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Bonaccini, dal 18/5 Regioni decidano in autonomia
Il governatore dell’Emilia-Romagna: ‘Ma sempre in contatto col governo e col Ministero della Salute’
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BOLOGNA
08 maggio 2020
07:21
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“Abbiamo chiesto che dal 18 (maggio, ndr) – visto che il 17 scade il decreto del Governo – le Regioni possano decidere in autonomia”. Così Stefano Bonaccini a Rai Radio1, ospite di Radio anch’io, a proposito della Conferenza della Regioni di ieri sulla fase 2. Certo, aggiunge il governatore emiliano, “sempre in contatto col Governo e col Ministero della Salute, perché dobbiamo verificare il rimbalzo di questa epidemia”. Perché col rialzo dei contagiati “rischieremmo chiusure di ciò che stiamo per riaprire”.
“Speriamo che adesso arrivi il provvedimento del Governo, ho fiducia nel ministro Franceschini”. Sulla ripartenza del turismo Bonaccini sottolinea che essendo “l’unico comparto economico che non esporta merci ma importa persone che sono quelle che contagiano” è evidente che sia “il settore tra i più in difficoltà. Ma noi dobbiamo farci trovare pronti quando si potrà ripartire, nel modo che si potrà ripartire”.
Mentre al Governo “chiediamo autonomia decisionale dal 18 maggio rispetto ad aperture economiche, abbiamo detto che la mobilità fra regioni è un tema nazionale, deve essere deciso dal Governo”, ha sottolineato Bonaccini a Rainews 24 ospite di Studio 24.
“Bisogna fare cose giuste ma anche rapide”, “il tema della ripartenza nella sostenibilità è fondamentale a partire da infrastrutture, materiali e immateriali, dico che il Governo deve accelerare, dare una mano a grande industria ma anche alla piccola e media impresa che se non ha liquidità e accesso al credito sarà spazzata via”, ha aggiunto.
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Mattarella, Italia responsabile
Coesione e capacità medici e volontari essenziali
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08 maggio 2020
10:07
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“L’Italia sta affrontando con energia e responsabilità l’attuale, difficile prova. Il virus ha spezzato tante vite e impresso nella nostra memoria immagini che non dimenticheremo. Ma la coesione di cui siamo stati capaci, la capacità dei medici e degli operatori sanitari ci ha consentito di superare i passaggi più critici e di progettare ora una ripartenza. L’insegnamento del volontariato è una fonte irrinunciabile di umanità che ci aiuterà ad aprire una nuova stagione di sviluppo civile, economico, sociale”. Così il presidente Mattarella in un messaggio alla Croce Rossa.
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“La Giornata mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ricorre quest’anno mentre l’umanità intera si trova a contrastare una pandemia insidiosa, che miete vittime in ogni continente, che mette a durissima prova i servizi sanitari, che lascia una scia di affanni e sofferenze non soltanto tra i malati ma in ogni settore della società. Proprio queste circostanze mostrano ancor di più il valore di un movimento internazionale, che grazie alla professionalità degli operatori e al generoso impegno dei suoi volontari reca alla comunità civile un contributo prezioso fatto di assistenza nella malattia, di aiuto concreto di fronte ai bisogni, di sostegno quando la paura e l’insicurezza rischiano di lasciare un segno profondo nella vita delle persone”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca. “La Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa – sostiene Mattarella – hanno acquisito importanti benemerenze in cruciali vicende storiche e in numerosi, talvolta poco conosciuti, contesti di crisi. Il coraggio di portare aiuto è divenuto potente azione di pace. Sentiamo un forte senso di gratitudine per la Croce Rossa Italiana. Per ciò che ha fatto negli anni e per ciò che continua a fare. Per i valori e la cultura che testimonia: la gratuità del dono di sé, del proprio tempo, delle proprie competenze è un motore di solidarietà che arricchisce la vita dell’intera comunità”.
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Decreto Rilancio, ipotesi bonus baby sitter da 1.200 euro. Tax credit vacanze fino a 500 euro
Documento di lavoro arrivato a 770 pagine, caccia a coperture
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08 maggio 2020
17:02
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Si chiamerà “dl Rilancio” il prossimo decreto sul quale il governo è al lavoro per sostenere l’economia – dalle famiglie alle imprese – nella fase dagdi gestione della crisi provocata dal coronavirus. I diversi ministeri hanno inviato le proposte, che sono contenute in un documento di lavoro di oltre 770 pagine. Molte proposte sono incomplete, altre non trovano il parere favorevole della ragioneria. Il documento, che fotografa un provvedimento in evoluzione, contiene norme dal lavoro alla salute, dalla famiglia allo sport.
Salirebbe da 600 a 1.200 euro il bonus per il baby sitting che si estenderebbe anche ai centri estivi, nelle diverse declinazioni che vanno dai servizi integrativi per l’infanzia ai servizi socio educativi territoriali. E’ quanto prevede la proposta contenuta nel documento di lavoro per la messa a punto del decreto rilancio. La misura – che non riporta rilievi della Ragioneria – prevede anche un incremento a 2.000 euro per il bonus in favore del personale sanitario.
Tra le altre ipotesi: un credito d’imposta a favore dei nuclei familiari con un reddito Isee non superiore a 35.000 per il pagamento dei servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive e utilizzabile dal 1 luglio al 31 dicembre 2020, in favore di un solo componente per nucleo familiare nel limite massimo di 500 euro. La misura del credito sarebbe di 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e di 150 euro per quelli composti da una sola persona. Il credito sarebbe fruibile nella misura dell’90% come sconto e del 10% come detrazione.
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La proroga per il trattamento di Cassa integrazione potrebbe essere di 12 settimane e non di 18 come proposto inizialmente e partirebbe dai periodi che decorrono dal 23 febbraio fino al 31 ottobre. Su questo punto una nota della Ragioneria indica le 12 settimane come il periodo coperto finanziariamente. Prevista una spesa di 1,2 miliardi. Arrivano anche semplificazioni: i datori di lavoro che non anticipano i trattamenti ordinari di Cig possono fare richiesta diretta all’Inps di pagamento della prestazione.
Una estensione dai 60 giorni del Cura Italia a cinque mesi per i licenziamenti. E’ l’ipotesi riportata dal documento di lavoro in vista della predisposizione del Decreto Rilancio che amplia il periodo nel quale sono preclusi i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo e sospende anche le procedure pendenti. Viene inoltre concessa la possibilità al datore di lavoro di revocare in ogni tempo l’eventuale licenziamento purché faccia richiesta di cassa integrazione salariale in deroga.
Ancora altre ipotesi: un “Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali”, con una dotazione di 150 milioni di euro, destinato al sostegno delle librerie, dell’intera filiera dell’editoria, nonché dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura non appartenenti allo Stato, alle Regioni e agli altri enti territoriali di cui all’articolo 101 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.Il Fondo sarebbe destinato anche “al ristoro delle perdite derivanti dall’annullamento, in seguito all’emergenza epidemiologica da Covid-19, di spettacoli, fiere, congressi e mostre”.
Per le “Misure per sicurezza e protezione nelle istituzioni scolastiche statali e per lo svolgimento in condizioni di sicurezza dell’anno scolastico 2020/2021”, la “norma incrementa di 331 milioni di euro, per l’anno 2020, il fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, per la sicurezza e protezione delle istituzioni scolastiche ed educative”. Le risorse sono assegnate dal Ministero dell’istruzione, entro 10 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto e ripartite con decreto tra le istituzioni scolastiche ed educative statali per la realizzazione, entro il 30 settembre 2020, secondo le “specifiche esigenze di ciascuna istituzione, di interventi di acquisto di servizi professionali per la sicurezza sui luoghi di lavoro, per la didattica a distanza e per l’assistenza medico sanitaria e psicologica, per l’acquisto di materiale di protezione e igiene e servizi di lavanderia, per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti”. Le risorse non utilizzate entro la data del 30 settembre 2020 devono essere versate alle entrate dello Stato per essere riassegnate, entro il 31 ottobre 2020, tra le istituzioni scolastiche ed educative statali, per le medesime finalità, e dovranno, comunque, essere utilizzate per la realizzazione di ulteriori interventi o impegnate in procedure di affidamento entro il 31 dicembre 2020. Si prevede inoltre lo stanziamento di 39,2 milioni di euro per assicurare alle istituzioni scolastiche statali e paritarie, nell’ambito delle attività in presenza connesse all’espletamento dell’esame di stato per l’anno scolastico 2019/2020, di effettuare interventi di pulizia. Oneri pari a 370,2 milioni per l’anno 2020.
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L’estensione dello stop ai contributi di marzo agli istituti di bellezza e il blocco di questi versamenti anche per le federazioni sportive, gli enti di promozione sportiva e le associazioni sportive professionistiche e dilettantistiche fino al 30 giugno. E’ l’ipotesi prevista dal documento di lavoro in vista della predisposizione del decreto Rilancio prevedendo che successivamente gli importi possono essere pagati in unica soluzione entro il 31 luglio o con quattro rate mensili di pari importo.
Nuove misure di sostegno economico al sistema integrato di istruzione da zero a sei anni sono contenute nel Dl Rilancio. In particolare si prevede l’incremento di 15 milioni di euro per l’anno 2020 del Fondo di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, che sarà ripartito, con decreto del Ministro dell’istruzione, previa intesa in conferenza unificata. Considerata, spiega il testo, la ristrettezza dei tempi, si potrà prescindere dall’intesa qualora la stessa non sopraggiunga nel termine di quindici giorni dall’entrata in vigore del decreto legge. I soggetti pubblici e privati che svolgono i servizi educativi e le scuole paritarie dell’infanzia a gestione pubblica o privata beneficiano, a copertura del mancato versamento delle rette o delle compartecipazioni comunque denominate da parte dei fruitori, di un contributo previsto per 65 milioni al comma 3. Il relativo riparto avviene tramite decreto del Ministro dell’istruzione. Gli oneri complessivi saranno pari a 80 milioni per l’anno 2020.
Destinata a rafforzare l’offerta sanitaria e socio-sanitaria territoriale per fronteggiare l’emergenza la somma di 1.459.020.209. L’ipotesi è finalizzata ad una presa in carico precoce dei pazienti contagiati, dei pazienti in isolamento domiciliare obbligatorio, dimessi o paucisintomatici non ricoverati e dei pazienti in isolamento fiduciario. Saranno le regioni e le province autonome ad adottare piani di potenziamento e riorganizzazione della rete assistenziale.
Finanziamenti per lo sviluppo di funicolari, tapis roulant e bus elettrici nelle città: è un’altra delle ipotesi su cui si lavora. La disposizione, che di fatto amplia l’ambito d’azione della legge 211/92 per interventi nei sistemi di trasporto rapido di massa, estendendo i contributi previsti anche a sistemi urbani di connessione come ascensori, tapis roulant, sistemi di trasporto rapido di massa con trazione a fune o con veicoli su gomma a trazione elettrica che si alimentano o si ricaricano con sistemi di alimentazione continui o discreti.
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Fase 2: Regioni, posticipare i saldi al primo agosto
Boccia conferma aperture differenziate dal 18. Zaia: ‘Incertezza paurosa’. Polemica per Navigli affollati. Berlusconi sente governatori azzurri
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VENEZIA
09 maggio 2020
13:33
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Continuano le polemiche sulla Fase 2 e il braccio di ferro, tra fughe in avanti e stop, tra il governo e le regioni mentre è polemica sulle presenze sui Navigli a Milano all’ora dell’aperitivo.
La Conferenza delle Regioni, presieduta da Stefano Bonaccini, ha stabilito intanto nella riunione del 7 maggio, di posticipare i saldi estivi al 1 agosto 2020. La decisione nasce da una “sollecitazione degli assessori alle attività produttive ed è motivata dalle necessità derivanti dalla gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19 e dalle conseguenti misure”. Il Presidente Bonaccini ha poi scritto ai presidenti di Regioni e Province autonome invitandoli a “dare seguito alla suddetta decisione per una omogenea applicazione della stessa su tutto il territorio nazionale”.
Possibile schiarita per teatri e cinema. Con regole precise per permettere agli spettatori, così come sarà per i fedeli, di partecipare a spettacoli rispettando distanziamenti e sicurezza. E’ questa, secondo quanto si apprende, una delle ipotesi su cui sta ragionando il governo, sulla base delle misure suggerite dal Comitato Tecnico Scientifico. Ipotesi che, seguendo anche quanto annunciato qualche giorno fa dal presidente del consiglio Conte in una intervista a Il Fatto quotidiano, potrebbe consentire una riapertura dei teatri e dei cinema con anticipo rispetto al previsto seppure non prima della fine del mese di maggio. Le prescrizioni del Cts per questi settori sarebbero infatti molto restrittive e prevedono adeguamenti dei locali. Per il cinema, ad esempio, il distanziamento suggerito sarebbe di un metro intorno allo spettatore. Quanto ai teatri le misure indicate dai tecnici prevederebbero distanziamenti diversi a secondo del tipo di spettacolo, con indicazioni differenziate anche per i diversi strumenti all’interno per esempio di un’orchestra
Il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia conferma “l’orientamento a procedere dal 18 maggio ad aperture differenziate per Regioni sulla base delle valutazioni che perverranno dal ministero della Salute”. Ma il governatore del Veneto Luca Zaia va nuovamente all’attacco: sulle ulteriori aperture della Fase 2 – attacca – “non c’è programmazione. Se il Governo dicesse che si apre il 18 maggio tutti accenderebbero i motori. Ma il 18 potrebbe presentarsi Conte e fare un Dpcm che chiude altre due settimane.
Siamo in un’area di incertezza paurosa”.
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Intanto la provincia di Bolzano approva nella notte una legge che accelera la Fase 3. E il governo annuncia che la impugnerà visto che si prevede di aprire una serie di negozi, tra i quali i parrucchieri e i bar da lunedì.
Il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini fa sapere che le Regioni hanno chiesto al governo di poter decidere in autonomia dal 18 maggio.
I sindaci della Città Metropolitana di Cagliari non emetteranno ordinanze volte a consentire la riapertura delle attività lunedì 11, in anticipo sul dpcm. La decisione è stata presa all’unanimità dai 17 sindaci dell’area metropolitana che, sostengono “pur avendo a cuore la sorte delle innumerevoli piccole imprese per le quali la riapertura è cruciale, nondimeno ritengono che questa decisione debba essere presa nella più totale sicurezza”.
E sabato arriverà l’ordinanza esplicativa del governatore della Sardegna Solinas e dal 18 nuove aperture. E la riapertura al traffico passeggeri da e per la Sardegna sarà decisa e comunicata la prossima settimana. Il governatore ha ribadito che il riavvio avverrà in due fasi. In una prima che durerà fino a tutto maggio ripartirà l’aviazione privata. “Ha numeri molto più contenuti e ci consentirà di sperimentare il sistema di controlli su un afflusso ridotto, di verificare i tempi di attesa su eventuali test da fare in aeroporto e sulla individuazione di aree grigie in cui far sostare i passeggeri in attesa dell’esito”, ha siegato. Insomma, “sarà una opportunità importante di affinare il sistema dei controlli in vista delle riapertura dell’aviazione civile nel suo complesso”.
Nel frattempo è in corso, a quanto si apprende, una videoconferenza tra Silvio Berlusconi ed i governatori di Forza Italia: Jole Santelli, Alberto Cirio, Vito Bardi e Donato Toma. Al centro della riunione il tema delle riaperture.
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Investigatori: ‘Ultrà pronti a proteste contro stop campionato’
‘Propaganda e proseliti stanno aumentando, rafforzare le risorse’
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08 maggio 2020
19:38
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“Evidenze investigative attestano lo studio, da parte di alcune tifoserie, di iniziative di contestazione, anche di piazza, nel caso di prosieguo del blocco dei campionati”. E’ quanto si legge nel report dell’Organismo di monitoraggio delle infiltrazioni criminali nell’ambito dell’emergenza Covid. Anche per questo rischio – si prosegue – “le risorse impiegate devono essere se possibile rafforzate: il tempo che passa aumenta le possibilità che questo tipo di propaganda e proselitismo in qualche modo abbia un seguito”.
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MES: TROVATO L’ACCORDO ALL’EUROGRUPPO
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BRUXELLES
08 maggio 2020
17:32
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L’Eurogruppo ha trovato un accordo definitivo sul Mes. E’ quanto si apprende da fonti Ue.
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Mattarella, ‘per superare la crisi sognare col cinema’. David, trionfo per Il traditore
Lettera del presidente per la 65ma edizione David di Donatello: “Il cinema è l’arte del sogno’. Valeria Golino e Luigi Lo Cascio migliori attori non protagonisti
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09 maggio 2020
08:39
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Le insegne accese dei cinema, grazie al flash-mob organizzato stasera dall’Anica hanno portato bene a Il traditore di Marco Bellocchio (che si porta a casa sei statuette: film, regia, attore protagonista, Pierfrancesco Favino, e non protagonista Luigi Lo Cascio, sceneggiatura originale e montaggio. Gli tiene testa solo Pinocchio di Matteo Garrone con cinque David tutti tecnici (scenografia, effetti visivi, trucco, costumi e acconciatura) in una edizione, la 65a, dei David di Donatello all’ombra della pandemia e tutta in diretta su Raiuno con collegamenti con in candidati in remoto dalle proprie abitazioni e con in studio, il maestro di cerimonie Carlo Conti.
Una serata sempre nel segno di un cinema che non vuole morire, ma anzi vuole riaprire al più presto con tanto di lungo appello alle maestranze di #siamotutticinema e il messaggio di Dario Franceschini ministro della Cultura e del turismo che garantisce un suo impegno “24 ore al giorno” e ha ricordato i molti ammortizzatori sociali dedicati per l’occasione a tutte le categorie nel segno di voler proteggere davvero tutte le maestranze. Riapertura? “Lo decide il comitato tecnico scientifico ci sarà un incontro lunedì. Per ora nella prossima estate contiamo sulle arene, piazze grandi dove è più facile gestire la sicurezza e il distanziamento”. La cerimonia degli ‘Oscar’ italiani, nonostante alcuni impacci nei collegamenti da remoto, si è rivelata per niente ingessata, vissuta dai candidati in casa, con i familiari che spesso ha fatto irruzione nello schermo come è stato per la figlia di Jasmine e i figli di Lo Cascio.
Tutto parte con la lettera di Sergio Mattarella a Piera Detassis, presidente dell’Accademia del Cinema in cui si augura che il nostro Paese “dopo la drammatica epidemia” sia capace di recuperare ispirazioni quindi “tornare a sognare e a far sognare” che è la virtù principale del cinema. Tra i momenti più belli quelli molto discreti di una Franca Valeri che alla soglia dei cento anni (li farà a luglio), ha ricevuto giorni fa nella sua casa il David Speciale 2020 e che a un certo punto dice: “La comicità quando è fatta bene può anche commuovere”.
E ancora molto bello il ricordo di Christian De Sica di Sordi nel centenario della nascita: “Quando entrava in casa era una gioia. A differenza di molti comici non era per niente lugubre”. Per La Dea fortuna di Ferzan Ozpetek due statuette, quella andata a Jasmine Trinca migliore attrice, a cui si aggiunge il premio al produttore.
Tra gli altri premi quello andato a Valeria Golino come miglior attrice non protagonista andato per 5 è il numero perfetto di Igort mentre Il primo Re di Matteo Rovere vince per la fotografia, Daniele Ciprì, e la produzione.
Frase cult di questa singolare serata quella di Favino che ha raccontato come una signora complimentandosi con lui per strada gli abbia detto:”torni presto a trovarci”. Frase fatta sua anche dalla Detassis come un augurio per il cinema.
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il Merlo di Paladino per appello cantanti a Governo
“Quelli che suonano” appoggia sottoscrizione artisti italiani
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09 maggio 2020
14:11
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“Quelli che suonano” è l’omaggio artistico di Mimmo Paladino al mondo musicale italiano: un merlo, il più musicale fra gli uccelli, in appoggio all’appello divulgato, in questo periodo di crisi mondiale, dai cantanti e musicisti a sostegno degli operatori del settore. Tutti gli artisti hanno sottoscritto un appello al governo perché vengano garantiti a tutti i lavoratori della musica leggera, in questo momento di fermo dei concerti, dignità ed assistenza economica.
Non è dato sapere quando si potrà ricominciare a realizzare concerti dal vivo, ma sono tutti consapevoli di quanto la loro musica sia sempre stata al centro della vita di tutti. Alla radio, dal vivo, dai balconi. Il pensiero è rivolto soprattutto a chi lavora dietro le quinte ed è sempre il primo a gioire degli applausi rivolti agli artisti, a fine serata.
Questi gli artisti italiani che hanno sottoscritto l’appello: Alessandra Amoroso, Annalisa, Biagio Antonacci, Arisa, Malika Ayane, Claudio Baglioni, Luca Barbarossa, Samuele Bersani, Loredana Bertè, Andrea Bocelli, Brunori Sas, Giovanni Caccamo, Sergio Cammariere, Red Canzian, Caterina Caselli, Riccardo Cocciante, Fabio Concato, Paolo Conte, Cesare Cremonini, Gigi D’Alessio, Francesco De Gregori, Elisa, Emma, Niccolò Fabi, Roby Facchinetti, Giusy Ferreri, Tiziano Ferro, Ivano Fossati, Ghali, Giorgia, Gianluca Grignani, Raphael Gualazzi, Frankie Hi-Nrg, Paola Iezzi, Il Volo, Deborah Iurato, J-Ax, Jovanotti, Achille Lauro, Levante, Luciano Ligabue, Daniele Magro, Mahmood, Rita Marcotulli, Fiorella Mannoia, Marco Mengoni, Francesca Michielin, Modà, Gianni Morandi, Fabrizio Moro, Ennio Morricone, Motta, Gianna Nannini, Negramaro, Nek, Niccolò Agliardi, Enrico Nigiotti, Noemi, Gino Paoli, Tommaso Paradiso, Laura Pausini, Piero Pelù, Max Pezzali, Nicola Piovani, Raf, Eros Ramazzotti, Danilo Rea, Francesco Renga, Rita Bellanza, Vasco Rossi, Daniele Silvestri, Syria, Anna Tatangelo, Tosca, Umberto Tozzi, Paola Turci, Laura Valente, Antonello Venditti, Virginio, Zucchero.
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Il Tar richiude la Calabria. La Liguria apre bar e parrucchieri dal 18 maggio
Regioni in ordine sparso sulle riaperture. Boccia: nessuna apertura senza protocolli di sicurezza
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CATANZARO
09 maggio 2020
21:45
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Aperture, le regioni in ordine sparso. Dalla prudenza della Sardegna alla assertività della Puglia: ‘Riapriamo il 18’. Zaia: ‘Un tavolo ogni 4 mt? Significa chiudere ristoranti’. Intanto il Tar annulla l’ordinanza della Calabria, che permetteva il servizio ai tavoli se all’aperto per bar e ristoranti. La governatrice Santelli: ‘Per il governo è una vittoria di Pirro’.
Boccia, nessuna apertura senza protocolli di sicurezza – “Ritengo imprescindibile che le ordinanze delle Regioni prevedano, espressamente, il rispetto dei protocolli per la sicurezza dei lavoratori che saranno individuati con apposite linee guida definite dal Comitato tecnico scientifico e dall’Inail”. Così il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia in una lettera alle Regioni, chiedendo di “dare assicurazione che non verranno disposte aperture in assenza dell’individuazione dei predetti protocolli”.
Il Tar di Catanzaro “accoglie il ricorso e annulla l’ordinanza del Presidente della Regione Calabria del 29 aprile 2020 nella parte in cui dispone che sul territorio della Regione, è ‘consentita la ripresa delle attività di Bar, Pasticcerie, Ristoranti, Pizzerie, Agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto’. Ordina che la sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa”. E’ quanto si legge nella sentenza del Tar che di fatto richiude le attività che la Regione aveva riaperto.
Intanto arriva una nuova ordinanza della Governatrice della Calabria Jole Santelli che allenta le restrizioni sugli stili di vita dei calabresi e riguarda seconde case, attività sportive all’aperto, spesa, raccolta funghi, visite ai cimiteri, assistenza a persone non autonome, toelettatura cani. L’ordinanza, afferma una nota, “è in linea con quanto già disposto in altre regioni e contestuale all’invio da parte del Ministero della salute e dell’Iss del Report regionale con le prime valorizzazioni degli indicatori di cui al DM del 30 aprile 2020 concernente i criteri per il monitoraggio del rischio sanitario unitamente alla relativa classificazione del rischio”.
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Dal Report si evince che, al 6 maggio, la Calabria “viene considerata a rischio basso e con una riduzione nel trend dei casi da Covid-19. Dunque un territorio che, allo stato, si configura come caratterizzato da una debole probabilità di diffusione del virus e una conseguente transizione dalla fase 1 di lock-down alla cosiddetta fase 2 A”.
Anche in Liguria bar e ristoranti potranno riaprire il 18 maggio assieme a parrucchieri, estetisti e negozianti. Già dall’11 maggio potranno andare nelle loro attività a preparare la riapertura”. Lo ha annunciato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. Dall’11 maggio in Liguria sarà consentito “alle famiglie di andare nelle seconde case con l’intero nucleo familiare, di andare in barca con l’intero nucleo familiare e di fare sport nell’intero territorio regionale”.
“Leggo da qualche parte che qualcuno parla di mettere un tavolo ogni quattro metri: se lo metta a casa sua un tavolo ogni quattro metri. Ma non nei ristoranti perchè questo significa chiuderli tutti”. Lo ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia, secondo il quale “un conto è l’esercizio scientifico un discorso è la vita reale che è un’altra cosa” e augurandosi che “le linee guida siano ragionevoli”.
“Spero che il Governa si decida a dire qualcosa per il 18 maggio”. Per Zaia “è fondamentale che i cittadini lo sappiano: i parrucchieri, i ristoranti eccetera non possono venire a conoscenza il 17 sera che riaprono l’indomani. Perchè non funziona così”. Zaia auspica che l’indicazione “sia chiara e in maniera programmata così che tutti noi ci si possa organizzare. Anche noi abbiamo un problema che è quello dei servizi della prevenzione”.
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Niente apertura anticipata dei negozi a Sassari. Anche sulla base dell’indice sul contagio, il sindaco Nanni Campus ha scelto la strada della prudenza. Così domani, almeno fino al 17 maggio, le serrande delle attività di abbigliamento, calzature, gioiellerie, profumerie, parrucchieri, saloni di bellezza, tatuatori resteranno abbassate. “Preso atto di quanto disposto all’art. 23 dell’ordinanza n.20 del 2 maggio 2020 adottata dal Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, con riferimento all’andamento della curva di diffusione del virus Sars Cov 2 in ambito comunale, restano chiusi i servizi alla persona, quali i saloni di parrucchieri, le attività di estetisti, tatuatori e simili. Analogamente dalla stessa data restano chiuse le attività commerciali di vendita di abbigliamento, calzature, gioiellerie, profumerie” ha scritto il sindaco di Sassari nella nuova ordinanza pubblicata oggi, dopo che l’indice Rt determinato a 0,96 per il capoluogo del nord Sardegna, ha di fatto escluso la possibilità di aperture anticipate degli esercizi commerciali.
“Le aperture – è la posizione del il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti – saranno in piena sicurezza. Saranno decise solo ed esclusivamente sulla base di valutazione di carattere scientifico. È l’unica forma che abbiamo per dare sicurezza a cittadini e cittadine”. “Credo sia sbagliato riaprire con il dubbio di una percentuale di rischio troppo alta – ha spiegato Zingaretti – è anche una forma di tutela del nostro sistema produttivo. Il tema è ovviamente riaprire ma farlo con un livello di sicurezza sufficiente, consapevoli che senza un vaccino il rischio zero non esiste, ma possiamo comunque fare molto. Le ordinanze regionali saranno l’effetto delle valutazioni scientifiche fatte giorno per giorno”.
“Il 18 maggio parrucchieri, estetisti, barbieri, saloni di bellezza riapriranno” in Puglia “tutti, regolarmente come previsto”, ribadisce il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dopo che ieri sera si sono scatenate le polemiche dei partiti di opposizione che lo hanno accusato di aver preso in giro queste categorie promettendo loro che avrebbero potuto riaprire. Le polemiche sono arrivate dopo una nota in cui Emiliano ha spiegato che l’ordinanza per le riaperture “dispiegherà i suoi effetti dal 18 maggio in coerenza con i provvedimenti nazionali che saranno adottati nei prossimi giorni e, soprattutto, nel pieno rispetto dei protocolli per la sicurezza”.
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“Evidentemente – dice oggi Emiliano – qualcuno ha tentato di scatenare addosso alla Puglia il governo, facendogli intendere che noi stavamo facendo una cosa imprudente. Invece non è così, perché le regole dell’ordinanza che consente a queste attività di riprendere il 18 anziché il primo di giugno come era inizialmente previsto, sono regole che sono state studiate dal professor Lopalco e da tutti i miei tecnici, assieme ai professionisti, addirittura con sopralluoghi dentro ciascuna delle strutture”. “E abbiamo individuato criteri di sicurezza – aggiunge – che sono e saranno utili anche al governo nazionale per far riaprire prima, io mi auguro ovunque, tutte queste categorie”. “Dunque il 18, vedete i miei capelli – dice Emiliano ironizzando sulla sua acconciatura – tutti al barbiere, al parrucchiere, dagli estetisti, a fare i massaggi. Mi raccomando, fate le ricevute fiscali perché i controlli saranno importanti, e soprattutto applicate con rigore tutte le prescrizioni che vi ho dato nella ordinanza. Buon lavoro a tutti voi”.
“Il governo indichi le linee guida e poi ogni Regione decida. Il principio dev’essere non più quello dei divieti, ma delle regole”. Il governatore del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervistato dal Giornale chiede all’esecutivo di “riaprire il commercio al dettaglio, e che dal 18 maggio, a discrezione delle Regioni, possano riaprire tutte le altre attività. Lunedì, se sono già aperte le librerie lo stesso può valere per un negozio di pentole. E una settimana dopo devono tornare a lavorare parrucchiere, barbieri, bar, ristoranti, non solo per asporto”. “Chiediamo allo Stato di non versare il contributo per il risanamento del deficit”, sottolinea Fedriga. “Una Regione a statuto speciale come il Friuli-Venezia Giulia garantisce sul territorio una serie di diritti come quello alla salute. Dal 2011 aiutiamo lo Stato per le difficoltà di bilancio e non ci siamo mai tirati indietro. In un momento come questo segnato dal crollo delle entrate non chiediamo soldi in più, ma di non versare 766 milioni di euro su un bilancio di 5,683 miliardi. La Sardegna con un bilancio di 7,508 miliardi versa 383 milioni”.
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Fase 2, Zaia: ‘Tavolo ogni 4 mt? Significa chiudere ristoranti’
Fipe: ‘Applicare questa regola è uccidere la ristorazione, significa non riaprire per 80% esercizi’
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CATANZARO
09 maggio 2020
19:06
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“Leggo da qualche parte che qualcuno parla di mettere un tavolo ogni quattro metri: se lo metta a casa sua un tavolo ogni quattro metri. Ma non nei ristoranti perchè questo significa chiuderli tutti”. Lo ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia, secondo il quale “un conto è l’esercizio scientifico un discorso è la vita reale che è un’altra cosa” e augurandosi che “le linee guida siano ragionevoli”.
“Se dovessimo mettere in sicurezza la vita dei cittadini dovremo dire a tutti ‘girate con lo scafandro’. Ma non solo per il coronavirus, per qualsiasi altro pericolo come quello di un’epatite, di una tubercolosi. Ma non penso ci sia questa indicazione nella società”, ha aggiunto Zaia. Il governatore ha dunque auspicato “linee guida ragionevoli” sperando che non “ci sia qualcuno che applica la sua vena creativa per complicare la vita ai cittadini. La messa in sicurezza è una cosa seria ma deve passare anche un livello di sostenibilità”.
“Spero che il Governa si decida a dire qualcosa per il 18 maggio”. Per Zaia “è fondamentale che i cittadini lo sappiano: i parrucchieri, i ristoranti eccetera non possono venire a conoscenza il 17 sera che riaprono l’indomani. Perchè non funziona così”. Zaia auspica che l’indicazione “sia chiara e in maniera programmata così che tutti noi ci si possa organizzare. Anche noi abbiamo un problema che è quello dei servizi della prevenzione”.
Fipe: applicare regola 4 metri è uccidere ristorazione – “Se si vuole uccidere la ristorazione italiana basta applicare quanto è stato ipotizzato: 4 metri o 2 metri di distanziamento significa non rendersi conto dei nostri modelli legati al familiare, al modello della piccola impresa”. Così il vicepresidente della Fipe Confcommercio, Aldo Cursano. ” Pensare a 4 metri di distanziamento significa escludere dalla ripresa l’80% di questo modello. Cursano sottolinea il “senso di responsabilità avuto fin ora dall’associazione e dalla base associativa”, ma ora, afferma “qualcuno sta scegliendo la fine di un modello” ed “ognuno si deve assumere le proprie responsabilità”. “Già ad aprile – spiega il vicepresidente della Fipe Confcommercio, Aldo Cursano- avevamo ipotizzato che 50 mila imprese non avrebbero più riaperto e 300 mila avrebbero perso il lavoro . Le nuove indicazioni significano la chiusura definitiva della maggior parte delle imprese”. “Dietro le nostre aziende non ci sono capitali ma c’e’ lavoro, amore passione voglia di condividere ” . “D’altronde come si fa a far ripartire un paese senza la ristorazione senza tenere in piedi il nostro modello di servizio?”, si chiede, ricordando che l’associazione ha consegnato già da tempo le proprie proposte al governo e alla task force e che ha consegnato un apposito protocollo di tutela per tutte le nostre aziende e per i suoi lavoratori .
Appendino, take-away sia responsabile o nuovi divieti – Da oggi anche a Torino è possibile il take away nei locali che fanno ristorazione e “usare responsabilità è innanzitutto un gesto di amore verso queste imprese, colonne portanti della nostra comunità”. A lanciare l’appello ai torinesi è la sindaca Chiara Appendino. “L’emergenza è ancora in atto, nessuno può parlare di scampato pericolo ed è esattamente in questo senso che dobbiamo comportarci”, è l’appello su Facebook della prima cittadina. “Nonostante ciò, con questa apertura diversi locali e imprese del territorio possono tornare a lavorare dopo mesi di chiusura e mancati incassi. Sappiamo bene – aggiunge – che questa crisi è anche, e sempre di più, economica e quanto le imprese del nostro territorio stiano soffrendo. È il motivo per cui, come Città, abbiamo fatto e faremo tutto il possibile per aiutarle” compreso “un grande piano di promozione per i mesi a venire”. La sindaca ricorda che “come per i parchi, questo è un altro piccolo spazio di libertà riconquistato. E, esattamente come per i parchi, se non agiremo responsabilmente e si ravviserà necessario, siamo pronti a disporre il divieto di questa attività. Ma io confido nei torinesi e nel fatto che non sarà necessario”.
Niente apertura anticipata dei negozi a Sassari. Anche sulla base dell’indice sul contagio, il sindaco Nanni Campus ha scelto la strada della prudenza. Così domani, almeno fino al 17 maggio, le serrande delle attività di abbigliamento, calzature, gioiellerie, profumerie, parrucchieri, saloni di bellezza, tatuatori resteranno abbassate. “Preso atto di quanto disposto all’art. 23 dell’ordinanza n.20 del 2 maggio 2020 adottata dal Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, con riferimento all’andamento della curva di diffusione del virus Sars Cov 2 in ambito comunale, restano chiusi i servizi alla persona, quali i saloni di parrucchieri, le attività di estetisti, tatuatori e simili. Analogamente dalla stessa data restano chiuse le attività commerciali di vendita di abbigliamento, calzature, gioiellerie, profumerie” ha scritto il sindaco di Sassari nella nuova ordinanza pubblicata oggi, dopo che l’indice Rt determinato a 0,96 per il capoluogo del nord Sardegna, ha di fatto escluso la possibilità di aperture anticipate degli esercizi commerciali.
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Fase 2: a giorni le prime idee della task force di Colao per rilancio
Un centinaio incontri imprese-sindacati, “ci sono energie”
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09 maggio 2020
17:20
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La task force guidata da Vittorio Colao ha incontrato un centinaio di rappresentanti di imprese, associazioni di categoria, sindacati per definire priorità e interventi economico-sociali per sostenere e accelerare il rilancio del Paese: le prime raccomandazioni – si legge in una nota – saranno condivise nei prossimi giorni con il premier Conte. “I vertici delle migliori aziende italiane, di imprese innovatrici ed esportatrici e diversi operatori turistici ci hanno dato una chiara idea dei bisogni ma anche delle grandi energie presenti per il rilancio”, dichiara Vittorio Colao.
Il Comitato di esperti in materia Economica e Sociale (Comitato Economico Sociale), guidato da Colao, ha continuato il lavoro per la presidenza del Consiglio, focalizzato in questa nuova fase sugli interventi economico-sociali per sostenere e accelerare il rilancio del Paese in Fase 2. Lo si legge in una nota. “Il nostro Comitato Economico Sociale proseguirà il lavoro in corso per sviluppare, in poche settimane, le proprie conclusioni e consigliare priorità e interventi che possano sostenere il rilancio e la competitività dell’Italia nel 2020-21”, dichiara Colao. A valle del primo rapporto, consegnato il 23 aprile, il Comitato si è articolato in sei gruppi di lavoro, suddivisi in Individui-Famiglie, Competenze e Capacità, Pubblica Amministrazione, Imprese e Finanza, Infrastrutture e Ambiente, Turismo-Arte-Cultura. Gli ultimi tre gruppi hanno incontrato in questa fase più di un centinaio di esponenti del mondo delle imprese, organizzazioni di categoria e rappresentanti dei lavoratori. Ulteriori incontri e approfondimenti sono previsti la prossima settimana, anche con rappresentanti del Terzo settore. I colloqui – si legge in una nota – hanno suscitato un notevole interesse in termini di attenzione – come testimonia la partecipazione di capi azienda, vertici di categoria e presidenti di associazioni – nonché di proposte anche a medio termine per rilanciare il Paese.
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Zingaretti, svolta far arrivare soldi
Fattore tempo è fondamentale per salvare Paese
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08 maggio 2020
10:12
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“La vera svolta che serve è far arrivare i soldi promessi alle imprese e la cassa integrazione ai lavoratori che ne hanno diritto: il Governo insieme ai nuovi provvedimenti deve affrontare subito queste due vere priorità ed emergenze del momento. Il fattore tempo è fondamentale per dare credibilità a tutto e salvare il Paese. Per ricostruire fiducia e dare speranza agli italiani ora vanno dati segnali concreti”.
Così il leader Pd Nicola Zingaretti su fb.
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Tajani, no ai giochini di Palazzo
Siamo in emergenza, c’è ancora gente che muore per virus
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08 maggio 2020
10:55
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“Premesso che tocca al Capo dello Stato decidere in caso che cosa fare, in questo momento non bisogna parlare di giochini di Palazzo, è inaccettabile, ci sono ancora centinaia di italiani che muoiono soffocati dal coronavirus, c’è gente che muore e nel Palazzo c’è chi cerca di vedere chi occupa qualche poltrona, è una vergogna, Fi è fuori da questi giochini”. Così Antonio Tajani a Skytg24 Start.
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Salvini, Conte mantenga impegni
Non è occupazione ma stare nel luogo dove bisogna stare
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08 maggio 2020
12:16
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“Il governo ci ha detto che i soldi stanno arrivando. Ma questa settimane non è cambiato nulla, quindi se le parole di Conte rimangono parole vuol dire che come Lega torneremo in Parlamento, non a occupare, ma a stare nel luogo dove bisogna stare”. Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, a Mattino Cinque, su Canale 5.
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Toti: RO Liguria è sceso a 0,45
Dopo 20 maggio potrebbe arrivare a zero contagi
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GENOVA
08 maggio 2020
12:22
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“Secondo il direttore del Dipartimento di Igiene del San Martino Giancarlo Icardi il cosiddetto R0 in Liguria è sceso a 0,45 e su 100 tamponi i positivi sono meno di 5”. Lo rende noto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stamani via fb.
“Se continuiamo su questa strada la Liguria dopo il 20 maggio potrebbe arrivare a zero contagi, ma ancora una volta dipende da noi: non abbassiamo la guardia. – invita – La responsabilità di ciascuno di noi e l’aumento dei controlli stanno facendo la differenza in questa battaglia”.
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Scuola: M5S, 3 mln da taglio stipendi
Saranno destinati a progetto ‘Facciamo EcoScuola’
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08 maggio 2020
12:36
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Sono oltre tre milioni gli euro derivanti dal taglio stipendi dei parlamentari e dei consiglieri regionali M5 che sono stati destinati a progetti di ecosostenibilità per le scuole italiane nell’ambito del progetto “Facciamo EcoScuola”. E’ quanto annuncia il blog delle Stelle dove sono state avviate da oggi le votazioni degli iscritti sui quasi 1.000 progetti ammessi e presentati da altrettante scuole italiane nell’ambito della iniziativa. Successivamente a questa fase di valutazione dei progetti su base regionale da parte degli oltre 166.000 iscritti, ci sarà una fase di votazione per stabilire a quali istituti scolastici garantire un contributo fino a 20.000 euro per la realizzazione degli stessi. VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO VAI ALL’ECONOMIA VAI ALLA CRONACA VAI ALLA TECNOLOGIA
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Casellati,faremo giornata camici bianchi
Approvata da tutti i partiti, più soldi ai medici
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08 maggio 2020
13:46
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“Sono qui per dire il grazie mio e degli italiani a tutti i medici e a tutto il personale sanitario per il grande coraggio e il grande sacrificio”. Lo ha detto oggi Elisabetta Casellati, presidente del Senato, durante una visita all’ospedale di Padova, dove è tornata per la prima volta dall’inizio della pandemia e del lockdown. “Ieri – ha detto – il Senato ha dato un segnale molto importante perché, su mia iniziativa, tutti i gruppi parlamentari, quindi tutti i partiti politici, hanno sottoscritto un disegno di legge per l’istituzione della giornata dei camici bianchi, un atto davvero importante”. Per Casellati “è tempo che anche per i medici e tutto il personale ci sia un fine mese con più soldi in tasca, è una cosa che a me preme molto”.
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Fase 2: Gelmini, Sala faccia controlli
Non si capisce perchè multe solo per commercianti
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08 maggio 2020
13:54
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“Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala è molto arrabbiato per le ‘vergognose’ immagini dei Navigli affollati di gente, e minaccia la loro chiusura. Non si capisce però come sia possibile che a Milano controlli e multe arrivino solo per i commercianti che protestano per lavorare, mentre nessuno vigila sul rispetto delle regole di distanziamento sociale ai Navigli. Quelle immagini sono preoccupanti ed è giusto chiedere la collaborazione dei cittadini: forse però più che pensare a chiusure, basterebbe la presenza, anche solo con funzione, dissuasiva della polizia municipale. Con meno proclami e più prevenzione, si otterrebbe di più”. Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati e consigliere comunale a Milano.
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Carcere: Fdi antimafia, 60 scarcerazioni chieste dal Dap
I parlamentari in attesa dell’audizione in Commissione del ministro Bonafede, hanno chiesto di acquisire l’elenco aggiornato delle scarcerazioni con le relative motivazioni
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08 maggio 2020
17:31
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Continua a fare discutere la vicenda della scarcerazione di alcuni boss per l’emergenza sanitaria dopo che le opposizioni hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti del ministro Bonafede. “Aspettiamo di capire quali sono le risposte che il presidente Conte vorrà darci su un tema prioritario per noi come quello della giustizia”, così il coordinatore nazionale di Italia Viva Ettore Rosato, interpellato dal quotidiano online Affaritaliani.it, risponde alla domanda se nella maggioranza sia tornato il sereno dopo l’incontro di ieri tra la delegazione di IV e il presidente Conte e se i renziani in Parlamento voteranno no alla mozione di sfiducia al ministro Bonafede.
Intanto FdI va all’attacco. “I documenti che il governo ci ha consentito di visionare in Commissione antimafia, aggiornati al 25 aprile, dimostrano quanto sia fuorviante il tentativo del governo di scaricare sui giudici di sorveglianza la responsabilità delle scarcerazioni dei mafiosi con il pretesto del coronavirus. Oltre 60 scarcerazioni non sono state richieste dai difensori ma dall’amministrazione penitenziaria”, affermano il segretario della Commissione antimafia Wanda Ferro e i parlamentari di Fratelli d’Italia nell’organismo parlamentare Luca Ciriani e Antonio Iannone.
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I parlamentari Fdi, in attesa dell’audizione in Commissione del ministro Bonafede, hanno chiesto di acquisire l’elenco aggiornato delle scarcerazioni con le relative motivazioni e i verbali delle intercettazioni del Gom della Polizia penitenziaria “nei quali i mafiosi hanno espresso timori, se non vere e proprie minacce, per la possibile nomina alla guida del Dap del magistrato Di Matteo”. I parlamentari di Fratelli d’Italia hanno più volte evidenziato le responsabilità del governo rispetto allo scandalo delle scarcerazioni dei boss, prima con la linea morbida adottata dopo le rivolte nelle carceri “in cui è evidente una regia occulta delle organizzazioni criminali”, poi con l’inserimento dell’articolo 123 del “Cura Italia” che introduce un collegamento tra l’incompatibilità della detenzione in carcere per motivi di salute e il rischio di contrarre il coronavirus e con la circolare del Dap del 21 marzo che ha suggerito la scarcerazione per i detenuti con determinate patologie o con età superiori a 70 anni, senza neppure escludere i capimafia sottoposti al regime di isolamento del 41-bis. I rappresentanti di Fratelli d’Italia in Commissione hanno depositato una relazione in cui sollecitano un intervento di carattere normativo finalizzato a impedire che il rischio di contagio venga considerato come un motivo valido per disporre la detenzione domiciliare, considerato anche che i detenuti in regime di 41-bis vivono in una situazione di sostanziale isolamento che rende irrisorio il rischio di contagio.
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Fase 2: Crisanti, indignato da affollamenti senza mascherine
‘Abbiamo lavorato giorno e notte, è un delitto sprecare lo sforzo fatto’
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PADOVA
08 maggio 2020
15:02
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“Padova è un esempio di virtù civili, però purtroppo in televisione hanno fatto vedere altre città dove si vede gente affollata senza mascherine. Io voglio dire a queste persone che noi abbiamo lavorato giorno e notte per arrivare a questo punto, e che è veramente un delitto sprecare il lavoro fatto”. Lo ha detto Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di Virologia e microbiologia di Padova, oggi a margine dell’incontro con il presidente del Senato, Elisabetta Casellati.
“Sono indignato, non preoccupato – ha aggiunto Crisanti – Queste persone non possono sprecare tutto lo sforzo che è stato fatto, perché poi è difficile convincere queste persone a rifare lo stesso lavoro sulla base di un comportamento negligente”.
“L’apertura dev’essere fatta sulla base del rischio, una riapertura indifferenziata significa che non è stato calcolato il rischio. La scienza si basa su misure, e se non ci sono misure sono contrario” ha aggiunto Crisanti.
Rispondendo a una domanda sulla possibile diffusione del coronavirus già nell’autunno 2019 ha aggiunto: “A Padova e in Veneto dall’inizio di novembre fino a gennaio non abbiamo trovato nessun caso di coronavirus”. “Noi siamo il centro di riferimento regionale dell’influenza, quindi – ha spiegato Crisanti – abbiamo collezionato e archiviato tutti i campioni dei tamponi che ci sono giunti da ottobre a febbraio-marzo e li abbiamo ri-testati tutti retrospettivamente, per vedere se c’era qualcuno che ci era sfuggito. Quest’analisi finora non ha dato nessun risultato positivo”.
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Telefonata tra Conte e Putin
La telefonata tra i due leader riferita dal Cremlino
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
08 maggio 2020
15:36
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Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte. Lo fa sapere il Cremlino. I due leader hanno parlato della “cooperazione di successo tra Russia e Italia nella lotta contro la pandemia di coronavirus” e “Conte ha ringraziato la parte russa per la tempestiva assistenza, rilevando l’efficacia dell’aiuto e l’alta professionalità degli specialisti militari e dei medici russi” che hanno completato “la loro missione umanitaria”
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Pd, incentivi per ridurre orario lavoro
Contratti stabili 30 ore e part time, straordinari penalizzati
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
08 maggio 2020
15:44
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Contratti stabili meno costosi fino a 30 ore settimanali, incentivi ai part-time volontari, penalizzazione fiscale delle ore di straordinario oltre una data soglia, part-time come prassi nel pubblico impiego. Sono gli interventi, annunciata il Pd, della proposta di legge depositata dai deputati Stefano Lepri, Maurizio Martina, Andrea Orlando, Debora Serracchiani, Chiara Gribaudo. Quattro misure che potrebbero portare a 750 mila occupati in più all’anno per un costo di 2,8 miliardi a regime. Ma anche a una riduzione dei salari.
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Croce Rossa: Conte, esempio per tutti
Grazie ai 14 milioni di volontari in 192 paesi nel mondo
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
08 maggio 2020
15:53
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Oggi è la giornata mondiale della #CroceRossa e della #MezzalunaRossa. Grazie ai 14 milioni di volontari e volontarie che ogni giorno svolgono in 192 Paesi del mondo un prezioso lavoro di protezione e soccorso. Lo spirito che anima la vostra azione è un esempio per tutti noi”. Lo scrive su Twitter il premier Giuseppe Conte
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Via “tassa suolo pubblico” fino al 31/10
Ristoranti e bar non dovranno pagare imposta
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
08 maggio 2020
17:05
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Ristoranti e bar non dovranno pagare la tassa sull’uso del suolo pubblico fino al 31 ottobre. Inoltre l’utilizzazione delle maggiori superfici per favorire il distanziamento tra i clienti, “è oggetto di una comunicazione da parte del titolare dell’impresa e non è subordinata al rilascio di concessione da parte dell’ente locale”. Lo prevede il documento di lavoro per la messa a punto del decreto rilancio.
La relazione tecnica stima il minor gettito per i Comuni pari a 127,5 milioni di euro, che verrebbero ristorati dallo Stato.
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Iv,Bonafede? Prima si parli su giustizia
“Per noi tema è prioritario”
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
08 maggio 2020
17:13
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“Aspettiamo di capire quali sono le risposte che il presidente Conte vorrà darci su un tema prioritario per noi come quello della giustizia”. Con queste parole il coordinatore nazionale di Italia Viva Ettore Rosato, interpellato dal quotidiano online Affaritaliani.it, risponde alla domanda se nella maggioranza sia tornato il sereno dopo l’incontro di ieri tra la delegazione di IV e il presidente Conte e se i renziani in Parlamento voteranno no alla mozione di sfiducia al ministro Bonafede.
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De Luca replica all”amico sovranista ‘quello con gli occhiali color pannolino di bimbo’
‘Critiche a noi per aiuti ad affitti? La Regione ha varato due bandi per quasi 70 milioni’
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NAPOLI
08 maggio 2020
17:35
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Chiama in causa ‘l’amico sovranista’ il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, “quello che va in giro per farsi guardare gli occhiali nuovi il cui colore è pannolino di bimbo”. E lo fa per ricordare il programmi di aiuti che la Regione Campania ha messo in campo per gli affitti.
“La Campania ha varato un programma di aiuti – spiega in diretta Facebook – due bandi per quasi 70 milioni di euro, lo dico per il nostro amico sovranista che come sempre conosce poco della Campania”.
“Mi capita di ascoltare colleghi di altre regioni invocare l’apertura universale. Fanno demagogia, cercano di strumentalizzare la domanda di lavoro che c’è ed è drammatica senza decidere niente. Chi vuole aprire, apra domani mattina, lo faccia e se ne assuma la responsabilità ma facciamola finita con il chiacchiericcio”. “Il modello Campania -ha proseguito – significa che dobbiamo aprire tutto ma avendo l’obiettivo di non richiudere tutto la settimana dopo. Chi dice apriamo domani sta creando le condizioni per richiudere dopodomani, siamo per aprire per sempre e non a singhiozzo”.
“A Milano in queste ore registriamo nuovi contagi, ogni 24 ore, da 500 a 700 casi. Una delle differenze che ci sono state tra Campania e Lombardia è rappresentata dal fatto che in Lombardia venti giorni fa avevano una mobilità del 42%, cioè la metà della popolazione era in giro. Credo che abbia avuto una ricaduta pesante sul contagio – aggiunge – in Campania abbiamo stretto i freni, anticipato chiusure di due settimane, questo ci ha salvato ed oggi abbiamo condizioni di serenità per pensare di aprire attività economiche, ma per sempre”.
“La Campania è entrata pienamente nella fase 2 e ci siamo entrati seguendo il ‘modello Campania’: vale a dire essere efficaci nella sicurezza. Vogliamo fare per l’economia quello che abbiamo fatto per la sanità per cui siamo stati un modello nazionale”, ha aggiunto.
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“Evitiamo di fare comunella e crocchie. Mettiamo sempre le mascherine e laviamoci le mani in maniera ossessiva. Dobbiamo rispettare queste tre misure di sicurezza”.
Il numero dei contagi, sottolinea, è per ora sotto controllo. C’è un problema nell’Avellinese, ad Ariano Irpino. “Ieri su 21 contagi, 12 erano ad Ariano – ha spiegato – stiamo facendo migliaia di tamponi, dobbiamo capire se sono residui dei vecchi contagi o sono casi nuovi. Vedremo in queste ore di analizzare ad uno uno i 12 casi positivi di Ariano, ci auguriamo di non dover prendere decisioni restrittive”. E poi lancia un appello ai cittadini: “Evitate di andare negli ospedali del Nord perché abbiamo la migliore assistenza e gli ospedali più sicuri d’Italia “. “Nel corso degli anni i sistemi ospedalieri del nord hanno campato con i soldi che prendevano dalla nostra regione, la cosiddetta mobilità passiva – spiega – invito convintamente i nostri concittadini a rimanere in Campania. Intanto perché oggi sono gli ospedali più sicuri di Italia e poi perché, sinceramente, abbiamo la migliore assistenza d’Italia e in qualche caso del mondo”.
Serve, ha sottolineato, “un altro po’ di pazienza, mancano pochi giorni e poi potremo riprendere in grande una vita, non dico del tutto normale, ma dinamica per l’economia, artigianato, cultura e per le nostre relazioni sociali”.
“La Campania è l’unica istituzione in Italia in grado di far arrivare i soldi dopo solo tre settimane sui conti correnti di imprese e famiglie. Complessivamente, come Regione Campania, impegniamo quasi un miliardo di euro che arriverà nell’economia, nelle tasche dei singoli, delle imprese, dei professionisti delle famiglie nel giro di un altro mese”. De Luca chiama in causa i dati: “In tre settimane sono stati 40mila i mandati di pagamento alle piccole imprese per 2mila euro ognuna, altri 12mila mandati di pagamenti per i professionisti, gli autonomi, 6mila solo gli avvocati”. “Nel corso della prossima settimana completeremo i mandati di pagamento a 105mila piccole imprese e 65mila professionisti autonomi – ha aggiunto – se conoscete un’altra istituzione che è in grado di fare questo in tre settimane segnalatemela perché io non la conosco”. “Ci auguriamo di chiudere l’intesa con Inps per far arrivare dopo un lungo calvario, a fine maggio e fine giugno, l’aumento delle pensioni al minimo. Parliamo di 250mila pensionati al minimo che avranno l’aumento della pensione fino a mille euro”
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Superati 30 mila morti, 243 più di ieri
87.961 i malati, 1.663 meno. Ancora in calo terapie intensive
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
08 maggio 2020
18:38
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Sono state superate le 30 mila vittime per coronavirus in Italia: sono infatti salite a 30.201, con un incremento di 243 in un giorno. Il dato è stato reso noto dalla Protezione civile. Ieri l’aumento dei morti era stato di 274.
Sono 87.961 i malati, in calo rispetto a ieri di 1.663.
Prosegue anche oggi il calo dei ricoverati in terapia intensiva per coronavirus: sono 1.168 i pazienti nei reparti, 143 in meno rispetto a ieri. In Lombardia sono 400, 80 meno di ieri. Le persone ricoverate con sintomi sono invece 14.636, con un decremento di 538 rispetto a ieri. Infine, sono 72.157 le persone in isolamento domiciliare, 982 in meno rispetto a ieri.
I contagiati totali dal coronavirus in Italia, vale a dire gli attualmente positivi, le vittime e i guariti, sono 217.185 con un incremento rispetto a ieri di 1.327.
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Michel, un ‘piano De Gasperi’ che rilanci l’Ue
Conte: progetto a prova di futuro. Di Maio: ora salto di qualità
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08 maggio 2020
19:42
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“La messa in comune delle nostre forze spegne i nostri rancori”, diceva nel 1951 uno dei padri fondatori dell’Europa unita, l’allora presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, rivolgendosi all’Assemblea del Consiglio d’Europa a Strasburgo. Ed è proprio allo spirito del secondo dopoguerra, al “guardare oltre gli interessi di breve termine”, che si richiama il presidente del Consiglio europeo, il belga Charles Michel, quando oggi propone di intitolare proprio allo statista italiano il piano di ricostruzione che dovrà rilanciare il Vecchio Continente. La cui economia è stata devastata dalla crisi del coronavirus né più né meno che da un conflitto.
“Abbiamo parlato di un nuovo piano Marshall ma perché non chiamarlo piano De Gasperi? Lancio qui la proposta”, ha detto Michel, convinto che “la nostra generazione saprà lavorare per la realizzazione di un’Europa che manterrà tutto il meglio che ha raggiunto”.
Michel ha parlato all’annuale appuntamento fiorentino ‘The State of the Union’, che l’Istituto Universitario Europeo ha organizzato quest’anno per la prima volta in formato virtuale.
Un’occasione per fare il punto soprattutto sull’impatto che la pandemia rischia di avere sulla costruzione europea. “Il nostro continente prevarrà solo se sarà capace di rimanere unito e di realizzare una risposta coordinata basata sul principio fondamentale di solidarietà”, ha detto il premier Giuseppe Conte nel suo intervento sottolineando che la crisi da Covid è una “sfida grave e senza precedenti per l’Unione Europea e rende ancor più necessario un approccio al Progetto europeo a prova di futuro”. Mai come adesso “di fronte a un bivio”, gli ha fatto eco il commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni: senza una risposta comune “in gioco c’è tutto il progetto”, ha attaccato, sottolineando che “la discussione sul ‘recovery fund’ e su come finanziarlo non è facile”.
In Europa “serve un salto di qualità” ha rimarcato anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, perché il continente si trova a dover affrontare “la più grave crisi economica della sua storia e la risposta che daremo ne definirà il futuro”.
Le difficoltà sono note e di dare un nome a quella principale – la mancanza di fiducia tra i Paesi del nord e quelli del sud – si è incaricato l’ex presidente dell’Eurogruppo, il falco olandese Jeroen Dijsselbloem, ospite di uno dei panel. “Se dobbiamo entrare in un debito europeo condiviso – ha spiegato, dando voce all’opinione prevalente negli stati nordici – i soldi dovrebbero essere spesi con programmi europei e sotto un controllo democratico a livello europeo”. Quanto agli Stati ad alto debito, tra i quali c’è l’Italia, la ricetta dell’olandese può essere soltanto quella di mettere in campo “riforme strutturali” e “aiutarli” a non fare altro debito.
Il rischio di una disgregazione dell’eurozona è dietro l’angolo e la diagnosi degli analisti è impietosa: la crisi “sta allargando le differenze che già esistevano tra i Paesi europei prima dell’epidemia da coronavirus”, ha sottolineato Laurence Boone, capo economista dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Per recuperare “servirà un enorme periodo di tempo”. Tempo che rischiamo di non avere: “Serve un fondo macroeconomico molto significativo – ha ribadito Gentiloni – e ci serve molto presto”.
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Sindaci Cagliaritano, l’11 non riapriamo
Decisione unanime, nessuno emetterà ordinanze per anticipare
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CAGLIARI
08 maggio 2020
21:26
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I sindaci della Città Metropolitana di Cagliari non emetteranno ordinanze volte a consentire la riapertura delle attività lunedì 11, in anticipo sul Dpcm. La decisione è stata presa all’unanimità dai 17 sindaci dell’area metropolitana che, sostengono “pur avendo a cuore la sorte delle innumerevoli piccole imprese per le quali la riapertura è cruciale, nondimeno ritengono che questa decisione debba essere presa nella più totale sicurezza a seguito di un’attenta valutazione dei dati, con il fine prioritario di tutelare la salute di tutti i cittadini”.
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Gb ipotizza via libera a drive-in per fast food
E alleggerimento su funerali. Ma no a cambiamenti-lampo lockdown
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08 maggio 2020
20:36
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Il governo britannico considera “sicuro”, nelle condizioni attuali dell’emergenza coronavirus, una riapertura di fast food come McDonald’s non solo per l’asporto – secondo quanto consentito già ora, ma anche per il “drive-through”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, George Eustice, nella conferenza stampa di giornata a Downing Street. Eustice ha anche affermato che l’esecutivo sta “valutando attentamente”, un alleggerimento parziale della restrizione sulla partecipazione di parenti non solo strettissimi – come previsto al momento e dall’inizio del lockdown – ai funerali.
Il ministro ha tuttavia rimarcato, in vista dell’illustrazione della road map verso una futura Fase 2 in un discorso alla nazione del premier Boris Johnson in programma domenica sera, che non vi saranno “cambiamenti significativi da un giorno all’altro” nel regime del lockdown nel Regno.
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Riaperture, fuga in avanti delle Regioni. Nuovo stop da governo e Iss
Bolzano apre i negozi, il governo impugna la legge. Si apre uno spiraglio per l’ipotesi della riapertura di cinema e teatri a giugno
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09 maggio 2020
14:31
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“E’ importante che il paese riparta, ma il virus non ha cambiato né identità né caratteristiche.
Violare le regole di comportamento per la prevenzione del contagio, dunque, potrebbe facilitarne la circolazione”. Il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro stoppa le fughe in avanti delle Regioni che vogliono riaprire negozi, bar e ristoranti a partire già da lunedì e offre una sponda al ministro delle Salute Roberto Speranza che anche oggi ha ribadito la linea del governo: prima del 18 maggio non si apre nulla. “Dobbiamo gestire con grande attenzione e gradualità la fase delle riaperture. Nessuna fuga in avanti – ha detto – ci vuole ancora tanta responsabilità altrimenti finiremo col vanificare i sacrifici fatti finora”.
Ma si apre uno spiraglio per l’ipotesi della riapertura di cinema e teatri a giugno: come per le chiese, saranno previste regole precise per permettere agli spettatori – così come sarà per i fedeli – di partecipare a spettacoli rispettando distanziamenti e sicurezza. “Si stanno valutando – spiega il presidente del’Iss – forme di partecipazione con numeri limitati di persone in luoghi confinati previo rispetto delle regole e con un percorso di garanzia, dalla fasce orarie agli ingressi. Questo vale per tutti gli eventi che hanno tali caratteristiche”. E’ vero, infatti, come ha detto Brusaferro nel corso della conferenza stampa settimanale, la curva del contagio “decresce ed è un segnale che prosegue in tutte le regioni”. Ma è altrettanto evidente che ciò non significa nulla, se non si attendono i dati sull’andamento dei casi dopo l’allentamento delle misure deciso il 4 maggio. Attesa che non sarà inferiore ad una decina di giorni. Ed infatti il presidente dell’Iss conferma che quei numeri ci saranno “solo la prossima settimana” e che “solo dall’analisi dei dati, che verrà fatta dalla cabina di regia tra ministero e Regioni, si potranno fare ragionamenti per decidere misure successive”. Il governo, probabilmente a metà della prossima settimana, tirerà dunque le somme e predisporrà il nuovo Dpcm. In ogni caso, è impensabile di allentare ulteriormente le misure prima del 18 maggio.
Con buona pace del governatore altoatesino Armo Kompascher la cui legge per riaprire negozi, bar, ristoranti, parrucchieri e musei “è già in vigore”. Il ministro delle Autonomie Francesco Boccia ha impugnato il provvedimento: non essendo ancora pronte le linee guida nazionali sul lavoro – che l’Inail sta predisponendo con il Comitato tecnico scientifico -, l’ordinanza “è in contrasto con le regole sulla sicurezza sul lavoro”. Dopo l’ordinanza della Calabria, sulla quale il Tar deciderà sabato, anche quella dell’Alto Adige finisce dunque davanti ai giudici.
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Ma se Kompascher ha tratto il dado e superato il Rubicone dello scontro con Roma, gli altri governatori continuano l’offensiva di parole per chiedere di riaprire di più e prima. “Mi sento con i colleghi presidenti – dice il veneto Luca Zaia-: c’è condivisione rispetto al fatto che il 1 giugno è una data troppo distante” per ristoranti e bar in primis. Zaia denuncia inoltre “un’area di incertezza paurosa” sulle Fase 2, “non c’è programmazione. Se il Governo dicesse che si apre il 18 maggio tutti accenderebbero i motori. Ma il 18 potrebbe presentarsi Conte e fare un Dpcm che chiude altre due settimane”. In Lombardia invece Attilio Fontana, visti i Navigli pieni a Milano, parla di “momento delicatissimo: i cittadini, che hanno capito di dover rispettare le regole del lockdown, mi auguro rispettino anche quelle necessarie nella Fase 2”. E fa marcia indietro rispetto a giovedì anche il governatore della Liguria Giovanni Toti. “L’obiettivo della riapertura complessiva è più il 18 maggio che non prima”. Il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini torna invece a chiedere che dal 18 maggio le Regioni possano decidere in autonomia per le successive riapertura. Una possibilità che Boccia ha accolto già nel corso della Conferenza Stato-Regioni e che però dovrà confrontarsi con un altro tema: il ministro delle Autonomie ribadisce che si procederà ad “aperture differenziate per Regioni sulla base delle valutazioni” dei dati. E dunque ci saranno territori che potranno aprire e altri no.
Tutto rimandato, invece, per la mobilità sull’intero territorio nazionale: non se ne parlerà prima di giugno anche se nel nuovo Dpcm potrebbero essere consentiti i movimenti tra regioni limitrofe e quelli di chi vive al confine tra una regione e l’altra.
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Pd,stop a mascherine con volto Mussolini
Verona non può essere disonorata dai fascisti
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08 maggio 2020
17:07
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“Mascherine con il volto di #Mussolini e il motto “Camminare, costruire e, se necessario, combattere e vincere!”. Le produce e le ha messe in commercio un’azienda in provincia di #Verona. La città non può continuare ad essere disonorata dai fascisti. Qualcuno pensa di intervenire?”. Lo scrive su twitter Alessia Rotta, deputato del Pd.
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Salvini, Conte mantenga impegni
Non è occupazione ma stare nel luogo dove bisogna stare
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08 maggio 2020
12:16
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“Il governo ci ha detto che i soldi stanno arrivando. Ma questa settimane non è cambiato nulla, quindi se le parole di Conte rimangono parole vuol dire che come Lega torneremo in Parlamento, non a occupare, ma a stare nel luogo dove bisogna stare”. Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, a Mattino Cinque, su Canale 5.
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Fico, Croce Rossa modello per tutti
Fondamentale in questa emergenza il lavoro dei volontari
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08 maggio 2020
12:19
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“L’impegno della Croce Rossa e dei suoi volontari è un modello per tutti, un sostegno prezioso in situazioni difficili in tutto il mondo. E anche per far fronte a questa emergenza il lavoro dei volontari è stato fondamentale.
Grazie Croce Rossa per quello che fate ogni giorno”. Lo afferma il presidente della Camera Roberto Fico.
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Giorno della memoria delle vittime del terrorismo, Mattarella: ‘Ricordare chi non si è piegato’
Messaggio del presidente nel Giorno della memoria delle vittime del terrorismo: “Sconfitto grazie al sacrificio e alla rettitudine di molti. Non ovunque è stata fatta piena luce.”
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09 maggio 2020
12:30
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Nel suo messaggio nel Giorno della memoria delle vittime del terrorismo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sottolinea che “è giusto ricordare il coraggio di chi non si è piegato, di chi ha continuato a difendere la libertà conquistata, il diritto e la legalità, le istituzioni che presidiano la vita democratica. Il terrorismo è stato sconfitto grazie al sacrificio e alla rettitudine di molti, e grazie all’unità che il popolo italiano ha saputo esprimere in difesa dei valori più profondi della propria civiltà”
IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE
«Nel “Giorno della Memoria”, che il Parlamento italiano ha voluto dedicare alle vittime del terrorismo, la Repubblica si inchina davanti alle vite spezzate dal fanatismo politico, dalle violenze di gruppi brigatisti e neofascisti, dagli assalti eversivi alle istituzioni democratiche e alla convivenza civile.
Tragicamente lunga è la sequela delle persone uccise negli anni di piombo: servitori dello Stato, donne e uomini eletti a simbolo di funzioni pubbliche, cittadini impegnati nella vita sociale, testimoni coerenti che non hanno ceduto al ricatto. Il legame della memoria rinnova e rafforza il sentimento di solidarietà con i familiari, ma richiama anche un impegno che vale per l’intera comunità.
Ricordare è un dovere. Ricordare le strategie e le trame ordite per destabilizzare l’assetto costituzionale, le complicità e le deviazioni di soggetti infedeli negli apparati dello Stato, le debolezze di coloro che tardarono a prendere le distanze dalle degenerazioni ideologiche e dall’espandersi del clima di violenza. Ed è giusto ricordare il coraggio di chi non si è piegato, di chi ha continuato a difendere la libertà conquistata, il diritto e la legalità, le istituzioni che presidiano la vita democratica. Il terrorismo è stato sconfitto grazie al sacrificio e alla rettitudine di molti, e grazie all’unità che il popolo italiano ha saputo esprimere in difesa dei valori più profondi della propria civiltà. La storia ci ha dimostrato che l’unità e la coesione degli italiani sono gli strumenti più efficaci di fronte ai pericoli più gravi.
Nel tempo sono state accertate responsabilità dirette e indirette. Gli autori dei delitti sono stati sottoposti a processi e condanne. Ma non ovunque è stata fatta piena luce. La verità resta un diritto, oltre che un dovere per le istituzioni. Terrorismo ed eversione sono stati battuti con gli strumenti della democrazia e della Costituzione: la ricerca della verità, dunque, deve continuare laddove persistono lacune e punti oscuri.
Il 9 maggio è il giorno in cui Aldo Moro venne ucciso. La barbarie brigatista giunse allora all’apice dell’aggressione allo Stato democratico. Lo straziante supplizio a cui Moro venne sottoposto resterà una ferita insanabile nella nostra storia democratica. Respinta la minaccia terroristica, oggi ancor più sentiamo il dovere di liberare Moro e ogni altra vittima da un ricordo esclusivamente legato alle azioni criminali dei loro assassini. Nel riscoprire il pensiero, l’azione, gli insegnamenti di Moro e di tanti altri giusti che hanno pagato il prezzo della vita, ritroveremo anche talune radici che possono essere preziose per affrontare il futuro».
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Accolto ricorso Governo contro ordinanza
Permetteva servizio ai tavoli se all’aperto per bar e ristoranti
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CATANZARO
09 maggio 2020
14:11
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Il Tar di Catanzaro ha accolto il ricorso presentato dal Consiglio dei ministri tramite l’Avvocatura generale dello Stato contro l’ordinanza del presidente della Regione Calabria Jole Santelli, del 29 aprile scorso, che consentiva il servizio ai tavoli, se all’aperto, per bar, ristoranti ed agriturismo. E’ quanto si evince dal sito del Tar dopo l’udienza collegiale, tenuta in camera di consiglio, svoltasi stamani.
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Santelli, per Governo vittoria di Pirro
Calpesta diritti cittadini dopo 11 giorni validità ordinanza
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CATANZARO
09 maggio 2020
16:18
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“Prendiamo atto della decisione del Tar. Non nascondiamo il rammarico per una pronuncia che provoca una battuta d’arresto ai danni di una regione che stava ripartendo dopo 2 mesi di lockdown e i sacrifici dei cittadini.
Una scelta così importante spettava alla Corte costituzionale, unico organo in grado di fare chiarezza sul rapporto governo-Regioni. Il Governo Conte ha poco da esultare: si tratta di una vittoria di Pirro che calpesta i diritti dei cittadini dopo che per 11 giorni l’ordinanza ha avuto validità”. Così la governatrice Jole Santelli. “Contesto con forza – prosegue – la decisione politica di impugnare l’ordinanza e la volontà del Governo di imporre le proprie decisioni con pervicacia e violando l’autonomia. La mia regione in ogni caso ha vinto perché ha messo le esigenze del Sud al centro del dibattito e ha fatto emergere la necessità di discutere a fondo la Fase 2. La Calabria e il Sud hanno vinto perché hanno dimostrato di voler lavorare e di non pretendere politiche di assistenza”.
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Oltre 100 mila guariti, contagi ai minimi e calano morti
Sono otto le regioni senza vittime, la Lombardia migliora
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09 maggio 2020
20:26
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L’Italia si avvia alla fine della prima settimana della Fase 2 con i dati migliori dall’inizio del periodo più drammatico dell’emergenza coronavirus. In attesa di sapere se le riaperture delle attività e la relativa libertà restituita ai cittadini fanno risalire i contagi, si supera la soglia dei 100 mila guariti, con oltre 4 mila pazienti dimessi in 24 ore. Se le vittime raggiungono il numero sempre più impressionante di 30.395, i morti in un solo giorno sono 194, perlomeno di nuovo sotto quota 200. In 7 regioni e nella provincia autonoma di Trento non ci sono stati decessi. E anche la disastrata Lombardia manda segnali incoraggianti. Dall’Istituto superiore di sanità (Iss) trapela che prima della fine del weekend non saranno disponibili numeri significativi sull’avvio della Fase 2. Domani o lunedì dovrebbe riunirsi il Comitato tecnico scientifico (Cts) per una prima verifica dei dati sui contagi dalle varie Regioni.
Intanto i contagiati totali – che comprendono anche guariti e deceduti – con 1.083 nuovi casi fanno segnare il livello più basso dal 10 marzo, con la sola eccezione del 5 maggio, quando l’incremento fu appena inferiore (1.075). Il rapporto nuovi contagiati-tamponi effettuati (69.171 in un giorno) – è il più basso di sempre, l’1,6%. Un caso positivo ogni 64 test, in sostanza (senza tenere conto però dei tamponi ripetuti sullo stesso caso, che incidono mediamente per oltre il 40%). I guariti aumentano di 4.008 unità in 24 ore, portando il totale a 103.031, per la prima volta sopra i 100 mila e poco meno di tre volte le vittime. I malati – gli ‘attualmente positivi’ della Protezione civile – sono ora 84.842, in calo di ben 3.119 in 24 ore, quasi il doppio del giorno precedente. Consistenti in positivo anche i numeri delle persone ricoverate con sintomi, 13.834 con un decremento di 802, e in isolamento domiciliare, 69.974, ben 2.183 in meno rispetto al giorno prima. Prosegue come da settimane la discesa del numero dei pazienti in terapia intensiva, uno dei parametri più importanti assieme all’R con 0 delle Regioni per valutare le misure nella Fase 2. In tutta Italia hanno lasciato la rianimazione 134 persone, portando il totale dei letti occupati a 1.034 (il 3 aprile erano 4.068). Ciò lascia un certo margine di sicurezza nel caso che la curva dei contagi dovesse tornare a impennarsi con casi gravi.
Arrivate mascherine da 50 cent, sold out già lunedì – Arrivate e già quasi esaurite. Per le mascherine calmierate, quelle da 50 centesimi, si prevede il sold out già da lunedì. “E’ cominciata oggi la distribuzione di mascherine a prezzo calmierato alle farmacie in alcune grandi città come Roma -conferma il presidente di Federfarma, Marco Cossolo – ogni farmacia ne avrà circa 400, domani saranno anche a Milano. Purtroppo i dispositivi, appena arrivati, si stanno già esaurendo per l’elevata richiesta: temiamo che entro lunedì sera saranno tutte nuovamente esaurite”. E per fare fronte alla fame di mascherine, indispensabili se non obbligatorie nella Fase di allentamento di lockdown, si sta pensando di ‘regolarizzare’ milioni di dispositivi che finora sono stati bloccati dall’Istituto superiore di sanità: questo per far fronte proprio alla più che probabile nuova carenza delle mascherine calmierate. Questa è infatti una delle ipotesi che si sta valutando per far fronte all’elevata domanda. L’ultima intesa tra il fornitore di mascherine a marchio CE, che le importa dall’estero, e decine di distributori, rappresentati da ‘Federfarma Servizi’ e Associazione Distributori di Farmaci (Adf), prevede da subito 2 milioni di mascherine, altri 3 nella prossima settimana e 10 in quella seguente (tra il 18 e il 24 maggio) per andare poi a regime con 10 milioni di arrivi ogni settimana nelle farmacie.
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Conte, andremo in vacanza,non sarà un’estate in quarantena
Mes, attendiamo i decreti attuativi poi valuteremo in Parlamento
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10 maggio 2020
09:43
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“Quest’estate non staremo al balcone e la bellezza dell’Italia non rimarrà in quarantena. Potremo andare al mare, in montagna, godere delle nostre città. E sarebbe bello che gli italiani trascorressero le ferie in Italia, anche se lo faremo in modo diverso, con regole e cautele. Attendiamo l’evoluzione del quadro epidemiologico per fornire indicazioni precise su date e programmazione”. Lo afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un’intervista in apertura del Corriere della Sera in cui si dice “felice” della liberazione di Silvia Romano, avvenuta grazie “ai nostri servizi di intelligence, al lavoro investigativo dell’autorità giudiziaria e alla costante attenzione” dei ministri Di Maio e Guerini.
Tornando ala pandemia, “saranno mesi molto difficili. Avremo una brusca caduta del Pil e le conseguenze economiche saranno molto dolorose”, rimarca Conte.
In merito alle risorse europee, “sulla nuova linea di credito del Mes sono arrivate parole chiare da parte dell’Eurogruppo.
Ora attendiamo i regolamenti attuativi, poi valuteremo in Parlamento”, dice Conte. Tuttavia “le risorse del Mes, della Bei, del Sure da sole sono insufficienti. Stiamo in costante dialogo con la Commissione europea perché venga introdotto un Recovery fund di notevoli dimensioni”, con risorse “anticipate attraverso un prestito ponte”. Sulle risorse alle imprese e le banche, “con la garanzia di Stato ci attendiamo una brusca accelerazione. Le banche devono fare la loro parte”.
In tema del potere decisionale delle Regioni, “con le linee guida che ci permetteranno un controllo della curva epidemiologica, potremo permetterci anche differenziazioni geografiche”, ma “questo non significa procedere in ordine sparso e affidarci a iniziative avventate”, avverte Conte.
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Sulla scuola, “il rientro deve essere gestito in modo unitario su tutto il territorio nazionale”. Quanto alla possibile riapertura di bar, ristoranti e parrucchieri il 18 maggio anziché l’1 giugno, “potremo concordare con le Regioni alcune anticipazioni”.
Su Matteo Renzi, “Italia viva pone delle questioni, a volte, con particolare vivacità. Ma sono convinto che da questo confronto ripartiremo più forti e coesi”, dice Conte, che sull’ipotesi di un governissimo di Mario Draghi commenta: “Non so quante volte si sarà sentito strattonato. Chi davvero ha per lui la stima che pure professa di avere, farebbe bene a non sciupare il suo nome nel teatrino dei giochi politici quotidiani”.
Parlando della sanatoria, “regolarizzare per un periodo determinato immigrati che già lavorano sul nostro territorio significa spuntare le armi al caporalato e agli schiavisti del nostro tempo, contrastare il lavoro nero, effettuare controlli sanitari e proteggere la loro e la nostra salute, tanto più in fase di emergenza sanitaria”, rileva il premier.
Sul caso Bonafede-Di Matteo, “mi amareggiano le illazioni.
Parliamo del ministro che con il provvedimento sulla corruzione ha sbarrato la porta delle istituzioni agli appetiti criminali.
Continuerà a farlo, a testa alta”, conclude.
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Dl Rilancio, maxi decreto con 258 articoli
La bozza: bonus dell’80% sulla spesa per riaprire le imprese
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10 maggio 2020
13:38
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Un maxi decreto con 258 articoli. Così si presenta il decreto Rilancio in una bozza di questa notte. Le misure vanno da salute e sicurezza, al sostegno alle imprese e all’economia, alla tutela del risparmio e del settore creditizio.
E’ prevista per le ore 15 la riunione dei capi delegazione della maggioranza con il premier Giuseppe Conte.
Il decreto Rilancio prevede, nella bozza, la cancellazione definitiva delle clausole di salvaguardia che prevedevano aumenti di Iva e accise a partire dal 2021. Confermato anche il rinvio al 2021 di sugar e plastic tax.
Nella bozza del decreto è previsto un credito d’imposta dell’80%, per un massimo di 80 mila euro, per le spese di investimento necessarie per la riapertura in sicurezza delle attività economiche. La misura riguarda gli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del COVID-19, come gli “interventi edilizi per il rifacimento spogliatoi, mense, realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni”; gli arredi di sicurezza o quelli per l’acquisto di “tecnologie per l’attività lavorativa” e le “apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti”.
M5S, 16 miliardi per altre 9 settimane di Cig – “Nel prossimo decreto legge che il governo sta per approvare verranno stanziati più di 16 miliardi per altre 9 settimane di cassa integrazione e assegno del Fondo di integrazione salariale. Un sostegno concreto per milioni di cittadini che, a causa dell’emergenza Coronavirus, stanno attraversando questo momento di estrema difficoltà. Lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo: per colpa della crisi nessuno deve perdere il lavoro e l’azione del governo sta andando nella giusta direzione”. Lo dichiarano in una nota i deputati del MoVimento 5 Stelle della commissione Lavoro alla Camera.
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Fase 2: domani tavolo Regioni-governo aperture dal 18/5
Bonaccini, ‘Tanti governatori mi chiedono certezze’
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BOLOGNA
10 maggio 2020
13:42
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Lunedì sarà convocato il confronto tra Governo e Conferenza delle Regioni per avere chiarezza sull’ipotesi di riaperture dal 18 maggio. Lo annuncia il presidente Stefano Bonaccini, spiegando di averlo condiviso con il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, dopo aver ricevuto “da tanti presidenti di Regione la richiesta di avere certezza che dal 18 maggio possano riaprire gli esercizi e le attività commerciali oggi chiuse, ovviamente sulla base dell’andamento epidemiologico e il rispetto di protocolli di sicurezza condivisi”.
“Condividendo lo spirito della richiesta e la necessità di avere chiarezza, anche per poter dare per tempo le dovute informazioni, ho condiviso con il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia che già domani sarà convocato confronto fra Governo e Conferenza delle Regioni”, dice Bonaccini.
I governatori di Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Umbria, Veneto e il presidente della Provincia autonoma di Trento hanno scritto al Presidente della Conferenza delle Regioni sollecitandolo “a convocare urgentemente per domani un incontro con il Governo al fine di avere assoluta certezza che le linee Inail per le riaperture siano disponibili entro mercoledì e che dal 18 maggio ogni territorio possa consentire la ripartenza. Una prospettiva che, qualora fosse disattesa, porterà ad agire autonomamente”.
“Dal 18 ci sarà una nuova fase, che porterà a una differenziazione territoriale”, dice il ministro Francesco Boccia al Tg2. “Noi stiamo lavorando per far ripartire questa differenziazione territoriale dal 18 maggio – aggiunge -: potranno riaprire gran parte delle attività economiche”, ma “non possiamo far ripartire attività senza protocolli di sicurezza”.
Non c’è stato il boom di denunce nel primo sabato della Fase 2. Secondo i dati del Viminale, i trasgressori sanzionati dalle forze dell’ordine ieri sono stati 2.112: 2.081 per mancato rispetto dei divieti di spostamento, 21 per false attestazioni, 10 per violata quarantena. Ieri i denunciati erano stati 1.996. I cittadini controllati sono stati 162.299. Monitorati anche 53.643 esercizi commerciali: 178 titolari sono stati sanzionati, per 20 attività è stata disposta la chiusura.
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Coronavirus, Ascani: ‘Per la scuola tre scenari in base al trend del virus’
‘Le elementari e le medie in presenza, per i più grandi anche la didattica a distanza’
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
10 maggio 2020
10:16
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Sul ritorno a scuola “insieme al comitato stiamo immaginando tre differenti scenari a seconda dell’andamento dell’epidemia. Tutti questi scenari tengono conto che gli ordini di scuola non sono tutti uguali, in particolare i bambini più piccoli hanno assolutamente bisogno di recuperare una relazione in presenza. Quindi nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado, tradotto elementari e medie, noi immaginiamo di poter avere la scuola in presenza. Naturalmente riducendo i gruppi classe, quindi per esempio facendo in modo che una classe sia divisa in due, ma moltiplicando le attività che si fanno, aggiungendo, cioè, ai curricula tradizionali più musica, arte, sport, creatività digitale e laboratori.
Utilizzando per questo altri spazi che stiamo individuando insieme agli enti locali”. Lo ha detto a Sky TG24 la viceministra dell’Istruzione Anna Ascani. “Per quelli un po’ più grandi – ha aggiunto Ascani – che si gestiscono meglio anche da soli, prevediamo che una parte dell’attività sia comunque fatta in presenza, perché anche loro hanno bisogno di rientrare a scuola, però molto probabilmente in questo caso la didattica a distanza continuerà ad essere una parte del loro curriculum. L’attività in presenza sarà di meno rispetto al passato e sarà integrata con la didattica a distanza, che soprattutto nelle scuole secondarie di secondo grado ha funzionato meglio”.
“Ci stiamo confrontando anche con il ministero dell’Economia per capire in che misura noi potremo contare su un ampliamento di organico. Avremo sicuramente bisogno di professionalità specializzate per le nuove attività. Naturalmente i Comuni hanno anche delle relazioni importanti con enti del Terzo Settore e associazioni che possono farsi carico di un pezzetto di queste attività educative, però per noi conta avere un organico potenziato, perché naturalmente è quello che ci permette di organizzare più attività”.
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Mes, Gentiloni: ora si puo usare. Sassoli: già 14 mld degli italiani
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10 maggio 2020
10:46
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“L’Italia è l’unico Paese in cui si discute molto del Mes”, sul quale “non ci saranno condizionalità al di fuori del vincolo a spendere i soldi per coprire i costi sanitari diretti e indiretti della pandemia. Per l’Italia si tratta di 36-37 miliardi a un tasso prossimo allo zero. Il prestito avrà una maturità di 10 anni, il che produce un risparmio per le casse dello Stato di alcuni miliardi”. Lo afferma il Commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, in un’intervista in apertura di Repubblica.
“Queste linee di credito sono il simbolo del modo diverso in cui affrontiamo la crisi: dieci anni fa un Paese nei guai chiedeva aiuto in cambio di condizioni draconiane mentre oggi, con l’Europa alle prese con una crisi comune, abbiamo uno strumento accessibile a tutti e senza condizioni”, sottolinea Gentiloni, secondo cui “l’Europa esce più forte perché ha messo a nudo le velleità dei nazionalismi, del mito dell’uomo forte che se ne frega della pandemia e della narrativa del Paese che fa da solo. Abbiamo dimostrato che servono scienza, cooperazione tra nazioni e capacità di gestire situazioni complesse. Nulla di peggio per il nazionalismo populista”.
Gentiloni mette in guardia sul rischio di “conseguenze asimmetriche” in Ue. “Abbiamo sospeso il Patto di stabilità e le norme sugli aiuti di Stato per favorire enormi politiche espansive che supereranno il 25% del Pil europeo. Tuttavia i paesi hanno disponibilità diverse e a fine 2021 le differenze non si saranno ridotte, ma accentuate. Un fatto preoccupante.
Mercato unico e zona euro con troppi squilibri e differenze tra partner – avverte l’ex premier – sono seriamente a rischio”.
Con Mes, Sure e Bei “per la prima volta le istituzioni Ue non si limitano alla politica monetaria della Bce e alla sorveglianza della Commissione, ma lanciano risorse finanziarie comuni. Abbiamo rotto un tabù, non basta”. Il recovery Fund, dice Gentiloni sarà presentato “entro due settimane, e il suo obiettivo sarà di attenuare i rischi di divergenze eccessive all’interno del mercato unico”. “E’ necessario che il piano diventi operativo il più presto possibile, senza aspettare il 2021, abbia un finanziamento molto rilevante e agisca con un mix di sussidi e prestiti a lunga scadenza”.
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Sassoli, ‘nel Mes ci sono già 14 miliardi degli italiani’ – “Del Mes si discute solo in Italia. Ma non dimentichiamo che in quel fondo ci sono già 14 miliardi degli italiani. Ora c’è una linea sanitaria senza condizioni”. Lo afferma il presidente del Parlamento europeo David Sassoli a Rainews24. “Se vogliamo migliorare le nostre strutture sanitarie nel territorio, nelle Università, nelle zone industriali, assumere medici e infermieri, ricordiamoci di quei soldi già messi dagli italiani. Forse il nostro paese dovrebbe farci un pensierino”, conclude Sassoli.
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10 maggio 2020
00:16
Ok del Cdm per indagine sieroprevalenza sugli italiani
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Via libera del Cdm al “dl boss” sulle scarcerazioni
Prima verifica dopo 15 giorni, poi mensile
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09 maggio 2020
23:35
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Via libera del Consiglio dei ministri al “decreto boss”, che mette in campo una stretta sulle scarcerazioni legate all’emergenza coronavirus. Prima valutazione del tribunale di sorveglianza dopo quindici giorni dal provvedimento di scarcerazione legato al Coronavirus. Dopo la prima valutazione, il tribunale di sorveglianza, sentito il parere della Procuratore distrettuale antimafia e del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo verificherà con cadenza mensile se persistono le condizioni per la scarcerazione.
Con il decreto approvato “ribadiamo con fermezza quanto lo Stato sia impegnato nella lotta alla mafia. Un impegno che continuiamo a portare avanti, in onore della memoria di chi su questo terreno ha perso la vita e i propri affetti, nonché per il futuro dei nostri figli. La mafia mina le fondamenta della democrazia del nostro Paese e dobbiamo mettercela tutta affinché la giustizia faccia sempre il suo corso, fino all’ultimo”, afferma il ministro della Giustizia Bonafede.
“Nessuno può pensare di approfittare dell’emergenza sanitaria determinata dal Coronavirus per uscire dal carcere. E’ un insulto alle vittime, ai loro familiari e a tutti i cittadini, che in questo momento stanno anche vivendo tante difficoltà. I magistrati applicano le leggi e come sempre io rispetto la loro autonomia e indipendenza. C’è una nuova norma che mette ordine alla situazione. In un momento così straordinario si stava andando avanti con vecchi strumenti”, afferma il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede al termine del Cdm che ha dato l’ok al dl antimafia.
“Il provvedimento, in sintesi, consente ai giudici di rivalutare, alla luce del mutato quadro sanitario, con una diversa situazione a livello di disponibilità di strutture penitenziarie e ospedaliere, le concessioni da loro disposte nei confronti dei detenuti a causa della diffusione del Covid-19”, spiega il ministro della Giustizia
“La settimana scorsa abbiamo approvato un decreto che rende obbligatoria la richiesta del parere della direzione nazionale e delle direzioni distrettuali antimafia e antiterrorismo, prima di assegnare la detenzione domiciliare, e, stando ai dati di questa prima settimana, sta già dando i suoi frutti: abbiamo fermato l’emorragia. Oggi chiudiamo il cerchio”, spiega il Guardasigilli Alfonso Bonafede.
“Con questi due decreti ribadiamo con fermezza quanto lo Stato sia impegnato nella lotta alla mafia. Un impegno che continuiamo a portare avanti, in onore della memoria di chi su questo terreno ha perso la vita e i propri affetti, nonché per il futuro dei nostri figli. La mafia mina le fondamenta della democrazia del nostro Paese e dobbiamo mettercela tutta affinché la giustizia faccia sempre il suo corso, fino all’ultimo”, prosegue.
“Promuoviamo una sinergia, un gioco di squadra, perché saranno chiamati in causa l’autorità sanitaria e il dipartimento amministrazione penitenziaria, affinché diano ai giudici, cui rimane ovviamente l’ultima parola, un quadro sulla disponibilità di strutture penitenziarie o di reparti di medicina protetta in cui il condannato, o chi si trova in custodia cautelare, può riprendere la detenzione, chiaramente senza alcun pregiudizio per le sue condizioni di salute”, conclude.
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