il 20 e il 26 luglio si riunirà il consiglio mondiale del commercio dove la Ue dirà no alla sospensione dei brevetti. Ma oggi abbiamo 7 miliardi di persone coinvolte nella pandemia e non possiamo lottare contro le varianti che si sviluppano dove non ci sono i vaccini”.
Il G8 di Genova predisse le crisi economiche del 2007 e 2008 e dalle Filippine mise in guardia contro gli tsunami che poi colpirono l’Asia, ricorda Agnoletto. Lanciò l’allarme sul dramma dei migranti e il Mediterraneo diventò un cimitero collettivo: “La limitazione delle risorse era uno dei temi centrali ma non ci hanno ascoltato e l’umanità ha pagato un prezzo altissimo” dice. La pandemia è “il frutto di questo modello che con la deforestazione e gli allevamenti intensivi ha abbattuto le barriere tra le specie aprendo al salto dell’agente infettivo fino agli umani”.
Qualche cosa di positivo c’è: “Oggi assistiamo al sentire comune di miliardi di persone, ma stiamo attenti perchè il potere usa le nostre parole e i nostri concetti per poi giustificare progetti che vanno in tutt’altra direzione”.
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Sul fronte politico è cambiato molto. “In Europa abbiamo i populismi e i nazionalismi, sviluppati anche grazie al centrosinistra che voltò la faccia al Movimento e sposò la globalizzazione neo liberista, col credo che il mercato avrebbe pensato a regolare la giustizia sociale e le dinamiche sociali. Dove le forze progressiste hanno aperto al Movimento i nazionalismi invece non vincono, come in America Latina, dove hanno aperto un dibattito, pensiamo a Lula, ed hanno avuto un decennio di vittorie con grandi trasformazioni sociali e, nonostante le critiche che si possono fare a Ecuador, Bolivia e Brasile, hanno tirato fuori dalla miseria di milioni di persone”.
Agnoletto non dimentica il fronte giudiziario e la ferita ancora aperta: “C’è tanto da fare guardando a quanto accaduto a Capua Vetere. Non si può parlare di mele marce visto il numero di persone di vertice coinvolte. Il problema è il comportamento del Dap. A Bolzaneto 2 infermieri penitenziari decisero di denunciare le violenze e vennero messi ai margini”. A Palazzo Ducale, con Lorenzo Guadagnucci, giornalista, tra le vittime della Diaz, Agnoletto presenterà (19 luglio) la seconda edizione del libro ‘L’eclisse della democrazia’ (Feltrinelli), con 130 nuove pagine sui temi dell’agenda mondiale.
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Terrorismo: Ps arresta marocchino, combatté con Isis
Bloccato in provincia Salerno, su di lui mandato internazionale
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11 luglio 2021
09:25
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Un marocchino di 29 anni, Afia Abderrahman, che aveva combattuto in Siria prima nelle file di Al Nusra e poi nell’Isis, dove aveva ricoperto la carica di responsabile militare, è stato arrestato dalla Polizia a Lago, in provincia di Salerno, alla fine un’indagine che ha coinvolto Antiterrorismo, Digos di Napoli e Salerno, Aisi e servizi segreti marocchini.
Nei confronti dell’uomo, che ora si trova nel carcere di Salerno a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’estradizione, c’era un mandato di cattura emesso dal procuratore generale presso la corte d’appello di Rabat, in Marocco, il 28 giugno, ed esteso a livello internazionale l’8 luglio.
Afia Abderrahman, che era in compagnia di altri cittadini extra comunitari, è stato circondato, bloccato e arrestato – viene riferito – senza suscitare allarme negli altri avventori alle 21 circa di venerdì scorso. “Sia la Spagna che la Francia lo avevano segnalato in regime Schengen come soggetto pericoloso”, spiega Antonio Bocelli, I dirigente della Polizia di Stato Digos di Napoli.
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G8 di Genova, Scajola: ‘Fu una reazione intollerabile’
L’ex ministro: ‘Per la Diaz e Bolzaneto c’è stato giusto seguito giudiziario’
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11 luglio 2021
11:24
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Nei giorni del G8 di Genova era ministro dell’Interno del governo Berlusconi Claudio Scajola, ora sindaco di Imperia. Il primo cittadino ha accettato di rispondere ad alcune domande per ricordare situazioni e tensioni.
Scajola ricorda che fece passare il messaggio che i manifestanti non erano nemici, che le forze dell’ordine non erano preparate per un evento di quella portata e che la reazione che ebbero fu intollerabile ed ha avuto un giusto seguito in sede giudiziaria.
Ha un rimpianto per i fatti del G8 a Genova? “Il rimpianto più grande è non aver potuto organizzare il vertice dall’inizio.
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Il Governo Berlusconi si era insediato solo un mese prima del G8, quando Genova era già stata scelta come sede e i piani di sicurezza già approntati. Lavorammo molto sul confronto, con le Istituzioni locali e con i rappresentanti dei manifestanti, e sulla sicurezza da garantire ai Capi di Stato, ma non ci fu da parte nostra la possibilità di fare grandi cambiamenti, perché il rischio era di generare ancora maggior confusione. Berlusconi valutò persino di annullare il G8 a Genova, ma non era più possibile. Doveva essere una grande occasione per la città e per l’Italia, si è trasformata in una pagina buia della storia della Repubblica”.
Valutando oggi la gestione c’è qualcosa che non rifarebbe e qualcosa che non è riuscito a fare? “Mi pare che nulla di diverso si potesse fare in 20 giorni. Con l’allora Ministro degli Esteri Ruggiero incontrammo più volte tutte le sigle dei manifestanti cercando di trovare con loro le migliori forme affinché potessero esporre il loro dissenso in totale sicurezza. Abbiamo distribuito un manuale a tutte le Forze dell’Ordine nel quale spiegavamo con chiarezza che i manifestanti non erano nemici e che c’era un duplice obiettivo: garantire, da un lato, la sicurezza dei Capi di Stato e, dall’altro, la democratica manifestazione del dissenso. Purtroppo quello a cui abbiamo assistito è stata la presenza di delinquenti che hanno messo a ferro e fuoco Genova e le reazioni intollerabili della Diaz e di Bolzaneto, che hanno avuto un giusto seguito in sede giudiziaria”.
Le violenze compiute dalla Polizia alla scuola Diaz e alla caserma di Bolzaneto sono state una lezione per l’ordine pubblico e se sì cosa hanno insegnato? “Sicuramente sì. Le Forze dell’Ordine all’epoca non erano preparate per un servizio di quella portata. I fatti del G8 di Genova sono serviti a migliorare la gestione degli eventi di piazza, ad arginare meglio i delinquenti che si inseriscono in mezzo a coloro che democraticamente esprimono il proprio dissenso”.
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Alla luce delle ricostruzioni fatte c’è qualcosa che non è stato detto o evidenziato a sufficienza? “L’evoluzione degli eventi ha portato le attenzioni maggiori sugli episodi tragici avvenuti per le strade di Genova, ma poco si è parlato degli enormi rischi esterni a cui dovemmo fare fronte in quei giorni. Era la prima uscita europea di Bush e il primo vertice a cui prendeva parte Putin. C’erano gli occhi del mondo addosso e i rischi erano altissimi. Ci fu un’informativa sul mio tavolo nella quale emerse persino il nome di Osama Bin Laden e per questo prendemmo misure di sicurezza straordinarie, anche sul traffico aereo. I fatti dell’11 settembre, avvenuti soltanto due mesi dopo, confermarono l’opportunità di quelle misure”.
Dove era quando è stato ucciso Carlo Giuliani, cosa ha pensato in quel momento… “Ero, come in tutte quelle giornate, chiuso al Viminale, giorno e notte, a seguire gli avvenimenti con i monitor e le informative continue che mi riportava il Capo della Polizia De Gennaro. Quando fui avvisato della morte di Giuliani chiamai a Genova dove era in corso il vertice, per avvertire Berlusconi e Ciampi della tragica morte di questo giovane. Tememmo disordini ancora peggiori e impartimmo di nuovo l’ordine di mantenere la calma e di non reagire”.
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G8 di Genova 20 anni dopo, le violenze furono torture
Il Pm del processo: ‘Alla Polizia servono trasparenza e consapevolezza’
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11 luglio 2021
15:49
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“Trasparenza e consapevolezza”. E’ quello che il sostituto procuratore generale Enrico Zucca chiede ai vertici della polizia di Stato “per dimostrare davvero di aver voltato pagina” a 20 anni dal G8 di Genova.
Per il magistrato che ha condotto il processo contro le violenze all’interno della scuola Diaz “diversi episodi di cronaca di questi anni vedono riproporsi lo schema dell’uso sproporzionato della forza cui segue la copertura con falsità che dimostra come il problema non siano soltanto le responsabilità individuali”.
Per Zucca c’è un problema “strutturale” con cui la polizia italiana non ha voluto fare i conti: “Visto che certi comportamenti rappresentano l’opposto di quello che viene insegnato ai poliziotti ai corsi o scritto nei manuali di addestramento, dovrebbe essere la stessa polizia a sanzionare chi esce dai binari del rispetto della legge, ben prima dell’ intervento della magistratura che peraltro si scontra con il conflitto di interessi di indagare sui propri collaboratori.
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E quella parte della magistratura che decide di approfondire i fatti viene isolata e bollata come ideologica”.
Sono state le sentenze a dimostrare che le tesi della procura di Genova erano fondate, dalla Cassazione alla Corte europea dei diritti dell’uomo che hanno qualificato quelle violenze come tortura.
La Cedu nel 2017 ha rilevato anche l’assenza di sanzioni per i poliziotti responsabili e l’assenza di identificazione di gran parte degli stessi. Cinque anni prima, nel 2012, la Cassazione aveva condannato in via definitiva per falso 15 funzionari di polizia per aver coperto gli agenti picchiatori con false prove e false accuse nei confronti dei 93 manifestanti che vennero arrestati (79 dei quali dalla scuola Diaz uscirono feriti) e accusati di associazione a delinquere per devastazione e saccheggio, arresti non convalidati dai gip. I picchiatori sono rimasti senza nome non essendo identificabili ad eccezione dei capisquadra: i reati sono finiti prescritti ma i poliziotti sono stati ritenuti responsabili per i risarcimenti in sede civile.
Chi non uscì in barella dalla Diaz, venne portato alla caserma di Bolzaneto dove per Zucca è accaduto qualcosa di ancor più grave rispetto all’ assalto alla scuola: “C’è un filo conduttore – dice – che porta dal carcere temporaneo istituito all’interno della caserma di Bolzaneto alle immagini raccapriccianti delle torture all’interno dei centri di detenzione di Abu Ghraib”.
Per il magistrato “le tecniche dei carcerieri sono uguali anche se Genova non è uno scenario bellico ma già le forze di polizia, evidentemente così addestrate, si muovono in questo modo dimenticando codici e leggi nella peggiore tradizione delle dittature”. Il processo per le torture di Bolzaneto (così definite anche in questo caso dalla Cedu) ha visto 45 imputati tra poliziotti, carabinieri, agenti penitenziari e medici. Gran parte dei reati si sono prescritti già prima dell’appello e in Cassazione sono rimaste 7 condanne penali ma la Corte ha confermato la colpevolezza di gran parte degli imputati per gli effetti civili.
Accanto ai processi contro le forze dell’ordine il terzo principale filone giudiziario ha riguardato i 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio: 15 imputati su 25 sono stati assolti fin dal primo grado perché secondo i giudici avevano reagito alla carica illegittima sul corteo delle tute bianche di via Tolemaide. Dieci sono stati invece condannati per devastazione e saccheggio con pene dai 6 ai 14 anni di carcere, pene che “non hanno paragoni nel contesto delle democrazie occidentali – ricorda Zucca – e nemmeno con la Russia di Putin che prevede un massimo di 8 anni”.
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G8 di Genova: Le parole che ne fecero la storia
Da ‘macelleria messicana’ a ‘black bloc’
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11 luglio 2021
13:28
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Durante e dopo il G8 del 2001 a Genova alcune parole sono divenute iconiche, parole che dopo quei fatti hanno modificato l’immaginario collettivo, sono diventati link a ricordi terribili. Impossibile dimenticare la ‘macelleria messicana’, il ‘black bloc’, la ‘zona rossa’ ma anche la parola ‘ragazzo’ che comparve, dopo la morte di Carlo Giuliani, sulla targa di piazza Alimonda.
Black Bloc, il ‘blocco nero’.
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Il blocco nero non è un movimento bensì una tecnica di guerriglia metropolitana che viene citata per la prima volta nel 1980 in un documento anarchico. Nel tempo diviene il ‘nome’ della resistenza anarchica-insurrezionalista internazionale allo Stato e al capitalismo. Durante il G8 a Genova arrivano dall’estero circa 400 tute nere, quasi tutti anarchici insurrezionalisti e informali, che tengono una prima riunione il 19 luglio. Si decidono gli obbiettivi delle devastazioni, a partire dalle banche. Le prime manifestazioni di blocco nero avvengono il 20 luglio quando, nella zona di Brignole, il cordone di carabinieri viene fatto bersaglio di alcune molotov. Da quel momento in poi, secondo la tattica del ‘mordi e fuggi’ i gruppi di tute nere armate di spranghe, bastoni, molotov si dividono per compiere devastazioni in tutta la città. Sporadici e senza effetto gli scontri con le forze dell’ordine. ma da quel momento in poi chiunque indossasse un capo d’abbigliamento nero venne definito ‘black bloc’. Nessuno dei partecipanti al Blocco nero venne fermato o arrestato.
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La macelleria messicana. E’ il 21 luglio 2001, sono passate le 22: nelle scuole Diaz-Pertini e Pascoli, divenute centro del coordinamento del Genoa Social Forum guidato da Vittorio Agnoletto, fanno irruzione i Reparti mobili della Polizia con il supporto operativo di alcuni battaglioni dei Carabinieri. Le violenze sui ragazzi che dormivano furono inaudite, qualcuno urlò ‘Black bloc, adesso vi ammazziamo’, vennero usati i ‘tonfa’, micidiali manganelli di gomma rigida. Furono fermati 93 attivisti (portati poi alla caserma di Bolzaneto dove vennero perpetrate atrocità inaudite) e furono portati in ospedale 61 feriti, dei quali tre in prognosi riservata e uno in coma. Il pestaggio venne definito una ‘macelleria messicana’ dal vicequestore Michelangelo Fournier quando entrò nella scuola dopo il massacro: “Sembrava una macelleria messicana – disse in aula durante il processo – Sono rimasto terrorizzato e basito quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Fu a quel punto che gridai: ‘basta basta’ e cacciai via i poliziotti che picchiavano. Intorno alla ragazza per terra c’erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale”.
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Zona rossa. E’ l’area delimitata dalle forze dell’ordine per consentire la tranquillità al vertice dei Grandi che si tiene a Palazzo Ducale. Sono le 14 del 20 luglio. La zona rossa viene violata in piazza Dante da quattro giovani che sfondano un varco. La polizia respinge l’ assalto con gli idranti. Poco prima una sirena dà il via alla manifestazione delle tute bianche, assembrate nei vari punti di assedio alla zona rossa. In piazza Paolo da Novi, una delle zone piu’ vicine alla zona rossa, si concentrano migliaia di persone mentre in piazza Tomaseo è battaglia tra tute nere e carabinieri. Molotov. “Oh ragazzi, le molotov non lasciatemele qui…” disse il capo della Digos Spartaco Mortola. Parole riportate nelle registrazioni depositate a processo. Le molotov in questione sono le bottiglie incendiarie fasulle che il poliziotto Pietro Troiani portò all’interno della Diaz per giustificare irruzione e massacro dei manifestanti. Le molotov, usate in azioni di guerriglia e in situazioni di scontri di piazza, vengono spesso utilizzate da gruppi anarchici per la relativa facilità di fabbricazione e di reperimento delle materie prime. Durante il G8 in azioni di blocco nero vennero usate in abbondanza.
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‘Ragazzo’. ‘Ragazzi’ erano quelli massacrati di botte alla Diaz e a Bolzaneto, ragazzi quelli che con le mani tinte di bianco e con le tute di cartene chiedevano diritti per i più poveri. E ‘ragazzo’ era Carlo Giuliani, morto a 23 anni con il cranio sfondato da un proiettile calibro 9 sparato dalla Beretta del carabiniere Mario Placanica. Molti giorni dopo quella tragica morte, sulla targa che dà il nome alla piazza, qualcuno con il pennarello cancellò il nome del vescovo Gaetano Alimonda e scrisse ‘piazza Carlo Giuliani – ragazzo’.
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G8 di Genova, Giuliani: ‘E’ mancata la dignità dello Stato’
Parla il padre di Carlo: ‘L’archiviazione per la sua uccisione è stata la cosa più grave’
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11 luglio 2021
16:45
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Sono passati vent’anni dal 20 luglio 2001 quando Carlo Giuliani, ragazzo genovese di 23 anni, viene colpito da un proiettile sparato da una camionetta defender dei carabinieri da Mario Placanica, 21enne di leva.
La posizione della famiglia Giuliani è nota: la ‘verità storica’ è diversa da quella della sentenza di archiviazione disposta dalla gip Elena Daloisio (maggio 2003) su richiesta del pm Silvio Franz, supportata anche da documenti, foto, filmati (sul sito carlogiuliano.it, sentenza inclusa). Parlare dunque oggi con il padre di Carlo, Giuliano, è anche ritornare su quei drammatici temi, di cui continua a chiedere conto.
Dopo vent’anni, però, Giuliani pone anche il tema delle mancate risposte al Paese. Resta la ferita di quel processo che non si è mai fatto: “Per Carlo, la cosa più grave, più di averlo ucciso, è stata l’archiviazione – dice -. Non è stato concesso neanche un processo.
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Non sempre, ma a volte, i processi consentono di raggiungere la giustizia, la verità di quello che è successo”.
“Rispetto ad altre cadenze, ad esempio il decennale, con questo ventennale dei fatti del G8 di Genova siamo in presenza di qualcosa che ha modificato l’atteggiamento generale nei confronti di quello che è successo 20 anni fa” racconta Giuliani padre, rifendendosi alle sentenze definitive sui fatti della Diaz e di Bolzaneto (l’ultima a Strasburgo, 2015).
“La sentenza di primo grado per la Diaz si era conclusa con ‘perquisizione legittima’ – ricorda -. Nel 2012 la Cassazione ha scritto che quello che è successo alla Diaz ha prodotto il ‘degrado dell’onore dell’Italia nel mondo’. Allora io mi permetto di fare questa riflessione: è vero che i tre gradi di giudizio servono anche per correggere le valutazioni, ma tra ‘perquisizione legittima’ e ‘degrado dell’onore dell’Italia nel mondo’ non ci sono correzioni. Questo apre una cosa importante: vuol dire che dentro la magistratura c’è gente, come quelli che dicono ‘perquisizione legittima’. E sono ancora lì a giudicare, a esercitare una delle cose più importanti che riguardano la vita di uno Stato. E allora, vogliamo cercare di affrontare questo problema e cercare di risolverlo?”.
“In piazza Alimonda, io il carabiniere che spara lo ignoro, o lo metto al gradino più basso della responsabilità dell’omicidio di Carlo. I primi sono quelli che comandavano quel reparto”, dice ancora Giuliani rimettendo per l’ennesima volta in fila i fatti di quel 20 luglio 2001 (ne ha parlato anche ad Andrea Purgatori, ‘Atlantide’ su La7 in onda il primo luglio).
E allora, chiede Giuliani, perché la “manovra insensata” che avviene in piazza Alimonda? “A 20 metri ci sono 100 carabinieri: perché non intervengono a difesa della jeep? Perché vogliono vedere quello che succede?” “Perché hanno attaccato il corteo delle Tute Bianche, un corteo autorizzato, senza nessun motivo? E perché non hanno fermato quei delinquenti dei cosiddetti ‘black block’, che giravano tranquilli per Genova sfasciando vetrine, bancomat?” “Vogliamo intervenire sull’arma dei Carabinieri, forza armata del Paese? Perché i Carabinieri ormai fanno la guerra e quindi è difficile che possano fare la guerra e contemporaneamente esercitare funzioni di ordine pubblico”.
“A Genova la repressione è stata molto forte e ha creato la crescita della sfiducia in organi fondamentali dello Stato. Un minimo barlume di verità sul clima che era stato creato l’hanno avuto le sentenze su Diaz e Bolzaneto, ma son avvenute 11 e 12 anni dopo. Ci sono voluti 12 anni perché finalmente si potesse sapere che la Diaz era stata una vergogna maggiore e perché si capisse che a Bolzaneto si torturavano le persone, come succede ancora oggi. Questo è il punto. Lo Stato lì è mancato, la dignità dello Stato non c’è stata. La capacità di uno Stato di riconoscere anche che pezzi fondamentali del suo esistere avevano sbagliato”.
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Papa: Angelus dal Gemelli, ‘grazie a tutti del sostegno’
E chiede di mantenere il ‘bene prezioso’ della sanità gratuita
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ROMA
11 luglio 2021
13:10
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Dopo l’intervento di domenica scorsa e una settimana di ricovero, il Papa ha recitato l’Angelus dal Policlinico Gemelli di Roma. La voce era un po’ più flebile del solito ma il Pontefice è apparso in discrete condizioni di salute.
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“Sono contento di poter mantenere l’appuntamento domenicale dell’Angelus, anche qui dal Policlinico Gemelli. Vi ringrazio tutti: ho sentito molto la vostra vicinanza e il sostegno delle vostre preghiere. Grazie di cuore!”, ha esordito parlando dal balconcino del decimo piano dell’ospedale, adiacente all’appartamento dei Papi. Accanto a lui alcuni bambini del reparto oncologico.
Il Papa è tornato poi a sottolineare l’importanza di un “buon servizio sanitario accessibile a tutti”. “In questi giorni di ricovero in ospedale, ho sperimentato quanto sia importante un buon servizio sanitario, accessibile a tutti, come c’è in Italia e in altri Paesi. Un servizio sanitario gratuito che assicuri un buon servizio accessibile a tutti. Non bisogna perdere questo bene prezioso. Bisogna mantenerlo! E per questo occorre impegnarsi tutti, perché serve a tutti e chiede il contributo di tutti”.
Un pensiero poi per gli scandali finanziari che hanno investito alcune istituzioni sanitarie cattoliche. “Anche nella Chiesa succede a volte che qualche istituzione sanitaria per una non buona gestione non va bene economicamente. Il primo pensiero che ti viene è venderla. Ma la tua vocazione di Chiesa non è avere dei quattrini è fare il servizio e il servizio sempre gratuito. Non dimenticatevi: salvare le istituzioni gratuite”.
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Papa, l’Angelus dall’ospedale: ‘Sanità accessibile tutti bene prezioso, non perdiamolo’
Dopo una settimana e dopo l’intervento, Francesco torna a farsi vedere in pubblico con la preghiera dell’Angelus affacciandosi da un balcone del policlinico Gemelli
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ROMA
11 luglio 2021
17:13
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Esattamente dopo una settimana il Papa torna a farsi vedere in pubblico con la preghiera dell’Angelus. Dopo l’intervento di domenica scorsa e i giorni di convalescenza al Policlinico Gemelli di Roma, il Papa si è affacciato al balconcino del decimo piano che è adiacente all’appartamento dove è ricoverato.
“Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Sono contento di poter mantenere l’appuntamento domenicale dell’Angelus, anche qui dal Policlinico ‘Gemelli’.
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Vi ringrazio tutti: ho sentito molto la vostra vicinanza e il sostegno delle vostre preghiere. Grazie di cuore!”. Sono le prime parole pronunciate da Francesco. Un grande applauso dei fedeli ha accolto Papa Francesco affacciatosi da un balcone del decimo piano del policlinico Gemelli. Il suo discorso è stato più volte interrotto dalle grida “Viva il Papa”.
Il Papa torna a sottolineare l’importanza di un “buon” servizio sanitario “accessibile a tutti”. “In questi giorni di ricovero in ospedale, ho sperimentato quanto sia importante un buon servizio sanitario, accessibile a tutti, come c’è in Italia e in altri Paesi. Un servizio sanitario gratuito che assicuri un buon servizio accessibile a tutti. Non bisogna perdere questo bene prezioso. Bisogna mantenerlo! E per questo occorre impegnarsi tutti, perché serve a tutti e chiede il contributo di tutti”. Lo ha detto il Papa all’Angelus dal Policlinico Gemelli di Roma.
“Anche nella Chiesa succede a volte che qualche istituzione sanitaria per una non buona gestione non va bene economicamente. Il primo pensiero che ti viene è venderla. Ma la tua vocazione di Chiesa non è avere dei quattrini è fare il servizio e il servizio sempre gratuito. Non dimenticatevi: salvare le istituzioni gratuite”.
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G20: protesta ambientalisti, scarpette di plastica sul ponte
Nuova performance a Venezia di Extincion Rebellion
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VENEZIA
11 luglio 2021
16:08
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Tante scarpette da bambino, tutte di plastica, posizionate sul ponte degli Scalzi a Venezia per spiegare che “Il G20 sta rovinando il futuro dei più giovani”.
E’ la nuova performance messa in scena stamane dagli attivisti di “Extincion Rebellion”, sul grande ponte in pietra bianca di fianco alla stazione di Venezia.
Ogni scalino, vicino alla balaustra, e stato ricoperto con 3-4 paia di scarpette usate da bambino, calzature semplici, in materiali sintetici, e accanto pezzi di lenzuola con gli slogan del movimento ambientalista, la plastica che soffoca i mari, ‘Venezia che affonda’, l’economia che non rispetta popolazioni e natura. “Emergenza Ecologica e Climatica” c’era scritto su un grande striscione rosa sorretto dai manifestanti, alcuni dei quali poi si sono posizionati all’ombra della chiesa degli Scalzi per uno speakeraggio su questi temi. Curiosità e interesse dei turisti, molti dei quali si sono soffermati sulle scalinate del ponte per fare foto e video della performance, finita così in pochi minuti sui social.
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G20: sirene spiaggiate, ultima protesta Extinction rebellion
Cinque ragazze con i costumi a coda in canale Santi Apostoli
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VENEZIA
11 luglio 2021
16:16
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Dopo le mani incollate, il ponte di Calatrava “insanguinato” e le scarpette da bambino alla stazione, ecco le sirene “spiaggiate”, imbottite di soldi: Extinction rebellion ha colpito ancora nell’ultima giornata del G20 a Venezia. Alle 12.00 di oggi cinque ragazze sono arrivate ai piedi del ponte di Santi Apostoli, sulla direttrice verso Rialto, si sono infilate una tuta azzurra a coda di sirena e si sono stese a pelo d’acqua sui gradini che danno sul canale.

Dietro di loro uno striscione in italiano e inglese: “Stanno avvelenando i nostri sogni”, mentre un “menestrello” suonava e uno speaker sosteneva l’inutilità di queste grandi manifestazioni, facendo capire che le vere decisioni sono già prese. Ogni tanto qualcuno andava a bagnare e rinfrescare le sirene, affinché non finissero davvero scottate dal cocente sole di questi giorni veneziani. Pacifici e creativi, gli attivisti hanno sottolineato i temi a loro cari, clima e finanza, nel rispetto della città e della cittadinanza.
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Cannes: Nanni Moretti, il mondo salvato dalle donne
Tre Piani in concorso al Festival
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CANNES
11 luglio 2021
19:40
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La data a suo modo storica era già prevista: “4 anni fa già sapevo che domenica 11 luglio l’Italia si sarebbe battuta su Tre Piani: in ordine di tempo quello tennistico, cinematografico e quello calcistico”. Nanni Moretti, tra emozione e ironia, affronta il concorso del festival di Cannes, pronto a vedere con il pubblico degli oltre 2300 spettatori del Grand Theatre il suo Tre Piani congelato per oltre un anno per aspettare la premiere qui e l’apertura dei cinema.
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Ha fatto l’alba per controllare tutto, ha fatto alle 3 e mezzo di notte la prova tecnica in sala, alla fine scelto la musica per la Montee des Marches – Allegria scritta da Jovanotti per Gianni Morandi e ha trovato pure il tempo di montare un video sul suo account di Instagram ormai popolarissimo.
Tre Piani, in sala dal 23 settembre con 01, è il suo primo film da un soggetto non suo. Storie che si incrociano, soprattutto in eventi drammatici che li mettono a confronto gli uni con gli altri. Le donne ne escono decisamente meglio “sono più aperte, più sane nelle reazioni ai fatti che accadono, più pronte a risolvere, a mediare, gli uomini invece – spiega Moretti – rimangono incistati, nelle loro rigidità, ossessioni, schematismi, inchiodati ai loro ruoli all’interno della famiglia. E poi le giovani generazioni, diverse dai padri per fortuna”.   CINEMA

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Bimbo in difficoltà in mare, salvato da cane-bagnino
Nel Pisano, a causa della corrente non riusciva a tornare a riva
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PISA
11 luglio 2021
19:41
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Un bambino di 10 anni è stato salvato da un cane-bagnìno della Sics (Scuola italiana cani salvataggio) operativi sulle spiagge del litorale pisano dalla settimana scorsa. L’episodio è avvenuto ieri pomeriggio ma la notizia è stata resa nota oggi dalla Società della salute della zona pisana che coordina il progetto.
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Intorno alle 14.30, è spiegato in una nota della Sds, “un bambino di 10 anni è stato soccorso in prossimità dell’Orange beach di Tirrenia e tratto in salvo da Olivia, un bovaro del bernese, insieme al suo conduttore Filippo. A causa della forte corrente di ritorno il bambino non aveva più le forze per rientrare a riva e ha cominciato a chiedere aiuto. Immediato l’intervento di Olivia e Filippo che hanno evitato il peggio, concludendo la disavventura con uno spavento per il piccolo bagnante”. Anche il 24 agosto dello scorso anno le unità cinofile della Sics salvarono dalle onde due fratellini in pericolo. Il servizio dei cani-bagnìno è partito la settimana scorsa e andrà avanti tutti i fine settimana fino al 30 agosto.
“Ancora una volta – commenta Gianna Gambaccini, presidente della Sds pisana e assessore al welfare del Comune di Pisa – questo progetto si dimostra di fondamentale utilità per il rafforzamento della sicurezza sulle spiagge”.
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Covid, salgono ad almeno 150 i ragazzi in quarantena a Malta
Oltre 60 positivi tra minori italiani
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LA VALLETTA
11 luglio 2021
19:59
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E’ salito ad “almeno 150” il numero dei giovani italiani in quarantena obbligatoria a Malta.
Lo si apprende da fonti diplomatiche, che specificano come siano “oltre 60 i positivi” fra i ragazzi italiani posti in isolamento dalle autorità sanitarie per essere risultati positivi al test o per essere stati in contatto con i loro compagni di viaggio o di scuola.

I ragazzi, per lo più studenti delle scuole d’inglese, stanno godendo dell’assistenza dei servizi consolari dell’Ambasciata d’Italia a Malta. La maggior parte è stata radunata in un albergo a 4 stelle di St. Julians (il Marina Hotel Corinthia Beach Resort trasformato in Covid hotel). Altri sono rimasti in isolamento in 5 altre strutture dell’arcipelago, prenotate col pacchetto di vacanza-studio. Molti casi analoghi a quello degli italiani sono stati segnalati per studenti spagnoli o francesi.
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Bambina di 7 anni muore in una piscina gonfiabile
A Castiglione del Lago. Potrebbe avere avuto un malore
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PERUGIA
11 luglio 2021
20:18
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Una bambina di sette anni è morta nel pomeriggio mentre si trovava in una piscina gonfiabile nella sua abitazione, nei pressi di Castiglione del Lago, nella frazione di Panicarola.
A dare l’allarme sono stati i genitori e sul posto i sanitari del 118 hanno tentato a lungo di rianimarla.

Nella piscina c’erano meno di 40 centimetri di acqua. In base alle prime ipotesi – riferiscono fonti sanitarie – la bimba potrebbe avere avuto un malore.
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Europei: in bocca al lupo amici Jesi a ct, ‘Grazie ragazzi’
Gruppo amici Mancini in pizzeria ‘rito’ per seguire la finale
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JESI
11 luglio 2021
20:32
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“Grazie ragazzi”, così il ct della Nazionale, Roberto Mancini, ha risposto agli “in bocca al lupo” che gli amici di sempre di Jesi gli hanno inviato stamani in attesa della finale tra Italia e Inghilterra. Amici che rispondono ai nomi di Bruno Sassaroli, Fausto Scarponi, Giovanni Frezzotti, Gino Bolletta, Roberto Possanzini, Marino Zannotti, Massimo Tramontana, Armando Zoppi e Francesco Focarelli, che stasera si sono ritrovati in un ristorante pizzeria,, alle porte di Jesi per seguire la partita.

In mattinata al tecnico azzurro è stato anche inviato, sempre da uno degli amici, un video scherzo in cui si fa credere al commissario tecnico di aver scalato in bici una ripida salita, per poi scoprire che la salita era stata fatta con l’aiuto di uno scooter.
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Cannes: ovazione per Moretti, 11 minuti di applausi
Successo per Tre Piani alla premiere
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CANNES
11 luglio 2021
21:34
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Ovazione per Nanni Moretti, 11 minuti di applausi, grandissimo calore al termine poco fa della premiere di Tre Piani, il film con cui è tornato stasera in corso per la Palma d’oro. Tutta la sala in piedi ad applaudire con calore e Moretti ha voluto ringraziare il cast e tutti i suoi collaboratori.
Aveva accanto la sua attrice feticcio Margherita Buy, Alba Rohrwacher, Riccardo Scamarcio, Adriano Giannini e tutti gli altri oltre ai produttori Domenico Procacci di Fandango e Paolo Del Brocco di RAI Cinema.
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Italia campione d’Europa, Inghilterra battuta 4-3 ai rigori
Shaw e Bonucci in gol ma decidono parate Donnarumma ai penalty
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11 luglio 2021
23:54
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L’Italia è campione d’Europa, battendo 4-3 l’Inghilterra ai rigori nella finale di Wembley. La partita si è messa subito bene per gli inglesi, con Shaw in gol al 2′.
L’Italia, non brillante come nelle precedenti partite, ha sofferto l’atteggiamento della squadra di Southgate, molto coperta, e solo un’azione personale di Chiesa ha messo qualche brivido a Pickford, praticamente inoperoso. Nella ripresa, Mancini ha richiamato Barella e Immobile inserendo Cristante e Berardi. Al 22′ è arrivato il pareggio azzurro: su calcio d’angolo è scaturita una mischia in area e Bonucci ha infilato in rete da due passi. L’1-1 è rimasto inchiodato sia al 90′ sia ai supplementari, nonostante i tanti cambi dalle due parti, e sono stati necessari i rigori, con Donnarumma ancora una volta decisivo.
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Europei: tifosi in festa in fanzone, caroselli a Roma
Cori, bandiere e trombette per festeggiare la vittoria
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12 luglio 2021
00:15
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Tifosi in festa nelle fanzone a Roma per la vittoria dell’Italia agli Europei di calcio. Caroselli di auto non solo in centro, ma in diverse zone della Capitale.

Cori, bandiere e trombette per festeggiare la vittoria della nazionale italiana.
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Europei: Bolzano si tinge d’azzurro
Caroselli in Piazza della Vittoria
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BOLZANO
12 luglio 2021
00:36
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Bolzano questa sera si è tinta d’azzurro. Dopo la vittoria dell’Italia agli europei di calcio centinaia di tifosi sono scesi in strada per i tradizionali caroselli in Piazza della Vittoria.
Massiccia la presenza delle forze dell’ordine, alla luce degli scontri dopo la partita contro l’Austria. Questa sera è però prevalso il clima di festa.
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Europei: amici Mancini, “È il suo capolavoro”
A Jesi esplode la festa, c’è chi conosce il ct da 50 piange
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12 luglio 2021
00:39
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“È il capolavoro di Mancini, è questo il punto più alto della sua carriera”, a dirlo sono gli amici di sempre del commissario tecnico della Nazionale campione d’Europa. Bruno Sassaroli, Fausto Scarponi, Giovanni Frezzotti, Gino Bolletta, Roberto Possanzini, Marino Zannotti, Massimo Tramontana, Armando Zoppi, Francesco Focarelli, Massimo Albonetti e Piero Bologna hanno seguito la finale con l’Inghilterra al “Lady green”, pizzeria di Moie, borgo di poche anime alle porte di Jesi, la città natale del tecnico in provincia di Ancona.
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“È un’emozione indescrivibile – raccontano – Adesso organizzeremo una grande festa quando Roberto tornerà in città”. Al rigore sbagliato degli inglesi che ha spalancato le porte della vittoria agli Azzurri c’è anche chi è esploso a piangere dalla felicità, come nel caso di Massimo Tramontana che racconta di conoscere Mancini da 50 anni. Ma l’emozione e la felicità per il successo dell’Italia e del “loro” Roberto, è stampata sui volti di tutta la comitiva che per tutti i 120 minuti e la “coda” dei rigori ha sofferto e sostenuto il loro amico. Alla fine hanno inviato una pioggia di messaggi whatsapp sul numero di Mancini, ringraziandolo per l’impresa. Intanto in città è esplosa la festa.
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Europei: fuochi artificio e festa, gioia in piazze italiane
Italia non vinceva dal 1968
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12 luglio 2021
00:43
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Fuochi d’artificio, caroselli, cori ed esultanza alle stelle: è esplosa la gioia degli italiani nelle piazze da nord a sud appena la Nazionale ha vinto ai rigori gli Europei che l’Italia non vinceva dal 1968. E’ il secondo titolo europeo che l’Italia si aggiudica.
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Europei: Torino, folla in centro, fuochi d’artificio sul Po
Caroselli d’auto in tutta la città per festeggiare il titolo
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TORINO
12 luglio 2021
00:56
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Una folla oceanica di persone in festa ha invaso il centro di Torino, subito dopo la vittoria degli azzurri negli Europei dando sfogo alla festa. Ma un po’ in tutta la città è esploso l’entusiasmo per il trionfo dell’Italia, tra caroselli di auto con i clacson pigiati, cori, sventolio di bandiere, lancio di razzi e petardi e spettacoli pirotecnici.

Dopo l’ultimo rigore parato da Donnarumma la folla si è riversata per le strade del centro. Piazza Vittorio stracolma di persone, tutti con qualcosa di tricolore da sventolare. Via Po è stata chiusa al traffico e la gente ha raggiunto piazza Vittorio a piedi. C’è chi sfreccia in monopattino con tanto di bandiera e qualcuno a bordo di un carrello supermercato viene spinto dagli amici . Fuochi pirotecnici vengono sparati sul fiume Po.
“Stanotte nessuno deve dormire – dice Luca Spina – che bello vedere tutte queste persone. Che bello vincere a Londra”. Una festa almeno per ora ordinata dove non si registrano disordini ma solo gioia di stare insieme “dopo tanti sacrifici per colpa del Covid meritavamo di tornare in strada”, commenta Valeria Abeli. E la festa sotto la Mole durerà a lungo nella notte ‘magica’.   PIEMONTE

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Pregiudicato ucciso in agguato mentre festeggia Italia
A San Severo (Foggia), vittima su scooter con nipote di 10 anni
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SAN SEVERO (FOGGIA)
12 luglio 2021
08:55
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E’ morto nella notte Matteo Anastasio, pregiudicato di 32 anni di San Severo (Foggia), ferito con alcuni colpi di arma da fuoco in viale Matteotti nel comune foggiano. L’agguato è avvenuto mentre erano in corso i festeggiamenti per la vittoria dall’Italia agli Europei.
A quanto si apprende, Anastasio era in sella ad uno scooter con il nipote, un bambino di 10 anni, quando sarebbe stato affiancato da due persone in moto e con il casco integrale che hanno sparato almeno 4/5 colpi di pistola. Anastasio è morto subito dopo il ricovero in ospedale, mentre il bambino si è ferito cadendo dallo scooter. Anastasio è una vecchia conoscenza delle forze di polizia. Nel 2017 venne ucciso il fratello Giuseppe.

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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